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Re: [nexa] R: R: stallmansupport.org
by Juan Carlos Gentile Fag�ndez
On Wed, May 05, 2021 at 04:47:29PM +0200, Angelo Raffaele Meo wrote:
> Mi sono messo in un bel guaio.Infatti, io sono amico e ammiratore di
> Stallman. Inoltre, io sono un femminista convinto, come è ovvio, essendo io
> marito di una moglie da 57 anni, padre di tre figlie, nonno di quattro
> nipotine.
> Forse è meglio che nell'articolo che sto scrivendo sul software libero io
> non esprima giudizi sulla vicenda Stallman ma solo la storia delle sue
> iniziative scientifiche.
> Raf
mah, non penso in un guaio, prima volta che ho letto il suo mail caro P. Meo pensavo fosse il suo solito e grande umore, ma visto che puo sembrare serio faciamo le cose da <joke>genio e non geenio, siamo piu liberi che office</joke> :
- grazie al nostro amico comune MC l India e un posto che veramente amo e dove ho imparato questo (visto che la sua frase, quella che vuole ommettere) e fondamentale):
se veramente pensa lei che deve dire quella frase lo deve fare, solo non deve farla se aspetta qualcosa ' in cambio ' . in India dicono questo .
(per me e fondamentale metterla, tanto so che lo pensa cosi come moltissimi che conosciamo benissimo rms)
best
juan
(scusate gli errori in italiano che non e la mia lingua, ne anche mia - ci sono errori voluti ma anche non voluti - i veri)
>
> Il 05/05/21 14:19, D. Davide Lamanna ha scritto:
> >
> > Innanzitutto ringrazio Riccardo Nanni per il bellissimo messaggio. Se ne
> > sentiva davvero il bisogno.
> >
> >
> > > In questo articolo di Repubblica difensivo nei confronti di Stallman si
> > > fa riferimento al fatto che "Un'ombra però rimane. Una professoressa
> > > italiana, 40 anni fa in visita al Mit come studentessa, ha asserito in
> > > questi giorni di 'essere stata tastata da lui in
> > > ascensore'." https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_…
> > > <https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_…>
> >
> >
> > Visto che Riccardo cita un articolo che ho letto, voglio cogliere
> > l'occasione per dire pubblicamente che a me l'articolo non è piaciuto
> > per niente.
> >
> > Premetto che l'autore, Arturo Di Corinto, è un amico. Ho verificato,
> > Arturo non è iscritto qui, sebbene vi era una concreta possibilità che
> > lo fosse, visto che conosce la metà degli iscritti. Comunque gli archivi
> > sono pubblici e l'iscrizione libera.
> >
> > Arturo è nettamente a favore di Stallman. Io tutto al contrario.
> >
> > Prendo lo stesso passaggio citato da Riccardo:
> >
> > "Una professoressa italiana, 40 anni fa in visita al Mit come
> > studentessa, ha asserito in questi giorni di “essere stata tastata da
> > lui in ascensore"
> >
> > Si noti il curioso utilizzo della parola "asserito". Molto curioso, no?
> > Tra tante parole, proprio questa è stata scelta. Si noti anche il
> > rimarcare che in fondo erano 40 anni fa (ma poi erano davvero 40? chi lo
> > sa...) e lei era una "studentessa", mica una "professoressa italiana"
> > come oggi.
> >
> > Prosegue così:
> >
> > "Secondo il professore pisano Giuseppe Attardi che all’epoca era
> > visiting professor al MIT, “circolava voce che ‘ci provasse’ con le
> > ragazze del laboratorio che per questo evitavano di andare sole in
> > ascensore con lui, ma niente di più".
> >
> > Ora, posto che per un livornese, "pisano" può essere anche un'offesa,
> > ma, battute a parte, ha senso parlare di Attardi, ordinario
> > all'Università di Pisa, come di un "professore pisano"? In un articolo
> > di giornale?!
> >
> > Boh... mi sa che ci siamo tutti lasciati alle spalle il buon senso in
> > questa vicenda. Mi ci metto anche io nel mezzo, senza problemi. E'
> > talmente forte il dissidio, che diciamo o lasciamo intendere cose
> > orribili l'un* dell'altr*.
> >
> > Arturo è un amico, ma 'sta roba mi ha lasciato di sasso e volevo dirlo
> > già da un po'.
> >
> >
> > D.
> >
> > _______________________________________________
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> > nexa(a)server-nexa.polito.it
> > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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May 5, 2021
R: R: R: stallmansupport.org
by Masera Anna
Scusate ma non vedo donne entrare nella discussione e poiché Richard Stallman l’ho conosciuto di persona e intervistato più di una volta vorrei dire la mia.
