On 7/16/26 20:27, GC F via nexa wrote:
[...]
Talvolta ho l'impressione, quando discuto con molti che partono da posizioni antropocentriche, [...] Ecco, hai evocato un elemento, l'antropocentrismo, di cui a un certo punto bisognerà parlare. Io non sono attrezzato per farlo (e si vede), ma la discussione che ne potrebbe scaturire trovo possa essere estremamente pertinente.
L'uomo al centro dell'universo e misura di tutte le cose. L'umanesimo, su cui sono fondate ideologie magnifiche come il socialismo e il comunismo. E anche l'anarchismo, certo, sebbene esso non sconti il grado di dottrinarismo delle altre e pertanto si ponga in modo più aperto verso i cambiamenti di impostazione. L'umanesimo, pur con enormi meriti storici, ha di fatto portato allo sfruttamento intensivo della natura, degli animali e delle risorse. La tecnologia è considerata una vittoria dell'uomo sulla natura. Mentre la natura umana, quella no, quella è biologicamente fissa e sacra e non va toccata. La Terra come palcoscenico dell'Uomo. Uomo bianco, occidentale, borghese e cisgender, naturalmente, con responsabilità innegabili sull'esclusione delle diversità. L'uomo è l'agente morale cosciente che controlla gli strumenti. Per questo risulta così difficile ridisegnare i confini tra umano, artificiale e naturale. Human in the loop, certo. Ma quale umano? Anche quello che vorrebbe concedere la grazia al gioielliere pistolero? Come mi devo porre nei confronti di questi milioni di individui che in questi giorni stanno dando prova della loro pochezza intellettuale e culturale? E che decidono (letteralmente) il governo del mio paese? Non provo empatia nei confronti di questi umani, al massimo pena e certamente non ho fiducia nelle loro capacità decisionali. Persino una black box di un tecnoligarca farebbe di meglio. Battuta forse infelice, la mia, ma provocatoria, perché spero di essere contraddetto. Non perché l'umanesimo vada necessariamente superato. Ma neanche necessariamente confermato. Saluti provocatori, Davide (null)