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Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Giacomo Tesio
Ciao Marco!
On Fri, 14 Mar 2025 10:53:24 +0100 "Marco A. Calamari" wrote:
> Invece, se si vuole predicare bene, razzolare bene è un filino più
> convincente, non tanto da un punto di vista morale, ma da quello della
> comunicazione.
>
> Mi verrebbe da dire un prerequisito.
Tipo... come fa il convegno e-Privacy con lo streaming su YouTube?
Lo fa coerentemente da anni, in effetti.
Un suggerimento (diverso dal solito di abbandonare YouTube): l'anno
prossimo chiamatelo against-Privacy, per maggiore trasparenza sui
valori che perseguite nel progetto Winston Smith [1]
Giacomo
[1] https://www.winstonsmith.org/pages/io-sono-winston-smith.html
March 14, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by de petra giulio
Sono stato per molti anni uno dei dirigenti ‘apicali’ della PA e confermo a
Giacomo l’intensità (e la varietà) della pressione corruttiva che fornitori
piccoli e grandi esercitano nei loro confronti. Gli assicuro però che non è
inevitabile che questa pressione consegua i risultati attesi.
Assumere che non ci sia più la possibilità che le organizzazioni pubbliche
(lo Stato, ma anche le Regioni, o i Comuni, o le Scuole) possano assolvere
i loro compiti con qualità, efficacia ed efficienza non porta
necessariamente all’auto-organizzazione virtuosa delle comunità. Al
contrario pretendere e praticare cooperazione tra amministrazioni pubbliche
e competenze sociali diffuse nel funzionamento dei servizi pubblici
potrebbe migliorare molto la situazione.
Il giorno ven 14 mar 2025 alle 09:26 Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> ha
scritto:
> Ciao Giulio,
>
> ottime precisazioni.
>
> Tuttavia ho un'obiezione alle conclusioni:
>
> > Avere una soluzione ‘pubblica’ per tutte le scuole non significa che quel
> > software sia fatto (come il pane) da un’azienda pubblica, ma
> semplicemente
> > che sia commissionato ai privati, magari da Consip, con le garanzie di un
> > appalto pubblico ben fatto a livello nazionale (le stesse che potrebbero
> > richiedere al fornitore le singole scuole se ne avessero competenze e
> > capacità).
>
> Moltissimi "appalti pubblici ben fatti a livello nazionale" sono
> ritagliati sulle
> offerte di Microsoft, Amazon, IBM e Google, così che solo loro possano
> partecipare.
>
>
> In altri termini, mentre una domanda distribuita sul territorio è soggetta
> ai limiti delle (scarse) competenze disponibili localmente, una domanda
> centralizzata è soggetta, oltre che ai limiti delle (scarsissime)
> competenze apicali,
> a single point of failure: basta corrompere^W convincere una o due
> persone per ottenere appalti da centinaia di milioni di euro.
>
> In teoria, un vantaggio sarebbe che a fronte di un comportamento illecito,
> avresti una controparte unica da portare davanti alla corte dei conti.
>
> Ma è un vantaggio solo teorico: quando è stata l'ultima volta che un
> dirigente
> apicale è stato condannato a risarcire i danni procurati dalla palese
> violazione della normativa, affidando ad una BigTech i dati degli utenti?
>
> È più facile che un TAR condanni un Preside che "così fan tutti" o Consip?
>
>
> Mi obietterai che sto assumendo contemporaneamente un fallimento
> del libero mercato E dello stato di diritto.
>
> Il che, in effetti, corrisponde alla realtà.
>
>
> Giacomo
>
March 14, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by J.C. DE MARTIN
Per favore restiamo aderenti alle parole che vengono condivise in questa
sede.
Non è difficile, basta leggere con un po' di attenzione.
Nello specifico, io ho forse scritto che RMS _rifiuta_ le azioni
collettive? No.
Inoltre, ho forse scritto che auspico "un voto parlamentare che
all'unanimità renda il software libero obbligatorio"? Neanche.
Invece di attribuirmi - immagino per fretta o distrazione - cose mai
scritte, chiedi chiarimenti, approfondimenti, ecc. Io, se potrò, proverò
volentieri a rispondere.
jc
On 14/03/25 10:53, Marco A. Calamari wrote:
> On Fri, 2025-03-14 at 10:30 +0100, J.C. DE MARTIN wrote:
>> Colgo l'occasione del messaggio di Stefano, che saluto, per osservare
>> che dopo 40 anni di movimento del software libero credo sia davvero
>> ora di prendere atto che la strategia di perseguire il "bene"
>> contando sulla lungimiranza, l'attivismo e persino la propensione al
>> sacrificio (parola esplicitamente usata da Richard Stallman nel suo
>> recente incontro a Torino) dei singoli non ha funzionato.
>>
>> O, per essere più precisi, ha ottenuto risultati di certo lodevoli ma
>> molto limitati, ovvero, che toccano una ristrettissima percentuale
>> della popolazione.
>>
>> Chi appartiene alla ristretta cerchia degli "happy few" è -
>> giustamente - orgoglioso delle sue scelte e di quello che ha
>> costruito/ottenuto, e tende quindi a invitare tutti gli altri (il
>> 95%? il 99%?) a fare come lui/lei.
>>
>> Questo approccio basato su una sorta di proselitismo, ovvero,
>> "illuminiamo le persone e incoraggiamole a fare la cosa giusta", era
>> un approccio comprensibile nel 1995. Anche nel 2005. Forse persino
>> ancora nel 2010.
>>
>> Ma oggi, nel 2025, mi sembra assolutamente ora di essere realisti e
>> ammettere che se si ha a cuore la collettività nel suo complesso (e
>> non solo gli "happy few") questo approccio non ha funzionato, non
>> funziona e non potrà mai funzionare.
>>
>> Occorre, invece, puntare su azioni collettive per chiedere che sia lo
>> Stato (che il movimento del software libero, col suo orientamento
>> ideologico anarchico, vede con sospetto, se non con ostilità) a, in
>> alcuni casi, intervenire direttamente (andando contro l'ideologia
>> neoliberale di questi ultimi 45 anni) e, più in generale, a fare
>> regole molto più stringenti.
>
> Buongiorno tutti,
>
> non ho mai percepito (ma forse è un limite mio) in quello che porta
> avanti RMS un rifiuto delle azioni collettive.
>
> Forse mi potresti chiarire questo punto.
>
> Invece, se si vuole predicare bene, razzolare bene è un filino più
> convincente, non tanto da un punto di vista morale, ma da quello della
> comunicazione.
>
> Mi verrebbe da dire un prerequisito.
>
> Poi si possono finanziare organizzazioni tipo Noyb, FSF, etc.
>
> Oppure hai in mente iniziative volte ad ottenere un voto parlamentare
> che all'unanimità renda il software libero obbligatorio, mentre tutti
> continuano tranquillamente a comunicare con facebook e Whatsapp?
>
> Perché su questo ho serissimi dubbi.
>
> JM2C. Buon fine settimana a tutti. Marco
>
>>
>> Scusate la leggera divagazione rispetto al tema della petizione, ma
>> era un po' che volevo condividere con voi queste riflessioni...
>>
>> jc
>>
>> On 14/03/25 08:57, Stefano Borroni Barale wrote:
>>
>>> Buongiorno lista,
>>> giustissimo opporsi all'invasione "militare" dell'interesse privato
>>> in un "luogo virtuale" che dovrebbe essere pubblico e rispettato
>>> come tale (come anche la scuola, e il ministero dell'istruzione, ma
>>> tant'è). Purtroppo è solo l'ultimo atto di una lunga catena di
>>> eventi demolitivi della scuola portati avanti negli ultimi 30 anni
>>> da politici di tutti gli schieramenti.
>>>
>>> Quello che mi fa specie, però, è la richiesta di una maggiore
>>> centralizzazione nelle mani dello Stato e -soprattutto- l'idea che
>>> per fermare questa deriva si possa contare sullo stesso ministero
>>> che, da diversi decenni, persegue la privatizzazione della scuola a
>>> prescindere da chi ne occupi il più altro scranno. Mi pare tanto
>>> wishful thinking, soprattutto in questo 2025 segnato dalla presa
>>> diretta del potere da parte di Silicon Valley (e qui siamo nella
>>> prima delle sue colonie).
