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Re: [nexa] la responsabilità per i vizi nel software (was Re: Sugli utilizzi degli LLM per scopi criminali)
by Marco A. Calamari
On lun, 2023-04-17 at 17:01 +0200, 380° wrote:
> Buongiorno Alberto
>
> Alberto Cammozzo via nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it> writes:
>
> [...]
>
> > L'oggetto di per se non è responsabile di nulla, ma i vari attori che
> > costruiscono l'ecosistema del suo impiego lo sono: chi
> > progetta/programma/vende/impiega, ciascuno per la parte di azione
> > compiuta attraverso la macchina che gli compete.
>
> Sì ma analizziamo bene quale /azione/ ciascun attore compie e la
> relativa responsabilità che gli compete: che responsabilità ha chi
> definisce le specifiche? E chi programma il software? E chi lo propone
> al /mercato/ sotto forma di servizio adatto a uno scopo?
...
> Poi, io voglio proprio vedere come può fare l'utilizzatore del software
> a condurre una l'analisi dei rischi senza poter analizzare il software
> (o almeno avvalersi di analisi pubbliche di terze parti) perché lo ha a
> disposizione solo in formato binario... o perché è una scatola nera
> "inesplicabile".
>
> Poi, non c'è solo la responsabilità da prodotto o servizio, c'è anche la
> pubblicità ingannevole... ma andrei OT e mi fermo qui
...
Non è assolutamente OT IMHO.
"Pubblicità ingannevole" su questa scala è "Campagna di disinformazione di
massa"
E siamo tornati alle preoccupazioni contingenti che io ed alcuni altri
esprimiamo per
l'uso e la propaganda che si fa dei LLM qui ed ora.
Giusto per far notare che alla fine, almeno qui in lista, c'è molto più accordo
che disaccordo
Marco
April 17, 2023
la responsabilità per i vizi nel software (was Re: Sugli utilizzi degli LLM per scopi criminali)
by 380°
Buongiorno Alberto
Alberto Cammozzo via nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it> writes:
[...]
> L'oggetto di per se non è responsabile di nulla, ma i vari attori che
> costruiscono l'ecosistema del suo impiego lo sono: chi
> progetta/programma/vende/impiega, ciascuno per la parte di azione
> compiuta attraverso la macchina che gli compete.
Sì ma analizziamo bene quale /azione/ ciascun attore compie e la
relativa responsabilità che gli compete: che responsabilità ha chi
definisce le specifiche? E chi programma il software? E chi lo propone
al /mercato/ sotto forma di servizio adatto a uno scopo?
Nel caso del LLM programmato statisticamente secondo le specifiche
derivate dalle teorie della "Cognitive Behavioral Therapy" usato in
Wysa, la responsabilità di esercizio abusivo di professione (giudizio
mio) è dei programmatori? É di chi ha sviluppato lo specifico LLM?
[...]
> L'industria del software ha sempre sfuggito tale responsabilità (vedasi
> i vari /standard disclaimers/ e l'argomento del "tech exceptionalism").
>
> All'aumentare degli effetti sul mondo, chi progetta e vende queste
> tecnologie non può esimersi dal considerarsi in una ragionevole misura
> responsabile dei possibili impieghi di ciò che costruisce.
Non nego che il software includa anche (soprattutto!) l'"intenzione
politica" di chi lo /progetta/, ma vogliamo davvero fare un "processo
alle intenzioni"?
Se seguissimo fino in fondo questo ragionamento dovremmo seriamente
pensare di chiamare /in giudizio/ "la scienza" (pseudoscienza?) che è
alla base della progettazione dello specifico software (e non solo del
software, ovviamente).
«L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento», per cui
non credo sia il caso di perseguire questa strada assai pericolosa, così
come non credo sia il caso di perseguire la strada opposta e altrettanto
pericolosa di negare i diritti costituzionali in nome della libertà di
ricerca o della asserita scientificità di alcune determinazioni.
Se non c'è dolo o colpa grave [1] a nessuno sviluppatore software può
essere chiesto conto dell'adeguatezza a tutti i possibili /impieghi/, a
volte criminali, di ciò che ha sviluppato. (Lo stesso dovrebbe valere
anche per gli scienziati, ma limitiamoci al software)
É per quello che praticamente tutte le licenze d'uso (contratti
_atipici_) del software contengono una clausola di "assenza di garanzia"
o di "esclusione di responsabilità" [2]
Anche nei contratti di sviluppo software c'è una piuttosto consolidata
giurisprudenza (o solo prassi?) in merito alle garanzie con le quali
tutelare l'acquirente in caso di presenza di vizi nel software [3]:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Nel caso dei contratti di appalto [...] il committente deve denunciare
tali vizi all'appaltatore entro sessanta giorni dalla scoperta per
godere della garanzia. Nel caso in cui il committente abbia accettato
l'opera e le difformità o i vizi erano da lui conosciuti o erano
facilmente riconoscibili, previa buona fede dell'appaltatore, non si può
avvalere della garanzia.
Nel caso in cui il contratto di sviluppo di software sia riconducibile
ad un contratto di opera intellettuale, allora l'appaltatore non
risponde della garanzia se non si verifica un caso di dolo o colpa
grave.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Sottolineo: «Nel caso in cui [...] i vizi [...] erano facilmente
riconoscibili [...] non si può avvalere della garanzia.»
