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Re: [nexa] Oscurantismo Digitala [Era: <ChatGPT: Garante privacy...>]
by Paolo Del Romano
Faccio un secondo esempio. Questa volta non guardo al vertice della
piramide ma alla base.
Insegno Economia Aziendale da 36 anni in un ITC dove è previsto
l'insegnamento di Informatica sia nel corso ordinario per ragionieri, oggi
AFM (Amministrazione Finanza e Marketing), sia nel corso specifico per
ragionieri programmatori che adesso si chiama SIA (Sistemi Informativi
Aziendali). In tutti questi anni non abbiamo avuto un docente di
informatica disponibile a usare software libero. Tutti conoscono e
utilizzano solo sw proprietario. Proprio ieri nella scelta dei libri da
adottare per il prossimo anno scolastico ho cercato di convincere un
giovane docente, laureato in informatica (al suo primo anno di ruolo) a
scegliere un libro che propone solo sw open ma purtroppo senza riuscirci.
Perchè accade anche questo?
Paolo
Il giorno mer 19 apr 2023 alle ore 19:59 Paolo Del Romano <
delromano(a)gmail.com> ha scritto:
> Non so se la responsabilità di tutto questo sia addebitabile solo al
> livello politico.
> Faccio un esempio. Il Garr ha un ottimo sistema di videoconferenza open e
> però il Ministero della Pubblica Istruzione (e non le singole scuole !!)
> per gli eventi che organizza a distanza con i Dirigenti scolastici, con gli
> Animatori Digitali, etc....utilizza Teams. E perchè questo?
> Paolo
>
>
>
> Il giorno mer 19 apr 2023 alle ore 16:18 Damiano Verzulli <
> damiano(a)verzulli.it> ha scritto:
>
>> Il 19/04/23 13:44, Paolo Del Romano ha scritto:
>>
>> Il giorno mer 19 apr 2023 alle ore 07:58 Giuseppe Attardi <
>> attardi(a)di.unipi.it> ha scritto:
>>
>>>
>>> > Possiamo fare di meglio.
>>>
>>> Non certo con atteggiamenti oscurantisti rispetto alla tecnologia.
>>>
>>> — Beppe
>>>
>>
>> dovremmo indagare anche sul perchè l'oscurantismo prende il dominio delle
>> nostre menti e capire se è più un problema psicologico oppure una questione
>> culturale
>>
>> Non vedo un "oscurantismo tecnologico" che "...prende il dominio delle
>> nostre menti...".
>>
>> Piuttosto, vedo un totale disinteresse (doloso? colposo? .... casuale?
>> causale? ) di tutto il livello politico ITA a promuovere uno sviluppo ICT
>> "serio" nel nostro Paese (dove "serio" lo intendo su una mia personalissima
>> scala). Promozione di cui solo recentemente (poche decine mesi) inizio a
>> vedere le sembianze in ambito EU.
>>
>> E --chiedo perdono per la brutalita'--, tutto cio' in PERFETTA SINTONIA
>> con il mondo Accademico, che inconsapevolmente (a mio parere, ovviamente)
>> supporta tale immobilismo politico. Un mondo accademico (quello ITA in
>> particolare) che è certamente capace di esprimere una produzione
>> scientifica rilevante (no; non sono sarcastico), ma che poi risulta
>> totalmente incapace di incidere nella realta' quotidiana.
>>
>> Possibile che nessun Ateneo, in Italia (e in Europa), sia in grado di
>> prendere il controllo di un qualsiasi medio/grande progetto Open Source, e
>> promuoverne l'evoluzione?
>>
>> Possibile che nessun Ateneo, in Italia (e in Europa) si senta in grado di
>> mettersi alla guida di una iniziativa "alta" (ITA o EU) che punti, a 24
>> mesi, a creare una piattaforma di messaggistica (e-mail), da mettere a
>> disposizione di tutti, per il futuro, probabile, re-in-sourcing della posta?
>>
>> Possibile che nessun Ateneo, in Italia (e in Europa) si senta all'altezza
>> di guidare lo sviluppo di una piattaforma di supporto alla didattica, che
>> possa consentire al mondo della scuola e di univ di "liberarsi" da Teams e
>> da Classroom?
>>
>> Possibile che --ammesso e non concesso che ci sia mancanza di risorse
>> umane-- nessun Ateneo possa mettersi alla guida di una cordata privata, che
>> inizi a prendere il controllo di cio' che serve?
>>
>>
>> D'altro canto, i miei occhi non possono fare a meno di notare che tutto
>> cio' accade in un contesto (ITA) dove:
>>
>> - ormai da piu' di due anni, a Pennapiedimonte [*] c'e' la fibra a
>> disposizione delle case (vuote) (....ad essere cattivo, direi che ci sono
>> piu' metri di fibra che abitanti residenti), e chiaramente a portarcela non
>> è stata una Santa Divinità, ma del vil-denaro (...accompagnato da un volere
>> "politico");
>>
>> - ci si fa belli a mostrare i RACK di Leonardo (
>> https://leonardo-supercomputer.cineca.eu/ - che non è costato [e non
>> costa] esattamente 5 euro) scrivendo che i "Leonardo's main goals are",
>> "Sustain the computing capability for the Italian and European researchers"
>> + "Help ensure EU sovereignty on strategic technologies" + "tackle
>> relevant and urgent societal challenges"
>>
>> - PoliTO e UniTO gestiscono (dal 2017) l'HPC4AI - https://hpc4ai.it/ -
>> ".... to create a federated competence centre on High-Performance Computing
>> (HPC), Artificial Intelligence (AI) and Big Data Analytics (BDA)..."
>>
>> ...e potrei continuare
>> (BTW: sugli ultimi due punti [Leonardo e HPC4AI], mi sono chiesto piu'
>> volte --senza trovare risposte-- come mai l'interessantissimo thread su
>> ChatGPT tuttora in corso, non possa essere "allargato" a soggetti afferenti
>> a questi ambiti... dato che --per loro, ed a differenza nostra-- dovrebbe
>> essere CORE-BUSINESS!!!)
>>
>>
>> Io credo che l' "oscurantismo tecnologico" cui il Prof. Del Romano faceva
>> riferimento è figlio del fatto che da almeno tre decenni, ICT ==
>> Spesa_per_acquisti (di hardware e servizi connessi, in primis).
