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Re: nexa Digest, Vol 205, Issue 38
by Stefano Quintarelli
se cerchi di fare backprop con un flip flop hai dei problemi...
On 12/05/26 08:32, Giuseppe Attardi via nexa wrote:
> Non esattamente: ti sfugge che il calciatore (la rete neurale) ha una
> sua capacità di apprendere legata alla struttura del suo modello: la
> backpropagation stimola l’apprendimento ma non basta se il modello è
> inadeguato.
> Sostituisci al calciatore una rete fatta di un singolo perceptron e il
> meccanismo non funziona.
>
> Proprio sul ruolo cruciale dell’architettura dei modelli sta la
> differenza con l’interpretazione di macchina-statistica.
> I successi del Deep Learning sono dovuti proprio ai progressi nelle
> architetture dei modelli.
>
> — Beppe
>
>> On 11 May 2026, at 13:09, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>>
>> From: antonio <antonio(a)piumarossa.it <mailto:antonio@piumarossa.it>>
>> Subject: [nexa] Re: Una visione realistica dell’Intelligenza
>> Artificiale - Lettera aperta alla società
>> To:nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
>> Message-ID: <20260511122219.a36e31cefab1826de25daa7e(a)piumarossa.it
>> <mailto:20260511122219.a36e31cefab1826de25daa7e@piumarossa.it>>
>> Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1
>>
>>> I LLM hanno risolto il problema in modo radicalmente diverso: invece
>>> di codificare
>>> regole, apprendono pattern statistici da enormi quantità di testo.
>>
>> Se venisse da me un ragazzino a chiedermi il funzionamento base di una
>> rete neurale gli farei questo esempio.
>>
>> Vuoi tirare il rigore perfetto all'incrocio dei pali? Vieni con me.
>> Ti porto nei pressi del dischetto e ti bendo.
>> "Tira il pallone in una direzione a caso, poi io ti dirò come
>> aggiustare il tiro".
>> Un po' più a destra, un po' più alto, ancora più in alto, no, troppo,
>> ora abbassa, e così per tutto il giorno.
>> Io prenderò nota solo dei movimenti corretti.
>> Dopo 10.000 rigori, non avrai più bisogno che io ti guidi. Avrai
>> memorizzato esattamente la tensione muscolare e
>> la potenza necessaria per colpire l'incrocio. A quel punto, toglieremo
>> la benda e farai gol al primo colpo.
>>
>> Quindi abbiamo:
>>
>> 1) Il calciatore (la rete neurale): È lui che agisce, ma all'inizio
>> non sa nulla.
>> 2) Il tiro a caso (forward propagation): La rete neurale fa una
>> previsione basandosi su pesi casuali.
>> 3) Tu che correggi ("più a destra/alto") (Funzione di perdita/loss
>> function): misuri l'errore tra dove è andata la palla e l'incrocio dei
>> pali.
>> 4) Aggiustare il tiro (backpropagation): Il calciatore capisce
>> l'errore e modifica la posizione del corpo per il prossimo tiro.
>> 5) Tirare tutto il giorno (addestramento/training): La rete impara
>> iterando migliaia di volte finché non azzecca il tiro
>> 6) Prendere nota (aggiornamento dei parametri della rete): I "pesi"
>> sinaptici" vengono consolidati quando portano ad un risultato migliore.
>>
>> Bene, ora sostituisci quel "migliaia di volte" con questo numero:
>> 38.000.000.000.000.000.000.000.000
>> e "tutto il giorno" con 54 giorni.
>>
>> (Il training di Llama 3.1 405B ha richiesto circa 3,8 * 10^25 FLOP
>> utilizzando 16.384 GPU H100 per 54 giorni)
>>
>> p.s. forse è meglio citare De Gregori:
>>
>> Ma Nino non aver paura
>> Di sbagliare un calcio di rigore
>> Non è mica da questi particolari
>> Che si giudica un giocatore
>> Un giocatore lo vedi dal coraggio
>> Dall'altruismo e dalla fantasia
>>
>> A.
>
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May 12, 2026
Re: nexa Digest, Vol 205, Issue 38
by Giacomo Tesio
Concordo Giuseppe, il paragone suggerito da Antonio è profondamente
inadeguato, ma per una ragione più macroscopica di quella che rilevi.
Il ragazzino è intelligente, la "rete neurale artificiale" no.
Lungi dal chiarire "funzionamento base di una rete neurale",
l'esperienza che proponi spingerebbe il ragazzino ad antropomorfizzarla.
Infatti il ragazzino impara, mentre le matrici di una "rete neurale
artificiale" si limita ad assorbire pattern iterativamente, adattando
microscopicamente i propri valori ad ogni ciclo di back propagation in
modo da ridurre l'errore del proprio calcolo rispetto al output
desiderato.
Anzi, per la precisione, non è la rete neurale ad assorbire i pattern
adattando i propri valori: è il programmatore statistico che applica la
back propagation tramite un software preposto, correggendo i numeri
della matrice stessa.
Dopo milioni di ripetizioni, le matrici hanno _assorbito_ alcuni pattern
statisticamente rilevanti che sono poi in grado di riprodurre.
Ma non c'è nessuno ad "imparare" e persino il termine "perceptron",
con il suo riferimento evocativo alla esperienza della percezione,
è assolutamente inadeguato a descrivere ciò di cui stiamo parlando.
Sopratutto per chi purtroppo non comprende appieno il funzionamento di
queste macchine (virtuali) programmabili statisticamente.
Concordo anche sul fatto (ovvio se ci pensi bene) che l'architettura di
una vector mapping machine sia fondamentale per minimizzare la
produzione di artefatti durante la decompressione di questi archivi
compressi con perdita.
