nexa
By thread
nexa@server-nexa.polito.it
By month
Messages by month
- ----- 2026 -----
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2025 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2024 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2023 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2022 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2021 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2020 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2019 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2018 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2017 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2016 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2015 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2014 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2013 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2012 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2011 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2010 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2009 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
January 2021
- 65 participants
- 487 messages
ancora su impatto energetico del digitale
by M. Fioretti
Salve a tutti,
NON l'ho ancora letto nemmeno io, solo visto alcune frasi citate su
twitter, ambasciator non porta pena eccetera...
Pero' e' interessante, indipendentemente dalla correttezza dei conti
energetici che ripeto nemmeno ho letto, per la lente
"antineocolonialista", cioe' per capire come l'altra meta' del cielo,
letteralmente, vede le cose di cui spesso discutiamo solo fra noi del
"Nord":
http://www.wrongkindofgreen.org/2020/11/28/the-great-reset-the-final-assaul…
Devo pubblicarne qualche sintesi delle parti piu' interessanti, nei
prossimi giorni. Ergo, a chi ha link di approfondimento o critica di
QUEGLI specifici argomenti, grazie in anticipo.
Marco
--
Help me to continue my digital awareness blogging:
https://stop.zona-m.net/christmas-2020-fundraising/
Jan. 14, 2021
Re: [nexa] OFF-TOPIC: Io odio.
by Giacomo Tesio
Ciao Giovanni,
On January 14, 2021 6:37:38 PM UTC, Giovanni Biscuolo wrote:
>
> Io odio.
Ok, ma... e poi?
Se ti fermi lì, consumi un sacco di energie a vuoto.
Se no, l'odio è un sentimento troppo potente per guidare un'azione efficace.
O meglio, la violenza può avere una sua efficacia, ma di solito è un'efficacia controproducente.
Io cerco di non odiare i miei nemici semplicemente perché la mia mente è più efficace nel combatterli se non alimento questo sentimento.
Inoltre è più efficace nell'identificarli, mentre l'odio si riversa sempre sul primo che capita a tiro.
Per quanto ho potuto osservare, questo avviene anche agli altri.
Comunque, nella mia mail precedente facevo riferimento alle espressioni d'odio che si finge di voler contenere sui social network centralizzati.
> >> «Poi ci sta quello col culo al caldo che ti invita a non odiare,
> >> mavaffanculo» (cit. da un tweet, Anonimo)
> >
> > L'odio è la valvola di sfogo della rimozione collettiva del conflitto.
Non credo che l'Anonimo o Blengino facessero riferimento al sentimento intimo, all'esperienza soggettiva dell'odio.
Di certo, per odio, io avevo inteso le espressioni (verbali o meno) di tale sentimento.
> The point is that the reasons why we hate are important and we should
> not treat all hatred in the same way. Some hate is morally justified,
> some is not. Some hate is healthy, some is not. Some hate should be
> strongly discouraged, some should not.
Su quanto possa essere sano un odio covato senza esprimersi in qualche forma, ho enormi dubbi.
Ritengo però che il vero odio (come l'amore) possa essere tale solo se diretto verso altri esseri umani.
Non si odia lo zucchero nel caffè, insomma.
Né l'ingiustizia.
Si odia sempre un "qualcuno": l'assassino, il mafioso, il rivale...
Giacomo
Jan. 14, 2021
Re: [nexa] OFF-TOPIC: Io odio.
by Stefano Quintarelli
la verita', in taluni ambiti, e' regolata...
On 14/01/21 19:37, Giovanni Biscuolo wrote:
> Ciao Giacomo,
>
> Io odio.
>
> Lo dico per l'ultima volta poi mi taccio e non interverrò *mai* più
> sull'argomento che ho già annoiato abbastanza e non voglio esagerare.
>
> Bene, sgomberato (concordiamo tutti?) il campo dall'argomento che l'odio
> [1] non DEVE essere regolamentato come categoria giuridica del Diritto
> (come la verità et al), questo NON può non avere conseguenze sul
> discorso attorno alle regole per filtri/moderazione e espulsione dalle
> "piattaforme" (ostracismo)... o no?
>
> Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> writes:
>
>> On Thu, 14 Jan 2021 00:22:15 +0100 Giovanni Biscuolo wrote:
>
> [...]
>
>>> «Poi ci sta quello col culo al caldo che ti invita a non odiare,
>>> mavaffanculo» (cit. da un tweet, Anonimo)
>>
>> L'odio è la valvola di sfogo della rimozione collettiva del conflitto.