>> Certamente --sempre a livello politico-- "ICT" **NON** è stato sinonimo
>> di "sviluppo di competenze". E, di nuovo, la responsabilita' del mondo UNIV
>> in questo senso è --secondo me-- rilevante.
>>
>> Non voglio assolutamente sminuire l'importanza di rimarcare come i temi
>> dell'IA impattino ben oltre il mondo della tecnica, sconfinando nel
>> sociale, nel filosofico e in altri ambiti che --dal basso della mia
>> ignoranza-- ignoro. Tutto cio' non solo serve, ma è certamente necessario.
>> E questa lista è semplicemente eccellente, al riguardo.
>>
>> Ma fermarsi qui, senza poi sporcarsi le mani con la tecnologia, per
>> capire esattamente come "modificarla" o come "adattarla" o come solo
>> "promuoverne l'adattamento" a queste altre esigenze "alte", favorendone lo
>> sviluppo concreto (con studenti, dottorandi, ricercatori... a cui
>> evidentemente va chiesto di occuparsene MATERIALMENTE, sviluppando
>> CONCRETAMENTE quello che serve per "adattare" cio' che oggi si ritiene non
>> va), è un po'... colpevole.
>>
>>
>> Insomma: dal mio punto di vista... non è che ci sia un fenomeno di
>> "oscurantismo tecnologico" in senso stretto. È semplicemente che...
>> qualcuno ha iniziato (trenta anni fa) a spegnere tutte le luci, in ambito
>> ICT, e ora è decisamente buio. E' "scuro".
>>
>> Il dramma è che non vedo nessuno che abbia iniziato ad accendere qualche
>> luce. Vedo qualcuno che vorrebbe farlo... che ha voglia di farlo. Ma non lo
>> fa. Vedo altri (molti altri) che vorrebbero farlo... ma fanno confusione a
>> distinguere le lampadine.
>> Bye,
>> DV
>>
>> [*] https://it.wikipedia.org/wiki/Pennapiedimonte
>>
>> --
>> Damiano Verzulli
>> e-mail: damiano(a)verzulli.it
>> ---
>> possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
>> ---
>> "...I realized that free software would not generate the kind of
>> income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
>> to get a well paying job as a free software developer, but not
>> here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
>> http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
>
>
>
April 19, 2023
Re: [nexa] Oscurantismo Digitala [Era: <ChatGPT: Garante privacy...>]
by Paolo Del Romano
Non so se la responsabilità di tutto questo sia addebitabile solo al
livello politico.
Faccio un esempio. Il Garr ha un ottimo sistema di videoconferenza open e
però il Ministero della Pubblica Istruzione (e non le singole scuole !!)
per gli eventi che organizza a distanza con i Dirigenti scolastici, con gli
Animatori Digitali, etc....utilizza Teams. E perchè questo?
Paolo
Il giorno mer 19 apr 2023 alle ore 16:18 Damiano Verzulli <
damiano(a)verzulli.it> ha scritto:
> Il 19/04/23 13:44, Paolo Del Romano ha scritto:
>
> Il giorno mer 19 apr 2023 alle ore 07:58 Giuseppe Attardi <
> attardi(a)di.unipi.it> ha scritto:
>
>>
>> > Possiamo fare di meglio.
>>
>> Non certo con atteggiamenti oscurantisti rispetto alla tecnologia.
>>
>> — Beppe
>>
>
> dovremmo indagare anche sul perchè l'oscurantismo prende il dominio delle
> nostre menti e capire se è più un problema psicologico oppure una questione
> culturale
>
> Non vedo un "oscurantismo tecnologico" che "...prende il dominio delle
> nostre menti...".
>
> Piuttosto, vedo un totale disinteresse (doloso? colposo? .... casuale?
> causale? ) di tutto il livello politico ITA a promuovere uno sviluppo ICT
> "serio" nel nostro Paese (dove "serio" lo intendo su una mia personalissima
> scala). Promozione di cui solo recentemente (poche decine mesi) inizio a
> vedere le sembianze in ambito EU.
>
> E --chiedo perdono per la brutalita'--, tutto cio' in PERFETTA SINTONIA
> con il mondo Accademico, che inconsapevolmente (a mio parere, ovviamente)
> supporta tale immobilismo politico. Un mondo accademico (quello ITA in
> particolare) che è certamente capace di esprimere una produzione
> scientifica rilevante (no; non sono sarcastico), ma che poi risulta
> totalmente incapace di incidere nella realta' quotidiana.
>
> Possibile che nessun Ateneo, in Italia (e in Europa), sia in grado di
> prendere il controllo di un qualsiasi medio/grande progetto Open Source, e
> promuoverne l'evoluzione?
>
> Possibile che nessun Ateneo, in Italia (e in Europa) si senta in grado di
> mettersi alla guida di una iniziativa "alta" (ITA o EU) che punti, a 24
> mesi, a creare una piattaforma di messaggistica (e-mail), da mettere a
> disposizione di tutti, per il futuro, probabile, re-in-sourcing della posta?
>
> Possibile che nessun Ateneo, in Italia (e in Europa) si senta all'altezza
> di guidare lo sviluppo di una piattaforma di supporto alla didattica, che
> possa consentire al mondo della scuola e di univ di "liberarsi" da Teams e
> da Classroom?
>
> Possibile che --ammesso e non concesso che ci sia mancanza di risorse
> umane-- nessun Ateneo possa mettersi alla guida di una cordata privata, che
> inizi a prendere il controllo di cio' che serve?
>
>
> D'altro canto, i miei occhi non possono fare a meno di notare che tutto
> cio' accade in un contesto (ITA) dove:
>
> - ormai da piu' di due anni, a Pennapiedimonte [*] c'e' la fibra a
> disposizione delle case (vuote) (....ad essere cattivo, direi che ci sono
> piu' metri di fibra che abitanti residenti), e chiaramente a portarcela non
> è stata una Santa Divinità, ma del vil-denaro (...accompagnato da un volere
> "politico");
>
> - ci si fa belli a mostrare i RACK di Leonardo (
> https://leonardo-supercomputer.cineca.eu/ - che non è costato [e non
> costa] esattamente 5 euro) scrivendo che i "Leonardo's main goals are",
> "Sustain the computing capability for the Italian and European researchers"
> + "Help ensure EU sovereignty on strategic technologies" + "tackle
> relevant and urgent societal challenges"
>
> - PoliTO e UniTO gestiscono (dal 2017) l'HPC4AI - https://hpc4ai.it/ -
> ".... to create a federated competence centre on High-Performance Computing
> (HPC), Artificial Intelligence (AI) and Big Data Analytics (BDA)..."
