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"AI" (LLM, GPT) sparaballe
by Andrea Bolioli
Ciao a tutti,
ho visto per caso in TV Rai questo spot:
https://www.raiplay.it/video/2023/08/Pillole-contro-la-disinformazione-Spar…
Si tratta di una delle "Pillole contro la disinformazione".
Non sapevo di questa iniziativa dell'IDMO:
https://www.idmo.it/2023/08/31/fake-news-rai-idmo/
Non male, "sparaballe" :-)
Buon pomeriggio!
Oct. 2, 2023
Re: [nexa] Ending Human-Dependent Peer Review
by 380°
Buongiorno Maurizio,
scusate ancora il coss-posing ma in AISA si discute moltissimo di
revisione paritaria, bibliometria et al.; invito eventualmente a
proseguire su quella lista (https://aisa.sp.unipi.it/seguici/)
maurizio lana <maurizio.lana(a)uniupo.it> writes:
> «The scholarly kitchen» pubblica oggi questo articolo:
> Ending Human-Dependent Peer Review
> by Haseeb Irfanullah
> Human-dependent peer review is inequitable, suffers from injustice, and
> is potentially unsustainable.
> Here’s why we should replace it (eventually) with AI-based peer review.
> https://scholarlykitchen.sspnet.org/2023/09/29/ending-human-dependent-peer-…
Grazie della segnalazione!
Confesso che difficilmente leggerò l'intero articolo, mi basta il
sottotitolo/sommario per evitarmelo... sommariamente
> colpisce nel sottotitolo quel "human-dependent peer review is
> inequitable, suffers from injustice", laddove iniquità e ingiustizia
> sono proprio due arcinoti e discussi difetti dei sistemi di valutazione
> basati su IA che in sostanza nessuno sa come evitare
Purtroppo coloro che sono /affascinati/ dalla c.d. AI continuano
imperterriti ad essere convinti (o ci fanno credere di) che il
_giudizio_ umano sia /superfluo/, illusi che:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
data is self-contained and context-independent, and that with sufficient
data, concerns about causation, bias, selection, and incompleteness can
be disregarded. It is a seductive vision: Raw data, uncorrupted by
theory or ideology, will lead us to the truth; complex problems will be
solved simply by throwing enough data at them. No experts will be
required, apart from those needed to produce the data and herald their
findings; no theory, values, or preferences will be relevant; nor will
it be necessary to scrutinize any assumptions.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
(tratto da: https://www.thenewatlantis.com/publications/why-data-is-never-raw)
Secondo me non ci vuole molto a comprendere che è una /antica/
illusione, una sorta di "computo ergo _est_" (Alea iacta est?), solo che
le circostanze sfavorevoli (environment) fanno sì che l'illusione
diventi addirittura allucinazione scientifica. Peccato.
[...]
> «The scholarly kitchen» è una sede importante per gli orientamenti su
> cui si incontrano aziendalismo e biblioteconomia
Cioè come organizzare le biblioteche con un approccio
aziendalista/utilitarista? Se non frantendo, mi viene la vertiggine
solo a pansarci :-)... ma è una digressione, scusa!
> - mi esprimo in chiaro:
> di fronte al peso insostenibile delle review, Elsevier, Springer, et
> al., stanno probabilmente pensando a questo: peer review fatte da
> sistemi di IA. ma chi può affermare che un sistema di IA sia un peer di
> un/a studiosa/o?
Non è il caso di sostituire un sistema ingiusto con uno ancora più
ingiusto; il paradosso è che per valutare il livello di ingiustizia del
sistema, non si può far altro che utilizzare massicce dosi di
_giudizio_.
Spero che questa _evidenza_ aiuti a seppellire DEFINITIVAMENTE non solo
l'idea di revisione tra pari fatta dalla "AI" (l'AI pari di un
umano?!?!?) ma /finalmente/ l'intera impalcatura della "censura
preventiva tra dispari" - attualmente chiamata "revisione tra pari" - e
con lui l'intera porcata della valutazione bibliometrica delle persone,
sostituita da quella che dovrebbe essere una pratica data per SCONTATA:
la revisione paritaria *aperta*, che ovviamente non può che essere
asincrona e quindi /postuma/ alla pubblicazione. (Il progresso della
conoscenza scientifica è una continua... /limatura/.)
Detto in altre parole, ogni scienziato (duro o molle che sia) /deve/
essere non solo parresiasta, ma soprattutto /anarchico/ [1]:
«Francesco Scotognella: L’affermazione di una teoria nella comunità
scientifica: lo scienziato-parresiasta, il collettivo di pensiero e il
mutuo appoggio»
https://commentbfp.sp.unipi.it/francesco-scotognella-laffermazione-di-una-t…
MCP lo commenta qui:
https://btfp.sp.unipi.it/it/2021/10/francesco-scotognella-la-comunita-scien…
...però la soluzione non può essere "endogena" alla cosidetta comunità
scientifica, trattandosi di un /processo/, che come gli informatici
sanno benissimo NON è "il programma"; per migliorare l'efficacia del
processo e la "precisione" dell'output, occore agire /anche/
sull'"environment"...
Tipo, butto lì due cosine "a caso": _estinguere_ (proprio con
l'estintore) il copyright *e* il brevetto.
[...]
Cordiali saluti, 380°
[1] spero non si confonda l'anarchia con l'arbitrio, aborriamo il
relativismo filosofico.
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Oct. 2, 2023
Re: [nexa] Open Source e Decentralizzazione: verso una Coevoluzione Sostenibile
by 380°
Buongiorno Davide e relatori nexiani,
"D. Davide Lamanna" <davide.lamanna(a)binarioetico.it> writes:
[...]
> venerdì prossimo, 6 ottobre, ore 14:30, faremo un talk show nell'ambito
> della Milano Digital Week. Avremo piacere di avervi con noi.
[...]
> Open Source e Decentralizzazione: verso una Coevoluzione Sostenibile
Grazie molte per l'iniziativa, non avrò la possibilità di partecipare e
nemmeno di seguire live, spero sarà disponibile almeno una
registrazione.
> ABSTRACT:
>
> I sistemi distribuiti, che appassionarono i pionieri della comunicazione
> in rete in virtù delle loro caratteristiche di decentralizzazione, sono
> stati invece piegati a logiche di centralizzazione esasperate, dettate
> dalla corsa alla capitalizzazione del dato.
Non riesco a capire come sistemi di comunicazione decentralizzati
possano essere piegati alla centralizzazione.
Giusto per fare un esempio concreto: jami (https://jami.net/) è
decentralizzato, Mastodon (https://joinmastodon.org/) no, nonostante si
autodefinisca tale (Decentralized social media).
Comunque sia, spero di potervi ascoltare, o meglio leggere, presto!
[...]
