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Re: Libro
by Franco Marra
Risponderò brevemente, per quello che riesco, al suo interessantissimo
contributo. Ma prima provo a qualificare il contesto. Io non sono un
ricercatore lanciato nell’agone accademico, ma, ahimè, un pensionato di 79
anni, con qualche esperienza informatica, che insieme a una banda di una
dozzina di altri pensionati con età media credo sui 74 anni, del tutto
digiuni di IA e appena appena familiari con il cloud, e una cara ex-collega
molto brava, ho messo su un corso e una serie di eventi sul tema
Intelligenza Artificiale. Questo grazie allo SPI-CGIL, da volontario, in
quella magnifica struttura che è la Casa del Quartiere
<https://www.casadelquartiere.it/> di San Salvario a Torino. Un centro nato
dalla visione di poche geniali persone (io non sono tra queste, ma mi
avvalgo dei loro risultati) per fare socialità in uno dei quartieri più
difficili di Torino e per svolgere quelle funzioni a cui la Pubblica
Amministrazione e le forze politiche tradizionali spesso nei fatti abdicano.
Abbiamo fatto questa cosa, io e la mia ex-collega, con grandissima allegria
e anche, mi permetto di dire, con un certo successo
<https://www.labpopia.it/i-nostri-concerti> (AI Week, qualche biblioteca
anche fuori Torino, la Camera del Lavoro etc), aiutati, lo confesso, da
qualche accademico
<https://www.labpopia.it/sweet-home-san-salvario#h.xz26f63blju4> che sembra
apprezzare l’idea e che a me personalmente ha dato molto. Mi sembra che
tutto questo sia stato fatto esattamente con la letizia del dilettantismo,
concetto che ho assai apprezzato nell’articolo di Carlo Milani da lei
citato, e che ho trovato risuonare molto nelle mie corde. Io ho esitato
molto a pubblicare il mio contributo su Nexa, proprio perché mi sento un
dilettante (allegro) di fronte a tanta scienza (seria). Sono stato
ripreso, e giustamente, perché con allegro dilettantismo ho usato un
termine al posto di un altro, ma ho prontamente modificato il mio documento
riconoscendo la grave superficialità e ringraziando chi ha dottamente
elencato motivi e differenze (che conoscevo ma che avevo trascurato).
Verificando però che, alla fine, il senso non cambiava perchè ci si era
espressi a un livello di astrazione tale in cui non poteva cambiare la
dominante semantica del vettore. Pazienza se la cosa non è stata notata.
Vedo che ha dato un’occhiata al sito, e questo mi onora: avrà notato che
l’idea generale è quella di aumentare la consapevolezza di uso, aprendo il
cofano <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-salvario#h.swz8yrbr2w9j>
della IA (siamo convinti che tutto possa essere spiegato), di una categoria
di persone talvolta fragile: Ci siamo anche inventati la metafora
della Chiromante
Stocastica
<https://www.labpopia.it/come-si-usa/uso-consapevole#h.9igg9c1ilsvn>,
evoluzione del ben noto pappagallo, e che forse la dottoressa Tafani
potrebbe apprezzare. Certo, il sito si presenta come un accozzaglia di una
70-ina di documenti stesi con dilettantistica allegria, ma alla fine
pensiamo che il Juke Box
<https://www.labpopia.it/sweet-home-san-salvario#h.1pb8tatv54df> utilmente
metta la toppa su molti difetti. I nostri allievi sono così contenti del
lavoro fatto collettivamente, che spontaneamente si radunano periodicamente
al bar per discutere magari su cosa sia l’entropia, o che relazione ci sia
tra Shannon, Leopardi e Borges, e non le nascondo che io vado fierissimo di
questo risultato perché lo considero utile, anzi utilissimo, molto più dei
driver per i sistemi operativi Olivetti che ho progettato da giovane. Gli
insegniamo che usare il linguaggio naturale non significa parlare con uno
psichiatra, un medico o un amico, ma piuttosto con una chiromante che li
compiace sempre per estirpare loro informazioni. E gli spieghiamo che il
rimedio è molto semplice, è quello della nonna che raccomandava alla nipote
adoloscente di non parlare dei fatti personali o di famiglia con gli
estranei, oppure quello della saggezza popolare, dei proverbi: ‘il culo e
le palanche non si fanno mai vedere’ dicono ad esempio a Genova.
Ora il problema è questo: lei crede che saremmo riusciti a realizzare tutto
ciò senza Google Sites, Cloud etc (usiamo però anche Canva)? Da giovane
c’era il Vietnam, e le lascio immaginare per quale parte battesse il mio
cuore. Torniamo per un momento nella giungla vietnamita, e supponiamo che
un Charlie trovi per terra un fucile M16. Dovrebbe rinunciare al suo uso
perché prodotto negli USA, o è meglio che impari ad usarlo consapevolmente
per raggiungere il suo obiettivo politico?
Mentre da giovane contribuivo, con tutti i miei limiti, allo sviluppo degli
OS Olivetti (con il mio maestro Sandro Osnaghi) nasceva Internet e si
discuteva molto di protocolli, architetture client server e sistemi di
sviluppo software. Eravamo tutti entusiasti e sulla base del nostro
orientamento politico, eravamo tutti convinti di aver trovato il modo, tra
software libero, architetture P2P e Pirate Bay, di aver trovato la ricetta
di un mondo migliore. Amaramente il software libero e l’architettura che
dovevano consentire accesso e controllo a tutti sono stati tra gli
strumenti con cui le Big Tech si sono impossessate del mondo, mentre i
protocolli P2P di Pirate Bay sono serviti a fare criptovalute. Io sono
giunto all’amara conclusione (del tutto personale ovviamente) che il free
software e l'architettura di Internet siano figli di una casta di utopici
intellettuali che li hanno pensati in funzione dei loro profili sociali e
delle esigenze di sviluppo dei loro prodotti e delle loro forme di
comunicazione. Una volta esportati nel mondo della gente normale, usciti
dall'ambiente protetto della casta accademica, queste invenzioni hanno
prodotto il più grande accumulo di capitale e potere della storia
dell'umanità e stanno minacciando seriamente la democrazia. E’ stato
commesso il più grande degli errori progettuali, la raccolta sbagliata dei
requisiti utente, grazie a una concezione profondamente auto-referenziale
su cosa sia l'umanità. Questi signori sono vissuti in un mondo in cui la
cosa più importante erano le citazioni, e non il trovare da mangiare, e
questo li ha fatto vigorosamente deragliare dal binario del bene
collettivo. Hanno guardato il dito e non hanno visto la luna. E' già
successo con la ricerca di base in fisica, capita di nuovo con
l'informazione: forse peggio, perché non c'è il botto di una bomba come
efficace e persuasivo avvertimento.
E io dovrei sentirmi colpevole perché insegno ai pensionati a costruire
siti con Google Site?
Il giorno dom 5 lug 2026 alle ore 13:19 karlessi via nexa <
nexa(a)server-nexa.polito.it> ha scritto:
>
> Buongiorno,
>
> ho letto con interesse il preprint del testo di D. Tafani (grazie per la
> condivisione) e le critiche espresse da F. Marra (grazie per lo sforzo
> di sintesi)
>
> alcune considerazioni
>
> # scientificità e no
>
> nel documento
>
> https://docs.google.com/document/d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRA…
> paragrafo 2.
>
> "Un altro limite [TAGLIO] è l'assenza di un metodo comparativo rigoroso.
