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Re: [nexa] Perché Richard Stallman sbaglia in tema di intelligenza artificiale
by Giuseppe Attardi
Non solo lui, ma gran parte degli studiosi di linguistica della vecchia generazione, a partire da Noam Chomsky, sono rimasti indietro di 8 anni.
Non solo, ma non comprendono la differenza tra i LLM e i chatbot, che sono delle applicazioni dei primi, nate inizialmente per gioco: ricorderete la storia degli unicorni, prodotta da GPT-2.
Era un esercizio classico di uso dei LM per generare testo a completamento di un prompt.
Ma I chatbot sono un’applicazione specializzata dei LLM, allenata con una fase di post-training, con varie tecniche, in primis il RLHF introdotto in ChatGPT, per addestrarlo a partecipare a dialoghi, ossia ad accontentare gli interlocutori.
Ma oltre ai chatbot, ci sono mille altre applicazioni dei LLM che non sono solo per chiacchierare.
Da allora, la tecnica si è poi ulteriormente evoluta con tre sostanziali progressi:
1. Con l’aumentare della scala dei modelli, sono apparse capacità emergenti (emergent abilities), che vanno oltre la banale capacità di predire la prossima parola: un fenomeno che si spiega con la teoria dei sitemi complessi di Giorgio Parisi: l’applicazione su larga scala di semplici funzioni di probabilità dà origine a comportamenti complessi, non riducibili alla funzione di partenza
2. Si sono raffinate le tecniche di post-processing: SFT e RL basato su DPO (Direct Preference Optimizazion) o GRPO (quella usata da DeepSeek R1 ecc.) Quest’ultima tecnica accelera l’apprendimento con RL e viene usata per insegnare direttamente a effettuare ragionamenti matematici e logici ai modelli, senza bisogno di un secondo modello di critica delle risposte come in ChatGPT.
3. Le capacità apprese dai modelli di grandissime dimensioni possono essere “distillate” in modelli più piccoli, mantenendone le capacità acquisite.
Quindi i modelli attuali, come GPT-4 o3, DeepSeek R1, Gemini 2.0, ecc., fanno cose ben diverse dalla semplice generazione a caso di risposte.
DeepSeek è particolarmente interessante da osservare, perché riporta nella risposta tutte le fasi del suo ragionamento, racchiuse tra i tag <think></think>, mentre gli altri modelli li tengono nascosti.
Si vede chiaramente come svolge il suo ragionamento: propone una prima risposta, poi la valuta criticamente, dicendo: “Ah wait. …” e spiegando come quella risposta funziona e se ci sono criticità, poi ne genera una seconda che risolve quelle criticità e poi ci ragiona sopra di nuovo.
Questo purtroppo in Italia ci è vietato dalla decisione del Garante della Privacy che ci ha impedito l’accesso a DeepSeek.
Ma è un passo avanti importante, anche perché rintuzza un’altra critica ai modelli ML, la mancanza di trasparenza.
In questo caso, l’intero processo di ragionamento viene esposto, compresa una spiegazione in termini perfettamente comprensibili della ragione della risposta.
— Beppe
> On 13 Feb 2025, at 12:00, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>
> From: Diego Giorio <dgiorio(a)hotmail.com <mailto:dgiorio@hotmail.com>>
> To: Nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>
> Subject: [nexa] Perché Richard Stallman sbaglia in tema di
> intelligenza artificiale
> Message-ID:
> <BN6PR17MB3139F372CA9F7422D383438FBEFF2(a)BN6PR17MB3139.namprd17.prod.outlook.com <mailto:BN6PR17MB3139F372CA9F7422D383438FBEFF2@BN6PR17MB3139.namprd17.prod.outlook.com>>
>
> Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-1"
>
> Ieri è stata una bellissima esperienza.
>
> A titolo personale mi pongo un po' a metà tra l'opinione di Stallman e quella di questo articolo, che comunque ritengo giusto segnalare
>
> Buona giornata a tutti
Feb. 13, 2025
Perché Richard Stallman sbaglia in tema di intelligenza artificiale
by Diego Giorio
Ieri è stata una bellissima esperienza.
A titolo personale mi pongo un po' a metà tra l'opinione di Stallman e quella di questo articolo, che comunque ritengo giusto segnalare
Buona giornata a tutti
https://www.ilsoftware.it/perche-richard-stallman-sbaglia-in-tema-di-intell…
Feb. 13, 2025
Re: [nexa] [ Ricerca e sviluppo dell'UE in tecnologie dell'informazione – ERA: I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
by Angelo Raffaele Meo
carissimi,
diagnosi perfetta!!!!
Vi allego un mio documento che mi piacerebbe proporre ai colleghi italiani al fine di proporre al MIUR un nuovo progetto nazionaledi ricerca basato su un modello diverso dai PNRR ecc.
Raf
________________________________
From: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> on behalf of de petra giulio <giulio.depetra(a)gmail.com>
Sent: Thursday, February 13, 2025 8:49 AM
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Subject: Re: [nexa] [ Ricerca e sviluppo dell'UE in tecnologie dell'informazione – ERA: I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
Sintesi perfetta caro Beppe.
Ti sei dimenticato solo di citare tra gli attori le innumerevoli società nate e sopravvissute per far funzionare meccanismi che hai descritto e finanziate unicamente con i fondi della ricerca. .
Il giorno mer 12 feb 2025 alle 02:41 Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it<mailto:attardi@di.unipi.it>> ha scritto:
C’è stato un clamoroso risultato che non troverai scritto da nessuna parte.
