nexa
By thread
nexa@server-nexa.polito.it
By month
Messages by month
- ----- 2026 -----
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2025 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2024 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2023 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2022 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2021 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2020 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2019 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2018 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2017 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2016 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2015 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2014 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2013 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2012 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2011 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2010 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2009 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
November 2025
- 45 participants
- 154 messages
The Anatomy of a Dysfunctional Standards Body
by Giacomo Tesio
Salve a tutti,
ogni tanto parliamo di cattura del regolatore, facendo spesso
riferimento a organizzazioni politiche.
Alcune organizzazioni inizialmente concentrate su aspetti
ingegneristici, come l'Internet Enginering Task Force (IETF) si
presentano invece come indipendenti e totalmente concentrate su
questioni tecniche.
All'ultima conferenza OpenSSL Peter Gutmann[1] ha presentato una
interessantissima analisi di come funzionano in realtà le
organizzazioni di questo tipo.
Ahimé, non dispongo di una registrazione dell'intervento da condividere,
ma le slide sono abbastanza chiare (e piene di divertente ironia)
https://archive.openssl-conference.org/2025/presentations/Peter_Gutmann_iet…
Per altro, fra gli standard di cui ripercorre l'evoluzione ci sono TLS
1.2, TLS 1.3, HTTP/2 e HTTP/3, anzitutto dal punto di vista della
sicurezza, ad esempio
"""
Case study: HTTP/2
- HTTP/1 is the universal substrate for the Internet
- Everything imaginable use HTTP/1 to carry it
- Port 80 is always open for business
- HTTP/2 is designed to optimise content delivery for large content
providers
- Think HTTP4Google
- HTTP/3 even more so
Concern that when HTTP/2 appeared users would automatically ask for it
because 2 > 1 and so we need 2
"""
Giacomo
[1] https://www.cs.auckland.ac.nz/~pgut001/
Nov. 24, 2025
Re: [nexa] "Stefano Rodotà (appositamente richiamato, dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)"
by karlessi
> Message: 1
> Date: Sun, 23 Nov 2025 23:57:55 +0100
> From: Simone Aliprandi <simone(a)aliprandi.org>
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Subject: Re: [nexa] "Stefano Rodotà (appositamente richiamato
> dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)"
> Message-ID:
> <CAPOdpM=JTdHFdc+b9wgWh8kQD9CPw8d=3yhx4PSaD7Ai6Ryjvg(a)mail.gmail.com>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
>
>>
>> almeno tre quarti delle risposte erano varianti di
>>
>> "non m'importa quanti fatti contiene il dossier! I disegnini con l'IA sono
>> squallidi e Rodotà era una brava persona, quindi manco lo leggo, per
>> principio! Che volgarita' signora mia, che cattivo gusto!
>>
>> e null'altro.
>
nel quarto rimanente c'erano delle riflessioni. per esempio ho proposto
una riflessione sul concetto di "bene comune", a mio parere travisato
proprio dalla commissione Rodotà, che suggerivo di sostituire con "bene
collettivo", nel solco di E. Ostrom.
rincaro la dose. la forma è sostanza, o una parte rilevante della
sostanza. Altrimenti per me significa che il "fine giustifica i mezzi",
e non mi trovo d'accordo con questa definizione (peraltro semplicistica)
di De Sanctis rispetto al machiavellismo.
ergo, l'autore del documento con me ha sbagliato candeggio, cioè non ha
attirato la mia attenzione né la mia curiosità. anzi. Tutto qui. E non è
poco, altrimenti qualsiasi post varrebbe tanto quanto un'indagine
accurata e, viceversa, non avrebbe alcun valore l'opera di cesello. Che,
invece, a mio avviso fa la differenza.
se vi sembrano questioni di lana caprina vi invito a considerare quante
volte sono state promosse politiche guerrafondaie, violente, oppressive,
ingiuste, ecc. spacciate per democratiche, progressiste e anzi
rivoluzionarie, con la scusa che le gerarchie sono corrotte e le
istituzioni sono perlopiù corrotte e più si sale verso i vertici, più la
corruzione e la delinquenza sono diffuse. Grazie per l'informazione.
Personalmente lo sapevo già e sinceramente non avevo bisogno di prove.
>
> Grazie Marco. Me l'ero persa questa parte perché all'epoca non ero più
> iscritto alla lista.
> Che dire...
