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Re: [nexa] e i sistemi operativi per PC no eh? (was Re: Mozilla: "It’s Official: Cars Are the Worst Product Category We Have Ever Reviewed for Privacy")
by 380°
Ciao,
Andrea Trentini <andrea.trentini(a)unimi.it> writes:
> On 21/09/2023 00:46, 380° wrote:
[...]
>> Pochi hanno il coraggio di chiamare tale software per nome:
>> _malware_.
>
> ottima idea! (non sono ironico/sarcastico)
>
> d'ora in poi chiamerò *malware* ogni "cosa" non libera
Beh, il progetto GNU per ovvi motivi di tossicità ambientale non osa
farlo così spudoratamente per tutto il software proprieratio, ma l'idea
non è certo mia:
«Proprietary Software Is Often Malware»
https://www.gnu.org/proprietary/proprietary.html.en
...tutto meticolosamente documentato, _compreso_ il malware in certi
servizi online, che spesso si possono usare solo con app
Javascript... proprietarie.
[...]
> basterebbe dire che ogni device deve poter essere "flashabile" con
> software dell'acquirente (bada ben, "acquirente", non "utilizzatore"!)
> e che per poter rispettare questa caratteristica le spec tecniche di
> ogni oggetto devono essere pubblicate (si fotta il segreto
> industriale?)
Purtroppo non basta, perché ci sono situazioni in cui Qualcuno™ potrebbe
volere che il software che fa funzionare il device abbia determinate
caratteristiche che diano una garanzia di adeguatezza all'uso e
corrispondenza a eventuali norme tecniche specifiche: per questo è
necessario che tutto il software sia pubblicato in forma sorgente;
**attenzione** che non ho detto che deve essere libero, deve essere
**verificabile**.
Quanto proponi tu assieme a quanto scrivo sopra sarebbe la Soluzione
Definitiva™: dove si firma?!? :-D
[...]
>>> Inoltre andrebbe etichettato (come si fa per i cibi) ogni device che
>>> necessiti di connessioni per poter funzionare, l'etichetta dovrebbe
>>> dichiarare quali e quante connessioni servono, che dati vengono
>>> scambiati, etc.
>>
>> Sì, peccato che però in commercio ci sono /solo/ dispositivi pieni di
>> simili "etichette" scritte complicate apposta, ben nascoste e che
>> capiscono in 2 su 1000, se va bene... Quando le "etichette" ci sono!
>
> a cosa ti riferisci? non ho presente etichette del genere
Ho scritto "etichette" ma in realtà mi riferisco al complesso di
informazioni ufficialmente pubblicate e rese disponibili dal produttore:
schede tecniche, elenco di funzionalità, informative sulla raccolta dei
dati personali, manuali utente (sì, un amico di mio cugino mi ha detto
che in una tribù sperduta in Lapponia leggono ancora i manuali d'uso).
> io intendo un'etichetta tipo:
>
> "questo device si connette a https://succhiadati.microsoft.com ogni
> tre minuti e invia l'elenco dettagliato delle macchine nmappate sulla
> tua rete locale..."
>
> oppure:
>
> "questa auto contiene una SIM 5G e invia a https://sodovevai.tesla.com
> la tua posizione istantanea e il tuo profilo di guida (accelerazioni,
> frenate, superamento limiti velocità, ecc.)"
Sì, sarebbe bello che quelle informazioni fossero chiaramente scritte da
qualche parte (etichetta o altro)... ma io non tratterrei il fiato,
diciamo, anche perché:
1. secondo te il produttore avrebbe il coraggio di scrivere «Tutti i
documenti che salvi su /questo/ cloud quando hai attivata la funzione
nel SO del tuo dispositivo (attiva di default), sono inviati ai Five
Eyes per la tutela della sicurezza nazionale di...»?!? :-O
2. anche se il produttore riuscisse a usare un notevole volo pindarico
per indorare il pillolone di cui al punto 1., come potresti verificare
se non con una faticosissima attività di reverse engineering e/o
sniffing dei pacchetti di rete?
Ecco perché preferisco insistere sulla Soluzione Definitiva™, perché
anche se _purtroppo_ con estrema fatica, sacrificio, lotte, sangue,
sudore e a volte infrangendo la legge, nel mondo fisico chiunque può
segliere se essere "compliant" o dire "no grazie, a queste condizioni
non ci sto proprio"... avendo le informazioni /vere/.
[...]
> non potrai: la EU ad esempio vieterà la circolazione dei veicoli che
> non saranno "instrumentati" a partire da una certa data... a questo
> punto che fai?
Semplicemente accuso apertamente chi dovesse emanare tale legge di
_pesante_ attacco ai diritti fondamentali dei cittadini EU, oltre che di
INCOSTITUZIONALITÀ manifesta: _prima_ date ai cittadini la Soluzione
Definitiva™, poi fate pure leggi del genere... e di grazia spiegate la
ratio.
...poi voglio vedere chi avrebbe il coraggio di sputt... ehrm, rovinarsi
la reputazione facendo fare al software binario una cosa diversa da
quella che c'è scritta nel codice sorgente :-D [1]
[...]
Saluti, 380°
[1] si verifica con "bootstrappable **and** reproducible builds".
https://bootstrappable.org/ https://reproducible-builds.org/
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Sept. 22, 2023
Re: [nexa] non esiste tecnologia senza genere umano.
by alessandro marzocchi
Grazie per la pazienza.
Se per capire ci vuole un convegno, la mia preoccupazione aumenta (rimane
fra parentesi l'osservazione che a volte la complessità della spiegazione
dipende da chi spiega).
Buon fine settimana.
