La ringrazio per le sue belle parole che trovo molto incoraggianti. Mi sono dimenticato di dire che siamo attivi anche presso la Società Operaia di Mutuo soccorso per ambo i sessi Edmondo de Amicis dove di solito concludiamo i nostri incontri con le mitiche acciughe al verde di Giovanni. Per i resto ha assolutamente ragione: uno dei punti è che nei 15GB gratuiti di Google ci stanno benissimo i 2GB del sito e quindi non dobbiamo preoccuparci dell’hosting. L’altro punto è che con Sites la memorizzazione di contenuti in cloud coincide automaticamente con la pubblicazione degli stessi sul sito. Attività che altrimenti richiederebbe un’attività di amministrazione che non possiamo permetterci. E’ il vantaggio di un ecosistema integrato. Certo l’educazione a servizi liberi sarebbe (per noi) di grande interesse e per gli allievi avrebbe un’importante valore educativo. Però penso che gli interessi degli allievi vadano intercettati in prima battuta sui contenuti, e solo in seconda sugli strumenti, per i quali al momento temo sarebbero poco interessati. Non siamo un’università, siamo un cosa che alla fine, tenendo conto della età mia e degli volontari, non so quanto durerà. Se ci fossero dei giovani sarebbe un’altra cosa, ma non ci sono. Grazie ancora delle sue belle parole Il giorno dom 5 lug 2026 alle 19:35 karlessi <karlessi@eudema.net> ha scritto:
Il 05/07/26 15:48, Franco Marra ha scritto:
Risponderò brevemente, per quello che riesco, al suo interessantissimo contributo. Ma prima provo a qualificare il contesto. Io non sono un ricercatore lanciato nell’agone accademico, ma, ahimè, un pensionato di 79 anni, con qualche esperienza informatica, che insieme a una banda di una dozzina di altri pensionati con età media credo sui 74 anni, del tutto digiuni di IA e appena appena familiari con il cloud, e una cara ex-collega molto brava, ho messo su un corso e una serie di eventi sul tema Intelligenza Artificiale. Questo grazie allo SPI-CGIL, da volontario, in quella magnifica struttura che è la Casa del Quartiere <https://www.casadelquartiere.it/>di San Salvario a Torino. Un centro nato dalla visione di poche geniali persone (io non sono tra queste, ma mi avvalgo dei loro risultati) per fare socialità in uno dei quartieri più difficili di Torino e per svolgere quelle funzioni a cui la Pubblica Amministrazione e le forze politiche tradizionali spesso nei fatti abdicano.
triste, ma bello. triste l'abdicazione, bello che persone di buona volontà sopperiscano.
è sempre l'autogestione dal basso che fa la differenza. poi arrivano le "autorità" e la chiamano "resilienza delle comunità". Un esempio di appropriazione culturale del lavoro dal basso da parte delle élite. quelle funzioni, prima che esistesse la PA, venivano già svolte. ad esempio le SOMS (Società Operaie di Mutuo Soccorso) esistevano prima dello stato sociale, e non a caso il fascismo le ha messe fuorilegge.
quindi, il vostro lavoro è fondamentale, nel senso del fondamento del vivere insieme.
non penso sia in alcun modo in contraddizione con il lavoro di D. Tafani che, da una prospettiva specifica e contestuale, propone un'analisi dei miti dell'IA. da accademica, certo. ci sono accademici e accademici, non facciamo di tutta l'erba un fascio.
Abbiamo fatto questa cosa, io e la mia ex-collega, con grandissima allegria e anche, mi permetto di dire, con un certo successo <https:// www.labpopia.it/i-nostri-concerti>(AI Week, qualche biblioteca anche fuori Torino, la Camera del Lavoro etc), aiutati, lo confesso, da qualche accademico <https://www.labpopia.it/sweet-home-san- salvario#h.xz26f63blju4>che sembra apprezzare l’idea e che a me personalmente ha dato molto. Mi sembra che tutto questo sia stato fatto esattamente con la letizia del dilettantismo, concetto che ho assai apprezzato nell’articolo di Carlo Milani da lei citato, e che ho trovato risuonare molto nelle mie corde. Io ho esitato molto a pubblicare il mio
bello! l'allegria oltre al successo, mi fa piacere. mi fa piacere anche che le risuoni il pezzetto. non se ne abbia a male, Carlo Milani sono io. non è un vezzo: è che di Carlo Milani ce ne sono diversi, e il nome anagrafico non ce lo scegliamo noi. invece di karlessi ce n'è uno solo, e me lo sono scelto io, insieme alle persone che mi sono affini. è un nickname, tipico nel mondo dell'hacking. serve per rendersi riconoscibili.