> Purtroppo le TDC si nascondono bene anche tra accademici, intellettuali,
> professionisti altisonanti.
TDC cosa significa esattamente? non sono forte con gli acronimi, mi
scuserai. Se è un insulto, come mi par di capire dal tono, mi sembra
fuori luogo. Molto adatto ai social media di massa o ai media
mainstream, s'intende, dove l'insulto è parte dell'arsenale retorico
standard. Non ho alcun interesse né desiderio di difendere università,
sedicenti intellettuali, ecc.
> Nel frattempo, poco fa è andata in onda la parte più patetica e nauseante
> di questa telenovela del Garante Privacy. Se non l'avete vista, andate a
> recuperarla qui:
> https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/La-privacy-del-Garante---Repo…
> .
eh beh, ok. Ma la domanda è: PRIMA i dipendenti avevano fiducia in
questa istituzione? Se sì, se davvero sì, mi dispiace molto per loro, ma
la fiducia era mal riposta e il loro lavoro, i loro sforzi, male
indirizzati.
Questo vale per la gran parte delle istituzioni, delle aziende
pubbliche, private ecc. e secondo me questo è il tema interessante di
questa vicenda. Perché i decisori, in definitiva, possono decidere SOLO
perché c'è qualcun* che rende operative le loro decisioni. Ovvero chi
sta sotto. Costoro hanno il potere di cambiare le cose.
Altrimenti è solo una gara fra chi s'indigna e stop, e chi s'indigna e
chiede la testa dei "capi", come se quelli che verranno dopo magicamente
dovessero esser meglio. Perché dovrebbero, se non per puro caso?
>
> Io sono senza parole di come questi quattro domani mattina abbiano il
> coraggio di entrare in ufficio a Roma o di prendere parte a qualche evento
> pubblico istituzionale. Bisogna avere un gran pelo sullo stomaco e una
> discreta faccia tosta a negare l'evidenza in quel modo. Anche i peggiori
> despoti della storia hanno capito che era venuto il momento di farsi da
> parte quando i loro uomini gli si erano rivoltati contro. Solo loro non lo
> capiscono.
>
> Tornando al dossier Rodotà... Chiunque l'abbia scritto, bisogna riconoscere
> che le ha beccate più o meno tutte. Anche se adesso ne sono uscite di molto
> peggiori rispetto a ciò che era scritto in quelle 50 pagine.
>
già. cmq, nello Zeitgeist, quelle pagine non sono "belle", per me.
capisco che non sia valutato un parametro interessante, ma ci tengo a
ribadirlo. "Una risata li seppellirà" è un'altra cosa, un altro spirito.
E quindi, adesso azzeriamo tutto e ricominciamo da capo, magari con una
"tecnologia" (di scelta, di monitoraggio, di non-so-che) "migliore"?
Qual è il confine fra l'onesto tecnico-lavoratore che "fa solo il suo
lavoro" e però poi "scopre" di non aver più fiducia nella dirigenza, e
il più o meno corrotto funzionario-dirigente che "risponde solo agli
ordini" più o meno espliciti di qualcuno che sta più in alto?
non ho una risposta, né in generale né nello specifico. è una domanda
autentica.
> Un cordiale saluto a tutti.
buona giornata
k.
Nov. 24, 2025
Re: [nexa] Roma e Sagunto (era Walter Quattrociocchi, post su facebook)
by antonio
> Di certo, un ipotetico "modello LLM" programmato statisticamente ed in
> modo trasparente e perfettamente riproducibile a partire da testi
> sorgente disponibili liberamente e distribuito sotto una licenza
> compatibile con quella dei sorgenti da cui deriva algoritmicamente,
> potrebbe essere usato lecitamente ed eticamente per ottenere output
> utilizzabili sotto la stessa licenza.
E se volessimo realizzarlo questo ipotetico modello LLM?
E' da anni che pongo e mi pongo questa domanda.
Mettiamo il caso che ti dicessi, ho un'ora di tempo libero a settimana
da dedicarmi a questo progetto, dimmi che devo fare e lo faccio, studio,
cerco, scrivo codice, ecc.
C'è un "server" a cui posso accedere in ssh e da lì iniziare a "sperimentare"?
Google ti dà questa possibilità (che poi ovviamente sfrutta adeguatamente).
Perchè in Italia non c'è nessun Ente che metta una parte delle proprie macchine
a disposizione dei "cittadini"?
