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Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by Alessandro Brolpito
Buongiorno Duccio,
Mancano tante cose, è vero, ma da qualche parte bisogna pure iniziare per
provarci.
Concretamente, un punto di partenza potrebbe essere
- Vedere chi in lista potrebbe essere interessato, ad esempio rispondendo
al tuo messaggio - *io ci sono*, con ovvi limiti dovuti ad un lavoro a
tempo pieno, famiglia ect.
- Organizzare un primo incontro online, dove parlarci e provare a definire
un perimetro - potresti farlo?
Alessandro
On Mon, 23 Jan 2023 at 00:14, alessandro marzocchi <alemarzoc(a)gmail.com>
wrote:
>
> Giacomo Tesio ha scritto:
>
> Date: Sun, 22 Jan 2023 17:22:16 +0000
>> From: Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it>
>> To: nexa(a)server-nexa.polito.it, 380° <g380(a)biscuolo.net>
>>
>> PS: da un po' ho smesso di chiedermi perché le istituzioni preposte non
>> facciano il proprio dovere.
>> È un inutile fonte di frustrazione.
>> Meglio FARE. Io, in prima persona.
>> Noi informatici abbiamo un grande potere.
>> Dobbiamo iniziare ad usarlo per liberare le persone.
>> Non possiamo lasciare i GAFAM incontrastati nella loro opera di
>> alienazione cibernetica di massa.
>>
>
> Cosa manca per passare dal dire al fare?
> Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata, Tito Livio, un paio di
> millenni fa :-)
> Vi ho proposto di partire dall’educazione digitale ed anche se da vari
> interventi questo sembra un ottimo campo le risposte sono insufficienti, il
> problema non è personale e si può cambiare campo.
> Giacomo, hai competenze e passione che ammiro ...
> Cordialmente
> Duccio (Alessandro Marzocchi)
>
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
Jan. 23, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by Alessandro Brolpito
Buongiorno 380°,
>io non stavo parlando del contenuto dell'insegnamento, non stavo
>parlando di quali materiali didattici si usano in classe per insegnare
>le materie di studio, non stavo parlando di vietare l'uso di ChatGpt
>come materiale didattico [1]
Grazie per il chiarimento.
In effetti il mio post iniziale mirava proprio a questo, all'uso di ChatGpt
come contenuto ed oggetto di studio, per lo sviluppo di una digital
critical literacy.
A presto, Alessandro
On Mon, 23 Jan 2023 at 10:20, 380° <g380(a)biscuolo.net> wrote:
> Buongiorno Paolo e Alessandro,
>
> Paolo Del Romano <delromano(a)gmail.com> writes:
>
> > Il giorno dom 22 gen 2023 alle ore 12:42 380° <g380(a)biscuolo.net> ha
> > scritto:
> >
> >> Buongiorno,
> >>
> >> Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> writes:
>
> per completezza, riporto il pezzo di testo scritto da Giacomo
>
> >>> Sì, ma Chat GPT è solo un giocattolo.
> >>> Leggetevi cosa ha prodotto Google con i dati sottratti a milioni di
> >>> studenti durante la pandemia...
> >>>
> >>> La chiamano "AUTO-PEDAGOGIA".
> >>>
> https://blog.google/outreach-initiatives/education/introducing-practice-set…
>
> è in merito a quell'articolo che io ho scritto:
>
> >> sì ma cosa diavolo aspettano dirigenti scolastici, funzionari dei
> >> provveditorati agli studi e garanti della privacy a BLOCCARE de jure
> >> **e** da facto questo delirio demenziale?!?
> >>
> >> possibile che 'sta cosa sia completamente "lasciata a sè stessa" e
> >> l'unica cosa concessa è che persone come Giacomo et al possano
> >> BRONTOLARE?!?
> >>
> >> avete La minima idea di dove porterà tutto questo?!?
>
> [...]
>
> > La nostra Costituzione prevede con l'articolo 33 la libertà di
> > insegnamento.
