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Re: [nexa] Valutazione e comparazione di software open source per le Pubbliche Amministrazioni.
by Antonio Vetro'
--
Antonio Vetrò, PhD Habil.
Assistant Professor (RTD-A)
Department of Control and Computer Engineering, Politecnico di Torino
Senior research fellow at:
Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it/>
FULL <https://full.polito.it/> | Future Urban Legacy Lab
Member ISO/IEC JTC1 SC7/WG6 Software Product and System Quality
Member UNINFO <https://www.uninfo.it/> - Technical Commission on Software Engineering
http://www.antoniovetro.it <http://www.antoniovetro.it/>
Twitter: @phisaz <https://twitter.com/phisaz>
Correggo il refuso: " il nostro lavoro si sia concentrato sulle Fasi 2.2 e 2.5”
> Il giorno 14 mag 2020, alle ore 18:07, Antonio Vetro' <antonio.vetro(a)polito.it> ha scritto:
>
> Caro Professore,
>
> A pag. 13 delle slide della nostra presentazione (disponibili su https://nexa.polito.it/nexacenterfiles/129-mercoledi-nexa-agid.pdf <https://nexa.polito.it/mercoledi-129>) ,
> è evidenziato come il nostro lavoro si sia concentrato sulle Fasi 2.2 e 2., ovvero: valutazione soluzioni riusabili per PA / open source.
>
> Alcuni aspetti del modello TCO, obbligatorio perché previsto nelle Linee Guida, potrebbero riguardare anche per la sotto-fase 3.3,
> che per questo è tratteggiata in quella slide (e forse proprio perché il concetto di TCO deriva da lì): ma è l’unico elemento,
> quindi, con rispetto, non toglieremo l’ "open source" dal titolo della metodologia proposta per la valutazione comparativa.
>
> Spero questi chiarimenti siano utili a te e chi altro in questa lista è interessato alla questione.
> Sono disponibile ad approfondire privatamente, lasciando ad altri la possibilità di inserirsi qui.
>
> Permettimi, però, di dissociarmi pubblicamente dalle tue affermazioni sul Team Digitale e AGID.
>
> Un caro saluto,
> e ancora grazie per l’occasione di approfondimento e confronto
>
> Antonio
>
>
>> Il giorno 14 mag 2020, alle ore 17:27, Angelo Raffaele Meo <meo(a)polito.it <mailto:meo@polito.it>> ha scritto:
>>
>> carissimi,
>> io ero fermo sulle linee guida del Team per l'Italia Digitale. Ora comprendo le ragioni per cui quel team è stato soppresso.
>> Le nuove linee guida aono state riscritte da AGID (https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/1… <https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/1…>).
>> Ho letto rapidamente le nuove linee guida ma ho capito l'obiettivo centrale di AGID già perseguito in altre circostanze: difendere il software proprietario, con grave danno per l'economia del Paese.
>> A questo punto ritiro le due proposte di emendamento e ne propongo una nuova: togliere "open source" dal titolo della vostra valutazione, perchè le vostre regole si riferiscono a tutto il software, software proprietario compreso (per cui il famigerato TCO torna al potere).
>> Che tristezza!!!!!
>> Raf
>>
>> Il 14/05/20 15:45, Antonio Vetro' ha scritto:
>>> Caro Prof. Meo,
>>> Ti ringrazio molto per il tuo contributo all’incontro di ieri sera, e per queste tue pertinenti osservazioni e fondati timori.
>>> Vorrei rassicurarti, e mi allineo con la risposta di Marco Conoscenti, ma sottolineando che la metodologia proposta dal Centro Nexa
>>> deve essere conforme alle Linee Guida sul riuso e dunque deve per forza prevedere il TCO ( il quale però è solo uno dei tanti criteri ).
>>> Link al pdf delle linee guida: https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizion… <https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizion…> Aggiungo:
>>> - come si evince dallo schema a pag. 10 e dettagli seguenti nelle pagine successive, la soluzione c.d. “Off the shelf” è prevista solo in Fase 3,
>>> ovvero laddove la Fase 2 non abbia individuato nessun software già presente nelle PA o nel mondo dell’Open Source.
