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Re: [nexa] Articolo Omini di burro. Scuole e università al Paese dei Balocchi dell'IA generativa
by Andrea Bolioli
È divertente, con gli LLM si possono fare anche cose divertenti.
Io uso gli LLM per lavoro, faccio anche formazione sugli LLM, ecc
Ma spero che la riflessione sull’utilità sociale degli LLM, i rischi e le
opportunità, sia portata avanti anche da chi ne sa più di me di economia,
politica, società, diritto, educazione, ecc
Se avessimo chiesto solo a Berlusconi se la TV era utile… 😁
AB
Il giorno lun 14 ott 2024 alle 12:36 Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
ha scritto:
> se i LLM siano utili magari facciamolo dire a chi li usa, anche perché
> quelli non si fanno intimidire dai prof
>
> di sicuro sono molto divertenti, ecco l'articolo messo in bocca a
> Savonarola (ChatGPT 4)
>
> * O popolo cieco, sedotto dalla vanità delle macchine e dall'illusione
> dell'intelligenza creata dall'uomo! Come Pinocchio si lasciò ingannare dal
> Paese dei Balocchi, così le nostre scuole e università stanno per cedere
> l'anima all'idolo dell'IA generativa. Questa intelligenza non è che un
> automa vuoto, privo di sapienza divina, uno strumento delle grandi potenze
> per distruggere l'istruzione, per corrompere l'innocenza degli studenti.
> Vegliate, affinché non scivoliate nel peccato della pigrizia intellettuale!*
>
> (si scherza, eh)
>
> G.
>
>
>
>
> On Mon, 14 Oct 2024 at 12:06, Andrea Bolioli <andrea.bolioli(a)gmail.com>
> wrote:
>
>> Grazie Daniela e a tutti.
>>
>> Sono d’accordo con quasi tutto quello che hai scritto nell’articolo .
>> La favola che l’IA serve per il bene dell’umanità andrebbe considerata
>> una favola del pifferaio magico, secondo me.
>> Lo dico pur essendo una persona che ha lavorato per 35 in ambito NLP e
>> che trova meravigliosi e stupefacenti i sistemi LLM attuali. Serviranno a
>> fare qualcosa di socialmente utile? Mah, per ora non è chiaro.
>> È molto utile fare formazione su questi temi in tutte la sedi in cui è
>> possibile fare formazione. Formazione scientificamente fondata, critica,
>> auspicabilmente efficace.
>> L’ignoranza su questi temi è molto diffusa, così come lo era riguardo al
>> web, ai motori di ricerca, ai social network, e prima riguardo alla TV e
>> altri mezzi di comunicazione di massa. Ignoranza che rende le persone fruitori
>> passivi manipolabili, non solo la gente comune ma anche i decisori
>> politici.
>>
>> È ovvio che quello che creiamo riflette noi stessi, non viene creato dai
>> marziani, che non esistono. È noto che le persone creano anche cose
>> orribili. Alcuni creano cose orribili, altri cercano di contrastarle,
>> alcuni creano cose belle. Le persone fortunatamente non perseguono tutte
>> gli stessi scopi. Alcune hanno come unici scopi il profitto o il dominio.
>>
>> Il problema principale degli LLM non sono i bias: se penso alla TV
>> democristiana che l’Italia si è beccata per 40 anni, o alle televisioni
>> attuali di stati come la Russia, ho difficoltà a pensare che il problema
>> maggiore degli LLM siano i bias. In un paese democratico ognuno ha i suoi
>> bias. Su questo credo che siamo d’accordo.
>> Un sistema che genera testo esprime anche punti di vista,
>> inesorabilmente. Genera testo che viene letto e interpretato come dotato di
>> senso. Un sistema che risolve problemi di algebra non esprime punti di
>> vista, trova la soluzione corretta oppure no.
>> È un problema? Sì, c’è un problema se chi usa gli LLM pensa che siano
>> motori di ricerca (cita le fonti corrette e rilevanti? No), oppure pensa
>> che siano intelligenti (mi scrive la cosa più intelligente che si possa
>> immaginare? No), o pensa che siano sistemi di data analytics ( ha i
>> database più completi e corretti di ogni settore? No) .
>> (Non entro nel tema “pensiero” perché è filosoficamente troppo
>> impegnativo. Gli LLM non pensano. )
>>
>> Gli LLM generano testo e codice software che ci permettono di fare copia
>> e incolla. Gli scrivo di che cosa ho bisogno, copio e incollo l’output se
>> mi piace, rileggo, correggo. Se non rileggo e correggo, sto sbagliando, non
>> ho capito che cosa sto usando. Se non rileggo e correggo e vendo ad una
>> azienda il report generato dall’LLM come last report della grande azienda
>> di consulenza (cosa che sta avvenendo), faccio una frode. Se vendo all’INPS
>> un fantomatico sistema di IA che risolverà i problemi delle pensioni
>> italiane (ma in che modo?!?), sto facendo una frode. Se faccio generare
>> all’LLM un bando pubblico senza rileggerlo… Se servono altri esempi, sono a
>> disposizione.
>>
>> È fastidioso sentire ogni 3x2 che qualunque problema verrà risolto
>> dall’IA. Meglio l’aloe vera 😉 Per ora nessuno ha detto che l’IA porterà la
>> pace nel mondo… Peccato.
>>
>> Buona giornata,
>> Andrea
>>
>>
>>
>>
>>
>>
>>
>>
>> Il giorno dom 13 ott 2024 alle 18:20 maurizio lana <
>> maurizio.lana(a)uniupo.it> ha scritto:
>>
>>> ho letto l'articolo.
>>> condivido che l'infiltrazione di IA nelle pratiche della scuola e
>>> dell'Università sia un problema e sia anche l'espressione di un problema
>>> che c'era già - scuola e università come appendici del mondo aziendale.
>>> che i sistemi di IA - incapaci di gestire le ordinazioni degli hamburger
>>> - vengano introdotti nella scuola per gestire gli studenti (studenti come
>>> hamburger?) esplicita l'idea che lo studente sia un prodotto e non una
>>> persona.
>>>
>>> secondo me poi in questa introduzione una parte non piccola la gioca
>>> anche una dose di ignoranza e sudditanza psicologica: 'se non lo facciamo,
>>> facciamo figura di ignoranti'. come una riedizione dei vestiti nuovi
>>> dell'imperatore.
>>>
>>> quanto al fatto, nel commento di Alessandro Marzocchi, che "la macchina
>>> è creata dagli umani, mi pare ovvio che riproduca l'umano, coi suoi difetti
>>> ed errori" il problema è che ai sommi sacerdoti del culto di questa
>>> macchina, degli errori non importa nulla, importa solo che tutti (il
>>> maggior numero possibile) la credano onnisciente creativa onnipotente.
>>>
>>> rimando anche a Daniele Gambetta «Technic and magic: animismo di
>>> piattaforma e svolta linguistica 2.0 - seconda parte». DINAMOpress, 5
>>> ottobre 2023.
>>> https://www.dinamopress.it/news/technic-and-magic-animismo-di-piattaforma-e…
>>> che ricorda che il bias è insito (ineliminabile forse) nei sistemi di IA:
>>>
>>> “Il punto non è migliorare o correggere il modello, il punto è che
>>> qualunque rappresentazione del mondo e qualunque forma di espressione è
>>> situata, è posizionata in un contesto specifico sociale, storico. ...