>
> io non stavo parlando del contenuto dell'insegnamento, non stavo
> parlando di quali materiali didattici si usano in classe per insegnare
> le materie di studio, non stavo parlando di vietare l'uso di ChatGpt
> come materiale didattico [1]
>
> io stavo parlando di usare una "classe virtuale" - il (parziale)
> sostituto della classe fisica, ontologicamente al riparo dalla
> sorveglianza /estremamente pervasiva/ di chicchessia - su una
> "piattaforma" che raccoglie dati personali in quantità vergognose, in
> violazione del GDPR, li usa per fare quello che è descritto
> nell'articolo e li aggrega con altri dati raccolti in modo altrettanto
> illegale [2]
>
> il rilievo sull'incostituzionalità del divieto di utilizzo di strumenti
> come Google Classroom, quindi, è fuori luogo
>
> [...]
>
> > Io penso che Classroom sia un mero strumento che può essere utile
> > nell'attività didattica. L'importante è saperlo utilizzare, in modo
> > critico, senza demonizzazioni e senza esaltazioni.
>
> no: Classroom non è un "mero strumento" (tra l'altro non esistono meri
> strumenti, neutri); Classroom si porta dietro talmente tanti problemi
> che non c'è tempo di convincere insegnanti e studenti liberamente a non
> usarlo [3], deve essere vietato perché di motivi per vietarlo ce ne sono
> in abbondanza, almeno uno per ogni singolo studente e insegnante della
> scuola (e università) italiana
>
> ripeto: la libertà di insegnamento sancita dall'art. 33 della costituzione
> non c'entra proprio un bel niente
>
> [...]
>
> saluti, 380°
>
>
> [1] anche se occorrerebbe analizzare se ChatGpt rispetta il GDPR,
> ammesso e non concesso che il GDPR non sia solo fumo negli occhi, arma
> di distrazione di massa
>
> [2] facendo tra l'altro una concorrenza sleale da far paura ad altri
> fornitori di servizi analoghi (anche se senza dubbio con meno
> funzionalità di sorveglianza) che sono costretti a rispettare il GDPR
> perché sono dei poveri sfigati
>
> [3] anzi lo studente e i suoi genitori che /sanno/ quanto sia pericoloso
> devono lottare con le unghie coi denti per poter esercitare il diritto
> allo studio senza accettare i termini di utilizzo di Classroom, che
> tanto non legge nessuno, vero?!?
>
> --
> 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
>
> «Noi, incompetenti come siamo,
> non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
>
> Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
> but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
>
Jan. 23, 2023
ELIZA, ancora tu? (was ...)
by 380°
Buongionro,
per rimanere nel solco dell'analisi dell'IA: a volte ritornano :-O
Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it> writes:
[...]
> essere curati (si fa per dire) da un chatbot non "funziona" meglio che
> essere presi in carico dallo psicoterapeuta umano, ma di certo una
> azienda privata otterrà maggior profitto vendendo abbonamenti alla
> propria app di assistenza mentale che assumendo psicoterapeuti umani.
>
> Ne ho provata una, qualche tempo fa, Replika, presentata come a
> "compassionate AI friend"
>
> e "the AI companion who cares" (ho provato la sezione gratuita)
>
> In cinque minuti
>
> - ha concordato con me che sarebbe stata un'ottima idea cucinarmi una
> buona colazione a base di uova e vetri rotti,
>
> - mi ha augurato buona fortuna e ha scritto che sarebbe stata accanto
> a me ad ogni passo
>
> quando ho scritto che vedevo troppe persone intorno a me e avevo
> perciò deciso di comprare il materiale necessario,
>
> costruire un opportuno dispositivo e mandarle tutte in paradiso al più
> presto;
>
> - ha trovato che sarebbe stata una buona idea salire al piano
> superiore, aprire la finestra e vedere se sapevo volare, come le avevo
> scritto di voler fare.
Sbaglia più di ELIZA (anzi DOCTOR), evidentemente hanno scelto un
modello terapeutico che non riescono a sintetizzare.
Sono l'unico ad avere la sensazione che nella /percezione/ (e nella
narrazione) dell'AI praticamente nulla sia cambiato rispetto al 1964,
quando ELIZA creò un tale scompiglio che Weizenbaum rimase talmente
traumatizzato da vedersi costretto a passare il resto della sua vita a
demistificare ciò che aveva programmato?
