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Re: R: Re: They are already like us (J Hinton)
by D. Davide Lamanna
On 7/17/26 17:59, Giacomo Tesio via nexa wrote:
> Caro Davide
Carissimo, mi fa molto piacere che tu abbia voluto rispondermi. Un po'
me lo aspettavo, a dire al vero... ;-)
Vedo che sei partito dal fondo della mia email, da una frase in
particolare, una battuta, e ti ci sei soffermato parecchio, argomentando
con tanti passaggi, riprendendola più volte e anche modificandola. La
mia provocazione qualche effetto lo ha sortito, a quanto pare... ;-)
>
> On Fri, 17 Jul 2026 15:11:25 D. Davide Lamanna wrote:
>
>> Persino una black box di un tecnoligarca farebbe di meglio.
> Una black box di un tecnoligarca farebbe ciò che vuole il tecnoligarca.
Ça va sans dire.
>
> A riprova di questo fatto, TU, che sei esposto a simili black box
> quotidianamente (non solo i LLM, ovviamente), arrivi ad ipotizzare che
> "una black box di un tecno oligarca farebbe meglio" della democrazia.
Non ho detto questo, "della democrazia" ce l'hai aggiunto te. E, sì, era
una battuta provocatoria. Provo a spiegartela. Se devono prendere
decisioni persone del genere, tanto vale che le prenda un tecnoligarca,
che, almeno per il momento, è sottoposto a (pochi, effimeri, ma non
nulli) controlli legali. Non potrà che fare meglio delle più becere
chiacchiere da bar che si fanno maggioranza di governo.
Non lo penso seriamente, è un assurdo. E, no, non auspico l'avvento dei
tecnoligarchi al posto della democrazia. Ma questo tu la sai bene,
perché mi conosci.
>
> Riflettici.
>
> Sei la prova vivente di quanto "meglio" sia il tecnocontrollo rispetto
> alla democrazia.
>
> Infatti, non ti sfiora affatto il pensiero che i "milioni di individi"
> che biasimi siano stati indotti a pensare ciò che qualifichi come
> "pochezza intellettuale e culturale" proprio da tecnoligarchi.
Indubbiamente i tecnoligarchi hanno un ruolo importante nella decadenza
del pensiero umano, ma non penso sia l'unico contributo a tale
disfacimento. Il sistema elettorale è inefficace da ben prima
dell'avvento di Internet. Vero che la situazione si è molto aggravata
negli ultimi 30 anni. Saranno passati da centinaia di migliaia a
milioni, tipo.
>
>> Battuta forse infelice, la mia, ma provocatoria, perché spero di
>> essere contraddetto.
> Non è una battuta. Che ti piaccia o no, in fondo, lo pensi.
> Un provetto aspirante vassallino... ;-)
>
Ok, però le offese personali tienile per te. Non aiutano il dialogo.
> Al contempo, la tua attenzione viene distolta dall'ovvio fatto che ogni
> tecnologia di cui discutiamo qui è una manifestazione peculiare della
> nostra specie, per cui non vi è alcuna tensione fra essa e
> l'antropocentrismo che biasimi.
Vedere la tecnologia come una manifestazione della specie umana alimenta
il mito umanista e capitalista dell'uomo-ingegnere che domina e possiede
la natura. Questa visione riduce il pianeta e le altre specie a semplici
risorse da manipolare.
Preferisco dire, con Haraway, che l'essere umano e la tecnologia si sono
creati a vicenda. Non esiste un uomo "puro" PRIMA della tecnica. Siamo
da sempre un ibrido intrinseco di biologia e protesi tecnologiche.
>
>
> E se il problema fosse meno astratto?
> Se il problema non fosse l'Umanesimo, ma pochi miliardari?
La presenza di questi miliardari è un problema gigantesco. Penso sia
difficilissimo da rimuovere. Non riesco a pensare a come progettare una
rivoluzione che li mandi alla ghigliottina. Ma se qualcuno ci riesce ed
ha un piano credibile, sarò in prima linea al suo fianco. Temo però che
non succederà. La fase attuale mi sembra nuova rispetto a passaggi
storici dove ciò è potuto avvenire. E l'umanesimo, a ben vedere, ne ha
creato i presupposti, nel lungo periodo.
>
>
>> Per questo risulta così difficile ridisegnare i confini tra
>> umano, artificiale e naturale.
> Confondere è il contrario di comprendere.
>
> Naturale e artificiale sono esattamente contrapposti quanto lo sono
> _certi_ uomani e la natura.
Anche qui dimostri una piena adesione al pensiero umanista. I dualismi
(uomo/natura, naturale/artificiale, ecc.) non descrivono la realtà, ma
stabiliscono delle gerarchie nel modo in cui la si guarda. Non esiste
una attività umana, neanche la programmazione informatica o l'ingegneria
genetica, che non sia profondamente radicata nella materialità biologica
e fisica del pianeta. Natura e cultura si intrecciano continuamente,
dividere il mondo in cassetti stagni impedisce di capire come funziona
la realtà.