Non li hanno acquistate con i nostri soldi? Non siamo in piccola percentuale
proprietari anche noi? Perché dobbiamo essere solo e soltanto "utenti"?
Con il mio piccolo e lento PC posso costruirmi un sistema operativo da zero o quasi (tu l'hai fatto),
posso inventare un nuovo linguaggio di programmazione, un nuovo database (Sanfilippo l'ha fatto),
posso anche ospitare un server web con migliaia di accessi ma ... non posso fare nulla
per creare un LLM "etico".
A.
Nov. 24, 2025
MEMENTO | 126° Nexa Lunch Seminar e Incontro con Raffaele Sciortino | 26 novembre 2025
by Nexa - Media
Gentilissime, gentilissimi,
Vi ricordiamo che mercoledì 26 novembre si terranno i seguenti incontri:
*
126° Nexa Lunch Seminar, dal titolo “Il lato oscuro dei social network”
Ospite: Serena Mazzini (Esperta di social media strategy)
Dalle ore 13.00 alle ore 14.00
Maggiori dettagli: https://nexa.polito.it/lunch-126
* Incontro in presenza e da remoto.
*
STANZA VIRTUALE dell'incontro: https://didattica.polito.it/VClass/NexaEvent
*
*
Seminario dal titolo “Stati Uniti e Cina allo scontro globale"
Ospite: Raffaele Sciortino (Università degli Studi di Milano)
Dalle ore 15.30 alle ore 17.00
Maggiori dettagli: https://nexa.polito.it/stati-uniti-e-cina-allo-scontro-globale/
*
Incontro solo in presenza.
SEDE FISICA: entrambi gli incontri si terranno presso il Centro Nexa su Internet e Società, Politecnico di Torino, Via Boggio 65/a, Torino (1° piano).
Per accedere alla sala si raccomanda di suonare al citofono Portineria e di seguire le indicazioni segnalate lungo il percorso.
QUI<https://nexa.polito.it/contatti> <https://nexa.polito.it/contatti> maggiori informazioni su come raggiungerci.
Un saluto cordiale,
--
Valeria Bergantino
Communication Manager
Nexa Center for Internet & Society
Politecnico di Torino – DAUIN
Via Pier Carlo Boggio, 65/a – 10138 Torino
web: https://nexa.polito.it
mail: valeria.bergantino(a)polito.it<mailto:valeria.bergantino@polito.it>
tel: 3473443585
Nov. 24, 2025
Re: [nexa] "Stefano Rodotà (appositamente richiamato dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)"
by Simone Aliprandi
>
> almeno tre quarti delle risposte erano varianti di
>
> "non m'importa quanti fatti contiene il dossier! I disegnini con l'IA sono
> squallidi e Rodotà era una brava persona, quindi manco lo leggo, per
> principio! Che volgarita' signora mia, che cattivo gusto!
>
> e null'altro.
Grazie Marco. Me l'ero persa questa parte perché all'epoca non ero più
iscritto alla lista.
Che dire...
Purtroppo le TDC si nascondono bene anche tra accademici, intellettuali,
professionisti altisonanti.
Nel frattempo, poco fa è andata in onda la parte più patetica e nauseante
di questa telenovela del Garante Privacy. Se non l'avete vista, andate a
recuperarla qui:
https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/La-privacy-del-Garante---Repo…
.
Io sono senza parole di come questi quattro domani mattina abbiano il
coraggio di entrare in ufficio a Roma o di prendere parte a qualche evento
pubblico istituzionale. Bisogna avere un gran pelo sullo stomaco e una
discreta faccia tosta a negare l'evidenza in quel modo. Anche i peggiori
despoti della storia hanno capito che era venuto il momento di farsi da
parte quando i loro uomini gli si erano rivoltati contro. Solo loro non lo
capiscono.
Tornando al dossier Rodotà... Chiunque l'abbia scritto, bisogna riconoscere
che le ha beccate più o meno tutte. Anche se adesso ne sono uscite di molto
peggiori rispetto a ciò che era scritto in quelle 50 pagine.
Un cordiale saluto a tutti.
--
Simone Aliprandi
Nov. 23, 2025
What We Talk About When We Talk About Sideloading
by Giacomo Tesio
# Google’s message that “Sideloading is Not Going Away” is clear,
concise, and false
Shortly after our post was published, Google aired an episode of their
Android Developers Roundtable series, where they state unequivocally
that “sideloading isn’t going anywhere”. They follow-up with a blog
post:
> Does this mean sideloading is going away on Android? Absolutely
> not. Sideloading is fundamental to Android and it is not going away.
