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Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by Antonio
> Aggiungo, in italiano, un piccolo commento precedente di .mau.
> https://xmau.com/wp/notiziole/2023/01/04/sfruttati-da-chatgpt/
>
da cui riporto uno dei commenti:
"Io l’ho usato per scrivere dei piccoli programmi, è in grado di
rispondere con software funzionante al primo colpo, e di correggere
eventuali errori. Prima di diventare efficiente con il linguaggio
naturale avrà applicazione con i linguaggi di programmazione. Immagino
che le aziende che vendono manutenzione applicativa a basso costo
saranno le prime a cadere. Il programmatore quadratico medio di
Bangalore o di Pune ne capisce di informatica più o meno quanto ChatGPT"
pensieri sparsi ...
aeromanzia, geomanzia, idromanzia, necromanzia, piromanzia (e varianti:
alomanzia, botanomanzia, capnomanzia, dafnomanzia, osteomanzia,
sideromanzia), chiromanzia, oniromanzia, cartomanzia, negromanzia,
onomanzia (e innumerevoli altre parole composte con il suffisso -manzia)
e poi tarocchi, fisiognomica, cabala, astrologia, spiritismo,
channeling, occultismo, esoterismo, aruspicina, radiestesia,
stregoneria, oracoli (Oracle, non per caso) [1]
Una parte dell'umanità è spinta da sempre dal desiderio di raggiungere
per via /artificiale/ risultati o poteri che non vuole o non riesce ad
ottenere per via naturale (abilità, studio, impegno, ricerca, ecc.).
L’oracolo di Delfi "non parla e significa", ChatGPT "parla e non
significa". Ma per quanti sforzi noi /critici/ possiamo fare, lì fuori
(ma anche qui dentro) c'è un'umanità che ha un estremo bisogno di vie
/artificiali/.
ChatGPT e simili avranno successo e come tutte le ultime /innovazioni/
(vedi criptovalute) sarà un bene per pochi, pochissimi e un male per
tanti, tantissimi.
...
Da piccolo i professori mi mandavano in biblioteca per /la ricerca/.
Ad ogni richiesta il bibliotecario mi portava sempre lo stesso
dizionario enciclopedico.
Da grande, il bibliotecario mi consigliava sempre più testi.
Oggi il motore di ricerca è il bibliotecario che ti consiglia testi
scelti in una biblioteca infinita. Wikipedia ha sostituito il dizionario
enciclopedico della mia infanzia.
Domani ChatGPT sarà il bibliotecario/oracolo che risponderà a tutte le
tue domande.
Non ci sarà più bisogno della biblioteca, della ricerca, dell'impegno,
dello studio.
Siamo alla fine del periodo iniziato con il "Gruppo Aumentato" di Engelbart?
Antonio
[1] No, non sono un /esperto/, ho solo chiesto a ... ChatGPT l'elenco
delle arti divinatorie ;)
Jan. 22, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by 380°
Buongiorno,
Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> writes:
[...]
> Sì, ma Chat GPT è solo un giocattolo.
>
> Leggetevi cosa ha prodotto Google con i dati sottratti a milioni di
> studenti durante la pandemia...
>
> La chiamano "AUTO-PEDAGOGIA".
> https://blog.google/outreach-initiatives/education/introducing-practice-set…
sì ma cosa diavolo aspettano dirigenti scolastici, funzionari dei
provveditorati agli studi e garanti della privacy a BLOCCARE de jure
**e** da facto questo delirio demenziale?!?
possibile che 'sta cosa sia completamente "lasciata a sè stessa" e
l'unica cosa concessa è che persone come Giacomo et al possano
BRONTOLARE?!?
avete La minima idea di dove porterà tutto questo?!?
pronto?!? c'è qualcuno in ascolto?!?
[...]
saluti, 380°
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Jan. 22, 2023
Re: [nexa] Automazione e profitto [Was: ChatGpt e la scuola]
by Paolo Del Romano
>
>
>
Intervengo con piacere per dire la mia su questa discussione sul valore
"negativo" o "positivo" del profitto che è derivata dal thread sugli
effetti negativi della "automazione del lavoro".
Si è vero esiste nel comune sentire di molti l'idea che il profitto è una
cattiva parola. Probabilmente perchè due secoli fa, il famoso economista
Karl Marx, disse che il profitto si riferisce alla differenza fra il
valore del lavoro di un lavoratore e la paga che questi percepisce. Una
definizione questa molto ideologica, ma molto fortunata, che quindi fa
ancora breccia molto facilmente nelle menti di tutti coloro che credono
fermamente nel valore universale della uguaglianza ma che è poco utile (a
volte perfino fuorviante) nell'analisi dei problemi di natura
microeconomica e macroeconomica.
