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Re: [nexa] ethical AI (era "It’s time to admit, self-driving cars aren’t going to happen")
by maurizio lana
nella mailing list gli allegati vengono tagliati, purtroppo.
se si tratta di uno di questi, ognuno di noi può vedere come recuperarlo
grazie ai sistemi bibliotecari a cui appartiene - o con downlod o con
document delivery:
Tafani, Daniela. 2020. «Sulla moralità artificiale. Le decisioni delle
macchine tra etica e diritto». /Rivista di filosofia/ 111 (1): 81–103.
———. 2021. «L’imperativo categorico come algoritmo. Kant e l’etica delle
macchine». /Sistemi intelligenti/ 33 (2): 377–92.
perché credo che queste discussioni s(t)iano al cuore della questione
«società di fronte a sistemi di IA»
e demitizzandone la narrazione rendono possibile discutere pubblicamente
dei sistemi di IA in modo razionale e non-religioso.
Maurizio
Il 20/11/22 18:01, nexa-request(a)server-nexa.polito.it ha scritto:
> Date: Sun, 20 Nov 2022 17:01:54 +0000
> From: Daniela Tafani<daniela.tafani(a)unipi.it>
> To: "D. Davide Lamanna"<davide.lamanna(a)binarioetico.it>,
> "nexa(a)server-nexa.polito.it" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: Re: [nexa] [DKIM Failed] Re: ethical AI (era "It’s time to admit, self-driving cars aren’t going to happen")
>
>
> Ritengo che sia stato geniale, come strategia di marketing, accompagnare i primi disastrosi viaggi delle auto a guida (non) autonoma
> con una rivisitazione del dilemma del trolley, quasi che quei veicoli che continuano a schiantarsi, ancora oggi (dati dei test)
> contro un terzo dei ciclisti e contro tutte le altre auto che siano, pur lentamente, in arrivo,
> siano in grado di sciogliere dilemmi su questioni di vita e di morte in modo più sofisticato di una roulette russa.
>
> Analogamente, ritengo che la tesi che occorra interrogarsi su chi uccidere, in caso di incidenti inevitabili, perché il diritto non conterrebbe le risposte a simili domande, sia uno specchietto per le allodole. Il diritto degli stati con costituzioni che tutelino alcuni diritti fondamentali vieta infatti simili domande e questa è già una precisa risposta.
>
> Del resto, se volessi farmi costruire una casa, in un terreno libero tra un supermercato e un asilo nido, e l'ingegnere incaricato mi chiedesse se preferisco che, in caso di crollo, la casa frani, uccidendoli, sui bambini del nido o sui clienti del supermercato, cambierei senz'altro ingegnere.
>
> Ho provato a ricostruire alcuni aspetti morali e giuridici di questa questione qualche tempo fa (in un articolo non a accesso libero, di cui allego perciò il preprint), quando ancora non erano emersi dati su vere e proprie truffe, come le auto programmate per disattivare l'autopilot subito prima delle collisioni, così da far ricadere la colpa sul conducente umano, e quando ancora non avevo capito che non vedremo auto a guida autonoma se non in strade dedicate, entro contesti che non richiedano il senso comune.
>
>
> Il fatto che si stia costruendo oggi una strada liscissima, ex novo, per i test di tali auto, mi pare promettente: superati i test, basterà riasfaltare tutte le strade del mondo... (https://www.highwaysmagazine.co.uk/ , numero di novembre 2022)
------------------------------------------------------------------------
everybody knows that the war is over
everybody knows that the good guys lost
everybody knows the fight was fixed
the poor stay poor, the rich get rich
l. cohen, everybody knows (1988)
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Maurizio Lana
Università del Piemonte Orientale
Dipartimento di Studi Umanistici
Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
Nov. 20, 2022
Re: [nexa] [DKIM Failed] Re: ethical AI (era "It’s time to admit, self-driving cars aren’t going to happen")
by Daniela Tafani
Buonasera.
Ritengo che sia stato geniale, come strategia di marketing, accompagnare i primi disastrosi viaggi delle auto a guida (non) autonoma
con una rivisitazione del dilemma del trolley, quasi che quei veicoli che continuano a schiantarsi, ancora oggi (dati dei test)
contro un terzo dei ciclisti e contro tutte le altre auto che siano, pur lentamente, in arrivo,
siano in grado di sciogliere dilemmi su questioni di vita e di morte in modo più sofisticato di una roulette russa.
Analogamente, ritengo che la tesi che occorra interrogarsi su chi uccidere, in caso di incidenti inevitabili,
perché il diritto non conterrebbe le risposte a simili domande, sia uno specchietto per le allodole.
Il diritto degli stati con costituzioni che tutelino alcuni diritti fondamentali vieta infatti simili domande e questa è già una precisa risposta.
Del resto, se volessi farmi costruire una casa, in un terreno libero tra un supermercato e un asilo nido,
e l'ingegnere incaricato mi chiedesse se preferisco che, in caso di crollo, la casa frani, uccidendoli, sui bambini del nido
o sui clienti del supermercato, cambierei senz'altro ingegnere.
Ho provato a ricostruire alcuni aspetti morali e giuridici di questa questione qualche tempo fa (in un articolo non a accesso libero, di cui allego perciò il preprint),
quando ancora non erano emersi dati su vere e proprie truffe, come le auto programmate per disattivare l'autopilot
subito prima delle collisioni, così da far ricadere la colpa sul conducente umano,
e quando ancora non avevo capito che non vedremo auto a guida autonoma se non in strade dedicate, entro contesti che non richiedano il senso comune.
Il fatto che si stia costruendo oggi una strada liscissima, ex novo, per i test di tali auto, mi pare promettente:
superati i test, basterà riasfaltare tutte le strade del mondo... (https://www.highwaysmagazine.co.uk/ , numero di novembre 2022)
Grazie molte di aver condiviso le riflessioni su questo tema.
Buona serata,
Daniela
________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di D. Davide Lamanna <davide.lamanna(a)binarioetico.it>
Inviato: domenica 20 novembre 2022 16:46
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: [DKIM Failed] Re: [nexa] ethical AI (era "It’s time to admit, self-driving cars aren’t going to happen")
On 11/18/22 19:12, maurizio lana wrote:
> ...continuando a pensare su questo tema, al di là dei titoli dei thread,
> credo che la questione artefatto - responsabilità - progettisti -
> utilizzatori
> sia centrale. perciò ripensando a questo passaggio
>> [L'artefatto non ha etica.
