nexa
By thread
nexa@server-nexa.polito.it
By month
Messages by month
- ----- 2026 -----
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2025 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2024 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2023 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2022 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2021 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2020 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2019 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2018 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2017 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2016 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2015 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2014 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2013 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2012 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2011 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2010 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2009 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
December 2022
- 45 participants
- 163 messages
Re: [nexa] Carta di identità elettronica, il Governo vuole mettere fine al caos
by antonio@piumarossa.it
> Però da questo mettere tutto nel mucchio, infilandoci firma digitale
> CNS e PEC
> (la PEC ce l'aggiungo io) mi viene il dubbio che molti siano troppo
> giovani per ...
Ma magari :) Io 25 anni anni fa c'ero eccome [1] ...
Comunque, mi rendo conto di non essere stato sufficientemente chiaro.
Firma digitale, CNS, CIE (la prima versione), CRS li ho messe nel
mucchio, non come "servizi" ma come "tecnologia".
Tutte queste si basavano su una smartcard con chip.
Poi le cose in parte sono cambiate, i chip dentro gli stick USB per le
firme digitali hanno sicuramente semplificato il processo, ecc.
PEC e SPID sono servizi "software" che quindi non fanno parte del
mucchio.
Antonio
[1] https://opensignature.sourceforge.net/ è di vent'anni fa esatti (e
abbandonato da dieci)
Dec. 21, 2022
Re: [nexa] Carta di identità elettronica, il Governo vuole mettere fine al caos
by Marco A. Calamari
On mer, 2022-12-21 at 01:50 -0600, antonio(a)piumarossa.it wrote:
> Il 2022-12-20 02:18 Marco A. Calamari ha scritto:
> > c'è in atto una guerra di bande al livello governativo?
>
> Sì, è la versione 2.0 della battaglia dei primi anni Duemila, CIE contro
> CNS (ne abbiamo parlato in lista mesi fa), ora CIE contro SPID, la
> rivincita.
>
> > la duplichiamo con un accrocco come la CIE
>
> La CIE è un accrocco, come lo sono le firme digitali, la CNS, le CRS,
> ecc.
Beh, .... però ...
SPID e Firma digitale funzionano, quindi non sono più accrocchi.
La CIE digitale non funziona, praticamente non esiste come ecosistema software,
quindi non è nemmeno un accrocchio
Però da questo mettere tutto nel mucchio, infilandoci firma digitale CNS e PEC
(la PEC ce l'aggiungo io) mi viene il dubbio che molti siano troppo giovani per
ricordare il mondo (informatico) di 25 anni fa, quando dettano le soluzioni
che loro avrebbero adottato se ci fossero stati loro al timone.
Memoria storica; ce ne vuole sempre tanta.
Firma digitale e PEC sono storie di grandi successo, ed una parte della SPID,
con i suoi limiti, anche.
La CIE è sempre stata un tentativo di centralizzare anche quello che non deve
essere centralizzato.
Ed è un oggetto partito bene dal punto di vista della privacy, e poi in due
riprese divenuto
(in potenza) uno strumento di tecnoconotrollo, come scrivenvo qui, eoni fa
https://www.punto-informatico.it/cassandra-crossing-biometria-ideologia-inc…
Ma c'è ancora chi confonde i "rischi" della CIE con quelli dalla carta di
identità cartacea, e non
si preoccupa, od addiri considera una bella cosa centralizzare credenziali ed
identità , quindi
non vedo speranza ....
Scusate lo sfogo ...
Marco
> Ma perché lo sono?
> Perchè in Italia non si producono ccomputer e non si producono sistemi
> operativi per computer.
>
> Facciamo un passo indietro di 20/25 anni.
> Mettiamo che al posto di Bassanini e c., l'idea di una "identità
> digitale" basata su smart-card fosse venuta a qualcuno del governo
> americano.
> Questi avrebbe chiamato Bill Gates, i capi di Dell, Ibm, e altri
> costruttori di PC e gli avrebbe chiesto, a quest'ultimi, di inserire una
> "fessura" nei loro computer, dove inserire le smartcard, al primo di
> integrare "nativamente" nel sistema operativo funzionalità di gestione
> SEMPLICI della smart-card.
>
> Tutto ciò, ovviamente, non è successo e gli italiani hanno dovuto
> ingegnarsi e "accrocchiare" software, lettori di smartcard, spesso
> fallaci, per portare avanti questa bene/male detta "identità digitale".
