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Re: [nexa] Premialità e valorizzazione di best-practices nostrane: mastodon in un Liceo del veronese
by Paolo Del Romano
Ho dato uno sguardo al loro sito e in effetti vedo alcuni docenti che fanno
parte del Team per l'Innovazione Digitale (Davide Giachi, Fabio Rigoni) e
alcuni studenti che hanno dato vita al progetto mastodon che risulta
descritto qui:
https://www.galileivr.edu.it/it/scuola/notizie-galilei/4650-galiverso-apre-…
<https://www.galileivr.edu.it/it/scuola/notizie-galilei/4650-galiverso-apre-…>
Non ho capito se l'amministratore dell'istanza mastodon (un certo Carlo)
è uno studente oppure un docente o un soggetto esterno.
Quello che però non mi è piaciuto è che nelle pagine web istituzionali
della scuola si parla di tanti progetti ma non si menziona questo che
sicuramente ha un valore non solo simbolico di innovazione e di apertura ai
progetti opensource degno di menzione!
https://www.galileivr.edu.it/it/galilei-web
https://www.galileivr.edu.it/it/scuola/la-nostra-storia/4308-storia-del-sit…
<https://www.galileivr.edu.it/it/scuola/la-nostra-storia/4308-storia-del-sit…>
Questo mi ricorda tanto quello che accadde 25 anni fa nella mia scuola dove
qualche docente, un preside illuminato e un ex-studente riuscirono a
portare quel mondo allora poco conosciuto che chiamavamo "internet" in
tutti i laboratori e le aule della scuola con workstation linux.
Fu un esperimento sicuramente positivo perchè si contribuì a diffondere la
cultura del software libero insieme a quella della neonata "rete" e tanti
alunni di allora ebbero la possibilità, dopo il diploma, di lavorare nel
campo informatico o di continuare gli studi universitari con una buona
apertura mentale.
Però rimase una cosa per pochi e soprattutto c'è l'amarezza di non essere
riusciti a far capire a molti colleghi docenti la straordinarietà di quello
che stava accadendo. Infatti poi accadde che quando il Dirigente
Scolastico se ne andò, gran parte di quel lavoro è stato perso, dimenticato
e la cosa più grave non è stata data l'opportunità agli studenti che sono
arrivati dopo, di continuare a beneficiare di quelle formidabili esperienze
che l'istituto aveva vissuto e offerto alla comunità scolastica.
Speriamo che il Galilei di Verona riesca a fare meglio ma credo che fino a
quando non avremo qualche burocrate illuminato ai vertici del MIUR (oggi
solo MIM) non si faranno passi importanti su questo fronte.
Saluti
Paolo
Il giorno mer 8 mag 2024 alle ore 17:40 Damiano Verzulli <
damiano(a)verzulli.it> ha scritto:
> Oggi pomeriggio mi hanno segnalato che il Liceo Statale Galileo Galilei
> di Verona ha attivato una istanza "mastodon" sulla quale sono attive 141
> utenze.
>
> https://mastodon.galileivr.org/about
>
> Per capirci: il servizio di cui parlo (mastodon) è lo stesso che EDPS ha
> sperimentato per due anni (con un numero di account sensibilmente
> inferiore) e che --come discusso qualche giorno fa [1]-- ha deciso di
> chiudere. Dunque, un liceo vince... laddove una alta istituzione
> europea... perde.
>
> Dietro l'istanza del Galileo Galilei pare ci siano due docenti i quali
> --se ho capito bene-- hanno approfittato di un qualche finanziamento per
> allestire quello che serve e... portarlo a regime.
>
> Non ho altri dettagli. Ma ho notato che il servizio è su un server
> virtuale di Aruba (uno di quelli che costano una manciata di euro al
> mese)..
>
> La domanda è: cosa è possibile fare affinchè tale iniziativa venga
> valorizzata? Cosa è possibile fare per portare quel 141 a 200... o anche
> piu'... ad esempio a tutti gli studenti della scuola ? Cosa è possibile
> fare affinché i due docenti che ci stanno dietro... non rischino di
> vedere il proprio operato come "un peso" ma, piuttosto, possano trovare
> giovamento da quello che hanno fatto?
>
> Idee, suggerimenti e commenti (e critiche) sono bene accette :-)
>
> Saluti,
> DV
>
> [1] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2024-April/052525.html
>
> --
> Damiano Verzulli
> e-mail: damiano(a)verzulli.it
> ---
> possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
> ---
> "...I realized that free software would not generate the kind of
> income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
> to get a well paying job as a free software developer, but not
> here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
> http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
>
>
--
Paolo Del Romano
delromano(a)gmail.com
May 8, 2024
Re: [nexa] Leibniz e il calcolatore binario (was Re: sul linguaggio...))
by 380°
Buonasera Daniela,
...e il naufragar m'è dolce in questo mare :-)
Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it> writes:
> grazie molte di aver condiviso la spiegazione.
grazie a te
> Ne approfitto per ricordare uno straordinario testo di Leibniz del 15 marzo 1769, De Progressione Dyadica
> (Massimo Mugnai lo ha citato sabato scorso, nel corso di una sua relazione su "Pensare è calcolare", alla Scuola Normale)
[...]
> Qui si trova la scansione del manoscritto e una traduzione in francese:
> https://archive.org/details/69LeibnizDiadica
fantastica citazione, non conoscevo quel primo manoscritto
effettivamente l'/archeologia/, sì sì, archeologia, dei numeri binari è
estremamente affascinante visto che pare che almeno l'aritmetica
binaria, se non la notazione, fosse in uso almeno dal 1650 BC in Egitto
e nono secolo BC nel "I Ching" (Book of Changes) in Cina, ma anche in
India, Australia, Polinesia, Africa... fino a Leibniz (e oltre?) i
numeri e tutta la matematica binaria sono stati strumenti
di... /divinazione/ (o meglio teologia).