>> Esprime l'etica di chi l'ha costruito, imprimendola al resto del mondo. Ne riproduce la volontà. Ne diffonde i valori.]
>>
>> L'utilizzatore, nella stragrande maggioranza dei casi, è eticamente irrilevante. Se non può alterare concretamente e consapevolmente il
>> funzionamento dell'artefatto, non ha libertà nel suo utilizzo. Può fare e pensare solo ciò che il creatore dell'artefatto stesso ha deciso.
> trovo problematico affermare che "l'utilizzatore, nella stragrande
> maggioranza dei casi, è eticamente irrilevante."
> chi utilizza un coltello per uccidere la compagna, o i contractors di
> Wagner che usano un martello per uccidere un compagno; non mi paiono
> eticamente irrilevanti; e quindi direi al contrario che nella
> stragrande maggioranza dei casi l’utilizzatore di un artefatto è
> eticamente rilevante.
> poi capisco che l'argomentazione sia venuta nella forma inversa
> "l'utilizzatore, nella stragrande maggioranza dei casi, è eticamente
> irrilevante" perché essa preparava la presentazione del caso "Rafaela
> Vasquez, a bordo dell'auto di Uber che uccise Elaine
> Herzberg nel 2018, non stava "usando" l'auto: ne veniva usata" in cui
> sì certo l'utilizzatore dell'artefatto è utilizzato dall'artefatto. ma
> è un caso particolare.
> il caso generale rimane che l’utilizzatore di un artefatto è
> eticamente rilevante (in caso contrario assolviamo tutti gli assassini
> che per uccidere usano artefatti) e come in tutti i casi di
> responsabilità etica, la conoscenza e la consapevolezza contano. se
> sappiamo che le auto autonome possono uccidere mentre ci trasportano
> possiamo pensare che esse ci esautorano dalla responsabilità per i
> danni che possono causare mentre ci trasportano; _o possiamo decidere
> di non usarle_ fintantoché la situazione non cambi. quindi è chiaro
> che oggi abbiamo artefatti (con o senza IA) che complicano la
> questione della responsabilità dell'utilizzatore; ma il principio
> generale non mi pare che possa cambiare.
> Maurozoo
>
Approfitto del thread refresh per alimentare le riflessioni.
1) Premesso che la riduzione di ogni aspetto della vita a funzione
ottimizzabile è limitante e pericoloso, l'automobile è l'esempio
sbagliato. Per me (ripeto: per me) l'automobile è un mezzo che trasporta
persone da A a B e come tale può essere efficacemente ottimizzato per un
numero di parametri: tempi, consumi, traffico, uccisioni, ferimenti,
danneggiamenti... Di essere ucciso da un'automobile guidata da una IA o
da un persona in carne ed ossa, a me, personalmente, cambia poco. Se
complessivamente, con la guida autonoma, muoiono meno persone ogni anno,
ben venga la mia morte per mano inorganica. Ricordo che l'automobile è
la ottava causa di morte (3700 persone al giorno, 1,35 milioni l'anno) e
la prima per persone tra i 5 e i 29 anni [1].
Se poi qualcun ritiene che l'automobile sia anche un mezzo per fare
passeggiate piacevoli o per gareggiare in velocità, e in quanto tale
vettore di espressione umana, abbiamo due visioni del mondo diverse e
non mi viene altro che consigliare di svolgere tali attività (per me
marginali, ma rispetto chi la pensa diversamente) con guida umana, e,
però, a questo punto, in luoghi adatti ad evitare danni, disagi e morte.
2) Rubo da Harari (che non va né incensato, né vituperato, ma più
semplicemente letto con i filtri di cui ci ritengo più che capaci) un
dilemma etico-automobilistico piuttosto interessante (tratto dal
principio del rasoio di Occam).
Una persona è alla guida su una strada ad alto scorrimento. Un bambino
con un pallone si getta improvvisamente in carreggiata. In una frazione
di secondo, la persona deve scegliere se sterzare per evitarlo e morire
con probabilità pari ad 1 schiacciata da un TIR che arriva in direzione
opposta, oppure proseguire senza sterzare e uccidere il bambino sempre
con probabilità pari ad 1. Non esistono altre possibilità. Come scegliere?
Una persona in carne ed ossa fa la sua scelta, dettata dal suo vissuto,
dalla sua etica, dalla sua personalità... In una parola: dal suo essere
una persona umana, diversa da qualcunque altra persona umana.
Una IA può scegliere in base a come è stata programmata, in base a
calcoli che è in grado di eseguire in quella frazione di secondo, in
base a funzioni di ottimizzazione. Tutte le IA tra loro uguali, lo
faranno allo stesso identico modo. Potrebbero ottimizzare sulla speranza
di vita della vittima (meglio che muoia la persona adulta che è nella
vettura piuttosto che un bambino) oppure rispetto a quanto pagherebbe
l'assicurazione nei due casi. Supponiamo che quando acquistiamo
l'automobile ci sottopongano una situazione di questo tipo in forma di
opzione da selezionare per istruire la IA. Cosa sceglieremmo? E cosa
sceglierebbe il nostro partner che trascorrerà molto tempo con noi in
auto? E come cambierebbe il premio della nostra assicurazione
automobilistica? E quella sanitaria?
I sistemi politico-filosofici informano, in modo diverso ma analogo,
persone umane (collettivamente e debolmente) e macchine (individualmente
e fortemente). Ma le macchine sono in mano di pochi, almeno fino ad ora.
E questi pochi adottano e promuovono sistemi capitalistici. Le persone
umane possono sempre autorganizzarsi e cambiare le cose.
D.
[1] https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20221120154621082134…
(null)
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it
https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20221120154621082134…
Nov. 20, 2022
Re: [nexa] ethical AI (era "It’s time to admit, self-driving cars aren’t going to happen")
by D. Davide Lamanna
On 11/18/22 19:12, maurizio lana wrote:
> ...continuando a pensare su questo tema, al di là dei titoli dei thread,
> credo che la questione artefatto - responsabilità - progettisti -
> utilizzatori
> sia centrale. perciò ripensando a questo passaggio
>> [L'artefatto non ha etica.