> [TAGLIO] non è scientificamente sufficiente."
>
> la Scienza è una forma di Narrazione sofisticata, a livello pubblico e
> comunicativo senz'altro. Le scienze, e le ricerche scientifiche, sono
> sempre ideologicamente e/o filosoficamente orientate, soprattutto quando
> si dichiarano neutre, neutrali, ed esclusivamente "scientifiche". A me
> piace Feyerabend, una mia brevissima riflessione in merito
>
> https://centroriformastato.it/la-letizia-del-dilettantismo-avvocature-e-tec…
>
> Ne deriva che in ogni proposta "scientifica" è insito un presupposto
> ideologico/filosofico, non di rado inconfessato o addirittura inconscio.
> Nel caso della critica di F. Marra, ad esempio "dobbiamo chiederci se il
> sistema umano, con le stesse risorse investite, otterrebbe risultati
> superiori o se l'IA rappresenti un miglioramento (anche se imperfetto)
> di un sistema pre-esistente già in crisi"
>
> il presupposto è la necessità di miglioramento. Cosa significa
> miglioramento? Questione non retorica. I lungotermisti ritengono che sia
> "meglio" sterminare qualche miliardo di umani e altre forme di vita per
> garantire la sopravvivenza a lungo termine della specie umana. Es.
> (questi sono i "moderati...")
> https://www.centreforeffectivealtruism.org/longtermism Ci credono
> davvero? Non saprei, in ogni caso non vedo la differenza con narrative
> escatologiche più esplicitamente religiose (chiliasti vari). Ci
> interessa perché molti dei megamiliardari che spingono la narrativa IA
> attuale esprimono posizioni lungotermiste. Peter Thiel (che con la
> narrativa IA guadagna un sacco di soldi facendo controllare, monitorare
> ed eventualmente ammazzare un sacco di gente, perlopiù poveri e
> non-bianchi, grazie a Palantir) ci aggiunge molte altre altre posizioni
> ultra-reazionarie: i maschi bianchi (specialmente sudafricani eredi del
> razzistissimo apartheid) sono minacciati! con Musk, Andreeseen, Levchin,
> Sacks, Botha, ecc. si intendono alla grande dai tempi della PayPal
> mafia e ora sono ai vertici della catena di comando USA, vedi
> https://observer.com/2025/10/paypal-cofounders-today/ (PayPal: un
> progetto POLITICO ispirato alle teorie di "von" Hayek). una delle
> posizioni di Musk (mito del genio, appunto): i maschi bianchi hanno il
> dovere morale di riprodursi ingravidando femmine "geneticamente
> perfette" alla ricerca della "razza perfetta" (eugenetismo di stampo
> nazista); e contemporaneamente, aggiungerebbe Thiel, il dovere di
> sterminare chi li minaccia (i non bianchi, le donne, i poveri), per
> evitare l'avvento dell'Anticristo, ecc ecc. (immagino l'abbia ripetuto
> anche recentemente a Roma, ospite della fondazione Gioberti)
>
> scientifico? per nulla. ma queste ideologie stanno dietro all'IA oggi.
> magari Altman (lungotermista dichiarato) e Amodei possono passare per
> liberali: ma è marketing; e solo a confronto di Musk e Thiel...
>
> c'è un sottile crinale fra "ciascuno si faccia la sua idea,
> democraticamente, ma scientificamente" ed "esploriamo le narrazioni
> tossiche da un punto di vista dichiarato"
>
> a me pare che il libro di D. Tafani si muova sulla seconda traccia.
> L'assunto è chiaro: l'IA è un progetto reazionario, propala dei miti
> spacciandoli per verità "scientifiche" e fatti inconfutabili.
> (preferisco narrazioni a miti; troppo lungo da spiegare perché: rimando
> a M. Detienne, Noi e i greci, Cortina, 2007)
>
> non è scientifico? forse no, se scientifico è ciò che avviene in un
> laboratorio finanziato da una multinazionale e sottoposto da rigidi
> protocolli di non divulgazione... per poi saltar fuori che "Mythos" (un
> mito!!!) è troppo pericoloso e quindi non si può rivelare. Parola di
> Anthropic!
>
> ma è proprio questa "non scientificità", se vogliamo chiamarla così, la
> forza di un'analisi del genere.
>
> ognuno dei dieci miti individuati e raccontati da D. Tafani potrebbe
> fungere da base per formazioni sulla narrativa dell'IA. riconoscere il
> ricorso a questi miti nella propria esperienza quotidiana, in
> particolare da parte dei media e delle figure di riferimento (politici,
> dirigenti, insegnanti, genitori...) sarebbe utile per aumentare la
> consapevolezza di grandi e piccini, e quindi la possibilità di agire
> diversamente.
>
> # free != open
>
> le parole sono cruciali. non per i vettori di compressione delle pretese
> IA, ma per gli umani sì. oltre vent'anni fa scrivemmo un libretto in
> merito, nella sostanza rimane valido, mutatis mutandis, mi pare:
> https://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186 negli
> approfondimenti è disponibile il libro intero, licenza BY-NC-SA (non è
> "libera" secondo la FSF... francamente sarei per il no copyright, cmq
> non condivido la libertà di commercio sul lavoro altrui, perciò se chi
> ne sa di più può spiegarmi, grazie!)
>
> # metafore
>
> abbiamo bisogno di metafore per comprendere, e comprenderci; ma le
> metafore rimangono metafore
>
> l'IA è una metafora, ed è una metafora tossica. Chi lavora nel settore
> di "automazioni meravigliose" non parla mai di IA (se non con i
> giornalisti, o per scrivere libri di filosofia, o di divulgazione, ma
> "da scienziato" e quindi... inconfutabili??? Cristianini è fra questi,
> purtroppo), ma di LLM, CNN, vettori, transformer, ecc ecc (e spesso pure
> queste sigle sono metafore!). Catene di metafore fanno allegorie.
>
> # mezzi e fini
>
> i mezzi dovrebbero giustificare i fini, non l'opposto
>
> D. Tafani pubblica su zenodo.org , finché il CERN esisterà sarà
> garantito l'accesso, dai server del CERN in Svizzera. non è una scelta
> neutra: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta di campo, politica.
>
> F. Marra pubblica su Google. finché Google permetterà a quel documento
> di essere diffuso dai suoi server negli USA, sarà disponibile. lo stesso
> vale per Google Sites. e tanto più per NotebookLM, prodotto di Google.
> non sono scelte neutre: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta di
> campo, politica.
>
> siccome il progetto https://www.labpopia.it mi pare molto interessante,
> per riallineare mezzi e fini, suggerisco di passare a una piattaforma
> free software con server basati in Europa e alimentati con energia
> rinnovabile. ciò che non si può fare così IMHO non va fatto. sì, è più
> comodo usare Google: ma non è eticamente coerente con i fini dichiarati
> dal progetto.
>
> sono personalmente contrario ai divieti.
>
> ma, al livello di intossicazione attuale, purtroppo, mi pare che solo
> una legge che vieti tutte le BigTech possa portare effetti concreti
> immediati. come vietare il fumo nei locali pubblici... frattanto, le
> persone si comportano in maniera irresponsabile, e illegale. nei
> progetti europei si continuano a usare Google Microsoft ecc in barba a
> GDPR e dintorni, come nelle pubbliche amministrazioni, scuole e
> università: eppure le leggi ci sono.