Così come trovo ovvio che tipologie di dati sorgente diversi (poesie,
immagini, codice, associazioni immagine/descrizione...) potranno essere
compressi più efficientemente da architetture diverse, esattamente come
algoritmi di compressione diversi producono archivi più o meno adatti a
determinati utilizzi.
Giacomo
On Tue, 12 May 2026 06:32:11 +0000 Giuseppe Attardi wrote:
> Non esattamente: ti sfugge che il calciatore (la rete neurale) ha una
> sua capacità di apprendere legata alla struttura del suo modello: la
> backpropagation stimola l’apprendimento ma non basta se il modello è
> inadeguato. Sostituisci al calciatore una rete fatta di un singolo
> perceptron e il meccanismo non funziona.
>
> Proprio sul ruolo cruciale dell’architettura dei modelli sta la
> differenza con l’interpretazione di macchina-statistica. I successi
> del Deep Learning sono dovuti proprio ai progressi nelle architetture
> dei modelli.
>
> — Beppe
>
> On 11 May 2026, at 13:09, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>
> From: antonio <antonio(a)piumarossa.it<mailto:antonio@piumarossa.it>>
> Subject: [nexa] Re: Una visione realistica dell’Intelligenza
> Artificiale - Lettera aperta alla società
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> Message-ID:
> <20260511122219.a36e31cefab1826de25daa7e(a)piumarossa.it<mailto:20260511122219.a36e31cefab1826de25daa7e@piumarossa.it>>
> Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1
>
> I LLM hanno risolto il problema in modo radicalmente diverso: invece
> di codificare regole, apprendono pattern statistici da enormi
> quantità di testo.
>
> Se venisse da me un ragazzino a chiedermi il funzionamento base di
> una rete neurale gli farei questo esempio.
>
> Vuoi tirare il rigore perfetto all'incrocio dei pali? Vieni con me.
> Ti porto nei pressi del dischetto e ti bendo.
> "Tira il pallone in una direzione a caso, poi io ti dirò come
> aggiustare il tiro". Un po' più a destra, un po' più alto, ancora più
> in alto, no, troppo, ora abbassa, e così per tutto il giorno. Io
> prenderò nota solo dei movimenti corretti. Dopo 10.000 rigori, non
> avrai più bisogno che io ti guidi. Avrai memorizzato esattamente la
> tensione muscolare e la potenza necessaria per colpire l'incrocio. A
> quel punto, toglieremo la benda e farai gol al primo colpo.
>
> Quindi abbiamo:
>
> 1) Il calciatore (la rete neurale): È lui che agisce, ma all'inizio
> non sa nulla. 2) Il tiro a caso (forward propagation): La rete
> neurale fa una previsione basandosi su pesi casuali. 3) Tu che
> correggi ("più a destra/alto") (Funzione di perdita/loss function):
> misuri l'errore tra dove è andata la palla e l'incrocio dei pali. 4)
> Aggiustare il tiro (backpropagation): Il calciatore capisce l'errore
> e modifica la posizione del corpo per il prossimo tiro. 5) Tirare
> tutto il giorno (addestramento/training): La rete impara iterando
> migliaia di volte finché non azzecca il tiro 6) Prendere nota
> (aggiornamento dei parametri della rete): I "pesi" sinaptici" vengono
> consolidati quando portano ad un risultato migliore.
>
> Bene, ora sostituisci quel "migliaia di volte" con questo numero:
> 38.000.000.000.000.000.000.000.000
> e "tutto il giorno" con 54 giorni.
>
> (Il training di Llama 3.1 405B ha richiesto circa 3,8 * 10^25 FLOP
> utilizzando 16.384 GPU H100 per 54 giorni)
>
> p.s. forse è meglio citare De Gregori:
>
> Ma Nino non aver paura
> Di sbagliare un calcio di rigore
> Non è mica da questi particolari
> Che si giudica un giocatore
> Un giocatore lo vedi dal coraggio
> Dall'altruismo e dalla fantasia
>
> A.
>
May 12, 2026
La responsabilità sociale
by Junio Caselli
Mi collego a quanto scritto da Daniela Tafani per aggiungere il mio punto di vista: Le generazioni che crescono con l’AI come baseline cognitiva sono esposte a una vulnerabilità nuova. Non solo rischiano di essere giudicate da sistemi opachi, ma di esserlo in assenza di strumenti autonomi per riconoscerne limiti, errori, omissioni e presupposti.
La futura mutazione dei diritti sociali avrà tra le sue cause principali questo spostamento dell’autorità cognitiva. Il nodo non è soltanto l’indebolimento della capacità cognitiva dovuto all’uso dell’AI, questione già ampiamente discussa, ma il trasferimento dell’autorità cognitiva: chi sembra avere ragione, che cosa appare vero, quale framing si impone o dove si arresta il dubbio.
L’AI fornisce vantaggi tattici evidenti nel breve periodo, come per esempio, a prescindere dall’etica sottesa, può aiutare a superare
un esame, a redigere un progetto, a produrre testi formalmente convincenti o a
simulare una competenza che ancora non si possiede.
Ma, in assenza di una governance distribuita e di robuste difese epistemiche, tende a dividere le persone tra chi è dentro la matrice cognitiva dell’AI e chi la usa mantenendone la distanza. I secondi sono pochi. I primi sono molti, e provengono più spesso da contesti che non hanno fornito loro strumenti sufficienti di protezione epistemica. In questo senso la nuova asimmetria dei diritti sociali non sarà soltanto economica o tecnologica o di accesso, ma potrà essere a che e gravemente cognitiva e istituzionale.
