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Re: [nexa] International Open Data Charter
by Andrea Raimondi
Ciao Marco
non concordo con te sul fatto che ci sia un errore dell'opendata charter
di pensare che empowering citizen sia il risultato di solo opendata, come
dici tu. Una carta opendata, se fatta bene, si concentra solo su un'aspetto
della formula sketch che proponi tu (con la quale posso concordare). Non
deve concentrarsi su tutto Se invece ti riferisci proprio a questa carta,
beh l'hai detto tu. Il problema,come dicevi, mi sembra sia proprio che
"empowering" sia usato come buzzword; il che crea confusione. D'altra parte
è anche vero che la precedente carta, quella del G8, aveva affrontato la
questione dell'inclusione civica molto en passant. Qui l'obiettivo primario
mi pare sia di coinvolgere enti non governativi a produrre dati che siano
aperti. Nonostante abbia avuto poi conferma che sia così, credo che su
questo punto la carta dedichi troppo poco spazio.
Non so cosa aggiungerei, anche perché è un lavoro al quale si deve dedicare
tempo di analisi per dire qualcosa di sensato. Mi sentirei di dire che (1)
è sempre meglio evitare l'effetto buzzword e (2) una carta può evitare un
commitment politico se non è in grado di fornire uno studio sull'impatto
politico; e anche se lo fosse, sarebbe comunque discutibile che sia il
luogo per farlo.
Ci sono, poi, tutta una serie di considerazioni legate all'efficacia di
un'iniziativa che parte da un draft che ricalca la carta G8 i cui impegni
progrediscono in maniera lenta. In Italia, non progrediscono affatto.
Abbiamo, mi pare, poca evidenza che queste iniziative siano efficaci in
qualche modo. Possono esserlo come percorso istituzionale, come lo sono
ogni progetto opendata nelle amministrazioni.
Se vuoi sotto ci sono un paio di considerazioni che stavo facendo sul post
di Ernesto (Belisario) su Facebook proprio sulla quest'ultima carta. Ma non
ti annoio oltre quindi puoi benissimo finire di leggere qui :) Buona
serata.
Andrea
Di seguito:
1 - I principi 9.1 9.2 e 9.3 di questa carta sono pari pari, titolo
compreso, i principi 1 2 e 3 di quella de G8.
2 - Il principio 9.4 di questa aggiunge solo un punto in più rispetto al
principio 4 della carta del G8: quello di creare dei progress report
regolari. Ora, va benissimo, ma in realtà è preferibile che il controllo
sui progressi venga fatto da organi esterni, come è stato per la carta del
G8 (altrimenti finiamo per dirci come sempre "bravi" da soli).
3- Il principio 9.5, ancora, è in sostanza identico al principio 5 della
carta del G8. C'è qualche fuffa in più ma anche un bel punto, e cioè quello
di stimolare associazioni non governative a rilasciare opendata a loro
volta.
4- manca totalmente un annex tecnico .
5 - ci sono frasi COPIATE pare pare dalla carta del G8 che mancano
dell'attribuzione (i responsabili si dovrebbero vergognare di aver fatto
una cosa simile)
Il giorno 31 maggio 2015 15:40, Marco Ciurcina <ciurcina(a)studiolegale.it>
ha scritto:
> In data domenica 31 maggio 2015 10:54:29, Andrea Raimondi ha scritto:
> > Ciao Marco,
> > grazie a te e Federico per i commenti. Ci sono, soprattutto nel
> > preambolo, degli assunti lanciati con molta, troppa, leggerezza. In parte
> > concordo con quello che dici. Ma solo in parte.
> In cosa concordi e in cosa dissenti?
>
> > Per quanto sia vero che
> > "citizens empowerment" sia li presente come non più di una buzzword,
> > d'altra parte non ridurrei il concetto alla formula "opendata+software
> > OS+hardware". L'impatto politico della rete mi sembra sia più complicato
> da
> > ricavare.
> Cosa aggiungeresti?
>
> m.c.
>
> >
> > Quel che vedo è che il draft parte scritto proprio male, sulla falsa riga
> > di quello del G8 (con alcune parti addirittura copiate senza
> attribuzione)
> > con due o tre novità a cui non è stato dato spazio e con la totale
> assenza
> > di annex tecnici. Direi che "draft" è un complimento.
> >
> > In ogni caso sembra oscillare tra una presa di posizione politica nei
> > confronti dell'accesso libero alle informazioni e una carta
> > multi-stakeholders per rafforzare partnership anche a livello non
> > governativo. Io sarei caritatevole e direi solo che sono idee confuse e
> > scritte male.
> >
> > Mi diceva
> > <
> https://www.facebook.com/belisario/posts/10206356583134612?comment_id=10206
> > 357359354017¬if_t=like> Ernesto Belisario, che ha preso parte al
> tavolo
> > di preparazione, che l'intento è fare vari annex tecnici per ogni key
> value
> > areas di dati. Servirebbe, mi diceva Ernesto, ad uniformare gli standard
> di
> > gestione e pubblicazioni dei dati a seconda del tipo (leggi, contratti,
> > etc). Cosa ne pensate di questa strategia in particolare?
> >
> > Best
> >
> >
> > Andrea
> >
> >
> >
> >
> >
> >
> > Il giorno 31 maggio 2015 10:29, Marco Ciurcina <ciurcina(a)studiolegale.it
> >
> >
> > ha scritto:
> > > In data sabato 30 maggio 2015 20:37:49, Federico Morando ha scritto:
> > > > Caro Marco,
> > > >
> > > > in linea di principio hai ragione, però non esageriamo nel pensare
> che
> > > > ci
> > > > voglia chissà quale corporation per processare grosse moli di dati..
> > >
> > > non intendevo questo.
> > > nè disconosco il valore in se' degli open data (come sai).