Grazie, 380°
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Oct. 2, 2023
165° Mercoledì di Nexa | 11 ottobre 2023, ore 17.00
by Valeria Bergantino
Gentilissime, gentilissimi,
Vi invitiamo a partecipare al *165° Mercoledì di Nexa*, che si terrà
*mercoledì 11 ottobre*, alle ore 17.00,
con un incontro dal titolo /*"Oggetti Buoni: Progettare tecnologie per i
valori umani"*/.
Ospite dell'incontro: *Steven Umbrello* (Institute for Ethics and
Emerging Technologies)/*.*/
_L'incontro si terrà IN PRESENZA e ONLINE._
_SEDE FISICA_ dell'incontro: Centro Nexa su Internet e Società,
Politecnico di Torino, Via Boggio 65/a, Torino (1° piano).
Per accedere alla sala si raccomanda di suonare al citofono *Portineria*
e di seguire le indicazioni segnalate lungo il percorso.
QUI <https://nexa.polito.it/contatti> maggiori informazioni su come
raggiungerci.
_STANZA VIRTUALE_ dell'incontro:
https://didattica.polito.it/VClass/NexaEvent
Di seguito maggiori dettagli:
Nexa Center for Internet and Society Newsletter
Se non visualizzi correttamente questo messaggio clicca qui
<https://nexa.polito.it/mercoledi-165>
NEXA
165° Mercoledì di Nexa
Mercoledì 11 ottobre 2023, ore 17.00 - 19.00
Politecnico di Torino
https://nexa.polito.it/mercoledi-165
/Oggetti Buoni: Progettare tecnologie per i valori umani/
*STEVEN UMBRELLO (Institute for Ethics and Emerging Technologies)*
*L'INCONTRO SI TERRÀ IN PRESENZA E ONLINE*
*SEDE FISICA*: Centro Nexa su Internet e Società, Politecnico di Torino,
Via Boggio 65/a, Torino (1° piano). Suonare al citofono *Portineria* -
Seguire le indicazioni segnalate lungo il percorso. (Per maggiori
informazioni su come raggiungerci clicca QUI
<https://nexa.polito.it/contatti>)
*STANZA VIRTUALE*: https://didattica.polito.it/VClass/NexaEvent
Il connubio fra tecnologia ed etica è, al giorno d’oggi, inestricabile:
è cruciale comprendere come la tecnologia influenzi la nostra vita
quotidiana e conoscere le implicazioni etiche di queste innovazioni. A
tale scopo, il libro che verrà presentato durante l’incontro (*/Oggetti
buoni. Per una tecnologia sensibile ai valori/*) è il primo in italiano
ad offrire una panoramica sul fondamentale ed affascinante concetto del
*Value Sensitive Design (VSD), un approccio visionario che mira ad
allineare gli avanzamenti tecnologici ai nostri valori umani più
profondi. Mediante la presentazione di spunti pratici ed esempi
concreti, dalle smart city alle soluzioni sanitarie, l’obiettivo è
quello di dimostrare come il VSD possa trasformare il modo in cui
progettiamo, interagiamo e traiamo vantaggio dalla tecnologia.In tale
contesto diventa fondamentale esplorare il potere della collaborazione
tra designer, ingegneri, decisori politici e il pubblico nel plasmare i
cosiddetti “Oggetti Buoni”: ciascun individuo, infatti, può contribuire
a modellare la tecnologia per il meglio, sostenendo così valori quali la
*trasparenza*, la *responsabilità* e l’*inclusività nell’era digitale.
Attraversando il paesaggio dell’etica della tecnologia, viene dunque
evidenziato l'importante impatto che il *design centrato sui valori* può
avere sulla nostra società, sulle nostre relazioni e sul nostro
benessere, volgendo lo sguardo verso un futuro di *innovazione
responsabile* improntata all’essere umano.* **
*
**
BIOGRAFIA e informazioni supplementari:
[mercoledì165]
*Steven UMBRELLO* è attualmente il Direttore Generale presso l'Istituto
per l'Etica e le Tecnologie Emergenti ed è un ricercatore presso
l'Università di Torino. È anche un ricercatore associato al Collège des
Bernardins, dove si occupa di umanesimo digitale, ed è stato
precedentemente un ricercatore presso l'Università di Tecnologia di
Delft. Il suo lavoro si concentra sull'etica e sul design delle
tecnologie emergenti e trasformative, in particolare sull'intelligenza
artificiale e sulle tecnologie dell'Industria 4.0.
*Letture consigliate:*
* Umbrello, S. (2023). /Oggetti buoni. Per una tecnologia sensibile ai
valori./ Roma: Fandango Libri
Che cosa sono il Centro Nexa e i cicli di incontri “Mercoledì di Nexa” e
“Nexa Lunch Seminar”
<https://www.facebook.com/nexa.center/> <https://twitter.com/nexacenter>
<https://www.youtube.com/user/NexaCenter>
<https://www.instagram.com/nexa_center/>
<https://www.linkedin.com/company/3054864/admin/>
#nexawednesday <https://twitter.com/search?q=%23nexawednesday&src=typd>
#StevenUmbrello <https://twitter.com/stevenumbrello> #IEET
<https://twitter.com/IEET> #FandangoLibri
<https://twitter.com/FandangoLibri>
Il Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino
(Dipartimento di Automatica e Informatica), fondato nel 2006, è un
centro di ricerca interdisciplinare che, in collaborazione con
l’Università di Torino (in particolare il Dipartimento di
Giurisprudenza), studia le tecnologie digitali e il loro rapporto con la
società. Maggiori informazioni all'indirizzo: http://nexa.polito.it/about.
Durante i “Mercoledì di Nexa”, che si tengono *ogni 2° mercoledì del
mese alle ore 17 in punto*, il Centro Nexa su Internet e Società apre le
sue porte non solo agli esperti e a tutti coloro i quali lavorano con
Internet, ma anche a semplici appassionati e cittadini. Il ciclo di
incontri intende approfondire, con un linguaggio preciso ma accessibile,
i temi legati alla Rete: “intelligenza artificiale”, reti sociali,
software libero, capitalismo della sorveglianza, neutralità della rete,
libertà di espressione, privacy, condivisione di file, "big data" e
"open data", “smart cities”, e molto altro.
Al centro della maggior parte degli incontri un ospite pronto a
dialogare con i direttori del Centro Nexa, il Prof. Juan Carlos De
Martin del Politecnico di Torino, i Proff. Marco Ricolfi e Maurizio
Borghi dell'Università di Torino, lo staff, i Fellows del Centro Nexa e
tutti i presenti.
Maggiori informazioni sui Mercoledì di Nexa, incluso un elenco di tutti
i “Mercoledì” passati, sono disponibili all'indirizzo:
http://nexa.polito.it/mercoledi. Le registrazioni degli incontri sono
disponibili qui: https://nexa.polito.it/audio-video.