>
> Dissento amorevolmente :-D
>
> Perché dissento: tutta la complicazione attorno al discorso dell'odio si
> verifica perché spesso (sempre?!?) ci si concentra sull'odio malato e
> ad personam: quella è solo una PARTE del discorso, l'odio è rivolto
> anche verso "cose" e la sua natura, se è malato o meno, dipende dal suo
> oggetto e da come ci spinge ad agire.
>
> https://www.philosophytalk.org/blog/hate-hate-hate/
>
> «HATE! HATE! HATE!» by David Livingstone Smith, 01 September 2017
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> The problem with this approach is that disapproving of hate and trying
> to eliminate it isn’t a very good idea. It’s drilled into us from
> preschool onward that hate is bad and love is good. We’re supposed to
> embrace love and renounce hate. But this perspective is a flawed one,
> because love and hate aren’t good or bad all on their own. Their
> goodness or badness, rightness or wrongness, depends on what it is
> that’s being loved or hated. It’s good to hate injustice, or cruelty, or
> indifference to the suffering of others, and it’s bad to love these
> things. So there are good hates and there are bad loves.
>
> --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
>
> L'ho già scritto in lista nexa, scusate se mi ripeto, ma su questo io
> vedo una imperdonabile confusione.
>
> Quindi ecco in cosa dissento: l'odio (sano!) è uno dei sentimenti che
> deve essere possibile esprimere *proprio* nella dialettica del
> conflitto.
>
>> E' utilissimo nella sua violenta, irrazionale, inefficacia dialettica.
>
> Non confondiamo l'odio con la violenza, Blengino dice chiaramente che
> perfino l'omicidio non ha nulla a che fare (giuridicamente parlando) con
> l'odio. Blengino non sarà l'autorità ultima ma mi pare che lo argomenti
> in modo convincente nel suo intervento citato.
>
> Filosoficamente (psicoanaliticamente?) parlando IMHO la violenza è
> figlia di odio malato tanto quanto è figlia di amore malato (odio malato
> è il padre, amore malato è la madre?)... ma non voglio fare il filosofo
> da quattro soldi quindi è una boutade.
>
>> Anche per questo è stato alimentato amorevolmente dalle piattaforme
>> USA.
>
> Non confondiamo la propaganda ("echo chamber" e "filter bubble" sono due
> *tecniche* di propaganda) e la demagogia con l'odio... ovviamente spesso
> la propaganda sfrutta l'odio in modo demagogico spingendo o invitando ad
> usare violenza contro individui o gruppi di persone, ma "il passo" NON è
> automatico, ci vogliono diverse opere e OMISSIONI in mezzo.
>
> [...]
>
>> L'alternativa sono l'odio, la violenza e la paura.
>> Tutti strumenti utilissimi, nelle mani di chi vuol mantenere il Potere!
>
> Se noi diciamo che odiamo l'ingiustizia, la demagogia, il sofismo, la
> propaganda, l'abuso di potere, i brevetti, il software proprietario e
> vorremmo contribuire a *distruggerli* siamo seminatori di violenza e
> paura?!? :-D
>
> Certo che sarebbe molto meglio argomentare dialetticamente la ragione
> del nostro odio invece di usare messaggi - magari di 256 parole al
> massimo - (contro)propagandistici chessò tipo «odio il software
> proprietario perché è come l'amianto» (che è anche vero ma deve essere
> spiegato e qui è OT).
>
> https://www.philosophytalk.org/blog/reasons-hate
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> The point is that the reasons why we hate are important and we should
> not treat all hatred in the same way. Some hate is morally justified,
> some is not. Some hate is healthy, some is not. Some hate should be
> strongly discouraged, some should not.
>
> --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
>
> Certo la vita è decisamente più semplice se tutto quello che siamo
> disposti a dire sui NOSTRI sentimenti di odio - che esiste in tutti come
> l'amore - è "odio lo zucchero nel caffè" e quotidianerie analoghe.
>
> Con stima, Giovanni
>
>
>
> [1] diverso dall'"hate speech" definito dai rigorosi parametri del Rabat
> Plan
> https://www.ohchr.org/EN/Issues/FreedomOpinion/Articles19-20/Pages/Index.as…
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
Jan. 14, 2021
OFF-TOPIC: Io odio.
by Giovanni Biscuolo
Ciao Giacomo,
Io odio.
Lo dico per l'ultima volta poi mi taccio e non interverrò *mai* più
sull'argomento che ho già annoiato abbastanza e non voglio esagerare.
Bene, sgomberato (concordiamo tutti?) il campo dall'argomento che l'odio
[1] non DEVE essere regolamentato come categoria giuridica del Diritto
(come la verità et al), questo NON può non avere conseguenze sul
discorso attorno alle regole per filtri/moderazione e espulsione dalle
"piattaforme" (ostracismo)... o no?
Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> writes:
> On Thu, 14 Jan 2021 00:22:15 +0100 Giovanni Biscuolo wrote:
[...]
>> «Poi ci sta quello col culo al caldo che ti invita a non odiare,
>> mavaffanculo» (cit. da un tweet, Anonimo)
>
> L'odio è la valvola di sfogo della rimozione collettiva del conflitto.
Dissento amorevolmente :-D
Perché dissento: tutta la complicazione attorno al discorso dell'odio si
verifica perché spesso (sempre?!?) ci si concentra sull'odio malato e
ad personam: quella è solo una PARTE del discorso, l'odio è rivolto
anche verso "cose" e la sua natura, se è malato o meno, dipende dal suo
oggetto e da come ci spinge ad agire.
https://www.philosophytalk.org/blog/hate-hate-hate/
«HATE! HATE! HATE!» by David Livingstone Smith, 01 September 2017
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
The problem with this approach is that disapproving of hate and trying
to eliminate it isn’t a very good idea. It’s drilled into us from
preschool onward that hate is bad and love is good. We’re supposed to
embrace love and renounce hate. But this perspective is a flawed one,
because love and hate aren’t good or bad all on their own. Their
goodness or badness, rightness or wrongness, depends on what it is
that’s being loved or hated. It’s good to hate injustice, or cruelty, or
indifference to the suffering of others, and it’s bad to love these
things. So there are good hates and there are bad loves.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
L'ho già scritto in lista nexa, scusate se mi ripeto, ma su questo io
vedo una imperdonabile confusione.
Quindi ecco in cosa dissento: l'odio (sano!) è uno dei sentimenti che
deve essere possibile esprimere *proprio* nella dialettica del
conflitto.
> E' utilissimo nella sua violenta, irrazionale, inefficacia dialettica.
Non confondiamo l'odio con la violenza, Blengino dice chiaramente che
perfino l'omicidio non ha nulla a che fare (giuridicamente parlando) con
l'odio. Blengino non sarà l'autorità ultima ma mi pare che lo argomenti
in modo convincente nel suo intervento citato.
Filosoficamente (psicoanaliticamente?) parlando IMHO la violenza è
figlia di odio malato tanto quanto è figlia di amore malato (odio malato
è il padre, amore malato è la madre?)... ma non voglio fare il filosofo
da quattro soldi quindi è una boutade.
> Anche per questo è stato alimentato amorevolmente dalle piattaforme
> USA.
Non confondiamo la propaganda ("echo chamber" e "filter bubble" sono due
*tecniche* di propaganda) e la demagogia con l'odio... ovviamente spesso
la propaganda sfrutta l'odio in modo demagogico spingendo o invitando ad
usare violenza contro individui o gruppi di persone, ma "il passo" NON è
automatico, ci vogliono diverse opere e OMISSIONI in mezzo.
[...]
> L'alternativa sono l'odio, la violenza e la paura.
> Tutti strumenti utilissimi, nelle mani di chi vuol mantenere il Potere!
Se noi diciamo che odiamo l'ingiustizia, la demagogia, il sofismo, la
propaganda, l'abuso di potere, i brevetti, il software proprietario e
vorremmo contribuire a *distruggerli* siamo seminatori di violenza e
paura?!? :-D
Certo che sarebbe molto meglio argomentare dialetticamente la ragione
del nostro odio invece di usare messaggi - magari di 256 parole al
massimo - (contro)propagandistici chessò tipo «odio il software
proprietario perché è come l'amianto» (che è anche vero ma deve essere
spiegato e qui è OT).
https://www.philosophytalk.org/blog/reasons-hate
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
The point is that the reasons why we hate are important and we should
not treat all hatred in the same way. Some hate is morally justified,
some is not. Some hate is healthy, some is not. Some hate should be
strongly discouraged, some should not.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Certo la vita è decisamente più semplice se tutto quello che siamo
disposti a dire sui NOSTRI sentimenti di odio - che esiste in tutti come
l'amore - è "odio lo zucchero nel caffè" e quotidianerie analoghe.
Con stima, Giovanni
[1] diverso dall'"hate speech" definito dai rigorosi parametri del Rabat
Plan
https://www.ohchr.org/EN/Issues/FreedomOpinion/Articles19-20/Pages/Index.as…
--
Giovanni Biscuolo
Jan. 14, 2021
Re: [nexa] l'impronta ambientale del digitale
by Giovanna Sissa
Caro Beppe,
stiamo parlando di cose diverse. Io mi riferisco a una puntata di
Data Room, rubrica settimanale del Corriere della Sera che si articola
su vari mezzi: quotidiano cartaceo, sito web, canale TV del Corriere
in diretta e poi pagina Facebook della rubrica.