I progetti europei, da ESPRIT in poi, avevano l’obiettivo di rendere più competitiva l’industria europea. Ricordate infatti che erano mirati alle aziende: un requisito di ammissione era che il consorzio comprendesse due aziende di due stati diversi.
Il risultato ottenuto in quei decenni è stata la completa distruzione di tutte le principali aziende informatiche europee.
È un classico della politica economica-industriale europea. Siccome per una malintesa adesione acritica alle regole di mercato liberista sono vietati gli aiuti di stato, anziché aiutare le aziende direttamente a migliorare le loro capacità produttive, si ricorre al sotterfugio di finanziarle indirettamente con fondi cosiddetti di ricerca.
Per questo stesso motivo, i piani di ricerca vengono redatti da esperti delle stesse aziende private da sostenere.
Solo che queste hanno bisogno di soldi per coprire spese e perdite, quindi fanno ricerca solo per finta e si pagano dipendenti che fanno tutt’altro. Ma tant’è: una volta ottenuti i finanziamenti, a nessuno interessa dei risultati. Basta produrre rapporti contabili per dimostrare che si sono spesi davvero i soldi e qualche relazione finale per intortare i revisori, che sono esperti di altre aziende e che quindi stanno al gioco.
Tutti partecipano al gioco e gli sta bene così: le aziende incassano qualche spicciolo, i funzionari della commissiine hanno una corte che li adula e vezzeggia in cambio del boccone di pane, i politici possono vantarsi di finanziare la ricerca, i ricercatori si accontentano dei brandelli che scivolano tra le dita e arrivano a loro.
Gli USA invece, patria del neoliberismo, non si fanno remore ad aiutare le proprie aziende. Tesla e Starlink non sarebbero sopravvissute senza aiuti o cospicue commesse del governo.
—
> On 12 Feb 2025, at 00:04, nexa-request(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it> wrote:
>
> From: Enrico Nardelli
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> Sent: Tuesday, February 11, 2025 4:12 PM
> Subject: [nexa] Ricerca e sviluppo dell'UE in tecnologie dell'informazione – ERA: I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
>
>
> Scusatemi, è tanto tempo che ho questa domanda in testa.
>
> Qualcuno è a conoscenza di qualche pubblicazione che presenti sinteticamente spese effettuate e risultati ottenuti in quarant'anni di programmi di ricerca e sviluppo dell'Unione Europea in tema di tecnologie dell'informazione? So che ci sono le relazioni di monitoraggio finali dei vari programmi quadro che sono stati svolti (il primo programma ESPRIT è partito nel 1983, poi sostituito dai programmi IST nel 1999), ma ero interessato a qualcosa di più sintetico.
Feb. 13, 2025
Re: [nexa] [ Ricerca e sviluppo dell'UE in tecnologie dell'informazione – ERA: I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
by de petra giulio
Sintesi perfetta caro Beppe.
Ti sei dimenticato solo di citare tra gli attori le innumerevoli società
nate e sopravvissute per far funzionare meccanismi che hai descritto e
finanziate unicamente con i fondi della ricerca. .
Il giorno mer 12 feb 2025 alle 02:41 Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it>
ha scritto:
> C’è stato un clamoroso risultato che non troverai scritto da nessuna parte.
>
> I progetti europei, da ESPRIT in poi, avevano l’obiettivo di rendere più
> competitiva l’industria europea. Ricordate infatti che erano mirati alle
> aziende: un requisito di ammissione era che il consorzio comprendesse due
> aziende di due stati diversi.
>
> Il risultato ottenuto in quei decenni è stata la completa distruzione di
> tutte le principali aziende informatiche europee.
>
> È un classico della politica economica-industriale europea. Siccome per
> una malintesa adesione acritica alle regole di mercato liberista sono
> vietati gli aiuti di stato, anziché aiutare le aziende direttamente a
> migliorare le loro capacità produttive, si ricorre al sotterfugio di
> finanziarle indirettamente con fondi cosiddetti di ricerca.
> Per questo stesso motivo, i piani di ricerca vengono redatti da esperti
> delle stesse aziende private da sostenere.
> Solo che queste hanno bisogno di soldi per coprire spese e perdite, quindi
> fanno ricerca solo per finta e si pagano dipendenti che fanno tutt’altro.
> Ma tant’è: una volta ottenuti i finanziamenti, a nessuno interessa dei
> risultati. Basta produrre rapporti contabili per dimostrare che si sono
> spesi davvero i soldi e qualche relazione finale per intortare i revisori,
> che sono esperti di altre aziende e che quindi stanno al gioco.
> Tutti partecipano al gioco e gli sta bene così: le aziende incassano
> qualche spicciolo, i funzionari della commissiine hanno una corte che li
> adula e vezzeggia in cambio del boccone di pane, i politici possono
> vantarsi di finanziare la ricerca, i ricercatori si accontentano dei
> brandelli che scivolano tra le dita e arrivano a loro.
>
> Gli USA invece, patria del neoliberismo, non si fanno remore ad aiutare le
> proprie aziende. Tesla e Starlink non sarebbero sopravvissute senza aiuti o
> cospicue commesse del governo.
>
> —
>
> > On 12 Feb 2025, at 00:04, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
> >
> > From: Enrico Nardelli
> > To: nexa(a)server-nexa.polito.it
> > Sent: Tuesday, February 11, 2025 4:12 PM
> > Subject: [nexa] Ricerca e sviluppo dell'UE in tecnologie
> dell'informazione – ERA: I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
> riformiamo i social
> >
> >
> > Scusatemi, è tanto tempo che ho questa domanda in testa.