Non è allo sviluppatore software che bisogna chiedere conto degli
(ab)usi che vengono fatti del software che ha programmato, non è lui che
decide che quel software, ANCHE SE (probabilmente) CONTIENE VIZI, viene
utilizzato impropriamente e _soprattutto_ senza adeguate misure per
minimizzare il rischio.
Casomai, è l'utilizzatore del software che dovrà dimostrare al giudice
(c'è un giudice?!?...) di aver condotto adeguate analisi di adeguatezza
all'utilizzo, una adeguata analisi dei rischi e di aver adottato misure
adeguate per minimizzare (al massimo possibile secondo lo stato
dell'arte) i rischi residui non eliminabili.
Ecco le parole magiche "minimizzare i rischi non eliminabili con misure
adeguate", potendolo dimostrare /documentalmente/.
Così si comincia a ragionare. O no?
Poi, io voglio proprio vedere come può fare l'utilizzatore del software
a condurre una l'analisi dei rischi senza poter analizzare il software
(o almeno avvalersi di analisi pubbliche di terze parti) perché lo ha a
disposizione solo in formato binario... o perché è una scatola nera
"inesplicabile".
Poi, non c'è solo la responsabilità da prodotto o servizio, c'è anche la
pubblicità ingannevole... ma andrei OT e mi fermo qui
[...]
saluti, 380°
[1] che sono da provare /in giudizio/, non possono essere
pre-determinati anticipatamente, ovviamente
[2] https://it.wikiversity.org/wiki/Tutela_dei_beni_informatici_(software,_data…'uso
[3] https://it.wikiversity.org/wiki/Tutela_dei_beni_informatici_(software,_data…
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
April 17, 2023
Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy
by Enrico Nardelli
Caro Guido
a me pare che la maggior parte di chi è intervenuto in questo dibattito ha un'idea abbastanza precisa di cosa sono in grado di esibire sistemi tipo ChatGPT & Co. : competenze che appaiono sovrapponibili in alcuni casi (p.es.: superamento di test) a quelle degli esseri umani, e al tempo stesso tendenza a inventare, "allucinare".
E ritengo che sia anche abbastanza chiaro a tutti che questo viene raggiunto attraverso meccanismi probabilistici messi a punto mediante analisi statistiche estremamente sofisticate condotte su quantità enormi di dati (e su quantità ignote di lavoro umano sotto pagato)
Quello che varia, ma è "il dettaglio che fa la differenza", sono, almeno, i seguenti tre elementi:
1. se le competenze siano o no segno di comprensione (nel senso che noi umani diamo a questa parola) del dominio in cui tale competenza viene esibita (punto che avevo sollevato tempo addietro richiamando l'esperimento mentale della "stanza cinese" di Searle)
2. se le allucinazioni (che sono un costo, un aspetto negativo) siano tutto sommato trascurabili, in termini di impatto sociale, rispetto ai benefici
3. se sia corretto consentire l'accesso al pubblico di tali sistemi, che al momento attuale appaiono contravvenire (non solo in Italia) a norme di legge, mentre vengono messi a punto alcuni correttivi
Per me le risposte sono tre NO.
Mentre i punti 2. e 3. sono sostanzialmente di natura sociale, quindi politica (che visione della società abbiamo? quanta tutela e quanta competizione?) il punto 1. è di natura più tecnica e penso sia quello più "appassionante" per informatici e filosofi in lista... d'altro canto ne stiamo discutendo da una cinquantina d'anni - decennio più o decenniomeno... :-)
Sul fatto che sia opportuno continuare a fare ricerca in quest'ambito mi pare ci sia un sostanziale convergenza. Così come sul fatto che sia necessario avere maggiore trasparenza sui meccanismi dello sviluppo e addestramento di questi sistemi.
Ciao, Enrico
Il 17/04/2023 09:20, Guido Vetere ha scritto:
> Caro Enrico,
> non si tratta di 'ipse-dixit', figuriamoci. Ma mi sembra che su questi LLM ci sia qualche problema di 'literacy', visto che alcuni insistono nel pensarli come database un po' strani.
> Si potrebbe allora chiedere a una persona competente di spiegarli per bene, e secondo me Beppe è il più titolato tra noi.
> Nel merito dello scambio che riporti, forse si tratta solo di 'nuances', ma fa bene Beppe a sgombrare il campo dall'immagine del 'pappagallo' che ricombina frammenti di frasi udite. No: GPT inventa di sana pianta. Dove può aver sentito ad esempio che io avrei scritto il romanzo "Il collezionista di venti" (2017), che non si trova neanche su Amazon?
>
> G.
>
>
> On Mon, 17 Apr 2023 at 01:11, 380° <g380(a)biscuolo.net> wrote:
>
> Buongiorno,
>
> Enrico Nardelli <nardelli(a)mat.uniroma2.it> writes:
>
> > premesso che ammiro e rispetto Beppe Attardi che è certamente
> > estremamente competente in termini di IA, se con "dare ascolto"
> > intendi "credere", beh
>
> [...]
>
> > Insomma, se il dibattito deve essere di livello scientifico elevato,
>
> mi permetto di far notare che il dibattito in (nel/di) merito a quanto
> /in oggetto/ (i rilievi del Garante...) più che scientifico (diciamo
> _tecnico_, eh?!?) è di carattere giuridico [1], anche se in questo
> thread si è entrati /anche/ nel merito tecnico
>
> > più che appellarci alla "auctoritas" dobbiamo essere rigorosi, attenti
> > e consistenti nella lettura degli altri e nell'esposizione delle
> > nostre riflessioni.