La puntata segnalata da Giulio De Petra, sull’impatto ambientale del
digitale, è costituita da:
1) l'articolo dal titolo "Internet e gas serra: le emissioni del
digitale” sul quotidiano Corriere della Sera - lunedì 11 gennaio
2) il testo, un po’ ampliato rispetto al cartaceo, preceduto da un
breve video, sul sito del Corriere della Sera - lunedì 11 gennaio:
https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/emissioni-co2-ambiente-in…
3) Approfondimento, in diretta sul canale TV del Corriere della Sera -
martedì 12 ore 12- ora reperibile qui:
https://www.facebook.com/dataroom.milena.gabanelli/videos/148546343701326/
Chi fosse interessato al tema potrebbe guardare i due link che ho
segnalato (testo+video breve e video di approfondimento): ci sono
dati, riferimenti a articoli e report, grafici, testi esplicativi
introduttivi, questioni aperte, etc.
L’approfondimento consiste in una serie di domande poste da Gabanelli
e dal pubblico in diretta all’esperto (in questo caso all’esperta, che
ero io).
Vedrai Beppe che nell’approfondimento ci sono molte delle
considerazioni che fai tu (anche se non così ben articolate perchè non
sono brava come te e poi in diretta mi emoziono). Alcune domande erano
molto belle, sopratutto quella sull’importanza del software.
Tu ti riferisci invece a un commento sul TG de La7 a tale puntata, con
Mentana che intervista la Gabanelli. Per la precisione ti riferisci a
un pezzetto (il video riassuntivo) invece che al tutto.
Se avrai voglia di guardare il tutto e dopo penserai ancora che dietro
ci sia un pensiero talibano oscurantista ne riparliamo.
(Grazie Giovanni Biscuolo dei commenti; concordo che la grafica è bruttina!)
Giovanna
Il giorno mer 13 gen 2021 alle ore 23:52 Giuseppe Attardi
<attardi(a)di.unipi.it> ha scritto:
>
>
>
> On 13 Jan 2021, at 13:23, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>
> Date: Wed, 13 Jan 2021 12:08:48 +0100
> From: Giovanna Sissa <sissa.giovanna(a)gmail.com>
> To: Nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: Re: [nexa] l'impronta ambientale del digitale
> Message-ID:
> <CAOHPc_AQwZer1WW4Ni7FmyDbrA1H4b9_BYoGZ+P=Z5+jH2qbLA(a)mail.gmail.com>
> Content-Type: text/plain; charset="UTF-8"
>
> Caro Beppe,
> ho letto con attenzione i tuoi commenti e mi permetto di segnalarti
> alcuni dettagli che potrebbero esserti sfuggiti da una lettura veloce
> del testo.
> 1) I dati provengono da fonti pubbliche internazionali e verificabili:
> International Energy Agency (IEA), The Shift Project (TSP),
> International Journal of Cleaner Production, Cisco
>
>
> Ho ascoltato in diretta la Gabbanelli su La7 e questo è stato il motivo della mia reazione.
> Non contesto i dati sui consumi energetici, che sono ovvi, ma la tesi che è stata imbastita su quei dati.
>
> Ascolta il video, in cui la Gabbanelli dice ad esempio:
>
> “ma siccome questo consumo non lo vedo e non lo pago direttamente, penso che questo consumo non ci sia”
> Pretestuoso, di quanti servizi non vediamo i consumi energetici? Pensi che la TV via etere non abbia costi energetici? Che il trasporto degli alimenti non abbia costi energetici perché non li paghi direttamente?
>
> “il tracciamento dei pacchi (pochi byte, traffico insignificante e comunque necessario), trasporti (cosa intende)”
>
> “che comunica al medico che hai messo su 1Kg” (assurdo, la salute e tenere sotto controllo rischi per la salute sono un bene, non un male, magari venisse fatto: in genere i dati di fitness restano sui dispositivi)
>
> “Risparmi un viaggio aereo perché faccio una videoconferenza (OK) evitando di aggiungere anziché togliere (che significa?, come faccio a evitare il consumo, minimo, di una videoconferenza?)”
>
> “I datacenter stanno in Mongolia, dove l’energia è prodotta col carbone (quelli per il Bitcoin, che è un discorso a parte, vedi sotto)”.
>
> 2) Non esistano oggi dati globali, basati su misurazioni, del consumo
> energetico indotto dagli usi digitali. Esistono solo stime. Le stime
> disponibili sono ottenute o proiettando misure effettuate su campioni
> (ad esempio un insieme di data center) oppure utilizzando modelli più
> o meno sofisticati, ma raramente includendo descrizioni di tutte le
> ipotesi adottate. Dunque stime parziali e non confrontabili.
>
> A maggior ragione: si vuole insinuare un senso di preoccupazione di cui non si ha nemmeno la misura.