Penso che ogni caso sia individuale e generalizzare sia sbagliato. Penso anche che i processi non debbano essere mediatici ma appartengano alle aule dei tribunali. Se Stallman ha commesso dei reati sarà giudicato in tribunale, spero. Personalmente, per quel poco che l’ho conosciuto, l’ho trovato un essere umano timido e impacciato nelle relazioni umane, scusate se uso un cliché ma mi è sembrato il classico nerd imbranato con le donne, ecco. Per niente aggressivo, semmai goffo. Non escludo che nella vita sia capitato che ci abbia provato malamente, ma dubito che sia stato molesto o insistente. Uno che se gli fai “buh” si spaventa e retrocede. Questo lo dico perché – non so quante donne siano qui in lista – non conosco molte donne a cui gli approcci non desiderati siano mancati, ma tra un approccio non desiderato e una molestia vera e propria c’è differenza. Il movimento #metoo è importante e ha scoperchiato un mondo che andava scoperchiato, e magari arrivasse anche in Italia. Ma il rischio che venga usato per travolgere anche brave persone magari equivocate c’è. Serve rispetto, attenzione, misura, per non tracimare nel processo mediatico. Le notizie vanno riportate nelle sedi adeguate. Fare fuori Stallman per passaparola e male lingue è un esercizio triste. E come garante del Centro Nexa vi dico che penso che far emergere questo sentimento, di dispiacere per il processo mediatico in mancanza di prove precise provate contro questo grande pensatore del software libero, sarebbe giusto. Chiamarci fuori per paura di quello che pensa il mondo politicamente corretto non ci farebbe onore. Ovvio, caro Raffaele Meo, che non possiamo neanche fare l’errore contrario: non abbiamo la certezza che Stallman sia innocente. Quindi ci dobbiamo astenere dall’esprimere un giudizio, perché non ci compete, è competenza della giustizia. Ma possiamo esprimere speranza che sia scagionato perché per tutto quello di cui siamo a conoscenza finora non ci sembra che meriti il fango che gli stanno gettando addosso. (E lo stesso direi per Joy Ito, ma questa è un’altra storia…)
Anna Masera
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> Per conto di Marco A. Calamari
Inviato: mercoledì 5 maggio 2021 19:22
A: Angelo Raffaele Meo <meo(a)polito.it>; D. Davide Lamanna <davide.lamanna(a)binarioetico.it>; nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] R: R: stallmansupport.org
On Wed, 2021-05-05 at 16:47 +0200, Angelo Raffaele Meo wrote:
Mi sono messo in un bel guaio.Infatti, io sono amico e ammiratore di
Stallman. Inoltre, io sono un femminista convinto, come è ovvio, essendo
io marito di una moglie da 57 anni, padre di tre figlie, nonno di
quattro nipotine.
Forse è meglio che nell'articolo che sto scrivendo sul software libero
io non esprima giudizi sulla vicenda Stallman ma solo la storia delle
sue iniziative scientifiche.
Certamente, è un ottima cautela che ti consiglio, particolarmente se frequenti social
(ma in questo caso te lo saresti cercato); sono ambienti da evitare per la propria ed altrui
salute, sia mentale che fisica.
Mi aggancerei invece a questo punto finale del thread per porre pubblicamente
una differente questione.
Parlando sempre del caso RMS o meglio parlando in generale, in questa sede il
problema del linciaggio mediatico via social potrebbe essere oggetto di discussione
una volta esaurita quella sulle sacrosante questioni delle molestie alle donne?
Eppure la caccia alle streghe, perché di questo si tratta, è stata inventata proprio contro
le donne.
Possibile che cosi tante donne ed uomini, anche di indubbio spessore, possano non
rendersene conto, od addirittura rendersene complici?
Ma Voltaire e Brecht dove sono finiti?
Marco
Raf
Il 05/05/21 14:19, D. Davide Lamanna ha scritto:
Innanzitutto ringrazio Riccardo Nanni per il bellissimo messaggio. Se ne
sentiva davvero il bisogno.
In questo articolo di Repubblica difensivo nei confronti di Stallman si
fa riferimento al fatto che "Un'ombra però rimane. Una professoressa
italiana, 40 anni fa in visita al Mit come studentessa, ha asserito in
questi giorni di 'essere stata tastata da lui in
ascensore'."
<https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_…>
https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_…
<
<https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_…>
https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_…
>
Visto che Riccardo cita un articolo che ho letto, voglio cogliere
l'occasione per dire pubblicamente che a me l'articolo non è piaciuto
per niente.
Premetto che l'autore, Arturo Di Corinto, è un amico. Ho verificato,
Arturo non è iscritto qui, sebbene vi era una concreta possibilità che
lo fosse, visto che conosce la metà degli iscritti. Comunque gli archivi
sono pubblici e l'iscrizione libera.
