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Re: [nexa] Ellul: la fede come resistenza al dominio della tecnologia
by Alfredo Bregni
Don Luca mi scusi, ma
ELLUL LO VEDO INTRISO PESANTEMENTE DI IDEOLOGIA SPICCIOLA
[sarò io che, quando sento un sermone, mi irrito; ...se poi è sulla tecnica, da ingegnere ribatto punto su punto].
>>La tecnica non è mai un fatto neutrale.
Men che meno la religione...
>>...“società tecnologica” ... una civiltà in cui la tecnologia diventa il principio organizzativo centrale.
Più che "principio", "strumento".
Che la tecnologia "organizzi" qualcosa, non l'ho mai visto (solo con certi package con cui degli imbecilli costringono altri imbecilli a organizzarsi come ha deciso l'imbecille autore a monte; tutto il resto delle organizzazioni è un portato umano).
>>...“determinismo tecnico”, dove l’efficienza e la produttività sono i criteri supremi di valore...
>>efficienza e produttività sono criteri molto seri di economia (e qui la tecnologia di certo aiuta, ...ma non è essa che guida).
Il problema è che efficienza e produttività (sempre buone, in sè: essere inefficienti e improduttivi ha qualche senso solo fuori dall'economia) sono un po' troppo messe avanti ad altri criteri, ma il problema non è loro (ad es. quando si mette il profitto come riferimento gestionale per un'azienda di servizio pubblico, quando il riferimento giusto sarebbe il rapporto servizio-costo, il problema non sono certo efficienza e produttività, ma la logica distorta di altri imbecilli: qui sarebbe carino che la fede facesse qualcosa, ...ma la vedo dura; contro l'imbecillità, neanche la fede ha potere).
>>...troppo spesso a discapito della dimensione spirituale.
La dimensione "spirituale" ognuno se la gestisce come vuole.
Che poi la predazione / sfruttamento / manipolazione sia la costante universale della storia (di cui la guerra è solo l'esempio più triste e tragico), e che ci sia gente che non ha il tempo fisico di vivere una dimensione spirituale, ...è di nuovo un altro discorso.
>>...fondamentale distinzione ... tra tecnica – intesa come capacità umana ... grazie alla quale l’uomo crea strumenti per potenziare la propria azione – e sistema tecnico che si costituisce solo nel corso della modernità.
Mi sembra impensabile avere la tecnica, ...e poi non usarla.
E qui si torna alla vexata quaestio se sia colpa del coltello il fatto che qualcuno lo usa "male", e te lo infila in pancia.
>>Un “sistema” che riduce il sapere a forma di conoscenza specializzata, a metà strada tra apprendimento operativo (trasmissibile mediante linguaggi e procedure codificate) e condotte sociali di tipo imitativo.
Beh, che le organizzazioni possano essere alienanti, è portato non solo tecnico.
E le "promesse spirituali" non mi sembrano così ..."migliori".
>>Ellul ritiene che il messaggio biblico – visto come un invito alla compassione, all’amore per il prossimo e al distacco dai valori materiali – delinei un’etica di vita che si oppone alla logica del potere, della violenza e della tecnica.
Io togliereì:
- Sia "distacco dai valori materiali", che mi sembra fra l'ideologico e l'utopistico,
- Sia -- appunto -- "tecnica", per le argomentazioni di cui sopra su a) la costante universale della storia, e b) le supposte colpe del coltello.
>>...altri autori cristiani ... che ... hanno sviluppato un approccio critico alla modernità non in chiave nostalgica (verso un passato perduto), ma prospettica (verso un futuro ancora da raggiungere) a partire dalle risorse di libertà e autenticità messe a disposizione dalla fede.
Io mi sarei fermato ad "ancora da raggiungere", perché il resto è ideologia pura (libertà e autenticità dalla fede? cerca di toglierti il pensiero critico quando sei troppo piccolo per capire cosa ti stanno facendo!).
>>...attribuisce centralità alla coscienza individuale, alla lettura diretta della Bibbia e al rapporto personale con Dio.
Liberissimo. Ma non mi tocchi la tecnica.
Da ingenere rivendico il fatto -- inoppugnabile -- che il 99 % delle cose che si toccano e funzionano è stato fatto direttamente o indirettamente da un ingegnere. Che usa la tecnica.
(Altrimenti gli rimane solo il coltellino svizzero, e fare la canoa direttamente dal pieno di un albero caduto per conto suo.)
DA...
>>La fede viene vista come un impegno attivo e una sfida alla società e alle sue strutture oppressive. E il cristianesimo viene interpretato...
...HO LASCIATO PERDERE (vedasi l'incipit).
----- Original Message -----
From: don Luca Peyron
To: Nexa
Sent: Wednesday, March 12, 2025 9:15 AM
Subject: [nexa] Ellul: la fede come resistenza al dominio della tecnologia
Buona lettura,
dl
https://www.avvenire.it/agora/pagine/ellul-la-fede-come-resistenza-al-domin…
_________________________
don Luca Peyron
Pastorale Universitaria - Apostolato Digitale
Arcidiocesi di Torino
www.universitari.to.it
via XX settembre 83, Torino
tel. 011 5156239
March 12, 2025
Ellul: la fede come resistenza al dominio della tecnologia
by don Luca Peyron
Buona lettura,
dl
https://www.avvenire.it/agora/pagine/ellul-la-fede-come-resistenza-al-domin…
_________________________
don Luca Peyron
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March 12, 2025
Re: [nexa] Here comes the rain again... (was ...il registro scolastico elettronico diventa un mercato)
by 380°
Ciao!
karlessi <karlessi(a)alekos.net> writes:
> Il 11/03/25 11:20, 380° ha scritto:
[...]
>> mi spiace ma siccome il mio alter ego è sistemista, mi parte un rant;
>> non ce l'ho con te ovviamente :-)
[...]