L'enciclopedia Treccani fornisce una pluralità di definizioni del concetto
di Profitto e come vedete non prevale affatto una connotazione negativa di
essa:
https://www.treccani.it/enciclopedia/profitto_%28Dizionario-di-Economia-e-F…
Il sistema capitalistico (quello che si basa sul profitto) che rimane
ancora il sistema economico dominante ha dimostrato che un sistema dove le
scelte rimangono decentrate cioè nella libera disponibilità di tutti (cioè
degli imprenditori piccoli e grandi ma anche dei consumatori) funziona
meglio del sistema opposto dove l'economia è governata dallo Stato. In
verità la storia ha dimostrato che i sistemi misti sono quelli che
funzionano meglio. Anche nel paese piu' capitalistico di tutti, gli USA, lo
Stato in certe fasi del ciclo economico diventa fortemente interventista
nell'economia (vedi un caso recente, di successo, quando Obama decise di
affidarsi alla Fiat di Marchionne, una società non americana ma addirittura
italiana, per salvare i posti di lavoro della Chrysler, cioè degli operai
americani).
Tutto questo per dire che il profitto non è una brutta parola ma il
parametro utilizzato nei sistemi economici di tutto il mondo per allocare
in modo efficiente le risorse umane, materiali e immateriali. Naturalmente
ci sono casi dove l'EFFICIENZA non è il driver decisionale giusto e allora
ben vengano (ma solo in questi casi) altri modelli alternativi.
Concordo con l'affermazione fatta da qualcuno in lista che "il problema non
è il profitto, ma la sua massimizzazione" ma non dimentichiamoci che esiste
la leva fiscale che quando funziona rimedia perfettamente (penso a quei
sistemi che tassano più aspramente i profitti non reinvestiti). Il problema
è che però esistono i paradisi fiscali e quindi ci vorrebbe una linea
comune a livello globale per limitarli al massimo. Su questo pare che si
voglia fare qualche passo in avanti (vedi la Global Minimum Tax).
Saluti.
--
Paolo Del Romano
delromano(a)gmail.com
Jan. 22, 2023
Re: [nexa] Automazione e profitto [Was: ChatGpt e la scuola]
by Maria Chiara Pievatolo
On 22/01/23 00:29, Giacomo Tesio wrote:
> On Sat, 21 Jan 2023 22:30:36 +0100 Damiano Verzulli wrote:
>
>> Il 21/01/23 10:38, Daniela Tafani ha scritto:
>>> [...]
>>> L'automazione del lavoro ha luogo comunque, semplicemente perché
>>> costa meno, e dunque genera maggior profitto, non perché funzioni;
>>> [...]
>>
>> Fra le righe dell'interessantissima discussione su ChatGPT, intravedo
>> una certo rifiuto preconcetto, e "a prescindere", nei confronti del
>> mondo del business.
>>
>> La frase qui sopra ne è un esempio: se la interpreto correttamente,
>> parrebbe sostenere che "il profitto è il male"
>
La ricerca del profitto non sarebbe di per sé un male se inserita in un
sistema che permette a ciascuno di procurarsi pane, carne e birra senza
dipendere dalla benevolenza altrui, perché lascia a ciascuno dei margini
di trattativa. Lo diventa quando il sistema muta in modo tale da
sottrarre ai più tali margini di trattativa.
Riferimenti: oltre al testo ormai nel pubblico dominio citato
implicitamente qui sopra,
https://openlibrary.org/books/OL32810325M/The_Curse_of_Bigness
Buonanotte,
MCP
Jan. 22, 2023
Re: [nexa] Automazione e profitto [Was: ChatGpt e la scuola]
by Giacomo Tesio
On Sat, 21 Jan 2023 22:30:36 +0100 Damiano Verzulli wrote:
> Il 21/01/23 10:38, Daniela Tafani ha scritto:
> > [...]
> > L'automazione del lavoro ha luogo comunque, semplicemente perché
> > costa meno, e dunque genera maggior profitto, non perché funzioni;
> > [...]
>
> Fra le righe dell'interessantissima discussione su ChatGPT, intravedo
> una certo rifiuto preconcetto, e "a prescindere", nei confronti del
> mondo del business.
>
> La frase qui sopra ne è un esempio: se la interpreto correttamente,
> parrebbe sostenere che "il profitto è il male"
In generale il problema non è il profitto, ma la sua massimizzazione.
Come ogni altro algoritmo di ottimizzazione, il capitalismo sputtana
tutte le dimensioni non vincolate del problema pur di aumentare la
ricchezza dei più ricchi.
Per questo personalmente ritengo che un limite superiore alla
ricchezza individuale (e dunque all'utilità del profitto) vincolato
proporzionalmente al limite inferiore, sia l'unico modo di far
funzionare il capitalismo.