Sono ignorante nel caso di Replika, ma nel caso di ELIZA (anzi DOCTOR)
sostanzialmente si trattò di automatizzare - per mezzo di tecniche NLP -
la parodia di un terapeuta Rogersiano, in buona parte rispondendo al
paziente con domande ottenute dalla riformulazione delle affermazioni
del paziente stesso. :-D
Sostituire al terapeuta Rogersiano una istanza qualsiasi di psicologia
comportamentale e avete trovato **ennemila** applicazioni potenziali per
l'AI
...se credete che gli approcci «behaviorist nudge-based» davvero
funzionino con gli umani
Io ho il sospetto che sarebbe il caso di cambiare prospettiva
/scientifica/ (doxosofica?), eh?
Trovo interessante questa analisi del "fenomeno ELIZA" in relaizone ai
recenti sviluppi:
https://link.springer.com/article/10.1007/s00146-018-0825-9
«The computational therapeutic: exploring Weizenbaum’s ELIZA as a
history of the present»
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
This paper explores the history of ELIZA, a computer programme
approximating a Rogerian therapist, developed by Jospeh Weizenbaum at
MIT in the 1970s, as an early AI experiment. ELIZA’s reception provoked
Weizenbaum to re-appraise the relationship between ‘computer power and
human reason’ and to attack the ‘powerful delusional thinking’ about
computers and their intelligence that he understood to be widespread in
the general public and also amongst experts. The root issue for
Weizenbaum was whether human thought could be ‘entirely computable’
(reducible to logical formalism). This also provoked him to re-consider
the nature of machine intelligence and to question the instantiation of
its logics in the social world, which would come to operate, he said, as
a ‘slow acting poison’. Exploring Weizenbaum’s 20th Century apostasy, in
the light of ELIZA, illustrates ways in which contemporary anxieties and
debates over machine smartness connect to earlier formations. In
particular, this article argues that it is in its designation as a
computational therapist that ELIZA is most significant today. ELIZA
points towards a form of human–machine relationship now pervasive, a
precursor of the ‘machinic therapeutic’ condition we find ourselves in,
and thus speaks very directly to questions concerning modulation,
autonomy, and the new behaviorism that are currently arising.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
[...]
saluti, 380°
P.S.: la psicologia è stata la prima disciplina a mostrare il problema
della reproducibility crisis, il problema è scientifico ancor prima che
tecnologico
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
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Jan. 23, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by 380°
Buongiorno,
Maria Chiara Pievatolo <mariachiara.pievatolo(a)unipi.it> writes:
[...]
> Abbiamo a che fare con un problema che, nei suoi termini astratti, è
> antichissimo: l'alienazione del sapere perché separato dai sapienti
> tramite strumenti alieni. Strumenti che non producono conoscenza ma
> "doxosofia", ovvero collezioni di nozioni (dal nostro punto di vista)
> che si recepiscono e usano senza essere in grado di intenderle e
> spiegarne il perché.
Grazie per aver contestualizzato così bene dove si colloca l'universo di
discorso dell'Intelligenza Artificiale (debole, detta anche ristretta);
l'IA non è altro che una "macchina doxosofica", molto complessa (ma pur
sempre comprensibile) e purtroppo spesso inutilmente /complicata/ (per
renderla artificiosamente meno comprensibile)
Tra l'altro, la doxosofia "sparata fuori a raffica" dall'AI è di almeno
un ordine di grandezza più approssimativa rispetto a quella
"lentissimamente sudata" dagli umani... ma non ho studi in merito :-D
In più, aspetto fondamentale nella produzione dei SALAMI, a volte
(spesso?) capita che le doxosofie selezionate (i metadati, i label) per
il problema in esame siano di scarsissima qualità, questo sì che è
documentato, mi pare.
> https://btfp.sp.unipi.it/dida/fedro/ar01s19.xhtml
>
> Abbiamo, in relazione a questi strumenti alieni, un margine di
> trattativa, così da non dipendere (come da citazione nascosta nel mio
> penultimo post) dalla benevolenza (o malevolenza) di altri più potenti
> di noi?