This statement is untrue. The developer verification decree effectively
ends the ability for individuals to choose what software they run on
the devices they own.
It bears reminding that “sideload” is a made-up term. Putting software
on your computer is simply called “installing”, regardless of whether
that computer is in your pocket or on your desk. This could perhaps be
further precised as “direct installing”, in case you need to make a
distinction between obtaining software the old-fashioned way versus
going through a rent-seeking intermediary marketplace like the Google
Play Store or the Apple App Store.
Regardless, the term “sideload” was coined to insinuate that there is
something dark and sinister about the process, as if the user were
making an end-run around safeguards that are designed to keep you
protected and secure. But if we reluctantly accept that “sideloading”
is a term that has wriggled its way into common parlance, then we
should at least use a consistent definition for it. Wikipedia’s summary
definition is:
> the transfer of apps from web sources that are not vendor-approved
By this definition, Google’s statement that “sideloading is not going
away” is simply false. The vendor — Google, in the case of Android
certified devices — will, in point of fact, be approving the source.
The supplicant app developer must register with Google, pay a fee,
provide government identification, agree to non-negotiable (and
ever-changing) terms and conditions, enumerate all their current and
future application identifiers, upload evidence of their private
signing key, and then hope and wait for Google’s approval.
# What this means for your rights
You, the consumer, purchased your Android device believing in Google’s
promise that it was an open computing platform and that you could run
whatever software you choose on it. Instead, starting next year, they
will be non-consensually pushing an update to your operating system
that irrevocably blocks this right and leaves you at the mercy of their
judgement over what software you are permitted to trust.
You, the creator, can no longer develop an app and share it directly
with your friends, family, and community without first seeking Google’s
approval. The promise of Android — and a marketing advantage it has
used to distinguish itself against the iPhone — has always been that it
is “open”. But Google clearly feels that they have enough of a lock on
the Android ecosystem, along with sufficient regulatory capture, that
they can now jettison this principle with prejudice and impunity.
You, the state, are ceding the rights of your citizens and your own
digital sovereignty...
# What can be done?
Google has been facing public outcry against their heavy-handed
policies for a long time, but this trend has accelerated recently. Last
year they crippled ad-blockers in Chrome and Chromium-based browsers by
forcing through their unpopular “manifest v3” requirement for plugins,
and earlier this year they closed off the development of the Android
Open Source Project (AOSP), which is how they were able to
clandestinely implement the verification infrastructure that enforces
their developer registration decree.
Developer verification is an existential threat to free software
distribution platforms like F-Droid as well as emergent commercial
competitors to the Play Store. [...]
To learn more about what you can do as a consumer, visit
https://keepandroidopen.org for information on how to contact your
representative agencies and advocate for keeping the Android ecosystem
open for consumers and competition.
Continua su
https://f-droid.org/2025/10/28/sideloading.html
Come già scritto, se Google porta a termine questa manovra, il DMA non
vale la carta su cui è stampato.
Giacomo
Nov. 23, 2025
Re: [nexa] "Stefano Rodotà (appositamente richiamato dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)"
by Marco Fioretti
November 22, 2025 at 6:01 PM, "Simone Aliprandi" <simone(a)aliprandi.org mailto:simone@aliprandi.org?to=%22Simone%20Aliprandi%22%20%3Csimone%40aliprandi.org%3E > wrote:
>
> PS:
> Ma alla fine non ho capito... Questa famosa talpa hanno capito chi è? E il famoso autore del dossier Rodotà circolato a luglio l'hanno beccato? E se l'hanno beccato, gli hanno già dato una medaglia al valore per aver denunciato con tre mesi di anticipo tutto quello che poi è uscito?
>
Io non ho la minima idea di chi siano la talpa e l'autore del dossier, da quando e' uscito non ho ancora avuto tempo di approfondire la questione come meriterebbe e me ne dispiace.
Ma in questi giorni sto ridendo parecchio (amaramente, ma parecchio) ricordando che quando per primo ho segnalato il dossier su questa lista:
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-July/054654.html
almeno tre quarti delle risposte erano varianti di
"non m'importa quanti fatti contiene il dossier! I disegnini con l'IA sono squallidi e Rodotà era una brava persona, quindi manco lo leggo, per principio! Che volgarita' signora mia, che cattivo gusto!
e null'altro.