Poi arriva Boole con la sua algebra e poco dopo Shannon usa i relay e
gli interruttori per implementare l'algebra booleana e... booom!
https://en.wikipedia.org/wiki/Binary_number#History
In merito all'informatica e all'AI scopro anche che:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
In the late 13th century Ramon Llull had the ambition to account for all
wisdom in every branch of human knowledge of the time. For that purpose
he developed a general method or "Ars generalis" based on binary
combinations of a number of simple basic principles or categories, for
which he has been considered a predecessor of computing science and
artificial intelligence.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
...e poi dicono che il medioevo è stata un'"epoca buia" :-D
Poi quando ho letto questo il mio alter ego stava per cadere dalla
sedia:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Slit drums with binary tones are used to encode messages across Africa
and Asia. [7]
[7] Jonathan Shectman (2003). Groundbreaking Scientific Experiments,
Inventions, and Discoveries of the 18th Century. Greenwood
Publishing. p. 29. ISBN 978-0-313-32015-6.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Anvedi 'sti "indigeni" oh: messaggi binari trasmessi col suono nel 18mo
secolo? Devo trovare quel passo del libro!!!
[...]
Saluti, 380°
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
May 8, 2024
Premialità e valorizzazione di best-practices nostrane: mastodon in un Liceo del veronese
by Damiano Verzulli
Oggi pomeriggio mi hanno segnalato che il Liceo Statale Galileo Galilei
di Verona ha attivato una istanza "mastodon" sulla quale sono attive 141
utenze.
https://mastodon.galileivr.org/about
Per capirci: il servizio di cui parlo (mastodon) è lo stesso che EDPS ha
sperimentato per due anni (con un numero di account sensibilmente
inferiore) e che --come discusso qualche giorno fa [1]-- ha deciso di
chiudere. Dunque, un liceo vince... laddove una alta istituzione
europea... perde.
Dietro l'istanza del Galileo Galilei pare ci siano due docenti i quali
--se ho capito bene-- hanno approfittato di un qualche finanziamento per
allestire quello che serve e... portarlo a regime.
Non ho altri dettagli. Ma ho notato che il servizio è su un server
virtuale di Aruba (uno di quelli che costano una manciata di euro al mese)..
La domanda è: cosa è possibile fare affinchè tale iniziativa venga
valorizzata? Cosa è possibile fare per portare quel 141 a 200... o anche
piu'... ad esempio a tutti gli studenti della scuola ? Cosa è possibile
fare affinché i due docenti che ci stanno dietro... non rischino di
vedere il proprio operato come "un peso" ma, piuttosto, possano trovare
giovamento da quello che hanno fatto?
Idee, suggerimenti e commenti (e critiche) sono bene accette :-)
Saluti,
DV
[1] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2024-April/052525.html
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano(a)verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
May 8, 2024
Re: [nexa] Leibniz e il calcolatore binario (was Re: sul linguaggio (was Re: Articolo sui LLMs...))
by Daniela Tafani
15 marzo 1679, scusate l'errore di battitura
________________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it>
Inviato: mercoledì 8 maggio 2024 16:40
A: 380°; nexa(a)server-nexa.polito.it
Cc: alessandro marzocchi
Oggetto: [nexa] Leibniz e il calcolatore binario (was Re: sul linguaggio (was Re: Articolo sui LLMs...))
Caro 380°,
grazie molte di aver condiviso la spiegazione.
Ne approfitto per ricordare uno straordinario testo di Leibniz del 15 marzo 1769, De Progressione Dyadica
(Massimo Mugnai lo ha citato sabato scorso, nel corso di una sua relazione su "Pensare è calcolare", alla Scuola Normale)
Huiusmodi calculus fieri posset per machinam. Hoc modo potest sane facillime et sine
punctis; sit si pyxis perforata ita ut foramina aperiri et claudi possint, aperta in locis
respondentibus ipsis 1 clausa manens in locis respondentibus ipsis 0. Per loca aperta
deponat cubulos vel orbiculos in crenas per alios nihil, et ita promota et de columnis in
columnas transportata, ut multiplicatio postulat crenae repraesentent columnas nec
possit orbiculum ex una crena in aliam ire nisi postea mota machinula ubi globuli effluent
omnes in sequentem crenam, demto semper uno qui in foramine manet. Si quidem per
portam transire vult solum nam res ita institui potest, ut dum semper simul effluant
necessario, alioqui non effluent
Qui si trova la scansione del manoscritto e una traduzione in francese:
https://archive.org/details/69LeibnizDiadica
Ce type de calcul pourrait également être réalisé avec une machine (sans roues),
de la manière suivante certainement très facilement et sans effort. Avec une
boîte munie de trous, qui peuvent être ouverts et fermés. Ils sont ouverts ou
fermés aux places qui correspondent avec une petite roue à 2 dents.
Les trous sont ouverts à l'endroit qui correspond à 1 et restent fermés à l'endroit
qui correspond à 0. Par les trous ouverts, tomberont des petits cubes ou des
billes dans des rigoles, et rien au travers des trous fermés. La boite est décalée
de colonne en colonne, comme la multiplication l'exige.
Les rigoles représentent les colonnes, et aucune bille ne devrait pouvoir sortir
d'une rigole vers l'autre, à moins d’un mouvement de la machine.
Un saluto,
Daniela
________________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di 380° via nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Inviato: mercoledì 8 maggio 2024 16:03
A: alessandro marzocchi
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] sul linguaggio (was Re: Articolo sui LLMs...)
Buongiorno,
abbiamo avuto un breve scambio privato con Alessandro nel quale mi ha
chiesto un chiarimento in merito al "linguaggio macchina"
Alessandro mi permetto di rispondere (a quello che può essere reso
pubblico, ovviamente) qui in lista perché credo che questi concetti non
facciano ancora parte della cultura generale, mi perdonino gli eruditi
in lista!
io ho scritto:
>> [...] la cosa è molto tecnica e un po' complessa (ma non
>> complicata) ma c'è una differenza _costitutiva_ tra il cosìddetto
>> "linguaggio macchina" - l'unico che comprendono i calcolatori, quello
>> "binario" - e i "linguaggi di programmazione" progettati e usati da gli
>> umani per scrivere il software "sorgente" che poi viene trasformato in
>> "binario"
>>
>> anche linguisticamente parlando questa differenza deve essere compresa
>> in tutti i suoi risvolti, altrimenti facciamo fatica a capirci
> Non è per niente semplice capire i millemila tecnicismi, nella mia
> ignoranza vorrei capire le differenze fra "linguaggio macchina" - "binario"
> - "linguaggi di programmazione" - "sorgente".
