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Re: [nexa] Articolo sui LLMs - il punto di vista di un giurista
by Gianluca Fasano
Grazie per il feedback e soprattutto per la domanda.
Non so dire se le parole abbiano, sul piano filosofico, un peso forte o
debole ma da osservatore del fenomeno, nella prospettiva del diritto,
considero il linguaggio uno dei modi di espressione del pensiero. Per
dirla con le parole di Carlo Esposito, le parole appartengono ad una
relazione, ove la libertà è garantita «perché l’uomo possa unirsi
all’altro uomo nel pensiero…: i vivi con i vivi ed i morti con i vivi..».
Non ritengo, sia detto a evitare equivoci, che la macchina eserciti un
diritto di libertà ma, egualmente all’esercizio della libertà di
espressione dei vivi, ad essa deve corrispondere l’assunzione di doveri
e responsabilità. Non tanto in termini di qualità, veridicità e
correttezza delle informazioni sintetizzate, ma sulla base di nuovi
modelli di autorialità connessi alla creazione di ‘informazioni
sintetizzate’.
Detto altrimenti, al di là del quesito prettamente epistemologico circa
la creatività, originalità o capacità di apprendimento dei LLM, non v’è
dubbio che essi, pur non esprimendo un pensiero, producano informazioni
testuali indirizzate alle persone, che sono portate a realizzare una
similitudine tra pensiero umano e informazioni sintetizzate, sono
portate a vivere una suggestione che può incidere, con differenti
gradazioni, sulla libertà di formare i propri convincimenti interiori e
di conseguentemente agire (diritto all'informazione).
Cosa deve fare il legislatore?
Non penso debba 'impegnarsi filosoficamente' ma occorre prendere atto
che la tecnologia, cioè l'uomo, ha disunito la capacità di comprendere
dalla capacità di produrre informazioni sintetizzate, ha creato autori
senza persona, senza libertà ma che, nei fatti, simulano (fingono)
l’esercizio di quella. Abbiamo il compito, adesso, di individuare
modelli normativi per gestire le responsabilità derivanti da questi
nuovi modelli di autorialità, e superare lo scarto culturale che vede il
concetto di autorialità legato alla sola categoria persona, un individuo
che crea o origina qualcosa, come un libro, un dipinto, una musica, una
teoria o qualsiasi altra forma di espressione artistica o intellettuale.
Grazie ancora e buona giornata.
Gianluca Fasano
Il 07/05/2024 18:42, Guido Vetere ha scritto:
> Wittgenstein ha notoriamente definito linguaggio come una 'cassetta
> degli attrezzi' con cui si possono fare 'giochi' che vanno dalle
> serissime denotazioni alle frivole 'boutade', in contesti diversi e
> con gli scopi più vari.
> mi rendo conto dei motivi per cui la legislazione attuale si attiene a
> una visione 'robusta' dell'esercizio della parola, però oggi abbiamo a
> che fare con 'intelligenze aliene' che parlano basandosi su
> presupposti del tutto inediti. la legge, comprensibilmente, fatica a
> inquadrarli.
> personalmente, condivido l'idea che l'umano che mette in esercizio un
> llm debba assumersi la responsabilità di quello che dice come se fosse
> egli stesso a parlare
> diversa (e tecnicamente insipiente) è l'idea che il modello
> linguistico debba inerentemente garantire veridicità, correttezza,
> eccetera. cosa possiamo accettare come *prova* di queste inerenti
> capacità? la certificazione del processo di costruzione? suvvia ..
> purtroppo mi sembra di ravvisare un orientamento di questo tipo
> nell'AI Act, ma potrei sbagliare, mi smentisca chi può :-)
> G.
>
>
>
>
>
> On Tue, 7 May 2024 at 14:51, alessandro marzocchi
> <alemarzoc(a)gmail.com> wrote:
>
> A mio parere sono “”VERE”” entrambe le opinioni che operano su
> piani differenti.
> La parola non esiste in natura, è un flatus vocis umano.
> Però … gli umani usano le parole per descrivere / indicare /
> interpretare / raccontare la natura ed i “”fatti”” degli stessi
> umani. I problemi cominciano quando lenta mente noi umani abbiamo
> cominciato a SOSTITUIRE LA REALTA' con le nostre parole, dando
> alle stesse una forza che non hanno, meglio: cominciando a dar
> loro forza crescente fino ad illuderci / pretendere che abbiano
> forza autonoma (autòs nomos, che si regola da sè) non dipendente
> da / non collegata a la natura.
> Credo Gianluca faccia riferimento alle cosiddette preleggi -
> disposizioni sulla legge in generale / disposizioni preliminari al
> codice civile -: all’art 12 danno per acquisito il potere di
> regolare i fatti umani ed affermano un principio a mio avviso
> corretto e semplice “” Nell'applicare la legge non si può ad essa
> attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato
> proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla
> intenzione del legislatore. “”
> Mia opinione: il dibattito sull’IA è su questo punto, in sostanza
> l'IA non seleziona le parole per il loro senso comune? Cioè la
> macchina fa quello che l'art 12 preleggi prescrive, meglio: indica
> come criterio interpretativo?
> Al centro sta il confronto uomo e macchina, riaprendo domande
> fondamentali, fra le quali la questione se siamo davvero non
> ripetibili, questione che un tempo vedeva la sede dell’umanità nel
> ““cuore”” ed ora la vede in “”mente / intelligenza”” le quali
> hanno origine da parola, linguaggio e quest’ultimo si basa su
> significati accettati dalla maggioranza. Ricordo l’opinione
> contraria di Guido e riconosco che la sua autorevolezza,
> giustamente riconosciuta, mi scuso se vi faccio perder tempo.