> >
> > Qualcuno è a conoscenza di qualche pubblicazione che presenti
> sinteticamente spese effettuate e risultati ottenuti in quarant'anni di
> programmi di ricerca e sviluppo dell'Unione Europea in tema di tecnologie
> dell'informazione? So che ci sono le relazioni di monitoraggio finali dei
> vari programmi quadro che sono stati svolti (il primo programma ESPRIT è
> partito nel 1983, poi sostituito dai programmi IST nel 1999), ma ero
> interessato a qualcosa di più sintetico.
>
Feb. 13, 2025
DOGE Is Hacking America
by B. J.
By *Bruce Schneier* <https://foreignpolicy.com/author/bruce-schneier/>: https://foreignpolicy.com/2025/02/11/doge-cyberattack-united-states-treasur…
[...]
The security implications span three critical areas.
First, system manipulation: External operators can now modify operations while also altering audit trails that would track their changes. Second, data exposure: Beyond accessing personal information and transaction records, these operators can copy entire system architectures and security configurations—in one case, the technical blueprint of the country’s federal payment infrastructure. Third, and most critically, is the issue of system control: These operators can alter core systems and authentication mechanisms while disabling the very tools designed to detect such changes. This is more than modifying operations; it is modifying the infrastructure that those operations use.
[...]
Feb. 12, 2025
Re: [nexa] [ Ricerca e sviluppo dell'UE in tecnologie dell'informazione – ERA: I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
by Giuseppe Attardi
C’è stato un clamoroso risultato che non troverai scritto da nessuna parte.
I progetti europei, da ESPRIT in poi, avevano l’obiettivo di rendere più competitiva l’industria europea. Ricordate infatti che erano mirati alle aziende: un requisito di ammissione era che il consorzio comprendesse due aziende di due stati diversi.
Il risultato ottenuto in quei decenni è stata la completa distruzione di tutte le principali aziende informatiche europee.
È un classico della politica economica-industriale europea. Siccome per una malintesa adesione acritica alle regole di mercato liberista sono vietati gli aiuti di stato, anziché aiutare le aziende direttamente a migliorare le loro capacità produttive, si ricorre al sotterfugio di finanziarle indirettamente con fondi cosiddetti di ricerca.
Per questo stesso motivo, i piani di ricerca vengono redatti da esperti delle stesse aziende private da sostenere.
Solo che queste hanno bisogno di soldi per coprire spese e perdite, quindi fanno ricerca solo per finta e si pagano dipendenti che fanno tutt’altro. Ma tant’è: una volta ottenuti i finanziamenti, a nessuno interessa dei risultati. Basta produrre rapporti contabili per dimostrare che si sono spesi davvero i soldi e qualche relazione finale per intortare i revisori, che sono esperti di altre aziende e che quindi stanno al gioco.
Tutti partecipano al gioco e gli sta bene così: le aziende incassano qualche spicciolo, i funzionari della commissiine hanno una corte che li adula e vezzeggia in cambio del boccone di pane, i politici possono vantarsi di finanziare la ricerca, i ricercatori si accontentano dei brandelli che scivolano tra le dita e arrivano a loro.
Gli USA invece, patria del neoliberismo, non si fanno remore ad aiutare le proprie aziende. Tesla e Starlink non sarebbero sopravvissute senza aiuti o cospicue commesse del governo.
—
> On 12 Feb 2025, at 00:04, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>
> From: Enrico Nardelli
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Sent: Tuesday, February 11, 2025 4:12 PM
> Subject: [nexa] Ricerca e sviluppo dell'UE in tecnologie dell'informazione – ERA: I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
>
>
> Scusatemi, è tanto tempo che ho questa domanda in testa.
>
> Qualcuno è a conoscenza di qualche pubblicazione che presenti sinteticamente spese effettuate e risultati ottenuti in quarant'anni di programmi di ricerca e sviluppo dell'Unione Europea in tema di tecnologie dell'informazione? So che ci sono le relazioni di monitoraggio finali dei vari programmi quadro che sono stati svolti (il primo programma ESPRIT è partito nel 1983, poi sostituito dai programmi IST nel 1999), ma ero interessato a qualcosa di più sintetico.
Feb. 12, 2025
Re: [nexa] Ricerca e sviluppo dell'UE in tecnologie dell'informazione – ERA: I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
by Alfredo Bregni
Ciao.
Sto chiedendo indicazioni a un amico che si era occupato a suo tempo di report su R&D in UE.
Nell'attesa, ho trovato qualche link non granché:
https://www.h2020.md/en/european-research-funding-ict-adds-real-scientific-…
https://ideas.repec.org/p/ipt/iptwpa/jrc92883.html
https://www.h2020.md/en/ict-innovation-smes-make-best-use-eu-research-fundi…
https://sciencebusiness.net/news/fp10/news-analysis-eu-needs-experiment-new…
L'amico dice di guardare qui, nella sezione "Science, Technology, Digital society":
https://ec.europa.eu/eurostat/web/main/data/database
Buona caccia.
----- Original Message -----
From: Enrico Nardelli
To: nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Tuesday, February 11, 2025 4:12 PM
Subject: [nexa] Ricerca e sviluppo dell'UE in tecnologie dell'informazione – ERA: I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
Scusatemi, è tanto tempo che ho questa domanda in testa.