> Intuisco quello che scrivi, ma c'è un bel salto fra intuire e capire,
> intanto domando: "linguaggio macchina" - "binario", sono sinonimi, ho
> capito bene oppure no?
sì, hai capito bene :-)
come saprai la CPU può "riconoscere" solo 0 e 1 perché i circuiti
elettronici possono distinguere solo tra "passa corrente" o "non passa
corrente" e (re)agire di conseguenza
i comandi (e i dati) in notazione binaria sono una sequenza di uni e
zeri e vengono spesso rappresentati in notazione esadecimale (numeri a
base 16 invece che 2)... perché viene comodo.
il linguaggio macchina è una piccola sequenza di comandi e parametri
espressa in formato binario o esadecimale che viene eseguita dal
processore; i comandi che un processore piò eseguire sono molto
semplici, tipo somma, dividi, confronta, memorizza (ma lo fa a velocità
stratosferiche). Un programma binario è una enorme sequenza di codici
binari (codici e dati a quel punto sono praticamente indistinguibili).
tutto quello che "succede" dentro un computer, compresa l'interazione
con l'ambiente esterno attraverso i cosiddetti i dispositivi di
input/output come tastiera/mouse, monitor, ecc. dipende solo ed
esclusivamente da quel numero enorme di piccole sequenze di comandi e
parametri espressi in linguaggio macchina. Come corollario, data
l'enorme complessità del sistema, è praticamente impossibile verificare
cosa succede /dentro/ la macchina anche si ha accesso a tutto il suo
codice in linguaggio macchina; in altre parole, a quel punto (binario)
la macchina è una "black box".
tornando al linguaggio, ne esiste uno di programmazione a basso livello,
l'assebly, in cui i codici operativi (numerici binari) e i parametri
sono sostituiti da istruzioni mnemoniche per rendere più semplice ai
programmatori (umani) sviluppare e fare debugging di programmi che
funzionano _direttamente_ senza bisogno di essere "tradotti" se non con
una banale tabella di conversione nel corrispondente codice binario.
L'assembly quindi è un linguaggio di programmazione a "basso livello",
livello che sale man mano che i linguaggi diventano /simbolici/, come
Fortran, C, Python fino al Lisp.
a causa della complessità della programmazione in assembly, tale
linguaggio viene usato solo ed esclusivamente per pochissimi programmi
per i quali è indispensabile accedere direttamente alla CPU o ad altro
hardware.
per approfondimenti sul linguaggio macchina puoi partire da qui:
https://it.wikipedia.org/wiki/Linguaggio_macchina
la prima e _fondamentale_ conseguenza di tutto ciò espresso sopra è che
tutti programmi scritti in linguaggi di programmazione (assembly a parte
per i motivi detti prima) _devono_ essere "tradotti" in linguaggio
macchina e la traduzione è effettuata per mezzo di altri... /programmi/,
che a loro volta sono stati scritti in un linguaggio di programmazione e
"tradotti" da alti... /programmi/; e così via fino al primo programma
che è stato scritto direttamente in assembly (da un essere _umano_).
tutto quello che "succede" dentro un calcolatore è _determinato_ da
questo lunga /catena/ (supply chain) di "traduzione" da linguaggi di
programmazione ad alto livello a linguaggio macchina, processo che viene
chiamato "bootstrappable builds" [1].
[...]
> quel che ho capito è che la macchina intende soltanto 0 / 1, tutto il
> problema ma proprio tutto nasce da qui,
sì, nasce tutto, ma proprio tutto da qui :-)
> come tradurre umano in zerounese e viceversa.
solo una piccolissima parte "dell'umano" può essere espressa in un
linguaggio di programmazione, anche il più completo dei linguaggi di
programmazione, il Lisp, è estremamente limitato nelle sue capacità di
"esprimere l'umano" (o meglio, è molto ma molto ma molto complesso
raggiungere un simile livello di espressività [2]).
le sole cose che si possono esprimere per essere eseguite da un
calcolatore sono quelle possibili coi linguaggi di programmazione ad
alto livello (o anche in assembly, ma in /rare/ occasioni)
il "viceversa" invece è _lettarelmente_ impossibile: non esiste un modo
per tradurre lo zerounese in umano, cioè nel linguaggio di
programmazione ad alto livello usato per generare lo zerounese
capisci perché, /linguisticamente/ parlando, è importante partire da
queste basi per sviluppare tutto il resto del dibattito?
[...]
spero di non essere stato troppo tecnico ma nemmeno troppo all'acqua di
rose :-)
un caro saluto, 380°
[1] https://bootstrappable.org/
[2] la ricerca iniziale sull'Intelligenza Artificiale si è spesa molto
sulla possibilità di sviluppare Intelligenza Artificiale per mezzo di
rappresentazioni simboliche di alto livello
https://en.wikipedia.org/wiki/Symbolic_artificial_intelligence
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
May 8, 2024
Leibniz e il calcolatore binario (was Re: sul linguaggio (was Re: Articolo sui LLMs...))
by Daniela Tafani
Caro 380°,
grazie molte di aver condiviso la spiegazione.
Ne approfitto per ricordare uno straordinario testo di Leibniz del 15 marzo 1769, De Progressione Dyadica
(Massimo Mugnai lo ha citato sabato scorso, nel corso di una sua relazione su "Pensare è calcolare", alla Scuola Normale)
Huiusmodi calculus fieri posset per machinam. Hoc modo potest sane facillime et sine
punctis; sit si pyxis perforata ita ut foramina aperiri et claudi possint, aperta in locis
respondentibus ipsis 1 clausa manens in locis respondentibus ipsis 0. Per loca aperta
deponat cubulos vel orbiculos in crenas per alios nihil, et ita promota et de columnis in
columnas transportata, ut multiplicatio postulat crenae repraesentent columnas nec
possit orbiculum ex una crena in aliam ire nisi postea mota machinula ubi globuli effluent
omnes in sequentem crenam, demto semper uno qui in foramine manet. Si quidem per
portam transire vult solum nam res ita institui potest, ut dum semper simul effluant
necessario, alioqui non effluent
Qui si trova la scansione del manoscritto e una traduzione in francese:
https://archive.org/details/69LeibnizDiadica
Ce type de calcul pourrait également être réalisé avec une machine (sans roues),
de la manière suivante certainement très facilement et sans effort. Avec une
boîte munie de trous, qui peuvent être ouverts et fermés. Ils sont ouverts ou
fermés aux places qui correspondent avec une petite roue à 2 dents.