> Cordialmente.
> Duccio (Alessandro Marzocchi)
>
> Il giorno mar 7 mag 2024 alle ore 10:48
> <nexa-request(a)server-nexa.polito.it> ha scritto:
>
> Date: Tue, 7 May 2024 10:47:57 +0200
> From: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
> To: Gianluca Fasano <gianluca.fasano(a)cnr.it>
> ottimo articolo, grazie per la condivisione, consiglio a tutte
> [femminile
> sovraesteso] di prendersi una mezz'ora per leggerlo da cima a
> fondo - vi
> vedo che state facendo summarization :-))
> una piccola chiosa profana:
>
> > le associazioni di parole prodotte [dai language model]
> > implicano un significato per i destinatari, un significato
> fatto palese
> dal senso
> > comune delle parole, secondo il linguaggio naturale, che va
> a influire
> sulla libertà
> > di formazione del pensiero; implicano un significato che va
> a incidere
> sulla libertà
> > di raccogliere le informazioni, di informarsi, su quella che
> viene
> indicata come il
> > profilo passivo della libertà di informazione
>
> qui mi sembra che si assuma una posizione 'forte' (realistica) nei
> confronti del linguaggio, ma c'è chi ha sostenuto posizioni
> 'deboli'
> (nominalistiche) per le quali, per dirla con Roscellino, le
> parole sono
> solo 'emissioni della voce' (flatus vocis).
>
> domanda: fino a dove il legislatore può impegnarsi
> filosoficamente?
> e perché, anche abbracciando il realismo, non ci soddisfa il
> 'disclaimer'
> di OpenAI che recita (molto piccolo, ma vabbè):
> "ChatGPT può commettere errori. Ti consigliamo di verificare le
> informazioni importanti." ?
> grazie ancora e buona giornata
> G.
>
> On Mon, 6 May 2024 at 17:18, Gianluca Fasano
> <gianluca.fasano(a)cnr.it> wrote:
> > Buon pomeriggio,
> > colgo l'occasione degli ultimi scambi sui LLMs per
> segnalarvi un mio
> > articolo pubblicato su Dirittifondamentali.it [1], dal titolo:
> > *Le ‘informazioni sintetizzate’ generate dai large language
> models e le
> > esigenze di tutela del diritto all’informazione*: valori
> costituzionali e
> > nuove regole
> > Cordiali saluti.
> > Gianluca
> > [1]
> >
> http://dirittifondamentali.it/2024/02/06/le-informazioni-sintetizzate-gener…
>
May 8, 2024
Re: [nexa] Articolo sui LLMs - il punto di vista di un giurista
by alessandro marzocchi
Condivido l'opinione di Tommaso Frosini, che parla di mutazione
antropologica (cfr nota 39 dell'articolo Gianluca Fasano).
Bella questione, quella della cassetta degli attrezzi di Wittgenstein, una
volta si parlava di linguaggio artificiale per evidenziare la sua non
umanità, siamo al metalinguaggio? Inoltre, osservazione epistemologicamente
meno nobile, gli attrezzi che finora sono stati "bene comune" rischiano di
diventare proprietà privata ed ai noi neppure concedono le istruzioni per
l'uso.
A me ritorna in mente Marx e l'alienazione generata dalla macchina telaio.
Altra è l'ipotesi del digitale armonizzato con l'umano, ma per avviarla è
necessario che l'uomo "capisca" il digitale, a me pare e potrei sbagliare.
Un cervello artificiale rischia di generare una mente artificiale, magari
aiutato dalla persuasività - ammonisce Gianluca - che affascina noi umani,
spesso ed ingenuamente alla ricerca di chi ci diriga.
Cordialmente, Duccio (Alessandro Marzocchi)
Il giorno mar 7 mag 2024 alle ore 18:43 <nexa-request(a)server-nexa.polito.it>
ha scritto:
Message: 2
> Date: Tue, 7 May 2024 18:42:59 +0200
> From: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
> To: alessandro marzocchi <alemarzoc(a)gmail.com>
> Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Subject: Re: [nexa] Articolo sui LLMs - il punto di vista di un
> giurista
> Message-ID:
> <CAD3hHB52iop9xiWWOkYCAQ1wWi-NdW=_
> iaRRn4WJdr2tObQByQ(a)mail.gmail.com>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
>
> Wittgenstein ha notoriamente definito linguaggio come una 'cassetta degli
> attrezzi' con cui si possono fare 'giochi' che vanno dalle serissime
> denotazioni alle frivole 'boutade', in contesti diversi e con gli scopi più
> vari.
> mi rendo conto dei motivi per cui la legislazione attuale si attiene a una
> visione 'robusta' dell'esercizio della parola, però oggi abbiamo a che fare
> con 'intelligenze aliene' che parlano basandosi su presupposti del tutto
> inediti. la legge, comprensibilmente, fatica a inquadrarli.
> personalmente, condivido l'idea che l'umano che mette in esercizio un llm
> debba assumersi la responsabilità di quello che dice come se fosse egli
> stesso a parlare
> diversa (e tecnicamente insipiente) è l'idea che il modello linguistico
> debba inerentemente garantire veridicità, correttezza, eccetera. cosa
> possiamo accettare come *prova* di queste inerenti capacità? la
> certificazione del processo di costruzione? suvvia ..
> purtroppo mi sembra di ravvisare un orientamento di questo tipo nell'AI
> Act, ma potrei sbagliare, mi smentisca chi può :-)
> G.