>
> # tecnica e potere: disclaimer di posizione personale
>
> La tecnica è fonte di potere. La maniera più semplice per creare potere
> passa attraverso l'invenzione di tecniche e la messa a punto di
> tecnologie appropriate, altrettanti interventi per gestire,
> stabilizzare, condividere, mitigare e allontanare il comune destino,
> ovvero la morte: morte individuale, morte collettiva di determinati
> sistemi sociali, morte di persone e animali a noi cari, morte termica
> dell'universo.
>
> Prima di servire per fare meno fatica, prima di fungere da servi e
> schiavi degli umani, tecniche e tecnologie sono focus di attenzione
> condivisa, catalizzatori evolutivi, fonti di meraviglia. (metastabilità,
> metaxu, action outillée: cf. G. Simondon; F. Sigaut)
>
> Tecniche e tecnologie non sono tutte uguali; al contrario, sono tutte
> diverse. Ma vi sono due grandi stirpi, che promuovono diversi retaggi:
> tecniche/tecnologie del dominio (come l'IA attuale); tecniche/tecnologie
> conviviali. Le prime sono le più diffuse, in costante proliferazione.
> Queste tecniche e tecnologie sequestrano la capacità diffusa di influire
> e determinare le norme sociali a favore di ristretti gruppi sociali e
> masse di individui organizzati in gerarchie fisse. Dall'altra parte vi
> sono tecniche e tecnologie conviviali, inventate e messe a punto per
> diffondere il potere il più possibile presso il più gran numero, in modo
> che ogni essere umano possa influire e determinare le norme sociali.
>
> nella pratica, le cose non sono nette, certo. sono mescolate. a noi
> decidere cosa e come evolvere.
>
> buona giornata
>
> k.
>
> --
> transizioni digitali sostenibili - https://eudema.net
> pedagogia hacker - https://eleuthera.it/ph https://circex.org
> tecnologie conviviali - https://eleuthera.it/tc
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list -- nexa(a)server-nexa.polito.it
> To change settings or unsubscribe please go to:
> https://server-nexa.polito.it/postorius/lists/nexa.server-nexa.polito.it/
> The general archive of the list is located at:
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> https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/me…
July 5, 2026
Re: Libro
by abregni
>> nella pratica, le cose non sono nette, certo. sono mescolate. a noi
>> decidere cosa e come evolvere.
Dal 2008 al 2013 ho tentato invano di propagandare una proposta concreta
-- http://ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf -- per "ridiventare padroni del
potere di comunicare". La "fibra dei cittadini" doveva essere una
rivoluzione economica e democratica che partiva dal basso...
Poi la gente dorme, e la tecnologia avanza, così oggi ci occupiamo di
"strati più alti", senza aver preso il controllo delle fondamenta.
Dirò di più: molte infrastrutture dell'economia -- dal dispacciamento
energetico al trasporto pubblico locale -- dovrebbero a) essere fornite
a costo zero, e b) i manager valutati sul rapporto servizio-costo, non
sul "profitto" (concetto idiota per le infrastrutture).
Premesso questo, se qualcuno realizza tecnologie avanzate, le porta sul
mercato con nomi ammiccanti (IA) invece che reali, fa partire un battage
pubblicitario mondiale fotocopia di quello di Internet del 1999, e poi
le concede in uso gratuito (Google AI) o limitato (22€ al mese, Claude,
per mio figlio che fa la tesi al MIT,e delega tutto quello che può
all'AI, ...nel bene e nel male), beh, la vera domanda è "cosa ci vuoi
fare, DAVVERO, oltre al solito bla bla (che non porta lontano)?"
Le rivoluzioni si fanno togliendo il solaio di sotto ai piedi di chi
vuoi rovesciare, chirurgicamente e senza tanta fanfara ("la fibra dei
cittadini" questo almeno lo poteva fare, nel suo piccolo). Ora qual è la
proposta concreta? Un CERN "ICT"?
Sono quasi 40 anni (dal 1989) che cerco qualcuno che mi aiuti a
realizzare questa proposta "semplificante" --
http://ybnd.eu/docs/Sintesi_YBN.pdf, che trovate insieme alla fibra in
questo discorso più ampio su come cercare di farsi fregare meno:
http://ybnd.eu/docs/Sic_est_Iw.pdf -- senza incasinarla di schifezze
informatiche.
Dopodiché ho capito che -- finché la gente DORME (e la fanno dormire
APPOSTA...) -- non si va da nessuna parte.
QUINDI, "a noi decidere cosa e come evolvere" ...che cosa diavolo
significa (in concreto)? Non che non sia d'accordo, ...però la realtà è
la realtà.
NIENTE di personale, ASSOLUTAMENTE. Concordo su molti punti.
MA, **al sodo**, ...continuo a vederla male. Sarà l'età...
Saluti a tutti,
Alf
Il 2026-07-05 13:17 karlessi via nexa ha scritto:
> Buongiorno,
>
> ho letto con interesse il preprint del testo di D. Tafani (grazie per
> la condivisione) e le critiche espresse da F. Marra (grazie per lo
> sforzo di sintesi)
>
> alcune considerazioni
>
> # scientificità e no
>
> nel documento
> https://docs.google.com/document/d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRA…
> paragrafo 2.
>
> "Un altro limite [TAGLIO] è l'assenza di un metodo comparativo
> rigoroso. [TAGLIO] non è scientificamente sufficiente."
>
> la Scienza è una forma di Narrazione sofisticata, a livello pubblico e
> comunicativo senz'altro. Le scienze, e le ricerche scientifiche, sono
> sempre ideologicamente e/o filosoficamente orientate, soprattutto
> quando si dichiarano neutre, neutrali, ed esclusivamente
> "scientifiche". A me piace Feyerabend, una mia brevissima riflessione
> in merito
> https://centroriformastato.it/la-letizia-del-dilettantismo-avvocature-e-tec…
>
> Ne deriva che in ogni proposta "scientifica" è insito un presupposto
> ideologico/filosofico, non di rado inconfessato o addirittura
> inconscio. Nel caso della critica di F. Marra, ad esempio "dobbiamo
> chiederci se il sistema umano, con le stesse risorse investite,
> otterrebbe risultati superiori o se l'IA rappresenti un miglioramento
> (anche se imperfetto) di un sistema pre-esistente già in crisi"
>
> il presupposto è la necessità di miglioramento. Cosa significa
> miglioramento? Questione non retorica. I lungotermisti ritengono che
> sia "meglio" sterminare qualche miliardo di umani e altre forme di vita
> per garantire la sopravvivenza a lungo termine della specie umana. Es.
> (questi sono i "moderati...")
> https://www.centreforeffectivealtruism.org/longtermism Ci credono
> davvero? Non saprei, in ogni caso non vedo la differenza con narrative
> escatologiche più esplicitamente religiose (chiliasti vari). Ci
> interessa perché molti dei megamiliardari che spingono la narrativa IA
> attuale esprimono posizioni lungotermiste. Peter Thiel (che con la
> narrativa IA guadagna un sacco di soldi facendo controllare, monitorare
> ed eventualmente ammazzare un sacco di gente, perlopiù poveri e
> non-bianchi, grazie a Palantir) ci aggiunge molte altre altre posizioni
> ultra-reazionarie: i maschi bianchi (specialmente sudafricani eredi del
> razzistissimo apartheid) sono minacciati! con Musk, Andreeseen,
> Levchin, Sacks, Botha, ecc. si intendono alla grande dai tempi della
> PayPal mafia e ora sono ai vertici della catena di comando USA, vedi
> https://observer.com/2025/10/paypal-cofounders-today/ (PayPal: un
> progetto POLITICO ispirato alle teorie di "von" Hayek). una delle
> posizioni di Musk (mito del genio, appunto): i maschi bianchi hanno il
> dovere morale di riprodursi ingravidando femmine "geneticamente
> perfette" alla ricerca della "razza perfetta" (eugenetismo di stampo
> nazista); e contemporaneamente, aggiungerebbe Thiel, il dovere di
> sterminare chi li minaccia (i non bianchi, le donne, i poveri), per
> evitare l'avvento dell'Anticristo, ecc ecc. (immagino l'abbia ripetuto
> anche recentemente a Roma, ospite della fondazione Gioberti)
>
> scientifico? per nulla. ma queste ideologie stanno dietro all'IA oggi.
