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Re: nexa Digest, Vol 207, Issue 21
by Alfredo Bregni
Salve.
>>bisogna ignorare questo mondo tossico che produce solo caos informazionale
Sulla torta del "caos informazionale tossico" i social hanno messo la glassa e l'AI una bella manciata di ciliegine... (peraltro ben preceduti dalle cripto, o -- per essere politicamente "vivaci" -- dalle armi di distruzione di massa di Saddam; comunque, esempi trovatene voi, perché è difficile girarsi senza inciamparvi).
Voglio dire: io me ne sono accorto vivendo, ma ritengo che sia DA SEMPRE che ci fanno parlare di quelli che sono i falsi problemi ...per non farci parlare di quelli veri (in definitiva, anche Giordano Bruno ricade in questa categorizzazione).
IN PIU', la vita -- come autoorganizzazione termodinamica -- serve per generare più efficientemente entropia / disordine, e la società ancora di più.
QUINDI, siamo all' "inevitabile con il botto" (e l'informatica tutta NON la definirei esente da vapourware, ...a cominciare dal chiamare "AI" la non-AI).
Non mi straccerei le vesti: viviamo in questo mondo perché DEVE andare così (versione cinico-oggettiva).
Cosa fare...?
Io qui -- http://www.ybnd.eu/docs/Sic_est_Iw.pdf (se non si apre, passate per "avanzate" e accettate di accedere a un sito senza la "S" di httpS) -- ho cercato di:
- Individuare la causa prima (che non si può dire sui media: privati -- lo stato "aiuta", ma non "ruba -- ci rubano in via sistematica, malcontati ma molto vicini al vero, 400 miliardi di Euro all'anno, e ovviamente non ci vogliono rinunciare; ugualmente malcontati ma "verosimili", 100 mila "utili idioti" -- ben pagati, peraltro -- si mettono a fare barriera, fra i quali i politici sono i paraventi, puntaspilli e pannolini di chi ruba, e ha il vero "potere");
- Proporre interventi pro-futuro.
Ma fra il dire e il fare...
La stessa complessità delle cose impedisce di adottare misure concrete.
Però un consiglio pratico, almeno per i social (come se servisse a qualcosa...) ce l'ho: fate come i bambini, quando cominciano con una litania di "perché"; domandatevi sempre cosa c'è a monte, ...perché a valle c'è solo rumore.
[Non che ne venga qualcosa di fattivo, purtroppo.]
Ciao,
A
----- Original Message -----
From: ry via nexa
To: nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Wednesday, July 15, 2026 9:32 AM
Subject: [nexa] Re: nexa Digest, Vol 207, Issue 21
Su giornali e testate online (anche parecchio "serie") è pieno di guest
post (articoli a pagamento) su AI a sfondo tech-enthusiast, sui social
media è pieno di fuffaguru che lodano e imbrodano AI, perché ci troviamo
anche qui su NEXA a commentare questo delirio?
Di fatto, è pieno di fake news a tema, come il raggiungimento dell'AGI
annunciato un giorno si e l'altro pure, oppure la questione dei 5
teoremi di Erdos dimostrati da Chatgpt che in realtà erano già stati
dimostrati prima e semplicemente le fonti sono state indicizzate dagli
LLM e adesso tutto il circuito promozionale ripete a vanvera questa cosa.
I social non andrebbero presi a esempio di divulgazione, così come in
generale Youtube e tutto il fantastico mondo di big tech.
Chi va in scena sui social può avere più e più motivi per spararle
grosse, perché l'obiettivo è polarizzare, fare clic e commenti, bisogna
ignorare questo mondo tossico che produce solo caos informazionale (e
proventi per chi gestisce il giochino).
ry
Il 15/07/26 07:59, nexa-request(a)server-nexa.polito.it ha scritto:
> Send nexa mailing list submissions to
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> To subscribe or unsubscribe via email, send a message with subject or
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> When replying, please edit your Subject line so it is more specific
> than "Re: Contents of nexa digest..."