> per me quello che dici è tutto condivisibile. ho una domanda:
>
> chi è "Qualcuno (TM)"? scusa ma nella mi ignoranza ho bisogno di
> informazioni semplici non capisco i sottintesi. questo non lo capisco.
scusa, è una specie di modo di dire che ho visto usare altre volte e che
riutilizzo perché mi piace: è un "qualcuno" generico, non qualcuno
"innominabole"; credo derivi da quelle situazioni in cui si dice
"sarebbe bello se succedesse così... qualcuno dovrebbe farlo"
> poi, c'è un ma. il "ma" è che i sistemisti ecc ecc vivono come gli altri
> all'interno di un sistema sociale. sociotecnico diciamo.
...e a volte anche un po' sociopatico :-)
> ecco, io non faccio il sistemista. sono una schiappa, epperò, purtroppo,
> mi ritrovo a farlo
quindi lo fai il sistemista :-) (che poi, _tutti_ gli utenti di sistemi
informatici, dagli smartphone in su, sono /per forza/
sistemisti... discorso lungo)
[...]
> sì certo che ci vogliono i sistemisti. epperò la maggior parte
> di quelli che conosco lavorano per strutture gerarchiche
> (tecnoburocrazie inefficienti) nelle quali non hanno margini d'azione.
ma infatti: ci vorrebbe una decisa svolta /anarcosistemistica/!
> a mio avviso, accentrare è sempre un problema, anche se "risolve" sul
> breve periodo alcune cose. tutto qui.
non capisco bene a cosa ti riferisci con "accentrare", ovvero: accentrare
cosa?
quando parliamo di lavoro, un qualche modo di organizzarlo ci
vuole... certo poi dovremmo entrare nel merito di /come/ è organizzato
oggi il lavoro (in modo desolatamente penoso) ma andremmo decisamente
troppo lontano per questa discussione...
[...]
> anche quando dici che "NON è facile", sono d'accordo con te. ma il
> messaggio per me non è questo (questo l'abbiamo scritto e detto per
> vent'anni, non ha funzionato molto)
se vuoi possiamo passare i prossimi vent'anni a scrivere e dire che è
facile ma non sono sicuro funzionerà meglio :-)
> il messaggio è invece che le persone singolarmente hanno un enorme
> potere, e possono imparare di più e meglio, e moltiplicare questo
> potere, insieme.
se il messaggio è questo allora lo sottoscrivo, però con la postilla che
per farlo è necessario farso un mazzo grande grande... come immagino ti
sia fatto tu per riuscire a fare tutto quello che fai ;-)
> le istituzioni in cui molte persone si trovano ad operare perlopiù
> "funzionano" nonostante se stesse
[...]
> grazie a persone abili, capaci, e che nonostante tutto fanno le cose
> perbene. e che sono tantissime, ma, appunto, sono frustrate,
> quotidianamente.
ho capito il tuo ragionamento e sottoscrivo
...ecco trovato il motivo per cui certe cose (NON) funzionano in quel
modo (penoso)
[...]
>> Serve ancora spiegare perché il software libero offre un vantaggio
>> strategico di 3 ordini di grandezza maggiore rispetto a quello
>> proprietario? ...Sapendo _usare_ il codice sorgente, ovviamente.
>
> sì. serve ancora. serve sempre. la memoria è un ingranaggio
> collettivo.
serve la cultura (informatica) molto più della memoria
[...]
>> ...oppure è tutta una presa in giro e la NARRAZIONE politica è
>> completamente diversa dalla politica APPLICATA, che però non si deve
>> raccontare perché Qualcuno™ farebbe brutta figura, o peggio?
>
> ancora, non so chi è Qualcuno, ma non m'importa.
in questo caso Qualcuno™ sono coloro che dicono una cosa e ne fanno
(fare) un'altra
> le organizzazioni gerarchiche sono disfunzionali
...a meno che i ruoli della gerarchia vengano decisi per sorteggio, che
si deve ripetere ogni 5 anni :-D
[...]
>>> con pochi soldini
>>
>> già perché nella scuola (o nella PA in generale?) le cose fatte come si
>> deve vanno fatte con "quello che avanza" dalle altre spese.
>
> "pochi soldini" è un'espressione infelice, me ne scuso.
grazie! :-)
[...]
>> ...e se i soldi di 'sto STRAMALEDETTO PNRR fossero spesi per "opere"
>> strutturali, anche di infrastruttura informatica E di formazione,
>> anzichè buttarli nel cesso (so cosa dico) con iniziative estemporanee di
>> cui tra massimo 3 anni nessuno si ricorderà più?
>
> "se fossero" suona velleitario. non mi aspetto niente da chi governa
eh ma almeno /per ora/ le cose sono gestite così (anche il preside di
una scuola è una persona che nel suo piccolo governa)
> ecc. ma mi aspetto invece che le persone, appunto, riescano nonostante
> tutto a operare per un presente e futuro condiviso. perché hanno il
> potere di farlo, singolarmente e insieme.
purtroppo senza sufficienti risorse economiche per il /potere/ NON
ESISTE
...e certe cose non possono essere gestite nel tempo che /avanza/ (si
salva?) dal /lavoro alienato/ e tanto meno nel tempo libero
[...]
>> Per essere chiari: ovvio che installare e MANTENERE gli strumenti che
>> citi è _pragmaticamente_ ACCESSIBILE a tutti coloro che lo desiderano,
>> ma bisogna STUDIARE e decicarsi a quelle cose in modo _professionale_.
>>
>> ...cioè NON è facile come limitarsi a usare software - in genere
>> proprietario - gestito da altri: costa FATICA, tocca farsi un discreto
>> mazzo.
>
> dai, non prendertela.
non me la prendo, /rantolo/ e basta .-)
> lo so che è uno sbattimento
OK allora siam d'accordo
[...]
