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Da Slideshare a Scribd e contenuti utenti
by Vetro' Antonio
Linkedin acquistò Slideshare nel 2012. Nel 2020 Linkedin (nel frattempo passato a Microsoft) vende Slideshare a Scribd:
e i contenuti degli utenti diventano proprietà di Scribd. Da pochi mesi (settembre 2021) non è più consentito il download se non dietro pagamento.
https://epanto.medium.com/la-fine-di-slideshare-e-i-miei-diritti-8eddff1f43…
AV
Jan. 17, 2022
Re: [nexa] Le religioni delle nuove tecnologie... e gli hacker (follow up asincrono)
by Giacomo Tesio
Ciao Alessandro,
On January 16, 2022 9:25:54 AM UTC, Alessandro Brolpito wrote:
> Oltre alla curiosità,, credo che
> una educazione alla diversità sia essenziale, come elemento di crescita e
> libertà, e come deterrente ad un approccio conflittuale e dicotomico.
La curiosità implica apertura alla diversità.
Essere curioso ti spinge a percorrere strade inesplorate, ti apre prospettive diverse,
ma ti rende anche, inevitabilmente diverso, imprevedibile, incontrollabile per chi
quelle prospettive non può proprio immaginarle.
Non sono mai gli hacker a cancellare, a perseguitare o marginalizzare il diverso.
Anzi, sono proprio gli hacker come Assange[1], RMS [2] o Terry Davis[3],
ad essere perseguitati e marginalizzati in vario modo.
Molti hacker infatti non appartengono alle categorie sociali che popolano i sensi
di colpa statunitensi (e dunque occidentali).
Ed anche quando vi appartengono, non strumentalizzano tale appartenenza:
non avrebbe senso!
Il valore di una domanda o di un hack, non deriva dall'identità o dallo status
di chi la propone.
Giacomo
[1] https://en.wikipedia.org/wiki/Julian_Assange#Early_life
[2] https://rms-open-letter.github.io/
[3] https://en.m.wikipedia.org/wiki/Terry_A._Davis
Jan. 16, 2022
FTC has a “plausible claim” that Facebook is an illegal monopoly, judge says | Ars Technica
by J.C. DE MARTIN
https://arstechnica.com/tech-policy/2022/01/facebook-loses-bid-to-kill-ftc-…
(Sent from my wireless device; please excuse brevity and typos (if any))
Jan. 16, 2022
Mozione Parlamentare sul tema "Cloud Nazionale"
by Damiano Verzulli
L'On. Luca Carabetta (M5S; ingegnere; classe 1991 [1]) ha promosso una
"Mozione Parlamentare" sul tema del "cloud nazionale", lo scorso
24/02/2021, ossia circa un anno fa.
Il testo della mozione è stato discusso in tre occasioni (il 19/04/21,
il 20/05/2021 ed il 26/05/2021) e formalmente approvato pochi giorni fa
(l'11/01/2022)
Il testo della mozione --che vede l'On. Carabetta come primo
firmatario-- è estremamente interessante in quanto impegna il Governo su
7 punti specifici. Copio/incollo, dal testo ufficiale [2], il cui link
mi è stato fornito dallo stesso Carabetta, dopo aver letto il suo
comunicato [3]:
=============================
Atto Camera - Mozione 100424
La Camera, premesso che [...] IMPEGNA IL GOVERNO:
1) ad adottare iniziative per prevedere che la Presidenza del Consiglio
dei ministri e il Ministero della difesa provvedano a far pervenire alle
competenti Commissioni parlamentari una relazione dettagliata
sull'espletamento delle procedure relative al Polo strategico nazionale,
al fine di assicurare trasparenza in ordine all'autonomia tecnologica
del Polo strategico nazionale stesso e con particolare riferimento
all'eventuale coinvolgimento anche indiretto di operatori extraeuropei;
2) ad adottare iniziative per assicurare che il Polo strategico
nazionale sia sottoposto a vigilanza pubblica, in particolare sotto il
controllo della Agenzia per la /cybersicurezza/ nazionale per quanto
concerne le modalità di trattamento e localizzazione dei dati strategici
e la gestione di chiavi e strumenti di crittografia per dati della
Pubblica amministrazione, nell'ambito delle competenze già previste
dall'ordinamento vigente, e che comunque i concessionari dello stesso
siano per tutta la durata della concessione conformi ai requisiti
definiti dall'esercizio del cosiddetto /golden power/ governativo;
3) a prevedere un'opportuna campagna di informazione pubblica sulle
scelte effettuate e gli obiettivi perseguiti rispetto alla strategia per
il /Cloud/ nella pubblica amministrazione e al Polo strategico nazionale;