Arturo è nettamente a favore di Stallman. Io tutto al contrario.
Prendo lo stesso passaggio citato da Riccardo:
"Una professoressa italiana, 40 anni fa in visita al Mit come
studentessa, ha asserito in questi giorni di “essere stata tastata da
lui in ascensore"
Si noti il curioso utilizzo della parola "asserito". Molto curioso, no?
Tra tante parole, proprio questa è stata scelta. Si noti anche il
rimarcare che in fondo erano 40 anni fa (ma poi erano davvero 40? chi lo
sa...) e lei era una "studentessa", mica una "professoressa italiana"
come oggi.
Prosegue così:
"Secondo il professore pisano Giuseppe Attardi che all’epoca era
visiting professor al MIT, “circolava voce che ‘ci provasse’ con le
ragazze del laboratorio che per questo evitavano di andare sole in
ascensore con lui, ma niente di più".
Ora, posto che per un livornese, "pisano" può essere anche un'offesa,
ma, battute a parte, ha senso parlare di Attardi, ordinario
all'Università di Pisa, come di un "professore pisano"? In un articolo
di giornale?!
Boh... mi sa che ci siamo tutti lasciati alle spalle il buon senso in
questa vicenda. Mi ci metto anche io nel mezzo, senza problemi. E'
talmente forte il dissidio, che diciamo o lasciamo intendere cose
orribili l'un* dell'altr*.
Arturo è un amico, ma 'sta roba mi ha lasciato di sasso e volevo dirlo
già da un po'.
D.
________________________________
Il presente messaggio (inclusi gli allegati) contiene informazioni riservate esclusivamente al destinatario/ai destinatari indicato/i nel messaggio, ed è protetto dalla legge. La diffusione, distribuzione e/o la copia del contenuto del presente messaggio da parte di qualsiasi soggetto diverso dal destinatario è severamente vietata ai sensi dell’art. 616 c.p. e delle vigenti normative in materia di protezione dei dati personali. Se non siete i destinatari del presente messaggio, vi preghiamo di distruggerlo e di darcene immediata comunicazione inviando un messaggio di ritorno all’indirizzo e-mail del mittente.
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________________________________
May 5, 2021
Re: [nexa] Educazione civica digitale
by Giacomo Tesio
Caro Giovanni
On May 5, 2021 4:23:33 PM UTC, Giovanni Biscuolo wrote:
> Premetto che /rifiuto/, da persona in grado di leggere codice sorgente
> del software, di essere considerato "elìte"
Non siamo élite solo perché (e se) rifiutiamo di esserlo, un po' per scelta ed
un po' perché condizionati (immagini se avessimo tutti già una
coscienza di classe informatica?)
Tuttavia paragonarci a geometri, psicologi e violinisti è estremamente fuorviante.
Siamo oggettivamente privilegiati: non solo perché comprendiamo il software
e possiamo fargli fate ciò che vogliamo, ma perché possiamo comprendere il potere
che questo rappresenta.
Un paragone più appropriato potrebbe essere quello con gli scribi
nell'antico Egitto e per certi versi con il clero durante il medioevo.
Non siamo un'élite, ma molti di noi sono estremamente elitari.
Qualche tempo fa scrivevo che la programmazione è come la magia,
eccetto per il fatto che funziona.
Passiamo il tempo a scrivere arcani incantesimi che demoni
incoscienti applicano a persone inconsapevoli che chiamiamo utenti.
Ed il nostro potere è tale, che stanno iniziando a definirsi "utenti" loro stessi.
Gli studenti diventano utenti.
I malati diventano utenti.
I cittadini diventano utenti...
Leggere il sorgente del software è di fatto un privilegio per pochi, anche se tutti devono continuamente usarlo.
> Solo il codice binario viene "letto" (eseguito)
> dalla macchina e a /nessuno/, nemmeno ai programmatori, è dato
> "leggerlo" (comprenderlo), men che meno eseguirlo
Se stai debuggando un sistema operativo, un assembler o un debugger, prima o poi ti tocca.
> "Al cittadino è negata la possibilità di leggere il codice": falso,
> tranne nel caso del software proprietario (o proprietarizzato).
O del software as a service: non puoi avere alcuna garanzia che il software eseguito corrisponda al sorgente dichiarato, quale che sia la licenza.
> Certo imparare a leggere il codice costa fatica /ma/ è uno studio libero e
> accessibile a tutti.
Molto discutibile.
È libero quanto è libero Android.
Forkalo e poi mi dici quanto è libero.