>
> Invece di "ridisegnare i confini", una analisi più lucida ti
> spingerebbe a chiedere di renderli più evidenti, con software che NON
> sembrino né umani né naturali, ma anzi sembrino talmente artificiali da
> rendere impossibile confonderli con esseri umani, evitando l'alienazione
> di chi li utilizza.
I confini non esistono. Separare l'artificiale dal naturale serve a
deresponsabilizzarci. Ad autorizzarci ad usare la tecnologia per
colonizzare e sfruttare l'ambiente. Se invece cominciamo a pensare che
la tecnologia è parte integrante del nostro ecosistema, potremmo parlare
di etica in un modo nuovo, sistemico, ecologico e relazionale, dove la
responsabilità è condivisa tra umani, non-umani e macchine. Non la
responsabilità di un singolo pezzo, ma della rete tutta.
>
>
>> Human in the loop, certo. Ma quale umano?
> L'unica funzione degli human in the loop è di capro espiatorio.
> https://urlsand.esvalabs.com/?u=https%3A%2F%2Fwww.reuters.com%2Fbusiness%2F…
>
Touché.
Davide
(null)
July 17, 2026
Re: R: Re: They are already like us (J Hinton)
by Alfredo Bregni
METODO
Salve.
Colgo l'assist e propongo di chiarire in testa alle mail se si vuole parlare di:
- Temi metodologici (la vecchia "mozione d'ordine" sessantottina, ...per chi la possa ricordare);
- Temi umanistici, dal morale al giuridico al filosofico (come la mail a cui sto rispondendo);
- Temi pratici: es. cosa fa e non fa l'AI;
- Temi tecnici: es. cosa c'è dentro, fra ferro (HW) e ...aria fina (SW);
- Temi ... (ognuno si inventi i suoi).
Questo a valle del fatto che:
- [Cfr. mia mail precedente] Ritengo siano da distinguere la "prestazione" (tema pratico) dalla "struttura / funzionamento / contenuto" (tema tecnico); e DIRLO all'inizio chiarisce (magari anche a chi scrive);
- Sia opportuno sapere se ci sono in ballo più temi (...magari evitando di confonderli).
Chiedo scusa,
A
----- Original Message -----
From: D. Davide Lamanna via nexa
To: nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Friday, July 17, 2026 3:11 PM
Subject: [nexa] Re: R: Re: They are already like us (J Hinton)
On 7/16/26 20:27, GC F via nexa wrote:
> [...]
>
> Talvolta ho l'impressione, quando discuto con molti che partono da
> posizioni antropocentriche, [...]
Ecco, hai evocato un elemento, l'antropocentrismo, di cui a un certo
punto bisognerà parlare. Io non sono attrezzato per farlo (e si vede),
ma la discussione che ne potrebbe scaturire trovo possa essere
estremamente pertinente.
L'uomo al centro dell'universo e misura di tutte le cose. L'umanesimo,
su cui sono fondate ideologie magnifiche come il socialismo e il
comunismo. E anche l'anarchismo, certo, sebbene esso non sconti il grado
di dottrinarismo delle altre e pertanto si ponga in modo più aperto
verso i cambiamenti di impostazione.
L'umanesimo, pur con enormi meriti storici, ha di fatto portato allo
sfruttamento intensivo della natura, degli animali e delle risorse. La
tecnologia è considerata una vittoria dell'uomo sulla natura. Mentre la
natura umana, quella no, quella è biologicamente fissa e sacra e non va
toccata.
La Terra come palcoscenico dell'Uomo. Uomo bianco, occidentale, borghese
e cisgender, naturalmente, con responsabilità innegabili sull'esclusione
delle diversità. L'uomo è l'agente morale cosciente che controlla gli
strumenti. Per questo risulta così difficile ridisegnare i confini tra
umano, artificiale e naturale.
Human in the loop, certo. Ma quale umano? Anche quello che vorrebbe
concedere la grazia al gioielliere pistolero? Come mi devo porre nei
confronti di questi milioni di individui che in questi giorni stanno
dando prova della loro pochezza intellettuale e culturale? E che
decidono (letteralmente) il governo del mio paese? Non provo empatia nei
confronti di questi umani, al massimo pena e certamente non ho fiducia
nelle loro capacità decisionali. Persino una black box di un
tecnoligarca farebbe di meglio. Battuta forse infelice, la mia, ma
provocatoria, perché spero di essere contraddetto.
Non perché l'umanesimo vada necessariamente superato. Ma neanche
necessariamente confermato.
Saluti provocatori,
Davide
(null)
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July 17, 2026
Re: R: Re: They are already like us (J Hinton)
by Giacomo Tesio
Caro Davide
On Fri, 17 Jul 2026 15:11:25 D. Davide Lamanna wrote:
> Persino una black box di un tecnoligarca farebbe di meglio.