4) ad adottare iniziative per supportare, in particolare, i comuni sotto
i 5000 abitanti nel passaggio al /cloud/, favorendo azioni di formazione
del personale della Pubblica amministrazione, valutando l'opportunità di
erogare contributi per l'adeguamento dei /software/ e restituendo entro
6 mesi un monitoraggio della situazione negli enti locali;
5) ad adottare ogni opportuna iniziativa per rafforzare il ruolo
dell'Italia sul fronte dell'intelligenza artificiale e dei servizi
applicativi basati su /cloud/ per quanto riguarda l'offerta formativa
delle università italiane, le attività di ricerca e quelle di
«/technology transfer»/, anche in sinergia con attori privati;
6) ad adottare ogni opportuna iniziativa per promuovere attività di
formazione, ricerca e sviluppo nelle scuole, nelle università, negli Its
e nei centri di ricerca italiani relativamente alle nuove tecnologie –
integrando o modificando se necessario anche i curricula scolastici e
universitari – e sostenerne le applicazioni rispetto alla produzione
industriale, alla pubblica amministrazione e ai servizi civili in
imprese consolidate e /start up/ innovative, al fine di creare nuovi
posti di lavoro e accrescere il patrimonio di proprietà intellettuale
nazionale;
7) ad assicurare che la migrazione nel /cloud/ delle piattaforme della
pubblica amministrazione centrale e locale sia accompagnata da una
convergenza dei sistemi informativi, tenuto conto anche del principio
del «/mobile first»/ espresso nel Piano triennale per l'informatica
dell'Agenzia per l'Italia Digitale e di app IO, che nelle recentissime
norme (decreto-legge n. 76 del 2020 «Semplificazione e innovazione
digitale», convertito dalla legge 11 settembre 2020, n. 120) è indicata
come unico punto di accesso telematico ai servizi, alle informazioni e
alle comunicazioni della pubblica amministrazione con i cittadini.
=============================
A mio avviso, il punto 6) rappresenta una novita' assoluta (e positiva!)
nel panorama delle dichiarazioni e/o notizie che ho letto, almeno da un
anno a questa parte.
Trovo buffo, infine, che tutti gli altri firmatari M5S, che inizialmente
avevano "aderito" alla mozione (il 24/02/2021) abbiano ritirato la
propria firma proprio in sede di voto (il 24/02/2021).
Speriamo che l'On. Carabetta possa fungere da "antenna parlamentare" e
tenerci aggiornato sull'evoluzione della vicenda...
Saluti,
DV
[1]
https://www.camera.it/leg18/29?tipoAttivita=&tipoVisAtt=&tipoPersona=&shado…
[2]
http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=1/00424&ramo=CAMERA&le…
[3]
https://www.linkedin.com/posts/lucacarabetta_il-polo-strategico-nazionale-s…
--
Damiano Verzulli
e-mail:damiano@verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Jan. 16, 2022
Bonini: "IA: né intelligente, né artificiale"
by maurizio lana
il libro di Crawford segnala, e la recensione di Bonini evidenzia, una
questione apparentemente arida e (quindi anche) poco interessante,
almeno per la comunicazione al pubblico riguardante i sistemi di IA,
cioè quella dell'agency: chi è che opera quando "un sistema di IA
opera"? la risposta insita nella comunicazione al pubblico è: "ovvio, è
l'IA che opera".
il fatto di ipostatizzare "l'IA" è fuorviante rispetto all'agency, e già
solo fare lo sforzo di dire "sistemi di IA" costringe chi parla e chi
ascolta ad una minima presa di distanza dalla narrazione corrente.
ovunque si analizzi l'agency dei sistemi di IA, appare evidente e di una
evidenza disarmante che i sistemi di IA sono espressione operativa di
soggetti e istituzioni umane che però con questa narrazione si rendono
invisibili e quindi irraggiungibili e unaccountable (conosciamo tutti il
meme/mantra "non si può perché il software non lo prevede").
come dice Crawford nell'intervista del Guardian [1] "Ethics are
necessary, but not sufficient. More helpful are questions such as, who
benefits and who is harmed by this AI system?" "who benefits and who is
harmed" è la questione dell'agency: nella relazione di agency un
committente e un agente che ha avuto istruzioni operative dal
committente operano nel mondo per creare un vantaggio -economico, in
genere- per il committente e conseguentemente per l'agente che dal
committente è pagato.