Les trous sont ouverts à l'endroit qui correspond à 1 et restent fermés à l'endroit
qui correspond à 0. Par les trous ouverts, tomberont des petits cubes ou des
billes dans des rigoles, et rien au travers des trous fermés. La boite est décalée
de colonne en colonne, comme la multiplication l'exige.
Les rigoles représentent les colonnes, et aucune bille ne devrait pouvoir sortir
d'une rigole vers l'autre, à moins d’un mouvement de la machine.
Un saluto,
Daniela
________________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di 380° via nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Inviato: mercoledì 8 maggio 2024 16:03
A: alessandro marzocchi
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] sul linguaggio (was Re: Articolo sui LLMs...)
Buongiorno,
abbiamo avuto un breve scambio privato con Alessandro nel quale mi ha
chiesto un chiarimento in merito al "linguaggio macchina"
Alessandro mi permetto di rispondere (a quello che può essere reso
pubblico, ovviamente) qui in lista perché credo che questi concetti non
facciano ancora parte della cultura generale, mi perdonino gli eruditi
in lista!
io ho scritto:
>> [...] la cosa è molto tecnica e un po' complessa (ma non
>> complicata) ma c'è una differenza _costitutiva_ tra il cosìddetto
>> "linguaggio macchina" - l'unico che comprendono i calcolatori, quello
>> "binario" - e i "linguaggi di programmazione" progettati e usati da gli
>> umani per scrivere il software "sorgente" che poi viene trasformato in
>> "binario"
>>
>> anche linguisticamente parlando questa differenza deve essere compresa
>> in tutti i suoi risvolti, altrimenti facciamo fatica a capirci
> Non è per niente semplice capire i millemila tecnicismi, nella mia
> ignoranza vorrei capire le differenze fra "linguaggio macchina" - "binario"
> - "linguaggi di programmazione" - "sorgente".
> Intuisco quello che scrivi, ma c'è un bel salto fra intuire e capire,
> intanto domando: "linguaggio macchina" - "binario", sono sinonimi, ho
> capito bene oppure no?
sì, hai capito bene :-)
come saprai la CPU può "riconoscere" solo 0 e 1 perché i circuiti
elettronici possono distinguere solo tra "passa corrente" o "non passa
corrente" e (re)agire di conseguenza
i comandi (e i dati) in notazione binaria sono una sequenza di uni e
zeri e vengono spesso rappresentati in notazione esadecimale (numeri a
base 16 invece che 2)... perché viene comodo.
il linguaggio macchina è una piccola sequenza di comandi e parametri
espressa in formato binario o esadecimale che viene eseguita dal
processore; i comandi che un processore piò eseguire sono molto
semplici, tipo somma, dividi, confronta, memorizza (ma lo fa a velocità
stratosferiche). Un programma binario è una enorme sequenza di codici
binari (codici e dati a quel punto sono praticamente indistinguibili).
tutto quello che "succede" dentro un computer, compresa l'interazione
con l'ambiente esterno attraverso i cosiddetti i dispositivi di
input/output come tastiera/mouse, monitor, ecc. dipende solo ed
esclusivamente da quel numero enorme di piccole sequenze di comandi e
parametri espressi in linguaggio macchina. Come corollario, data
l'enorme complessità del sistema, è praticamente impossibile verificare
cosa succede /dentro/ la macchina anche si ha accesso a tutto il suo
codice in linguaggio macchina; in altre parole, a quel punto (binario)
la macchina è una "black box".
tornando al linguaggio, ne esiste uno di programmazione a basso livello,
l'assebly, in cui i codici operativi (numerici binari) e i parametri
sono sostituiti da istruzioni mnemoniche per rendere più semplice ai
programmatori (umani) sviluppare e fare debugging di programmi che
funzionano _direttamente_ senza bisogno di essere "tradotti" se non con
una banale tabella di conversione nel corrispondente codice binario.
L'assembly quindi è un linguaggio di programmazione a "basso livello",
livello che sale man mano che i linguaggi diventano /simbolici/, come
Fortran, C, Python fino al Lisp.
a causa della complessità della programmazione in assembly, tale
linguaggio viene usato solo ed esclusivamente per pochissimi programmi
per i quali è indispensabile accedere direttamente alla CPU o ad altro
hardware.
per approfondimenti sul linguaggio macchina puoi partire da qui:
https://it.wikipedia.org/wiki/Linguaggio_macchina
la prima e _fondamentale_ conseguenza di tutto ciò espresso sopra è che
tutti programmi scritti in linguaggi di programmazione (assembly a parte
per i motivi detti prima) _devono_ essere "tradotti" in linguaggio
macchina e la traduzione è effettuata per mezzo di altri... /programmi/,
che a loro volta sono stati scritti in un linguaggio di programmazione e
"tradotti" da alti... /programmi/; e così via fino al primo programma
che è stato scritto direttamente in assembly (da un essere _umano_).
tutto quello che "succede" dentro un calcolatore è _determinato_ da
questo lunga /catena/ (supply chain) di "traduzione" da linguaggi di
programmazione ad alto livello a linguaggio macchina, processo che viene
chiamato "bootstrappable builds" [1].
[...]
> quel che ho capito è che la macchina intende soltanto 0 / 1, tutto il
> problema ma proprio tutto nasce da qui,
sì, nasce tutto, ma proprio tutto da qui :-)
> come tradurre umano in zerounese e viceversa.
solo una piccolissima parte "dell'umano" può essere espressa in un
linguaggio di programmazione, anche il più completo dei linguaggi di
programmazione, il Lisp, è estremamente limitato nelle sue capacità di
"esprimere l'umano" (o meglio, è molto ma molto ma molto complesso
raggiungere un simile livello di espressività [2]).
le sole cose che si possono esprimere per essere eseguite da un
calcolatore sono quelle possibili coi linguaggi di programmazione ad
alto livello (o anche in assembly, ma in /rare/ occasioni)
il "viceversa" invece è _lettarelmente_ impossibile: non esiste un modo
per tradurre lo zerounese in umano, cioè nel linguaggio di
programmazione ad alto livello usato per generare lo zerounese
capisci perché, /linguisticamente/ parlando, è importante partire da
queste basi per sviluppare tutto il resto del dibattito?