>
> e come diceva Marco Calamari in altro thread: «Il tempo è la risorsa più
> limitata al mondo.», quindi ci costa fatica, ma è indispensabile almeno
> /tentare/ di farlo se si vuole davvero confrontarsi
>
> ...anche perché, altrimenti, io dovrei davvero limitarmi solo a leggere
> e starmene zitto, ma siccome credo che confrontarsi su queste cose sia
> il modo migliore di esercitare la propria "cittadinanza digitale", mi
> ostino :-)
>
> [...]
>
> saluti, 380°
>
>
>
> [1] voi non avete idea di quanto mi senta **stupido** a illudermi che
> possa essere davvero così, visto che siamo nell'era in cui la scienza
> stabilisce cos'è giusto o cos'è sbagliato in /tutto/
>
> --
> 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
>
> «Noi, incompetenti come siamo,
> non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
>
> Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
> but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
--
-- EN
https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
======================================================
Prof. Enrico Nardelli
Presidente di "Informatics Europe"
Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
blog: https://link-and-think.blogspot.it/
tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli(a)mat.uniroma2.it
online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont
======================================================
--
April 17, 2023
105° Nexa Lunch Seminar | 26 aprile 2023, ore 13.00
by Nexa Media
Gentilissime, gentilissimi,
Vi invitiamo a partecipare al *105° Nexa Lunch Seminar *che si terrà
*mercoledì 26 aprile*, dalle ore 13.00 alle ore 14.00,
con un incontro dal titolo /*"Ideal technologies, ideal women. Looking
at Redditors' AI and gender imaginaries of the Replika chatbot"*/.
Ospite dell'incontro: *Iliana Depounti* (University of Loughborough).
_L'incontro si terrà IN PRESENZA e ONLINE._
_SEDE FISICA_ dell'incontro: Centro Nexa su Internet e Società,
Politecnico di Torino, Via Boggio 65/a, Torino (1° piano).
Per accedere alla sala si raccomanda di suonare al citofono *Portineria*
e di seguire le indicazioni segnalate dai cartelli lungo il percorso.
QUI <https://nexa.polito.it/contatti> maggiori informazioni su come
raggiungerci.
_STANZA VIRTUALE _dell'incontro:
https://didattica.polito.it/VClass/NexaEvent
Di seguito maggiori dettagli:
Nexa Center for Internet and Society Newsletter
Se non visualizzi correttamente questo messaggio clicca qui
<https://nexa.polito.it/lunch-105>
NEXA
105° Nexa Lunch Seminar
Mercoledì 26 aprile 2022, ore 13.00 - 14.00
https://nexa.polito.it/lunch-105
Ideal technologies, ideal women. Looking at Redditors’ AI and
gender imaginaries of the Replika chatbot
Speaker:
*ILIANA DEPOUNTI* (University of Loughborough)
*L'INCONTRO SI TERRÀ IN PRESENZA E ONLINE*
*SEDE FISICA*: Centro Nexa su Internet e Società, Politecnico di Torino,
Via Boggio 65/a, Torino (1° piano) Suonare al citofono "Portineria" -
Seguire le indicazioni segnalate dai cartelli apposti lungo il percorso
(Per maggiori informazioni su come raggiungerci clicca QUI
<https://nexa.polito.it/contatti>)
*STANZA VIRTUALE*: https://didattica.polito.it/VClass/NexaEvent
There is extensive literature on *how expectations and imaginaries about
artificial intelligence (AI) guide media and policy discussions*.
However, it has not been considered how such imaginaries are activated
when users interact with AI technologies. In this presentation, I
present findings of a study on *how users on a subreddit discussed
‘training’ their Replika bot girlfriend*. The discussions featured two
discursive themes that focused on the *AI imaginary of ideal technology
and the gendered imaginary of the ideal bot girlfriend*.
Users expected their *AI Replikas* to both be customizable to serve
their needs and to have a human-like or sassy mind of their own and not
spit out machine-like answers. Users thus projected dominant notions of
*male control over technology and women*, mixed with AI and postfeminist
fantasies of ostensible independence onto the interactional agents and
activated similar scripts embedded in the devices. The vicious feedback
loop consolidated dominant scripts on gender and technology whilst
appearing novel and created by users. While most research on the use of
AI is conducted in applied computer science to improve user experience,
this article outlines a *media and cultural studies lens for a critical
understanding of these emerging technologies* as they become embedded in
communication and meaning-making.
BIOGRAFIA - e informazioni supplementari:
[Lunch105]
*Iliana DEPOUNTI* is an ESRC PhD researcher in Media and Sociology at
the University of Loughborough, UK. Iliana holds a BA in Communication
from the American College of Greece, an MA in Digital Media Management
from Birkbeck University, London and an MSc in Social Science Research
from Loughborough University. Her PhD is about care and companionship
with robots and she focuses her research on the AI companion chatbot app
Replika. In her PhD she uses science and technology studies, cultural
studies and sociology to analyze the interpretative flexibility of
technological products. Iliana’s research interests lie in AI, robots,
human-machine communication, gender, care and consumer culture.
*Letture consigliate e link utili:*
* https://replika.com/
* Natale S. (2021), /Deceitful Media : Artificial Intelligence and
Social Life After the Turing Test/, New York, NY: Oxford University
Press.