>
> SPID ha "finalmente" tolto di mezzo i lettori di smartcard ma, almeno
> nei primi tempi, in cambio di una complessità ai limiti (parole di
> Fiorello di stamattina) di un consulto con uno psicologo.
>
> Ora che si fa? Niente.
> O ci teniamo lo SPID, o ci mettiamo a produrre computer e sistema
> operativi o si convincono i costruttori di pc ad inserirvi un bel
> lettore NFC Contactless. Le altre strade saranno sempre e comunque
> accrocchi.
>
> Antonio
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Dec. 21, 2022
Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale":
by antonio@piumarossa.it
> Dal che si potrebbe dedurre che i diritti funzionali al mantenimento
> della democrazia sono anche doveri: il popolo sovrano DEVE esercitare
> la propria sovranità.
> Se viola tale dovere, la pena è perderne il diritto.
Secondo la Costituzione i doveri sono:
1) doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale
2) dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria
scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o
spirituale della società
3) dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli
4) dovere civico di esercitare il voto
5) dovere di difendere la Patria
6) dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la
Costituzione e le leggi
Ora, se dovessimo togliere i diritti a tutti coloro che violano questi
doveri, non so quanti cittadini titolari di diritti rimarrebbero in
Italia.
E' vero, tu ti riferivi solo ai "diritti funzionali al mantenimento
della democrazia", ma è l'automatismo che tanto, giustamente, aborri, a
non essere valido.
La vita sociale di una comunità, piccola o grande, è complessa. I
rapporti tra persone, tra persone e istituzioni, tra persone e imprese,
sono complessi, ridurne la complessità con gli automatismi è sbagliato
perché va a scapito delle persone più deboli.
Fatta questa, anch'essa probabilmente inutile come hai detto della tua,
premessa, per il resto sono ovviamente con te, e lo sono da più di
vent'anni, da quando ho capito che il software, o è libero o, se
proprietario o anche aperto ma chiuso in un cloud o in un telefonino,
fonte di pericoli contro la democrazia.
Antonio
Dec. 21, 2022
Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale":
by 380°
Buongiorno Daniela,
grazie mille: credo che stiamo arrivando al nocciolo degli aspetti
tecnico-politici del discorso "diritti e doveri di cittadinanza
cibernetica"
Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it> writes:
[...]
> Tecnicamente siamo clienti, certo, ma il mio riferimento
> all'alternativa tra sudditi e cittadini
>
> presupponeva la tesi che siamo di fronte a soggetti privati che
> esercitano, di fatto, prerogative statali
credo che stiamo descrivendo il fenomeno da due prospettive differenti
ma "spazialmente" molto ravvicinate
per quello che ho capito della storia delle telecomunicazioni, fino a
Internet come lo conosciamo adesso, io ritengo che non siano soggetti
privati a esercitare di fatto prerogative statali ma siano gli stati (le
burocrazie che controllano "The Administrative State"), specialmente
alcuni stati che ere geopolitiche fa si sarebbero chiamati imperialisti,
a usare soggetti privati per esercitare prerogative para-statali
totalitarie che non potrebbero giustificare in altro modo senza perdere
quel poco di legittimità che ancora hanno gli stati moderni -
controllati dalla burocrazie - e che permette loro di tenere in piedi
tutta la baracca
...ormai il "giochino" è abbastanza chiaro IMHO, i Twitter Files sono
solo l'ultima delle prove (abbastanza) circostanziate che domostrano che
in realtà certe aziende eseguono ordini
[...]
> Se entro in Twitter, il consenso è estorto e il contratto è fittizio:
> entro di fatto in uno stato con le sue leggi e il suo potere
> giudiziario;
>
> non è uno spazio pubblico, una piazza digitale,
chiedo scusa se insito (lo farò finché credo sia necessario) ma il
problema è uno e uno solo: Internet fa schifo [1] e va rifatta (quasi)
da zero; con Internet intendo esattamente la rete di telecomunicazioni a
pacchetto, non tutti i servizi che funzionicchiano ora sulla base di
quella schifezza di rete
in poche parole, Internet è "solo" un pezzo dell'attuale dispositivo
amministrativo usato dalle burocrazie per controllare gli stati, un
pezzo del Leviathan insomma [2]
spesso ho l'impressione che molte riflessioni sulle "piattaforme", il
fediverso, la net neutrality e molti altri discorsi su come "regolare"
internet **da fuori** siano viziati dal fatto che sia dato per scontato
che Internet sia "dato": non è così
è Internet che deve essere rifatta, non "il Twitter" o "il Mastondon"
del momento
in questa lista l'ho già detto N volte, ma https://www.gnunet.org è la
cosa che meglio descrive ciò che è possibile; in GNUnet nessuna delle
storture a cui stiamo assistendo sarebbe possibile... perché non sarebbe
"amministrabile burocraticamente"
[...]