Duccio (Alessandro Marzocchi)
Il giorno ven 22 set 2023 alle ore 12:32 380° <g380(a)biscuolo.net> ha
scritto:
> Buongiorno Alessandro,
>
> alessandro marzocchi <alemarzoc(a)gmail.com> writes:
>
> > Non capisco oppure non sono d'accordo con te, Giovanni. Scrivi:
>
> Ho la sensazone che sui fondamentali siamo d'accordo ma facciamo fatica
> a capirci per un certo livello di "impedenza", per la quale sicuramente
> anche io sono responsabile.
>
> >> (1) Il genere umano sarà sempre lo stesso ... <
> >> (2) (la tecnologia, ndr) /non esisterebbe/ senza un essere
> >> senziente, anche se non umano o non terrestre. <
> > Se capisco bene ammetti la possibilità di un essere senziente non umano
> od
> > extraplanetario.
>
> Ti chiedo scusa Alessandro, con quella mia battuta ho creato confusione.
>
> Per rimanere in tema, limitiamoci agli esseri umani, OK?
>
> > Al di là della mia piccola analisi (io, ma non pretendo che altri
> > condividano) non so, domando: quale genere umano nell'era digitale?
> > ---
> > E' ancora attuale l'alienazione dell'operaio davanti al telaio
> > meccanizzato?
>
> Premetto che non conosco il funzionamento dei telai meccanizzati
> odierni... ma ho il ragionevole sospetto che siamo "smart" ;-)
>
> Sì certo che è ancora attuale, perché - finché è davanti al telaio - è
> costretto a fare da "pezzo di macchina" per tutte quelle operazioni che
> la macchina non fa, perché progetta male o costerebbe troppo
> implementare (in alcuni reparti progettazione ho visto e sentito cose
> che voi umani...).
>
> Aggiungo un elemento: succede che anche il **proprietario** del telaio
> in alcune circostanze provi una _pesante_ sensazione di alienazione
> (anche perché fino a un momento prima era convinto di essersela scampata
> /scaricandola/ completamente sull'operaio [1]); in genere succede quando
> il "suo" telaio, magari "smart", fa cose che non vorrebbe che facesse
> oppure _non_ fa cose che egli - il proprietario - saprebbe benissimo
> come far fare alla macchina, con l'aiuto del suo operaio o di un
> collaboratore esterno: studio del funzionamento della macchina,
> personalizzazione, riparazione guasti, sistemazione dei difetti di
> funzionamento, estensione delle funzioni (mumble, dove mi pare di averlo
> già letto?!?).
>
> In più, di fronte a macchine come smartphone, computer e _tutti_ i
> dispositivi "smart" (tipo le automobili da cui è partito questo thread,
> anche se purtroppo spezzettato) nel 95% dei casi il proprietario
> _coincide_ con l'operaio (operator) ;-)
>
> Portando come esempio il telaio meccanizzato hai evidenziato
> _perfettamente_ come l'alienazione che una volta si /immaginava/
> relegata all'operaio (operator) stia man mano "contagiando" in misura
> sempre maggiore anche i capi dell'operaio, su su fino agli
> amministratoli delegati (spesso a loro insaputa), _proprio_ grazie alla
> "smartification" dei dispositivi che una volta erano solo
> (elettro)meccanici.
>
> Altro esempio: pochi lo ammettono ma la domotica non decolla per un
> cavolo (al massimo spara qualche petardino e luci strobo) proprio perché
> i proprietari di casa sono sì ignoranti ma mica completamente
> deficienti; parafrasando una famosa citazione:
>
> «Quando un dispositivo con lo "smart" incontra la realtà (disarmata),
> il dispositivo con lo "smart" è un dispositivo morto»
>
> > La macchina conquista sempre più spazi? L'uomo li abbandona? li
> > dimentica? li perde?
>
> Li **subisce**... spIntaneamente o per pigrizia il risultato non cambia.
>
> > Il genere umano può perdere il controllo? Lo sta perdendo?
>
> No, no, no, no, assolutamente no.
>
> Il fatto che tanti individui si sentano "persi" di fronte a certa
> tecnologia è un fenomeno reale (spero passeggero) e umano ma non implica
> che ci sia un "genere macchina" che sta togliendo il controllo al
> "genere umano". Su questo c'è troppa narrazione _tossica_ in giro.
>
> > la possibilità di un essere senziente, anche se non umano o non
> > terrestre, sta dentro - per me - le domande di cui sopra.
>
> No comment.
>
> Comunque, il fatto che l'umano sia terresre o meno non fa differenza ai
> fini di questa discussione.
>
> > Domando, non pretendo di imporre risposte: uomo, umano, coscienza,
> > intelligenza, mente, senziente rinnovano la domanda di sempre: chi
> > siamo?
>
> Alessandro, se vogliamo generalizzare per amor di discussione, direi che
> possiamo limitarci a dire che l'essere umano è un essere senziente (e fa
> genere, il "genere umano") mentre la macchina non potrà MAI esserlo (e
> _non_ fa genere, "genere macchina") .
>
> In altri termini: l'essere umano è anche metafisico, la macchina può
> essere _solo_ fisica.
>
> > Ieri ci confrontavamo con la natura, oggi anche con la macchina.
>
> No: _costruiamo_ macchine e abbiamo cominciato a costruirle in tempi
> preistorici, per "confrontarci" con (affrontare?) la componente fisica
> della natura un po' meglio attrezzati.
>
> Il fatto che alcuni (molti) /considerino vive/ certe macchine - ad
> es. antropomorfizzandole - e credano di potersi confrontare con loro è
> solo perché non riescono a individuare chi le ha costruite,
> determinandone il funzionamento.
>
> Effettivamente i computer sono macchine estremamente complesse e riuscire
> a comprendere il nesso /causale/ tra la _decisione_ di chi le costruisce
> e il loro (mal)funzionamento implica un notevole sforzo, perché le cose
> da capire sono tantissime.