>
>
> On Tue, 7 May 2024 at 14:51, alessandro marzocchi <alemarzoc(a)gmail.com>
> wrote:
>
> > A mio parere sono “”VERE”” entrambe le opinioni che operano su piani
> > differenti.
> > La parola non esiste in natura, è un flatus vocis umano.
> > Però … gli umani usano le parole per descrivere / indicare / interpretare
> > / raccontare la natura ed i “”fatti”” degli stessi umani. I problemi
> > cominciano quando lenta mente noi umani abbiamo cominciato a SOSTITUIRE
> LA
> > REALTA' con le nostre parole, dando alle stesse una forza che non hanno,
> > meglio: cominciando a dar loro forza crescente fino ad illuderci /
> > pretendere che abbiano forza autonoma (autòs nomos, che si regola da sè)
> > non dipendente da / non collegata a la natura.
> > Credo Gianluca faccia riferimento alle cosiddette preleggi - disposizioni
> > sulla legge in generale / disposizioni preliminari al codice civile -:
> > all’art 12 danno per acquisito il potere di regolare i fatti umani ed
> > affermano un principio a mio avviso corretto e semplice “” Nell'applicare
> > la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto
> palese
> > dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e
> > dalla intenzione del legislatore. “”
> > Mia opinione: il dibattito sull’IA è su questo punto, in sostanza l'IA
> non
> > seleziona le parole per il loro senso comune? Cioè la macchina fa quello
> > che l'art 12 preleggi prescrive, meglio: indica come criterio
> > interpretativo?
> > Al centro sta il confronto uomo e macchina, riaprendo domande
> > fondamentali, fra le quali la questione se siamo davvero non ripetibili,
> > questione che un tempo vedeva la sede dell’umanità nel ““cuore”” ed ora
> la
> > vede in “”mente / intelligenza”” le quali hanno origine da parola,
> > linguaggio e quest’ultimo si basa su significati accettati dalla
> > maggioranza. Ricordo l’opinione contraria di Guido e riconosco che la sua
> > autorevolezza, giustamente riconosciuta, mi scuso se vi faccio perder
> tempo.
> > Cordialmente.
> > Duccio (Alessandro Marzocchi)
> >
> > Il giorno mar 7 mag 2024 alle ore 10:48 <
> > nexa-request(a)server-nexa.polito.it> ha scritto:
> >
> > Date: Tue, 7 May 2024 10:47:57 +0200
> >> From: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
> >> To: Gianluca Fasano <gianluca.fasano(a)cnr.it>
> >> ottimo articolo, grazie per la condivisione, consiglio a tutte
> [femminile
> >> sovraesteso] di prendersi una mezz'ora per leggerlo da cima a fondo - vi
> >> vedo che state facendo summarization :-))
> >> una piccola chiosa profana:
> >>
> >> > le associazioni di parole prodotte [dai language model]
> >> > implicano un significato per i destinatari, un significato fatto
> palese
> >> dal senso
> >> > comune delle parole, secondo il linguaggio naturale, che va a influire
> >> sulla libertà
> >> > di formazione del pensiero; implicano un significato che va a incidere
> >> sulla libertà
> >> > di raccogliere le informazioni, di informarsi, su quella che viene
> >> indicata come il
> >> > profilo passivo della libertà di informazione
> >>
> >> qui mi sembra che si assuma una posizione 'forte' (realistica) nei
> >> confronti del linguaggio, ma c'è chi ha sostenuto posizioni 'deboli'
> >> (nominalistiche) per le quali, per dirla con Roscellino, le parole sono
> >> solo 'emissioni della voce' (flatus vocis).
> >>
> >> domanda: fino a dove il legislatore può impegnarsi filosoficamente?
> >> e perché, anche abbracciando il realismo, non ci soddisfa il
> 'disclaimer'
> >> di OpenAI che recita (molto piccolo, ma vabbè):
> >> "ChatGPT può commettere errori. Ti consigliamo di verificare le
> >> informazioni importanti." ?
> >> grazie ancora e buona giornata
> >> G.
> >>
> >> On Mon, 6 May 2024 at 17:18, Gianluca Fasano <gianluca.fasano(a)cnr.it>
> >> wrote:
> >> > Buon pomeriggio,
> >> > colgo l'occasione degli ultimi scambi sui LLMs per segnalarvi un mio
> >> > articolo pubblicato su Dirittifondamentali.it [1], dal titolo:
> >> > *Le ‘informazioni sintetizzate’ generate dai large language models e
> le
> >> > esigenze di tutela del diritto all’informazione*: valori
> costituzionali
> >> e
> >> > nuove regole
> >> > Cordiali saluti.
> >> > Gianluca
> >> > [1]
> >> >
> >>
> http://dirittifondamentali.it/2024/02/06/le-informazioni-sintetizzate-gener…
> >>
> >>
>
May 8, 2024
Re: [nexa] Articolo sui LLMs - il punto di vista di un giurista
by Guido Vetere
Wittgenstein ha notoriamente definito linguaggio come una 'cassetta degli
attrezzi' con cui si possono fare 'giochi' che vanno dalle serissime
denotazioni alle frivole 'boutade', in contesti diversi e con gli scopi più
vari.
mi rendo conto dei motivi per cui la legislazione attuale si attiene a una
visione 'robusta' dell'esercizio della parola, però oggi abbiamo a che fare
con 'intelligenze aliene' che parlano basandosi su presupposti del tutto
inediti. la legge, comprensibilmente, fatica a inquadrarli.
personalmente, condivido l'idea che l'umano che mette in esercizio un llm
debba assumersi la responsabilità di quello che dice come se fosse egli
stesso a parlare
diversa (e tecnicamente insipiente) è l'idea che il modello linguistico
debba inerentemente garantire veridicità, correttezza, eccetera. cosa
possiamo accettare come *prova* di queste inerenti capacità? la
certificazione del processo di costruzione? suvvia ..
purtroppo mi sembra di ravvisare un orientamento di questo tipo nell'AI
Act, ma potrei sbagliare, mi smentisca chi può :-)
G.