> Sul contratto sociale mi piacerebbe discutere, alla prima occasione:
> lo si può intendere in modi molto diversi.
sì è vero e io ho scelto quello a mio avviso peggiore, però anche gli
altri modi non mi sono mai piaciuti... ma questa rischierebbe di
diventare una discussione di filosofia politica (anzi fenomenologia
dello spirito); io sono discretamente ignorante in filosofia, leggerò
volentieri quello che scriverà
[...]
grazie mille per il confronto
buongiorno, 380°
[1] https://www.w3.org/2014/strint/papers/65.pdf
[2]
«Law and Leviathan: Redeeming the Administrative State»
CASS R. SUNSTEIN, ADRIAN VERMEULE, 2020
https://www.jstor.org/stable/j.ctv2jfvcb2
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Dec. 21, 2022
Re: [nexa] Carta di identità elettronica, il Governo vuole mettere fine al caos
by antonio@piumarossa.it
Il 2022-12-20 02:18 Marco A. Calamari ha scritto:
> c'è in atto una guerra di bande al livello governativo?
Sì, è la versione 2.0 della battaglia dei primi anni Duemila, CIE contro
CNS (ne abbiamo parlato in lista mesi fa), ora CIE contro SPID, la
rivincita.
> la duplichiamo con un accrocco come la CIE
La CIE è un accrocco, come lo sono le firme digitali, la CNS, le CRS,
ecc.
Ma perché lo sono?
Perchè in Italia non si producono ccomputer e non si producono sistemi
operativi per computer.
Facciamo un passo indietro di 20/25 anni.
Mettiamo che al posto di Bassanini e c., l'idea di una "identità
digitale" basata su smart-card fosse venuta a qualcuno del governo
americano.
Questi avrebbe chiamato Bill Gates, i capi di Dell, Ibm, e altri
costruttori di PC e gli avrebbe chiesto, a quest'ultimi, di inserire una
"fessura" nei loro computer, dove inserire le smartcard, al primo di
integrare "nativamente" nel sistema operativo funzionalità di gestione
SEMPLICI della smart-card.
Tutto ciò, ovviamente, non è successo e gli italiani hanno dovuto
ingegnarsi e "accrocchiare" software, lettori di smartcard, spesso
fallaci, per portare avanti questa bene/male detta "identità digitale".
SPID ha "finalmente" tolto di mezzo i lettori di smartcard ma, almeno
nei primi tempi, in cambio di una complessità ai limiti (parole di
Fiorello di stamattina) di un consulto con uno psicologo.
Ora che si fa? Niente.
O ci teniamo lo SPID, o ci mettiamo a produrre computer e sistema
operativi o si convincono i costruttori di pc ad inserirvi un bel
lettore NFC Contactless. Le altre strade saranno sempre e comunque
accrocchi.
Antonio
Dec. 21, 2022
Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale":
by Benedetto Ponti
Cara Daniela,
ai "Sovrani privati", cui alludi nel tuo messaggio, ho dedicato con
l'associazione che presiedo un seminario, lo scorso anno.
Ti segnalo i video degli interventi, tutti molto interessanti.
https://asimmetrie.org/eventi/sovrani-privati-poteri-e-legalita-nel-capital…
BP
Il 20/12/2022 22:01, Daniela Tafani ha scritto:
>
> Buonasera.
>
>
> Grazie delle osservazioni.
>
>
> Tecnicamente siamo clienti, certo, ma il mio riferimento
> all'alternativa tra sudditi e cittadini
>
> presupponeva la tesi che siamo di fronte a soggetti privati che
> esercitano, di fatto, prerogative statali
>
> (e di uno stato si è cittadini o sudditi, non clienti).
