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Re: [nexa] Documento Digitale Unificato belga
by la_zanna
??...
In pratica mi dici che non verrà usata una carta intelligente o un
token?
Ho capito bene?
Luca Z.
Il giorno lun, 31/03/2014 alle 16.05 +0200, Stefano Quintarelli ha
scritto:
> se ti riferisci alla smartcard (eid.belgium.be) e' l'equivalente della
> nostra CIE; una smartcard che non puoi usare con un tablet, tanto per
> iniziare..
>
> in SPID avrei preferito parlare di autenticazione, ma i giuristi fanno
> questioni molto fini che vanno oltre le mie competenze.
>
> SPID prevede oltre a userid e password (OTP) prevede le sole info che
> compongono il codice fiscale + un altra coordinata di contatto
> (email/numero cellulare)
>
> altre cose tipo altezza, peso, residenza, cittadinazna, ecc. sono cose
> che esulano da SPID e stanno nella CIE.
>
> ciao, s.
>
> On 31/03/2014 11:51, la_zanna wrote:
> > Buongiorno,
> > sono interessato ad avere la vostra opinione sul Documento Digitale
> > Unificato che utilizzano in Belgio per assicurare l'identità digitale.
> >
> > Grazie
> > Luca Z.
> >
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March 31, 2014
Re: [nexa] R: R: Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
by Luca Belli
Devo effettuare anche io un "corrigendum": il voto al Parlamento europeo avrà luogo giovedi', non domani.
Buona serata,
Luca
Luca Belli
PhD Candidate in Public Law
CERSA, Université Panthéon-Assas, Paris 2
Dynamic Coalition on Network Neutrality
From: lucabelli(a)hotmail.it
To: f.cortiana(a)provincia.milano.it; andrea(a)digitalpolicy.it; nexa(a)server-nexa.polito.it
Date: Mon, 31 Mar 2014 13:12:37 +0200
Subject: Re: [nexa] R: R: Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Cari Juan Carlos
e Fiorello, molte grazie per l’interessamento.
Caro Alberto, cari
tutti,
Sono
assolutamente d’accordo con le tue osservazioni a riguardo della procedura con
cui gli atti legislativi sono elaborati. E’ sicuramente una delle più
partecipative al mondo (ad eccezione forse della democrazia diretta elvetica).
Mi sembra giusto pero’ ricordare che un tale livello di partecipazione é il
minimo in un sistema (unico al mondo) in cui l’iniziativa legislativa é monopolio
di una super-amministrazione (non eletta) geneticamente incrociata con un
potere esecutivo.
Nota Bene: la mia
ultima affermazione non significa che io stia suggerendo che degli atti
altamente tecnici debbano essere elaborati da un organo democraticamente eletto
(e quindi composto di non-esperti) piuttosto che da una commissione composta di
esperti. Un tale scenario sarebbe ancora più catastrofico. Ma se si vuole
essere efficienti restando democratici, si attribuisce ad una commisione di
esperti il monopolio dell’iniziativa legislativa e, parallelamente, si
prevedono dei meccanismi di checks and balances inespugnabili.
Ora, a mio
avviso, il meccanismo partecipativo descritto sia da te che Andrea é essenziale
(e lodevole) al fine di garantire la diversità di opinioni nella fase di
preparazione di una soluzione ad un problema specifico (chiamiamola “fase partecipativa
ante-proposta”); ma questo meccanismo deve
essere completato da un dibattito pubblico a riguardo della soluzione stessa
dopo che quest’ultima é pubblicata (chiamiamola “fase partecipativa post-proposta”)
in modo che i colegislatori possano rendersi conto della portate di cio’ che si
apprestano a votare ed i cittadini di come i loro diritti fondamentali saranno
regolati.
A mio avviso – condiviso
anche da un manipolo di agitatori norvegesi, rivoluzionari islandesi e noti
cospiratori liechteinsteiniani – il fatto che questa fase post-proposta sia
particolarmente rapida e non facilmente accessibile al cittadino europeo
rischia di minare profondamente il carattere democratico dell’intero processo.
Sicuramente, la responsabilità per la mancanza di dibattito é anche politica,
soprattutto alla luce di cio’ che sottoneava Andrea a proposito di quali
(pochi) parlamenti nazionali si siano interessati all’analisi della proposta. Pero’
credo che il “great haste” con cui la proposta é stata presentata e discussa non sia proprio
il miglior metodo per favorire il dibattito pubblico.
Inoltre, credo che
sia molto rischioso affidarsi alla buona volontà dell’accademico di turno per
colmare l’interstizio di cui parli (io direi piuttosto un fossato) ed
organizzare un dibattito pubblico alla brasiliana in un lasso temporale cosi’
esiguo. E come ho già ripetuto in maniera quasi ossessiva, sono esterefatto da
come sia semplice ridurre/evitare il dibattito pubblico per delle ragioni di “urgenza”.
Penso che a
questo punto anche il server di NEXA sia stufo di sentirmi blaterare, quindi vi
ringrazio per l’attenzione (nel caso qualcuno sia riuscito a seguire tutto il
dibattito) e per le repliche stimolanti.
Nell'attesa del voto al Parlamento (domani) vi auguro una buona settimana,
Luca
Luca Belli
PhD Candidate in Public Law
CERSA, Université Panthéon-Assas, Paris 2
Dynamic Coalition on Network Neutrality
Subject: R: R: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Date: Mon, 31 Mar 2014 11:04:49 +0200
From: f.cortiana(a)provincia.milano.it
To: lucabelli(a)hotmail.it; andrea(a)digitalpolicy.it; nexa(a)server-nexa.polito.it
R: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Luca, concordo. Ci sono da fare una azione immediata, io giro
il tutto a Dany Cohn Bendit, e un'azione politica, Citizen
Initiative.
Fiorello
Da: Luca Belli [mailto:lucabelli@hotmail.it]
Inviato: domenica 30 marzo 2014 21.34
A: Fiorello Cortiana;
Andrea Glorioso; nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: RE: R: [nexa]
Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Caro Fiorello,
cari tutti,
Sono d’accordo:
indubbiamente 1 milione di firme in 7 paesi rappresentano una consapevolezza
diffusa. Tuttavia, mi sembra giusto sottolineare che, in virtù del suo monopolio
sull’iniziativa legislativa, spetta alla Commissione decidere se accetare o no
l’iniziativa organizzata tramite l’ICE e successivamente definire il contenuto
di un’evantuale proposta legislativa.
Ad ogni modo,
benché la digressione sull'ICE sia interessante, credo che abbia deviato
leggermente l’attenzione dal mio punto inziale. Ovverosia: il Parlamento europeo
voterà martedi (ie tra due giorni) un progetto che é stato presentato sei mesi
fa e che a mio avviso é stato molto scarsamente dibattuto, soptrattutto a
livello nazionale.
Ora, sempre a mio
avviso, é molto pericoloso che - in un sistema in cui una super-amministrazione
(ie la Commissione) detiene il monopolio dell’iniziativa - una proposta che avrà
conseguenze notevoli sui diritti fondamentali di ogni cittadino sia discussa in
fretta e furia e non abbia alcuna risonanza a livello nazionale. Per questo
suggerivo in maniera provocatoria di darci una svegliata.
Delle due cose
l’una. (i) O i cittadini europei sono coscienti e d’accordo col fatto che il
regolamento proposto dalla Commissione permette di considerare potenzialmente
ogni applicazione come un “servizio specializzato” e di priorizzarlo (creando
quindi il famoso “champagne Internet” suggerito da Neelie Kroes) con potenziale
riduzione della qualità di tutti quei servizi/applicazioni che non hanno la
capacità finanziaria per pagare la priorizzazione (come chiaramente sottolineato
dal BEREC nel suo rapporto di novembre 2012). (ii) Oppure, i cittadini non ne
sono assolutamente coscienti, semplicemente perché non ne hanno mai sentito
perlare, vista la totale mancanza di un dibattito a livello nazionale.
A mio avviso, le
due ragioni principali che rendono estremamante difficile il dibattito a livello
nazionale sono l’incorrettezza/inesistenza delle traduzioni della proposta di
regolamento (e, soprattutto della versione emendata della proposta) ed il lasso
temporale estremamante ridotto nel quale il parlamento ha dovuto analizzare la
proposta.