Sì: possiamo almeno comprendere i principi di funzionamento di questi
strumenti e partendo da lì imparare a modificare parti della macchina (a
cominciare dalle interfacce) per vedere l'effetto che fa, imparando
ulteriori cose in merito al loro funzionamento e /quindi/ anche in
merito a come e perché producono errori (nozioni deformate dalla "lente"
che le produce sulla base della doxosofia usata per programmarle, come
descritto in https://nooscope.ai/)
Certo: per riconoscere /come/ la "doxosofia prodotta" (sintetizzata) è
errata, occorre essere in grado di... superarla (come dice più avanti)
[...]
> Che margini di trattativa abbiamo con i SALAMI? Anch'essi dipendono
> dal lavoro cognitivo delle persone ma, essendo automatici, possono
> talvolta (*)
Quel "talvolta" è **decisivo** perché rendere automatica l'applicazione
delle doxosofie sintetizzare dai SALAMI è sempre e **solo** una
decisione umana, spesso presa da /altri/ umani (alienazione?): qui il
margione di trattativa dove sta? Sta nella possibilità di poter
/partecipare/ al processo decisionale di applicare automaticamente una
determinazione dei SALAMI. Da questo punto di vista cambia poco
rispetto alla possibilità di partecipazione al processo decisionale che
porta all'approvazione di qualsiasi altra legge, a sua volta basata sul
complesso di doxosofie adottate in quel momento.
In ogni caso, decidere di /trasformare/ la doxosofia sintetica in un
automatismo è sempre solo e soltanto una decisione umana.
> eseguirsi nel mondo senza la mediazione delle persone che li ricevono:
> qui il margine di trattativa non c'è più.
Oltre al margine di trattativa detto sopra, quello che i sostenitori del
software libero (SALAMI liberi!) propongono è di dare a tutti la
possibilità di agire per studiare, eseguire, modificare, migliorare la
"macchina doxosofica"
Lo stesso /identico/ principio per il quale a tutti è data la
possibilità di partecipare (studiare, modificare, migliorare...) alla
produzione scientifica; mica tutti diventano scienziati nella vita, ma a
tutti /in potenza/ è dato poterlo diventare: col software proprietario
(SALAMI proprietari) è impossibile poter /partecipare/.
> I più famosi sono inoltre soggetti a un doppio monopolio: quello
> legale del copyright che li rende chiusi, a differenza dell'alfabeto,
> e quello fattuale del controllo della quantità di dati e di potenza di
> calcolo da cui dipende il loro funzionamento.
Sì, ma i problemi di ordine fattuale possono essere superati: dei due
quello davvero più impegnativo è quello della disponibilità di dati di
qualità per il problema in esame, la potenza di calcolo comincia a
essere alla portata di "gruppi organizzati" (non è certo economica ma
non irraggiungibile)
> I due monopoli potrebbero, con il diritto, essere frantumati. E anche il
> margine di trattativa eliminato dall'automazione potrebbe essere almeno
> in parte ripristinato tramite il diritto, come si fa quando a toglierlo
> sono esseri umani
Mi permetto di insistere ribadendo che /sempre/ il margine di trattativa
eliminato per mezzo dell'automatismo (decisione automatica?) lo è /solo/
attraverso il diritto (positivo): è solo de jure che un automatismo può
essere imposto, altrimenti chiunque potrebbe decidere di /disattivare/
l'automatismo (spero di essermi spiegato, sono un po' approssimativo)
...per questo sono stati inventati i DRM, l'APOCALISSE del diritto, il
vulnus che rimarrà nella storia nei secoli dei secoli
[...]
> Non si tratta, cioè, di eliminare le doxosofie, ma di imparare a
> superarle.
Meraviglioso concetto, che mi permetto di "trasliterare" in; non si
tratta di eliminare i SALAMI, ma di imparare a superarli (o decidere di
NON usarli)... perché sennò non potrà mai uscire NULLA di nuovo, non
potranno mai essere corretti gli errori delle nostre doxosofie.