>> Esprime l'etica di chi l'ha costruito, imprimendola al resto del mondo. Ne riproduce la volontà. Ne diffonde i valori.]
>>
>> L'utilizzatore, nella stragrande maggioranza dei casi, è eticamente irrilevante. Se non può alterare concretamente e consapevolmente il
>> funzionamento dell'artefatto, non ha libertà nel suo utilizzo. Può fare e pensare solo ciò che il creatore dell'artefatto stesso ha deciso.
> trovo problematico affermare che "l'utilizzatore, nella stragrande
> maggioranza dei casi, è eticamente irrilevante."
> chi utilizza un coltello per uccidere la compagna, o i contractors di
> Wagner che usano un martello per uccidere un compagno; non mi paiono
> eticamente irrilevanti; e quindi direi al contrario che nella
> stragrande maggioranza dei casi l’utilizzatore di un artefatto è
> eticamente rilevante.
> poi capisco che l'argomentazione sia venuta nella forma inversa
> "l'utilizzatore, nella stragrande maggioranza dei casi, è eticamente
> irrilevante" perché essa preparava la presentazione del caso "Rafaela
> Vasquez, a bordo dell'auto di Uber che uccise Elaine
> Herzberg nel 2018, non stava "usando" l'auto: ne veniva usata" in cui
> sì certo l'utilizzatore dell'artefatto è utilizzato dall'artefatto. ma
> è un caso particolare.
> il caso generale rimane che l’utilizzatore di un artefatto è
> eticamente rilevante (in caso contrario assolviamo tutti gli assassini
> che per uccidere usano artefatti) e come in tutti i casi di
> responsabilità etica, la conoscenza e la consapevolezza contano. se
> sappiamo che le auto autonome possono uccidere mentre ci trasportano
> possiamo pensare che esse ci esautorano dalla responsabilità per i
> danni che possono causare mentre ci trasportano; _o possiamo decidere
> di non usarle_ fintantoché la situazione non cambi. quindi è chiaro
> che oggi abbiamo artefatti (con o senza IA) che complicano la
> questione della responsabilità dell'utilizzatore; ma il principio
> generale non mi pare che possa cambiare.
> Maurozoo
>
Approfitto del thread refresh per alimentare le riflessioni.
1) Premesso che la riduzione di ogni aspetto della vita a funzione
ottimizzabile è limitante e pericoloso, l'automobile è l'esempio
sbagliato. Per me (ripeto: per me) l'automobile è un mezzo che trasporta
persone da A a B e come tale può essere efficacemente ottimizzato per un
numero di parametri: tempi, consumi, traffico, uccisioni, ferimenti,
danneggiamenti... Di essere ucciso da un'automobile guidata da una IA o
da un persona in carne ed ossa, a me, personalmente, cambia poco. Se
complessivamente, con la guida autonoma, muoiono meno persone ogni anno,
ben venga la mia morte per mano inorganica. Ricordo che l'automobile è
la ottava causa di morte (3700 persone al giorno, 1,35 milioni l'anno) e
la prima per persone tra i 5 e i 29 anni [1].
Se poi qualcun ritiene che l'automobile sia anche un mezzo per fare
passeggiate piacevoli o per gareggiare in velocità, e in quanto tale
vettore di espressione umana, abbiamo due visioni del mondo diverse e
non mi viene altro che consigliare di svolgere tali attività (per me
marginali, ma rispetto chi la pensa diversamente) con guida umana, e,
però, a questo punto, in luoghi adatti ad evitare danni, disagi e morte.
2) Rubo da Harari (che non va né incensato, né vituperato, ma più
semplicemente letto con i filtri di cui ci ritengo più che capaci) un
dilemma etico-automobilistico piuttosto interessante (tratto dal
principio del rasoio di Occam).
Una persona è alla guida su una strada ad alto scorrimento. Un bambino
con un pallone si getta improvvisamente in carreggiata. In una frazione
di secondo, la persona deve scegliere se sterzare per evitarlo e morire
con probabilità pari ad 1 schiacciata da un TIR che arriva in direzione
opposta, oppure proseguire senza sterzare e uccidere il bambino sempre
con probabilità pari ad 1. Non esistono altre possibilità. Come scegliere?
Una persona in carne ed ossa fa la sua scelta, dettata dal suo vissuto,
dalla sua etica, dalla sua personalità... In una parola: dal suo essere
una persona umana, diversa da qualcunque altra persona umana.
Una IA può scegliere in base a come è stata programmata, in base a
calcoli che è in grado di eseguire in quella frazione di secondo, in
base a funzioni di ottimizzazione. Tutte le IA tra loro uguali, lo
faranno allo stesso identico modo. Potrebbero ottimizzare sulla speranza
di vita della vittima (meglio che muoia la persona adulta che è nella
vettura piuttosto che un bambino) oppure rispetto a quanto pagherebbe
l'assicurazione nei due casi. Supponiamo che quando acquistiamo
l'automobile ci sottopongano una situazione di questo tipo in forma di
opzione da selezionare per istruire la IA. Cosa sceglieremmo? E cosa
sceglierebbe il nostro partner che trascorrerà molto tempo con noi in
auto? E come cambierebbe il premio della nostra assicurazione
automobilistica? E quella sanitaria?
I sistemi politico-filosofici informano, in modo diverso ma analogo,
persone umane (collettivamente e debolmente) e macchine (individualmente
e fortemente). Ma le macchine sono in mano di pochi, almeno fino ad ora.
E questi pochi adottano e promuovono sistemi capitalistici. Le persone
umane possono sempre autorganizzarsi e cambiare le cose.
D.
[1] https://www.cdc.gov/injury/features/global-road-safety/index.html
(null)
Nov. 20, 2022
Metaverso: gli italiani si dividono in entusiasti, ottimisti e scettici
by don Luca Peyron
Soprattutto ignoranti....