>>> - Pag. 15-16: potrai apprezzare il ventaglio di criteri che si sommano al TCO, il quale deve sottostare ai vincoli di bilancio,
>>> quindi si ricade nel ragionamento riportato da Marco Conoscenti
>>> - Dalle slide e registrazione dell’incontro di ieri (https://nexa.polito.it/mercoledi-129 <https://nexa.polito.it/mercoledi-129>), si potrà evincere come è stato sottolineato la proposta di integrazione delle LG,
>>> che verte su criteri tecnici di qualità del software (secondo modello ISO 25010) e aspetti di contesto organizzato (in particolare le comunità di pratica):
>>> se accettate, il TCO avrà un ruolo ancora minore.
>>> Se invece il tuo punto è a priori, ovvero proprio nella presenza del TCO tra i criteri e nella possibilità di una Fase 3 con software proprietario,
>>> allora il nostro consiglio è di rivolgerti direttamente all’Agenzia per l’Italia Digitale, per sottolineare la tua posizione a riguardo.
>>> Ti ringrazio ancora,
>>> Un caro saluto,
>>> antonio
>>> --
>>> Antonio Vetrò, PhD Habil.
>>> Assistant Professor (RTD-A)
>>> Department of Control and Computer Engineering, Politecnico di Torino
>>> Senior research fellow at:
>>> Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it <https://nexa.polito.it/>>
>>> F/UL/L <https://full.polito.it <https://full.polito.it/>> | Future /Urban Legacy/ Lab
>>> Member ISO/IEC JTC1 SC7/WG6 Software Product and System Quality
>>> Member UNINFO <https://www.uninfo.it/ <https://www.uninfo.it/>> - Technical Commission on Software Engineering
>>> http://www.antoniovetro.it <http://www.antoniovetro.it/>
>>> Twitter: @phisaz <https://twitter.com/phisaz <https://twitter.com/phisaz>>
>>>> Il giorno 14 mag 2020, alle ore 15:17, Marco Conoscenti <mrconoscenti(a)gmail.com <mailto:mrconoscenti@gmail.com> <mailto:mrconoscenti@gmail.com <mailto:mrconoscenti@gmail.com>>> ha scritto:
>>>>
>>>> Caro Prof. Meo,
>>>>
>>>> io mi sono occupato unicamente della parte pratica di questo lavoro, ossia -in termini concreti-
>>>> ho tradotto in un foglio di calcolo la procedura di valutazione comparativa dei software,
>>>> i cui criteri di valutazione sono già stati definiti nelle "Linee guida su acquisizione e riuso del software
>>>> per la PA" di AgID [1]. Inoltre, non sono esattamente un esperto di questi temi.
>>>>
>>>> Ciononostante, provo a dare una prima risposta alle tue perplessità.
>>>>
>>>> Per quanto riguarda le dipendenze con il software proprietario, è sì un criterio di valutazione
>>>> del software, ma ha un impatto negativo. Intendo dire che, in fase di valutazione di un software,
>>>> maggiore è il numero di dipendenze che tale software ha con software proprietari, minore è
>>>> il punteggio ottenuto dal software nella valutazione. Questo dovrebbe in qualche misura
>>>> disincentivare l'adozione di software che abbiano dipendenze con software proprietari.
>>>>
>>>> Per quanto riguarda invece il TCO, ammetto di non conoscere esattamente quali voci
>>>> della bilancia commerciale vada ad impattare. Tuttavia, seguendo il modello che abbiamo
>>>> formulato, immagino che il TCO di un software le cui licenze abbiano un costo nullo sia
>>>> inferiore a quello di un software con licenze a pagamento; in questo modo, nella valutazione
>>>> comparativa, il software con licenze a costo zero verrebbe preferito a quello con costi di licenza.
>>>>
>>>> Certamente questa mia risposta non è esaustiva, e le tue domande meriterebbero approfondimenti
>>>> che vadano al di là dei meri aspetti pratici della procedura di valutazione comparativa.
>>>>
>>>> Un caro saluto,
>>>>
>>>> Marco Conoscenti
>>>>
>>>>
>>>> [1] https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/1… <https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/1…>
>>>>
>>>> Il giorno gio 14 mag 2020 alle ore 13:48 Angelo Raffaele Meo <meo(a)polito.it <mailto:meo@polito.it> <mailto:meo@polito.it <mailto:meo@polito.it>>> ha scritto:
>>>>
>>>> carissimi,
>>>> ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di
>>>> Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto.