>
> Mi spiace, vorrei fosse più /semplice/ ma così non è: si potrebbe
> /semplificare/ ma chi costruisce i computer e li programma più spesso
> che no non _vuole_.
>
> Complesso sì, attenzione però nel pretendere di /facilitare/ la
> comprensione, perché _sicuramente_ ha l'effetto collaterale di
> /complicare/ le cose invece di /semplificarle/.
>
> Chi cerca di comprendere la verità di una "cosa" deve affrontarne la
> complessità, chi vuole nascondere la verità complica la vita a sè e agli
> altri nell'illusione di comprendere (o far comprendere) la verità
> /facilmente/.
>
> > E' un artefatto, l'abbiamo prodotta noi, risponde a noi sempre e
> > comunque oppure ha, può avere, potrebbe avere autonomia?
>
> No.... e per favore considera che la General Artificial Intelligence non
> esiste (metto le mani avanti :-) ).
>
> [...]
>
> > Ora confermerò la mia ignoranza domandando: quando cosa intendono i
> > tecnici quando affermano di non sapere cosa accade nella scatola nera?
>
> Scusa ma posso rispondere a questa domanda perché ci vorrebbe un
> convegno, giuro che potrei parlarne per ore se chi mi sta di fronte
> riuscisse a reggermi. (Comunque non sono pronto per un convegno... si sa
> mai, metto le mani avanti :-D ).
>
> [...]
>
> Grazie e cordiali saluti, 380°
>
>
> [1] e spesso l'alienazione fa talmente male che l'alienato se la prende
> con quelli che non c'entrano nulla invece di prendersela con chi
> _provoca_ alienazione.
>
> --
> 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
>
> «Noi, incompetenti come siamo,
> non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
>
> Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
> but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
>
Sept. 22, 2023
Re: [nexa] non esiste tecnologia senza genere umano.
by 380°
Buongiorno Alessandro,
alessandro marzocchi <alemarzoc(a)gmail.com> writes:
> Non capisco oppure non sono d'accordo con te, Giovanni. Scrivi:
Ho la sensazone che sui fondamentali siamo d'accordo ma facciamo fatica
a capirci per un certo livello di "impedenza", per la quale sicuramente
anche io sono responsabile.
>> (1) Il genere umano sarà sempre lo stesso ... <
>> (2) (la tecnologia, ndr) /non esisterebbe/ senza un essere
>> senziente, anche se non umano o non terrestre. <
> Se capisco bene ammetti la possibilità di un essere senziente non umano od
> extraplanetario.
Ti chiedo scusa Alessandro, con quella mia battuta ho creato confusione.
Per rimanere in tema, limitiamoci agli esseri umani, OK?
> Al di là della mia piccola analisi (io, ma non pretendo che altri
> condividano) non so, domando: quale genere umano nell'era digitale?
> ---
> E' ancora attuale l'alienazione dell'operaio davanti al telaio
> meccanizzato?
Premetto che non conosco il funzionamento dei telai meccanizzati
odierni... ma ho il ragionevole sospetto che siamo "smart" ;-)
Sì certo che è ancora attuale, perché - finché è davanti al telaio - è
costretto a fare da "pezzo di macchina" per tutte quelle operazioni che
la macchina non fa, perché progetta male o costerebbe troppo
implementare (in alcuni reparti progettazione ho visto e sentito cose
che voi umani...).
Aggiungo un elemento: succede che anche il **proprietario** del telaio
in alcune circostanze provi una _pesante_ sensazione di alienazione
(anche perché fino a un momento prima era convinto di essersela scampata
/scaricandola/ completamente sull'operaio [1]); in genere succede quando
il "suo" telaio, magari "smart", fa cose che non vorrebbe che facesse
oppure _non_ fa cose che egli - il proprietario - saprebbe benissimo
come far fare alla macchina, con l'aiuto del suo operaio o di un
collaboratore esterno: studio del funzionamento della macchina,
personalizzazione, riparazione guasti, sistemazione dei difetti di
funzionamento, estensione delle funzioni (mumble, dove mi pare di averlo
già letto?!?).
In più, di fronte a macchine come smartphone, computer e _tutti_ i
dispositivi "smart" (tipo le automobili da cui è partito questo thread,
anche se purtroppo spezzettato) nel 95% dei casi il proprietario
_coincide_ con l'operaio (operator) ;-)
Portando come esempio il telaio meccanizzato hai evidenziato
_perfettamente_ come l'alienazione che una volta si /immaginava/
relegata all'operaio (operator) stia man mano "contagiando" in misura
sempre maggiore anche i capi dell'operaio, su su fino agli
amministratoli delegati (spesso a loro insaputa), _proprio_ grazie alla
"smartification" dei dispositivi che una volta erano solo
(elettro)meccanici.
Altro esempio: pochi lo ammettono ma la domotica non decolla per un
cavolo (al massimo spara qualche petardino e luci strobo) proprio perché
i proprietari di casa sono sì ignoranti ma mica completamente
deficienti; parafrasando una famosa citazione:
«Quando un dispositivo con lo "smart" incontra la realtà (disarmata),
il dispositivo con lo "smart" è un dispositivo morto»
> La macchina conquista sempre più spazi? L'uomo li abbandona? li
> dimentica? li perde?
Li **subisce**... spIntaneamente o per pigrizia il risultato non cambia.
> Il genere umano può perdere il controllo? Lo sta perdendo?
No, no, no, no, assolutamente no.
Il fatto che tanti individui si sentano "persi" di fronte a certa
tecnologia è un fenomeno reale (spero passeggero) e umano ma non implica
che ci sia un "genere macchina" che sta togliendo il controllo al
"genere umano". Su questo c'è troppa narrazione _tossica_ in giro.