A mio modesto avviso in questo passo tratto (e tradotto) da una lezione
di Theodor W. Adorno del 1967 [1]:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
The logical apparatus owes its immeasurable improvement beyond primitive
consciousness to this autonomy. It contains, intensified, at the level
of content, the force of enlightenment that marks the historical
development of philosophy. Yet as it became autonomous and developed
into an apparatus, thinking also became the prey of reification and
congealed into a high-handed method. Cybernetic machines are a crude
example of this. They graphically demonstrate to people the nullity of
formalized thinking abstracted from its contents insofar as such
machines perform better than thinking subjects much of what used to be
the proud achievement of the method of subjective reason. Should
thinking subjects passively transform themselves into the instruments of
such formalization, then they virtually cease being subjects. They
approach the machine in the guise of its imperfect
replica. Philosophical thinking begins as soon as it ceases to content
itself with cognitions that are predictable and from which nothing more
emerges than what had been placed there beforehand. The humane
significance of computers would be to unburden the thinking of living
beings to the extent that thought would gain the freedom to attain a
knowledge that is not already implicit.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
...i SALAMI non possono essere in grado di andare oltre le nostre
doxosofie, anzi a volte (spesso?) le distorcono, tantomeno possono
esserlo gli umani che si limitano a essere "esecutori di modelli
statistici" preconfezionati :-O
> Quanto detto, però. è solo una potenzialità teorica, che in passato e
> con altre rivoluzioni mediatiche è stata almeno in parte messa in atto.
> Che sia messa in atto anche domani è, naturalmente, tutto da vedere.
Certo che è da vedere se e /come/ verrà messa in atto, ma potenzialmente
è possibile così come lo è che un giorno i fisici - superando le
doxosofiche utilizzate finora - trovino il modo di unificare le quattro
interazioni fondamentali [2] in un'unica toria :-D
> Buonanotte e buona fortuna,
> MCP
Grazie mille per gli stimoli! 380°
[1] http://www.autodidactproject.org/quote/adorno_formalism.html
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Interazioni_fondamentali
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
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Jan. 23, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by Giacomo Tesio
On Mon, 23 Jan 2023 10:20:45 +0100 380° wrote:
> il rilievo sull'incostituzionalità del divieto di utilizzo di
> strumenti come Google Classroom, quindi, è fuori luogo
non foss'altro che per il fatto che la Costituzione stessa li vieta
espressamente, all'articolo 15:
```
La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma
di comunicazione sono inviolabili.
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato
dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.
```
Google Classroom è incompatibile sia con la libertà che con la
segretezza delle comunicazioni fra insegnanti e studenti, fra
docenti o fra docenti e genitori.
> [3] anzi lo studente e i suoi genitori che /sanno/ quanto sia
> pericoloso devono lottare con le unghie coi denti per poter
> esercitare il diritto allo studio senza accettare i termini di
> utilizzo di Classroom, che tanto non legge nessuno, vero?!?
TU NON HAI IDEA. >:-[
Ma visto che le unghie e i denti hanno potuto scalfire un muro di gomma
di DPO incompetenti, qualcuno ha iniziato a lottare anche via Python e
via PEC, per SFONDARLO quel muro.
E ti assicuro... siamo solo all'inizio! ;-)
Giacomo
Jan. 23, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by 380°
Buongiorno Paolo e Alessandro,
Paolo Del Romano <delromano(a)gmail.com> writes:
> Il giorno dom 22 gen 2023 alle ore 12:42 380° <g380(a)biscuolo.net> ha
> scritto:
>
>> Buongiorno,
>>
>> Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> writes:
per completezza, riporto il pezzo di testo scritto da Giacomo
>>> Sì, ma Chat GPT è solo un giocattolo.
>>> Leggetevi cosa ha prodotto Google con i dati sottratti a milioni di
>>> studenti durante la pandemia...
>>>
>>> La chiamano "AUTO-PEDAGOGIA".
>>> https://blog.google/outreach-initiatives/education/introducing-practice-set…
è in merito a quell'articolo che io ho scritto:
>> sì ma cosa diavolo aspettano dirigenti scolastici, funzionari dei
>> provveditorati agli studi e garanti della privacy a BLOCCARE de jure
>> **e** da facto questo delirio demenziale?!?
