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Re: [nexa] nomina Microsoft per PNRR
by Italo Vignoli
On 5/10/21 6:34 PM, Giovanni Biscuolo wrote:
> fantastica l'analisi e la descrizione delle tecniche che /sembrano/
> essere fatte apposta per complicare la vita a chi vuole sviluppare e
> distribuire software interoperabile, ma sono sicuro che mi sfuggono i
> reali motivi di tali scelte tecniche... mumble.
E' la quota percentuale dei 25 miliardi di dollari di cui si parlava
all'inizio della discussione (30 nel 2025). Non per nulla, a difesa del
suo fatturato, Microsoft utilizza una rete di lobbisti e ha un ufficio
legale interno con oltre 300 persone, occupate a tempo pieno a redigere
documenti legali che svincolano Microsoft e vincolano gli utenti.
>> perché John difendeva a spada tratta il rispetto delle specifiche
>> (proprietarie ma pubbliche) in quanto sosteneva che solo in questo
>> modo il formato avrebbe garantito la necessaria trasparenza agli
>> utenti (ma parliamo di un genio, che nella sua vita ha inventato EPS e
>> PDF, e sviluppato PhotoShop).
> Eh caspita, parliamo anche di una persona di una onestà intellettuale
> sopra la norma mi pare: necessaria trasparenza agli utenti attraverso
> specifiche proprietarie (echissenefrega) ma pubbliche, cioè un sistema
> per garantire interoperabilità... senza bisogno di enti di
> standardizzazione :-O
Fino a pochi anni fa, potevi leggere e stampare qualsiasi PDF con
qualsiasi software per la lettura dei PDF, senza problemi (e il PDF non
era standard). Oggi, per leggere alcuni PDF hai bisogno di Adobe Acrobat
o di un altro software Adobe (e il PDF è standard ISO).
> Caspita sarebbe una rivoluzione storica, permetterebbe FINALMENTE di
> bloccare il giochino (patetico) di far confondere gli utenti
> l'estensoone con lo standard che /dovrebbe/ portarsi dietro. Per questo
> non verrà mai fatto.
Già. In realtà il 100% degli utenti di Microsoft Office è convinto che i
documenti siano standard, quando non lo sono affatto (sarebbero standard
se il formato utilizzato fosse OOXML Strict e non OOXML Transitional, la
scelta di default, e se ci fosse la versione dello standard a cui fanno
riferimento, cosa che non potrà mai avvenire, e non tanto perché se ne
sono dimenticati (del tag XML della versione) ma perché dal 2008 ci sono
almeno una ventina di revisioni e integrazioni del documento iniziale, e
una sola revisione dello standard (per cui le versioni sarebbero due,
ciascuna con almeno una decina di varianti).
> Sottoscrivo _verbatim_: dove votiamo per darle i pieni poteri?!? :-D
> (Tang potrà anche aver sbagliato o sbagliare in futuro, mica è
> infallibile, ma IL METODO fa la differenza)
Audrey è una delle persone più affascinanti che ho avuto la fortuna di
incontrare nel corso della mia vita. Barcellona aveva assunto Francesca
Bria...
--
Italo Vignoli - italo(a)vignoli.org
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DB75 1534 3FD0 EA5F 56B5 FDA6 DE82 934C AAB8 D5C0
May 10, 2021
Re: [nexa] nomina Microsoft per PNRR
by Enio Gemmo
Rinnovo il ringraziamento a Carlos Gentile ( per usare il suo modo, di
gentile ha poco) per avermi dato dello stupido, senza nemmeno velatamente
conoscermi, semplicemente perché esprimo liberamente delle opinioni
divergenti con il suo pensiero.
Buona serata a tutti
Il lun 10 mag 2021, 03:27 Juan Carlos Gentile Fag�ndez <jucar(a)hipatia.net>
ha scritto:
> On Sun, May 09, 2021 at 01:59:28PM +0200, Enio Gemmo wrote:
> > Non vedo RMS gran pericoloso per GAFAM, anzi dal mio punto di vista non
> > sempre il suo atteggiamento integralista ha favorito la diffusione del
> software
> > libero ( sottolineo anch'io Libero), ha anzi fatto il loro gioco.
> > Io vorrei anche essere libero ( da hacker) di scegliere anche cose
> > proprietarie, proprio in nome della libertà di scelta, purtroppo essere
>
>
> che stupidita..... cose di geenio non di genio (tanto geenio mi ignora :)
>
> best
> j
>
>
>
>
> > paragonato ad una setta religiosa, non fa bene al mondo del FOSS.
> > Ma questo c'entra poco cone Mosè di Microsoft in Italia, appoggiate dalla
> > peggior politica degli ultimi 30 anni.
> >
> > Il dom 9 mag 2021, 12:14 Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> ha scritto:
> >
> > Ciao Flavia, grazie per la condivisione
> >
> > On May 9, 2021 9:17:23 AM UTC, Flavia Marzano wrote:
> > > Ricordo anche un aneddoto divertente con la successiva Commissione
> Meo
> > > (fatta al Ministro Stanca)… invitammo come relatore RMS che alla
> > > domanda “che cosa farebbe lei se fosse Berlusconi?" rispose,
> > > grattandosi la testa “Apologize and resign”… noi tutti a
> trattenere la
> > > risata e il Ministro Stanca dopo 10 secondi “scusate ho un
> impegno” e
> > > se ne andò :D
> >
> > Aneddoto emblematico che non conoscevo.
> > Ad ogni domanda un hacker risponde nel modo più chiaro ed onesto
> possibile.