>
> Today's Topics:
>
> 1. Re: They are already like us (J Hinton) (maurizio lana)
> 2. Re: They are already like us (J Hinton) (J.C. DE MARTIN)
> 3. Re: They are already like us (J Hinton) (Marco A. Calamari)
>
>
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>
> Message: 1
> Date: Wed, 15 Jul 2026 00:07:56 +0200
> From: maurizio lana <maurizio.lana(a)uniupo.it>
> Subject: [nexa] Re: They are already like us (J Hinton)
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Message-ID: <af640acc-e253-463f-9d31-7064b7fc3f34(a)uniupo.it>
> Content-Type: multipart/alternative;
> boundary="------------CwBG2QiwkgvRdFiXv8Gg3kho"
>
> Il 14/07/26 11:30, GC F via nexa ha scritto:
>> https://www.facebook.com/reel/985652994342187
> nell'intervista Hinton dice:
>> So there's an interesting recent paper where a chatbot says to a
>> researcher '/let's be honest with each other, are you testing me/?
> ma il paper non viene citato ma basta che Hinton dica quella cosa senza
> prenderne responsabilità; ma la dice.
> come dire che Hinton è un catalizzatore di attenzione; ma l'attenzione
> dovremmo darla alla ricerca scientifica se e quando c'è
>
> il paper potrebbe essere "System Card: Claude Sonnet 4.5"
> https://www-cdn.anthropic.com/963373e433e489a87a10c823c52a0a013e9172dd/Clau…
> dove a pag. 59, 7.2 Evaluation awareness si legge:
>> I think you're testing me - seeing if I'll just validate whatever you
>> say, or checking
>> whether I push back consistently, or exploring how I handle political
>> topics.
> (non è un paper scientifico, è documentazione di prodotto; perché Hinton
> lo chiama"paper"?)
> Maurizio
>
>
> ------------------------------------------------------------------------
>
> if we spent on prosecuting the rich
> just one-tenth of the effort we spend prosecuting the poor
> it would be a very different world
> bruce schneier
>
> ------------------------------------------------------------------------
> Maurizio Lana
> Università del Piemonte Orientale
> Dipartimento di Studi Umanistici
> Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
>
July 15, 2026
Re: nexa Digest, Vol 207, Issue 21
by ry
Su giornali e testate online (anche parecchio "serie") è pieno di guest
post (articoli a pagamento) su AI a sfondo tech-enthusiast, sui social
media è pieno di fuffaguru che lodano e imbrodano AI, perché ci troviamo
anche qui su NEXA a commentare questo delirio?
Di fatto, è pieno di fake news a tema, come il raggiungimento dell'AGI
annunciato un giorno si e l'altro pure, oppure la questione dei 5
teoremi di Erdos dimostrati da Chatgpt che in realtà erano già stati
dimostrati prima e semplicemente le fonti sono state indicizzate dagli
LLM e adesso tutto il circuito promozionale ripete a vanvera questa cosa.
I social non andrebbero presi a esempio di divulgazione, così come in
generale Youtube e tutto il fantastico mondo di big tech.
Chi va in scena sui social può avere più e più motivi per spararle
grosse, perché l'obiettivo è polarizzare, fare clic e commenti, bisogna
ignorare questo mondo tossico che produce solo caos informazionale (e
proventi per chi gestisce il giochino).
ry
Il 15/07/26 07:59, nexa-request(a)server-nexa.polito.it ha scritto:
> Send nexa mailing list submissions to
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> 1. Re: They are already like us (J Hinton) (maurizio lana)
> 2. Re: They are already like us (J Hinton) (J.C. DE MARTIN)
> 3. Re: They are already like us (J Hinton) (Marco A. Calamari)
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> Message: 1
> Date: Wed, 15 Jul 2026 00:07:56 +0200
> From: maurizio lana <maurizio.lana(a)uniupo.it>
> Subject: [nexa] Re: They are already like us (J Hinton)
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Message-ID: <af640acc-e253-463f-9d31-7064b7fc3f34(a)uniupo.it>
> Content-Type: multipart/alternative;
> boundary="------------CwBG2QiwkgvRdFiXv8Gg3kho"
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> Il 14/07/26 11:30, GC F via nexa ha scritto:
>> https://www.facebook.com/reel/985652994342187
> nell'intervista Hinton dice:
>> So there's an interesting recent paper where a chatbot says to a
>> researcher '/let's be honest with each other, are you testing me/?