>>> Eliminare il bias è una richiesta priva di senso, dal momento che un
>>> discorso neutrale non esiste”
>>>
>>> e il loro bias diventa pervasivo, mentre quello degli umani non arriva
>>> ad esserlo in quella forma e in quella misura.
>>> Maurizio
>>>
>>>
>>>
>>>
>>>
>>> Il 13/10/24 12:03, alessandro marzocchi ha scritto:
>>>
>>> Date: Sat, 12 Oct 2024 17:04:47 +0000 From: Daniela Tafani <
>>> daniela.tafani(a)unipi.it> ha scritto
>>> ho appena pubblicato un articolo dal titolo
>>> Omini di burro. Scuole e università al Paese dei Balocchi dell'IA
>>> generativa
>>> <
>>> https://btfp.sp.unipi.it/it/2024/10/omini-di-burro-scuole-e-universita-al-p…
>>> >
>>> Vi sarò grata di qualsiasi osservazione, in questa lista
>>> o nei commenti, nella pagina del "Bollettino telematico di filosofia
>>> politica"
>>> ***
>>> Daniela scrive:
>>> I testi generati riproducono, come in uno specchio
>>> <https://academic.oup.com/book/56292>, il pensiero egemonico e le
>>> ingiustizie espresse nei dati di partenza, ma, così come gli specchi non
>>> producono corpi, i grandi modelli del linguaggio naturale non producono
>>> menti.
>>> ***
>>> (mia osservazione):
>>> Ognuno deve molto all'ambiente in cui è cresciuto, all'educazione
>>> ricevuta. Le scelte diverse che a volte facciamo, potrebbero essere
>>> criticate come allucinazioni? Riflettiamo sul titolo del manuale di
>>> riferimento sulla follia: DSM, diagnostic STATISTIC manual, paradossalmente
>>> esasperando la statistica, quando la maggioranza era quadrupede i bipedi
>>> erano folli. E' stato un caso fortunato che allora non esisteva il DSM ma
>>> la stessa evoluzione è una deviazione statistica?
>>> Al netto di tutto, la macchina è creata dagli umani, mi pare ovvio che
>>> riproduca l'umano, coi suoi difetti ed errori. In fin dei conti la macchina
>>> analizza un numero enorme di casi (dati, informazioni, frasi, immagini) e
>>> da essi cerca di dedurre significati, relazioni. Noi umani facciamo
>>> qualcosa di diverso quando impariamo a parlare, camminare, scrivere, quando
>>> impariamo ad imparare?
>>> In tempi antichi, ma tutto sommato recenti, il medico toccava il nostro
>>> corpo per dedurre lo stato di salute, ora non più e da malato ho sofferto
>>> la mancanza del contatto fisico col medico, ora si usano termometri e
>>> millemila analisi molto spesso affidate a macchine ... esternalizzate,
>>> avrebbe criticato Platone. A partire dal termometro, ogni macchina ci dà
>>> una conoscenza del reale sua, della macchina con un "linguaggio macchina" e
>>> questo non ci ha preoccupato. A parte meraviglia, sorpresa, non ci ha
>>> preoccupato più di tanto la sostituzione del cuore - trapianto o macchine
>>> varie - anche se nel cuore vedevamo la sede di affetti ed emozioni. Ora ci
>>> preoccupa che la macchina si occupi di mente.
>>> Voleva scuotere la nostra mente il surrealismo che aveva anticipato
>>> dubbi e suggestioni, confondendo ed ibridando linguaggi e sensi, Magritte
>>> ci ha mostrato l'immagine di una pipa con la scritta "ceci n'est pas une
>>> pipe", prima dell'IA abbastanza per aprirci a domande nuove in tema di
>>> realtà e linguaggio che la descrive.
>>> Come tutti sono molto preoccupato, anche per controlli degenerati
>>> denunciati da Stefano Quintarelli e Juan Carlos De Martin, degenerazioni
>>> che neppure esse sono nate ora, fascismo nazismo stalinismo e loro
>>> controlli sono presenti nelle memorie dirette delle generazioni umane
>>> tuttora viventi.
>>> Alla fine mi domando: non è ovvio che questa nuova "macchina" ci
>>> somigli?
>>> Ma l'aspetto più interessante è l'analisi della realtà che essa apre.
>>> ... se ci arriveremo da persone libere, e questa è la domanda che più mi
>>> preoccupa, non la riflessione che la realtà è altro da noi, nonostante noi
>>> siamo parte della realtà
>>> Grazie, Daniela, per le riflessioni con le quali cresce la mia
>>> gratitudine per quel che imparo da questa lista: chi l'ha inventata?
>>> Errando discitur, anche questa è statistica, siamo tutti un poco pappagalli
>>> stocastici?
>>> Duccio (Alessandro Marzocchi)
>>>
>>>
>>>
>>>
>>>
>>> ------------------------------
>>>
>>> pourquoi es-tu parti avant que je te l'apprenne?
>>> le savais-tu déjà?
>>> avais-tu deviné?
>>> bashung, immortels
>>>
>>> ------------------------------
>>> Maurizio Lana
>>> Università del Piemonte Orientale
>>> Dipartimento di Studi Umanistici
>>> Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
>>> <https://www.google.com/maps/search/Piazza+Roma+36+-+13100+Vercelli?entry=gm…>
>>>
>>
Oct. 14, 2024
Re: [nexa] Articolo Omini di burro. Scuole e università al Paese dei Balocchi dell'IA generativa
by Guido Vetere
se i LLM siano utili magari facciamolo dire a chi li usa, anche perché
quelli non si fanno intimidire dai prof
di sicuro sono molto divertenti, ecco l'articolo messo in bocca a
Savonarola (ChatGPT 4)
* O popolo cieco, sedotto dalla vanità delle macchine e dall'illusione
dell'intelligenza creata dall'uomo! Come Pinocchio si lasciò ingannare dal
Paese dei Balocchi, così le nostre scuole e università stanno per cedere
l'anima all'idolo dell'IA generativa. Questa intelligenza non è che un
automa vuoto, privo di sapienza divina, uno strumento delle grandi potenze
per distruggere l'istruzione, per corrompere l'innocenza degli studenti.
Vegliate, affinché non scivoliate nel peccato della pigrizia intellettuale!*
(si scherza, eh)
G.
On Mon, 14 Oct 2024 at 12:06, Andrea Bolioli <andrea.bolioli(a)gmail.com>
wrote:
> Grazie Daniela e a tutti.
>
> Sono d’accordo con quasi tutto quello che hai scritto nell’articolo .
> La favola che l’IA serve per il bene dell’umanità andrebbe considerata una
> favola del pifferaio magico, secondo me.
> Lo dico pur essendo una persona che ha lavorato per 35 in ambito NLP e che
> trova meravigliosi e stupefacenti i sistemi LLM attuali. Serviranno a fare
> qualcosa di socialmente utile? Mah, per ora non è chiaro.
> È molto utile fare formazione su questi temi in tutte la sedi in cui è
> possibile fare formazione. Formazione scientificamente fondata, critica,
> auspicabilmente efficace.