Buona lettura e, ne approfitto, congratulazioni a JC per l'ottima riuscita
di Biennale
dl
https://vincos.it/2022/11/19/metaverso-gli-italiani-si-dividono-in-entusias…
_________________________
don Luca Peyron
Direttore Ufficio per la Pastorale Universitaria
Arcidiocesi di Torino
www.universitari.to.it
via XX settembre 83, Torino
tel. 011 5156239
Nov. 19, 2022
ethical AI (era "It’s time to admit, self-driving cars aren’t going to happen")
by maurizio lana
...continuando a pensare su questo tema, al di là dei titoli dei thread,
credo che la questione artefatto - responsabilità - progettisti -
utilizzatori
sia centrale. perciò ripensando a questo passaggio
> [L'artefatto non ha etica.
> Esprime l'etica di chi l'ha costruito, imprimendola al resto del mondo. Ne riproduce la volontà. Ne diffonde i valori.]
>
> L'utilizzatore, nella stragrande maggioranza dei casi, è eticamente irrilevante. Se non può alterare concretamente e consapevolmente il
> funzionamento dell'artefatto, non ha libertà nel suo utilizzo. Può fare e pensare solo ciò che il creatore dell'artefatto stesso ha deciso.
trovo problematico affermare che "l'utilizzatore, nella stragrande
maggioranza dei casi, è eticamente irrilevante."
chi utilizza un coltello per uccidere la compagna, o i contractors di
Wagner che usano un martello per uccidere un compagno; non mi paiono
eticamente irrilevanti; e quindi direi al contrario che nella stragrande
maggioranza dei casi l’utilizzatore di un artefatto è eticamente rilevante.
poi capisco che l'argomentazione sia venuta nella forma inversa
"l'utilizzatore, nella stragrande maggioranza dei casi, è eticamente
irrilevante" perché essa preparava la presentazione del caso "Rafaela
Vasquez, a bordo dell'auto di Uber che uccise Elaine
Herzberg nel 2018, non stava "usando" l'auto: ne veniva usata" in cui sì
certo l'utilizzatore dell'artefatto è utilizzato dall'artefatto. ma è un
caso particolare.
il caso generale rimane che l’utilizzatore di un artefatto è eticamente
rilevante (in caso contrario assolviamo tutti gli assassini che per
uccidere usano artefatti) e come in tutti i casi di responsabilità
etica, la conoscenza e la consapevolezza contano. se sappiamo che le
auto autonome possono uccidere mentre ci trasportano possiamo pensare
che esse ci esautorano dalla responsabilità per i danni che possono
causare mentre ci trasportano; _o possiamo decidere di non usarle_
fintantoché la situazione non cambi. quindi è chiaro che oggi abbiamo
artefatti (con o senza IA) che complicano la questione della
responsabilità dell'utilizzatore; ma il principio generale non mi pare
che possa cambiare.
Maurozoo
Il 31/10/22 09:01, Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> ha scritto:
> Date: Sun, 30 Oct 2022 23:12:30 +0100
> From: Giacomo Tesio<giacomo(a)tesio.it>
> To: maurizio lana<maurizio.lana(a)uniupo.it>
> Cc:nexa@server-nexa.polito.it
> Subject: Re: [nexa] ethical AI (era "It’s time to admit,
> self-driving cars aren’t going to happen")
> Message-ID:<20221030231230.00007a38(a)tesio.it>
> Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1
>
> Salve Maurizio,
>
> On Sun, 30 Oct 2022 18:44:36 +0100 maurizio lana wrote:
>
>> anche se ne hai poi parlato sotto, mi pare che è qui che per te si
>> pone l'impossibilità di un'«etica delle AI» perché in senso stretto
>> essa implicherebbe che l'AI sia un soggetto autonomo, capace di
>> scelte autonome, di cui quindi si può valutare l'etica. ma questo
>> implicherebbe che l'AI sia dotata di agency come un soggetto umano
>> adulto senziente e ragionante, senza limitazioni.
> Esatto.
>
> Preferisco parlare di libero arbitrio o autonomia, ma in entrambi i
> casi il software (e qualsiasi altra macchina) non ne ha.
>
> Parlare di "etica delle AI" è esattamente come parlare di "etica dei
> sassi" o di "etica delle macchine".
>
>
> L'etica, così come l'intelligenza o l'informazione, sono peculiarità
> del homo sapiens sapiens. Letteralmente: parte della sua definizione.
>
>
> Se parlassimo di intelligenza dei sassi, sarebbe evidente a tutti
> che stiamo antropomorfizzando i sassi. Se parlassimo di etica dei
> sassi a qualcuno verrebbe da ridere.
>
> Ma anche quando parliamo di macchine novecentesche parlare di "etica"
> appare subito evidentemente strumentale.
>
> Immaginate l'industriale che, all'ennesimo morto sul lavoro schiacciato
> da una pressa, proponesse come alternativa all'introduzione di
> normative sulla sicurezza delle presse, l'adozione di
> un'etica delle presse.
>
>
> Con il software, a valle di un lungo lavoro di propaganda che Daniela
> ha descritto benissimo nel suo saggio [1], invece la gente può parlare
> di "etica delle AI" senza che tutti inizino a ridergli in faccia.
>
> Vengono persino invitati a parlare a conferenze, pubblicati su riviste
> di filosofia etc...
>
> Dal punto di vista oggettivo, i loro argomenti hanno la stessa solidità
> delle teorie terrapiattiste.
>
> E un po' come avvenne in passato con il sistema tolemaico, queste
> teorizzazioni servono gli interessi di chi comprende benissimo la loro
> fallacia, ma trae vantaggio dalla loro diffusione.
>
>
>> mi sembra di capire che tu l'agency la vedi nell'uomo sia a monte
>> come progettista sia a valle come utilizzatore e non nell'artefatto.
> L'artefatto non ha etica.
> Esprime l'etica di chi l'ha costruito, imprimendola al resto del mondo.
>
> Ne riproduce la volontà.
> Ne diffonde i valori.
>
>
> L'utilizzatore, nella stragrande maggioranza dei casi, è eticamente
> irrilevante. Se non può alterare concretamente e consapevolmente il
> funzionamento dell'artefatto, non ha libertà nel suo utilizzo. Può fare
> e pensare solo ciò che il creatore dell'artefatto stesso ha deciso.
>
> Rafaela Vasquez, a bordo dell'auto di Uber che uccise Elaine
> Herzberg nel 2018, non stava "usando" l'auto: ne veniva usata, come
> ingranaggio, come capro espiatorio. Non era la prima volta che si
> "distraeva"... "alla guida". Tali "distrazioni" erano già state
> registrate da Uber che misurava, per massimizzarlo, il grado di
> confidenza dei passeggeri nella guida automatica (NON autonoma!).