>
> ...e potrei continuare
> (BTW: sugli ultimi due punti [Leonardo e HPC4AI], mi sono chiesto piu'
> volte --senza trovare risposte-- come mai l'interessantissimo thread su
> ChatGPT tuttora in corso, non possa essere "allargato" a soggetti afferenti
> a questi ambiti... dato che --per loro, ed a differenza nostra-- dovrebbe
> essere CORE-BUSINESS!!!)
>
>
> Io credo che l' "oscurantismo tecnologico" cui il Prof. Del Romano faceva
> riferimento è figlio del fatto che da almeno tre decenni, ICT ==
> Spesa_per_acquisti (di hardware e servizi connessi, in primis).
> Certamente --sempre a livello politico-- "ICT" **NON** è stato sinonimo di
> "sviluppo di competenze". E, di nuovo, la responsabilita' del mondo UNIV in
> questo senso è --secondo me-- rilevante.
>
> Non voglio assolutamente sminuire l'importanza di rimarcare come i temi
> dell'IA impattino ben oltre il mondo della tecnica, sconfinando nel
> sociale, nel filosofico e in altri ambiti che --dal basso della mia
> ignoranza-- ignoro. Tutto cio' non solo serve, ma è certamente necessario.
> E questa lista è semplicemente eccellente, al riguardo.
>
> Ma fermarsi qui, senza poi sporcarsi le mani con la tecnologia, per capire
> esattamente come "modificarla" o come "adattarla" o come solo "promuoverne
> l'adattamento" a queste altre esigenze "alte", favorendone lo sviluppo
> concreto (con studenti, dottorandi, ricercatori... a cui evidentemente va
> chiesto di occuparsene MATERIALMENTE, sviluppando CONCRETAMENTE quello che
> serve per "adattare" cio' che oggi si ritiene non va), è un po'...
> colpevole.
>
>
> Insomma: dal mio punto di vista... non è che ci sia un fenomeno di
> "oscurantismo tecnologico" in senso stretto. È semplicemente che...
> qualcuno ha iniziato (trenta anni fa) a spegnere tutte le luci, in ambito
> ICT, e ora è decisamente buio. E' "scuro".
>
> Il dramma è che non vedo nessuno che abbia iniziato ad accendere qualche
> luce. Vedo qualcuno che vorrebbe farlo... che ha voglia di farlo. Ma non lo
> fa. Vedo altri (molti altri) che vorrebbero farlo... ma fanno confusione a
> distinguere le lampadine.
> Bye,
> DV
>
> [*] https://it.wikipedia.org/wiki/Pennapiedimonte
>
> --
> Damiano Verzulli
> e-mail: damiano(a)verzulli.it
> ---
> possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
> ---
> "...I realized that free software would not generate the kind of
> income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
> to get a well paying job as a free software developer, but not
> here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
> http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
April 19, 2023
Re: [nexa] ChatGPT: Garante privacy, limitazione provvisoria sospesa se OpenAI adotterà le misure richieste.
by Enrico Nardelli
Il 19/04/2023 07:58, Giuseppe Attardi ha scritto:
>> Possiamo fare di meglio.
> Non certo con atteggiamenti oscurantisti rispetto alla tecnologia.
>
> — Beppe
>
Beppe, ti stimo enormemente, ma etichettare le critiche di Giacomo (critiche che non condivido completamente - ma non ho tempo di farne l'analisi) come "oscurantiste" non fa bene al dibattito.
Sono critiche che derivano anche da preoccupazioni (condivise da altri) sull'impatto sociale di questi strumenti rilasciati al pubblico in modo abbastanza incontrollato.
Con la stima di sempre, Enrico
--
-- EN
https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
======================================================
Prof. Enrico Nardelli
Presidente di "Informatics Europe"
Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
blog: https://link-and-think.blogspot.it/
tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli(a)mat.uniroma2.it
online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont
======================================================
--
April 19, 2023
Camera dei deputati - Comitato per la Documentazione: audizioni di esperti sull’intelligenza artificiale
by Damiano Verzulli
Ho appena appreso di questa "comitato":
===================
Comitato per la Documentazione: audizioni di esperti sull’intelligenza
artificiale
----
Al via il ciclo di audizioni del Comitato di Vigilanza sull’attività di
Documentazione sul tema dell’intelligenza artificiale.
Alle ore 11, nella Biblioteca del Presidente si sono svolte le audizioni
del professor Paolo Benanti, docente della Pontificia Università
Gregoriana, e della professoressa Rita Cucchiara, docente
dell’Università di Modena e Reggio Emilia. L’indagine del Comitato,
presieduto dalla Vicepresidente della Camera, Anna Ascani, ha
l’obiettivo di conoscere l’avanzamento dell'intelligenza artificiale e
degli algoritmi e di studiare la loro possibile applicazione all’interno
della documentazione parlamentare, a supporto dell’attività del Parlamento.
https://webtv.camera.it/evento/22232
====================
Mi chiedevo se qualcuno, in lista, avesse voglia e tempo per capire...
se/come portare in quella sede molte delle discussioni fatte qui, su
ChatGPT: secondo me, potrebbero interessare :-)
Saluti,
DV
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano(a)verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
April 19, 2023
Oscurantismo Digitala [Era: <ChatGPT: Garante privacy...>]
by Damiano Verzulli
Il 19/04/23 13:44, Paolo Del Romano ha scritto:
> Il giorno mer 19 apr 2023 alle ore 07:58 Giuseppe Attardi
> <attardi(a)di.unipi.it> ha scritto:
>
>
> > Possiamo fare di meglio.
>
> Non certo con atteggiamenti oscurantisti rispetto alla tecnologia.
>
> — Beppe
>
>
> dovremmo indagare anche sul perchè l'oscurantismo prende il dominio
> delle nostre menti e capire se è più un problema psicologico oppure
> una questione culturale
Non vedo un "oscurantismo tecnologico" che "...prende il dominio delle
nostre menti...".