> > Confrontiamo le nostre prospettive alla ricerca di nuove sintesi,
> > nuova conoscenza e vero progresso.
> >
> > Ecco perché solo hacker come RMS possono rappresentare il software
> libero.
> > Che è ben diverso dal open source.
> >
> > E per questo lo si vuole cancellare: perché è un hacker, e gli
> hacker SONO
> > pericolosi.
> > Per i GAFAM, per chi detiene potere e ricchezza SIAMO pericolosi.
> >
> >
> > Giacomo
> > _______________________________________________
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> > nexa(a)server-nexa.polito.it
> > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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> < La costumbre hace ley. >
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> (__)\| | )\_
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> | | || *
>
> Cower....
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> -----------------------------------------------------------------------------
> In support of Richard Stallman, Normalizing Truth, Reason, Dialogue:
> https://stallmansupport.org
>
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> friends: stallman.org - Frangar, non flectar - Homo mundus minor - gutta
> cavat lapidem
> Karmanyaevaadhikaarasthe ma phaleshu kadachana
> Fingerprint: 7464 DDDE 9D5D 3B6C CBF9 7699 A021 CE74 EA7A D95A
> Public key 0xa021ce74ea7ad95a at pgp.mit.edu
>
> -----------------------------------------------------------------------------
>
>
>
May 10, 2021
Re: [nexa] R: R: stallmansupport.org
by Roberto Reale
Una piccola nota a margine, e mi scuserete se entro a gamba tesa: questi
continui distinguo sulle testimonianze delle vittime dimenticano che quelle
testimonianze vanno ascoltate, sempre, con il massimo della delicatezza e
del rispetto possibili. Non è solo mancanza di empatia quella che traspare
da certe prese di posizione, ma è complicità e coestensività con la rape
culture.
Roberto
On Mon, May 10, 2021 at 7:46 PM Claudia Giulia <cldgiulia(a)gmail.com> wrote:
> Caro Marco,
>
> Mi hai anticipato di poco, stavo per scrivere che oggi ho ricevuto una
> decina di mail pvt di persone che nemmeno conosco e che che mi hanno
> ringraziato per quanto ho messo in risalto in riferimento a tutto lo
> scambio qui nella mailing Nexa.
>
> Non intervengo mai, quindi non so che tenore ci sia qui normalmente,
> tuttavia oggi ho visto con grande stupore - sia in alcuni messaggi inviati
> a tutti, sia in quelli arrivati solo a me - una inaspettata (per me)
> sfiducia nella possibilità di poter affrontare in questa sede -a prevalenza
> maschile - temi così delicati e importanti, senza che i migliori
> prepotenti dalla penna arguta, quanto fallace, siano tentati di mangiare in
> un sol boccone (aiutati da supporter di cui qui nessuno di noi due ha
> bisogno) chi osa parlare mostrando il vero problema.
>
> Il vero problema, sociale offline, social online, quando di parla di
> aggressione et similia, è il modo in cui si trattano e trasformano le
> testimonianze delle vittime a danno di tutte le parti in causa.
>
> Tornando quindi alle tue parole, nonostante sia ben felice che tu ti sia
> smarcato dalle queste - come peraltro io stessa mi auguravo anticipatamente
> - il fatto che molti abbiano percepito la tua mail in difesa di S. e non
> come una osservazione neutra nel pieno equilibrio di sospensione del
> giudizio (verso lui e verso chi lo accusa), ma piuttosto come un dito
> puntato verso le persone (non ho idea se siano donne o uomini) che nè hanno
> denunciato il comportamento, mette in luce che ciò che hai scritto in
> precedenza e sul cui mi ero soffermata, per alcuni tra i presenti, dice
> cose molto meno chiare di ciò che era nelle tue intenzioni.
>
> Certa quindi di essere stata utile al dibattito, chiarendo una volta per
> tutte cosa è un fatto e cosa è una prova, sono felice di aver sollevato il
> dubbio che tu non volessi dire ciò che molti hanno letto nelle tue parole.
>
> Sul resto dei nostri scambi avrei altro da dire, ma sinceramente arrivati
> a questo punto, se ci vogliamo chiarire tra noi, non ho nessuna fretta,
> sono certa che ci sarà modo e non è utile a nessuno abusare della pazienza
> dei presenti.
>
> Una buona serata a tutti
>
> Inviato da iPhone
>
> Il giorno 10 mag 2021, alle ore 7:08 PM, Marco A. Calamari <
> marcoc_maillist(a)marcoc.it> ha scritto:
>
>
> On Mon, 2021-05-10 at 16:28 +0200, Claudia Giulia wrote:
>
> Caro Marco,
>
> quando in un'onesta discussione cui ho risposto precisando che al di là
> della storia di S. - *in cui, per coerenza e rispetto, non entro perché
> non l’ho seguita* - bisogna sempre aver rispetto per le vittime di
> violenza, vengo invece incasellata con concetti aggiunti, nonché errati,
> direi che non posso che convenire con te almeno nella tua ultima istanza e
> concordare sul fatto che è chiaramente arrivato il momento di chiudere
> questa parte di "comunicazione".
>
>
> Se aggiungessi le scuse (lo hai detto tu che ti saresti scusata) per aver
> completamente equivocato
> il punto centrale del mio intervento, invece di limitarti ad una "chiusura
> impermalosita",
> manterresti la tua promessa e ci faresti una figura migliore. Non sei su
> un social, adesso.
>
> Buona giornata e tanti auguri per la tua vita sui social.