>
>
> 3) Nel testo vengono per questo volutamente citate differenze di
> valutazione - anche di un ordine di grandezza - in studi diversi.
>
>
> Che i computer usino elettricità è lapalissiano.
> Ma se vuoi risparmiare, risparmieresti di più nello spegnere le luci (una lampadina da 100W, consuma 10 volte du più di un telefonino), per non dire di un phon, di una lavastoviglie o di un forno elettrico, o di uno scaldabagno (ciascuno da 1000 a 2000W l’uno).
> E quindi dovremmo smettere di usare gli elettrodomestici?
>
> Se mandi una foto in meno, come suggerisce lei, non risparmi quasi nulla.
> Se non facessimo video, non vedremmo l’uccisione di Floyd da parte della polizia USA, non avremmo la controinformazione, non avremmo una buona parte dei contatti sociali che il virus ci ha sottratto.
>
> 4) Le considerazioni che fai sugli straordinari miglioramenti che
> l?efficienza energetica e le soluzioni tecnologiche hanno consentito
> non sono messe in discussione.
>
> Non sono affatto citate nel video.
>
> Quanto la crescita nella domanda possa
> (e potrà in futuro) essere controbilanciata dall?evoluzione
> tecnologica è oggetto di grande dibattito nella ricerca sul tema.
>
>
> Non è questo il punto: devi decidere quali funzioni ti servono e quanto vale il costo del loro utilizzo, non quanto risparmiare non usandole.
> Altrimenti stai facendo un discorso retrogrado o luddista.
>
> 5) Non si sostiene che i gestori dei Data Center non si preoccupano
> dei propri consumi: si dice che non tutti sono "trasparenti sul tipo
> di fonti energetiche" utilizzate, riportando su questo i dati del
> rapporto Click Clean di Greenpeace.
>
> La trasparenza delle fonti energetiche non mi pare una questione vitale, ma è nello stesso interesse delle aziende indicarla.
> L’argomento è gratuito e specioso: avrebbe senso se ci fosse un conflitto tra interessi diversi, l’interesse dei consumatori a risparmiare energia e interesse dei provider a consumare di più.
> Ma in questo caso l’interesse è comune, e anzi, ciascuno fa a gara a mostrare di utilizzare il più possibile energie rinnovabili, come appare proprio dai grafici riportati (che non ci sono nel video).
>
> 6) Streaming video, Intelligenza Artificiale e Bitcoin non sono
> mescolati: sono citati come esempi su piani diversissimi ma, in vario
> modo, tutti ad alta intensità energetica.
>
>
> Purtroppo la Gabbanelli interpreta in modo parziale i documenti che cita: è vero che il training dei modelli di AI richiede molti FLOPS, ma è un’operazione che si fa una tantum.
> Il modello allenato viene usato in migliaia di applicazioni che consumano poco.
> Gli utenti di Google translator sono milioni, ma il modello viene allenato una sola volta.
> Vuole abolire i modelli come questi?
> Ha qualche soluzione migliore per fare traduzioni, uno strumento di uso quotidiano molto utile?
> L’area della riduzione della complessità dei language models è un’area di ricerca attivissima.
> Proprio oggi è stato pubblicato un risultato promettente che riduce di 7 volte i FLOPS necessari per allenare un modello simile a GPT-3.
> Presentare *solo* il lato negativo della questione è alquanto discutibile.
>
> Lo streaming video è un servizio altamente ottimizzato, con segnali compressi e trasmessi tramite un redirector centrale che riduce il consumo di banda, altrimenti oggi non potresti fare video conferenze con 200 persone su banda domestica di poche decine di Mbps.
> Pensi che le trasmissioni video via etere o via satellite non abbiano costi energetici?
> Che senso ha ribadire che l’utilizzo dello streaming sta aumentando? Cosa c’è di strano? Siccome ognuno di noi ha solo 2 occhi, vuol dire che passerà meno tempo a vedere la TV.
>
> I Bitcoin sono una follia su cui non voglio intervenire, ma metterli insieme a servizi importanti, utili e a volte essenziali è specioso.
>
> 7) La conclusione assurda che tu riporti come ?smette di usare i
> dispositivi digitali? nell?articolo non c?è, nè esplicitamente nè
> implicitamente.
>
>
> Nelle conclusioni che riporti c'è scritto di ridurne l’uso e la Gabbanelli lo ha ribadito a Mentana commentando il suo dataroom.
>
> Riporto di seguito per esteso le conclusioni dell'articolo, sperando
> così di far venire voglia a qualcuno di leggerlo:
> ?Gestire il conflitto fra i grandi player che vogliono vendere sempre
> più dispositivi, controllare dati, produrre contenuti, vendere
> dispositivi sempre più potenti, e l?ambiente, che non ha un suo
> difensore altrettanto forte, richiede capacità di governance. Anche da
> parte dei manager dell?informatica pubblica.