> la possibilità di un essere senziente, anche se non umano o non
> terrestre, sta dentro - per me - le domande di cui sopra.
No comment.
Comunque, il fatto che l'umano sia terresre o meno non fa differenza ai
fini di questa discussione.
> Domando, non pretendo di imporre risposte: uomo, umano, coscienza,
> intelligenza, mente, senziente rinnovano la domanda di sempre: chi
> siamo?
Alessandro, se vogliamo generalizzare per amor di discussione, direi che
possiamo limitarci a dire che l'essere umano è un essere senziente (e fa
genere, il "genere umano") mentre la macchina non potrà MAI esserlo (e
_non_ fa genere, "genere macchina") .
In altri termini: l'essere umano è anche metafisico, la macchina può
essere _solo_ fisica.
> Ieri ci confrontavamo con la natura, oggi anche con la macchina.
No: _costruiamo_ macchine e abbiamo cominciato a costruirle in tempi
preistorici, per "confrontarci" con (affrontare?) la componente fisica
della natura un po' meglio attrezzati.
Il fatto che alcuni (molti) /considerino vive/ certe macchine - ad
es. antropomorfizzandole - e credano di potersi confrontare con loro è
solo perché non riescono a individuare chi le ha costruite,
determinandone il funzionamento.
Effettivamente i computer sono macchine estremamente complesse e riuscire
a comprendere il nesso /causale/ tra la _decisione_ di chi le costruisce
e il loro (mal)funzionamento implica un notevole sforzo, perché le cose
da capire sono tantissime.
Mi spiace, vorrei fosse più /semplice/ ma così non è: si potrebbe
/semplificare/ ma chi costruisce i computer e li programma più spesso
che no non _vuole_.
Complesso sì, attenzione però nel pretendere di /facilitare/ la
comprensione, perché _sicuramente_ ha l'effetto collaterale di
/complicare/ le cose invece di /semplificarle/.
Chi cerca di comprendere la verità di una "cosa" deve affrontarne la
complessità, chi vuole nascondere la verità complica la vita a sè e agli
altri nell'illusione di comprendere (o far comprendere) la verità
/facilmente/.
> E' un artefatto, l'abbiamo prodotta noi, risponde a noi sempre e
> comunque oppure ha, può avere, potrebbe avere autonomia?
No.... e per favore considera che la General Artificial Intelligence non
esiste (metto le mani avanti :-) ).
[...]
> Ora confermerò la mia ignoranza domandando: quando cosa intendono i
> tecnici quando affermano di non sapere cosa accade nella scatola nera?
Scusa ma posso rispondere a questa domanda perché ci vorrebbe un
convegno, giuro che potrei parlarne per ore se chi mi sta di fronte
riuscisse a reggermi. (Comunque non sono pronto per un convegno... si sa
mai, metto le mani avanti :-D ).
[...]
Grazie e cordiali saluti, 380°
[1] e spesso l'alienazione fa talmente male che l'alienato se la prende
con quelli che non c'entrano nulla invece di prendersela con chi
_provoca_ alienazione.
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
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Sept. 22, 2023
Re: [nexa] L' "Intelligenza Artificiale" nel discorso di Giorgia Meloni, alle Nazioni Unite
by Stefano Quintarelli
ha incontrato musk e si vede
On 22/09/23 11:38, Damiano Verzulli wrote:
> Come noto, il nostro Presidente del Consiglio ha fatto un intervento alle Nazioni Unite,
> due giorni fa.
>
> Nonostante la stampa ne abbia parlato ampiamente... *NON* ho trovato approfondimenti sul
> passaggio che ha riguardato l'intelligenza artificiale, e che ho ascoltato dalla sua viva
> voce.
>
> Mi riferisco a questo:
>
> ==============================================
> [...]
> Il punto centrale è che noi dobbiamo avere il coraggio di rimettere l'uomo con i suoi
> diritti al centro del nostro agire. E questo è un principio apparentemente scontato che
> tuttavia scontato non è piu'. Non nel nostro tempo. Nazioni vengono invase. La ricchezza
> di concentra sempre di piu'. La poverta' dilaga. Si riaffaccia la schiavitu'. Tutto sembra
> voler mettere a repentaglio la sacralita' dell'essere umano.
>
> Perfino quello che a uno sguardo superficiale puo' sembrare uno strumento per migliorare
> il benessere dell'umanita', a una analisi piu' attenta rivela i suoi rischi. Pensiamo
> all'Intelligenza Artificale.
> Le applicazioni di questa nuova tecnologia rappresentano sicuramente una grande
> opportunita' in molti campi.
> Ma non possiamo fingere di non comprendere anche gli enormi rischi che porta con se.
> Io non sono certa che ci stiamo rendendo conto abbastanza delle implicazioni connesse a
> uno sviluppo tecnologico che corre molto piu' velocemente della nostra capacita' di
> governarne gli effetti.
> Eravamo abituati ad un progresso che aveva come obiettivo ottimizzare le capacita' umane,
> e oggi ci confrontiamo con un progresso che rischia di sostituire le capacita' umane.
> E se in passato questa sostituzione si concentrava sul lavoro fisico, cosi' che gli uomini
> potessero concentrarsi sui lavori di concetto e di organizzazione, oggi è l'intelletto che
> rischia di essere soppiantato, con conseguenze che potrebbero essere devastanti,
> particolarmente nel mercato del lavoro.
> Sempre piu' persone non saranno necessarie. In un mondo sempre piu' dominato dalle
> ineguaglianze. Dalla concentrazione di potere e di ricchezza nelle mani di pochi.
> Non e' il mondo che vogliamo.
> E dunque io penso che non possiamo commettere l'errore di considerare questo "dominio" una
> sorta di zona franca senza regole.