Marco
Nov. 23, 2025
Re: [nexa] Roma e Sagunto (era Walter Quattrociocchi, post su facebook)
by Giacomo Tesio
Ciao Maurizio,
ci sarebbe moltissimo da dire sulla consapevolezza del funzionamento
dei LLM commerciali e come questa potrebbe e dovrebbe ispirarne il
divieto.
Di certo, un ipotetico "modello LLM" programmato statisticamente ed in
modo trasparente e perfettamente riproducibile a partire da testi
sorgente disponibili liberamente e distribuito sotto una licenza
compatibile con quella dei sorgenti da cui deriva algoritmicamente,
potrebbe essere usato lecitamente ed eticamente per ottenere output
utilizzabili sotto la stessa licenza.
Tali "modelli" sono archivi compressi (con perdita) dei testi sorgente
espressi come matrici numeriche eseguibili da macchine virtuali
pomposamente (ed erroneamente) chiamati "motori inferenziali".
Eseguendoli, ne estrai iterativamente una parte statisticamente
correlata con l'input iniziale (prompt) e l'output prodotto ad ogni
iterazione, ripercorrendo in un certo senso l'archivio di testi lungo
le relazioni statistiche via via più frequenti.
Anche così, l'utilità del loro output è ingannevole: non corrisponde
completamente ad alcuno dei testi archiviati, ma troverai stralci di
diversi di essi. Tuttavia ipotizzo che vi possa essere un modo
di utilizzarli per diletto, laddove l'utente, che è perfettamente
consapevole della loro natura effimera e priva di significato
intrinseco li voglia consumare come si consuma la pornografia.
Per un programmatore che ne comprende il funzionamento, potrebbe essere
anche divertente nel contesto di un videogioco offline, per rendere più
realistici i dialoghi con i personaggi e, magari, più varia e
imprevedibile l'esperienza di gioco.
L'importante, con l'output di tali LLM "trasparenti", sarebbe la piena
e costante consapevolezza della finzione, dell'autoinganno e
della assenza di un qualsiasi reale significato nella sequenza
di lettere interpretata come testo.
On Thu, 20 Nov 2025 09:58:11 +0100 maurizio lana wrote:
> Andrea Bolioli ha scritto "cerchiamo di limitare i rischi e le
> perdite di tempo. (io uso i sistemi GenAI, non sono luddista)"
Io sono un hacker, non un luddista.
E NON uso alcun sistema di "GenAI".
Lo faccio a ragion veduta, per innumerevoli ragioni etiche e pratiche.
Ad esempio, non trovo corretto nei confronti del mio datore di lavoro
che mi paga per scrivere software finanziario che muove centinaia
di milioni di euro ogni anno, rischiare la reputazione di altissima
qualità della nostra azienda. Non lo trovo corretto nei confronti dei
miei colleghi che si potrebbero trovare a debuggare codice "generato
male". E non lo trovo neanche furbo, perché poi spesso i bug più
devastanti, quelli che nessuno riesce a riprodurre sistematicamente
ancor prima di correggere, tocca sistemarli a me.
L'altro giorno per ragioni lavorative ho dovuto assistere
all'AngularDay, un workshop organizzato a Verona su un framework GUI
sviluppato da Google. Angular è l'apice insuperato della
sovra-ingegnerizzazione in javascript: moltissime aziende lo adottano
come antidoto (oggettivamente efficace) al caos dell'ecosistema.
Come puoi immaginare questi eventi sono spot pubblicitari specializzati
per far presa sui programmatori, inframmezzati con qualche intervento
effettivamente interessante (ne ho visti tre o quattro, di Laura
Pedenaud, di Massimo Artizzu, di Davide Senatore e di Alex Okrushko).
Come puoi immaginare, buona parte dell'evento è però stato una sorta di
trattamento ludovico atto a convincere gli sviluppatori presenti
ad adottare Gemini o altri coding assistant per fare "vibecoding".