>
>
> Sai che su questa questione sto riflettendo da anni: ne ho parlato a Genova da te e ho organizzato un incontro un anno fa qui:
>
> https://www.unipi.it/index.php/informatica50-eventi/event/4887-la-deriva-de…
>
> Ma è un discorso molto serio, da non rischiare di invalidare confondendolo con argomentazioni discutibili.
>
> Vanno definite apposite
> clausole nei contratti di servizi informatici in Cloud, esigendo
> trasparenza da parte dei fornitori nel dichiarare da quali fonti di
> energia elettrica si riforniscono, e presuppone la capacità di
> riconoscere un lavoro serio da un banale green washing.
> Anche a livello individuale si può fare qualcosa: per esempio cambiare
> un po? meno frequentemente dispositivo, evitare un uso compulsivo di
> invio video e immagini, non mantenere App inutili che si aggiornano in
> continuazione producendo un traffico di cui non ci rendiamo conto. Il
> tema è ineludibile: questo è il mondo che abbiamo creato, e ci
> dobbiamo vivere.?
> Inoltre si auspicano, in chiusura, metriche e standard condivisi. E
> ricerca interdisciplinare.
>
> Mi sento in dovere di risponderti perchè ho segnalato io i dati alla
> Gabanelli. Non la conoscevo, ma quando mi ha chiesto di aiutarla mi è
> sembrato giusto e doveroso supportarla scientificamente in uno sforzo
> divulgativo arduo e particolarmente insidioso su un tema complesso
> come l?interazione fra il digitale e l?ambiente. E? un tema che mi sta
> a cuore e di cui cerco di occuparmi di tempo.
>
>
> Bene, ma i dati vanno interpretati e non usati per sostenere una tesi a priori.
>
> Se disponi di dati diversi, di qualità migliore, più aggiornati, ti
> prego di segnalarli: sarebbe proficuo confrontarsi. Mi interesserebbe
> molto, in particolare per la stima scientifica che ho di te. Senza uno
> sforzo interdisciplinare la lotta ai cambiamenti climatici è persa in
> partenza.
>
>
> Non contesto i dati, ma la tesi che ne è stata ricavata.
> Sarebbe utile, per fornire un quadro completo, anche fare delle stime su quanto si stia risparmiando in consumi di CO2 con l’uso del digitale.
> È un calcolo molto più difficile da fare, perché non è facile un confronto alla pari, ossia a parità di che? PIL, benessere, occupazione, o altro?
>
> Mi scuso per la lunghezza della risposta.
> Giovanna
>
>
>
>
>
>
> Giovanna Sissa
>
> Il giorno mar 12 gen 2021 alle ore 17:59 Giuseppe Attardi
> <attardi(a)di.unipi.it> ha scritto:
>
>
> Questa volta ho trovato il servizio piuttosto ingeneroso e superficiale.
>
> La Gabbanelli ha solo accennato, in modo molto timido, agli enormi risparmi che il digitale ha prodotto, che sovrastano abbondantemente i consumi energetici del digitale.
>
> Invece fa un calderone mettendo i bitcoin insieme al web e allo streaming video.
> Afferma che usare un editor di testi su un notebook consuma energia nei datacenter!
>
> Afferma che I gestori dei servizi web dovrebbero preoccuparsi dei loro consumi energetici.
> Ma dove vive? Non sa che i più attenti ai consumi energetici sono proprio i gestori di datacenter, che si affannano a ridurre al minimo il fattore PUE (rapporto tra energia consumata e quella usata per IT)?
> Ha mai letto quali tecniche sofisticate e originali (es. Free cooling adiabatico), vengano sviluppate e utilizzate nei più moderni datacenter?
> Ha idea di quanto consumano invece i computer desktop o i server nelle comuni sale macchine?
> Ha letto di come Google usi tecniche di AI per prevedere i consumi nei suoi datacenter e spegnerne una parte quando non usata, con un risparmio del 30%?
> Ha letto le sofisticate tecniche usate per realizzare processori a basso consumo, come ARM, usato nell 90% dei cellulari e di tutte le tecniche di risparmio energetico che questi adottano per risparmiare batteria?
> Oggi abbiamo device e notebook che possono lavorare per 12-18 ore con una sola carica di batteria.
> Ha presente la differenza tra questo e la situazione di 10 anni fa?
>
> E infine la conclusione assurda: smette di usare i dispositivi digitali.
>
> Ma siamo seri.