Maurizio
[1]
https://www.theguardian.com/technology/2021/jun/06/microsofts-kate-crawford…
Il 15/01/22 16:59, J.C. DE MARTIN ha scritto:
> Message: 2
> Date: Sat, 15 Jan 2022 16:59:01 +0100
> From: "J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin(a)polito.it>
> To: Nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: [nexa] Bonini: "IA: né intelligente, né artificiale"
>
> Tiziano Bonini *IA: né intelligente, né artificiale*
> https://www.doppiozero.com/materiali/ia-ne-intelligente-ne-artificiale
>
> Recensione dell'ottimo libro di Kate Crawford,
> "Atlas of AI", ora uscito anche in lingua italiana.
------------------------------------------------------------------------
|mural of Giulio Regeni in Mohammed Mahmoud Street, Cairo
the source is
https://alwafd.news/images/thumbs/752/new/027f918bb62bf148193d5920ca67ded7.…
the meaning of the place
https://www.bbc.com/news/world-middle-east-20395260|
------------------------------------------------------------------------
Maurizio Lana
Dipartimento di Studi Umanistici
Università del Piemonte Orientale
piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
tel. +39 347 7370925
Jan. 16, 2022
Un report GAO che ti potrebbero interessare
by Diego.Latella
Salve.
Vi mando link a questo report GAO, nella speranza che possa essere di
vostro interesse
Federal Response to SolarWinds and Microsoft Exchange Incidents [1]
https://www.gao.gov/products/gao-22-104746?utm_campaign=usgao_email&utm_con…
GAO-22-104746, January 13
Diego
--
Dott. Diego Latella - Senior Researcher CNR/ISTI, Via Moruzzi 1, 56124
Pisa, Italy (http:www.isti.cnr.it [2])
FM&&T Lab. (http://fmt.isti.cnr.it)
CNR/GI-STS (http://gists.pi.cnr.it)
https://www.isti.cnr.it/People/D.Latella - ph: +390506212982, fax:
+390506212040
===================
The quest for a war-free world has a basic purpose: survival. But if in
the process we learn how to achieve it by love rather than by fear, by
kindness rather than compulsion; if in the process we learn how to
combine the essential with the enjoyable, the expedient with the
benevolent, the practical with the beautiful, this will be an extra
incentive to embark on this great task.
Above all, remember your humanity.
-- Sir Joseph Rotblat
Links:
------
[1]
https://lnks.gd/l/eyJhbGciOiJIUzI1NiJ9.eyJlbWFpbCI6ImRpZWdvLmxhdGVsbGFAY25y…
[2] http://www.isti.cnr.it
Jan. 16, 2022
Re: [nexa] Le religioni delle nuove tecnologie... e gli hacker (follow up asincrono)
by Alessandro Brolpito
Buon gg Giacomo,
"Siamo circondati da automatismi che estendono la volontà di alcuni esseri
umani imponendola a tutti gli altri [8]."
Questa mi sembra l'aspetto più dannoso ed evidente, grave poiché si applica
a tutti e a tutti gli ambiti della vita. Oltre alla curiosità,, credo che
una educazione alla diversità sia essenziale, come elemento di crescita e
libertà, e come deterrente ad un approccio conflittuale e dicotomico. Più
che all'innovazione, credo nell'evoluzione, come cambiamento sostenibile ed
utile, come elemento di inversione di forze ed approcci attualmente in uso.
Nell'ambito digitale, il Digital Services Act penso che vada in quest
direzione, cosa buona.
Grazie Giovanni per gli spunti di riflessione.