> > > IMHO l'errore nell'open data charter sta nel far pensare che il
> "citizen
> > > empowerement" sia il risultato del solo open data.
> > > il citizen empowerement è il risultato di open data, software libero e
> > > hardware nel controllo dei cittadini.
> > > omettendo ogni riferimento a software libero e hardware nel controllo
> dei
> > > cittadini si passa un messaggio non corretto.
> > >
> > > trovo importante che un documento di così alto livello come l'open data
> > > charter passi messaggi che non possano essere interpretati in modo
> errato.
> > >
> > > > Col
> > > > mega-grafo di tutti i contratti pubblici segnalati dalle PA italiane
> > > > all'ANAC abbiamo messo un po' in ginocchio un PC da meno di un
> migliaio
> > >
> > > di
> > >
> > > > euro, ma questo tipo di hardware, e competenze di un laureato
> triennale
> > >
> > > in
> > >
> > > > ingegneria, restano una buona base per processare la più grossa mole
> di
> > > > dati per il momento aperti da una PA.
> > >
> > > per curiosità: che software e che hardware avete utilizzato?
> > >
> > > m.c.
> > >
> > > > Chiaro che il cittadino tipo non sa che farsene di un XML, ma basta
> > >
> > > l'amico
> > >
> > > > smanettone di turno (e un domani spero molte associazioni, sindacati
> e
> > > > simili) per cavare qualcosa fuori dai dati. Poi i software open
> source
> > >
> > > sono
> > >
> > > > una risorsa insostituibile per gestire i dati.. insomma,
> l'empowerment
> > > > aumenta enormemente grazie al sw open, ma i dati aiutano non poco,
> > >
> > > ceteris
> > >
> > > > paribus ;-)
> > > >
> > > > My two cents,
> > > > Federico
> > > >
> > > > Il 30 maggio 2015 15:04:01 CEST, Marco Ciurcina <
> > >
> > > ciurcina(a)studiolegale.it>
> > >
> > > ha scritto:
> > > > >In data venerdì 29 maggio 2015 17:58:15, Andrea Raimondi ha scritto:
> > > > >> Salve a tutti,
> > > > >>
> > > > >> leggevo poco fa dell'iniziativa nata all'International Opendata
> > > > >>
> > > > >> Conferenze 2015 in Ottawa: l'International Opendata Charter
> > > > >> <http://opendatacharter.net/charter/>. Mi chiedevo se qualcuno
> di voi
> > > > >> avesse letto la carta, se avesse qualche commento anche in
> > > > >
> > > > >particolare
> > > > >
> > > > >> rispetto all'iniziativa precedente (cioè la G8 opendata charter).
> > > > >
> > > > >Grazie e
> > > > >
> > > > >> buon lavoro a tutti.
> > > > >
> > > > >IMHO sarebbe importante metttere a fuoco in modo più chiaro quali
> sono
> > > > >gli
> > > > >obiettivi di questo documento.
> > > > >Open data senza software libero e risorse hardware nel controllo dei
> > > > >cittadini
> > > > >è potere alle aziende private più che potere ai cittadini.
> > > > >Specialmente se i cittadini mettono la testa ed i dati tra le nuvole
> > > > >(nei
> > > > >"clouds").
> > > > >Credo sia necessario raffinare il documento facendo riferimento a
> > > > >questo.
> > > > >Oppure si può eliminare il riferimento a "empowerment of citizens".
> > > > >m.c.
> > > > >
> > > > >> Best
> > > > >>
> > > > >>
> > > > >> Andrea Raimondi
> > > > >
> > > > >_______________________________________________
> > > > >nexa mailing list
> > > > >nexa(a)server-nexa.polito.it
> > > > >https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> > > >
> > > > Sent from mobile, please excuse typos. Perdonate la brevità.
>
>
May 31, 2015
Re: [nexa] International Open Data Charter
by Marco Ciurcina
In data domenica 31 maggio 2015 10:54:29, Andrea Raimondi ha scritto:
> Ciao Marco,
> grazie a te e Federico per i commenti. Ci sono, soprattutto nel
> preambolo, degli assunti lanciati con molta, troppa, leggerezza. In parte
> concordo con quello che dici. Ma solo in parte.
In cosa concordi e in cosa dissenti?
> Per quanto sia vero che
> "citizens empowerment" sia li presente come non più di una buzzword,
> d'altra parte non ridurrei il concetto alla formula "opendata+software
> OS+hardware". L'impatto politico della rete mi sembra sia più complicato da
> ricavare.
Cosa aggiungeresti?
m.c.
>
> Quel che vedo è che il draft parte scritto proprio male, sulla falsa riga
> di quello del G8 (con alcune parti addirittura copiate senza attribuzione)
> con due o tre novità a cui non è stato dato spazio e con la totale assenza
> di annex tecnici. Direi che "draft" è un complimento.
>
> In ogni caso sembra oscillare tra una presa di posizione politica nei
> confronti dell'accesso libero alle informazioni e una carta
> multi-stakeholders per rafforzare partnership anche a livello non
> governativo. Io sarei caritatevole e direi solo che sono idee confuse e
> scritte male.
>
> Mi diceva
> <https://www.facebook.com/belisario/posts/10206356583134612?comment_id=10206
> 357359354017¬if_t=like> Ernesto Belisario, che ha preso parte al tavolo
> di preparazione, che l'intento è fare vari annex tecnici per ogni key value
> areas di dati. Servirebbe, mi diceva Ernesto, ad uniformare gli standard di
> gestione e pubblicazioni dei dati a seconda del tipo (leggi, contratti,
> etc). Cosa ne pensate di questa strategia in particolare?