>>>
>>> Non sarebbe forse meglio che la petizione si facesse ai Consigli
>>> d'Istituto e delle nostre 8574 scuole d'Italia? Questi organi, in
>>> cui siamo rappresentati tutte e tutti noi (studenti, genitori,
>>> docenti) hanno già il potere di acquistare il servizio da fornitori
>>> che lo offrono come software libero (sono già circolati in lista
>>> esempi, la mia lista completa la fornisco qui in fondo). Trovo
>>> davvero che sarebbe più educativo che noi cittadini si prenda in
>>> mano le redini della vita scolastica dei nostri figli, senza
>>> aspettare che qualche Potere Magico e Supremo metta le cose a posto:
>>> rimboccarsi le maniche e giù a far Politica con la P maiuscola :-)
>>>
>>> Ecco quello che ho trovato confrontandomi anche con i ragazzi del FUSS:
>>>
>>> https://gibbonedu.org/
>>>
>>> https://www.scuola247.org/
>>>
>>> https://github.com/iisgiua/giuaschool
>>>
>>> https://github.com/scaforchio/LAMPSchool (attualmente non in sviluppo)
>>>
>>>
>>> My 5 cents
>>> Stefano
>>>
>>>
>>> Inviato con l'email sicura Proton Mail <https://proton.me/mail/home>.
>>>
>>> giovedì 13 marzo 2025 07:05, J.C. DE MARTIN
>>> <juancarlos.demartin(a)polito.it> ha scritto:
>>>
>>>>
>>>> Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole
>>>>
>>>>
>>>> Perché questa petizione è importante
>>>>
>>>> Lanciata il 10 marzo 2025 da Comitato Registro Elettronico Pubblico
>>>> <https://www.change.org/u/1367592587>
>>>>
>>>> https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-piattaforma-pubb…
>>>> <https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-piattaforma-pubb…>
>>>>
>>>> Dall’anno scolastico 2012/2013 *il Registro Elettronico è
>>>> obbligatorio per legge* anche come strumento di comunicazione
>>>> ufficiale con le famiglie.
>>>>
>>>> Oggi però *non è un servizio pubblico* ed è fornito da aziende
>>>> private a cui *le singole autonomie scolastiche pagano un canone
>>>> annual*e; quindi il Registro Elettronico cambia da una scuola
>>>> all’altra.
>>>>
>>>> Inoltre "La Stampa
>>>> <https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/news/registro_scolastico_elettr…>"
>>>> negli scorsi giorni ha fatto emergere una deriva preoccupante data
>>>> dalla natura privata, frammentata e non regolamentata del Registro
>>>> Elettronico: l’inserimento in una delle app, di una singola
>>>> azienda, per la gestione del registro, di contenuti extra
>>>> comprendenti giochi (visualizzati in forma di feed a imitazione dei
>>>> social network) e presentazione di servizi commerciali quali
>>>> tutoraggio online, consulenze psicoterapeutiche, corsi di lingua,
>>>> prestiti studenteschi.
>>>>
>>>> Alla luce di questi elementi, *chiediamo che il Ministero
>>>> dell’Istruzione e del Merito sviluppi un Registro Elettronico unico
>>>> che possa essere messo a disposizione delle scuole gratuitamente*
>>>> in modo uniforme sul territorio nazionale, come già avviene in
>>>> altri Paesi europei.
>>>>
>>>> Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
>>>>
>>>> * Innanzi tutto consente un *risparmio per i bilanci delle
>>>> scuole* sui quali attualmente grava il canone annuale di
>>>> noleggio (con una stima approssimativa di circa 5.000 euro
>>>> annui per circa 7500 autonomie scolastiche, oggi si spendono
>>>> oltre 37 milioni di euro)
>>>> * Garantisce l’*assenza di contenuti inappropriati* e non
>>>> coerenti la funzione
>>>> * Garantisce *sicurezza nella gestione dei dati* che rimarrebbero
>>>> esclusivamente in mano pubblica
>>>> * *Semplifica la vita* alle famiglie, ai docenti e alle
>>>> segreterie didattiche, evitando di dover familiarizzare e
>>>> imparare a usare strumenti anche molto diversi
>>>> * Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla
>>>> regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga
>>>> conto anche degli ultimi studi nazionali e internazionali sul
>>>> *Benessere Digitale* (per evitare che venga consultato in modo
>>>> compulsivo in attesa di compiti e voti) e della coerenza con le
>>>> Indicazioni Nazionali sulla valutazione.
>>>>
>>>> In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per
>>>> tutte le autonomie scolastiche, *chiediamo* *altresì* *al Ministro
>>>> Giuseppe Valditara che vengano immediatamente elaborate delle linee
>>>> guida* alle quali le singole aziende private debbano attenersi.
>>>>
>>>> Giovanna Garrone, genitore
>>>>
>>>> Federica Patti, genitore e insegnante
>>>>
>>>
>>
>
March 14, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Michele Pinassi
Buongiorno,
in realtà non reputo la discussione strana né inquietante, quantomeno non
per i motivi sottolineati. Il registro elettronico (o, meglio "i" registri
elettronici, perché ne esistono più di uno) sono strumenti di profilazione
dei nostri figli. Dicono su quali materie sono più bravi, in quali lo sono
meno, quali sono state le tendenze negli anni (migliorati? peggiorati?
stabili?) e coniugando i voti con il contesto (scuola, docenti...) è
possibile profilare ("renderizzare", per usare un termine usato dalla
Dott.ssa Zuboff) i nostri ragazzi con maggiore precisione.
L'aspetto che reputo onestamente inquietante è che, come purtroppo avviene
anche per altre questioni, ottemperare agli obblighi di legge significa
mettere i propri dati (in questo caso, i dati degli studenti) in pancia a
realtà private. Vuoi per incapacità del pubblico o per una mancanza di
consapevolezza del problema (e propendo per la seconda, purtroppo), questa
costante e inesorabile perdita di sovranità dei dati strategici che
rappresentano il nostro Paese a favore di realtà commerciali private spesso
neanche Europee, temo non avrà conseguenze positive.
Proprio nell'ottica di un ReArm EU, oltre a fucili e bombe a mano, mi
chiedo se la strategia può essere valida anche in ambito
cybersecurity: cyber-riarmare l'EU significa, per me, anche investire
pesantemente in soluzioni pubbliche per togliere al privato queste enormi
leve politiche, oltre che commerciali, che gentilmente gli Stati
sovrani gli hanno regalato. Registro elettronico incluso.
Buon venerdì.
MP
Il giorno ven 14 mar 2025 alle ore 11:05 Andrea Bolioli <
andrea.bolioli(a)gmail.com> ha scritto:
> Aggiungo un contributo: secondo me, il fatto stesso che in lista Nexa
> discutiamo del problema del registro elettronico delle scuole, ha qualcosa
> di strano e un po' inquietante (perché ci sono problemi più importanti in
> questo momento, come sappiamo).
> C'era una volta il registro di carta che funzionava, uguale per tutti,
> ecc.
> L'abbiamo portato in digitale, era necessario per lo spirito del tempo.
> Bene.
> Potevamo farne uno uguale per tutti che funzionasse correttamente, non
> facesse perdere tempo agli insegnanti (tutte le volte che un insegnante
> cambia scuola, ha un registro diverso), ai dirigenti (l'acquisto e la
> gestione del fornitore del registro elettronico moltiplicata per tutti i
> dirigenti), studenti, genitori (che controllano ansiosi), ecc
> Per quanto riguarda il liberismo, per favore basta grazie: non ci sta
> portando nella direzione migliore possibile...
> Le aziende che si sono messe a fare registri elettronici alcuni anni fa se
> ne faranno una ragione e si metteranno a fare qualcosa di più utile. C'è
> molto bisogno di cose utili.
>
> Una cosa divertente dei registri elettronici diversi sono gli studenti che
> cercano di hackerarli (avevo assistito ad un bel dialogo tra studenti che
> ci provavano seriamente).
>
> Andrea
>
> On Fri, Mar 14, 2025 at 11:00 AM Enrico Nardelli <nardelli(a)mat.uniroma2.it>
> wrote:
>
>> Grazie Giorgio, per far sì che i dati sensibili siano gestiti
>> adeguatamente esiste il GDPR e l'Autorità, non penso sia necessario farli
>> gestire a un soggetto pubblico.
>>
>> Come dici tu, basta rispettare questi requisiti.
>>
>> Come ho scritto nella mia altra mail di commento a quella di Juan Carlos,
>> il punto è come gestire la situazione attuale.
>>
>> Ciao, Enrico
>>
>>
>> Il 14/03/2025 09:30, Giorgio ha scritto:
>>
>> Caro Enrico,
>> la questione è semplice: i dati della formazione di tutti gli studenti
>> credo
>> siano dati sensibili. Al pari dei dati sanitari.