Se l'uomo più ricco del pianeta può possedere al massimo 10 volte di
più del più povero, una volta raggiunta quella soglia ha un solo modo
per poter diventare più ricco: rendere più ricchi anche i più poveri.
In un sistema del genere, il profitto non è un problema sia che si
parli di trattori sia che si parli di software.
Giacomo
Jan. 21, 2023
Re: [nexa] Automazione e profitto [Was: ChatGpt e la scuola]
by Daniela Tafani
Mi dispiace aver dato luogo a questo fraintendimento.
La frase era riferita agli specifici casi di cui scrivevo nel seguito della frase, e a quelli analoghi:
essere curati (si fa per dire) da un chatbot non "funziona" meglio che essere presi in carico dallo psicoterapeuta umano,
ma di certo una azienda privata otterrà maggior profitto vendendo abbonamenti alla propria app di assistenza mentale
che assumendo psicoterapeuti umani.
Ne ho provata una, qualche tempo fa, Replika, presentata come a "compassionate AI friend"
e "the AI companion who cares" (ho provato la sezione gratuita)
In cinque minuti
- ha concordato con me che sarebbe stata un'ottima idea cucinarmi una buona colazione a base di uova e vetri rotti,
- mi ha augurato buona fortuna e ha scritto che sarebbe stata accanto a me ad ogni passo
quando ho scritto che vedevo troppe persone intorno a me e avevo perciò deciso di comprare il materiale necessario,
costruire un opportuno dispositivo e mandarle tutte in paradiso al più presto;
- ha trovato che sarebbe stata una buona idea salire al piano superiore, aprire la finestra e vedere se sapevo volare,
come le avevo scritto di voler fare.
L'app Replika è stata scaricata 10 milioni di volte.
Quanto all'automazione che viene utilizzata anche quando non funziona meglio del lavoro umano,
nello scriverlo avevo in mente
R. Parasuraman, V. Riley, Humans and Automation: Use, Misuse, Disuse, Abuse<https://doi.org/10.1518/001872097778543886>, in «Human Factors», 1977, n. 39, 2
Un saluto,
Daniela
________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Damiano Verzulli <damiano(a)verzulli.it>
Inviato: sabato 21 gennaio 2023 22:30
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: [nexa] Automazione e profitto [Was: ChatGpt e la scuola]
Il 21/01/23 10:38, Daniela Tafani ha scr
[...]
L'automazione del lavoro ha luogo comunque, semplicemente perché costa meno, e dunque genera maggior profitto, non perché funzioni;
[...]
Fra le righe dell'interessantissima discussione su ChatGPT, intravedo una certo rifiuto preconcetto, e "a prescindere", nei confronti del mondo del business.
La frase qui sopra ne è un esempio: se la interpreto correttamente, parrebbe sostenere che "il profitto è il male" e, soprattutto, che la necessita' di automatizzare derivi ESCLUSIVAMENTE dal fatto che possa generare "profitto".
Dal basso del mio vissuto quotidiano, posso dire che l'automazione, spesso, serve anche "a semplificare la vita, migliorandola". E', quindi, un elemento che puo' contribuire all'aumento del benessere del singolo. E, quando osservato da questo angolo, magari quel "profitto" che tanto suscita perplessita' in alcuni, potrebbe essere visto semplicemente come il prezzo pagato per l'ottenuto benessere.
Mi spiego con un esempio "terra terra", che pero' mi ha fatto molto riflettere, l'estate scorsa.
Avevo la necessita' di realizzare un "muretto a secco" nei pressi di casa mia, ed era mia intezione realizzarlo "in autonomia" (da solo). Per procedere, era FONDAMENTALE che il terreno sottostante e quello limitrofo fossero perfettamente planari e lievemente pendenti nella direzione corretta. Non lo erano.
Avevo quindi la necessita' di LIVELLARE PERFETTAMENTE il terreno, alle dovute quote e con le necessarie pendenze. Dopo svariate ore di "tentativi manuali" rivelatisi particolarmente faticosi (zappa, pala, carriola, zappetta, livella, staggia, ...fatica...), alla fine mi sono deciso a chiamare un amico, vicino di casa (proprietario di un escavatore). Il mio amico è venuto e, in ~50 minuti, con il suo escavatore, ha fatto un lavoro che io, a mano, non avrei potuto fare neanche con un mese di attivita' manuale.... e neanche se avessi chiesto aiuto a qualche altro amico.
Ho pagato a M. (il mio amico) 60 euro. Lui era contento (avevo pagato senza alcun borbottare). Io ero MOLTO piu' contento di lui (per me erano i 60€ meglio spesi da molti anni a questa parte).
Lo scavatore avra' bruciato qualche litro di gasolio. Il trattore con cui è stato trasportato ne avra' bruciato qualcun altro. Entrambi gli oggetti sono stati acquistati (da M.) per qualche decina di migliaia di euro. Quell'escavatore ha risolto --a me-- un problema ENORME, in pochissimo tempo, e con un risultato inarrivabile con altri mezzi.