> L’ignoranza su questi temi è molto diffusa, così come lo era riguardo al
> web, ai motori di ricerca, ai social network, e prima riguardo alla TV e
> altri mezzi di comunicazione di massa. Ignoranza che rende le persone fruitori
> passivi manipolabili, non solo la gente comune ma anche i decisori
> politici.
>
> È ovvio che quello che creiamo riflette noi stessi, non viene creato dai
> marziani, che non esistono. È noto che le persone creano anche cose
> orribili. Alcuni creano cose orribili, altri cercano di contrastarle,
> alcuni creano cose belle. Le persone fortunatamente non perseguono tutte
> gli stessi scopi. Alcune hanno come unici scopi il profitto o il dominio.
>
> Il problema principale degli LLM non sono i bias: se penso alla TV
> democristiana che l’Italia si è beccata per 40 anni, o alle televisioni
> attuali di stati come la Russia, ho difficoltà a pensare che il problema
> maggiore degli LLM siano i bias. In un paese democratico ognuno ha i suoi
> bias. Su questo credo che siamo d’accordo.
> Un sistema che genera testo esprime anche punti di vista, inesorabilmente.
> Genera testo che viene letto e interpretato come dotato di senso. Un
> sistema che risolve problemi di algebra non esprime punti di vista, trova
> la soluzione corretta oppure no.
> È un problema? Sì, c’è un problema se chi usa gli LLM pensa che siano
> motori di ricerca (cita le fonti corrette e rilevanti? No), oppure pensa
> che siano intelligenti (mi scrive la cosa più intelligente che si possa
> immaginare? No), o pensa che siano sistemi di data analytics ( ha i
> database più completi e corretti di ogni settore? No) .
> (Non entro nel tema “pensiero” perché è filosoficamente troppo
> impegnativo. Gli LLM non pensano. )
>
> Gli LLM generano testo e codice software che ci permettono di fare copia e
> incolla. Gli scrivo di che cosa ho bisogno, copio e incollo l’output se mi
> piace, rileggo, correggo. Se non rileggo e correggo, sto sbagliando, non ho
> capito che cosa sto usando. Se non rileggo e correggo e vendo ad una
> azienda il report generato dall’LLM come last report della grande azienda
> di consulenza (cosa che sta avvenendo), faccio una frode. Se vendo all’INPS
> un fantomatico sistema di IA che risolverà i problemi delle pensioni
> italiane (ma in che modo?!?), sto facendo una frode. Se faccio generare
> all’LLM un bando pubblico senza rileggerlo… Se servono altri esempi, sono a
> disposizione.
>
> È fastidioso sentire ogni 3x2 che qualunque problema verrà risolto
> dall’IA. Meglio l’aloe vera 😉 Per ora nessuno ha detto che l’IA porterà la
> pace nel mondo… Peccato.
>
> Buona giornata,
> Andrea
>
>
>
>
>
>
>
>
> Il giorno dom 13 ott 2024 alle 18:20 maurizio lana <
> maurizio.lana(a)uniupo.it> ha scritto:
>
>> ho letto l'articolo.
>> condivido che l'infiltrazione di IA nelle pratiche della scuola e
>> dell'Università sia un problema e sia anche l'espressione di un problema
>> che c'era già - scuola e università come appendici del mondo aziendale.
>> che i sistemi di IA - incapaci di gestire le ordinazioni degli hamburger
>> - vengano introdotti nella scuola per gestire gli studenti (studenti come
>> hamburger?) esplicita l'idea che lo studente sia un prodotto e non una
>> persona.
>>
>> secondo me poi in questa introduzione una parte non piccola la gioca
>> anche una dose di ignoranza e sudditanza psicologica: 'se non lo facciamo,
>> facciamo figura di ignoranti'. come una riedizione dei vestiti nuovi
>> dell'imperatore.
>>
>> quanto al fatto, nel commento di Alessandro Marzocchi, che "la macchina è
>> creata dagli umani, mi pare ovvio che riproduca l'umano, coi suoi difetti
>> ed errori" il problema è che ai sommi sacerdoti del culto di questa
>> macchina, degli errori non importa nulla, importa solo che tutti (il
>> maggior numero possibile) la credano onnisciente creativa onnipotente.
>>
>> rimando anche a Daniele Gambetta «Technic and magic: animismo di
>> piattaforma e svolta linguistica 2.0 - seconda parte». DINAMOpress, 5
>> ottobre 2023.
>> https://www.dinamopress.it/news/technic-and-magic-animismo-di-piattaforma-e…
>> che ricorda che il bias è insito (ineliminabile forse) nei sistemi di IA:
>>
>> “Il punto non è migliorare o correggere il modello, il punto è che
>> qualunque rappresentazione del mondo e qualunque forma di espressione è
>> situata, è posizionata in un contesto specifico sociale, storico. ...
>> Eliminare il bias è una richiesta priva di senso, dal momento che un
>> discorso neutrale non esiste”
>>
>> e il loro bias diventa pervasivo, mentre quello degli umani non arriva ad
>> esserlo in quella forma e in quella misura.
>> Maurizio
>>
>>
>>
>>
>>
>> Il 13/10/24 12:03, alessandro marzocchi ha scritto:
>>
>> Date: Sat, 12 Oct 2024 17:04:47 +0000 From: Daniela Tafani <
>> daniela.tafani(a)unipi.it> ha scritto
>> ho appena pubblicato un articolo dal titolo
>> Omini di burro. Scuole e università al Paese dei Balocchi dell'IA
>> generativa
>> <
>> https://btfp.sp.unipi.it/it/2024/10/omini-di-burro-scuole-e-universita-al-p…
>> >
>> Vi sarò grata di qualsiasi osservazione, in questa lista
>> o nei commenti, nella pagina del "Bollettino telematico di filosofia
>> politica"
>> ***
>> Daniela scrive:
>> I testi generati riproducono, come in uno specchio
>> <https://academic.oup.com/book/56292>, il pensiero egemonico e le
>> ingiustizie espresse nei dati di partenza, ma, così come gli specchi non
>> producono corpi, i grandi modelli del linguaggio naturale non producono
>> menti.
>> ***
>> (mia osservazione):
>> Ognuno deve molto all'ambiente in cui è cresciuto, all'educazione
>> ricevuta. Le scelte diverse che a volte facciamo, potrebbero essere
>> criticate come allucinazioni? Riflettiamo sul titolo del manuale di
>> riferimento sulla follia: DSM, diagnostic STATISTIC manual, paradossalmente
>> esasperando la statistica, quando la maggioranza era quadrupede i bipedi
>> erano folli. E' stato un caso fortunato che allora non esisteva il DSM ma
>> la stessa evoluzione è una deviazione statistica?
>> Al netto di tutto, la macchina è creata dagli umani, mi pare ovvio che
>> riproduca l'umano, coi suoi difetti ed errori. In fin dei conti la macchina
>> analizza un numero enorme di casi (dati, informazioni, frasi, immagini) e
>> da essi cerca di dedurre significati, relazioni. Noi umani facciamo
>> qualcosa di diverso quando impariamo a parlare, camminare, scrivere, quando
>> impariamo ad imparare?