>> Come sai non sono un patito delle soluzioni “pubbliche” ma
>> direi che questi dati meritano di essere trattati con cautela e forti
>> garanzie: di privacy, di continuità, di interoperabilità, di non
>> commerciabilità…
>> Qualsiasi soluzione che rispetti questi requisiti, per me andrebbe bene.
>> Di sicuro questa situazione non rispetta alcuno di questi punti.
>> Un abbraccio
>> Giorgio
>>
>> Inviato da iPhone
>>
>> Il giorno 14 mar 2025, alle ore 08:30, Enrico Nardelli
>> <nardelli(a)mat.uniroma2.it> <nardelli(a)mat.uniroma2.it> ha scritto:
>>
>>
>>
>> Premetto che ritengo assolutamente condivisibile e sacrosanto che ci
>> debbano essere delle linee guida nazionali per evitare la corruzione
>> commerciale di una funzione di pubblica utilità.
>>
>> Quindi, sì a una normativa che impedisca di usare un canale di
>> comunicazione di dati importanti per vendere servizi commerciali.
>>
>> Però non capisco davvero perché il registro elettronico di una scuola
>> dovrebbe essere unico in tutta Italia e il sito web della stessa scuola
>> invece no.
>>
>> Certo, il registro elettronico potrebbe essere realizzato a livello
>> centrale, uguale per tutte le scuole, o potrebbe essere realizzato da
>> fornitori diversi, come è attualmente. Ma - se ci sono delle linee guida
>> rigorose come quelle descritte nella petizione - non riesco a vedere motivi
>> stringenti per scegliere l'una o l'altra soluzione.
>>
>> Chi mi fornisce degli elementi sostanziali per capire?
>>
>> La petizione cita i seguenti:
>>
>> 1. risparmio economico, ma non fornisce stime precise del costo di
>> gestione di un sistema centralizzato con tutti quelle utenze.
>>
>> 2. assenza di contenuti inappropriati: bastano delle linee guida, non
>> serve un registro unico
>>
>> 3. sicurezza nella gestione dei dati: certo è un problema, ma a me sembra
>> un problema molto più grave che i dati di studenti e docenti siano nelle
>> mani delle big tech. Forse intervenire su questo è più importante.
>>
>> 4. semplificazione della vita delle famiglie: mi pare si applichi anche
>> al sito web della scuola che è l'altro canale di comunicazione standard:
>> come chiedevo prima perché uno deve essere unico e l'altro no?
>>
>> Concludo dicendo che, se fosse per me, il registro elettronico lo
>> abolirei per tornare a far scrivere i compiti ai ragazzi sul diario.
>>
>> Infatti, il punto che secondo me nella petizione è quello più importante
>> da un punto di vista sociale è l'ultimo: la necessità di una riflessione
>> collettiva sulla reale necessità di uno strumento di questo genere che
>> determina comportamenti non proprio sempre positivi.
>>
>> Ciao, Enrico
>>
>>
>> Il 14/03/2025 07:32, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>>
>> E' un settore che è assurdo che sia liberalizzato.
>> Il registro elettronico per le scuole non è il pane.
>>
>> ciao,
>> jc
>>
>> On 13/03/25 23:35, Stefano Quintarelli via nexa wrote:
>>
>> e' un settore liberalizzato, come i panettieri.
>> se lo stato si mette a fare il pane, deve farlo alle condizioni degli
>> altri, senza aiuti di stato.
>>
>> ce ne sono un certo numero open source
>> https://duckduckgo.com/?t=ffab&q=registro+elettronico+open+source&ia=web
>>
>> valgono art. 68 e art. 69 del CAD
>>
>> se non rispettato, c'e' sempre la corte dei conti
>>
>> ciao, s.
>>
>> On 13/03/25 11:06, Giorgio Ventre wrote:
>>
>> Perdonate la mia ignoranza ma non sapevo di questa assurdità della
>> molteplicità dei fornitori.
>>
>> Grazie Juan Carlos per averla portato in evidenza.
>>
>> Un caro saluto a tutti
>>
>> Giorgio
>>
>> Il 13/03/25 07:05, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>>
>>
>>
>> Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole
>>
>>
>> Perché questa petizione è importante
>>
>> Lanciata il 10 marzo 2025 da Comitato Registro Elettronico Pubblico
>> <https://www.change.org/u/1367592587>
>> <https://www.change.org/u/1367592587>
>>
>> https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-
>> piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9
>> <https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-
>> piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9>
>> <https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-piattaforma-pubb…>
>>
>> Dall’anno scolastico 2012/2013 *il Registro Elettronico è obbligatorio
>> per legge* anche come strumento di comunicazione ufficiale con le famiglie.
>>
>> Oggi però *non è un servizio pubblico* ed è fornito da aziende private a
>> cui *le singole autonomie scolastiche pagano un canone annual*e; quindi il
>> Registro Elettronico cambia da una scuola all’altra.
>>
>> Inoltre "La Stampa <https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/news/
>> registro_scolastico_elettronico_pubblicita_valditara-15039415/?
>> ref=LSHA-BH-P1-S1-T1>
>> <https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/news/registro_scolastico_elettr…>"
>> negli scorsi giorni ha fatto emergere una deriva preoccupante data dalla
>> natura privata, frammentata e non regolamentata del Registro Elettronico:
>> l’inserimento in una delle app, di una singola azienda, per la gestione del
>> registro, di contenuti extra comprendenti giochi (visualizzati in forma di
>> feed a imitazione dei social network) e presentazione di servizi
>> commerciali quali tutoraggio online, consulenze psicoterapeutiche, corsi di
>> lingua, prestiti studenteschi.
>>
>> Alla luce di questi elementi, *chiediamo che il Ministero dell’Istruzione
>> e del Merito sviluppi un Registro Elettronico unico che possa essere messo
>> a disposizione delle scuole gratuitamente* in modo uniforme sul territorio
>> nazionale, come già avviene in altri Paesi europei.
>>
>> Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
>>
>> * Innanzi tutto consente un *risparmio per i bilanci delle scuole*
>> sui quali attualmente grava il canone annuale di noleggio (con una
>> stima approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa 7500
>> autonomie scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di euro)
>> * Garantisce l’*assenza di contenuti inappropriati* e non coerenti
>> la funzione
>> * Garantisce *sicurezza nella gestione dei dati* che rimarrebbero
>> esclusivamente in mano pubblica
>> * *Semplifica la vita* alle famiglie, ai docenti e alle segreterie
>> didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a usare
>> strumenti anche molto diversi
>> * Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla
>> regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga conto
>> anche degli ultimi studi nazionali e internazionali sul *Benessere
>> Digitale* (per evitare che venga consultato in modo compulsivo in
>> attesa di compiti e voti) e della coerenza con le Indicazioni
>> Nazionali sulla valutazione.
>>
>> In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per tutte le
>> autonomie scolastiche, *chiediamo* *altresì* *al Ministro Giuseppe
>> Valditara che vengano immediatamente elaborate delle linee guida* alle
>> quali le singole aziende private debbano attenersi.
>>
>> Giovanna Garrone, genitore
>>
>> Federica Patti, genitore e insegnante
>>
>> --
>> ========================================================================
>> Prof. Ing. Giorgio Ventre
>> Scientific Director, Apple Developer Academy
>> Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione
>> Università degli Studi di Napoli Federico II
>> Via Claudio 21
>> 80125, Napoli, Italy
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March 14, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Andrea Bolioli
Aggiungo un contributo: secondo me, il fatto stesso che in lista Nexa
discutiamo del problema del registro elettronico delle scuole, ha qualcosa
di strano e un po' inquietante (perché ci sono problemi più importanti in
questo momento, come sappiamo).
C'era una volta il registro di carta che funzionava, uguale per tutti, ecc.
L'abbiamo portato in digitale, era necessario per lo spirito del tempo.
Bene.
Potevamo farne uno uguale per tutti che funzionasse correttamente, non
facesse perdere tempo agli insegnanti (tutte le volte che un insegnante
cambia scuola, ha un registro diverso), ai dirigenti (l'acquisto e la
gestione del fornitore del registro elettronico moltiplicata per tutti i
dirigenti), studenti, genitori (che controllano ansiosi), ecc
Per quanto riguarda il liberismo, per favore basta grazie: non ci sta
portando nella direzione migliore possibile...
Le aziende che si sono messe a fare registri elettronici alcuni anni fa se
ne faranno una ragione e si metteranno a fare qualcosa di più utile. C'è
molto bisogno di cose utili.
Una cosa divertente dei registri elettronici diversi sono gli studenti che
cercano di hackerarli (avevo assistito ad un bel dialogo tra studenti che
ci provavano seriamente).