Tuttavia è stato divertente notare come persino un "Google Developer
Expert" che presenta un talk dal titolo "Vibing the Future with
Angular: Leveraging Gemini & Web-LLM for Intelligent Experiences" debba
ammettere che (cito dalle slide):
"""
The cost of AI beyond code generation:
- Debugging: 5x longer
- Security audits: Manual Review required
- Technical dept: compounds EXPONENTIALLY
- Team velocity: Slows over time
"""
Le stime sono molto ottimistiche (io ho osservato per più di un 5x nei
tempi di risoluzioni dei bug da parte di colleghi che hanno osato
mettere in produzione codice prodotto in questo modo, ma Ahsan Ayaz ha
anche aggiunto (a voce) che naturalmente, questi sono problemi davvero
rilevanti solo se si dovrà mantenere il software: se stai solo facendo
un prototipo o un mockup CHE NESSUNO DOVRA' VERAMENTE USARE, puoi non
preoccupartene.
Ma come vedi, stai di nuovo usando la "AI" per ingannare qualcuno: chi
vede il prototipo, te stesso, chi vede il talk etc...
Un esempio interessante di questo uso consapevole delle "AI generative"
si è verificato recentemente nella comunità che mantiene il compilatore
OCaml [1]: https://github.com/ocaml/ocaml/pull/14369
Uno sviluppatore senza alcuna competenza specifica nella scrittura di
compilatori ha proposto una patch generata con Cloud da oltre 13 mila
righe, specificando di non aver scritto personalmente neanche una riga
e di aver solo "guidato" il software.
La comunità ovviamente non l'ha inclusa nella codebase, per almeno due
ragioni (ma ti invito a leggere la issue, un dialogo talmente alienato
da apparire a tratti surreale):
- il codice proposto somiglia molto a quello di un altro compilatore
(OxCaml) e Cloud ne ha perfino attribuito la paternità ad uno degli
sviluppatori (che però NON ha partecipato allo "sviluppo" della patch)
- nessuno vuole l'onere di mantenere quel codice che nessuna mente umana
davvero conosce e comprende
Chi è vittima dell'inganno, in questo caso?
Beh anzitutto gli sviluppatori del compilatore OCaml hanno perso un
sacco di tempo, ma ne perderebbero molto di più se accettassero la
modifica, come spiegava Ahsan Ayaz all'AngularDay.
Poi lo è Mark Shinwell, sviluppatore di oxcaml, che si vede attribuito
codice che non ha mai scritto (una cosa che credo violi quelli che in
Italia vengono definiti diritti morali dell'autore e personalmente
vivrei come una violenza offensiva).
Lo anche sono gli sviluppatori che leggeranno l'articolo di Joel Reymont
che ha accompagnato la creazione della patch (un vero e proprio spot per
Claude), senza approfondire la questione.
Infine lo è Joel Reymont stesso, che crede di aver fornito un
contributo utile alla comunità e non sembra non comprendere
assolutamente il rifiuto (e il danno reputazionale che si sta
auto-infliggendo).
> esempio: leggendo la frase di Vannevar Bush "publication has been
> extended far beyond our present ability to make real use of the
> record" mi sembra di ricordare che in letteratura già al tempo
> dell’invenzione della stampa si trovano tracce dell'idea che sia
> difficile acquisire un solida conoscenza delle ora adesso che ci sono
> così tanti libri e che non siamo in grado di leggerli tutti.
In sostanza, la giustificazione dell'esistenza dei motori di ricerca.
:-D
> questa richiesta data in input al chatbot genera in output un elenco
> corretto di fonti sul tema, che con successivi input vien focalizzato
> sul 500-600, o sulla contemporaneità.
L'interpretazione del linguaggio naturale e la sua trasformazione in
una serie di filtri specifici per un database immenso come quello
di un motore di ricerca, è sicuramente un'applicazione utile delle
vector mapping machines (impropriamente dette "reti neurali
artificiali"). Molto più problematica è la generazione di eventuali
riassunti che hanno una probabilità di non corrispondere al
contenuto originale superiore al 40% [2]
Ma chi sta ingannando questa applicazione?
Beh, Maurizio, perdonami la franchezza, ma la prima vittima
dell'inganno sei tu, che non cogliendo il funzionamento (probabile) del
software che utilizzi, attribuisci ad un suo componente (il LLM, in
questo caso) più rilevanza di quanto non ne abbia.
Proprio mentre la bolla IA inizia lentamente a deflagare e i produttori
di chatbot hanno un disperato bisogno di believer/supporter.
