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Re: Libro
by Alfredo Bregni
>>la tecnica è fonte di potere, e, quindi, potenzialmente di libertà.
NO.
La tecnica è fonte di potere. PUNTO.
"Potenzialmente [fonte] di libertà" è una graziosa illazione (leggi "pannicello caldo), che ci raccontiamo.
Tutto dipende da chi la possiede, e come la usa. E sappiamo che c'è chi la usa per suoi obiettivi.
MA NON C'E' CORRELAZIONE fra un tema tecnico specifico, il potere che ne deriva e l'utilizzo che se ne fa.
La realtà va letta AL CONTRARIO (attenzione alle virgolette!): l'utilizzo "predatorio" di un "qualsiasi" potere viene da un potere che si ha o si prende, e "qualunque" mezzo tecnico (o "non tecnico") va bene, perché ciò che conta è "l'intento" e non il mezzo.
Scusate il francesismo (...e niente di personale), chi ragiona PARTENDO DAL MEZZO non ha capito un cazzo.
>>il tema del potere è necessariamente tecnico.
Non sono d'accordo, ...e spero di essermi spiegato
>>Con potere intendo: una funzione regolativa sociale. Il potere è la produzione e l’applicazione di norme e di sanzioni.
Non vedo "norme e sanzioni" nell'avere "potere" ad es. da insider trading (voglio dire, è "vietatissimo", ma appunto per questo dà potere F-U-O-R-I da funzioni regolative sociali, norme TEORICHE che ci sono, ...CONTRO quel potere, e sanzioni che ci sono QUANDO CAPITA; intanto tutte le altre volte ti hanno fottuto).
>>Il potere è una funzione sociale neutra.
Il VERO potere è quello che non si conosce. Come il VERO rischio (cit. Taleb: "Il vero rischio è quello che non ti aspetti"). Il VERO potere è quello che ti fotte e nemmeno te ne accorgi...
[io]>>mi rifiuto di ripetere che c'è gente che manipola e preda (la storia ne è piena, e quindi dovremmo averlo capito)
[k]>>invece, no. purtroppo. anche perché ogni generazione, ogni persona, è "nuova". non ha contezza del passato.
Magari studia, però...
[k]>>e il passato viene continuamente riscritto dai vincitori, e ri-raccontato anche dai vinti, dagli oppressi, con un martellamento incessante che tende a cancellare la consapevolezza delle manipolazioni predatorie. la storia (di ogni nazione - ogni nazionalismo è tossico) è piena di esempi di sfruttamenti e massacri spacciati per volontà di qualche dio; di distruzioni raccontate come inevitabili frutti dell'espansione di un qualche popolo.
Beh, vedo che hai studiato ...e mi stai dicendo appunto che dovremmo averla capita, l'antifona.
[k]>>oggi chi manipola e preda racconta le storie dell'IA che non si può fare a meno di finanziare, perché... potrebbe distruggerci, o salvarci, chissà, intanto bruciamo il pianeta! costruiamo delle centrali nucleari!
ho sentito politici attempati ripeterlo. senza vergogna, senza un minimo di pietà per chi verrà dopo di loro! se non fosse tragico sarebbe comico.
Oggi chi manipola neanche lo vedi e chi preda neanche lo senti arrivare.
Non voglio arrivare al complottismo, ma molto della politica e dei media è un teatrino per gonzi, mentre le cose che contano sono e si fanno altrove (vedi anche "Pppp" sotto).
[io]>>vorrei tanto sentire cosa si propone di fare, NON per metterci una pezza con qualche commendevole (e rispettabilissima) iniziativa, MA per dare una qualche svolta a qualcosa.
[k]>>(...)immagino sia ... da intendere come cambiamento importante.
YESS.
Avevo 18 anni dal '68, e ho odiato vederlo ...svanire nel nulla.
Lo chiamo "irripetuta stagione di libertà di pensiero".
>>le proposte, quindi. riprendendo il discorso di suo figlio che usa LLM per far la tesi al MIT (...)
[scusa se uso il tu mentre mi dai del lei [...e ti prego non farlo; certi discorsi si devono fare con la daga (amichevole) e non in punta di forchetta].
Mio figlio NON usa LLM "per far la tesi al MIT". Mio figlio fa la tesi al MIT, e usa LLM per tutti quei lavori che può delegare a una macchina "nuova" (che, più o meno bene, "li fa") e avere il tempo per fare quello che ritiene importante, professionalmente E personalmente.
E' una sottile, ma importante, distinzione.
Io uso uno spreadsheet per "fare i conti", e delego i calcoli di operazioni che ho impostato io. Nessuno si sogna di dirmi che la soluzione l'ha trovata la macchina (con gli LLM è un tantino diverso, ma tutto sta in chi è al volante).
Quando ho fatto la tesi lo spreadsheet non c'era, ma solo qualche anno dopo un circuito elettronico è stato simulato per ottimizzare i valori dei componenti prima di costruirlo. E non c'era niente di sbagliato (lo so: con gli LLM è un tantino diverso...).
>>si può dirgli [al figlio] che può decidere di fare diversamente. ha il potere di farlo. in quanto parte della "People", anche lui "has the power".
Qui forse sta il busillis...
Mio figlio, finché usa la testa per usare un LLM, fa benissimo. E' nato digitale, ha imparato più da youtube che dai libri (all'inizio, quand'era un bambino curioso; io ho imparato dalle enciclopedie, ...ma ho 52 anni più di lui), e mi auguro tanto che tenga lui il volante in mano.
Ma perché dovrebbe "fare diversamente"? Io uso Google AI per farmi dire che accorgimenti usare ad es. per incollare strutturalmente alluminio anodizzato: sono un elettronico, non un meccanico; anche se lo fossi, le colle di oggi non sono quelle di di mezzo secolo fa (e magari, facendo consulenza, non mi sarei aggiornato ...su primer e adesivi). Ho UN PUNTO DI PARTENZA per parlare con gente che ne sa, e fornitori. COSA C'E' CHE NON VA?
Perché non vogliamo capire che la tecnologia non dà potere "in sé" (il potere che conta, quello di cui sopra)?
Dà "potere" di usarla bene o male. E -- se la si usa bene o male -- dipende DALLA PERSONA, N-O-N dalla tecnologia (per il poter che dico io). La calcolatrice di una volta, quella a manovella, andava bene per il bancario e per il contabile del cartello della droga. Vogliamo dare colpe alla calcolatrice?
Allora diamola ai moschetti prima e ai fucili a retrocarica poi, invece che agli stronzi che si facevano la guerra.
>>non è che gli puntano una pistola alla tempia ingiungendogli di usare un LLM! non sarà molto, ma per lui (ammesso e non concesso che cambi comportamento) è parecchio.
Qui sento puzza di ideologia...
>fra l'altro, può fare quasi lo stesso senza alcuna capacità di coding, evitando la dipendenza da macchine che non controlla, con, tipo (...BUZZWORD INFORMATICHESE...).
Ai miei tempi siamo passati da me (che guardavo l'equivalente elettrico di input e output dei circuiti logici) a un elettronico laureato 5 anni dopo che "costruiva in logica" (progettando strumenti grandi 3 volte i miei, per fare la medesima cosa). Però l' "artigianato" di una volta è morto (non credo che ci sia ancora "l'equivalente elettrico di input e output dei circuiti logici", e i "circuiti logici" -- da decenni (io ho smesso di progettare nel 1982...) -- non sono più NAND e similia, ma integrati custom con tonnellate di componenti.
C'è la storiellina di Donald (quello bravo, Knuth, non il biondo) che scrive un programma per contare le parole di un testo, e di un altro che nemmeno nomino (poteva essere chiunque) che usa 6 linee di codice Python (e relative funzioni di libreria). Peccato che, con testi grandi, la seconda soluzione "facile" ...va un po' a culo.
Oggi uno lo chiede a un LLM (che poi sbaglia), e consuma la produzione di una centrale nucleare per il tempo che l'LLM lavora.
Per fare quello che dici nel buzzword, ci vogliono competenze che -- se le hai -- è difficile che tu capisca il problema che stai affrontando (io, una volta, ho dato mandato a me stesso di scrivere un algoritmo in Excel cambiando alcune regole contabili; e sono stato risucchiato nel fare le cose come sempre, ...perché quando si abbassa la testa ...non si vede più la mandria di bisonti che arriva).
Siamo in un mondo complesso, e -- parole di un responsabile informatico di una grossa azienda di decenni fa incontrato in volo sull'Atlantico -- il problema è far fare a 100 informatici "normali" quello che in "10" super fanno con estrema scioltezza.
Ci sono problemi IMMANI di conoscenza; ci sono "stratificazioni" di software che permettono di campare, MA ti "impediscono di capire" (ha dovuto sbatterci la faccia un tizio che sosteneva che lo strato elettronico e quello ottico di una rete di telecomunicazioni fossero "separabili": quando gli è capitata un'anomalia ha dolorosamente compreso che la strategia di limitazione del danno e di successivo recupero doveva essere coordinata fra strati diversi).
Scusa la sparata.
MA E' DA SEMPRE (beh, finché me ne sono occupato) che in informatica ottimizzo l'esecuzione e non il tempo del programmatore. MA NON E' PIU' COSI'! Gli stessi LLM sono una "scorciatoia" per l'AGI "che non c'è". Le stesse reti neurali NON APPRENDONO UN CAZZO, quando **CRISTALLIZZANO** una conoscenza in miliardi di pesi: NON E' l'apprendimento **APERTO** umano; NON E' "intelligenza", è capacità di svolgere **UN** compito (sono stati fantastici ad allargare il compito a dismisura, ma continuano a usare il "cristallizzatore" invece dell' "apertore" ...ai cambi di paradigma, per esempio).
E adesso vi lamentate per l'impronta energetica! Il dentifricio dal tubetto l'avete fatto uscire voi (versione moderna del mito di Pandora, ...ma meno terrificante), quando avete smesso di ottimizzare il SW in sé, perché c'erano degli elettronici che vi facevano un HW sempre più veloce.
Ora i nodoni vengono al pettinino...
>>oppure, meglio, anche niente. gran parte delle cose-via-LLM sono semplicemente inutili. in particolare per scrivere distraggono, affaticano, tolgono il piacere dell'impegno, del pensiero, anche della sfida personale e ci riducono a correttori di bozze (che può essere gratificante, ma spesso non lo è) di profluvi di testo-codice ad minchiam. senz'altro sono nocive a livello ambientale, spesso tragicomicamente consolatorie: coltivare relazioni con esseri viventi è faticoso, e rischioso; con i vari GPT è più facile, non ci contraddicono mai, ci blandiscono, ci tengono agganciati.
A parte che mio figlio usa LLM proprio per avere il tempo di "coltivare relazioni con esseri viventi" (è in un ambiente che "stimolante" è dir poco), ...perché hai abbassato la testa a parlare di pippette tecnico-moralistiche sul tema ABUSATO degli LLM?
Si stava parlando di predazione.
>>certo, se non fa ricorso a questa roba, e gli altri suoi pari sì, non avrà il decantato "vantaggio competitivo" (altra bufala dell'IA), ma che ci vuol fare: son scelte!
Siamo al buon senso della massaia di Voghera (non offendo nessuno, perché mia madre è nata lì).
>>a medio termine, secondo me, le persone e le aziende che NON adotteranno 'sta roba in blocco, ma al limite in casi eccezionali e cmq in locale, sotto il loro controllo, avranno dei vantaggi _cognitivi_ importanti. In particolare, chi NON cercherà di "risolvere" problemi di cultura collaborativa e aziendale rotta con automazioni ancora più scassate (tipo: "claudio, prendi sto file excel e fanne altri file excel da distribuire a X, Y, Z - usa gli agenti, gli skill, quello che ti pare ma non farmi controllare gli excel, questo è l'archivio degli excel, esegui e basta!"). Tutto per evitare di affrontare problemi di flussi dati, qualità degli stessi, software ipertrofici mal utilizzati, e soprattutto organizzazione disfunzionale, gerarchie oppressive, burocrazie deliranti. vantaggi cognitivi, perché non disimpareranno a fare cose che ora più o meno fanno, magari non bene, ma almeno hanno un'idea di come fanno a portarsele a casa. hanno un'idea della "big picture" al di là dell'interfaccia del GPT di turno. poi magari non servirà a molto come resistenza, perché i fiumi nel frattempo saranno stati prosciugati per abbeverare la favola nera dell'IA. ma questo non è detto che succeda.
Adesso la sparata è tua.
Ognuno è incazzato per qualcosa (nel '68 tutti lo erano per tutto: almeno non eravamo "settorializzati").
>>proposte: cominciamo a NON fare costruire altri nocivi datacenter. quanti comuni italiani stanno svendendo i loro terreni? fuori i nomi di assessori, consiglieri, sindaci, costruttori, faccendieri, e lobbisti con i loro mandanti. no a nuovi datacenter. stracciare gli accordi capestro con le multinazionali tossiche. ritardare. scioperare.
sabotare. dire sì e fare no.
SE QUANDO io dico che ci rubano 400 miliardi di Euro all'anno, nessuno mi ascolta e SOPRATTUTTO nessuno si sogna di farmelo dire sui media, ...perché adesso facciamo rumore di fondo e barriera fumogena con 'sta cazzata dei "confezionatori di testi" spacciata per "IA"?
Perché ci fanno VOLENTIERI parlare dei falsi problemi, A PATTO che quelli veri restino nascosti nel rumore e dietro al fumo (io stesso dissi un volta che i politici sono "paravento", "puntaspilli" e "pannolini" di chi detiene il vero potere: vediamo i politici, non il vero potere; ci incazziamo con i politici, non con il vero potere; quando i politici arrivano a puzzare, si cambiano i politici e non il vero potere; ricordatevi le 4P: Pppp).
Adesso è il tempo delle mele, ...volevo dire degli LLM.
Sempre con la testa bassa, ...che non vede la mandria di bisonti.
>>per il resto, capisco che non la soddisfi, ma ci sono cmq tante esperienze (micro, ne convengo, e non è bello che siano così micro. come minimo dovrebbero federarsi, moltiplicarsi, proliferare) che vanno "in direzione ostinata e contraria". ma farle "scalare" in verticale significherebbe snaturarle. la gente dovrebbe farne di più, di
esperienze, di azioni in direzione ostinata e contraria.
Altro rumore di fondo.
Quando ho fatto un lavoro serio in Barilla (più di 30 anni fa), avevano in ballo un centinaio di interventi diversi, da 1 miliardo di vecchie Lire ciascuno, tutti "scoordinati" e "locali".
Mi hanno chiesto un parere, gli ho detto come fare, e 5 mesi dopo di un serio lavoro di gruppo ("creativo da zero") è partito un progetto che ha portato a 300 miliardi all'anno di risparmi.
Le cose vanno viste integrate: alla fine dei 5 mesi i risparmi ipotizzati erano 170 (sono diventati 300 perché han continuato a usare la testa anche nella realizzazione), e uno dei clienti ha detto al management: "vi abbiamo indicato 7 cose da fare per 170 miliardi (di vecchie Lire!) di risparmi annui; togliete 1 delle 7 inziative e cade l'1 del 170; toglietene 2 e cade anche il 7..."
I problemi veri sono sempre oltre la siepe, guardando "più in là".
Io questo contesto. NON VEDIAMO il problema ...dietro al fumo degli LLM.
>>ma chi è lagggente, mi domando? sul serio me lo domando. è quel tarlo. qualche mese fa ci ho scritto un libretto perché a furia di pensarci mi faceva male la testa. s'intitola appunto: "People Have the Power" (lo so sembra uno scherzo macabro...), e l'ho messo qui: https://phtp.vado.li/
prima o poi troverò un editore. o forse no, amen.
sono bozze. ogni tanto mi viene in mente e ne modifico un pezzetto.
(...) **ometto il resto**, mi scuserai (lo si può leggere nella tua mail
>>disgraziatamente, il "sodo" in senso ampio, sociale, epocale, lo vedo malissimo anche io, anche se sono meno anziano di lei. ma IMHO non c'è altra scelta se non l'educazione e l'auto-educazione, specialmente degli adulti. proposte concrete "ingegneristiche" non ne vedo, mi spiace.
Beh, il problema è lì (e poi non dovrebbero essere "ingegneristiche").
>>auto-limitazione, quella sì. non-agire, anche. un po' di Tao non guasta. nel dubbio, non fare. meno PIL. meno cose. meno produzione. togliere.
Autocensura.
Ma ci hanno dato i social per evitarla.
>>incidentalmente, a non fare, nel dubbio, non ci sarebbero più guerre.
basta non sparare, nel dubbio. nel dubbio, non fare armi. nel dubbio, non fare proiettili. dico sul serio.
Ci ho scritto anch'io qualcosa:
http://www.ybnd.eu/docs/Non_nuocere.pdf
http://www.ybnd.eu/docs/Visione_mondo.pdf
>>abitare insieme il pianeta, vivere insieme, è necessariamente autolimitarsi. impariamo a controllare gli sfinteri, gli appetiti, le interazioni. andare su Marte? no. limitiamo. mandiamoci Musk e i suoi accoliti. andare sulla Luna? ma perché? limitiamo. non c'è altra strada.
o meglio: ogni altra strada inizia e finisce nell'asservimento di qualcuno/qualcosa, per soddisfare le nostre mancate auto-limitazioni; qualcuno/qualcosa che potrebbe essere inizialmente una "minoranza" di servi (o schiavi), ma tenderanno a diventare i più, fino all'auto-asservimento di ogni essere vivente e non. in un certo senso, uno degli effetti secondari dell'alienazione tecnica.
V. le mie "teorie operative" di uno dei link...
>>cmq, vista la velocità di cambiamento, non è detto che non si possa cambiare anche in un tutt'altra direzione. non è una speranza: è solo la constatazione che il futuro non è scritto, il passato è scritto male, e quindi c'è agio per agire.
Non pensare che la soluzione, e tantomeno il problema, sia tecnico.
Scusa se sono sibillino.
>>cosa aveva in mente, con "dare una qualche svolta a qualcosa"?
Il '68. Che altro?
Dopo, "non è accaduto PIU' NULLA di simile..."
[Però "tu", please, K!]
Ciao,
A
----- Original Message -----
From: Carlo Milani via nexa
To: nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Sunday, July 05, 2026 11:15 PM
Subject: [nexa] Re: Libro
> Message: 2
> Date: Sun, 05 Jul 2026 20:17:29 +0200
> From: abregni <abregni(a)iperv.it>
> Subject: [nexa] Re: Libro
> To: karlessi <karlessi(a)eudema.net>
> Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it, Nicoletta Tarducci
> <nicoletta.tarducci(a)gmail.com>
> Message-ID: <8fd2d4d5673d0aaa759050e50db7485f(a)iperv.it>
> Content-Type: text/plain; charset=UTF-8; format=flowed
>
>>> People Have the Power
>
> A parte ":D", ...era serio o era triste?
> Chiedo per un amico (molto stretto, che vuole capire).
è una frase molto ambigua che mi gira in testa, un tarlo. oggi sto in
treno perciò mi balocco con il tarlo :D
e ringrazio per le sollecitazioni. altrimenti avrei lavorato!
un amico? OK.
>
> E' da sempre che:
> a) NON vedo il tema tecnico (cambia davvero qualcosa???),
non so se ho capito. mi vien da dire: la tecnica è fonte di potere, e,
quindi, potenzialmente di libertà. il tema del potere è necessariamente
tecnico. Con potere intendo: una funzione regolativa sociale. Il potere
è la produzione e l’applicazione di norme e di sanzioni. Il potere è una
funzione sociale neutra.
> b) mi rifiuto di ripetere che c'è gente che manipola e preda (la storia
> ne è piena, e quindi dovremmo averlo capito),
> e
invece, no. purtroppo. anche perché ogni generazione, ogni persona, è
"nuova". non ha contezza del passato. e il passato viene continuamente
riscritto dai vincitori, e ri-raccontato anche dai vinti, dagli
oppressi, con un martellamento incessante che tende a cancellare la
consapevolezza delle manipolazioni predatorie. la storia (di ogni
nazione - ogni nazionalismo è tossico) è piena di esempi di sfruttamenti
e massacri spacciati per volontà di qualche dio; di distruzioni
raccontate come inevitabili frutti dell'espansione di un qualche popolo.
oggi chi manipola e preda racconta le storie dell'IA che non si può fare
a meno di finanziare, perché... potrebbe distruggerci, o salvarci,
chissà, intanto bruciamo il pianeta! costruiamo delle centrali nucleari!
ho sentito politici attempati ripeterlo. senza vergogna, senza un minimo
di pietà per chi verrà dopo di loro! se non fosse tragico sarebbe comico.