>> In tempi antichi, ma tutto sommato recenti, il medico toccava il nostro
>> corpo per dedurre lo stato di salute, ora non più e da malato ho sofferto
>> la mancanza del contatto fisico col medico, ora si usano termometri e
>> millemila analisi molto spesso affidate a macchine ... esternalizzate,
>> avrebbe criticato Platone. A partire dal termometro, ogni macchina ci dà
>> una conoscenza del reale sua, della macchina con un "linguaggio macchina" e
>> questo non ci ha preoccupato. A parte meraviglia, sorpresa, non ci ha
>> preoccupato più di tanto la sostituzione del cuore - trapianto o macchine
>> varie - anche se nel cuore vedevamo la sede di affetti ed emozioni. Ora ci
>> preoccupa che la macchina si occupi di mente.
>> Voleva scuotere la nostra mente il surrealismo che aveva anticipato dubbi
>> e suggestioni, confondendo ed ibridando linguaggi e sensi, Magritte ci ha
>> mostrato l'immagine di una pipa con la scritta "ceci n'est pas une pipe",
>> prima dell'IA abbastanza per aprirci a domande nuove in tema di realtà e
>> linguaggio che la descrive.
>> Come tutti sono molto preoccupato, anche per controlli degenerati
>> denunciati da Stefano Quintarelli e Juan Carlos De Martin, degenerazioni
>> che neppure esse sono nate ora, fascismo nazismo stalinismo e loro
>> controlli sono presenti nelle memorie dirette delle generazioni umane
>> tuttora viventi.
>> Alla fine mi domando: non è ovvio che questa nuova "macchina" ci somigli?
>> Ma l'aspetto più interessante è l'analisi della realtà che essa apre. ...
>> se ci arriveremo da persone libere, e questa è la domanda che più mi
>> preoccupa, non la riflessione che la realtà è altro da noi, nonostante noi
>> siamo parte della realtà
>> Grazie, Daniela, per le riflessioni con le quali cresce la mia
>> gratitudine per quel che imparo da questa lista: chi l'ha inventata?
>> Errando discitur, anche questa è statistica, siamo tutti un poco pappagalli
>> stocastici?
>> Duccio (Alessandro Marzocchi)
>>
>>
>>
>>
>>
>> ------------------------------
>>
>> pourquoi es-tu parti avant que je te l'apprenne?
>> le savais-tu déjà?
>> avais-tu deviné?
>> bashung, immortels
>>
>> ------------------------------
>> Maurizio Lana
>> Università del Piemonte Orientale
>> Dipartimento di Studi Umanistici
>> Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
>> <https://www.google.com/maps/search/Piazza+Roma+36+-+13100+Vercelli?entry=gm…>
>>
>
Oct. 14, 2024
Re: [nexa] Articolo Omini di burro. Scuole e università al Paese dei Balocchi dell'IA generativa
by Andrea Bolioli
Grazie Daniela e a tutti.
Sono d’accordo con quasi tutto quello che hai scritto nell’articolo .
La favola che l’IA serve per il bene dell’umanità andrebbe considerata una
favola del pifferaio magico, secondo me.
Lo dico pur essendo una persona che ha lavorato per 35 in ambito NLP e che
trova meravigliosi e stupefacenti i sistemi LLM attuali. Serviranno a fare
qualcosa di socialmente utile? Mah, per ora non è chiaro.
È molto utile fare formazione su questi temi in tutte la sedi in cui è
possibile fare formazione. Formazione scientificamente fondata, critica,
auspicabilmente efficace.
L’ignoranza su questi temi è molto diffusa, così come lo era riguardo al
web, ai motori di ricerca, ai social network, e prima riguardo alla TV e
altri mezzi di comunicazione di massa. Ignoranza che rende le persone fruitori
passivi manipolabili, non solo la gente comune ma anche i decisori
politici.
È ovvio che quello che creiamo riflette noi stessi, non viene creato dai
marziani, che non esistono. È noto che le persone creano anche cose
orribili. Alcuni creano cose orribili, altri cercano di contrastarle,
alcuni creano cose belle. Le persone fortunatamente non perseguono tutte
gli stessi scopi. Alcune hanno come unici scopi il profitto o il dominio.
Il problema principale degli LLM non sono i bias: se penso alla TV
democristiana che l’Italia si è beccata per 40 anni, o alle televisioni
attuali di stati come la Russia, ho difficoltà a pensare che il problema
maggiore degli LLM siano i bias. In un paese democratico ognuno ha i suoi
bias. Su questo credo che siamo d’accordo.
Un sistema che genera testo esprime anche punti di vista, inesorabilmente.
Genera testo che viene letto e interpretato come dotato di senso. Un
sistema che risolve problemi di algebra non esprime punti di vista, trova
la soluzione corretta oppure no.
È un problema? Sì, c’è un problema se chi usa gli LLM pensa che siano
motori di ricerca (cita le fonti corrette e rilevanti? No), oppure pensa
che siano intelligenti (mi scrive la cosa più intelligente che si possa
immaginare? No), o pensa che siano sistemi di data analytics ( ha i
database più completi e corretti di ogni settore? No) .
(Non entro nel tema “pensiero” perché è filosoficamente troppo impegnativo.
Gli LLM non pensano. )
Gli LLM generano testo e codice software che ci permettono di fare copia e
incolla. Gli scrivo di che cosa ho bisogno, copio e incollo l’output se mi
piace, rileggo, correggo. Se non rileggo e correggo, sto sbagliando, non ho
capito che cosa sto usando. Se non rileggo e correggo e vendo ad una
azienda il report generato dall’LLM come last report della grande azienda
di consulenza (cosa che sta avvenendo), faccio una frode. Se vendo all’INPS
un fantomatico sistema di IA che risolverà i problemi delle pensioni
italiane (ma in che modo?!?), sto facendo una frode. Se faccio generare
all’LLM un bando pubblico senza rileggerlo… Se servono altri esempi, sono a
disposizione.
È fastidioso sentire ogni 3x2 che qualunque problema verrà risolto dall’IA.
Meglio l’aloe vera 😉 Per ora nessuno ha detto che l’IA porterà la pace nel
mondo… Peccato.
Buona giornata,
Andrea
Il giorno dom 13 ott 2024 alle 18:20 maurizio lana <maurizio.lana(a)uniupo.it>
ha scritto:
> ho letto l'articolo.
> condivido che l'infiltrazione di IA nelle pratiche della scuola e
> dell'Università sia un problema e sia anche l'espressione di un problema
> che c'era già - scuola e università come appendici del mondo aziendale.
> che i sistemi di IA - incapaci di gestire le ordinazioni degli hamburger -
> vengano introdotti nella scuola per gestire gli studenti (studenti come
> hamburger?) esplicita l'idea che lo studente sia un prodotto e non una
> persona.
>
> secondo me poi in questa introduzione una parte non piccola la gioca anche
> una dose di ignoranza e sudditanza psicologica: 'se non lo facciamo,
> facciamo figura di ignoranti'. come una riedizione dei vestiti nuovi
> dell'imperatore.
>
> quanto al fatto, nel commento di Alessandro Marzocchi, che "la macchina è
> creata dagli umani, mi pare ovvio che riproduca l'umano, coi suoi difetti
> ed errori" il problema è che ai sommi sacerdoti del culto di questa
> macchina, degli errori non importa nulla, importa solo che tutti (il
> maggior numero possibile) la credano onnisciente creativa onnipotente.