Vieni spinto a credere di aver acquisito una conoscenza che non avresti
potuto ottenere senza IA, mentre ciò che te lo impedisce davvero è
l'accessibilità del database su cui il software ha effettuato le query.
In altri termini, tu credi che l'AI mode di Google che ti permetta di
trovare ciò che cerchi, mentre in realtà Google ti impedisce di
accedere al suo preziosissimo database direttamente, nascondendoti
tutta la conoscenza che vi ha indicizzato se non quella minima parte
che sceglie di mostrarti per i propri (non per i tuoi!) scopi.
Quali articoli rilevanti ti ha nascosto? Perché? Quali secondari ha
incluso? Perché? Quanta parte della risposta è stata determinata dalle
ricerché che hai personalmente svolto nei decenni precedenti (tutto
accuratamente registrate)? Quanta dalle opinioni che hai espresso
pubblicamente?
Non lo saprai mai.
Ma non ti interessa, vero?
E _perché_ non ti interessa? ;-)
Ma non sei l'unica vittima di questo inganno.
Il tuo uso della "AI generativa" (di cui non conosci precisamente
funzionamento, impatto ambientale ed esternalità), ne giustifica
l'esistenza anche agli occhi di coloro che ti stanno intorno, dei tuoi
studenti etc... che ti stimano e ti sentono fantasticare di "uso
consapevole dell'AI" diverso da quello di ingannare qualcuno.
> con un motore di ricerca questo non sarebbe possibile.
Certo che lo sarebbe. Non confondere la inputbox di Google con quello
che si può fare con un motore di ricerca.
Il problema non è la ricerca ma come fornire un'interfaccia di ricerca
"facile" da usare senza dover studiare un manuale di 300 pagine.
Con un'interfaccia professionale (come un linguaggio di interrogazione,
à la SQL) che interrogasse il database di Google, potresti trovare
di più, più rapidamente e più precisamente.
Ma tu non noti l'infinità di conoscenza che Google ti nasconde.
Noti solo le briciole che ti concede se fai il bravo.
E attribuisci la qualità alla tecnologia del giorno su cui Google (o
chi altri abbia prodotto il chatbot di ricerca che hai utilizza) ha
investito (e rischia di perdere) centinaia di miliardi.
> > Non saprei proprio come scriverlo in un manifesto,
> per quanto capisco è il problema della prima parte di dum Romase
> consulitur: non c'è dubbio che sia difficile scriverlo in un
> manifesto; ma se non si si scrive, o non si fanno azioni analoghe,
> continua l'uso (generalmente) inconsapevole di tecnologie ingannevoli
> (ma come ho detto ci sono anche possibili usi non ingannevoli ed
> efficaci; ma quasi sconosciuti) e quindi Sagunto viene espugnata
No.
Tutti gli usi efficaci di questa tecnologia hanno a che fare con
l'inganno di esseri umani. Non tutti sono deprecabili.
Può succedere che la persona ingannata sia consenziente rispetto
all'inganno (io ad esempio, lo sono quando leggo Le Guin o Jordan).
Ciò non ne cambia la natura o la funzione cibernetica.
> > ma in un contesto
> > universitario, potresti organizzare un corso sull'uso consapevole di
> > questi strumenti, spiegando agli studenti come creare profili social
> > fittizi, con foto fittizie, personalità fittizie e idee fittizie, e
> > come farli interagire con persone ignare sulla piattaforma di
> > interesse. Gli studenti, durante il corso dovrebbero provare a
> > diffondere una credenza falsa (ma plausibile), usando anche tutti i
> > dati raccolti dalle interazioni con gli altri utenti. Al termine
> > del corso poi dovrebbero contattare gli utenti ignari,
> > intervistarli e rivelargli l'inganno.
> > Sono CERTO che sarebbe estremamente istruttivo. ;-)
> > [...]
>
> nel merito, sono leggermente perplesso di proporre agli studenti di
> farsi ingannatori di altri benché a motivo di studio.
I tuoi studenti vengono costantemente ingannati.
E sono spesso nude marionette nelle mani di chi li inganna.
Dunque imparare a mentire ed ingannare (sopratutto agenti cibernetici
molto più potenti di ciascuno di loro) è questione di sopravvivenza.
L'alternativa è adattarsi, rassegnarsi più o meno consciamente ad essere
privati della propria autonomia cognitiva, accettare che il termine
"libertà" venga ridotto alla assenza di vincoli fisici e prepararsi ad
essere sempre più trattati non come sudditi, ma come bestiame.