>>>> Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia
>>>> perplessità per
>>>> le seguenti ragioni:
>>>> 1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di
>>>> software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione
>>>> riguarda
>>>> "il numero di dipendenze dal software proprietario"?
>>>> 2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"),
>>>> famigerata invenzione dei tempi in cui presiedevo la Commissione
>>>> Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal
>>>> punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa
>>>> spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia
>>>> commerciale -
>>>> e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio
>>>> investimento.
>>>> Io temo che il documento venga in futuro adottato come
>>>> "relazione
>>>> comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare
>>>> scelte
>>>> a favore di questo ultimo.
>>>> Pertanto il proporrei due enendamenti:
>>>> 1. Mai parlare di software proprietario.
>>>> 2. Mai parlare di TCO.
>>>> Scusate il mio fanatismo.
>>>> Raf
>>>> _______________________________________________
>>>> nexa mailing list
>>>> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>
>>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>
>>>>
>>>> _______________________________________________
>>>> nexa mailing list
>>>> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>
>>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
May 14, 2020
Re: [nexa] Valutazione e comparazione di software open source per le Pubbliche Amministrazioni.
by Antonio Vetro'
Caro Professore,
A pag. 13 delle slide della nostra presentazione (disponibili su https://nexa.polito.it/nexacenterfiles/129-mercoledi-nexa-agid.pdf <https://nexa.polito.it/mercoledi-129>) ,
è evidenziato come il nostro lavoro si sia concentrato sulle Fasi 2.2 e 2., ovvero: valutazione soluzioni riusabili per PA / open source.
Alcuni aspetti del modello TCO, obbligatorio perché previsto nelle Linee Guida, potrebbero riguardare anche per la sotto-fase 3.3,
che per questo è tratteggiata in quella slide (e forse proprio perché il concetto di TCO deriva da lì): ma è l’unico elemento,
quindi, con rispetto, non toglieremo l’ "open source" dal titolo della metodologia proposta per la valutazione comparativa.
Spero questi chiarimenti siano utili a te e chi altro in questa lista è interessato alla questione.
Sono disponibile ad approfondire privatamente, lasciando ad altri la possibilità di inserirsi qui.
Permettimi, però, di dissociarmi pubblicamente dalle tue affermazioni sul Team Digitale e AGID.
Un caro saluto,
e ancora grazie per l’occasione di approfondimento e confronto
Antonio
> Il giorno 14 mag 2020, alle ore 17:27, Angelo Raffaele Meo <meo(a)polito.it> ha scritto:
>
> carissimi,
> io ero fermo sulle linee guida del Team per l'Italia Digitale. Ora comprendo le ragioni per cui quel team è stato soppresso.
> Le nuove linee guida aono state riscritte da AGID (https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/1… <https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/1…>).
> Ho letto rapidamente le nuove linee guida ma ho capito l'obiettivo centrale di AGID già perseguito in altre circostanze: difendere il software proprietario, con grave danno per l'economia del Paese.
> A questo punto ritiro le due proposte di emendamento e ne propongo una nuova: togliere "open source" dal titolo della vostra valutazione, perchè le vostre regole si riferiscono a tutto il software, software proprietario compreso (per cui il famigerato TCO torna al potere).
> Che tristezza!!!!!
> Raf
>
> Il 14/05/20 15:45, Antonio Vetro' ha scritto:
>> Caro Prof. Meo,
>> Ti ringrazio molto per il tuo contributo all’incontro di ieri sera, e per queste tue pertinenti osservazioni e fondati timori.
>> Vorrei rassicurarti, e mi allineo con la risposta di Marco Conoscenti, ma sottolineando che la metodologia proposta dal Centro Nexa
>> deve essere conforme alle Linee Guida sul riuso e dunque deve per forza prevedere il TCO ( il quale però è solo uno dei tanti criteri ).
>> Link al pdf delle linee guida: https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizion… Aggiungo:
>> - come si evince dallo schema a pag. 10 e dettagli seguenti nelle pagine successive, la soluzione c.d. “Off the shelf” è prevista solo in Fase 3,
>> ovvero laddove la Fase 2 non abbia individuato nessun software già presente nelle PA o nel mondo dell’Open Source.