>
> In altri termini per Uber le "distrazioni" di Rafaela Vasquez erano
> una feature, non un problema.
>
> Dunque Rafaela Vasquez era eticamente irrilevante.
> Era già stata ridotta ad una cosa, ad un ingranaggio inconsapevole, ad
> un topo di laboratorio e ad un capro espiatorio alla bisogna.
>
>
> Ma la Volvo di Uber non aveva alcuna etica (o alcuna intelligenza).
>
> Aveva percepito Elaine in tempo per evitarla, ma era stata configurata
> per non effettuare frenate di emergenza durante la guida "autonoma" in
> modo da "evitare un comportamento erratico del mezzo" che avrebbe
> provocato il mal d'auto ai passeggeri.
>
> Insomma, quella Volvo stava letteralmente applicando al mondo i valori
> di Uber, per cui la vita umana vale nettamente meno dei propri profitti.
>
> Ma invece di arrestare tutto il consiglio di amministrazione di Uber per
> omicidio, negli USA parlano di "Etica delle AI".
>
>
> La vita di Elaine Herzberg o di Rafaela Vasquez sono irrilevanti.
> Sono cose, insomma. Cose di scarso valore, peraltro.
>
>
> E' questo l'etica delle AI: una narrazione alienante costruita su
> un'altra narrazione alienante.
>
>
>> a quel punto la valutazione di capacità etica riguarda i progettisti
>> e gli utilizzatori e non è più questione di etica dell'AI in senso
>> proprio, ma di come si fa una progettazione di prodotti che sia etica
>> e un utilizzo di prodotti che sia etico.
> No, non è una questione di etica, ma di cultura e politica.
>
> Anzitutto bisogna comprendere come funzionano questi software.
>
> Per arrivarci dobbiamo abolire al più presto questo linguaggio
> antropomorfizzante (quando non religioso). Smettere di parlare
> di "intelligenza" o "allenamento" o "apprendimento" o "etica".
>
>
> Una volta compreso questo, si potrà smettere serenamente e
> consapevolmente di applicarli a persone o a dati di origine umana.
>
> Con la clonazione l'abbiamo fatto, con il software programmato
> statisticamente dobbiamo fare lo stesso. [2]
>
>
> A valle di tale moratoria internazionale, potremo decidere una normativa
> adeguata per le molte applicazioni che non riguardano direttamente
> esseri umani.
>
> Ad esempio, il trasporto merci su strade dedicate (magari sotterranee
> ed inaccessibili all'uomo). La massimizzazione della produzione
> agricola e così via...
>
>
> Dovremo solo sempre tenere a mente che l'antropomorfizzazione delle
> cose serve solo gli interessi di chi le controlla.
>
>
> Dunque, non parliamo di etica delle AI.
> Semplicemente perché già le AI stesse non esistono! ;-)
>
>
> Parliamo piuttosto di etica delle aziende?
> Ok! Allora limitiamo superiormente il loro profitto, così che una volta
> raggiunto il tetto, la massimizzazione dei profitti smetta di prevalere
> su qualsiasi altra considerazione.
>
>
> Giacomo
>
> PS: non sono certo di aver risposto a ciò che chiedevi... scusa.
>
>
> [1]:
> https://commentbfp.sp.unipi.it/daniela-tafani-what-s-wrong-with-ai-ethics-n…
>
> [2]: Ci sono rarissimi contesti in cui può aver senso utilizzarli sotto
> attenta e addestratissima supervisione di gruppi multidisciplinari,
> che potremo elencare esplicitamente.
>
> Penso ad esempio all'uso medico: nessun medico, da solo, può
> comprendere i pericoli dell'uso di un sistema programmato
> statisticamente, ma un team di medici e informatici molto
> preparati, insieme, potrebbe.
>
> Personalmente non riesco a pensare un'altro caso d'uso in cui
> l'uso (sotto attenta e scrupolosa supervisione umana) di questi
> strumenti possa giustificare i pericoli che comportano.
>
> Per assicurarci che nessuno ne abusi, potremmo però stabilire che
> nessun profitto può essere ottenuto dall'uso di dati umani, neanche
> in quei rarissimi casi in cui è autorizzato.
>
------------------------------------------------------------------------
the knowledge gap between rich and poor is widening
witten and bainbridge, how to build a digital library
------------------------------------------------------------------------
Maurizio Lana
Università del Piemonte Orientale
Dipartimento di Studi Umanistici
Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
Nov. 18, 2022
Re: [nexa] Diritto e scienza aperta
by Mauro Alovisio
Complimenti Roberto Diffondo
Un caro saluto
Mauro
Il Ven 18 Nov 2022, 11:03 Roberto Caso <roberto.caso(a)unitn.it> ha scritto:
> Buongiorno,
>
> La Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Trento ha pubblicato una
> nuova pagina sull'Open Science e una nuova relazione sullo stato di
> avanzamento dell'applicazione dell'Open Access alle pubblicazioni
> scientifiche.
> Tutte le informazioni qui:
> https://www.giurisprudenza.unitn.it/.../open-science-e...
> <https://www.giurisprudenza.unitn.it/2608/open-science-e-open-access?fbclid=…>
> https://www.giurisprudenza.unitn.it/3169/dati-e-statistiche
> <https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.giurisprudenza.unitn.it%2F…>
>
> A presto,
> rc
>
>
> --
>
> Roberto Caso
>
> Professore Associato di Diritto Privato Comparato
>
> Università di Trento - Facoltà di Giurisprudenza
> La società della mercificazione e della sorveglianza: dalla persona ai dati
> <https://www.robertocaso.it/2021/03/13/la-societa-della-mercificazione-e-del…>,
> Milano, Ledizioni, 2021
> <https://www.robertocaso.it/2021/03/13/la-societa-della-mercificazione-e-del…>
>
> La rivoluzione incompiuta. La scienza aperta tra diritto d'autore e
> proprietà intellettuale, Milano, Ledizioni, 2020
> <https://www.robertocaso.it/2019/12/13/la-rivoluzione-incompiuta/>
>
> http://www5.unitn.it/People/it/Web/Persona/PER0000633
>
> https://lawtech.jus.unitn.it/
>
> https://aisa.sp.unipi.it/chi-siamo/
>
> https://www.robertocaso.it/
>
> https://twitter.com/RobertoCaso
>
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
Nov. 18, 2022
Diritto e scienza aperta
by Roberto Caso
Buongiorno,
La Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Trento ha pubblicato una
nuova pagina sull'Open Science e una nuova relazione sullo stato di
avanzamento dell'applicazione dell'Open Access alle pubblicazioni
scientifiche.