>
> Best
>
>
> Andrea
>
>
>
>
>
>
> Il giorno 31 maggio 2015 10:29, Marco Ciurcina <ciurcina(a)studiolegale.it>
>
> ha scritto:
> > In data sabato 30 maggio 2015 20:37:49, Federico Morando ha scritto:
> > > Caro Marco,
> > >
> > > in linea di principio hai ragione, però non esageriamo nel pensare che
> > > ci
> > > voglia chissà quale corporation per processare grosse moli di dati..
> >
> > non intendevo questo.
> > nè disconosco il valore in se' degli open data (come sai).
> > IMHO l'errore nell'open data charter sta nel far pensare che il "citizen
> > empowerement" sia il risultato del solo open data.
> > il citizen empowerement è il risultato di open data, software libero e
> > hardware nel controllo dei cittadini.
> > omettendo ogni riferimento a software libero e hardware nel controllo dei
> > cittadini si passa un messaggio non corretto.
> >
> > trovo importante che un documento di così alto livello come l'open data
> > charter passi messaggi che non possano essere interpretati in modo errato.
> >
> > > Col
> > > mega-grafo di tutti i contratti pubblici segnalati dalle PA italiane
> > > all'ANAC abbiamo messo un po' in ginocchio un PC da meno di un migliaio
> >
> > di
> >
> > > euro, ma questo tipo di hardware, e competenze di un laureato triennale
> >
> > in
> >
> > > ingegneria, restano una buona base per processare la più grossa mole di
> > > dati per il momento aperti da una PA.
> >
> > per curiosità: che software e che hardware avete utilizzato?
> >
> > m.c.
> >
> > > Chiaro che il cittadino tipo non sa che farsene di un XML, ma basta
> >
> > l'amico
> >
> > > smanettone di turno (e un domani spero molte associazioni, sindacati e
> > > simili) per cavare qualcosa fuori dai dati. Poi i software open source
> >
> > sono
> >
> > > una risorsa insostituibile per gestire i dati.. insomma, l'empowerment
> > > aumenta enormemente grazie al sw open, ma i dati aiutano non poco,
> >
> > ceteris
> >
> > > paribus ;-)
> > >
> > > My two cents,
> > > Federico
> > >
> > > Il 30 maggio 2015 15:04:01 CEST, Marco Ciurcina <
> >
> > ciurcina(a)studiolegale.it>
> >
> > ha scritto:
> > > >In data venerdì 29 maggio 2015 17:58:15, Andrea Raimondi ha scritto:
> > > >> Salve a tutti,
> > > >>
> > > >> leggevo poco fa dell'iniziativa nata all'International Opendata
> > > >>
> > > >> Conferenze 2015 in Ottawa: l'International Opendata Charter
> > > >> <http://opendatacharter.net/charter/>. Mi chiedevo se qualcuno di voi
> > > >> avesse letto la carta, se avesse qualche commento anche in
> > > >
> > > >particolare
> > > >
> > > >> rispetto all'iniziativa precedente (cioè la G8 opendata charter).
> > > >
> > > >Grazie e
> > > >
> > > >> buon lavoro a tutti.
> > > >
> > > >IMHO sarebbe importante metttere a fuoco in modo più chiaro quali sono
> > > >gli
> > > >obiettivi di questo documento.
> > > >Open data senza software libero e risorse hardware nel controllo dei
> > > >cittadini
> > > >è potere alle aziende private più che potere ai cittadini.
> > > >Specialmente se i cittadini mettono la testa ed i dati tra le nuvole
> > > >(nei
> > > >"clouds").
> > > >Credo sia necessario raffinare il documento facendo riferimento a
> > > >questo.
> > > >Oppure si può eliminare il riferimento a "empowerment of citizens".
> > > >m.c.
> > > >
> > > >> Best
> > > >>
> > > >>
> > > >> Andrea Raimondi
> > > >
> > > >_______________________________________________
> > > >nexa mailing list
> > > >nexa(a)server-nexa.polito.it
> > > >https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> > >
> > > Sent from mobile, please excuse typos. Perdonate la brevità.
May 31, 2015
Re: [nexa] International Open Data Charter
by Andrea Raimondi
Ciao Marco,
grazie a te e Federico per i commenti. Ci sono, soprattutto nel
preambolo, degli assunti lanciati con molta, troppa, leggerezza. In parte
concordo con quello che dici. Ma solo in parte. Per quanto sia vero che
"citizens empowerment" sia li presente come non più di una buzzword,
d'altra parte non ridurrei il concetto alla formula "opendata+software
OS+hardware". L'impatto politico della rete mi sembra sia più complicato da
ricavare.
Quel che vedo è che il draft parte scritto proprio male, sulla falsa riga
di quello del G8 (con alcune parti addirittura copiate senza attribuzione)
con due o tre novità a cui non è stato dato spazio e con la totale assenza
di annex tecnici. Direi che "draft" è un complimento.
In ogni caso sembra oscillare tra una presa di posizione politica nei
confronti dell'accesso libero alle informazioni e una carta
multi-stakeholders per rafforzare partnership anche a livello non
governativo. Io sarei caritatevole e direi solo che sono idee confuse e
scritte male.
Mi diceva
<https://www.facebook.com/belisario/posts/10206356583134612?comment_id=10206…>
Ernesto Belisario, che ha preso parte al tavolo di preparazione, che
l'intento è fare vari annex tecnici per ogni key value areas di dati.
Servirebbe, mi diceva Ernesto, ad uniformare gli standard di gestione e
pubblicazioni dei dati a seconda del tipo (leggi, contratti, etc). Cosa ne
pensate di questa strategia in particolare?
Best
Andrea
Il giorno 31 maggio 2015 10:29, Marco Ciurcina <ciurcina(a)studiolegale.it>
ha scritto:
> In data sabato 30 maggio 2015 20:37:49, Federico Morando ha scritto:
> > Caro Marco,
> >
> > in linea di principio hai ragione, però non esageriamo nel pensare che ci
> > voglia chissà quale corporation per processare grosse moli di dati..