Junio
> Il giorno 11 mag 2026, alle ore 18:56, nexa-request(a)server-nexa.polito.it ha scritto:
>
> Send nexa mailing list submissions to
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> To subscribe or unsubscribe via email, send a message with subject or
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> Today's Topics:
>
> 1. Re: Una visione realistica dell’Intelligenza Artificiale - Lettera aperta alla società
> (antonio)
> 2. Re: Una visione realistica dell’Intelligenza Artificiale - Lettera aperta alla società
> (Enrico Nardelli)
>
>
> ----------------------------------------------------------------------
>
> Message: 1
> Date: Mon, 11 May 2026 17:54:32 +0200
> From: antonio <antonio(a)piumarossa.it>
> Subject: [nexa] Re: Una visione realistica dell’Intelligenza
> Artificiale - Lettera aperta alla società
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Message-ID: <20260511175432.6515ec420feb62f282897af3(a)piumarossa.it>
> Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1
>
>> Eh, no! Lo confondi ed è peggio.
>> L'hai "addestrato" cieco? E cieco conviene che tiri i rigori.
>
> Hai ragione, infatti quella frase ero incerto se e come inserirla.
> Si può intenderla come:
> "Ho visto la luce!" (cit. John Belushi in "Blues Brothers") dopo aver
> calcolato al buio dentro la "black box".
> Ma se rimaniamo dentro la metafora dell'uscire dal buio come assunzione
> di consapevolezza e cognizione di sé e della realtà,
> allora è meglio che il calciatore/AI resti bendato.
>
> Forse per un ragazzino un discorso troppo filosofico ;)
>
> A.
>
> ------------------------------
>
> Message: 2
> Date: Mon, 11 May 2026 18:56:16 +0200
> From: Enrico Nardelli <nardelli(a)mat.uniroma2.it>
> Subject: [nexa] Re: Una visione realistica dell’Intelligenza
> Artificiale - Lettera aperta alla società
> To: "nexa(a)server-nexa.polito.it" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Message-ID: <2b382e08-923c-4019-9f66-bc0de37da1d3(a)mat.uniroma2.it>
> Content-Type: multipart/alternative;
> boundary="------------WpHNbW4yHA2lHqCXHEVShcjD"
>
> Cara Daniela
>
> grazie a te per ricordare sempre infaticabilmente l'importanza di
> riflettere su cosa fanno questi strumenti alla società e di cercare di
> riprenderne il controllo.
>
> Grazie anche per i riferimenti (*) e (**) che non conoscevo.
>
> Molto interessante il riferimento alla visione dell'IAgen come "culto"... 🙂
>
> Segnalo questi due ulteriori articoli interessanti in merito ai danni
> dell'uso di strumenti di IAgen nei processi di apprendimento:
>
> - questo di Anthropic, particolarmente rilevante perché è
> sostanzialmente l'oste che dice che il suo vino può far male
> How AI assistance impacts the formation of coding skills
> https://www.anthropic.com/research/AI-assistance-coding-skills
>
> - questo di ricercatori indipendenti su matematica e lettura
> AI Assistance Reduces Persistence and Hurts Independent Performance
> https://ai-project-website.github.io/AI-assistance-reduces-persistence/
>
> Ciao, Enrico
>
>
> Il 10/05/2026 11:49, Daniela Tafani ha scritto:
>> Caro Enrico,
>>
>> volevo ringraziarti di aver rivolto ai tuoi colleghi, con la lettera aperta,
>> un invito a non coltivare quello che chiamate un "fraintendimento".
>>
>> Come accade sovente in ambito religioso, c'è un doppio aspetto:
>>
>> - il fraintendimento di cui vi occupate, generato da una debolezza antropologica, dalla tendenza della natura umana
>> a una forma animistica di pensiero magico;
>> - l'inganno dei sacerdoti di questa specifica religione statutaria, variamente interessati al potere o al profitto che derivano da un simile culto.
>>
>> Da un punto di vista filosofico, gli argomenti di Searle su intelligenza e proprietà emergenti non sono mai stati confutati.
>>
>> La religione della tecnologia resta: già David Noble osservava che il concetto stesso di intelligenza artificiale è erede del mito giudaico-cristiano della creazione come di una procreazione divina maschile, senza donne e senza sesso.
>>
>> Trattandosi di un culto, qualcuno ha legittimamente richiesto di essere esentato dall'uso dei chatbot in nome della libertà religiosa
>> (Catherine Sawers: "I have a religious exemption from using all generative 'A.I.' I am not a member of the Silicon Valley sect").
>>
>> Ne approfitto per aggiungere all'elenco tuo e di Giacomo (se le aveste già citate, scusatemi)
>> un altro paio di pubblicazioni sugli effetti dequalificanti dell'uso dei chatbot:
>>
>> - sulla "resa cognitiva", in virtù della quale si finisce per adottare l’output di un chatbot senza verifica e anche nei casi in cui contrasti con le proprie intuizioni o i propri ragionamenti*;
>> - sull'atrofia cognitiva negli adulti e sul mancato apprendimento nei bambini: negli adulti, con l’uso dei chatbot si indeboliscono, senza rendersene conto, le capacità che si possedevano e che possono tuttavia essere recuperate; nei giovani, l’uso di tali sistemi preclude del tutto l’apprendimento e abitua a a omologarsi, a non pensare, a recepire pensieri già formulati da altri**;
>>
>> Va da sé che non si tratti di spiacevoli effetti collaterali, ma, come sempre, di una delle funzioni di questi sistemi,
>> ritenute economicamente e politicamente utili dal complesso militare-industriale che controlla, in questo momento,
>> le traiettorie di sviluppo della tecnologia: dequalificazione e dipendenza da piattaforme e software proprietari, per quanto scadenti,
>> sono obiettivi intrecciati, funzionali alla riduzione dei cittadini a sudditi in stato di minorità.