> c) vorrei tanto sentire cosa si propone di fare, NON per metterci una
> pezza con qualche commendevole (e rispettabilissima) iniziativa, MA per
> dare una qualche svolta a qualcosa.
la svolta mi ricorda "svolta" nel senso mutuato dal romano che si usa
oggi: svoltare, non lavorare più, far soldi a babbo morto. immagino sia
invece da intendere come cambiamento importante.
le proposte, quindi. riprendendo il discorso di suo figlio che usa LLM
per far la tesi al MIT (se passa cmq vorrà dire che il livello è
quello!), si può dirgli che può decidere di fare diversamente. ha il
potere di farlo. in quanto parte della "People", anche lui "has the power".
non è che gli puntano una pistola alla tempia ingiungendogli di usare un
LLM! non sarà molto, ma per lui (ammesso e non concesso che cambi
comportamento) è parecchio.
fra l'altro, può fare quasi lo stesso senza alcuna capacità di coding,
evitando la dipendenza da macchine che non controlla, con, tipo,
AnythingLLM su un portatile anche non recentissimo, una CPU da 16GB e
una GPU da 4GB (anche meno, fatica, ma gira) e un Gemma4 E4B (grazie, oh
Google, per le briciole dello sfruttamento che ci lasci per giocare!
https://gemma4.dev/models/gemma-4-memory-requirements) buona parte di
quel che le persone fanno con gli LLM online si può fare in locale.
almeno la ventola scalda e si comprende la follia di massa.
oppure, meglio, anche niente. gran parte delle cose-via-LLM sono
semplicemente inutili. in particolare per scrivere distraggono,
affaticano, tolgono il piacere dell'impegno, del pensiero, anche della
sfida personale e ci riducono a correttori di bozze (che può essere
gratificante, ma spesso non lo è) di profluvi di testo-codice ad
minchiam. senz'altro sono nocive a livello ambientale, spesso
tragicomicamente consolatorie: coltivare relazioni con esseri viventi è
faticoso, e rischioso; con i vari GPT è più facile, non ci contraddicono
mai, ci blandiscono, ci tengono agganciati.
certo, se non fa ricorso a questa roba, e gli altri suoi pari sì, non
avrà il decantato "vantaggio competitivo" (altra bufala dell'IA), ma che
ci vuol fare: son scelte!
a medio termine, secondo me, le persone e le aziende che NON adotteranno
'sta roba in blocco, ma al limite in casi eccezionali e cmq in locale,
sotto il loro controllo, avranno dei vantaggi _cognitivi_ importanti. In
particolare, chi NON cercherà di "risolvere" problemi di cultura
collaborativa e aziendale rotta con automazioni ancora più scassate
(tipo: "claudio, prendi sto file excel e fanne altri file excel da
distribuire a X, Y, Z - usa gli agenti, gli skill, quello che ti pare ma
non farmi controllare gli excel, questo è l'archivio degli excel, esegui
e basta!"). Tutto per evitare di affrontare problemi di flussi dati,
qualità degli stessi, software ipertrofici mal utilizzati, e soprattutto
organizzazione disfunzionale, gerarchie oppressive, burocrazie
deliranti. vantaggi cognitivi, perché non disimpareranno a fare cose che
ora più o meno fanno, magari non bene, ma almeno hanno un'idea di come
fanno a portarsele a casa. hanno un'idea della "big picture" al di là
dell'interfaccia del GPT di turno. poi magari non servirà a molto come
resistenza, perché i fiumi nel frattempo saranno stati prosciugati per
abbeverare la favola nera dell'IA. ma questo non è detto che succeda.
proposte: cominciamo a NON fare costruire altri nocivi datacenter.
quanti comuni italiani stanno svendendo i loro terreni? fuori i nomi di
assessori, consiglieri, sindaci, costruttori, faccendieri, e lobbisti
con i loro mandanti. no a nuovi datacenter. stracciare gli accordi
capestro con le multinazionali tossiche. ritardare. scioperare.
sabotare. dire sì e fare no.
per il resto, capisco che non la soddisfi, ma ci sono cmq tante
esperienze (micro, ne convengo, e non è bello che siano così micro. come
minimo dovrebbero federarsi, moltiplicarsi, proliferare) che vanno "in
direzione ostinata e contraria". ma farle "scalare" in verticale
significherebbe snaturarle. la gente dovrebbe farne di più, di
esperienze, di azioni in direzione ostinata e contraria.
ma chi è lagggente, mi domando? sul serio me lo domando. è quel tarlo.
qualche mese fa ci ho scritto un libretto perché a furia di pensarci mi
faceva male la testa. s'intitola appunto: "People Have the Power" (lo so
sembra uno scherzo macabro...), e l'ho messo qui:
https://phtp.vado.li/
prima o poi troverò un editore. o forse no, amen.
sono bozze. ogni tanto mi viene in mente e ne modifico un pezzetto.
mi è stato detto che è troppo teorico, e tutto sommato sono d'accordo.
anche se per me troppo teorico è Cornelius Castoriadis, ma vabbè, i
tempi sono alla semplificazione ed è un gioco anche questo da giocare
ultimamente vanno molto i libri di autoaiuto, mi è stato detto, da
persone che lavorano nell'editoria; e quindi mi è stato consigliato di
aggiungere delle "schede pratiche" di autoaiuto... è talmente fuori
luogo come proposta che ha solleticato la mia voglia di "mission impossible"
ho cominciato quindi a fare delle schede da due paginette l'una, alla
fine di ogni capitoletto (file separati), come attivazioni pratiche.
sono segnalate in blu come "azioni dirette": un po' pomposo, ma i libri
di autoaiuto sono pomposissimi, ne ho sfogliati un po'.
ne ho in mente altre, di azioni dirette. accetto suggerimenti.
perché mi capita in continuazione di sentirmi dire, sì ma in pratica?
che ne so...
in pratica, auto-limitati. e dillo agli altri. auto-limitiamoci. in
tedesco suona: "Selbstbegrenzung", che è la lezione definitiva di "Tools
for Conviviality", in italiano "La convivialità". L'autore, Ivan Illich,
era cattolico. il termine è stato impiegato vent'anni dopo Illich anche
da Karl Barth nella sua tarda teologia. Barth era protestante: forse c'è
un dialogo fra i due che non colgo completamente. ad ogni modo, io
interpreto auto-limitazione in maniera più demonica: stare
nell'immanenza, metaxu, piano di mezzo (questo mondo che condividiamo),
con i demoni che lo abitano, e scegliere, selezionare i buoni demoni. o
i demoni che ci fanno stare bene insieme. in greco antico, "eudaimonia":
tradotto spesso con "felicità".
le tecniche per la convivialità sono forme di autolimitazione insieme ai
demoni della tecnica.
disgraziatamente, il "sodo" in senso ampio, sociale, epocale, lo vedo
malissimo anche io, anche se sono meno anziano di lei. ma IMHO non c'è
altra scelta se non l'educazione e l'auto-educazione, specialmente degli
adulti. proposte concrete ingegneristiche non ne vedo, mi spiace.
auto-limitazione, quella sì. non-agire, anche. un po' di Tao non guasta.
nel dubbio, non fare. meno PIL. meno cose. meno produzione. togliere.
incidentalmente, a non fare, nel dubbio, non ci sarebbero più guerre.
basta non sparare, nel dubbio. nel dubbio, non fare armi. nel dubbio,
non fare proiettili. dico sul serio.
abitare insieme il pianeta, vivere insieme, è necessariamente
autolimitarsi. impariamo a controllare gli sfinteri, gli appetiti, le
interazioni. andare su Marte? no. limitiamo. mandiamoci Musk e i suoi
accoliti. andare sulla Luna? ma perché? limitiamo. non c'è altra strada.
o meglio: ogni altra strada inizia e finisce nell'asservimento di
qualcuno/qualcosa, per soddisfare le nostre mancate auto-limitazioni;
qualcuno/qualcosa che potrebbe essere inizialmente una "minoranza" di
servi (o schiavi), ma tenderanno a diventare i più, fino
all'auto-asservimento di ogni essere vivente e non. in un certo senso,
uno degli effetti secondari dell'alienazione tecnica.
cmq, vista la velocità di cambiamento, non è detto che non si possa
cambiare anche in un tutt'altra direzione. non è una speranza: è solo la
constatazione che il futuro non è scritto, il passato è scritto male, e
quindi c'è agio per agire.
>
> Thanks.
prego, anche se temo sia deludente questo scritto 100% non-GPT
cosa aveva in mente, con "dare una qualche svolta a qualcosa"?
buona serata
k.
>
>
>
> Il 2026-07-05 19:35 karlessi via nexa ha scritto:
>> Il 05/07/26 15:48, Franco Marra ha scritto:
>>> Risponderò brevemente, per quello che riesco, al suo interessantissimo
>>> contributo. Ma prima provo a qualificare il contesto. Io non sono un
>>> ricercatore lanciato nell’agone accademico, ma, ahimè, un pensionato
>>> di 79 anni, con qualche esperienza informatica, che insieme a una
>>> banda di una dozzina di altri pensionati con età media credo sui 74
>>> anni, del tutto digiuni di IA e appena appena familiari con il cloud,
>>> e una cara ex-collega molto brava, ho messo su un corso e una serie di
>>> eventi sul tema Intelligenza Artificiale. Questo grazie allo
>>> SPI-CGIL, da volontario, in quella magnifica struttura che è la Casa
>>> del Quartiere <https://www.casadelquartiere.it/>di San Salvario a
>>> Torino. Un centro nato dalla visione di poche geniali persone (io non
>>> sono tra queste, ma mi avvalgo dei loro risultati) per fare socialità
>>> in uno dei quartieri più difficili di Torino e per svolgere quelle
>>> funzioni a cui la Pubblica Amministrazione e le forze politiche
>>> tradizionali spesso nei fatti abdicano.
>>>
>>>
>>
>> triste, ma bello. triste l'abdicazione, bello che persone di buona
>> volontà sopperiscano.
>>
>> è sempre l'autogestione dal basso che fa la differenza. poi arrivano le
>> "autorità" e la chiamano "resilienza delle comunità". Un esempio di
>> appropriazione culturale del lavoro dal basso da parte delle élite.
>> quelle funzioni, prima che esistesse la PA, venivano già svolte. ad
>> esempio le SOMS (Società Operaie di Mutuo Soccorso) esistevano prima
>> dello stato sociale, e non a caso il fascismo le ha messe fuorilegge.
>>
>> quindi, il vostro lavoro è fondamentale, nel senso del fondamento del
>> vivere insieme.
>>
>> non penso sia in alcun modo in contraddizione con il lavoro di D.
>> Tafani che, da una prospettiva specifica e contestuale, propone
>> un'analisi dei miti dell'IA. da accademica, certo. ci sono accademici e
>> accademici, non facciamo di tutta l'erba un fascio.
>>
>>> Abbiamo fatto questa cosa, io e la mia ex-collega, con grandissima
>>> allegria e anche, mi permetto di dire, con un certo successo <https://
>>> www.labpopia.it/i-nostri-concerti>(AI Week, qualche biblioteca anche
>>> fuori Torino, la Camera del Lavoro etc), aiutati, lo confesso, da
>>> qualche accademico <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-
>>> salvario#h.xz26f63blju4>che sembra apprezzare l’idea e che a me
>>> personalmente ha dato molto. Mi sembra che tutto questo sia stato
>>> fatto esattamente con la letizia del dilettantismo, concetto che ho
>>> assai apprezzato nell’articolo di Carlo Milani da lei citato, e che ho
>>> trovato risuonare molto nelle mie corde. Io ho esitato molto a
>>> pubblicare il mio
>>
>> bello! l'allegria oltre al successo, mi fa piacere. mi fa piacere anche
>> che le risuoni il pezzetto. non se ne abbia a male, Carlo Milani sono
>> io. non è un vezzo: è che di Carlo Milani ce ne sono diversi, e il nome
>> anagrafico non ce lo scegliamo noi. invece di karlessi ce n'è uno solo,
>> e me lo sono scelto io, insieme alle persone che mi sono affini. è un
>> nickname, tipico nel mondo dell'hacking. serve per rendersi
>> riconoscibili.
>>
>>> contributo su Nexa, proprio perché mi sento un dilettante (allegro)
>>> di fronte a tanta scienza (seria). Sono stato ripreso, e giustamente,
>>> perché con allegro dilettantismo ho usato un termine al posto di un
>>> altro, ma ho prontamente modificato il mio documento riconoscendo la
>>> grave superficialità e ringraziando chi ha dottamente elencato motivi
>>> e differenze (che conoscevo ma che avevo trascurato). Verificando però
>>> che, alla fine, il senso non cambiava perchè ci si era espressi a un
>>> livello di astrazione tale in cui non poteva cambiare la dominante
>>> semantica del vettore. Pazienza se la cosa non è stata notata.
>>>
>>>
>>
>> ogni persona ha le sue vulnerabilità. a me la confusione fra open e
>> free punge sul vivo e, ammetto, a volte a sproposito. ma non mi pare
>> questo il caso. il mio appunto era sul rapporto mezzi-fini.
>>
>> e poi dilettante non vuol mica dire trascurato, anzi. son quelle
>> persone che vanno a fare le pulci agli esperti, e fanno bene :D
>>
>> consideri che non sono un accademico, per quanto ci abbia a che fare,
>> con l'accademia, di solito per svolgere insieme a colleghe e colleghi
>> il lavoro che i centri di ricerca non sono in grado di svolgere dopo
>> aver vinto qualche finanziamento.
>>
>> rispetto agli anni Novanta, quando ci andavo da studente, l'università
>> è molto più precaria, povera, infiltrata dalle multinazionali; ma anche
>> meno baronale. in Italia e non solo continua a selezionare
>> pervicacemente l'obbedienza alla gerarchia, ma ci sono delle eccezioni
>> notevoli, come in ogni istituzione a tendenza autoritaria. e vanno
>> riconosciute.
>>
>>> Vedo che ha dato un’occhiata al sito, e questo mi onora: avrà notato
>>> che l’idea generale è quella di aumentare la consapevolezza di uso,
>>> aprendo il cofano <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-
>>> salvario#h.swz8yrbr2w9j>della IA (siamo convinti che tutto possa
>>> essere spiegato), di una categoria di persone talvolta fragile: Ci
>>> siamo anche inventati la metafora della Chiromante Stocastica
>>> <https:// www.labpopia.it/come-si-usa/uso-consapevole#h.9igg9c1ilsvn>,
>>> evoluzione del ben noto pappagallo, e che forse la dottoressa Tafani
>>> potrebbe apprezzare. Certo, il sito si presenta come un accozzaglia di
>>> una 70-ina di documenti stesi con dilettantistica allegria, ma alla
>>> fine pensiamo che il Juke Box <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-
>>> salvario#h.1pb8tatv54df>utilmente metta la toppa su molti difetti. I
>>> nostri allievi sono così contenti del lavoro fatto collettivamente,
>>> che spontaneamente si radunano periodicamente al bar per discutere
>>> magari su cosa sia l’entropia, o che relazione ci sia tra Shannon,
>>> Leopardi e Borges, e non le nascondo che io vado fierissimo di questo
>>> risultato perché lo considero utile, anzi utilissimo, molto più dei
>>> driver per i sistemi operativi Olivetti che ho progettato da giovane.
>>> Gli insegniamo che usare il linguaggio naturale non significa parlare
>>> con uno psichiatra, un medico o un amico, ma piuttosto con una
>>> chiromante che li compiace sempre per estirpare loro informazioni. E
>>> gli spieghiamo che il rimedio è molto semplice, è quello della nonna
>>> che raccomandava alla nipote adoloscente di non parlare dei fatti
>>> personali o di famiglia con gli estranei, oppure quello della saggezza
>>> popolare, dei proverbi: ‘il culo e le palanche non si fanno mai
>>> vedere’ dicono ad esempio a Genova.
>>>
>>
>> chiarissimo. e, ribadisco: mi è piaciuto l'approccio. molto.
>>
>> fra l'altro, si può insegnare l'ingegneria sociale anche senza
>> computer. l'arte di manipolare le persone. Come si dice: l'essere umano
>> è l'anello debole, più facile craccare un umano che un computer. basta
>> chiedergli la password ("presto, ti hanno hackerato il conto corrente!
>> cambia la password, comincia a scrivere quella vecchia...")
>>
>> il rischio concreto del vostro approccio è questo: siccome i sistemi
>> tipo GPT sono studiati da fior fiori di manipolatori, i migliori al
>> mondo, "resistere" davvero, tanto più da soli, è impossibile, o molto,
>> molto difficile, specialmente per persone che non hanno altre
>> esperienze (molto giovani), o gruppi di pari affini in grado di
>> sostenerli. e rischia di creare la falsa impressione che "dipende da
>> noi", (sottinteso: consumatori inesperti). perciò "caderci" può
>> provocare vergogna nelle persone, che si sentono "non all'altezza". lo
>> dico da formatore ed educatore: spesso gli adulti dicono "metti via
>> quel telefono!", come se fosse solo una questione di volontà
>> individuale.
>>
>> è come con i social media di massa. le slot machines. sono sistemi
>> progettati per sfruttare i meccanismi ormonali umani, in particolare il
>> sistema dopaminergico, sviluppando auto-abuso. Perciò non dipende solo
>> da noi. Il rimedio "non parlare degli affari tuoi" funziona, ma solo
>> fino a quando a) il sistema non "evolve" diventando ancora più tossico
>> e b) la persona/gruppo ha risorse psico-socio-cognitive per "fare
>> altro", o "in un altro modo", senza soccombere all'interazione tossica.
>>
>> per me perciò il rimedio è: lascia stare, fai altro. perché devi fare
>> quello che fanno tutti? ti piace veramente giocare con un
>> confeziona-testi o quello che è? OK. puoi fartelo sul tuo computer.
>> potete mettervi insieme con gli amici e farvi una versione vostra. non
>> sarà potente come quella là, non sarà completamente autonoma (training,
>> ecc. ecc.), però sarà più vostra.
>>
>> dopotutto è un gioco, no? allora giochiamo. giochiamo un gioco il più
>> possibile nostro.
>>
>>> Ora il problema è questo: lei crede che saremmo riusciti a realizzare
>>> tutto ciò senza Google Sites, Cloud etc (usiamo però anche Canva)? Da
>>> giovane c’era il Vietnam, e le lascio immaginare per quale parte
>>> battesse il mio cuore. Torniamo per un momento nella giungla
>>> vietnamita, e supponiamo che un Charlie trovi per terra un fucile M16.
>>> Dovrebbe rinunciare al suo uso perché prodotto negli USA, o è meglio
>>> che impari ad usarlo consapevolmente per raggiungere il suo obiettivo
>>> politico?
>>>
>>
>> certamente sì, sareste riusciti a farlo altrimenti. è assolutamente
>> possibile. azzardo: avete scelto quello che avevate a disposizione e
>> che è socialmente più accettato. nel vostro gruppo evidentemente non ci
>> sono le competenze per farlo altrimenti (o magari non si manifestano?),
>> ma, sì: è possibile fare diversamente.
>>
>> uno dei miei mestieri è accompagnare associazioni, cooperative,
>> aziende, gruppi di ricerca ecc in percorsi di transizione verso
>> tecnologie appropriate. mi permetterò di scriverle in privato quello
>> che suggerirei in una consulenza ai nostri clienti rispetto a cloud
>> privati ecc.
>>
>> per questo suggerivo di provare altro. si può! e non è una questione di
>> costi economici, ma di costi cognitivo-comportamentali e
>> psico-socio-culturali. Le persone sono intossicate dalle BigTech. la
>> funzionalità è una scusa: più si fa ricorso a un sistema, più quel
>> sistema diventa "naturale", e qualsiasi altro sistema risulterà: più
>> faticoso, noioso, disfuzionale. creando oltretutto fazioni del "meno
>> peggio" (Windows vs OSX; ecc.)
>>
>> ci è capitato che gruppi di ricerca accademici considerassero GMeet
>> "non funzionante": erano abituati a Zoom; viceversa, altri gruppi
>> ritengono Zoom "rotto": sono abituati a GMeet (o Teams, o altro).
>>
>> certamente ci vuole un po' più di fatica, almeno inizialmente. è come
>> coltivarsi le verdure da sé, o meglio: è come selezionare produttori di
>> fiducia. Però la soddisfazione è tutt'altra. Il percorso è parte
>> integrante del risultato.
>>
>> il ragionamento sui mezzi è condivisibile, cioè, traduco a modo mio: se
>> hai la pancia vuota, mangi quello che trovi, anche la robaccia di
>> mcdonald, con buona pace del bio, della filiera corta, delle sofferenze
>> animali, ecc. ma "così fan tutti" non è una buona scusa per ingozzarsi
>> con i prodotti di una multinazionale tossica. Google lo è: non paga le
>> tasse, è monopolista, porta avanti un'agenda politica reazionaria,
>> inquina e consuma in maniera devastante, è parte del complesso
>> militare-industriale e spaccia i suoi prodotti "aggratis" a partire
>> dalle scuole. collabora con i servizi di mezzo mondo (quelli che se lo
>> possono permettere), regimi autoritari compresi, per schedare in
>> maniera continuativa la popolazione. vent'anni fa abbiamo contribuito a
>> diffondere lo slogan: "se è gratis, la merce sei tu". è ancora vero.
>>
>> la libertà non è gratuita
>>
>> quanto alla metafora dell'arma, non mi convince. un fucile, è tale
>> anche in un unico esemplare o comunque separato dal sistema industriale
>> (potrebbe essere anche artigianale, un pezzo unico non in serie: rimane
>> cmq un'arma) che lo produce. è un utensile, diciamo. uno "strumento".
>> può portarlo con sé. come un coltello, un badile, un martello (vi sono
>> differenze, ma non stiamo a sottilizzare). invece, tecniche
>> informatiche complesse, per le quali è necessaria un'infrastruttura
>> ingegneristica estremamente complessa, connesse in rete come Google
>> Sites, Cloud, Canva, NON sono utensili o strumenti. sono macchine
>> cibernetiche con retroazioni, integrate nelle società umane, che
>> "funzionano" per via della loro scala, della reticolarità, diffusione,
>> del sistema ingegneristico, ecc.
>>
>> Google Sites non è un "esemplare" riproducibile come un fucile. cmq,
>> non è così rilevante, importa solo sottolineare che il paragone non
>> regge a un'analisi del funzionamento di quel sistema tecnico. non è una
>> sottigliezza accademica.
>>
>> in pratica:
>>
>> - esistono server/servizi indipendenti in Europa e non solo che offrono
>> spazio web per siti. e molto altro. indipendenti: liberi, non gratuiti.
>> - esistono server/servizi basati in Europa, GDPR compliant, alimentati
>> a energia rinnovabile, con software libero, ecc. sul mercato. anche
>> questi non sono gratuiti. ma, almeno, lo scambio è chiaro: servizio per
>> denaro, con certe regole, legali in Europa (Google non le rispetta).
>>
>>>
>>> Mentre da giovane contribuivo, con tutti i miei limiti, allo sviluppo
>>> degli OS Olivetti (con il mio maestro Sandro Osnaghi) nasceva Internet
>>> e si discuteva molto di protocolli, architetture client server e
>>> sistemi di sviluppo software. Eravamo tutti entusiasti e sulla base
>>> del nostro orientamento politico, eravamo tutti convinti di aver
>>> trovato il modo, tra software libero, architetture P2P e Pirate Bay,
>>> di aver trovato la ricetta di un mondo migliore. Amaramente il
>>> software libero e l’architettura che dovevano consentire accesso e
>>> controllo a tutti sono stati tra gli strumenti con cui le Big Tech si
>>> sono impossessate del mondo, mentre i protocolli P2P di Pirate Bay
>>> sono serviti a fare criptovalute. Io sono giunto all’amara conclusione
>>> (del tutto personale ovviamente) che il free software e l'architettura
>>> di Internet siano figli di una casta di utopici intellettuali che li
>>> hanno pensati in funzione dei loro profili sociali e delle esigenze
>>> di sviluppo dei loro prodotti e delle loro forme di comunicazione. Una
>>> volta esportati nel mondo della gente normale, usciti dall'ambiente
>>> protetto della casta accademica, queste invenzioni hanno prodotto il
>>> più grande accumulo di capitale e potere della storia dell'umanità e
>>> stanno minacciando seriamente la democrazia. E’ stato commesso il più
>>> grande degli errori progettuali, la raccolta sbagliata dei requisiti
>>> utente, grazie a una concezione profondamente auto-referenziale su
>>> cosa sia l'umanità. Questi signori sono vissuti in un mondo in cui la
>>> cosa più importante erano le citazioni, e non il trovare da mangiare,
>>> e questo li ha fatto vigorosamente deragliare dal binario del bene
>>> collettivo. Hanno guardato il dito e non hanno visto la luna. E' già
>>> successo con la ricerca di base in fisica, capita di nuovo con
>>> l'informazione: forse peggio, perché non c'è il botto di una bomba
>>> come efficace e persuasivo avvertimento.
>>>
>>
>> qui c'è tanto di personale, e capisco la delusione. in parte la
>> condivido. però non condivido la deduzione: internet > accumulo
>> capitalista. le istituzioni umane si fanno e disfanno, sempre
>> evolvendosi; non discendono automaticamente da una certa tecnica.
>> Sarebbe determinismo tecnico: data la tecnica X, ne discende la società
>> Y. La democrazia non è per sempre: è esistita molte volte nel corso
>> della (prei)storia, anche ben prima della democrazia (schiavista e
>> sessista) dell'Atene di Pericle; e finché ci saranno persone disposte a
>> darsi da fare, esisterà. nonostante tutto.