On Tue, 7 May 2024 at 14:51, alessandro marzocchi <alemarzoc(a)gmail.com>
wrote:
> A mio parere sono “”VERE”” entrambe le opinioni che operano su piani
> differenti.
> La parola non esiste in natura, è un flatus vocis umano.
> Però … gli umani usano le parole per descrivere / indicare / interpretare
> / raccontare la natura ed i “”fatti”” degli stessi umani. I problemi
> cominciano quando lenta mente noi umani abbiamo cominciato a SOSTITUIRE LA
> REALTA' con le nostre parole, dando alle stesse una forza che non hanno,
> meglio: cominciando a dar loro forza crescente fino ad illuderci /
> pretendere che abbiano forza autonoma (autòs nomos, che si regola da sè)
> non dipendente da / non collegata a la natura.
> Credo Gianluca faccia riferimento alle cosiddette preleggi - disposizioni
> sulla legge in generale / disposizioni preliminari al codice civile -:
> all’art 12 danno per acquisito il potere di regolare i fatti umani ed
> affermano un principio a mio avviso corretto e semplice “” Nell'applicare
> la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese
> dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e
> dalla intenzione del legislatore. “”
> Mia opinione: il dibattito sull’IA è su questo punto, in sostanza l'IA non
> seleziona le parole per il loro senso comune? Cioè la macchina fa quello
> che l'art 12 preleggi prescrive, meglio: indica come criterio
> interpretativo?
> Al centro sta il confronto uomo e macchina, riaprendo domande
> fondamentali, fra le quali la questione se siamo davvero non ripetibili,
> questione che un tempo vedeva la sede dell’umanità nel ““cuore”” ed ora la
> vede in “”mente / intelligenza”” le quali hanno origine da parola,
> linguaggio e quest’ultimo si basa su significati accettati dalla
> maggioranza. Ricordo l’opinione contraria di Guido e riconosco che la sua
> autorevolezza, giustamente riconosciuta, mi scuso se vi faccio perder tempo.
> Cordialmente.
> Duccio (Alessandro Marzocchi)
>
> Il giorno mar 7 mag 2024 alle ore 10:48 <
> nexa-request(a)server-nexa.polito.it> ha scritto:
>
> Date: Tue, 7 May 2024 10:47:57 +0200
>> From: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
>> To: Gianluca Fasano <gianluca.fasano(a)cnr.it>
>> ottimo articolo, grazie per la condivisione, consiglio a tutte [femminile
>> sovraesteso] di prendersi una mezz'ora per leggerlo da cima a fondo - vi
>> vedo che state facendo summarization :-))
>> una piccola chiosa profana:
>>
>> > le associazioni di parole prodotte [dai language model]
>> > implicano un significato per i destinatari, un significato fatto palese
>> dal senso
>> > comune delle parole, secondo il linguaggio naturale, che va a influire
>> sulla libertà
>> > di formazione del pensiero; implicano un significato che va a incidere
>> sulla libertà
>> > di raccogliere le informazioni, di informarsi, su quella che viene
>> indicata come il
>> > profilo passivo della libertà di informazione
>>
>> qui mi sembra che si assuma una posizione 'forte' (realistica) nei
>> confronti del linguaggio, ma c'è chi ha sostenuto posizioni 'deboli'
>> (nominalistiche) per le quali, per dirla con Roscellino, le parole sono
>> solo 'emissioni della voce' (flatus vocis).
>>
>> domanda: fino a dove il legislatore può impegnarsi filosoficamente?
>> e perché, anche abbracciando il realismo, non ci soddisfa il 'disclaimer'
>> di OpenAI che recita (molto piccolo, ma vabbè):
>> "ChatGPT può commettere errori. Ti consigliamo di verificare le
>> informazioni importanti." ?
>> grazie ancora e buona giornata
>> G.
>>
>> On Mon, 6 May 2024 at 17:18, Gianluca Fasano <gianluca.fasano(a)cnr.it>
>> wrote:
>> > Buon pomeriggio,
>> > colgo l'occasione degli ultimi scambi sui LLMs per segnalarvi un mio
>> > articolo pubblicato su Dirittifondamentali.it [1], dal titolo:
>> > *Le ‘informazioni sintetizzate’ generate dai large language models e le
>> > esigenze di tutela del diritto all’informazione*: valori costituzionali
>> e
>> > nuove regole
>> > Cordiali saluti.
>> > Gianluca
>> > [1]
>> >
>> http://dirittifondamentali.it/2024/02/06/le-informazioni-sintetizzate-gener…
>>
>>
May 7, 2024
Re: [nexa] Articolo sui LLMs - il punto di vista di un giurista
by alessandro marzocchi
A mio parere sono “”VERE”” entrambe le opinioni che operano su piani
differenti.
La parola non esiste in natura, è un flatus vocis umano.
Però … gli umani usano le parole per descrivere / indicare / interpretare /
raccontare la natura ed i “”fatti”” degli stessi umani. I problemi
cominciano quando lenta mente noi umani abbiamo cominciato a SOSTITUIRE LA
REALTA' con le nostre parole, dando alle stesse una forza che non hanno,
meglio: cominciando a dar loro forza crescente fino ad illuderci /
pretendere che abbiano forza autonoma (autòs nomos, che si regola da sè)
non dipendente da / non collegata a la natura.