Tutte le informazioni qui:
https://www.giurisprudenza.unitn.it/.../open-science-e...
<https://www.giurisprudenza.unitn.it/2608/open-science-e-open-access?fbclid=…>
https://www.giurisprudenza.unitn.it/3169/dati-e-statistiche
<https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.giurisprudenza.unitn.it%2F…>
A presto,
rc
--
Roberto Caso
Professore Associato di Diritto Privato Comparato
Università di Trento - Facoltà di Giurisprudenza
La società della mercificazione e della sorveglianza: dalla persona ai dati
<https://www.robertocaso.it/2021/03/13/la-societa-della-mercificazione-e-del…>,
Milano, Ledizioni, 2021
<https://www.robertocaso.it/2021/03/13/la-societa-della-mercificazione-e-del…>
La rivoluzione incompiuta. La scienza aperta tra diritto d'autore e
proprietà intellettuale, Milano, Ledizioni, 2020
<https://www.robertocaso.it/2019/12/13/la-rivoluzione-incompiuta/>
http://www5.unitn.it/People/it/Web/Persona/PER0000633
https://lawtech.jus.unitn.it/
https://aisa.sp.unipi.it/chi-siamo/
https://www.robertocaso.it/
https://twitter.com/RobertoCaso
Nov. 18, 2022
102° Nexa Lunch Seminar | 23 Novembre 2022, ore 13.00
by Nexa Media
Gentilissime, gentilissimi,
Vi invitiamo a partecipare al *102° Nexa Lunch Seminar *che si terrà
*mercoledì 23 novembre*, dalle ore 13.00 alle ore 14.00,
con un incontro dal titolo /*"Strategia e Innovazione in ambito
educativo: il progetto Erasmus+ StrategyHack"*/.
Ospite dell'incontro: *Stefano Boldi* (Università di Udine, Alumno
Centro Nexa).
_L'incontro si terrà IN PRESENZA e ONLINE._
_SEDE FISICA_ dell'incontro: Centro Nexa su Internet e Società,
Politecnico di Torino, Via Boggio 65/a, Torino (1° piano). QUI
<https://nexa.polito.it/contatti> maggiori informazioni su come
raggiungerci.
_STANZA VIRTUALE _dell'incontro:
https://didattica.polito.it/VClass/NexaEvent
Di seguito maggiori dettagli:
Nexa Center for Internet and Society Newsletter
Se non visualizzi correttamente questo messaggio clicca qui
<https://nexa.polito.it/lunch-102>
NEXA
102° Nexa Lunch Seminar
Mercoledì 23 novembre 2022, ore 13.00 - 14.00
https://nexa.polito.it/lunch-102
Strategia e Innovazione in ambito educativo: il progetto Erasmus+
StrategyHack
Speaker:
*Stefano Boldi* (Università di Udine, Alumno Centro Nexa)
This event will be webcast live: https://nexa.polito.it/nexa-hangout-on-air
*L'INCONTRO SI TERRÀ IN PRESENZA E ONLINE*
*SEDE FISICA*: Centro Nexa su Internet e Società, Politecnico di Torino,
Via Boggio 65/a, Torino (1° piano) (Per maggiori informazioni su come
raggiungerci clicca QUI <https://nexa.polito.it/contatti>)
*STANZA VIRTUALE*: https://didattica.polito.it/VClass/NexaEvent
Dalle prime forme di chiusura degli edifici per l’istruzione e la
formazione causate dalla pandemia di *Covid-19*, necessario si è
rivelato il passaggio a modalità di *istruzione digitale*. Un passaggio
forzato che ha portato alla luce, in molti Stati membri dell’Unione
Europea, la poca, o in alcuni casi nulla, esperienza dei dirigenti
istituzionali nell'organizzare le attività di insegnamento e
apprendimento online. Il divario tra le risposte delle diverse
istituzioni alla crisi ha quindi dimostrato come la leadership sia uno
dei fattori abilitanti più importanti per il successo della *transizione
digitale*, una leadership costruita sulla consapevolezza delle
opportunità e dei rischi di questa nuova era incentrata sul digitale.
Il progetto *StrategyHack*, finanziato dalla *Commissione Europea*, mira
a rafforzare, in tal senso, le competenze dei leader istituzionali di
medio livello allo scopo, ultimo, di accelerare i processi di
trasformazione digitale che investono le diverse aree di interesse.
Basandosi sull’esperienza accumulata nel precedente progetto EduHack, il
*Politecnico di Torino* riveste ancora una volta la posizione di
coordinatore di un gruppo variegato di centri ed istituzioni
universitarie, dal *Knowledge Innovation Centre* (Malta)
all’*Universidad Internacional de La Rioja* (Spagna), dall’*Association
Europeeenne d'Instututions de l'Enseignements Superieur* (Belgio) alla
*Coventry University* (Regno Unito), e ancora alla *Media & Learning
Association* (Belgio), enti, questi, che hanno collaborato tra loro alla
costruzione del *corso di Capacity Building sul digitale*, ora
disponibile sul sito ufficiale del progetto <https://strategyhack.eu/>,
e all’organizzazione di una serie di eventi, gli *Hackathon*, mirati al
coinvolgimento del personale universitario interessato in attività di
formazione su temi specifici del corso (Scopri di più
<https://nexa.polito.it/strategyhack-hackathon> sul nostro hackathon).
L’incontro andrà ad indagare, nel dettaglio, i *processi di
digitalizzazione degli Atenei italiani*, con un focus sulle strategie
presenti e future per la creazione di uno *spazio educativo digitale
europeo*. Dopo una breve introduzione concernente i progressi compiuti
finora, verranno analizzati i dati più recenti (periodo pre-, durante e
post-emergenza Covid-19) e illustrate le criticità del sistema,
unitamente alle strategie suggerite agli Atenei per farvi fronte. La
presentazione verrà supportata dalla proiezione di una lavagna virtuale
prodotta mediante l’utilizzo della piattaforma di collaborazione visiva
*Miro*, scelta, questa, che ricalca le intenzioni proprie del progetto,
quelle di fornire spunti e stimoli per migliorare le tecniche di
insegnamento digitale.