contributo su Nexa, proprio perché mi sento un dilettante (allegro) di fronte a tanta scienza (seria). Sono stato ripreso, e giustamente, perché con allegro dilettantismo ho usato un termine al posto di un altro, ma ho prontamente modificato il mio documento riconoscendo la grave superficialità e ringraziando chi ha dottamente elencato motivi e differenze (che conoscevo ma che avevo trascurato). Verificando però che, alla fine, il senso non cambiava perchè ci si era espressi a un livello di astrazione tale in cui non poteva cambiare la dominante semantica del vettore. Pazienza se la cosa non è stata notata.
ogni persona ha le sue vulnerabilità. a me la confusione fra open e free punge sul vivo e, ammetto, a volte a sproposito. ma non mi pare questo il caso. il mio appunto era sul rapporto mezzi-fini.
e poi dilettante non vuol mica dire trascurato, anzi. son quelle persone che vanno a fare le pulci agli esperti, e fanno bene :D
consideri che non sono un accademico, per quanto ci abbia a che fare, con l'accademia, di solito per svolgere insieme a colleghe e colleghi il lavoro che i centri di ricerca non sono in grado di svolgere dopo aver vinto qualche finanziamento.
rispetto agli anni Novanta, quando ci andavo da studente, l'università è molto più precaria, povera, infiltrata dalle multinazionali; ma anche meno baronale. in Italia e non solo continua a selezionare pervicacemente l'obbedienza alla gerarchia, ma ci sono delle eccezioni notevoli, come in ogni istituzione a tendenza autoritaria. e vanno riconosciute.
Vedo che ha dato un’occhiata al sito, e questo mi onora: avrà notato che l’idea generale è quella di aumentare la consapevolezza di uso, aprendo il cofano <https://www.labpopia.it/sweet-home-san- salvario#h.swz8yrbr2w9j>della IA (siamo convinti che tutto possa essere spiegato), di una categoria di persone talvolta fragile: Ci siamo anche inventati la metafora della Chiromante Stocastica <https:// www.labpopia.it/come-si-usa/uso-consapevole#h.9igg9c1ilsvn>, evoluzione del ben noto pappagallo, e che forse la dottoressa Tafani potrebbe apprezzare. Certo, il sito si presenta come un accozzaglia di una 70-ina di documenti stesi con dilettantistica allegria, ma alla fine pensiamo che il Juke Box <https://www.labpopia.it/sweet-home-san- salvario#h.1pb8tatv54df>utilmente metta la toppa su molti difetti. I nostri allievi sono così contenti del lavoro fatto collettivamente, che spontaneamente si radunano periodicamente al bar per discutere magari su cosa sia l’entropia, o che relazione ci sia tra Shannon, Leopardi e Borges, e non le nascondo che io vado fierissimo di questo risultato perché lo considero utile, anzi utilissimo, molto più dei driver per i sistemi operativi Olivetti che ho progettato da giovane. Gli insegniamo che usare il linguaggio naturale non significa parlare con uno psichiatra, un medico o un amico, ma piuttosto con una chiromante che li compiace sempre per estirpare loro informazioni. E gli spieghiamo che il rimedio è molto semplice, è quello della nonna che raccomandava alla nipote adoloscente di non parlare dei fatti personali o di famiglia con gli estranei, oppure quello della saggezza popolare, dei proverbi: ‘il culo e le palanche non si fanno mai vedere’ dicono ad esempio a Genova.
chiarissimo. e, ribadisco: mi è piaciuto l'approccio. molto.
fra l'altro, si può insegnare l'ingegneria sociale anche senza computer. l'arte di manipolare le persone. Come si dice: l'essere umano è l'anello debole, più facile craccare un umano che un computer. basta chiedergli la password ("presto, ti hanno hackerato il conto corrente! cambia la password, comincia a scrivere quella vecchia...")
il rischio concreto del vostro approccio è questo: siccome i sistemi tipo GPT sono studiati da fior fiori di manipolatori, i migliori al mondo, "resistere" davvero, tanto più da soli, è impossibile, o molto, molto difficile, specialmente per persone che non hanno altre esperienze (molto giovani), o gruppi di pari affini in grado di sostenerli. e rischia di creare la falsa impressione che "dipende da noi", (sottinteso: consumatori inesperti). perciò "caderci" può provocare vergogna nelle persone, che si sentono "non all'altezza". lo dico da formatore ed educatore: spesso gli adulti dicono "metti via quel telefono!", come se fosse solo una questione di volontà individuale.