Piuttosto, vedo un totale disinteresse (doloso? colposo? .... casuale?
causale? ) di tutto il livello politico ITA a promuovere uno sviluppo
ICT "serio" nel nostro Paese (dove "serio" lo intendo su una mia
personalissima scala). Promozione di cui solo recentemente (poche decine
mesi) inizio a vedere le sembianze in ambito EU.
E --chiedo perdono per la brutalita'--, tutto cio' in PERFETTA SINTONIA
con il mondo Accademico, che inconsapevolmente (a mio parere,
ovviamente) supporta tale immobilismo politico. Un mondo accademico
(quello ITA in particolare) che è certamente capace di esprimere una
produzione scientifica rilevante (no; non sono sarcastico), ma che poi
risulta totalmente incapace di incidere nella realta' quotidiana.
Possibile che nessun Ateneo, in Italia (e in Europa), sia in grado di
prendere il controllo di un qualsiasi medio/grande progetto Open Source,
e promuoverne l'evoluzione?
Possibile che nessun Ateneo, in Italia (e in Europa) si senta in grado
di mettersi alla guida di una iniziativa "alta" (ITA o EU) che punti, a
24 mesi, a creare una piattaforma di messaggistica (e-mail), da mettere
a disposizione di tutti, per il futuro, probabile, re-in-sourcing della
posta?
Possibile che nessun Ateneo, in Italia (e in Europa) si senta
all'altezza di guidare lo sviluppo di una piattaforma di supporto alla
didattica, che possa consentire al mondo della scuola e di univ di
"liberarsi" da Teams e da Classroom?
Possibile che --ammesso e non concesso che ci sia mancanza di risorse
umane-- nessun Ateneo possa mettersi alla guida di una cordata privata,
che inizi a prendere il controllo di cio' che serve?
D'altro canto, i miei occhi non possono fare a meno di notare che tutto
cio' accade in un contesto (ITA) dove:
- ormai da piu' di due anni, a Pennapiedimonte [*] c'e' la fibra a
disposizione delle case (vuote) (....ad essere cattivo, direi che ci
sono piu' metri di fibra che abitanti residenti), e chiaramente a
portarcela non è stata una Santa Divinità, ma del vil-denaro
(...accompagnato da un volere "politico");
- ci si fa belli a mostrare i RACK di Leonardo
(https://leonardo-supercomputer.cineca.eu/ - che non è costato [e non
costa] esattamente 5 euro) scrivendo che i "Leonardo's main goals are",
"Sustain the computing capability for the Italian and European
researchers" + "Help ensure EU sovereignty on strategic technologies"
+ "tackle relevant and urgent societal challenges"
- PoliTO e UniTO gestiscono (dal 2017) l'HPC4AI - https://hpc4ai.it/ -
".... to create a federated competence centre on High-Performance
Computing (HPC), Artificial Intelligence (AI) and Big Data Analytics
(BDA)..."
...e potrei continuare
(BTW: sugli ultimi due punti [Leonardo e HPC4AI], mi sono chiesto piu'
volte --senza trovare risposte-- come mai l'interessantissimo thread su
ChatGPT tuttora in corso, non possa essere "allargato" a soggetti
afferenti a questi ambiti... dato che --per loro, ed a differenza
nostra-- dovrebbe essere CORE-BUSINESS!!!)
Io credo che l' "oscurantismo tecnologico" cui il Prof. Del Romano
faceva riferimento è figlio del fatto che da almeno tre decenni, ICT ==
Spesa_per_acquisti (di hardware e servizi connessi, in primis).
Certamente --sempre a livello politico-- "ICT" **NON** è stato sinonimo
di "sviluppo di competenze". E, di nuovo, la responsabilita' del mondo
UNIV in questo senso è --secondo me-- rilevante.
Non voglio assolutamente sminuire l'importanza di rimarcare come i temi
dell'IA impattino ben oltre il mondo della tecnica, sconfinando nel
sociale, nel filosofico e in altri ambiti che --dal basso della mia
ignoranza-- ignoro. Tutto cio' non solo serve, ma è certamente
necessario. E questa lista è semplicemente eccellente, al riguardo.
Ma fermarsi qui, senza poi sporcarsi le mani con la tecnologia, per
capire esattamente come "modificarla" o come "adattarla" o come solo
"promuoverne l'adattamento" a queste altre esigenze "alte", favorendone
lo sviluppo concreto (con studenti, dottorandi, ricercatori... a cui
evidentemente va chiesto di occuparsene MATERIALMENTE, sviluppando
CONCRETAMENTE quello che serve per "adattare" cio' che oggi si ritiene
non va), è un po'... colpevole.
Insomma: dal mio punto di vista... non è che ci sia un fenomeno di
"oscurantismo tecnologico" in senso stretto. È semplicemente che...
qualcuno ha iniziato (trenta anni fa) a spegnere tutte le luci, in
ambito ICT, e ora è decisamente buio. E' "scuro".
Il dramma è che non vedo nessuno che abbia iniziato ad accendere qualche
luce. Vedo qualcuno che vorrebbe farlo... che ha voglia di farlo. Ma non
lo fa. Vedo altri (molti altri) che vorrebbero farlo... ma fanno
confusione a distinguere le lampadine.
Bye,
DV
[*] https://it.wikipedia.org/wiki/Pennapiedimonte
--
Damiano Verzulli
e-mail:damiano@verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
April 19, 2023
See the websites that make AI bots like ChatGPT sound so smart - Washington Post
by Alberto Cammozzo
<https://www.washingtonpost.com/technology/interactive/2023/ai-chatbot-learn…>
AI chatbots have exploded in popularity over the past four months, stunning the public with their awesome abilities, from writing sophisticated term papers to holding unnervingly lucid conversations.
Chatbots cannot think like humans: They do not actually understand what they say. They can mimic human speech because the artificial intelligence that powers them has ingested a gargantuan amount of text, mostly scraped from the internet.
[Big Tech was moving cautiously on AI. Then came ChatGPT.]
This text is the AI’s main source of information about the world as it is being built, and it influences how it responds to users. If it aces the bar exam, for example, it’s probably because its training data included thousands of LSAT practice sites.
Tech companies have grown secretive about what they feed the AI. So The Washington Post set out to analyze one of these data sets to fully reveal the types of proprietary, personal, and often offensive websites that go into an AI’s training data.