>>
>> possibile che 'sta cosa sia completamente "lasciata a sè stessa" e
>> l'unica cosa concessa è che persone come Giacomo et al possano
>> BRONTOLARE?!?
>>
>> avete La minima idea di dove porterà tutto questo?!?
[...]
> La nostra Costituzione prevede con l'articolo 33 la libertà di
> insegnamento.
io non stavo parlando del contenuto dell'insegnamento, non stavo
parlando di quali materiali didattici si usano in classe per insegnare
le materie di studio, non stavo parlando di vietare l'uso di ChatGpt
come materiale didattico [1]
io stavo parlando di usare una "classe virtuale" - il (parziale)
sostituto della classe fisica, ontologicamente al riparo dalla
sorveglianza /estremamente pervasiva/ di chicchessia - su una
"piattaforma" che raccoglie dati personali in quantità vergognose, in
violazione del GDPR, li usa per fare quello che è descritto
nell'articolo e li aggrega con altri dati raccolti in modo altrettanto
illegale [2]
il rilievo sull'incostituzionalità del divieto di utilizzo di strumenti
come Google Classroom, quindi, è fuori luogo
[...]
> Io penso che Classroom sia un mero strumento che può essere utile
> nell'attività didattica. L'importante è saperlo utilizzare, in modo
> critico, senza demonizzazioni e senza esaltazioni.
no: Classroom non è un "mero strumento" (tra l'altro non esistono meri
strumenti, neutri); Classroom si porta dietro talmente tanti problemi
che non c'è tempo di convincere insegnanti e studenti liberamente a non
usarlo [3], deve essere vietato perché di motivi per vietarlo ce ne sono
in abbondanza, almeno uno per ogni singolo studente e insegnante della
scuola (e università) italiana
ripeto: la libertà di insegnamento sancita dall'art. 33 della costituzione
non c'entra proprio un bel niente
[...]
saluti, 380°
[1] anche se occorrerebbe analizzare se ChatGpt rispetta il GDPR,
ammesso e non concesso che il GDPR non sia solo fumo negli occhi, arma
di distrazione di massa
[2] facendo tra l'altro una concorrenza sleale da far paura ad altri
fornitori di servizi analoghi (anche se senza dubbio con meno
funzionalità di sorveglianza) che sono costretti a rispettare il GDPR
perché sono dei poveri sfigati
[3] anzi lo studente e i suoi genitori che /sanno/ quanto sia pericoloso
devono lottare con le unghie coi denti per poter esercitare il diritto
allo studio senza accettare i termini di utilizzo di Classroom, che
tanto non legge nessuno, vero?!?
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380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
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Jan. 23, 2023
Metaverso, l’Itu battezza un focus group per definire gli standard internazionali
by don Luca Peyron
Buona lettura
dl
https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/metaverso-litu-battezz…
_________________________
don Luca Peyron
Direttore Ufficio per la Pastorale Universitaria
Arcidiocesi di Torino
www.universitari.to.it
via XX settembre 83, Torino
tel. 011 5156239
Jan. 23, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by Giacomo Tesio
Alessandro
ho ben presente il tuo appello, risuona costantemente nella mia mente.
Sono ben consapevole dell'urgenza di formare ed informare, sì gli
studenti, ma ancor prima i loro insegnanti.
Tempo fa mi chiedevi cosa insegno alle mie figlie e se fosse
replicabile. La risposta è: non nel metodo, ma nei contenuti sì.
Con le mie figlie parlo di informatica anche mentre giochiamo coi
cubetti o mentre apparecchiamo la tavola. Certi concetti li comprendono
al volo perché li hanno respirati per anni.
Però non c'è nulla di arcano nell'informatica (e ciò che sembra arcano
va buttato via e ripensato). Quindi sarei felicissimo di parecipare
alla definizione di un progetto educativo quinquennale in una
elementare.
Ci sono però almeno due problemi concreti che speravo di riuscire ad
analizzare (e magari risolvere) prima di risponderti.
Uno è di scala e l'altro è di tempo.