L'informatica è talmente primitiva che richiede anni di dedizione a tempo
pieno per essere dominata.
Molti sono tagliati fuori.
Python nacque con l'obiettivo esplicito di permettere a chiunque di programmare, ma
col tempo ed il successo ha abbandonato questa vocazione.
> studiare "il concetto di codice" senza
> _sperimentare_ il codice è un po' come studiare il "concetto di musica"
> senza almeno provare a emettere un suono
No, è come studiare la musica essendo sordi.
O come studiare fotografia essendo ciechi.
E la cosa peggiore è che molti, ciechi, filosofeggiano su saturazione
e contrasto ideale e moltissimi li ascoltano come esperti.
E se glielo fai notare si indignano.
Giacomo
May 5, 2021
Re: [nexa] R: R: stallmansupport.org
by Marco A. Calamari
On Wed, 2021-05-05 at 16:47 +0200, Angelo Raffaele Meo wrote:
> Mi sono messo in un bel guaio.Infatti, io sono amico e ammiratore di Stallman.
> Inoltre, io sono un femminista convinto, come è ovvio, essendo io marito di
> una moglie da 57 anni, padre di tre figlie, nonno di quattro nipotine.Forse è
> meglio che nell'articolo che sto scrivendo sul software libero io non esprima
> giudizi sulla vicenda Stallman ma solo la storia delle sue iniziative
> scientifiche.
Certamente, è un ottima cautela che ti consiglio, particolarmente se frequenti
social (ma in questo caso te lo saresti cercato); sono ambienti da evitare per
la propria ed altrui salute, sia mentale che fisica.
Mi aggancerei invece a questo punto finale del thread per porre pubblicamente
una differente questione.
Parlando sempre del caso RMS o meglio parlando in generale, in questa sede il
problema del linciaggio mediatico via social potrebbe essere oggetto di
discussione una volta esaurita quella sulle sacrosante questioni delle molestie
alle donne?
Eppure la caccia alle streghe, perché di questo si tratta, è stata inventata
proprio contro le donne.
Possibile che cosi tante donne ed uomini, anche di indubbio spessore, possano
non rendersene conto, od addirittura rendersene complici?
Ma Voltaire e Brecht dove sono finiti?
Marco
> Raf
> Il 05/05/21 14:19, D. Davide Lamanna ha scritto:
> > Innanzitutto ringrazio Riccardo Nanni per il bellissimo messaggio. Se
> > nesentiva davvero il bisogno.
> >
> > > In questo articolo di Repubblica difensivo nei confronti di Stallman sifa
> > > riferimento al fatto che "Un'ombra però rimane. Una professoressaitaliana,
> > > 40 anni fa in visita al Mit come studentessa, ha asserito inquesti giorni
> > > di 'essere stata tastata da lui inascensore'."
> > > https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_…
> > > <
> > > https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_…
> > > >
> >
> > Visto che Riccardo cita un articolo che ho letto, voglio coglierel'occasione
> > per dire pubblicamente che a me l'articolo non è piaciutoper niente.
> > Premetto che l'autore, Arturo Di Corinto, è un amico. Ho verificato,Arturo
> > non è iscritto qui, sebbene vi era una concreta possibilità chelo fosse,
> > visto che conosce la metà degli iscritti. Comunque gli archivisono pubblici
> > e l'iscrizione libera.
> > Arturo è nettamente a favore di Stallman. Io tutto al contrario.
> > Prendo lo stesso passaggio citato da Riccardo:
> > "Una professoressa italiana, 40 anni fa in visita al Mit comestudentessa, ha
> > asserito in questi giorni di “essere stata tastata dalui in ascensore"
> > Si noti il curioso utilizzo della parola "asserito". Molto curioso, no?Tra
> > tante parole, proprio questa è stata scelta. Si noti anche ilrimarcare che
> > in fondo erano 40 anni fa (ma poi erano davvero 40? chi losa...) e lei era
> > una "studentessa", mica una "professoressa italiana"come oggi.
> > Prosegue così:
> > "Secondo il professore pisano Giuseppe Attardi che all’epoca eravisiting
> > professor al MIT, “circolava voce che ‘ci provasse’ con leragazze del
> > laboratorio che per questo evitavano di andare sole inascensore con lui, ma
> > niente di più".
> > Ora, posto che per un livornese, "pisano" può essere anche un'offesa,ma,
> > battute a parte, ha senso parlare di Attardi, ordinarioall'Università di
> > Pisa, come di un "professore pisano"? In un articolodi giornale?!
> > Boh... mi sa che ci siamo tutti lasciati alle spalle il buon senso inquesta
> > vicenda. Mi ci metto anche io nel mezzo, senza problemi. E'talmente forte il
> > dissidio, che diciamo o lasciamo intendere coseorribili l'un* dell'altr*.