> così penso che sia corretto, oltre che figo e divertente, passare l'idea
> che le persone possono organizzarsi e gestire le loro comunicazioni e
> infrastrutture tecniche per vivere insieme a tutti i livelli
sono d'accordo con te: è corretto, figo e DIVERTENTE
...ma noi siamo /strani/, ammettilo ;-)
[...]
> nota bene che ciò non è in contrasto con il "professionale".
sì sì, concordo
> però il messaggio slitta da "devi fare fatica e diventare
> professionale o almeno affidarti a professionisti" a "è bello fare
> cose fighe con le persone e le tecnologie che ti piacciono, anche se
> si fa fatica è una figata"
che ne diresti di: costa fatica ma diventi professionale e _per questo_
riesci a fare cose fighe con le persone e le tecnologie che ti
piacciono, quindi fare fatica _per realizzare quello che ti piace_ è
DIVERTENTE.
...un vero e proprio manifesto, direi :-D
[...]
Ciao, 380°
--
380° (lost in /traslation/)
«Welcome to the chaos of the times
If you go left and I go right
Pray we make it out alive
This is Karmageddon»
March 12, 2025
INNOVAZIONE AGRITECH: invito Living Lab (19/3, h9-14, Unito - Campus Einaudi)
by Francesca Fattorini
INNOVAZIONE AGRITECH E FUTURI POSSIBILI
[Agritech Center]
Con l’Università degli Studi di Torino stiamo collaborando a un importante
progetto di ricerca applicata interdisciplinare che coinvolge molti atenei
italiani. L’obiettivo è innescare processi trasformativi nel settore
agroindustriale italiane in ottica di sostenibilità economica, sociale e
ambientale.
Una delle fasi rilevanti del progetto prevede una serie di processi di
“LIVING LAB” in cui la ricerca si apre agli ecosistemi per indagare
ricadute, impatti e scenari possibili di medio-lungo termine. Si tratta di
una sessione in cui, a partire dalle evidenze fornite dalla ricerca,
svolgeremo un focus group su logiche di foresight (esplorazione strategica
di scenari futuri).
L’invito a contribuire alla ricerca è rivolto a esperti, imprenditori
(produttori, allevatori ecc), cooperatori, ricercatori, tecnici, “testimoni
privilegiati”, attori / operatori dei vari settori delle filiera
agrindustriale e alimentare e del mondo del lavoro, del settore ambientale,
dei consumi.
*In allegato la descrizione del laboratorio, che si svolgerà mercoledì 19
marzo (ore 9.00-14.00, pranzo incluso), al Campus Luigi Einaudi in l.go
Dora Siena 100 a Torino, aula 33 al 3o piano del Dipartimento di Culture,
Politica e Società. *
Qui il modulo da compilare per confermare la partecipazione:
https://forms.gle/tPwHAynxH9Se854x9
Grazie per la vostra adesione e per il supporto a promuovere il laboratorio
con le vostre reti di possibili interessati.
March 11, 2025
Re: [nexa] Here comes the rain again... (was ...il registro scolastico elettronico diventa un mercato)
by karlessi
Il 11/03/25 11:20, 380° ha scritto:
> «Falling on my head like a memory
> Falling on my head like a new emotion»
> (Eurythmics, 1984)
>
> Ciao karlessi,
>
> mi spiace ma siccome il mio alter ego è sistemista, mi parte un rant;
> non ce l'ho con te ovviamente :-)
meno male, perché se ce l'avevi con me, ahi ahiahi :D
per me quello che dici è tutto condivisibile. ho una domanda:
chi è "Qualcuno (TM)"? scusa ma nella mi ignoranza ho bisogno di
informazioni semplici non capisco i sottintesi. questo non lo capisco.
poi, c'è un ma. il "ma" è che i sistemisti ecc ecc vivono come gli altri
all'interno di un sistema sociale. sociotecnico diciamo.
ecco, io non faccio il sistemista. sono una schiappa, epperò, purtroppo,
mi ritrovo a farlo perché nelle scuole in cui ci chiamano (aziende,
università, associazioni...) mi chiedono, come faccio a far questo e
quello, che con gli strumenti che ho non ci riesco / mi fanno schifo /
mi sento complice dei libertariani (broligarchs) / ecc ecc ?
allora facciamo delle demo di servizi. per qualche decina, qualche
centinaia di utenti, per imparare. poi vediamo insieme cosa piace e cosa
no, come modificare. e infine cerchiamo di indirizzarli verso strutture
adeguate a fornire quei servizi su scala più ampia. esistono? non
esistono? sì certo che ci vogliono i sistemisti. epperò la maggior parte
di quelli che conosco lavorano per strutture gerarchiche
(tecnoburocrazie inefficienti) nelle quali non hanno margini d'azione. a
mio avviso, accentrare è sempre un problema, anche se "risolve" sul
breve periodo alcune cose. tutto qui.
per questo, mi va benissimo che le persone si battano nelle istituzioni.
magnifico. io però non sto in queste istituzioni (università, PA, ecc.):
al limite ci collaboro, quando ci sono persone in grado di apprezzare il
valore dell'autogestione.
anche quando dici che "NON è facile", sono d'accordo con te. ma il
messaggio per me non è questo (questo l'abbiamo scritto e detto per
vent'anni, non ha funzionato molto): il messaggio è invece che le
persone singolarmente hanno un enorme potere, e possono imparare di più
e meglio, e moltiplicare questo potere, insieme. le istituzioni in cui
molte persone si trovano ad operare perlopiù "funzionano" nonostante se
stesse: non grazie ai loro regolamenti deliranti e gerarchie di
selezione del peggio (i prepotenti, gli yesmen, i delinquenti, i
sociopatici, i forti con i deboli e deboli con i forti: quelli
selezionati dal sistema per i gradini alti delle gerarchie), ma grazie a
persone abili, capaci, e che nonostante tutto fanno le cose perbene. e
che sono tantissime, ma, appunto, sono frustrate, quotidianamente.
venticinque anni fa non avevamo le reti wifi e facevamo le cantenne. la
connettività, scarsa, andava a singhiozzo. quindici anni fa non avevamo
gli smartphone, tantomeno "quasi" FLOSS. cinque anni fa dovevo lottare
per convincere le persone a vedersi online per riunioni operative,
evitando treni e arei... tutto ciò è potere. questo è il punto. people
have the power. nulla è facile: ma tutto è possibile.