>>
>> L'obiettivo delle grandissime aziende è che, anche nella vita privata, attività e relazioni umane siano non solo mediate dai loro prodotti, ma siano intrattenute direttamente con quelli, anziché con altri esseri umani: anche in questo ambito si mira a produrre dipendenza, perché questa è funzionale alla sorveglianza, alla manipolazione e al controllo degli utenti. Si diventa dipendenti dall'amico immaginario perché nella realtà c'è un software che estrude output che danno rinforzo senza contenimento, all'infinito. Psicologicamente, è una ricetta per il disastro. Non a caso, qualcuno ha osservato che l'attuale modello di business dell'IA generativa è quello della "psicosi come servizio". Non stupisce, quindi, il caso italiano recentissimo - dopo gli innumerevoli casi statunitensi - di una dipendenza da chatbot presa in carico dal sistema sanitario.
>>
>> Uno pseudo studio edtech sugli effetti positivi dei chatbot è appena stato ritrattato da Nature***.
>>
>> Un caro saluto,
>> Daniela
>>
>>
>> * Timothy Cook, Adults Lose Skills to AI. Children Never Build Them, “Psychilogy Today”, March 22, 2026,https://www.psychologytoday.com/us/blog/the-algorithmic-mind/202603/ad….
>> ** Steven D. Shaw, Gideon Nave, Thinking ‐ Fast, Slow, and Artificial: How AI is Reshaping Human Reasoning and the Rise of Cognitive Surrender, “The Wharton School Research Paper”, January 11, 2026,https://doi.org/10.31234/osf.io/yk25n_v1.
>> *** Retraction Note: The effect of ChatGPT on students’ learning performance, learning perception, and higher-order thinking: insights from a meta-analysis,https://www.nature.com/articles/s41599-026-07310-z.
>>
>>
>>
>> ________________________________________
>> Da: Enrico Nardelli via nexa<nexa(a)server-nexa.polito.it>
>> Inviato: sabato 9 maggio 2026 19:20
>> A:nexa@server-nexa.polito.it
>> Oggetto: [nexa] Re: Una visione realistica dell’Intelligenza Artificiale - Lettera aperta alla società
>>
>> Grazie Giacomo
>>
>> per il riferimento a questo studio di Antrhopic, che non conoscevo quando avevo scritto il mio pezzo di un paio di mesi fa us IAgen e sviluppo softwarehttps://www.startmag.it/innovazione/iagen-lavoro-sviluppo-software/
>>
>> È molto interessante, perché condotto seguendo gli approcci usati nella ricerca in didattica dell'informatica (o computer science education che dir si voglia):
>>
>> We found that using AI assistance led to a statistically significant decrease in mastery. On a quiz that covered concepts they’d used just a few minutes before, participants in the AI group scored 17% lower than those who coded by hand, or the equivalent of nearly two letter grades. Using AI sped up the task slightly, but this didn’t reach the threshold of statistical significance.
>>
>> Questo risultato ribatte quello in molti altri settori sta emergendo rispetto all'uso dell'IA nel settore educativo, che è esemplificato da questo studio massiccio (di cui forse si è già parlato qui in mailing list) sul cosiddetto "Debito Cognitivo".
>>
>> Your Brain on ChatGPT: Accumulation of Cognitive Debt when Using an AI Assistant for Essay Writing Task
>> https://arxiv.org/pdf/2506.08872v2
>>
>> As the educational impact of LLM use only begins to settle with the general population, in this study we demonstrate the pressing matter of a likely decrease in learning skills based on the results of our study. The use of LLM had a measurable impact on participants, and while the benefits were initially apparent, as we demonstrated over the course of 4 months, the LLM group's participants performed worse than their counterparts in the Brain-only group at all levels: neural, linguistic, scoring
>>
>> Ciao, Enrico
>>
>> NB: il grassetto delle citazioni è mio
>>
>>
>>
>> Il 08/05/2026 19:57, Giacomo Tesio via nexa ha scritto:
>>
>> Suvvia Enrico, non te la prendere: non è nulla di personale.
>>
>> On Fri, 8 May 2026 17:43:17 +0200 Enrico Nardelli wrote:
>>
>>
>>
>> Guido, io ho scritto:
>> [...]
>>
>> tu mi replichi
>> [...]
>>
>> NO! Se io avessi scritto
>> [...]
>>
>> Ma siccome ho scritto una cosa diversa, [...]
>>
>>
>>
>> Sono certo che Guido non abbia usato un agente automatico per ottenere
>> un riassunto della tua mail perché sa che sarebbe un'enorme mancanza di
>> rispetto per il tempo che hai dedicato a scrivergli.
>>
>> Semplicemente, leggere fischi per fiaschi è un effetto collaterale
>> comunissimo dell'uso intensivo di riassunti prodotti da software
>> programmati statisticamente.
>>
>>
>> Come ogni altra facoltà intellettiva, l'attenzione richiede costante
>> allenamento. Nemmeno Anthropic ha il coraggio di negarlo [1][2]:
>> https://www.anthropic.com/research/AI-assistance-coding-skills
>>
>> """
>> On average, participants in the AI group finished about two minutes
>> faster, although the difference was not statistically significant.