Credo Gianluca faccia riferimento alle cosiddette preleggi - disposizioni
sulla legge in generale / disposizioni preliminari al codice civile -:
all’art 12 danno per acquisito il potere di regolare i fatti umani ed
affermano un principio a mio avviso corretto e semplice “” Nell'applicare
la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese
dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e
dalla intenzione del legislatore. “”
Mia opinione: il dibattito sull’IA è su questo punto, in sostanza l'IA non
seleziona le parole per il loro senso comune? Cioè la macchina fa quello
che l'art 12 preleggi prescrive, meglio: indica come criterio
interpretativo?
Al centro sta il confronto uomo e macchina, riaprendo domande fondamentali,
fra le quali la questione se siamo davvero non ripetibili, questione che un
tempo vedeva la sede dell’umanità nel ““cuore”” ed ora la vede in “”mente /
intelligenza”” le quali hanno origine da parola, linguaggio e quest’ultimo
si basa su significati accettati dalla maggioranza. Ricordo l’opinione
contraria di Guido e riconosco che la sua autorevolezza, giustamente
riconosciuta, mi scuso se vi faccio perder tempo.
Cordialmente.
Duccio (Alessandro Marzocchi)
Il giorno mar 7 mag 2024 alle ore 10:48 <nexa-request(a)server-nexa.polito.it>
ha scritto:
Date: Tue, 7 May 2024 10:47:57 +0200
> From: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
> To: Gianluca Fasano <gianluca.fasano(a)cnr.it>
> ottimo articolo, grazie per la condivisione, consiglio a tutte [femminile
> sovraesteso] di prendersi una mezz'ora per leggerlo da cima a fondo - vi
> vedo che state facendo summarization :-))
> una piccola chiosa profana:
>
> > le associazioni di parole prodotte [dai language model]
> > implicano un significato per i destinatari, un significato fatto palese
> dal senso
> > comune delle parole, secondo il linguaggio naturale, che va a influire
> sulla libertà
> > di formazione del pensiero; implicano un significato che va a incidere
> sulla libertà
> > di raccogliere le informazioni, di informarsi, su quella che viene
> indicata come il
> > profilo passivo della libertà di informazione
>
> qui mi sembra che si assuma una posizione 'forte' (realistica) nei
> confronti del linguaggio, ma c'è chi ha sostenuto posizioni 'deboli'
> (nominalistiche) per le quali, per dirla con Roscellino, le parole sono
> solo 'emissioni della voce' (flatus vocis).
>
> domanda: fino a dove il legislatore può impegnarsi filosoficamente?
> e perché, anche abbracciando il realismo, non ci soddisfa il 'disclaimer'
> di OpenAI che recita (molto piccolo, ma vabbè):
> "ChatGPT può commettere errori. Ti consigliamo di verificare le
> informazioni importanti." ?
> grazie ancora e buona giornata
> G.
>
> On Mon, 6 May 2024 at 17:18, Gianluca Fasano <gianluca.fasano(a)cnr.it>
> wrote:
> > Buon pomeriggio,
> > colgo l'occasione degli ultimi scambi sui LLMs per segnalarvi un mio
> > articolo pubblicato su Dirittifondamentali.it [1], dal titolo:
> > *Le ‘informazioni sintetizzate’ generate dai large language models e le
> > esigenze di tutela del diritto all’informazione*: valori costituzionali e
> > nuove regole
> > Cordiali saluti.
> > Gianluca
> > [1]
> >
> http://dirittifondamentali.it/2024/02/06/le-informazioni-sintetizzate-gener…
>
>
May 7, 2024
Re: [nexa] "The Breach of a Face Recognition Firm Reveals a Hidden Danger of Biometrics"
by 380°
380° <g380(a)biscuolo.net> writes:
[...]
>> Jordan Pearson
>> May 2, 2024 11:24 AM
>>
>> https://www.wired.com/story/outabox-facial-recognition-breach/
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> Outabox, an Australian firm that scanned faces for bars and clubs,
> suffered a breach that shows the problems with giving companies your
> biometric data.
[...]
> The incident highlights emerging privacy concerns as AI-powered facial
> recognition
[...]
> The incident has rankled privacy experts who have [long set off alarm
> bells] over the creep of facial recognition systems
[...]
> Floreani of Digital Rights Watch says that the incident illustrates
> the “significant negative consequences” that can arise from collecting
> sensitive biometric data. “We need bold privacy reform and strict
> limitations on facial recognition technology,”
[...]
> [the force announced that it]
> <https://www.police.nsw.gov.au/news/news?sq_content_src=%2BdXJsPWh0dHBzJTNBJ…>
L'insistenza del pezzo, a partire dal titolo, che questa notizia
riguardi il riconoscimento facciale e la biometria - per di più
combinata con l'AI, il nuovo /esperimento nucleare/ - e non _tutto_ il
sistema di raccolta e trattamento dei dati personali in generale,
combinato col fatto che il comunicato ufficiale della polizia /insinui/
letteralmente che si tratti di un problema di "cyber hygiene"
_personale_ e che /gli sprovveduti/ farebbero bene a usare "strong
password" e "two-factor authentication" fa puzzare questa operazione
mediatica di gaslighting (manipolazione psicologica) lontano un
chilometro.
L'uomo arrestato (pare) in connessione a questo "data breach" è accusato
di ricatto, anche se mancano clamorosamente dettagli su _quale_ sarebbe
stato il ricatto messo in atto: la pubblicazione del sito?