>>
>> cmq, ci sono anche persone che continuano nonostante tutto a far
>> diversamente, sul digitale e sulle tecnologie in particolare.
>> per esempio a Torino, come in tante altre città italiane, avete LUG
>> (Linux User Group), hacklab
>>
>> https://lugmap.linux.it/piemonte/
>>
>> non sono figli di una casta di utopici intellettuali: lavorano sul
>> territorio, che è locale, ma è anche l'Internet.
>>
>> non ho mai chiesto la genealogia, lo ammetto - e cmq ben vengano pure
>> quelli upper class, tutto fa brodo, se imparano a sporcarsi le mani nel
>> mondo reale. non è che i proletari son per forza buoni, anzi... spesso
>> agiscono contro i propri interessi; per (comprensibile) odio di classe?
>> negli USA e non solo.
>>
>>> E io dovrei sentirmi colpevole perché insegno ai pensionati a
>>> costruire siti con Google Site?
>>>
>>>
>>
>> colpevole no, perché il senso di colpa deriva dalla cultura cattolica;
>> non so dire nel suo caso, ma in genere è così, almeno in Italia;
>>
>> il fatto è che da noi, che di mestiere facciamo gli hacker (cioè in
>> pratica quello che avete fatto voi: ingegnarci per trovare modi
>> divertenti per fare cose insieme: curiosità, metterci le mani,
>> condividere), sempre più spesso arrivano persone che ci chiedono
>> l'assoluzione, per comportamenti percepiti come sbagliati, ma, dicono
>> "inevitabili"
>>
>> "usiamo WhatsApp per coordinare il
>> collettivo-associazione-vattelapesca. lo so che lo usano anche per
>> bombardare i palestinesi a Gaza, ma che ci posso fare? è per una buona
>> causa!"
>>
>> "a scuola il dirigente ha fatto un accordo per GSuite, che ci posso
>> fare?"
>>
>> "all'università hanno fatto un contratto con Microsoft, che ci posso
>> fare?"
>>
>> "in azienda si fanno i corsi per l'IA, abbiamo Claude / GPT quello che
>> è, non costa poi tanto: che ci posso fare?"
>>
>> "devo sentirmi in colpa?"
>>
>> ego te absolvo. vai in pace...
>>
>> peccato che non faccio il prete!
>>
>> la nostra risposta è: cerco di non usarlo. dico agli altri che fa male.
>> al corpo, alla mente, all'ambiente, a chiunque. tutto qui. ogni scelta
>> conta.
>>
>> se poi non si può proprio farne a meno (può succedere), OK. non
>> assolviamo, ma neanche condanniamo, o proibiamo. ci penseranno quelli
>> interessati alla purezza, e non ne faccio parte.
>>
>> non conta nulla?
>>
>> non conta... ad esempio, non conta evitare di contribuire allo scempio
>> dell'allevamento industriale? adottare una dieta diversa? mah, se
>> guardiamo al macro, nessuna scelta "serve" a nulla. ma questo è
>> benaltrismo. Siccome siamo stati delusi dalle promesse dell'Internet
>> terra promessa delle libertà, allora Google va bene, perché i problemi
>> sono "ben altri"? mmm. anche no. perché se guardiamo alla vita delle
>> persone, ogni scelta di diserzione dal "così fan tutti", ogni scelta di
>> autonomia è un granello negli ingranaggi delle Megamacchine del
>> dominio. un po' di potere in più per le persone per crescere, autonome
>> e libere, insieme.
>>
>> è l'educazione che può fare le persone libere
>>
>> perciò: bel lavoro! potete anche migliorare, se volete. anche
>> cominciando una transizione verso sistemi più appropriati. ci saranno
>> delle rinunce da fare, ogni disintossicazione comporta delle rinunce.
>> ma si può fare, certo. ed è molto divertente!
>>
>> People Have the Power :D
>>
>> k.
>>
>>>
>>> Il giorno dom 5 lug 2026 alle ore 13:19 karlessi via nexa
>>> <nexa@server- nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> ha
>>> scritto:
>>>
>>>
>>> Buongiorno,
>>>
>>> ho letto con interesse il preprint del testo di D. Tafani (grazie
>>> per la
>>> condivisione) e le critiche espresse da F. Marra (grazie per lo
>>> sforzo
>>> di sintesi)
>>>
>>> alcune considerazioni
>>>
>>> # scientificità e no
>>>
>>> nel documento
>>> https://docs.google.com/document/
>>> d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRAIXXo/edit?tab=t.0
>>> <https://docs.google.com/document/
>>> d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRAIXXo/edit?tab=t.0>
>>> paragrafo 2.
>>>
>>> "Un altro limite [TAGLIO] è l'assenza di un metodo comparativo
>>> rigoroso.
>>> [TAGLIO] non è scientificamente sufficiente."
>>>
>>> la Scienza è una forma di Narrazione sofisticata, a livello
>>> pubblico e
>>> comunicativo senz'altro. Le scienze, e le ricerche scientifiche,
>>> sono
>>> sempre ideologicamente e/o filosoficamente orientate, soprattutto
>>> quando
>>> si dichiarano neutre, neutrali, ed esclusivamente "scientifiche".
>>> A me
>>> piace Feyerabend, una mia brevissima riflessione in merito
>>> https://centroriformastato.it/la-letizia-del-dilettantismo-
>>> avvocature-e-tecnologie/
>>> <https://centroriformastato.it/la-letizia-
>>> del-dilettantismo-avvocature-e-tecnologie/>
>>>
>>> Ne deriva che in ogni proposta "scientifica" è insito un
>>> presupposto
>>> ideologico/filosofico, non di rado inconfessato o addirittura
>>> inconscio.
>>> Nel caso della critica di F. Marra, ad esempio "dobbiamo chiederci
>>> se il
>>> sistema umano, con le stesse risorse investite, otterrebbe
>>> risultati
>>> superiori o se l'IA rappresenti un miglioramento (anche se
>>> imperfetto)
>>> di un sistema pre-esistente già in crisi"
>>>
>>> il presupposto è la necessità di miglioramento. Cosa significa
>>> miglioramento? Questione non retorica. I lungotermisti ritengono
>>> che
>>> sia
>>> "meglio" sterminare qualche miliardo di umani e altre forme di
>>> vita per
>>> garantire la sopravvivenza a lungo termine della specie umana. Es.
>>> (questi sono i "moderati...")
>>> https://www.centreforeffectivealtruism.org/longtermism <https://
>>> www.centreforeffectivealtruism.org/longtermism> Ci credono
>>> davvero? Non saprei, in ogni caso non vedo la differenza con
>>> narrative
>>> escatologiche più esplicitamente religiose (chiliasti vari). Ci
>>> interessa perché molti dei megamiliardari che spingono la
>>> narrativa IA
>>> attuale esprimono posizioni lungotermiste. Peter Thiel (che con la
>>> narrativa IA guadagna un sacco di soldi facendo controllare,
>>> monitorare
>>> ed eventualmente ammazzare un sacco di gente, perlopiù poveri e
>>> non-bianchi, grazie a Palantir) ci aggiunge molte altre altre
>>> posizioni
>>> ultra-reazionarie: i maschi bianchi (specialmente sudafricani
>>> eredi del
>>> razzistissimo apartheid) sono minacciati! con Musk, Andreeseen,
>>> Levchin,
>>> Sacks, Botha, ecc. si intendono alla grande dai tempi della
>>> PayPal
>>> mafia e ora sono ai vertici della catena di comando USA, vedi
>>> https://observer.com/2025/10/paypal-cofounders-today/ <https://
>>> observer.com/2025/10/paypal-cofounders-today/> (PayPal: un
>>> progetto POLITICO ispirato alle teorie di "von" Hayek). una delle
>>> posizioni di Musk (mito del genio, appunto): i maschi bianchi
>>> hanno il
>>> dovere morale di riprodursi ingravidando femmine "geneticamente
>>> perfette" alla ricerca della "razza perfetta" (eugenetismo di
>>> stampo
>>> nazista); e contemporaneamente, aggiungerebbe Thiel, il dovere di
>>> sterminare chi li minaccia (i non bianchi, le donne, i poveri),
>>> per
>>> evitare l'avvento dell'Anticristo, ecc ecc. (immagino l'abbia
>>> ripetuto
>>> anche recentemente a Roma, ospite della fondazione Gioberti)
>>>
>>> scientifico? per nulla. ma queste ideologie stanno dietro all'IA
>>> oggi.
>>> magari Altman (lungotermista dichiarato) e Amodei possono passare
>>> per
>>> liberali: ma è marketing; e solo a confronto di Musk e Thiel...
>>>
>>> c'è un sottile crinale fra "ciascuno si faccia la sua idea,
>>> democraticamente, ma scientificamente" ed "esploriamo le
>>> narrazioni
>>> tossiche da un punto di vista dichiarato"
>>>
>>> a me pare che il libro di D. Tafani si muova sulla seconda
>>> traccia.
>>> L'assunto è chiaro: l'IA è un progetto reazionario, propala dei
>>> miti
>>> spacciandoli per verità "scientifiche" e fatti inconfutabili.
>>> (preferisco narrazioni a miti; troppo lungo da spiegare perché:
>>> rimando
>>> a M. Detienne, Noi e i greci, Cortina, 2007)
>>>
>>> non è scientifico? forse no, se scientifico è ciò che avviene in
>>> un
>>> laboratorio finanziato da una multinazionale e sottoposto da
>>> rigidi
>>> protocolli di non divulgazione... per poi saltar fuori che
>>> "Mythos" (un
>>> mito!!!) è troppo pericoloso e quindi non si può rivelare. Parola
>>> di
>>> Anthropic!
>>>
>>> ma è proprio questa "non scientificità", se vogliamo chiamarla
>>> così, la
>>> forza di un'analisi del genere.
>>>
>>> ognuno dei dieci miti individuati e raccontati da D. Tafani
>>> potrebbe
>>> fungere da base per formazioni sulla narrativa dell'IA.
>>> riconoscere il
>>> ricorso a questi miti nella propria esperienza quotidiana, in
>>> particolare da parte dei media e delle figure di riferimento
>>> (politici,
>>> dirigenti, insegnanti, genitori...) sarebbe utile per aumentare la
>>> consapevolezza di grandi e piccini, e quindi la possibilità di
>>> agire
>>> diversamente.
>>>
>>> # free != open
>>>
>>> le parole sono cruciali. non per i vettori di compressione delle
>>> pretese
>>> IA, ma per gli umani sì. oltre vent'anni fa scrivemmo un libretto
>>> in
>>> merito, nella sostanza rimane valido, mutatis mutandis, mi pare:
>>> https://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186 <https://
>>> www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186> negli
>>> approfondimenti è disponibile il libro intero, licenza BY-NC-SA
>>> (non è
>>> "libera" secondo la FSF... francamente sarei per il no copyright,
>>> cmq
>>> non condivido la libertà di commercio sul lavoro altrui, perciò se
>>> chi
>>> ne sa di più può spiegarmi, grazie!)
>>>
>>> # metafore
>>>
>>> abbiamo bisogno di metafore per comprendere, e comprenderci; ma le
>>> metafore rimangono metafore
>>>
>>> l'IA è una metafora, ed è una metafora tossica. Chi lavora nel
>>> settore
>>> di "automazioni meravigliose" non parla mai di IA (se non con i
>>> giornalisti, o per scrivere libri di filosofia, o di divulgazione,
>>> ma
>>> "da scienziato" e quindi... inconfutabili??? Cristianini è fra
>>> questi,
>>> purtroppo), ma di LLM, CNN, vettori, transformer, ecc ecc (e
>>> spesso
>>> pure
>>> queste sigle sono metafore!). Catene di metafore fanno allegorie.
>>>
>>> # mezzi e fini
>>>
>>> i mezzi dovrebbero giustificare i fini, non l'opposto
>>>
>>> D. Tafani pubblica su zenodo.org <http://zenodo.org> , finché il
>>> CERN esisterà sarà
>>> garantito l'accesso, dai server del CERN in Svizzera. non è una
>>> scelta
>>> neutra: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta di campo,
>>> politica.
>>>
>>> F. Marra pubblica su Google. finché Google permetterà a quel
>>> documento
>>> di essere diffuso dai suoi server negli USA, sarà disponibile. lo
>>> stesso
>>> vale per Google Sites. e tanto più per NotebookLM, prodotto di
>>> Google.
>>> non sono scelte neutre: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta
>>> di
>>> campo, politica.
>>>
>>> siccome il progetto https://www.labpopia.it <https://
>>> www.labpopia.it> mi pare molto interessante,
>>> per riallineare mezzi e fini, suggerisco di passare a una
>>> piattaforma
>>> free software con server basati in Europa e alimentati con energia
>>> rinnovabile. ciò che non si può fare così IMHO non va fatto. sì, è
>>> più
>>> comodo usare Google: ma non è eticamente coerente con i fini
>>> dichiarati
>>> dal progetto.
>>>
>>> sono personalmente contrario ai divieti.
>>>
>>> ma, al livello di intossicazione attuale, purtroppo, mi pare che
>>> solo
>>> una legge che vieti tutte le BigTech possa portare effetti
>>> concreti
>>> immediati. come vietare il fumo nei locali pubblici... frattanto,
>>> le
>>> persone si comportano in maniera irresponsabile, e illegale. nei
>>> progetti europei si continuano a usare Google Microsoft ecc in
>>> barba a
>>> GDPR e dintorni, come nelle pubbliche amministrazioni, scuole e
>>> università: eppure le leggi ci sono.
>>>
>>> # tecnica e potere: disclaimer di posizione personale
>>>
>>> La tecnica è fonte di potere. La maniera più semplice per creare
>>> potere
>>> passa attraverso l'invenzione di tecniche e la messa a punto di
>>> tecnologie appropriate, altrettanti interventi per gestire,
>>> stabilizzare, condividere, mitigare e allontanare il comune
>>> destino,
>>> ovvero la morte: morte individuale, morte collettiva di
>>> determinati
>>> sistemi sociali, morte di persone e animali a noi cari, morte
>>> termica
>>> dell'universo.
>>>
>>> Prima di servire per fare meno fatica, prima di fungere da servi e
>>> schiavi degli umani, tecniche e tecnologie sono focus di
>>> attenzione
>>> condivisa, catalizzatori evolutivi, fonti di meraviglia.
>>> (metastabilità,
>>> metaxu, action outillée: cf. G. Simondon; F. Sigaut)
>>>
>>> Tecniche e tecnologie non sono tutte uguali; al contrario, sono
>>> tutte
>>> diverse. Ma vi sono due grandi stirpi, che promuovono diversi
>>> retaggi:
>>> tecniche/tecnologie del dominio (come l'IA attuale); tecniche/
>>> tecnologie
>>> conviviali. Le prime sono le più diffuse, in costante
>>> proliferazione.
>>> Queste tecniche e tecnologie sequestrano la capacità diffusa di
>>> influire
>>> e determinare le norme sociali a favore di ristretti gruppi
>>> sociali e
>>> masse di individui organizzati in gerarchie fisse. Dall'altra
>>> parte vi
>>> sono tecniche e tecnologie conviviali, inventate e messe a punto
>>> per
>>> diffondere il potere il più possibile presso il più gran numero,
>>> in
>>> modo
>>> che ogni essere umano possa influire e determinare le norme
>>> sociali.
>>>
>>> nella pratica, le cose non sono nette, certo. sono mescolate. a
>>> noi
>>> decidere cosa e come evolvere.
>>>
>>> buona giornata
>>>
>>> k.
>>>
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July 7, 2026
DevConf 2026 - Domani e dopodomani (7 e 8 luglio) a Pavia la conferenza italiana dedicata agli sviluppatori e creatori di codice open source
by francesco.macchia@gmail.com
La conferenza si terrà a Pavia, presso il Learning Space Cravino (Via Agostino Bassi 2) il 7 e l'8 Luglio 2026 con sessioni mattutine e pomeridiane.
Talk tecnici, possibilità di sviluppare in tempo reale e presentare il proprio progetto, networking, opportunità di collaborazione dinanzi ad un pubblico in cui sono presenti anche Risorse Umane di aziende interessate al recruiting di talenti in ambito Open Source.
I posti a sedere sono limitati per cui è necessaria la prenotazione. L'ingresso è gratuito!
Per prenotare l'ingresso: https://pretix.eu/BoostMediaAPS/devconf2026/
NB: il convegno risulta essere anche un corso formativo per il Personale Tecnico Amministrativo e Cel (https://formazione.unipv.it/catalogo-completo-dei-corsi-di-formazione-la-pa…)
Di seguito il programma delle due giornate:
Martedì 7 Luglio 2026
10:00 - 10:15: Lorenzo De Marco, Cos'è il DevConf e perché è necessario in Italia?
10:20 - 10:50: Claudia Galingani Mongini, "Hai democratizzato il ransomware. Prego."
10:55 - 11:25: Marvin Pascale, Hacking the developer: Attacchi reali nella toolchain open source
11:30 - 12:15: Leonardo Tamiano, "Voglio migliorare la didattica dell'Informatica"
12:20 - 12:50: Claudia Galingani Mongini, git clone malware – come i ransomware group sfruttano l'open source aka il LOLBins dei poveri
12:50 - 14:15: Pausa pranzo
14:15 - 14:45: Valentina Nardecchia, Fediverso: la novità che riporta alle origini
14:50 - 15:20: Andrea Guani, Poliverso, Poliversity, Feddit e Citiverse
15:25 - 15:55: Fabrizio Balliano, Maho: la fenice delle piattaforme ecommerce, grazie all'open source
16:00 - 16:20: Lorenzo De Marco, Project Management e sviluppo del software
16:25 - 16:55: Stefano Marinelli, FediMeteo, i BSD e il Fediverso: sotto il sole, senza nuvole, liberi e connessi
17:00 - 17:30: Chiara Masci, Software-as-a-Medical device open source: utopia o potenziale realtà?
Mercoledì 8 Luglio 2026
10:00 - 10:15: Lorenzo De Marco, Cos'è il DevConf e perché è necessario in Italia?
10:20 - 10:50: Valentina Nardecchia, Sovranità digitale: perché è una scelta politica necessaria per il futuro
10:55 - 11:25: Giuseppe Aceto, Il futuro si decide insieme. Dal CERN a Relatronica: tecnologia, partecipazione e democrazia
11:30 - 12:15: Fabio Manganiello, Un blog federato basato su file di testo: git log per social media con Madblog + ActivityPub + Indieweb
11:35 - 11:55: Gianluca Aurelio, You've Been Owned. Not Own. Dal floppy disk al cloud: come abbiamo ceduto la nostra sovranità digitale… e come ce la stiamo riprendendo
12:20 - 12:50: Dario Dieci, Linux alla riscossa: dagli ostacoli storici alla sua diffusione al recente exploit
12:50 - 14:15: Pausa pranzo
14:15 - 14:45: Valentino Spataro, Indipendenza informatica in azienda con l'open source e l'AI, partendo da Windows
14:50 - 15:20: Italo Vignoli, Dopo il software, liberate i documenti.
15:25 - 15:55: DNDG srl, La progettazione UX/UI diventa open con Penpot
16:00 - 16:20: Francesco Macchia & Diego Beraldin, Il Fediverso e i gruppi tematici: le opportunità per la comunità, il peccato originale di Mastodon e le soluzioni applicative
16:25 - 16:55: Gianluca Aurelio, L'open source come strumento per i diritti umani
17:00 - 17:30: Kenobit, Assalto alle piattaforme. Riprendiamoci internet.
July 6, 2026
MEMENTO | 196° Mercoledì di Nexa | 8 luglio 2026, ore 17.00
by Nexa - Media
Gentilissime, gentilissimi,
Vi ricordiamo che mercoledì 8 luglio, alle ore 17.00, si terrà il 196° Mercoledì di Nexa
con un incontro dal titolo "Problemi convergenti, risposte divergenti: la regolamentazione del lavoro sulle piattaforme in Cina e nell’Unione Europea"".
Ospite dell'incontro: Dario Di Conzo (Università degli Studi di Napoli L'Orientale).
L'incontro si terrà IN PRESENZA e ONLINE.
SEDE FISICA dell'incontro: Centro Nexa su Internet e Società, Politecnico di Torino, Via Boggio 65/a, Torino (1° piano).
Per accedere alla sala si raccomanda di suonare al citofono Portineria e di seguire le indicazioni segnalate lungo il percorso.
QUI<https://nexa.polito.it/contatti> maggiori informazioni su come raggiungerci.
STANZA VIRTUALE dell'incontro: https://didattica.polito.it/VClass/NexaEvent
Maggiori informazioni alla pagina: https://nexa.polito.it/mercoledi-196
Ricordiamo che l’incontro si concluderà con un brindisi per salutarci in vista della pausa estiva.
Un saluto cordiale,
--
Valeria Bergantino
Communication Manager
Nexa Center for Internet & Society<web:%20https://nexa.polito.it>
DAUIN - Politecnico di Torino
Via Pier Carlo Boggio, 65/a – Torino
Digital Communication Assistant
DAUIN - Politecnico di Torino<https://www.dauin.polito.it>
Corso Castelfidardo 34/D - Torino
mail: valeria.bergantino(a)polito.it<mailto:valeria.bergantino@polito.it>
tel: 3473443585
July 6, 2026
Nexa working paper sul Digital Omnibus
by Maurizio Borghi
Sono lieto di annunciare la pubblicazione del Working Paper a cura del
Centro Nexa
Il Digital Ominbus tra competitività economica e arretramento delle
garanzie fondamentali
*Analisi critica delle modifiche al GDPR e al quadro ePrivacy
nella Proposta della Commissione europea COM(2025)837 final*
Il contributo esamina criticamente la *Proposta Digital Omnibus presentata
dalla Commissione europea il 19 novembre 2025* (COM(2025) 837 final), al
fine di scrutinare se la proposta di riforma in esso contenuta realizzi un
effettivo consolidamento e una razionalizzazione dell’*acquis *digitale
dell’Unione europea, ovvero se introduca, sotto la veste della
semplificazione normativa, dinamiche di deregolamentazione idonee a
incidere sull’equilibrio tra competitività economica e tutela dei diritti
fondamentali.
*....*
*continua qui: *https://nexa.polito.it/digital-omnibus/
Ogni osservazione e commento su questa lista sarà per noi gradito.
Buona giornata,
--
_______________
*Maurizio Borghi*
Università di Torino
https://www.dg.unito.it/persone/maurizio.borghi
Co-Director Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it/>
July 6, 2026
Re: Libro
by Carlo Milani
> Message: 2
> Date: Sun, 05 Jul 2026 20:17:29 +0200
> From: abregni <abregni(a)iperv.it>
> Subject: [nexa] Re: Libro
> To: karlessi <karlessi(a)eudema.net>
> Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it, Nicoletta Tarducci
> <nicoletta.tarducci(a)gmail.com>
> Message-ID: <8fd2d4d5673d0aaa759050e50db7485f(a)iperv.it>
> Content-Type: text/plain; charset=UTF-8; format=flowed
>
>>> People Have the Power
>
> A parte ":D", ...era serio o era triste?