è come con i social media di massa. le slot machines. sono sistemi progettati per sfruttare i meccanismi ormonali umani, in particolare il sistema dopaminergico, sviluppando auto-abuso. Perciò non dipende solo da noi. Il rimedio "non parlare degli affari tuoi" funziona, ma solo fino a quando a) il sistema non "evolve" diventando ancora più tossico e b) la persona/gruppo ha risorse psico-socio-cognitive per "fare altro", o "in un altro modo", senza soccombere all'interazione tossica.
per me perciò il rimedio è: lascia stare, fai altro. perché devi fare quello che fanno tutti? ti piace veramente giocare con un confeziona-testi o quello che è? OK. puoi fartelo sul tuo computer. potete mettervi insieme con gli amici e farvi una versione vostra. non sarà potente come quella là, non sarà completamente autonoma (training, ecc. ecc.), però sarà più vostra.
dopotutto è un gioco, no? allora giochiamo. giochiamo un gioco il più possibile nostro.
Ora il problema è questo: lei crede che saremmo riusciti a realizzare tutto ciò senza Google Sites, Cloud etc (usiamo però anche Canva)? Da giovane c’era il Vietnam, e le lascio immaginare per quale parte battesse il mio cuore. Torniamo per un momento nella giungla vietnamita, e supponiamo che un Charlie trovi per terra un fucile M16. Dovrebbe rinunciare al suo uso perché prodotto negli USA, o è meglio che impari ad usarlo consapevolmente per raggiungere il suo obiettivo politico?
certamente sì, sareste riusciti a farlo altrimenti. è assolutamente possibile. azzardo: avete scelto quello che avevate a disposizione e che è socialmente più accettato. nel vostro gruppo evidentemente non ci sono le competenze per farlo altrimenti (o magari non si manifestano?), ma, sì: è possibile fare diversamente.
uno dei miei mestieri è accompagnare associazioni, cooperative, aziende, gruppi di ricerca ecc in percorsi di transizione verso tecnologie appropriate. mi permetterò di scriverle in privato quello che suggerirei in una consulenza ai nostri clienti rispetto a cloud privati ecc.
per questo suggerivo di provare altro. si può! e non è una questione di costi economici, ma di costi cognitivo-comportamentali e psico-socio-culturali. Le persone sono intossicate dalle BigTech. la funzionalità è una scusa: più si fa ricorso a un sistema, più quel sistema diventa "naturale", e qualsiasi altro sistema risulterà: più faticoso, noioso, disfuzionale. creando oltretutto fazioni del "meno peggio" (Windows vs OSX; ecc.)
ci è capitato che gruppi di ricerca accademici considerassero GMeet "non funzionante": erano abituati a Zoom; viceversa, altri gruppi ritengono Zoom "rotto": sono abituati a GMeet (o Teams, o altro).
certamente ci vuole un po' più di fatica, almeno inizialmente. è come coltivarsi le verdure da sé, o meglio: è come selezionare produttori di fiducia. Però la soddisfazione è tutt'altra. Il percorso è parte integrante del risultato.
il ragionamento sui mezzi è condivisibile, cioè, traduco a modo mio: se hai la pancia vuota, mangi quello che trovi, anche la robaccia di mcdonald, con buona pace del bio, della filiera corta, delle sofferenze animali, ecc. ma "così fan tutti" non è una buona scusa per ingozzarsi con i prodotti di una multinazionale tossica. Google lo è: non paga le tasse, è monopolista, porta avanti un'agenda politica reazionaria, inquina e consuma in maniera devastante, è parte del complesso militare-industriale e spaccia i suoi prodotti "aggratis" a partire dalle scuole. collabora con i servizi di mezzo mondo (quelli che se lo possono permettere), regimi autoritari compresi, per schedare in maniera continuativa la popolazione. vent'anni fa abbiamo contribuito a diffondere lo slogan: "se è gratis, la merce sei tu". è ancora vero.