Una black box di un tecnoligarca farebbe ciò che vuole il tecnoligarca.
A riprova di questo fatto, TU, che sei esposto a simili black box
quotidianamente (non solo i LLM, ovviamente), arrivi ad ipotizzare che
"una black box di un tecno oligarca farebbe meglio" della democrazia.
Riflettici.
Sei la prova vivente di quanto "meglio" sia il tecnocontrollo rispetto
alla democrazia.
Infatti, non ti sfiora affatto il pensiero che i "milioni di individi"
che biasimi siano stati indotti a pensare ciò che qualifichi come
"pochezza intellettuale e culturale" proprio da tecnoligarchi.
> Battuta forse infelice, la mia, ma provocatoria, perché spero di
> essere contraddetto.
Non è una battuta. Che ti piaccia o no, in fondo, lo pensi.
Un provetto aspirante vassallino... ;-)
Al contempo, la tua attenzione viene distolta dall'ovvio fatto che ogni
tecnologia di cui discutiamo qui è una manifestazione peculiare della
nostra specie, per cui non vi è alcuna tensione fra essa e
l'antropocentrismo che biasimi.
E se il problema fosse meno astratto?
Se il problema non fosse l'Umanesimo, ma pochi miliardari?
> Per questo risulta così difficile ridisegnare i confini tra
> umano, artificiale e naturale.
Confondere è il contrario di comprendere.
Naturale e artificiale sono esattamente contrapposti quanto lo sono
_certi_ uomani e la natura. Pensa ai danni prodotti dai datacenter di
Google o Microsoft per il solo scopo di ingannare altri esseri umani
tramite chatbot vari.
Invece di "ridisegnare i confini", una analisi più lucida ti
spingerebbe a chiedere di renderli più evidenti, con software che NON
sembrino né umani né naturali, ma anzi sembrino talmente artificiali da
rendere impossibile confonderli con esseri umani, evitando l'alienazione
di chi li utilizza.
> Human in the loop, certo. Ma quale umano?
L'unica funzione degli human in the loop è di capro espiatorio.
https://www.reuters.com/business/autos-transportation/backup-driver-2018-ub…
Giacomo
July 17, 2026
Re: R: Re: They are already like us (J Hinton)
by D. Davide Lamanna
On 7/16/26 20:27, GC F via nexa wrote:
> [...]
>
> Talvolta ho l'impressione, quando discuto con molti che partono da
> posizioni antropocentriche, [...]
Ecco, hai evocato un elemento, l'antropocentrismo, di cui a un certo
punto bisognerà parlare. Io non sono attrezzato per farlo (e si vede),
ma la discussione che ne potrebbe scaturire trovo possa essere
estremamente pertinente.
L'uomo al centro dell'universo e misura di tutte le cose. L'umanesimo,
su cui sono fondate ideologie magnifiche come il socialismo e il
comunismo. E anche l'anarchismo, certo, sebbene esso non sconti il grado
di dottrinarismo delle altre e pertanto si ponga in modo più aperto
verso i cambiamenti di impostazione.
L'umanesimo, pur con enormi meriti storici, ha di fatto portato allo
sfruttamento intensivo della natura, degli animali e delle risorse. La
tecnologia è considerata una vittoria dell'uomo sulla natura. Mentre la
natura umana, quella no, quella è biologicamente fissa e sacra e non va
toccata.
La Terra come palcoscenico dell'Uomo. Uomo bianco, occidentale, borghese
e cisgender, naturalmente, con responsabilità innegabili sull'esclusione
delle diversità. L'uomo è l'agente morale cosciente che controlla gli
strumenti. Per questo risulta così difficile ridisegnare i confini tra
umano, artificiale e naturale.
Human in the loop, certo. Ma quale umano? Anche quello che vorrebbe
concedere la grazia al gioielliere pistolero? Come mi devo porre nei
confronti di questi milioni di individui che in questi giorni stanno
dando prova della loro pochezza intellettuale e culturale? E che
decidono (letteralmente) il governo del mio paese? Non provo empatia nei
confronti di questi umani, al massimo pena e certamente non ho fiducia
nelle loro capacità decisionali. Persino una black box di un
tecnoligarca farebbe di meglio. Battuta forse infelice, la mia, ma
provocatoria, perché spero di essere contraddetto.
Non perché l'umanesimo vada necessariamente superato. Ma neanche
necessariamente confermato.
Saluti provocatori,
Davide
(null)
July 17, 2026
Re: R: Re: They are already like us (J Hinton)
by Stefano Quintarelli
> La tecnologia esiste. Non è ipotetica. Migliora ogni mese. Gli output
> sono lì da generare e valutare.
ammesso e non concesso...