>
> Marco
>
> Inviato da un normale computer, con tutto il tempo per leggere le email,
> rileggerle, scrivere una risposta, rileggere quanto scritto e rispondere.
>
>
> Un saluto
> Buona giornata
>
> Inviato da iPhone
>
> Il giorno 10 mag 2021, alle ore 4:05 PM, Marco A. Calamari <
> marcoc_maillist(a)marcoc.it> ha scritto:
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
On Mon, May 10, 2021 at 8:19 PM Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> wrote:
> Per quel che conta, io credo che siamo di fronte ad un problema di
> comunicazione dovuto alla povertà emotiva della cultura egemonica
> contemporanea che il nostro linguaggio esprime.
>
> In una prospettiva completamente materialista, per avvalorare ad una
> qualsiasi affermazione si cerca sempre di ricondurla a fatti oggettivi e
> misurabili.
>
> Le prospettive individuali, irrilevanti, non vengono nemmeno prese in
> considerazione.
>
>
> Quando una donna (o un nero, o un gay o un terrone come me...) afferma di
> essere stata vittima di molestie o discriminazioni, denuncia una enorme
> sofferenza e chiede aiuto e giustizia.
>
> Questa denuncia merita SEMPRE supporto e solidarietà.
>
> Credo che su questo, siamo tutti d'accordo.
>
>
> Al contempo, una denuncia non sempre corrisponde ad un misfatto.
>
> La realtà e le menti umane sono sufficientemente complesse da
> generare ogni tipo di fraintendimento, sia dei fatti che delle intenzioni,
> anche quando tutti sono in buona fede.
>
> Anche su questo credo che possiamo essere tutti e tutte d'accordo.
>
>
> Pretendere che una condanna, giuridica, politica o morale, non si basi
> sulla sola
> denuncia delle vittime, ma su prove quanto meno verificabili (seppur non
> verificate),
> non invalida la loro sofferenza.
>
>
> Talvolta la discriminazione non c'è stata, anche se la vittima si è
> sentita discriminata.
> Talvolta il comportamento percepito come molesto, non costituisce una
> molestia.
>
> E questo non dovrebbe mai invalidare la sofferenza o il disagio di chi si
> è sentito vittima.
>
>
> Non vi è dunque alcuna tensione intrinseca fra la solidarietà ed il
> supporto delle vittime
> e la ricerca della verità fattuale che non può limitarsi alla loro parola
> (anche a loro tutela).
>
>
> La tensione nasce dal voler appiattire queste due dimensioni ortogonali,
> in un
> linguaggio che diventa necessariamente contraddittorio ed ambiguo.
>
> Se li mantenessimo ortogonali, scopriremmo probabilmente che Marco e
> Giulia
> (o Davide ed Enrico) sono d'accordo.
>
>
> Cui prodest?
>
> L'ambiguità è sempre un arma e come tale produce vittime.
>
> Nel caso di Stallman, tutte le donne in questa lista che lo hanno
> conosciuto
> personalmente hanno dichiarato la propria perplessità nei confronti delle
> accuse.
>
> Similmente, trans e femministe hanno scritto in sua difesa.
>
> Le sue vittime invece sono sempre solo evocate senza riferimenti... e da
> maschi.
>
> Naturalmente ciascuno può scegliere di credere a questi uomini, ma NON
> credere
> loro sulla LORO parola non significa lontanamente sminuire l'esperienza
> traumatica delle vittime.
>
>
> In assenza di prove o quanto meno di accuse chiare e circostanziate,
> significa
> invece difendere TUTTE le vittime di molestie dall'essere strumentalizzate
> come armi
> contro un uomo.
>
> E significa difendere la verità e la giustizia.
>
> Io credo fosse questo il significato del richiamo di Marco.
>
> Ed era questo l'obiettivo del mio contributo a questa discussione.
>
>
> Giacomo
>
>
> On May 10, 2021 2:16:12 PM UTC, Enrico Nardelli <nardelli(a)mat.uniroma2.it>
> wrote:
> >
> > «Un fatto è tale perché è accaduto»
> >
> > Mi pare che l'umanità sia venuta progressivamente concordando che non
> > basta una dichiarazione che il fatto sia accaduto, ma serva una
> > qualche "evidenza" dell'accadimento per poterlo classificare come
> > "fatto".
> >
> > Il graffio su una macchina è un'evidenza. Non prova che l'abbia
> > causato Tizio, ma ha il "peso" dell'esistere, indipendentemente dalla
> > mia dichiarazione.
> >
> > Una ferita sul mio corpo è un'evidenza. Non prova che l'abbia causata
> > Sempronio, ma indubitabilmente esiste, indipendentemente dalla mia
> > dichiarazione
> >
> > Un'ingiuria verbale o un comportamento non desiderato, in assenza di
> > evidenze indipendenti da me, esistono solo per la mia dichiarazione.
> >
> > Nei primi due casi, se la mia dichiarazione attribuisce il "fatto" a
> > qualcuno, è evidente che tale legame casuale tra il fatto, che
> > sussiste di per sé, e chi io dichiaro che ne sia l'autore, richieda
> > una forma di "supporto" terzo.
> >
> > Nel terzo caso, la stessa esistenza del fatto richiede una qualche
> > forma di supporto terzo, cosa che, mi pare, tutti i sistemi giuridici
> > moderni riconoscano.
> >
> > Ecco, mi sembra che il senso dell'osservazione di Marco Calamari fosse
> > questo: un invito, nella bellissima palestra dialettica che è questa
> > mailing list, ad indicare in modo chiaro ed identificabile il supporto
> > per i "fatti" che vengono dichiarati.