>
> ? Beppe
>
>
> On 12 Jan 2021, at 16:16, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>
> Date: Tue, 12 Jan 2021 16:16:09 +0100
> From: Giulio De Petra <giulio.depetra(a)gmail.com>
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Subject: [nexa] l?impronta ambientale del digitale
> Message-ID: <75AF72A7-654E-46D0-A5C6-6E7243051045(a)gmail.com>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
>
> Su un tema già affrontato in lista segnalo questo bel Data Room di Gabanelli in collaborazione con Giovanna Sissa.
> Mi sembra la prima volta che questo tema buca la gabbia della informazione specialistica.
> Giulio
>
> https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/emissioni-co2-ambiente-in…
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Jan. 14, 2021
Re: [nexa] ePub vs PDF
by Antonio Iacono
> noi abbiamo creato il sistema VULGO-FLOShare per ovviare ai problemi di
> Epub su web
>
> https://ima.circex.org/vulgo.html
Interessante. Una domanda.
Ma jquery, oltre al menu, per cosa lo usate?
No, perché se è solo per il menu potreste utilizzare il css
anche per menu e sottomenu ed eliminare del tutto jquery
e quindi javascript.
Rimane comunque la scomodità dello scroll verticale.
Una cosa hanno di buono i tablet, che le pagine degli eBook
li scorri da destra a sinistra come un libro cartaceo.
Da poco ho scoperto https://github.com/ncbi/PubReader e mi
piace come rende fruibili i testi sul web.
L'ho provato qui:
https://www.blia.it/libriweb/salgari.htm
Antonio
Jan. 14, 2021
regole di mercato (was Re: Zingales, "The Silent Coup")
by Giovanni Biscuolo
Buongiorno Marco,
perdonami se insisto, me lo hanno detto mille volte che sono "capa
tosta"...
Marco Ciurcina <ciurcina(a)studiolegale.it> writes:
[...]
> La formulazione delle proposte di DGA, DSA e DMA è sufficiente?
> Sarebbe utile obbligare i TAGAF (tenuti come tutti alla portabilità dei dati
> personali ex art. 20 GDPR) a fornire servizi interoperabili e a un
> architettura distribuita e federata dei servizi?
E chi glielo imporrebbe? La Commissione EU? Biden o prossimo residente
USA? L'ONU?
Non vorrei dire ma già abbiamo dei serissimi problemi ad applicare il
GDPR, anche tecnico/architetturali, e non mi pare che il WTO abbia in
agenda la riorganizzazione democratica planetaria del ciberspazio.
> Altro?
Architetture costituzionalmente rispettose.
Noi (plurale majestatis) vorremmo:
1. hardware libero, cioè che possiamo usare come ci pare perché i
produttori sono obbligati a dirci come farli funzionare; il software
libero per usarli ce lo scriviamo noi;
2. software libero: problema (quasi [1]) risolto;
3. rete libera, vogliamo fibra a banda ultralarga in ogni casa (la
paghiamo volentieri quando il prezzo è equo e non discriminatorio) e
protocolli progettati per poter comunicare in modo anonimo [1] e con la
garanzia che i nostri dati non vengano raccolti a valanghe da chi ha
sufficiente potere per praticare la sorveglianza globale o ci usa come
merce di scambio sul mercato azionario.
É certo che "il mercato" da solo NON sia in grado di fornire a Noi
queste tre cose indispensabili (seppur non sufficienti) per lo sviluppo
di una sana cittadinanza informatica (che è anche più bello di
cittadinanza digitale), gli Stati devono assolvere al loro compito di
tutela dei cittadini e applicazione delle rispettive costituzioni.
Il resto, poi, lasciamolo fare alle regole di mercato: a quel punto le
regole sarebbero talmente semplici da progettare e semplicissime da far
applicare che sarebbe Troppo Imbarazzante se non venisse fatto. :-D
Saluti, Giovanni.
[1] per favore levateci di mezzo una volta per tutte i DRM e il
brevetti, almeno quelli software... e già che ci siamo magari anche il
diritto a vita (90 anni?!?!?!) di sfruttamento economico dei diritti
d'autore.
[...]
--
Giovanni Biscuolo
Jan. 14, 2021
Re: [nexa] Zingales, "The Silent Coup"
by M. Fioretti
On Thu, Jan 14, 2021 11:06:10 AM +0100, Marco Ciurcina wrote:
> Sarebbe utile obbligare i TAGAF (tenuti come tutti alla portabilità
> dei dati personali ex art. 20 GDPR) a fornire servizi interoperabili
> e a un architettura distribuita e federata dei servizi?
non sarebbe "utile". E' la legge zero per qualsiasi servizio di
comunicazione, senno' non e' comunicazione, per definizione.