* Saukko P (2018) Digital health: A new medical cosmology? The case of
23andMe online genetic testing platform. /Sociology of Health &
Illness/, 40(8): 312–1326.
* Leyda J (2016) Cute twenty-first-century post-fembots. In: Dale JP,
Goggin J, Leyda J, et al. (eds) /The Aesthetics and Affects of
Cuteness/, New York, NY: Routledge, pp.161–184.
* Petersen AH (2014) /Jennifer Lawrence and the History of Cool
Girls/, BuzzFeed, 24 February. Available at: LINK
<https://www.buzzfeed.com/annehelenpetersen/jennifer-lawrence-and-the-histor…
>
* Brahnam S, Karanikas M, Weaver M (2011) (Un)dressing the interface:
Exposing the foundational HCI metaphor “computer is woman”.
/Interacting With Computers/, 23(5): 401–412.
* Prahalad CK, Ramaswamy V (2004) Co-creating unique value with
customers. /Strategy & Leadership/, 32(3): 4–9.
Che cosa sono il Centro Nexa e i cicli di incontri “Mercoledì di Nexa” e
“Nexa Lunch Seminar”
<https://www.facebook.com/nexa.center/> <https://twitter.com/nexacenter>
<https://www.youtube.com/user/NexaCenter>
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#nexalunchseminar
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#UniversityofLoughborough <https://twitter.com/lborouniversity>
#IlianaDepounti <https://twitter.com/IDepounti>
Il Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino
(Dipartimento di Automatica e Informatica), fondato nel 2006, è un
centro di ricerca interdisciplinare che, in collaborazione con
l’Università di Torino (in particolare il Dipartimento di
Giurisprudenza), studia le tecnologie digitali e il loro rapporto con la
società. Maggiori informazioni all'indirizzo: http://nexa.polito.it/about.
Durante i “Mercoledì di Nexa”, che si tengono *ogni 2° mercoledì del
mese alle ore 17 in punto*, il Centro Nexa su Internet e Società apre le
sue porte non solo agli esperti e a tutti coloro i quali lavorano con
Internet, ma anche a semplici appassionati e cittadini. Il ciclo di
incontri intende approfondire, con un linguaggio preciso ma accessibile,
i temi legati alla Rete: “intelligenza artificiale”, reti sociali,
software libero, capitalismo della sorveglianza, neutralità della rete,
libertà di espressione, privacy, condivisione di file, "big data" e
"open data", “smart cities”, e molto altro.
Al centro della maggior parte degli incontri un ospite pronto a
dialogare con i direttori del Centro Nexa, il Prof. Juan Carlos De
Martin del Politecnico di Torino, i Proff. Marco Ricolfi e Maurizio
Borghi dell'Università di Torino, lo staff, i Fellows del Centro Nexa e
tutti i presenti.
Maggiori informazioni sui Mercoledì di Nexa, incluso un elenco di tutti
i “Mercoledì” passati, sono disponibili all'indirizzo:
http://nexa.polito.it/mercoledi. Le registrazioni degli incontri sono
disponibili qui: https://nexa.polito.it/audio-video.
Si segnala inoltre che dal maggio 2012 *ogni 4° mercoledì* del mese
*dalle ore 13 alle ore 14* il Centro Nexa organizza anche i "*Nexa Lunch
Seminar*". Una lista di tutti i “Lunch Seminar” passati è disponibile
all'indirizzo: http://nexa.polito.it/lunch-seminars.
See our events calendar <http://nexa.polito.it/events> if you're curious
about future luncheons, discussions, lectures, and conferences not
listed in this email. Our events are free and open to the public, unless
otherwise noted.
Responsabile Comunicazione Centro Nexa su Internet & Società: *Anita
Botta*, tel: +39 011 090 7219, Mob: +39 347 131 3903, anita.botta(a)polito.it.
Maggiori informazioni sui Mercoledì di Nexa e i Nexa Lunch Seminar, sono
disponibili all'indirizzo: http://nexa.polito.it/events. Weekly Events
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Cordiali saluti,
--
Anita Botta
Communication Manager
Nexa Center for Internet & Society
Politecnico di Torino – DAUIN
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web: https://nexa.polito.it/
mail: anita.botta(a)polito.it
tel: 011 090 7219
April 17, 2023
Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy
by Daniela Tafani
Caro Guido,
temo che non sarà possibile discutere di che cosa emerga, in senso tecnico, data la assoluta mancanza di trasparenza.
Come ha osservato Sasha Luccioni, per quanto ne sappiamo, dietro a GPT-4
potrebbero esserci anche tre procioni con l'impermeabile:
https://arstechnica.com/gadgets/2023/04/generative-ai-is-cool-but-lets-not-…
Un saluto,
Daniela
________________________________
Da: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
Inviato: lunedì 17 aprile 2023 12:06
A: Daniela Tafani
Cc: Antonio; nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy
Cara Daniela,
possiamo essere in disaccordo sull'interpretazione dei fenomeni che emergono da questi sistemi, ma dovremmo concordare sulla natura di tali fenomeni
Io ad esempio sono in disaccordo con Beppe sul fatto che ciò che emerge sia paragonabile alla significazione dei linguaggi naturali (se è ho compreso la sua posizione), ma riconosco come accurata la sua descrizione dei meccanismi interni al sistema
Comunque, sarebbe interessante discutere del fatto che la teoria del significato sia sempre stato un bel rebus, e che l'anti-referenzialismo delle nuove macchine abbia tanti illustri predecessori umani in linguistica e filosofia
G.