>
> rimando anche a Daniele Gambetta «Technic and magic: animismo di
> piattaforma e svolta linguistica 2.0 - seconda parte». DINAMOpress, 5
> ottobre 2023.
> https://www.dinamopress.it/news/technic-and-magic-animismo-di-piattaforma-e…
> che ricorda che il bias è insito (ineliminabile forse) nei sistemi di IA:
>
> “Il punto non è migliorare o correggere il modello, il punto è che
> qualunque rappresentazione del mondo e qualunque forma di espressione è
> situata, è posizionata in un contesto specifico sociale, storico. ...
> Eliminare il bias è una richiesta priva di senso, dal momento che un
> discorso neutrale non esiste”
>
> e il loro bias diventa pervasivo, mentre quello degli umani non arriva ad
> esserlo in quella forma e in quella misura.
> Maurizio
>
>
>
>
>
> Il 13/10/24 12:03, alessandro marzocchi ha scritto:
>
> Date: Sat, 12 Oct 2024 17:04:47 +0000 From: Daniela Tafani <
> daniela.tafani(a)unipi.it> ha scritto
> ho appena pubblicato un articolo dal titolo
> Omini di burro. Scuole e università al Paese dei Balocchi dell'IA
> generativa
> <
> https://btfp.sp.unipi.it/it/2024/10/omini-di-burro-scuole-e-universita-al-p…
> >
> Vi sarò grata di qualsiasi osservazione, in questa lista
> o nei commenti, nella pagina del "Bollettino telematico di filosofia
> politica"
> ***
> Daniela scrive:
> I testi generati riproducono, come in uno specchio
> <https://academic.oup.com/book/56292>, il pensiero egemonico e le
> ingiustizie espresse nei dati di partenza, ma, così come gli specchi non
> producono corpi, i grandi modelli del linguaggio naturale non producono
> menti.
> ***
> (mia osservazione):
> Ognuno deve molto all'ambiente in cui è cresciuto, all'educazione
> ricevuta. Le scelte diverse che a volte facciamo, potrebbero essere
> criticate come allucinazioni? Riflettiamo sul titolo del manuale di
> riferimento sulla follia: DSM, diagnostic STATISTIC manual, paradossalmente
> esasperando la statistica, quando la maggioranza era quadrupede i bipedi
> erano folli. E' stato un caso fortunato che allora non esisteva il DSM ma
> la stessa evoluzione è una deviazione statistica?
> Al netto di tutto, la macchina è creata dagli umani, mi pare ovvio che
> riproduca l'umano, coi suoi difetti ed errori. In fin dei conti la macchina
> analizza un numero enorme di casi (dati, informazioni, frasi, immagini) e
> da essi cerca di dedurre significati, relazioni. Noi umani facciamo
> qualcosa di diverso quando impariamo a parlare, camminare, scrivere, quando
> impariamo ad imparare?
> In tempi antichi, ma tutto sommato recenti, il medico toccava il nostro
> corpo per dedurre lo stato di salute, ora non più e da malato ho sofferto
> la mancanza del contatto fisico col medico, ora si usano termometri e
> millemila analisi molto spesso affidate a macchine ... esternalizzate,
> avrebbe criticato Platone. A partire dal termometro, ogni macchina ci dà
> una conoscenza del reale sua, della macchina con un "linguaggio macchina" e
> questo non ci ha preoccupato. A parte meraviglia, sorpresa, non ci ha
> preoccupato più di tanto la sostituzione del cuore - trapianto o macchine
> varie - anche se nel cuore vedevamo la sede di affetti ed emozioni. Ora ci
> preoccupa che la macchina si occupi di mente.
> Voleva scuotere la nostra mente il surrealismo che aveva anticipato dubbi
> e suggestioni, confondendo ed ibridando linguaggi e sensi, Magritte ci ha
> mostrato l'immagine di una pipa con la scritta "ceci n'est pas une pipe",
> prima dell'IA abbastanza per aprirci a domande nuove in tema di realtà e
> linguaggio che la descrive.
> Come tutti sono molto preoccupato, anche per controlli degenerati
> denunciati da Stefano Quintarelli e Juan Carlos De Martin, degenerazioni
> che neppure esse sono nate ora, fascismo nazismo stalinismo e loro
> controlli sono presenti nelle memorie dirette delle generazioni umane
> tuttora viventi.
> Alla fine mi domando: non è ovvio che questa nuova "macchina" ci somigli?
> Ma l'aspetto più interessante è l'analisi della realtà che essa apre. ...
> se ci arriveremo da persone libere, e questa è la domanda che più mi
> preoccupa, non la riflessione che la realtà è altro da noi, nonostante noi
> siamo parte della realtà
> Grazie, Daniela, per le riflessioni con le quali cresce la mia gratitudine
> per quel che imparo da questa lista: chi l'ha inventata? Errando discitur,
> anche questa è statistica, siamo tutti un poco pappagalli stocastici?
> Duccio (Alessandro Marzocchi)
>
>
>
>
>
> ------------------------------
>
> pourquoi es-tu parti avant que je te l'apprenne?
> le savais-tu déjà?
> avais-tu deviné?
> bashung, immortels
>
> ------------------------------
> Maurizio Lana
> Università del Piemonte Orientale
> Dipartimento di Studi Umanistici
> Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
> <https://www.google.com/maps/search/Piazza+Roma+36+-+13100+Vercelli?entry=gm…>
>
Oct. 14, 2024
Re: [nexa] E dopo Giannini, De Rita, era: Smartworking
by 380°
Buongiorno,
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Poi disse ad Adamo: «Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e
hai mangiato dell'albero circa il quale io ti avevo comandato dicendo:
"Non ne mangiare", il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il
frutto con fatica tutti i giorni della tua vita. Esso ti produrrà spine
e triboli, e tu mangerai l'erba dei campi; mangerai il pane col sudore
del tuo volto, finché tu ritorni alla terra perché da essa fosti tratto;
poiché tu sei polvere, e in polvere ritornerai».
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
(Genesi 3:17-19)
"J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin(a)polito.it> writes:
> Premesso che una quota di lavoro da remoto - per chi lo desidera - mi
> sembra ragionevole e utile,
sarebbe anche ragionevole e utile, in termini di Giustizia sociale, che
chi lo desidera possa scegliere /come/ lavorare
> terrei però anche conto:
>
> 1. della congruità della postazione di lavoro (ergonomicità, costi, ecc.);
> 2. dei costi aggiuntivi sostenuti dal lavoratore per elettricità e
> riscaldamento;
si ma, rimanendo su questo filone di ragionamento, non è che per i
lavoratori "in presenza" si tiene conto:
1. della congruità dei mezzi di trasporto usati per recarsi sul luogo di
lavoro, a partire dal /traffico/ sopportato; mi vengono in mente certi
treni per pendolari stile carro bestiame o le perenni code in
tangenziale dentro una "utilitaria"
2. dei costi aggiuntivi sostenuti in proprio dal lavoratore per usare i
mezzi di trasporto di cui al punto 1 (costi biglietti trasporto
pubblico e/o manutenzione mezzo proprio, inclusa la quota di ammortamento
specifica per il tragitto lavorativo)
per non parlare delle ore _impiegate_ per recarsi sul posto di lavoro e
ritorno, NON retribuite nel 98% dei casi
> 3. di tutti quei casi in cui il lavoratore non può o non vuole lavorare
> da casa per i motivi più svariati, nel qual caso dovrebbe aver diritto
> ad un luogo di lavoro adeguato.
se non sbaglio qualche persona ha indicato una propria idea in merito in
questo thread, che se non ho capito male assomiglia a: avere a
disposizione luoghi di "co-working di prossimità" (del lavoratore)
...ma il co-working così come è concepito (male) adesso sta
funzionando?!?