>
> Spero che anche Damiano Verzulli, che è intervenuto in passato con
> argomenti eminentemente sistemistici, abbia voglia di dire la sua in
> merito.
>
> karlessi <karlessi(a)alekos.net> writes:
>
> [...]
>
>> o che qualche ministro, o funzionario tiri fuori CINECA o simili
>> strutture per fornire programmi da costruirsi ad hoc, perlopiù
>> scarsamente utilizzabili [1]
>>
>> beh... ma se invece ogni scuola si facesse un sistema proprio, F/LOSS,
>> autogestito, federabile, federato?
>
> ...e se venisse applicato il CAD (Codice dell'Amministrazione Digitale)?
>
> E se fosse OBBLIGATORIO che ogni amministrazione pubblica acquisisse
> SOLO software libero, così da poterlo studiare, modificare, bla bla bla
> bla
>
> Serve ancora spiegare perché il software libero offre un vantaggio
> strategico di 3 ordini di grandezza maggiore rispetto a quello
> proprietario? ...Sapendo _usare_ il codice sorgente, ovviamente.
sì. serve ancora. serve sempre. la memoria è un ingranaggio collettivo.
settimana scorsa abbiamo partecipato a un master di editoria per la
Treccani. ragazzi di venticinque anni sono caduti dalle nuvole alla
notizia che esiste etherpad lite. banalità? forse. ora quelle persone
hanno un'opportunità in più.
>
> Scusa karlessi ma sono almeno 20 anni che osservo "il discorso" da
> _dentro_ e da fuori e Qualcuno™ dovrebbe spiegarmi cosa non funziona tra
> le ENUNCIAZIONI DI PRINCIPIO (tipo il CAD) e "the boots on the ground":
> cos'è, le informazioni dal cervello non raggiungono le terminazioni
> nervose dei muscoli?
>
> ...oppure è tutta una presa in giro e la NARRAZIONE politica è
> completamente diversa dalla politica APPLICATA, che però non si deve
> raccontare perché Qualcuno™ farebbe brutta figura, o peggio?
>
ancora, non so chi è Qualcuno, ma non m'importa. le organizzazioni
gerarchiche sono disfunzionali: anche questo serve ancora ricordare,
specie in una fase in cui i cosiddetti progressisti vagheggiano di
uomini (o donne, basta che si comportino in maniera autoritaria) a
guidare il riarmo, il nucleare (contro cui la popolazione si è già
espressa), ecc.
>> con pochi soldini
>
> già perché nella scuola (o nella PA in generale?) le cose fatte come si
> deve vanno fatte con "quello che avanza" dalle altre spese.
>
"pochi soldini" è un'espressione infelice, me ne scuso. nel contesto,
significa che una piccola organizzazione (scuola) può, nonostante le
ristrettezze, liberarsi dalle pastoie tecniche ILLEGALI (infrastruttura
tecnica GAFAM ecc.) in cui per ingenuità, insipienza, ecc ecc si è
ritrovata.
> ...e se i soldi di 'sto STRAMALEDETTO PNRR fossero spesi per "opere"
> strutturali, anche di infrastruttura informatica E di formazione,
> anzichè buttarli nel cesso (so cosa dico) con iniziative estemporanee di
> cui tra massimo 3 anni nessuno si ricorderà più?
>
"se fossero" suona velleitario. non mi aspetto niente da chi governa
ecc. ma mi aspetto invece che le persone, appunto, riescano nonostante
tutto a operare per un presente e futuro condiviso. perché hanno il
potere di farlo, singolarmente e insieme.
>> e tanta voglia di voltare pagina, quindi impegno degli insegnanti, del
>> personale, degli studenti,
>
> ...di qualche sistemista [1] che sappia fare il suo lavoro no eh?
> Magari con "paradigmi" al passo coi tempi tipo "Infrastructure As Code"
> [2]?
>
> Qualcuno™ mi potrebbe spiegare perché i progetti informatici nelle
> scuole fino al secondo grado (e in UNI?) vengono _progettati_ e
> implementati da insegnanti autodidatti senza una formazione
> _sistemistica_ adeguata? Persone che non hanno la più pallida idea
> nemmeno di come si installi un sistema operativo, manco Windows?!?
>
non sempre. ma sì, certo, hai ragione: quasi sempre. IMHO è perlopiù il
frutto maturo della tecnoburocrazia: gente con tante certificazioni tipo
ECDL (ahahaha) che si trova a dover gestire cose ben oltre le proprie
capacità.
> Immagino che tu sappia di cosa si occupano _mediamente_ gli "animatori
> digitali" nelle scuole vero? Sito web della scuola (aggiornato coi
> piedi) quando va bene, altrimenti "presenza social" a manetta... oltre
> che _subire_ il software che fa funzionare il registro digitale.
>
già. me ne dispiaccio e facciamo il possibile per segnalare che sono
comportamenti scorretti, talvolta illegali (adoro l'argomentazione
illegalità, visto che è stata usata contro di me molto spesso!), oltre
che promuovere roba tossica. e poi di solito la "colpa" viene data ai
minori: siccome la cosa mi sollecita, ho scritto questo
https://gliasinirivista.org/vietato-ai-minori/
> Immagino che tu sappia che una mole non indifferente di materiale
> didattico e di elaborati degli studenti finiscono in "cloud" /paralleli/
> rispetto al registro digitale, semplicemente perché è FACILE.