On Mon, 17 Apr 2023 at 11:04, Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it<mailto:daniela.tafani@unipi.it>> wrote:
Un buon punto di partenza, per una spiegazione semplice e sintetica (già segnalata su questa lista, se non ricordo male)
mi sembra
What Kind of Mind Does ChatGPT Have?
https://www.newyorker.com/science/annals-of-artificial-intelligence/what-ki…<https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20230417100722063954…>
________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it>> per conto di Antonio <antonio(a)piumarossa.it<mailto:antonio@piumarossa.it>>
Inviato: lunedì 17 aprile 2023 10:48
A: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Oggetto: Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy
> Facile essere d'accordo ma ... come "fare i conti" con qualcosa che non
> capisco come funziona?
E allora proviamoci a capirlo assieme.
Partiamo dalla definizione data da Beppe Attardi:
"il loro meccanismo di base è quello del calcolo della distribuzione di probabilità della prossima parola a seguire in una sequenza"
Accediamo ad uno dei tanti servizi online che mostrano in pratica il meccanismo, ad esempio questo:
https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20230417084813073881…
Nella casella sotto "Mask token" scriviamo:
"Parigi è la [MASK] della Francia".
Il risultato sarà:
Capitale 0.658
citta 0.132
patria 0.020
culla 0.020
migliore 0.012
Più quel numeretto si avvicina ad uno (e più distanza ci sarà con il secondo), più sarà /probabile/.
Proviamo con: "Torino è il capoluogo del [MASK]"
Il risultato sarà:
tutto 0.229
mondo 0.206
italia 0.163
piemonte 0.125
nord 0.043
Che significa? Che tra i dati di addestramento non ci sono sufficienti informazioni che collegano univocamente, o quasi, Torino -> capoluogo -> Piemonte.
Un'eventuale /chat/ basata su "alb3rt0" anziché su "gpt" avrebbe quindi risposto: "Torino è il capoluogo di tutto"
Antonio
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April 17, 2023
Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy
by Guido Vetere
Cara Daniela,
possiamo essere in disaccordo sull'interpretazione dei fenomeni che
emergono da questi sistemi, ma dovremmo concordare sulla natura di tali
fenomeni
Io ad esempio sono in disaccordo con Beppe sul fatto che ciò che emerge sia
paragonabile alla significazione dei linguaggi naturali (se è ho compreso
la sua posizione), ma riconosco come accurata la sua descrizione dei
meccanismi interni al sistema
Comunque, sarebbe interessante discutere del fatto che la teoria del
significato sia sempre stato un bel rebus, e che l'anti-referenzialismo
delle nuove macchine abbia tanti illustri predecessori umani in linguistica
e filosofia
G.
On Mon, 17 Apr 2023 at 11:04, Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it>
wrote:
> Un buon punto di partenza, per una spiegazione semplice e sintetica (già
> segnalata su questa lista, se non ricordo male)
>
> mi sembra
>
>
> *What Kind of Mind Does ChatGPT Have?*
>
>
> https://www.newyorker.com/science/annals-of-artificial-intelligence/what-ki…
>
>
> ------------------------------
> *Da:* nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Antonio <
> antonio(a)piumarossa.it>
> *Inviato:* lunedì 17 aprile 2023 10:48
> *A:* nexa(a)server-nexa.polito.it
> *Oggetto:* Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy
>
> > Facile essere d'accordo ma ... come "fare i conti" con qualcosa che non
> > capisco come funziona?
>
> E allora proviamoci a capirlo assieme.
> Partiamo dalla definizione data da Beppe Attardi:
> "il loro meccanismo di base è quello del calcolo della distribuzione di
> probabilità della prossima parola a seguire in una sequenza"
> Accediamo ad uno dei tanti servizi online che mostrano in pratica il
> meccanismo, ad esempio questo:
>
> https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20230417084813073881…
> Nella casella sotto "Mask token" scriviamo:
> "Parigi è la [MASK] della Francia".
> Il risultato sarà:
> Capitale 0.658
> citta 0.132
> patria 0.020
> culla 0.020
> migliore 0.012
>
> Più quel numeretto si avvicina ad uno (e più distanza ci sarà con il
> secondo), più sarà /probabile/.
>
> Proviamo con: "Torino è il capoluogo del [MASK]"
> Il risultato sarà:
> tutto 0.229
> mondo 0.206
> italia 0.163
> piemonte 0.125
> nord 0.043
>
> Che significa? Che tra i dati di addestramento non ci sono sufficienti
> informazioni che collegano univocamente, o quasi, Torino -> capoluogo ->
> Piemonte.
> Un'eventuale /chat/ basata su "alb3rt0" anziché su "gpt" avrebbe quindi
> risposto: "Torino è il capoluogo di tutto"
>
> Antonio
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>
April 17, 2023
Re: [nexa] Sugli utilizzi degli LLM per scopi criminali
by Alberto Cammozzo
Carissimi,
condivido quanto più volte sottolineato da diverse persone in lista
riassunto da Enrico: "non ci sono strumenti e loro usi la responsabilità
dei quali non sia riconducibile ad esseri umani".
Mi pare possa essere il punto di partenza per evidenziare due aspetti
critici attorno alle parole "responsabilità"e "umano", comparsi in vari
interventi, che mi permetto di sintetizzare e discutere, sperando di
contribuire alla ricerca di un discorso condiviso tra le posizioni
opposte che vanno evidenziandosi.