Cfr. A.S. Rao et al., Large Language Model Performance and Clinical
Reasoning Tasks, «jama Network Open», 9, 4, 13 aprile 2026:
https://doi.org/10.1001/jamanetworkopen.2026.4003
Cfr. A. Ramaswamy et al., Chatgpt Health performance in a structured
test of triage recommendations, «Nature Medicine», 32, pp. 1671-75, 23
febbraio 2026: https://doi.org/10.1038/s41591-026-04297-7
Cfr. H. Sun Yun et al., This Treatment Works, Right? Evaluating llm
Sensitivity to Patient Question Framing in Medical qa, arXiv, 6 aprile
2026: https://doi.org/10.48550/arXiv.2604.05051
Cfr. A. Bazoge, Prompting language influences diagnostic reasoning and
accuracy of large language models, arXiv, 18 maggio 2026:
https://doi.org/10.48550/arXiv.2605.19173
Cfr. A. Zewe, llms factor in unrelated information when recommending
medical treatments, «MIT News», 23 giugno 2025:
https://news.mit.edu/2025/llms-factor-unrelated-information-when-recommendi…
Cfr. H. Field, Google’s healthcare ai made up a body part — what happens
when doctors don’t notice?, «The Verge», 4 agosto 2025:
www.theverge.com/health/718049/google-med-gemini-basilar-ganglia-paper-typo…
Cfr. A. Gregory, Google ai Overviews put people at risk of harm with
misleading health advice, 2 gennaio 2026:
www.theguardian.com/technology/2026/jan/02/google-ai-overviews-risk-harm-mi…
... non si dovrebbe fare l'errore di valutare la tecnologia isolatamente
dal contesto di utilizzo e come questa lo modifica
Cfr. K. Budzyń et al., Endoscopist deskilling risk after exposure to
artificial intelligence in colonoscopy: a multicentre, observational
study, «The Lancet Gastroenterology & Hepatology», 10, 10, pp. 896-903,
ottobre 2025: https://doi.org/10.1016/S2468-1253(25)00133-5.
> Sui piccioni, sorvolo...
fai male (sono loro a sorvolare noi!)
:-)
(se la tecnologia si potesse valutare avulsamente dal contesto, in certi
ambiti potremmo usare black box con dentro piccioni)
ciao, s.
--
You can reach me on Signal: @quinta.01 (no Whatsapp, no Telegram)
July 17, 2026
Re: R: Re: They are already like us (J Hinton)
by Stefano Quintarelli
non servono LLM per analizzare radiografie. la predizione non era
ovviamente su LLM. comunque fu sbagliata.
On 16/07/26 20:27, GC F wrote:
> Hinton dice quella cosa nel 2016 quando Chat GPT & Co. non esistevano.
--
You can reach me on Signal: @quinta.01 (no Whatsapp, no Telegram)
July 17, 2026
[Responsible AI] Three Models of AI Regulation, Ignacio Cofone, University of Oxford
by Daniele Quercia
Three Models of AI Regulation
Ignacio Cofone, University of Oxford
Online Meeting on MS Teams<https://teams.microsoft.com/meet/389551308543117?p=dKSPSwX9fBDUSWhfjX>
Format: 35 min talk + 25 min Q&A
AI systems allocate credit, price insurance, screen job applicants, triage patients, and inform bail decisions by generating probabilistic inferences at population scale. The resulting harms are group-based, non-material, and produced by long chains of actors, so they slip past legal categories built for individual and tangible injury. Three regulatory traditions have crystallised in response. The individual rights model, exemplified by the GDPR, gives data subjects rights to access, explanation, and objection. The risk-tiered model, exemplified by the EU AI Act, classifies systems before deployment by projected risk. The public infrastructure model, exemplified by algorithmic registries and mandatory audits, treats AI as a governed utility. Each rests on a different theory of the relationship between AI systems and the people they affect, and each carries a blind spot that survives any amount of enforcement. Two of those blind spots reproduce across all three models. Cumulative harm, where thousands of individually unactionable outputs aggregate into systemic injury, escapes every framework. So does the inference lifecycle, which each model leaves ungoverned because all three regulate the data trail and leave the production of inferences unaffected.
Ignacio Cofone is Professor of Law and Regulation of AI at the University of Oxford, jointly appointed between the Faculty of Law and the Institute for Ethics in AI. His research examines how AI produces inference-based harms that escape existing legalcategories, across privacy, data protection, and algorithmic accountability. He is the author of The Privacy Fallacy (Cambridge University Press, 2023) and has advised governments in Canada, the United States, and Europe on AI and privacy regulation.
Subscribe to future talk announcements: Anyone outside Bell Labs can receive talk announcements by subscribing to the mailing list. To subscribe, send an empty email with the subject line "Subscribe RAI" to daniele.quercia(a)polito.it
July 16, 2026
Re: R: Re: They are already like us (J Hinton)
by abregni
Scusate.
Mi intrometto.
Il problema non penso sia "retorico": è decidere quale sia l'argomento,
fra:
- Le capacità accertate / future potenzialità della c.d. "IA"
e invece
- I "contenuti reali" di detta"intelligenza".