Alessandro
Il Sab 15 Gen 2022, 22:48 Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> ha scritto:
> Salve Giovanni,
>
> ti scrivo dopo aver ascoltato avidamente il tuo seminario per il Nexa
> Center "Le religioni delle nuove tecnologie: un’analisi del rapporto
> tra religione e modernità". [1]
>
> Direi quasi sorprendentemente interessante, perché a ben guardare di
> "nuove tecnologie" quasi non hai parlato... eppure... si sentono. :-D
>
> Purtroppo ho moltissime domande e moltissime considerazioni su cui credo
> sarebbe utile continuare a riflettere insieme, per cui temo che non
> riuscirò ad essere breve. [2][3]
>
>
> Partirei con una domanda che Giovanni Biscuolo, qualche settimana fa, ha
> posto in lista e a cui non ho avuto il tempo di rispondere:
>
> On Fri, 24 Dec 2021 17:20:01 +0100 380° wrote:
>
> > > L'unico modo per evitarlo è costituire una potenza ideologicamente
> > > terza ma tecnologicamente comparabile con le altre due.
> >
> > E quale sarebbe questa ideologia terza?
>
> Prima domanda: che differenza c'è, nel modello che hai descritto, fra
> ideologia e religione? La fantasmagorica "mano invisibile" che ancora
> sottende la narrazione liberista, ne fa una ideologia o una religione?
> [4]
>
>
>
> Seconda domanda: in un brevissimo passaggio [5], sottolineavi la
> diversità della mitologia hacker rispetto alle altre mitologie
> tecnologiche, "funzionali al mantenimento di questo ordine sociale".
>
> Non potrebbe essere questa l'ideologia terza, profondamente illuminista
> ed europea, fondata sulla curiosità, e dunque sulla ricerca di
> conoscenza, a permettere il superamento della tensione fra libertà e
> comunione (ridotti tristemente alla tensione fra liberismo e comunismo
> nel novecento ed ancora più brutalmente alla tensione fra USA e Cina
> oggi)?
>
> Come certamente saprai, si tratta di una mitologia molto più antica del
> termine "hacker" [6] che pone l'anelito alla conoscenza come fine ultimo
> dell'uomo, caratterizzante della nostra specie.
>
> Dalla curiosità deriva necessariamente apertura al confronto, al dialogo
> che persegue sintesi senza compromessi, rifiuto delle autorità e dei
> dogmi etc...
>
> Dalla curiosità deriva il valore assoluto ed insuperabile di ciascun
> essere umano, che apporta una prospettiva sul mondo unica ed
> irripetibile.
>
> Dalla curiosità deriva il superamento dei limiti umani attraverso
> strumenti che sono gli unici veri artefici del benessere sociale, siano
> essi la metallurgia che avviato il neolitico, l'aratro, la vela, la
> scrittura, la stampa, il motore a scoppio, o il processore general
> purpose.
>
> Dalla curiosità deriva il BISOGNO di un tempo libero socialmente
> disponibile, proprio per poterla perseguire! [7]
>
> Ma sopratutto, dalla curiosità deriva il bisogno di libertà QUANTO il
> bisogno di comunione:
>
> - senza libertà, non potrei curiosare
> - senza comunione, non potrei condividere ciò che imparo, permettendo
> ad altri di imparare ancora altre cose (che io non avrei il tempo
> materiale di imparare da me) e poi insegnarmele
>
> L'etica hacker (ideologia? religione? mitologia?) si fonda sulla
> curiosità, persegue la conoscenza INVECE del potere.
>
> Dunque sarebbe possibile costruire una terza via basata sulla
> curiosità, sulla cultura, sulla ricerca di conoscenza che risponda alla
> domanda di Giovanni Biscuolo e costituisca una alternativa sia al
> totalitarismo statunitense sia a quello cinese?
>
>
>
> Infine una domanda che è in realtà un'obbiezione: siamo sicuri di non
> essere di fronte ad una discontinuità evolutiva proprio adesso, con
> l'invenzione dell'informatica e la creazione di una inedita società
> cibernetica?
>
> Tu dicevi di non disporre delle competenze per parlare di "nuove
> tecnologie", ma io ho queste competenze, perché queste tecnologie le
> creo e le conosco profondamente.
>
> Ebbene al di là di tutta la retorica di magnifiche sorti e progressive,
> al di là delle fantasie sull'AI, al di là delle criptoMENATE, vi
> effettivamente è un fatto inedito che è destinato a cambiare la storia
> umana almeno quanto l'ha cambiata la metallurgia: l'informatica.
>
>
> Siamo ai primordi della disciplina, l'informatica è primitiva in modi
> che non riesco nemmeno a descrivere senza farmi prendere dallo
> scoramento e dalla disperazione.