> > Arturo è un amico, ma 'sta roba mi ha lasciato di sasso e volevo dirlogià da
> > un po'.
> >
> > D.
May 5, 2021
Re: [nexa] R: R: stallmansupport.org
by Fabio Pietrosanti (naif)
On 05/05/2021 16:47, Angelo Raffaele Meo wrote:
> Mi sono messo in un bel guaio.Infatti, io sono amico e ammiratore di
> Stallman. Inoltre, io sono un femminista convinto, come è ovvio,
> essendo io marito di una moglie da 57 anni, padre di tre figlie, nonno
> di quattro nipotine.
> Forse è meglio che nell'articolo che sto scrivendo sul software libero
> io non esprima giudizi sulla vicenda Stallman ma solo la storia delle
> sue iniziative scientifiche.
> Raf
>
Prof. Meo, con questa conferma d'essere vittima del chilling effect
derivante dall'aggressività con cui si è articolata l'intera vicenda
Stallman.
Ciò, ancor di più, deve portare a riflettere tutti su quanto sia stata
(ed è) difficile la discussione conseguente riguardante i metodi di
dialettica portati avanti dai promotori dell'iniziativa, e il
conseguente risultato di approccio di cancel culture.
Purtroppo ci sono decine di persone che conosco che sul tema "non si
esprimono" per evitare la ritorsione lessicale / morale.
Purtroppo, ho avuto parecchi amici cari "togliermi la parola", perché ho
osato esprimere in modo molto civile ma incisivo e ben articolati dubbi
sul metodo e sul risultato di tutta la campagna.
Purtroppo, questa vicenda ci insegna che nel nostro ecosistema
particolarmente progressista e con una scala valoriale tutto sommato
abbastanza omogenea e "polarizzata" (in una direzione che, grossomodo ci
piace), è più facile trovare e aggredire l'amico vicino per una
dissonanza cognitiva che rimanere tutti focalizzati a contrastare il
nemico lontano per l'interesse sociale comune.
Che tristezza, che autolesionismo consapevole.
Fabio
May 5, 2021
Re: [nexa] Educazione civica digitale
by Giovanni Biscuolo
Buongiorno,
grazie Antonio per la segnalazione
...ammetto di essere in "conflitto di interesse" avendo collaborato a
scrivere qualcosa in merito.
Antonio Iacono <antiac(a)gmail.com> writes:
> Un insegnamento necessario nelle scuole di ogni ordine e grado (di
> Francesco Varanini)
[...]
> continua su:
> http://diecichilidiperle.blogspot.com/2021/04/educazione-civica-digitale-un…
Premetto che /rifiuto/, da persona in grado di leggere codice sorgente
del software, di essere considerato "elìte": definireste "elìte" gli
psicologi, i meccanici, i violinisti... i geometri? ...e i geometri
violinisti?!? Oltretutto parliamo pure di una professione che /non/ ha
manco un "ordine" a differenza di altri: l'entrata è /aperta/ e il
portone è spalancato, entrate pure!
Apprezzo il punto di vista di Varanini perché per poterle comprendere
fino in fondo, direi comprendere filosoficamente, "le cose" vanno viste
da sopra, sotto, dentro, fuori, destra, sinistra e nel corso del tempo
(visualizzazione in 4 dimensioni? :-D )
Tuttavia contesto alcune cose che ritengo imprecise (se non fuorvianti):
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Ma oggi tutto ciò che conta è scritto in un codice digitale, in una
‘lingua’ che solo tecnici specialisti conoscono, e che è invece
inaccessibile ai cittadini. Si tratta, oltretutto, di una lingua
progettata per essere letta da macchine, e non da esseri umani.
Così al cittadino è negata anche la possibilità di controllare ciò che è
scritto nel codice. E risulta impossibile distinguere se a parlare
all’essere umano è un essere umano o una macchina.
Appare di scarsa o nulla utilità un insegnamento di base di uno dei
tanti linguaggi di programmazione. Il primo passo per rendere
percepibile la pericolosa situazione sta invece nello studio del
concetto di codice. A partire dalla sua triplice funzione. Il codice è
innanzitutto un supporto - sia si tratti di una tavoletta di cera, di un
foglio di carta, o una piastrina di silicio. Il codice è un sistema di
segni, un linguaggio di scrittura. Il codice è un testo scritto tramite
un linguaggio sul supporto.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
"Il codice è scritto in una lingua (linguaggio di programmazione, n.d.r)
progettata per essere letta da macchine": falso, *sebbene* per poter
essere trasformati in codice binario c'è bisogno di "vari strati" di
"astrazione", dall'Assembler al Python, i linguaggi sono fatti dagli
uomini per gli uomini. Solo il codice binario viene "letto" (eseguito)
dalla macchina e a /nessuno/, nemmeno ai programmatori, è dato
"leggerlo" (comprenderlo), men che meno eseguirlo (se leggerlo significa
questo). Scusate, è banale ma occorreva dirlo.