[...]
spero di non essere stato troppo tecnico ma nemmeno troppo all'acqua di
rose :-)
un caro saluto, 380°
[1] https://bootstrappable.org/
[2] la ricerca iniziale sull'Intelligenza Artificiale si è spesa molto
sulla possibilità di sviluppare Intelligenza Artificiale per mezzo di
rappresentazioni simboliche di alto livello
https://en.wikipedia.org/wiki/Symbolic_artificial_intelligence
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
May 8, 2024
Re: [nexa] sul linguaggio (was Re: Articolo sui LLMs...)
by 380°
Buongiorno,
abbiamo avuto un breve scambio privato con Alessandro nel quale mi ha
chiesto un chiarimento in merito al "linguaggio macchina"
Alessandro mi permetto di rispondere (a quello che può essere reso
pubblico, ovviamente) qui in lista perché credo che questi concetti non
facciano ancora parte della cultura generale, mi perdonino gli eruditi
in lista!
io ho scritto:
>> [...] la cosa è molto tecnica e un po' complessa (ma non
>> complicata) ma c'è una differenza _costitutiva_ tra il cosìddetto
>> "linguaggio macchina" - l'unico che comprendono i calcolatori, quello
>> "binario" - e i "linguaggi di programmazione" progettati e usati da gli
>> umani per scrivere il software "sorgente" che poi viene trasformato in
>> "binario"
>>
>> anche linguisticamente parlando questa differenza deve essere compresa
>> in tutti i suoi risvolti, altrimenti facciamo fatica a capirci
> Non è per niente semplice capire i millemila tecnicismi, nella mia
> ignoranza vorrei capire le differenze fra "linguaggio macchina" - "binario"
> - "linguaggi di programmazione" - "sorgente".
> Intuisco quello che scrivi, ma c'è un bel salto fra intuire e capire,
> intanto domando: "linguaggio macchina" - "binario", sono sinonimi, ho
> capito bene oppure no?
sì, hai capito bene :-)
come saprai la CPU può "riconoscere" solo 0 e 1 perché i circuiti
elettronici possono distinguere solo tra "passa corrente" o "non passa
corrente" e (re)agire di conseguenza
i comandi (e i dati) in notazione binaria sono una sequenza di uni e
zeri e vengono spesso rappresentati in notazione esadecimale (numeri a
base 16 invece che 2)... perché viene comodo.
il linguaggio macchina è una piccola sequenza di comandi e parametri
espressa in formato binario o esadecimale che viene eseguita dal
processore; i comandi che un processore piò eseguire sono molto
semplici, tipo somma, dividi, confronta, memorizza (ma lo fa a velocità
stratosferiche). Un programma binario è una enorme sequenza di codici
binari (codici e dati a quel punto sono praticamente indistinguibili).
tutto quello che "succede" dentro un computer, compresa l'interazione
con l'ambiente esterno attraverso i cosiddetti i dispositivi di
input/output come tastiera/mouse, monitor, ecc. dipende solo ed
esclusivamente da quel numero enorme di piccole sequenze di comandi e
parametri espressi in linguaggio macchina. Come corollario, data
l'enorme complessità del sistema, è praticamente impossibile verificare
cosa succede /dentro/ la macchina anche si ha accesso a tutto il suo
codice in linguaggio macchina; in altre parole, a quel punto (binario)
la macchina è una "black box".
tornando al linguaggio, ne esiste uno di programmazione a basso livello,
l'assebly, in cui i codici operativi (numerici binari) e i parametri
sono sostituiti da istruzioni mnemoniche per rendere più semplice ai
programmatori (umani) sviluppare e fare debugging di programmi che
funzionano _direttamente_ senza bisogno di essere "tradotti" se non con
una banale tabella di conversione nel corrispondente codice binario.
L'assembly quindi è un linguaggio di programmazione a "basso livello",
livello che sale man mano che i linguaggi diventano /simbolici/, come
Fortran, C, Python fino al Lisp.
a causa della complessità della programmazione in assembly, tale
linguaggio viene usato solo ed esclusivamente per pochissimi programmi
per i quali è indispensabile accedere direttamente alla CPU o ad altro
hardware.
per approfondimenti sul linguaggio macchina puoi partire da qui:
https://it.wikipedia.org/wiki/Linguaggio_macchina
la prima e _fondamentale_ conseguenza di tutto ciò espresso sopra è che
tutti programmi scritti in linguaggi di programmazione (assembly a parte
per i motivi detti prima) _devono_ essere "tradotti" in linguaggio
macchina e la traduzione è effettuata per mezzo di altri... /programmi/,
che a loro volta sono stati scritti in un linguaggio di programmazione e
"tradotti" da alti... /programmi/; e così via fino al primo programma
che è stato scritto direttamente in assembly (da un essere _umano_).
tutto quello che "succede" dentro un calcolatore è _determinato_ da
questo lunga /catena/ (supply chain) di "traduzione" da linguaggi di
programmazione ad alto livello a linguaggio macchina, processo che viene
chiamato "bootstrappable builds" [1].
[...]
> quel che ho capito è che la macchina intende soltanto 0 / 1, tutto il
> problema ma proprio tutto nasce da qui,
sì, nasce tutto, ma proprio tutto da qui :-)
> come tradurre umano in zerounese e viceversa.
solo una piccolissima parte "dell'umano" può essere espressa in un
linguaggio di programmazione, anche il più completo dei linguaggi di
programmazione, il Lisp, è estremamente limitato nelle sue capacità di
"esprimere l'umano" (o meglio, è molto ma molto ma molto complesso
raggiungere un simile livello di espressività [2]).
le sole cose che si possono esprimere per essere eseguite da un
calcolatore sono quelle possibili coi linguaggi di programmazione ad
alto livello (o anche in assembly, ma in /rare/ occasioni)
il "viceversa" invece è _lettarelmente_ impossibile: non esiste un modo
per tradurre lo zerounese in umano, cioè nel linguaggio di
programmazione ad alto livello usato per generare lo zerounese
capisci perché, /linguisticamente/ parlando, è importante partire da
queste basi per sviluppare tutto il resto del dibattito?
[...]
spero di non essere stato troppo tecnico ma nemmeno troppo all'acqua di
rose :-)
un caro saluto, 380°
[1] https://bootstrappable.org/
[2] la ricerca iniziale sull'Intelligenza Artificiale si è spesa molto
sulla possibilità di sviluppare Intelligenza Artificiale per mezzo di
rappresentazioni simboliche di alto livello
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380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
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May 8, 2024
Re: [nexa] Articolo sui LLMs - il punto di vista di un giurista
by alessandro marzocchi
Buongiorno Gianluca, grazie per il tuo contributo che ci aiuta ad
affrontare l'argomento ""diritto e linguaggio"".