> Servono meccanismi di governance globale, che siano capaci di assicurare che queste
> tecnologie rispettino barriere etiche, che l'evoluzione della tecnologia rimanga al
> servizio dell'uomo e non viceversa. Serve dare applicazione pratica al concetto di
> "algoretica", ovvero dare un'etica agli algoritmi.
>
> Sono questi alcuni dei temi che l'Italia porra' al centro della sua presidenza del G7 nel
> 2024, ma sono soprattutto questioni che investono la responsabilita' delle Nazioni Unite..
> [...]
> ==============================================
>
> Il video ufficiale (~14 minuti) è sul canale youtube di Palazzo Chigi [1]. Ho "estratto"
> il frammento di cui sopra (~2:50) e l'ho pubblicato sul PeerTube di GARRLab, qui:
>
> https://tube.garrlab.it/w/iTGLCDrfc9yioEmyjuAvz5
>
> Le sue parole mi hanno fatto tornare in mente un altro intervento "alto". Fu il nostro
> Presidente della Repubblica - Mattarella - nel 2021 a parlare di Sovranita' Digitale, in
> un altro discorso che mi colpi' molto, e che "ri-pubblicai" (su altra istanza peertube [2])
>
> Francamente... dopo averli riascoltati entrambi... mi chiedo perché cavolo non si riesca a
> passare dalle parole ai fatti... Mi chiedo... quale sia il problema (che evidentemente, io
> non riesco a "vedere").
>
> Un saluto,
> DV
>
>
> [1] https://www.youtube.com/watch?v=K0Y0U9l-bos
> [2] https://peertube.devol.it/w/tT4XrxoCgCU8Cn3vEvXrU2
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Sept. 22, 2023
Portare questa "Lista" al livello... successivo: fattibile? opportuno?
by Damiano Verzulli
Come credo si sara' capito, la stima che nutro per questa lista è
particolarmente rilevante.
Il mix di competenze che rilevo in gran parte del traffico che vi
transita, pur essendo incentrato sull' ICT, ne fa un "unicum" di cui non
trovo analogie (...ovviamente, alla luce della mia modestissima esperienza).
D'altro canto --come segnalavo nel precedente messaggio-- ormai appare
chiaro che i temi che qui trattiamo (inclusi: "sovranita' digitale" e
"intelligenza artificiale") non solo sono attenzionati dai massimi
esponenti del nostro Paese (Presidente della Repubblica e Capo del
Governo), ma addirittura vengono riportati in contesti di altissimo
valore "politico" (mi riferisco alle Nazioni Unite).
Cosa puo' fare, il gruppo di umani che genera valore su questa lista (e
che in gran parte porta in tasca un biglietto da visita con il logo di
un Ateneo), per passare dalla "semplice" scrittura di e-mail... a
qualcos'altro? Cosa è ragionevole aspettarsi? Cosa serve per farlo?
Non sono domande retoriche, ne ironiche.
Una prima cosa che mi viene in mente, facile, è un primo evento
divulgativo, a target nazionale, al quale invitare... il Capo del
Governo (per raccontargli molte delle cose che qui si discutono e
avviare un "qualcosa" che, a medio termine, attui quello che serve... e
che lei/loro auspicano....)
È difficile? È sbagliato? È addirittura controproducente?
Saluti,
DV
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano(a)verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Sept. 22, 2023
L' "Intelligenza Artificiale" nel discorso di Giorgia Meloni, alle Nazioni Unite
by Damiano Verzulli
Come noto, il nostro Presidente del Consiglio ha fatto un intervento
alle Nazioni Unite, due giorni fa.
Nonostante la stampa ne abbia parlato ampiamente... *NON* ho trovato
approfondimenti sul passaggio che ha riguardato l'intelligenza
artificiale, e che ho ascoltato dalla sua viva voce.
Mi riferisco a questo:
==============================================
[...]
Il punto centrale è che noi dobbiamo avere il coraggio di rimettere
l'uomo con i suoi diritti al centro del nostro agire. E questo è un
principio apparentemente scontato che tuttavia scontato non è piu'. Non
nel nostro tempo. Nazioni vengono invase. La ricchezza di concentra
sempre di piu'. La poverta' dilaga. Si riaffaccia la schiavitu'. Tutto
sembra voler mettere a repentaglio la sacralita' dell'essere umano.
Perfino quello che a uno sguardo superficiale puo' sembrare uno
strumento per migliorare il benessere dell'umanita', a una analisi piu'
attenta rivela i suoi rischi. Pensiamo all'Intelligenza Artificale.
Le applicazioni di questa nuova tecnologia rappresentano sicuramente una
grande opportunita' in molti campi.
Ma non possiamo fingere di non comprendere anche gli enormi rischi che
porta con se.
Io non sono certa che ci stiamo rendendo conto abbastanza delle
implicazioni connesse a uno sviluppo tecnologico che corre molto piu'
velocemente della nostra capacita' di governarne gli effetti.
Eravamo abituati ad un progresso che aveva come obiettivo ottimizzare le
capacita' umane, e oggi ci confrontiamo con un progresso che rischia di
sostituire le capacita' umane.
E se in passato questa sostituzione si concentrava sul lavoro fisico,
cosi' che gli uomini potessero concentrarsi sui lavori di concetto e di
organizzazione, oggi è l'intelletto che rischia di essere soppiantato,
con conseguenze che potrebbero essere devastanti, particolarmente nel
mercato del lavoro.
Sempre piu' persone non saranno necessarie. In un mondo sempre piu'
dominato dalle ineguaglianze. Dalla concentrazione di potere e di
ricchezza nelle mani di pochi.
Non e' il mondo che vogliamo.