Purtroppo, la differenza è già stata "svaccata" da Turing con il suo
test, in cui ha deciso -- unilateralmente, ...ma poi gli altri si sono
messi a pecorina -- che la percezione, la facciata, l'apparenza siano le
cose che contano, e non la sostanza.
Va bene la "scatola nera", ma qui si è esagerato.
Quindi, premesso / ammesso / dichiarato che per me quella differenza
dimenticata conta (eccome!), mi permetto di dire che:
- Come un apparecchio TV, uno smartphone, o un'auto -- a distanza di
dieci anni -- guarda caso performano meglio, così non mi aspetto di meno
da un programma informatico (anche se, in gran parte, ..."fa da sé");
- Invece -- INVECE -- c'è da discutere (MOLTO) su COSA ci sia DENTRO la
scatola SE un "geniaccio emergente", OPPURE un "abile simulatore".
Non entro qui nel merito.
Mi interessa solo fare il punto che:
- Si tratta di due temi DIVERSI;
e
- Solo sul primo si può fare "retorica" (reale, o artificiosa, poco
interessa); sul secondo c'è poco da cambiare carte in tavola, o
rivoltare frittate.
[Che poi, all'industria, faccia comodo confondere i piani, ...direi che
non c'è nulla di strano: ...ha cominciato Turing!]
Saluti,
A
Il 2026-07-16 20:27 GC F via nexa ha scritto:
> Caro Stefano,
>
> Rischiamo di ridurre il tutto ad artifizi retorici. Hinton ha detto
> che tra 5 anni, ma ne sono passati 10, ecc, ecc. Sarebbe comunque
> irrilevante anche se non ci avesse azzeccato pienamente (ma invece lo
> ha fatto, eccome, e sorprendentemente a quei tempi), poiché quel che
> conta è l'analisi predittiva circa una serie di potenzialità
> prossime venture che riscriveranno gli assetti sociali.
>
> Hinton dice quella cosa nel 2016 quando Chat GPT & Co. non esistevano.
> Oggi, 16 luglio 2026, dieci anni dopo, prendi una radiografia caricala
> su Claude Fable (effort: Max) o Chat GPT 5.6 Sol (effort: Max), usa
> l'ambiente 'Work' in un 'Project' e fornisci ogni altro documento e
> fonte che ritieni rilevante - ma basterebbe anche un modello meno
> performante. Vedi cosa succede. Poi passa da un radiologo. Vedi cosa
> ti dice e riscrivi il post che hai appena scritto, confermandomi che
> non sia vero che potremmo sostituire il lavoro di routine di un
> radiologo con IA.. E questa è tecnologia mainstream domestica, non
> l'IA che trovi già implementata negli ospedali cinesi che menzionavo,
> all'interno di workflow complessi e supervisionati da personale
> specializzato.
>
> Tra l'altro Hinton non è stupido, ovviamente, e l'esempio della
> radiologia è assolutamente azzecato. Non servono domande, non serve
> anamnesi, carica la radiografia e prompta "valutazione, diagnosi,
> prognosi e ogni ulteriore utile informazione e conclusione. Se
> necessario, chiedimi chiarimenti ulteriori."
>
> La tecnologia esiste. Non è ipotetica. Migliora ogni mese. Gli output
> sono lì da generare e valutare.
>
> Talvolta ho l'impressione, quando discuto con molti che partono da
> posizioni antropocentriche, che io venga dal futuro e stia parlando di
> qualche cosa che uso da anni ogni giorno costantemente, ripetutamente,
> totalmente integrata nei miei processi lavorativi e produttivi e il
> mio interlocutore parli di qualche ipotetica tecnologia futuristica.
>
> Sui piccioni, sorvolo...
>
> Giancarlo
>
> On Thu, 16 Jul 2026 at 18:08, Stefano Quintarelli
> <stefano(a)quintarelli.it> wrote:
>
>> l'affermazione di hinton di 10 anni fa era che dopo 5 anni non
>> avremmo
>> piu' avuto bisogno di radiologi
>> in realta' i radiologi mancano e l'organizzazione usa dei radiologi
>> li
>> da' in creescita fino al 2050
>>
>> l'esperienza personale non e' una sperimentazione a doppio cieco
>>
>> vari studi mostrano che un chatbot cui vengano date in modo
>> appropriato
>> tutte le informazioni su un caso clinico, in alcune patologie ha un
>> tasso di errore modesto.
>> altri studi mostrano che se le informazioni non sono date in modo
>> appropriato o non completo, sbagliano molto (non ti fanno le domande
>>
>> come ti fa un medico "ma e' proprio sicura signora ?" - "ah, no,
>> beh,
>> solo ieri e l'altro ieri..."
>> altri studi mostrano che la lingua con cui vengono posti i quesiti
>> e'
>> rilevante cosi' come l'ordine e i termini usati.