Andrea
On Fri, Mar 14, 2025 at 11:00 AM Enrico Nardelli <nardelli(a)mat.uniroma2.it>
wrote:
> Grazie Giorgio, per far sì che i dati sensibili siano gestiti
> adeguatamente esiste il GDPR e l'Autorità, non penso sia necessario farli
> gestire a un soggetto pubblico.
>
> Come dici tu, basta rispettare questi requisiti.
>
> Come ho scritto nella mia altra mail di commento a quella di Juan Carlos,
> il punto è come gestire la situazione attuale.
>
> Ciao, Enrico
>
>
> Il 14/03/2025 09:30, Giorgio ha scritto:
>
> Caro Enrico,
> la questione è semplice: i dati della formazione di tutti gli studenti
> credo
> siano dati sensibili. Al pari dei dati sanitari.
> Come sai non sono un patito delle soluzioni “pubbliche” ma
> direi che questi dati meritano di essere trattati con cautela e forti
> garanzie: di privacy, di continuità, di interoperabilità, di non
> commerciabilità…
> Qualsiasi soluzione che rispetti questi requisiti, per me andrebbe bene.
> Di sicuro questa situazione non rispetta alcuno di questi punti.
> Un abbraccio
> Giorgio
>
> Inviato da iPhone
>
> Il giorno 14 mar 2025, alle ore 08:30, Enrico Nardelli
> <nardelli(a)mat.uniroma2.it> <nardelli(a)mat.uniroma2.it> ha scritto:
>
>
>
> Premetto che ritengo assolutamente condivisibile e sacrosanto che ci
> debbano essere delle linee guida nazionali per evitare la corruzione
> commerciale di una funzione di pubblica utilità.
>
> Quindi, sì a una normativa che impedisca di usare un canale di
> comunicazione di dati importanti per vendere servizi commerciali.
>
> Però non capisco davvero perché il registro elettronico di una scuola
> dovrebbe essere unico in tutta Italia e il sito web della stessa scuola
> invece no.
>
> Certo, il registro elettronico potrebbe essere realizzato a livello
> centrale, uguale per tutte le scuole, o potrebbe essere realizzato da
> fornitori diversi, come è attualmente. Ma - se ci sono delle linee guida
> rigorose come quelle descritte nella petizione - non riesco a vedere motivi
> stringenti per scegliere l'una o l'altra soluzione.
>
> Chi mi fornisce degli elementi sostanziali per capire?
>
> La petizione cita i seguenti:
>
> 1. risparmio economico, ma non fornisce stime precise del costo di
> gestione di un sistema centralizzato con tutti quelle utenze.
>
> 2. assenza di contenuti inappropriati: bastano delle linee guida, non
> serve un registro unico
>
> 3. sicurezza nella gestione dei dati: certo è un problema, ma a me sembra
> un problema molto più grave che i dati di studenti e docenti siano nelle
> mani delle big tech. Forse intervenire su questo è più importante.
>
> 4. semplificazione della vita delle famiglie: mi pare si applichi anche al
> sito web della scuola che è l'altro canale di comunicazione standard: come
> chiedevo prima perché uno deve essere unico e l'altro no?
>
> Concludo dicendo che, se fosse per me, il registro elettronico lo abolirei
> per tornare a far scrivere i compiti ai ragazzi sul diario.
>
> Infatti, il punto che secondo me nella petizione è quello più importante
> da un punto di vista sociale è l'ultimo: la necessità di una riflessione
> collettiva sulla reale necessità di uno strumento di questo genere che
> determina comportamenti non proprio sempre positivi.
>
> Ciao, Enrico
>
>
> Il 14/03/2025 07:32, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>
> E' un settore che è assurdo che sia liberalizzato.
> Il registro elettronico per le scuole non è il pane.
>
> ciao,
> jc
>
> On 13/03/25 23:35, Stefano Quintarelli via nexa wrote:
>
> e' un settore liberalizzato, come i panettieri.
> se lo stato si mette a fare il pane, deve farlo alle condizioni degli
> altri, senza aiuti di stato.
>
> ce ne sono un certo numero open source
> https://duckduckgo.com/?t=ffab&q=registro+elettronico+open+source&ia=web
>
> valgono art. 68 e art. 69 del CAD
>
> se non rispettato, c'e' sempre la corte dei conti
>
> ciao, s.
>
> On 13/03/25 11:06, Giorgio Ventre wrote:
>
> Perdonate la mia ignoranza ma non sapevo di questa assurdità della
> molteplicità dei fornitori.
>
> Grazie Juan Carlos per averla portato in evidenza.
>
> Un caro saluto a tutti
>
> Giorgio
>
> Il 13/03/25 07:05, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>
>
>
> Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole
>
>
> Perché questa petizione è importante
>
> Lanciata il 10 marzo 2025 da Comitato Registro Elettronico Pubblico
> <https://www.change.org/u/1367592587>
> <https://www.change.org/u/1367592587>
>
> https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-
> piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9
> <https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-
> piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9>
> <https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-piattaforma-pubb…>
>
> Dall’anno scolastico 2012/2013 *il Registro Elettronico è obbligatorio per
> legge* anche come strumento di comunicazione ufficiale con le famiglie.
>
> Oggi però *non è un servizio pubblico* ed è fornito da aziende private a
> cui *le singole autonomie scolastiche pagano un canone annual*e; quindi il
> Registro Elettronico cambia da una scuola all’altra.
>
> Inoltre "La Stampa <https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/news/
> registro_scolastico_elettronico_pubblicita_valditara-15039415/?
> ref=LSHA-BH-P1-S1-T1>
> <https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/news/registro_scolastico_elettr…>"
> negli scorsi giorni ha fatto emergere una deriva preoccupante data dalla
> natura privata, frammentata e non regolamentata del Registro Elettronico:
> l’inserimento in una delle app, di una singola azienda, per la gestione del
> registro, di contenuti extra comprendenti giochi (visualizzati in forma di
> feed a imitazione dei social network) e presentazione di servizi
> commerciali quali tutoraggio online, consulenze psicoterapeutiche, corsi di
> lingua, prestiti studenteschi.
>
> Alla luce di questi elementi, *chiediamo che il Ministero dell’Istruzione
> e del Merito sviluppi un Registro Elettronico unico che possa essere messo
> a disposizione delle scuole gratuitamente* in modo uniforme sul territorio
> nazionale, come già avviene in altri Paesi europei.
>
> Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
>
> * Innanzi tutto consente un *risparmio per i bilanci delle scuole*
> sui quali attualmente grava il canone annuale di noleggio (con una
> stima approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa 7500
> autonomie scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di euro)
> * Garantisce l’*assenza di contenuti inappropriati* e non coerenti
> la funzione
> * Garantisce *sicurezza nella gestione dei dati* che rimarrebbero
> esclusivamente in mano pubblica
> * *Semplifica la vita* alle famiglie, ai docenti e alle segreterie
> didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a usare
> strumenti anche molto diversi
> * Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla
> regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga conto
> anche degli ultimi studi nazionali e internazionali sul *Benessere
> Digitale* (per evitare che venga consultato in modo compulsivo in
> attesa di compiti e voti) e della coerenza con le Indicazioni
> Nazionali sulla valutazione.
>
> In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per tutte le
> autonomie scolastiche, *chiediamo* *altresì* *al Ministro Giuseppe
> Valditara che vengano immediatamente elaborate delle linee guida* alle
> quali le singole aziende private debbano attenersi.
>
> Giovanna Garrone, genitore
>
> Federica Patti, genitore e insegnante
>
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> Prof. Ing. Giorgio Ventre
> Scientific Director, Apple Developer Academy
> Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione
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> https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
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> Past President di "Informatics Europe"
> Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
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>
March 14, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Enrico Nardelli
Grazie Giorgio, per far sì che i dati sensibili siano gestiti
adeguatamente esiste il GDPR e l'Autorità, non penso sia necessario
farli gestire a un soggetto pubblico.
Come dici tu, basta rispettare questi requisiti.
Come ho scritto nella mia altra mail di commento a quella di Juan
Carlos, il punto è come gestire la situazione attuale.
Ciao, Enrico
Il 14/03/2025 09:30, Giorgio ha scritto:
> Caro Enrico,
> la questione è semplice: i dati della formazione di tutti gli studenti
> credo
> siano dati sensibili. Al pari dei dati sanitari.
> Come sai non sono un patito delle soluzioni “pubbliche” ma
> direi che questi dati meritano di essere trattati con cautela e forti
> garanzie: di privacy, di continuità, di interoperabilità, di non
> commerciabilità…
> Qualsiasi soluzione che rispetti questi requisiti, per me andrebbe bene.