>
> Ma una delle assunzioni del seminario di Giovanni era che
> "ontologicamente esistono solo gli esseri umani" che agiscono
> sulla realtà. Ebbene questo non è più vero!
>
> Siamo circondati di automatismi che estendono la volontà di alcuni
> esseri umani imponendola a tutti gli altri [8].
>
>
> Ecco l'informatica cambia le cose, come la cambiò la metallurgia.
>
> Cambia la scala delle organizzazioni possibili, e determina nuove
> possibilità organizzative che prima erano letteralmente inimmaginabili.
>
> Ma apre anche a nuove forme di guerra e di oppressione.
>
> Possiamo creare demoni con la nostra parola, lanciarli nel mondo,
> controllarli da casa... e qualcuno ancora crede che sia possibile
> preservare libertà e democrazia senza diffondere capillarmente
> questo potere!
>
>
> Alla luce di tutto questo, sei proprio sicuro che la metallurgia sia
> ancora l'unica discontinuità antropologica della NOSTRA storia?
>
>
> Grazie ancora per l'ottimo seminario, e scusa questa lunga mail.
>
>
> Giacomo
>
> [1] https://nexa.polito.it/religione-e-tecnologie
> https://yewtu.be/watch?v=rbrIT9ry3Iw <- per chi vuole evitare Google
>
> [2] cercherò di limitarmi alle questioni più prettamente cibernetiche,
> per non rischiare di allontanarmi troppo dal tema della lista, ma
> non posso evitare di osservare che affermare "l'insensatezza
> della nostra esistenza", "la vita è priva di senso" etc... esprime
> una mitologia estremamente religiosa, tanto da essere integrata e
> persino fondante di tradizioni religiose come la giudaico-cristiana.
>
> L'uomo come Parola di Dio, dabar, che descrive Dio stesso ("a Sua
> immagine") ha la facoltà (e l'onere) di creare il proprio
> significato, esprimendolo con la propria vita.
> Per questo cercare "un senso" è insensato: dobbiamo prima crearlo!
>
> [3] Più avanti, l'interpretazione dell'altro come strumento erotico,
> la riduzione della sessualità all'uso reciproco, è un'altra
> interpretazione profondamente religiosa (una religiosità piuttosto
> miope, ma certamente una religiosità profondamente radicata), ma
> NON corrisponde all'esperienza di chi ama e dunque persegue il
> piacere dell'amato prima ed al di là del proprio.
>
> [4] Ricordo che il Professor Rusconi, all'Università di Torino, anni fa
> ci parlava dell'ideologia capitalista come la religione civile
> statunitense. Ricordo anche che lamentava l'assenza di una
> religione civile in Italia, religione che il Cattolicesimo non ha
> voluto essere e che l'Italia repubblicana non ha saputo costruire.
>
> [5] https://yewtu.be/watch?v=rbrIT9ry3Iw&t=4020
>
> [6]
>
> http://www.tesio.it/2020/09/03/not_all_hackers_are_americans.html#forgotten…
>
> [7] Ad esempio, io non posso inventare tutto ciò che vorrei, esplorare
> tutte le nuove idee su sistemi operativi, protocolli di
> comunicazione, linguaggi di programmazione che concepisco, perché
> NON dispongo di questo tempo libero socialmente disponibile.
> E questo, purtroppo, non danneggia solo me!
>
> [8] Un po' meno agli hacker, che però, vivendo in collettivi di persone
> sempre più ridotte ad ingranaggi inconsapevoli, ne condividono
> comunque diversi danni e costrizioni rilevanti.
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
Jan. 16, 2022
Le religioni delle nuove tecnologie... e gli hacker (follow up asincrono)
by Giacomo Tesio
Salve Giovanni,
ti scrivo dopo aver ascoltato avidamente il tuo seminario per il Nexa
Center "Le religioni delle nuove tecnologie: un’analisi del rapporto
tra religione e modernità". [1]
Direi quasi sorprendentemente interessante, perché a ben guardare di
"nuove tecnologie" quasi non hai parlato... eppure... si sentono. :-D
Purtroppo ho moltissime domande e moltissime considerazioni su cui credo
sarebbe utile continuare a riflettere insieme, per cui temo che non
riuscirò ad essere breve. [2][3]
Partirei con una domanda che Giovanni Biscuolo, qualche settimana fa, ha
posto in lista e a cui non ho avuto il tempo di rispondere:
On Fri, 24 Dec 2021 17:20:01 +0100 380° wrote:
> > L'unico modo per evitarlo è costituire una potenza ideologicamente
> > terza ma tecnologicamente comparabile con le altre due.