E dunque io penso che non possiamo commettere l'errore di considerare
questo "dominio" una sorta di zona franca senza regole.
Servono meccanismi di governance globale, che siano capaci di assicurare
che queste tecnologie rispettino barriere etiche, che l'evoluzione della
tecnologia rimanga al servizio dell'uomo e non viceversa. Serve dare
applicazione pratica al concetto di "algoretica", ovvero dare un'etica
agli algoritmi.
Sono questi alcuni dei temi che l'Italia porra' al centro della sua
presidenza del G7 nel 2024, ma sono soprattutto questioni che investono
la responsabilita' delle Nazioni Unite..
[...]
==============================================
Il video ufficiale (~14 minuti) è sul canale youtube di Palazzo Chigi
[1]. Ho "estratto" il frammento di cui sopra (~2:50) e l'ho pubblicato
sul PeerTube di GARRLab, qui:
https://tube.garrlab.it/w/iTGLCDrfc9yioEmyjuAvz5
Le sue parole mi hanno fatto tornare in mente un altro intervento
"alto". Fu il nostro Presidente della Repubblica - Mattarella - nel 2021
a parlare di Sovranita' Digitale, in un altro discorso che mi colpi'
molto, e che "ri-pubblicai" (su altra istanza peertube [2])
Francamente... dopo averli riascoltati entrambi... mi chiedo perché
cavolo non si riesca a passare dalle parole ai fatti... Mi chiedo...
quale sia il problema (che evidentemente, io non riesco a "vedere").
Un saluto,
DV
[1] https://www.youtube.com/watch?v=K0Y0U9l-bos
[2] https://peertube.devol.it/w/tT4XrxoCgCU8Cn3vEvXrU2
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano(a)verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Sept. 22, 2023
35th International Teletraffic Congress - Call for Participation
by Martino Trevisan
[Apologies if you receive multiple copies of this mail]
*35th International Teletraffic Congress*
*3-5 October, 2023, Turin*
*Website: https://itc35.itc-conference.org/*
/The International Teletraffic Congress (ITC) 35, to be held October
3-5, 2023 at Politecnico di Torino, Italy, is the 35th edition of this
international flagship congress in the field of networking science and
practice. ITC was founded back in 1955 by enthusiastic scientists and
engineers who were willing to deploy networks in a holistic way. Since
then, it has established a multi-decade tradition as the primary forum
for presenting and discussing the latest technical advances in the broad
areas of teletraffic models, network systems, and measurements. _*
*_/
*_VENUE AND REGISTRATION
_*
* *Date:* 3-5 October, 2023, Turin
* *Venue*: Politecnico di Torino, address (Corso Castelfidardo,
Building Scavalchi Manica Approdo, Fifth Floor, 10129 Torino, Italy)
* *Registration at:* https://itc35.itc-conference.org/registration.html
*_/
/_*
*_/PROGRAM/_
*
The conference program is available at:
https://itc35.itc-conference.org/program.html
Our program includes *three* *keynotes*:
* *Silvia Giordano* (SUPSI, Switzerland): /Social Media, Privacy and
Regulation/
* *Nicola Blefari-Melazzi* (University of Roma Tor Vergata): /The age
of fragmentation (or the end of the Internet as we knew it)/
* *Stefan Koehler and David Hock * (University of Würzburg Lab):
/Current and upcoming challenges of automated network management in
practice/
And *13* *technical papers*:
1. /Network-Calculus Service Curves of the Interleaved Regulator./
Authors:*Ludovic Thomas*, Jean-Yves Le Boudec (École Polytechnique
Fédérale de Lausanne)
2. /Optimal Resource Management for Multi-access Edge Computing without
using Cross-layer Communication./ Authors:*Ankita Koley*,
Chandramani Singh (Indian Institute of Science, Bangalore)
3. /Optimizing Peak Age of Information in Mobile Edge Computing./
Authors: Jianhang Zhu,*Jie Gong*(Sun Yat-Sen University)
4. /Spatial Queues with Nearest Neighbour Shifts./ Authors:*Vinay Kumar
Bindiganavile Ramadas*(INRIA Sophia Antipolis)
5. /Containing Low Tail-Latencies in Packet Processing Using
Lightweight Virtualization./ Authors:*Florian Wiedner*, Max Helm,
Alexander Daichendt, Jonas Andre, Georg Carle (Technical University
of Munich)
6. /Grant-free transmissions based on successive interference
cancellation in IoT./ Authors:*Asmad Bin Abdul Razzaque*, Andrea
Baiocchi (University of Rome Sapienza)
7. /An Outdoor Experimental Study of Many Antenna Full-Duplex
Wireless./ Authors: Hadi Hosseini, Ahmed Almutairi (Portland State
University); Syed Muhammad Hashir (Southern Methodist University);
Ehsan Aryafar (Portland State University);*Joseph Camp*(Southern
Methodist University)
8. /Automated Identification of BBR Traffic based on Packet
Inter-Arrival Times Analysis./ Authors:*Ziad TLAISS*(IMT
Atlantique); Alexandre FERRIEUX (Orange Labs Networks); Isabel AMIGO
(IMT Atlantique); Isabelle HAMCHAOUI (Orange Labs Networks);
Sandrine VATON (IMT Atlantique)
9. /DARTA: Generation of Autocorrelated Random Numbers using Discrete
AutoRegression To Anything./ Authors: Stefan Geißler,*David
Raunecker*(University of Wuerzburg); Stanislav Lange (NTNU); Tobias
Hossfeld (University of Wuerzburg)
10. /Estimating Traffic Latent Due to QoS Deterioration: A Time-Series
Causal Inference Approach. /Authors:*Keisuke
Ishibashi*(International Christian University); Takumi Uchida
(ComWorth Co., Ltd.)