> magari Altman (lungotermista dichiarato) e Amodei possono passare per
> liberali: ma è marketing; e solo a confronto di Musk e Thiel...
>
> c'è un sottile crinale fra "ciascuno si faccia la sua idea,
> democraticamente, ma scientificamente" ed "esploriamo le narrazioni
> tossiche da un punto di vista dichiarato"
>
> a me pare che il libro di D. Tafani si muova sulla seconda traccia.
> L'assunto è chiaro: l'IA è un progetto reazionario, propala dei miti
> spacciandoli per verità "scientifiche" e fatti inconfutabili.
> (preferisco narrazioni a miti; troppo lungo da spiegare perché: rimando
> a M. Detienne, Noi e i greci, Cortina, 2007)
>
> non è scientifico? forse no, se scientifico è ciò che avviene in un
> laboratorio finanziato da una multinazionale e sottoposto da rigidi
> protocolli di non divulgazione... per poi saltar fuori che "Mythos" (un
> mito!!!) è troppo pericoloso e quindi non si può rivelare. Parola di
> Anthropic!
>
> ma è proprio questa "non scientificità", se vogliamo chiamarla così, la
> forza di un'analisi del genere.
>
> ognuno dei dieci miti individuati e raccontati da D. Tafani potrebbe
> fungere da base per formazioni sulla narrativa dell'IA. riconoscere il
> ricorso a questi miti nella propria esperienza quotidiana, in
> particolare da parte dei media e delle figure di riferimento (politici,
> dirigenti, insegnanti, genitori...) sarebbe utile per aumentare la
> consapevolezza di grandi e piccini, e quindi la possibilità di agire
> diversamente.
>
> # free != open
>
> le parole sono cruciali. non per i vettori di compressione delle
> pretese IA, ma per gli umani sì. oltre vent'anni fa scrivemmo un
> libretto in merito, nella sostanza rimane valido, mutatis mutandis, mi
> pare: https://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186 negli
> approfondimenti è disponibile il libro intero, licenza BY-NC-SA (non è
> "libera" secondo la FSF... francamente sarei per il no copyright, cmq
> non condivido la libertà di commercio sul lavoro altrui, perciò se chi
> ne sa di più può spiegarmi, grazie!)
>
> # metafore
>
> abbiamo bisogno di metafore per comprendere, e comprenderci; ma le
> metafore rimangono metafore
>
> l'IA è una metafora, ed è una metafora tossica. Chi lavora nel settore
> di "automazioni meravigliose" non parla mai di IA (se non con i
> giornalisti, o per scrivere libri di filosofia, o di divulgazione, ma
> "da scienziato" e quindi... inconfutabili??? Cristianini è fra questi,
> purtroppo), ma di LLM, CNN, vettori, transformer, ecc ecc (e spesso
> pure queste sigle sono metafore!). Catene di metafore fanno allegorie.
>
> # mezzi e fini
>
> i mezzi dovrebbero giustificare i fini, non l'opposto
>
> D. Tafani pubblica su zenodo.org , finché il CERN esisterà sarà
> garantito l'accesso, dai server del CERN in Svizzera. non è una scelta
> neutra: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta di campo, politica.
>
> F. Marra pubblica su Google. finché Google permetterà a quel documento
> di essere diffuso dai suoi server negli USA, sarà disponibile. lo
> stesso vale per Google Sites. e tanto più per NotebookLM, prodotto di
> Google. non sono scelte neutre: nessuna scelta tecnica lo è: è una
> scelta di campo, politica.
>
> siccome il progetto https://www.labpopia.it mi pare molto interessante,
> per riallineare mezzi e fini, suggerisco di passare a una piattaforma
> free software con server basati in Europa e alimentati con energia
> rinnovabile. ciò che non si può fare così IMHO non va fatto. sì, è più
> comodo usare Google: ma non è eticamente coerente con i fini dichiarati
> dal progetto.
>
> sono personalmente contrario ai divieti.
>
> ma, al livello di intossicazione attuale, purtroppo, mi pare che solo
> una legge che vieti tutte le BigTech possa portare effetti concreti
> immediati. come vietare il fumo nei locali pubblici... frattanto, le
> persone si comportano in maniera irresponsabile, e illegale. nei
> progetti europei si continuano a usare Google Microsoft ecc in barba a
> GDPR e dintorni, come nelle pubbliche amministrazioni, scuole e
> università: eppure le leggi ci sono.
>
> # tecnica e potere: disclaimer di posizione personale
>
> La tecnica è fonte di potere. La maniera più semplice per creare potere
> passa attraverso l'invenzione di tecniche e la messa a punto di
> tecnologie appropriate, altrettanti interventi per gestire,
> stabilizzare, condividere, mitigare e allontanare il comune destino,
> ovvero la morte: morte individuale, morte collettiva di determinati
> sistemi sociali, morte di persone e animali a noi cari, morte termica
> dell'universo.
>
> Prima di servire per fare meno fatica, prima di fungere da servi e
> schiavi degli umani, tecniche e tecnologie sono focus di attenzione
> condivisa, catalizzatori evolutivi, fonti di meraviglia.
> (metastabilità, metaxu, action outillée: cf. G. Simondon; F. Sigaut)
>
> Tecniche e tecnologie non sono tutte uguali; al contrario, sono tutte
> diverse. Ma vi sono due grandi stirpi, che promuovono diversi retaggi:
> tecniche/tecnologie del dominio (come l'IA attuale);
> tecniche/tecnologie conviviali. Le prime sono le più diffuse, in
> costante proliferazione. Queste tecniche e tecnologie sequestrano la
> capacità diffusa di influire e determinare le norme sociali a favore di
> ristretti gruppi sociali e masse di individui organizzati in gerarchie
> fisse. Dall'altra parte vi sono tecniche e tecnologie conviviali,
> inventate e messe a punto per diffondere il potere il più possibile
> presso il più gran numero, in modo che ogni essere umano possa influire
> e determinare le norme sociali.
>
> nella pratica, le cose non sono nette, certo. sono mescolate. a noi
> decidere cosa e come evolvere.
>
> buona giornata
>
> k.
July 5, 2026
Re: Libro
by karlessi
Buongiorno,
ho letto con interesse il preprint del testo di D. Tafani (grazie per la
condivisione) e le critiche espresse da F. Marra (grazie per lo sforzo
di sintesi)
alcune considerazioni
# scientificità e no
nel documento
https://docs.google.com/document/d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRA…
paragrafo 2.
"Un altro limite [TAGLIO] è l'assenza di un metodo comparativo rigoroso.