Quello che hanno fatto gli autori di https://haveibeenoutaboxed.com/ è
whistleblowing o blackmailing?!?
Intanto, dopo alcuni giorni dalla notizia *e* un arresto di mezzo, lo
OAIC (Office of the Australian Information Commissioner) non ha emesso
nessun comunicato in merito, chissà se stanno almeno indagando
https://www.oaic.gov.au/newsroom
...oppure tutta l'incazzatura e l'apparente gaslighting è pèrché "i
panni sporchi si devono lavare in casa" (e stesi in modo tale da non
rovinare il decoro della facciata)?!?
Saluti, 380°
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
May 7, 2024
Fair MusE: campagna di donazione di dati degli utenti di servizi streaming
by Giuseppe Mazziotti
Cari tutti,
Scrivo perché il progetto interdisciplinare (Horizon Europe) Fair MusE
<https://fairmuse.eu/> - che dirigo alla Catolica di Lisbona, con 10
partner in 9 Paesi europei - ha da poco lanciato una campagna di donazioni
di dati di utenti di servizi streaming:
https://portal.fairmuse.eu
Stiamo provando a capire - in modo del tutto indipendente - come gli
algoritmi di tre piattaforme (Apple Music, Spotify e YouTube) influenzano
le scelte musicali degli utenti.
Su altri fronti la nostra analisi si estende, da un punto di vista
economico, all'impatto dei modelli di business delle varie piattaforme; e
da un punto di vista di politica del diritto, al trattamento giuridico dei
vari portatori di interessi.
Vi sarei molto grato se poteste diffondere il nostro portale e il nostro
progetto all'interno delle comunità scientifiche (e non) di cui fate parte.
Grazie molte!
A presto,
Giuseppe
*Giuseppe Mazziotti*
Abreu Professor in Law and Innovation
Católica Global School of Law
Tel.: +351 217 214 170
Palma de Cima — 1649-023 Lisboa, Portugal
gmazziotti(a)ucp.pt <armandorocha(a)fd.lisboa.ucp.pt> |
www.catolicalaw.fd.lisboa.ucp.pt <http://www.fd.lisboa.ucp.pt/>
May 7, 2024
Re: [nexa] Articolo sui LLMs - il punto di vista di un giurista
by Guido Vetere
ottimo articolo, grazie per la condivisione, consiglio a tutte [femminile
sovraesteso] di prendersi una mezz'ora per leggerlo da cima a fondo - vi
vedo che state facendo summarization :-))
una piccola chiosa profana:
> le associazioni di parole prodotte [dai language model]
> implicano un significato per i destinatari, un significato fatto palese
dal senso
> comune delle parole, secondo il linguaggio naturale, che va a influire
sulla libertà
> di formazione del pensiero; implicano un significato che va a incidere
sulla libertà
> di raccogliere le informazioni, di informarsi, su quella che viene
indicata come il
> profilo passivo della libertà di informazione
qui mi sembra che si assuma una posizione 'forte' (realistica) nei
confronti del linguaggio, ma c'è chi ha sostenuto posizioni 'deboli'
(nominalistiche) per le quali, per dirla con Roscellino, le parole sono
solo 'emissioni della voce' (flatus vocis).
domanda: fino a dove il legislatore può impegnarsi filosoficamente?
e perché, anche abbracciando il realismo, non ci soddisfa il 'disclaimer'
di OpenAI che recita (molto piccolo, ma vabbè):
"ChatGPT può commettere errori. Ti consigliamo di verificare le
informazioni importanti." ?
grazie ancora e buona giornata
G.
On Mon, 6 May 2024 at 17:18, Gianluca Fasano <gianluca.fasano(a)cnr.it> wrote:
> Buon pomeriggio,
>
> colgo l'occasione degli ultimi scambi sui LLMs per segnalarvi un mio
> articolo pubblicato su Dirittifondamentali.it [1], dal titolo:
>
> *Le ‘informazioni sintetizzate’ generate dai large language models e le
> esigenze di tutela del diritto all’informazione*: valori costituzionali e
> nuove regole
>
> Cordiali saluti.
>
> Gianluca
>
> [1]
> http://dirittifondamentali.it/2024/02/06/le-informazioni-sintetizzate-gener…
>
>
> --
>
>
May 7, 2024
Re: [nexa] "The Breach of a Face Recognition Firm Reveals a Hidden Danger of Biometrics"
by 380°
380° <g380(a)biscuolo.net> writes:
[...]
> [the force announced that it]
> <https://www.police.nsw.gov.au/news/news?sq_content_src=%2BdXJsPWh0dHBzJTNBJ…>
«Cybercrime Squad detectives arrest man over alleged data breach under
Strike Force Division»
Thursday, 02 May 2024 05:15:53 PM
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
[…]
Cybercrime Squad detectives investigating an alleged data breach
threatening to share the personal details of over one million people
have arrested a man in Fairfield West.
Yesterday (Wednesday 1 May 2024), officers attached to State Crime
Command's Cybercrime Squad were alerted to a website which had
published the personal information of patrons who signed-in using
their drivers' licences at specific premises across NSW.
Cybercrime Squad detectives worked closely with Federal and State
agencies to contain the breach and commenced an investigation under
Strike Force Division.
Following extensive inquiries, about 4.20pm today (Thursday 2 May
2024), strike force detectives executed a search warrant in Fairfield
West.
At the address, police arrested a 46-year-old man. He will be taken to
Fairfield Police Station where he is expected to be charged with
blackmail.
Commander of the Cybercrime Squad, Detective Acting Superintendent
Gillian Lister, said this breach should act as a remind for people to
check their personal cyber security.