la libertà non è gratuita
quanto alla metafora dell'arma, non mi convince. un fucile, è tale anche in un unico esemplare o comunque separato dal sistema industriale (potrebbe essere anche artigianale, un pezzo unico non in serie: rimane cmq un'arma) che lo produce. è un utensile, diciamo. uno "strumento". può portarlo con sé. come un coltello, un badile, un martello (vi sono differenze, ma non stiamo a sottilizzare). invece, tecniche informatiche complesse, per le quali è necessaria un'infrastruttura ingegneristica estremamente complessa, connesse in rete come Google Sites, Cloud, Canva, NON sono utensili o strumenti. sono macchine cibernetiche con retroazioni, integrate nelle società umane, che "funzionano" per via della loro scala, della reticolarità, diffusione, del sistema ingegneristico, ecc.
Google Sites non è un "esemplare" riproducibile come un fucile. cmq, non è così rilevante, importa solo sottolineare che il paragone non regge a un'analisi del funzionamento di quel sistema tecnico. non è una sottigliezza accademica.
in pratica:
- esistono server/servizi indipendenti in Europa e non solo che offrono spazio web per siti. e molto altro. indipendenti: liberi, non gratuiti. - esistono server/servizi basati in Europa, GDPR compliant, alimentati a energia rinnovabile, con software libero, ecc. sul mercato. anche questi non sono gratuiti. ma, almeno, lo scambio è chiaro: servizio per denaro, con certe regole, legali in Europa (Google non le rispetta).
Mentre da giovane contribuivo, con tutti i miei limiti, allo sviluppo degli OS Olivetti (con il mio maestro Sandro Osnaghi) nasceva Internet e si discuteva molto di protocolli, architetture client server e sistemi di sviluppo software. Eravamo tutti entusiasti e sulla base del nostro orientamento politico, eravamo tutti convinti di aver trovato il modo, tra software libero, architetture P2P e Pirate Bay, di aver trovato la ricetta di un mondo migliore. Amaramente il software libero e l’architettura che dovevano consentire accesso e controllo a tutti sono stati tra gli strumenti con cui le Big Tech si sono impossessate del mondo, mentre i protocolli P2P di Pirate Bay sono serviti a fare criptovalute. Io sono giunto all’amara conclusione (del tutto personale ovviamente) che il free software e l'architettura di Internet siano figli di una casta di utopici intellettuali che li hanno pensati in funzione dei loro profili sociali e delle esigenze di sviluppo dei loro prodotti e delle loro forme di comunicazione. Una volta esportati nel mondo della gente normale, usciti dall'ambiente protetto della casta accademica, queste invenzioni hanno prodotto il più grande accumulo di capitale e potere della storia dell'umanità e stanno minacciando seriamente la democrazia. E’ stato commesso il più grande degli errori progettuali, la raccolta sbagliata dei requisiti utente, grazie a una concezione profondamente auto-referenziale su cosa sia l'umanità. Questi signori sono vissuti in un mondo in cui la cosa più importante erano le citazioni, e non il trovare da mangiare, e questo li ha fatto vigorosamente deragliare dal binario del bene collettivo. Hanno guardato il dito e non hanno visto la luna. E' già successo con la ricerca di base in fisica, capita di nuovo con l'informazione: forse peggio, perché non c'è il botto di una bomba come efficace e persuasivo avvertimento.
qui c'è tanto di personale, e capisco la delusione. in parte la condivido. però non condivido la deduzione: internet > accumulo capitalista. le istituzioni umane si fanno e disfanno, sempre evolvendosi; non discendono automaticamente da una certa tecnica. Sarebbe determinismo tecnico: data la tecnica X, ne discende la società Y. La democrazia non è per sempre: è esistita molte volte nel corso della (prei)storia, anche ben prima della democrazia (schiavista e sessista) dell'Atene di Pericle; e finché ci saranno persone disposte a darsi da fare, esisterà. nonostante tutto.
cmq, ci sono anche persone che continuano nonostante tutto a far diversamente, sul digitale e sulle tecnologie in particolare. per esempio a Torino, come in tante altre città italiane, avete LUG (Linux User Group), hacklab
https://lugmap.linux.it/piemonte/
non sono figli di una casta di utopici intellettuali: lavorano sul territorio, che è locale, ma è anche l'Internet.
non ho mai chiesto la genealogia, lo ammetto - e cmq ben vengano pure quelli upper class, tutto fa brodo, se imparano a sporcarsi le mani nel mondo reale. non è che i proletari son per forza buoni, anzi... spesso agiscono contro i propri interessi; per (comprensibile) odio di classe? negli USA e non solo.