Come ho detto
nella mia mail precedente, diversi MEP (capitanati da sobillatori svedesi,
secondo le ultime notizie) hanno messo in evidenza l’incorrettezza delle
traduzioni della proposta iniziale
durante la riunione ITRE del 26 febbraio. A cio' si aggiunge il fatto che le
traduzioni della versione emendata non erano disponibili perché, per ragioni
pratiche, gli emendamenti di compromesso sono redatti solo in inglese. Sono
d’accordo che l’adozione di un unico working language sia una scelta pragmatica
e non mi permetto di fare obbiezioni. Ma trovo scandaloso che ci siano solo tre
settimane tra l’approvazione del progetto emendato ed il voto in Parlamento
(ricordo che la proposta emandata é stata approvata dal comitato ITRE il 18
marzo e sarà votata il 2 aprile). Come é possibile che un cittadino europeo non
anglofono (ovvero la maggioranza) possa rendersi conto di cio’ che succede?
L’urgenza con cui
il progetto é stato presentato (che certi osservatori hanno considerato
sospetta) ha reso estremamente difficile il dibattito pubblico e
l’organizzazione della società civile (elementi sacrosanti in una
democrazia).
A mio avviso, la
combinazione di scarsità di tempo ed impossibiltà di analizzare i testi emendati
si trasforma in un enorme impedimento al diritto fondamentale di accesso agli
atti dell’UE e si presta a degli abusi, poiché puo’ rivelarsi una tecnica
potenzialmente elitista e azzeccagarbugliesca per esclude la maggioranza dei
cittadini europei dal dibattito.
Ergo, la mia
scelta luterana di scrivere un articolo in italiano (cosa che non facevo da
quattro anni) é volta semplicemente a rendere (spero) comprensibile un argomento
complesso e permettere – a chi voglia farlo – di formarsi un’opinione
liberamente ed eventualmente transmettere la propria opinione a chi lo/la
rappresenta a Bruxelles (cosa, anche quest’ultima, sacrosanta in una
democrazia).
Mi scuso per
avervi annoiato con le mie elucubrazioni infinite e per la eventuali eccessive
semplificazioni o mancanza di precisione nelle mail precedenti.
Buona serata a
tutti,
Luca
PS: i sobillatori
svedesi, gli anti-democratici norvegesi ed i comunisti apolidi che vogliano
saperne di più su cosa sia la neutralità della rete e cercare di farsi
un’opinione, possono dare un’occhiata inter alia a :
La
neutralità della rete : che cos’é e perché stiamo rischiando di
perderla
The Value of Network Neutrality for the Internet of
Tomorrow
Report of the Dynamic Coalition on Network
Neutrality
Protecting
Human Rights through Network Neutrality: Furthering Internet Users’ Interest,
Modernising Human Rights and Safeguarding the Open Internet
Buona
notte!
Luca Belli
PhD Candidate in Public
Law
CERSA, Université Panthéon-Assas, Paris 2
Dynamic Coalition
on Network
Neutrality
Subject: R: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Date: Fri,
28 Mar 2014 23:48:30 +0100
From: f.cortiana(a)provincia.milano.it
To:
lucabelli(a)hotmail.it; andrea(a)digitalpolicy.it;
nexa(a)server-nexa.polito.it
Io,credo che un milione
di firme di cittadini europei significhino una consapevolezza,e un dibattito
diffusi.
Vale la pena di rischiare/ sfidare il giudizio della
Commissione.
Del resto è probabile che se ne raccolgano molte di più, già in
occasione della riproposizione da parte della,Commissione di una proposta di
direttiva per la brevettabilità del software ne arrivarono ai MEP due milioni e
il Parlamento respinse la proposta della Commissione a larga
maggioranza.
Milioni di firme sono in fatto politico
ineludibile
Fiorello
-----Messaggio originale-----
Da:
nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it per conto di Luca Belli
Inviato: ven
28/03/2014 20.06
A: Andrea Glorioso; nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto:
Re: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una
svegliata!!
Andrea,
Ti ringrazio per
la mail
ricca di dettagli. Cerchero' di essere più conciso per compassione
nei
confronti degli altri (eventuali) lettori ma soprattutto perché so che
con l'appropinquarsi
della serata rischio di vedermela brutta con il temibile
Capitan Europa.
Quando mi
riferivo ad atti
"mancanti/incorretti", volevo sottoineare l'inesistenza della
traduzione
degli emendamenti di compromesso e la non correttezza delle
traduzioni della
proposta. Sicuramente tu disponi di informazioni più precise
delle mie per
quanto concerne quali traduzioni fossero incorrette e quali no.
Guardando la
trasmissione in streaming della (tumultuosa) sessione ITRE del 26
febbraio,
avevo avuto l'impressione che il problema delle traduzioni fosse
sollevato da
un nutrito gruppo di MEPs, ma probabilmente si trattava di una
congiura
capeggiata da sobillatori svedesi mugugnanti.
Reitero che
l'incorrettezza
delle traduzioni originali e l'impossibilità di consultare le
proposte emendate
non mi sembrano facilitare il dibattito pubblico. E' un
opinione personale, non
un giudizio ingeneroso.
Per
quanto
riguarda le ICE, credo che tu abbia dimenticato di sottolineare che
una volta
raggiunto un milione di firme in 7 Membri (traguardo non
particolarmente
semplice) la commissione non é tenuta a proporre alcun atto
legislativo. In
particolare:
-
La
Commissione adotta una risposta formale in cui illustra le eventuali azioni
che
intende
proporre
-
La
Commissione
non ha l'obbligo di proporre un atto legislativo a seguito
di
un'iniziativa.
Quando ho
organizzato il Multi-Stakeholder
Dialogue on Network Neutrality and Human
Rights per il Consiglio d'Europa ho
chiesto a diversi attivisti perché non
avessero proposto un'ICE su net
neutraliy. La risposta é stata che era uno
sforzo inutile proprio perché
qualora si riesca a raccogliere le firme
necessarie non c'é nessuna certezza
che la proposta superi il filtro della
commissione.
Per
quanto
riguarda la confusione tra aprile e novembre 2009, chiedo venia per la
mancanza
di precisione ma non credo sia un dato particolarmente
rilevante.
Cio' che mi
lascia esterefatto é che si pretenda
che un progetto che ha richiesto almeno
due anni per essere elaborato da
esperti possa essere discusso da dei non-esperti (MEP)
in 7 mesi senza che ci
sia un dibattito pubblico (capace di implicare la
societa civile magari anche
a livello nazionale) su questioni che incidono sui diritti fondamentali
dei
cittadini europei.
Il BEREC, che tu
ben citi, ha descritto
le varie pratiche discriminatorie di gestione del traffico
internet nel suo
rapporto del maggio 2012. Da quel momento non c'é stato più
bisogno di
dibattito pubblico per sapere che esistono tali pratiche. Si sapeva
che ci
sono e sono estremamante diffuse e bisognava proporre delle
soluzioni
urgentemente.
Il dibattito
pubblico é essenziale per
discutere le soluzioni proposte dalla commissione per
arginare/evitare tali
pratiche disciminatorie ed a mio avviso, un tale
dibattito non c'é stato e,
soprattutto, non é stato per nulla incoraggiato
dalla tempistica adottata nel
presentare la proposta né dall'impossibilità di accedere
ai testi degli
emendamenti.
Ad ogni modo, la mia intenzione era stimolare il
dibattito al di fuori dei diretti interessati ma alla fine ci siamo ritrovati a
parlarne io e te... E' sempre un piacere parlare con te ma spero che
anche qualcun'altro si interessi alla questione: il Parlamento europeo vota
martedi.
I miei omaggi ai
fabbricanti e al capitano e buon
week end a tutti gli altri.
Luca
Luca Belli
PhD
Candidate in Public Law
CERSA, Université Panthéon-Assas, Paris 2
Dynamic
Coalition on Network Neutrality
Date: Fri, 28 Mar 2014 17:31:33
+0100
From: andrea(a)digitalpolicy.it
To: lb(a)lucabelli.net
CC:
nexa(a)server-nexa.polito.it
Subject: Re: [nexa]
Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Cari tutti,
Da vero
burocrate devo inviare un "corrigendum" alla mia mail...