>
> Non a caso, alcuni paesi hanno nominato ambasciatori, anziché
> ministri, a parlare con i GAFAM
>
> https://www.vie-publique.fr/sites/default/files/2021-09/3303331601098_QI_10…
> <https://www.vie-publique.fr/sites/default/files/2021-09/3303331601098_QI_10…>
>
>
> Se entro in Twitter, il consenso è estorto e il contratto è fittizio:
> entro di fatto in uno stato con le sue leggi e il suo potere giudiziario;
>
> non è uno spazio pubblico, una piazza digitale,
>
> ma un luogo in cui la mia libertà di espressione è appesa al filo dei
> capricci di un singolo individuo,
>
> che emana leggi anche retroattive e talora non note nemmeno dopo la
> loro applicazione.
>
> Uno stato dispotico, dunque, di cui possiamo essere sudditi, ma non
> cittadini.
>
> In virtù della natura monopolistica, o quasi, di simili aziende,
>
> non le si può assimilare a singoli luoghi privati (quali un bar o un
> ristorante),
>
> dal quale io possa uscire per andare a chiacchierare altrove, con i
> miei amici.
>
> Anzitutto, perché mettersi d'accordo su dove andare non è semplice;
>
> in secondo luogo, perché non appena mettersi d'accordo sembri una
> strada percorribile,
>
> trattandosi solo di unirsi a un gruppo già migrato altrove (mastodon),
>
> il monopolista aggiunge un bel po' di filo spinato alla recinzione del
> giardino
>
> e mi vieta, a pena di varie sanzioni, anche solo di nominarlo,
> quell'altrove possibile.
>
>
> Chiarissimo come al solito, su questo, Cory Doctorow:
>
> https://pluralistic.net/2022/12/10/e2e/
> <https://pluralistic.net/2022/12/10/e2e/>
>
> https://pluralistic.net/2022/12/19/better-failure/
> <https://pluralistic.net/2022/12/19/better-failure/>
>
>
> Sul contratto sociale mi piacerebbe discutere, alla prima occasione:
> lo si può intendere in modi molto diversi.
>
>
> Sulla cittadinanza cibernetica provo a scrivere qualche considerazione
> in un prossimo messaggio, dopo aver riflettuto anche sulle
> osservazioni di Giacomo Tesio.
>
>
> Grazie molte, buona serata,
> Daniela
>
>
>
>
> ------------------------------------------------------------------------
> *Da:* 380° <g380(a)biscuolo.net>
> *Inviato:* lunedì 19 dicembre 2022 20:15
> *A:* Daniela Tafani; Antonio; nexa(a)server-nexa.polito.it
> *Oggetto:* Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi
> digitali per il decennio digitale":
> Buonasera,
>
> Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it> writes:
>
> [...]
>
> > (sorvolando sulla stravaganza della pretesa che una simile educazione
> > possa darsi,
> >
> > quando i luoghi in cui adempiere ai doveri della cittadinanza digitale
> > sono piattaforme private con prerogative statali, in cui si è sudditi,
> > anziché cittadini, e in cui chiunque può vedersi privato, ad esempio,
> > del diritto di parola o dell'identità digitale, in base a regole
> > misteriose e sentenze inappellabili).
>
> [...]
>
> purtroppo la sensazione di essere trattati come sudditi anziché
> cittadini è forte anche nella "cittadinanza analogica"... ma sorvoliamo
> sulla stravaganza :-)
>
> ritengo che "tecnicamente" la reductio sia più verso "clienti" che
> "sudditi", cioè clienti di servizi digitali che per loro natura sono
> regolati per mezzo di contratti, dove il "potere contrattuale" dei
> clienti è rasente allo zero mentre i "fornitori" dei servizi si
> permettono sostanzialmente di fare quello che vogliono, in perfetto
> accordo coi governi nazionali di riferimento - USA nel 94,56% dei casi -
> cui **sempre** devono rispondere... e qui il discorso si ricollega a
> quello della "sudditanza analogica"
>
> messe in questi termini, cioè di "contratto", le relazioni come possono
> anche solo lontanamente essere concepite come "tra pari cittadini"?
>
> aggià, dimenticavo però che secondo alcuni notevoli pensatori la società
> addirittura *nasce* con un contratto sociale, perché l'uomo per sua
> natura non sarebbe in grado vivere senza
>
> la pagina di Wikipedia [1] scrive così:
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> Social contract arguments typically are that individuals have consented,
> either explicitly or tacitly, to surrender some of their freedoms and
> submit to the authority (of the ruler, or to the decision of a majority)
> in exchange for protection of their remaining rights or maintenance of
> the social order.