E io dovrei sentirmi colpevole perché insegno ai pensionati a costruire siti con Google Site?
colpevole no, perché il senso di colpa deriva dalla cultura cattolica; non so dire nel suo caso, ma in genere è così, almeno in Italia;
il fatto è che da noi, che di mestiere facciamo gli hacker (cioè in pratica quello che avete fatto voi: ingegnarci per trovare modi divertenti per fare cose insieme: curiosità, metterci le mani, condividere), sempre più spesso arrivano persone che ci chiedono l'assoluzione, per comportamenti percepiti come sbagliati, ma, dicono "inevitabili"
"usiamo WhatsApp per coordinare il collettivo-associazione-vattelapesca. lo so che lo usano anche per bombardare i palestinesi a Gaza, ma che ci posso fare? è per una buona causa!"
"a scuola il dirigente ha fatto un accordo per GSuite, che ci posso fare?"
"all'università hanno fatto un contratto con Microsoft, che ci posso fare?"
"in azienda si fanno i corsi per l'IA, abbiamo Claude / GPT quello che è, non costa poi tanto: che ci posso fare?"
"devo sentirmi in colpa?"
ego te absolvo. vai in pace...
peccato che non faccio il prete!
la nostra risposta è: cerco di non usarlo. dico agli altri che fa male. al corpo, alla mente, all'ambiente, a chiunque. tutto qui. ogni scelta conta.
se poi non si può proprio farne a meno (può succedere), OK. non assolviamo, ma neanche condanniamo, o proibiamo. ci penseranno quelli interessati alla purezza, e non ne faccio parte.
non conta nulla?
non conta... ad esempio, non conta evitare di contribuire allo scempio dell'allevamento industriale? adottare una dieta diversa? mah, se guardiamo al macro, nessuna scelta "serve" a nulla. ma questo è benaltrismo. Siccome siamo stati delusi dalle promesse dell'Internet terra promessa delle libertà, allora Google va bene, perché i problemi sono "ben altri"? mmm. anche no. perché se guardiamo alla vita delle persone, ogni scelta di diserzione dal "così fan tutti", ogni scelta di autonomia è un granello negli ingranaggi delle Megamacchine del dominio. un po' di potere in più per le persone per crescere, autonome e libere, insieme.
è l'educazione che può fare le persone libere
perciò: bel lavoro! potete anche migliorare, se volete. anche cominciando una transizione verso sistemi più appropriati. ci saranno delle rinunce da fare, ogni disintossicazione comporta delle rinunce. ma si può fare, certo. ed è molto divertente!
People Have the Power :D
k.
Il giorno dom 5 lug 2026 alle ore 13:19 karlessi via nexa <nexa@server- nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> ha scritto:
Buongiorno,
ho letto con interesse il preprint del testo di D. Tafani (grazie per la condivisione) e le critiche espresse da F. Marra (grazie per lo
sforzo
di sintesi)
alcune considerazioni
# scientificità e no
nel documento https://docs.google.com/document/ d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRAIXXo/edit?tab=t.0 <https://docs.google.com/document/ d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRAIXXo/edit?tab=t.0> paragrafo 2.
"Un altro limite [TAGLIO] è l'assenza di un metodo comparativo rigoroso. [TAGLIO] non è scientificamente sufficiente."