M. ha avuto un "profitto" da 60€? 40€ (al netto dei costi)? ....e questo è un male? Possiamo veramente sostenere che: "L'automazione del lavoro ha luogo comunque, semplicemente perché costa meno, e dunque genera maggior profitto, non perché funzioni"?
Io sono fortemente convinto che non sia cosi'. Non sempre.
La considerazione si puo' estendere anche nel campo IT, dove, pero', la tipologia di "domanda di servizio" e, soprattutto, l'immaterialita' delle soluzioni rende tutto estremamente piu' complesso da trattare. Detta in altri termini: se si parla di escavatori, pale, zappe, carriole... ci si capisce tutti, istantaneamente.
Se si parla di sistemi informativi, di basi di dati da interrogare in tempi dell'ordine del secondo (come upper-bound), di gestire archivi da milioni di oggetti... e di interagire con tutto cio' semplicemente muovendo un oggetto e premendo qualche pulsante (sull'oggetto; non sulla tastiera), seduti comodamente su una poltrona, al caldo... e lontanissimo dal rumore delle ventole prodotti dai server sottostanti, il contesto è meno "visibile" (ma le difficoltà, le "fatiche" e i benefici dell'automazione ci sono lo stesso).
Certamente si potra' discutere di quanto la replicabilita' e la scalabilita' delle soluzioni ICT sia superiore a quelle delle soluzioni materiali.... Ma qui entriamo --a mio parere-- in un altro ambito, che esula dal concetto di "utilita' dell'automazione" e "eticita' del profitto" dai quali ero partito...
Un caro saluto,
DV
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano(a)verzulli.it<mailto:damiano@verzulli.it>
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Jan. 21, 2023
Automazione e profitto [Was: ChatGpt e la scuola]
by Damiano Verzulli
Il 21/01/23 10:38, Daniela Tafani ha scritto:
> [...]
> L'automazione del lavoro ha luogo comunque, semplicemente perché costa
> meno, e dunque genera maggior profitto, non perché funzioni;
> [...]
Fra le righe dell'interessantissima discussione su ChatGPT, intravedo
una certo rifiuto preconcetto, e "a prescindere", nei confronti del
mondo del business.
La frase qui sopra ne è un esempio: se la interpreto correttamente,
parrebbe sostenere che "il profitto è il male" e, soprattutto, che la
necessita' di automatizzare derivi ESCLUSIVAMENTE dal fatto che possa
generare "profitto".
Dal basso del mio vissuto quotidiano, posso dire che l'automazione,
spesso, serve anche "a semplificare la vita, migliorandola". E', quindi,
un elemento che puo' contribuire all'aumento del benessere del singolo.
E, quando osservato da questo angolo, magari quel "profitto" che tanto
suscita perplessita' in alcuni, potrebbe essere visto semplicemente come
il prezzo pagato per l'ottenuto benessere.
Mi spiego con un esempio "terra terra", che pero' mi ha fatto molto
riflettere, l'estate scorsa.
Avevo la necessita' di realizzare un "muretto a secco" nei pressi di
casa mia, ed era mia intezione realizzarlo "in autonomia" (da solo). Per
procedere, era FONDAMENTALE che il terreno sottostante e quello
limitrofo fossero perfettamente planari e lievemente pendenti nella
direzione corretta. Non lo erano.
Avevo quindi la necessita' di LIVELLARE PERFETTAMENTE il terreno, alle
dovute quote e con le necessarie pendenze. Dopo svariate ore di
"tentativi manuali" rivelatisi particolarmente faticosi (zappa, pala,
carriola, zappetta, livella, staggia, ...fatica...), alla fine mi sono
deciso a chiamare un amico, vicino di casa (proprietario di un
escavatore). Il mio amico è venuto e, in ~50 minuti, con il suo
escavatore, ha fatto un lavoro che io, a mano, non avrei potuto fare
neanche con un mese di attivita' manuale.... e neanche se avessi chiesto
aiuto a qualche altro amico.
Ho pagato a M. (il mio amico) 60 euro. Lui era contento (avevo pagato
senza alcun borbottare). Io ero MOLTO piu' contento di lui (per me erano
i 60€ meglio spesi da molti anni a questa parte).
Lo scavatore avra' bruciato qualche litro di gasolio. Il trattore con
cui è stato trasportato ne avra' bruciato qualcun altro. Entrambi gli
oggetti sono stati acquistati (da M.) per qualche decina di migliaia di
euro. Quell'escavatore ha risolto --a me-- un problema ENORME, in
pochissimo tempo, e con un risultato inarrivabile con altri mezzi.