>
> --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
>
> se vale per i cittadini analogici a maggior ragione vale per i cittadini
> cibernetici che a volte non hanno nemmeno gli strumenti per comprendere
> il funzionamento del "dispositivo", figuramoci se possono
> "contrattualizzarlo".
>
> e se invece facessimo /semplicemente/ che il "dispositivo" lo costruiamo
> tutti assieme in modo partecipativo e **di conseguenza** il contratto
> che lo regola non servirebbe più, perché le regole del suo funzionamento
> sono /embedded/ nel "dispositivo"?
>
> non sarebbe fantastico se l'unico /dovere/ del "cittadino cibernetico"
> fosse quello di contribuire secondo il proprio talento alla costruzione
> del "dispositivo cibernetico"?
>
> [...]
>
> > Dovere o obbligo?
> >
> > Ad esempio il Codice dell'amministrazione digitale (CAD) è un corpus di
> > disposizioni nato per stabilire il /diritto/ di cittadini e imprese a
> > relazionarsi con la PA attraverso le tecnologie digitali. Il /dovere/ di
> > dotarsi degli strumenti per consentire ai cittadini di esercitare questo
> > diritto è in capo alle amministrazioni pubbliche.
>
> credo che l'intento della domanda originale, almeno per come l'ho
> interpretata io, fosse quello di indagare se e "dove" in giurisprudenza
> viene sviluppato il discorso in merito ai doveri di cittadinanza
> digitale (cittadinanza cibernetica), non tanto i doveri dei "funzionari
> digitali" (Amministrazione pubblica, internet provider, piattaforme dei
> servizi)
>
> [...]
>
> > Nel 2019 l’Università degli Studi di Milano, il CORECOM (Comitato
> > regionale per le comunicazioni) della Lombardia e l’Ordine degli
> > Avvocati di Milano hanno elaborato un decalogo per diffondere un uso
> > responsabile delle tecnologie, non ho trovato il documento in rete ma
> > qui [2] il prof. Ziccardi ne tratta i punti salienti.
>
> [...]
>
> > [2]
> https://www.scuoladifuturo.it/wp-content/uploads/2020/06/La-buona-battaglia…
>
> non ho ancora letto tutto il documento che citi ma così come i doveri di
> cittadinanza **non si limitano** a "comportarsi con correttezza"
> (rispettare le regole?), la stessa cosa /dovrebbe/ valere anche nel caso
> dei doveri di "cittadinanza cibernetica"
>
> ...altrimenti ci riduciamo a una sterile discussione sull'obbligatorio e
> il proibito.
>
> Saluti, 380°
>
>
> [1] https://en.wikipedia.org/wiki/Social_contract
> Social contract <https://en.wikipedia.org/wiki/Social_contract>
> en.wikipedia.org
> In moral and political philosophy, the social contract is a theory or
> model that originated during the Age of Enlightenment and usually,
> although not always...
>
>
>
> --
> 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
>
> «Noi, incompetenti come siamo,
> non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
>
> Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
> but very few check the facts. Ask me about
> <https://stallmansupport.org>.
> Introduction | Stallman Support <https://stallmansupport.org/>
> stallmansupport.org
> False accusations were made against Richard Stallman in September
> 2019. They started a cascade of difamatory reactions that spread like
> wildfire, fueled by misquotes and misrepresentation of events in
> mainstream headlines, blogs, and social media that ultimately led to
> Stallman's resignation from his positions at Mit and the FSF
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Dec. 20, 2022
Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale":
by Daniela Tafani
Buonasera.
Grazie delle osservazioni.
Tecnicamente siamo clienti, certo, ma il mio riferimento all'alternativa tra sudditi e cittadini
presupponeva la tesi che siamo di fronte a soggetti privati che esercitano, di fatto, prerogative statali
(e di uno stato si è cittadini o sudditi, non clienti).
Non a caso, alcuni paesi hanno nominato ambasciatori, anziché ministri, a parlare con i GAFAM
https://www.vie-publique.fr/sites/default/files/2021-09/3303331601098_QI_10…
Se entro in Twitter, il consenso è estorto e il contratto è fittizio: entro di fatto in uno stato con le sue leggi e il suo potere giudiziario;
non è uno spazio pubblico, una piazza digitale,
ma un luogo in cui la mia libertà di espressione è appesa al filo dei capricci di un singolo individuo,
che emana leggi anche retroattive e talora non note nemmeno dopo la loro applicazione.