Si segnala inoltre che dal maggio 2012 *ogni 4° mercoledì* del mese
*dalle ore 13 alle ore 14* il Centro Nexa organizza anche i "*Nexa Lunch
Seminar*". Una lista di tutti i “Lunch Seminar” passati è disponibile
all'indirizzo: http://nexa.polito.it/lunch-seminars.
See our events calendar <http://nexa.polito.it/events> if you're curious
about future luncheons, discussions, lectures, and conferences not
listed in this email. Our events are free and open to the public, unless
otherwise noted.
Responsabile Comunicazione Centro Nexa su Internet & Società: *Valeria
Bergantino*, tel: +39 011 090 7219, valeria.bergantino(a)polito.it.
Maggiori informazioni sui Mercoledì di Nexa e i Nexa Lunch Seminar, sono
disponibili all'indirizzo: http://nexa.polito.it/events. Weekly Events
Newsletter. Sign up <http://nexa.polito.it/mailing-lists> to receive
this newsletter if this email was forwarded to you. To manage your
subscription preferences, please click here
<https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>.
Connect & get involved: Jobs, internships, and more
<http://nexa.polito.it/get-involved>.
Cordiali saluti,
--
Valeria Bergantino
Communication Manager
Nexa Center for Internet & Society
Politecnico di Torino - DAUIN
Via Pier Carlo Boggio, 65/A - 10138 Torino
web: https://nexa.polito.it/ <https://nexa.polito.it/>
mail: valeria.bergantino(a)polito.it <mailto:valeria.bergantino@polito.it>
tel: 3473443585
Oct. 2, 2023
lingua VS reale (già tutto)
by alessandro marzocchi
Ciao Giovanni, buongiorno a tutti.
Se vado fuori tema avvisatemi e mi ritiro anticipando le mie scuse.
Obiettare su Kant può rischiare soltanto chi ha superato gli 80 ed ha
problemi numerosi e reali, vado avanti consapevole e rispettoso della sua
grandezza. Ma ... hic sunt leones, scrivevano i cartografi dell'antica Roma
a proposito del sud Sahara.
L'immenso Kant continua nel solco di Protagora, l'uomo è la misura di tutte
le cose, accidenti bastava togliere "la" ed il senso sarebbe stato
dell'umiltà dell'uomo il quale cerca di capire quello che non sa e per
capire misura. Dovremmo capire se c'è una misura, eventualmente quale
oppure partiamo dall'affermare che noi siamo la misura? ... e la realtà se
ne faccia una ragione.
Il linguaggio sta dentro quanto sopra: descrive racconta rappresenta la
realtà MA IL LINGUAGGIO NON E' LA REALTA'. Dico digito pronuncio scrivo la
parola "pioggia" ma non scende una goccia dal cielo, ci siamo convinti
tanto profondamente dell'antropocentrismo che abbiamo creato il mercato
"libero" (libero da tutti ma non da chi lo comanda) ed ora, ben ci sta, ci
stiamo facendo fregare la parola.
Cibernetica digitale informatica partono da qui.
Nuovamente chiedo comprensione se ho abusato di lista Nexa.
Grazie ed auguri cordiali.
Duccio (Alessandro Marzocchi)
Il giorno lun 2 ott 2023 alle ore 09:08 <nexa-request(a)server-nexa.polito.it>
ha scritto:
> Message: 2
> Date: Mon, 02 Oct 2023 09:08:31 +0200
> From: 380° <g380(a)biscuolo.net>
> To: karlessi <karlessi(a)alekos.net>
> Cc: aisa.circuli(a)inventati.org, nexa(a)server-nexa.polito.it
> Subject: [nexa] Rocket science - ovvero tutto quello dovremmo sapere
> sui dati ma non osiamo mai domandarci.
> Message-ID: <87o7hhh574.fsf(a)xelera.eu>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
> Ciao karlessi,
> grazie infinite per l'aneddoto di pedagogia hacker che hai condiviso!
> Lo riporto sotto.
> Ritengo che l'esperienza che racconti sia perfetta per la lista di
> discussione sulla "scienza aperta" di AISA
> (https://aisa.sp.unipi.it/seguici/) per questo mi permetto di
> inoltrarla lì, citando le parti pertinenti del tuo messaggio.
> Chiedo perdono per il cross-posting e per l'OT in lista Nexa: abbiamo
> concordato che non è questo il "luogo" per discutere di (meta)scienza,
> ma trattandosi di informatica (che ovviamente è meta-scienza) forse ci
> rientra di sponda.
> In estrema sintesi, il "problema dato" è ampiamente sottovalutato, anche
> dagli scienziati.
> karlessi <karlessi(a)alekos.net> writes:
> [...]
>
> > a mo' di aneddoto, una storiella sui dati:
>
> > tre anni fa sono stato relatore con alcune colleghe qui
> >
> https://www.anthropocene-curriculum.org/project/parallax-lisboa/lisboa-para…
> >
> > fuffa? non fuffa? come vi pare. sparare sull'accademia è come sparare
> > sulla croce rossa. ad ogni modo, c'erano una trentina di ricercatori e
> > professori da tutto il mondo, perlopiù hard science: fisica, biologia,
> > ecc. e ciascun* mi pareva piuttosto competente nel proprio campo. Se non
> > lo era (ne dubito, mi ritengo piuttosto allenato), mi hanno imbrogliato
> > per bene.
> >
> > cercando di spiegare quel che facciamo, come funziona la "pedagogia
> > hacker", ho detto qualcosa tipo: "you know, technical and digital
> > systems are increasingly complex, complicated indeed, with many layers.
> > In fact, these systems tend to manipulate us while we're feeding them by
> > interacting with them. We are manipulated by how systems are designed,
> > by the default UI etc."
> >
> > sì, si parlava in finto inglese. sì, sono scarso in inglese e anche in
> > finto inglese. cmq volevo proprio dire "manipulated", "manipolati"
> >
> > apriti cielo. Gli scienziati ci hanno attaccati, verbalmente aggrediti,
> > al limite dell'aggressione fisica. Gente che non si conosceva,
> > discipline lontanissime, continuavano a ripetere che i "dati" sono cose
> > "oggettive".
>
> Seriamente?
>
> «Why Data Is Never Raw - On the seductive myth of information free of
> human judgment» by Nick Barrowman, 2018
> (sottolineo judgment, si veda in conclusione la nota su Kant, n.d.r)
>
> https://www.thenewatlantis.com/publications/why-data-is-never-raw
>
> «data is derived from the Latin meaning “given” [...], instead of
> considering data as given it would be more appropriate to think of it as
> taken, for which the Latin would be capta» [1]
>
> Come se cose come queste non fossero mai state dette?
>
> Come se cose come queste non riguardassero /anche/ loro?
>
> > Stavo forse sostenendo che loro venivano manipolati dai "dati"? Stavo
> > forse suggerendo che i loro "dati" non erano corretti? I "dati" non
> > manipolano, e loro si occupavano di "dati". Sarà.