> Chiedo per un amico (molto stretto, che vuole capire).
è una frase molto ambigua che mi gira in testa, un tarlo. oggi sto in
treno perciò mi balocco con il tarlo :D
e ringrazio per le sollecitazioni. altrimenti avrei lavorato!
un amico? OK.
>
> E' da sempre che:
> a) NON vedo il tema tecnico (cambia davvero qualcosa???),
non so se ho capito. mi vien da dire: la tecnica è fonte di potere, e,
quindi, potenzialmente di libertà. il tema del potere è necessariamente
tecnico. Con potere intendo: una funzione regolativa sociale. Il potere
è la produzione e l’applicazione di norme e di sanzioni. Il potere è una
funzione sociale neutra.
> b) mi rifiuto di ripetere che c'è gente che manipola e preda (la storia
> ne è piena, e quindi dovremmo averlo capito),
> e
invece, no. purtroppo. anche perché ogni generazione, ogni persona, è
"nuova". non ha contezza del passato. e il passato viene continuamente
riscritto dai vincitori, e ri-raccontato anche dai vinti, dagli
oppressi, con un martellamento incessante che tende a cancellare la
consapevolezza delle manipolazioni predatorie. la storia (di ogni
nazione - ogni nazionalismo è tossico) è piena di esempi di sfruttamenti
e massacri spacciati per volontà di qualche dio; di distruzioni
raccontate come inevitabili frutti dell'espansione di un qualche popolo.
oggi chi manipola e preda racconta le storie dell'IA che non si può fare
a meno di finanziare, perché... potrebbe distruggerci, o salvarci,
chissà, intanto bruciamo il pianeta! costruiamo delle centrali nucleari!
ho sentito politici attempati ripeterlo. senza vergogna, senza un minimo
di pietà per chi verrà dopo di loro! se non fosse tragico sarebbe comico.
> c) vorrei tanto sentire cosa si propone di fare, NON per metterci una
> pezza con qualche commendevole (e rispettabilissima) iniziativa, MA per
> dare una qualche svolta a qualcosa.
la svolta mi ricorda "svolta" nel senso mutuato dal romano che si usa
oggi: svoltare, non lavorare più, far soldi a babbo morto. immagino sia
invece da intendere come cambiamento importante.
le proposte, quindi. riprendendo il discorso di suo figlio che usa LLM
per far la tesi al MIT (se passa cmq vorrà dire che il livello è
quello!), si può dirgli che può decidere di fare diversamente. ha il
potere di farlo. in quanto parte della "People", anche lui "has the power".
non è che gli puntano una pistola alla tempia ingiungendogli di usare un
LLM! non sarà molto, ma per lui (ammesso e non concesso che cambi
comportamento) è parecchio.
fra l'altro, può fare quasi lo stesso senza alcuna capacità di coding,
evitando la dipendenza da macchine che non controlla, con, tipo,
AnythingLLM su un portatile anche non recentissimo, una CPU da 16GB e
una GPU da 4GB (anche meno, fatica, ma gira) e un Gemma4 E4B (grazie, oh
Google, per le briciole dello sfruttamento che ci lasci per giocare!
https://gemma4.dev/models/gemma-4-memory-requirements) buona parte di
quel che le persone fanno con gli LLM online si può fare in locale.
almeno la ventola scalda e si comprende la follia di massa.
oppure, meglio, anche niente. gran parte delle cose-via-LLM sono
semplicemente inutili. in particolare per scrivere distraggono,
affaticano, tolgono il piacere dell'impegno, del pensiero, anche della
sfida personale e ci riducono a correttori di bozze (che può essere
gratificante, ma spesso non lo è) di profluvi di testo-codice ad
minchiam. senz'altro sono nocive a livello ambientale, spesso
tragicomicamente consolatorie: coltivare relazioni con esseri viventi è
faticoso, e rischioso; con i vari GPT è più facile, non ci contraddicono
mai, ci blandiscono, ci tengono agganciati.
certo, se non fa ricorso a questa roba, e gli altri suoi pari sì, non
avrà il decantato "vantaggio competitivo" (altra bufala dell'IA), ma che
ci vuol fare: son scelte!
a medio termine, secondo me, le persone e le aziende che NON adotteranno
'sta roba in blocco, ma al limite in casi eccezionali e cmq in locale,
sotto il loro controllo, avranno dei vantaggi _cognitivi_ importanti. In
particolare, chi NON cercherà di "risolvere" problemi di cultura
collaborativa e aziendale rotta con automazioni ancora più scassate
(tipo: "claudio, prendi sto file excel e fanne altri file excel da
distribuire a X, Y, Z - usa gli agenti, gli skill, quello che ti pare ma
non farmi controllare gli excel, questo è l'archivio degli excel, esegui
e basta!"). Tutto per evitare di affrontare problemi di flussi dati,
qualità degli stessi, software ipertrofici mal utilizzati, e soprattutto
organizzazione disfunzionale, gerarchie oppressive, burocrazie
deliranti. vantaggi cognitivi, perché non disimpareranno a fare cose che
ora più o meno fanno, magari non bene, ma almeno hanno un'idea di come
fanno a portarsele a casa. hanno un'idea della "big picture" al di là
dell'interfaccia del GPT di turno. poi magari non servirà a molto come
resistenza, perché i fiumi nel frattempo saranno stati prosciugati per
abbeverare la favola nera dell'IA. ma questo non è detto che succeda.
proposte: cominciamo a NON fare costruire altri nocivi datacenter.
quanti comuni italiani stanno svendendo i loro terreni? fuori i nomi di
assessori, consiglieri, sindaci, costruttori, faccendieri, e lobbisti
con i loro mandanti. no a nuovi datacenter. stracciare gli accordi
capestro con le multinazionali tossiche. ritardare. scioperare.
sabotare. dire sì e fare no.
per il resto, capisco che non la soddisfi, ma ci sono cmq tante
esperienze (micro, ne convengo, e non è bello che siano così micro. come
minimo dovrebbero federarsi, moltiplicarsi, proliferare) che vanno "in
direzione ostinata e contraria". ma farle "scalare" in verticale
significherebbe snaturarle. la gente dovrebbe farne di più, di
esperienze, di azioni in direzione ostinata e contraria.
ma chi è lagggente, mi domando? sul serio me lo domando. è quel tarlo.
qualche mese fa ci ho scritto un libretto perché a furia di pensarci mi
faceva male la testa. s'intitola appunto: "People Have the Power" (lo so
sembra uno scherzo macabro...), e l'ho messo qui:
https://phtp.vado.li/
prima o poi troverò un editore. o forse no, amen.
sono bozze. ogni tanto mi viene in mente e ne modifico un pezzetto.
mi è stato detto che è troppo teorico, e tutto sommato sono d'accordo.
anche se per me troppo teorico è Cornelius Castoriadis, ma vabbè, i
tempi sono alla semplificazione ed è un gioco anche questo da giocare
ultimamente vanno molto i libri di autoaiuto, mi è stato detto, da
persone che lavorano nell'editoria; e quindi mi è stato consigliato di
aggiungere delle "schede pratiche" di autoaiuto... è talmente fuori
luogo come proposta che ha solleticato la mia voglia di "mission impossible"
ho cominciato quindi a fare delle schede da due paginette l'una, alla
fine di ogni capitoletto (file separati), come attivazioni pratiche.
sono segnalate in blu come "azioni dirette": un po' pomposo, ma i libri
di autoaiuto sono pomposissimi, ne ho sfogliati un po'.
ne ho in mente altre, di azioni dirette. accetto suggerimenti.
perché mi capita in continuazione di sentirmi dire, sì ma in pratica?
che ne so...
in pratica, auto-limitati. e dillo agli altri. auto-limitiamoci. in
tedesco suona: "Selbstbegrenzung", che è la lezione definitiva di "Tools
for Conviviality", in italiano "La convivialità". L'autore, Ivan Illich,
era cattolico. il termine è stato impiegato vent'anni dopo Illich anche
da Karl Barth nella sua tarda teologia. Barth era protestante: forse c'è
un dialogo fra i due che non colgo completamente. ad ogni modo, io
interpreto auto-limitazione in maniera più demonica: stare
nell'immanenza, metaxu, piano di mezzo (questo mondo che condividiamo),
con i demoni che lo abitano, e scegliere, selezionare i buoni demoni. o
i demoni che ci fanno stare bene insieme. in greco antico, "eudaimonia":
tradotto spesso con "felicità".
le tecniche per la convivialità sono forme di autolimitazione insieme ai
demoni della tecnica.
disgraziatamente, il "sodo" in senso ampio, sociale, epocale, lo vedo
malissimo anche io, anche se sono meno anziano di lei. ma IMHO non c'è
altra scelta se non l'educazione e l'auto-educazione, specialmente degli
adulti. proposte concrete ingegneristiche non ne vedo, mi spiace.
auto-limitazione, quella sì. non-agire, anche. un po' di Tao non guasta.
nel dubbio, non fare. meno PIL. meno cose. meno produzione. togliere.
incidentalmente, a non fare, nel dubbio, non ci sarebbero più guerre.
basta non sparare, nel dubbio. nel dubbio, non fare armi. nel dubbio,
non fare proiettili. dico sul serio.
abitare insieme il pianeta, vivere insieme, è necessariamente
autolimitarsi. impariamo a controllare gli sfinteri, gli appetiti, le
interazioni. andare su Marte? no. limitiamo. mandiamoci Musk e i suoi
accoliti. andare sulla Luna? ma perché? limitiamo. non c'è altra strada.
o meglio: ogni altra strada inizia e finisce nell'asservimento di
qualcuno/qualcosa, per soddisfare le nostre mancate auto-limitazioni;
qualcuno/qualcosa che potrebbe essere inizialmente una "minoranza" di
servi (o schiavi), ma tenderanno a diventare i più, fino
all'auto-asservimento di ogni essere vivente e non. in un certo senso,
uno degli effetti secondari dell'alienazione tecnica.
cmq, vista la velocità di cambiamento, non è detto che non si possa
cambiare anche in un tutt'altra direzione. non è una speranza: è solo la
constatazione che il futuro non è scritto, il passato è scritto male, e
quindi c'è agio per agire.
>
> Thanks.
prego, anche se temo sia deludente questo scritto 100% non-GPT
cosa aveva in mente, con "dare una qualche svolta a qualcosa"?
buona serata
k.
>
>
>
> Il 2026-07-05 19:35 karlessi via nexa ha scritto:
>> Il 05/07/26 15:48, Franco Marra ha scritto:
>>> Risponderò brevemente, per quello che riesco, al suo interessantissimo
>>> contributo. Ma prima provo a qualificare il contesto. Io non sono un
>>> ricercatore lanciato nell’agone accademico, ma, ahimè, un pensionato
>>> di 79 anni, con qualche esperienza informatica, che insieme a una
>>> banda di una dozzina di altri pensionati con età media credo sui 74
>>> anni, del tutto digiuni di IA e appena appena familiari con il cloud,
>>> e una cara ex-collega molto brava, ho messo su un corso e una serie di
>>> eventi sul tema Intelligenza Artificiale. Questo grazie allo
>>> SPI-CGIL, da volontario, in quella magnifica struttura che è la Casa
>>> del Quartiere <https://www.casadelquartiere.it/>di San Salvario a
>>> Torino. Un centro nato dalla visione di poche geniali persone (io non
>>> sono tra queste, ma mi avvalgo dei loro risultati) per fare socialità
>>> in uno dei quartieri più difficili di Torino e per svolgere quelle
>>> funzioni a cui la Pubblica Amministrazione e le forze politiche
>>> tradizionali spesso nei fatti abdicano.
>>>
>>>
>>
>> triste, ma bello. triste l'abdicazione, bello che persone di buona
>> volontà sopperiscano.
>>
>> è sempre l'autogestione dal basso che fa la differenza. poi arrivano le
>> "autorità" e la chiamano "resilienza delle comunità". Un esempio di
>> appropriazione culturale del lavoro dal basso da parte delle élite.
>> quelle funzioni, prima che esistesse la PA, venivano già svolte. ad
>> esempio le SOMS (Società Operaie di Mutuo Soccorso) esistevano prima
>> dello stato sociale, e non a caso il fascismo le ha messe fuorilegge.
>>
>> quindi, il vostro lavoro è fondamentale, nel senso del fondamento del
>> vivere insieme.
>>
>> non penso sia in alcun modo in contraddizione con il lavoro di D.
>> Tafani che, da una prospettiva specifica e contestuale, propone
>> un'analisi dei miti dell'IA. da accademica, certo. ci sono accademici e
>> accademici, non facciamo di tutta l'erba un fascio.
>>
>>> Abbiamo fatto questa cosa, io e la mia ex-collega, con grandissima
>>> allegria e anche, mi permetto di dire, con un certo successo <https://
>>> www.labpopia.it/i-nostri-concerti>(AI Week, qualche biblioteca anche
>>> fuori Torino, la Camera del Lavoro etc), aiutati, lo confesso, da
>>> qualche accademico <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-
>>> salvario#h.xz26f63blju4>che sembra apprezzare l’idea e che a me
>>> personalmente ha dato molto. Mi sembra che tutto questo sia stato
>>> fatto esattamente con la letizia del dilettantismo, concetto che ho
>>> assai apprezzato nell’articolo di Carlo Milani da lei citato, e che ho
>>> trovato risuonare molto nelle mie corde. Io ho esitato molto a
>>> pubblicare il mio
>>
>> bello! l'allegria oltre al successo, mi fa piacere. mi fa piacere anche
>> che le risuoni il pezzetto. non se ne abbia a male, Carlo Milani sono
>> io. non è un vezzo: è che di Carlo Milani ce ne sono diversi, e il nome
>> anagrafico non ce lo scegliamo noi. invece di karlessi ce n'è uno solo,
>> e me lo sono scelto io, insieme alle persone che mi sono affini. è un
>> nickname, tipico nel mondo dell'hacking. serve per rendersi
>> riconoscibili.
>>
>>> contributo su Nexa, proprio perché mi sento un dilettante (allegro)
>>> di fronte a tanta scienza (seria). Sono stato ripreso, e giustamente,
>>> perché con allegro dilettantismo ho usato un termine al posto di un
>>> altro, ma ho prontamente modificato il mio documento riconoscendo la
>>> grave superficialità e ringraziando chi ha dottamente elencato motivi
>>> e differenze (che conoscevo ma che avevo trascurato). Verificando però
>>> che, alla fine, il senso non cambiava perchè ci si era espressi a un
>>> livello di astrazione tale in cui non poteva cambiare la dominante
>>> semantica del vettore. Pazienza se la cosa non è stata notata.
>>>
>>>
>>
>> ogni persona ha le sue vulnerabilità. a me la confusione fra open e
>> free punge sul vivo e, ammetto, a volte a sproposito. ma non mi pare
>> questo il caso. il mio appunto era sul rapporto mezzi-fini.
>>
>> e poi dilettante non vuol mica dire trascurato, anzi. son quelle
>> persone che vanno a fare le pulci agli esperti, e fanno bene :D
>>
>> consideri che non sono un accademico, per quanto ci abbia a che fare,
>> con l'accademia, di solito per svolgere insieme a colleghe e colleghi
>> il lavoro che i centri di ricerca non sono in grado di svolgere dopo
>> aver vinto qualche finanziamento.
>>
>> rispetto agli anni Novanta, quando ci andavo da studente, l'università
>> è molto più precaria, povera, infiltrata dalle multinazionali; ma anche
>> meno baronale. in Italia e non solo continua a selezionare
>> pervicacemente l'obbedienza alla gerarchia, ma ci sono delle eccezioni
>> notevoli, come in ogni istituzione a tendenza autoritaria. e vanno
>> riconosciute.
>>
>>> Vedo che ha dato un’occhiata al sito, e questo mi onora: avrà notato
>>> che l’idea generale è quella di aumentare la consapevolezza di uso,
>>> aprendo il cofano <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-
>>> salvario#h.swz8yrbr2w9j>della IA (siamo convinti che tutto possa
>>> essere spiegato), di una categoria di persone talvolta fragile: Ci
>>> siamo anche inventati la metafora della Chiromante Stocastica
>>> <https:// www.labpopia.it/come-si-usa/uso-consapevole#h.9igg9c1ilsvn>,
>>> evoluzione del ben noto pappagallo, e che forse la dottoressa Tafani
>>> potrebbe apprezzare. Certo, il sito si presenta come un accozzaglia di
>>> una 70-ina di documenti stesi con dilettantistica allegria, ma alla
>>> fine pensiamo che il Juke Box <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-
>>> salvario#h.1pb8tatv54df>utilmente metta la toppa su molti difetti. I
>>> nostri allievi sono così contenti del lavoro fatto collettivamente,
>>> che spontaneamente si radunano periodicamente al bar per discutere
>>> magari su cosa sia l’entropia, o che relazione ci sia tra Shannon,
>>> Leopardi e Borges, e non le nascondo che io vado fierissimo di questo
>>> risultato perché lo considero utile, anzi utilissimo, molto più dei
>>> driver per i sistemi operativi Olivetti che ho progettato da giovane.
>>> Gli insegniamo che usare il linguaggio naturale non significa parlare
>>> con uno psichiatra, un medico o un amico, ma piuttosto con una
>>> chiromante che li compiace sempre per estirpare loro informazioni. E
>>> gli spieghiamo che il rimedio è molto semplice, è quello della nonna
>>> che raccomandava alla nipote adoloscente di non parlare dei fatti
>>> personali o di famiglia con gli estranei, oppure quello della saggezza
>>> popolare, dei proverbi: ‘il culo e le palanche non si fanno mai
>>> vedere’ dicono ad esempio a Genova.
>>>
>>
>> chiarissimo. e, ribadisco: mi è piaciuto l'approccio. molto.
>>
>> fra l'altro, si può insegnare l'ingegneria sociale anche senza
>> computer. l'arte di manipolare le persone. Come si dice: l'essere umano
>> è l'anello debole, più facile craccare un umano che un computer. basta
>> chiedergli la password ("presto, ti hanno hackerato il conto corrente!
>> cambia la password, comincia a scrivere quella vecchia...")
>>
>> il rischio concreto del vostro approccio è questo: siccome i sistemi
>> tipo GPT sono studiati da fior fiori di manipolatori, i migliori al
>> mondo, "resistere" davvero, tanto più da soli, è impossibile, o molto,
>> molto difficile, specialmente per persone che non hanno altre
>> esperienze (molto giovani), o gruppi di pari affini in grado di
>> sostenerli. e rischia di creare la falsa impressione che "dipende da
>> noi", (sottinteso: consumatori inesperti). perciò "caderci" può
>> provocare vergogna nelle persone, che si sentono "non all'altezza". lo
>> dico da formatore ed educatore: spesso gli adulti dicono "metti via
>> quel telefono!", come se fosse solo una questione di volontà
>> individuale.
>>
>> è come con i social media di massa. le slot machines. sono sistemi
>> progettati per sfruttare i meccanismi ormonali umani, in particolare il
>> sistema dopaminergico, sviluppando auto-abuso. Perciò non dipende solo
>> da noi. Il rimedio "non parlare degli affari tuoi" funziona, ma solo
>> fino a quando a) il sistema non "evolve" diventando ancora più tossico
>> e b) la persona/gruppo ha risorse psico-socio-cognitive per "fare
>> altro", o "in un altro modo", senza soccombere all'interazione tossica.
>>
>> per me perciò il rimedio è: lascia stare, fai altro. perché devi fare
>> quello che fanno tutti? ti piace veramente giocare con un
>> confeziona-testi o quello che è? OK. puoi fartelo sul tuo computer.
>> potete mettervi insieme con gli amici e farvi una versione vostra. non
>> sarà potente come quella là, non sarà completamente autonoma (training,
>> ecc. ecc.), però sarà più vostra.
>>
>> dopotutto è un gioco, no? allora giochiamo. giochiamo un gioco il più
>> possibile nostro.
>>
>>> Ora il problema è questo: lei crede che saremmo riusciti a realizzare
>>> tutto ciò senza Google Sites, Cloud etc (usiamo però anche Canva)? Da
>>> giovane c’era il Vietnam, e le lascio immaginare per quale parte
>>> battesse il mio cuore. Torniamo per un momento nella giungla
>>> vietnamita, e supponiamo che un Charlie trovi per terra un fucile M16.
>>> Dovrebbe rinunciare al suo uso perché prodotto negli USA, o è meglio
>>> che impari ad usarlo consapevolmente per raggiungere il suo obiettivo
>>> politico?
>>>
>>
>> certamente sì, sareste riusciti a farlo altrimenti. è assolutamente
>> possibile. azzardo: avete scelto quello che avevate a disposizione e
>> che è socialmente più accettato. nel vostro gruppo evidentemente non ci
>> sono le competenze per farlo altrimenti (o magari non si manifestano?),
>> ma, sì: è possibile fare diversamente.
>>
>> uno dei miei mestieri è accompagnare associazioni, cooperative,
>> aziende, gruppi di ricerca ecc in percorsi di transizione verso
>> tecnologie appropriate. mi permetterò di scriverle in privato quello
>> che suggerirei in una consulenza ai nostri clienti rispetto a cloud
>> privati ecc.
>>
>> per questo suggerivo di provare altro. si può! e non è una questione di
>> costi economici, ma di costi cognitivo-comportamentali e
>> psico-socio-culturali. Le persone sono intossicate dalle BigTech. la
>> funzionalità è una scusa: più si fa ricorso a un sistema, più quel
>> sistema diventa "naturale", e qualsiasi altro sistema risulterà: più
>> faticoso, noioso, disfuzionale. creando oltretutto fazioni del "meno
>> peggio" (Windows vs OSX; ecc.)
>>
>> ci è capitato che gruppi di ricerca accademici considerassero GMeet
>> "non funzionante": erano abituati a Zoom; viceversa, altri gruppi
>> ritengono Zoom "rotto": sono abituati a GMeet (o Teams, o altro).
>>
>> certamente ci vuole un po' più di fatica, almeno inizialmente. è come
>> coltivarsi le verdure da sé, o meglio: è come selezionare produttori di
>> fiducia. Però la soddisfazione è tutt'altra. Il percorso è parte
>> integrante del risultato.
>>
>> il ragionamento sui mezzi è condivisibile, cioè, traduco a modo mio: se
>> hai la pancia vuota, mangi quello che trovi, anche la robaccia di
>> mcdonald, con buona pace del bio, della filiera corta, delle sofferenze
>> animali, ecc. ma "così fan tutti" non è una buona scusa per ingozzarsi
>> con i prodotti di una multinazionale tossica. Google lo è: non paga le
>> tasse, è monopolista, porta avanti un'agenda politica reazionaria,
>> inquina e consuma in maniera devastante, è parte del complesso
>> militare-industriale e spaccia i suoi prodotti "aggratis" a partire
>> dalle scuole. collabora con i servizi di mezzo mondo (quelli che se lo
>> possono permettere), regimi autoritari compresi, per schedare in
>> maniera continuativa la popolazione. vent'anni fa abbiamo contribuito a
>> diffondere lo slogan: "se è gratis, la merce sei tu". è ancora vero.