la Scienza è una forma di Narrazione sofisticata, a livello pubblico
e
comunicativo senz'altro. Le scienze, e le ricerche scientifiche, sono sempre ideologicamente e/o filosoficamente orientate, soprattutto quando si dichiarano neutre, neutrali, ed esclusivamente "scientifiche". A
me
piace Feyerabend, una mia brevissima riflessione in merito https://centroriformastato.it/la-letizia-del-dilettantismo- avvocature-e-tecnologie/ <https://centroriformastato.it/la-letizia- del-dilettantismo-avvocature-e-tecnologie/>
Ne deriva che in ogni proposta "scientifica" è insito un presupposto ideologico/filosofico, non di rado inconfessato o addirittura inconscio. Nel caso della critica di F. Marra, ad esempio "dobbiamo chiederci se il sistema umano, con le stesse risorse investite, otterrebbe risultati superiori o se l'IA rappresenti un miglioramento (anche se
imperfetto)
di un sistema pre-esistente già in crisi"
il presupposto è la necessità di miglioramento. Cosa significa miglioramento? Questione non retorica. I lungotermisti ritengono che sia "meglio" sterminare qualche miliardo di umani e altre forme di vita
per
garantire la sopravvivenza a lungo termine della specie umana. Es. (questi sono i "moderati...") https://www.centreforeffectivealtruism.org/longtermism <https:// www.centreforeffectivealtruism.org/longtermism> Ci credono davvero? Non saprei, in ogni caso non vedo la differenza con
narrative
escatologiche più esplicitamente religiose (chiliasti vari). Ci interessa perché molti dei megamiliardari che spingono la narrativa
IA
attuale esprimono posizioni lungotermiste. Peter Thiel (che con la narrativa IA guadagna un sacco di soldi facendo controllare,
monitorare
ed eventualmente ammazzare un sacco di gente, perlopiù poveri e non-bianchi, grazie a Palantir) ci aggiunge molte altre altre
posizioni
ultra-reazionarie: i maschi bianchi (specialmente sudafricani eredi
del
razzistissimo apartheid) sono minacciati! con Musk, Andreeseen, Levchin, Sacks, Botha, ecc. si intendono alla grande dai tempi della PayPal mafia e ora sono ai vertici della catena di comando USA, vedi https://observer.com/2025/10/paypal-cofounders-today/ <https:// observer.com/2025/10/paypal-cofounders-today/> (PayPal: un progetto POLITICO ispirato alle teorie di "von" Hayek). una delle posizioni di Musk (mito del genio, appunto): i maschi bianchi hanno
il
dovere morale di riprodursi ingravidando femmine "geneticamente perfette" alla ricerca della "razza perfetta" (eugenetismo di stampo nazista); e contemporaneamente, aggiungerebbe Thiel, il dovere di sterminare chi li minaccia (i non bianchi, le donne, i poveri), per evitare l'avvento dell'Anticristo, ecc ecc. (immagino l'abbia
ripetuto
anche recentemente a Roma, ospite della fondazione Gioberti)
scientifico? per nulla. ma queste ideologie stanno dietro all'IA
oggi.
magari Altman (lungotermista dichiarato) e Amodei possono passare per liberali: ma è marketing; e solo a confronto di Musk e Thiel...
c'è un sottile crinale fra "ciascuno si faccia la sua idea, democraticamente, ma scientificamente" ed "esploriamo le narrazioni tossiche da un punto di vista dichiarato"
a me pare che il libro di D. Tafani si muova sulla seconda traccia. L'assunto è chiaro: l'IA è un progetto reazionario, propala dei miti spacciandoli per verità "scientifiche" e fatti inconfutabili. (preferisco narrazioni a miti; troppo lungo da spiegare perché:
rimando
a M. Detienne, Noi e i greci, Cortina, 2007)
non è scientifico? forse no, se scientifico è ciò che avviene in un laboratorio finanziato da una multinazionale e sottoposto da rigidi protocolli di non divulgazione... per poi saltar fuori che "Mythos"
(un
mito!!!) è troppo pericoloso e quindi non si può rivelare. Parola di Anthropic!
ma è proprio questa "non scientificità", se vogliamo chiamarla così,
la
forza di un'analisi del genere.
ognuno dei dieci miti individuati e raccontati da D. Tafani potrebbe fungere da base per formazioni sulla narrativa dell'IA. riconoscere
il
ricorso a questi miti nella propria esperienza quotidiana, in particolare da parte dei media e delle figure di riferimento
(politici,
dirigenti, insegnanti, genitori...) sarebbe utile per aumentare la consapevolezza di grandi e piccini, e quindi la possibilità di agire diversamente.