On Mar 28, 2014 3:10
PM, "Andrea Glorioso" <andrea(a)digitalpolicy.it> wrote:
> Bisogna
capire se la mancanza di analisi e reazione da parte di alcuni parlamenti
nazionali - quelle vetuste entità che si suppone debbano rappresentare i
cittadini in democrazia - sia dovuta a (1) scarsa informazione da parte della
Commissione Europea, che mi pare sia la tua posizione (e, se così fosse e come
penso sia chiaro, personalmente ne dubito); (2) mancanza di tempo da parte dei
Parlamentari italiani; (3) mancanza di interesse per quello che succede "a
Bruxelles", salvo poi lanciarsi in filippiche interminabili su quanto l'Europa
ci stia portando alla rovina e via discorrendo.
Intendevo scrivere
"mancanza di tempo da parte dei Parlamentari *nazionali*", dato che il
Parlamento italiano non è l'unico a non essersi espresso sulla proposta della
Commissione (d'altronde è una possibilità, non un obbligo).
A
presto,
Andrea
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March 31, 2014
R: OSCE Representative on Freedom of the Media e proposta di legge armena su responsabilità per diffamazione via internet
by Blengino
Molto attuale Oreste, avrebbe potuto esser esposta questa mattina nel convegno alla Camera.
Grazie
C.
-----Messaggio originale-----
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di oreste.pollicino
Inviato: lunedì 31 marzo 2014 16:41
A: nexa
Oggetto: [nexa] OSCE Representative on Freedom of the Media e proposta di legge armena su responsabilità per diffamazione via internet
non sarà del vicino ma è un'erba a cui si guarda con una certa preoccupazione in Europa
la mia analisi per OSCE Representative on Freedom of the Media
http://www.osce.org/fom/116911
un caro saluto,
o.
p.s. grazie a Marco Bassini per il prezioso supporto ed a Marco Bellezza per i commenti utilissimi
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March 31, 2014
OSCE Representative on Freedom of the Media e proposta di legge armena su responsabilità per diffamazione via internet
by oreste.pollicino
non sarà del vicino ma è un'erba a cui si guarda con una certa preoccupazione in Europa
la mia analisi per OSCE Representative on Freedom of the Media
http://www.osce.org/fom/116911
un caro saluto,
o.
p.s. grazie a Marco Bassini per il prezioso supporto ed a Marco Bellezza per i commenti utilissimi
March 31, 2014
Re: [nexa] Documento Digitale Unificato belga
by Stefano Quintarelli
se ti riferisci alla smartcard (eid.belgium.be) e' l'equivalente della
nostra CIE; una smartcard che non puoi usare con un tablet, tanto per
iniziare..
in SPID avrei preferito parlare di autenticazione, ma i giuristi fanno
questioni molto fini che vanno oltre le mie competenze.
SPID prevede oltre a userid e password (OTP) prevede le sole info che
compongono il codice fiscale + un altra coordinata di contatto
(email/numero cellulare)
altre cose tipo altezza, peso, residenza, cittadinazna, ecc. sono cose
che esulano da SPID e stanno nella CIE.
ciao, s.
On 31/03/2014 11:51, la_zanna wrote:
> Buongiorno,
> sono interessato ad avere la vostra opinione sul Documento Digitale
> Unificato che utilizzano in Belgio per assicurare l'identità digitale.
>
> Grazie
> Luca Z.
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March 31, 2014
Re: [nexa] R: R: Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
by Luca Belli
Cari Juan Carlos
e Fiorello, molte grazie per l’interessamento.
Caro Alberto, cari
tutti,
Sono
assolutamente d’accordo con le tue osservazioni a riguardo della procedura con
cui gli atti legislativi sono elaborati. E’ sicuramente una delle più
partecipative al mondo (ad eccezione forse della democrazia diretta elvetica).
Mi sembra giusto pero’ ricordare che un tale livello di partecipazione é il
minimo in un sistema (unico al mondo) in cui l’iniziativa legislativa é monopolio
di una super-amministrazione (non eletta) geneticamente incrociata con un
potere esecutivo.
Nota Bene: la mia
ultima affermazione non significa che io stia suggerendo che degli atti
altamente tecnici debbano essere elaborati da un organo democraticamente eletto
(e quindi composto di non-esperti) piuttosto che da una commissione composta di
esperti. Un tale scenario sarebbe ancora più catastrofico. Ma se si vuole
essere efficienti restando democratici, si attribuisce ad una commisione di
esperti il monopolio dell’iniziativa legislativa e, parallelamente, si
prevedono dei meccanismi di checks and balances inespugnabili.
Ora, a mio
avviso, il meccanismo partecipativo descritto sia da te che Andrea é essenziale
(e lodevole) al fine di garantire la diversità di opinioni nella fase di
preparazione di una soluzione ad un problema specifico (chiamiamola “fase partecipativa
ante-proposta”); ma questo meccanismo deve
essere completato da un dibattito pubblico a riguardo della soluzione stessa
dopo che quest’ultima é pubblicata (chiamiamola “fase partecipativa post-proposta”)
in modo che i colegislatori possano rendersi conto della portate di cio’ che si
apprestano a votare ed i cittadini di come i loro diritti fondamentali saranno
regolati.
A mio avviso – condiviso
anche da un manipolo di agitatori norvegesi, rivoluzionari islandesi e noti
cospiratori liechteinsteiniani – il fatto che questa fase post-proposta sia
particolarmente rapida e non facilmente accessibile al cittadino europeo
rischia di minare profondamente il carattere democratico dell’intero processo.
Sicuramente, la responsabilità per la mancanza di dibattito é anche politica,
soprattutto alla luce di cio’ che sottoneava Andrea a proposito di quali
(pochi) parlamenti nazionali si siano interessati all’analisi della proposta. Pero’
credo che il “great haste” con cui la proposta é stata presentata e discussa non sia proprio
il miglior metodo per favorire il dibattito pubblico.
Inoltre, credo che
sia molto rischioso affidarsi alla buona volontà dell’accademico di turno per
colmare l’interstizio di cui parli (io direi piuttosto un fossato) ed
organizzare un dibattito pubblico alla brasiliana in un lasso temporale cosi’
esiguo. E come ho già ripetuto in maniera quasi ossessiva, sono esterefatto da
come sia semplice ridurre/evitare il dibattito pubblico per delle ragioni di “urgenza”.
Penso che a
questo punto anche il server di NEXA sia stufo di sentirmi blaterare, quindi vi
ringrazio per l’attenzione (nel caso qualcuno sia riuscito a seguire tutto il
dibattito) e per le repliche stimolanti.
Nell'attesa del voto al Parlamento (domani) vi auguro una buona settimana,
Luca
Luca Belli
PhD Candidate in Public Law
CERSA, Université Panthéon-Assas, Paris 2
Dynamic Coalition on Network Neutrality
Subject: R: R: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Date: Mon, 31 Mar 2014 11:04:49 +0200
From: f.cortiana(a)provincia.milano.it
To: lucabelli(a)hotmail.it; andrea(a)digitalpolicy.it; nexa(a)server-nexa.polito.it
R: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Luca, concordo. Ci sono da fare una azione immediata, io giro
il tutto a Dany Cohn Bendit, e un'azione politica, Citizen
Initiative.
Fiorello
Da: Luca Belli [mailto:lucabelli@hotmail.it]
Inviato: domenica 30 marzo 2014 21.34
A: Fiorello Cortiana;
Andrea Glorioso; nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: RE: R: [nexa]
Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Caro Fiorello,
cari tutti,
Sono d’accordo:
indubbiamente 1 milione di firme in 7 paesi rappresentano una consapevolezza
diffusa. Tuttavia, mi sembra giusto sottolineare che, in virtù del suo monopolio
sull’iniziativa legislativa, spetta alla Commissione decidere se accetare o no
l’iniziativa organizzata tramite l’ICE e successivamente definire il contenuto
di un’evantuale proposta legislativa.