BIOGRAFIA - e informazioni supplementari:
[Lunch102]
*Stefano BOLDI* ha conseguito la laurea magistrale in Lingue e
Letterature Europee ed Extraeuropee presso l'Università degli Studi di
Udine nel 2021 con una tesi di ricerca sulla traduzione della poesia
occitana antica dei trovatori. Durante gli anni universitari ha svolto
il tirocinio assistendo gli insegnanti di lingue della scuola
secondaria, e successivamente è diventato tutor universitario,
impegnandosi in attività di peer learning con studenti stranieri e
studenti con disabilità. La sua passione per le lingue straniere è
strettamente legata a quella per i computer, e tutto ciò che concerne il
digitale e le tecnologie in generale. Il suo ambito di ricerca si
concentra prevalentemente sull'apprendimento potenziato dalla tecnologia
(TEL), sull'educazione digitale e sul serious gaming. Appassionato di
videogiochi e di simulazione di volo, è membro attivo dell'International
Virtual Aviation Organization e della rete VATSIM.
*Letture consigliate e link utili:*
* Scheda del progetto StrategyHack, LINK
<https://nexa.polito.it/StrategyHack>, March 2021.
* Comunicato stampa degli Hackathon nell'ambito del progetto
StrategyHack, LINK
<https://nexa.polito.it/strategyhack-press-release>, September 2022.
* /Implementing a Digital Strategy: Learning from the Experience of
Three Digital Transformation Projects/, California Management
Review, LINK
<https://eprints.lancs.ac.uk/id/eprint/145729/1/CMR_03_19_000002_IP_DT.R2_Pr…>
* R&I - LINKS2UA, LINK
<https://ri-links2ua.eu/object/news/419/attach/9_RI-LINKS2UA_Odessa_WPdefini…>
Che cosa sono il Centro Nexa e i cicli di incontri “Mercoledì di Nexa” e
“Nexa Lunch Seminar”
<https://www.facebook.com/nexa.center/> <https://twitter.com/nexacenter>
<https://www.youtube.com/user/NexaCenter>
<https://www.instagram.com/nexa_center/>
<https://www.linkedin.com/company/3054864/admin/>
#nexalunchseminar
<https://twitter.com/search?q=%23nexalunchseminar&src=typd>
#ErasmusPlus <https://twitter.com/EUErasmusPlus>
Il Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino
(Dipartimento di Automatica e Informatica) dal 2006 è un centro di
ricerca indipendente e interdisciplinare che, in collaborazione con
l'Università di Torino, studia Internet (e più in generale le Tecnologie
digitali) e i suoi rapporti con la società. Maggiori informazioni
all'indirizzo: http://nexa.polito.it/about.
Durante i “*Mercoledì di Nexa*”, che si tengono *ogni 2° mercoledì del
mese* alle *ore 17 in punto*, il Centro Nexa su Internet e Società apre
le sue porte non solo agli esperti e a tutti coloro i quali lavorano con
Internet, ma anche a semplici appassionati e cittadini. Il ciclo di
incontri intende approfondire, con un linguaggio preciso ma accessibile,
i temi legati alla Rete: motori di ricerca, Creative Commons, social
networks, open source/software libero, neutralità della rete, libertà di
espressione, privacy, file sharing, big e open data, smart cities e
molto altro.
Al centro di quasi tutti gli incontri un ospite pronto a dialogare con i
direttori del Centro Nexa, il Prof. Juan Carlos De Martin del
Politecnico di Torino e il Prof. Marco Ricolfi dell'Università di
Torino, nonché lo staff e i Fellows del Centro Nexa.
Maggiori informazioni sui Mercoledì di Nexa, incluso un elenco di tutti
i “Mercoledì” passati, sono disponibili all'indirizzo:
http://nexa.polito.it/mercoledi.
Si segnala inoltre che dal maggio 2012 *ogni 4° mercoledì* del mese
*dalle ore 13 alle ore 14* il Centro Nexa organizza anche i "*Nexa Lunch
Seminar*". Una lista di tutti i “Lunch Seminar” passati è disponibile
all'indirizzo: http://nexa.polito.it/lunch-seminars.
See our events calendar <http://nexa.polito.it/events> if you're curious
about future luncheons, discussions, lectures, and conferences not
listed in this email. Our events are free and open to the public, unless
otherwise noted.
Responsabile Comunicazione Centro Nexa su Internet & Società: *Anita
Botta*, tel: +39 011 090 7219, Mob: +39 347 131 3903, anita.botta(a)polito.it.
Maggiori informazioni sui Mercoledì di Nexa e i Nexa Lunch Seminar, sono
disponibili all'indirizzo: http://nexa.polito.it/events. Weekly Events
Newsletter. Sign up <http://nexa.polito.it/mailing-lists> to receive
this newsletter if this email was forwarded to you. To manage your
subscription preferences, please click here
<https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>.
Connect & get involved: Jobs, internships, and more
<http://nexa.polito.it/get-involved>.
Grazie per l'attenzione,
Cordiali saluti,
--
Anita Botta
Communication Manager
Nexa Center for Internet & Society
Politecnico di Torino – DAUIN
Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino
web: https://nexa.polito.it/
mail: anita.botta(a)polito.it
tel: 011 090 7219
Nov. 18, 2022
Re: [nexa] “Automaticamente illegali”. Una proposta per i sistemi di intelligenza artificiale
by 380°
Ciao Alessandro,
alessandro marzocchi <alemarzoc(a)gmail.com> writes:
[...]
> Domando: Giovanni, qui conosciuto come 380°, chiedendo < che il software …
> sia «free software by default»> pensa ad una caratteristica di “apertura”
> affinché il maggior numero di persone (non tutti, ahi noi) capisca come
> funziona, quali conseguenze ha ogni comando?