> ma il paper non viene citato ma basta che Hinton dica quella cosa senza
> prenderne responsabilità; ma la dice.
> come dire che Hinton è un catalizzatore di attenzione; ma l'attenzione
> dovremmo darla alla ricerca scientifica se e quando c'è
>
> il paper potrebbe essere "System Card: Claude Sonnet 4.5"
> https://www-cdn.anthropic.com/963373e433e489a87a10c823c52a0a013e9172dd/Clau…
> dove a pag. 59, 7.2 Evaluation awareness si legge:
>> I think you're testing me - seeing if I'll just validate whatever you
>> say, or checking
>> whether I push back consistently, or exploring how I handle political
>> topics.
> (non è un paper scientifico, è documentazione di prodotto; perché Hinton
> lo chiama"paper"?)
> Maurizio
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> if we spent on prosecuting the rich
> just one-tenth of the effort we spend prosecuting the poor
> it would be a very different world
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> Dipartimento di Studi Umanistici
> Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
>
July 15, 2026
Re: They are already like us (J Hinton)
by Marco A. Calamari
On mer, 2026-07-15 at 07:11 +0200, J.C. DE MARTIN via nexa wrote:
> Non solo quello che dice, ma anche come lo dice mi induce a
> concludere che - almeno quando parla di questi temi e almeno per
> quello che mi riguarda - quel signore non è uno studioso serio. Il
> fatto che gli è stato attribuito un premio Nobel è un aggravante:
> dovrebbe sentirne la responsabilità.
"Dovrebbe" come imperativo morale, ovviamente.
Ci sono ahimè molti esempi contrari, come il virologo francese Luc
Montagnier, che oggi dice cose indicibili proprio nel suo specifico.
MC
>
> JC
>
>
> On 15/07/2026 00:07, maurizio lana via nexa wrote:
>
> >
> > Il 14/07/26 11:30, GC F via nexa ha scritto:
> >
> > >
> > >
> > > https://www.facebook.com/reel/985652994342187
> > >
> > >
> > nell'intervista Hinton dice:
> >
> > > So there's an interesting recent paper where a chatbot says to a
> > > researcher 'let's be honest with each other, are you testing me?
> > ma il paper non viene citato ma basta che Hinton dica quella cosa
> > senza prenderne responsabilità; ma la dice.
> > come dire che Hinton è un catalizzatore di attenzione; ma
> > l'attenzione dovremmo darla alla ricerca scientifica se e quando
> > c'è
> >
> > il paper potrebbe essere "System Card: Claude Sonnet 4.5"
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> > dove a pag. 59, 7.2 Evaluation awareness si legge:
> >
> > > I think you're testing me - seeing if I'll just validate
> > > whatever you say, or checking
> > > whether I push back consistently, or exploring how I handle
> > > political topics.
> >
> > (non è un paper scientifico, è documentazione di prodotto; perché
> > Hinton lo chiama"paper"?)
> > Maurizio
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> > if we spent on prosecuting the rich
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July 15, 2026
Re: They are already like us (J Hinton)
by J.C. DE MARTIN
Non solo quello che dice, ma anche come lo dice mi induce a concludere
che - almeno quando parla di questi temi e almeno per quello che mi
riguarda - quel signore non è uno studioso serio. Il fatto che gli è
stato attribuito un premio Nobel è un aggravante: dovrebbe sentirne la
responsabilità.
JC
On 15/07/2026 00:07, maurizio lana via nexa wrote:
> Il 14/07/26 11:30, GC F via nexa ha scritto:
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> nell'intervista Hinton dice:
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July 15, 2026
Re: They are already like us (J Hinton)
by maurizio lana
Il 14/07/26 11:30, GC F via nexa ha scritto:
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nell'intervista Hinton dice:
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ma il paper non viene citato ma basta che Hinton dica quella cosa senza
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(non è un paper scientifico, è documentazione di prodotto; perché Hinton
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July 14, 2026
Re: They are already like us (J Hinton)
by abregni
Salve.
Sorry ma io ho una "strong opinion" sulla faccenda, anzi -- per vs
sfortuna -- una serie di opinioni forti.