> non intendevo questo.
> nè disconosco il valore in se' degli open data (come sai).
> IMHO l'errore nell'open data charter sta nel far pensare che il "citizen
> empowerement" sia il risultato del solo open data.
> il citizen empowerement è il risultato di open data, software libero e
> hardware nel controllo dei cittadini.
> omettendo ogni riferimento a software libero e hardware nel controllo dei
> cittadini si passa un messaggio non corretto.
>
> trovo importante che un documento di così alto livello come l'open data
> charter passi messaggi che non possano essere interpretati in modo errato.
>
> > Col
> > mega-grafo di tutti i contratti pubblici segnalati dalle PA italiane
> > all'ANAC abbiamo messo un po' in ginocchio un PC da meno di un migliaio
> di
> > euro, ma questo tipo di hardware, e competenze di un laureato triennale
> in
> > ingegneria, restano una buona base per processare la più grossa mole di
> > dati per il momento aperti da una PA.
> per curiosità: che software e che hardware avete utilizzato?
>
> m.c.
>
> >
> > Chiaro che il cittadino tipo non sa che farsene di un XML, ma basta
> l'amico
> > smanettone di turno (e un domani spero molte associazioni, sindacati e
> > simili) per cavare qualcosa fuori dai dati. Poi i software open source
> sono
> > una risorsa insostituibile per gestire i dati.. insomma, l'empowerment
> > aumenta enormemente grazie al sw open, ma i dati aiutano non poco,
> ceteris
> > paribus ;-)
> >
> > My two cents,
> > Federico
> >
> > Il 30 maggio 2015 15:04:01 CEST, Marco Ciurcina <
> ciurcina(a)studiolegale.it>
> ha scritto:
> > >In data venerdì 29 maggio 2015 17:58:15, Andrea Raimondi ha scritto:
> > >> Salve a tutti,
> > >>
> > >> leggevo poco fa dell'iniziativa nata all'International Opendata
> > >>
> > >> Conferenze 2015 in Ottawa: l'International Opendata Charter
> > >> <http://opendatacharter.net/charter/>. Mi chiedevo se qualcuno di voi
> > >> avesse letto la carta, se avesse qualche commento anche in
> > >
> > >particolare
> > >
> > >> rispetto all'iniziativa precedente (cioè la G8 opendata charter).
> > >
> > >Grazie e
> > >
> > >> buon lavoro a tutti.
> > >
> > >IMHO sarebbe importante metttere a fuoco in modo più chiaro quali sono
> > >gli
> > >obiettivi di questo documento.
> > >Open data senza software libero e risorse hardware nel controllo dei
> > >cittadini
> > >è potere alle aziende private più che potere ai cittadini.
> > >Specialmente se i cittadini mettono la testa ed i dati tra le nuvole
> > >(nei
> > >"clouds").
> > >Credo sia necessario raffinare il documento facendo riferimento a
> > >questo.
> > >Oppure si può eliminare il riferimento a "empowerment of citizens".
> > >m.c.
> > >
> > >> Best
> > >>
> > >>
> > >> Andrea Raimondi
> > >
> > >_______________________________________________
> > >nexa mailing list
> > >nexa(a)server-nexa.polito.it
> > >https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> >
> > Sent from mobile, please excuse typos. Perdonate la brevità.
>
>
May 31, 2015
Re: [nexa] International Open Data Charter
by Alessio Melandri
> per curiosità: che software e che hardware avete utilizzato?
Il software scritto da noi è visibile su:
https://github.com/nexacenter/public-contracts
Mentre per esporre l'endpoint con gli open data trasformati in
linked data abbiamo utilizzato Virtuoso.
L'hardware è un server più che onesto di un paio d'anni fa.
Tuttavia il collo di bottiglia sono stati i 16GB di RAM (sia
perché Virtuoso ne necessita parecchi per caricare grafi
molto grandi, sia perché su quel server abbiamo anche
diversi altri servizi) e la velocità del disco magnetico.
Alessio
Il giorno 31 maggio 2015 11:29, Marco Ciurcina <ciurcina(a)studiolegale.it>
ha scritto:
> In data sabato 30 maggio 2015 20:37:49, Federico Morando ha scritto:
> > Caro Marco,
> >
> > in linea di principio hai ragione, però non esageriamo nel pensare che ci
> > voglia chissà quale corporation per processare grosse moli di dati..
> non intendevo questo.
> nè disconosco il valore in se' degli open data (come sai).
> IMHO l'errore nell'open data charter sta nel far pensare che il "citizen
> empowerement" sia il risultato del solo open data.
> il citizen empowerement è il risultato di open data, software libero e
> hardware nel controllo dei cittadini.
> omettendo ogni riferimento a software libero e hardware nel controllo dei
> cittadini si passa un messaggio non corretto.
>
> trovo importante che un documento di così alto livello come l'open data
> charter passi messaggi che non possano essere interpretati in modo errato.
>
> > Col
> > mega-grafo di tutti i contratti pubblici segnalati dalle PA italiane
> > all'ANAC abbiamo messo un po' in ginocchio un PC da meno di un migliaio
> di
> > euro, ma questo tipo di hardware, e competenze di un laureato triennale
> in
> > ingegneria, restano una buona base per processare la più grossa mole di
> > dati per il momento aperti da una PA.
> per curiosità: che software e che hardware avete utilizzato?
>
> m.c.