>
> E quale sarebbe questa ideologia terza?
Prima domanda: che differenza c'è, nel modello che hai descritto, fra
ideologia e religione? La fantasmagorica "mano invisibile" che ancora
sottende la narrazione liberista, ne fa una ideologia o una religione?
[4]
Seconda domanda: in un brevissimo passaggio [5], sottolineavi la
diversità della mitologia hacker rispetto alle altre mitologie
tecnologiche, "funzionali al mantenimento di questo ordine sociale".
Non potrebbe essere questa l'ideologia terza, profondamente illuminista
ed europea, fondata sulla curiosità, e dunque sulla ricerca di
conoscenza, a permettere il superamento della tensione fra libertà e
comunione (ridotti tristemente alla tensione fra liberismo e comunismo
nel novecento ed ancora più brutalmente alla tensione fra USA e Cina
oggi)?
Come certamente saprai, si tratta di una mitologia molto più antica del
termine "hacker" [6] che pone l'anelito alla conoscenza come fine ultimo
dell'uomo, caratterizzante della nostra specie.
Dalla curiosità deriva necessariamente apertura al confronto, al dialogo
che persegue sintesi senza compromessi, rifiuto delle autorità e dei
dogmi etc...
Dalla curiosità deriva il valore assoluto ed insuperabile di ciascun
essere umano, che apporta una prospettiva sul mondo unica ed
irripetibile.
Dalla curiosità deriva il superamento dei limiti umani attraverso
strumenti che sono gli unici veri artefici del benessere sociale, siano
essi la metallurgia che avviato il neolitico, l'aratro, la vela, la
scrittura, la stampa, il motore a scoppio, o il processore general
purpose.
Dalla curiosità deriva il BISOGNO di un tempo libero socialmente
disponibile, proprio per poterla perseguire! [7]
Ma sopratutto, dalla curiosità deriva il bisogno di libertà QUANTO il
bisogno di comunione:
- senza libertà, non potrei curiosare
- senza comunione, non potrei condividere ciò che imparo, permettendo
ad altri di imparare ancora altre cose (che io non avrei il tempo
materiale di imparare da me) e poi insegnarmele
L'etica hacker (ideologia? religione? mitologia?) si fonda sulla
curiosità, persegue la conoscenza INVECE del potere.
Dunque sarebbe possibile costruire una terza via basata sulla
curiosità, sulla cultura, sulla ricerca di conoscenza che risponda alla
domanda di Giovanni Biscuolo e costituisca una alternativa sia al
totalitarismo statunitense sia a quello cinese?
Infine una domanda che è in realtà un'obbiezione: siamo sicuri di non
essere di fronte ad una discontinuità evolutiva proprio adesso, con
l'invenzione dell'informatica e la creazione di una inedita società
cibernetica?
Tu dicevi di non disporre delle competenze per parlare di "nuove
tecnologie", ma io ho queste competenze, perché queste tecnologie le
creo e le conosco profondamente.
Ebbene al di là di tutta la retorica di magnifiche sorti e progressive,
al di là delle fantasie sull'AI, al di là delle criptoMENATE, vi
effettivamente è un fatto inedito che è destinato a cambiare la storia
umana almeno quanto l'ha cambiata la metallurgia: l'informatica.
Siamo ai primordi della disciplina, l'informatica è primitiva in modi
che non riesco nemmeno a descrivere senza farmi prendere dallo
scoramento e dalla disperazione.
Ma una delle assunzioni del seminario di Giovanni era che
"ontologicamente esistono solo gli esseri umani" che agiscono
sulla realtà. Ebbene questo non è più vero!
Siamo circondati di automatismi che estendono la volontà di alcuni
esseri umani imponendola a tutti gli altri [8].
Ecco l'informatica cambia le cose, come la cambiò la metallurgia.
Cambia la scala delle organizzazioni possibili, e determina nuove
possibilità organizzative che prima erano letteralmente inimmaginabili.
Ma apre anche a nuove forme di guerra e di oppressione.