11. /META MIMETIC: Few-Shot Classification of Mobile-App Encrypted
Traffic via Multimodal Meta-Learning./ Authors: Giampaolo Bovenzi
(University of Napoli Federico II);*Davide Di Monda*(University of
Napoli Federico II and IMT School for Advanced Studies); Antonio
Montieri, Valerio Persico, Antonio Pescape (University of Napoli
Federico II)
12. /Beyond Mean: Spatio-Temporal Modeling of Queue Utilizations and
Flow Latencies Using T-GNNs./ Authors:*Max Helm*, Benedikt Jaeger,
Christopher Pfefferle, Georg Carle (Technical University of Munich)
13. /Data-Heterogeneous Hierarchical Federated Learning with Mobility./
Authors:*Tan Chen*, Jintao Yan (Tsinghua University); Yuxuan Sun
(Beijing Jiaotong University); Sheng Zhou (Tsinghua University);
Deniz Gunduz (Imperial College London); Zhisheng Niu (Tsinghua
University)
Moreover, the conference includes three *Invited sessions*:
* /*What’s new in TOMPECS?*/
* /*What’s new in COMNET?*/
* /*What’s new in PEVA?*/
/_*ORGANIZING COMMITTEE*_/*
*
*General chairs:*
* *Markus Fiedler*, BTH, Sweden
* *Michela Meo*, Politecnico di Torino, Italy
*TPC chairs:*
* *Zhiyuan Jiang*, China
* *Sara Alouf*, INRIA, France
* *Oliver Hohlfeld*, University of Kassel, Germany
*Local arrangement:*
* *Daniela Renga*, Politecnico di Torino, Italy
* *Greta Vallero*, Politecnico di Torino, Italy
*Publicity chairs:*
* *Martino Trevisan*, Università di Trieste, Italy
* *Yuxuan Sun*, Beijing Jiaotong University, China
*Web chair:*
* *Gianluca Perna*, Politecnico di Torino, Italy
For additional information visit *https://itc35.itc-conference.org/*
<https://itc35.itc-conference.org/>
For any questions do not hesitate to contact the conference organization
under***itc35_oc(a)tlc.polito.it*
/Best Regards,/
/*ITC 35 *//Organizing Team/
Sept. 22, 2023
Re: [nexa] e i sistemi operativi per PC no eh? (was Re: Mozilla: "It’s Official: Cars Are the Worst Product Category We Have Ever Reviewed for Privacy")
by Andrea Trentini
On 21/09/2023 00:46, 380° wrote:
> ...
> Peccato che "smart" è una furbata di _buzzword_ che significa **solo**:
> se vuoi che il tuo dispositivo funzioni devi farci girare il software
> che ti dico io, senza fare **nessuna** storia: zitto e muto; se ti va di
> culo _e_ hai abbastanza competenze, su /pochissimi/ dispositivi "smart"
> (praticamente solo pochi telefoni) e con un discreto sbattimento puoi
> installare il software che vuoi.
inauguriamo un "My device, my software"?
(simil https://en.wikipedia.org/wiki/My_body,_my_choice)
> 'Mo: il software in dotazione è fatto _apposta_ per NON consentire a
> nessuno di controllare/concedere esplicitamente certe funzioni che sono
> in grado di "chiamare casa"; vale _innanzititto_ per i sistemi operativi
> proprietari, per moltissimo software applicativo proprietario e per
> _tutto_ il software proprietario dei /cosi/ smart. Pochi hanno il
> coraggio di chiamare tale software per nome: _malware_.
ottima idea! (non sono ironico/sarcastico)
d'ora in poi chiamerò *malware* ogni "cosa" non libera
> ...
> Per poter vedere riconosciuto il "diritto alla disconnessione", allora,
> Qualcuno™ dovrebbe obbligare chi fornisce il software _proprietario_ a
> progettarlo secondo i criteri che dici tu: "deve funzionare offline
> senza limitazioni (escluse quelle per cui sia richiesto un accesso
> esplicito e concesso da me, revocabile in qualsiasi momento)". Credi
> che sia fattibile? Credi che si possa emanare una legge del genere e
> _farla_rispettare_?... e in che modo poi, se NON c'è modo di verificare
> che il binario corrisponda al sorgente? Come si dice: tre indizi fanno
> una prova? ;-)
sarebbe fattibile se il mitico "regolatore" ci ascoltasse (al momento mi pare di no): come impone le
dimensioni delle vongole (!) o gli standard per gli alimentatori dei device (questa è positiva eh)
potrebbe imporre degli standard metodologici per i device da mettere in commercio, basterebbe dire
che ogni device deve poter essere "flashabile" con software dell'acquirente (bada ben, "acquirente",
non "utilizzatore"!) e che per poter rispettare questa caratteristica le spec tecniche di ogni
oggetto devono essere pubblicate (si fotta il segreto industriale?)
> Ribadisco per l'ennesima volta che LA norma che dovrebbe occuparsi della
> protezione dei dati personali, il GDPR, già prevede /parecchie/ cose su
> come i titolari del trattamento DEVONO ottenere il consenso _per_ogni_
> dato che raccolgono e il consenso DEVE essere informato.
ho il sospetto che se chiedessi il rispetto del GDPR al venditore dell'auto mi risponderebbe di
rivolgermi ad altro fornitore ;)
> 'Mo la butto io una bombetta: siamo proprio sicuri che le EULA che si
> accettano coi sistemi operativi proprietari siano davvero rispettose del
> GDPR in fatto di raccolta dei dati personali? Chi lo verifica? E
> COME?!?
senza timor di essere smentito dico: nessuno in nessun modo
(salvo certosino reverse engineering di codice binario probabilmente offuscato)
> ...