Qualcuno è a conoscenza di qualche pubblicazione che presenti sinteticamente spese effettuate e risultati ottenuti in quarant'anni di programmi di ricerca e sviluppo dell'Unione Europea in tema di tecnologie dell'informazione? So che ci sono le relazioni di monitoraggio finali dei vari programmi quadro che sono stati svolti (il primo programma ESPRIT è partito nel 1983, poi sostituito dai programmi IST nel 1999), ma ero interessato a qualcosa di più sintetico.
Per fare un esempio, qualcosa di simile a ciò che negli USA è stato fatto dalle National Academies of Science, Engineering, and Medicine, prima nel 2012 https://nap.nationalacademies.org/catalog/13427/continuing-innovation-in-in… e poi nel 2020 https://nap.nationalacademies.org/catalog/25961/information-technology-inno…
Ne trovate sinteticissima descrizione con qualche figura in questo mio articolo del 2021 https://link-and-think.blogspot.com/2021/03/linsostenibile-ricerca-dellecce…
Grazie infinite a chi riuscirà a fornirmi qualche puntatore.
Ciao, Enrico
Il 28/01/2025 14:36, Alessandro Brolpito ha scritto:
Ciao Giuseppe, Duccio, a tutti
Le lobbies esistono, anche se si cercano di regolamentare in modo sempre più incisivo.
Gruppi d'interesse e trasparenza
I comitati scientifici e di esperti hanno regole per il recruitment e il funzionamento, ma non bastano, è chiaro.
E' un sistema imperfetto che non ha prodotto i risultati sperati: se si esclude il mercato unico (guarda caso quest'ultimo una delle poche materie di cui la Commissione è 100% competente), relativamente ai temi trattati tra noi nella mailing list, l'Europa e le sue istituzioni non si sono dimostrate all'altezza, creando un limitato valore aggiunto. Ad esempio, nell'ambito della ricerca, innovazione e sviluppo, quella Europea è sempre stata vista come una cosa 'buona e giusta', da fare, ma secondaria rispetto a quelle nazionali, da sempre prioritizzate dagli stati membri. Direi che è stato miope ma sono state nostre scelte politiche, degli stati membri.
Il punto che volevo evidenziare è che Bruxelles non è una entità esterna con la quale confrontarci. Ogni accusa a Bruxelles, dovrebbe essere in linea di principio una accusa a quello che volevamo fare insieme e non ci siamo riusciti, ciascuno nei propri ambiti e capacità.
Una presa di responsabilità collettiva ed una sana 'ownership' sono convinto che possano promuovere un approccio più costruttivo, salvando quanto di buono si è riuscito a fare, a mio avviso non poco (guardandomi attorno oltre alla UE).
Alessandro
On Tue, 28 Jan 2025 at 12:57, Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it> wrote:
On 28 Jan 2025, at 12:00, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
From: Alessandro Brolpito <abrolpito(a)gmail.com>
To: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
Cc: "M. Fioretti" <mfioretti(a)nexaima.net>, nexa(a)server-nexa.polito.it
Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
riformiamo i social
Message-ID:
<CABkhOK_sWNxuO5mWRjRZEyO31AreastxZZUxSn06zkFpL7jaRA(a)mail.gmail.com>
Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
On Mon, 27 Jan 2025 at 11:08, Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com> wrote:
Non capisco il dissenso: il DG RTD da chi dipende?
Chi ha deliberato (ad esempio) la spesa di 1 Miliardo per quel epic
fail dello Human Brain Project (HBP)?
Dico: sai quanti super-pond Mastodon (o qualcosa di meglio) avremmo
potuto avere oggi con quei soldi?
Hai ragione Guido, anche se il progetto di ricerca HBP e il supporto alla
diffusione super-pond Mastodon sono cose completamente diverse.
In ogni caso, il mio punto è che l'Europa siamo 'noi', come Paesi Membri
(Consiglio Europeo in primis) e cittadini (elezioni EP).
Siamo 'noi' che abbiamo scelto di dedicare i fondi al progetto HBP - Human
Brain Project <https://www.humanbrainproject.eu/en/> nel 2013 e non ad
altro.
Sono le lobby dei burocrati europei col loro codazzo di ricercatori asserviti, per spartirsi i finanziamenti.
Io per esempio osai criticare come venivano gestiti i fondi del direttorato Language Processing R&D Programmes che per decenni non aveva prodotto nulla di rilevante, per ammissione dei ricercatori stessi.
Lo dissi pubblicamente a Roberto Cencioni, capo del directorate XIII della EU, in una riunione a Barcellona, e lui rispose, letterlamente: “Questa è la mia riunione. Se non è d’accordo, se ne può andare”.
In un’altro incontro, lui precisò questi consigli: Bisogna farsi nominare come esperti del proprio settore. Partecipare per alcuni anni a riunioni, valutazioni e incontri e farsi le opportune conoscenze. Farsi conoscere dai funzionari del direttorato. Partecipare alle riunioni di preparazione dei programmi ed assicurarsi di inserire i propri temi di interesse tra quelli da finanziare. Partecipare a una cordata per farsi finanziare un progetto per la call successiva.
Quanto al HBP, ne incontrai il direttore e nel 2013 gli chiesi se stavano studiando le Deep Neural Networks. Lui rispose: sì, ne abbiamo sentito parlare, le studieremo.
--
Alessandro
G.