Possiamo creare demoni con la nostra parola, lanciarli nel mondo,
controllarli da casa... e qualcuno ancora crede che sia possibile
preservare libertà e democrazia senza diffondere capillarmente
questo potere!
Alla luce di tutto questo, sei proprio sicuro che la metallurgia sia
ancora l'unica discontinuità antropologica della NOSTRA storia?
Grazie ancora per l'ottimo seminario, e scusa questa lunga mail.
Giacomo
[1] https://nexa.polito.it/religione-e-tecnologie
https://yewtu.be/watch?v=rbrIT9ry3Iw <- per chi vuole evitare Google
[2] cercherò di limitarmi alle questioni più prettamente cibernetiche,
per non rischiare di allontanarmi troppo dal tema della lista, ma
non posso evitare di osservare che affermare "l'insensatezza
della nostra esistenza", "la vita è priva di senso" etc... esprime
una mitologia estremamente religiosa, tanto da essere integrata e
persino fondante di tradizioni religiose come la giudaico-cristiana.
L'uomo come Parola di Dio, dabar, che descrive Dio stesso ("a Sua
immagine") ha la facoltà (e l'onere) di creare il proprio
significato, esprimendolo con la propria vita.
Per questo cercare "un senso" è insensato: dobbiamo prima crearlo!
[3] Più avanti, l'interpretazione dell'altro come strumento erotico,
la riduzione della sessualità all'uso reciproco, è un'altra
interpretazione profondamente religiosa (una religiosità piuttosto
miope, ma certamente una religiosità profondamente radicata), ma
NON corrisponde all'esperienza di chi ama e dunque persegue il
piacere dell'amato prima ed al di là del proprio.
[4] Ricordo che il Professor Rusconi, all'Università di Torino, anni fa
ci parlava dell'ideologia capitalista come la religione civile
statunitense. Ricordo anche che lamentava l'assenza di una
religione civile in Italia, religione che il Cattolicesimo non ha
voluto essere e che l'Italia repubblicana non ha saputo costruire.
[5] https://yewtu.be/watch?v=rbrIT9ry3Iw&t=4020
[6]
http://www.tesio.it/2020/09/03/not_all_hackers_are_americans.html#forgotten…
[7] Ad esempio, io non posso inventare tutto ciò che vorrei, esplorare
tutte le nuove idee su sistemi operativi, protocolli di
comunicazione, linguaggi di programmazione che concepisco, perché
NON dispongo di questo tempo libero socialmente disponibile.
E questo, purtroppo, non danneggia solo me!
[8] Un po' meno agli hacker, che però, vivendo in collettivi di persone
sempre più ridotte ad ingranaggi inconsapevoli, ne condividono
comunque diversi danni e costrizioni rilevanti.
Jan. 15, 2022
Re: [nexa] Bonini: "IA: né intelligente, né artificiale"
by Alessandro Brolpito
Istruttiva metafora. Vedremo cosa la Casa Bianca riuscirà a fare contro i
moderni Trenta Tiranni, è lì che la partita si gioca, definitivamente,
nell'occidente. In Asia penso che la cosa è più difficile, con poche
speranze di cambiamenti nel medio termine.
Alessandro
Il Sab 15 Gen 2022, 16:59 J.C. DE MARTIN <juancarlos.demartin(a)polito.it> ha
scritto:
> Recensione dell'ottimo libro di Kate Crawford,
> "Atlas of AI", ora uscito anche in lingua italiana.
>
> jc
>
>
> *IA: né intelligente, né artificiale*
>
> Tiziano Bonini
>
> Il Palaquium gutta è un albero che si trova principalmente in Malesia e
> produce un lattice naturale bianco latte, chiamato guttaperca. Alla fine
> del 19° secolo, questo albero, finì per essere il centro del più grande
> boom tecnologico dell’epoca vittoriana. Era stato da poco inventato il
> telegrafo e il mondo aveva appena iniziato ad essere connesso da chilometri
> di cavi elettrici per la comunicazione in tempo reale, tramite codice
> Morse. Nel 1848 lo scienziato inglese Michael Faraday pubblicò uno studio
> su The Philosophical Magazine sulle potenzialità del lattice di Palaquium
> gutta come isolante elettrico. Da quel momento, la guttaperca divenne un
> materiale preziosissimo, perché fu vista come la soluzione al problema
> dell’isolamento dei chilometrici cavi telegrafici che dovevano resistere
> alle condizioni ambientali del fondo degli oceani. Con la crescita del
> business globale dei cavi sottomarini, crebbe anche la domanda di tronchi
> di gutta di palaquium. Lo storico John Tully descrive come i lavoratori
> locali malesi, cinesi e dayak fossero pagati una miseria per i pericolosi
> lavori di abbattimento degli alberi e di raccolta del lattice. Il lattice
> veniva lavorato e poi venduto attraverso i mercati commerciali di Singapore
> al mercato britannico, dove veniva trasformato in chilometri di guaine per
> cavi elettrici sottomarini.