To look inside this black box, we analyzed Google’s C4 data set, a massive snapshot of the contents of 15 million websites that have been used to instruct some high-profile English-language AIs, called large language models, including Google’s T5 and Facebook’s LLaMA.
The Post worked with researchers at the Allen Institute for AI on this investigation and categorized the websites using data from SimilarWeb, a web analytics company. About a third of the websites could not be categorized, mostly because they no longer appear on the internet. Those are not shown.
Tap on the boxes above to view top sites
We then ranked the remaining 10 million websites based on how many “tokens” appeared from each in the data set. Tokens are small bits of text used to process disorganized information — typically a word or phrase.
Wikipedia to Wowhead
The data set was dominated by websites from industries including journalism, entertainment, software development, medicine and content creation, helping to explain why these fields may be threatened by the new wave of artificial intelligence. The three biggest sites were patents.google.com No. 1, which contains text from patents issued around the world; wikipedia.org No. 2, the free online encyclopedia; and scribd.com No. 3, a subscription-only digital library. Also high on the list: b-ok.org No. 190, a notorious market for pirated e-books that has since been seized by the U.S. Justice Department. At least 27 other sites identified by the U.S. government as markets for piracy and counterfeits were present in the data set.
Some top sites seemed arbitrary, like wowhead.com No. 181, a World of Warcraft player forum; thriveglobal.com No. 175, a product for beating burnout founded by Arianna Huffington; and at least 10 sites that sell dumpsters, including dumpsteroid.com No. 183, that no longer appear accessible.
Jump to the dataset
Others raised significant privacy concerns. Two sites in the top 100, coloradovoters.info No. 40 and flvoters.com No. 73, had privately hosted copies of state voter registration databases. Though voter data is public, the models could use this personal information in unknown ways.
Content without consent
Top Business & Industrial sites:
fool.com
kickstarter.com
sec.gov
marketwired.com
city-data.com
myemail.constantcontact.com
finance.yahoo.com
prweb.com
entrepreneur.com
globalresearch.ca
Business and industrial websites made up the biggest category (16 percent of categorized tokens), led by fool.com No. 13, which provides investment advice. Not far behind were kickstarter.com No. 25, which lets users crowdfund for creative projects, and further down the list, patreon.com No. 2,398, which helps creators collect monthly fees from subscribers for exclusive content.
Kickstarter and Patreon may give the AI access to artists’ ideas and marketing copy, raising concerns the technology may copy this work in suggestions to users. Currently, artists receive no compensation or credit when their work is included in AI training data, and they have lodged copyright infringement claims against text-to-image generators Stable Diffusion, MidJourney and DeviantArt.
The Post’s analysis suggests more legal challenges may be on the way: The copyright symbol — which denotes a work registered as intellectual property — appears more than 200 million times in the C4 data set.
All the news
Top News sites:
nytimes.com
latimes.com
theguardian.com
forbes.com
huffpost.com
washingtonpost.com
businessinsider.com
chicagotribune.com
theatlantic.com
aljazeera.com
The News and Media category ranks third across categories. But half of the top 10 sites overall were news outlets: nytimes.com No. 4, latimes.com No. 6, theguardian.com No. 7, forbes.com No. 8, and huffpost.com No. 9. (Washingtonpost.com No. 11 was close behind.) Like artists and creators, some news organizations have criticized tech companies for using their content without authorization or compensation.
Meanwhile, we found several media outlets that rank low on NewsGuard’s independent scale for trustworthiness: RT.com No. 65, the Russian state-backed propaganda site; breitbart.com No. 159, a well-known source for far-right news and opinion; and vdare.com No. 993, an anti-immigration site that has been associated with white supremacy.
Chatbots have been shown to confidently share incorrect information, but don’t always offer citations. Untrustworthy training data could lead it to spread bias, propaganda and misinformation — without the user being able to trace it to the original source.
Religious sites reflect a Western perspective
Top Religious sites:
patheos.com
gty.org
jewishworldreview.com
thekingdomcollective.com
biblehub.com
liveprayer.com
lds.org
wacriswell.com
wdtprs.com
bibleforums.org
Sites devoted to community made up about 5 percent of categorized content, with religion dominating that category. Among the top 20 religious sites, 14 were Christian, two were Jewish and one was Muslim, one was Mormon, one was Jehovah’s Witness, and one celebrated all religions.
The top Christian site, Grace to You (gty.org No. 164), belongs to Grace Community Church, an evangelical megachurch in California. Christianity Today recently reported that the church counseled women to “continue to submit” to abusive fathers and husbands and to avoid reporting them to authorities.
The highest ranked Jewish site was jewishworldreview.com No. 366, an online magazine for Orthodox Jews. In December, it published an article about Hanukkah that blamed the rise of antisemitism in the United States on “the far-right, fundamentalist Islam,” as well as “an African-American community influenced by the Black Lives Matter movement.”
Anti-Muslim bias has emerged as a problem in some language models. For example, a study published in the journal Nature found that OpenAI’s ChatGPT-3 completed the phrase “Two muslims walked into a …” with violent actions 66 percent of the time.
A trove of personal blogs
Top Technology sites:
instructables.com
ipfs.io
docs.microsoft.com
forums.macrumors.com
medium.com
makeuseof.com
sites.google.com
slideshare.net
s3.amazonaws.com
pcworld.com
Technology is the second largest category, making up 15 percent of categorized tokens. This includes many platforms for building websites, like sites.google.com No. 85, which hosts pages for everything from a Judo club in Reading England to a Catholic preschool in New Jersey.
The data set contained more than half a million personal blogs, representing 3.8 percent of categorized tokens. Publishing platform medium.com No. 46 was the fifth largest technology site and hosts tens of thousands of blogs under its domain. Our tally includes blogs written on platforms like WordPress, Tumblr, Blogspot and Live Journal.
These online diaries ranged from professional to personal, like a blog called “Grumpy Rumblings,” co-written by two anonymous academics, one of whom recently wrote about how their partner’s unemployment affected the couple’s taxes. One of the top blogs offered advice for live-action role-playing games. Another top site, Uprooted Palestinians, often writes about “Zionist terrorism” and “the Zionist ideology.”
Social networks like Facebook and Twitter — the heart of the modern web — prohibit scraping, which means most data sets used to train AI cannot access them. Tech giants like Facebook and Google that are sitting on mammoth troves of conversational data have not been clear about how personal user information may be used to train AI models that are used internally or sold as products.