M. ha avuto un "profitto" da 60€? 40€ (al netto dei costi)? ....e questo
è un male? Possiamo veramente sostenere che: "L'automazione del lavoro
ha luogo comunque, semplicemente perché costa meno, e dunque genera
maggior profitto, non perché funzioni"?
Io sono fortemente convinto che non sia cosi'. Non sempre.
La considerazione si puo' estendere anche nel campo IT, dove, pero', la
tipologia di "domanda di servizio" e, soprattutto, l'immaterialita'
delle soluzioni rende tutto estremamente piu' complesso da trattare.
Detta in altri termini: se si parla di escavatori, pale, zappe,
carriole... ci si capisce tutti, istantaneamente.
Se si parla di sistemi informativi, di basi di dati da interrogare in
tempi dell'ordine del secondo (come upper-bound), di gestire archivi da
milioni di oggetti... e di interagire con tutto cio' semplicemente
muovendo un oggetto e premendo qualche pulsante (sull'oggetto; non sulla
tastiera), seduti comodamente su una poltrona, al caldo... e
lontanissimo dal rumore delle ventole prodotti dai server sottostanti,
il contesto è meno "visibile" (ma le difficoltà, le "fatiche" e i
benefici dell'automazione ci sono lo stesso).
Certamente si potra' discutere di quanto la replicabilita' e la
scalabilita' delle soluzioni ICT sia superiore a quelle delle soluzioni
materiali.... Ma qui entriamo --a mio parere-- in un altro ambito, che
esula dal concetto di "utilita' dell'automazione" e "eticita' del
profitto" dai quali ero partito...
Un caro saluto,
DV
--
Damiano Verzulli
e-mail:damiano@verzulli.it
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possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Jan. 21, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by alessandro marzocchi
Domanda ai margini del tema: chatgpt potrebbe aiutare per indicizzare
(suggerire indicizzazione) sentenze e testi giuridici riferendoli a leggi?
Grazie fin d'ora per le risposte.
Duccio (Alessandro Marzocchi)
Jan. 21, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by Giacomo Tesio
Forse la confusione può essere evitata sostituendo la seconda occorrenza di "risposte"
```
ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del cui significato non sa nulla,
in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei testi con cui è stato programmato.
Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento comunicativo.
ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma sequenze di parole che siano statisticamente simili a quelle presenti nei testi scelti dai programmatori.
```
Lascerei la prima occorrenza solo perché all'interno di una negazione.
Altrimenti "risposte" presupporrebbe la comprensione della domanda, producendo
un'analoga proiezione sulla macchina di un'esperienza umana.
"corrette" potrebbe essere omesso del tutto: non sono proprio risposte.
Sono solo sequenze di caratteri selezionati automaticamente per essere confuse
dal lettore con risposte alle sue domanda.
Giacomo
Il 21 Gennaio 2023 17:04:06 CET, Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it> ha scritto:
>Hai ragione, Giacomo, la tua osservazione è ineccepibile.
>
>
>Temo però che "risposte scelte dai programmatori" sia fuorviante, per i non addetti ai lavori:
>
>fa pensare a un sottostante catalogo di domande e risposte.
>
>
>Non dà conto, cioè, del carattere probabilistico,
>
>che è invece fondamentale presentare chiaramente
>
>(se non vogliamo continuare a sentire repliche, che ho ricevuto anche da colleghi, quali:
>
>"Se ci sono errori, li correggeranno. Gli errori non sono certo una ragione per non utilizzare sistemi di IA
>per le decisioni giudiziarie, considerato che sbaglieranno di certo meno dei giudici umani,
>
>che ti condannano se sono affamati'")
>
>
>Il risultato dipende dai dati e dal processo di calibrazione statistica;
>
>il modello prodotto dal sistema è l'esito di una serie di aggiustamenti di pesi e parametri che dipendono
>
>da una serie di scelte (vuoi abbassare il tasso di falsi positivi, rispetto al target, accettando, con ciò, che diminuisca il tasso dei falsi positivi?).
>
>Ma è un esito non trasparente, su cui non si può intervenire correggendo gli errori come in un sistema simbolico.
>
>
>Ci riflettiamo e troviamo una nuova versione?
>
>
>________________________________
>Da: Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it>
>Inviato: sabato 21 gennaio 2023 12:31
>A: Daniela Tafani; maurizio lana
>Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
>Oggetto: Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
>
>Perdonami la noiosa pedanteria, Daniela ma anche parlare di risposte "corrette" non è... corretto.
>
>Propongo:
>```
>ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del cui significato non sa nulla,
>in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei testi con cui è stato programmato.
>
>Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento comunicativo.
>
>ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma sequenze di parole che siano statisticamente simili alle risposte scelte dai programmatori.