Ad ogni modo,
benché la digressione sull'ICE sia interessante, credo che abbia deviato
leggermente l’attenzione dal mio punto inziale. Ovverosia: il Parlamento europeo
voterà martedi (ie tra due giorni) un progetto che é stato presentato sei mesi
fa e che a mio avviso é stato molto scarsamente dibattuto, soptrattutto a
livello nazionale.
Ora, sempre a mio
avviso, é molto pericoloso che - in un sistema in cui una super-amministrazione
(ie la Commissione) detiene il monopolio dell’iniziativa - una proposta che avrà
conseguenze notevoli sui diritti fondamentali di ogni cittadino sia discussa in
fretta e furia e non abbia alcuna risonanza a livello nazionale. Per questo
suggerivo in maniera provocatoria di darci una svegliata.
Delle due cose
l’una. (i) O i cittadini europei sono coscienti e d’accordo col fatto che il
regolamento proposto dalla Commissione permette di considerare potenzialmente
ogni applicazione come un “servizio specializzato” e di priorizzarlo (creando
quindi il famoso “champagne Internet” suggerito da Neelie Kroes) con potenziale
riduzione della qualità di tutti quei servizi/applicazioni che non hanno la
capacità finanziaria per pagare la priorizzazione (come chiaramente sottolineato
dal BEREC nel suo rapporto di novembre 2012). (ii) Oppure, i cittadini non ne
sono assolutamente coscienti, semplicemente perché non ne hanno mai sentito
perlare, vista la totale mancanza di un dibattito a livello nazionale.
A mio avviso, le
due ragioni principali che rendono estremamante difficile il dibattito a livello
nazionale sono l’incorrettezza/inesistenza delle traduzioni della proposta di
regolamento (e, soprattutto della versione emendata della proposta) ed il lasso
temporale estremamante ridotto nel quale il parlamento ha dovuto analizzare la
proposta.
Come ho detto
nella mia mail precedente, diversi MEP (capitanati da sobillatori svedesi,
secondo le ultime notizie) hanno messo in evidenza l’incorrettezza delle
traduzioni della proposta iniziale
durante la riunione ITRE del 26 febbraio. A cio' si aggiunge il fatto che le
traduzioni della versione emendata non erano disponibili perché, per ragioni
pratiche, gli emendamenti di compromesso sono redatti solo in inglese. Sono
d’accordo che l’adozione di un unico working language sia una scelta pragmatica
e non mi permetto di fare obbiezioni. Ma trovo scandaloso che ci siano solo tre
settimane tra l’approvazione del progetto emendato ed il voto in Parlamento
(ricordo che la proposta emandata é stata approvata dal comitato ITRE il 18
marzo e sarà votata il 2 aprile). Come é possibile che un cittadino europeo non
anglofono (ovvero la maggioranza) possa rendersi conto di cio’ che succede?
L’urgenza con cui
il progetto é stato presentato (che certi osservatori hanno considerato
sospetta) ha reso estremamente difficile il dibattito pubblico e
l’organizzazione della società civile (elementi sacrosanti in una
democrazia).
A mio avviso, la
combinazione di scarsità di tempo ed impossibiltà di analizzare i testi emendati
si trasforma in un enorme impedimento al diritto fondamentale di accesso agli
atti dell’UE e si presta a degli abusi, poiché puo’ rivelarsi una tecnica
potenzialmente elitista e azzeccagarbugliesca per esclude la maggioranza dei
cittadini europei dal dibattito.
Ergo, la mia
scelta luterana di scrivere un articolo in italiano (cosa che non facevo da
quattro anni) é volta semplicemente a rendere (spero) comprensibile un argomento
complesso e permettere – a chi voglia farlo – di formarsi un’opinione
liberamente ed eventualmente transmettere la propria opinione a chi lo/la
rappresenta a Bruxelles (cosa, anche quest’ultima, sacrosanta in una
democrazia).
Mi scuso per
avervi annoiato con le mie elucubrazioni infinite e per la eventuali eccessive
semplificazioni o mancanza di precisione nelle mail precedenti.
Buona serata a
tutti,
Luca
PS: i sobillatori
svedesi, gli anti-democratici norvegesi ed i comunisti apolidi che vogliano
saperne di più su cosa sia la neutralità della rete e cercare di farsi
un’opinione, possono dare un’occhiata inter alia a :
La
neutralità della rete : che cos’é e perché stiamo rischiando di
perderla
The Value of Network Neutrality for the Internet of
Tomorrow
Report of the Dynamic Coalition on Network
Neutrality
Protecting
Human Rights through Network Neutrality: Furthering Internet Users’ Interest,
Modernising Human Rights and Safeguarding the Open Internet
Buona
notte!
Luca Belli
PhD Candidate in Public
Law
CERSA, Université Panthéon-Assas, Paris 2
Dynamic Coalition
on Network
Neutrality
Subject: R: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Date: Fri,
28 Mar 2014 23:48:30 +0100
From: f.cortiana(a)provincia.milano.it
To:
lucabelli(a)hotmail.it; andrea(a)digitalpolicy.it;
nexa(a)server-nexa.polito.it
Io,credo che un milione
di firme di cittadini europei significhino una consapevolezza,e un dibattito
diffusi.
Vale la pena di rischiare/ sfidare il giudizio della
Commissione.
Del resto è probabile che se ne raccolgano molte di più, già in
occasione della riproposizione da parte della,Commissione di una proposta di
direttiva per la brevettabilità del software ne arrivarono ai MEP due milioni e
il Parlamento respinse la proposta della Commissione a larga
maggioranza.
Milioni di firme sono in fatto politico
ineludibile
Fiorello
-----Messaggio originale-----
Da:
nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it per conto di Luca Belli
Inviato: ven
28/03/2014 20.06
A: Andrea Glorioso; nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto:
Re: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una
svegliata!!
Andrea,
Ti ringrazio per
la mail
ricca di dettagli. Cerchero' di essere più conciso per compassione
nei
confronti degli altri (eventuali) lettori ma soprattutto perché so che
con l'appropinquarsi
della serata rischio di vedermela brutta con il temibile
Capitan Europa.
Quando mi
riferivo ad atti
"mancanti/incorretti", volevo sottoineare l'inesistenza della
traduzione
degli emendamenti di compromesso e la non correttezza delle
traduzioni della
proposta. Sicuramente tu disponi di informazioni più precise
delle mie per
quanto concerne quali traduzioni fossero incorrette e quali no.
Guardando la
trasmissione in streaming della (tumultuosa) sessione ITRE del 26
febbraio,
avevo avuto l'impressione che il problema delle traduzioni fosse
sollevato da
un nutrito gruppo di MEPs, ma probabilmente si trattava di una
congiura
capeggiata da sobillatori svedesi mugugnanti.
Reitero che
l'incorrettezza
delle traduzioni originali e l'impossibilità di consultare le
proposte emendate
non mi sembrano facilitare il dibattito pubblico. E' un
opinione personale, non
un giudizio ingeneroso.
Per
quanto
riguarda le ICE, credo che tu abbia dimenticato di sottolineare che
una volta
raggiunto un milione di firme in 7 Membri (traguardo non
particolarmente
semplice) la commissione non é tenuta a proporre alcun atto
legislativo. In
particolare:
-
La
Commissione adotta una risposta formale in cui illustra le eventuali azioni
che
intende
proporre
-
La
Commissione
non ha l'obbligo di proporre un atto legislativo a seguito
di
un'iniziativa.
Quando ho
organizzato il Multi-Stakeholder
Dialogue on Network Neutrality and Human
Rights per il Consiglio d'Europa ho
chiesto a diversi attivisti perché non
avessero proposto un'ICE su net
neutraliy. La risposta é stata che era uno
sforzo inutile proprio perché
qualora si riesca a raccogliere le firme
necessarie non c'é nessuna certezza
che la proposta superi il filtro della
commissione.
Per
quanto
riguarda la confusione tra aprile e novembre 2009, chiedo venia per la
mancanza
di precisione ma non credo sia un dato particolarmente
rilevante.