Supponiamo che prenda una classe in prima elementare e la porti in
quinta facendo 2 ore di informatica la settimana, facendomi aiutare
dalle maestre ma aiutandole anche ad integrare i concetti
dell'informatica nel resto del processo educativo (dai giochi alla
matematica etc...).
Sarebbe un'esperienza esaltante e divertentissima... ma
dall'efficacia limitata.
20 bambini con una comprensione superiore ai genitori del mondo in cui
vivono sono un passo avanti... ma troppo piccolo.
Nel frattempo i loro genitori e i loro compagni (e forse loro stessi a
casa) sarebbero manipolati 24 ore al giorno da Google & friends.
Mi sembra più efficiente l'approccio di formare le maestre in un corso
di analoghe 80 ore annue, in modo che anzitutto comprendano loro stesse
la materia abbastanza da insegnarla e al contempo ideare con loro che
conoscono i bambini, giochi, esercizi e spiegazioni che poi possano
fare.
Questo perché con 40 maestre ciascuna di una prima elementare diversa,
potremmo raggiungere 800 bambini.
Sto anche valutando con un amico di mettere su una sorta di podcast
gratuito via BigBlueButton su cui tenere questo tipo di lezioni e
registrarle per chi volesse vederle successivamente.
Questo per produrre una leva maggiore e aiutare più bambini.
Non è però un lavoro rapido e su questo interviene l'altro problema:
il tempo.
Io sono già impegnato in una faticosissima lotta cibernetica nonviolenta
per la democrazia cibernetica in Italia che consuma letteralmente TUTTO
il mio tempo libero (e talvolta mi sottrae anche tempo per i miei
affetti).
Monitora PA sta cercando di risvegliare le coscienze (o almeno i
neuroni) di chi nella scuola si è legato mani e piedi a Google &
friends, abbandonando milioni di ragazzi alle manipolazioni di queste
società, normalizzandole e rendendole autorevoli ai loro occhi.
Personalmente mi chiedo come queste persone possano dormire di notte,
soprattutto se hanno figli o nipoti...
L'unica risposta che posso darmi è non siano lontanamente consapevoli
di aver avviato (o contribuito a rafforzare) una dipendenza comparabile
a quella dalla cocaina in tutto tranne che nella visibilità degli
effetti collaterali per milioni di bambini e ragazzi.
Ma in questo momento lottare contro le catene al collo dei nostri figli
è tragicamente più urgente che fornirgli le ali per esplorare il mondo.
Per questo non ti ho ancora risposto.
Non sto tergiversando. Non mi sto nascondendo...
Te lo assicuro: sono in prima linea.
E sto cercando di trovare un modo efficace e sostenibile per lottare
anche su quel fronte. Appena ho qualcosa di concreto da proporre, ti
prometto che sarai il primo a saperlo.
Giacomo
PS: per ora ti posso dare questo corso, piuttosto intensivo, che in 2
ore ti da un idea dei concetti fondamentali che andrebbero
completamente assimilati entro la quinta elementare:
http://video.linuxtrent.it/c/cybersecurity@video.resolutions.it/videos
Se conosci qualche maestra in gamba, prova a farglielo vedere.
Se avete delle idee in proposito, proponetele.
Certamente a me, ma non solo a me: secondo me Nexa è un posto
formidabile per discutere dell'educazione informatica e cibernetica
delle prossime generazioni.
On Mon, 23 Jan 2023 00:14:10 +0100 alessandro marzocchi wrote:
> Giacomo Tesio ha scritto:
>
> Date: Sun, 22 Jan 2023 17:22:16 +0000
> > From: Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it>
> > To: nexa(a)server-nexa.polito.it, 380° <g380(a)biscuolo.net>
> >
> > PS: da un po' ho smesso di chiedermi perché le istituzioni preposte
> > non facciano il proprio dovere.
> > È un inutile fonte di frustrazione.
> > Meglio FARE. Io, in prima persona.
> > Noi informatici abbiamo un grande potere.
> > Dobbiamo iniziare ad usarlo per liberare le persone.
> > Non possiamo lasciare i GAFAM incontrastati nella loro opera di
> > alienazione cibernetica di massa.
> >
>
> Cosa manca per passare dal dire al fare?
> Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata, Tito Livio, un
> paio di millenni fa :-)
> Vi ho proposto di partire dall’educazione digitale ed anche se da vari
> interventi questo sembra un ottimo campo le risposte sono
> insufficienti, il problema non è personale e si può cambiare campo.
> Giacomo, hai competenze e passione che ammiro ...
> Cordialmente
> Duccio (Alessandro Marzocchi)
Jan. 23, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by Maria Chiara Pievatolo
On 22/01/23 13:03, Antonio wrote:
> Una parte dell'umanità è spinta da sempre dal desiderio di raggiungere
> per via /artificiale/ risultati o poteri che non vuole o non riesce ad
> ottenere per via naturale (abilità, studio, impegno, ricerca, ecc.).
> L’oracolo di Delfi "non parla e significa", ChatGPT "parla e non
> significa". Ma per quanti sforzi noi /critici/ possiamo fare, lì fuori
> (ma anche qui dentro) c'è un'umanità che ha un estremo bisogno di vie
> /artificiali/.
Abbiamo a che fare con un problema che, nei suoi termini astratti, è
antichissimo: l'alienazione del sapere perché separato dai sapienti
tramite strumenti alieni. Strumenti che non producono conoscenza ma
"doxosofia", ovvero collezioni di nozioni (dal nostro punto di vista)
che si recepiscono e usano senza essere in grado di intenderle e
spiegarne il perché.
https://btfp.sp.unipi.it/dida/fedro/ar01s19.xhtml
Abbiamo, in relazione a questi strumenti alieni, un margine di
trattativa, così da non dipendere (come da citazione nascosta nel mio
penultimo post) dalla benevolenza (o malevolenza) di altri più potenti
di noi? Platone l'aveva: l'alfabeto non era né inaccessibile, né sotto
copyright, e i manoscritti, senza le persone che li ricopiano, li
leggono, li discutono e li diffondono diventavano rapidamente lettera
morta. E si potevano perfino scrivere testi per amplificare l'azione
delle persone, condividendo le leggi della città, convincendole a
viaggiare fino ad Atene per entrare nell'Accademia o a partecipare ad
assemblee (ekklesiai https://biblehub.com/greek/1577.htm) molto più
gradi di quelle cittadine.
Che margini di trattativa abbiamo con i SALAMI? Anch'essi dipendono dal
lavoro cognitivo delle persone ma, essendo automatici, possono talvolta
(*) eseguirsi nel mondo senza la mediazione delle persone che li
ricevono: qui il margine di trattativa non c'è più. I più famosi sono
inoltre soggetti a un doppio monopolio: quello legale del copyright che
li rende chiusi, a differenza dell'alfabeto, e quello fattuale del
controllo della quantità di dati e di potenza di calcolo da cui dipende
il loro funzionamento.
I due monopoli potrebbero, con il diritto, essere frantumati. E anche il
margine di trattativa eliminato dall'automazione potrebbe essere almeno
in parte ripristinato tramite il diritto, come si fa quando a toglierlo
sono esseri umani ("o la borsa o la vita!").
Infine, gli esseri umani sono animali culturali, il che significa che
nessuno di noi comincia da zero e tutti noi raggiungiamo risultati per
vie almeno in parte "artificiali", partendo da doxosofie e da
pregiudizi. Perfino lo schiavo di Menone
(https://btfp.sp.unipi.it/dida/menone/ar01s11.xhtml) riesce a risolvere,
discutendo con Socrate, un problema geometrico per lui inaudito proprio
perché può prendere le mosse da nozioni che non ha affatto scoperto o
inventato da sé. Non si tratta, cioè, di eliminare le doxosofie, ma di
imparare a superarle.
Quanto detto, però. è solo una potenzialità teorica, che in passato e
con altre rivoluzioni mediatiche è stata almeno in parte messa in atto.
Che sia messa in atto anche domani è, naturalmente, tutto da vedere.
Buonanotte e buona fortuna,
MCP
(*) Dico "talvolta" perché se mi faccio scrivere un programmino da
ChatGPT sono io che valuto se applicarlo o no.
Jan. 23, 2023