Il diritto "è" linguaggio. Senza linguaggio, il diritto è arbitrio.
-
Oggi, di fatto la regola non viene approvata dal legislatore ma è imposta
da privati - i famigerati GAFAM - i quali la ""stanno conquistando con la
forza"", e non raramente il legislatore impone l'uso dei GAFAM senza
neppure rendersi conto di imporre l'uso di un ""linguaggio"" sconosciuto
allo stesso legislatore: quali risultati darebbe un test di competenze
informatiche per ogni legislatore?
Vero è che la Costituzione non si occupa di lingua, ma credo la consideri
come presupposto tanto ovvio da non meritare attenzione.
Quanta parte di noi ""parlanti la lingua nazionale"" conosce il digitale?
Questa ignoranza ha conseguenze oppure no?
Quelle di cui sopra sono questioni ""filosofiche"" oppure concrete?
-
In concreto: quale modello normativo?
Il minimo è dichiarare esplicitamente, pretendere che ogni ""programma""
sia to-tal-men-te aperto, conoscibile, qui taccio e chiedo il contributo di
tecnici.
Le stesse regole AIR e VIR (A-analisi / V-valutazione impatto della
regolamentazione) presuppongono la conoscenza della lingua naturale, anche
da qui il corollario sintetizzabile con "" alfabetizzazione digitale "".
-
Torno un attimo alla filosofia per ricordare che noi umani siamo oggi così
dopo avere accumulato centinaia di migliaia di anni: quante ore/lavoro/uomo
per arrivare qui? Quante ore/lavoro/uomo del digitale?
Continuando a prestare attenzione alla velocità con la quale il digitale
progredisce.
Nessuna critica al tuo lavoro, ma affermazione della necessità di una
cornice generale per l'argomento, in proposito copio la nota 39 del tuo
articolo:
"" Frosini (ndr: costituzionalista - inoltre è mio il grassetto che segue)
evidenziava come l’informatica avesse determinato una *vera mutazione
antropologica*: “Dialogare attraverso le macchine, o con le macchine
stesse, non è la stessa cosa di conversare a viva voce: *si adopera una
protesi intellettuale, che modifica il procedimento del conoscere e del
comunicare*. L’uomo è divenuto essenzialmente diverso da quello che è stato
in tutti i tempi, e non potrebbe tornare indietro senza perdere la sua
nuova umanità, che gli è stata conferita dalla cultura informatica di
massa” "".
Complimenti per il tuo impegno e grazie per l'opportunità, Duccio
(Alessandro Marzocchi)
Il giorno mer 8 mag 2024 alle ore 09:23 <nexa-request(a)server-nexa.polito.it>
ha scritto:
> Message: 2
> Date: Wed, 8 May 2024 09:23:32 +0200
> From: Gianluca Fasano <gianluca.fasano(a)cnr.it>
> To: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>, alessandro marzocchi
> <alemarzoc(a)gmail.com>
> Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Subject: Re: [nexa] Articolo sui LLMs - il punto di vista di un
> giurista
> Message-ID: <e4201d9b-a1d4-4bce-a539-29d046e4091d(a)cnr.it>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed"
> Grazie per il feedback e soprattutto per la domanda.
> Non so dire se le parole abbiano, sul piano filosofico, un peso forte o
> debole ma da osservatore del fenomeno, nella prospettiva del diritto,
> considero il linguaggio uno dei modi di espressione del pensiero. Per
> dirla con le parole di Carlo Esposito, le parole appartengono ad una
> relazione, ove la libertà è garantita «perché l’uomo possa unirsi
> all’altro uomo nel pensiero…: i vivi con i vivi ed i morti con i vivi..».
>
> Non ritengo, sia detto a evitare equivoci, che la macchina eserciti un
> diritto di libertà ma, egualmente all’esercizio della libertà di
> espressione dei vivi, ad essa deve corrispondere l’assunzione di doveri
> e responsabilità. Non tanto in termini di qualità, veridicità e
> correttezza delle informazioni sintetizzate, ma sulla base di nuovi
> modelli di autorialità connessi alla creazione di ‘informazioni
> sintetizzate’.
>
> Detto altrimenti, al di là del quesito prettamente epistemologico circa
> la creatività, originalità o capacità di apprendimento dei LLM, non v’è
> dubbio che essi, pur non esprimendo un pensiero, producano informazioni
> testuali indirizzate alle persone, che sono portate a realizzare una
> similitudine tra pensiero umano e informazioni sintetizzate, sono
> portate a vivere una suggestione che può incidere, con differenti
> gradazioni, sulla libertà di formare i propri convincimenti interiori e
> di conseguentemente agire (diritto all'informazione).
>
> Cosa deve fare il legislatore?
>
> Non penso debba 'impegnarsi filosoficamente' ma occorre prendere atto
> che la tecnologia, cioè l'uomo, ha disunito la capacità di comprendere
> dalla capacità di produrre informazioni sintetizzate, ha creato autori
> senza persona, senza libertà ma che, nei fatti, simulano (fingono)
> l’esercizio di quella. Abbiamo il compito, adesso, di individuare
> modelli normativi per gestire le responsabilità derivanti da questi
> nuovi modelli di autorialità, e superare lo scarto culturale che vede il
> concetto di autorialità legato alla sola categoria persona, un individuo
> che crea o origina qualcosa, come un libro, un dipinto, una musica, una
> teoria o qualsiasi altra forma di espressione artistica o intellettuale.
>
> Grazie ancora e buona giornata.
>
> Gianluca Fasano
>
>
>
>
>
> Il 07/05/2024 18:42, Guido Vetere ha scritto:
> > Wittgenstein ha notoriamente definito linguaggio come una 'cassetta
> > degli attrezzi' con cui si possono fare 'giochi' che vanno dalle
> > serissime denotazioni alle frivole 'boutade', in contesti diversi e
> > con gli scopi più vari.
> > mi rendo conto dei motivi per cui la legislazione attuale si attiene a
> > una visione 'robusta' dell'esercizio della parola, però oggi abbiamo a
> > che fare con 'intelligenze aliene' che parlano basandosi su
> > presupposti del tutto inediti. la legge, comprensibilmente, fatica a
> > inquadrarli.