> >
> > Si sono calmati solo quando una collega ha preso in mano la situazione e
> > ha fatto vedere la pagina principale di Google... ripetendo che
> > l'apparenza inganna, "many layers", etc. ha digitato "Ctrl+u" sulla
> > tastiera. Di fronte al JavaScript offuscato gli scienziati si sono
> > calmati. [...]
>
> Secondo me non è un caso che abbiate dovuto mostrare /codice/ offuscato
> per evidenziare come l'apparenza dei _dati_ inganni...
>
> > Quindi, il giorno dopo abbiamo proposto un pad aperto per l'occasione,
> > a libero accesso, e abbiamo chiesto di scrivere la definizione di
> > "data". Dopo un quarto d'ora c'erano una trentina di definizioni
> > parecchio distanti fra loro, molte del tutto incompatibili.
> >
> > Ora... assumendo per un istante che quegli studiosi fossero un
> > ragionevole campione di studiosi in "scienze dure", ci siamo portate a
> > casa l'idea che non sia affatto chiaro cosa sono questi fantomatici
> > dati.
>
> Ehrm: ni... Nel senso che credo sia perfettamente chiaro almeno cosa
> NON sono i "fantomatici" dati, almeno che non sono affatto fantomatici
> :-D
>
> ...sembra poco ma non lo è affatto.
>
> Cosa sia "dato", "codice" *e* la possibilità di essere trattato in modo
> /omoiconico/ [2] da linguaggi sufficientemente evoluti, agli informatici
> (e ai linguisti) è _abbastanza_ chiaro, credo... no?
>
> Gli informatici-linguisti hanno /sofferto/ così tanto su questo problema
> che sono arrivati _addirittura_ a cogitare un sistema di
> rappresentazione che si chiama Resource Description Framework (e molto
> prima un'intera classe di linguaggi: Lisp, Prolog, ecc.), per poterli
> _meglio_ "gestire" 'sti dati... e /manipolare/ i "codici" manipolandoli
> come se fossero dei "dati". (E ancora ce n'è da fare!)
>
> Il fatto è che agli scienziati, anche (specie?) quelli esperti in
> "scienze dure", frega oggettivamente poco di fare /esperienza/ nella
> meta-scienza, perché sono convinti - grazie alla loro grande
> intelligenza, specializzazione ed esperienza - di aver già capito tutto
> di cos'è la scienza... /data/.
>
> ...in altre parole, essendo esperti in scienze più o meno dure,
> letteralmente _schifano_ la scienza /soft/ per antonomasia: la
> meta-fisica (della quale fa parte la meta-scienza). Anche la scienza
> soft(ware), cioè l'informatica, ha più a che fare con il lato /meta/ che
> non quello /dato/ della fisica, il meta-dato appunto (ma senza mai
> trascurare la fisicità delle macchine!).
>
> Capita poi che, se "per caso" si avesse voglia di approfondire la
> seguente definizione di omoiconicità [2]:
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> A language is homoiconic if a program written in it can be manipulated
> as data using the language, and thus the program's internal
> representation can be inferred just by reading the program itself. This
> property is often summarized by saying that the language treats code as
> data.
>
> In a homoiconic language, the primary representation of programs is also
> a data structure in a primitive type of the language itself.
>
> --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
>
> ci si potrebbe perfino domandare se la limitazione ai linguaggi per
> "computer programming" non sia troppo /ristretta/, perché credo sia
> facilmente comprensibile come tutto il "codice" in senso _ampio_ (dal
> latino codex [3]), quando espresso in linguaggio naturale abbia la
> fondamentale caratteristica di essere manipolabile come dato utilizzando
> il linguaggio naturale stesso.
>
> Quindi: il dato è codice e il codice è dato [4] (anzi _capta_).
>
> E attenzione che qui stiamo parlando "solo" di dato, immaginati il Vaso
> di Pandora che si aprirebbe introducendo il concetto di /misurazione/,
> con tutti i criteri meta-metrologici del caso [5].
>
> Ho l'impressione che, detta così, io possa far incazzare più di uno
> scienziato :-(... purtroppo non sono capace di dirlo diversamente.
>
> > è una storia realmente accaduta, dal mio punto di vista, s'intende; per
> > me non c'è da discutere sul vero o falso,
>
> No dai, non ci credo... o meglio, credo che questa ti sia sfuggita ma
> non intendevi quello che capisco io :-)
>
> > sul giusto e lo sbagliato,
>
> Concordo: al massimo si può (anzi si /deve/) discutere sulla "relativity
> of wrong"
>
> [...]
>
> > ma sul fatto che intendersi è complicato, provenendo da culture
> > diverse in lingue malparlate e malcomprese ancora di più,
> >
> > nonostante tutto, IMHO si può capirsi, al di là delle differenze
> >
> > di diversità e varietà, più ce n'è, meglio è.
>
> Sì concordo, ciascuno di noi deve fare del nostro meglio per "venirsi
> incontro", altrimenti le cose si complicano più di quanto già non lo
> siano.
>
> Spero vivamente che questo "venirsi incontro" tenga presente il nocciolo
> del problema filosofico (idealista?) che Kant ha così descritto nella
> "Critica del Giudizio":
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> Sebbene vi sia un incommensurabile abisso tra il dominio del concetto
> della natura o il sensibile, e il dominio del concetto della libertà o
> il soprasensibile, in modo che nessun passaggio sia possibile dal primo
> al secondo (mediante l'uso teoretico della ragione) quasi fossero due
> mondi tanto diversi che l'uno non potesse avere alcun influsso
> sull'altro... tuttavia il secondo [il mondo della libertà] deve avere un
> influsso sul primo [il mondo della necessità], cioè il concetto della
> libertà deve realizzare nel mondo sensibile lo scopo posto mediante le
> sue leggi e la natura deve poter essere pensata in modo che la
> conformità alle leggi che costituiscono la sua forma possa accordarsi
> con la possibilità degli scopi che in esse debbono essere effettuati
> secondo leggi della libertà.
>
> (I. Kant, La Critica del giudizio, Bari 1964)
>
> --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
> (https://it.wikipedia.org/wiki/Critica_del_Giudizio)
>
> Nota mia: sensibile = fisico; soprasensibile = meta-fisico.
>
> [...]
>
> > ma... si può capirsi,
> >
> > con calma,
> >
> > e gentilezza
>
> e tanta, tanta /divertente/ fatica :-D
>
> [...]
>
> Ciao! 380°
>
> [1] mumble... capta, capture, /captive/. Non divaghiamo!
>
> [2] https://en.wikipedia.org/wiki/Homoiconicity
>
> [3] https://it.wikipedia.org/wiki/Codice_(filologia)
>
> [4] proprio perché "the book IS a program":
> https://docs.racket-lang.org/pollen/
>
> [5] vorrà pur dire qualcosa che una non trascurabile realtà /ipotizzata/
> dell'universo sia definita "materia oscura" e "energia oscura" dagli
> stessi scienziati "duri", no?