> >
> > Ciao, Enrico
> >
> >
> > Il 10/05/2021 13:53, Claudia Giulia ha scritto:
> > >
> > > Rispondo in riferimento a ciò che ha scritto M.Calamari.
> > >
> > > Non entro nel merito della questione Stallman
> > >
> > > Ma sù una cosa incredibilmente scivolosa che hai scritto, caro
> > Marco, sì. È necessario chiarire.
> > >
> > > Ti sbagli > “Nella mia personale *definizione un fatto è una prova
> > che reggerebbe in tribunale* od in una discussione tra storici o
> > matematici, non un tweet od un post nato nelle fogne social, per
> > quanto l'autore possa essere stimato o parere affidabile.”
> > >
> > > *Un fatto è tale poiché è accaduto.*
> > > La tua (la mia, di chiunque) personale definizione è irrilevante.
> > >
> > > Dimostrare o meno la veridicità di un fatto, convincere una giuria
> > (o chi per essa) non cancella i fatti.
> > >
> > > D’altronde *se la tua *affermazione fosse sensata*, allora se
> > qualcuno ti graffia l’auto e non si ferma e tu non hai preso la targa,
> > seguendo il tuo ragionamento, quel graffio sulla tua auto non Ti è
> > stato fatto, poiché non esistono prove che qualcuno l’abbia graffiata*
> > (magari l’hai graffiata tu per truffare l’assicurazione, qualcuno
> > potrebbe dire).
> > >
> > > Tuttavia, pur in assenza di prove schiaccianti, il danno ti è stato
> > fatto: qualcuno ti ha graffiato l’auto, e questo prescinde dal fatto
> > che non sei in condizioni di dimostrarlo.
> > >
> > > Se non riesci a dimostrarlo non significa che ciò che affermi nel
> > dire “mi hanno graffiato l’auto”, provenga da una fogna, perché invece
> > proverebbe da una tua sincera affermazione.
> > >
> > > Facciamo che se vogliamo preservare l’innocenza di Stallman non
> > chiamiamo fogne le vittime?
> > >
> > > Ce la possiamo fare? C’è la potete fare?
> > >
> > > Daje!
> > > Facciamocela.
> > >
> > > Una buona giornata a tutti
> > >
> > > Inviato da iPhone
> > >
> > >> Il giorno 10 mag 2021, alle ore 1:21 PM, Marco A. Calamari
> > <marcoc_maillist(a)marcoc.it> ha scritto:
> > >>
> > >> Nella mia personale definizione un fatto è una prova che reggerebbe
> > in tribunale od in una discussione
> > >> tra storici o matematici, non un tweet od un post nato nelle fogne
> > social, per quanto l'autore possa
> > >> essere stimato o parere affidabile.
> > >
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May 10, 2021
Re: [nexa] R: R: stallmansupport.org
by Giacomo Tesio
Per quel che conta, io credo che siamo di fronte ad un problema di
comunicazione dovuto alla povertà emotiva della cultura egemonica
contemporanea che il nostro linguaggio esprime.
In una prospettiva completamente materialista, per avvalorare ad una qualsiasi affermazione si cerca sempre di ricondurla a fatti oggettivi e misurabili.
Le prospettive individuali, irrilevanti, non vengono nemmeno prese in considerazione.
Quando una donna (o un nero, o un gay o un terrone come me...) afferma di essere stata vittima di molestie o discriminazioni, denuncia una enorme sofferenza e chiede aiuto e giustizia.
Questa denuncia merita SEMPRE supporto e solidarietà.
Credo che su questo, siamo tutti d'accordo.
Al contempo, una denuncia non sempre corrisponde ad un misfatto.
La realtà e le menti umane sono sufficientemente complesse da
generare ogni tipo di fraintendimento, sia dei fatti che delle intenzioni,
anche quando tutti sono in buona fede.
Anche su questo credo che possiamo essere tutti e tutte d'accordo.
Pretendere che una condanna, giuridica, politica o morale, non si basi sulla sola
denuncia delle vittime, ma su prove quanto meno verificabili (seppur non verificate),
non invalida la loro sofferenza.
Talvolta la discriminazione non c'è stata, anche se la vittima si è sentita discriminata.
Talvolta il comportamento percepito come molesto, non costituisce una molestia.
E questo non dovrebbe mai invalidare la sofferenza o il disagio di chi si è sentito vittima.
Non vi è dunque alcuna tensione intrinseca fra la solidarietà ed il supporto delle vittime
e la ricerca della verità fattuale che non può limitarsi alla loro parola (anche a loro tutela).
La tensione nasce dal voler appiattire queste due dimensioni ortogonali, in un
linguaggio che diventa necessariamente contraddittorio ed ambiguo.
Se li mantenessimo ortogonali, scopriremmo probabilmente che Marco e Giulia
(o Davide ed Enrico) sono d'accordo.
Cui prodest?
L'ambiguità è sempre un arma e come tale produce vittime.
Nel caso di Stallman, tutte le donne in questa lista che lo hanno conosciuto
personalmente hanno dichiarato la propria perplessità nei confronti delle accuse.
Similmente, trans e femministe hanno scritto in sua difesa.
Le sue vittime invece sono sempre solo evocate senza riferimenti... e da maschi.
Naturalmente ciascuno può scegliere di credere a questi uomini, ma NON credere
loro sulla LORO parola non significa lontanamente sminuire l'esperienza
traumatica delle vittime.