> Di sicuro questa situazione non rispetta alcuno di questi punti.
> Un abbraccio
> Giorgio
>
> Inviato da iPhone
>
>> Il giorno 14 mar 2025, alle ore 08:30, Enrico Nardelli
>> <nardelli(a)mat.uniroma2.it> ha scritto:
>>
>>
>>
>> Premetto che ritengo assolutamente condivisibile e sacrosanto che ci
>> debbano essere delle linee guida nazionali per evitare la corruzione
>> commerciale di una funzione di pubblica utilità.
>>
>> Quindi, sì a una normativa che impedisca di usare un canale di
>> comunicazione di dati importanti per vendere servizi commerciali.
>>
>> Però non capisco davvero perché il registro elettronico di una scuola
>> dovrebbe essere unico in tutta Italia e il sito web della stessa
>> scuola invece no.
>>
>> Certo, il registro elettronico potrebbe essere realizzato a livello
>> centrale, uguale per tutte le scuole, o potrebbe essere realizzato da
>> fornitori diversi, come è attualmente. Ma - se ci sono delle linee
>> guida rigorose come quelle descritte nella petizione - non riesco a
>> vedere motivi stringenti per scegliere l'una o l'altra soluzione.
>>
>> Chi mi fornisce degli elementi sostanziali per capire?
>>
>> La petizione cita i seguenti:
>>
>> 1. risparmio economico, ma non fornisce stime precise del costo di
>> gestione di un sistema centralizzato con tutti quelle utenze.
>>
>> 2. assenza di contenuti inappropriati: bastano delle linee guida, non
>> serve un registro unico
>>
>> 3. sicurezza nella gestione dei dati: certo è un problema, ma a me
>> sembra un problema molto più grave che i dati di studenti e docenti
>> siano nelle mani delle big tech. Forse intervenire su questo è più
>> importante.
>>
>> 4. semplificazione della vita delle famiglie: mi pare si applichi
>> anche al sito web della scuola che è l'altro canale di comunicazione
>> standard: come chiedevo prima perché uno deve essere unico e l'altro no?
>>
>> Concludo dicendo che, se fosse per me, il registro elettronico lo
>> abolirei per tornare a far scrivere i compiti ai ragazzi sul diario.
>>
>> Infatti, il punto che secondo me nella petizione è quello più
>> importante da un punto di vista sociale è l'ultimo: la necessità di
>> una riflessione collettiva sulla reale necessità di uno strumento di
>> questo genere che determina comportamenti non proprio sempre positivi.
>>
>> Ciao, Enrico
>>
>>
>> Il 14/03/2025 07:32, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>>> E' un settore che è assurdo che sia liberalizzato.
>>> Il registro elettronico per le scuole non è il pane.
>>>
>>> ciao,
>>> jc
>>>
>>> On 13/03/25 23:35, Stefano Quintarelli via nexa wrote:
>>>> e' un settore liberalizzato, come i panettieri.
>>>> se lo stato si mette a fare il pane, deve farlo alle condizioni
>>>> degli altri, senza aiuti di stato.
>>>>
>>>> ce ne sono un certo numero open source
>>>> https://duckduckgo.com/?t=ffab&q=registro+elettronico+open+source&ia=web
>>>>
>>>>
>>>> valgono art. 68 e art. 69 del CAD
>>>>
>>>> se non rispettato, c'e' sempre la corte dei conti
>>>>
>>>> ciao, s.
>>>>
>>>> On 13/03/25 11:06, Giorgio Ventre wrote:
>>>>> Perdonate la mia ignoranza ma non sapevo di questa assurdità della
>>>>> molteplicità dei fornitori.
>>>>>
>>>>> Grazie Juan Carlos per averla portato in evidenza.
>>>>>
>>>>> Un caro saluto a tutti
>>>>>
>>>>> Giorgio
>>>>>
>>>>> Il 13/03/25 07:05, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>>>>>>
>>>>>>
>>>>>> Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le
>>>>>> scuole
>>>>>>
>>>>>>
>>>>>> Perché questa petizione è importante
>>>>>>
>>>>>> Lanciata il 10 marzo 2025 da Comitato Registro Elettronico
>>>>>> Pubblico <https://www.change.org/u/1367592587>
>>>>>>
>>>>>> https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-
>>>>>> piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9
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>>>>>> piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9>
>>>>>>
>>>>>> Dall’anno scolastico 2012/2013 *il Registro Elettronico è
>>>>>> obbligatorio per legge* anche come strumento di comunicazione
>>>>>> ufficiale con le famiglie.
>>>>>>
>>>>>> Oggi però *non è un servizio pubblico* ed è fornito da aziende
>>>>>> private a cui *le singole autonomie scolastiche pagano un canone
>>>>>> annual*e; quindi il Registro Elettronico cambia da una scuola
>>>>>> all’altra.
>>>>>>
>>>>>> Inoltre "La Stampa
>>>>>> <https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/news/
>>>>>> registro_scolastico_elettronico_pubblicita_valditara-15039415/?
>>>>>> ref=LSHA-BH-P1-S1-T1>" negli scorsi giorni ha fatto emergere una
>>>>>> deriva preoccupante data dalla natura privata, frammentata e non
>>>>>> regolamentata del Registro Elettronico: l’inserimento in una
>>>>>> delle app, di una singola azienda, per la gestione del registro,
>>>>>> di contenuti extra comprendenti giochi (visualizzati in forma di
>>>>>> feed a imitazione dei social network) e presentazione di servizi
>>>>>> commerciali quali tutoraggio online, consulenze
>>>>>> psicoterapeutiche, corsi di lingua, prestiti studenteschi.
>>>>>>
>>>>>> Alla luce di questi elementi, *chiediamo che il Ministero
>>>>>> dell’Istruzione e del Merito sviluppi un Registro Elettronico
>>>>>> unico che possa essere messo a disposizione delle scuole
>>>>>> gratuitamente* in modo uniforme sul territorio nazionale, come
>>>>>> già avviene in altri Paesi europei.
>>>>>>
>>>>>> Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
>>>>>>
>>>>>> * Innanzi tutto consente un *risparmio per i bilanci delle scuole*
>>>>>> sui quali attualmente grava il canone annuale di noleggio
>>>>>> (con una
>>>>>> stima approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa 7500
>>>>>> autonomie scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di
>>>>>> euro)
>>>>>> * Garantisce l’*assenza di contenuti inappropriati* e non coerenti
>>>>>> la funzione
>>>>>> * Garantisce *sicurezza nella gestione dei dati* che rimarrebbero
>>>>>> esclusivamente in mano pubblica
>>>>>> * *Semplifica la vita* alle famiglie, ai docenti e alle segreterie
>>>>>> didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a usare
>>>>>> strumenti anche molto diversi
>>>>>> * Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla
>>>>>> regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga
>>>>>> conto
>>>>>> anche degli ultimi studi nazionali e internazionali sul
>>>>>> *Benessere
>>>>>> Digitale* (per evitare che venga consultato in modo
>>>>>> compulsivo in
>>>>>> attesa di compiti e voti) e della coerenza con le Indicazioni
>>>>>> Nazionali sulla valutazione.
>>>>>>
>>>>>> In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per
>>>>>> tutte le autonomie scolastiche, *chiediamo* *altresì* *al
>>>>>> Ministro Giuseppe Valditara che vengano immediatamente elaborate
>>>>>> delle linee guida* alle quali le singole aziende private debbano
>>>>>> attenersi.
>>>>>>
>>>>>> Giovanna Garrone, genitore
>>>>>>
>>>>>> Federica Patti, genitore e insegnante
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Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Enrico Nardelli
Dibattito molto interessante e utilissime informazioni.
Stimolato da quanto leggo, apprendo qua
https://interiorissimi.it/cose-il-sidi-miur-come-si-accede-e-con-quali-cred…
che il SIDI esiste dal 2001, ma il Registro Elettronico è nato solo una
decina di anni dopo.
Come mai quando fu introdotto, nonostante ci fosse una piattaforma
pubblica su cui appoggiarlo fu deciso di farlo andare sul mercato?
Sarà evidentemente stato un governo liberista di destra...
Leggo qua
https://www.agendadigitale.eu/scuola-digitale/dieci-anni-di-registro-elettr…
un po' di storia. Fu introdotto dal Governo Monti, ministro
dell'istruzione Francesco Profumo, poi portato avanti dalla ministra
Carrozza (governo Letta) e esteso dalla ministra Giannini con il Piano
Nazionale Scuola Digitale (governo Renzi).
Niente da aggiungere sul passato, le responsabilità mi sembrano chiare.