> Mi chiedo, inoltre, se qualcuno stia studiando l'impatto (ammesso ci
> sia) del lavoro da remoto sulla solidarietà tra colleghi.
sì, sarebbe interessante che qualcuno studiasse l'impatto della qualità
dell'ambiente di lavoro /in presenza/ sulla solidarietà tra colleghi; io
conosco esperienze _devastanti_ (qualcuno ha studi antropologici da
segnalare?)
ancora meglio, sarebbe interessante che qualcuno studiasse l'impatto del
lavoro da remoto sulla solidarietà tra vicini di casa
...e altri tipi di /vicinanze/ che il lavoro alienato (ripeto, l'unico
che garantisce un reddito) _fisicamente_ impedisce
[...]
saluti /da remoto/ :-D , 380°
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Oct. 14, 2024
117° Nexa Lunch Seminar | 23 ottobre 2024, ore 13.00
by Nexa - Media
Gentilissime, gentilissimi,
Vi invitiamo a partecipare al 117° Nexa Lunch Seminar che si terrà mercoledì 23 ottobre, dalle ore 13.00 alle ore 14.00,
con un incontro dal titolo: "L'uomo senza proprietà: usi e abusi degli oggetti connessi negli ambienti domestici".
Ospite dell'incontro: Jacopo Franchi (Cariplo Factory).
L'incontro si terrà IN PRESENZA e ONLINE.
SEDE FISICA dell'incontro: Centro Nexa su Internet e Società, Politecnico di Torino, Via Boggio 65/a, Torino (1° piano).
Per accedere alla sala si raccomanda di suonare al citofono Portineria e di seguire le indicazioni segnalate lungo il percorso.
QUI<https://nexa.polito.it/contatti> maggiori informazioni su come raggiungerci.
STANZA VIRTUALE dell'incontro: https://didattica.polito.it/VClass/NexaEvent
Di seguito maggiori dettagli: https://nexa.polito.it/lunch-117<https://nexa.polito.it/lunch-117/>
Cordiali saluti,
--
Valeria Bergantino
Communication Manager
Nexa Center for Internet & Society
Politecnico di Torino - DAUIN
Via Pier Carlo Boggio, 65/A - 10138 Torino
web: https://nexa.polito.it/
mail: valeria.bergantino(a)polito.it<mailto:valeria.bergantino@polito.it>
tel: 3473443585
Oct. 14, 2024
Il rapporto Draghi e il GDPR
by de petra giulio
Su come il rapporto Draghi considera il GDPR e, più in generale, la
regolamentazione europea che riguarda le tecnologie digitali, vi segnalo
questo contributo di Maurizio Borghi appena pubblicato sul sito del Crs.
G.
https://centroriformastato.it/leuropa-futura-meno-diritti-per-piu-competiti…
Oct. 14, 2024
sempre più nervosismo all'OSI...
by Giacomo Tesio
La censura dell'OSI si abbatte con sempre maggiore frequenza.
Io sono stato nuovamente silenziato l'altro ieri con minaccia di essere
bannato e oggi ho trovato due post censurati:
-
https://discuss.opensource.org/t/list-of-unaddressed-issues-of-osaid-rc1/65…
-
https://discuss.opensource.org/t/squaring-the-circle-of-open-source-ai-with…
Il primo stamattina era visibile e non mi sembrava nulla di scandaloso:
prendeva quasi le difese dell'OSI, attribuendone ingenuamente alla
stupidità il comportamento.
Evidentemente non vogliono che ci sia alcun dubbio sui propri moventi.
Il secondo purtroppo non ho avuto modo di leggerlo.
Intanto tutti i problemi [1] della definizione che OSI sta cercando di
imporre non vengono né discussi né affrontati:
- Prohibition to study
- Constrained Modificability
- Open Washing AI
- Inherent user (in)security
- Implicit or Unspecified formal requirements
- OSI as a single point of failure
- Unknown “OSI-approved terms”
- Inability to use OSAI in Science
- Paywalled data
- Underspecified “substantial equivalence”
- Arbitrary (lack of) transparency
Diversi ricercatori chiedono che l'OSI li affronti [2] (in realtà da
tempo), ma senza successo.
Magari domani esce la RC2.
E sono certo che gli sponsor ringrazieranno:
https://opensource.org/sponsors
Giacomo
[1]
https://discuss.opensource.org/t/list-of-unaddressed-issues-of-osaid-rc1/65…
[2]
https://discuss.opensource.org/t/request-to-review-community-guidelines/664…
Oct. 13, 2024
Re: [nexa] bias da soluzionismo tecnologico
by Benedetto Ponti
Se lo leggi, provo a spiegarlo.
Dopodiché, ognuno è libero di essere più preoccupato per ciò che crede.
Ma se un poliziotto spara con una Beretta (prodotto di un'azienda privata), secondo la mia tesi (e non solo mia) è una cosa molto diversa rispetto al caso di un sindaco che usa una soluzione di riconoscimento facciale (parimenti prodotta da un'azienda privata).
Un caro saluto
B.
Inviato da Outlook per Android<https://aka.ms/AAb9ysg>
________________________________
From: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> on behalf of Stefano Quintarelli via nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Sent: Sunday, October 13, 2024 8:27:46 PM
To: nexa(a)server-nexa.polito.it <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Subject: Re: [nexa] bias da soluzionismo tecnologico
e quindi ? non capisco il punto.
mi preoccupano molto di piu' le 15mila telecamere a roma, collegate con
un sistema AI, per decisione del Dott. Greco (gia' a capo del tribunale
di milano) come consulente del sindaco gualtieri dell'azienda che decide
di usare telecamere e riconosicmento immagini per vedere come crescono i
pomodori.
forse intendi che il Dott. Greco e' un emissario di
Microsoft/Amazon/whatsoever ?
ciao, s.
On 13/10/24 13:19, Benedetto Ponti wrote:
> Ciao Stefano, vero che alcune applicazioni "pubbliche" sono coperte dal
> monopolio della forza. Ma l'AI è sempre un prodotto ideato, sviluppato e
> fornito "dal mercato".