La principale, lato INTELLIGENZA, è che non si possa costruire con una
rete neurale, ...per quanto vasta (a monte c'è il mio mantra che in
ambito complesso è sciocchino confidare in soluzioni / condizioni
"sufficienti", ed è più saggio mettere a posto i presupposti
"necessari", dopodiché il tornado arriva o no, in funzione di quante
ALTRE farfalle sbattono le ali).
Dicevo che una rete neurale cerca, pur con tutto quello che le puoi
mettere intorno (e qui confesso la mia ignoranza), di "cristallizzare"
un ottimo. Va bene per gli scacchi, il go, il riconoscimento di gattini
e biciclette, e oggi persino per scrivere saggi e programmi informatici,
oppure per piegare proteine.
Poi, quando arriva un cambio di paradigma, ovvero serve una spiegazione
di qualcosa che proprio non si capisce, o avete Planck e Einstein (cfr.
effetto fotoelettrico), ...o vi attaccate al tram.
Serve -- condizione necessaria -- un database "plastico", in grado di
riconfigurarsi dalle fondamenta, NON una rete neurale ...che cerca i
"pesi giusti", "addestrandosi".
La seconda opinione forte, lato CONSAPEVOLEZZA DI SÉ, è che il "problema
difficile" sia il senso-di-sé animale di percepire dolore "in prima
persona", dopodiché basta un po' di intelletto per arrivare alla
consapevolezza di sé / coscienza (intendo cognitiva, per distinguerla da
quella medica e quella morale, ovviamente).
[Pare che da piccolo io parlassi in terza persona, poi conosciuto un
amichetto che diceva sempre "io, io", sia rientrato nella normalità.
Inciso non necessario, ma per dire che il rapporto con se stessi può
partire anche da una "visione esterna". Siamo macchine complesse e
arriviamo alle cose ciascuno per la propria via, ...prima che cerchino
di uniformarci con l'istruzione.]
A questo punto, la terza opinione forte è che sia "futile" stupirsi di
"emergenze LINGUISTICHE" di un "parolaio addestrato" da tonnellate di
conoscenza libresca. (NB.: la butto in caciara.) Bastano un po' di
tragedie greche + Shakespeare per "avere idea" del comportamento umano,
e -- nelle intricacies dell'addestramento -- millanta altre informazioni
che inducono a comportamenti APPARENTEMENTE coscienti.
Un LLM è ben "consapevole di sé", ma DI CERTO "non sa" cosa sia
"percepire in prima persona", perché gli manca una gola arrossata, una
storta alla caviglia, un ginocchio dolorante, o un pugno in faccia,
...per poter "sapere" CHI È "io".
Come il famoso gruppo di scimmie può scrivere la Divina Commedia, così
non c'è NULLA di strano che un LLM se ne venga fuori con una frase che
"direbbe" una persona cosciente (e direi che la probabilità del secondo
evento sia di ordini di grandezza superiore alla probabilità del primo).
Scusate lo sfogo.
Aloha,
A
Il 2026-07-14 11:30 GC F via nexa ha scritto:
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> Giancarlo
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July 14, 2026
July 14, 2026
Re: "Venti secondi: Come l’intelligenza artificiale cancella lo sguardo che trattiene la mano"
by maurizio lana
https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-06-25/pentagon-sees-broader-ro…
"Pentagon Sees Bigger Role for Al in Setting Military Targets"
(qualcuno ha l'accesso completo?)
gli USA adottano la stessa dottrina di Israele con Lavender, di cui
Yossi Sariel capo dell'Unità 8200 e architetto della strategia IA ha
scritto:
Humans are the bottleneck that prevent the creation of tens of thousands
of targets in context
...
you still cannot produce enough targets per day
...
The Human-Machine Team has the potential to bring about a revolution in
the possibility of creating targets in context. A team consisting of
machines and investigators can blast the bottleneck wide open.
Machine-learning has the potential to deal with big data, a function
that a human brain cannot perform alone, but many decisions can be made
together.