Il punto è cosa fare adesso, come gestire la situazione attuale. Ritengo
che definire norme che regolamentino quello che genitori e studenti
possono trovare sul registro elettronico sia in assoluto la cosa più
importante e urgente da fare.
Ciao, Enrico
Il 14/03/2025 10:06, J.C. DE MARTIN ha scritto:
> No, dimmi tu perché dovrebbe esserlo, Stefano. Per privatizzare un
> servizio pubblico fondamentale e sensibile di quel tipo dovrebbero
> esserci validissimi motivi per farlo.
>
> Tanto più se scopriamo, grazie a Tommaso Calderelli
> <https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-March/054191.html>,
> che - opps - esiste già il SIDI e che potrebbe essere facilmente
> esteso per includere registro e protocollo.
>
> O forse pensi che andrebbe aperto al mercato anche quello che fa il SIDI?
> Legittimo pensare anche questo, semplicemente sono nettamente contrario.
>
> jc
>
>
>
> On 14/03/25 09:40, Stefano Quintarelli via nexa wrote:
>>
>>
>> On 14/03/25 07:32, J.C. DE MARTIN wrote:
>>> E' un settore che è assurdo che sia liberalizzato.
>>> Il registro elettronico per le scuole non è il pane.
>>
>>
>> perche' e' assurdo sia liberalizzato ?
>>
>>
>>
>>>
>>> ciao,
>>> jc
>>>
>>> On 13/03/25 23:35, Stefano Quintarelli via nexa wrote:
>>>> e' un settore liberalizzato, come i panettieri.
>>>> se lo stato si mette a fare il pane, deve farlo alle condizioni
>>>> degli altri, senza aiuti di stato.
>>>>
>>>> ce ne sono un certo numero open source
>>>> https://duckduckgo.com/?t=ffab&q=registro+elettronico+open+source&ia=web
>>>>
>>>>
>>>> valgono art. 68 e art. 69 del CAD
>>>>
>>>> se non rispettato, c'e' sempre la corte dei conti
>>>>
>>>> ciao, s.
>>>>
>>>> On 13/03/25 11:06, Giorgio Ventre wrote:
>>>>> Perdonate la mia ignoranza ma non sapevo di questa assurdità della
>>>>> molteplicità dei fornitori.
>>>>>
>>>>> Grazie Juan Carlos per averla portato in evidenza.
>>>>>
>>>>> Un caro saluto a tutti
>>>>>
>>>>> Giorgio
>>>>>
>>>>> Il 13/03/25 07:05, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>>>>>>
>>>>>>
>>>>>> Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le
>>>>>> scuole
>>>>>>
>>>>>>
>>>>>> Perché questa petizione è importante
>>>>>>
>>>>>> Lanciata il 10 marzo 2025 da Comitato Registro Elettronico
>>>>>> Pubblico <https://www.change.org/u/1367592587>
>>>>>>
>>>>>> https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-
>>>>>> piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9
>>>>>>
>>>>>> <https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-
>>>>>> piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-
>>>>>> c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9>
>>>>>>
>>>>>> Dall’anno scolastico 2012/2013 *il Registro Elettronico è
>>>>>> obbligatorio per legge* anche come strumento di comunicazione
>>>>>> ufficiale con le famiglie.
>>>>>>
>>>>>> Oggi però *non è un servizio pubblico* ed è fornito da aziende
>>>>>> private a cui *le singole autonomie scolastiche pagano un canone
>>>>>> annual*e; quindi il Registro Elettronico cambia da una scuola
>>>>>> all’altra.
>>>>>>
>>>>>> Inoltre "La Stampa <https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/
>>>>>> news/
>>>>>> registro_scolastico_elettronico_pubblicita_valditara-15039415/?
>>>>>> ref=LSHA-BH-P1-S1-T1>" negli scorsi giorni ha fatto emergere una
>>>>>> deriva preoccupante data dalla natura privata, frammentata e non
>>>>>> regolamentata del Registro Elettronico: l’inserimento in una
>>>>>> delle app, di una singola azienda, per la gestione del registro,
>>>>>> di contenuti extra comprendenti giochi (visualizzati in forma di
>>>>>> feed a imitazione dei social network) e presentazione di servizi
>>>>>> commerciali quali tutoraggio online, consulenze
>>>>>> psicoterapeutiche, corsi di lingua, prestiti studenteschi.
>>>>>>
>>>>>> Alla luce di questi elementi, *chiediamo che il Ministero
>>>>>> dell’Istruzione e del Merito sviluppi un Registro Elettronico
>>>>>> unico che possa essere messo a disposizione delle scuole
>>>>>> gratuitamente* in modo uniforme sul territorio nazionale, come
>>>>>> già avviene in altri Paesi europei.
>>>>>>
>>>>>> Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
>>>>>>
>>>>>> * Innanzi tutto consente un *risparmio per i bilanci delle scuole*
>>>>>> sui quali attualmente grava il canone annuale di noleggio
>>>>>> (con una
>>>>>> stima approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa 7500
>>>>>> autonomie scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di
>>>>>> euro)
>>>>>> * Garantisce l’*assenza di contenuti inappropriati* e non coerenti
>>>>>> la funzione
>>>>>> * Garantisce *sicurezza nella gestione dei dati* che rimarrebbero
>>>>>> esclusivamente in mano pubblica
>>>>>> * *Semplifica la vita* alle famiglie, ai docenti e alle segreterie
>>>>>> didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a usare
>>>>>> strumenti anche molto diversi
>>>>>> * Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla
>>>>>> regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga
>>>>>> conto
>>>>>> anche degli ultimi studi nazionali e internazionali sul
>>>>>> *Benessere
>>>>>> Digitale* (per evitare che venga consultato in modo
>>>>>> compulsivo in
>>>>>> attesa di compiti e voti) e della coerenza con le Indicazioni
>>>>>> Nazionali sulla valutazione.
>>>>>>
>>>>>> In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per
>>>>>> tutte le autonomie scolastiche, *chiediamo* *altresì* *al
>>>>>> Ministro Giuseppe Valditara che vengano immediatamente elaborate
>>>>>> delle linee guida* alle quali le singole aziende private debbano
>>>>>> attenersi.
>>>>>>
>>>>>> Giovanna Garrone, genitore
>>>>>>
>>>>>> Federica Patti, genitore e insegnante
>>>>>>
>>>>> --
>>>>> ========================================================================
>>>>>
>>>>> Prof. Ing. Giorgio Ventre
>>>>> Scientific Director, Apple Developer Academy
>>>>> Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie
>>>>> dell'Informazione
>>>>> Università degli Studi di Napoli Federico II
>>>>> Via Claudio 21
>>>>> 80125, Napoli, Italy
>>>>> Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372
>>>>> E-mail:giorgio@unina.it
>>>>> http://www.dieti.unina.it
>>>>> http://www.developeracademy.unina.it/en/
>>>>> http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre
>>>>> ========================================================================
>>>>>
>>>>>
>>>>
>>>
>>
>
--
-- EN
https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
======================================================
Prof. Enrico Nardelli
Past President di "Informatics Europe"
Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
blog: https://link-and-think.blogspot.it/
tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli(a)mat.uniroma2.it
online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont
======================================================
--
March 14, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Filippo Barbera
sottoscrivo le parole di JC e vi segnalo questa mia recensione a riguardo.
Non si tratta di invocare il "centralismo", ma di accettare che
l'orizzontalìsmo e l'auto-organizzazione sono figlie di un repertorio che
non ha funzionato ed è anzi stato assorbito dai meccanismi di accumulazione
del capitale:
https://www.lindiceonline.com/scienze-umane/economia-e-politica/bolle-di-po…
ciao
Il giorno ven 14 mar 2025 alle ore 10:30 J.C. DE MARTIN <
juancarlos.demartin(a)polito.it> ha scritto:
> Colgo l'occasione del messaggio di Stefano, che saluto, per osservare che
> dopo 40 anni di movimento del software libero credo sia davvero ora di
> prendere atto che la strategia di perseguire il "bene" contando sulla
> lungimiranza, l'attivismo e persino la propensione al sacrificio (parola
> esplicitamente usata da Richard Stallman nel suo recente incontro a Torino)
> dei singoli non ha funzionato.
>
> O, per essere più precisi, ha ottenuto risultati di certo lodevoli ma
> molto limitati, ovvero, che toccano una ristrettissima percentuale della
> popolazione.
>
> Chi appartiene alla ristretta cerchia degli "happy few" è - giustamente -
> orgoglioso delle sue scelte e di quello che ha costruito/ottenuto, e tende
> quindi a invitare tutti gli altri (il 95%? il 99%?) a fare come lui/lei.