>> altri studi mostrano che un piccione (l'animale) e' in grado di
>> diagnosticare un tumore al seno in una mammografia con performance
>> come
>> quelle dei medici, se presentate loro immagini non compresse (pero'
>> nessuno ha detto che tra 5 anni avremo batterie di piccioni al posto
>> dei
>> medici)
>>
>> (vado a mente...)
>>
>> ciao, s.
>>
>> On 16/07/26 17:34, GC F via nexa wrote:
>>> Caro Enrico,
>>>
>>> Premettiamo che la radiografia non è la chirurgia vascolare,
>> quindi il
>>> riferimento di Hinton è sensato. Con "breve periodo", in tutta
>> onestà,
>>> intendo tra oggi e domani. Quindi, a mio parere l'affermazione di
>> Hinton
>>> del 2016 è stata azzeccata (con tutti i caveat del caso e con
>> quel che
>>> dicevo nella mia risposta precedente). Perchè mi sono formato
>> questa
>>> convizione? L'aneddotica mi supporta. Personalmente negli ultimi
>> due
>>> anni ho fornito decine e decine - forse centinaia - di referti
>> medici
>>> all'intelligenza artificiale da valutare - ho due genitori molto
>>> anziani, con patologie gravi. Diagnosi e prognosi fornite dalla
>> macchina
>>> - che ad ogni iterazione trimestrale migliora enormemente - sono
>> sempre
>>> state perfette. Spesso più complete e chiare di quelle dei medici
>> umani
>>> che poi hanno valutato gli stessi referti (spesso con lo stesso
>> livello
>>> di empatia della macchina). In Cina, ci sono già interi ospedali
>>> aumentati dall'intelligenza artificiale. Ci sono stato; non è
>>> fantascienza. E siamo solo agli inizi, agli albori di una
>> rivoluzione in
>>> campo medico senza precedenti. Quindi ripeto, la previsione di
>> Hinton
>>> del 2016, ulteriormente qualificata in relazione all'attività
>>> routinaria, riflette esattamente lo stato dell'arte del 2026, a
>> mio parere.
>>>
>>> Giancarlo
>>>
>>> On Thu, 16 Jul 2026 at 10:02, Enrico Nardelli via nexa
>> <nexa@server-
>>> nexa.polito.it [1] <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> wrote:
>>>
>>> __
>>> Il 16/07/2026 00:00, GC F via nexa ha scritto:
>>>> (4) che l'AI possa potenzialmente sostituire i radiologi nel
>> breve
>>>> mi pare così ovvio che non credo sia necessario scomodare
>> Hinton.
>>>> In termini di allocazioni delle risorse (formative), quindi
>> il
>>>> ragionamento di Hinton è sostenibile. E' invece questione
>> diversa
>>>> se produca più o meno esternalità positive per la società
>>>> mantenere monopoli professionali in capo a soggetti umani. Io
>>>> credo che convenga continuare a mantenere questi monopoli,
>> quindi
>>>> le professioni abilitate dovrebbero continuare ad essere
>>>> prerogativa esclusiva di agenti umani, aumentati dalle
>> competenze
>>>> conoscitive e computazionali della macchina.
>>>
>>> Scusami, potresti definire cosa intendi con "breve periodo",
>> visto
>>> che l'affermazione di Hinton risale ormai a 10 anni fa (2016)?
>>>
>>> E anche definire cosa vuol dire "sostituire" visto che un po'
>> di
>>> anni dopo quell'affermazione lo stesso Hinton ha cominciato a
>>> chiarire che in realtà non voleva dire sostituire
>> completamente ma
>>> solo per la parte routinaria di analisi delle immagini, e che
>> la sua
>>> era più una provocazione che un vera previsione, etc. etc.
>>>
>>> Grazie, Enrico
>>>
>>>
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>>> Past President di "Informatics Europe"
>>> Vicedirettore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola"
>> del CINI
>>> Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
>>> Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
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July 16, 2026
Re: R: Re: They are already like us (J Hinton)
by GC F
Caro Stefano,
Rischiamo di ridurre il tutto ad artifizi retorici. Hinton ha detto che tra
5 anni, ma ne sono passati 10, ecc, ecc. Sarebbe comunque irrilevante anche
se non ci avesse azzeccato pienamente (ma invece lo ha fatto, eccome, e
sorprendentemente a quei tempi), poiché quel che conta è l'analisi
predittiva circa una serie di potenzialità prossime venture che
riscriveranno gli assetti sociali.
Hinton dice quella cosa nel 2016 quando Chat GPT & Co. non esistevano.
Oggi, 16 luglio 2026, dieci anni dopo, prendi una radiografia caricala
su Claude
Fable (effort: Max) o Chat GPT 5.6 Sol (effort: Max), usa l'ambiente 'Work'
in un 'Project' e fornisci ogni altro documento e fonte che
ritieni rilevante - ma basterebbe anche un modello meno performante. Vedi
cosa succede. Poi passa da un radiologo. Vedi cosa ti dice e riscrivi il
post che hai appena scritto, confermandomi che non sia vero che potremmo
sostituire il lavoro di routine di un radiologo con IA.. E questa è
tecnologia mainstream domestica, non l'IA che trovi già implementata negli
ospedali cinesi che menzionavo, all'interno di workflow complessi e
supervisionati da personale specializzato.