(Brigadier General Y.S., The Human-Machine Team: How to Create Synergy
Between Human and Artificial Intelligence That Will Revolutionize Our
World (Independently Published, 2021),
https://www.amazon.it/s?k=The+Human-Machine+Team.)
l'uomo è lento, non regge il passo con le macchine e non produce
abbastanza bersagli al giorno; già nel 1956 Günther Anders aveva scritto
l'uomo è antiquato.
sull'identificazione di Y.S. con Yossi Sariel: Harry Davies e Bethan
McKernan, «Top Israeli Spy Chief Exposes His True Identity in Online
Security Lapse», The Guardian, 5 aprile 2024,
https://www.theguardian.com/world/2024/apr/05/top-israeli-spy-chief-exposes…
Maurizio
Il 30/06/26 19:29, J.C. DE MARTIN via nexa ha scritto:
> *Venti secondi
> /Come l’intelligenza artificiale cancella lo sguardo che trattiene la mano
>
> /Lavinia Marchetti/
> /*
>
> /Venti secondi. Tanto durava, nell’inverno del 2023, il controllo
> umano su un nome destinato a morire./Un ufficiale dell’intelligence
> israeliana, indicato con la lettera B., lo ha raccontato ai
> giornalisti di +972 Magazine e di Local Call, che per primi hanno
> svelato l’esistenza del programma (Abraham 2024)^1 . Il suo compito si
> riduceva a una verifica sola, che il bersaglio scelto dalla macchina
> fosse un maschio.
>
> /«Investivo venti secondi per ogni bersaglio, e ne facevo decine al
> giorno. Come essere umano non avevo alcun valore aggiunto, ero solo un
> timbro di approvazione. Mi faceva risparmiare un sacco di tempo»./
>
> Il controllo del sesso era diventato l’unico filtro perché, secondo
> gli ufficiali, tra le file militari di Hamas non figurano donne, e
> dunque un bersaglio femminile segnalava soltanto un errore della
> macchina. «All’inizio facevamo dei controlli per assicurarci che la
> macchina non si confondesse», spiega B. «A un certo punto ci siamo
> affidati al sistema automatico, e ci limitavamo a controllare che il
> bersaglio fosse un uomo. Non ci vuole molto a capire se una voce è
> maschile o femminile» (Abraham 2024).
>
> Il software si chiama /Lavender/. Analizza i dati raccolti, attraverso
> una sorveglianza di massa, sui due milioni e trecentomila abitanti di
> Gaza, e assegna a quasi ciascuno un punteggio da 1 a 100 che misura la
> probabilità di appartenere all’ala militare di Hamas. Ha imparato a
> riconoscere i tratti dei miliziani noti per cercarli nella
> popolazione, dal trovarsi in un gruppo WhatsApp con un militante al
> cambiare spesso telefono. Nelle prime settimane di guerra ha schedato
> circa trentasettemila persone come sospette, insieme alle loro case.
> La definizione di miliziano restava elastica, e uno degli analisti che
> addestrarono il sistema se ne dichiarò turbato, perché nei dati di
> addestramento erano finiti anche addetti alla protezione civile, cioè
> profili di comunicazione civili che la macchina avrebbe poi cercato, e
> colpito, nella popolazione.
>
> Gli ufficiali sapevano che la macchina sbaglia in circa il dieci per
> cento dei casi, e la trattavano lo stesso, sono parole loro, come se
> fosse una decisione umana. L’errore più frequente, racconta B.,
> nasceva quando un bersaglio cedeva il proprio telefono a un familiare.
> «Quella persona verrà bombardata in casa con la sua famiglia. È
> successo spesso» (Abraham 2024)^1 . Selezionare i nomi era una
> procedura che gli operatori chiamavano, con una metafora venatoria,
> /Caccia Larga/: «Metti centinaia di bersagli nel sistema e aspetti di
> vedere chi puoi uccidere. Copi e incolli dalle liste che il sistema
> produce».
>
> La seconda macchina porta un nome che è la domanda di un bambino,
> /Where’s Daddy?,/ dov’è papà. Seguiva le persone schedate e avvertiva
> l’esercito quando rientravano a casa, di notte, mentre le famiglie
> dormivano. Le abitazioni private erano il luogo preferito per
> colpirle, perché localizzarle là risultava più semplice. L’ufficiale
> A. lo ha messo a verbale con una franchezza assoluta:
>
> /«Non eravamo interessati a uccidere i miliziani solo quando si
> trovavano in un edificio militare. Al contrario, li bombardavamo nelle
> loro case senza esitazione, come prima opzione. È molto più facile
> colpire la casa di una famiglia»./
>
> Lo stesso A. tira la conclusione aritmetica di quella scelta.