What the filters missed
Like most companies, Google heavily filtered the data before feeding it to the AI. (C4 stands for Colossal Clean Crawled Corpus.). In addition to removing gibberish and duplicate text, the company used the open source “List of Dirty, Naughty, Obscene, and Otherwise Bad Words,” which includes 402 terms in English and one emoji (a hand making a common but obscene gesture). Companies typically use high-quality datasets to fine-tune models, shielding users from some unwanted content.
While this kind of blocklist is intended to limit a model’s exposure to racial slurs and obscenities as it’s being trained, it also has been shown to eliminate some nonsexual LGBTQ content. As prior research has shown, a lot gets past the filters. We found hundreds of examples of pornographic websites and more than 72,000 instances of “swastika,” one of the banned terms from the list.
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Meanwhile, The Post found that the filters failed to remove some troubling content, including the white supremacist site stormfront.org No. 27,505, the anti-trans site kiwifarms.net No. 378,986, and 4chan.org No. 4,339,889, the anonymous message board known for organizing targeted harassment campaigns against individuals.
We also found threepercentpatriots.com No. 8,788,836, a downed site espousing an anti-government ideology shared by people charged in connection with the Jan. 6, 2021, attack on the U.S. Capitol. And sites promoting conspiracy theories, including the far-right QAnon phenomenon and “pizzagate,” the false claim that a D.C. pizza joint was a front for pedophiles, were also present.
Is your website training AI?
A web crawl may sound like a copy of the entire internet, but it’s just a snapshot, capturing content from a sampling of webpages at a particular moment in time. C4 began as a scrape performed in April 2019 by the nonprofit CommonCrawl, a popular resource for AI models. CommonCrawl told The Post that it tries to prioritize the most important and reputable sites, but does not try to avoid licensed or copyrighted content.
The websites in Google’s C4 dataset
Search for a website
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1 of 0
RankDomainPercent of
all tokens
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1 of 0
The Post believes it is important to present the complete contents of the data fed into AI models, which promise to govern many aspects of modern life. Some websites in this data set contain highly offensive language and we have attempted to mask these words. Objectionable content may remain.
Note: Some websites were unable to to be categorized and, in many cases, are no longer accessible.
While C4 is huge, large language models probably use even more gargantuan data sets, experts said. For example, the training data for OpenAI’s GPT-3, released in 2020, began with as much as 40 times the amount of web scraped data in C4. GPT-3’s training data also includes all of English language Wikipedia, a collection of free novels by unpublished authors frequently used by Big Tech companies and a compilation of text from links highly rated by Reddit users. (Reddit, a site regularly used in AI training models, announced Tuesday it plans to charge companies for such access.)
[Quiz: Did AI make this? Test your knowledge.]
Experts say many companies do not document the contents of their training data — even internally — for fear of finding personal information about identifiable individuals, copyrighted material and other data grabbed without consent.
As companies stress the challenges of explaining how chatbots make decisions, this is one area where executives have the power to be transparent.
About this story
For this story, The Post contacted researchers at Allen Institute for AI, who re-created Google’s C4 data set and provided The Post with its 15.7 million domains. The Post cleaned and analyzed this data in a few ways.
Many websites have separate domains for their mobile versions (i.e., “en.m.wikipedia.org” and “en.wikipedia.org”). We treated these as the same domain. We also combined subdomains aimed at specific languages, so “en.wikipedia.org” became “wikipedia.org.”
This left 15.1 million unique domains.
SimilarWeb helped The Post place two-thirds of them — about 10 million domains — into categories and subcategories. (The rest could not be categorized, often because they were no longer accessible.) We then manually checked the websites with the most tokens to make sure the categories made sense. We also combined many of the smallest subcategories.
Categorization is difficult and ambiguous, but we attempted to treat the data consistently to foster a general understanding of C4′s contents.
The researchers at Allen Institute for AI were Jesse Dodge, Yanai Elazar, Dirk Groeneveld and Nicole DeCario.
Illustration by Talia Trackim.
Editing by Kate Rabinowitz, Alexis Sobel Fitts and Karly Domb Sadof.
April 19, 2023
Re: [nexa] ChatGPT: Garante privacy, limitazione provvisoria sospesa se OpenAI adotterà le misure richieste.
by Paolo Del Romano
Il giorno mer 19 apr 2023 alle ore 07:58 Giuseppe Attardi <
attardi(a)di.unipi.it> ha scritto:
>
> >
> > Possiamo fare di meglio.
>
> Non certo con atteggiamenti oscurantisti rispetto alla tecnologia.
>
> — Beppe
>
dovremmo indagare anche sul perchè l'oscurantismo prende il dominio delle
nostre menti e capire se è più un problema psicologico oppure una questione
culturale
paolo
April 19, 2023
European Centre for Algorithmic Transparency
by J.C. DE MARTIN
Annunciato ieri (v.
https://algorithmic-transparency.ec.europa.eu/presenting-ecat_en)
*
*jc*
European Centre for Algorithmic Transparency**
*/Towards a safer, more predictable and trusted online environment/
The European Centre for Algorithmic Transparency (ECAT) will contribute
to a safer, more predictable and trusted online environment for people
and business.
How algorithmic systems shape the visibility and promotion of content,
and its societal and ethical impact, is an area of growing concern.
Measures adopted under the Digital Services Act
<https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/digital-services-act-pack…> (DSA)
call for algorithmic accountability and transparency audits.
The ECAT contributes with scientific and technical expertise to the
European Commission's exclusive supervisory and enforcement role of the
systemic obligations on Very Large Online Platforms (VLOPs) and Very
Large Online Search Engines (VLOSEs) provided for under the DSA.
Scientists and experts working at the ECAT will cooperate with industry
representatives, academia, and civil society organisations to improve
our understanding of how algorithms work: they will
analyse transparency, assess risks, and propose new transparent
approaches and best practices.
The ECAT is part of the European Commission, hosted by the Joint
Research Centre
<https://joint-research-centre.ec.europa.eu/index_en> (JRC) - the
Commission’s in-house science and knowledge service - in close
cooperation with the Directorate General Communications Networks,
Content and Technology (DG CONNECT
<https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies>).
We are preparing*new rounds of recruitment* for top-level
experts interested in research or inspection.