Uno stato dispotico, dunque, di cui possiamo essere sudditi, ma non cittadini.
In virtù della natura monopolistica, o quasi, di simili aziende,
non le si può assimilare a singoli luoghi privati (quali un bar o un ristorante),
dal quale io possa uscire per andare a chiacchierare altrove, con i miei amici.
Anzitutto, perché mettersi d'accordo su dove andare non è semplice;
in secondo luogo, perché non appena mettersi d'accordo sembri una strada percorribile,
trattandosi solo di unirsi a un gruppo già migrato altrove (mastodon),
il monopolista aggiunge un bel po' di filo spinato alla recinzione del giardino
e mi vieta, a pena di varie sanzioni, anche solo di nominarlo, quell'altrove possibile.
Chiarissimo come al solito, su questo, Cory Doctorow:
https://pluralistic.net/2022/12/10/e2e/
<https://pluralistic.net/2022/12/19/better-failure/>https://pluralistic.net/2022/12/19/better-failure/
Sul contratto sociale mi piacerebbe discutere, alla prima occasione: lo si può intendere in modi molto diversi.
Sulla cittadinanza cibernetica provo a scrivere qualche considerazione in un prossimo messaggio, dopo aver riflettuto anche sulle osservazioni di Giacomo Tesio.
Grazie molte, buona serata,
Daniela
________________________________
Da: 380° <g380(a)biscuolo.net>
Inviato: lunedì 19 dicembre 2022 20:15
A: Daniela Tafani; Antonio; nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale":
Buonasera,
Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it> writes:
[...]
> (sorvolando sulla stravaganza della pretesa che una simile educazione
> possa darsi,
>
> quando i luoghi in cui adempiere ai doveri della cittadinanza digitale
> sono piattaforme private con prerogative statali, in cui si è sudditi,
> anziché cittadini, e in cui chiunque può vedersi privato, ad esempio,
> del diritto di parola o dell'identità digitale, in base a regole
> misteriose e sentenze inappellabili).
[...]
purtroppo la sensazione di essere trattati come sudditi anziché
cittadini è forte anche nella "cittadinanza analogica"... ma sorvoliamo
sulla stravaganza :-)
ritengo che "tecnicamente" la reductio sia più verso "clienti" che
"sudditi", cioè clienti di servizi digitali che per loro natura sono
regolati per mezzo di contratti, dove il "potere contrattuale" dei
clienti è rasente allo zero mentre i "fornitori" dei servizi si
permettono sostanzialmente di fare quello che vogliono, in perfetto
accordo coi governi nazionali di riferimento - USA nel 94,56% dei casi -
cui **sempre** devono rispondere... e qui il discorso si ricollega a
quello della "sudditanza analogica"
messe in questi termini, cioè di "contratto", le relazioni come possono
anche solo lontanamente essere concepite come "tra pari cittadini"?
aggià, dimenticavo però che secondo alcuni notevoli pensatori la società
addirittura *nasce* con un contratto sociale, perché l'uomo per sua
natura non sarebbe in grado vivere senza
la pagina di Wikipedia [1] scrive così:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Social contract arguments typically are that individuals have consented,
either explicitly or tacitly, to surrender some of their freedoms and
submit to the authority (of the ruler, or to the decision of a majority)
in exchange for protection of their remaining rights or maintenance of
the social order.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
se vale per i cittadini analogici a maggior ragione vale per i cittadini
cibernetici che a volte non hanno nemmeno gli strumenti per comprendere
il funzionamento del "dispositivo", figuramoci se possono
"contrattualizzarlo".
e se invece facessimo /semplicemente/ che il "dispositivo" lo costruiamo
tutti assieme in modo partecipativo e **di conseguenza** il contratto
che lo regola non servirebbe più, perché le regole del suo funzionamento
sono /embedded/ nel "dispositivo"?
non sarebbe fantastico se l'unico /dovere/ del "cittadino cibernetico"
fosse quello di contribuire secondo il proprio talento alla costruzione
del "dispositivo cibernetico"?
[...]
> Dovere o obbligo?