>> There was, however, a significant difference in test scores: the AI
>> group averaged 50% on the quiz, compared to 67% in the hand-coding
>> group—or the equivalent of nearly two letter grades (Cohen's d=0.738,
>> p=0.01). The largest gap in scores between the two groups was on
>> debugging questions, suggesting that the ability to understand when
>> code is incorrect and why it fails may be a particular area of concern
>> if AI impedes coding development.
>> """
>>
>> Un effetto collaterale che tende a vanificare persino l'utilità dei
>> "riassunti automatici" per chi, come suggerivo in altra mail, legge
>> comunque i documenti da riassumere.
>>
>>
>> Giacomo
>>
>> [1] pur argomentato che dipende da come le usi, per cui se
>> rincretinisci, è solo colpa tua... ;-)
>>
>> [2] Per altro, ben 2 minuti in meno nel completare lo sviluppo con un AI
>> (a pagamento) per diverse ore in più a debuggarlo: che affarone! :-D
>>
>>
>>
>> --
>>
>> -- EN
>>
>> https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
>> [cid:part1.B02fsOl4.0jOB00vj@mat.uniroma2.it] ======================================================
>> Prof. Enrico Nardelli
>> Past President di "Informatics Europe"
>> Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
>> Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
>> Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
>> home page:https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
>> blog:https://link-and-think.blogspot.it/
>> tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
>> mobile: +39 335 590.2331 e-mail:nardelli@mat.uniroma2.it<mailto:nardelli@mat.uniroma2.it>
>> online meeting:https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont
>> ======================================================
>>
>> --
> --
>
> -- EN
>
> https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
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> Prof. Enrico Nardelli
> Past President di "Informatics Europe"
> Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
> Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
> Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
> home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
> blog: https://link-and-think.blogspot.it/
> tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
> mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli(a)mat.uniroma2.it
> online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont
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>
>
> --
May 12, 2026
Re: nexa Digest, Vol 205, Issue 38
by Giuseppe Attardi
Non esattamente: ti sfugge che il calciatore (la rete neurale) ha una sua capacità di apprendere legata alla struttura del suo modello: la backpropagation stimola l’apprendimento ma non basta se il modello è inadeguato.
Sostituisci al calciatore una rete fatta di un singolo perceptron e il meccanismo non funziona.
Proprio sul ruolo cruciale dell’architettura dei modelli sta la differenza con l’interpretazione di macchina-statistica.
I successi del Deep Learning sono dovuti proprio ai progressi nelle architetture dei modelli.
— Beppe
On 11 May 2026, at 13:09, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
From: antonio <antonio(a)piumarossa.it<mailto:antonio@piumarossa.it>>
Subject: [nexa] Re: Una visione realistica dell’Intelligenza
Artificiale - Lettera aperta alla società
To: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Message-ID: <20260511122219.a36e31cefab1826de25daa7e(a)piumarossa.it<mailto:20260511122219.a36e31cefab1826de25daa7e@piumarossa.it>>
Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1
I LLM hanno risolto il problema in modo radicalmente diverso: invece di codificare
regole, apprendono pattern statistici da enormi quantità di testo.
Se venisse da me un ragazzino a chiedermi il funzionamento base di una rete neurale gli farei questo esempio.
Vuoi tirare il rigore perfetto all'incrocio dei pali? Vieni con me.
Ti porto nei pressi del dischetto e ti bendo.
"Tira il pallone in una direzione a caso, poi io ti dirò come aggiustare il tiro".
Un po' più a destra, un po' più alto, ancora più in alto, no, troppo, ora abbassa, e così per tutto il giorno.
Io prenderò nota solo dei movimenti corretti.
Dopo 10.000 rigori, non avrai più bisogno che io ti guidi. Avrai memorizzato esattamente la tensione muscolare e
la potenza necessaria per colpire l'incrocio. A quel punto, toglieremo la benda e farai gol al primo colpo.
Quindi abbiamo:
1) Il calciatore (la rete neurale): È lui che agisce, ma all'inizio non sa nulla.
2) Il tiro a caso (forward propagation): La rete neurale fa una previsione basandosi su pesi casuali.
3) Tu che correggi ("più a destra/alto") (Funzione di perdita/loss function): misuri l'errore tra dove è andata la palla e l'incrocio dei pali.
4) Aggiustare il tiro (backpropagation): Il calciatore capisce l'errore e modifica la posizione del corpo per il prossimo tiro.
5) Tirare tutto il giorno (addestramento/training): La rete impara iterando migliaia di volte finché non azzecca il tiro
6) Prendere nota (aggiornamento dei parametri della rete): I "pesi" sinaptici" vengono consolidati quando portano ad un risultato migliore.
Bene, ora sostituisci quel "migliaia di volte" con questo numero:
38.000.000.000.000.000.000.000.000
e "tutto il giorno" con 54 giorni.
(Il training di Llama 3.1 405B ha richiesto circa 3,8 * 10^25 FLOP utilizzando 16.384 GPU H100 per 54 giorni)
p.s. forse è meglio citare De Gregori:
Ma Nino non aver paura
Di sbagliare un calcio di rigore
Non è mica da questi particolari
Che si giudica un giocatore
Un giocatore lo vedi dal coraggio
Dall'altruismo e dalla fantasia
A.
May 12, 2026
Forma mentis
by Giuseppe Attardi
Un punto di vista diverso, da parte di Nello Cristianini, noto ricercatore di Machine Learning:
https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/05/12/news/nello_cristianini_libr…
— Beppe
May 12, 2026
Re: Una visione realistica dell’Intelligenza Artificiale - Lettera aperta alla società
by Guido Vetere
Claude:
Il corso Generative AI for Everyone di Andrew Ng è stato lanciato a fine
2023 — il blog di Coursera ha annunciato il lancio del corso, e  in soli
due mesi aveva già attratto oltre 100.000 iscritti, diventando il corso in
più rapida crescita di Coursera nel 2023. 