>
>
>
> P.S.: ora è assolutamente fuori luogo ma ho in mente tre o quattro
> cosine che farebbero incazzare gli scienziati "duri e puri" ancora di
> più dell'"accusa" di essere manipolati attraverso i dati.
>
> --
> 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
>
> «Noi, incompetenti come siamo,
> non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
>
> Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
> but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
>
Oct. 2, 2023
Rocket science - ovvero tutto quello dovremmo sapere sui dati ma non osiamo mai domandarci.
by 380°
Ciao karlessi,
grazie infinite per l'aneddoto di pedagogia hacker che hai condiviso!
Lo riporto sotto.
Ritengo che l'esperienza che racconti sia perfetta per la lista di
discussione sulla "scienza aperta" di AISA
(https://aisa.sp.unipi.it/seguici/) per questo mi permetto di
inoltrarla lì, citando le parti pertinenti del tuo messaggio.
Chiedo perdono per il cross-posting e per l'OT in lista Nexa: abbiamo
concordato che non è questo il "luogo" per discutere di (meta)scienza,
ma trattandosi di informatica (che ovviamente è meta-scienza) forse ci
rientra di sponda.
In estrema sintesi, il "problema dato" è ampiamente sottovalutato, anche
dagli scienziati.
karlessi <karlessi(a)alekos.net> writes:
[...]
> a mo' di aneddoto, una storiella sui dati:
>
> tre anni fa sono stato relatore con alcune colleghe qui
> https://www.anthropocene-curriculum.org/project/parallax-lisboa/lisboa-para…
>
> fuffa? non fuffa? come vi pare. sparare sull'accademia è come sparare
> sulla croce rossa. ad ogni modo, c'erano una trentina di ricercatori e
> professori da tutto il mondo, perlopiù hard science: fisica, biologia,
> ecc. e ciascun* mi pareva piuttosto competente nel proprio campo. Se non
> lo era (ne dubito, mi ritengo piuttosto allenato), mi hanno imbrogliato
> per bene.
>
> cercando di spiegare quel che facciamo, come funziona la "pedagogia
> hacker", ho detto qualcosa tipo: "you know, technical and digital
> systems are increasingly complex, complicated indeed, with many layers.
> In fact, these systems tend to manipulate us while we're feeding them by
> interacting with them. We are manipulated by how systems are designed,
> by the default UI etc."
>
> sì, si parlava in finto inglese. sì, sono scarso in inglese e anche in
> finto inglese. cmq volevo proprio dire "manipulated", "manipolati"
>
> apriti cielo. Gli scienziati ci hanno attaccati, verbalmente aggrediti,
> al limite dell'aggressione fisica. Gente che non si conosceva,
> discipline lontanissime, continuavano a ripetere che i "dati" sono cose
> "oggettive".
Seriamente?
«Why Data Is Never Raw - On the seductive myth of information free of
human judgment» by Nick Barrowman, 2018
(sottolineo judgment, si veda in conclusione la nota su Kant, n.d.r)
https://www.thenewatlantis.com/publications/why-data-is-never-raw
«data is derived from the Latin meaning “given” [...], instead of
considering data as given it would be more appropriate to think of it as
taken, for which the Latin would be capta» [1]
Come se cose come queste non fossero mai state dette?
Come se cose come queste non riguardassero /anche/ loro?
> Stavo forse sostenendo che loro venivano manipolati dai "dati"? Stavo
> forse suggerendo che i loro "dati" non erano corretti? I "dati" non
> manipolano, e loro si occupavano di "dati". Sarà.
>
> Si sono calmati solo quando una collega ha preso in mano la situazione e
> ha fatto vedere la pagina principale di Google... ripetendo che
> l'apparenza inganna, "many layers", etc. ha digitato "Ctrl+u" sulla
> tastiera. Di fronte al JavaScript offuscato gli scienziati si sono
> calmati. [...]
Secondo me non è un caso che abbiate dovuto mostrare /codice/ offuscato
per evidenziare come l'apparenza dei _dati_ inganni...
> Quindi, il giorno dopo abbiamo proposto un pad aperto per l'occasione,
> a libero accesso, e abbiamo chiesto di scrivere la definizione di
> "data". Dopo un quarto d'ora c'erano una trentina di definizioni
> parecchio distanti fra loro, molte del tutto incompatibili.
>
> Ora... assumendo per un istante che quegli studiosi fossero un
> ragionevole campione di studiosi in "scienze dure", ci siamo portate a
> casa l'idea che non sia affatto chiaro cosa sono questi fantomatici
> dati.
Ehrm: ni... Nel senso che credo sia perfettamente chiaro almeno cosa
NON sono i "fantomatici" dati, almeno che non sono affatto fantomatici
:-D
...sembra poco ma non lo è affatto.
Cosa sia "dato", "codice" *e* la possibilità di essere trattato in modo
/omoiconico/ [2] da linguaggi sufficientemente evoluti, agli informatici
(e ai linguisti) è _abbastanza_ chiaro, credo... no?
Gli informatici-linguisti hanno /sofferto/ così tanto su questo problema
che sono arrivati _addirittura_ a cogitare un sistema di
rappresentazione che si chiama Resource Description Framework (e molto
prima un'intera classe di linguaggi: Lisp, Prolog, ecc.), per poterli
_meglio_ "gestire" 'sti dati... e /manipolare/ i "codici" manipolandoli
come se fossero dei "dati". (E ancora ce n'è da fare!)
Il fatto è che agli scienziati, anche (specie?) quelli esperti in
"scienze dure", frega oggettivamente poco di fare /esperienza/ nella
meta-scienza, perché sono convinti - grazie alla loro grande
intelligenza, specializzazione ed esperienza - di aver già capito tutto
di cos'è la scienza... /data/.
...in altre parole, essendo esperti in scienze più o meno dure,
letteralmente _schifano_ la scienza /soft/ per antonomasia: la
meta-fisica (della quale fa parte la meta-scienza). Anche la scienza
soft(ware), cioè l'informatica, ha più a che fare con il lato /meta/ che
non quello /dato/ della fisica, il meta-dato appunto (ma senza mai
trascurare la fisicità delle macchine!).
Capita poi che, se "per caso" si avesse voglia di approfondire la
seguente definizione di omoiconicità [2]:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
A language is homoiconic if a program written in it can be manipulated
as data using the language, and thus the program's internal
representation can be inferred just by reading the program itself. This
property is often summarized by saying that the language treats code as
data.
In a homoiconic language, the primary representation of programs is also
a data structure in a primitive type of the language itself.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
ci si potrebbe perfino domandare se la limitazione ai linguaggi per
"computer programming" non sia troppo /ristretta/, perché credo sia
facilmente comprensibile come tutto il "codice" in senso _ampio_ (dal
latino codex [3]), quando espresso in linguaggio naturale abbia la
fondamentale caratteristica di essere manipolabile come dato utilizzando
il linguaggio naturale stesso.