Il fatto che non lo vediamo e che tolleriamo il contrario e' dovuto
solo al fatto che come **specie** non ci abbiamo ancora capito proprio
niente di digitale. Tanti anni fa dicevo che se l'acqua (= roba che
qualsiasi umano "capisce" istintivamente, biologicamente) fosse
gestita come i servizi digitali la gente scenderebbe in piazza dal
primo all'ultimo. Oggi siamo ancora li, ovviamente. Ci vogliono
generazioni per progredire come specie. Il problema e' averne il
tempo.
Marco
--
Help me to continue my digital awareness blogging:
https://stop.zona-m.net/christmas-2020-fundraising/
Jan. 14, 2021
Re: [nexa] Zingales, "The Silent Coup"
by Marco Ciurcina
Sono felice che il tema (la concentrazione nelle mani di pochi del potere
d'intervenire su spazi d'esercizio di diritti fondamentali) entri nel
dibattito pubblico negli USA.
Da vecchio europeo, non capisco l'enfasi sull'eccezionalità dell'evento: che i
gestori dei TAGAF agiscono per profitto e si "accomodano" al sistema di potere
statuale nel quale operano mi pare un dato acquisito già da tempo (vedi fatti
in Cina di qualche anno fa).
Penso che a noi europei (che non abbiamo la possibilità di attuare un
"frazionamento" dei TAGAF) dovrebbe interessare in modo particolare che le
norme UE che si adotteranno a breve (DGA, DSA e DMA) siano concretamente
idonee ad evitare questa concentrazione di potere.
Cosa fare?
La formulazione delle proposte di DGA, DSA e DMA è sufficiente?
Sarebbe utile obbligare i TAGAF (tenuti come tutti alla portabilità dei dati
personali ex art. 20 GDPR) a fornire servizi interoperabili e a un
architettura distribuita e federata dei servizi?
Altro?
m.c.
In data giovedì 14 gennaio 2021 07:51:38 CET, J.C. DE MARTIN ha scritto:
> *The Silent Coup**
> *
> Luigi Zingales
>
> January 11, 2021
>
> /President Donald Trump’s seditious actions are exposing the political
> power that Twitter, Amazon, Google, Apple, and Facebook enjoy. Banning
> him from their platforms sets a dangerous precedent. //
> /
> [...]
>
> continua qui:
> https://promarket.org/2021/01/11/facebook-twitter-ban-trump-parler-concentra
> tion-power/
>
> (Traduzione in italiano qui:
> vocidallestero.blogspot.com/2021/01/zingales-il-colpo-di-stato-silenzioso.ht
> ml)
Jan. 14, 2021
Re: [nexa] Carlo Blengino @ "Dicibile e indicibile" su hate speech et al.
by Antonio Iacono
> «Poi ci sta quello col culo al caldo che ti invita a non odiare,
> mavaffanculo» (cit. da un tweet, Anonimo)
Già, "Anonimo", perchè poi, quando queste persone
li inviti a ripeterti in faccia il "vaffanculo", se non sono
"adolescenti brufolosi" o "avanzi di galera"
perdono tutta la prosopopea.
"Ma io non ce l'avevo con te", "io mi riferivo a ..."
in genere seguito dai "soliti" capri espiatori.
Dato che io non ho il "culo al caldo" ma neanche sono
seduto perennemente su una lastra di ghiaccio, e,
viceversa, "invito a non odiare" e lo farò qualunque
cosa possa pensare l'interlocutore e quindi è come se
"virtualmente" l'epiteto l'avesse rivolto a me, vorrei dire a
questo caro "anonimo" due parole.
Io con la vita sono in debito, è vero.
Ho un lavoro stabile e sufficientemente retribuito.
Sono in discreta forma fisica e lo è pure la mia famiglia.
Vivo in uno dei posti più belli d'Italia, ho una casa
grande e comoda.
Ho colleghi ed amici che mi apprezzano e stimano per
l'impegno e, spesso, l'abnegazione che metto nel lavoro e,
in genere, nelle cose che faccio.
E cosa faccio per saldare il debito?
Quello che una persona di buon senso farebbe. Donare e aiutare
chi sta peggio.
Donare tempo (centinaia di ore passate a scrivere software libero e a
rispondere ad email di assistenza).
Donare tempo nel volontariato sociale.
Donare soldi (pochi purtroppo) in adozioni a distanza e altre iniziative.
Donare sangue.
Ora, caro "Anonimo", probabilmente tu il "culo al caldo" non ce l'hai,
la vita che hai non è quella che speravi, sognavi, ma se, un giorno,
dovessi scoprire che tu hai i "debiti" miei ma non i miei "crediti", beh,
allora a quel paese ti ci manderei io.
Antonio
Jan. 14, 2021