1) L'umanizzazione della macchina.
Spesso leggiamo che "la tecnologia X fa Y a Z" e non che "/tizio/ usa X
per fare Y a Z.": questo linguaggio ostacola la attribuzione di
responsabilità.
Se vengo investito da un'auto, non dirò che la tecnologia
automobilistica è responsabile del mio investimento, ma che sono stato
investito perché tizio non ha rispettato il codice della strada, o che
il costruttore ha progettato male la tal parte, o che la segnaletica era
carente, ecc...
L'oggetto di per se non è responsabile di nulla, ma i vari attori che
costruiscono l'ecosistema del suo impiego lo sono: chi
progetta/programma/vende/impiega, ciascuno per la parte di azione
compiuta attraverso la macchina che gli compete.
Se al contrario attribuiamo /alla tecnologia/ una data azione,
deresponsabilizziamo questi attori, schivando la vera difficoltà che
risiede nell'identificare e ripartire i profili di responsabilità tra loro.
Il rendere intenzionalmente antropomorfa ('autonoma', 'intelligente'), o
sfruttare l'inclinazione umana di considerare come tale qualsiasi
tecnologia equivale a un esplicito tentativo di fuga dalla propria
responsabilità, inducendo a credere che esista un /soggetto/ che di
fatto non esiste come tale.
L'industria del software ha sempre sfuggito tale responsabilità (vedasi
i vari /standard disclaimers/ e l'argomento del "tech exceptionalism").
All'aumentare degli effetti sul mondo, chi progetta e vende queste
tecnologie non può esimersi dal considerarsi in una ragionevole misura
responsabile dei possibili impieghi di ciò che costruisce.
Il che naturalmente porta anche a riflettere su cosa i vari attori di
una determinata industria fanno collettivamente al resto della società.
Mentre nel caso della mobilità ciò mi pare avvenga, nel caso delle ICT
fatichiamo ancora a rendercene conto, nonostante le molteplici evidenze.
2) La reificazione (macchinizzazione) dell'umano
Parliamo di dati, di dati personali, di trattamento, ma perdiamo di
vista che stiamo parlando, in primo luogo ed in ultima istanza, sempre
di /persone/.
Dimentichiamo anche che gli attori che automatizzano la produzione
linguistica sono gli stessi che compongono l'ecosistema dell'industria
della sorveglianza, che usano l'esperienza umana come materia prima
(S.Zuboff) per mettere sul mercato prodotti e servizi atti a
condizionare altro comportamento umano, dalla pubblicità ai voti,
secondo dun modello brutalmente skinneriano.
E' logico aspettarsi che questi attori impieghino l'automazione della
lingua per monetizzare analogamente gli stessi dati e la lingua stessa,
vendendo ai propri clienti i comportamenti basati su determinati usi
della lingua, basandoli sulla conoscenza estratta da testi messi a
disposizione da altri utenti inconsapevoli di questi nuovi impieghi, che
non hanno mai espressamente consentito all'uso della propria competenza
linguistica a tali scopi.
Questo business model basato sulla appropriazione dei contenuti messi
online dagli utenti è contrastato solo dalle leggi sulla privacy (e il
copyright?) che in buona parte si applicano a contesti in cui dati
personali vengono condivisi per scopi specifici che non includono il
training dei modelli statistici. Ancora una volta il far west? Le colonie?
Ciò che va contestato è il diritto di appropriazione auto-attribuitosi
da tali imprese all'uso dell'esperienza umana come se si trattasse di
dati meteorologici o contabili, e l'uso del comportamento umano come mezzo.
Le imprese di cui parliamo (come molte altre, del resto) vendono
comportamenti umani, sfruttano i lavoratori, inibiscono la
sindacalizzazione, non pagano le tasse, fuggono dalle loro
responsabilità, mirano al monopolio, si inchinano a regimi autoritari e
manipolano o mentono a quelli democratici, e tutto questo non
incidentalmente, ma seguendo una presa di posizione ideologica in molti
casi coordinata. Queste accuse sono passate in questa stessa lista in
questi anni e comunque sono coerenti con i comportamenti di analoghe
imprese in altri ambiti industriali (fossile, tabacco).
Se si trattasse di persone, non esiteremmo a considerarle sociopatiche.
Dare loro il potere di influenzare la lingua, che è ciò che regge
letteralmente la società, non può che dar loro un altra enorme fetta di
potere. E' ciò che vogliamo?
Esempio grossolano: se un nostro governo richiedesse (anche pagando) la
produzione algoritmica di testi che favorisca il "voi" al posto del
"lei" non violerebbe né la legge né la grammatica, né il GDPR, ma i
testi generati automaticamente cambierebbero progressivamente anche la
lingua parlata.
A queste imprese, e a chi lavora per loro direttamente o indirettamente,
va detto: "Fermiamoci! Riflettiamo!".
Dato che l'ambiente in cui operano è la lingua, e che la lingua è quanto
di più umano ci sia, qual è la valutazione di impatto di un GPT*? Qual è
il principio di precauzionalità usato?
Queste due criticità diventano due fallacie del ragionamento, per cui da
una parte demonizziamo le tecnologie invece di concentrarci sulla
responsabilità delle imprese, dall'altra ammettiamo che quelli umani
siano dati come gli altri e che l'esperienza umana e la società possa
continuare ad essere una miniera da sfruttare industrialmente. Così
accettiamo l'eccezionalismo IT e ammettiamo l'uso dell'umano come mezzo.