>
> Questo approccio basato su una sorta di proselitismo, ovvero, "illuminiamo
> le persone e incoraggiamole a fare la cosa giusta", era un approccio
> comprensibile nel 1995. Anche nel 2005. Forse persino ancora nel 2010.
>
> Ma oggi, nel 2025, mi sembra assolutamente ora di essere realisti e
> ammettere che se si ha a cuore la collettività nel suo complesso (e non
> solo gli "happy few") questo approccio non ha funzionato, non funziona e
> non potrà mai funzionare.
>
> Occorre, invece, puntare su azioni collettive per chiedere che sia lo
> Stato (che il movimento del software libero, col suo orientamento
> ideologico anarchico, vede con sospetto, se non con ostilità) a, in alcuni
> casi, intervenire direttamente (andando contro l'ideologia neoliberale di
> questi ultimi 45 anni) e, più in generale, a fare regole molto più
> stringenti.
>
> Scusate la leggera divagazione rispetto al tema della petizione, ma era un
> po' che volevo condividere con voi queste riflessioni...
>
> jc
>
> On 14/03/25 08:57, Stefano Borroni Barale wrote:
>
> Buongiorno lista,
> giustissimo opporsi all'invasione "militare" dell'interesse privato in un
> "luogo virtuale" che dovrebbe essere pubblico e rispettato come tale (come
> anche la scuola, e il ministero dell'istruzione, ma tant'è). Purtroppo è
> solo l'ultimo atto di una lunga catena di eventi demolitivi della scuola
> portati avanti negli ultimi 30 anni da politici di tutti gli schieramenti.
>
> Quello che mi fa specie, però, è la richiesta di una maggiore
> centralizzazione nelle mani dello Stato e -soprattutto- l'idea che per
> fermare questa deriva si possa contare sullo stesso ministero che, da
> diversi decenni, persegue la privatizzazione della scuola a prescindere da
> chi ne occupi il più altro scranno. Mi pare tanto wishful thinking,
> soprattutto in questo 2025 segnato dalla presa diretta del potere da parte
> di Silicon Valley (e qui siamo nella prima delle sue colonie).
>
> Non sarebbe forse meglio che la petizione si facesse ai Consigli
> d'Istituto e delle nostre 8574 scuole d'Italia? Questi organi, in cui siamo
> rappresentati tutte e tutti noi (studenti, genitori, docenti) hanno già il
> potere di acquistare il servizio da fornitori che lo offrono come software
> libero (sono già circolati in lista esempi, la mia lista completa la
> fornisco qui in fondo). Trovo davvero che sarebbe più educativo che noi
> cittadini si prenda in mano le redini della vita scolastica dei nostri
> figli, senza aspettare che qualche Potere Magico e Supremo metta le cose a
> posto: rimboccarsi le maniche e giù a far Politica con la P maiuscola :-)
>
> Ecco quello che ho trovato confrontandomi anche con i ragazzi del FUSS:
>
> https://gibbonedu.org/
>
> https://www.scuola247.org/
>
> https://github.com/iisgiua/giuaschool
>
> https://github.com/scaforchio/LAMPSchool (attualmente non in sviluppo)
>
>
> My 5 cents
> Stefano
>
>
> Inviato con l'email sicura Proton Mail <https://proton.me/mail/home>.
>
> giovedì 13 marzo 2025 07:05, J.C. DE MARTIN
> <juancarlos.demartin(a)polito.it> <juancarlos.demartin(a)polito.it> ha
> scritto:
>
> Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole
> Perché questa petizione è importante
> Lanciata il 10 marzo 2025 da Comitato Registro Elettronico Pubblico
> <https://www.change.org/u/1367592587>
>
>
> https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-piattaforma-pubb…
>
> Dall’anno scolastico 2012/2013 *il Registro Elettronico è obbligatorio
> per legge* anche come strumento di comunicazione ufficiale con le
> famiglie.
>
> Oggi però *non è un servizio pubblico* ed è fornito da aziende private a
> cui *le singole autonomie scolastiche pagano un canone annual*e; quindi
> il Registro Elettronico cambia da una scuola all’altra.
>
> Inoltre "La Stampa
> <https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/news/registro_scolastico_elettr…>"
> negli scorsi giorni ha fatto emergere una deriva preoccupante data dalla
> natura privata, frammentata e non regolamentata del Registro Elettronico:
> l’inserimento in una delle app, di una singola azienda, per la gestione del
> registro, di contenuti extra comprendenti giochi (visualizzati in forma di
> feed a imitazione dei social network) e presentazione di servizi
> commerciali quali tutoraggio online, consulenze psicoterapeutiche, corsi di
> lingua, prestiti studenteschi.
>
> Alla luce di questi elementi, *chiediamo che il Ministero dell’Istruzione
> e del Merito sviluppi un Registro Elettronico unico che possa essere messo
> a disposizione delle scuole gratuitamente* in modo uniforme sul
> territorio nazionale, come già avviene in altri Paesi europei.
>
> Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
>
> - Innanzi tutto consente un *risparmio per i bilanci delle scuole* sui
> quali attualmente grava il canone annuale di noleggio (con una stima
> approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa 7500 autonomie
> scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di euro)
> - Garantisce l’*assenza di contenuti inappropriati* e non coerenti la
> funzione
> - Garantisce *sicurezza nella gestione dei dati* che rimarrebbero
> esclusivamente in mano pubblica
> - *Semplifica la vita* alle famiglie, ai docenti e alle segreterie
> didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a usare strumenti
> anche molto diversi
> - Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla
> regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga conto anche
> degli ultimi studi nazionali e internazionali sul *Benessere Digitale*
> (per evitare che venga consultato in modo compulsivo in attesa di compiti e
> voti) e della coerenza con le Indicazioni Nazionali sulla valutazione.
>
> In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per tutte le
> autonomie scolastiche, *chiediamo* *altresì* *al Ministro Giuseppe
> Valditara che vengano immediatamente elaborate delle linee guida* alle
> quali le singole aziende private debbano attenersi.
>
> Giovanna Garrone, genitore
>
> Federica Patti, genitore e insegnante
>
>
>
>
--
Professor of Economic Sociology
CPS Department
University of Torino
https://unito.webex.com/meet/filippo.barbera
NEW!!!!
2023 Le piazza vuote. Riprendiamo gli spazi della politica, Bari, Laterza
March 14, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Marco A. Calamari
On Fri, 2025-03-14 at 10:30 +0100, J.C. DE MARTIN wrote:
> Colgo l'occasione del messaggio di Stefano, che saluto, per
> osservare che dopo 40 anni di movimento del software libero credo
> sia davvero ora di prendere atto che la strategia di perseguire il
> "bene" contando sulla lungimiranza, l'attivismo e persino la
> propensione al sacrificio (parola esplicitamente usata da Richard
> Stallman nel suo recente incontro a Torino) dei singoli non ha
> funzionato.
>
> O, per essere più precisi, ha ottenuto risultati di certo lodevoli
> ma molto limitati, ovvero, che toccano una ristrettissima
> percentuale della popolazione.
>
> Chi appartiene alla ristretta cerchia degli "happy few" è -
> giustamente - orgoglioso delle sue scelte e di quello che ha
> costruito/ottenuto, e tende quindi a invitare tutti gli altri (il
> 95%? il 99%?) a fare come lui/lei.
>
> Questo approccio basato su una sorta di proselitismo, ovvero,
> "illuminiamo le persone e incoraggiamole a fare la cosa giusta", era
> un approccio comprensibile nel 1995. Anche nel 2005. Forse persino
> ancora nel 2010.
>
> Ma oggi, nel 2025, mi sembra assolutamente ora di essere realisti e
> ammettere che se si ha a cuore la collettività nel suo complesso (e
> non solo gli "happy few") questo approccio non ha funzionato, non
> funziona e non potrà mai funzionare.
>
> Occorre, invece, puntare su azioni collettive per chiedere che sia
> lo Stato (che il movimento del software libero, col suo orientamento
> ideologico anarchico, vede con sospetto, se non con ostilità) a, in
> alcuni casi, intervenire direttamente (andando contro l'ideologia
> neoliberale di questi ultimi 45 anni) e, più in generale, a fare
> regole molto più stringenti.
Buongiorno tutti,
non ho mai percepito (ma forse è un limite mio) in quello che porta
avanti RMS un rifiuto delle azioni collettive.
Forse mi potresti chiarire questo punto.
Invece, se si vuole predicare bene, razzolare bene è un filino più
convincente, non tanto da un punto di vista morale, ma da quello della
comunicazione.