[TAGLIO] non è scientificamente sufficiente."
la Scienza è una forma di Narrazione sofisticata, a livello pubblico e
comunicativo senz'altro. Le scienze, e le ricerche scientifiche, sono
sempre ideologicamente e/o filosoficamente orientate, soprattutto quando
si dichiarano neutre, neutrali, ed esclusivamente "scientifiche". A me
piace Feyerabend, una mia brevissima riflessione in merito
https://centroriformastato.it/la-letizia-del-dilettantismo-avvocature-e-tec…
Ne deriva che in ogni proposta "scientifica" è insito un presupposto
ideologico/filosofico, non di rado inconfessato o addirittura inconscio.
Nel caso della critica di F. Marra, ad esempio "dobbiamo chiederci se il
sistema umano, con le stesse risorse investite, otterrebbe risultati
superiori o se l'IA rappresenti un miglioramento (anche se imperfetto)
di un sistema pre-esistente già in crisi"
il presupposto è la necessità di miglioramento. Cosa significa
miglioramento? Questione non retorica. I lungotermisti ritengono che sia
"meglio" sterminare qualche miliardo di umani e altre forme di vita per
garantire la sopravvivenza a lungo termine della specie umana. Es.
(questi sono i "moderati...")
https://www.centreforeffectivealtruism.org/longtermism Ci credono
davvero? Non saprei, in ogni caso non vedo la differenza con narrative
escatologiche più esplicitamente religiose (chiliasti vari). Ci
interessa perché molti dei megamiliardari che spingono la narrativa IA
attuale esprimono posizioni lungotermiste. Peter Thiel (che con la
narrativa IA guadagna un sacco di soldi facendo controllare, monitorare
ed eventualmente ammazzare un sacco di gente, perlopiù poveri e
non-bianchi, grazie a Palantir) ci aggiunge molte altre altre posizioni
ultra-reazionarie: i maschi bianchi (specialmente sudafricani eredi del
razzistissimo apartheid) sono minacciati! con Musk, Andreeseen, Levchin,
Sacks, Botha, ecc. si intendono alla grande dai tempi della PayPal
mafia e ora sono ai vertici della catena di comando USA, vedi
https://observer.com/2025/10/paypal-cofounders-today/ (PayPal: un
progetto POLITICO ispirato alle teorie di "von" Hayek). una delle
posizioni di Musk (mito del genio, appunto): i maschi bianchi hanno il
dovere morale di riprodursi ingravidando femmine "geneticamente
perfette" alla ricerca della "razza perfetta" (eugenetismo di stampo
nazista); e contemporaneamente, aggiungerebbe Thiel, il dovere di
sterminare chi li minaccia (i non bianchi, le donne, i poveri), per
evitare l'avvento dell'Anticristo, ecc ecc. (immagino l'abbia ripetuto
anche recentemente a Roma, ospite della fondazione Gioberti)
scientifico? per nulla. ma queste ideologie stanno dietro all'IA oggi.
magari Altman (lungotermista dichiarato) e Amodei possono passare per
liberali: ma è marketing; e solo a confronto di Musk e Thiel...
c'è un sottile crinale fra "ciascuno si faccia la sua idea,
democraticamente, ma scientificamente" ed "esploriamo le narrazioni
tossiche da un punto di vista dichiarato"
a me pare che il libro di D. Tafani si muova sulla seconda traccia.
L'assunto è chiaro: l'IA è un progetto reazionario, propala dei miti
spacciandoli per verità "scientifiche" e fatti inconfutabili.
(preferisco narrazioni a miti; troppo lungo da spiegare perché: rimando
a M. Detienne, Noi e i greci, Cortina, 2007)
non è scientifico? forse no, se scientifico è ciò che avviene in un
laboratorio finanziato da una multinazionale e sottoposto da rigidi
protocolli di non divulgazione... per poi saltar fuori che "Mythos" (un
mito!!!) è troppo pericoloso e quindi non si può rivelare. Parola di
Anthropic!
ma è proprio questa "non scientificità", se vogliamo chiamarla così, la
forza di un'analisi del genere.
ognuno dei dieci miti individuati e raccontati da D. Tafani potrebbe
fungere da base per formazioni sulla narrativa dell'IA. riconoscere il
ricorso a questi miti nella propria esperienza quotidiana, in
particolare da parte dei media e delle figure di riferimento (politici,
dirigenti, insegnanti, genitori...) sarebbe utile per aumentare la
consapevolezza di grandi e piccini, e quindi la possibilità di agire
diversamente.
# free != open
le parole sono cruciali. non per i vettori di compressione delle pretese
IA, ma per gli umani sì. oltre vent'anni fa scrivemmo un libretto in
merito, nella sostanza rimane valido, mutatis mutandis, mi pare:
https://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186 negli
approfondimenti è disponibile il libro intero, licenza BY-NC-SA (non è
"libera" secondo la FSF... francamente sarei per il no copyright, cmq
non condivido la libertà di commercio sul lavoro altrui, perciò se chi
ne sa di più può spiegarmi, grazie!)
# metafore
abbiamo bisogno di metafore per comprendere, e comprenderci; ma le
metafore rimangono metafore
l'IA è una metafora, ed è una metafora tossica. Chi lavora nel settore
di "automazioni meravigliose" non parla mai di IA (se non con i
giornalisti, o per scrivere libri di filosofia, o di divulgazione, ma
"da scienziato" e quindi... inconfutabili??? Cristianini è fra questi,
purtroppo), ma di LLM, CNN, vettori, transformer, ecc ecc (e spesso pure
queste sigle sono metafore!). Catene di metafore fanno allegorie.
# mezzi e fini
i mezzi dovrebbero giustificare i fini, non l'opposto
D. Tafani pubblica su zenodo.org , finché il CERN esisterà sarà
garantito l'accesso, dai server del CERN in Svizzera. non è una scelta
neutra: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta di campo, politica.
F. Marra pubblica su Google. finché Google permetterà a quel documento
di essere diffuso dai suoi server negli USA, sarà disponibile. lo stesso
vale per Google Sites. e tanto più per NotebookLM, prodotto di Google.
non sono scelte neutre: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta di
campo, politica.
siccome il progetto https://www.labpopia.it mi pare molto interessante,
per riallineare mezzi e fini, suggerisco di passare a una piattaforma
free software con server basati in Europa e alimentati con energia
rinnovabile. ciò che non si può fare così IMHO non va fatto. sì, è più
comodo usare Google: ma non è eticamente coerente con i fini dichiarati
dal progetto.
sono personalmente contrario ai divieti.
ma, al livello di intossicazione attuale, purtroppo, mi pare che solo
una legge che vieti tutte le BigTech possa portare effetti concreti
immediati. come vietare il fumo nei locali pubblici... frattanto, le
persone si comportano in maniera irresponsabile, e illegale. nei
progetti europei si continuano a usare Google Microsoft ecc in barba a
GDPR e dintorni, come nelle pubbliche amministrazioni, scuole e
università: eppure le leggi ci sono.
# tecnica e potere: disclaimer di posizione personale
La tecnica è fonte di potere. La maniera più semplice per creare potere
passa attraverso l'invenzione di tecniche e la messa a punto di
tecnologie appropriate, altrettanti interventi per gestire,
stabilizzare, condividere, mitigare e allontanare il comune destino,
ovvero la morte: morte individuale, morte collettiva di determinati
sistemi sociali, morte di persone e animali a noi cari, morte termica
dell'universo.