>
> Una palaquium gutta matura poteva produrre circa 300 grammi di lattice. Ma
> nel 1857, il primo cavo transatlantico era lungo circa 3000 km e pesava
> 2000 tonnellate – richiedeva quindi circa 250 tonnellate di guttaperca. Per
> produrre una sola tonnellata di questo materiale erano necessari circa
> 900.000 tronchi d'albero. Le giungle della Malesia e di Singapore furono
> spogliate, e all'inizio del 1880 la palaquium gutta si estinse.
>
> Questa è una delle storie più interessanti che racconta il libro della
> studiosa di media digitali Kate Crawford, *Né artificiale né
> intelligente. Il lato oscuro dell’IA* (Il Mulino, 2021, 312 pp., versione
> italiana dell’originale inglese *Atlas of AI. Power, Politics and the
> Planetary Costs of Artificial Intelligence*, Yale University Press, 2021).
>
> [...]
>
> continua qui:
> https://www.doppiozero.com/materiali/ia-ne-intelligente-ne-artificiale
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
Jan. 15, 2022
Bonini: "IA: né intelligente, né artificiale"
by J.C. DE MARTIN
Recensione dell'ottimo libro di Kate Crawford,
"Atlas of AI", ora uscito anche in lingua italiana.
jc
*IA: né intelligente, né artificiale*
Tiziano Bonini
Il Palaquium gutta è un albero che si trova principalmente in Malesia e
produce un lattice naturale bianco latte, chiamato guttaperca. Alla fine
del 19° secolo, questo albero, finì per essere il centro del più grande
boom tecnologico dell’epoca vittoriana. Era stato da poco inventato il
telegrafo e il mondo aveva appena iniziato ad essere connesso da
chilometri di cavi elettrici per la comunicazione in tempo reale,
tramite codice Morse. Nel 1848 lo scienziato inglese Michael Faraday
pubblicò uno studio su The Philosophical Magazine sulle potenzialità del
lattice di Palaquium gutta come isolante elettrico. Da quel momento, la
guttaperca divenne un materiale preziosissimo, perché fu vista come la
soluzione al problema dell’isolamento dei chilometrici cavi telegrafici
che dovevano resistere alle condizioni ambientali del fondo degli
oceani. Con la crescita del business globale dei cavi sottomarini,
crebbe anche la domanda di tronchi di gutta di palaquium. Lo storico
John Tully descrive come i lavoratori locali malesi, cinesi e dayak
fossero pagati una miseria per i pericolosi lavori di abbattimento degli
alberi e di raccolta del lattice. Il lattice veniva lavorato e poi
venduto attraverso i mercati commerciali di Singapore al mercato
britannico, dove veniva trasformato in chilometri di guaine per cavi
elettrici sottomarini.
Una palaquium gutta matura poteva produrre circa 300 grammi di lattice.
Ma nel 1857, il primo cavo transatlantico era lungo circa 3000 km e
pesava 2000 tonnellate – richiedeva quindi circa 250 tonnellate di
guttaperca. Per produrre una sola tonnellata di questo materiale erano
necessari circa 900.000 tronchi d'albero. Le giungle della Malesia e di
Singapore furono spogliate, e all'inizio del 1880 la palaquium gutta si
estinse.
Questa è una delle storie più interessanti che racconta il libro della
studiosa di media digitali Kate Crawford, /Né artificiale né
intelligente. Il lato oscuro dell’IA/ (Il Mulino, 2021, 312 pp.,
versione italiana dell’originale inglese /Atlas of AI. Power, Politics
and the Planetary Costs of Artificial Intelligence/, Yale University
Press, 2021).
[...]
continua qui:
https://www.doppiozero.com/materiali/ia-ne-intelligente-ne-artificiale
Jan. 15, 2022