"Al cittadino è negata la possibilità di leggere il codice": falso,
tranne nel caso del software proprietario (o proprietarizzato). Certo
imparare a leggere il codice costa fatica /ma/ è uno studio libero e
accessibile a tutti. Nessuno oserebbe dire che al cittadino è negato
"leggere" come funziona la propria auto o il DSM [1], anche se è
oggettivamente difficile. Capita piuttosto che volte, quando "la cosa"
è semi-automatizzata per mezzo di software proprietario, "la lettura" è
/artificiosamente/ impedita (perché il codice sorgente è segreto).
Dire «risulta impossibile distinguere se a parlare [...] è un essere
umano o una macchina» è /leggermente/ fuorviante nel contesto dei
linguaggi di programmazione.
Sulla didattica dell'infromatica in lista nexa sono state discusse
diverse proposte interessanti, io ricordo quella del CINI [2] segnalata
da Enrico Nardelli, solo per dirne una. Rispetto a quanto detto
nell'articolo, aggiungo solo che studiare "il concetto di codice" senza
_sperimentare_ il codice è un po' come studiare il "concetto di musica"
senza almeno provare a emettere un suono (almeno sotto la doccia dove
non ci sente nessuno) o mettere le mani su quel "maledetto" (io lo
adoravo) pezzo di plastica chiamato flauto dolce (beate le persone che
possono sperimentare altri strumenti!)... e non è necessario avere la
prospettiva di entrare in orchestra o riempire gli stadi ai concerti per
_sperimentare_ la musica.
Infine, purtoppo nel brano sopra c'è una contraddizione "il codice è
innanzitutto un supporto" e poi "il codice è un sistema di segni":
sbaglio o è una contraddizione? (BTW sì, il codice, /tutto/ il codice
perfino quello della Divina Commedia di Dante, non è il suo supporto).
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
E' una novità del Ventesimo Secolo il progetto di sostituire in toto
l'essere umano con una macchina. Macchine progettate per pensare al
posto degli esseri umani. Macchine progettate per prendere il posto
degli esseri umani in ogni lavoro.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Visto che parliamo di cultura vista "nel tempo" direi che il tentativo
di sostituzione degli esseri viventi con le macchine è antico almeno
quanto la cultura ellenistica antica
(https://en.wikipedia.org/wiki/Automaton) tra miti, leggende e fatti
storici; a ben vedere troviamo pure il bisnonno dell'Intelligenza
Artificiale [3].
Sulle «macchine per sostituire il lavoro umano» secondo me Antonio
Casilli ha detto molto e molto diverso rispetto al mito [4], no? :-)
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Le profezie sulla “fine del lavoro” risalgono all’alba della civiltà
industriale. Anche oggi c’è un’opinione diffusa sulla rivoluzione
tecnologica, ed è che l’intelligenza artificiale sostituirà gli uomini,
cancellando il lavoro come lo conosciamo. Un’idea del tutto
infondata. Le nostre inquietudini sono un sintomo della vera
trasformazione in atto: non una scomparsa del lavoro, ma la sua
digitalizzazione.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
...che poi, a ben guardare, più che la "digitalizzazione del lavoro"
il problema è la /smaterializzazione/ dei diritti, no? :-O
Saluti, Giovanni.
[1]
https://it.wikipedia.org/wiki/Manuale_diagnostico_e_statistico_dei_disturbi…
il testo di riferimento per psicologi, psichiatri e neurologi di tutto
l'occidente e probabilmente del mondo (redatto dall'American Psychiatric Association).
[2] https://www.consorzio-cini.it/images/Proposta-Indicazioni-Nazionali-Informa…
[3] https://en.wikipedia.org/wiki/Fortune_teller_machine
perdonatemi l'irriverenza, è più forte di me :-D
[4]
http://www.casilli.fr/2020/09/17/arriva-in-libreria-schiavi-del-clic-feltri…
--
Giovanni Biscuolo
Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché.
May 5, 2021
Re: [nexa] R: R: stallmansupport.org
by Angelo Raffaele Meo
Mi sono messo in un bel guaio.Infatti, io sono amico e ammiratore di
Stallman. Inoltre, io sono un femminista convinto, come è ovvio, essendo
io marito di una moglie da 57 anni, padre di tre figlie, nonno di
quattro nipotine.