On Mon, 27 Jan 2025 at 10:10, Alessandro Brolpito <abrolpito(a)gmail.com>
wrote:
Ciao Guido,
Per quanto riguarda l'azione comune ed indicare la Commissione (EC) come
responsabile, su questo, mi permetto di dissentire, almeno parzialmente.
La Commissione (EC) opera nell'esclusivo interesse della Unione, non dei
singoli stati, ma lo fa su delega dei Paesi Membri.
Per finanziare grossi progetti Europei (per la comuncazione, l'energia,
le tecnologie avanzate, le reti satellitarie,ecc) servirebbero ingenti
risorse ed una architettura Europea, finanziati da fondi comuni.
Se questo non è ancora avvenuto, la responsabilità primaria è 'nostra',
dei paesi Membri, non della EC.
Cordialmente, Alessandro
On Mon, 27 Jan 2025 at 09:16, Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
wrote:
non è che si DEVE mantenere uno spazio 'euclideo' dove ogni punto è
raggiungibile da ogni punto, ma di fatto questa è la forza dei
'social' rispetto a - per esempio - alle BBS degli anni 80-90.
se conosco un collega simpatico a un convegno e voglio restare in
contatto, so dove trovarlo, se mi punge vaghezza di vedere che fine ha
fatto la mia fidanzata del liceo, idem.
questo crea un effetto di autoregressione: perché stai su quel social?
perché ci stanno tutti
ora, su Mastodon posso cercare profili pubblici con le funzioni di
search, sperando che quelle implementate dal mio provider funzionino,
ma di sicuro l'efficienza e scalabilità di queste funzioni su
un'infrastruttura decentralizzata è problematica, e per questo dico
che la EC avrebbe dovuto finanziare lo sviluppo di cose del genere
invece di buttare soldi in framework programs pieni di burocrazia ma
(spesso) vuoti di risultati
G:
PS: by the way: che ne pensiamo di Solid?
https://en.wikipedia.org/wiki/Solid_(web_decentralization_project)
On Mon, 27 Jan 2025 at 06:38, M. Fioretti <mfioretti(a)nexaima.net>
wrote:
On Sat, Jan 25, 2025 08:53:10 AM +0100, Guido Vetere wrote:
un esempio di quello che potrebbe e dovrebbe accadere lo offre
Arianna Ciccone
(Valigia blu):
https://www.valigiablu.it/facebook-instagram-x-social-valigia-blu
Ma il tema allora diventa quello dell'integrazione: come ricostruire
lo 'spazio euclideo' delle piattaforme centralizzate da un
pulviscolo di comunità indipendenti?
siamo sicuri? O forse e' (finalmente) ora che il tema diventi
"perche' si DEVE mantenere/ricostruire per forza UNO spazio *unico*,
capace di connettere tutti in tempo reale, quando ormai sappiamo che
tali spazi sono cortocircuiti globali che come specie non siamo in
grado di reggere?"
Ne parlavo qui:
https://stop.zona-m.net/2019/04/what-if-we-just-outlawed-instantness-in-soc…
e qui (vedi slide 5 e 7, e poi il resto)
https://mfioretti.com/2018/02/calicut-personal-clouds-to-replace-corporate-…
Marco
--
-- EN
https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html ======================================================
Prof. Enrico Nardelli
Past President di "Informatics Europe"
Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
blog: https://link-and-think.blogspot.it/
tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
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Feb. 11, 2025
Ricerca e sviluppo dell'UE in tecnologie dell'informazione – ERA: I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
by Enrico Nardelli
Scusatemi, è tanto tempo che ho questa domanda in testa.
Qualcuno è a conoscenza di qualche pubblicazione che presenti
sinteticamente spese effettuate e risultati ottenuti in quarant'anni di
programmi di ricerca e sviluppo dell'Unione Europea in tema di
tecnologie dell'informazione? So che ci sono le relazioni di
monitoraggio finali dei vari programmi quadro che sono stati svolti (il
primo programma ESPRIT è partito nel 1983, poi sostituito dai programmi
IST nel 1999), ma ero interessato a qualcosa di più sintetico.
Per fare un esempio, qualcosa di simile a ciò che negli USA è stato
fatto dalle National Academies of Science, Engineering, and Medicine,
prima nel 2012
https://nap.nationalacademies.org/catalog/13427/continuing-innovation-in-in…
e poi nel 2020
https://nap.nationalacademies.org/catalog/25961/information-technology-inno…
Ne trovate sinteticissima descrizione con qualche figura in questo
mio articolo del 2021
https://link-and-think.blogspot.com/2021/03/linsostenibile-ricerca-dellecce…
Grazie infinite a chi riuscirà a fornirmi qualche puntatore.
Ciao, Enrico
Il 28/01/2025 14:36, Alessandro Brolpito ha scritto:
> Ciao Giuseppe, Duccio, a tutti
>
> Le lobbies esistono, anche se si cercano di regolamentare in modo
> sempre più incisivo.
> Gruppi d'interesse e trasparenza
> <https://www.europarl.europa.eu/at-your-service/it/transparency/lobby-groups>
>
> I comitati scientifici e di esperti hanno regole per il recruitment e
> il funzionamento, ma non bastano, è chiaro.