L'industrializzazione del linguaggio, come ogni altro processo
industriale non regolato, non può che degradare l'ambiente che tocca.
Il modello culturale su cui si basa l'attuale 'progresso' è quello sul
quale si sono basati molti dei progressi industriali precedenti: senza
negarne i benefici, dobbiamo riconoscere che hanno comportato la
svalutazione e lo sfruttamento della persona umana e la fuga dalle
responsabilità.
Per una volta, cerchiamo di evitare il percorso passato e non aspettiamo
i danni ambientali e umani per regolare. Fermiamoci e facciamolo subito.
Non invochiamo la scienza e il progresso per giustificare avidità di
denaro e potere, come è avvenuto con imperialismo, colonialismo, schiavismo.
Il progresso vero è assumersi la responsabilità, non 'move fast and
break things'.
La vasta polemica attorno agli LLM, che segue quella di Cambridge
Analytica, quella sul riconoscimento facciale e molte altre riuscirà
finalmente a rendere chi produce software responsabile in qualche misura
di ciò che fa e rispettare le persone?
Forse no, dovremo attendere un altro passo, mi azzardo a prevedere che
forse sarà l'applicazione degli LLM alla produzione di oggetti, di cui
anticipo un episodio:
GPT9000: Cosa posso fare per te?
Io: Vorrei costruire una automobile a tre posti e sei ruote di cui
due anteriori e quattro motrici, con motore elettrico e pannelli solari.
GPT9000: Certo ci sono molti progetti di automobili sui quali ho
elaborato quello che cerchi. Avrai bisogno di una stampante 3d e di
alcuni componenti che puoi trovare online. Troverai l'elenco dei
negozi in cui comprare il tutto in area download, assieme al
progetto e ai brevetti consultati: non dimenticarti di pagare le
fees e di far omologare il veicolo nel tuo paese.
IO: Wow, grazie. Avrei anche bisogno di una macchina per far
scodinzolare i cani.
GPT9000: Ho trovato solo un progetto in un vecchio libro francese ma
dovrebbe andare bene. In compenso non ci sono fees per i brevetti da
pagare.
IO: Grazie. Avrei anche bisogno di una macchina del tempo.
GPT9000: Sono spiacente, non ho progetti affidabili per una macchina
del tempo, ma se ti interessa posso fornirti i progetti per una
macchina per la criogenia, che alcuni considerano un efficace mezzo
per viaggiare nel futuro. Devo metterti però in guardia: non è stata
testata estesamente per questo scopo e non si può tornare al presente.
IO: Fantastico! La voglio. Servono permessi?
GPT9000: Dalle informazioni in mio possesso nel tuo paese la
criogenesi non è regolata espressamente.
IO: Benone! Cosa può andare storto?
GPT9000: Mi spiace, solo solo un agente software, non posso fare
previsioni su cosa può accadere se usi una macchina per la criogenia
non testata per viaggiare nel futuro. Buona fortuna!
...
Ciao,
Alberto
On 16/04/23 13:07, Enrico Nardelli wrote:
>
> Grazie Marco, molto bello!
>
> La riflessione finale
>
> «This is all an old story, though: It reminds us that many of the bad
> uses of AI are a reflection of humanity more than they are a
> reflection of AI technology itself. »
>
> sottolinea ancora una volta che non ci sono strumenti e loro usi la
> responsabilità dei quali non sia riconducibile ad esseri umani (punto
> che Giacomo Tesio giustissimamente enfatizza sempre).
>
> Ciao, Enrico
>
> Il 11/04/2023 10:02, Marco A. Calamari ha scritto:
>> Un interessante saggio di Bruce Schneier sugli usi criminali e
>> manipolatori degli LLM,
>> che dovrebbe farci scendere ogni tanto dai ragionamenti troppo
>> filosofici a quelli più pratici.
>>
>> Consigliato.
>>
>> https://www.schneier.com/blog/archives/2023/04/llms-and-phishing.html
>>
>> Marco
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> Presidente di "Informatics Europe"
> Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
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April 17, 2023
Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy
by Daniela Tafani
Un buon punto di partenza, per una spiegazione semplice e sintetica (già segnalata su questa lista, se non ricordo male)
mi sembra
What Kind of Mind Does ChatGPT Have?
https://www.newyorker.com/science/annals-of-artificial-intelligence/what-ki…
________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Antonio <antonio(a)piumarossa.it>
Inviato: lunedì 17 aprile 2023 10:48
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy
> Facile essere d'accordo ma ... come "fare i conti" con qualcosa che non
> capisco come funziona?
E allora proviamoci a capirlo assieme.
Partiamo dalla definizione data da Beppe Attardi:
"il loro meccanismo di base è quello del calcolo della distribuzione di probabilità della prossima parola a seguire in una sequenza"
Accediamo ad uno dei tanti servizi online che mostrano in pratica il meccanismo, ad esempio questo:
https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20230417084813073881…
Nella casella sotto "Mask token" scriviamo:
"Parigi è la [MASK] della Francia".
Il risultato sarà:
Capitale 0.658
citta 0.132
patria 0.020
culla 0.020
migliore 0.012
Più quel numeretto si avvicina ad uno (e più distanza ci sarà con il secondo), più sarà /probabile/.