Forse è meglio che nell'articolo che sto scrivendo sul software libero
io non esprima giudizi sulla vicenda Stallman ma solo la storia delle
sue iniziative scientifiche.
Raf
Il 05/05/21 14:19, D. Davide Lamanna ha scritto:
>
> Innanzitutto ringrazio Riccardo Nanni per il bellissimo messaggio. Se ne
> sentiva davvero il bisogno.
>
>
>> In questo articolo di Repubblica difensivo nei confronti di Stallman si
>> fa riferimento al fatto che "Un'ombra però rimane. Una professoressa
>> italiana, 40 anni fa in visita al Mit come studentessa, ha asserito in
>> questi giorni di 'essere stata tastata da lui in
>> ascensore'." https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_…
>> <https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_…>
>
>
> Visto che Riccardo cita un articolo che ho letto, voglio cogliere
> l'occasione per dire pubblicamente che a me l'articolo non è piaciuto
> per niente.
>
> Premetto che l'autore, Arturo Di Corinto, è un amico. Ho verificato,
> Arturo non è iscritto qui, sebbene vi era una concreta possibilità che
> lo fosse, visto che conosce la metà degli iscritti. Comunque gli archivi
> sono pubblici e l'iscrizione libera.
>
> Arturo è nettamente a favore di Stallman. Io tutto al contrario.
>
> Prendo lo stesso passaggio citato da Riccardo:
>
> "Una professoressa italiana, 40 anni fa in visita al Mit come
> studentessa, ha asserito in questi giorni di “essere stata tastata da
> lui in ascensore"
>
> Si noti il curioso utilizzo della parola "asserito". Molto curioso, no?
> Tra tante parole, proprio questa è stata scelta. Si noti anche il
> rimarcare che in fondo erano 40 anni fa (ma poi erano davvero 40? chi lo
> sa...) e lei era una "studentessa", mica una "professoressa italiana"
> come oggi.
>
> Prosegue così:
>
> "Secondo il professore pisano Giuseppe Attardi che all’epoca era
> visiting professor al MIT, “circolava voce che ‘ci provasse’ con le
> ragazze del laboratorio che per questo evitavano di andare sole in
> ascensore con lui, ma niente di più".
>
> Ora, posto che per un livornese, "pisano" può essere anche un'offesa,
> ma, battute a parte, ha senso parlare di Attardi, ordinario
> all'Università di Pisa, come di un "professore pisano"? In un articolo
> di giornale?!
>
> Boh... mi sa che ci siamo tutti lasciati alle spalle il buon senso in
> questa vicenda. Mi ci metto anche io nel mezzo, senza problemi. E'
> talmente forte il dissidio, che diciamo o lasciamo intendere cose
> orribili l'un* dell'altr*.
>
> Arturo è un amico, ma 'sta roba mi ha lasciato di sasso e volevo dirlo
> già da un po'.
>
>
> D.
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
May 5, 2021
Notizie da EDRI
by Diego.Latella
Nel numero corrente di ERDIgram (5/5) si trovano informazioni su:
- On Friday April 16th the Italian Data Protection Authority (DPA)
rejected the SARI Real Time facial recognition system acquired by the
police saying that the system lacks a legal basis and, as designed, it
would implement a form of mass surveillance.
- European Parliament confirms new online censorship powers
- EU’s AI law needs major changes to prevent discrimination and mass
surveillance.
e altro.
Questo e' il link:
https://edri.org/our-work/edri-gram-5-may-2021/
Diego
--
Dott. Diego Latella - Senior Researcher CNR-ISTI, Via Moruzzi 1, 56124
Pisa, Italy (http:www.isti.cnr.it)
FM&&T Lab. (http://fmt.isti.cnr.it)
https://www.isti.cnr.it/People/D.Latella - ph: +390506212982, mob: +39
348
8283101, fax: +390506212040
===================
The quest for a war-free world has a basic purpose: survival. But if in
the
process we learn how to achieve it by love rather than by fear, by
kindness rather than compulsion; if in the process we learn how to
combine
the essential with the enjoyable, the expedient with the benevolent, the
practical with the beautiful, this will be an extra incentive to embark
on
this great task.
Above all, remember your humanity.
-- Sir Joseph Rotblat
I don't quite know whether it is especially computer science or its
subdiscipline Artificial Intelligence that has such an enormous
affection
for euphemism. We speak so spectacularly and so readily of computer
systems
that understand, that see, decide, make judgments, and so on, without
ourselves recognizing our own superficiality and immeasurable naivete
with
respect to these concepts. And, in the process of so speaking, we
anesthetise our ability to evaluate the quality of our work and, what is
more important, to identify and become conscious of its end use. […]
One
can't escape this state without asking, again and again: "What do I
actually do? What is the final application and use of the products of my
work?" and ultimately, "am I content or ashamed to have contributed to
this
use?"