>> - Pag. 15-16: potrai apprezzare il ventaglio di criteri che si sommano al TCO, il quale deve sottostare ai vincoli di bilancio,
>> quindi si ricade nel ragionamento riportato da Marco Conoscenti
>> - Dalle slide e registrazione dell’incontro di ieri (https://nexa.polito.it/mercoledi-129) si potrà evincere come è stato sottolineato la proposta di integrazione delle LG,
>> che verte su criteri tecnici di qualità del software (secondo modello ISO 25010) e aspetti di contesto organizzato (in particolare le comunità di pratica):
>> se accettate, il TCO avrà un ruolo ancora minore.
>> Se invece il tuo punto è a priori, ovvero proprio nella presenza del TCO tra i criteri e nella possibilità di una Fase 3 con software proprietario,
>> allora il nostro consiglio è di rivolgerti direttamente all’Agenzia per l’Italia Digitale, per sottolineare la tua posizione a riguardo.
>> Ti ringrazio ancora,
>> Un caro saluto,
>> antonio
>> --
>> Antonio Vetrò, PhD Habil.
>> Assistant Professor (RTD-A)
>> Department of Control and Computer Engineering, Politecnico di Torino
>> Senior research fellow at:
>> Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it <https://nexa.polito.it/>>
>> F/UL/L <https://full.polito.it <https://full.polito.it/>> | Future /Urban Legacy/ Lab
>> Member ISO/IEC JTC1 SC7/WG6 Software Product and System Quality
>> Member UNINFO <https://www.uninfo.it/ <https://www.uninfo.it/>> - Technical Commission on Software Engineering
>> http://www.antoniovetro.it <http://www.antoniovetro.it/>
>> Twitter: @phisaz <https://twitter.com/phisaz <https://twitter.com/phisaz>>
>>> Il giorno 14 mag 2020, alle ore 15:17, Marco Conoscenti <mrconoscenti(a)gmail.com <mailto:mrconoscenti@gmail.com> <mailto:mrconoscenti@gmail.com <mailto:mrconoscenti@gmail.com>>> ha scritto:
>>>
>>> Caro Prof. Meo,
>>>
>>> io mi sono occupato unicamente della parte pratica di questo lavoro, ossia -in termini concreti-
>>> ho tradotto in un foglio di calcolo la procedura di valutazione comparativa dei software,
>>> i cui criteri di valutazione sono già stati definiti nelle "Linee guida su acquisizione e riuso del software
>>> per la PA" di AgID [1]. Inoltre, non sono esattamente un esperto di questi temi.
>>>
>>> Ciononostante, provo a dare una prima risposta alle tue perplessità.
>>>
>>> Per quanto riguarda le dipendenze con il software proprietario, è sì un criterio di valutazione
>>> del software, ma ha un impatto negativo. Intendo dire che, in fase di valutazione di un software,
>>> maggiore è il numero di dipendenze che tale software ha con software proprietari, minore è
>>> il punteggio ottenuto dal software nella valutazione. Questo dovrebbe in qualche misura
>>> disincentivare l'adozione di software che abbiano dipendenze con software proprietari.
>>>
>>> Per quanto riguarda invece il TCO, ammetto di non conoscere esattamente quali voci
>>> della bilancia commerciale vada ad impattare. Tuttavia, seguendo il modello che abbiamo
>>> formulato, immagino che il TCO di un software le cui licenze abbiano un costo nullo sia
>>> inferiore a quello di un software con licenze a pagamento; in questo modo, nella valutazione
>>> comparativa, il software con licenze a costo zero verrebbe preferito a quello con costi di licenza.
>>>
>>> Certamente questa mia risposta non è esaustiva, e le tue domande meriterebbero approfondimenti
>>> che vadano al di là dei meri aspetti pratici della procedura di valutazione comparativa.
>>>
>>> Un caro saluto,
>>>
>>> Marco Conoscenti
>>>
>>>
>>> [1] https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/1… <https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/1…>
>>>
>>> Il giorno gio 14 mag 2020 alle ore 13:48 Angelo Raffaele Meo <meo(a)polito.it <mailto:meo@polito.it> <mailto:meo@polito.it <mailto:meo@polito.it>>> ha scritto:
>>>
>>> carissimi,
>>> ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di
>>> Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto.