Non dubito che esista chi trova l'idea allettante.
In fondo, i maiali mangiano tutti i giorni.
> ricordo che qualcosa di simile fu già fatto in passato e pubblicato
> in PNAS Del Vicario, Michela, Alessandro Bessi, Fabiana Zollo, Fabio
> Petroni, Antonio Scala, Guido Caldarelli, H. Eugene Stanley, e Walter
> Quattrociocchi. «The spreading of misinformation online». Proceedings
> of the National Academy of Sciences 113, fasc. 3 (2016): 554–59.
> https://doi.org/10.1073/pnas.1517441113.
> ma soprattutto più che sulla comunicazione social preferirei
> focalizzare sull'uso dei sistemi di IA
Non devo essere stato molto chiaro.
Il social network è "solo" la piattaforma dell'esperimento.
La finalità didattica del corso sarebbe anzitutto comprendere (non solo
capire) qual'è l'uso per cui questi "sistemi di IA" sono ottimizzati,
sperimentandolo consapevolmente. La finalità educativa viene invece dal
confronto con gli utenti vittime dell'inganno.
> con pars destruens che mostra in modo chiaramente percepibile i
> difetti; pars construens che mostra quali usi sono efficaci
Appunto, questi strumenti sono ottimizzati per ingannare essere umani.
Mostra ai tuoi studenti come utilizzarli per questo scopo e gli avrai
veramente preparati per il futuro che stanno costruendo per loro.
Giacomo
[1] per chi non conoscesse il linguaggio OCaml (famiglia ML, storia
trentennale etc...) un bel testo che lo usa come strumento educativo
è "Lambda Coding in Draft" di Massimo Ghisalberti
https://gitlab.com/minimalprocedure/lambda_coding/-/raw/master/lambda_codin…
[2] https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0957417424013228
Nov. 23, 2025
Re: [nexa] Fwd: Un bug nei dati Springer Nature scuote la bibliometria
by maurizio lana
la questione era già comparsa, senza che se ne esplcitassero le
implicazioni, qui:
Besançon, Lonni, Guillaume Cabanac, Cyril Labbé, e Alexander Magazinov.
«Sneaked references: Fabricated reference metadata distort citation
counts». /Journal of the Association for Information Science and
Technology/ n/a, fasc. n/a. Consultato 16 agosto 2024.
https://doi.org/10.1002/asi.24896.
Cabanac, Guillaume, e Lonni Besançon. «When scientific citations go
rogue: Uncovering ‘sneaked references’». The Conversation, 9 luglio
2024.
http://theconversation.com/when-scientific-citations-go-rogue-uncovering-sn….
Maurizio
Il 23/11/25 09:34, Andrea Trentini via nexa ha scritto:
> se non fosse deprimente sarebbe un ROTFL
> <https://www.roars.it/un-bug-nei-dati-springer-nature-scuote-la-bibliometria/>
------------------------------------------------------------------------
l’umanità sarà poca, meticcia, zingara
e andrà a piedi. avrà per bottino la vita,
la più grande ricchezza da trasmettere ai figli
erri de luca
------------------------------------------------------------------------
Maurizio Lana
Università del Piemonte Orientale
Dipartimento di Studi Umanistici
Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
Nov. 23, 2025
Fwd: Un bug nei dati Springer Nature scuote la bibliometria
by Andrea Trentini
se non fosse deprimente sarebbe un ROTFL
<https://www.roars.it/un-bug-nei-dati-springer-nature-scuote-la-bibliometria/>
--
Andrea Trentini ⠠⠵ - http://atrent.it - public key ID: 0xA7A91E3B - Dip.to di Informatica -
Università degli Studi di Milano
Cittadinanza Digitale e Tecnocivismo -
https://www.ledizioni.it/prodotto/cittadinanza-digitale-tecnocivismo -
https://edizionithemis.it/catalogo/digitale-e-societa/dal-tecnocivismo-alla…
Sistemi Embedded -
https://www.ledizioni.it/prodotto/a-carraturo-a-trentini-sistemi-embedded-t…
[se vedete un allegato OpenPGP_0x72C15962A7A91E3B.asc e non riuscite ad aprirlo NON preoccupatevi, è
la mia firma digitale, alcuni programmi di posta elettronica (outlook, gmail, ...) non sanno gestirla]
Nov. 23, 2025