Cio' che mi
lascia esterefatto é che si pretenda
che un progetto che ha richiesto almeno
due anni per essere elaborato da
esperti possa essere discusso da dei non-esperti (MEP)
in 7 mesi senza che ci
sia un dibattito pubblico (capace di implicare la
societa civile magari anche
a livello nazionale) su questioni che incidono sui diritti fondamentali
dei
cittadini europei.
Il BEREC, che tu
ben citi, ha descritto
le varie pratiche discriminatorie di gestione del traffico
internet nel suo
rapporto del maggio 2012. Da quel momento non c'é stato più
bisogno di
dibattito pubblico per sapere che esistono tali pratiche. Si sapeva
che ci
sono e sono estremamante diffuse e bisognava proporre delle
soluzioni
urgentemente.
Il dibattito
pubblico é essenziale per
discutere le soluzioni proposte dalla commissione per
arginare/evitare tali
pratiche disciminatorie ed a mio avviso, un tale
dibattito non c'é stato e,
soprattutto, non é stato per nulla incoraggiato
dalla tempistica adottata nel
presentare la proposta né dall'impossibilità di accedere
ai testi degli
emendamenti.
Ad ogni modo, la mia intenzione era stimolare il
dibattito al di fuori dei diretti interessati ma alla fine ci siamo ritrovati a
parlarne io e te... E' sempre un piacere parlare con te ma spero che
anche qualcun'altro si interessi alla questione: il Parlamento europeo vota
martedi.
I miei omaggi ai
fabbricanti e al capitano e buon
week end a tutti gli altri.
Luca
Luca Belli
PhD
Candidate in Public Law
CERSA, Université Panthéon-Assas, Paris 2
Dynamic
Coalition on Network Neutrality
Date: Fri, 28 Mar 2014 17:31:33
+0100
From: andrea(a)digitalpolicy.it
To: lb(a)lucabelli.net
CC:
nexa(a)server-nexa.polito.it
Subject: Re: [nexa]
Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Cari tutti,
Da vero
burocrate devo inviare un "corrigendum" alla mia mail...
On Mar 28, 2014 3:10
PM, "Andrea Glorioso" <andrea(a)digitalpolicy.it> wrote:
> Bisogna
capire se la mancanza di analisi e reazione da parte di alcuni parlamenti
nazionali - quelle vetuste entità che si suppone debbano rappresentare i
cittadini in democrazia - sia dovuta a (1) scarsa informazione da parte della
Commissione Europea, che mi pare sia la tua posizione (e, se così fosse e come
penso sia chiaro, personalmente ne dubito); (2) mancanza di tempo da parte dei
Parlamentari italiani; (3) mancanza di interesse per quello che succede "a
Bruxelles", salvo poi lanciarsi in filippiche interminabili su quanto l'Europa
ci stia portando alla rovina e via discorrendo.
Intendevo scrivere
"mancanza di tempo da parte dei Parlamentari *nazionali*", dato che il
Parlamento italiano non è l'unico a non essersi espresso sulla proposta della
Commissione (d'altronde è una possibilità, non un obbligo).
A
presto,
Andrea
_______________________________________________
nexa
mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
March 31, 2014
Documento Digitale Unificato belga
by la_zanna
Buongiorno,
sono interessato ad avere la vostra opinione sul Documento Digitale
Unificato che utilizzano in Belgio per assicurare l'identità digitale.
Grazie
Luca Z.
March 31, 2014
R: R: Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
by Fiorello Cortiana
Luca, concordo. Ci sono da fare una azione immediata, io giro il tutto a Dany Cohn Bendit, e un'azione politica, Citizen Initiative.
Fiorello
________________________________
Da: Luca Belli [mailto:lucabelli@hotmail.it]
Inviato: domenica 30 marzo 2014 21.34
A: Fiorello Cortiana; Andrea Glorioso; nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: RE: R: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Caro Fiorello, cari tutti,
Sono d'accordo: indubbiamente 1 milione di firme in 7 paesi rappresentano una consapevolezza diffusa. Tuttavia, mi sembra giusto sottolineare che, in virtù del suo monopolio sull'iniziativa legislativa, spetta alla Commissione decidere se accetare o no l'iniziativa organizzata tramite l'ICE e successivamente definire il contenuto di un'evantuale proposta legislativa.
Ad ogni modo, benché la digressione sull'ICE sia interessante, credo che abbia deviato leggermente l'attenzione dal mio punto inziale. Ovverosia: il Parlamento europeo voterà martedi (ie tra due giorni) un progetto che é stato presentato sei mesi fa e che a mio avviso é stato molto scarsamente dibattuto, soptrattutto a livello nazionale.
Ora, sempre a mio avviso, é molto pericoloso che - in un sistema in cui una super-amministrazione (ie la Commissione) detiene il monopolio dell'iniziativa - una proposta che avrà conseguenze notevoli sui diritti fondamentali di ogni cittadino sia discussa in fretta e furia e non abbia alcuna risonanza a livello nazionale. Per questo suggerivo in maniera provocatoria di darci una svegliata.
Delle due cose l'una. (i) O i cittadini europei sono coscienti e d'accordo col fatto che il regolamento proposto dalla Commissione permette di considerare potenzialmente ogni applicazione come un "servizio specializzato" e di priorizzarlo (creando quindi il famoso "champagne Internet" suggerito da Neelie Kroes) con potenziale riduzione della qualità di tutti quei servizi/applicazioni che non hanno la capacità finanziaria per pagare la priorizzazione (come chiaramente sottolineato dal BEREC nel suo rapporto di novembre 2012). (ii) Oppure, i cittadini non ne sono assolutamente coscienti, semplicemente perché non ne hanno mai sentito perlare, vista la totale mancanza di un dibattito a livello nazionale.
A mio avviso, le due ragioni principali che rendono estremamante difficile il dibattito a livello nazionale sono l'incorrettezza/inesistenza delle traduzioni della proposta di regolamento (e, soprattutto della versione emendata della proposta) ed il lasso temporale estremamante ridotto nel quale il parlamento ha dovuto analizzare la proposta.
Come ho detto nella mia mail precedente, diversi MEP (capitanati da sobillatori svedesi, secondo le ultime notizie) hanno messo in evidenza l'incorrettezza delle traduzioni della proposta iniziale durante la riunione ITRE del 26 febbraio. A cio' si aggiunge il fatto che le traduzioni della versione emendata non erano disponibili perché, per ragioni pratiche, gli emendamenti di compromesso sono redatti solo in inglese. Sono d'accordo che l'adozione di un unico working language sia una scelta pragmatica e non mi permetto di fare obbiezioni. Ma trovo scandaloso che ci siano solo tre settimane tra l'approvazione del progetto emendato ed il voto in Parlamento (ricordo che la proposta emandata é stata approvata dal comitato ITRE il 18 marzo e sarà votata il 2 aprile). Come é possibile che un cittadino europeo non anglofono (ovvero la maggioranza) possa rendersi conto di cio' che succede?
L'urgenza con cui il progetto é stato presentato (che certi osservatori hanno considerato sospetta) ha reso estremamente difficile il dibattito pubblico e l'organizzazione della società civile (elementi sacrosanti in una democrazia).
A mio avviso, la combinazione di scarsità di tempo ed impossibiltà di analizzare i testi emendati si trasforma in un enorme impedimento al diritto fondamentale di accesso agli atti dell'UE e si presta a degli abusi, poiché puo' rivelarsi una tecnica potenzialmente elitista e azzeccagarbugliesca per esclude la maggioranza dei cittadini europei dal dibattito.
Ergo, la mia scelta luterana di scrivere un articolo in italiano (cosa che non facevo da quattro anni) é volta semplicemente a rendere (spero) comprensibile un argomento complesso e permettere - a chi voglia farlo - di formarsi un'opinione liberamente ed eventualmente transmettere la propria opinione a chi lo/la rappresenta a Bruxelles (cosa, anche quest'ultima, sacrosanta in una democrazia).
Mi scuso per avervi annoiato con le mie elucubrazioni infinite e per la eventuali eccessive semplificazioni o mancanza di precisione nelle mail precedenti.