>
anche nei progetti europei. roba di ricerca. magari persino scottante.
>> di tutti? non è poi così assurdo. per niente assurdo. si
>> facesse un SSO per ogni utente (no, senza SPID, grazie. ci sono sistemi
>> migliori), da cui accedere a un cloud - Moodle - videoconf - peertube -
>> mail, ecc ecc: tutte possibilità ormai alla portata di chiunque.
>
> no per favore, non dire così che poi ci credono veramente!
>
magari. ci divertiremmo un mondo!
> Per essere chiari: ovvio che installare e MANTENERE gli strumenti che
> citi è _pragmaticamente_ ACCESSIBILE a tutti coloro che lo desiderano,
> ma bisogna STUDIARE e decicarsi a quelle cose in modo _professionale_.
>
> ...cioè NON è facile come limitarsi a usare software - in genere
> proprietario - gestito da altri: costa FATICA, tocca farsi un discreto
> mazzo.
dai, non prendertela. lo so che è uno sbattimento. lo so che si ripetono
sempre le stesse cose. ma questa è la storia, la storia vera, non la
Storia che non esiste a parte nei libri dei vincitori. si dimentica, ed
è importante ricordare perché la minestra riscaldata di ieri viene
propinata oggi come grande novità ("armiamoci! e partite!"), magari con
un po' di "IA", e costa molto più di ieri: ecco perché ci sta
ri-raccontare. senza illusioni: ma anche senza rimpianti!
e poi, per farla semplice, che cosa vuoi dire alle persone più giovani
(magari pure figli, nipoti, ecc.)? che vadano su Marte?
a me non interessa che ci siano i cartelli con scritto vietato scaricare
immondizia, né le multe, la galera per chi inquina ecc. ci sono? OK,
vabbè, ma...
a me interessa passare l'idea che se per strada (in spiaggia, in
campagna, ovunque) una persona getta un mozzicone per terra, e io lo
vedo, raccolgo il mozzicone e lo smaltisco adeguatamente. mi metto in
mezzo: perché lo ritengo corretto, e basta. e mi repelle chi inquina. il
resto sono scuse e scaricabarile.
così penso che sia corretto, oltre che figo e divertente, passare l'idea
che le persone possono organizzarsi e gestire le loro comunicazioni e
infrastrutture tecniche per vivere insieme a tutti i livelli, a
prescindere da quello che racconta la vulgata dei miliardi che ci
vogliono per organizzare qualsiasi cosa, della guerra imminente, ecc.
nota bene che ciò non è in contrasto con il "professionale". però il
messaggio slitta da "devi fare fatica e diventare professionale o almeno
affidarti a professionisti" a "è bello fare cose fighe con le persone e
le tecnologie che ti piacciono, anche se si fa fatica è una figata"
chi hai mai provato a tirar su un muretto a secco con un
"professionista" (che mai si definirebbe tale, ma lo è) insieme ad altre
persone, è evidente. o anche qualsiasi altra attività che richieda
competenze tecniche, organizzative e gestionali di gruppo - che richieda
cioè anche persone capaci di pensare e operare a livello di sistema.
i sistemisti dei sistemi informativi non sono i primi di una nuova
stirpe, ma gli ultimi di una lenta evoluzione: il fatto che stiano
diventando sempre più verticalizzati e meno capaci di gestire cose dalla
A alla Z è per me l'argomento di discussione (vedi Accenture e obbrobri
analoghi) più stringente, perché se queste persone "dimenticano" come
far funzionare il tutto in maniera diversa, allora si perde un altro
pezzo di memoria.
sarà semplicistico. ma a me piace così :D
ciao ciao
k.
>
>> ci sono un sacco di aziende in grado di offrire servizi per
>> transizioni del genere.
>
> sì ma anche solo gestire queste cose, ovvero gare d'appalto, capitolati,
> bla bla bla, per le scuole è FATICOSO mentre copiaincollare il
> capitolato fatto su misura per QUELO è FACILE... e nessuno è mai stato
> non tanto licenziato per simili scelte, ma manco ha ricevuto una
> lamentela!
>
> di competenze (e quindi POTENZIALI aziende) per risolvere
> _professionalmente_ i problemi informatici del pubblico e del privato
> CON SOFTWARE LIBERO ce ne sono tantissime ma la stragrande maggioranza
> sono ASFISSIATE e molte sono già belle che morte da tempo (non è un
> problema solo del settore informatico)
>
> [...]
>
>> Quindi la questione è politica, sociale e culturale: dall'alto (i
>> decisori) e dal basso (le persone che decidono di cambiare): non
>> tecnica.
>
> ah beh, dovrebbe essere ovvio a chiunque ci capisca un minimo di
> informatica che il problema NON è tecnico... e purtroppo non è sempre
> così, c'è ancora chi è convinto che il software libero sia tecnicamente
> inferiore
>
> [...]
>
> Un caro saluto, 380°
>
>
> P.S.: comunque se davvero chi può finanziare il progetto lo volesse, non
> ci vorrebbe niente per la PA mettere in piedi una infrastruttura
> centralizzata di "registro elettronico" (che NON è solo un registro)
> alternativa a quella del monopolista de facto, con solo software libero.
> ...ma 'sto tipo di discorso è già stato fatto più di una volta in
> questa lista, comincio a sentirmi a disagio a ripetere le stesse cose
> declinate in modi leggermente diversi.