>
> E' un sistema imperfetto che non ha prodotto i risultati sperati: se
> si esclude il mercato unico (guarda caso quest'ultimo una delle poche
> materie di cui la Commissione è 100% competente), relativamente ai
> temi trattati tra noi nella mailing list, l'Europa e le sue
> istituzioni non si sono dimostrate all'altezza, creando un limitato
> valore aggiunto. Ad esempio, nell'ambito della ricerca, innovazione e
> sviluppo, quella Europea è sempre stata vista come una cosa 'buona e
> giusta', da fare, ma secondaria rispetto a quelle nazionali, da sempre
> prioritizzate dagli stati membri. Direi che è stato miope ma sono
> state nostre scelte politiche, degli stati membri.
>
> Il punto che volevo evidenziare è che Bruxelles non è una entità
> esterna con la quale confrontarci. Ogni accusa a Bruxelles, dovrebbe
> essere in linea di principio una accusa a quello che volevamo fare
> insieme e non ci siamo riusciti, ciascuno nei propri ambiti e capacità.
> Una presa di responsabilità collettiva ed una sana 'ownership' sono
> convinto che possano promuovere un approccio più costruttivo, salvando
> quanto di buono si è riuscito a fare, a mio avviso non poco
> (guardandomi attorno oltre alla UE).
>
> Alessandro
>
> On Tue, 28 Jan 2025 at 12:57, Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it>
> wrote:
>
>
>
>> On 28 Jan 2025, at 12:00, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>>
>> From: Alessandro Brolpito <abrolpito(a)gmail.com>
>> To: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
>> Cc: "M. Fioretti" <mfioretti(a)nexaima.net>,nexa(a)server-nexa.polito.it
>> Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
>> riformiamo i social
>> Message-ID:
>> <CABkhOK_sWNxuO5mWRjRZEyO31AreastxZZUxSn06zkFpL7jaRA(a)mail.gmail.com>
>> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
>>
>> On Mon, 27 Jan 2025 at 11:08, Guido Vetere
>> <vetere.guido(a)gmail.com> wrote:
>>
>>> Non capisco il dissenso: il DG RTD da chi dipende?
>>> Chi ha deliberato (ad esempio) la spesa di 1 Miliardo per quel epic
>>> fail dello Human Brain Project (HBP)?
>>> Dico: sai quanti super-pond Mastodon (o qualcosa di meglio) avremmo
>>> potuto avere oggi con quei soldi?
>>>
>>
>> Hai ragione Guido, anche se il progetto di ricerca HBP e il
>> supporto alla
>> diffusione super-pond Mastodon sono cose completamente diverse.
>>
>> In ogni caso, il mio punto è che l'Europa siamo 'noi', come Paesi
>> Membri
>> (Consiglio Europeo in primis) e cittadini (elezioni EP).
>> Siamo 'noi' che abbiamo scelto di dedicare i fondi al progetto
>> HBP - Human
>> Brain Project <https://www.humanbrainproject.eu/en/> nel 2013 e
>> non ad
>> altro.
>>
>
> Sono le lobby dei burocrati europei col loro codazzo di
> ricercatori asserviti, per spartirsi i finanziamenti.
> Io per esempio osai criticare come venivano gestiti i fondi del
> direttorato Language Processing R&D Programmes che per decenni non
> aveva prodotto nulla di rilevante, per ammissione dei ricercatori
> stessi.
> Lo dissi pubblicamente a Roberto Cencioni, capo del directorate
> XIII della EU, in una riunione a Barcellona, e lui rispose,
> letterlamente: “Questa è la mia riunione. Se non è d’accordo, se
> ne può andare”.
> In un’altro incontro, lui precisò questi consigli: Bisogna farsi
> nominare come esperti del proprio settore. Partecipare per alcuni
> anni a riunioni, valutazioni e incontri e farsi le opportune
> conoscenze. Farsi conoscere dai funzionari del direttorato.
> Partecipare alle riunioni di preparazione dei programmi ed
> assicurarsi di inserire i propri temi di interesse tra quelli da
> finanziare. Partecipare a una cordata per farsi finanziare un
> progetto per la call successiva.
>
> Quanto al HBP, ne incontrai il direttore e nel 2013 gli chiesi se
> stavano studiando le Deep Neural Networks. Lui rispose: sì, ne
> abbiamo sentito parlare, le studieremo.
>
> --
>
>> Alessandro
>>
>>
>>
>>> G.
>>>
>>> On Mon, 27 Jan 2025 at 10:10, Alessandro Brolpito
>>> <abrolpito(a)gmail.com>
>>> wrote:
>>>>
>>>> Ciao Guido,
>>>>
>>>> Per quanto riguarda l'azione comune ed indicare la Commissione
>>>> (EC) come
>>> responsabile, su questo, mi permetto di dissentire, almeno
>>> parzialmente.
>>>>
>>>> La Commissione (EC) opera nell'esclusivo interesse della
>>>> Unione, non dei
>>> singoli stati, ma lo fa su delega dei Paesi Membri.
>>>>
>>>> Per finanziare grossi progetti Europei (per la comuncazione,
>>>> l'energia,
>>> le tecnologie avanzate, le reti satellitarie,ecc) servirebbero
>>> ingenti
>>> risorse ed una architettura Europea, finanziati da fondi comuni.
>>>> Se questo non è ancora avvenuto, la responsabilità primaria è
>>>> 'nostra',
>>> dei paesi Membri, non della EC.
>>>>
>>>> Cordialmente, Alessandro
>>>>
>>>>
>>>> On Mon, 27 Jan 2025 at 09:16, Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
>>> wrote:
>>>>>
>>>>> non è che si DEVE mantenere uno spazio 'euclideo' dove ogni
>>>>> punto è
>>>>> raggiungibile da ogni punto, ma di fatto questa è la forza dei
>>>>> 'social' rispetto a - per esempio - alle BBS degli anni 80-90.