Mi verrebbe da dire un prerequisito.
Poi si possono finanziare organizzazioni tipo Noyb, FSF, etc.
Oppure hai in mente iniziative volte ad ottenere un voto parlamentare
che all'unanimità renda il software libero obbligatorio, mentre tutti
continuano tranquillamente a comunicare con facebook e Whatsapp?
Perché su questo ho serissimi dubbi.
JM2C. Buon fine settimana a tutti. Marco
>
> Scusate la leggera divagazione rispetto al tema della petizione, ma
> era un po' che volevo condividere con voi queste riflessioni...
>
> jc
>
> On 14/03/25 08:57, Stefano Borroni Barale wrote:
>
> >
> > Buongiorno lista,
> >
> > giustissimo opporsi all'invasione "militare" dell'interesse
> > privato in un "luogo virtuale" che dovrebbe essere pubblico e
> > rispettato come tale (come anche la scuola, e il ministero
> > dell'istruzione, ma tant'è). Purtroppo è solo l'ultimo atto di una
> > lunga catena di eventi demolitivi della scuola portati avanti
> > negli ultimi 30 anni da politici di tutti gli schieramenti.
> >
> >
> >
> >
> > Quello che mi fa specie, però, è la richiesta di una maggiore
> > centralizzazione nelle mani dello Stato e -soprattutto- l'idea che
> > per fermare questa deriva si possa contare sullo stesso ministero
> > che, da diversi decenni, persegue la privatizzazione della scuola
> > a prescindere da chi ne occupi il più altro scranno. Mi pare tanto
> > wishful thinking, soprattutto in questo 2025 segnato dalla presa
> > diretta del potere da parte di Silicon Valley (e qui siamo nella
> > prima delle sue colonie).
> >
> >
> >
> >
> > Non sarebbe forse meglio che la petizione si facesse ai Consigli
> > d'Istituto e delle nostre 8574 scuole d'Italia? Questi organi, in
> > cui siamo rappresentati tutte e tutti noi (studenti, genitori,
> > docenti) hanno già il potere di acquistare il servizio da
> > fornitori che lo offrono come software libero (sono già circolati
> > in lista esempi, la mia lista completa la fornisco qui in fondo).
> > Trovo davvero che sarebbe più educativo che noi cittadini si
> > prenda in mano le redini della vita scolastica dei nostri figli,
> > senza aspettare che qualche Potere Magico e Supremo metta le cose
> > a posto: rimboccarsi le maniche e giù a far Politica con la P
> > maiuscola :-)
> >
> >
> >
> >
> > Ecco quello che ho trovato confrontandomi anche con i ragazzi del
> > FUSS:
> >
> >
> >
> >
> > https://gibbonedu.org/
> >
> >
> >
> > https://www.scuola247.org/
> >
> >
> >
> >
> > https://github.com/iisgiua/giuaschool
> >
> >
> >
> > https://github.com/scaforchio/LAMPSchool (attualmente non in
> > sviluppo)
> >
> >
> >
> >
> >
> >
> >
> > My 5 cents
> >
> > Stefano
> >
> >
> >
> >
> >
> >
> >
> > Inviato con l'email sicura Proton Mail [1].
> >
> >
> >
> >
> >
> > giovedì 13 marzo 2025 07:05, J.C. DE MARTIN
> > <juancarlos.demartin(a)polito.it> ha scritto:
> >
> > >
> > > Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le
> > > scuole
> > >
> > >
> > > Perché questa petizione è importante Lanciata il 10 marzo 2025
> > > da Comitato Registro Elettronico
> > > Pubblico [2]
> > >
> > > https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-
> > > piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-c0f9-46ca-89e6-
> > > 8e897a6155a9
> > > [3]
> > >
> > >
> > > Dall’anno scolastico 2012/2013 il Registro Elettronico è
> > > obbligatorio per legge anche come strumento di comunicazione
> > > ufficiale con le famiglie.
> > > Oggi però non è un servizio pubblico ed è fornito da aziende
> > > private a cui le singole autonomie scolastiche pagano un canone
> > > annuale; quindi il Registro Elettronico cambia da una scuola
> > > all’altra.
> > > Inoltre "La Stampa [4]" negli scorsi giorni ha fatto emergere
> > > una deriva preoccupante data dalla natura privata, frammentata e
> > > non regolamentata del Registro Elettronico: l’inserimento in una
> > > delle app, di una singola azienda, per la gestione del registro,
> > > di contenuti extra comprendenti giochi (visualizzati in forma di
> > > feed a imitazione dei social network) e presentazione di servizi
> > > commerciali quali tutoraggio online, consulenze
> > > psicoterapeutiche, corsi di lingua, prestiti studenteschi.
> > > Alla luce di questi elementi, chiediamo che il Ministero
> > > dell’Istruzione e del Merito sviluppi un Registro Elettronico
> > > unico che possa essere messo a disposizione delle scuole
> > > gratuitamente in modo uniforme sul territorio nazionale, come
> > > già avviene in altri Paesi europei.
> > > Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
> > > * Innanzi tutto consente un risparmio per i bilanci delle scuole
> > > sui
> > > quali attualmente grava il canone annuale di noleggio (con una
> > > stima approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa 7500
> > > autonomie scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di
> > > euro)
> > > * Garantisce l’assenza di contenuti inappropriati e non coerenti
> > > la
> > > funzione
> > > * Garantisce sicurezza nella gestione dei dati che rimarrebbero
> > > esclusivamente in mano pubblica
> > > * Semplifica la vita alle famiglie, ai docenti e alle segreterie
> > > didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a usare
> > > strumenti anche molto diversi
> > > * Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla
> > > regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga
> > > conto
> > > anche degli ultimi studi nazionali e internazionali sul
> > > Benessere
> > > Digitale (per evitare che venga consultato in modo compulsivo in
> > > attesa di compiti e voti) e della coerenza con le Indicazioni
> > > Nazionali sulla valutazione.
> > > In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per
> > > tutte le autonomie scolastiche, chiediamo altresì al Ministro
> > > Giuseppe Valditara che vengano immediatamente elaborate delle
> > > linee guida alle quali le singole aziende private debbano
> > > attenersi.
> > > Giovanna Garrone, genitore
> > > Federica Patti, genitore e insegnante
> > >
> > >
> >
> >
>
>
[1] Proton Mail https://proton.me/mail/home
[2] Comitato Registro Elettronico Pubblico
https://www.change.org/u/1367592587
[3] https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-piattaforma-pubb…
https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-piattaforma-pubb…
[4] La Stampa
https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/news/registro_scolastico_elettr…
March 14, 2025
Disegno di legge n.2026 - Disposizioni in materia di economia dello spazio
by Antonio
Fatemi capire ... se gli USA escono dall'Alleanza atlantica, salta Starlink di Musk?
A.
Art. 25.
(Riserva di capacità trasmissiva nazionale)
1. Il Ministero delle imprese e del made in Italy provvede alla costituzione di una riserva di capacità trasmissiva nazionale attraverso comunicazioni satellitari, utilizzando, al fine di garantire la massima diversificazione, sia satelliti sia costellazioni in orbita geostazionaria, media e bassa, gestiti esclusivamente da soggetti appartenenti all'Unione europea o all'Alleanza atlantica.
2. La riserva di capacità trasmissiva nazionale attraverso comunicazioni satellitari è finalizzata a garantire, in situazioni critiche o di indisponibilità delle principali dorsali di interconnessione delle reti terrestri, un instradamento alternativo e con velocità di trasmissione adeguata alle comunicazioni tra nodi di rete strategici per applicazioni di natura governativa o di interesse nazionale, ivi comprese le funzionalità e le comunicazioni del cloud nazionale.
3. In coerenza con i contenuti del Piano di cui all'articolo 22, il Ministero delle imprese e del made in Italy, sentito il COMINT, promuove:
a) studi di fattibilità per una capacità di archiviazione di dati su satellite, finalizzata alla protezione di informazioni di particolare valore strategico nazionale, quali chiavi crittografiche per situazioni critiche (geo disaster recovery);
b) attività volte alla definizione dei requisiti tecnici, funzionali e di sicurezza per la fornitura dei servizi della riserva di capacità trasmissiva nazionale attraverso comunicazioni satellitari, alla definizione dei criteri per la selezione dei soggetti che realizzeranno le relative infrastrutture terrestri e spaziali e alla definizione del valore complessivo di un'eventuale gara per l'aggiudicazione dei servizi.
4. Il Ministero delle imprese e del made in Italy svolge le attività previste dal presente articolo con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
March 14, 2025