Prima di servire per fare meno fatica, prima di fungere da servi e
schiavi degli umani, tecniche e tecnologie sono focus di attenzione
condivisa, catalizzatori evolutivi, fonti di meraviglia. (metastabilità,
metaxu, action outillée: cf. G. Simondon; F. Sigaut)
Tecniche e tecnologie non sono tutte uguali; al contrario, sono tutte
diverse. Ma vi sono due grandi stirpi, che promuovono diversi retaggi:
tecniche/tecnologie del dominio (come l'IA attuale); tecniche/tecnologie
conviviali. Le prime sono le più diffuse, in costante proliferazione.
Queste tecniche e tecnologie sequestrano la capacità diffusa di influire
e determinare le norme sociali a favore di ristretti gruppi sociali e
masse di individui organizzati in gerarchie fisse. Dall'altra parte vi
sono tecniche e tecnologie conviviali, inventate e messe a punto per
diffondere il potere il più possibile presso il più gran numero, in modo
che ogni essere umano possa influire e determinare le norme sociali.
nella pratica, le cose non sono nette, certo. sono mescolate. a noi
decidere cosa e come evolvere.
buona giornata
k.
--
transizioni digitali sostenibili - https://eudema.net
pedagogia hacker - https://eleuthera.it/ph https://circex.org
tecnologie conviviali - https://eleuthera.it/tc
July 5, 2026
Re: Libro
by Franco Marra
Grazie delle sue preziose osservazioni di cui ho tenuto conto per rivedere
il testo
https://docs.google.com/document/d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRA…
Il giorno sab 4 lug 2026 alle ore 15:51 Maria Chiara Pievatolo via nexa <
nexa(a)server-nexa.polito.it> ha scritto:
> On 7/4/26 15:03, Franco Marra via nexa wrote:
>
> >
> > Non credo che la differenza tra "software libero" e "open source" nota
> > solo ai più raffinati faccia la differenza. La realtà è che nessuno a
> > meno che sia sufficientemente competente riesce ad esercitare alcun
> > diritto di verifica e controllo e che chi è sufficientemente competente
> > è spesso un dipendente dell'industria del software- IMHO, ovviamente..
> >
>
> Sì, in effetti la differenza fra software libero e open source, che
> risale al secolo scorso, rimane moralmente raffinata:
>
> https://www.gnu.org/gnu/manifesto.en.html (quarto capoverso)
>
> "The GNU Project is part of the Free Software Movement, a campaign for
> freedom for users of software. It is a mistake to associate GNU with the
> term “open source”—that term was coined in 1998 by people who disagree
> with the Free Software Movement's ethical values. They use it to promote
> *an amoral approach to the same field*."
>
> Software libero e sorgente aperto sono mere sfumature di un medesimo
> concetto, anche se il software libero collega la disponibilità del
> codice sorgente e le licenze libere alla libertà dell'utente, e l'open
> source all'efficienza tecnica?
>
> Quasi sempre.
>
> Ma è interessante vedere quando non lo sono. Cito da
> https://www.gnu.org/philosophy/open-source-misses-the-point.html
>
>
> "The idea of open source is that allowing users to change and
> redistribute the software will make it more powerful and reliable. But
> this is not guaranteed. Developers of proprietary software are not
> necessarily incompetent. Sometimes they produce a program that is
> powerful and reliable, even though it does not respect the users'
> freedom. Free software activists and open source enthusiasts will react
> very differently to that.
>
> [1] A pure open source enthusiast, one that is not at all influenced by
> the ideals of free software, will say, “I am surprised you were able to
> make the program work so well without using our development model, but
> you did. How can I get a copy?” This attitude will reward schemes that
> take away our freedom, leading to its loss.
>
> [2] The free software activist will say, “Your program is very
> attractive, but *I value my freedom more*. So I reject your program. I
> will get my work done some other way, and support a project to develop a
> free replacement.” If we value our freedom, we can act to maintain and
> defend it."
>
> Per rispondere come [2] non è indispensabile essere un programmatore,
> dipendente o no da un oligopolista Big Tech. Basta condividere una
> morale che comporti il rispetto della sua condizione di possibilità,
> vale a dire la libertà propria e altrui - cosa impossibile quando gli
> utenti, indifferentemente esperti o no, divengono *usati* incatenati a
> scatole nere proprietarie.
>
> E qui vi lascio, non amando particolarmente l'eterno ritorno all'identico.
>
> Buon proseguimento,
> MCP
>
>
>
>
>
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list -- nexa(a)server-nexa.polito.it
> To change settings or unsubscribe please go to:
> https://server-nexa.polito.it/postorius/lists/nexa.server-nexa.polito.it/
> The general archive of the list is located at:
> https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/
> Permalink to this message:
> https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/me…
July 4, 2026
Re: Libro
by Franco Marra
No. Come dire che esistendo asimmetrie di competenza è necessario
predisporre strutture che implementino il diritto, che altrimenti rimane
solo teorico. Infatti ci sono gli avvocati.
Il giorno sab 4 lug 2026 alle 16:33 Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it>
ha scritto:
> Come dire che, non essendo tutti giuristi, tanto vale che le leggi siano
> segrete.
> Il codice è legge.
>
>
>
> ________________________________________
> Da: Franco Marra <marrafranco(a)gmail.com>
> Inviato: sabato 4 luglio 2026 15:03
> A: Daniela Tafani
> Cc: Nexa; Nicoletta Tarducci
> Oggetto: Re: [nexa] Libro
>
> Mi dispiace. Avrò capito male..però:
>
> "Le uniche infrastrutture e piattaforme compatibili con uno stato di
> diritto sono quelle
> basate sui diritti umani, «fin dalla progettazione e per impostazione
> predefinita», e sul
> software libero, così che «anche il più piccolo attore dell’architettura
> democratica –
> cioè ogni persona – possa controllare, in modo disintermediato, l’uso e la
> destinazione
> dei contenuti che crea e dei dati che genera» (Levi 2023)."
>
> Non credo che la differenza tra "software libero" e "open source" nota
> solo ai più raffinati faccia la differenza. La realtà è che nessuno a meno
> che sia sufficientemente competente riesce ad esercitare alcun diritto di
> verifica e controllo e che chi è sufficientemente competente è spesso un
> dipendente dell'industria del software- IMHO, ovviamente..
>
> buona giornata
>
>
> Il giorno sab 4 lug 2026 alle 14:25 Daniela Tafani <
> daniela.tafani(a)unipi.it<mailto:daniela.tafani@unipi.it>> ha scritto:
> Buongiorno,
> La ringrazio, ma non saprei proprio cosa rispondere a chi mi attribuisca
> tesi che non sostengo.
> Faccio solo un esempio: Lei scrive "Tafani propone l'open source come
> rimedio".
> Potrà facilmente verificare che non ho utilizzato neppure una volta, nel
> testo, l'espressione "open source".
> Un saluto cordiale,
> Daniela Tafani
>
>
>
> ________________________________________
> Da: Franco Marra <marrafranco(a)gmail.com<mailto:marrafranco@gmail.com>>
> Inviato: sabato 4 luglio 2026 11:21
> A: Daniela Tafani; Nexa
> Cc: Nicoletta Tarducci
> Oggetto: Re: [nexa] Libro
>
> Buongiorno dottoressa Tafani, ho letto con grande interesse il suo libro.