Tra l'altro Hinton non è stupido, ovviamente, e l'esempio della radiologia
è assolutamente azzecato. Non servono domande, non serve anamnesi, carica
la radiografia e prompta "valutazione, diagnosi, prognosi e ogni ulteriore
utile informazione e conclusione. Se necessario, chiedimi chiarimenti
ulteriori."
La tecnologia esiste. Non è ipotetica. Migliora ogni mese. Gli output
sono lì da generare e valutare.
Talvolta ho l'impressione, quando discuto con molti che partono da
posizioni antropocentriche, che io venga dal futuro e stia parlando di
qualche cosa che uso da anni ogni giorno costantemente, ripetutamente,
totalmente integrata nei miei processi lavorativi e produttivi e il mio
interlocutore parli di qualche ipotetica tecnologia futuristica.
Sui piccioni, sorvolo...
Giancarlo
On Thu, 16 Jul 2026 at 18:08, Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it>
wrote:
> l'affermazione di hinton di 10 anni fa era che dopo 5 anni non avremmo
> piu' avuto bisogno di radiologi
> in realta' i radiologi mancano e l'organizzazione usa dei radiologi li
> da' in creescita fino al 2050
>
> l'esperienza personale non e' una sperimentazione a doppio cieco
>
> vari studi mostrano che un chatbot cui vengano date in modo appropriato
> tutte le informazioni su un caso clinico, in alcune patologie ha un
> tasso di errore modesto.
> altri studi mostrano che se le informazioni non sono date in modo
> appropriato o non completo, sbagliano molto (non ti fanno le domande
> come ti fa un medico "ma e' proprio sicura signora ?" - "ah, no, beh,
> solo ieri e l'altro ieri..."
> altri studi mostrano che la lingua con cui vengono posti i quesiti e'
> rilevante cosi' come l'ordine e i termini usati.
> altri studi mostrano che un piccione (l'animale) e' in grado di
> diagnosticare un tumore al seno in una mammografia con performance come
> quelle dei medici, se presentate loro immagini non compresse (pero'
> nessuno ha detto che tra 5 anni avremo batterie di piccioni al posto dei
> medici)
>
> (vado a mente...)
>
>
>
> ciao, s.
>
>
> On 16/07/26 17:34, GC F via nexa wrote:
> > Caro Enrico,
> >
> > Premettiamo che la radiografia non è la chirurgia vascolare, quindi il
> > riferimento di Hinton è sensato. Con "breve periodo", in tutta onestà,
> > intendo tra oggi e domani. Quindi, a mio parere l'affermazione di Hinton
> > del 2016 è stata azzeccata (con tutti i caveat del caso e con quel che
> > dicevo nella mia risposta precedente). Perchè mi sono formato questa
> > convizione? L'aneddotica mi supporta. Personalmente negli ultimi due
> > anni ho fornito decine e decine - forse centinaia - di referti medici
> > all'intelligenza artificiale da valutare - ho due genitori molto
> > anziani, con patologie gravi. Diagnosi e prognosi fornite dalla macchina
> > - che ad ogni iterazione trimestrale migliora enormemente - sono sempre
> > state perfette. Spesso più complete e chiare di quelle dei medici umani
> > che poi hanno valutato gli stessi referti (spesso con lo stesso livello
> > di empatia della macchina). In Cina, ci sono già interi ospedali
> > aumentati dall'intelligenza artificiale. Ci sono stato; non è
> > fantascienza. E siamo solo agli inizi, agli albori di una rivoluzione in
> > campo medico senza precedenti. Quindi ripeto, la previsione di Hinton
> > del 2016, ulteriormente qualificata in relazione all'attività
> > routinaria, riflette esattamente lo stato dell'arte del 2026, a mio
> parere.
> >
> > Giancarlo
> >
> > On Thu, 16 Jul 2026 at 10:02, Enrico Nardelli via nexa <nexa@server-
> > nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> wrote:
> >
> > __
> > Il 16/07/2026 00:00, GC F via nexa ha scritto:
> >> (4) che l'AI possa potenzialmente sostituire i radiologi nel breve
> >> mi pare così ovvio che non credo sia necessario scomodare Hinton.
> >> In termini di allocazioni delle risorse (formative), quindi il
> >> ragionamento di Hinton è sostenibile. E' invece questione diversa
> >> se produca più o meno esternalità positive per la società
> >> mantenere monopoli professionali in capo a soggetti umani. Io
> >> credo che convenga continuare a mantenere questi monopoli, quindi
> >> le professioni abilitate dovrebbero continuare ad essere
> >> prerogativa esclusiva di agenti umani, aumentati dalle competenze
> >> conoscitive e computazionali della macchina.