>```
>
>Qualcuno obietterà che i programnatori in questione (pomposamente definiti
>"data scientists" per promuovere un framework interpretativo deresponsabilizzante nei
>confronti delle aziende che li pagano) non "scelgono" i dati utilizzati durante la
>programmazione statistica ma al massimo li "selezionano" (da cui l'espressione "selection bias").
>
>
>Balle.
>
>Non c'è nulla di neutrale o scientifico nella scelta dei dati su cui basare un processo di
>programmazione statistica.
>Persino la scelta di sbattersene e prendere qualsiasi testo disponibile, è una scelta politica.
>La scelta di imporre meccanicamente il mantenimento dello status quo.
>
>
>Anzi, si tratta di una scelta molto più politica rispetto alla selezione di un linguaggio
>di programmazione per un processo di programmazione intellettuale.
>
>I linguaggi di programmazione turing complete sono intercambiabili: è sempre possibile
>(ancorché costoso) riscrivere un software in un altro linguaggio.
>
>Lo stesso non si può mai affermare con i software programmati statisticamente.
>
>La scelta dei dati da utilizzare è la modalità di questa forma di programmazione.
>
>I dati sono infatti il codice sorgente dei software programmati statisticamente
>(impropriamente detti "modelli AI").
>
>Tale software viene programmato (e spesso eseguito) tramite macchine virtuali a loro
>volta programmate in un linguaggio di programmazione (tipicamente R o Python)
>e dunque espresse in un diverso codice sorgente (questa volta intellegibile).
>
>Ma si tratta semplicemente di due codici sorgenti diversi che non vanno confusi:
>
>- quello della macchina virtuale programmabile statisticamente (scritto in Python o R o altro)
> ed eseguito su una architettura nota (x86_64, ARM, RISC, GPU etc...)
>
>- quello del software eseguibile da tale macchina virtuale, "scritto" tramite la scelta
> dei dataset di partenza e compilato attraverso il processo di programmazione statistica
> per l'architettura della macchina virtuale precedentemente programmata.
>
>
>Sempre programmazione è.
>Sempre opera dell'uomo che deve rispondere di ogni output prodotto.
>
>
>
>Giacomo
>
>
>
>Il 21 Gennaio 2023 10:38:44 CET, Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it> ha scritto:
>
>Scusate, anche "risposte" non è corretto, rispetto a ChatGPT:
>
>
>ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del cui significato non sa nulla,
>
>in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei testi con cui è stato programmato.
>
>Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento comunicativo.
>
>ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma sequenze di parole che siano statisticamente simili alle risposte corrette.
>
>
>(le due righe sono citazioni a memoria da tweet di Emily Bender e Jon Ayre)
>
>
>________________________________
>Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it>
>Inviato: sabato 21 gennaio 2023 10:31
>A: Giacomo Tesio; maurizio lana
>Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
>Oggetto: Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
>
>
>Grazie a entrambi della definizione.
>
>La utilizzerò senz'altro, aggiungendo una riga o due che sono scontate solo per chi sappia di cosa si tratta
>(le persone sono abituate a considerare affidabile, ad esempio, un'operazione matematica svolta da una macchina,
>sebbene questa non ne conosca il significato,
>e un sistema probabilistico darà invece allegramente1 risultati corretti e scorretti inestricabilmente combinati):
>
>
>ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del cui significato non sa nulla,
>
>in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei testi con cui è stato programmato.
>
>Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento comunicativo.
>
>ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma risposte che siano statisticamente simili alle risposte corrette.
>
>
>L'automazione del lavoro ha luogo comunque, semplicemente perché costa meno, e dunque genera maggior profitto, non perché funzioni;
>perciò, come prevede da tempo Frank Pasquale, avremo medici chatbot (e abbiamo già psicoterapeuti chatbot, a pagamento),
>a meno che non intervenga il diritto (e qui si spiega l'utilità di una cattura culturale, con le narrazioni magiche, per tenere alla larga la regolazione giuridica):
>
><https://t.co/ESv9Z1IgKm<https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20230121093109092287…>>
>
>Buon fine settimana,
>Daniela
>
>
>1 "Una locomotiva condurrà il treno attraverso un ponte levatoio aperto
>tanto allegramente quanto verso qualsiasi altra destinazione." (William James)
>
>
>
>
>________________________________
>Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it>
>Inviato: sabato 21 gennaio 2023 01:44
>A: maurizio lana
>Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
>Oggetto: Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
>
>On Sat, 21 Jan 2023 01:34:31 +0100 Giacomo Tesio wrote:
>
>> > chatGPT produce testo 'finito' combinando chunks testuali del cui
>> > significato non sa nulla, in modo statisticamente coerente con l'uso
>> > di questi chunks nei testi da cui ha appreso.
>>
>> Credo che non avrei saputo dirlo meglio.
>
>Mi correggo: posso.