>
> >
> > Chiaro che il cittadino tipo non sa che farsene di un XML, ma basta
> l'amico
> > smanettone di turno (e un domani spero molte associazioni, sindacati e
> > simili) per cavare qualcosa fuori dai dati. Poi i software open source
> sono
> > una risorsa insostituibile per gestire i dati.. insomma, l'empowerment
> > aumenta enormemente grazie al sw open, ma i dati aiutano non poco,
> ceteris
> > paribus ;-)
> >
> > My two cents,
> > Federico
> >
> > Il 30 maggio 2015 15:04:01 CEST, Marco Ciurcina <
> ciurcina(a)studiolegale.it>
> ha scritto:
> > >In data venerdì 29 maggio 2015 17:58:15, Andrea Raimondi ha scritto:
> > >> Salve a tutti,
> > >>
> > >> leggevo poco fa dell'iniziativa nata all'International Opendata
> > >>
> > >> Conferenze 2015 in Ottawa: l'International Opendata Charter
> > >> <http://opendatacharter.net/charter/>. Mi chiedevo se qualcuno di voi
> > >> avesse letto la carta, se avesse qualche commento anche in
> > >
> > >particolare
> > >
> > >> rispetto all'iniziativa precedente (cioè la G8 opendata charter).
> > >
> > >Grazie e
> > >
> > >> buon lavoro a tutti.
> > >
> > >IMHO sarebbe importante metttere a fuoco in modo più chiaro quali sono
> > >gli
> > >obiettivi di questo documento.
> > >Open data senza software libero e risorse hardware nel controllo dei
> > >cittadini
> > >è potere alle aziende private più che potere ai cittadini.
> > >Specialmente se i cittadini mettono la testa ed i dati tra le nuvole
> > >(nei
> > >"clouds").
> > >Credo sia necessario raffinare il documento facendo riferimento a
> > >questo.
> > >Oppure si può eliminare il riferimento a "empowerment of citizens".
> > >m.c.
> > >
> > >> Best
> > >>
> > >>
> > >> Andrea Raimondi
> > >
> > >_______________________________________________
> > >nexa mailing list
> > >nexa(a)server-nexa.polito.it
> > >https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> >
> > Sent from mobile, please excuse typos. Perdonate la brevità.
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
May 31, 2015
Re: [nexa] International Open Data Charter
by Marco Ciurcina
In data sabato 30 maggio 2015 20:37:49, Federico Morando ha scritto:
> Caro Marco,
>
> in linea di principio hai ragione, però non esageriamo nel pensare che ci
> voglia chissà quale corporation per processare grosse moli di dati..
non intendevo questo.
nè disconosco il valore in se' degli open data (come sai).
IMHO l'errore nell'open data charter sta nel far pensare che il "citizen
empowerement" sia il risultato del solo open data.
il citizen empowerement è il risultato di open data, software libero e
hardware nel controllo dei cittadini.
omettendo ogni riferimento a software libero e hardware nel controllo dei
cittadini si passa un messaggio non corretto.
trovo importante che un documento di così alto livello come l'open data
charter passi messaggi che non possano essere interpretati in modo errato.
> Col
> mega-grafo di tutti i contratti pubblici segnalati dalle PA italiane
> all'ANAC abbiamo messo un po' in ginocchio un PC da meno di un migliaio di
> euro, ma questo tipo di hardware, e competenze di un laureato triennale in
> ingegneria, restano una buona base per processare la più grossa mole di
> dati per il momento aperti da una PA.
per curiosità: che software e che hardware avete utilizzato?
m.c.
>
> Chiaro che il cittadino tipo non sa che farsene di un XML, ma basta l'amico
> smanettone di turno (e un domani spero molte associazioni, sindacati e
> simili) per cavare qualcosa fuori dai dati. Poi i software open source sono
> una risorsa insostituibile per gestire i dati.. insomma, l'empowerment
> aumenta enormemente grazie al sw open, ma i dati aiutano non poco, ceteris
> paribus ;-)
>
> My two cents,
> Federico
>
> Il 30 maggio 2015 15:04:01 CEST, Marco Ciurcina <ciurcina(a)studiolegale.it>
ha scritto:
> >In data venerdì 29 maggio 2015 17:58:15, Andrea Raimondi ha scritto:
> >> Salve a tutti,
> >>
> >> leggevo poco fa dell'iniziativa nata all'International Opendata
> >>
> >> Conferenze 2015 in Ottawa: l'International Opendata Charter
> >> <http://opendatacharter.net/charter/>. Mi chiedevo se qualcuno di voi
> >> avesse letto la carta, se avesse qualche commento anche in
> >
> >particolare
> >
> >> rispetto all'iniziativa precedente (cioè la G8 opendata charter).
> >
> >Grazie e
> >
> >> buon lavoro a tutti.
> >
> >IMHO sarebbe importante metttere a fuoco in modo più chiaro quali sono
> >gli
> >obiettivi di questo documento.
> >Open data senza software libero e risorse hardware nel controllo dei
> >cittadini
> >è potere alle aziende private più che potere ai cittadini.
> >Specialmente se i cittadini mettono la testa ed i dati tra le nuvole
> >(nei
> >"clouds").
> >Credo sia necessario raffinare il documento facendo riferimento a
> >questo.
> >Oppure si può eliminare il riferimento a "empowerment of citizens".
> >m.c.
> >
> >> Best
> >>
> >>
> >> Andrea Raimondi
> >
> >_______________________________________________
> >nexa mailing list
> >nexa(a)server-nexa.polito.it
> >https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
> Sent from mobile, please excuse typos. Perdonate la brevità.
May 31, 2015
Re: [nexa] International Open Data Charter
by Federico Morando
Caro Marco,
in linea di principio hai ragione, però non esageriamo nel pensare che ci voglia chissà quale corporation per processare grosse moli di dati.. Col mega-grafo di tutti i contratti pubblici segnalati dalle PA italiane all'ANAC abbiamo messo un po' in ginocchio un PC da meno di un migliaio di euro, ma questo tipo di hardware, e competenze di un laureato triennale in ingegneria, restano una buona base per processare la più grossa mole di dati per il momento aperti da una PA.