Quindi: il dato è codice e il codice è dato [4] (anzi _capta_).
E attenzione che qui stiamo parlando "solo" di dato, immaginati il Vaso
di Pandora che si aprirebbe introducendo il concetto di /misurazione/,
con tutti i criteri meta-metrologici del caso [5].
Ho l'impressione che, detta così, io possa far incazzare più di uno
scienziato :-(... purtroppo non sono capace di dirlo diversamente.
> è una storia realmente accaduta, dal mio punto di vista, s'intende; per
> me non c'è da discutere sul vero o falso,
No dai, non ci credo... o meglio, credo che questa ti sia sfuggita ma
non intendevi quello che capisco io :-)
> sul giusto e lo sbagliato,
Concordo: al massimo si può (anzi si /deve/) discutere sulla "relativity
of wrong"
[...]
> ma sul fatto che intendersi è complicato, provenendo da culture
> diverse in lingue malparlate e malcomprese ancora di più,
>
> nonostante tutto, IMHO si può capirsi, al di là delle differenze
>
> di diversità e varietà, più ce n'è, meglio è.
Sì concordo, ciascuno di noi deve fare del nostro meglio per "venirsi
incontro", altrimenti le cose si complicano più di quanto già non lo
siano.
Spero vivamente che questo "venirsi incontro" tenga presente il nocciolo
del problema filosofico (idealista?) che Kant ha così descritto nella
"Critica del Giudizio":
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Sebbene vi sia un incommensurabile abisso tra il dominio del concetto
della natura o il sensibile, e il dominio del concetto della libertà o
il soprasensibile, in modo che nessun passaggio sia possibile dal primo
al secondo (mediante l'uso teoretico della ragione) quasi fossero due
mondi tanto diversi che l'uno non potesse avere alcun influsso
sull'altro... tuttavia il secondo [il mondo della libertà] deve avere un
influsso sul primo [il mondo della necessità], cioè il concetto della
libertà deve realizzare nel mondo sensibile lo scopo posto mediante le
sue leggi e la natura deve poter essere pensata in modo che la
conformità alle leggi che costituiscono la sua forma possa accordarsi
con la possibilità degli scopi che in esse debbono essere effettuati
secondo leggi della libertà.
(I. Kant, La Critica del giudizio, Bari 1964)
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
(https://it.wikipedia.org/wiki/Critica_del_Giudizio)
Nota mia: sensibile = fisico; soprasensibile = meta-fisico.
[...]
> ma... si può capirsi,
>
> con calma,
>
> e gentilezza
e tanta, tanta /divertente/ fatica :-D
[...]
Ciao! 380°
[1] mumble... capta, capture, /captive/. Non divaghiamo!
[2] https://en.wikipedia.org/wiki/Homoiconicity
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Codice_(filologia)
[4] proprio perché "the book IS a program":
https://docs.racket-lang.org/pollen/
[5] vorrà pur dire qualcosa che una non trascurabile realtà /ipotizzata/
dell'universo sia definita "materia oscura" e "energia oscura" dagli
stessi scienziati "duri", no?
P.S.: ora è assolutamente fuori luogo ma ho in mente tre o quattro
cosine che farebbero incazzare gli scienziati "duri e puri" ancora di
più dell'"accusa" di essere manipolati attraverso i dati.
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Oct. 2, 2023
Re: [nexa] la lingua batte dove il dente duole (antropomorfizzazione linguistica)
by alessandro marzocchi
La mia preoccupazione è che il bene linguaggio cambi condizione da bene
comune diffuso libero a bene a proprietà limitata.
> *"digitale" ha dunque significati diversi in contesti diversi*.
>
Ed ora - torno alla mia preoccupazione - si rafforza il rischio del
"pensiero" unico dominante; già era complicato e poco etico, vedo l'aumento
di potere concentrato. Non necessariamente potrebbe esser male se l'intero
processo fosse aperto a tutti ed a pari condizioni
*nessuno ha perso il controllo delle macchine!*
>
Il rischio che vedo è il controllo da parte di qualcuno, con parole diverse
è quello che scrivi tu (semprechè abbia capito bene).
Mantengo dubbi sull'esclusività umana nelle qualità che ci affascinano e
che non sappiamo definire - coscienza ecc ecc - e timori che la nuova era
aumenti il dominio di uomini su altri uomini.
Continua a preoccuparti per le tue figlie, alle quali vanno tutti i miei
auguri.
'notte.
Il giorno dom 1 ott 2023 alle ore 22:15 Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> ha
scritto:
> Ciao Alessandro,
>
> Il 1 Ottobre 2023 18:28:13 UTC, alessandro marzocchi <alemarzoc(a)gmail.com>
> ha scritto:
> > *** Guido Vetere ***
> > Ho evocato la parola "digitale": da qualche anno ha cambiato significato
> > oppure no?
>
> Nella lingua sedimenta l'esperienza delle comunità che la usano per
> comunicare.
>
> Tali comunità hanno dimensioni misurabili statisticamente e che variano
> nel tempo:
> la più ovvia, la numerosità, assoluta e relativa.
>
> Meno ovvia la diffusione geografica o la ricchezza.
> Proiettare queste dimensioni sui termini usati dalla comunità è però un
> errore grossolano
>
>
> In ogni dato momento ogni termine può assumere diversi significati (e
> diverse sfumature
> dello stesso significato) a seconda del contesto di utilizzo.
>
> "digitale" ha dunque significati diversi in contesti diversi.
>
>
> > Se si, ed in generale nei fenomeni linguistici, la frequenza statistica
> ha
> > qualche rilevanza oppure no?
>
> Le diverse comunità poi elaborano continuamente la propria cultura ed il
> proprio linguaggio.
> Questa continua elaborazione culturale può rendere più frequenti
> determinati temi
> e di conseguenza i termini utilizzati per comunicare.
>
> Ma il fatto che l'infornatica sia confusamente sulla bocca di tutti non
> rende l'accezione di "digitale"
> che la riguarda predominante rispetto alle precedenti: semplicemente in
> quel contesto
> assume un significato diverso (e piuttosto confuso se non ci si attiene
> alla ottima definizione del
> Professor Nardelli) da quello che assume in botanica o in medicina.
>
>
> > L'uomo ha cominciato a perdere qualità non inventando macchine ma da
> quando
> > ne ha perso il controllo
>
> È questo il punto Alessandro: nessuno ha perso il controllo delle macchine!
>
> Qualcuno vuole fartelo credere per farti perdere il controllo delle
> aziende che le controllano.
>
> > non so cosa arriverà domani ma oggi questa
> > perdita di controllo acquista sempre più velocità e spazi a danno
> > dell'umano.
>
> Un danno perpetrato uomini, non da macchine.
> Uomini che si nascondono dietro macchine di cui dichiarano qualità
> favolose che tutti si bevono.