“Now is the optimal time to make sure your cyber hygiene is good; you
have strong passwords and are using two-factor authentication where
possible,” Det A/Supt Lister said.
“If you think your details may have been compromised, use extra
caution when reviewing emails or texts and never click on a suspicious
or unfamiliar link.
“Always make sure to report incidents of cybercrime through the
Australian Cyber Security Centre or Scamwatch.”
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
[...]
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
May 7, 2024
Re: [nexa] "The Breach of a Face Recognition Firm Reveals a Hidden Danger of Biometrics"
by 380°
380° <g380(a)biscuolo.net> writes:
> Buongiorno,
>
> "J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin(a)polito.it> writes:
>
>> *The Breach of a Face Recognition Firm Reveals a Hidden Danger of
>> Biometrics*
>>
>> /Outabox, an Australian firm that scanned faces for bars and clubs,
>> suffered a breach that shows the problems with giving companies your
>> biometric data./
>>
>> Jordan Pearson
>> May 2, 2024 11:24 AM
>>
>> https://www.wired.com/story/outabox-facial-recognition-breach/
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
[...]
> According to the Have I Been Outaboxed website, the data includes
> “facial recognition biometric, driver licence [sic] scan, signature,
> club membership data, address, birthday, phone number, club visit
> timestamps, slot machine usage.” It claims Outabox exported the
> “entire membership data” of [IGT], a supplier of gambling
> machines.
Vediamo cosa dicono direttamente dalla fonte:
«Who are Outabox»
https://haveibeenoutaboxed.com/outabox
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
In the fast-paced world of technology, companies often promise
innovation and efficiency. However, the recent revelations surrounding
Outabox, a software solutions provider, shed light on the darker side
of the industry. Outabox's reckless and deceitful business practices
have not only jeopardized their own reputation but also endangered the
security and privacy of consumers' sensitive data.
[...] Outabox contracted an offshore team of developers from the
Philippines to build their software systems. While this outsourcing
strategy is common in the industry, what followed was far from standard
practice. The developers were granted unrestricted access to the
back-end systems of gaming venues, including access to raw data
containing facial recognition biometrics, driver's license scans, club
membership details, and more. The developers were directed to back up
all the data off site, possibly against the knowledge of the operating
venue. Shockingly, Outabox provided little to no oversight, allowing
these developers free rein over sensitive consumer information.
What makes Outabox's behavior even more egregious is their abrupt
decision to sever ties with the offshore team without fulfilling their
contractual obligations. Despite the developers' year and a half of
work, Outabox callously refused to compensate them, leaving a trail of
unpaid invoices and shattered trust in their wake.
Outabox has set up a new team in Vietnam and possibly following the
same questionable practices.
[…]
What data was collected?
────────────────────────
If you visted venue using these devices from Outabox, your visit was
logged and your facial scan was saved.
If you had your drivers licence scanned, the scan was saved.
If you signed in, your signature was saved.
Outabox had special access to IGT gaming databases and exported the
entire membership data. This included members addresses, birthdays,
phone numbers and slot machine usage. In total, over 500GB of data was
shared.
Share this page to warn others.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
sempre dallo stesso sito:
https://haveibeenoutaboxed.com/press
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Outabox shared a press release on their website and made some untrue
statements to the media. Below are the truths regarding Outabox's data
management practices and potential breaches.
Unauthorized Access vs. Authorized Access
─────────────────────────────────────────
Outabox claimed in their press release that there was potential
unauthorized access by a third party, however, access to the data was
authorized by senior executives from Outabox who gave clear
instruction to the developers in the Philippines to schedule regular
backup onto external clouds. Hence, access was fully authorized.
Data Security Procedures
─────────────────────────
Outabox's data security procedures are severely lacking. Outabox
stored sensitive information like passwords in an unsecured
spreadsheet, which was accessible by all employees and contractors, is
a clear example of this. Additionally, exporting entire club
membership databases, including slot machine data, without proper
consent or knowledge of the clubs, is a serious breach of trust and
potentially regulatory compliance. This is how Outabox handled each
venue's sensitive data. […]
Remote Access
─────────────
In the event that remote support is needed by the club, in an ideal
secure club, a dedicated remote session is set up and closely
monitored. Every keystroke and mouse movement is closely watched and
recorded. Outabox has a shortcut to bypass that scrutiny by installing
remote desktop software on the venue's server. Outabox's shortcut to
bypass secure remote access procedures is extremely risky. This gives
them unrestricted access to sensitive data, compromising the security
and privacy of the clubs' information. Even though the developers in
the Philippines no longer have access to the remote desktops, it can't
be ruled out that the developers in Vietnam still have access.
Cloud Backup
────────────
Outabox was regularly backing up club membership data, including slot
machine data, onto the cloud possibly without the clubs' knowledge or
consent, this raises serious concerns about data privacy and
compliance with regulations regarding the handling of sensitive
information. We have evidence that the scheduled backups are still
continuing.
Supplier Permissions
────────────────────────
While access to the membership data may have been granted by
International Gaming Technology (IGT), it's unclear if the clubs were
fully aware of the extent of the data being accessed and backed up by
Outabox. This lack of transparency further undermines trust between
Outabox and the clubs. Overall, the practices outlined suggest
significant negligence and disregard for proper data management and
security protocols by Outabox. Yet, they are not accepting blame. They
want to blame the people they cheated. We are exposing them on their
poor lack of security and data protection protocol!
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
[...]