Chiaro che il cittadino tipo non sa che farsene di un XML, ma basta l'amico smanettone di turno (e un domani spero molte associazioni, sindacati e simili) per cavare qualcosa fuori dai dati. Poi i software open source sono una risorsa insostituibile per gestire i dati.. insomma, l'empowerment aumenta enormemente grazie al sw open, ma i dati aiutano non poco, ceteris paribus ;-)
My two cents,
Federico
Il 30 maggio 2015 15:04:01 CEST, Marco Ciurcina <ciurcina(a)studiolegale.it> ha scritto:
>In data venerdì 29 maggio 2015 17:58:15, Andrea Raimondi ha scritto:
>> Salve a tutti,
>> leggevo poco fa dell'iniziativa nata all'International Opendata
>> Conferenze 2015 in Ottawa: l'International Opendata Charter
>> <http://opendatacharter.net/charter/>. Mi chiedevo se qualcuno di voi
>> avesse letto la carta, se avesse qualche commento anche in
>particolare
>> rispetto all'iniziativa precedente (cioè la G8 opendata charter).
>Grazie e
>> buon lavoro a tutti.
>IMHO sarebbe importante metttere a fuoco in modo più chiaro quali sono
>gli
>obiettivi di questo documento.
>Open data senza software libero e risorse hardware nel controllo dei
>cittadini
>è potere alle aziende private più che potere ai cittadini.
>Specialmente se i cittadini mettono la testa ed i dati tra le nuvole
>(nei
>"clouds").
>Credo sia necessario raffinare il documento facendo riferimento a
>questo.
>Oppure si può eliminare il riferimento a "empowerment of citizens".
>m.c.
>
>
>>
>> Best
>>
>>
>> Andrea Raimondi
>
>_______________________________________________
>nexa mailing list
>nexa(a)server-nexa.polito.it
>https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Sent from mobile, please excuse typos. Perdonate la brevità.
May 30, 2015
Re: [nexa] International Open Data Charter
by Marco Ciurcina
In data venerdì 29 maggio 2015 17:58:15, Andrea Raimondi ha scritto:
> Salve a tutti,
> leggevo poco fa dell'iniziativa nata all'International Opendata
> Conferenze 2015 in Ottawa: l'International Opendata Charter
> <http://opendatacharter.net/charter/>. Mi chiedevo se qualcuno di voi
> avesse letto la carta, se avesse qualche commento anche in particolare
> rispetto all'iniziativa precedente (cioè la G8 opendata charter). Grazie e
> buon lavoro a tutti.
IMHO sarebbe importante metttere a fuoco in modo più chiaro quali sono gli
obiettivi di questo documento.
Open data senza software libero e risorse hardware nel controllo dei cittadini
è potere alle aziende private più che potere ai cittadini.
Specialmente se i cittadini mettono la testa ed i dati tra le nuvole (nei
"clouds").
Credo sia necessario raffinare il documento facendo riferimento a questo.
Oppure si può eliminare il riferimento a "empowerment of citizens".
m.c.
>
> Best
>
>
> Andrea Raimondi
May 30, 2015
Security and Democracy
by Andrea Raimondi
Salva a tutti di nuovo,
la settimana scorsa mi è stato chiesto, all'interno di questa
<http://magnacarta800th.com/events/unlock-democracy/> iniziativa inglese,
di fare un talk su censura e sorveglianza. Il talk modesto, di circa 15
minuti, lo potete trovare qui
<http://www.cilditalia.org/en/blog/privacy-surveillance-democracy-nottingham/>.
Discute principalmente delle conseguenze sul piano dei diritti umani e dei
diritti civili delle nuove proposte di legge del nuovo governo inglese.
Ogni commento o critica sarebbe molto apprezzata nonché ringraziata, in
quanto debito intellettuale, nel paper che uscirà da questo draft. Grazie
ancora a tutti.
Best
Andrea Raimondi
May 29, 2015
International Open Data Charter
by Andrea Raimondi
Salve a tutti,
leggevo poco fa dell'iniziativa nata all'International Opendata
Conferenze 2015 in Ottawa: l'International Opendata Charter
<http://opendatacharter.net/charter/>. Mi chiedevo se qualcuno di voi
avesse letto la carta, se avesse qualche commento anche in particolare
rispetto all'iniziativa precedente (cioè la G8 opendata charter). Grazie e
buon lavoro a tutti.
Best
Andrea Raimondi
May 29, 2015
Re: [nexa] gruppo esperti net-neutrality (Guido d'Ippolito)
by Guido d'Ipp
Se può essere utile, tanto a questa mailing list tanto al gruppo di esperti
sulla Net Neutrality, nell'ambito del ddl. Cost. 1561/14 sull'art. 34-bis,
accesso ad Internet come diritto sociale (www.art34bis.it) abbiamo
proposto un emendamento che disciplini meglio la questione. Forse può
essere utile a tutti coordinarsi con questa ipotetica futura norma
costituzionale.
Vi spiego meglio.
La proposta di art. 34-bis è attualmente in discussione presso la
Commissione Affari Costituzionali del Senato. Dopo le audizioni e stato
dato un termine per gli emendamenti che scadrà il 10 giugno.
http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/44665.htm
L'articolo originario parlava di Net Neutrality ma non nel modo adeguato.
Per questo motivo, recependo i suggerimenti degli esperti tanto in sede di
audizione tanto all'interno di una tavola rotonda che si è svolta l'8
maggio alla Camera (
https://www.youtube.com/watch?v=iHL8qaXTdPw&list=PLP1z0_-KHWp5aMIPFUqfcjhd2…
), e in particolare accogliendo i suggerimenti dei prof. Passaglia e
Policino, abbiamo proposto un emendamento che inserisca al 34-bis un terzo
comma con una riserva di legge in materia di Net Neutrality. Ci è sembrato
il modo migliore per porre a un tempo i principi generali e poi lasciare (e
obbligare) il legislatore a trattare la materia con legge in modo più
dettagliato.