>> Inoltre andrebbe etichettato (come si fa per i cibi) ogni device che
>> necessiti di connessioni per poter funzionare, l'etichetta dovrebbe
>> dichiarare quali e quante connessioni servono, che dati vengono
>> scambiati, etc.
>
> Sì, peccato che però in commercio ci sono /solo/ dispositivi pieni di
> simili "etichette" scritte complicate apposta, ben nascoste e che
> capiscono in 2 su 1000, se va bene... Quando le "etichette" ci sono!
a cosa ti riferisci? non ho presente etichette del genere
io intendo un'etichetta tipo:
"questo device si connette a https://succhiadati.microsoft.com ogni tre minuti e invia l'elenco
dettagliato delle macchine nmappate sulla tua rete locale..."
oppure:
"questa auto contiene una SIM 5G e invia a https://sodovevai.tesla.com la tua posizione istantanea e
il tuo profilo di guida (accelerazioni, frenate, superamento limiti velocità, ecc.)"
> Per fare un esempio, se non vuoi essere sempre tracciato col tuo
> telefono "smart": o hai culo e sei anche un "hacker" (vedi sopra) o devi
> fare a meno della parte "smart" e usare un "dumb" phone, nella speranza
> di non passare per "boomer"... anche un po' "dumb" :-D
>
> Diventerà così anche per le auto, che per non essere tracciato devi
> prenderle "dumb" usate ma tenute bene?
non potrai: la EU ad esempio vieterà la circolazione dei veicoli che non saranno "instrumentati" a
partire da una certa data... a questo punto che fai?
>
> Non c'è alternativa: Free Software in Free Society
>
> [...]
>
> Saluti, 380°
>
--
Andrea Trentini ⠠⠵
http://atrent.it
public key ID: 0xA7A91E3B
Dip.to di Informatica
Università degli Studi di Milano
Sept. 22, 2023
Re: [nexa] non esiste tecnologia senza genere umano.
by alessandro marzocchi
Non capisco oppure non sono d'accordo con te, Giovanni. Scrivi:
> (1) Il genere umano sarà sempre lo stesso ... <
> (2) (la tecnologia, ndr) /non esisterebbe/ senza un essere
senziente, anche se non umano o non terrestre. <
Se capisco bene ammetti la possibilità di un essere senziente non umano od
extraplanetario.
Al di là della mia piccola analisi (io, ma non pretendo che altri
condividano) non so, domando: quale genere umano nell'era digitale?
---
E' ancora attuale l'alienazione dell'operaio davanti al telaio meccanizzato?
La macchina conquista sempre più spazi? L'uomo li abbandona? li dimentica?
li perde?
Il genere umano può perdere il controllo? Lo sta perdendo?
Affermare la possibilità di un essere senziente, anche se non umano o non
terrestre, sta dentro - per me - le domande di cui sopra.
Domando, non pretendo di imporre risposte: uomo, umano, coscienza,
intelligenza, mente, senziente rinnovano la domanda di sempre: chi siamo?
Ieri ci confrontavamo con la natura, oggi anche con la macchina. E' un
artefatto, l'abbiamo prodotta noi, risponde a noi sempre e comunque oppure
ha, può avere, potrebbe avere autonomia?
Cosa temono i nexiani critici verso concentrazioni di potere digital tecno
finanziario?
Ora confermerò la mia ignoranza domandando: quando cosa intendono i tecnici
quando affermano di non sapere cosa accade nella scatola nera?
Grazie Giovanni e cordialità.
Duccio (Alessandro Marzocchi)
Il giorno gio 21 set 2023 alle ore 19:15 380° <g380(a)biscuolo.net> ha
scritto:
> Buongiorno,
> alessandro marzocchi <alemarzoc(a)gmail.com> writes:
> [...]
> > una volta deciso / accettato / imposto che l'uomo deve adattarsi alla
> > tecnologia, è giunto il momento di domandarsi: quale genere umano
> > nell'era digitale?
>
> Rispettosamente insito su cose già dette (insisterò fino a che avrò
> fiato), ma la domanda semplicemente non ha senso.
>
> Il genere umano sarà sempre lo stesso dell'era pre-digitale
> (pre-informatica) perché la tecnologia è da sempre parte del nostro
> /essere umani/ (homo sapiens sapiens).
>
> Se non fosse umana - e non è certo divina - potrebbe eventualmente
> essere aliena ma in ogni caso /non esisterebbe/ senza un essere
> senziente, anche se non umano o non terrestre.
>
> La scelta di _imporre_ (in vario modo) **non** si può /ridurre/ a un
> mero "adattamento alla tecnologia", ma implica la **alienazione**
> dell'uomo dalla propria natura; quando /imposta/, la tecnologia è
> progettata da qualcuno _appositamente_ per mettere in condizione di
> alienazione qualcun altro, alienazione dalla sua /agency/ tecnologica:
> autonomia contro eteronomia.
>
> Questo vale anche per la c.d. AI, che non è umana, quindi non è il caso
> che venga elevata al livello di essere umano, nè tanto meno senziente,
> quindi non è il caso venga... divinizzata.
>
> [...]
>
> Un caro saluto, 380°
>
> --
> 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
> «Noi, incompetenti come siamo,
> non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
>
> Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
> but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
>
Sept. 22, 2023
the quickest revolution
by Giuseppe Attardi
Jacopo Pantaleoni ha lasciato il suo incarico di dirigente a Nvidia per scrivere questo libro.
He highlights some of its far-reaching and most concrete dangers, including the broad cognitive weakening resulting from the automatized extraction of human attention, the extreme concentration of power accumulating in the hands of a few, supersized Big Tech corporations, and a deepening economic inequality that AI risks making impossible to bridge.
https://www.jpantaleoni.com/
Sept. 21, 2023