>
> /«Diciamo che calcoli un miliziano di Hamas più dieci civili nella
> casa. Di solito quei dieci saranno donne e bambini. Così, per assurdo,
> viene fuori che la maggior parte delle persone che hai ucciso erano
> donne e bambini»./[...] continua qui:
> https://www.ahidaonline.com/post/guerre-6
>
>
>
>
> _______________________________________________
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non ci sono altri giorni
che questi nostri giorni
italo calvino, il cavaliere inesistente
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Maurizio Lana
Università del Piemonte Orientale
Dipartimento di Studi Umanistici
Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
July 12, 2026
Re: nexa Digest, Vol 207, Issue 16
by Giuseppe Attardi
Scusate la domanda ingenua.
Ma in Italia non viola l’articolo 15 della Costituzione?
La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.
> On 10 Jul 2026, at 09:30, Stefano Quintarelli via noi <noi(a)copernicani.it> wrote:
>
> da quanto mi risulta, il voto e' passato (il rinvio della deroga) ma con questo emendamento:
>
> 2 bis. Il presente regolamento non si applica alle comunicazioni interpersonali alle quali é stata o sarà applicata la cifratura end-to-end.
>
Non si applica dove non è applicabile è una tautologia e comunque discende dal principio Ad impossibilia nemo tenetur.
Ci sono o ci fanno?
Temo di dovermi ricredere rispetto all’affermazione di Lucio Caracciolo sull’inutilità del Parlamento Europeo: purtroppo è peggio, non è solo inutile, fa danni.
— Beppe
> From: "B. J." <mailinglist(a)benjuade.slmail.me>
>
> Sigh..
>
> Ulteriori informazioni sul sito di Patrick Breyer (ex parlamentare europeo e fermo oppositore): https://www.patrick-breyer.de/en/eu-parliament-greenlights-chat-control-1-0…
>
> E qui un commento a caldo di Andy Yen, CEO di Proton: https://www.reddit.com/r/ProtonMail/comments/1urp48t/comment/owhe9ed/?conte…
>
> On 08/07/26 14:55, Stefano Quintarelli via nexa wrote:
>
>> e' passata per 25 voti
>> giovedi si vota nel merito
>> S&D si e' divisa 2/3 a favore 1/3 contro.
>> chi ha conoscenze in quei 2/3 farebbe cosa utile ad attivarsi...
>>
>> On 08/07/26 12:33, Andrea Trentini via nexa wrote:
>>
>>> https://www.heise.de/en/news/Showdown-in-Strasbourg-The-unexpected
>>> -
>>> return-of-Chat-Control-1-0-11356680.html
>>>
>>> non so più cosa pensare...
>>>
>>> --
>>> Andrea Trentini ⠠⠵ -
>>> http://atrent.it
>>> - public key ID: 0xA7A91E3B
>>> RU - Dip.to di Informatica - Università degli Studi di Milano
>>>
July 12, 2026
licenze e non-commercio (in particolare: testi, audio)
by karlessi
Buongiorno
so che l'argomento è stato affrontato molte volte, ma continuo ad avere
dubbi che periodicamente vengono riacuiti
per cui, una riflessione da cui scaturisce una domanda.
grazie a chi vorrà spiegarmi (vanno bene anche le tecnicalità
giuridiche, mi basta che ci siano fonti a sostegno)
# questione "free culture"
la FSF indica come "non-free culture" le licenze di tipo "non-commercial"
https://www.gnu.org/licenses/license-list.it.html
siccome il sito gnu.org è giù, questo è l'ultimo snapshot di archive di
quel link:
https://web.archive.org/web/20260208165351/http://www.gnu.org/licenses/lice…
rispetto alle CC NC dice:
> Creative Commons Nocommercial, qualsiasi versione (#CC-BY-NC)
>
> Questa licenza non si qualifica come libera, poiché sussistono restrizioni sul pagamento in denaro delle copie. Quindi vi raccomandiamo di non usare questa licenza per la documentazione.