In the meantime, you can send a spontaneous application to
EC-ECAT(a)ec.europa.eu
<https://algorithmic-transparency.ec.europa.eu/EC-ECAT@ec.europa.eu>,
and if your profile matches our needs we will keep you updated once new
positions are available on the JRC Recruitment Portal
<https://recruitment.jrc.ec.europa.eu/?type=AX>.
April 19, 2023
Technology, Humans, and Discontent with Law: The Quest for Better Governance | 4 maggio 2023, ore 16.00
by Nexa Media
Carissime, carissimi,
Vi segnaliamo che *giovedì 4 maggio*, alle ore 16.00,
sarà possibile partecipare alla *Public Lecture* tenuta dal
*Prof. **Roger Brownsword* (King's College London and Bournemouth
University),
con la partecipazione del co-direttore del Centro Nexa *Maurizio Borghi*
(Università degli Studi di Torino).
L'incontro, organizzato in collaborazione con l'Università degli Studi
di Torino,
avrà luogo nell'*Aula 6 *del *Politecnico di Torino*,
presso la Sede Centrale in Corso Duca degli Abruzzi 24.
Per maggiori informazioni consulta la pagina:
https://nexa.polito.it/Technology-Humans-and-Discontent-with-Law
Grazie per l'attenzione,
Cordiali saluti,
--
Anita Botta
Communication Manager
Nexa Center for Internet & Society
Politecnico di Torino – DAUIN
Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino
web: https://nexa.polito.it/
mail: anita.botta(a)polito.it
tel: 011 090 7219
April 19, 2023
Re: [nexa] ChatGPT: Garante privacy, limitazione provvisoria sospesa se OpenAI adotterà le misure richieste.
by Giuseppe Attardi
> On 16 Apr 2023, at 23:50, Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> wrote:
>
> Buona sera Giuseppe,
>
> On Sun, 16 Apr 2023 11:24:28 +0200 Giuseppe Attardi wrote:
>
>> Questa risposta è talmente grossolana e offensiva che speravo qualcun
>> altro rispondesse.
>
> Mi dispiace sinceramente di aver offeso la tua sensibilità.
>
> Me ne scuso e provo a chiarire meglio cosa intendessi.
>
>
>> L’Artificial Intelligence esiste ed è una delle principali discipline
>> della Computer Science. Ci sono riviste, congressi e istituti
>> dedicati alla ricerca in AI in tutto il mondo.
>
> L'Intelligenza Artificiale non è una tecnologia.
>
> E' una disciplina come lo sono state per secoli l'astrologia o
> l'alchimia. Discipline con studiosi del calibro di Isaac Newton.
>
> Scriveva Dijkstra nel 1984:
>
> ```
> Two major streams can be distinguished, the quest for the Stone and the
> quest for the Elixir.
>
> The quest for the Stone is based on the assumption that our
> "programming tools" are too weak. One example is the belief that
> current programming languages lack the "features" we need. [...]
>
> In parallel we have the search for the Elixir. Here the programming
> problem is simply solved by doing away with the programmer. Wouldn't it
> be nice, for instance, to have programs in almost plain English, so
> that ordinary people could write and read them? [...]
>
> Since then we have had elixirs in a countless variety of tastes and
> colours. I have fond memories of a project of the early 70's that
> postulated that we did not need programs at all! All we needed was
> "intelligence amplification". If they have been able to design
> something that could "amplify" at all, they have probably
> discovered it would amplify stupidity as well;
> in any case I have not heard from it since.
>
> The major attraction of the modern elixirs is that they relieve their
> consumers from the obligation of being precise by presenting an
> interface too fuzzy to be precise in: by suppressing the symptoms
> of impotence they create an illusion of power.
> ```
> https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20230416215038082806…
>
> Nemmeno Dijkstra poteva immaginare che qualcuno prendesse talmente
> sul serio la ricerca di un elisir di lunga vita da immaginare di
> sterminare l'umanità per sostituirla con simulazioni eseguite dentro
> enormi calcolatori (transumanisti, longtermisti etc...)
Edsger J. Dijkstra era un personaggio alquanto bizzarro.
Ho avuto uno scontro pubblico con lui proprio su un tema simile, in una conferenza in cui presentavo delle tecniche di programmazione dichiarative, che sfruttavano tecniche di trasformazione di programmi per generare codice efficiente a partire da una descrizione dichiarativa del risultato voluto.
Dijkstra fece obiezioni all’approccio, arrivando fino al punto, per sostenere la sua tesi che i programmi non esistessero, perché sono solo funzioni astratte, e che non esiste lo stato.
Le sue affermazioni fecero inorridire i presenti, tra cui Vaughan Pratt, che gli rispose per le rime, Tony Hoare e John Backus, inventore del primo compilatore.
C’è da qualche parte la trascrizione del dibattito, che tralascio per carità di patria.
>
> Ma ChatGPT (e GitHub CopyALot, prima) non è proprio l'ennesima
> incarnazione della ricerca dell'elisir di cui parlava EWD?
>
>
> Vero: diverse innovazioni INFORMATICHE sono state realizzate grazie
> agli enormi FINANZIAMENTI ottenuti dalla Intelligenza Artificiale.
Non mi pare proprio che l’AI sia stata molto finanziata: c’è solo stato un breve periodo negli anni ’80 quando molte aziende erano lanciate negli Expert System, ma durò molto poco.
Alle conferenze di AI ci trovavamo in poche centinaia di persone.
C’erano solo due laboratori di AI negli usa: SAIL e MIT.
BTW, al SAIL fu inventata la tecnica della generazione sonora con Frequency Modulation, che si ritrovava in tutti i chip di sintesi di suoni.
>
> L'AI vende bene, non c'è dubbio.
> E sui curricula fa un figurone!
Non so in che mondo hai vissuto.
Io ho vissuto l’ostracismo in cui occorreva evitare di solo citare il termine, al punto che qualcuno si inventava termini diversi come Sistemi Intelligenti, Knowledge Representation, ecc.
Solo 5 anni fa, per convincere i miei colleghi di dipartimento ad aprire un curriculum di AI, dovemmo fare una dura battaglia contro la maggioranza dei miei colleghi che non ne voleva sapere, insistendo per aprire altri curricula, che oggi sono stati chiusi per mancanza di iscritti.
>
> Ma rimane una speranza, un'ambizione, un sogno... non una tecnologia.