L'emendamento proposto è il seguente:
Al comma 1, capoverso “Art. 34-bis”, al primo comma, sopprimere le parole
“, in modo neutrale,” e aggiungere infine il seguente comma: “La neutralità
della rete, fissa e mobile, è riconosciuta e garantita dalla legge che ne
determina le condizioni affinché ogni dato trasmesso e ricevuto in Internet
non subisca discriminazioni o interferenze”.
L'articolo completo quindi, potrebbe essere il seguente:
«Tutti hanno eguale diritto di accedere a Internet in condizione di parità
e con modalità tecnologicamente adeguate.
La Repubblica promuove le condizioni che rendano effettivo l’accesso a
Internet come luogo ove si svolge la personalità umana, si esercitano i
diritti e si adempiono i doveri di solidarietà politica, economica
e sociale.
La neutralità della rete, fissa e mobile, è riconosciuta e garantita
dalla legge che ne determina le condizioni affinché ogni dato trasmesso
e ricevuto in Internet non subisca discriminazioni o interferenze. »
Spero che queste informazioni possano essere utili.
Quando abbiamo pensato alla riserva di legge pensavamo che questa poteva
essere integrata dal ddl dell'on. Quintarelli in discussione alla Camera.
Ma visto che anche il sottosegretario Giacomelli si sta muovendo allora può
essere utile coordinare tutte le cose al fine di fare insieme un lavoro
utile per tutti. Se volesse tener presente questa cosa... non lo so, a me
sembra giusto riportarvela.
Non so che ne pensate del 34-bis ma mi piacerebbe che fosse una norma di
tutti in cui ognuno può dire la sua e partecipare.
Grazie a tutti
Guido d'Ippolito <https://www.linkedin.com/in/guidodippolito>
Il giorno 29 maggio 2015 12:00, <nexa-request(a)server-nexa.polito.it> ha
scritto:
> Send nexa mailing list submissions to
> nexa(a)server-nexa.polito.it
>
> To subscribe or unsubscribe via the World Wide Web, visit
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> or, via email, send a message with subject or body 'help' to
> nexa-request(a)server-nexa.polito.it
>
> You can reach the person managing the list at
> nexa-owner(a)server-nexa.polito.it
>
> When replying, please edit your Subject line so it is more specific
> than "Re: Contents of nexa digest..."
>
>
> Today's Topics:
>
> 1. Re: gruppo esperti net-neutrality (J.C. DE MARTIN)
> 2. R: gruppo esperti net-neutrality (oreste.pollicino)
> 3. NYTimes: How Netflix Keeps Finding Itself on the Same Side as
> Regulators (J.C. DE MARTIN)
> 4. Re: gruppo esperti net-neutrality (Giorgio Ventre)
>
>
> ----------------------------------------------------------------------
>
> Message: 1
> Date: Thu, 28 May 2015 18:11:21 +0200
> From: "J.C. DE MARTIN" <demartin(a)polito.it>
> To: nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: Re: [nexa] gruppo esperti net-neutrality
> Message-ID: <55673E29.4060804(a)polito.it>
> Content-Type: text/plain; charset=windows-1252; format=flowed
>
> Caro Giuseppe,
>
> quello che so (ma che deve per forza sapere anche Joy)
> è che il Sottosegretario Giacomelli ha semplicemente
> chiesto ad alcune persone di sua scelta
> di dirgli - pro bono e pro veritate -
> cosa pensiamo della neutralità della rete in generale
> e della decisione FCC in particolare.
>
> Mi risulta che le conclusioni del giro di opinioni verranno
> rese pubbliche dopo il 3 giugno.
>
> Ciao,
>
> juan carlos
>
>
>
> On 28/05/15 13:04, Giuseppe Attardi wrote:
> > Joy Marino ha riferito all'assemblea ISOC Italia che è stato
> > costituito un gruppo di esperti per discutere di Net Neutrality,
> > coordinato da Maurizio Decina, e di cui non ha saputo dirci né gli
> > scopi, né i criteri di scelta, né a chi dovrà riferire.
> > Tra gli esperti è presente Juan Carlos De Martin: forse lui ci può
> > illuminare.
> >
> > Personalmente preferirei che per discutere di Net Neutrality venisse
> > coinvolta ISOC, che è il naturale depositario degli interessi di
> > tutti, e non solo di alcuni.
> >
> > Anche Antonio Preto, di AgCom, sembra ritenere essenziale una
> > posizione unitaria europea sul tema:
> >
> http://www.key4biz.it/net-neutrality-leuropa-si-muova-in-modo-unitario-inte…
> >
> > Sarebbe importante che la decisione non sia il solito compromesso, che
> > tenta di accontentare coloro che fanno lobby sui politici, trascurando
> > gli interessi degli utenti che sono i veri interessi da tutelare.
> >
> > -- Beppe
> >
> > _______________________________________________
> > nexa mailing list
> > nexa(a)server-nexa.polito.it
> > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
>
> ------------------------------
>
> Message: 2
> Date: Thu, 28 May 2015 18:16:40 +0200 (CEST)
> From: "oreste.pollicino" <oreste.pollicino(a)unibocconi.it>
> To: "J.C. DE MARTIN" <demartin(a)polito.it>, nexa
> <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: [nexa] R: gruppo esperti net-neutrality
> Message-ID: <20150528161640.5685328.34433.8115(a)unibocconi.it>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
>
> ?Confermo, per quanto ne so, in toto la versione di JC. A presto. Op.
>
> Incovio eseguito dallo smartphone BlackBerry 10.