Considerando la velocità con cui si è evoluto il campo — scaling laws,
architetture mixture-of-experts, reasoning models, ecc. — capisce bene che
certi contenuti registrati a metà 2023 sembrino già datati. All’epoca GPT-4
era uscito da pochi mesi, Claude 2 era appena arrivato, e la spiegazione
“standard” degli LLM era ancora molto ancorata al paradigma next-token
prediction con RLHF, senza toccare sviluppi successivi. Niente di
sorprendente.
Il giorno lun 11 mag 2026 alle 20:07 Andrea Bolioli via nexa <
nexa(a)server-nexa.polito.it> ha scritto:
> Buonasera,
>
> sono andato a rivedere che cosa diceva Andrew Ng (uno dei massimi esperti
> viventi di AI, sono un suo fan) nel suo corso introduttivo all'AI
> generativa.
> Allego screenshot di Coursera.
> Su come lavoravano gli LLM, Andrea Ng diceva la stessa cosa che hanno
> scritto Nardelli e Quattrociocchi .
> Boh...
>
> AB
>
>
>
>
>
> On Mon, May 11, 2026 at 5:58 PM antonio via nexa <
> nexa(a)server-nexa.polito.it> wrote:
>
>> > Eh, no! Lo confondi ed è peggio.
>> > L'hai "addestrato" cieco? E cieco conviene che tiri i rigori.
>>
>> Hai ragione, infatti quella frase ero incerto se e come inserirla.
>> Si può intenderla come:
>> "Ho visto la luce!" (cit. John Belushi in "Blues Brothers") dopo aver
>> calcolato al buio dentro la "black box".
>> Ma se rimaniamo dentro la metafora dell'uscire dal buio come assunzione
>> di consapevolezza e cognizione di sé e della realtà,
>> allora è meglio che il calciatore/AI resti bendato.
>>
>> Forse per un ragazzino un discorso troppo filosofico ;)
>>
>> A.
>>
>
May 11, 2026
Re: Una visione realistica dell’Intelligenza Artificiale - Lettera aperta alla società
by Andrea Bolioli
Buonasera,
sono andato a rivedere che cosa diceva Andrew Ng (uno dei massimi esperti
viventi di AI, sono un suo fan) nel suo corso introduttivo all'AI
generativa.
Allego screenshot di Coursera.
Su come lavoravano gli LLM, Andrea Ng diceva la stessa cosa che hanno
scritto Nardelli e Quattrociocchi .
Boh...
AB
On Mon, May 11, 2026 at 5:58 PM antonio via nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
wrote:
> > Eh, no! Lo confondi ed è peggio.
> > L'hai "addestrato" cieco? E cieco conviene che tiri i rigori.
>
> Hai ragione, infatti quella frase ero incerto se e come inserirla.
> Si può intenderla come:
> "Ho visto la luce!" (cit. John Belushi in "Blues Brothers") dopo aver
> calcolato al buio dentro la "black box".
> Ma se rimaniamo dentro la metafora dell'uscire dal buio come assunzione
> di consapevolezza e cognizione di sé e della realtà,
> allora è meglio che il calciatore/AI resti bendato.
>
> Forse per un ragazzino un discorso troppo filosofico ;)
>
> A.
>
May 11, 2026
Re: Una visione realistica dell’Intelligenza Artificiale - Lettera aperta alla società
by Enrico Nardelli
Cara Daniela
grazie a te per ricordare sempre infaticabilmente l'importanza di
riflettere su cosa fanno questi strumenti alla società e di cercare di
riprenderne il controllo.
Grazie anche per i riferimenti (*) e (**) che non conoscevo.
Molto interessante il riferimento alla visione dell'IAgen come "culto"... 🙂
Segnalo questi due ulteriori articoli interessanti in merito ai danni
dell'uso di strumenti di IAgen nei processi di apprendimento:
- questo di Anthropic, particolarmente rilevante perché è
sostanzialmente l'oste che dice che il suo vino può far male
How AI assistance impacts the formation of coding skills
https://www.anthropic.com/research/AI-assistance-coding-skills
- questo di ricercatori indipendenti su matematica e lettura
AI Assistance Reduces Persistence and Hurts Independent Performance
https://ai-project-website.github.io/AI-assistance-reduces-persistence/
Ciao, Enrico
Il 10/05/2026 11:49, Daniela Tafani ha scritto:
> Caro Enrico,
>
> volevo ringraziarti di aver rivolto ai tuoi colleghi, con la lettera aperta,
> un invito a non coltivare quello che chiamate un "fraintendimento".
>
> Come accade sovente in ambito religioso, c'è un doppio aspetto:
>
> - il fraintendimento di cui vi occupate, generato da una debolezza antropologica, dalla tendenza della natura umana
> a una forma animistica di pensiero magico;
> - l'inganno dei sacerdoti di questa specifica religione statutaria, variamente interessati al potere o al profitto che derivano da un simile culto.
>
> Da un punto di vista filosofico, gli argomenti di Searle su intelligenza e proprietà emergenti non sono mai stati confutati.
>
> La religione della tecnologia resta: già David Noble osservava che il concetto stesso di intelligenza artificiale è erede del mito giudaico-cristiano della creazione come di una procreazione divina maschile, senza donne e senza sesso.
>
> Trattandosi di un culto, qualcuno ha legittimamente richiesto di essere esentato dall'uso dei chatbot in nome della libertà religiosa
> (Catherine Sawers: "I have a religious exemption from using all generative 'A.I.' I am not a member of the Silicon Valley sect").