In assenza di prove o quanto meno di accuse chiare e circostanziate, significa
invece difendere TUTTE le vittime di molestie dall'essere strumentalizzate come armi
contro un uomo.
E significa difendere la verità e la giustizia.
Io credo fosse questo il significato del richiamo di Marco.
Ed era questo l'obiettivo del mio contributo a questa discussione.
Giacomo
On May 10, 2021 2:16:12 PM UTC, Enrico Nardelli <nardelli(a)mat.uniroma2.it> wrote:
>
> «Un fatto è tale perché è accaduto»
>
> Mi pare che l'umanità sia venuta progressivamente concordando che non
> basta una dichiarazione che il fatto sia accaduto, ma serva una
> qualche "evidenza" dell'accadimento per poterlo classificare come
> "fatto".
>
> Il graffio su una macchina è un'evidenza. Non prova che l'abbia
> causato Tizio, ma ha il "peso" dell'esistere, indipendentemente dalla
> mia dichiarazione.
>
> Una ferita sul mio corpo è un'evidenza. Non prova che l'abbia causata
> Sempronio, ma indubitabilmente esiste, indipendentemente dalla mia
> dichiarazione
>
> Un'ingiuria verbale o un comportamento non desiderato, in assenza di
> evidenze indipendenti da me, esistono solo per la mia dichiarazione.
>
> Nei primi due casi, se la mia dichiarazione attribuisce il "fatto" a
> qualcuno, è evidente che tale legame casuale tra il fatto, che
> sussiste di per sé, e chi io dichiaro che ne sia l'autore, richieda
> una forma di "supporto" terzo.
>
> Nel terzo caso, la stessa esistenza del fatto richiede una qualche
> forma di supporto terzo, cosa che, mi pare, tutti i sistemi giuridici
> moderni riconoscano.
>
> Ecco, mi sembra che il senso dell'osservazione di Marco Calamari fosse
> questo: un invito, nella bellissima palestra dialettica che è questa
> mailing list, ad indicare in modo chiaro ed identificabile il supporto
> per i "fatti" che vengono dichiarati.
>
> Ciao, Enrico
>
>
> Il 10/05/2021 13:53, Claudia Giulia ha scritto:
> >
> > Rispondo in riferimento a ciò che ha scritto M.Calamari.
> >
> > Non entro nel merito della questione Stallman
> >
> > Ma sù una cosa incredibilmente scivolosa che hai scritto, caro
> Marco, sì. È necessario chiarire.
> >
> > Ti sbagli > “Nella mia personale *definizione un fatto è una prova
> che reggerebbe in tribunale* od in una discussione tra storici o
> matematici, non un tweet od un post nato nelle fogne social, per
> quanto l'autore possa essere stimato o parere affidabile.”
> >
> > *Un fatto è tale poiché è accaduto.*
> > La tua (la mia, di chiunque) personale definizione è irrilevante.
> >
> > Dimostrare o meno la veridicità di un fatto, convincere una giuria
> (o chi per essa) non cancella i fatti.
> >
> > D’altronde *se la tua *affermazione fosse sensata*, allora se
> qualcuno ti graffia l’auto e non si ferma e tu non hai preso la targa,
> seguendo il tuo ragionamento, quel graffio sulla tua auto non Ti è
> stato fatto, poiché non esistono prove che qualcuno l’abbia graffiata*
> (magari l’hai graffiata tu per truffare l’assicurazione, qualcuno
> potrebbe dire).
> >
> > Tuttavia, pur in assenza di prove schiaccianti, il danno ti è stato
> fatto: qualcuno ti ha graffiato l’auto, e questo prescinde dal fatto
> che non sei in condizioni di dimostrarlo.
> >
> > Se non riesci a dimostrarlo non significa che ciò che affermi nel
> dire “mi hanno graffiato l’auto”, provenga da una fogna, perché invece
> proverebbe da una tua sincera affermazione.
> >
> > Facciamo che se vogliamo preservare l’innocenza di Stallman non
> chiamiamo fogne le vittime?
> >
> > Ce la possiamo fare? C’è la potete fare?
> >
> > Daje!
> > Facciamocela.
> >
> > Una buona giornata a tutti
> >
> > Inviato da iPhone
> >
> >> Il giorno 10 mag 2021, alle ore 1:21 PM, Marco A. Calamari
> <marcoc_maillist(a)marcoc.it> ha scritto:
> >>
> >> Nella mia personale definizione un fatto è una prova che reggerebbe
> in tribunale od in una discussione
> >> tra storici o matematici, non un tweet od un post nato nelle fogne
> social, per quanto l'autore possa
> >> essere stimato o parere affidabile.
> >
> > _______________________________________________
> > nexa mailing list
> > nexa(a)server-nexa.polito.it
> > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> >
>
> -- EN
>
> =====================================================================
> Prof. Enrico Nardelli
> Dipartimento di Matematica - Universita' di Roma "Tor Vergata"
> Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
> tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
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> blog: http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/enardelli/
> http://link-and-think.blogspot.it/
> =====================================================================
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> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
May 10, 2021
Re: [nexa] R: R: stallmansupport.org
by Claudia Giulia
Caro Marco,
Mi hai anticipato di poco, stavo per scrivere che oggi ho ricevuto una decina di mail pvt di persone che nemmeno conosco e che che mi hanno ringraziato per quanto ho messo in risalto in riferimento a tutto lo scambio qui nella mailing Nexa.