-- Prof. Joseph Weizenbaum ["Not without us", ACM SIGCAS 16(2-3) 2--7 -
Aug. 1986]
May 5, 2021
Re: [nexa] R: R: stallmansupport.org
by Giacomo Tesio
Ciao Stefano,
On Wed, 5 May 2021 14:06:28 +0200 Stefano Zacchiroli wrote:
> Mi risulta un'altra accusa pubblica, tuttora facilmente reperibile su
> web, mossa da una sviluppatrice di una nota distribuzione GNU/Linux.
> Sono inoltre personalmente a conoscenza di altre due accuse di
> molestie nei suoi confronti, non riportate pubblicamente, ma
> segnalate agli organizzatori di una nota conferenza internazionale
> legata al software libero.
a me notizia di queste recenti[1] accuse non è arrivata, ma
evidentemente usiamo motori di ricerca diversi.
Puoi condividere qualche link diretto per approfondire?
Ho anche un'altra domanda: perché queste GRAVISSIME accuse NON appaiono
nella lettera che avete scritto per chiedere la sua rimozione dalla FSF
insieme a tutto il board?
https://rms-open-letter.github.io/appendix
Pur non condividendo il metodo del linciaggio mediatico via GitHub,
avrei compreso la preoccupazione di merito... se fosse stata
espressamente definita come tale.
Ad esempio qui https://scala-open-letter.github.io/ (sì, con la
vostra lettera avete fatto scuola...) sono riportate denuncie chiare e
ben circostanziate da parte di vittime di Jon Pretty
https://yifanxing.medium.com/my-experience-with-sexual-harassment-in-the-sc…
https://killnicole.github.io/statement/
Io credo a queste vittime, ma Pretty potrà denunciarle per
diffamazione se dovessero mentire.
Perché, invece, nella lettera contro Stallman si citano "serious
accusations of impropriety" ma non appare MAI una accusa chiara?
Giacomo
[1] Lessi tempo fa l'articolo di Arturo Di Corinto e lo trovai
piuttosto superficiale. Rispetto al comportamento di RMS di 40
anni fa (già riportato in passato in lista da Giuseppe Attardi) la
mia condanna è piena e totale, MA include anche TUTTI coloro che
consapevoli di queste molestie, non le hanno denunciate per tempo.
Ci possono essere molte giustificazioni per queste mancate denuncie
ma rimane il fatto che, tirate fuori a 40 anni di distanza (o anche
30 o 20) assumono ESCLUSIVAMENTE una funzione politica che
strumentalizza le vittime di molestie SENZA averle protette
quando era possibile.
May 5, 2021
Re: [nexa] R: R: stallmansupport.org
by Juan Carlos Gentile Fagundez
On May 5, 2021 2:06:28 PM GMT+02:00, Stefano Zacchiroli <zack(a)upsilon.cc> wrote:
>On Wed, May 05, 2021 at 11:00:26AM +0000, Riccardo Nanni wrote:
>> In questo articolo di Repubblica difensivo nei confronti di Stallman
>> si fa riferimento al fatto che "Un'ombra però rimane. Una
>> professoressa italiana, 40 anni fa in visita al Mit come studentessa,
>> ha asserito in questi giorni di 'essere stata tastata da lui in
>> ascensore'."
>>
>https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_…
>>
>> Quindi accuse di molestie nei suoi confronti ci sono
>
>Mi risulta un'altra accusa pubblica, tuttora facilmente reperibile su
>web, mossa da una sviluppatrice di una nota distribuzione GNU/Linux.
>Sono inoltre personalmente a conoscenza di altre due accuse di molestie
>nei suoi confronti, non riportate pubblicamente, ma segnalate agli
>organizzatori di una nota conferenza internazionale legata al software
>libero.
Se cosi sei complice insieme agli "organizzatori di una "nota" (quale?) confererenza "internazionale" ecc ecc, ma... Comunque stai diffamando RMS. E penso questo sia il motivo de toda la operacion. Questo e chiaro le accuse non.
>
>Ognuno può farsi l'opinione che vuole della veridicità di ogni accusa,
>ma sostenere che non ve ne siano è errato.
>
>Per il resto, condivido sia il messaggio che l'invito mossi da Riccardo
>nel suo messaggio precedente in questo thread.
>
>Saluti
>--
>Stefano Zacchiroli . zack(a)upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o .
>o
>Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o
>o
>Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o
>.
>« the first rule of tautology club is the first rule of tautology club
>»
>_______________________________________________
>nexa mailing list
>nexa(a)server-nexa.polito.it
>https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
May 5, 2021