>
> Le AI sono i vestiti nuovi dell'imperatore ai tempi della democrazia.
>
> E il corto circuito è tale che il bimbo che li deride rivelando
> l'allucinazione di chi
> gli attribuisce addirittura "creatività" appare come un "tecnocrate
> delirante"!
>
> Ci sarebbe da farne una favola, ma i farebbe venire gli incubi!
>
>
> > temo che il risultato sia già scritto.
>
> Non lo è.
>
> Fintanto che deridere chi parla di "intelligenza artificiale, "machine
> learning"
> e baggianate simili sarà legale, ci sarà da divertirsi.
>
>
>
> > invitavo a non cullarsi sulle
> > qualità dell'umano, potremmo essere solo scimmie parlanti che si stanno
> > facendo fregare il linguaggio.
>
> Forse.
>
> Ma non da "intelligenze artificiali".
>
> Da un pugno di aziende e da chi le controlla.
>
>
> Poi sì, il loro successo potrebbe avere ricadute evolutive drammatiche
> sulla
> (maggioranza della) nostra specie.
>
> Ma prima avrà ricadute culturali e sociali cui possiamo opporci,
> opponendoci
> all'alienazione cibernetica che ne è strumento fondamentale.
>
> Trattiamo le persone da persone e le cose da cose.
>
> Curiamo (nel senso etimologico) le persone alienate che si lasciano
> ridurre ad ingranaggi.
> Arrestiamo (almeno nel senso etimologico) le persone che cercano di
> alienarci
> facendo passare macchine per intelligenze.
>
>
> Non perché l'uomo sia misura di tutte le cose, ma perché solo all'uomo [1]
> interessa misurarle.
>
>
> Giacomo
>
> [1] e nemmeno a tutti: ti consiglio questo splendido talk dell'hack
> meeting
> calabrese di quest'anno:
>
> https://ia600504.us.archive.org/3/items/hackmeeting2023-registrazioni/C%27%…
>
> Si potrebbe riflettere a lungo sull'arroganza della scienza occidentale
> ben espressa
> da quella domanda finale, utilitarista ai limiti della violenza.
>
> È un'arroganza che affonda le sue radici nella filosofia greca, nella
> matematica radicalizzata e menomata della filosofia stessa... fin poi
> nella logica
> e nella riproducibilità sperimentale che regola i processori
> permettendoci di programmarli
> affinché distribuiscano le nostre email.
>
> Ma pur sempre arroganza rimane.
>
Oct. 1, 2023
Re: [nexa] la lingua batte dove il dente duole (antropomorfizzazione linguistica)
by Giacomo Tesio
Ciao Alessandro,
Il 1 Ottobre 2023 10:48:42 UTC, alessandro marzocchi ha scritto:
>
> In calce copio una lettura che ho trovato stimolante, dal Sole 24 ore di
> oggi 1 ottobre
Lettura molto evocativa, a tratti poetica, che ti ringrazio di aver condiviso con noi.
Non posso che provare a ricambiare con un altro testo, un po' più lungo ma che
potrebbe costituire la risposta giocosa e irriverente di un hacker a quelle
poetiche elucubrazioni sulla scrittura:
https://en.m.wikipedia.org/wiki/Whitespace_(programming_language)
Insomma: non è detto che il significato stia nelle parole tracciate dallo scriba: potrebbe
stare benissimo nello spazio che le separa! ;-)
Giacomo
PS: "ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia"
Whitespace è uno dei tanti esempi della ricchissima elaborazione culturale
che caratterizza l'informatica.
Tanta ricchezza non dovrebbe essere prerogativa di una élite!
PPS: lo scriba serviva il potere, non la memoria.
Oct. 1, 2023
Re: [nexa] la lingua batte dove il dente duole (antropomorfizzazione linguistica)
by Giacomo Tesio
Ciao Alessandro,
Il 1 Ottobre 2023 18:28:13 UTC, alessandro marzocchi <alemarzoc(a)gmail.com> ha scritto:
> *** Guido Vetere ***
> Ho evocato la parola "digitale": da qualche anno ha cambiato significato
> oppure no?
Nella lingua sedimenta l'esperienza delle comunità che la usano per comunicare.
Tali comunità hanno dimensioni misurabili statisticamente e che variano nel tempo:
la più ovvia, la numerosità, assoluta e relativa.
Meno ovvia la diffusione geografica o la ricchezza.
Proiettare queste dimensioni sui termini usati dalla comunità è però un errore grossolano
In ogni dato momento ogni termine può assumere diversi significati (e diverse sfumature
dello stesso significato) a seconda del contesto di utilizzo.
"digitale" ha dunque significati diversi in contesti diversi.
> Se si, ed in generale nei fenomeni linguistici, la frequenza statistica ha
> qualche rilevanza oppure no?
Le diverse comunità poi elaborano continuamente la propria cultura ed il proprio linguaggio.
Questa continua elaborazione culturale può rendere più frequenti determinati temi
e di conseguenza i termini utilizzati per comunicare.
Ma il fatto che l'infornatica sia confusamente sulla bocca di tutti non rende l'accezione di "digitale"
che la riguarda predominante rispetto alle precedenti: semplicemente in quel contesto
assume un significato diverso (e piuttosto confuso se non ci si attiene alla ottima definizione del
Professor Nardelli) da quello che assume in botanica o in medicina.
> L'uomo ha cominciato a perdere qualità non inventando macchine ma da quando
> ne ha perso il controllo
È questo il punto Alessandro: nessuno ha perso il controllo delle macchine!
Qualcuno vuole fartelo credere per farti perdere il controllo delle aziende che le controllano.
> non so cosa arriverà domani ma oggi questa
> perdita di controllo acquista sempre più velocità e spazi a danno
> dell'umano.
Un danno perpetrato uomini, non da macchine.
Uomini che si nascondono dietro macchine di cui dichiarano qualità favolose che tutti si bevono.
Le AI sono i vestiti nuovi dell'imperatore ai tempi della democrazia.
E il corto circuito è tale che il bimbo che li deride rivelando l'allucinazione di chi
gli attribuisce addirittura "creatività" appare come un "tecnocrate delirante"!
Ci sarebbe da farne una favola, ma i farebbe venire gli incubi!
> temo che il risultato sia già scritto.
Non lo è.
Fintanto che deridere chi parla di "intelligenza artificiale, "machine learning"
e baggianate simili sarà legale, ci sarà da divertirsi.
> invitavo a non cullarsi sulle
> qualità dell'umano, potremmo essere solo scimmie parlanti che si stanno
> facendo fregare il linguaggio.
Forse.
Ma non da "intelligenze artificiali".
Da un pugno di aziende e da chi le controlla.
Poi sì, il loro successo potrebbe avere ricadute evolutive drammatiche sulla
(maggioranza della) nostra specie.
Ma prima avrà ricadute culturali e sociali cui possiamo opporci, opponendoci
all'alienazione cibernetica che ne è strumento fondamentale.