Non intervengo mai, quindi non so che tenore ci sia qui normalmente, tuttavia oggi ho visto con grande stupore - sia in alcuni messaggi inviati a tutti, sia in quelli arrivati solo a me - una inaspettata (per me) sfiducia nella possibilità di poter affrontare in questa sede -a prevalenza maschile - temi così delicati e importanti, senza che i migliori prepotenti dalla penna arguta, quanto fallace, siano tentati di mangiare in un sol boccone (aiutati da supporter di cui qui nessuno di noi due ha bisogno) chi osa parlare mostrando il vero problema.
Il vero problema, sociale offline, social online, quando di parla di aggressione et similia, è il modo in cui si trattano e trasformano le testimonianze delle vittime a danno di tutte le parti in causa.
Tornando quindi alle tue parole, nonostante sia ben felice che tu ti sia smarcato dalle queste - come peraltro io stessa mi auguravo anticipatamente - il fatto che molti abbiano percepito la tua mail in difesa di S. e non come una osservazione neutra nel pieno equilibrio di sospensione del giudizio (verso lui e verso chi lo accusa), ma piuttosto come un dito puntato verso le persone (non ho idea se siano donne o uomini) che nè hanno denunciato il comportamento, mette in luce che ciò che hai scritto in precedenza e sul cui mi ero soffermata, per alcuni tra i presenti, dice cose molto meno chiare di ciò che era nelle tue intenzioni.
Certa quindi di essere stata utile al dibattito, chiarendo una volta per tutte cosa è un fatto e cosa è una prova, sono felice di aver sollevato il dubbio che tu non volessi dire ciò che molti hanno letto nelle tue parole.
Sul resto dei nostri scambi avrei altro da dire, ma sinceramente arrivati a questo punto, se ci vogliamo chiarire tra noi, non ho nessuna fretta, sono certa che ci sarà modo e non è utile a nessuno abusare della pazienza dei presenti.
Una buona serata a tutti
Inviato da iPhone
> Il giorno 10 mag 2021, alle ore 7:08 PM, Marco A. Calamari <marcoc_maillist(a)marcoc.it> ha scritto:
>
>
>>
>> On Mon, 2021-05-10 at 16:28 +0200, Claudia Giulia wrote:
>> Caro Marco,
>>
>> quando in un'onesta discussione cui ho risposto precisando che al di là della storia di S. - in cui, per coerenza e rispetto, non entro perché non l’ho seguita - bisogna sempre aver rispetto per le vittime di violenza, vengo invece incasellata con concetti aggiunti, nonché errati, direi che non posso che convenire con te almeno nella tua ultima istanza e concordare sul fatto che è chiaramente arrivato il momento di chiudere questa parte di "comunicazione".
>
> Se aggiungessi le scuse (lo hai detto tu che ti saresti scusata) per aver completamente equivocato
> il punto centrale del mio intervento, invece di limitarti ad una "chiusura impermalosita",
> manterresti la tua promessa e ci faresti una figura migliore. Non sei su un social, adesso.
>
> Buona giornata e tanti auguri per la tua vita sui social.
>
> Marco
>
> Inviato da un normale computer, con tutto il tempo per leggere le email, rileggerle, scrivere una risposta, rileggere quanto scritto e rispondere.
>
>
>> Un saluto
>> Buona giornata
>>
>> Inviato da iPhone
>>
>>> Il giorno 10 mag 2021, alle ore 4:05 PM, Marco A. Calamari <marcoc_maillist(a)marcoc.it> ha scritto:
>>>
May 10, 2021
Re: [nexa] R: R: stallmansupport.org
by Juan Carlos Gentile Fagundez
:) !! Grande !!
On May 10, 2021 7:08:24 PM GMT+02:00, "Marco A. Calamari" <marcoc_maillist(a)marcoc.it> wrote:
>On Mon, 2021-05-10 at 16:28 +0200, Claudia Giulia wrote:
>> Caro Marco,
>>
>>
>> quando in un'onesta discussione cui ho risposto precisando che al di
>là della
>> storia di S. - in cui, per coerenza e rispetto, non entro perché non
>l’ho
>> seguita - bisogna sempre aver rispetto per le vittime di violenza,
>vengo
>> invece incasellata con concetti aggiunti, nonché errati, direi che
>non posso
>> che convenire con te almeno nella tua ultima istanza e concordare sul
>fatto
>> che è chiaramente arrivato il momento di chiudere questa parte di
>> "comunicazione".
>
>Se aggiungessi le scuse (lo hai detto tu che ti saresti scusata) per
>aver
>completamente equivocato il punto centrale del mio intervento, invece
>di
>limitarti ad una "chiusura impermalosita", manterresti la tua promessa
>e ci
>faresti una figura migliore. Non sei su un social, adesso.
>Buona giornata e tanti auguri per la tua vita sui social.
>Marco
>Inviato da un normale computer, con tutto il tempo per leggere le
>email,
>rileggerle, scrivere una risposta, rileggere quanto scritto e
>rispondere.
>
>> Un saluto Buona giornata
>> Inviato da iPhone
>>
>> > Il giorno 10 mag 2021, alle ore 4:05 PM, Marco A. Calamari <
>> > marcoc_maillist(a)marcoc.it> ha scritto:
>> >
May 10, 2021
Re: [nexa] R: R: R: stallmansupport.org
by Giacomo Tesio
Parole sante, Stefano, parole sante!
On May 10, 2021 11:42:23 AM UTC, Stefano Zacchiroli wrote:
> Le "cattive" tecniche retoriche
> non nascono con i social network, ma le precedono di un paio di
> millenni.
```
Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridarono: «Se liberi
costui, non sei amico di Cesare!
Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare».