>>> Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia
>>> perplessità per
>>> le seguenti ragioni:
>>> 1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di
>>> software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione
>>> riguarda
>>> "il numero di dipendenze dal software proprietario"?
>>> 2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"),
>>> famigerata invenzione dei tempi in cui presiedevo la Commissione
>>> Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal
>>> punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa
>>> spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia
>>> commerciale -
>>> e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio
>>> investimento.
>>> Io temo che il documento venga in futuro adottato come
>>> "relazione
>>> comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare
>>> scelte
>>> a favore di questo ultimo.
>>> Pertanto il proporrei due enendamenti:
>>> 1. Mai parlare di software proprietario.
>>> 2. Mai parlare di TCO.
>>> Scusate il mio fanatismo.
>>> Raf
>>> _______________________________________________
>>> nexa mailing list
>>> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>
>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>
>>>
>>> _______________________________________________
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May 14, 2020
Re: [nexa] Valutazione e comparazione di software open source per le Pubbliche Amministrazioni.
by Angelo Raffaele Meo
carissimi,
io ero fermo sulle linee guida del Team per l'Italia
Digitale. Ora comprendo le ragioni per cui quel team è stato soppresso.
Le nuove linee guida aono state riscritte da AGID
(https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/1…)
Ho letto rapidamente le nuove linee guida ma ho capito l'obiettivo
centrale di AGID già perseguito in altre circostanze: difendere il
software proprietario, con grave danno per l'economia del Paese.
A questo punto ritiro le due proposte di emendamento e ne propongo una
nuova: togliere "open source" dal titolo della vostra valutazione,
perchè le vostre regole si riferiscono a tutto il software, software
proprietario compreso (per cui il famigerato TCO torna al potere).
Che tristezza!!!!!
Raf
Il 14/05/20 15:45, Antonio Vetro' ha scritto:
> Caro Prof. Meo,
>
> Ti ringrazio molto per il tuo contributo all’incontro di ieri sera, e
> per queste tue pertinenti osservazioni e fondati timori.
>
> Vorrei rassicurarti, e mi allineo con la risposta di Marco Conoscenti,
> ma sottolineando che la metodologia proposta dal Centro Nexa
> deve essere conforme alle Linee Guida sul riuso e dunque deve per forza
> prevedere il TCO ( il quale però è solo uno dei tanti criteri ).
>
> Link al pdf delle linee guida:
> https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizion…
>
>
> Aggiungo:
> - come si evince dallo schema a pag. 10 e dettagli seguenti nelle pagine
> successive, la soluzione c.d. “Off the shelf” è prevista solo in Fase 3,
> ovvero laddove la Fase 2 non abbia individuato nessun software già
> presente nelle PA o nel mondo dell’Open Source.
>
> - Pag. 15-16: potrai apprezzare il ventaglio di criteri che si sommano
> al TCO, il quale deve sottostare ai vincoli di bilancio,
> quindi si ricade nel ragionamento riportato da Marco Conoscenti
>
> - Dalle slide e registrazione dell’incontro di ieri
> (https://nexa.polito.it/mercoledi-129) si potrà evincere come è stato
> sottolineato la proposta di integrazione delle LG,
> che verte su criteri tecnici di qualità del software (secondo modello
> ISO 25010) e aspetti di contesto organizzato (in particolare le comunità
> di pratica):
> se accettate, il TCO avrà un ruolo ancora minore.
>
> Se invece il tuo punto è a priori, ovvero proprio nella presenza del TCO
> tra i criteri e nella possibilità di una Fase 3 con software proprietario,
> allora il nostro consiglio è di rivolgerti direttamente all’Agenzia per
> l’Italia Digitale, per sottolineare la tua posizione a riguardo.
>
> Ti ringrazio ancora,
> Un caro saluto,
> antonio
>
>
> --
>
> Antonio Vetrò, PhD Habil.