>>
>> la libertà non è gratuita
>>
>> quanto alla metafora dell'arma, non mi convince. un fucile, è tale
>> anche in un unico esemplare o comunque separato dal sistema industriale
>> (potrebbe essere anche artigianale, un pezzo unico non in serie: rimane
>> cmq un'arma) che lo produce. è un utensile, diciamo. uno "strumento".
>> può portarlo con sé. come un coltello, un badile, un martello (vi sono
>> differenze, ma non stiamo a sottilizzare). invece, tecniche
>> informatiche complesse, per le quali è necessaria un'infrastruttura
>> ingegneristica estremamente complessa, connesse in rete come Google
>> Sites, Cloud, Canva, NON sono utensili o strumenti. sono macchine
>> cibernetiche con retroazioni, integrate nelle società umane, che
>> "funzionano" per via della loro scala, della reticolarità, diffusione,
>> del sistema ingegneristico, ecc.
>>
>> Google Sites non è un "esemplare" riproducibile come un fucile. cmq,
>> non è così rilevante, importa solo sottolineare che il paragone non
>> regge a un'analisi del funzionamento di quel sistema tecnico. non è una
>> sottigliezza accademica.
>>
>> in pratica:
>>
>> - esistono server/servizi indipendenti in Europa e non solo che offrono
>> spazio web per siti. e molto altro. indipendenti: liberi, non gratuiti.
>> - esistono server/servizi basati in Europa, GDPR compliant, alimentati
>> a energia rinnovabile, con software libero, ecc. sul mercato. anche
>> questi non sono gratuiti. ma, almeno, lo scambio è chiaro: servizio per
>> denaro, con certe regole, legali in Europa (Google non le rispetta).
>>
>>>
>>> Mentre da giovane contribuivo, con tutti i miei limiti, allo sviluppo
>>> degli OS Olivetti (con il mio maestro Sandro Osnaghi) nasceva Internet
>>> e si discuteva molto di protocolli, architetture client server e
>>> sistemi di sviluppo software. Eravamo tutti entusiasti e sulla base
>>> del nostro orientamento politico, eravamo tutti convinti di aver
>>> trovato il modo, tra software libero, architetture P2P e Pirate Bay,
>>> di aver trovato la ricetta di un mondo migliore. Amaramente il
>>> software libero e l’architettura che dovevano consentire accesso e
>>> controllo a tutti sono stati tra gli strumenti con cui le Big Tech si
>>> sono impossessate del mondo, mentre i protocolli P2P di Pirate Bay
>>> sono serviti a fare criptovalute. Io sono giunto all’amara conclusione
>>> (del tutto personale ovviamente) che il free software e l'architettura
>>> di Internet siano figli di una casta di utopici intellettuali che li
>>> hanno pensati in funzione dei loro profili sociali e delle esigenze
>>> di sviluppo dei loro prodotti e delle loro forme di comunicazione. Una
>>> volta esportati nel mondo della gente normale, usciti dall'ambiente
>>> protetto della casta accademica, queste invenzioni hanno prodotto il
>>> più grande accumulo di capitale e potere della storia dell'umanità e
>>> stanno minacciando seriamente la democrazia. E’ stato commesso il più
>>> grande degli errori progettuali, la raccolta sbagliata dei requisiti
>>> utente, grazie a una concezione profondamente auto-referenziale su
>>> cosa sia l'umanità. Questi signori sono vissuti in un mondo in cui la
>>> cosa più importante erano le citazioni, e non il trovare da mangiare,
>>> e questo li ha fatto vigorosamente deragliare dal binario del bene
>>> collettivo. Hanno guardato il dito e non hanno visto la luna. E' già
>>> successo con la ricerca di base in fisica, capita di nuovo con
>>> l'informazione: forse peggio, perché non c'è il botto di una bomba
>>> come efficace e persuasivo avvertimento.
>>>
>>
>> qui c'è tanto di personale, e capisco la delusione. in parte la
>> condivido. però non condivido la deduzione: internet > accumulo
>> capitalista. le istituzioni umane si fanno e disfanno, sempre
>> evolvendosi; non discendono automaticamente da una certa tecnica.
>> Sarebbe determinismo tecnico: data la tecnica X, ne discende la società
>> Y. La democrazia non è per sempre: è esistita molte volte nel corso
>> della (prei)storia, anche ben prima della democrazia (schiavista e
>> sessista) dell'Atene di Pericle; e finché ci saranno persone disposte a
>> darsi da fare, esisterà. nonostante tutto.
>>
>> cmq, ci sono anche persone che continuano nonostante tutto a far
>> diversamente, sul digitale e sulle tecnologie in particolare.
>> per esempio a Torino, come in tante altre città italiane, avete LUG
>> (Linux User Group), hacklab
>>
>> https://lugmap.linux.it/piemonte/
>>
>> non sono figli di una casta di utopici intellettuali: lavorano sul
>> territorio, che è locale, ma è anche l'Internet.
>>
>> non ho mai chiesto la genealogia, lo ammetto - e cmq ben vengano pure
>> quelli upper class, tutto fa brodo, se imparano a sporcarsi le mani nel
>> mondo reale. non è che i proletari son per forza buoni, anzi... spesso
>> agiscono contro i propri interessi; per (comprensibile) odio di classe?
>> negli USA e non solo.
>>
>>> E io dovrei sentirmi colpevole perché insegno ai pensionati a
>>> costruire siti con Google Site?
>>>
>>>
>>
>> colpevole no, perché il senso di colpa deriva dalla cultura cattolica;
>> non so dire nel suo caso, ma in genere è così, almeno in Italia;
>>
>> il fatto è che da noi, che di mestiere facciamo gli hacker (cioè in
>> pratica quello che avete fatto voi: ingegnarci per trovare modi
>> divertenti per fare cose insieme: curiosità, metterci le mani,
>> condividere), sempre più spesso arrivano persone che ci chiedono
>> l'assoluzione, per comportamenti percepiti come sbagliati, ma, dicono
>> "inevitabili"
>>
>> "usiamo WhatsApp per coordinare il
>> collettivo-associazione-vattelapesca. lo so che lo usano anche per
>> bombardare i palestinesi a Gaza, ma che ci posso fare? è per una buona
>> causa!"
>>
>> "a scuola il dirigente ha fatto un accordo per GSuite, che ci posso
>> fare?"
>>
>> "all'università hanno fatto un contratto con Microsoft, che ci posso
>> fare?"
>>
>> "in azienda si fanno i corsi per l'IA, abbiamo Claude / GPT quello che
>> è, non costa poi tanto: che ci posso fare?"
>>
>> "devo sentirmi in colpa?"
>>
>> ego te absolvo. vai in pace...
>>
>> peccato che non faccio il prete!
>>
>> la nostra risposta è: cerco di non usarlo. dico agli altri che fa male.
>> al corpo, alla mente, all'ambiente, a chiunque. tutto qui. ogni scelta
>> conta.
>>
>> se poi non si può proprio farne a meno (può succedere), OK. non
>> assolviamo, ma neanche condanniamo, o proibiamo. ci penseranno quelli
>> interessati alla purezza, e non ne faccio parte.
>>
>> non conta nulla?
>>
>> non conta... ad esempio, non conta evitare di contribuire allo scempio
>> dell'allevamento industriale? adottare una dieta diversa? mah, se
>> guardiamo al macro, nessuna scelta "serve" a nulla. ma questo è
>> benaltrismo. Siccome siamo stati delusi dalle promesse dell'Internet
>> terra promessa delle libertà, allora Google va bene, perché i problemi
>> sono "ben altri"? mmm. anche no. perché se guardiamo alla vita delle
>> persone, ogni scelta di diserzione dal "così fan tutti", ogni scelta di
>> autonomia è un granello negli ingranaggi delle Megamacchine del
>> dominio. un po' di potere in più per le persone per crescere, autonome
>> e libere, insieme.
>>
>> è l'educazione che può fare le persone libere
>>
>> perciò: bel lavoro! potete anche migliorare, se volete. anche
>> cominciando una transizione verso sistemi più appropriati. ci saranno
>> delle rinunce da fare, ogni disintossicazione comporta delle rinunce.
>> ma si può fare, certo. ed è molto divertente!
>>
>> People Have the Power :D
>>
>> k.
>>
>>>
>>> Il giorno dom 5 lug 2026 alle ore 13:19 karlessi via nexa
>>> <nexa@server- nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> ha
>>> scritto:
>>>
>>>
>>> Buongiorno,
>>>
>>> ho letto con interesse il preprint del testo di D. Tafani (grazie
>>> per la
>>> condivisione) e le critiche espresse da F. Marra (grazie per lo
>>> sforzo
>>> di sintesi)
>>>
>>> alcune considerazioni
>>>
>>> # scientificità e no
>>>
>>> nel documento
>>> https://docs.google.com/document/
>>> d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRAIXXo/edit?tab=t.0
>>> <https://docs.google.com/document/
>>> d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRAIXXo/edit?tab=t.0>
>>> paragrafo 2.
>>>
>>> "Un altro limite [TAGLIO] è l'assenza di un metodo comparativo
>>> rigoroso.
>>> [TAGLIO] non è scientificamente sufficiente."
>>>
>>> la Scienza è una forma di Narrazione sofisticata, a livello
>>> pubblico e
>>> comunicativo senz'altro. Le scienze, e le ricerche scientifiche,
>>> sono
>>> sempre ideologicamente e/o filosoficamente orientate, soprattutto
>>> quando
>>> si dichiarano neutre, neutrali, ed esclusivamente "scientifiche".
>>> A me
>>> piace Feyerabend, una mia brevissima riflessione in merito
>>> https://centroriformastato.it/la-letizia-del-dilettantismo-
>>> avvocature-e-tecnologie/
>>> <https://centroriformastato.it/la-letizia-
>>> del-dilettantismo-avvocature-e-tecnologie/>
>>>
>>> Ne deriva che in ogni proposta "scientifica" è insito un
>>> presupposto
>>> ideologico/filosofico, non di rado inconfessato o addirittura
>>> inconscio.
>>> Nel caso della critica di F. Marra, ad esempio "dobbiamo chiederci
>>> se il
>>> sistema umano, con le stesse risorse investite, otterrebbe
>>> risultati
>>> superiori o se l'IA rappresenti un miglioramento (anche se
>>> imperfetto)
>>> di un sistema pre-esistente già in crisi"
>>>
>>> il presupposto è la necessità di miglioramento. Cosa significa
>>> miglioramento? Questione non retorica. I lungotermisti ritengono
>>> che
>>> sia
>>> "meglio" sterminare qualche miliardo di umani e altre forme di
>>> vita per
>>> garantire la sopravvivenza a lungo termine della specie umana. Es.
>>> (questi sono i "moderati...")
>>> https://www.centreforeffectivealtruism.org/longtermism <https://
>>> www.centreforeffectivealtruism.org/longtermism> Ci credono
>>> davvero? Non saprei, in ogni caso non vedo la differenza con
>>> narrative
>>> escatologiche più esplicitamente religiose (chiliasti vari). Ci
>>> interessa perché molti dei megamiliardari che spingono la
>>> narrativa IA
>>> attuale esprimono posizioni lungotermiste. Peter Thiel (che con la
>>> narrativa IA guadagna un sacco di soldi facendo controllare,
>>> monitorare
>>> ed eventualmente ammazzare un sacco di gente, perlopiù poveri e
>>> non-bianchi, grazie a Palantir) ci aggiunge molte altre altre
>>> posizioni
>>> ultra-reazionarie: i maschi bianchi (specialmente sudafricani
>>> eredi del
>>> razzistissimo apartheid) sono minacciati! con Musk, Andreeseen,
>>> Levchin,
>>> Sacks, Botha, ecc. si intendono alla grande dai tempi della
>>> PayPal
>>> mafia e ora sono ai vertici della catena di comando USA, vedi
>>> https://observer.com/2025/10/paypal-cofounders-today/ <https://
>>> observer.com/2025/10/paypal-cofounders-today/> (PayPal: un
>>> progetto POLITICO ispirato alle teorie di "von" Hayek). una delle
>>> posizioni di Musk (mito del genio, appunto): i maschi bianchi
>>> hanno il
>>> dovere morale di riprodursi ingravidando femmine "geneticamente
>>> perfette" alla ricerca della "razza perfetta" (eugenetismo di
>>> stampo
>>> nazista); e contemporaneamente, aggiungerebbe Thiel, il dovere di
>>> sterminare chi li minaccia (i non bianchi, le donne, i poveri),
>>> per
>>> evitare l'avvento dell'Anticristo, ecc ecc. (immagino l'abbia
>>> ripetuto
>>> anche recentemente a Roma, ospite della fondazione Gioberti)
>>>
>>> scientifico? per nulla. ma queste ideologie stanno dietro all'IA
>>> oggi.
>>> magari Altman (lungotermista dichiarato) e Amodei possono passare
>>> per
>>> liberali: ma è marketing; e solo a confronto di Musk e Thiel...
>>>
>>> c'è un sottile crinale fra "ciascuno si faccia la sua idea,
>>> democraticamente, ma scientificamente" ed "esploriamo le
>>> narrazioni
>>> tossiche da un punto di vista dichiarato"
>>>
>>> a me pare che il libro di D. Tafani si muova sulla seconda
>>> traccia.
>>> L'assunto è chiaro: l'IA è un progetto reazionario, propala dei
>>> miti
>>> spacciandoli per verità "scientifiche" e fatti inconfutabili.
>>> (preferisco narrazioni a miti; troppo lungo da spiegare perché:
>>> rimando
>>> a M. Detienne, Noi e i greci, Cortina, 2007)
>>>
>>> non è scientifico? forse no, se scientifico è ciò che avviene in
>>> un
>>> laboratorio finanziato da una multinazionale e sottoposto da
>>> rigidi
>>> protocolli di non divulgazione... per poi saltar fuori che
>>> "Mythos" (un
>>> mito!!!) è troppo pericoloso e quindi non si può rivelare. Parola
>>> di
>>> Anthropic!
>>>
>>> ma è proprio questa "non scientificità", se vogliamo chiamarla
>>> così, la
>>> forza di un'analisi del genere.
>>>
>>> ognuno dei dieci miti individuati e raccontati da D. Tafani
>>> potrebbe
>>> fungere da base per formazioni sulla narrativa dell'IA.
>>> riconoscere il
>>> ricorso a questi miti nella propria esperienza quotidiana, in
>>> particolare da parte dei media e delle figure di riferimento
>>> (politici,
>>> dirigenti, insegnanti, genitori...) sarebbe utile per aumentare la
>>> consapevolezza di grandi e piccini, e quindi la possibilità di
>>> agire
>>> diversamente.
>>>
>>> # free != open
>>>
>>> le parole sono cruciali. non per i vettori di compressione delle
>>> pretese
>>> IA, ma per gli umani sì. oltre vent'anni fa scrivemmo un libretto
>>> in
>>> merito, nella sostanza rimane valido, mutatis mutandis, mi pare:
>>> https://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186 <https://
>>> www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186> negli
>>> approfondimenti è disponibile il libro intero, licenza BY-NC-SA
>>> (non è
>>> "libera" secondo la FSF... francamente sarei per il no copyright,
>>> cmq
>>> non condivido la libertà di commercio sul lavoro altrui, perciò se
>>> chi
>>> ne sa di più può spiegarmi, grazie!)
>>>
>>> # metafore
>>>
>>> abbiamo bisogno di metafore per comprendere, e comprenderci; ma le
>>> metafore rimangono metafore
>>>
>>> l'IA è una metafora, ed è una metafora tossica. Chi lavora nel
>>> settore
>>> di "automazioni meravigliose" non parla mai di IA (se non con i
>>> giornalisti, o per scrivere libri di filosofia, o di divulgazione,
>>> ma
>>> "da scienziato" e quindi... inconfutabili??? Cristianini è fra
>>> questi,
>>> purtroppo), ma di LLM, CNN, vettori, transformer, ecc ecc (e
>>> spesso
>>> pure
>>> queste sigle sono metafore!). Catene di metafore fanno allegorie.
>>>
>>> # mezzi e fini
>>>
>>> i mezzi dovrebbero giustificare i fini, non l'opposto
>>>
>>> D. Tafani pubblica su zenodo.org <http://zenodo.org> , finché il
>>> CERN esisterà sarà
>>> garantito l'accesso, dai server del CERN in Svizzera. non è una
>>> scelta
>>> neutra: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta di campo,
>>> politica.
>>>
>>> F. Marra pubblica su Google. finché Google permetterà a quel
>>> documento
>>> di essere diffuso dai suoi server negli USA, sarà disponibile. lo
>>> stesso
>>> vale per Google Sites. e tanto più per NotebookLM, prodotto di
>>> Google.
>>> non sono scelte neutre: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta
>>> di
>>> campo, politica.
>>>
>>> siccome il progetto https://www.labpopia.it <https://
>>> www.labpopia.it> mi pare molto interessante,
>>> per riallineare mezzi e fini, suggerisco di passare a una
>>> piattaforma
>>> free software con server basati in Europa e alimentati con energia
>>> rinnovabile. ciò che non si può fare così IMHO non va fatto. sì, è
>>> più
>>> comodo usare Google: ma non è eticamente coerente con i fini
>>> dichiarati
>>> dal progetto.
>>>
>>> sono personalmente contrario ai divieti.
>>>
>>> ma, al livello di intossicazione attuale, purtroppo, mi pare che
>>> solo
>>> una legge che vieti tutte le BigTech possa portare effetti
>>> concreti
>>> immediati. come vietare il fumo nei locali pubblici... frattanto,
>>> le
>>> persone si comportano in maniera irresponsabile, e illegale. nei
>>> progetti europei si continuano a usare Google Microsoft ecc in
>>> barba a
>>> GDPR e dintorni, come nelle pubbliche amministrazioni, scuole e
>>> università: eppure le leggi ci sono.
>>>
>>> # tecnica e potere: disclaimer di posizione personale
>>>
>>> La tecnica è fonte di potere. La maniera più semplice per creare
>>> potere
>>> passa attraverso l'invenzione di tecniche e la messa a punto di
>>> tecnologie appropriate, altrettanti interventi per gestire,
>>> stabilizzare, condividere, mitigare e allontanare il comune
>>> destino,
>>> ovvero la morte: morte individuale, morte collettiva di
>>> determinati
>>> sistemi sociali, morte di persone e animali a noi cari, morte
>>> termica
>>> dell'universo.
>>>
>>> Prima di servire per fare meno fatica, prima di fungere da servi e
>>> schiavi degli umani, tecniche e tecnologie sono focus di
>>> attenzione
>>> condivisa, catalizzatori evolutivi, fonti di meraviglia.
>>> (metastabilità,
>>> metaxu, action outillée: cf. G. Simondon; F. Sigaut)
>>>
>>> Tecniche e tecnologie non sono tutte uguali; al contrario, sono
>>> tutte
>>> diverse. Ma vi sono due grandi stirpi, che promuovono diversi
>>> retaggi:
>>> tecniche/tecnologie del dominio (come l'IA attuale); tecniche/
>>> tecnologie
>>> conviviali. Le prime sono le più diffuse, in costante
>>> proliferazione.
>>> Queste tecniche e tecnologie sequestrano la capacità diffusa di
>>> influire
>>> e determinare le norme sociali a favore di ristretti gruppi
>>> sociali e
>>> masse di individui organizzati in gerarchie fisse. Dall'altra
>>> parte vi
>>> sono tecniche e tecnologie conviviali, inventate e messe a punto
>>> per
>>> diffondere il potere il più possibile presso il più gran numero,
>>> in
>>> modo
>>> che ogni essere umano possa influire e determinare le norme
>>> sociali.
>>>
>>> nella pratica, le cose non sono nette, certo. sono mescolate. a
>>> noi
>>> decidere cosa e come evolvere.
>>>
>>> buona giornata
>>>
>>> k.
>>>
>>> -- transizioni digitali sostenibili - https://eudema.net
>>> <https://
>>> eudema.net>
>>> pedagogia hacker - https://eleuthera.it/ph
>>> <https://eleuthera.it/ph>
>>> https://circex.org <https://circex.org>
>>> tecnologie conviviali - https://eleuthera.it/tc <https://
>>> eleuthera.it/tc>
>>>
>>> _______________________________________________
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>>> hyperkitty/list/nexa(a)server-nexa.polito.it/message/
>>> XUR4JNCUG7J5KE27F53QGFZALPDN4ODT/>
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July 5, 2026
Re: Libro
by Maria Chiara Pievatolo
On 7/5/26 18:55, Giuseppe Attardi via nexa wrote:
>
> Per trovare le differenze, bisogna rifarsi a differenze di intenti morali (parola assente nella definizione https://www.gnu.org/philosophy/free-sw.html) o di intenti pratici (efficienza tecnica, ma dove sta scritto?).
Quando abbiamo contestato, da studiosi di scienze umane e sociali, l'uso
di spyware proprietario, quale M$ Teams, per la didattica on-line, in
nome della libertà dell'insegnamento e della privacy di docenti e
studenti, ci hanno risposto che non dovevamo mettere bocca in questioni
pragmatiche - essendo l'intento morale, ora mi è finalmente chiaro, una
sofisticheria del tutto trascurabile.
Buon proseguimento.
MCP
July 5, 2026
intelligenza
by valerio
ciao,
sono da poco in questa ML, spero di non sconvolgere nessuno...
l'intelligenza artificiale non è un termine usabile in quanto è
definibile solo per esseri senzienti, con un po' di periferiche (occhi,
bocca, orecchi...) ed una buona coscienza di sé ed anche una certa
indipendenza.
un computer potente (questo è quello che definiscono IA) puoi definirlo
in tanti modi, ma non intelligenza, il resto è comunque uno scimmiottare
gli esseri senzienti, niente di originale...
valerio
July 5, 2026
Re: Libro
by Franco Marra
La ringrazio per le sue belle parole che trovo molto incoraggianti. Mi sono
dimenticato di dire che siamo attivi anche presso la Società Operaia di
Mutuo soccorso per ambo i sessi Edmondo de Amicis dove di solito
concludiamo i nostri incontri con le mitiche acciughe al verde di Giovanni.
Per i resto ha assolutamente ragione: uno dei punti è che nei 15GB gratuiti
di Google ci stanno benissimo i 2GB del sito e quindi non dobbiamo
preoccuparci dell’hosting. L’altro punto è che con Sites la memorizzazione
di contenuti in cloud coincide automaticamente con la pubblicazione degli
stessi sul sito. Attività che altrimenti richiederebbe un’attività di
amministrazione che non possiamo permetterci. E’ il vantaggio di un
ecosistema integrato. Certo l’educazione a servizi liberi sarebbe (per noi)
di grande interesse e per gli allievi avrebbe un’importante valore
educativo. Però penso che gli interessi degli allievi vadano intercettati
in prima battuta sui contenuti, e solo in seconda sugli strumenti, per i
quali al momento temo sarebbero poco interessati. Non siamo un’università,
siamo un cosa che alla fine, tenendo conto della età mia e degli volontari,
non so quanto durerà. Se ci fossero dei giovani sarebbe un’altra cosa, ma
non ci sono.