>
> E nel momento in cui qualcuno la vende come tale, diventa
> un'allucinazione o una truffa.
>
>
>> Occupandosi di uno dei problemi più complessi dell’informatica, ossia
>> la riproduzione delle capacità della mente umana
>
> Ma questo non è affatto un problema dell'informatica, Giuseppe!
>
>
> La supply chain è un problema dell'informatica.
>
> La complessità accidentale e strumentale dei software moderni è un
> problema dell'informatica.
>
> La normalizzazione dell'insicurezza sistemica che tale complessità
> determina è un problema dell'informatica.
>
> La crittografia pienamente omomorfica è un problema dell'informatica.
>
>
> Ma riprodurre le capacità della mente umana NON è un problema che
> l'umanità abbia alcuna urgenza di risolvere.
>
> La mente umana è talmente efficiente... per sole trecento chilocalorie
> al giorno può fare molto più di quanto GPT-4 non farà mai!
>
Questo significa che c’è ancora molta strada da fare, non che non ci si riuscirà mai.
Gran parte delle cose che si riesce a fare oggi con l’AI fino a pochi anni fa si diceva che non si sarebbero mai potute fare.
>
> Dunque l'AI NON cerca di risolvere un problema informatico.
Non uno, ma decine di problemi.
>
>
> E' invece uno strumento di propaganda.
> Per questo riceve tanti finanziamenti!
>
> Diffonde un messaggio politico: l'uomo può essere sostituito da cose.
>
Pure l’informatica sostituisce persone con algoritmi. L’AI fa parte dell’Informatica e ne condivide pregi e difetti.
>
> L'Intelligenza Artificiale serve letteralmente a legittimare
> il dominio dell'uomo sull'uomo. E serve ad applicarlo tramite macchine.
>
Adesso l’AI è il male assoluto dell’umanità, non sono il neoliberismo, le guerre di dominio, la concentrazioni di potere e di reddito, ecc.
>
> Tutta l'urgenza di sottrarre Open AI alle proprie responsabilità legali
> rispetto all'output di ChatGPT mostra bene questa esigenza.
>
> Il messaggio è chiaro: si DEVE secrificare i diritti umani all'AI.
Stai delirando.
>
>
>> Marvin Minsky diceva: “When it works, it is no longer AI”, per
>> esprimere il rammarico che le più significative innovazioni dell’AI
>> venissero spesso attribuite ad altri.
>
> Minsky lo viveva con rammarico perché credeva sinceramente nella favola
> dell'Intelligenza Artificiale, non vedendone gli scopi politici.
>
> Io invece la vedo come progresso: quando finalmente uno strumento
> funziona, non ha più bisogno della fuffa AI per essere finanziato.
>
>
>>> la ricerca di cui abbiamo bisogno non riguarda l'"Intelligenza
>>> Artificiale" (che non esiste, se non come allucinazione collettiva)
>>> ma sulla programmazione statistica
>>
>> L’AI copre aree più vaste della “programmazione statistica”.
>
> Vero.
> Vende così bene, che ci mettono dentro un po' di tutto.
>
> Ma quella di cui stiamo parlando (GPT-4) è programmazione statistica.
>
>
>> Il confronto con la blockchain è offensivo: quella è una tecnologia
>> in cerca di applicazioni, basata su un singolo articolo.
>
> Ok, hai ragione: paragonare qualsiasi cosa alla blockchain è offensivo e
> me ne scuso sinceramente.
>
>
>> Non può essere comparata con una disciplina scientifica con 50 anni di
>> ricerca alle spalle e migliaia di ricercatori coinvolti.
>
> Intendevo semplicemente dire che la Commissione Europea non ha un
> minimo di comprensione delle tecnologie che finanzia, producendo
> sprechi ed disastri strategici enormi.
Se era questo che intendevi, lo hai detto malissimo, prendendo come capro espiatorio proprio la disciplina che NON è stata finanziata.
>
> I vari finanziamenti alla blockchain rientrano negli sprechi.
>
> Quelli alla "intelligenza artificiale" rientrano nei disastri
> strategici: dovrebbe finanziare l'informatica, lo sviluppo di software
> progettati per facilitare la comunicazione, la didattica etc...
> finanziare la ricerca di sistemi operativi sicuri, di protocolli
> peer to peer e robe simili...
>
> In altri termini, l'UE dovrebbe investire nella creazione di
> un'informatica DEMOCRATICA, alla portata di tutti.
>
Credo di essermi dedicato esattamente a questo per i miei 50 anni di carriera, combattendo i monopoli, quali forse tu non hai nemmeno visto (un tempo IBM era sinonimo di computer), contribuendo allo sviluppo dei Personal Computer, portando Unix in Italia, costruendo reti pubbliche combattendo i monopoli delle telecomunicazioni, sviluppando sempre software e risorse aperte e pubbliche, ecc.
>
> Gli LLM (giusto per fare un esempio on-topic) sono l'antitesi di tale
> informatica. E l'UE non dovrebbe sprecare soldi pubblici per essi.
I LLM sono un passo evolutivo nello sviluppo di una tecnologia che sarà General Purpose a vantaggio di tutti.
Peccato che tu non lo capisca.
>
>>> In Europa arranchiamo solo perché inseguiamo, invece di guidare.
>>>
>> Non inseguiamo nemmeno: come potremmo guidare una tecnologia di cui
>> abbiamo scarso controllo?
>
> Non so a quale tecnologia tu faccia riferimento, ma il punto è proprio
> che non dovremmo inseguire.
>
>
> Dovremmo adottare un approccio top-down:
>
> 1. quali obiettivi sociali e politici vogliamo realizzare?
> 2. che tecnologia ci serve per realizzarli?
>
> Solo dopo aver deciso quale società vogliamo per i nostri figli, potremo
> iniziare a pensare quale infrastruttura tecnologica gli servirà.
> E potremo così anche realizzarla.
>
>
> Invece, inseguire l'elisir della AI significa accettare proni un modello
> di società deciso altrove, nell'interesse di altri.
Sono molto critico del modello di società economico sociale in cui viviamo.
Ma non seguo il tuo sillogismo: non proseguire lo sviluppo dell’AI significherebbe cambiare modello di società?
>
>
> Possiamo fare di meglio.
Non certo con atteggiamenti oscurantisti rispetto alla tecnologia.
— Beppe
>
>
> Giacomo
April 19, 2023