Buona serata a tutti,
Luca
PS: i sobillatori svedesi, gli anti-democratici norvegesi ed i comunisti apolidi che vogliano saperne di più su cosa sia la neutralità della rete e cercare di farsi un'opinione, possono dare un'occhiata inter alia a :
La neutralità della rete : che cos'é e perché stiamo rischiando di perderla <http://www.medialaws.eu/la-neutralita-della-rete-che-cose-e-perche-stiamo-r…>
The Value of Network Neutrality for the Internet of Tomorrow <http://nebula.wsimg.com/c65488b3edff49adc2dba84e344591bd?AccessKeyId=B45063…>
Report of the Dynamic Coalition on Network Neutrality <http://nebula.wsimg.com/c65488b3edff49adc2dba84e344591bd?AccessKeyId=B45063…>
Protecting Human Rights through Network Neutrality: Furthering Internet Users' Interest, Modernising Human Rights and Safeguarding the Open Internet <http://www.coe.int/t/dghl/standardsetting/media/cdmsi/CDMSI%282013%29Misc19…>
Buona notte!
Luca Belli <http://fr.linkedin.com/pub/luca-belli/24/20/1a4>
PhD Candidate in Public Law
CERSA, Université Panthéon-Assas, Paris 2
<http://www.sorbonne-universites.fr/#KLINK> Dynamic Coalition on Network Neutrality <http://networkneutrality.info/about.html>
<http://www.sorbonne-universites.fr/#KLINK>
________________________________
Subject: R: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Date: Fri, 28 Mar 2014 23:48:30 +0100
From: f.cortiana(a)provincia.milano.it
To: lucabelli(a)hotmail.it; andrea(a)digitalpolicy.it; nexa(a)server-nexa.polito.it
Io,credo che un milione di firme di cittadini europei significhino una consapevolezza,e un dibattito diffusi.
Vale la pena di rischiare/ sfidare il giudizio della Commissione.
Del resto è probabile che se ne raccolgano molte di più, già in occasione della riproposizione da parte della,Commissione di una proposta di direttiva per la brevettabilità del software ne arrivarono ai MEP due milioni e il Parlamento respinse la proposta della Commissione a larga maggioranza.
Milioni di firme sono in fatto politico ineludibile
Fiorello
-----Messaggio originale-----
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it per conto di Luca Belli
Inviato: ven 28/03/2014 20.06
A: Andrea Glorioso; nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Andrea,
Ti ringrazio per
la mail ricca di dettagli. Cerchero' di essere più conciso per compassione nei
confronti degli altri (eventuali) lettori ma soprattutto perché so che con l'appropinquarsi
della serata rischio di vedermela brutta con il temibile Capitan Europa.
Quando mi
riferivo ad atti "mancanti/incorretti", volevo sottoineare l'inesistenza della
traduzione degli emendamenti di compromesso e la non correttezza delle
traduzioni della proposta. Sicuramente tu disponi di informazioni più precise
delle mie per quanto concerne quali traduzioni fossero incorrette e quali no.
Guardando la trasmissione in streaming della (tumultuosa) sessione ITRE del 26
febbraio, avevo avuto l'impressione che il problema delle traduzioni fosse
sollevato da un nutrito gruppo di MEPs, ma probabilmente si trattava di una
congiura capeggiata da sobillatori svedesi mugugnanti.
Reitero che l'incorrettezza
delle traduzioni originali e l'impossibilità di consultare le proposte emendate
non mi sembrano facilitare il dibattito pubblico. E' un opinione personale, non
un giudizio ingeneroso.
Per quanto
riguarda le ICE, credo che tu abbia dimenticato di sottolineare che una volta
raggiunto un milione di firme in 7 Membri (traguardo non particolarmente
semplice) la commissione non é tenuta a proporre alcun atto legislativo. In particolare:
-
La Commissione adotta una risposta formale in cui illustra le eventuali azioni che
intende proporre
-
La
Commissione non ha l'obbligo di proporre un atto legislativo a seguito di
un'iniziativa.
Quando ho
organizzato il Multi-Stakeholder Dialogue on Network Neutrality and Human
Rights per il Consiglio d'Europa ho chiesto a diversi attivisti perché non
avessero proposto un'ICE su net neutraliy. La risposta é stata che era uno
sforzo inutile proprio perché qualora si riesca a raccogliere le firme
necessarie non c'é nessuna certezza che la proposta superi il filtro della
commissione.
Per quanto
riguarda la confusione tra aprile e novembre 2009, chiedo venia per la mancanza
di precisione ma non credo sia un dato particolarmente rilevante.
Cio' che mi
lascia esterefatto é che si pretenda che un progetto che ha richiesto almeno
due anni per essere elaborato da esperti possa essere discusso da dei non-esperti (MEP)
in 7 mesi senza che ci sia un dibattito pubblico (capace di implicare la
societa civile magari anche a livello nazionale) su questioni che incidono sui diritti fondamentali dei
cittadini europei.
Il BEREC, che tu
ben citi, ha descritto le varie pratiche discriminatorie di gestione del traffico
internet nel suo rapporto del maggio 2012. Da quel momento non c'é stato più
bisogno di dibattito pubblico per sapere che esistono tali pratiche. Si sapeva
che ci sono e sono estremamante diffuse e bisognava proporre delle soluzioni
urgentemente.
Il dibattito
pubblico é essenziale per discutere le soluzioni proposte dalla commissione per
arginare/evitare tali pratiche disciminatorie ed a mio avviso, un tale
dibattito non c'é stato e, soprattutto, non é stato per nulla incoraggiato
dalla tempistica adottata nel presentare la proposta né dall'impossibilità di accedere
ai testi degli emendamenti.
Ad ogni modo, la mia intenzione era stimolare il dibattito al di fuori dei diretti interessati ma alla fine ci siamo ritrovati a parlarne io e te... E' sempre un piacere parlare con te ma spero che anche qualcun'altro si interessi alla questione: il Parlamento europeo vota martedi.
I miei omaggi ai
fabbricanti e al capitano e buon week end a tutti gli altri.
Luca
Luca Belli
PhD Candidate in Public Law
CERSA, Université Panthéon-Assas, Paris 2
Dynamic Coalition on Network Neutrality
Date: Fri, 28 Mar 2014 17:31:33 +0100
From: andrea(a)digitalpolicy.it
To: lb(a)lucabelli.net
CC: nexa(a)server-nexa.polito.it
Subject: Re: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Cari tutti,
Da vero burocrate devo inviare un "corrigendum" alla mia mail...
On Mar 28, 2014 3:10 PM, "Andrea Glorioso" <andrea(a)digitalpolicy.it> wrote:
> Bisogna capire se la mancanza di analisi e reazione da parte di alcuni parlamenti nazionali - quelle vetuste entità che si suppone debbano rappresentare i cittadini in democrazia - sia dovuta a (1) scarsa informazione da parte della Commissione Europea, che mi pare sia la tua posizione (e, se così fosse e come penso sia chiaro, personalmente ne dubito); (2) mancanza di tempo da parte dei Parlamentari italiani; (3) mancanza di interesse per quello che succede "a Bruxelles", salvo poi lanciarsi in filippiche interminabili su quanto l'Europa ci stia portando alla rovina e via discorrendo.
Intendevo scrivere "mancanza di tempo da parte dei Parlamentari *nazionali*", dato che il Parlamento italiano non è l'unico a non essersi espresso sulla proposta della Commissione (d'altronde è una possibilità, non un obbligo).
A presto,
Andrea
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
March 31, 2014
Re: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
by J.C. DE MARTIN
Luca,
sii certo che il dibattito tra te e Andrea ha molti e attenti lettori tra
gli oltre 500 iscritti alla lista.
Grazie molte a tutti e due.
Juan Carlos
(Sent from my tiny-screen wireless device; excuse brevity or typos)
> On 28/mar/2014, at 20:06, Luca Belli <lucabelli(a)hotmail.it> wrote:
>
> Andrea,
>
>
>
> Ti ringrazio per la mail ricca di dettagli. Cerchero’ di essere più conciso per compassione nei confronti degli altri (eventuali) lettori ma soprattutto perché so che con l’appropinquarsi della serata rischio di vedermela brutta con il temibile Capitan Europa.