Non solo, che sia in grado di modificare il software, ecc. ecc; le
quattro libertà del software libero insomma
Nel caso di software utilizzato da enti/istituzioni che gestiscono "cosa
pubblica" o "valutano" i cittadini, nel senso più ampio possibile,
significa avere o no la possibilità di partecipare alla /vita politica/
dello stato attraverso il software che lo /governa/, quindi poter
leggere il sofware come si legge qualsiasi altra norma e se del caso
anche proponendo "emendamenti" in modo analogo a come si fa in
parlamento
> Se è questa l’intenzione di Giovanni, il software che auspica ha quasi
> tutte le caratteristiche essenziali dell’alfabeto
No, dei codici (pun intended) :-)
> e dovrebbe evitare molti difetti dell’IA, ammesso che sia applicabile
> all’IA, cosa che ignoro totalmente.
Il problema specifico della IA è che il software prodotto attraverso
machine learning non è mai in formato sorgente, non può essere mai
compreso, è sempre /inesplicabile/... ma il software che implementa il
machine learning sì, così come tutto il resto (dati, processo di
selezione, ecc.) che serve per "generare l'AI"
> Ma … Giovanni ha anche istillato un dubbio, oppure ha dato una certezza: <
> ah quante cose si possono fare potendo analizzare gli algoritmi! >.
É una certezza :-)... e te lo dimostro: la tua è una citazione da un mio
messaggio nel thread «The 1960s Experiment Created Today’s Biased Police
Surveillance» [1]; il frammento di algoritmo descritto nell'estratto di
articolo che avevo riportato è «homicide, rape, burglary, larceny, and
auto theft were weighted with a score of four»: da giurista mi puoi
confermare che /tecnicamente/ si tratta di una enorme sciocchezza?
Ecco cosa intendo quindi con la mia affermazione: avendo a disposizione
l'algoritmo, le persone con adeguata competenza possono giudicarne
l'adeguatezza del modello a rappresentare la (ristrettissima) realtà che
/misurano/ attraverso i parametri che trattano, come la "classe di
reato" in questo caso.
Potendo conoscere tutto l'algoritmo, poi, si potrebbe analizzare
l'adeguatezza dei parametri scelti, la loro valorizzazione ("score four"
di cui sopra), i "dataset" pre-esistenti utilizzati e altre
considerazioni metodologiche. Per esempio, leggendo l'articolo del
"1960s Experiment" emerge anche un aspetto che a mio modesto avviso è
alla base dei "pregiudizi raziali algoritmici": la sostituzione del
censo con la "razza" (etnia), per cui molti "reati economici dei poveri"
commessi dai poveri venivano (sono?) attribuiti a neri e
ispanici... nelle metropoli USA: e a Rio de Janeiro [2]?!?
Insomma, conoscendo tutto l'argoritmo sarebbe possibile analizzare se è
stato commesso uno dei non rari abusi statistici [3]; su questo
fermiamoci qui perché andremmo OT, ma il nocciolo è davvero /tutto/ qui.
> Quanti possono analizzare gli algoritmi?
Tutti coloro che hanno sanno interpretare la lingua nella quale sono
scritti gli algoritmi; /non/ sto parlando di linguaggi di
programmazione: un algoritmo può essere (de)scritto in un linguaggio
simbolico formale (flowchart [4]) o informale, per esempio una
descrizione dettagliata, in italiano, di come svolgere un processo e
quali input/output sono coinvolti.
Un programma sorgente scritto in un linguaggio di programmazione è
"solo" uno degli innumerevoli modi di /trascrivere/ un algoritmo in modo
tale che poi, compilandolo, possa essere eseguito dal computer; già solo
nel processo di trascrizione di un algoritmo in codice sorgente il
programmatore può introdurre errori o male interpretare l'algoritmo; a
volte i programmatori addirittura saltano la scrittura dell'algoritmo -
che hanno in testa, non formalizzato - e passano a scrivere direttamente
il codice.
> Nel contesto alfabetico, alla sola condizione di essere alfabetizzata ogni
> persona si rende conto che “a” è a, che “b” è b e così via.
Il concetto di alfabetizzazione va ben oltre il suo significato
etimologico, nell'interpretazione più basilare è il grado di sviluppo
delle capacità personali di lettura e scrittura.
> Il contesto digitale è post-alfabetico, ed è molto più problematica la
> verifica che “a” è a, che “b” è b e così via.
Sì ma /solo/ perché una volta compilato un programma tutto quello che ho
a disposizione è in formato binario e da quello non si può leggere
proprio un bel nulla, letteralmente stavolta.
> Torniamo ad una condizione analoga a quella degli scriba dell'antico
> Egitto?
Nel caso del software binario, peggio: entriamo in un "buco nero", un
mondo letteralmente inesplorabile e /inesplicabile/ per gli esseri
umani, perfino per i più geni dei programmatori, il mondo del codice
macchina; ecco perché serve il codice (sorgente) anche solo per
comprendere il senso di un programma
> Credo che i problemi nascano da qui: nel contesto alfabetico la
> persona (diventata “agente umano”) può verificare direttamente senza
> mediazioni, questo non accade nel contesto digitale nel quale ogni persona
> “NECESSARIAMENTE” deve accettare una delega di conoscibilità.
Non nel caso il codice sorgente sia disponibile, nel qual caso la
persona deve "solo" conoscere il linguaggio di programmazione nel quale
è scritto e così può trattare il codice in modo del tutto analogo a come
noi possiamo trattare qualsiasi altro codice (codex).
[...]
Ciao, 380°
[1] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2022-November/024396.html
[2] https://medium.com/analytics-vidhya/crime-analysis-in-rio-de-janeiro-b0d6f9…
(ho preso il primo articolo a caso tra quelli che ho trovato rilevanti)
[3] https://en.wikipedia.org/wiki/Misuse_of_statistics
[4] https://en.wikipedia.org/wiki/Flowchart
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Nov. 18, 2022
European Health Data Space
by Patrignani Norberto
Segnalo un evento sul tema in oggetto
ciao!
Norberto
https://www.ehtel.eu/18-articles/179-day-1-28-november.html
Day 1 - 28 November - European eHealth Multidisciplinary Stakeholder Platform<https://www.ehtel.eu/18-articles/179-day-1-28-november.html>
European eHealth Multidisciplinary Stakeholder Platform
www.ehtel.eu
Nov. 17, 2022