>
> Molto umilmente, su questo (e sulla scia di molte riflessioni che devo a
> Daniela Tafani)
> è appena uscito questo
>
> https://www.rivistaitalianadiinformaticaediritto.it/index.php/RIID/
> article/view/264 <https://www.rivistaitalianadiinformaticaediritto.it/
> index.php/RIID/article/view/264>
>
> Benedetto
>
> Inviato da Outlook per Android <https://aka.ms/AAb9ysg>
>
> ------------------------------------------------------------------------
> *Da:* nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Stefano
> Quintarelli via nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> *Inviato:* Domenica, Ottobre 13, 2024 8:37:35 AM
> *A:* nexa(a)server-nexa.polito.it <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> *Oggetto:* Re: [nexa] bias da soluzionismo tecnologico
>
> ci sono anche cose non di mercato
> anzi, forse quelle sono le più rischiose, dato che l'esecutivo gestisce
> il monopolio della forza
> installare una telecamera ogni 130m a Roma, 15000, collegate ad un
> sistema ai Gualtieri non lo fa per ragioni di mercato
>
> Il 12 ottobre 2024 22:09:47 UTC, alessandro marzocchi
> <alemarzoc(a)gmail.com> ha scritto:
>>Date: Fri, 11 Oct 2024 20:25:14 +0200 Alberto Cammozzo ha scritto <
>>ac+nexa(a)zeromx.net>
>>Ho appena letto questo articolo che mi pare affronti il tema dei bias cognitivi
>>da AI, anche se limitatamente al campo dell'intelligence.
>>Anche i rimandi mi paiono altrettanto interessanti.
>>Peccato non consideri il problema che dati di qualità saranno sempre più rari
>>per via dell'inquinamento dell'ecosistema da parte dei LLM generativi.
>><
>>https://warontherocks.com/2024/10/ai-and-intelligence-analysis-panacea-
> or-peril/ <https://warontherocks.com/2024/10/ai-and-intelligence-
> analysis-panacea-or-peril/>
>>>
>>***
>>"AI is ... a capability that continues to evolve", è il punto
>>dell'argomento, non solo dell'articolo: c'è voluto del tempo, dai graffiti
>>preistorici a Platone ed oltre.
>>"AI can play a valuable role ... but only if humans are kept in the loop" è
>>il centro della sfida, col "thinking about thinking" e con la
>>consapevolezza che "it is a fallacy to believe that humans fully control
>>their thought processes."
>>Il tema che vedo è come evitare il peggioramento qualitativo dei dati di
>>addestramento, perchè nel contesto della ricerca scientifica la qualità
>>"asettica" dell'analisi della macchina è utile.
>>***
>>Va comunque tenuta ben presente tutta la società oltre la sfera della
>>ricerca scientifica e qui concordo con quanto ha ricordato Daniela Tafani a
>>proposito dell'ultimo pensiero di Morozov -
>>https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2024-October/053379.html
> <https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2024-October/053379.html> -
>>"Una decina d’anni fa ho definito questo fenomeno “soluzionismo”, ma
>>“neoliberismo digitale” sarebbe altrettanto appropriato. È una visione del
>>mondo che ridefinisce i problemi sociali alla luce di soluzioni
>>tecnologiche create per fare profitti. In questo modo questioni che
>>riguardano la sfera pubblica sono reinterpretate come opportunità di
>>mercato."
>><
>>https://www.internazionale.it/magazine/evgeny-morozov/2023/08/17/la-
> vera-minaccia-dell-intelligenza-artificiale> <https://
> www.internazionale.it/magazine/evgeny-morozov/2023/08/17/la-vera-<http://www.internazionale.it/magazine/evgeny-morozov/2023/08/17/la-vera->
> minaccia-dell-intelligenza-artificiale>>
>>
>>Cordialmente.
>>Duccio (Alessandro Marzocchi)
>
--
You can reach me on Signal: @quinta.01 (no Whatsapp, Telegram)
Oct. 13, 2024
Re: [nexa] bias da soluzionismo tecnologico
by Stefano Quintarelli
e quindi ? non capisco il punto.
mi preoccupano molto di piu' le 15mila telecamere a roma, collegate con
un sistema AI, per decisione del Dott. Greco (gia' a capo del tribunale
di milano) come consulente del sindaco gualtieri dell'azienda che decide
di usare telecamere e riconosicmento immagini per vedere come crescono i
pomodori.
forse intendi che il Dott. Greco e' un emissario di
Microsoft/Amazon/whatsoever ?
ciao, s.
On 13/10/24 13:19, Benedetto Ponti wrote:
> Ciao Stefano, vero che alcune applicazioni "pubbliche" sono coperte dal
> monopolio della forza. Ma l'AI è sempre un prodotto ideato, sviluppato e
> fornito "dal mercato".
>
> Molto umilmente, su questo (e sulla scia di molte riflessioni che devo a
> Daniela Tafani)
> è appena uscito questo
>
> https://www.rivistaitalianadiinformaticaediritto.it/index.php/RIID/
> article/view/264 <https://www.rivistaitalianadiinformaticaediritto.it/
> index.php/RIID/article/view/264>
>
> Benedetto
>
> Inviato da Outlook per Android <https://aka.ms/AAb9ysg>
>
> ------------------------------------------------------------------------
> *Da:* nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Stefano
> Quintarelli via nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> *Inviato:* Domenica, Ottobre 13, 2024 8:37:35 AM
> *A:* nexa(a)server-nexa.polito.it <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> *Oggetto:* Re: [nexa] bias da soluzionismo tecnologico
>
> ci sono anche cose non di mercato
> anzi, forse quelle sono le più rischiose, dato che l'esecutivo gestisce
> il monopolio della forza
> installare una telecamera ogni 130m a Roma, 15000, collegate ad un
> sistema ai Gualtieri non lo fa per ragioni di mercato
>
> Il 12 ottobre 2024 22:09:47 UTC, alessandro marzocchi
> <alemarzoc(a)gmail.com> ha scritto:
>>Date: Fri, 11 Oct 2024 20:25:14 +0200 Alberto Cammozzo ha scritto <
>>ac+nexa(a)zeromx.net>
>>Ho appena letto questo articolo che mi pare affronti il tema dei bias cognitivi
>>da AI, anche se limitatamente al campo dell'intelligence.
>>Anche i rimandi mi paiono altrettanto interessanti.
>>Peccato non consideri il problema che dati di qualità saranno sempre più rari
>>per via dell'inquinamento dell'ecosistema da parte dei LLM generativi.
>><
>>https://warontherocks.com/2024/10/ai-and-intelligence-analysis-panacea-
> or-peril/ <https://warontherocks.com/2024/10/ai-and-intelligence-
> analysis-panacea-or-peril/>
>>>
>>***
>>"AI is ... a capability that continues to evolve", è il punto
>>dell'argomento, non solo dell'articolo: c'è voluto del tempo, dai graffiti
>>preistorici a Platone ed oltre.
>>"AI can play a valuable role ... but only if humans are kept in the loop" è
>>il centro della sfida, col "thinking about thinking" e con la
>>consapevolezza che "it is a fallacy to believe that humans fully control
>>their thought processes."
>>Il tema che vedo è come evitare il peggioramento qualitativo dei dati di
>>addestramento, perchè nel contesto della ricerca scientifica la qualità
>>"asettica" dell'analisi della macchina è utile.