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
May 7, 2024
Re: [nexa] "The Breach of a Face Recognition Firm Reveals a Hidden Danger of Biometrics"
by 380°
Buongiorno,
"J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin(a)polito.it> writes:
> *The Breach of a Face Recognition Firm Reveals a Hidden Danger of
> Biometrics*
>
> /Outabox, an Australian firm that scanned faces for bars and clubs,
> suffered a breach that shows the problems with giving companies your
> biometric data./
>
> Jordan Pearson
> May 2, 2024 11:24 AM
>
> https://www.wired.com/story/outabox-facial-recognition-breach/
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Outabox, an Australian firm that scanned faces for bars and clubs,
suffered a breach that shows the problems with giving companies your
biometric data.
Police and federal agencies are responding to a massive breach of
personal data linked to a facial recognition scheme that was
implemented in bars and clubs across Australia. The incident
highlights emerging privacy concerns as AI-powered facial recognition
becomes more widely used everywhere from shopping malls to sporting
events.
The affected company is Australia-based Outabox, which also has
offices in the United States and the Philippines. In response to the
Covid-19 pandemic, Outabox [debuted a facial recognition kiosk] that
scans visitors and checks their temperature. The kiosks can also be
used to identify problem gamblers who enrolled in a self-exclusion
initiative. This week, a website called “Have I Been Outaboxed”
emerged, claiming to be set up by former Outabox developers in the
Philippines. The website asks visitors to enter their name to check
whether their information had been included in a database of Outabox
data, which the site alleges had lax internal controls and was shared
in an unsecured spreadsheet. It claims to have more than 1 million
records.
The incident has rankled privacy experts who have [long set off alarm
bells] over the creep of facial recognition systems in public spaces
such as clubs and casinos.
“Sadly, this is a horrible example of what can happen as a result of
implementing privacy-invasive facial recognition systems,” Samantha
Floreani, head of policy for Australia-based privacy and security
nonprofit Digital Rights Watch, tells WIRED. “When privacy advocates
warn of the risks associated with surveillance-based systems like
this, data breaches are one of them.”
According to the Have I Been Outaboxed website, the data includes
“facial recognition biometric, driver licence [sic] scan, signature,
club membership data, address, birthday, phone number, club visit
timestamps, slot machine usage.” It claims Outabox exported the
“entire membership data” of [IGT], a supplier of gambling
machines. IGT vice president of global communications Phil
O'Shaughnessy tells WIRED that “the data affected by this incident has
not been obtained from IGT,” and that the firm would work with Outabox
and law enforcement.
[...] "Outabox is aware and responding to a cyber incident potentially
involving some personal information,” an Outabox spokesperson tells
WIRED. “We have been in communication with a group of our clients to
inform them and outline our strategy to respond. Due to the ongoing
Australian police investigation, we are not able to provide further
information at this time.”
The New South Wales police force confirmed to WIRED that it was
investigating a data breach on Wednesday, but a spokesperson declined
to share further details. On Thursday, [the force announced that it],
working alongside federal and state agencies, had arrested an unnamed
46-year-old man in a Sydney suburb. He is expected to be charged with
blackmail.
Clubs that used Outabox's technology posted announcements about the
incident and notified clients this week. One person who [posted a
breach notification] from a club they visited recounted their
experience with the facial recognition system. “My fondest memory of
this system is visiting a club and having it confidently match my face
to a member that was clearly 20+ years older than me, and looked
nothing like me,” [they wrote in a post on X]. The club did not
respond to a request for comment.
[...] “We are aware of a malicious website carrying a number of false
statements designed to harm our business and defame our senior staff,”
the Outabox spokesperson says. “We believe this is linked and urge
people not to repeat false and reputationally damaging misinformation.”
Outabox declined to specify which statements are false, citing the
police investigation.
It's unclear how much of the story told on the website is true, or
whether the perpetrators even have the claimed biometric
data. Australian cybersecurity expert Troy Hunt, founder of the breach
notification website [Have I Been Pwned], tells WIRED that there is
little reason to doubt it at this time.
“I haven't seen any reason not to take this at face value, which means
they have exactly what they say they have,” he says. [In posts on X],
Hunt speculated that the website's posting may have been preceded by
demands that were not met, and that the perpetrators' actions now
“clearly land” in the realm of criminality.
“Offshoring is a messy discussion between the legalities of data
sovereignty, perceived shortcomings of foreign labor, and frankly, a
big dose of xenophobia,” Hunt says. “It's not like Aussie developers
doing exactly the same thing would have made this OK.”
Floreani of Digital Rights Watch says that the incident illustrates
the “significant negative consequences” that can arise from collecting
sensitive biometric data. “We need bold privacy reform and strict
limitations on facial recognition technology,” she says. “As always,
surveillance isn't safety.”
[Jordan Pearson] </author/jordan-pearson/>
[debuted a facial recognition kiosk]
<https://www.outabox.io/products/triagementrymgmt/index.html>
[long set off alarm bells]
<https://www.vice.com/en/article/dy75px/facial-recognition-will-be-used-to-s…>
[IGT] <https://www.igt.com/>
[the force announced that it]
<https://www.police.nsw.gov.au/news/news?sq_content_src=%2BdXJsPWh0dHBzJTNBJ…>
[posted a breach notification]
<https://x.com/athompson10/status/1785649167114862786>
[they wrote in a post on X]
<https://x.com/athompson10/status/1785647123687682373>
[including in the Philippines]
<https://www.washingtonpost.com/world/2023/08/28/scale-ai-remotasks-philippi…>
[according to online records]
<https://whois.domaintools.com/haveibeenoutaboxed.com>
[Have I Been Pwned] <https://haveibeenpwned.com/>
[In posts on X] <https://x.com/troyhunt/status/1785784980209377758>
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
May 7, 2024