>
> Ne approfitto per aggiungere all'elenco tuo e di Giacomo (se le aveste già citate, scusatemi)
> un altro paio di pubblicazioni sugli effetti dequalificanti dell'uso dei chatbot:
>
> - sulla "resa cognitiva", in virtù della quale si finisce per adottare l’output di un chatbot senza verifica e anche nei casi in cui contrasti con le proprie intuizioni o i propri ragionamenti*;
> - sull'atrofia cognitiva negli adulti e sul mancato apprendimento nei bambini: negli adulti, con l’uso dei chatbot si indeboliscono, senza rendersene conto, le capacità che si possedevano e che possono tuttavia essere recuperate; nei giovani, l’uso di tali sistemi preclude del tutto l’apprendimento e abitua a a omologarsi, a non pensare, a recepire pensieri già formulati da altri**;
>
> Va da sé che non si tratti di spiacevoli effetti collaterali, ma, come sempre, di una delle funzioni di questi sistemi,
> ritenute economicamente e politicamente utili dal complesso militare-industriale che controlla, in questo momento,
> le traiettorie di sviluppo della tecnologia: dequalificazione e dipendenza da piattaforme e software proprietari, per quanto scadenti,
> sono obiettivi intrecciati, funzionali alla riduzione dei cittadini a sudditi in stato di minorità.
>
> L'obiettivo delle grandissime aziende è che, anche nella vita privata, attività e relazioni umane siano non solo mediate dai loro prodotti, ma siano intrattenute direttamente con quelli, anziché con altri esseri umani: anche in questo ambito si mira a produrre dipendenza, perché questa è funzionale alla sorveglianza, alla manipolazione e al controllo degli utenti. Si diventa dipendenti dall'amico immaginario perché nella realtà c'è un software che estrude output che danno rinforzo senza contenimento, all'infinito. Psicologicamente, è una ricetta per il disastro. Non a caso, qualcuno ha osservato che l'attuale modello di business dell'IA generativa è quello della "psicosi come servizio". Non stupisce, quindi, il caso italiano recentissimo - dopo gli innumerevoli casi statunitensi - di una dipendenza da chatbot presa in carico dal sistema sanitario.
>
> Uno pseudo studio edtech sugli effetti positivi dei chatbot è appena stato ritrattato da Nature***.
>
> Un caro saluto,
> Daniela
>
>
> * Timothy Cook, Adults Lose Skills to AI. Children Never Build Them, “Psychilogy Today”, March 22, 2026,https://www.psychologytoday.com/us/blog/the-algorithmic-mind/202603/ad….
> ** Steven D. Shaw, Gideon Nave, Thinking ‐ Fast, Slow, and Artificial: How AI is Reshaping Human Reasoning and the Rise of Cognitive Surrender, “The Wharton School Research Paper”, January 11, 2026,https://doi.org/10.31234/osf.io/yk25n_v1.
> *** Retraction Note: The effect of ChatGPT on students’ learning performance, learning perception, and higher-order thinking: insights from a meta-analysis,https://www.nature.com/articles/s41599-026-07310-z.
>
>
>
> ________________________________________
> Da: Enrico Nardelli via nexa<nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Inviato: sabato 9 maggio 2026 19:20
> A:nexa@server-nexa.polito.it
> Oggetto: [nexa] Re: Una visione realistica dell’Intelligenza Artificiale - Lettera aperta alla società
>
> Grazie Giacomo
>
> per il riferimento a questo studio di Antrhopic, che non conoscevo quando avevo scritto il mio pezzo di un paio di mesi fa us IAgen e sviluppo softwarehttps://www.startmag.it/innovazione/iagen-lavoro-sviluppo-software/
>
> È molto interessante, perché condotto seguendo gli approcci usati nella ricerca in didattica dell'informatica (o computer science education che dir si voglia):
>
> We found that using AI assistance led to a statistically significant decrease in mastery. On a quiz that covered concepts they’d used just a few minutes before, participants in the AI group scored 17% lower than those who coded by hand, or the equivalent of nearly two letter grades. Using AI sped up the task slightly, but this didn’t reach the threshold of statistical significance.
>
> Questo risultato ribatte quello in molti altri settori sta emergendo rispetto all'uso dell'IA nel settore educativo, che è esemplificato da questo studio massiccio (di cui forse si è già parlato qui in mailing list) sul cosiddetto "Debito Cognitivo".
>
> Your Brain on ChatGPT: Accumulation of Cognitive Debt when Using an AI Assistant for Essay Writing Task
> https://arxiv.org/pdf/2506.08872v2
>
> As the educational impact of LLM use only begins to settle with the general population, in this study we demonstrate the pressing matter of a likely decrease in learning skills based on the results of our study. The use of LLM had a measurable impact on participants, and while the benefits were initially apparent, as we demonstrated over the course of 4 months, the LLM group's participants performed worse than their counterparts in the Brain-only group at all levels: neural, linguistic, scoring
>
> Ciao, Enrico
>
> NB: il grassetto delle citazioni è mio
>
>
>
> Il 08/05/2026 19:57, Giacomo Tesio via nexa ha scritto:
>
> Suvvia Enrico, non te la prendere: non è nulla di personale.
>
> On Fri, 8 May 2026 17:43:17 +0200 Enrico Nardelli wrote:
>
>
>
> Guido, io ho scritto:
> [...]
>
> tu mi replichi
> [...]
>
> NO! Se io avessi scritto
> [...]
>
> Ma siccome ho scritto una cosa diversa, [...]