Grazie ancora delle sue belle parole
Il giorno dom 5 lug 2026 alle 19:35 karlessi <karlessi(a)eudema.net> ha
scritto:
>
>
> Il 05/07/26 15:48, Franco Marra ha scritto:
> > Risponderò brevemente, per quello che riesco, al suo interessantissimo
> > contributo. Ma prima provo a qualificare il contesto. Io non sono un
> > ricercatore lanciato nell’agone accademico, ma, ahimè, un pensionato di
> > 79 anni, con qualche esperienza informatica, che insieme a una banda di
> > una dozzina di altri pensionati con età media credo sui 74 anni, del
> > tutto digiuni di IA e appena appena familiari con il cloud, e una cara
> > ex-collega molto brava, ho messo su un corso e una serie di eventi sul
> > tema Intelligenza Artificiale. Questo grazie allo SPI-CGIL, da
> > volontario, in quella magnifica struttura che è la Casa del Quartiere
> > <https://www.casadelquartiere.it/>di San Salvario a Torino. Un centro
> > nato dalla visione di poche geniali persone (io non sono tra queste, ma
> > mi avvalgo dei loro risultati) per fare socialità in uno dei quartieri
> > più difficili di Torino e per svolgere quelle funzioni a cui la Pubblica
> > Amministrazione e le forze politiche tradizionali spesso nei fatti
> abdicano.
> >
> >
>
> triste, ma bello. triste l'abdicazione, bello che persone di buona
> volontà sopperiscano.
>
> è sempre l'autogestione dal basso che fa la differenza. poi arrivano le
> "autorità" e la chiamano "resilienza delle comunità". Un esempio di
> appropriazione culturale del lavoro dal basso da parte delle élite.
> quelle funzioni, prima che esistesse la PA, venivano già svolte. ad
> esempio le SOMS (Società Operaie di Mutuo Soccorso) esistevano prima
> dello stato sociale, e non a caso il fascismo le ha messe fuorilegge.
>
> quindi, il vostro lavoro è fondamentale, nel senso del fondamento del
> vivere insieme.
>
> non penso sia in alcun modo in contraddizione con il lavoro di D. Tafani
> che, da una prospettiva specifica e contestuale, propone un'analisi dei
> miti dell'IA. da accademica, certo. ci sono accademici e accademici, non
> facciamo di tutta l'erba un fascio.
>
> > Abbiamo fatto questa cosa, io e la mia ex-collega, con grandissima
> > allegria e anche, mi permetto di dire, con un certo successo <https://
> > www.labpopia.it/i-nostri-concerti>(AI Week, qualche biblioteca anche
> > fuori Torino, la Camera del Lavoro etc), aiutati, lo confesso, da
> > qualche accademico <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-
> > salvario#h.xz26f63blju4>che sembra apprezzare l’idea e che a me
> > personalmente ha dato molto. Mi sembra che tutto questo sia stato fatto
> > esattamente con la letizia del dilettantismo, concetto che ho assai
> > apprezzato nell’articolo di Carlo Milani da lei citato, e che ho trovato
> > risuonare molto nelle mie corde. Io ho esitato molto a pubblicare il mio
>
> bello! l'allegria oltre al successo, mi fa piacere. mi fa piacere anche
> che le risuoni il pezzetto. non se ne abbia a male, Carlo Milani sono
> io. non è un vezzo: è che di Carlo Milani ce ne sono diversi, e il nome
> anagrafico non ce lo scegliamo noi. invece di karlessi ce n'è uno solo,
> e me lo sono scelto io, insieme alle persone che mi sono affini. è un
> nickname, tipico nel mondo dell'hacking. serve per rendersi riconoscibili.
>
> > contributo su Nexa, proprio perché mi sento un dilettante (allegro) di
> > fronte a tanta scienza (seria). Sono stato ripreso, e giustamente,
> > perché con allegro dilettantismo ho usato un termine al posto di un
> > altro, ma ho prontamente modificato il mio documento riconoscendo la
> > grave superficialità e ringraziando chi ha dottamente elencato motivi e
> > differenze (che conoscevo ma che avevo trascurato). Verificando però
> > che, alla fine, il senso non cambiava perchè ci si era espressi a un
> > livello di astrazione tale in cui non poteva cambiare la dominante
> > semantica del vettore. Pazienza se la cosa non è stata notata.
> >
> >
>
> ogni persona ha le sue vulnerabilità. a me la confusione fra open e free
> punge sul vivo e, ammetto, a volte a sproposito. ma non mi pare questo
> il caso. il mio appunto era sul rapporto mezzi-fini.
>
> e poi dilettante non vuol mica dire trascurato, anzi. son quelle persone
> che vanno a fare le pulci agli esperti, e fanno bene :D
>
> consideri che non sono un accademico, per quanto ci abbia a che fare,
> con l'accademia, di solito per svolgere insieme a colleghe e colleghi il
> lavoro che i centri di ricerca non sono in grado di svolgere dopo aver
> vinto qualche finanziamento.
>
> rispetto agli anni Novanta, quando ci andavo da studente, l'università è
> molto più precaria, povera, infiltrata dalle multinazionali; ma anche
> meno baronale. in Italia e non solo continua a selezionare
> pervicacemente l'obbedienza alla gerarchia, ma ci sono delle eccezioni
> notevoli, come in ogni istituzione a tendenza autoritaria. e vanno
> riconosciute.
>
> > Vedo che ha dato un’occhiata al sito, e questo mi onora: avrà notato che
> > l’idea generale è quella di aumentare la consapevolezza di uso, aprendo
> > il cofano <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-
> > salvario#h.swz8yrbr2w9j>della IA (siamo convinti che tutto possa essere
> > spiegato), di una categoria di persone talvolta fragile: Ci siamo anche
> > inventati la metafora della Chiromante Stocastica <https://
> > www.labpopia.it/come-si-usa/uso-consapevole#h.9igg9c1ilsvn>, evoluzione
> > del ben noto pappagallo, e che forse la dottoressa Tafani potrebbe
> > apprezzare. Certo, il sito si presenta come un accozzaglia di una 70-ina
> > di documenti stesi con dilettantistica allegria, ma alla fine pensiamo
> > che il Juke Box <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-
> > salvario#h.1pb8tatv54df>utilmente metta la toppa su molti difetti. I
> > nostri allievi sono così contenti del lavoro fatto collettivamente, che
> > spontaneamente si radunano periodicamente al bar per discutere magari su
> > cosa sia l’entropia, o che relazione ci sia tra Shannon, Leopardi e
> > Borges, e non le nascondo che io vado fierissimo di questo risultato
> > perché lo considero utile, anzi utilissimo, molto più dei driver per i
> > sistemi operativi Olivetti che ho progettato da giovane. Gli insegniamo
> > che usare il linguaggio naturale non significa parlare con uno
> > psichiatra, un medico o un amico, ma piuttosto con una chiromante che li
> > compiace sempre per estirpare loro informazioni. E gli spieghiamo che il
> > rimedio è molto semplice, è quello della nonna che raccomandava alla
> > nipote adoloscente di non parlare dei fatti personali o di famiglia con
> > gli estranei, oppure quello della saggezza popolare, dei proverbi: ‘il
> > culo e le palanche non si fanno mai vedere’ dicono ad esempio a Genova.
> >
>
> chiarissimo. e, ribadisco: mi è piaciuto l'approccio. molto.
>
> fra l'altro, si può insegnare l'ingegneria sociale anche senza computer.
> l'arte di manipolare le persone. Come si dice: l'essere umano è l'anello
> debole, più facile craccare un umano che un computer. basta chiedergli
> la password ("presto, ti hanno hackerato il conto corrente! cambia la
> password, comincia a scrivere quella vecchia...")
>
> il rischio concreto del vostro approccio è questo: siccome i sistemi
> tipo GPT sono studiati da fior fiori di manipolatori, i migliori al
> mondo, "resistere" davvero, tanto più da soli, è impossibile, o molto,
> molto difficile, specialmente per persone che non hanno altre esperienze
> (molto giovani), o gruppi di pari affini in grado di sostenerli. e
> rischia di creare la falsa impressione che "dipende da noi",
> (sottinteso: consumatori inesperti). perciò "caderci" può provocare
> vergogna nelle persone, che si sentono "non all'altezza". lo dico da
> formatore ed educatore: spesso gli adulti dicono "metti via quel
> telefono!", come se fosse solo una questione di volontà individuale.
>
> è come con i social media di massa. le slot machines. sono sistemi
> progettati per sfruttare i meccanismi ormonali umani, in particolare il
> sistema dopaminergico, sviluppando auto-abuso. Perciò non dipende solo
> da noi. Il rimedio "non parlare degli affari tuoi" funziona, ma solo
> fino a quando a) il sistema non "evolve" diventando ancora più tossico e
> b) la persona/gruppo ha risorse psico-socio-cognitive per "fare altro",
> o "in un altro modo", senza soccombere all'interazione tossica.
>
> per me perciò il rimedio è: lascia stare, fai altro. perché devi fare
> quello che fanno tutti? ti piace veramente giocare con un
> confeziona-testi o quello che è? OK. puoi fartelo sul tuo computer.
> potete mettervi insieme con gli amici e farvi una versione vostra. non
> sarà potente come quella là, non sarà completamente autonoma (training,
> ecc. ecc.), però sarà più vostra.
>
> dopotutto è un gioco, no? allora giochiamo. giochiamo un gioco il più
> possibile nostro.
>
> > Ora il problema è questo: lei crede che saremmo riusciti a realizzare
> > tutto ciò senza Google Sites, Cloud etc (usiamo però anche Canva)? Da
> > giovane c’era il Vietnam, e le lascio immaginare per quale parte
> > battesse il mio cuore. Torniamo per un momento nella giungla vietnamita,
> > e supponiamo che un Charlie trovi per terra un fucile M16. Dovrebbe
> > rinunciare al suo uso perché prodotto negli USA, o è meglio che impari
> > ad usarlo consapevolmente per raggiungere il suo obiettivo politico?
> >
>
> certamente sì, sareste riusciti a farlo altrimenti. è assolutamente
> possibile. azzardo: avete scelto quello che avevate a disposizione e che
> è socialmente più accettato. nel vostro gruppo evidentemente non ci sono
> le competenze per farlo altrimenti (o magari non si manifestano?), ma,
> sì: è possibile fare diversamente.
>
> uno dei miei mestieri è accompagnare associazioni, cooperative, aziende,
> gruppi di ricerca ecc in percorsi di transizione verso tecnologie
> appropriate. mi permetterò di scriverle in privato quello che suggerirei
> in una consulenza ai nostri clienti rispetto a cloud privati ecc.
>
> per questo suggerivo di provare altro. si può! e non è una questione di
> costi economici, ma di costi cognitivo-comportamentali e
> psico-socio-culturali. Le persone sono intossicate dalle BigTech. la
> funzionalità è una scusa: più si fa ricorso a un sistema, più quel
> sistema diventa "naturale", e qualsiasi altro sistema risulterà: più
> faticoso, noioso, disfuzionale. creando oltretutto fazioni del "meno
> peggio" (Windows vs OSX; ecc.)
>
> ci è capitato che gruppi di ricerca accademici considerassero GMeet "non
> funzionante": erano abituati a Zoom; viceversa, altri gruppi ritengono
> Zoom "rotto": sono abituati a GMeet (o Teams, o altro).
>
> certamente ci vuole un po' più di fatica, almeno inizialmente. è come
> coltivarsi le verdure da sé, o meglio: è come selezionare produttori di
> fiducia. Però la soddisfazione è tutt'altra. Il percorso è parte
> integrante del risultato.
>
> il ragionamento sui mezzi è condivisibile, cioè, traduco a modo mio: se
> hai la pancia vuota, mangi quello che trovi, anche la robaccia di
> mcdonald, con buona pace del bio, della filiera corta, delle sofferenze
> animali, ecc. ma "così fan tutti" non è una buona scusa per ingozzarsi
> con i prodotti di una multinazionale tossica. Google lo è: non paga le
> tasse, è monopolista, porta avanti un'agenda politica reazionaria,
> inquina e consuma in maniera devastante, è parte del complesso
> militare-industriale e spaccia i suoi prodotti "aggratis" a partire
> dalle scuole. collabora con i servizi di mezzo mondo (quelli che se lo
> possono permettere), regimi autoritari compresi, per schedare in maniera
> continuativa la popolazione. vent'anni fa abbiamo contribuito a
> diffondere lo slogan: "se è gratis, la merce sei tu". è ancora vero.
>
> la libertà non è gratuita
>
> quanto alla metafora dell'arma, non mi convince. un fucile, è tale anche
> in un unico esemplare o comunque separato dal sistema industriale
> (potrebbe essere anche artigianale, un pezzo unico non in serie: rimane
> cmq un'arma) che lo produce. è un utensile, diciamo. uno "strumento".
> può portarlo con sé. come un coltello, un badile, un martello (vi sono
> differenze, ma non stiamo a sottilizzare). invece, tecniche informatiche
> complesse, per le quali è necessaria un'infrastruttura ingegneristica
> estremamente complessa, connesse in rete come Google Sites, Cloud,
> Canva, NON sono utensili o strumenti. sono macchine cibernetiche con
> retroazioni, integrate nelle società umane, che "funzionano" per via
> della loro scala, della reticolarità, diffusione, del sistema
> ingegneristico, ecc.
>
> Google Sites non è un "esemplare" riproducibile come un fucile. cmq, non
> è così rilevante, importa solo sottolineare che il paragone non regge a
> un'analisi del funzionamento di quel sistema tecnico. non è una
> sottigliezza accademica.
>
> in pratica:
>
> - esistono server/servizi indipendenti in Europa e non solo che offrono
> spazio web per siti. e molto altro. indipendenti: liberi, non gratuiti.
> - esistono server/servizi basati in Europa, GDPR compliant, alimentati a
> energia rinnovabile, con software libero, ecc. sul mercato. anche questi
> non sono gratuiti. ma, almeno, lo scambio è chiaro: servizio per denaro,
> con certe regole, legali in Europa (Google non le rispetta).
>
> >
> > Mentre da giovane contribuivo, con tutti i miei limiti, allo sviluppo
> > degli OS Olivetti (con il mio maestro Sandro Osnaghi) nasceva Internet e
> > si discuteva molto di protocolli, architetture client server e sistemi
> > di sviluppo software. Eravamo tutti entusiasti e sulla base del nostro
> > orientamento politico, eravamo tutti convinti di aver trovato il modo,
> > tra software libero, architetture P2P e Pirate Bay, di aver trovato la
> > ricetta di un mondo migliore. Amaramente il software libero e
> > l’architettura che dovevano consentire accesso e controllo a tutti sono
> > stati tra gli strumenti con cui le Big Tech si sono impossessate del
> > mondo, mentre i protocolli P2P di Pirate Bay sono serviti a fare
> > criptovalute. Io sono giunto all’amara conclusione (del tutto personale
> > ovviamente) che il free software e l'architettura di Internet siano
> > figli di una casta di utopici intellettuali che li hanno pensati in
> > funzione dei loro profili sociali e delle esigenze di sviluppo dei loro
> > prodotti e delle loro forme di comunicazione. Una volta esportati nel
> > mondo della gente normale, usciti dall'ambiente protetto della casta
> > accademica, queste invenzioni hanno prodotto il più grande accumulo di
> > capitale e potere della storia dell'umanità e stanno minacciando
> > seriamente la democrazia. E’ stato commesso il più grande degli errori
> > progettuali, la raccolta sbagliata dei requisiti utente, grazie a una
> > concezione profondamente auto-referenziale su cosa sia l'umanità. Questi
> > signori sono vissuti in un mondo in cui la cosa più importante erano le
> > citazioni, e non il trovare da mangiare, e questo li ha fatto
> > vigorosamente deragliare dal binario del bene collettivo. Hanno guardato
> > il dito e non hanno visto la luna. E' già successo con la ricerca di
> > base in fisica, capita di nuovo con l'informazione: forse peggio, perché
> > non c'è il botto di una bomba come efficace e persuasivo avvertimento.
> >
>
> qui c'è tanto di personale, e capisco la delusione. in parte la
> condivido. però non condivido la deduzione: internet > accumulo
> capitalista. le istituzioni umane si fanno e disfanno, sempre
> evolvendosi; non discendono automaticamente da una certa tecnica.
> Sarebbe determinismo tecnico: data la tecnica X, ne discende la società
> Y. La democrazia non è per sempre: è esistita molte volte nel corso
> della (prei)storia, anche ben prima della democrazia (schiavista e
> sessista) dell'Atene di Pericle; e finché ci saranno persone disposte a
> darsi da fare, esisterà. nonostante tutto.
>
> cmq, ci sono anche persone che continuano nonostante tutto a far
> diversamente, sul digitale e sulle tecnologie in particolare.
> per esempio a Torino, come in tante altre città italiane, avete LUG
> (Linux User Group), hacklab
>
> https://lugmap.linux.it/piemonte/
>
> non sono figli di una casta di utopici intellettuali: lavorano sul
> territorio, che è locale, ma è anche l'Internet.
>
> non ho mai chiesto la genealogia, lo ammetto - e cmq ben vengano pure
> quelli upper class, tutto fa brodo, se imparano a sporcarsi le mani nel
> mondo reale. non è che i proletari son per forza buoni, anzi... spesso
> agiscono contro i propri interessi; per (comprensibile) odio di classe?
> negli USA e non solo.
>
> > E io dovrei sentirmi colpevole perché insegno ai pensionati a costruire
> > siti con Google Site?
> >
> >
>
> colpevole no, perché il senso di colpa deriva dalla cultura cattolica;
> non so dire nel suo caso, ma in genere è così, almeno in Italia;
>
> il fatto è che da noi, che di mestiere facciamo gli hacker (cioè in
> pratica quello che avete fatto voi: ingegnarci per trovare modi
> divertenti per fare cose insieme: curiosità, metterci le mani,
> condividere), sempre più spesso arrivano persone che ci chiedono
> l'assoluzione, per comportamenti percepiti come sbagliati, ma, dicono
> "inevitabili"
>
> "usiamo WhatsApp per coordinare il collettivo-associazione-vattelapesca.
> lo so che lo usano anche per bombardare i palestinesi a Gaza, ma che ci
> posso fare? è per una buona causa!"
>
> "a scuola il dirigente ha fatto un accordo per GSuite, che ci posso fare?"
>
> "all'università hanno fatto un contratto con Microsoft, che ci posso fare?"
>
> "in azienda si fanno i corsi per l'IA, abbiamo Claude / GPT quello che
> è, non costa poi tanto: che ci posso fare?"
>
> "devo sentirmi in colpa?"
>
> ego te absolvo. vai in pace...
>
> peccato che non faccio il prete!
>
> la nostra risposta è: cerco di non usarlo. dico agli altri che fa male.
> al corpo, alla mente, all'ambiente, a chiunque. tutto qui. ogni scelta
> conta.
>
> se poi non si può proprio farne a meno (può succedere), OK. non
> assolviamo, ma neanche condanniamo, o proibiamo. ci penseranno quelli
> interessati alla purezza, e non ne faccio parte.
>
> non conta nulla?
>
> non conta... ad esempio, non conta evitare di contribuire allo scempio
> dell'allevamento industriale? adottare una dieta diversa? mah, se
> guardiamo al macro, nessuna scelta "serve" a nulla. ma questo è
> benaltrismo. Siccome siamo stati delusi dalle promesse dell'Internet
> terra promessa delle libertà, allora Google va bene, perché i problemi
> sono "ben altri"? mmm. anche no. perché se guardiamo alla vita delle
> persone, ogni scelta di diserzione dal "così fan tutti", ogni scelta di
> autonomia è un granello negli ingranaggi delle Megamacchine del dominio.
> un po' di potere in più per le persone per crescere, autonome e libere,
> insieme.
>
> è l'educazione che può fare le persone libere
>
> perciò: bel lavoro! potete anche migliorare, se volete. anche
> cominciando una transizione verso sistemi più appropriati. ci saranno
> delle rinunce da fare, ogni disintossicazione comporta delle rinunce. ma
> si può fare, certo. ed è molto divertente!
>
> People Have the Power :D
>
> k.
>
> >
> > Il giorno dom 5 lug 2026 alle ore 13:19 karlessi via nexa <nexa@server-
> > nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> ha scritto:
> >
> >
> > Buongiorno,
> >
> > ho letto con interesse il preprint del testo di D. Tafani (grazie
> > per la
> > condivisione) e le critiche espresse da F. Marra (grazie per lo
> sforzo
> > di sintesi)
> >
> > alcune considerazioni
> >
> > # scientificità e no
> >
> > nel documento
> > https://docs.google.com/document/
> > d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRAIXXo/edit?tab=t.0
> > <https://docs.google.com/document/
> > d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRAIXXo/edit?tab=t.0>
> > paragrafo 2.
> >
> > "Un altro limite [TAGLIO] è l'assenza di un metodo comparativo
> > rigoroso.
> > [TAGLIO] non è scientificamente sufficiente."
> >
> > la Scienza è una forma di Narrazione sofisticata, a livello pubblico
> e
> > comunicativo senz'altro. Le scienze, e le ricerche scientifiche, sono
> > sempre ideologicamente e/o filosoficamente orientate, soprattutto
> > quando
> > si dichiarano neutre, neutrali, ed esclusivamente "scientifiche". A
> me
> > piace Feyerabend, una mia brevissima riflessione in merito
> > https://centroriformastato.it/la-letizia-del-dilettantismo-
> > avvocature-e-tecnologie/ <https://centroriformastato.it/la-letizia-
> > del-dilettantismo-avvocature-e-tecnologie/>
> >
> > Ne deriva che in ogni proposta "scientifica" è insito un presupposto
> > ideologico/filosofico, non di rado inconfessato o addirittura
> > inconscio.
> > Nel caso della critica di F. Marra, ad esempio "dobbiamo chiederci
> > se il
> > sistema umano, con le stesse risorse investite, otterrebbe risultati
> > superiori o se l'IA rappresenti un miglioramento (anche se
> imperfetto)
> > di un sistema pre-esistente già in crisi"
> >
> > il presupposto è la necessità di miglioramento. Cosa significa
> > miglioramento? Questione non retorica. I lungotermisti ritengono che
> > sia
> > "meglio" sterminare qualche miliardo di umani e altre forme di vita
> per
> > garantire la sopravvivenza a lungo termine della specie umana. Es.
> > (questi sono i "moderati...")