>>>>> se conosco un collega simpatico a un convegno e voglio restare in
>>>>> contatto, so dove trovarlo, se mi punge vaghezza di vedere che
>>>>> fine ha
>>>>> fatto la mia fidanzata del liceo, idem.
>>>>> questo crea un effetto di autoregressione: perché stai su quel
>>>>> social?
>>>>> perché ci stanno tutti
>>>>> ora, su Mastodon posso cercare profili pubblici con le funzioni di
>>>>> search, sperando che quelle implementate dal mio provider
>>>>> funzionino,
>>>>> ma di sicuro l'efficienza e scalabilità di queste funzioni su
>>>>> un'infrastruttura decentralizzata è problematica, e per questo
>>>>> dico
>>>>> che la EC avrebbe dovuto finanziare lo sviluppo di cose del genere
>>>>> invece di buttare soldi in framework programs pieni di
>>>>> burocrazia ma
>>>>> (spesso) vuoti di risultati
>>>>> G:
>>>>> PS: by the way: che ne pensiamo di Solid?
>>>>> https://en.wikipedia.org/wiki/Solid_(web_decentralization_project)
>>>>>
>>>>>
>>>>> On Mon, 27 Jan 2025 at 06:38, M. Fioretti <mfioretti(a)nexaima.net>
>>> wrote:
>>>>>>
>>>>>> On Sat, Jan 25, 2025 08:53:10 AM +0100, Guido Vetere wrote:
>>>>>>> un esempio di quello che potrebbe e dovrebbe accadere lo offre
>>> Arianna Ciccone
>>>>>>> (Valigia blu):
>>>>>>> https://www.valigiablu.it/facebook-instagram-x-social-valigia-blu
>>>>>>>
>>>>>>> Ma il tema allora diventa quello dell'integrazione: come
>>>>>>> ricostruire
>>>>>>> lo 'spazio euclideo' delle piattaforme centralizzate da un
>>>>>>> pulviscolo di comunità indipendenti?
>>>>>>
>>>>>> siamo sicuri? O forse e' (finalmente) ora che il tema diventi
>>>>>>
>>>>>> "perche' si DEVE mantenere/ricostruire per forza UNO spazio
>>>>>> *unico*,
>>>>>> capace di connettere tutti in tempo reale, quando ormai
>>>>>> sappiamo che
>>>>>> tali spazi sono cortocircuiti globali che come specie non
>>>>>> siamo in
>>>>>> grado di reggere?"
>>>>>>
>>>>>> Ne parlavo qui:
>>>>>>
>>>>>>
>>> https://stop.zona-m.net/2019/04/what-if-we-just-outlawed-instantness-in-soc…
>>>>>>
>>>>>> e qui (vedi slide 5 e 7, e poi il resto)
>>>>>>
>>>>>>
>>> https://mfioretti.com/2018/02/calicut-personal-clouds-to-replace-corporate-…
>>>>>>
>>>>>> Marco
>>>>>>
>>
>
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-- EN
https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
======================================================
Prof. Enrico Nardelli
Past President di "Informatics Europe"
Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
blog: https://link-and-think.blogspot.it/
tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli(a)mat.uniroma2.it
online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont
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Feb. 11, 2025
[CfP COMNET SI] [THREE DAYS LEFT FOR SUBMISSIONS - February 14, 2025] Elsevier COMNET Special Issue on Generative and Explainable AI for Internet Traffic and Network Architectures
by Antonio Montieri
Dear colleagues,
Our apologies if you receive multiple copies of this message.
**********************************************************************
CALL FOR PAPERS
Special Issue on Generative and Explainable AI
for Internet Traffic and Network Architectures
Elsevier Computer Networks
https://www.sciencedirect.com/journal/computer-networks/about/call-for-pape…
*(EXTENDED Submission deadline: February 14, 2025)*
**********************************************************************
We are pleased to announce a call for papers for a special issue of
Elsevier Computer Networks journal, focusing on the transformative
potential
of generative and explainable AI in Internet traffic analysis and network
architectures. As Internet-connected devices multiply and traffic data grows
exponentially, traditional methods are increasingly challenged. This special
issue aims to highlight how generative AI can synthesize realistic traffic
data,
automate network configurations, and enhance security measures.
Additionally,
explainable AI can provide deeper insights into network behaviors, improving
transparency, trust, and overall network performance.
We invite you to contribute to this pioneering special issue and lead the
advancement of AI-driven innovations in Internet traffic analysis and
network
architectures.