>>***
>>Va comunque tenuta ben presente tutta la società oltre la sfera della
>>ricerca scientifica e qui concordo con quanto ha ricordato Daniela Tafani a
>>proposito dell'ultimo pensiero di Morozov -
>>https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2024-October/053379.html
> <https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2024-October/053379.html> -
>>"Una decina d’anni fa ho definito questo fenomeno “soluzionismo”, ma
>>“neoliberismo digitale” sarebbe altrettanto appropriato. È una visione del
>>mondo che ridefinisce i problemi sociali alla luce di soluzioni
>>tecnologiche create per fare profitti. In questo modo questioni che
>>riguardano la sfera pubblica sono reinterpretate come opportunità di
>>mercato."
>><
>>https://www.internazionale.it/magazine/evgeny-morozov/2023/08/17/la-
> vera-minaccia-dell-intelligenza-artificiale> <https://
> www.internazionale.it/magazine/evgeny-morozov/2023/08/17/la-vera-
> minaccia-dell-intelligenza-artificiale>>
>>
>>Cordialmente.
>>Duccio (Alessandro Marzocchi)
>
--
You can reach me on Signal: @quinta.01 (no Whatsapp, Telegram)
Oct. 13, 2024
Re: [nexa] Articolo Omini di burro. Scuole e università al Paese dei Balocchi dell'IA generativa
by maurizio lana
ho letto l'articolo.
condivido che l'infiltrazione di IA nelle pratiche della scuola e
dell'Università sia un problema e sia anche l'espressione di un problema
che c'era già - scuola e università come appendici del mondo aziendale.
che i sistemi di IA - incapaci di gestire le ordinazioni degli hamburger
- vengano introdotti nella scuola per gestire gli studenti (studenti
come hamburger?) esplicita l'idea che lo studente sia un prodotto e non
una persona.
secondo me poi in questa introduzione una parte non piccola la gioca
anche una dose di ignoranza e sudditanza psicologica: 'se non lo
facciamo, facciamo figura di ignoranti'. come una riedizione dei vestiti
nuovi dell'imperatore.
quanto al fatto, nel commento di Alessandro Marzocchi, che "la macchina
è creata dagli umani, mi pare ovvio che riproduca l'umano, coi suoi
difetti ed errori" il problema è che ai sommi sacerdoti del culto di
questa macchina, degli errori non importa nulla, importa solo che tutti
(il maggior numero possibile) la credano onnisciente creativa onnipotente.
rimando anche a Daniele Gambetta «Technic and magic: animismo di
piattaforma e svolta linguistica 2.0 - seconda parte». DINAMOpress, 5
ottobre 2023.
https://www.dinamopress.it/news/technic-and-magic-animismo-di-piattaforma-e…
che ricorda che il bias è insito (ineliminabile forse) nei sistemi di IA:
>
> “Il punto non è migliorare o correggere il modello, il punto è che
> qualunque rappresentazione del mondo e qualunque forma di espressione
> è situata, è posizionata in un contesto specifico sociale, storico.
> ... Eliminare il bias è una richiesta priva di senso, dal momento che
> un discorso neutrale non esiste”
>
e il loro bias diventa pervasivo, mentre quello degli umani non arriva
ad esserlo in quella forma e in quella misura.
Maurizio
Il 13/10/24 12:03, alessandro marzocchi ha scritto:
> Date: Sat, 12 Oct 2024 17:04:47 +0000From: Daniela Tafani
> <daniela.tafani(a)unipi.it>ha scritto
> ho appena pubblicato un articolo dal titolo
> Omini di burro. Scuole e università al Paese dei Balocchi dell'IA
> generativa
> <https://btfp.sp.unipi.it/it/2024/10/omini-di-burro-scuole-e-universita-al-p…>
> Vi sarò grata di qualsiasi osservazione, in questa lista
> o nei commenti, nella pagina del "Bollettino telematico di filosofia
> politica"
> ***
> Daniela scrive:
> I testi generati riproducono, come in uno specchio
> <https://academic.oup.com/book/56292>, il pensiero egemonico e le
> ingiustizie espresse nei dati di partenza, ma, così come gli specchi
> non producono corpi, i grandi modelli del linguaggio naturale non
> producono menti.
> ***
> (mia osservazione):
> Ognuno deve molto all'ambiente in cui è cresciuto, all'educazione
> ricevuta. Le scelte diverse che a volte facciamo, potrebbero essere
> criticate come allucinazioni? Riflettiamo sul titolo del manuale di
> riferimento sulla follia: DSM, diagnostic STATISTIC manual,
> paradossalmente esasperando la statistica, quando la maggioranza era
> quadrupede i bipedi erano folli. E' stato un caso fortunato che allora
> non esisteva il DSM ma la stessa evoluzione è una deviazione statistica?
> Al netto di tutto, la macchina è creata dagli umani, mi pare ovvio che
> riproduca l'umano, coi suoi difetti ed errori. In fin dei conti la
> macchina analizza un numero enorme di casi (dati, informazioni, frasi,
> immagini) e da essi cerca di dedurre significati, relazioni. Noi umani
> facciamo qualcosa di diverso quando impariamo a parlare, camminare,
> scrivere, quando impariamo ad imparare?
> In tempi antichi, ma tutto sommato recenti, il medico toccava il
> nostro corpo per dedurre lo stato di salute, ora non più e da malato
> ho sofferto la mancanza del contatto fisico col medico, ora si usano
> termometri e millemila analisi molto spesso affidate a macchine ...
> esternalizzate, avrebbe criticato Platone. A partire dal termometro,
> ogni macchina ci dà una conoscenza del reale sua, della macchina con
> un "linguaggio macchina" e questo non ci ha preoccupato. A parte
> meraviglia, sorpresa, non ci ha preoccupato più di tanto la
> sostituzione del cuore - trapianto o macchine varie - anche se nel
> cuore vedevamo la sede di affetti ed emozioni. Ora ci preoccupa che la
> macchina si occupi di mente.
> Voleva scuotere la nostra mente il surrealismo che aveva anticipato
> dubbi e suggestioni, confondendo ed ibridando linguaggi e sensi,
> Magritte ci ha mostrato l'immagine di una pipa con la scritta "ceci
> n'est pas une pipe", prima dell'IA abbastanza per aprirci a domande
> nuove in tema di realtà e linguaggio che la descrive.
> Come tutti sono molto preoccupato, anche per controlli degenerati
> denunciati da Stefano Quintarelli e Juan Carlos De Martin,
> degenerazioni che neppure esse sono nate ora, fascismo nazismo
> stalinismo e loro controlli sono presenti nelle memorie dirette delle
> generazioni umane tuttora viventi.
> Alla fine mi domando: non è ovvio che questa nuova "macchina" ci somigli?
> Ma l'aspetto più interessante è l'analisi della realtà che essa apre.
> ... se ci arriveremo da persone libere, e questa è la domanda che più
> mi preoccupa, non la riflessione che la realtà è altro da noi,
> nonostante noi siamo parte della realtà
> Grazie, Daniela, per le riflessioni con le quali cresce la mia
> gratitudine per quel che imparo da questa lista: chi l'ha inventata?
> Errando discitur, anche questa è statistica, siamo tutti un poco
> pappagalli stocastici?
> Duccio (Alessandro Marzocchi)
>
>
>
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pourquoi es-tu parti avant que je te l'apprenne?
le savais-tu déjà?
avais-tu deviné?
bashung, immortels
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Maurizio Lana
Università del Piemonte Orientale
Dipartimento di Studi Umanistici
Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
Oct. 13, 2024