>
> Ad esempio il Codice dell'amministrazione digitale (CAD) è un corpus di
> disposizioni nato per stabilire il /diritto/ di cittadini e imprese a
> relazionarsi con la PA attraverso le tecnologie digitali. Il /dovere/ di
> dotarsi degli strumenti per consentire ai cittadini di esercitare questo
> diritto è in capo alle amministrazioni pubbliche.
credo che l'intento della domanda originale, almeno per come l'ho
interpretata io, fosse quello di indagare se e "dove" in giurisprudenza
viene sviluppato il discorso in merito ai doveri di cittadinanza
digitale (cittadinanza cibernetica), non tanto i doveri dei "funzionari
digitali" (Amministrazione pubblica, internet provider, piattaforme dei
servizi)
[...]
> Nel 2019 l’Università degli Studi di Milano, il CORECOM (Comitato
> regionale per le comunicazioni) della Lombardia e l’Ordine degli
> Avvocati di Milano hanno elaborato un decalogo per diffondere un uso
> responsabile delle tecnologie, non ho trovato il documento in rete ma
> qui [2] il prof. Ziccardi ne tratta i punti salienti.
[...]
> [2] https://www.scuoladifuturo.it/wp-content/uploads/2020/06/La-buona-battaglia…
non ho ancora letto tutto il documento che citi ma così come i doveri di
cittadinanza **non si limitano** a "comportarsi con correttezza"
(rispettare le regole?), la stessa cosa /dovrebbe/ valere anche nel caso
dei doveri di "cittadinanza cibernetica"
...altrimenti ci riduciamo a una sterile discussione sull'obbligatorio e
il proibito.
Saluti, 380°
[1] https://en.wikipedia.org/wiki/Social_contract
Social contract<https://en.wikipedia.org/wiki/Social_contract>
en.wikipedia.org
In moral and political philosophy, the social contract is a theory or model that originated during the Age of Enlightenment and usually, although not always...
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Introduction | Stallman Support<https://stallmansupport.org/>
stallmansupport.org
False accusations were made against Richard Stallman in September 2019. They started a cascade of difamatory reactions that spread like wildfire, fueled by misquotes and misrepresentation of events in mainstream headlines, blogs, and social media that ultimately led to Stallman's resignation from his positions at Mit and the FSF
Dec. 20, 2022
Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale
by alessandro marzocchi
その進化が大多数の人々の自動化に刷り込まれたルールによって決定されるサイバネティック社会 (人間よりもはるかに多い)
では、「市民」をこれらの自動化を修正する具体的な方法を持たない人として定義することは可能ですか?新しいものを作成しますか?
- - -
Niente di tragico (ma sono curioso di vedere il risultato leggibile in un
contesto diverso da quello in cui scrivo): operata da google translate è la
traduzione in giapponese della domanda di Giacomo Tesio,
Date: Mon, 19 Dec 2022 21:25:53 +0000
From: Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it>
> In una società cibernetica la cui evoluzione è determinata per la
> stragrande maggioranza dalle regole impresse negli automatismi che la
> popolano (molto più numerosi delle persone), è possibile definire
> "cittadino" chi non ha concretamente modo di modificare tali automatismi o
> crearne di nuovi?
>
Per semplificare: come chi non conosce il giapponese resta escluso da un
testo giapponese, è "fuori" è escluso dal contesto digitale chi non conosce
alfabeto e lingua, che oggi sono cibernetici, digitali, informatici, a
questo livello di riflessione non vedo differenze significative fra le
parole.
Ne consegue che
- il digitale è nuova parola, nuova lingua con suoi segni e regole.
- (quale nuova parola, nuova lingua) il digitale è argomento pregiuridico
.
- (quale nuova parola, nuova lingua) il digitale è precondizione necessaria
per il diritto, ma anche per ogni comunicazione, ogni "società".
- (quale nuova parola, nuova lingua) il digitale va insegnato a tutti,
va imparato da tutti, anche se pochi diventeranno Dante o Shakespeare
Leggerò con interesse critiche a quanto sopra, ed ora chiedo ai tecnici:
- fa bene la normativa Eu che ha avviato questa lunga serie di
contributi [1] ad occuparsi di "" Ia ad alto rischio "", ed a trascurare
la "" Ia semplice""?
- è corretto definire la "" Ia semplice "" come un automa che apprende
da solo, si modifica da solo in base all'esperienza? quae altra definizione
se quella che precede non fosse corretta?