>
>
>
> Sono certo che Guido non abbia usato un agente automatico per ottenere
> un riassunto della tua mail perché sa che sarebbe un'enorme mancanza di
> rispetto per il tempo che hai dedicato a scrivergli.
>
> Semplicemente, leggere fischi per fiaschi è un effetto collaterale
> comunissimo dell'uso intensivo di riassunti prodotti da software
> programmati statisticamente.
>
>
> Come ogni altra facoltà intellettiva, l'attenzione richiede costante
> allenamento. Nemmeno Anthropic ha il coraggio di negarlo [1][2]:
> https://www.anthropic.com/research/AI-assistance-coding-skills
>
> """
> On average, participants in the AI group finished about two minutes
> faster, although the difference was not statistically significant.
> There was, however, a significant difference in test scores: the AI
> group averaged 50% on the quiz, compared to 67% in the hand-coding
> group—or the equivalent of nearly two letter grades (Cohen's d=0.738,
> p=0.01). The largest gap in scores between the two groups was on
> debugging questions, suggesting that the ability to understand when
> code is incorrect and why it fails may be a particular area of concern
> if AI impedes coding development.
> """
>
> Un effetto collaterale che tende a vanificare persino l'utilità dei
> "riassunti automatici" per chi, come suggerivo in altra mail, legge
> comunque i documenti da riassumere.
>
>
> Giacomo
>
> [1] pur argomentato che dipende da come le usi, per cui se
> rincretinisci, è solo colpa tua... ;-)
>
> [2] Per altro, ben 2 minuti in meno nel completare lo sviluppo con un AI
> (a pagamento) per diverse ore in più a debuggarlo: che affarone! :-D
>
>
>
> --
>
> -- EN
>
> https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
> [cid:part1.B02fsOl4.0jOB00vj@mat.uniroma2.it] ======================================================
> Prof. Enrico Nardelli
> Past President di "Informatics Europe"
> Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
> Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
> Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
> home page:https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
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> tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
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May 11, 2026
Re: Una visione realistica dell’Intelligenza Artificiale - Lettera aperta alla società
by antonio
> Eh, no! Lo confondi ed è peggio.
> L'hai "addestrato" cieco? E cieco conviene che tiri i rigori.
Hai ragione, infatti quella frase ero incerto se e come inserirla.
Si può intenderla come:
"Ho visto la luce!" (cit. John Belushi in "Blues Brothers") dopo aver
calcolato al buio dentro la "black box".
Ma se rimaniamo dentro la metafora dell'uscire dal buio come assunzione
di consapevolezza e cognizione di sé e della realtà,
allora è meglio che il calciatore/AI resti bendato.
Forse per un ragazzino un discorso troppo filosofico ;)
A.
May 11, 2026
Re: Una visione realistica dell’Intelligenza Artificiale - Lettera aperta alla società
by abregni
>> A quel punto, toglieremo la benda...
Eh, no! Lo confondi ed è peggio.
L'hai "addestrato" cieco? E cieco conviene che tiri i rigori.
Da un inesperto di calcio.
:-)))
Il 2026-05-11 12:22 antonio via nexa ha scritto:
>> I LLM hanno risolto il problema in modo radicalmente diverso: invece
>> di codificare
>> regole, apprendono pattern statistici da enormi quantità di testo.
>
> Se venisse da me un ragazzino a chiedermi il funzionamento base di una
> rete neurale gli farei questo esempio.
>
> Vuoi tirare il rigore perfetto all'incrocio dei pali? Vieni con me.
> Ti porto nei pressi del dischetto e ti bendo.
> "Tira il pallone in una direzione a caso, poi io ti dirò come
> aggiustare il tiro".
> Un po' più a destra, un po' più alto, ancora più in alto, no, troppo,
> ora abbassa, e così per tutto il giorno.
> Io prenderò nota solo dei movimenti corretti.
> Dopo 10.000 rigori, non avrai più bisogno che io ti guidi. Avrai
> memorizzato esattamente la tensione muscolare e
> la potenza necessaria per colpire l'incrocio. A quel punto, toglieremo
> la benda e farai gol al primo colpo.
>
> Quindi abbiamo:
>
> 1) Il calciatore (la rete neurale): È lui che agisce, ma all'inizio non
> sa nulla.
> 2) Il tiro a caso (forward propagation): La rete neurale fa una
> previsione basandosi su pesi casuali.
> 3) Tu che correggi ("più a destra/alto") (Funzione di perdita/loss
> function): misuri l'errore tra dove è andata la palla e l'incrocio dei
> pali.
> 4) Aggiustare il tiro (backpropagation): Il calciatore capisce l'errore
> e modifica la posizione del corpo per il prossimo tiro.
> 5) Tirare tutto il giorno (addestramento/training): La rete impara
> iterando migliaia di volte finché non azzecca il tiro
> 6) Prendere nota (aggiornamento dei parametri della rete): I "pesi"
> sinaptici" vengono consolidati quando portano ad un risultato migliore.
>
> Bene, ora sostituisci quel "migliaia di volte" con questo numero:
> 38.000.000.000.000.000.000.000.000
> e "tutto il giorno" con 54 giorni.
>
> (Il training di Llama 3.1 405B ha richiesto circa 3,8 * 10^25 FLOP
> utilizzando 16.384 GPU H100 per 54 giorni)
>
> p.s. forse è meglio citare De Gregori:
>
> Ma Nino non aver paura
> Di sbagliare un calcio di rigore
> Non è mica da questi particolari
> Che si giudica un giocatore
> Un giocatore lo vedi dal coraggio
> Dall'altruismo e dalla fantasia
>
> A.
May 11, 2026