>
>
> [1] https://it.wikipedia.org/wiki/Sistemista
>
> [2] https://en.wikipedia.org/wiki/Infrastructure_as_code
>
--
"tecnologie conviviali - https://tc.eleuthera.it"
"tecnologie appropriate - https://alekos.net"
"pedagogia hacker - https://circex.org"
March 11, 2025
Here comes the rain again... (was ...il registro scolastico elettronico diventa un mercato)
by 380°
«Falling on my head like a memory
Falling on my head like a new emotion»
(Eurythmics, 1984)
Ciao karlessi,
mi spiace ma siccome il mio alter ego è sistemista, mi parte un rant;
non ce l'ho con te ovviamente :-)
Spero che anche Damiano Verzulli, che è intervenuto in passato con
argomenti eminentemente sistemistici, abbia voglia di dire la sua in
merito.
karlessi <karlessi(a)alekos.net> writes:
[...]
> o che qualche ministro, o funzionario tiri fuori CINECA o simili
> strutture per fornire programmi da costruirsi ad hoc, perlopiù
> scarsamente utilizzabili [1]
>
> beh... ma se invece ogni scuola si facesse un sistema proprio, F/LOSS,
> autogestito, federabile, federato?
...e se venisse applicato il CAD (Codice dell'Amministrazione Digitale)?
E se fosse OBBLIGATORIO che ogni amministrazione pubblica acquisisse
SOLO software libero, così da poterlo studiare, modificare, bla bla bla
bla
Serve ancora spiegare perché il software libero offre un vantaggio
strategico di 3 ordini di grandezza maggiore rispetto a quello
proprietario? ...Sapendo _usare_ il codice sorgente, ovviamente.
Scusa karlessi ma sono almeno 20 anni che osservo "il discorso" da
_dentro_ e da fuori e Qualcuno™ dovrebbe spiegarmi cosa non funziona tra
le ENUNCIAZIONI DI PRINCIPIO (tipo il CAD) e "the boots on the ground":
cos'è, le informazioni dal cervello non raggiungono le terminazioni
nervose dei muscoli?
...oppure è tutta una presa in giro e la NARRAZIONE politica è
completamente diversa dalla politica APPLICATA, che però non si deve
raccontare perché Qualcuno™ farebbe brutta figura, o peggio?
> con pochi soldini
già perché nella scuola (o nella PA in generale?) le cose fatte come si
deve vanno fatte con "quello che avanza" dalle altre spese.
...e se i soldi di 'sto STRAMALEDETTO PNRR fossero spesi per "opere"
strutturali, anche di infrastruttura informatica E di formazione,
anzichè buttarli nel cesso (so cosa dico) con iniziative estemporanee di
cui tra massimo 3 anni nessuno si ricorderà più?
> e tanta voglia di voltare pagina, quindi impegno degli insegnanti, del
> personale, degli studenti,
...di qualche sistemista [1] che sappia fare il suo lavoro no eh?
Magari con "paradigmi" al passo coi tempi tipo "Infrastructure As Code"
[2]?
Qualcuno™ mi potrebbe spiegare perché i progetti informatici nelle
scuole fino al secondo grado (e in UNI?) vengono _progettati_ e
implementati da insegnanti autodidatti senza una formazione
_sistemistica_ adeguata? Persone che non hanno la più pallida idea
nemmeno di come si installi un sistema operativo, manco Windows?!?
Immagino che tu sappia di cosa si occupano _mediamente_ gli "animatori
digitali" nelle scuole vero? Sito web della scuola (aggiornato coi
piedi) quando va bene, altrimenti "presenza social" a manetta... oltre
che _subire_ il software che fa funzionare il registro digitale.
Immagino che tu sappia che una mole non indifferente di materiale
didattico e di elaborati degli studenti finiscono in "cloud" /paralleli/
rispetto al registro digitale, semplicemente perché è FACILE.
> di tutti? non è poi così assurdo. per niente assurdo. si
> facesse un SSO per ogni utente (no, senza SPID, grazie. ci sono sistemi
> migliori), da cui accedere a un cloud - Moodle - videoconf - peertube -
> mail, ecc ecc: tutte possibilità ormai alla portata di chiunque.
no per favore, non dire così che poi ci credono veramente!
Per essere chiari: ovvio che installare e MANTENERE gli strumenti che
citi è _pragmaticamente_ ACCESSIBILE a tutti coloro che lo desiderano,
ma bisogna STUDIARE e decicarsi a quelle cose in modo _professionale_.
...cioè NON è facile come limitarsi a usare software - in genere
proprietario - gestito da altri: costa FATICA, tocca farsi un discreto
mazzo.
> ci sono un sacco di aziende in grado di offrire servizi per
> transizioni del genere.
sì ma anche solo gestire queste cose, ovvero gare d'appalto, capitolati,
bla bla bla, per le scuole è FATICOSO mentre copiaincollare il
capitolato fatto su misura per QUELO è FACILE... e nessuno è mai stato
non tanto licenziato per simili scelte, ma manco ha ricevuto una
lamentela!
di competenze (e quindi POTENZIALI aziende) per risolvere
_professionalmente_ i problemi informatici del pubblico e del privato
CON SOFTWARE LIBERO ce ne sono tantissime ma la stragrande maggioranza
sono ASFISSIATE e molte sono già belle che morte da tempo (non è un
problema solo del settore informatico)
[...]
> Quindi la questione è politica, sociale e culturale: dall'alto (i
> decisori) e dal basso (le persone che decidono di cambiare): non
> tecnica.
ah beh, dovrebbe essere ovvio a chiunque ci capisca un minimo di
informatica che il problema NON è tecnico... e purtroppo non è sempre
così, c'è ancora chi è convinto che il software libero sia tecnicamente
inferiore
[...]
Un caro saluto, 380°
P.S.: comunque se davvero chi può finanziare il progetto lo volesse, non
ci vorrebbe niente per la PA mettere in piedi una infrastruttura
centralizzata di "registro elettronico" (che NON è solo un registro)
alternativa a quella del monopolista de facto, con solo software libero.