> > https://www.centreforeffectivealtruism.org/longtermism <https://
> > www.centreforeffectivealtruism.org/longtermism> Ci credono
> > davvero? Non saprei, in ogni caso non vedo la differenza con
> narrative
> > escatologiche più esplicitamente religiose (chiliasti vari). Ci
> > interessa perché molti dei megamiliardari che spingono la narrativa
> IA
> > attuale esprimono posizioni lungotermiste. Peter Thiel (che con la
> > narrativa IA guadagna un sacco di soldi facendo controllare,
> monitorare
> > ed eventualmente ammazzare un sacco di gente, perlopiù poveri e
> > non-bianchi, grazie a Palantir) ci aggiunge molte altre altre
> posizioni
> > ultra-reazionarie: i maschi bianchi (specialmente sudafricani eredi
> del
> > razzistissimo apartheid) sono minacciati! con Musk, Andreeseen,
> > Levchin,
> > Sacks, Botha, ecc. si intendono alla grande dai tempi della PayPal
> > mafia e ora sono ai vertici della catena di comando USA, vedi
> > https://observer.com/2025/10/paypal-cofounders-today/ <https://
> > observer.com/2025/10/paypal-cofounders-today/> (PayPal: un
> > progetto POLITICO ispirato alle teorie di "von" Hayek). una delle
> > posizioni di Musk (mito del genio, appunto): i maschi bianchi hanno
> il
> > dovere morale di riprodursi ingravidando femmine "geneticamente
> > perfette" alla ricerca della "razza perfetta" (eugenetismo di stampo
> > nazista); e contemporaneamente, aggiungerebbe Thiel, il dovere di
> > sterminare chi li minaccia (i non bianchi, le donne, i poveri), per
> > evitare l'avvento dell'Anticristo, ecc ecc. (immagino l'abbia
> ripetuto
> > anche recentemente a Roma, ospite della fondazione Gioberti)
> >
> > scientifico? per nulla. ma queste ideologie stanno dietro all'IA
> oggi.
> > magari Altman (lungotermista dichiarato) e Amodei possono passare per
> > liberali: ma è marketing; e solo a confronto di Musk e Thiel...
> >
> > c'è un sottile crinale fra "ciascuno si faccia la sua idea,
> > democraticamente, ma scientificamente" ed "esploriamo le narrazioni
> > tossiche da un punto di vista dichiarato"
> >
> > a me pare che il libro di D. Tafani si muova sulla seconda traccia.
> > L'assunto è chiaro: l'IA è un progetto reazionario, propala dei miti
> > spacciandoli per verità "scientifiche" e fatti inconfutabili.
> > (preferisco narrazioni a miti; troppo lungo da spiegare perché:
> rimando
> > a M. Detienne, Noi e i greci, Cortina, 2007)
> >
> > non è scientifico? forse no, se scientifico è ciò che avviene in un
> > laboratorio finanziato da una multinazionale e sottoposto da rigidi
> > protocolli di non divulgazione... per poi saltar fuori che "Mythos"
> (un
> > mito!!!) è troppo pericoloso e quindi non si può rivelare. Parola di
> > Anthropic!
> >
> > ma è proprio questa "non scientificità", se vogliamo chiamarla così,
> la
> > forza di un'analisi del genere.
> >
> > ognuno dei dieci miti individuati e raccontati da D. Tafani potrebbe
> > fungere da base per formazioni sulla narrativa dell'IA. riconoscere
> il
> > ricorso a questi miti nella propria esperienza quotidiana, in
> > particolare da parte dei media e delle figure di riferimento
> (politici,
> > dirigenti, insegnanti, genitori...) sarebbe utile per aumentare la
> > consapevolezza di grandi e piccini, e quindi la possibilità di agire
> > diversamente.
> >
> > # free != open
> >
> > le parole sono cruciali. non per i vettori di compressione delle
> > pretese
> > IA, ma per gli umani sì. oltre vent'anni fa scrivemmo un libretto in
> > merito, nella sostanza rimane valido, mutatis mutandis, mi pare:
> > https://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186 <https://
> > www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186> negli
> > approfondimenti è disponibile il libro intero, licenza BY-NC-SA (non
> è
> > "libera" secondo la FSF... francamente sarei per il no copyright, cmq
> > non condivido la libertà di commercio sul lavoro altrui, perciò se
> chi
> > ne sa di più può spiegarmi, grazie!)
> >
> > # metafore
> >
> > abbiamo bisogno di metafore per comprendere, e comprenderci; ma le
> > metafore rimangono metafore
> >
> > l'IA è una metafora, ed è una metafora tossica. Chi lavora nel
> settore
> > di "automazioni meravigliose" non parla mai di IA (se non con i
> > giornalisti, o per scrivere libri di filosofia, o di divulgazione, ma
> > "da scienziato" e quindi... inconfutabili??? Cristianini è fra
> questi,
> > purtroppo), ma di LLM, CNN, vettori, transformer, ecc ecc (e spesso
> > pure
> > queste sigle sono metafore!). Catene di metafore fanno allegorie.
> >
> > # mezzi e fini
> >
> > i mezzi dovrebbero giustificare i fini, non l'opposto
> >
> > D. Tafani pubblica su zenodo.org <http://zenodo.org> , finché il
> > CERN esisterà sarà
> > garantito l'accesso, dai server del CERN in Svizzera. non è una
> scelta
> > neutra: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta di campo, politica.
> >
> > F. Marra pubblica su Google. finché Google permetterà a quel
> documento
> > di essere diffuso dai suoi server negli USA, sarà disponibile. lo
> > stesso
> > vale per Google Sites. e tanto più per NotebookLM, prodotto di
> Google.
> > non sono scelte neutre: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta di
> > campo, politica.
> >
> > siccome il progetto https://www.labpopia.it <https://
> > www.labpopia.it> mi pare molto interessante,
> > per riallineare mezzi e fini, suggerisco di passare a una piattaforma
> > free software con server basati in Europa e alimentati con energia
> > rinnovabile. ciò che non si può fare così IMHO non va fatto. sì, è
> più
> > comodo usare Google: ma non è eticamente coerente con i fini
> dichiarati
> > dal progetto.
> >
> > sono personalmente contrario ai divieti.
> >
> > ma, al livello di intossicazione attuale, purtroppo, mi pare che solo
> > una legge che vieti tutte le BigTech possa portare effetti concreti
> > immediati. come vietare il fumo nei locali pubblici... frattanto, le
> > persone si comportano in maniera irresponsabile, e illegale. nei
> > progetti europei si continuano a usare Google Microsoft ecc in barba
> a
> > GDPR e dintorni, come nelle pubbliche amministrazioni, scuole e
> > università: eppure le leggi ci sono.
> >
> > # tecnica e potere: disclaimer di posizione personale
> >
> > La tecnica è fonte di potere. La maniera più semplice per creare
> potere
> > passa attraverso l'invenzione di tecniche e la messa a punto di
> > tecnologie appropriate, altrettanti interventi per gestire,
> > stabilizzare, condividere, mitigare e allontanare il comune destino,
> > ovvero la morte: morte individuale, morte collettiva di determinati
> > sistemi sociali, morte di persone e animali a noi cari, morte termica
> > dell'universo.
> >
> > Prima di servire per fare meno fatica, prima di fungere da servi e
> > schiavi degli umani, tecniche e tecnologie sono focus di attenzione
> > condivisa, catalizzatori evolutivi, fonti di meraviglia.
> > (metastabilità,
> > metaxu, action outillée: cf. G. Simondon; F. Sigaut)
> >
> > Tecniche e tecnologie non sono tutte uguali; al contrario, sono tutte
> > diverse. Ma vi sono due grandi stirpi, che promuovono diversi
> retaggi:
> > tecniche/tecnologie del dominio (come l'IA attuale); tecniche/
> > tecnologie
> > conviviali. Le prime sono le più diffuse, in costante proliferazione.
> > Queste tecniche e tecnologie sequestrano la capacità diffusa di
> > influire
> > e determinare le norme sociali a favore di ristretti gruppi sociali e
> > masse di individui organizzati in gerarchie fisse. Dall'altra parte
> vi
> > sono tecniche e tecnologie conviviali, inventate e messe a punto per
> > diffondere il potere il più possibile presso il più gran numero, in
> > modo
> > che ogni essere umano possa influire e determinare le norme sociali.
> >
> > nella pratica, le cose non sono nette, certo. sono mescolate. a noi
> > decidere cosa e come evolvere.
> >
> > buona giornata
> >
> > k.
> >
> > --
> > transizioni digitali sostenibili - https://eudema.net <https://
> > eudema.net>
> > pedagogia hacker - https://eleuthera.it/ph <https://eleuthera.it/ph>
> > https://circex.org <https://circex.org>
> > tecnologie conviviali - https://eleuthera.it/tc <https://
> > eleuthera.it/tc>
> >
> > _______________________________________________
> > nexa mailing list -- nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-
> > nexa.polito.it>
> > To change settings or unsubscribe please go to: https://server-
> > nexa.polito.it/postorius/lists/nexa.server-nexa.polito.it/ <https://
> > server-nexa.polito.it/postorius/lists/nexa.server-nexa.polito.it/>
> > The general archive of the list is located at: https://server-
> > nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa(a)server-nexa.polito.it/ <https://
> > server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa(a)server-nexa.polito.it/>
> > Permalink to this message: https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/
> > list/nexa(a)server-nexa.polito.it/message/
> > XUR4JNCUG7J5KE27F53QGFZALPDN4ODT/ <https://server-nexa.polito.it/
> > hyperkitty/list/nexa(a)server-nexa.polito.it/message/
> > XUR4JNCUG7J5KE27F53QGFZALPDN4ODT/>
> >
>
>
July 5, 2026
Re: Libro
by abregni
>> People Have the Power
A parte ":D", ...era serio o era triste?
Chiedo per un amico (molto stretto, che vuole capire).
E' da sempre che:
a) NON vedo il tema tecnico (cambia davvero qualcosa???),
b) mi rifiuto di ripetere che c'è gente che manipola e preda (la storia
ne è piena, e quindi dovremmo averlo capito),
e
c) vorrei tanto sentire cosa si propone di fare, NON per metterci una
pezza con qualche commendevole (e rispettabilissima) iniziativa, MA per
dare una qualche svolta a qualcosa.
Thanks.
Il 2026-07-05 19:35 karlessi via nexa ha scritto:
> Il 05/07/26 15:48, Franco Marra ha scritto:
>> Risponderò brevemente, per quello che riesco, al suo interessantissimo
>> contributo. Ma prima provo a qualificare il contesto. Io non sono un
>> ricercatore lanciato nell’agone accademico, ma, ahimè, un pensionato
>> di 79 anni, con qualche esperienza informatica, che insieme a una
>> banda di una dozzina di altri pensionati con età media credo sui 74
>> anni, del tutto digiuni di IA e appena appena familiari con il cloud,
>> e una cara ex-collega molto brava, ho messo su un corso e una serie di
>> eventi sul tema Intelligenza Artificiale. Questo grazie allo
>> SPI-CGIL, da volontario, in quella magnifica struttura che è la Casa
>> del Quartiere <https://www.casadelquartiere.it/>di San Salvario a
>> Torino. Un centro nato dalla visione di poche geniali persone (io non
>> sono tra queste, ma mi avvalgo dei loro risultati) per fare socialità
>> in uno dei quartieri più difficili di Torino e per svolgere quelle
>> funzioni a cui la Pubblica Amministrazione e le forze politiche
>> tradizionali spesso nei fatti abdicano.
>>
>>
>
> triste, ma bello. triste l'abdicazione, bello che persone di buona
> volontà sopperiscano.
>
> è sempre l'autogestione dal basso che fa la differenza. poi arrivano le
> "autorità" e la chiamano "resilienza delle comunità". Un esempio di
> appropriazione culturale del lavoro dal basso da parte delle élite.
> quelle funzioni, prima che esistesse la PA, venivano già svolte. ad
> esempio le SOMS (Società Operaie di Mutuo Soccorso) esistevano prima
> dello stato sociale, e non a caso il fascismo le ha messe fuorilegge.
>
> quindi, il vostro lavoro è fondamentale, nel senso del fondamento del
> vivere insieme.
>
> non penso sia in alcun modo in contraddizione con il lavoro di D.
> Tafani che, da una prospettiva specifica e contestuale, propone
> un'analisi dei miti dell'IA. da accademica, certo. ci sono accademici e
> accademici, non facciamo di tutta l'erba un fascio.
>
>> Abbiamo fatto questa cosa, io e la mia ex-collega, con grandissima
>> allegria e anche, mi permetto di dire, con un certo successo <https://
>> www.labpopia.it/i-nostri-concerti>(AI Week, qualche biblioteca anche
>> fuori Torino, la Camera del Lavoro etc), aiutati, lo confesso, da
>> qualche accademico <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-
>> salvario#h.xz26f63blju4>che sembra apprezzare l’idea e che a me
>> personalmente ha dato molto. Mi sembra che tutto questo sia stato
>> fatto esattamente con la letizia del dilettantismo, concetto che ho
>> assai apprezzato nell’articolo di Carlo Milani da lei citato, e che ho
>> trovato risuonare molto nelle mie corde. Io ho esitato molto a
>> pubblicare il mio
>
> bello! l'allegria oltre al successo, mi fa piacere. mi fa piacere anche
> che le risuoni il pezzetto. non se ne abbia a male, Carlo Milani sono
> io. non è un vezzo: è che di Carlo Milani ce ne sono diversi, e il nome
> anagrafico non ce lo scegliamo noi. invece di karlessi ce n'è uno solo,
> e me lo sono scelto io, insieme alle persone che mi sono affini. è un
> nickname, tipico nel mondo dell'hacking. serve per rendersi
> riconoscibili.
>
>> contributo su Nexa, proprio perché mi sento un dilettante (allegro)
>> di fronte a tanta scienza (seria). Sono stato ripreso, e giustamente,
>> perché con allegro dilettantismo ho usato un termine al posto di un
>> altro, ma ho prontamente modificato il mio documento riconoscendo la
>> grave superficialità e ringraziando chi ha dottamente elencato motivi
>> e differenze (che conoscevo ma che avevo trascurato). Verificando però
>> che, alla fine, il senso non cambiava perchè ci si era espressi a un
>> livello di astrazione tale in cui non poteva cambiare la dominante
>> semantica del vettore. Pazienza se la cosa non è stata notata.
>>
>>
>
> ogni persona ha le sue vulnerabilità. a me la confusione fra open e
> free punge sul vivo e, ammetto, a volte a sproposito. ma non mi pare
> questo il caso. il mio appunto era sul rapporto mezzi-fini.
>
> e poi dilettante non vuol mica dire trascurato, anzi. son quelle
> persone che vanno a fare le pulci agli esperti, e fanno bene :D
>
> consideri che non sono un accademico, per quanto ci abbia a che fare,
> con l'accademia, di solito per svolgere insieme a colleghe e colleghi
> il lavoro che i centri di ricerca non sono in grado di svolgere dopo
> aver vinto qualche finanziamento.
>
> rispetto agli anni Novanta, quando ci andavo da studente, l'università
> è molto più precaria, povera, infiltrata dalle multinazionali; ma anche
> meno baronale. in Italia e non solo continua a selezionare
> pervicacemente l'obbedienza alla gerarchia, ma ci sono delle eccezioni
> notevoli, come in ogni istituzione a tendenza autoritaria. e vanno
> riconosciute.
>
>> Vedo che ha dato un’occhiata al sito, e questo mi onora: avrà notato
>> che l’idea generale è quella di aumentare la consapevolezza di uso,
>> aprendo il cofano <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-
>> salvario#h.swz8yrbr2w9j>della IA (siamo convinti che tutto possa
>> essere spiegato), di una categoria di persone talvolta fragile: Ci
>> siamo anche inventati la metafora della Chiromante Stocastica
>> <https:// www.labpopia.it/come-si-usa/uso-consapevole#h.9igg9c1ilsvn>,
>> evoluzione del ben noto pappagallo, e che forse la dottoressa Tafani
>> potrebbe apprezzare. Certo, il sito si presenta come un accozzaglia di
>> una 70-ina di documenti stesi con dilettantistica allegria, ma alla
>> fine pensiamo che il Juke Box <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-
>> salvario#h.1pb8tatv54df>utilmente metta la toppa su molti difetti. I
>> nostri allievi sono così contenti del lavoro fatto collettivamente,
>> che spontaneamente si radunano periodicamente al bar per discutere
>> magari su cosa sia l’entropia, o che relazione ci sia tra Shannon,
>> Leopardi e Borges, e non le nascondo che io vado fierissimo di questo
>> risultato perché lo considero utile, anzi utilissimo, molto più dei
>> driver per i sistemi operativi Olivetti che ho progettato da giovane.
>> Gli insegniamo che usare il linguaggio naturale non significa parlare
>> con uno psichiatra, un medico o un amico, ma piuttosto con una
>> chiromante che li compiace sempre per estirpare loro informazioni. E
>> gli spieghiamo che il rimedio è molto semplice, è quello della nonna
>> che raccomandava alla nipote adoloscente di non parlare dei fatti
>> personali o di famiglia con gli estranei, oppure quello della saggezza
>> popolare, dei proverbi: ‘il culo e le palanche non si fanno mai
>> vedere’ dicono ad esempio a Genova.
>>
>
> chiarissimo. e, ribadisco: mi è piaciuto l'approccio. molto.
>
> fra l'altro, si può insegnare l'ingegneria sociale anche senza
> computer. l'arte di manipolare le persone. Come si dice: l'essere umano
> è l'anello debole, più facile craccare un umano che un computer. basta
> chiedergli la password ("presto, ti hanno hackerato il conto corrente!
> cambia la password, comincia a scrivere quella vecchia...")
>
> il rischio concreto del vostro approccio è questo: siccome i sistemi
> tipo GPT sono studiati da fior fiori di manipolatori, i migliori al
> mondo, "resistere" davvero, tanto più da soli, è impossibile, o molto,
> molto difficile, specialmente per persone che non hanno altre
> esperienze (molto giovani), o gruppi di pari affini in grado di
> sostenerli. e rischia di creare la falsa impressione che "dipende da
> noi", (sottinteso: consumatori inesperti). perciò "caderci" può
> provocare vergogna nelle persone, che si sentono "non all'altezza". lo
> dico da formatore ed educatore: spesso gli adulti dicono "metti via
> quel telefono!", come se fosse solo una questione di volontà
> individuale.
>
> è come con i social media di massa. le slot machines. sono sistemi
> progettati per sfruttare i meccanismi ormonali umani, in particolare il
> sistema dopaminergico, sviluppando auto-abuso. Perciò non dipende solo
> da noi. Il rimedio "non parlare degli affari tuoi" funziona, ma solo
> fino a quando a) il sistema non "evolve" diventando ancora più tossico
> e b) la persona/gruppo ha risorse psico-socio-cognitive per "fare
> altro", o "in un altro modo", senza soccombere all'interazione tossica.
>
> per me perciò il rimedio è: lascia stare, fai altro. perché devi fare
> quello che fanno tutti? ti piace veramente giocare con un
> confeziona-testi o quello che è? OK. puoi fartelo sul tuo computer.
> potete mettervi insieme con gli amici e farvi una versione vostra. non
> sarà potente come quella là, non sarà completamente autonoma (training,
> ecc. ecc.), però sarà più vostra.
>
> dopotutto è un gioco, no? allora giochiamo. giochiamo un gioco il più
> possibile nostro.
>
>> Ora il problema è questo: lei crede che saremmo riusciti a realizzare
>> tutto ciò senza Google Sites, Cloud etc (usiamo però anche Canva)? Da
>> giovane c’era il Vietnam, e le lascio immaginare per quale parte
>> battesse il mio cuore. Torniamo per un momento nella giungla
>> vietnamita, e supponiamo che un Charlie trovi per terra un fucile M16.
>> Dovrebbe rinunciare al suo uso perché prodotto negli USA, o è meglio
>> che impari ad usarlo consapevolmente per raggiungere il suo obiettivo
>> politico?
>>
>
> certamente sì, sareste riusciti a farlo altrimenti. è assolutamente
> possibile. azzardo: avete scelto quello che avevate a disposizione e
> che è socialmente più accettato. nel vostro gruppo evidentemente non ci
> sono le competenze per farlo altrimenti (o magari non si manifestano?),
> ma, sì: è possibile fare diversamente.
>
> uno dei miei mestieri è accompagnare associazioni, cooperative,
> aziende, gruppi di ricerca ecc in percorsi di transizione verso
> tecnologie appropriate. mi permetterò di scriverle in privato quello
> che suggerirei in una consulenza ai nostri clienti rispetto a cloud
> privati ecc.
>
> per questo suggerivo di provare altro. si può! e non è una questione di
> costi economici, ma di costi cognitivo-comportamentali e
> psico-socio-culturali. Le persone sono intossicate dalle BigTech. la
> funzionalità è una scusa: più si fa ricorso a un sistema, più quel
> sistema diventa "naturale", e qualsiasi altro sistema risulterà: più
> faticoso, noioso, disfuzionale. creando oltretutto fazioni del "meno
> peggio" (Windows vs OSX; ecc.)
>
> ci è capitato che gruppi di ricerca accademici considerassero GMeet
> "non funzionante": erano abituati a Zoom; viceversa, altri gruppi
> ritengono Zoom "rotto": sono abituati a GMeet (o Teams, o altro).
>
> certamente ci vuole un po' più di fatica, almeno inizialmente. è come
> coltivarsi le verdure da sé, o meglio: è come selezionare produttori di
> fiducia. Però la soddisfazione è tutt'altra. Il percorso è parte
> integrante del risultato.
>
> il ragionamento sui mezzi è condivisibile, cioè, traduco a modo mio: se
> hai la pancia vuota, mangi quello che trovi, anche la robaccia di
> mcdonald, con buona pace del bio, della filiera corta, delle sofferenze
> animali, ecc. ma "così fan tutti" non è una buona scusa per ingozzarsi
> con i prodotti di una multinazionale tossica. Google lo è: non paga le
> tasse, è monopolista, porta avanti un'agenda politica reazionaria,
> inquina e consuma in maniera devastante, è parte del complesso
> militare-industriale e spaccia i suoi prodotti "aggratis" a partire
> dalle scuole. collabora con i servizi di mezzo mondo (quelli che se lo
> possono permettere), regimi autoritari compresi, per schedare in
> maniera continuativa la popolazione. vent'anni fa abbiamo contribuito a
> diffondere lo slogan: "se è gratis, la merce sei tu". è ancora vero.
>
> la libertà non è gratuita
>
> quanto alla metafora dell'arma, non mi convince. un fucile, è tale
> anche in un unico esemplare o comunque separato dal sistema industriale
> (potrebbe essere anche artigianale, un pezzo unico non in serie: rimane
> cmq un'arma) che lo produce. è un utensile, diciamo. uno "strumento".
> può portarlo con sé. come un coltello, un badile, un martello (vi sono
> differenze, ma non stiamo a sottilizzare). invece, tecniche
> informatiche complesse, per le quali è necessaria un'infrastruttura
> ingegneristica estremamente complessa, connesse in rete come Google
> Sites, Cloud, Canva, NON sono utensili o strumenti. sono macchine
> cibernetiche con retroazioni, integrate nelle società umane, che
> "funzionano" per via della loro scala, della reticolarità, diffusione,
> del sistema ingegneristico, ecc.
>
> Google Sites non è un "esemplare" riproducibile come un fucile. cmq,
> non è così rilevante, importa solo sottolineare che il paragone non
> regge a un'analisi del funzionamento di quel sistema tecnico. non è una
> sottigliezza accademica.
>
> in pratica:
>
> - esistono server/servizi indipendenti in Europa e non solo che offrono
> spazio web per siti. e molto altro. indipendenti: liberi, non gratuiti.