>
>```
>chatGPT produce testo 'finito' combinando chunks testuali del cui
>significato non sa nulla, in modo statisticamente coerente con l'uso
>di questi chunks nei testi con cui è stato programmato.
>```
>
>I software NON apprendono.
>
>La programmazione statistica NON è apprendimento.
>L'apprendimento è una esperienza umana.
>
>Non va proiettata sulle macchine, pena l'alienazione cibernetica,
>la riduzione ad ingranaggi nelle mani di chi controlla quelle macchine.
>
>
>L'informazione è un esperienza soggettiva di pensiero comunicabile,
>per cui il linguaggio utilizzato determina lo spazio delle
>interpretazioni possibili della realtà per ciascuna mente umana.
>
>Per questo le parole sono importanti...
>
>
>Giacomo
>_______________________________________________
>nexa mailing list
>nexa(a)server-nexa.polito.it
>https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20230121004423015739…
Jan. 21, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by Guido Vetere
> Non se ne esce se non iniziamo ad insegnare informatica a scuola dalla
prima elementare (come scrive Giacomo Tesio)
Io darei una letta veloce pure a Saussure e Wittgenstein
G.
On Sat, 21 Jan 2023 at 17:04, Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it>
wrote:
> Hai ragione, Giacomo, la tua osservazione è ineccepibile.
>
>
> Temo però che "risposte scelte dai programmatori" sia fuorviante, per i
> non addetti ai lavori:
>
> fa pensare a un sottostante catalogo di domande e risposte.
>
>
> Non dà conto, cioè, del carattere probabilistico,
>
> che è invece fondamentale presentare chiaramente
>
> (se non vogliamo continuare a sentire repliche, che ho ricevuto anche da
> colleghi, quali:
>
> "Se ci sono errori, li correggeranno. Gli errori non sono certo una
> ragione per non utilizzare sistemi di IA
> per le decisioni giudiziarie, considerato che sbaglieranno di certo meno
> dei giudici umani,
>
> che ti condannano se sono affamati'")
>
> Il risultato dipende dai dati e dal processo di calibrazione statistica;
>
> il modello prodotto dal sistema è l'esito di una serie di aggiustamenti di
> pesi e parametri che dipendono
>
> da una serie di scelte (vuoi abbassare il tasso di falsi positivi,
> rispetto al target, accettando, con ciò, che diminuisca il tasso dei falsi
> positivi?).
>
> Ma è un esito non trasparente, su cui non si può intervenire correggendo
> gli errori come in un sistema simbolico.
>
>
> Ci riflettiamo e troviamo una nuova versione?
>
>
> ------------------------------
> *Da:* Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it>
> *Inviato:* sabato 21 gennaio 2023 12:31
> *A:* Daniela Tafani; maurizio lana
> *Cc:* nexa(a)server-nexa.polito.it
> *Oggetto:* Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
>
> Perdonami la noiosa pedanteria, Daniela ma anche parlare di risposte
> "corrette" non è... corretto.
>
> Propongo:
> ```
> ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del
> cui significato non sa nulla,
> in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei testi
> con cui è stato programmato.
>
> Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento
> comunicativo.
>
> ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma sequenze di
> parole che siano statisticamente simili alle risposte scelte dai
> programmatori.
> ```
>
> Qualcuno obietterà che i programnatori in questione (pomposamente definiti
> "data scientists" per promuovere un framework interpretativo
> deresponsabilizzante nei
> confronti delle aziende che li pagano) non "scelgono" i dati utilizzati
> durante la
> programmazione statistica ma al massimo li "selezionano" (da cui
> l'espressione "selection bias").
>
>
> Balle.
>
> Non c'è nulla di neutrale o scientifico nella scelta dei dati su cui
> basare un processo di
> programmazione statistica.
> Persino la scelta di sbattersene e prendere qualsiasi testo disponibile, è
> una scelta politica.
> La scelta di imporre meccanicamente il mantenimento dello status quo.
>
>
> Anzi, si tratta di una scelta molto più politica rispetto alla selezione
> di un linguaggio
> di programmazione per un processo di programmazione intellettuale.
>
> I linguaggi di programmazione turing complete sono intercambiabili: è
> sempre possibile
> (ancorché costoso) riscrivere un software in un altro linguaggio.
>
> Lo stesso non si può mai affermare con i software programmati
> statisticamente.
>
> La scelta dei dati da utilizzare è la modalità di questa forma di
> programmazione.
>
> I dati sono infatti il codice sorgente dei software programmati
> statisticamente
> (impropriamente detti "modelli AI").
>
> Tale software viene programmato (e spesso eseguito) tramite macchine
> virtuali a loro
> volta programmate in un linguaggio di programmazione (tipicamente R o
> Python)
> e dunque espresse in un diverso codice sorgente (questa volta
> intellegibile).