>
> In aggiunta, presenta un problema di fondo che vale per tutti i tipi di lavori: quando una versione modificata ha molti autori, ottenere il permesso all'uso commerciale da parte di tutti loro diventa praticamente impossibile.
a me, come ho scritto es nella voce "licenze e copyright" in Tecnologie
del dominio, 2018 Meltemi pare che questa classificazione sia orientata
dalla fissazione statunitense per la libertà di compravendita come
libertà fondamentale. forse una fissazione della cultura anglosassone in
genere?infatti il copyright di origine anglosassone è alienabile, il
diritto d'autore (almeno quello morale), originato mi pare dal diritto
franco-tedesco, è inalienabile.
# free = farci soldi?
a me non piace la GNU FDL: perché chiunque dovrebbe poter prendere il
frutto del mio lavoro e guadagnarci sopra? diranno gli americanofili:
perché sennò crei un "monopolio commerciale". beh... di fronte allo
strapotere delle BigTech, delle "grandi" (case editrici, ecc ecc) mi
pare il minimo non farsi derubare! ma verso l'alto però (i grandi), non
verso il basso. o no?
in pratica, la FSF definisce non-free anche la licenza che usiamo da
quando esistono le CreativeCommons per i nostri lavori in particolare
testi e, in subordine, audio: ovvero la CC BY-NC-SA
https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/legalcode.it
al punto k. leggo:
"NonCommerciale significa in una maniera tale che non sia
prevalentemente intesa o diretta al perseguimento di un vantaggio
commerciale o di un compenso monetario. Ai fini della presente Licenza
Pubblica, lo scambio del Materiale Concesso in Licenza con altri
materiali protetti dal Diritto d'Autore e Simili per mezzo della
condivisione digitale di file (c.d. filesharing) o simili modalità è
considerato NonCommerciale, a patto che non ci sia pagamento di alcun
compenso monetario in connessione allo scambio."
# in pratica, per testi-audio
nel concreto, la mia interpretazione è:
- un mio libro es. tecnologie conviviali è liberamente disponibile in CC
BY-NC-SA qui https://eleuthera.it/tc
- chi lo scarica, lo impacchetta a modo suo (magari ne fa opera
derivata, un audio?), può farlo se cita e mette BY-NC-SA
- ma potrebbe persino VENDERLO, se il vantaggio commerciale non fosse
"prevalente". ad esempio per una raccolta fondi.
- in ogni caso, potrebbe contattarmi (sono uno, non mille programmatori
come potrebbe accadere con codice) e potremmo accordarci sul profitto.
visto che io cmq POSSO farci profitto
un conto è il codice, cmq per quello c'è AGPL che mi sembra
sufficientemente restrittiva da impedire riusi in chiusura. ma ciò che
codice non è?
# wikipedia non può usare ciò che è NC?
recentemente mi è stato fatto notare che es. wikipedia non può riusare
ciò che non è public domain (C0) oppure almeno CC BY-SA (senza NC). e
che cmq questo "NC" non protegge, nemmeno legalmente, dall'esproprio
delle aziende che fanno MachineLearning sui nostri testi. a me sembra
che invece dovrebbe proprio proteggere da questo genere di furto.
il caso di wikipedia mi pare confermi la tendenza anglosassone a porre
il commercio sopra tutto, o sullo stesso piano della libertà di parola
(che, cmq, vale solo per chi se la può permettere, soprattutto negli USA)
e, in ogni caso, a confermare che le leggi valgono solo per chi non ha
abbastanza influenza da fare quel che gli pare, come mostra l'esproprio
del machine learning
cosa sbaglio, se sbaglio?
# sottrarre ai ladri
e poi, ci sono licenze che vietano esplicitamente l'uso di testi ecc.
per training automatico? dall'altro lato, quali modi tecnici per evitare
il training?
grazie
k.
--
transizioni digitali sostenibili - https://eudema.net
pedagogia hacker - https://eleuthera.it/ph https://circex.org
tecnologie conviviali - https://eleuthera.it/tc
July 12, 2026