>
>
>
> Quando mi riferivo ad atti “mancanti/incorretti”, volevo sottoineare l’inesistenza della traduzione degli emendamenti di compromesso e la non correttezza delle traduzioni della proposta. Sicuramente tu disponi di informazioni più precise delle mie per quanto concerne quali traduzioni fossero incorrette e quali no. Guardando la trasmissione in streaming della (tumultuosa) sessione ITRE del 26 febbraio, avevo avuto l’impressione che il problema delle traduzioni fosse sollevato da un nutrito gruppo di MEPs, ma probabilmente si trattava di una congiura capeggiata da sobillatori svedesi mugugnanti.
>
>
>
> Reitero che l’incorrettezza delle traduzioni originali e l’impossibilità di consultare le proposte emendate non mi sembrano facilitare il dibattito pubblico. E’ un opinione personale, non un giudizio ingeneroso.
>
>
>
> Per quanto riguarda le ICE, credo che tu abbia dimenticato di sottolineare che una volta raggiunto un milione di firme in 7 Membri (traguardo non particolarmente semplice) la commissione non é tenuta a proporre alcun atto legislativo. In particolare:
>
> - La Commissione adotta una risposta formale in cui illustra le eventuali azioni che intende proporre
>
> - La Commissione non ha l'obbligo di proporre un atto legislativo a seguito di un'iniziativa.
>
> Quando ho organizzato il Multi-Stakeholder Dialogue on Network Neutrality and Human Rights per il Consiglio d’Europa ho chiesto a diversi attivisti perché non avessero proposto un’ICE su net neutraliy. La risposta é stata che era uno sforzo inutile proprio perché qualora si riesca a raccogliere le firme necessarie non c’é nessuna certezza che la proposta superi il filtro della commissione.
>
> Per quanto riguarda la confusione tra aprile e novembre 2009, chiedo venia per la mancanza di precisione ma non credo sia un dato particolarmente rilevante.
>
>
>
> Cio’ che mi lascia esterefatto é che si pretenda che un progetto che ha richiesto almeno due anni per essere elaborato da esperti possa essere discusso da dei non-esperti (MEP) in 7 mesi senza che ci sia un dibattito pubblico (capace di implicare la societa civile magari anche a livello nazionale) su questioni che incidono sui diritti fondamentali dei cittadini europei.
>
>
>
> Il BEREC, che tu ben citi, ha descritto le varie pratiche discriminatorie di gestione del traffico internet nel suo rapporto del maggio 2012. Da quel momento non c’é stato più bisogno di dibattito pubblico per sapere che esistono tali pratiche. Si sapeva che ci sono e sono estremamante diffuse e bisognava proporre delle soluzioni urgentemente.
>
> Il dibattito pubblico é essenziale per discutere le soluzioni proposte dalla commissione per arginare/evitare tali pratiche disciminatorie ed a mio avviso, un tale dibattito non c’é stato e, soprattutto, non é stato per nulla incoraggiato dalla tempistica adottata nel presentare la proposta né dall’impossibilità di accedere ai testi degli emendamenti.
>
>
>
> Ad ogni modo, la mia intenzione era stimolare il dibattito al di fuori dei diretti interessati ma alla fine ci siamo ritrovati a parlarne io e te... E' sempre un piacere parlare con te ma spero che anche qualcun'altro si interessi alla questione: il Parlamento europeo vota martedi.
>
>
>
> I miei omaggi ai fabbricanti e al capitano e buon week end a tutti gli altri.
>
> Luca
>
>
>
> Luca Belli
> PhD Candidate in Public Law
> CERSA, Université Panthéon-Assas, Paris 2
> Dynamic Coalition on Network Neutrality
>
>
>
> Date: Fri, 28 Mar 2014 17:31:33 +0100
> From: andrea(a)digitalpolicy.it
> To: lb(a)lucabelli.net
> CC: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Subject: Re: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
>
> Cari tutti,
>
> Da vero burocrate devo inviare un "corrigendum" alla mia mail...
>
> On Mar 28, 2014 3:10 PM, "Andrea Glorioso" <andrea(a)digitalpolicy.it> wrote:
>
> > Bisogna capire se la mancanza di analisi e reazione da parte di alcuni parlamenti nazionali - quelle vetuste entità che si suppone debbano rappresentare i cittadini in democrazia - sia dovuta a (1) scarsa informazione da parte della Commissione Europea, che mi pare sia la tua posizione (e, se così fosse e come penso sia chiaro, personalmente ne dubito); (2) mancanza di tempo da parte dei Parlamentari italiani; (3) mancanza di interesse per quello che succede "a Bruxelles", salvo poi lanciarsi in filippiche interminabili su quanto l'Europa ci stia portando alla rovina e via discorrendo.
>
> Intendevo scrivere "mancanza di tempo da parte dei Parlamentari *nazionali*", dato che il Parlamento italiano non è l'unico a non essersi espresso sulla proposta della Commissione (d'altronde è una possibilità, non un obbligo).
>
> A presto,
>
> Andrea
>
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March 30, 2014
Re: [nexa] R: Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
by Luca Belli
Caro Fiorello, cari
tutti,
Sono d’accordo: indubbiamente
1 milione di firme in 7 paesi rappresentano una consapevolezza diffusa.
Tuttavia, mi sembra giusto sottolineare che, in virtù del suo monopolio sull’iniziativa
legislativa, spetta alla Commissione decidere se accetare o no l’iniziativa
organizzata tramite l’ICE e successivamente definire il contenuto di un’evantuale
proposta legislativa.
Ad ogni modo,
benché la digressione sull'ICE sia interessante, credo che abbia deviato
leggermente l’attenzione dal mio punto inziale. Ovverosia: il Parlamento
europeo voterà martedi (ie tra due giorni) un progetto che é stato presentato
sei mesi fa e che a mio avviso é stato molto scarsamente dibattuto,
soptrattutto a livello nazionale.
Ora, sempre a mio
avviso, é molto pericoloso che - in un sistema in cui una super-amministrazione
(ie la Commissione) detiene il monopolio dell’iniziativa - una proposta che avrà
conseguenze notevoli sui diritti fondamentali di ogni cittadino sia discussa in
fretta e furia e non abbia alcuna risonanza a livello nazionale. Per questo
suggerivo in maniera provocatoria di darci una svegliata.
Delle due cose l’una.
(i) O i cittadini europei sono coscienti e d’accordo col fatto che il regolamento
proposto dalla Commissione permette di considerare potenzialmente ogni
applicazione come un “servizio specializzato” e di priorizzarlo (creando quindi
il famoso “champagne Internet” suggerito da Neelie Kroes) con potenziale
riduzione della qualità di tutti quei servizi/applicazioni che non hanno la
capacità finanziaria per pagare la priorizzazione (come chiaramente
sottolineato dal BEREC nel suo rapporto di novembre 2012). (ii) Oppure, i cittadini non
ne sono assolutamente coscienti, semplicemente perché non ne hanno mai sentito
perlare, vista la totale mancanza di un dibattito a livello nazionale.
A mio avviso, le due
ragioni principali che rendono estremamante difficile il dibattito a livello
nazionale sono l’incorrettezza/inesistenza delle traduzioni della proposta di
regolamento (e, soprattutto della versione emendata della proposta) ed il lasso
temporale estremamante ridotto nel quale il parlamento ha dovuto analizzare la
proposta.
Come ho detto
nella mia mail precedente, diversi MEP (capitanati da sobillatori svedesi, secondo le ultime notizie) hanno messo in evidenza l’incorrettezza
delle traduzioni della proposta iniziale
durante la riunione ITRE del 26 febbraio. A cio' si aggiunge il fatto che le traduzioni della
versione emendata non erano disponibili perché, per ragioni pratiche, gli
emendamenti di compromesso sono redatti solo in inglese. Sono d’accordo che l’adozione
di un unico working language sia una scelta pragmatica e non mi permetto di
fare obbiezioni. Ma trovo scandaloso che ci siano solo tre settimane tra
l’approvazione del progetto emendato ed il voto in Parlamento (ricordo che la
proposta emandata é stata approvata dal comitato ITRE il 18 marzo e sarà votata
il 2 aprile). Come é possibile che un cittadino europeo non anglofono (ovvero
la maggioranza) possa rendersi conto di cio’ che succede?