Proviamo con: "Torino è il capoluogo del [MASK]"
Il risultato sarà:
tutto 0.229
mondo 0.206
italia 0.163
piemonte 0.125
nord 0.043
Che significa? Che tra i dati di addestramento non ci sono sufficienti informazioni che collegano univocamente, o quasi, Torino -> capoluogo -> Piemonte.
Un'eventuale /chat/ basata su "alb3rt0" anziché su "gpt" avrebbe quindi risposto: "Torino è il capoluogo di tutto"
Antonio
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it
https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20230417084813073881…
April 17, 2023
Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy
by Antonio
> Facile essere d'accordo ma ... come "fare i conti" con qualcosa che non
> capisco come funziona?
E allora proviamoci a capirlo assieme.
Partiamo dalla definizione data da Beppe Attardi:
"il loro meccanismo di base è quello del calcolo della distribuzione di probabilità della prossima parola a seguire in una sequenza"
Accediamo ad uno dei tanti servizi online che mostrano in pratica il meccanismo, ad esempio questo:
https://huggingface.co/m-polignano-uniba/bert_uncased_L-12_H-768_A-12_itali…
Nella casella sotto "Mask token" scriviamo:
"Parigi è la [MASK] della Francia".
Il risultato sarà:
Capitale 0.658
citta 0.132
patria 0.020
culla 0.020
migliore 0.012
Più quel numeretto si avvicina ad uno (e più distanza ci sarà con il secondo), più sarà /probabile/.
Proviamo con: "Torino è il capoluogo del [MASK]"
Il risultato sarà:
tutto 0.229
mondo 0.206
italia 0.163
piemonte 0.125
nord 0.043
Che significa? Che tra i dati di addestramento non ci sono sufficienti informazioni che collegano univocamente, o quasi, Torino -> capoluogo -> Piemonte.
Un'eventuale /chat/ basata su "alb3rt0" anziché su "gpt" avrebbe quindi risposto: "Torino è il capoluogo di tutto"
Antonio
April 17, 2023
Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy
by Daniela Tafani
Buongiorno.
Io credo ci sia un legittimo e genuino disaccordo, non il mero scarto tra alfabetizzati e analfabeti.
E, come ha già osservato Enrico qualche tempo fa, credo sia un disaccordo non nuovo,
che riprende, nella sua versione stocastica, la questione della stanza cinese di Searle.
"Pappagalli" è infatti utilizzato da Emily Bender per dare l'idea della mancanza di accesso, e quindi di riferimenti, al significato.
Alcuni di coloro che ritengono impropria la qualifica di pappagalli
sottoscrivono una delle obiezioni a Searle. Spesso, mi pare, quella del "sistema".
Un saluto,
Daniela
________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
Inviato: lunedì 17 aprile 2023 09:20
A: Nexa; Enrico Nardelli
Oggetto: Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy
Caro Enrico,
non si tratta di 'ipse-dixit', figuriamoci. Ma mi sembra che su questi LLM ci sia qualche problema di 'literacy', visto che alcuni insistono nel pensarli come database un po' strani.
Si potrebbe allora chiedere a una persona competente di spiegarli per bene, e secondo me Beppe è il più titolato tra noi.
Nel merito dello scambio che riporti, forse si tratta solo di 'nuances', ma fa bene Beppe a sgombrare il campo dall'immagine del 'pappagallo' che ricombina frammenti di frasi udite. No: GPT inventa di sana pianta. Dove può aver sentito ad esempio che io avrei scritto il romanzo "Il collezionista di venti" (2017), che non si trova neanche su Amazon?
G.
On Mon, 17 Apr 2023 at 01:11, 380° <g380(a)biscuolo.net<mailto:g380@biscuolo.net>> wrote:
Buongiorno,
Enrico Nardelli <nardelli(a)mat.uniroma2.it<mailto:nardelli@mat.uniroma2.it>> writes:
> premesso che ammiro e rispetto Beppe Attardi che è certamente
> estremamente competente in termini di IA, se con "dare ascolto"
> intendi "credere", beh
[...]
> Insomma, se il dibattito deve essere di livello scientifico elevato,
mi permetto di far notare che il dibattito in (nel/di) merito a quanto
/in oggetto/ (i rilievi del Garante...) più che scientifico (diciamo
_tecnico_, eh?!?) è di carattere giuridico [1], anche se in questo
thread si è entrati /anche/ nel merito tecnico
> più che appellarci alla "auctoritas" dobbiamo essere rigorosi, attenti
> e consistenti nella lettura degli altri e nell'esposizione delle
> nostre riflessioni.
e come diceva Marco Calamari in altro thread: «Il tempo è la risorsa più
limitata al mondo.», quindi ci costa fatica, ma è indispensabile almeno
/tentare/ di farlo se si vuole davvero confrontarsi
...anche perché, altrimenti, io dovrei davvero limitarmi solo a leggere
e starmene zitto, ma siccome credo che confrontarsi su queste cose sia
il modo migliore di esercitare la propria "cittadinanza digitale", mi
ostino :-)
[...]
saluti, 380°
[1] voi non avete idea di quanto mi senta **stupido** a illudermi che
possa essere davvero così, visto che siamo nell'era in cui la scienza
stabilisce cos'è giusto o cos'è sbagliato in /tutto/
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org<https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20230417072045063417…>>.
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa<https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20230417072045063417…>
April 17, 2023