...ma 'sto tipo di discorso è già stato fatto più di una volta in
questa lista, comincio a sentirmi a disagio a ripetere le stesse cose
declinate in modi leggermente diversi.
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Sistemista
[2] https://en.wikipedia.org/wiki/Infrastructure_as_code
--
380° (lost in /traslation/)
«Welcome to the chaos of the times
If you go left and I go right
Pray we make it out alive
This is Karmageddon»
March 11, 2025
Re: [nexa] La Stampa: "Giochi online, pubblicità, denaro in, prestito: il registro scolastico elettronico diventa un mercato"
by karlessi
>
> Message: 1
> Date: Thu, 6 Mar 2025 14:44:15 +0100
> From: "J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin(a)polito.it>
> To: Nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: [nexa] La Stampa: "Giochi online, pubblicità, denaro in
> prestito: il registro scolastico elettronico diventa un mercato"
> Message-ID: <d64d455f-7526-4070-af91-dd32af2152e8(a)polito.it>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed"
>
> *Giochi online, pubblicità, denaro in prestito: il registro scolastico
> elettronico diventa un mercato*
>
> /Scoppia la polemica per alcuni contenuti della piattaforma “ClasseViva”
> accessibili a genitori e studenti. Le associazioni: «Gravissimo
> sfruttare questo strumento per scopi commerciali, intervenga Valditara».
> La replica del Gruppo Spaggiari: «Sono giochi educativi»/
grazie. ha colpito molto anche me. incredibile, dopo venticinque anni a
raccontare l'ovvio, cioè la dilagante alienazione tecnica dai GAFAM al
registro elettronico, ora pare che sia tutto... ovvio. ovvio che una
società de facto monopolista del registro elettronico si comporti in
maniera tanto scorretta. cose note del resto a qualsiasi genitore o
insegnante che abbia mai aperto il registro elettronico: ovvero milioni
di persone da quando è stato reso operativo.
ho l'impressione che i nodi vengano al pettine, ogni giorno si "scopre"
che siamo dipendenti a livello sociale da sistemi tossici (vedi
Starlink, unica opzione concreta per le navi che salvano migranti nel
mediterraneo).
d'altra parte, c'è un rischio concreto che i decisori (esistono? a volte
viene il dubbio che nessuno decida nulla...), di fronte a simili
informazioni, si spostino sui soliti noti (sempre GAFAM o wannabe tali,
magari con una spruzzata di "green", e sostenibilità, e un po' di IA che
piace tanto);
o che qualche ministro, o funzionario tiri fuori CINECA o simili
strutture per fornire programmi da costruirsi ad hoc, perlopiù
scarsamente utilizzabili [1]
beh... ma se invece ogni scuola si facesse un sistema proprio, F/LOSS,
autogestito, federabile, federato? con pochi soldini e tanta voglia di
voltare pagina, quindi impegno degli insegnanti, del personale, degli
studenti, di tutti? non è poi così assurdo. per niente assurdo. si
facesse un SSO per ogni utente (no, senza SPID, grazie. ci sono sistemi
migliori), da cui accedere a un cloud - Moodle - videoconf - peertube -
mail, ecc ecc: tutte possibilità ormai alla portata di chiunque. ci sono
un sacco di aziende in grado di offrire servizi per transizioni del
genere. oltre a GARR, naturalmente, che potrebbe fornire quantomeno
delle demo (già ci sono, per la verità).
benissimo la denuncia. necessaria. però prima che tutto cada nel
dimenticatoio, chi può decidere di smettere di usare 'sta roba
proprietaria e passare decisamente ad altro, lo faccia.
le transizioni sono cose lunghe, complesse, talvolta dolorose, sempre
faticose: senz'altro non ci automatismi validi per ogni situazione. La
buona notizia (non sono certo che la giornalista ne sia al corrente) è
che esistono alternative, ben testate, decentralizzate, autonome,
F/LOSS. Quindi la questione è politica, sociale e culturale: dall'alto
(i decisori) e dal basso (le persone che decidono di cambiare): non tecnica.
l'articolo:
https://zerbino.esiliati.org/#FFrv2MK7gNzAB-G3Ev7U2Q,8QIMfdRlcU9EvhTJ9m7Stg…
buona giornata
k.
[1] non ho nulla contro CINECA. constato solo che molti di quei software
sono difficili da utilizzare, almeno per me. IMHO dipende in primo luogo
da una mancanza di cura, termine che apre a tutta una serie di
ragionamenti, ad esempio alla necessità per degli ingranaggi umani delle
piramidi tecnoburocratiche, perlopiù maschietti un po' frustrati ma con
ego smisurati, di abbandonare la mentalità industriale e dedicarsi da
buoni artigiani alla cura dei sistemi che fanno: smetterla con le beta
permanenti e l'"innovazione" continua di funzionalità disfunzionali e
non richieste.
>
> ELISA FORTE
>
> 05 Marzo 2025
>
> Giochi elettronici e offerte commerciali: li trovi dove non te
> l’aspetti. Persino sul registro elettronico scolastico, lo strumento di
> comunicazione per eccellenza che mette in relazione la scuola italiana
> con le famiglie degli studenti. Ogni giorno il servizio “ClasseViva”
> viene utilizzato da 300 mila insegnanti in 2800 scuole: sulla
> piattaforma vengono riportati ritardi, assenze, voti, materiali
> didattici, compiti da fare a casa e lezioni svolte in classe. Il
> registro elettronico è fornito dal Gruppo Spaggiari, colosso
> dell’education in Italia. Nato nel 1926 come casa editrice man mano
> l’azienda di Parma si è trasformata in una società di software che
> genera un fatturato di 33 milioni di euro (dati 2022).