> Esprime posizioni che condivido largamente, tuttavia nell'ultimo anno le
> mie opinioni sono leggermente evolute (spero in meglio) soprattutto grazie
> all'attività didattica che ho svolto parlando di IA ai pensionati dello SPI
> CGIL, dove, insieme alla mia collega ex-Olivetti Nicoletta Tarducci abbiamo
> fondato una attività sistematica di ricerca e analisi partendo dalle
> esigenze della gente comune: il Laboratorio Popolare di Intelligenza
> Artificiale<https://www.labpopia.it/>. Questa attività mi ha obbligato ad
> affrontare il tema in modo un pò più approfondito di quanto non avessi
> fatto prima, nel tentativo di divulgarlo.
> Mi sono quindi permesso di esprimere le mie osservazioni sul suo saggio
> esprimendole sotto forma di un breve articolo<
> https://docs.google.com/document/d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRA…>,
> nella speranza di stimolare il dibattito su un tema così centrale.
> La ringrazio in anticipo per la sua cortese attenzione
> Franco Marra
>
> Il giorno lun 29 giu 2026 alle ore 21:55 Daniela Tafani via nexa <
> nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it><mailto:
> nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>> ha
> scritto:
> Buonasera,
>
> ho appena reso disponibile la versione preprint di un mio libro,
> Dieci miti sull'intelligenza artificiale. Un progetto reazionario e le sue
> storie:
>
> <https://zenodo.org/records/20708927>
>
> Vi sarò grata di qualsiasi osservazione.
>
> Un saluto,
> Daniela
> _______________________________________________
> nexa mailing list -- nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:
> nexa(a)server-nexa.polito.it><mailto:nexa@server-nexa.polito.it<mailto:
> nexa(a)server-nexa.polito.it>>
> To change settings or unsubscribe please go to:
> https://server-nexa.polito.it/postorius/lists/nexa.server-nexa.polito.it/
> The general archive of the list is located at:
> https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/
> Permalink to this message:
> https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/me…
>
July 4, 2026
R: Libro
by Daniela Tafani
Come dire che, non essendo tutti giuristi, tanto vale che le leggi siano segrete.
Il codice è legge.
________________________________________
Da: Franco Marra <marrafranco(a)gmail.com>
Inviato: sabato 4 luglio 2026 15:03
A: Daniela Tafani
Cc: Nexa; Nicoletta Tarducci
Oggetto: Re: [nexa] Libro
Mi dispiace. Avrò capito male..però:
"Le uniche infrastrutture e piattaforme compatibili con uno stato di diritto sono quelle
basate sui diritti umani, «fin dalla progettazione e per impostazione predefinita», e sul
software libero, così che «anche il più piccolo attore dell’architettura democratica –
cioè ogni persona – possa controllare, in modo disintermediato, l’uso e la destinazione
dei contenuti che crea e dei dati che genera» (Levi 2023)."
Non credo che la differenza tra "software libero" e "open source" nota solo ai più raffinati faccia la differenza. La realtà è che nessuno a meno che sia sufficientemente competente riesce ad esercitare alcun diritto di verifica e controllo e che chi è sufficientemente competente è spesso un dipendente dell'industria del software- IMHO, ovviamente..
buona giornata
Il giorno sab 4 lug 2026 alle 14:25 Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it<mailto:daniela.tafani@unipi.it>> ha scritto:
Buongiorno,
La ringrazio, ma non saprei proprio cosa rispondere a chi mi attribuisca tesi che non sostengo.
Faccio solo un esempio: Lei scrive "Tafani propone l'open source come rimedio".
Potrà facilmente verificare che non ho utilizzato neppure una volta, nel testo, l'espressione "open source".
Un saluto cordiale,
Daniela Tafani
________________________________________
Da: Franco Marra <marrafranco(a)gmail.com<mailto:marrafranco@gmail.com>>
Inviato: sabato 4 luglio 2026 11:21
A: Daniela Tafani; Nexa
Cc: Nicoletta Tarducci
Oggetto: Re: [nexa] Libro
Buongiorno dottoressa Tafani, ho letto con grande interesse il suo libro. Esprime posizioni che condivido largamente, tuttavia nell'ultimo anno le mie opinioni sono leggermente evolute (spero in meglio) soprattutto grazie all'attività didattica che ho svolto parlando di IA ai pensionati dello SPI CGIL, dove, insieme alla mia collega ex-Olivetti Nicoletta Tarducci abbiamo fondato una attività sistematica di ricerca e analisi partendo dalle esigenze della gente comune: il Laboratorio Popolare di Intelligenza Artificiale<https://www.labpopia.it/>. Questa attività mi ha obbligato ad affrontare il tema in modo un pò più approfondito di quanto non avessi fatto prima, nel tentativo di divulgarlo.
Mi sono quindi permesso di esprimere le mie osservazioni sul suo saggio esprimendole sotto forma di un breve articolo<https://docs.google.com/document/d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRA…>, nella speranza di stimolare il dibattito su un tema così centrale.
La ringrazio in anticipo per la sua cortese attenzione
Franco Marra
Il giorno lun 29 giu 2026 alle ore 21:55 Daniela Tafani via nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it><mailto:nexa@server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>> ha scritto:
Buonasera,
ho appena reso disponibile la versione preprint di un mio libro,
Dieci miti sull'intelligenza artificiale. Un progetto reazionario e le sue storie:
<https://zenodo.org/records/20708927>
Vi sarò grata di qualsiasi osservazione.
Un saluto,
Daniela
_______________________________________________
nexa mailing list -- nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it><mailto:nexa@server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>
To change settings or unsubscribe please go to: https://server-nexa.polito.it/postorius/lists/nexa.server-nexa.polito.it/
The general archive of the list is located at: https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/
Permalink to this message: https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/me…
July 4, 2026
Re: Libro
by Maria Chiara Pievatolo
On 7/4/26 15:03, Franco Marra via nexa wrote:
>
> Non credo che la differenza tra "software libero" e "open source" nota
> solo ai più raffinati faccia la differenza. La realtà è che nessuno a
> meno che sia sufficientemente competente riesce ad esercitare alcun
> diritto di verifica e controllo e che chi è sufficientemente competente
> è spesso un dipendente dell'industria del software- IMHO, ovviamente..
>
Sì, in effetti la differenza fra software libero e open source, che
risale al secolo scorso, rimane moralmente raffinata:
https://www.gnu.org/gnu/manifesto.en.html (quarto capoverso)
"The GNU Project is part of the Free Software Movement, a campaign for
freedom for users of software. It is a mistake to associate GNU with the
term “open source”—that term was coined in 1998 by people who disagree
with the Free Software Movement's ethical values. They use it to promote
*an amoral approach to the same field*."
Software libero e sorgente aperto sono mere sfumature di un medesimo
concetto, anche se il software libero collega la disponibilità del
codice sorgente e le licenze libere alla libertà dell'utente, e l'open
source all'efficienza tecnica?
Quasi sempre.
Ma è interessante vedere quando non lo sono. Cito da
https://www.gnu.org/philosophy/open-source-misses-the-point.html
"The idea of open source is that allowing users to change and
redistribute the software will make it more powerful and reliable. But
this is not guaranteed. Developers of proprietary software are not
necessarily incompetent. Sometimes they produce a program that is
powerful and reliable, even though it does not respect the users'
freedom. Free software activists and open source enthusiasts will react
very differently to that.
[1] A pure open source enthusiast, one that is not at all influenced by
the ideals of free software, will say, “I am surprised you were able to
make the program work so well without using our development model, but
you did. How can I get a copy?” This attitude will reward schemes that
take away our freedom, leading to its loss.