L’urgenza con cui
il progetto é stato presentato (che certi osservatori hanno considerato
sospetta) ha reso estremamente difficile il dibattito pubblico e
l’organizzazione della società civile (elementi sacrosanti in una democrazia).
A mio avviso, la
combinazione di scarsità di tempo ed impossibiltà di analizzare i testi
emendati si trasforma in un enorme impedimento al diritto fondamentale di
accesso agli atti dell’UE e si presta a degli abusi, poiché puo’ rivelarsi una
tecnica potenzialmente elitista e azzeccagarbugliesca per esclude la
maggioranza dei cittadini europei dal dibattito.
Ergo, la mia
scelta luterana di scrivere un articolo in italiano (cosa che non facevo da
quattro anni) é volta semplicemente a rendere (spero) comprensibile un argomento
complesso e permettere – a chi voglia farlo – di formarsi un’opinione liberamente
ed eventualmente transmettere la propria opinione a chi lo/la rappresenta a
Bruxelles (cosa, anche quest’ultima, sacrosanta in una democrazia).
Mi scuso per
avervi annoiato con le mie elucubrazioni infinite e per la eventuali eccessive semplificazioni
o mancanza di precisione nelle mail precedenti.
Buona serata a
tutti,
Luca
PS: i sobillatori
svedesi, gli anti-democratici norvegesi ed i comunisti apolidi che vogliano
saperne di più su cosa sia la neutralità della rete e cercare di farsi un’opinione,
possono dare un’occhiata inter alia a :
La
neutralità della rete : che cos’é e perché stiamo rischiando di perderla
The Value of Network Neutrality for the
Internet of Tomorrow
Report of the Dynamic Coalition on
Network Neutrality
Protecting
Human Rights through Network Neutrality: Furthering Internet Users’ Interest,
Modernising Human Rights and Safeguarding the Open Internet
Buona notte!
Luca Belli
PhD Candidate in Public Law
CERSA, Université Panthéon-Assas, Paris 2
Dynamic Coalition on Network Neutrality
Subject: R: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Date: Fri, 28 Mar 2014 23:48:30 +0100
From: f.cortiana(a)provincia.milano.it
To: lucabelli(a)hotmail.it; andrea(a)digitalpolicy.it; nexa(a)server-nexa.polito.it
R: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Io,credo che un milione di firme di cittadini europei significhino una consapevolezza,e un dibattito diffusi.
Vale la pena di rischiare/ sfidare il giudizio della Commissione.
Del resto è probabile che se ne raccolgano molte di più, già in occasione della riproposizione da parte della,Commissione di una proposta di direttiva per la brevettabilità del software ne arrivarono ai MEP due milioni e il Parlamento respinse la proposta della Commissione a larga maggioranza.
Milioni di firme sono in fatto politico ineludibile
Fiorello
-----Messaggio originale-----
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it per conto di Luca Belli
Inviato: ven 28/03/2014 20.06
A: Andrea Glorioso; nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Andrea,
Ti ringrazio per
la mail ricca di dettagli. Cerchero' di essere più conciso per compassione nei
confronti degli altri (eventuali) lettori ma soprattutto perché so che con l'appropinquarsi
della serata rischio di vedermela brutta con il temibile Capitan Europa.
Quando mi
riferivo ad atti "mancanti/incorretti", volevo sottoineare l'inesistenza della
traduzione degli emendamenti di compromesso e la non correttezza delle
traduzioni della proposta. Sicuramente tu disponi di informazioni più precise
delle mie per quanto concerne quali traduzioni fossero incorrette e quali no.
Guardando la trasmissione in streaming della (tumultuosa) sessione ITRE del 26
febbraio, avevo avuto l'impressione che il problema delle traduzioni fosse
sollevato da un nutrito gruppo di MEPs, ma probabilmente si trattava di una
congiura capeggiata da sobillatori svedesi mugugnanti.
Reitero che l'incorrettezza
delle traduzioni originali e l'impossibilità di consultare le proposte emendate
non mi sembrano facilitare il dibattito pubblico. E' un opinione personale, non
un giudizio ingeneroso.
Per quanto
riguarda le ICE, credo che tu abbia dimenticato di sottolineare che una volta
raggiunto un milione di firme in 7 Membri (traguardo non particolarmente
semplice) la commissione non é tenuta a proporre alcun atto legislativo. In particolare:
-
La Commissione adotta una risposta formale in cui illustra le eventuali azioni che
intende proporre
-
La
Commissione non ha l'obbligo di proporre un atto legislativo a seguito di
un'iniziativa.
Quando ho
organizzato il Multi-Stakeholder Dialogue on Network Neutrality and Human
Rights per il Consiglio d'Europa ho chiesto a diversi attivisti perché non
avessero proposto un'ICE su net neutraliy. La risposta é stata che era uno
sforzo inutile proprio perché qualora si riesca a raccogliere le firme
necessarie non c'é nessuna certezza che la proposta superi il filtro della
commissione.
Per quanto
riguarda la confusione tra aprile e novembre 2009, chiedo venia per la mancanza
di precisione ma non credo sia un dato particolarmente rilevante.
Cio' che mi
lascia esterefatto é che si pretenda che un progetto che ha richiesto almeno
due anni per essere elaborato da esperti possa essere discusso da dei non-esperti (MEP)
in 7 mesi senza che ci sia un dibattito pubblico (capace di implicare la
societa civile magari anche a livello nazionale) su questioni che incidono sui diritti fondamentali dei
cittadini europei.
Il BEREC, che tu
ben citi, ha descritto le varie pratiche discriminatorie di gestione del traffico
internet nel suo rapporto del maggio 2012. Da quel momento non c'é stato più
bisogno di dibattito pubblico per sapere che esistono tali pratiche. Si sapeva
che ci sono e sono estremamante diffuse e bisognava proporre delle soluzioni
urgentemente.
Il dibattito
pubblico é essenziale per discutere le soluzioni proposte dalla commissione per
arginare/evitare tali pratiche disciminatorie ed a mio avviso, un tale
dibattito non c'é stato e, soprattutto, non é stato per nulla incoraggiato
dalla tempistica adottata nel presentare la proposta né dall'impossibilità di accedere
ai testi degli emendamenti.
Ad ogni modo, la mia intenzione era stimolare il dibattito al di fuori dei diretti interessati ma alla fine ci siamo ritrovati a parlarne io e te... E' sempre un piacere parlare con te ma spero che anche qualcun'altro si interessi alla questione: il Parlamento europeo vota martedi.
I miei omaggi ai
fabbricanti e al capitano e buon week end a tutti gli altri.
Luca
Luca Belli
PhD Candidate in Public Law
CERSA, Université Panthéon-Assas, Paris 2
Dynamic Coalition on Network Neutrality
Date: Fri, 28 Mar 2014 17:31:33 +0100
From: andrea(a)digitalpolicy.it
To: lb(a)lucabelli.net
CC: nexa(a)server-nexa.polito.it
Subject: Re: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Cari tutti,
Da vero burocrate devo inviare un "corrigendum" alla mia mail...
On Mar 28, 2014 3:10 PM, "Andrea Glorioso" <andrea(a)digitalpolicy.it> wrote:
> Bisogna capire se la mancanza di analisi e reazione da parte di alcuni parlamenti nazionali - quelle vetuste entità che si suppone debbano rappresentare i cittadini in democrazia - sia dovuta a (1) scarsa informazione da parte della Commissione Europea, che mi pare sia la tua posizione (e, se così fosse e come penso sia chiaro, personalmente ne dubito); (2) mancanza di tempo da parte dei Parlamentari italiani; (3) mancanza di interesse per quello che succede "a Bruxelles", salvo poi lanciarsi in filippiche interminabili su quanto l'Europa ci stia portando alla rovina e via discorrendo.
Intendevo scrivere "mancanza di tempo da parte dei Parlamentari *nazionali*", dato che il Parlamento italiano non è l'unico a non essersi espresso sulla proposta della Commissione (d'altronde è una possibilità, non un obbligo).
A presto,
Andrea
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March 30, 2014