Trattiamo le persone da persone e le cose da cose.
Curiamo (nel senso etimologico) le persone alienate che si lasciano ridurre ad ingranaggi.
Arrestiamo (almeno nel senso etimologico) le persone che cercano di alienarci
facendo passare macchine per intelligenze.
Non perché l'uomo sia misura di tutte le cose, ma perché solo all'uomo [1] interessa misurarle.
Giacomo
[1] e nemmeno a tutti: ti consiglio questo splendido talk dell'hack meeting
calabrese di quest'anno:
https://ia600504.us.archive.org/3/items/hackmeeting2023-registrazioni/C%27%…
Si potrebbe riflettere a lungo sull'arroganza della scienza occidentale ben espressa
da quella domanda finale, utilitarista ai limiti della violenza.
È un'arroganza che affonda le sue radici nella filosofia greca, nella
matematica radicalizzata e menomata della filosofia stessa... fin poi nella logica
e nella riproducibilità sperimentale che regola i processori permettendoci di programmarli
affinché distribuiscano le nostre email.
Ma pur sempre arroganza rimane.
Oct. 1, 2023
Re: [nexa] la lingua batte dove il dente duole (antropomorfizzazione linguistica)
by alessandro marzocchi
*** Guido Vetere ***
Ho evocato la parola "digitale": da qualche anno ha cambiato significato
oppure no?
Se si, ed in generale nei fenomeni linguistici, la frequenza statistica ha
qualche rilevanza oppure no?
*** Marco Fioretti ***
> la macchina ha cominciato a SEMBRARE come se ecc ecc.. non a ESSERE
Accade oppure no che a volte SEMBRARE opera come ESSERE?
> quando accade DAVVERO (che uomo e macchina facciano la stessa cosa) , e'
perche' l'uomo si e' ridotto a una macchina, non certo il contrario.
L'uomo ha cominciato a perdere qualità non inventando macchine ma da quando
ne ha perso il controllo, non so cosa arriverà domani ma oggi questa
perdita di controllo acquista sempre più velocità e spazi a danno
dell'umano.
Appartengo alla tribù ed ho tutte le tue preoccupazioni, vorrei molto
fermare questa tendenza ma temo che il risultato sia già scritto. Non era
questo il punto su cui chiedevo attenzione, invitavo a non cullarsi sulle
qualità dell'umano, potremmo essere solo scimmie parlanti che si stanno
facendo fregare il linguaggio. Invece di essere così genialmente superiori
rischiamo di comportarci da idioti.
-----
Grazie e cordialità.
Duccio (Alessandro Marzocchi)
Il giorno dom 1 ott 2023 alle ore 17:22 <nexa-request(a)server-nexa.polito.it>
ha scritto:
>
> Date: Sun, 1 Oct 2023 15:39:19 +0200
> From: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
> To: Nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: Re: [nexa] la lingua batte dove il dente duole
> (antropomorfizzazione linguistica)
> Message-ID:
> <CAD3hHB7HD4GtfGPH6qWEXvZH7JsOutU=Q=
> ApPZMQuPeE5kY5JQ(a)mail.gmail.com>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
>
> > La parola acquista significato e lo cambia su basi statistiche
>
> se iniziamo a considerare la significazione come una proprietà statistica
> della parola, allora davvero ci meritiamo l'estinzione
>
> G.
>
> ------------------------------
>
> Message: 2
> Date: Sun, 1 Oct 2023 17:22:41 +0200
> From: "M. Fioretti" <mfioretti(a)nexaima.net>
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Subject: Re: [nexa] la lingua batte dove il dente duole
> (antropomorfizzazione linguistica)
> Message-ID: <ZRmOwQjNvano2naZ(a)nexaima.net>
> Content-Type: text/plain; charset=utf-8
>
> On Sun, Oct 01, 2023 12:48:42 PM +0200, alessandro marzocchi wrote:
> > Buongiorno.
> > Ho trovato fra i più interessanti lo scambio ‘Biggest act of copyright
> theft in
> > history’ ...' un filo di Arianna nel labirinto...
> > ...
> > la macchina ha cominciato a fare quello che per decine di migliaia
> > di anni è stato esclusiva dell'uomo
>
> o forse anche no. Se c'e' stato un filo d'Arianna da non perdere, nel
> labirinto di quella discussione, e' proprio il fatto che la macchina
> ha cominciato a SEMBRARE come se ecc ecc.. non a ESSERE.
>
> > Mi pare chiaro anche che, pur diversi, macchina ed uomo a volte
> > fanno la stessa cosa
>
> a me pare che quasi sempre, quando questo accade DAVVERO, e' perche'
> l'uomo si e' ridotto a una macchina, non certo il contrario.
>
> NOI siamo esseri umani. QUELLE sono scatole parlanti, ma sempre e solo
> scatole. E se anche noi FOSSIMO effettivamente solo animali, quelle
> non son nemmeno animali. Ma davvero abbiamo bisogno di ricordarli,
> certi punti?
>
> Se non altro perche', come specie/societa', siamo ancora nella fase in
> cui nemmeno sul significato di "uomo" siamo davvero tutti d'accordo.
> Bastano dieci minuti di talk show sui migranti per ricordarselo.
>
> Nulla di personale, ovviamente: ma posizioni come queste, sicuramente
> in buona fede,
>
> > Non sono per niente sicuro che coscienza, mente, intelligenza sono
> > esclusive dell'uomo
>
> a me fanno parecchia paura. Potrebbero diventare argomento di
> discussione "sicuro" quando non ci sara' chi e' ancora sicuro che
> "coscienza, mente, intelligenza" siano esclusive solo di certi tipi di
> "uomo". Dargli credito prima rischia di scoppiarci in faccia.
>
> Un problema VERO che abbiamo e' proprio che mettendo insieme
>
> - prendere seriamente qualsiasi equivalenza fra AI e umani con
>
> - la possibilita' da AI di "treat things that really seem like people
> as if they're not people"
>
> ci si abitua a fare il contrario, cioe' a trattare come macchine anche
> cose che invece SONO persone (vedi "AI will make things worse" qui:
> https://mfioretti.substack.com/p/thoughts-and-tips-on-the-state-of )
>
> NOI siamo esseri umani gia' pieni di problemi concreti e urgenti, tipo
> sintetizzare nuove generazioni di antibiotici piu' resistenti ai
> superbug.
>
> QUELLE, le AI, sono scatole parlanti che vanno sfruttate prima
> possibile per risolvere QUEI problemi e nulla piu'.
>
> Se non altro per ragioni di urgenza e di limiti delle nostre (come
> specie!) capacita' di "calcolo", qualsiasi elucubrazione piu'
> complessa dovremmo evitarla, pure se fosse fondata. Per favore!
>
> Marco
> https://mfioretti.substack.com
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> End of nexa Digest, Vol 174, Issue 6
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Oct. 1, 2023