[2] The free software activist will say, “Your program is very
attractive, but *I value my freedom more*. So I reject your program. I
will get my work done some other way, and support a project to develop a
free replacement.” If we value our freedom, we can act to maintain and
defend it."
Per rispondere come [2] non è indispensabile essere un programmatore,
dipendente o no da un oligopolista Big Tech. Basta condividere una
morale che comporti il rispetto della sua condizione di possibilità,
vale a dire la libertà propria e altrui - cosa impossibile quando gli
utenti, indifferentemente esperti o no, divengono *usati* incatenati a
scatole nere proprietarie.
E qui vi lascio, non amando particolarmente l'eterno ritorno all'identico.
Buon proseguimento,
MCP
July 4, 2026
Re: Libro
by Franco Marra
Mi dispiace. Avrò capito male..però:
"Le uniche infrastrutture e piattaforme compatibili con uno stato di
diritto sono quelle
basate sui diritti umani, «fin dalla progettazione e per impostazione
predefinita», e sul
software libero, così che «anche il più piccolo attore dell’architettura
democratica –
cioè ogni persona – possa controllare, in modo disintermediato, l’uso e la
destinazione
dei contenuti che crea e dei dati che genera» (Levi 2023)."
Non credo che la differenza tra "software libero" e "open source" nota solo
ai più raffinati faccia la differenza. La realtà è che nessuno a meno che
sia sufficientemente competente riesce ad esercitare alcun diritto di
verifica e controllo e che chi è sufficientemente competente è spesso un
dipendente dell'industria del software- IMHO, ovviamente..
buona giornata
Il giorno sab 4 lug 2026 alle 14:25 Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it>
ha scritto:
> Buongiorno,
> La ringrazio, ma non saprei proprio cosa rispondere a chi mi attribuisca
> tesi che non sostengo.
> Faccio solo un esempio: Lei scrive "Tafani propone l'open source come
> rimedio".
> Potrà facilmente verificare che non ho utilizzato neppure una volta, nel
> testo, l'espressione "open source".
> Un saluto cordiale,
> Daniela Tafani
>
>
>
> ________________________________________
> Da: Franco Marra <marrafranco(a)gmail.com>
> Inviato: sabato 4 luglio 2026 11:21
> A: Daniela Tafani; Nexa
> Cc: Nicoletta Tarducci
> Oggetto: Re: [nexa] Libro
>
> Buongiorno dottoressa Tafani, ho letto con grande interesse il suo libro.
> Esprime posizioni che condivido largamente, tuttavia nell'ultimo anno le
> mie opinioni sono leggermente evolute (spero in meglio) soprattutto grazie
> all'attività didattica che ho svolto parlando di IA ai pensionati dello SPI
> CGIL, dove, insieme alla mia collega ex-Olivetti Nicoletta Tarducci abbiamo
> fondato una attività sistematica di ricerca e analisi partendo dalle
> esigenze della gente comune: il Laboratorio Popolare di Intelligenza
> Artificiale<https://www.labpopia.it/>. Questa attività mi ha obbligato ad
> affrontare il tema in modo un pò più approfondito di quanto non avessi
> fatto prima, nel tentativo di divulgarlo.
> Mi sono quindi permesso di esprimere le mie osservazioni sul suo saggio
> esprimendole sotto forma di un breve articolo<
> https://docs.google.com/document/d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRA…>,
> nella speranza di stimolare il dibattito su un tema così centrale.
> La ringrazio in anticipo per la sua cortese attenzione
> Franco Marra
>
> Il giorno lun 29 giu 2026 alle ore 21:55 Daniela Tafani via nexa <
> nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> ha scritto:
> Buonasera,
>
> ho appena reso disponibile la versione preprint di un mio libro,
> Dieci miti sull'intelligenza artificiale. Un progetto reazionario e le sue
> storie:
>
> <https://zenodo.org/records/20708927>
>
> Vi sarò grata di qualsiasi osservazione.
>
> Un saluto,
> Daniela
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>
July 4, 2026
R: Libro
by Daniela Tafani
Buongiorno,
La ringrazio, ma non saprei proprio cosa rispondere a chi mi attribuisca tesi che non sostengo.
Faccio solo un esempio: Lei scrive "Tafani propone l'open source come rimedio".
Potrà facilmente verificare che non ho utilizzato neppure una volta, nel testo, l'espressione "open source".
Un saluto cordiale,
Daniela Tafani
________________________________________
Da: Franco Marra <marrafranco(a)gmail.com>
Inviato: sabato 4 luglio 2026 11:21
A: Daniela Tafani; Nexa
Cc: Nicoletta Tarducci
Oggetto: Re: [nexa] Libro
Buongiorno dottoressa Tafani, ho letto con grande interesse il suo libro. Esprime posizioni che condivido largamente, tuttavia nell'ultimo anno le mie opinioni sono leggermente evolute (spero in meglio) soprattutto grazie all'attività didattica che ho svolto parlando di IA ai pensionati dello SPI CGIL, dove, insieme alla mia collega ex-Olivetti Nicoletta Tarducci abbiamo fondato una attività sistematica di ricerca e analisi partendo dalle esigenze della gente comune: il Laboratorio Popolare di Intelligenza Artificiale<https://www.labpopia.it/>. Questa attività mi ha obbligato ad affrontare il tema in modo un pò più approfondito di quanto non avessi fatto prima, nel tentativo di divulgarlo.
Mi sono quindi permesso di esprimere le mie osservazioni sul suo saggio esprimendole sotto forma di un breve articolo<https://docs.google.com/document/d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRA…>, nella speranza di stimolare il dibattito su un tema così centrale.
La ringrazio in anticipo per la sua cortese attenzione
Franco Marra
Il giorno lun 29 giu 2026 alle ore 21:55 Daniela Tafani via nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> ha scritto:
Buonasera,
ho appena reso disponibile la versione preprint di un mio libro,
Dieci miti sull'intelligenza artificiale. Un progetto reazionario e le sue storie:
<https://zenodo.org/records/20708927>
Vi sarò grata di qualsiasi osservazione.
Un saluto,
Daniela
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July 4, 2026
Re: Libro
by Franco Marra
Buongiorno dottoressa Tafani, ho letto con grande interesse il suo libro.
Esprime posizioni che condivido largamente, tuttavia nell'ultimo anno le
mie opinioni sono leggermente evolute (spero in meglio) soprattutto grazie
all'attività didattica che ho svolto parlando di IA ai pensionati dello SPI
CGIL, dove, insieme alla mia collega ex-Olivetti Nicoletta Tarducci abbiamo
fondato una attività sistematica di ricerca e analisi partendo dalle
esigenze della gente comune: il Laboratorio Popolare di Intelligenza
Artificiale <https://www.labpopia.it/>. Questa attività mi ha obbligato ad
affrontare il tema in modo un pò più approfondito di quanto non avessi
fatto prima, nel tentativo di divulgarlo.
Mi sono quindi permesso di esprimere le mie osservazioni sul suo saggio
esprimendole sotto forma di un breve articolo
<https://docs.google.com/document/d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRA…>,
nella speranza di stimolare il dibattito su un tema così centrale.
La ringrazio in anticipo per la sua cortese attenzione
Franco Marra
Il giorno lun 29 giu 2026 alle ore 21:55 Daniela Tafani via nexa <
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> Buonasera,
>
> ho appena reso disponibile la versione preprint di un mio libro,
> Dieci miti sull'intelligenza artificiale. Un progetto reazionario e le sue
> storie:
>
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>
> Un saluto,
> Daniela
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July 4, 2026