```
Giovanni 19, 12
```
Pilato si rivolse di nuovo a loro, dicendo: «Che volete dunque che io faccia
di colui che chiamate il re dei Giudei?» Ed essi di nuovo gridarono:
«Crocifiggilo!» Pilato disse loro: «Ma che male ha fatto?» Ma essi
gridarono più forte che mai: «Crocifiggilo!»
Pilato, volendo soddisfare la folla, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù,
dopo averlo flagellato, perché fosse crocifisso.
```
Marco 15, 12-15
Giacomo
May 10, 2021
Re: [nexa] R: R: stallmansupport.org
by Marco A. Calamari
On Mon, 2021-05-10 at 16:28 +0200, Claudia Giulia wrote:
> Caro Marco,
>
>
> quando in un'onesta discussione cui ho risposto precisando che al di là della
> storia di S. - in cui, per coerenza e rispetto, non entro perché non l’ho
> seguita - bisogna sempre aver rispetto per le vittime di violenza, vengo
> invece incasellata con concetti aggiunti, nonché errati, direi che non posso
> che convenire con te almeno nella tua ultima istanza e concordare sul fatto
> che è chiaramente arrivato il momento di chiudere questa parte di
> "comunicazione".
Se aggiungessi le scuse (lo hai detto tu che ti saresti scusata) per aver
completamente equivocato il punto centrale del mio intervento, invece di
limitarti ad una "chiusura impermalosita", manterresti la tua promessa e ci
faresti una figura migliore. Non sei su un social, adesso.
Buona giornata e tanti auguri per la tua vita sui social.
Marco
Inviato da un normale computer, con tutto il tempo per leggere le email,
rileggerle, scrivere una risposta, rileggere quanto scritto e rispondere.
> Un saluto Buona giornata
> Inviato da iPhone
>
> > Il giorno 10 mag 2021, alle ore 4:05 PM, Marco A. Calamari <
> > marcoc_maillist(a)marcoc.it> ha scritto:
> >
May 10, 2021
Re: [nexa] nomina Microsoft per PNRR
by Giovanni Biscuolo
Ciao Italo,
grazie infinite di aver fornito qui queste informazioni e di averci dato
il tuo parere in merito, sono sicuro che ne hai scritto online sul web e
in altre sedi ma ci (mi!) fa molto comodo averle condensate qui!
Italo Vignoli <italo(a)vignoli.org> writes:
[...]
> Ovviamente, la versione desktop scrive XML diverso dalla versione cloud,
> e questo per ciascuna "coppia" di software: MS Office Desktop Full e il
> suo corrispettivo cloud, MS Office Home & SMB e il suo corrispettivo
> cloud, eccetera.
fantastica l'analisi e la descrizione delle tecniche che /sembrano/
essere fatte apposta per complicare la vita a chi vuole sviluppare e
distribuire software interoperabile, ma sono sicuro che mi sfuggono i
reali motivi di tali scelte tecniche... mumble.
[...]
> perché John difendeva a spada tratta il rispetto delle specifiche
> (proprietarie ma pubbliche) in quanto sosteneva che solo in questo
> modo il formato avrebbe garantito la necessaria trasparenza agli
> utenti (ma parliamo di un genio, che nella sua vita ha inventato EPS e
> PDF, e sviluppato PhotoShop).
Eh caspita, parliamo anche di una persona di una onestà intellettuale
sopra la norma mi pare: necessaria trasparenza agli utenti attraverso
specifiche proprietarie (echissenefrega) ma pubbliche, cioè un sistema
per garantire interoperabilità... senza bisogno di enti di
standardizzazione :-O
> ISO ha bisogno di soldi, e quindi se ne fotte ampiamente degli standard
> se questi non garantiscono soldi a sufficienza.
OK, sistemata anche ISO avanti il prossimo :-D
[...]
> Oggi, l'introduzione della flessibilità nello XML Schema porta a OOXML e
> al suo XML Schema assolutamente illeggibile (mentre XML dovrebbe essere
> sempre "human readable") che è alla base delle schifezze di cui sopra.
Già: questo è il motivo per il quale sopra parlavo di complicazione
inutile della complessità.
[...]
>> Secondo te cosa sta andando storto?
>
> Dire tutto è quasi riduttivo. Bisognerebbe fare tabula rasa, e ripartire
> da zero con nuove regole certe sugli standard, per cui - per esempio - è
> impossibile usare la stessa estensione per un formato standard e un
> formato non standard.
Caspita sarebbe una rivoluzione storica, permetterebbe FINALMENTE di
bloccare il giochino (patetico) di far confondere gli utenti
l'estensoone con lo standard che /dovrebbe/ portarsi dietro. Per questo
non verrà mai fatto.
[...]
> In questo momento l'unica cosa che mi viene in mente è affidare a
> Audrey Tang, ministra transgender dell'innovazione del Governo di
> Taiwan, i pieni poteri, così come ha fatto a Taiwan
Sottoscrivo _verbatim_: dove votiamo per darle i pieni poteri?!? :-D
(Tang potrà anche aver sbagliato o sbagliare in futuro, mica è
infallibile, ma IL METODO fa la differenza)
[...]
> e non dite che non potete farlo perché non avete le risorse, perché ho
> appena rilasciato il software open source per il server che gestisce
> tutto il sistema, e pago io l'infrastruttura).
Un genio, non ci sono altre parole.
[...]
Grazie! Giovanni.
--
Giovanni Biscuolo
Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché.