> > personalmente, condivido l'idea che l'umano che mette in esercizio un
> > llm debba assumersi la responsabilità di quello che dice come se fosse
> > egli stesso a parlare
> > diversa (e tecnicamente insipiente) è l'idea che il modello
> > linguistico debba inerentemente garantire veridicità, correttezza,
> > eccetera. cosa possiamo accettare come *prova* di queste inerenti
> > capacità? la certificazione del processo di costruzione? suvvia ..
> > purtroppo mi sembra di ravvisare un orientamento di questo tipo
> > nell'AI Act, ma potrei sbagliare, mi smentisca chi può :-)
> > G.
> >
> >
> >
> >
> >
> > On Tue, 7 May 2024 at 14:51, alessandro marzocchi
> > <alemarzoc(a)gmail.com> wrote:
> >
> > A mio parere sono “”VERE”” entrambe le opinioni che operano su
> > piani differenti.
> > La parola non esiste in natura, è un flatus vocis umano.
> > Però … gli umani usano le parole per descrivere / indicare /
> > interpretare / raccontare la natura ed i “”fatti”” degli stessi
> > umani. I problemi cominciano quando lenta mente noi umani abbiamo
> > cominciato a SOSTITUIRE LA REALTA' con le nostre parole, dando
> > alle stesse una forza che non hanno, meglio: cominciando a dar
> > loro forza crescente fino ad illuderci / pretendere che abbiano
> > forza autonoma (autòs nomos, che si regola da sè) non dipendente
> > da / non collegata a la natura.
> > Credo Gianluca faccia riferimento alle cosiddette preleggi -
> > disposizioni sulla legge in generale / disposizioni preliminari al
> > codice civile -: all’art 12 danno per acquisito il potere di
> > regolare i fatti umani ed affermano un principio a mio avviso
> > corretto e semplice “” Nell'applicare la legge non si può ad essa
> > attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato
> > proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla
> > intenzione del legislatore. “”
> > Mia opinione: il dibattito sull’IA è su questo punto, in sostanza
> > l'IA non seleziona le parole per il loro senso comune? Cioè la
> > macchina fa quello che l'art 12 preleggi prescrive, meglio: indica
> > come criterio interpretativo?
> > Al centro sta il confronto uomo e macchina, riaprendo domande
> > fondamentali, fra le quali la questione se siamo davvero non
> > ripetibili, questione che un tempo vedeva la sede dell’umanità nel
> > ““cuore”” ed ora la vede in “”mente / intelligenza”” le quali
> > hanno origine da parola, linguaggio e quest’ultimo si basa su
> > significati accettati dalla maggioranza. Ricordo l’opinione
> > contraria di Guido e riconosco che la sua autorevolezza,
> > giustamente riconosciuta, mi scuso se vi faccio perder tempo.
> > Cordialmente.
> > Duccio (Alessandro Marzocchi)
> >
> > Il giorno mar 7 mag 2024 alle ore 10:48
> > <nexa-request(a)server-nexa.polito.it> ha scritto:
> >
> > Date: Tue, 7 May 2024 10:47:57 +0200
> > From: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
> > To: Gianluca Fasano <gianluca.fasano(a)cnr.it>
> > ottimo articolo, grazie per la condivisione, consiglio a tutte
> > [femminile
> > sovraesteso] di prendersi una mezz'ora per leggerlo da cima a
> > fondo - vi
> > vedo che state facendo summarization :-))
> > una piccola chiosa profana:
> >
> > > le associazioni di parole prodotte [dai language model]
> > > implicano un significato per i destinatari, un significato
> > fatto palese
> > dal senso
> > > comune delle parole, secondo il linguaggio naturale, che va
> > a influire
> > sulla libertà
> > > di formazione del pensiero; implicano un significato che va
> > a incidere
> > sulla libertà
> > > di raccogliere le informazioni, di informarsi, su quella che
> > viene
> > indicata come il
> > > profilo passivo della libertà di informazione
> >
> > qui mi sembra che si assuma una posizione 'forte' (realistica)
> nei
> > confronti del linguaggio, ma c'è chi ha sostenuto posizioni
> > 'deboli'
> > (nominalistiche) per le quali, per dirla con Roscellino, le
> > parole sono
> > solo 'emissioni della voce' (flatus vocis).
> >
> > domanda: fino a dove il legislatore può impegnarsi
> > filosoficamente?
> > e perché, anche abbracciando il realismo, non ci soddisfa il
> > 'disclaimer'
> > di OpenAI che recita (molto piccolo, ma vabbè):
> > "ChatGPT può commettere errori. Ti consigliamo di verificare le
> > informazioni importanti." ?
> > grazie ancora e buona giornata
> > G.
> >
> > On Mon, 6 May 2024 at 17:18, Gianluca Fasano
> > <gianluca.fasano(a)cnr.it> wrote:
> > > Buon pomeriggio,
> > > colgo l'occasione degli ultimi scambi sui LLMs per
> > segnalarvi un mio
> > > articolo pubblicato su Dirittifondamentali.it [1], dal titolo:
> > > *Le ‘informazioni sintetizzate’ generate dai large language
> > models e le
> > > esigenze di tutela del diritto all’informazione*: valori
> > costituzionali e
> > > nuove regole
> > > Cordiali saluti.
> > > Gianluca
> > > [1]
> > >
> >
> http://dirittifondamentali.it/2024/02/06/le-informazioni-sintetizzate-gener…
> >
>
May 8, 2024
"Novel attack against virtually all VPN apps neuters their entire purpose"
by J.C. DE MARTIN
*Novel attack against virtually all VPN apps neuters their entire purpose*
/TunnelVision vulnerability has existed since 2002 and may already be
known to attackers.
/
By Dan Goodin
May 6, 2024
https://arstechnica.com/security/2024/05/novel-attack-against-virtually-all…
May 8, 2024
Re: [nexa] Articolo sui LLMs - il punto di vista di un giurista
by 380°
Buongiorno,
grazie per la segnalazione, per facilitare eventuali commenti
/contestuali/ (inline) e favorire l'eventuale dibattito in lista mi
permetto di riportare il testo della presentazione.