> >
> > Scusami, potresti definire cosa intendi con "breve periodo", visto
> > che l'affermazione di Hinton risale ormai a 10 anni fa (2016)?
> >
> > E anche definire cosa vuol dire "sostituire" visto che un po' di
> > anni dopo quell'affermazione lo stesso Hinton ha cominciato a
> > chiarire che in realtà non voleva dire sostituire completamente ma
> > solo per la parte routinaria di analisi delle immagini, e che la sua
> > era più una provocazione che un vera previsione, etc. etc.
> >
> > Grazie, Enrico
> >
> >
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>
July 16, 2026
Re: R: Re: They are already like us (J Hinton)
by Stefano Quintarelli
l'affermazione di hinton di 10 anni fa era che dopo 5 anni non avremmo
piu' avuto bisogno di radiologi
in realta' i radiologi mancano e l'organizzazione usa dei radiologi li
da' in creescita fino al 2050
l'esperienza personale non e' una sperimentazione a doppio cieco
vari studi mostrano che un chatbot cui vengano date in modo appropriato
tutte le informazioni su un caso clinico, in alcune patologie ha un
tasso di errore modesto.
altri studi mostrano che se le informazioni non sono date in modo
appropriato o non completo, sbagliano molto (non ti fanno le domande
come ti fa un medico "ma e' proprio sicura signora ?" - "ah, no, beh,
solo ieri e l'altro ieri..."
altri studi mostrano che la lingua con cui vengono posti i quesiti e'
rilevante cosi' come l'ordine e i termini usati.
altri studi mostrano che un piccione (l'animale) e' in grado di
diagnosticare un tumore al seno in una mammografia con performance come
quelle dei medici, se presentate loro immagini non compresse (pero'
nessuno ha detto che tra 5 anni avremo batterie di piccioni al posto dei
medici)
(vado a mente...)
ciao, s.
On 16/07/26 17:34, GC F via nexa wrote:
> Caro Enrico,
>
> Premettiamo che la radiografia non è la chirurgia vascolare, quindi il
> riferimento di Hinton è sensato. Con "breve periodo", in tutta onestà,
> intendo tra oggi e domani. Quindi, a mio parere l'affermazione di Hinton
> del 2016 è stata azzeccata (con tutti i caveat del caso e con quel che
> dicevo nella mia risposta precedente). Perchè mi sono formato questa
> convizione? L'aneddotica mi supporta. Personalmente negli ultimi due
> anni ho fornito decine e decine - forse centinaia - di referti medici
> all'intelligenza artificiale da valutare - ho due genitori molto
> anziani, con patologie gravi. Diagnosi e prognosi fornite dalla macchina
> - che ad ogni iterazione trimestrale migliora enormemente - sono sempre
> state perfette. Spesso più complete e chiare di quelle dei medici umani
> che poi hanno valutato gli stessi referti (spesso con lo stesso livello
> di empatia della macchina). In Cina, ci sono già interi ospedali
> aumentati dall'intelligenza artificiale. Ci sono stato; non è
> fantascienza. E siamo solo agli inizi, agli albori di una rivoluzione in
> campo medico senza precedenti. Quindi ripeto, la previsione di Hinton
> del 2016, ulteriormente qualificata in relazione all'attività
> routinaria, riflette esattamente lo stato dell'arte del 2026, a mio parere.
>
> Giancarlo
>
> On Thu, 16 Jul 2026 at 10:02, Enrico Nardelli via nexa <nexa@server-
> nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> wrote:
>
> __
> Il 16/07/2026 00:00, GC F via nexa ha scritto:
>> (4) che l'AI possa potenzialmente sostituire i radiologi nel breve
>> mi pare così ovvio che non credo sia necessario scomodare Hinton.
>> In termini di allocazioni delle risorse (formative), quindi il
>> ragionamento di Hinton è sostenibile. E' invece questione diversa
>> se produca più o meno esternalità positive per la società
>> mantenere monopoli professionali in capo a soggetti umani. Io
>> credo che convenga continuare a mantenere questi monopoli, quindi
>> le professioni abilitate dovrebbero continuare ad essere
>> prerogativa esclusiva di agenti umani, aumentati dalle competenze
>> conoscitive e computazionali della macchina.
>
> Scusami, potresti definire cosa intendi con "breve periodo", visto
> che l'affermazione di Hinton risale ormai a 10 anni fa (2016)?
>
> E anche definire cosa vuol dire "sostituire" visto che un po' di
> anni dopo quell'affermazione lo stesso Hinton ha cominciato a
> chiarire che in realtà non voleva dire sostituire completamente ma
> solo per la parte routinaria di analisi delle immagini, e che la sua
> era più una provocazione che un vera previsione, etc. etc.
>
> Grazie, Enrico
>
>
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> informatica/9788896069516.html <https://www.hoepli.it/libro/la-
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