May 10, 2021
Re: [nexa] stallmansupport.org
by Giovanni Biscuolo
Buongiorno Stefano,
prima di continuare, faccio una dichiarazione di possibile conflitto di
interessi: sono un socio (associated member, senza voto ovviamente)
della FSF USA da 15 anni, quindi parlo da persona NON neutrale.
Lo dichiaro perché, insisto, inquadro (non senza ragione) l'intera
questione in discussione nel più ampio attacco politico in atto nei
confronti di FSF, attacco che nel mio piccolo vorrei cercare di
contrastare portando elementi utili ad analizzare, /dialogando/, quanto
sta succedendo.
Nel caso dovessero esserci sufficienti elementi per accusare un membro
della FSF di molestie sessuali sono sicuro che la FSF, fatta di persone
delle quali potete anche non condividere politica, metodi ed efficacia
operativa (se volete anche da qualche stronzo) ma persone serie e che
meritano /almeno/ il beneficio del dubbio di essere serie e
rispettabili, non starà a guardare. Perché è di questo che stiamo
parlando.
Stefano Zacchiroli <zack(a)upsilon.cc> writes:
> On Mon, May 10, 2021 at 11:29:51AM +0000, Riccardo Nanni wrote:
>> e invece il thread è degenerato fino a parlando di 'cancel culture',
>> 'caccia alle streghe', 'notte dei cristalli'.
>
> Che è esattamente il motivo per cui anche io ho abbandonato il thread,
Eh certo, facile abbandonare il thread un attimo dopo aver rilanciato in
una mailing list pubblica (e nella quale MAI se ne era parlato prima)
notizie non verificabili in merito ad accuse di molestie sessuali senza
adeguato supporto documentale (a volte basta un link), come hai fatto in
questo messaggio:
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2021-May/021282.html
Perché, giusto per fare un esempio di accusa nei confronti di RMS, a
volte capita di leggere disinformazione sul web e fortunatamente c'è
anche la possibilità di rettificare quando è il caso:
https://daringfireball.net/2019/10/correction_regarding_an_erroneous_allega…
Facile abbandonare facendo l'offeso perché qualcuno usa termini che a te
danno fastidio, comunque - sottolineo - senza MAI insultare nessuno.
Facile abbandonare facendo finta che Giacomo Tesio non ti abbia chiesto
[2]:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
perché queste GRAVISSIME accuse NON appaiono nella lettera che avete
scritto per chiedere la sua rimozione dalla FSF insieme a tutto il
board?
https://rms-open-letter.github.io/appendix
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Facile abbandonare facendo finta che la natura di questa vicenda sia "di
cronaca nera" (come giustamente sottolinea Calamari) in merito a
presunte molestie sessuali mentre la sua reale natura è quella di un
attacco politico a RMS e alla FSF portato avanti attraverso mezzi
discutibili (il problema, appunto, non è l'attacco politico, che sarebbe
rispettabilissimo, ma i mezzi).
> come molti altri recentemente in lista.
Eh Stefano, che bel trucchetto retorico: "anche altri hanno abbandonato
il thread per il mio stesso motivo"... mumble: e se fosse per il motivo
esattamente opposto? Che vogliamo fare un sondaggio? No dai! :-D
Tra l'altro mi da l'impressione che tu lo dica come se fosse ragiovevole
abbandonare il thread mentre è irragionevole /provare/ a capire cosa sta
succedendo in questa /complessa/ vicenda (nexiane, vi giuro che è
complessa e purtroppo a volte /pare/ pure appositamente complicata per
renderla ancora meno comprensibile).
> Le "cattive" tecniche retoriche non nascono con i social network, ma
> le precedono di un paio di millenni.
Ma è lampante, nessuno ne ha mai avuto dubbio.
Marco d'Eramo nell'articolo citato da J.C. DE MARTIN [1] ci ricorda che:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
[...] Vi è un secondo tipo di fake news, di carattere più “sociale”, più
da guerra civile che da guerra fra stati, e può essere catalogato sotto
la voce “calunnia”. Le calunnie e le denunce anonime non hanno aspettato
i social media per provocare sciagure: dalla cassetta (“tamburo”) del
duomo di Firenze in cui nel 1476 fu depositata la denuncia di sodomia
contro Leonardo da Vinci, fino alle innumerevoli denunce anonime di
stregoneria nella Germania e nella Scozia del ‘600, che portarono ad
altrettanto innumerevoli roghi: come si vede, il tam-tam “virale” [...]
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
(https://www.micromega.net/breve-la-felice-vita-delle-fake-news/)
Laird Wilcox nel 1990, prima delle fogne social, descriveva le tecniche
utilizzate nella pratica di quella che egli definisce "diffamazione
rituale", la terza delle quali è:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
[...] An important rule in ritual defamation is to avoid engaging in any
kind of debate over the truthfulness or reasonableness of what has been
expressed, only condemn it. To debate opens the issue up for examination
and discussion of its merits, and to consider the evidence that may
support it, which is just what the ritual defamer is trying to
avoid. The primary goal of a ritual defamation is censorship and
repression. [...]
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
(https://stallmansupport.org/the-practice-of-ritual-defamation-laird-wilcox.…)
Ognuno può farsi l'opinione che vuole sul fatto che in questo thread
qualcuno stia utilizzando, in modo del tutto incosapevole sia chiaro,
simili tecniche retoriche, ma sostenere che nel caso in esame la tecnica
retorica usata non sia di questo tipo è errato.
Ciao, Giovanni.
[1] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2021-March/020851.html
[2] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2021-May/021286.html
--
Giovanni Biscuolo
Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché.
May 10, 2021