- come si riconosce la "" Ia semplice ""?
Grazie ed auguri cordiali.
Duccio (Alessandro Marzocchi)
[1]
Date: Fri, 16 Dec 2022 09:37:34 +0100
From: Mauro Alovisio <mauro.alovisio(a)gmail.com>
"Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio
digitale":
https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/library/european-declaration-digit…
Dec. 20, 2022
Re: [nexa] Carta di identità elettronica, il Governo vuole mettere fine al caos
by Stefano Quintarelli
ho descritto molte delle ragioni alla base delle scelte qui:
https://blog.quintarelli.it/spid
ricordo a me stesso che la modalita' di autenticazione base nei confronti della PA, per
legge (art. 65 CAD) e' una fotocopia di un documento inviata via fax.
se qualcuno si fosse mai chiesto perche' il rilascio delle credenziali SPID non e'
contestuale alla verifica de visu da parte dell'operatore, e' per ragioni di sicurezza. ci
vuole del tempo per fare le operazioni opportune. infine a qualcuno potra' essere capitato
di avere ricevuto domande aggiuntive durante la verifica de visu.
ciao, s.
On 20/12/22 17:03, Diego Giorio wrote:
> Mah, sinceramente il fatto che lo SPID fosse gestito da più operatori, tutti privati, e
> che fosse possibilie ottenerlo semplicemente mostrando un documento attraverso una webcam
> ad un operatore distratto non mi ha mai convinto molto.
> Al di là dell'aspetto propriamente tecnico, funzionale, il fatto che l'emissione non sia
> garantita dallo Stato mi sembra meno affidabile.
>
> Ma come pubblico ufficiale addetto all'emissione di CIE, forse ho dei preconcetti, non
> voglio negarlo.
>
> Buona serata a tutti
>
> D.
> ------------------------------------------------------------------------------------------
> *From:* nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> on behalf of Marco A. Calamari
> <marcoc_maillist(a)marcoc.it>
> *Sent:* Tuesday, December 20, 2022 8:18 AM
> *To:* nexa(a)server-nexa.polito.it <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> *Subject:* [nexa] Carta di identità elettronica, il Governo vuole mettere fine al caos
> Buongiorno alla lista.
>
> Ma a parte i problemi con eIDAS di SPOD, a mio avviso facilmente aggirabili, c'è in atto
> una guerra di bande al livello governativo?
>
> Cioè, ora che la SPID del buon Quinta è finalmente diventata più utile che dannosa, la
> duplichiamo con un accrocco come la CIE, già esistita in tre versioni diverse e
> "digitalmente" sempre fallita come la CIE?
>
> Ho paura ad approfondire. Qualcuno ne sa di più?
>
> https://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/carta-di-identita-elettron… <https://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/carta-di-identita-elettron…>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Dec. 20, 2022
Re: [nexa] Carta di identità elettronica, il Governo vuole mettere fine al caos
by Diego Giorio
Mah, sinceramente il fatto che lo SPID fosse gestito da più operatori, tutti privati, e che fosse possibilie ottenerlo semplicemente mostrando un documento attraverso una webcam ad un operatore distratto non mi ha mai convinto molto.
Al di là dell'aspetto propriamente tecnico, funzionale, il fatto che l'emissione non sia garantita dallo Stato mi sembra meno affidabile.
Ma come pubblico ufficiale addetto all'emissione di CIE, forse ho dei preconcetti, non voglio negarlo.
Buona serata a tutti
D.
________________________________
From: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> on behalf of Marco A. Calamari <marcoc_maillist(a)marcoc.it>
Sent: Tuesday, December 20, 2022 8:18 AM
To: nexa(a)server-nexa.polito.it <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Subject: [nexa] Carta di identità elettronica, il Governo vuole mettere fine al caos
Buongiorno alla lista.
Ma a parte i problemi con eIDAS di SPOD, a mio avviso facilmente aggirabili, c'è in atto una guerra di bande al livello governativo?
Cioè, ora che la SPID del buon Quinta è finalmente diventata più utile che dannosa, la duplichiamo con un accrocco come la CIE, già esistita in tre versioni diverse e "digitalmente" sempre fallita come la CIE?
Ho paura ad approfondire. Qualcuno ne sa di più?
https://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/carta-di-identita-elettron…
Dec. 20, 2022