Key Topics of Interest include but are not limited to the following:
-----------------------
- Generative AI methods to synthesize realistic and diverse traffic data
- Automatic network configuration and management utilizing Generative AI
- Applications of Large Language Models (LLMs) in network traffic generation
- Prompt Engineering for LLMs in network traffic analysis, management, and
security
- Generative AI for enhancing network security and intrusion detection
- Assessing the robustness and reliability of Generative AI in network
management, including standardized benchmarks and datasets
- Explainable AI techniques for network traffic analysis and management
tools
- Human-in-the-loop AI and the integration of interpretability into
AI-driven
traffic analysis
- Ensuring fairness, accountability, and transparency in AI applications for
networking
- Real-world applications and case studies showcasing Generative and
Explainable
AI in network traffic analysis, management, and security
- Bridging the gap between network data explanation and actionable
interpretability
- Techniques for improving the trust and practical use of data-driven
network
analysis methods
Guest Editors:
--------------
- Antonio Montieri, PhD - Università degli Studi di Napoli Federico II,
Napoli, Italy
(antonio.montieri(a)unina.it)
- Danilo Giordano, PhD - Politecnico di Torino, Torino, Italy
(danilo.giordano(a)polito.it)
- Claudio Fiandrino, PhD - IMDEA Networks Institute, Madrid, Spain
(claudio.fiandrino(a)imdea.org)
- Jonatan Krolikowski, PhD - Huawei Technologies France SAS, Boulogne
Billancourt, France
(jonatan.krolikowski(a)huawei.com)
Important Dates:
----------------
- Submission Open Date: July 1, 2024
- Final Manuscript Submission Deadline: February 14, 2025 (EXTENDED)
- Editorial Acceptance Deadline: May 15, 2025
Manuscript Submission Information:
-----------------------------------
The journal's submission platform
(https://www.editorialmanager.com/comnet/default.aspx) is available for
receiving submissions to this Special Issue from July 1st, 2024. Authors are
advised to follow the Guide for Authors to prepare their manuscripts and
select
the article type “VSI: GenXAI for Internet” when submitting online. More
information about the Special Issue, the Guide for Authors, and the
submission
portal are available at the following link:
https://www.sciencedirect.com/journal/computer-networks/about/call-for-pape…
**********************************************************************
SPECIAL ISSUE DETAILS
**********************************************************************
In the realm of Internet traffic analysis, the advent of Artificial
Intelligence
(AI) has marked a significant paradigm shift. With the proliferation of
Internet-connected devices and the exponential growth of traffic data,
traditional traffic analysis methods are struggling to cope with the sheer
volume
and complexity of modern networks. Moreover, the dynamic nature of Internet
traffic patterns and the emergence of sophisticated cyber threats further
exacerbate the challenges faced by network operators and cybersecurity
professionals. In response, there is a pressing need for advanced
analytical tools
that can provide accurate Internet traffic “visibility”, enable actionable
insights
into traffic behavior, identify anomalies and intrusions, and ultimately
enhance
network security and performance.
On the other hand, the collection, segmentation, and labeling of traffic
datasets
are cumbersome processes, often requiring human experts to guide the
different
stages. Additionally, factors like the dynamic nature of traffic, privacy
concerns,
and the limited samples of certain traffic types (e.g., network attacks, IoT
devices) further challenge data collection. Moreover, while data-driven
techniques have the potential for outstanding performance and adaptability,
they
often operate as black-box systems, making it difficult to understand their
behavior, improve their performance, or protect them from potential attacks.
This limits the interpretability and trust in these methods, affecting their
practical use.
The integration of generative and explainable AI techniques presents a
promising
avenue for addressing these challenges. By harnessing the power of AI to
generate
realistic traffic data and provide interpretable insights, researchers and
practitioners can overcome the limitations of traditional traffic analysis
methods. Generative AI models enable the creation of diverse and
representative
traffic datasets, facilitating the training of AI-driven models for
intrusion
detection and network optimization. Meanwhile, explainable AI techniques
enhance
the transparency and trustworthiness of AI-driven traffic analysis, enabling
network operators to understand and interpret the decisions made by AI
methods.
This special issue aims to delve into the methodological, technical, and
practical aspects of leveraging generative and explainable AI for Internet
traffic analysis and network architectures. By focusing on these
cutting-edge
topics, we seek to provide a platform for researchers and practitioners to
explore innovative approaches, share insights, and advance state of the art.
The special issue will encompass a wide range of themes, including AI-driven
generation of standardized traffic datasets, network management aided by
generative AI, interpretable and trustworthy AI solutions for Internet
traffic
analysis, and real-world applications of generative and explainable AI in
network optimization and security.
**********************************************************************
--
*Antonio Montieri, Ph.D.*
*Assistant Professor (RTDa)*
*Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione
(DIETI)University of Napoli Federico IIVia Claudio 21 -- 80125 Napoli
(Italy)Phone: +39 081 76 83821 - Fax: +39 081 76 83816Email:
antonio.montieri(a)unina.it <antonio.montieri(a)unina.it>
<antonio.montieri(a)unina.it>WWW: http://wpage.unina.it/antonio.montieri
<http://wpage.unina.it/antonio.montieri>
<http://wpage.unina.it/antonio.montieri>*
*Skype ID: antmontieri*
Feb. 11, 2025
Re: [nexa] IGenius Italia 10B
by Stefano Maffulli
Pochi dettagli nel model card... Capisco bene che è un modello addestrato
specificatamente per compiti di analisi finanziaria?
Viste le condizioni d'uso più restrittive di Llama, perché uno dovrebbe
preferirlo a modelli messi a disposizione con condizioni molto liberali,
tipo Olmo, Tulu, o anche Granite, DeepSeek R1?
Più in generale, questi modelli "verticali" che vantaggi hanno rispetto al
fine-tuning di modelli general purpose?
On Sun, Feb 9, 2025 at 11:25 PM Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it>
wrote:
> Ecco il LLM di iGenius:
>
> build.nvidia.com
> <https://build.nvidia.com/igenius/italia_10b_instruct_16k>
> <https://build.nvidia.com/igenius/italia_10b_instruct_16k>
> <https://build.nvidia.com/igenius/italia_10b_instruct_16k>
>
> Divertitevi.
>
> —
>
Feb. 10, 2025