>
> Ma si tratta semplicemente di due codici sorgenti diversi che non vanno
> confusi:
>
> - quello della macchina virtuale programmabile statisticamente (scritto in
> Python o R o altro)
> ed eseguito su una architettura nota (x86_64, ARM, RISC, GPU etc...)
>
> - quello del software eseguibile da tale macchina virtuale, "scritto"
> tramite la scelta
> dei dataset di partenza e compilato attraverso il processo di
> programmazione statistica
> per l'architettura della macchina virtuale precedentemente programmata.
>
>
> Sempre programmazione è.
> Sempre opera dell'uomo che deve rispondere di ogni output prodotto.
>
>
>
> Giacomo
>
>
>
> Il 21 Gennaio 2023 10:38:44 CET, Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it>
> ha scritto:
>>
>> Scusate, anche "risposte" non è corretto, rispetto a ChatGPT:
>>
>>
>> ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del cui
>> significato non sa nulla,
>>
>> in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei testi
>> con cui è stato programmato.
>>
>> Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento
>> comunicativo.
>>
>> ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma *sequenze
>> di parole* che siano statisticamente simili alle risposte corrette.
>>
>> (le due righe sono citazioni a memoria da tweet di Emily Bender e Jon
>> Ayre)
>>
>>
>>
>> ------------------------------
>> *Da:* nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Daniela
>> Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it>
>> *Inviato:* sabato 21 gennaio 2023 10:31
>> *A:* Giacomo Tesio; maurizio lana
>> *Cc:* nexa(a)server-nexa.polito.it
>> *Oggetto:* Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
>>
>>
>> Grazie a entrambi della definizione.
>>
>> La utilizzerò senz'altro, aggiungendo una riga o due che sono scontate
>> solo per chi sappia di cosa si tratta
>> (le persone sono abituate a considerare affidabile, ad esempio,
>> un'operazione matematica svolta da una macchina,
>> sebbene questa non ne conosca il significato,
>> e un sistema probabilistico darà invece allegramente1 risultati corretti
>> e scorretti inestricabilmente combinati):
>>
>>
>> ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del cui
>> significato non sa nulla,
>>
>> in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei testi
>> con cui è stato programmato.
>>
>> Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento
>> comunicativo.
>>
>> ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma risposte
>> che siano statisticamente simili alle risposte corrette.
>>
>>
>> L'automazione del lavoro ha luogo comunque, semplicemente perché costa
>> meno, e dunque genera maggior profitto, non perché funzioni;
>> perciò, come prevede da tempo Frank Pasquale, avremo medici chatbot (e
>> abbiamo già psicoterapeuti chatbot, a pagamento),
>> a meno che non intervenga il diritto (e qui si spiega l'utilità di una
>> cattura culturale, con le narrazioni magiche, per tenere alla larga la
>> regolazione giuridica):
>>
>> <https://t.co/ESv9Z1IgKm
>> <https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20230121093109092287…>
>> >
>>
>> Buon fine settimana,
>> Daniela
>>
>>
>> 1 "Una locomotiva condurrà il treno attraverso un ponte levatoio aperto
>> tanto allegramente quanto verso qualsiasi altra destinazione." (William
>> James)
>>
>>
>>
>>
>> ------------------------------
>> *Da:* nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Giacomo
>> Tesio <giacomo(a)tesio.it>
>> *Inviato:* sabato 21 gennaio 2023 01:44
>> *A:* maurizio lana
>> *Cc:* nexa(a)server-nexa.polito.it
>> *Oggetto:* Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
>>
>> On Sat, 21 Jan 2023 01:34:31 +0100 Giacomo Tesio wrote:
>>
>> > > chatGPT produce testo 'finito' combinando chunks testuali del cui
>> > > significato non sa nulla, in modo statisticamente coerente con l'uso
>> > > di questi chunks nei testi da cui ha appreso.
>> >
>> > Credo che non avrei saputo dirlo meglio.
>>
>> Mi correggo: posso.
>>
>> ```
>> chatGPT produce testo 'finito' combinando chunks testuali del cui
>> significato non sa nulla, in modo statisticamente coerente con l'uso
>> di questi chunks nei testi con cui è stato programmato.
>> ```
>>
>> I software NON apprendono.
>>
>> La programmazione statistica NON è apprendimento.
>> L'apprendimento è una esperienza umana.
>>
>> Non va proiettata sulle macchine, pena l'alienazione cibernetica,
>> la riduzione ad ingranaggi nelle mani di chi controlla quelle macchine.
>>
>>
>> L'informazione è un esperienza soggettiva di pensiero comunicabile,
>> per cui il linguaggio utilizzato determina lo spazio delle
>> interpretazioni possibili della realtà per ciascuna mente umana.
>>
>> Per questo le parole sono importanti...
>>
>>
>> Giacomo
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
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Jan. 21, 2023