# free != open
le parole sono cruciali. non per i vettori di compressione delle pretese IA, ma per gli umani sì. oltre vent'anni fa scrivemmo un libretto in merito, nella sostanza rimane valido, mutatis mutandis, mi pare: https://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186 <https:// www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186> negli approfondimenti è disponibile il libro intero, licenza BY-NC-SA (non
è
"libera" secondo la FSF... francamente sarei per il no copyright, cmq non condivido la libertà di commercio sul lavoro altrui, perciò se
chi
ne sa di più può spiegarmi, grazie!)
# metafore
abbiamo bisogno di metafore per comprendere, e comprenderci; ma le metafore rimangono metafore
l'IA è una metafora, ed è una metafora tossica. Chi lavora nel
settore
di "automazioni meravigliose" non parla mai di IA (se non con i giornalisti, o per scrivere libri di filosofia, o di divulgazione, ma "da scienziato" e quindi... inconfutabili??? Cristianini è fra
questi,
purtroppo), ma di LLM, CNN, vettori, transformer, ecc ecc (e spesso pure queste sigle sono metafore!). Catene di metafore fanno allegorie.
# mezzi e fini
i mezzi dovrebbero giustificare i fini, non l'opposto
D. Tafani pubblica su zenodo.org <http://zenodo.org> , finché il CERN esisterà sarà garantito l'accesso, dai server del CERN in Svizzera. non è una
scelta
neutra: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta di campo, politica.
F. Marra pubblica su Google. finché Google permetterà a quel
documento
di essere diffuso dai suoi server negli USA, sarà disponibile. lo stesso vale per Google Sites. e tanto più per NotebookLM, prodotto di
Google.
non sono scelte neutre: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta di campo, politica.
siccome il progetto https://www.labpopia.it <https:// www.labpopia.it> mi pare molto interessante, per riallineare mezzi e fini, suggerisco di passare a una piattaforma free software con server basati in Europa e alimentati con energia rinnovabile. ciò che non si può fare così IMHO non va fatto. sì, è
più
comodo usare Google: ma non è eticamente coerente con i fini
dichiarati
dal progetto.
sono personalmente contrario ai divieti.
ma, al livello di intossicazione attuale, purtroppo, mi pare che solo una legge che vieti tutte le BigTech possa portare effetti concreti immediati. come vietare il fumo nei locali pubblici... frattanto, le persone si comportano in maniera irresponsabile, e illegale. nei progetti europei si continuano a usare Google Microsoft ecc in barba
a
GDPR e dintorni, come nelle pubbliche amministrazioni, scuole e università: eppure le leggi ci sono.
# tecnica e potere: disclaimer di posizione personale
La tecnica è fonte di potere. La maniera più semplice per creare
potere
passa attraverso l'invenzione di tecniche e la messa a punto di tecnologie appropriate, altrettanti interventi per gestire, stabilizzare, condividere, mitigare e allontanare il comune destino, ovvero la morte: morte individuale, morte collettiva di determinati sistemi sociali, morte di persone e animali a noi cari, morte termica dell'universo.
Prima di servire per fare meno fatica, prima di fungere da servi e schiavi degli umani, tecniche e tecnologie sono focus di attenzione condivisa, catalizzatori evolutivi, fonti di meraviglia. (metastabilità, metaxu, action outillée: cf. G. Simondon; F. Sigaut)
Tecniche e tecnologie non sono tutte uguali; al contrario, sono tutte diverse. Ma vi sono due grandi stirpi, che promuovono diversi
retaggi:
tecniche/tecnologie del dominio (come l'IA attuale); tecniche/ tecnologie conviviali. Le prime sono le più diffuse, in costante proliferazione. Queste tecniche e tecnologie sequestrano la capacità diffusa di influire e determinare le norme sociali a favore di ristretti gruppi sociali e masse di individui organizzati in gerarchie fisse. Dall'altra parte
vi
sono tecniche e tecnologie conviviali, inventate e messe a punto per diffondere il potere il più possibile presso il più gran numero, in modo che ogni essere umano possa influire e determinare le norme sociali.
nella pratica, le cose non sono nette, certo. sono mescolate. a noi decidere cosa e come evolvere.
buona giornata
k.
-- transizioni digitali sostenibili - https://eudema.net <https:// eudema.net> pedagogia hacker - https://eleuthera.it/ph <https://eleuthera.it/ph> https://circex.org <https://circex.org> tecnologie conviviali - https://eleuthera.it/tc <https:// eleuthera.it/tc>
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