Fare commenti contestuali in merito al contenuto dell'articolo è
impossibile, considerato che è distribuito solo in PDF
Gianluca Fasano <gianluca.fasano(a)cnr.it> writes:
> colgo l'occasione degli ultimi scambi sui LLMs per segnalarvi un mio
> articolo pubblicato su Dirittifondamentali.it [1], dal titolo:
>
> /Le ‘informazioni sintetizzate’ generate dai large language models e
> le esigenze di tutela del diritto all’informazione/: valori
> costituzionali e nuove regole
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
I /large language models/ sono modelli di intelligenza artificiale in
grado di generare una narrativa testuale coerente e contestualmente
rilevante, per mezzo di un'attività che va oltre la semplice
riproduzione di informazioni esistenti, come invece avviene nei motori
di ricerca.
La generazione di testo è resa possibile da sofisticati sistemi di
‘auto-apprendimento' e si realizza grazie alla – e nella – interazione
uomo-macchina, ove il ruolo di quest'ultima è di prender parte
all'esercizio della libertà di pensiero del primo.
In tale contesto si formeranno sempre più spesso idee, opinioni,
convinzioni, quell'humus in grado di trasformare i moti della
coscienza e di condizionare il diritto all'autodeterminazione. Non si
ritiene, sia detto a evitare equivoci, che la macchina eserciti un
diritto di libertà ma, egualmente all'esercizio della libertà di
espressione dei vivi, ad essa deve corrispondere l'assunzione di
doveri e responsabilità, non solo in termini di qualità, veridicità e
correttezza, ma sulla base di nuovi modelli di autorialità connessi
alla creazione di ‘informazioni sintetizzate'.
[...]
[Fasano-Le-informazioni-sintetizzate-generate-dai-large-language-models-e-le-esigenze-di-tutela-del-diritto-allinformazione-]
<http://dirittifondamentali.it/wp-content/uploads/2024/02/Fasano-Le-informaz…>
[Download]
<http://dirittifondamentali.it/wp-content/uploads/2024/02/Fasano-Le-informaz…>
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Saluti, 380°
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
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non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
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May 8, 2024
sul linguaggio (was Re: Articolo sui LLMs - il punto di vista di un giurista)
by 380°
Buongiorno Alessandro,
scusate l'OT (?) ma visto che si parla di linguaggio connesso all'uso
dei processi di calcolo (che sono quelli usati in tutto il software,
compresi gli LLM) ho qualche curiosità da /limaferro/ [1]
alessandro marzocchi <alemarzoc(a)gmail.com> writes:
[...]
> Bella questione, quella della cassetta degli attrezzi di Wittgenstein,
sono ignorante in /attrezzismo/, non ho nemmeno idea se sia alto o tardo
wittgensteinesimo, non ho nemmeno idea di "dove" egli usi quella
/metafora/ del linguaggio, ma sospetto che anche solo per provare a
capirlo dovrei leggere l'intero Tractatus come minimo e poi /almeno/
confrontarlo /dialetticamente/ con le tre critiche di Kant, in
particolare quella della ragione... ehrm
> una volta si parlava di linguaggio artificiale per evidenziare la sua
> non umanità,
ignoravo il concetto di "linguaggio artificiale" (da _non_ confondere
con "pianificato" o "costruito", anche se Rabelais si arrabbierebbe):
https://en.wikipedia.org/wiki/Artificial_language
ha origini nel 17mo secolo e la ratio è quella di sviluppare un
linguaggio razionale senza le inconsistenze di un linguaggio vivo
(naturale?) e basato sulla /classificazione dei concetti/. Quando sono
stati disponibili i calcolatori - che a classificare sono imbattibili -
hanno cominciato a usare quelli per sviluppare tali linguaggi, che
comunque sono /disposable/ e non servono a nulla se non per completare
l'_esperimento_.
comunque sia, il "linguaggio artificiale" è qualcosa di generato (anche)
da un computer attraverso software programmato allo scopo: corretto?
Tale linguaggio ha una applicazione praticamente nulla e non c'entra con
gli LLM, ovvero non è usato in connessione agli LLM: sbaglio?
con tutto il rispetto trovo più interessante il Klingon (constructed
language):
https://en.wikipedia.org/wiki/Klingon_language
:-D
alla fine della fiera mi pare di capire che nessuna "Intelligenza
Articifiale" sia in grado di /costruire/ un linguaggio nemmeno mille
parsec lontano dalla sofisticatezza di qualsiasi "constructed language"
[2], tipo l'Esperanto, per fare un esempio più serio (?) del Klingon; il
mondo dei linguaggi costruiti (progettati) è immenso [3], perché la
linguistica è inseparabile dalla filosofia (e viceversa)
> siamo al metalinguaggio?
no, ma stiamo parlando di meta-linguistica, una "cosa" del tutto analoga
alla meta-scienza, entrambe ambiti di ricerca che fanno parte della
metafisica, quindi della filosofia.
> Inoltre, osservazione epistemologicamente meno nobile, gli attrezzi
> che finora sono stati "bene comune" rischiano di diventare proprietà
> privata ed ai noi neppure concedono le istruzioni per l'uso.
No, nessuno è mai riuscito ad appropriarsi del _linguaggio_ per mezzo di
copyright, brevetto o marchio, quello che denunci è un rischio
insesistente.
Ricordo che nel recente passato ci sono state un paio di /pesanti/ (dal
punto di vista giuridico) battaglie legali per la "proprietarizzazione"
delle API (che sono infinitamente meno complesse di qualsiasi
linguaggio, artificiali compresi) e chi ha tentato ha perso, ne parla
Eben Moglen qui:
https://softwarefreedom.org/blog/2022/jan/18/google-oracle-endera/
...anche se effettivamente ci sono sempre tempo e risorse per rimettere
in discussione il “fair use for software API declarations”
il resto degli attrezzi "bene comune" si chiama "software libero" e
giuridicamente è (quasi) del tutto analogo a qualsiasi altra opera
letteraria [4]
[...]
Saluti, 380°
[1] nomignolo dispregiativo che l'amico studente in ragioneria usava per
prendere in giro il mio alter ego studente perito tecnico, che per i
primi 2 anni aveva in curriculum una materia che si chiamava
"Aggiustaggio"
[2] https://en.wikipedia.org/wiki/Constructed_language
[3] io trovo _esilarante_ il tentativo (di chi?) di /classificare/ i
linguaggi costruiti secondo criteri (pseudo)logici: engelangs,
artlamgs... https://en.wikipedia.org/wiki/Constructed_language#Overview
[4] con alcune notevoli eccezioni spregevoli, tipo i DRM (Digital
_restrictions_ management)
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
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May 8, 2024