> Messaggio originale
> Da: J.C. DE MARTIN
> Inviato: giovedì 28 maggio 2015 18:11
> A: nexa
> Rispondi a: demartin(a)polito.it
> Oggetto: Re: [nexa] gruppo esperti net-neutrality
>
> Caro Giuseppe,
>
> quello che so (ma che deve per forza sapere anche Joy)
> è che il Sottosegretario Giacomelli ha semplicemente
> chiesto ad alcune persone di sua scelta
> di dirgli - pro bono e pro veritate -
> cosa pensiamo della neutralità della rete in generale
> e della decisione FCC in particolare.
>
> Mi risulta che le conclusioni del giro di opinioni verranno
> rese pubbliche dopo il 3 giugno.
>
> Ciao,
>
> juan carlos
>
>
>
> On 28/05/15 13:04, Giuseppe Attardi wrote:
> > Joy Marino ha riferito all'assemblea ISOC Italia che è stato
> > costituito un gruppo di esperti per discutere di Net Neutrality,
> > coordinato da Maurizio Decina, e di cui non ha saputo dirci né gli
> > scopi, né i criteri di scelta, né a chi dovrà riferire.
> > Tra gli esperti è presente Juan Carlos De Martin: forse lui ci può
> > illuminare.
> >
> > Personalmente preferirei che per discutere di Net Neutrality venisse
> > coinvolta ISOC, che è il naturale depositario degli interessi di
> > tutti, e non solo di alcuni.
> >
> > Anche Antonio Preto, di AgCom, sembra ritenere essenziale una
> > posizione unitaria europea sul tema:
> >
> http://www.key4biz.it/net-neutrality-leuropa-si-muova-in-modo-unitario-inte…
> >
> > Sarebbe importante che la decisione non sia il solito compromesso, che
> > tenta di accontentare coloro che fanno lobby sui politici, trascurando
> > gli interessi degli utenti che sono i veri interessi da tutelare.
> >
> > -- Beppe
> >
> > _______________________________________________
> > nexa mailing list
> > nexa(a)server-nexa.polito.it
> > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> ---
> Dai il tuo 5x1000 alla Bocconi: aiuta a studiare chi merita, anche quando
> non puo'.
> CF 80024610158.
> www.unibocconi.it/5x1000
>
> Please note that the above message is addressed only to individuals filing
> Italian income tax returns.
> ---
>
> ------------------------------
>
> Message: 3
> Date: Fri, 29 May 2015 07:44:41 +0200
> From: "J.C. DE MARTIN" <demartin(a)polito.it>
> To: Center Nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: [nexa] NYTimes: How Netflix Keeps Finding Itself on the Same
> Side as Regulators
> Message-ID: <248BE2B9-63FC-484C-ADF3-9A2A1F04F5F6(a)polito.it>
> Content-Type: text/plain; charset=us-ascii
>
>
> http://www.nytimes.com/2015/05/29/business/media/how-netflix-keeps-finding-…
>
> The invisible hand of Netflix has been at work influencing policy and
> proposed mergers in the cable, broadband and media businesses.
>
>
> (Sent from my wireless device; please excuse brevity and typos (if any))
>
> ------------------------------
>
> Message: 4
> Date: Fri, 29 May 2015 09:55:33 +0200
> From: Giorgio Ventre <giorgio.ventre(a)unina.it>
> To: demartin(a)polito.it, nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: Re: [nexa] gruppo esperti net-neutrality
> Message-ID: <55681B75.6010105(a)unina.it>
> Content-Type: text/plain; charset=windows-1252; format=flowed
>
> Confermo alla lettera.
>
> Saluti
> Giorgio
>
> ========================================================================
> Prof. Ing. Giorgio Ventre
> Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell'Informazione
> Università degli Studi di Napoli Federico II
> Via Claudio 21
> 80125, Napoli, Italy
> Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372
> E-mail: giorgio(a)unina.it
> http://www.comics.unina.it
> http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre
> ========================================================================
>
> On 28/05/2015 18:11, J.C. DE MARTIN wrote:
> > Caro Giuseppe,
> >
> > quello che so (ma che deve per forza sapere anche Joy)
> > è che il Sottosegretario Giacomelli ha semplicemente
> > chiesto ad alcune persone di sua scelta
> > di dirgli - pro bono e pro veritate -
> > cosa pensiamo della neutralità della rete in generale
> > e della decisione FCC in particolare.
> >
> > Mi risulta che le conclusioni del giro di opinioni verranno
> > rese pubbliche dopo il 3 giugno.
> >
> > Ciao,
> >
> > juan carlos
> >
> >
> >
> > On 28/05/15 13:04, Giuseppe Attardi wrote:
> >> Joy Marino ha riferito all'assemblea ISOC Italia che è stato
> >> costituito un gruppo di esperti per discutere di Net Neutrality,
> >> coordinato da Maurizio Decina, e di cui non ha saputo dirci né gli
> >> scopi, né i criteri di scelta, né a chi dovrà riferire.
> >> Tra gli esperti è presente Juan Carlos De Martin: forse lui ci può
> >> illuminare.
> >>
> >> Personalmente preferirei che per discutere di Net Neutrality venisse
> >> coinvolta ISOC, che è il naturale depositario degli interessi di
> >> tutti, e non solo di alcuni.
> >>
> >> Anche Antonio Preto, di AgCom, sembra ritenere essenziale una
> >> posizione unitaria europea sul tema:
> >>
> http://www.key4biz.it/net-neutrality-leuropa-si-muova-in-modo-unitario-inte…
> >>
> >>
> >> Sarebbe importante che la decisione non sia il solito compromesso, che
> >> tenta di accontentare coloro che fanno lobby sui politici, trascurando
> >> gli interessi degli utenti che sono i veri interessi da tutelare.
> >>
> >> -- Beppe
> >>
> >> _______________________________________________
> >> nexa mailing list
> >> nexa(a)server-nexa.polito.it
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> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
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>
> End of nexa Digest, Vol 73, Issue 42
> ************************************
>
May 29, 2015