>
> *Minigames e contenuti commerciali*
>
> All’interno del registro elettronico – strumento imprescindibile che ha
> snellito le comunicazioni con le famiglie e che permette alla scuola di
> risparmiare ogni anno centinaia di tonnellate di carta – finiscono sotto
> accusa varie sezioni, accessibili sia dall’area genitori che da quella
> in uso dagli studenti. La sezione dei Minigames (ma ce n’era davvero
> bisogno?) si trova nei “Contenuti Extra”. E poi c’è la parte dei Servizi
> agli Studenti, piena zeppa di link che portano a siti commerciali o a
> servizi a pagamento ben profilati e costruiti a misura dei veri o
> presunti bisogni di famiglie e studenti.
>
> [...]
>
> continua qui (probabile paywall):
>
> https://www.lastampa.it/cronaca/2025/03/05/news/scuola_registro_elettronico…
>
March 10, 2025
MEMENTO | 181° Mercoledì di Nexa | 12 marzo 2025, ore 17.00
by Nexa - Media
Gentilissime, gentilissimi,
Vi ricordiamo che mercoledì 12 marzo, alle ore 17.00, si terrà il 181° Mercoledì di Nexa
con un incontro dal titolo "Virtual influencer. Il tempo delle vite digitali".
Ospite dell'incontro: Davide Sisto (Università di Trieste).
L'incontro si terrà IN PRESENZA e ONLINE.
SEDE FISICA dell'incontro: Centro Nexa su Internet e Società, Politecnico di Torino, Via Boggio 65/a, Torino (1° piano).
Per accedere alla sala si raccomanda di suonare al citofono Portineria e di seguire le indicazioni segnalate lungo il percorso.
QUI<https://nexa.polito.it/contatti> maggiori informazioni su come raggiungerci.
STANZA VIRTUALE dell'incontro: https://didattica.polito.it/VClass/NexaEvent
Maggiori informazioni alla pagina: https://nexa.polito.it/mercoledi-181
Un saluto cordiale,
--
Valeria Bergantino
Communication Manager
Nexa Center for Internet & Society
Politecnico di Torino - DAUIN
Via Pier Carlo Boggio, 65/A - 10138 Torino
web: https://nexa.polito.it/
mail: valeria.bergantino(a)polito.it<mailto:valeria.bergantino@polito.it>
tel: 3473443585
March 10, 2025
Podcast EtaBeta
by Antonio Casilli
Ciao,
tanto per far rosicare quelli che si inalberano non appena segnali un aspetto problematico dell'IA (e ce ne sono a pacchi anche qui nella lista...) segnalo il podcast di questa settimana di EtaBeta, in cui Massimo Cerofolini intervista il sottoscritto e Ivana Pais (Univ. Cattolica Milano) sul ruolo e le condizioni di lavoro degli annotatori e delle annotatrici di ChatGPT, DeepSeek, e co.
https://www.raiplaysound.it/audio/2025/03/Eta-Beta-del-08032025-a37111fd-d7…
RAI RADIO1
Eta Beta
Sottoproletari digitali: milioni di invisibili dietro il boom dell'AI
08 Mar 2025
Per pochi centesimi l'ora filtrano dalla rete contenuti scabrosi, stupri, orrori indicibili. Etichettano e annotano immagini o video di ogni tipo, correggono gli errori degli algoritmi, addestrano le auto senza pilota, mettono like su commissione. Dietro la facciata dell'automazione intelligente, e il volto di pochi strapagati sviluppatori, a fare il lavoro sporco sono in realtà gli invisibili di cui nessuno parla: milioni di lavoratori tra Africa, Asia e Sud America, precari e malpagati, esposti a ricatti, traumi psicologici e sfruttamento. E anche noi, senza saperlo, offriamo gratis il nostro contributo al miglioramento dei modelli come l'americano ChatGpt o il cinese DeepSeek. Al lato oscuro dell'intelligenza artificiale è dedicata questa puntata di Eta Beta. Ospiti al microfono di Massimo Cerofolini: Antonio Casilli, professore di Sociologia all'Istituto politecnico di Parigi, direttore del gruppo di ricerca DipLab, e autore di Schiavi del clic (Feltrinelli, 2021); Ivana Pais, professoressa di Sociologia economica all'Università Cattolica; Fjona Cakalli, giornalista di Tech Princess inviata al Mobile world congress di Barcellona. In redazione Paola De Gaudio, regia di Cecilia Mosetti.
--
Antonio A. Casilli
Professor, Institut Polytechnique de Paris
My new book: Waiting for Robots. The Hired Hands of Automation, University of Chicago Press, 2025.
My new documentary: In the Belly of AI, Federation Studios, 2025.
*We respect your right to disconnect. My workflow efficiency accounts for the timing of this email. Taking action or responding outside of office hours is not required.*
March 9, 2025
Re: [nexa] [Nexa] Critica di ChatGpt
by Roberto Resoli
Il 7 marzo 2025 17:47:09 CET, Antonio <antonio(a)piumarossa.it> ha scritto:
>> ... vi segnalo questo libro nexiano, scritto da me, Alberto Sissa e
>> Maurizio Borghi, con prefazione e postfazione di Juan Carlos De Martin e
>> Marco Ricolfi.
>
>Oggi a Radio 3 la presentazione del libro da parte di Antonio e, sul finire, un ampio e caloroso ringraziamento a questa lista (con l'invito ad iscriversi :) .
>
>https://www.raiplaysound.it/audio/2025/03/Fahrenheit-del-07032025-3b2cdb24-… (min. 37:00).
Per chi volesse agganciare Fahrenheit sul l'ottima app in sw libero AntennaPod: https://antennapod.org/deeplink/subscribe/?url=%68%74%74ps%3A%2F%2Fwww.reso… .
Feed aggiornato quotidianamente.
rob
March 9, 2025