> - esistono server/servizi basati in Europa, GDPR compliant, alimentati
> a energia rinnovabile, con software libero, ecc. sul mercato. anche
> questi non sono gratuiti. ma, almeno, lo scambio è chiaro: servizio per
> denaro, con certe regole, legali in Europa (Google non le rispetta).
>
>>
>> Mentre da giovane contribuivo, con tutti i miei limiti, allo sviluppo
>> degli OS Olivetti (con il mio maestro Sandro Osnaghi) nasceva Internet
>> e si discuteva molto di protocolli, architetture client server e
>> sistemi di sviluppo software. Eravamo tutti entusiasti e sulla base
>> del nostro orientamento politico, eravamo tutti convinti di aver
>> trovato il modo, tra software libero, architetture P2P e Pirate Bay,
>> di aver trovato la ricetta di un mondo migliore. Amaramente il
>> software libero e l’architettura che dovevano consentire accesso e
>> controllo a tutti sono stati tra gli strumenti con cui le Big Tech si
>> sono impossessate del mondo, mentre i protocolli P2P di Pirate Bay
>> sono serviti a fare criptovalute. Io sono giunto all’amara conclusione
>> (del tutto personale ovviamente) che il free software e l'architettura
>> di Internet siano figli di una casta di utopici intellettuali che li
>> hanno pensati in funzione dei loro profili sociali e delle esigenze
>> di sviluppo dei loro prodotti e delle loro forme di comunicazione. Una
>> volta esportati nel mondo della gente normale, usciti dall'ambiente
>> protetto della casta accademica, queste invenzioni hanno prodotto il
>> più grande accumulo di capitale e potere della storia dell'umanità e
>> stanno minacciando seriamente la democrazia. E’ stato commesso il più
>> grande degli errori progettuali, la raccolta sbagliata dei requisiti
>> utente, grazie a una concezione profondamente auto-referenziale su
>> cosa sia l'umanità. Questi signori sono vissuti in un mondo in cui la
>> cosa più importante erano le citazioni, e non il trovare da mangiare,
>> e questo li ha fatto vigorosamente deragliare dal binario del bene
>> collettivo. Hanno guardato il dito e non hanno visto la luna. E' già
>> successo con la ricerca di base in fisica, capita di nuovo con
>> l'informazione: forse peggio, perché non c'è il botto di una bomba
>> come efficace e persuasivo avvertimento.
>>
>
> qui c'è tanto di personale, e capisco la delusione. in parte la
> condivido. però non condivido la deduzione: internet > accumulo
> capitalista. le istituzioni umane si fanno e disfanno, sempre
> evolvendosi; non discendono automaticamente da una certa tecnica.
> Sarebbe determinismo tecnico: data la tecnica X, ne discende la società
> Y. La democrazia non è per sempre: è esistita molte volte nel corso
> della (prei)storia, anche ben prima della democrazia (schiavista e
> sessista) dell'Atene di Pericle; e finché ci saranno persone disposte a
> darsi da fare, esisterà. nonostante tutto.
>
> cmq, ci sono anche persone che continuano nonostante tutto a far
> diversamente, sul digitale e sulle tecnologie in particolare.
> per esempio a Torino, come in tante altre città italiane, avete LUG
> (Linux User Group), hacklab
>
> https://lugmap.linux.it/piemonte/
>
> non sono figli di una casta di utopici intellettuali: lavorano sul
> territorio, che è locale, ma è anche l'Internet.
>
> non ho mai chiesto la genealogia, lo ammetto - e cmq ben vengano pure
> quelli upper class, tutto fa brodo, se imparano a sporcarsi le mani nel
> mondo reale. non è che i proletari son per forza buoni, anzi... spesso
> agiscono contro i propri interessi; per (comprensibile) odio di classe?
> negli USA e non solo.
>
>> E io dovrei sentirmi colpevole perché insegno ai pensionati a
>> costruire siti con Google Site?
>>
>>
>
> colpevole no, perché il senso di colpa deriva dalla cultura cattolica;
> non so dire nel suo caso, ma in genere è così, almeno in Italia;
>
> il fatto è che da noi, che di mestiere facciamo gli hacker (cioè in
> pratica quello che avete fatto voi: ingegnarci per trovare modi
> divertenti per fare cose insieme: curiosità, metterci le mani,
> condividere), sempre più spesso arrivano persone che ci chiedono
> l'assoluzione, per comportamenti percepiti come sbagliati, ma, dicono
> "inevitabili"
>
> "usiamo WhatsApp per coordinare il
> collettivo-associazione-vattelapesca. lo so che lo usano anche per
> bombardare i palestinesi a Gaza, ma che ci posso fare? è per una buona
> causa!"
>
> "a scuola il dirigente ha fatto un accordo per GSuite, che ci posso
> fare?"
>
> "all'università hanno fatto un contratto con Microsoft, che ci posso
> fare?"
>
> "in azienda si fanno i corsi per l'IA, abbiamo Claude / GPT quello che
> è, non costa poi tanto: che ci posso fare?"
>
> "devo sentirmi in colpa?"
>
> ego te absolvo. vai in pace...
>
> peccato che non faccio il prete!
>
> la nostra risposta è: cerco di non usarlo. dico agli altri che fa male.
> al corpo, alla mente, all'ambiente, a chiunque. tutto qui. ogni scelta
> conta.
>
> se poi non si può proprio farne a meno (può succedere), OK. non
> assolviamo, ma neanche condanniamo, o proibiamo. ci penseranno quelli
> interessati alla purezza, e non ne faccio parte.
>
> non conta nulla?
>
> non conta... ad esempio, non conta evitare di contribuire allo scempio
> dell'allevamento industriale? adottare una dieta diversa? mah, se
> guardiamo al macro, nessuna scelta "serve" a nulla. ma questo è
> benaltrismo. Siccome siamo stati delusi dalle promesse dell'Internet
> terra promessa delle libertà, allora Google va bene, perché i problemi
> sono "ben altri"? mmm. anche no. perché se guardiamo alla vita delle
> persone, ogni scelta di diserzione dal "così fan tutti", ogni scelta di
> autonomia è un granello negli ingranaggi delle Megamacchine del
> dominio. un po' di potere in più per le persone per crescere, autonome
> e libere, insieme.
>
> è l'educazione che può fare le persone libere
>
> perciò: bel lavoro! potete anche migliorare, se volete. anche
> cominciando una transizione verso sistemi più appropriati. ci saranno
> delle rinunce da fare, ogni disintossicazione comporta delle rinunce.
> ma si può fare, certo. ed è molto divertente!
>
> People Have the Power :D
>
> k.
>
>>
>> Il giorno dom 5 lug 2026 alle ore 13:19 karlessi via nexa
>> <nexa@server- nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> ha
>> scritto:
>>
>>
>> Buongiorno,
>>
>> ho letto con interesse il preprint del testo di D. Tafani (grazie
>> per la
>> condivisione) e le critiche espresse da F. Marra (grazie per lo
>> sforzo
>> di sintesi)
>>
>> alcune considerazioni
>>
>> # scientificità e no
>>
>> nel documento
>> https://docs.google.com/document/
>> d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRAIXXo/edit?tab=t.0
>> <https://docs.google.com/document/
>> d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRAIXXo/edit?tab=t.0>
>> paragrafo 2.
>>
>> "Un altro limite [TAGLIO] è l'assenza di un metodo comparativo
>> rigoroso.
>> [TAGLIO] non è scientificamente sufficiente."
>>
>> la Scienza è una forma di Narrazione sofisticata, a livello
>> pubblico e
>> comunicativo senz'altro. Le scienze, e le ricerche scientifiche,
>> sono
>> sempre ideologicamente e/o filosoficamente orientate, soprattutto
>> quando
>> si dichiarano neutre, neutrali, ed esclusivamente "scientifiche".
>> A me
>> piace Feyerabend, una mia brevissima riflessione in merito
>> https://centroriformastato.it/la-letizia-del-dilettantismo-
>> avvocature-e-tecnologie/
>> <https://centroriformastato.it/la-letizia-
>> del-dilettantismo-avvocature-e-tecnologie/>
>>
>> Ne deriva che in ogni proposta "scientifica" è insito un
>> presupposto
>> ideologico/filosofico, non di rado inconfessato o addirittura
>> inconscio.
>> Nel caso della critica di F. Marra, ad esempio "dobbiamo chiederci
>> se il
>> sistema umano, con le stesse risorse investite, otterrebbe
>> risultati
>> superiori o se l'IA rappresenti un miglioramento (anche se
>> imperfetto)
>> di un sistema pre-esistente già in crisi"
>>
>> il presupposto è la necessità di miglioramento. Cosa significa
>> miglioramento? Questione non retorica. I lungotermisti ritengono
>> che
>> sia
>> "meglio" sterminare qualche miliardo di umani e altre forme di
>> vita per
>> garantire la sopravvivenza a lungo termine della specie umana. Es.
>> (questi sono i "moderati...")
>> https://www.centreforeffectivealtruism.org/longtermism <https://
>> www.centreforeffectivealtruism.org/longtermism> Ci credono
>> davvero? Non saprei, in ogni caso non vedo la differenza con
>> narrative
>> escatologiche più esplicitamente religiose (chiliasti vari). Ci
>> interessa perché molti dei megamiliardari che spingono la
>> narrativa IA
>> attuale esprimono posizioni lungotermiste. Peter Thiel (che con la
>> narrativa IA guadagna un sacco di soldi facendo controllare,
>> monitorare
>> ed eventualmente ammazzare un sacco di gente, perlopiù poveri e
>> non-bianchi, grazie a Palantir) ci aggiunge molte altre altre
>> posizioni
>> ultra-reazionarie: i maschi bianchi (specialmente sudafricani
>> eredi del
>> razzistissimo apartheid) sono minacciati! con Musk, Andreeseen,
>> Levchin,
>> Sacks, Botha, ecc. si intendono alla grande dai tempi della
>> PayPal
>> mafia e ora sono ai vertici della catena di comando USA, vedi
>> https://observer.com/2025/10/paypal-cofounders-today/ <https://
>> observer.com/2025/10/paypal-cofounders-today/> (PayPal: un
>> progetto POLITICO ispirato alle teorie di "von" Hayek). una delle
>> posizioni di Musk (mito del genio, appunto): i maschi bianchi
>> hanno il
>> dovere morale di riprodursi ingravidando femmine "geneticamente
>> perfette" alla ricerca della "razza perfetta" (eugenetismo di
>> stampo
>> nazista); e contemporaneamente, aggiungerebbe Thiel, il dovere di
>> sterminare chi li minaccia (i non bianchi, le donne, i poveri),
>> per
>> evitare l'avvento dell'Anticristo, ecc ecc. (immagino l'abbia
>> ripetuto
>> anche recentemente a Roma, ospite della fondazione Gioberti)
>>
>> scientifico? per nulla. ma queste ideologie stanno dietro all'IA
>> oggi.
>> magari Altman (lungotermista dichiarato) e Amodei possono passare
>> per
>> liberali: ma è marketing; e solo a confronto di Musk e Thiel...
>>
>> c'è un sottile crinale fra "ciascuno si faccia la sua idea,
>> democraticamente, ma scientificamente" ed "esploriamo le
>> narrazioni
>> tossiche da un punto di vista dichiarato"
>>
>> a me pare che il libro di D. Tafani si muova sulla seconda
>> traccia.
>> L'assunto è chiaro: l'IA è un progetto reazionario, propala dei
>> miti
>> spacciandoli per verità "scientifiche" e fatti inconfutabili.
>> (preferisco narrazioni a miti; troppo lungo da spiegare perché:
>> rimando
>> a M. Detienne, Noi e i greci, Cortina, 2007)
>>
>> non è scientifico? forse no, se scientifico è ciò che avviene in
>> un
>> laboratorio finanziato da una multinazionale e sottoposto da
>> rigidi
>> protocolli di non divulgazione... per poi saltar fuori che
>> "Mythos" (un
>> mito!!!) è troppo pericoloso e quindi non si può rivelare. Parola
>> di
>> Anthropic!
>>
>> ma è proprio questa "non scientificità", se vogliamo chiamarla
>> così, la
>> forza di un'analisi del genere.
>>
>> ognuno dei dieci miti individuati e raccontati da D. Tafani
>> potrebbe
>> fungere da base per formazioni sulla narrativa dell'IA.
>> riconoscere il
>> ricorso a questi miti nella propria esperienza quotidiana, in
>> particolare da parte dei media e delle figure di riferimento
>> (politici,
>> dirigenti, insegnanti, genitori...) sarebbe utile per aumentare la
>> consapevolezza di grandi e piccini, e quindi la possibilità di
>> agire
>> diversamente.
>>
>> # free != open
>>
>> le parole sono cruciali. non per i vettori di compressione delle
>> pretese
>> IA, ma per gli umani sì. oltre vent'anni fa scrivemmo un libretto
>> in
>> merito, nella sostanza rimane valido, mutatis mutandis, mi pare:
>> https://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186 <https://
>> www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186> negli
>> approfondimenti è disponibile il libro intero, licenza BY-NC-SA
>> (non è
>> "libera" secondo la FSF... francamente sarei per il no copyright,
>> cmq
>> non condivido la libertà di commercio sul lavoro altrui, perciò se
>> chi
>> ne sa di più può spiegarmi, grazie!)
>>
>> # metafore
>>
>> abbiamo bisogno di metafore per comprendere, e comprenderci; ma le
>> metafore rimangono metafore
>>
>> l'IA è una metafora, ed è una metafora tossica. Chi lavora nel
>> settore
>> di "automazioni meravigliose" non parla mai di IA (se non con i
>> giornalisti, o per scrivere libri di filosofia, o di divulgazione,
>> ma
>> "da scienziato" e quindi... inconfutabili??? Cristianini è fra
>> questi,
>> purtroppo), ma di LLM, CNN, vettori, transformer, ecc ecc (e
>> spesso
>> pure
>> queste sigle sono metafore!). Catene di metafore fanno allegorie.
>>
>> # mezzi e fini
>>
>> i mezzi dovrebbero giustificare i fini, non l'opposto
>>
>> D. Tafani pubblica su zenodo.org <http://zenodo.org> , finché il
>> CERN esisterà sarà
>> garantito l'accesso, dai server del CERN in Svizzera. non è una
>> scelta
>> neutra: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta di campo,
>> politica.
>>
>> F. Marra pubblica su Google. finché Google permetterà a quel
>> documento
>> di essere diffuso dai suoi server negli USA, sarà disponibile. lo
>> stesso
>> vale per Google Sites. e tanto più per NotebookLM, prodotto di
>> Google.
>> non sono scelte neutre: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta
>> di
>> campo, politica.
>>
>> siccome il progetto https://www.labpopia.it <https://
>> www.labpopia.it> mi pare molto interessante,
>> per riallineare mezzi e fini, suggerisco di passare a una
>> piattaforma
>> free software con server basati in Europa e alimentati con energia
>> rinnovabile. ciò che non si può fare così IMHO non va fatto. sì, è
>> più
>> comodo usare Google: ma non è eticamente coerente con i fini
>> dichiarati
>> dal progetto.
>>
>> sono personalmente contrario ai divieti.
>>
>> ma, al livello di intossicazione attuale, purtroppo, mi pare che
>> solo
>> una legge che vieti tutte le BigTech possa portare effetti
>> concreti
>> immediati. come vietare il fumo nei locali pubblici... frattanto,
>> le
>> persone si comportano in maniera irresponsabile, e illegale. nei
>> progetti europei si continuano a usare Google Microsoft ecc in
>> barba a
>> GDPR e dintorni, come nelle pubbliche amministrazioni, scuole e
>> università: eppure le leggi ci sono.
>>
>> # tecnica e potere: disclaimer di posizione personale
>>
>> La tecnica è fonte di potere. La maniera più semplice per creare
>> potere
>> passa attraverso l'invenzione di tecniche e la messa a punto di
>> tecnologie appropriate, altrettanti interventi per gestire,
>> stabilizzare, condividere, mitigare e allontanare il comune
>> destino,
>> ovvero la morte: morte individuale, morte collettiva di
>> determinati
>> sistemi sociali, morte di persone e animali a noi cari, morte
>> termica
>> dell'universo.
>>
>> Prima di servire per fare meno fatica, prima di fungere da servi e
>> schiavi degli umani, tecniche e tecnologie sono focus di
>> attenzione
>> condivisa, catalizzatori evolutivi, fonti di meraviglia.
>> (metastabilità,
>> metaxu, action outillée: cf. G. Simondon; F. Sigaut)
>>
>> Tecniche e tecnologie non sono tutte uguali; al contrario, sono
>> tutte
>> diverse. Ma vi sono due grandi stirpi, che promuovono diversi
>> retaggi:
>> tecniche/tecnologie del dominio (come l'IA attuale); tecniche/
>> tecnologie
>> conviviali. Le prime sono le più diffuse, in costante
>> proliferazione.
>> Queste tecniche e tecnologie sequestrano la capacità diffusa di
>> influire
>> e determinare le norme sociali a favore di ristretti gruppi
>> sociali e
>> masse di individui organizzati in gerarchie fisse. Dall'altra
>> parte vi
>> sono tecniche e tecnologie conviviali, inventate e messe a punto
>> per
>> diffondere il potere il più possibile presso il più gran numero,
>> in
>> modo
>> che ogni essere umano possa influire e determinare le norme
>> sociali.
>>
>> nella pratica, le cose non sono nette, certo. sono mescolate. a
>> noi
>> decidere cosa e come evolvere.
>>
>> buona giornata
>>
>> k.
>>
>> -- transizioni digitali sostenibili - https://eudema.net
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>>
>
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> nexa mailing list -- nexa(a)server-nexa.polito.it
> To change settings or unsubscribe please go to:
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> The general archive of the list is located at:
> https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/
> Permalink to this message:
> https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/me…
July 5, 2026
Re: Libro
by Franco Marra
🙏 grazie! Per metterla in “IAese” si tratta di vicinanza semantica… e poi
non era certo il punto più importante!
Il giorno dom 5 lug 2026 alle 18:57 Giuseppe Attardi via nexa <
nexa(a)server-nexa.polito.it> ha scritto:
> Forse perché sono un pensionato di 76 anni, mi sento di dover esprimere
> tutta la mia empatia per Franco Marra.
> Possibile che si debba continuare a litigare sull’interpretazione di due
> definizioni, la cui differenza è talmente sottile che si devono scrivere
> interi libri (tra l’altro non accessibili con nessuna licenza né aperta né
> libera) per spiegarla?
>
> Maria Chiara riporta alcuni brani del post di Stallman, ma ci sono anche
> questi:
>
> As far as we know, all existing released free software source code would
> qualify as open source. Nearly all open source software is free software,
> but there are exceptions.
>
> The official definition of open source software was derived indirectly
> from our criteria for free software. It is not the same; it is a little
> looser in some respects. Nonetheless, their definition agrees with our
> definition in most cases.
>
> Invece l’affermazione:
> Third, the criteria for open source are concerned solely with the use of
> the source code.
>
> è inesatta, perché ci sono 10 criteri da soddisfare
> https://en.wikipedia.org/wiki/The_Open_Source_Definition#Criteria
>
> I termini FLOSS e FOSS sono considerati accettabili.
>
> Per trovare le differenze, bisogna rifarsi a differenze di intenti morali
> (parola assente nella definizione
> https://www.gnu.org/philosophy/free-sw.html) o di intenti pratici
> (efficienza tecnica, ma dove sta scritto?).
> Secondo Wikipedia, OSD covers "both copyleft and permissive licenses, it
> is effectively identical to the definition of free software, but motivated
> by more pragmatic and business-friendly considerations".
>
> Viceversa il termine FS è notoriamente soggetto a confusione, venendo
> spesso interpetato come gratis, nonostante gli sforzi di Stallman di
> spiegarlo come Free speech, not free beer.
>
> Quindi entrambi i termini hanno dei limiti. Lasciamo che ognuno usi quello
> che preferisce.
> Anche questa è libertà.
>
> — Beppe
>
> > On 4 Jul 2026, at 16:33, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
> >
> > From: Maria Chiara Pievatolo <mariachiara.pievatolo(a)unipi.it>
> >
> > On 7/4/26 15:03, Franco Marra via nexa wrote:
> >
> >>
> >> Non credo che la differenza tra "software libero" e "open source" nota
> >> solo ai più raffinati faccia la differenza. La realtà è che nessuno a
> >> meno che sia sufficientemente competente riesce ad esercitare alcun
> >> diritto di verifica e controllo e che chi è sufficientemente competente
> >> è spesso un dipendente dell'industria del software- IMHO, ovviamente..
> >>
> >
> > Sì, in effetti la differenza fra software libero e open source, che
> > risale al secolo scorso, rimane moralmente raffinata:
> >
> > https://www.gnu.org/gnu/manifesto.en.html (quarto capoverso)
> >
> > "The GNU Project is part of the Free Software Movement, a campaign for
> > freedom for users of software. It is a mistake to associate GNU with the
> > term “open source”—that term was coined in 1998 by people who disagree
> > with the Free Software Movement's ethical values. They use it to promote
> > *an amoral approach to the same field*."
> >
> > Software libero e sorgente aperto sono mere sfumature di un medesimo
> > concetto, anche se il software libero collega la disponibilità del
> > codice sorgente e le licenze libere alla libertà dell'utente, e l'open
> > source all'efficienza tecnica?
> >
> > Quasi sempre.
> >
> > Ma è interessante vedere quando non lo sono. Cito da
> > https://www.gnu.org/philosophy/open-source-misses-the-point.html
> >
> >
> > "The idea of open source is that allowing users to change and
> > redistribute the software will make it more powerful and reliable. But
> > this is not guaranteed. Developers of proprietary software are not
> > necessarily incompetent. Sometimes they produce a program that is
> > powerful and reliable, even though it does not respect the users'
> > freedom. Free software activists and open source enthusiasts will react
> > very differently to that.
> >
> > [1] A pure open source enthusiast, one that is not at all influenced by
> > the ideals of free software, will say, “I am surprised you were able to
> > make the program work so well without using our development model, but
> > you did. How can I get a copy?” This attitude will reward schemes that
> > take away our freedom, leading to its loss.
> >
> > [2] The free software activist will say, “Your program is very
> > attractive, but *I value my freedom more*. So I reject your program. I
> > will get my work done some other way, and support a project to develop a
> > free replacement.” If we value our freedom, we can act to maintain and
> > defend it."
> >
> > Per rispondere come [2] non è indispensabile essere un programmatore,
> > dipendente o no da un oligopolista Big Tech. Basta condividere una
> > morale che comporti il rispetto della sua condizione di possibilità,
> > vale a dire la libertà propria e altrui - cosa impossibile quando gli
> > utenti, indifferentemente esperti o no, divengono *usati* incatenati a
> > scatole nere proprietarie.
> >
> > E qui vi lascio, non amando particolarmente l'eterno ritorno
> all'identico.
> >
> > Buon proseguimento,
> > MCP
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list -- nexa(a)server-nexa.polito.it
> To change settings or unsubscribe please go to:
> https://server-nexa.polito.it/postorius/lists/nexa.server-nexa.polito.it/
> The general archive of the list is located at:
> https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/
> Permalink to this message:
> https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/me…
July 5, 2026