> Assistant Professor (RTD-A)
> Department of Control and Computer Engineering, Politecnico di Torino
>
> Senior research fellow at:
> Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it>
> F/UL/L <https://full.polito.it> | Future /Urban Legacy/ Lab
>
> Member ISO/IEC JTC1 SC7/WG6 Software Product and System Quality
> Member UNINFO <https://www.uninfo.it/> - Technical Commission on
> Software Engineering
>
> http://www.antoniovetro.it
> Twitter: @phisaz <https://twitter.com/phisaz>
>
>
>
>> Il giorno 14 mag 2020, alle ore 15:17, Marco Conoscenti
>> <mrconoscenti(a)gmail.com <mailto:mrconoscenti@gmail.com>> ha scritto:
>>
>> Caro Prof. Meo,
>>
>> io mi sono occupato unicamente della parte pratica di questo lavoro,
>> ossia -in termini concreti-
>> ho tradotto in un foglio di calcolo la procedura di valutazione
>> comparativa dei software,
>> i cui criteri di valutazione sono già stati definiti nelle "Linee
>> guida su acquisizione e riuso del software
>> per la PA" di AgID [1]. Inoltre, non sono esattamente un esperto di
>> questi temi.
>>
>> Ciononostante, provo a dare una prima risposta alle tue perplessità.
>>
>> Per quanto riguarda le dipendenze con il software proprietario, è sì
>> un criterio di valutazione
>> del software, ma ha un impatto negativo. Intendo dire che, in fase di
>> valutazione di un software,
>> maggiore è il numero di dipendenze che tale software ha con software
>> proprietari, minore è
>> il punteggio ottenuto dal software nella valutazione. Questo dovrebbe
>> in qualche misura
>> disincentivare l'adozione di software che abbiano dipendenze con
>> software proprietari.
>>
>> Per quanto riguarda invece il TCO, ammetto di non conoscere
>> esattamente quali voci
>> della bilancia commerciale vada ad impattare. Tuttavia, seguendo il
>> modello che abbiamo
>> formulato, immagino che il TCO di un software le cui licenze abbiano
>> un costo nullo sia
>> inferiore a quello di un software con licenze a pagamento; in questo
>> modo, nella valutazione
>> comparativa, il software con licenze a costo zero verrebbe preferito a
>> quello con costi di licenza.
>>
>> Certamente questa mia risposta non è esaustiva, e le tue domande
>> meriterebbero approfondimenti
>> che vadano al di là dei meri aspetti pratici della procedura di
>> valutazione comparativa.
>>
>> Un caro saluto,
>>
>> Marco Conoscenti
>>
>>
>> [1]
>> https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/1…
>>
>> Il giorno gio 14 mag 2020 alle ore 13:48 Angelo Raffaele Meo
>> <meo(a)polito.it <mailto:meo@polito.it>> ha scritto:
>>
>> carissimi,
>> ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di
>> Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto.
>> Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia
>> perplessità per
>> le seguenti ragioni:
>> 1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di
>> software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione
>> riguarda
>> "il numero di dipendenze dal software proprietario"?
>> 2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"),
>> famigerata invenzione dei tempi in cui presiedevo la Commissione
>> Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal
>> punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa
>> spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia
>> commerciale -
>> e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio
>> investimento.
>> Io temo che il documento venga in futuro adottato come
>> "relazione
>> comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare
>> scelte
>> a favore di questo ultimo.
>> Pertanto il proporrei due enendamenti:
>> 1. Mai parlare di software proprietario.
>> 2. Mai parlare di TCO.
>> Scusate il mio fanatismo.
>> Raf
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
May 14, 2020
Re: [nexa] Valutazione e comparazione di software open source per le Pubbliche Amministrazioni.
by Antonio Vetro'
Caro Prof. Meo,
Ti ringrazio molto per il tuo contributo all’incontro di ieri sera, e per queste tue pertinenti osservazioni e fondati timori.
Vorrei rassicurarti, e mi allineo con la risposta di Marco Conoscenti, ma sottolineando che la metodologia proposta dal Centro Nexa
deve essere conforme alle Linee Guida sul riuso e dunque deve per forza prevedere il TCO ( il quale però è solo uno dei tanti criteri ).
Link al pdf delle linee guida: https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizion… <https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizion…>
Aggiungo:
- come si evince dallo schema a pag. 10 e dettagli seguenti nelle pagine successive, la soluzione c.d. “Off the shelf” è prevista solo in Fase 3,
ovvero laddove la Fase 2 non abbia individuato nessun software già presente nelle PA o nel mondo dell’Open Source.
- Pag. 15-16: potrai apprezzare il ventaglio di criteri che si sommano al TCO, il quale deve sottostare ai vincoli di bilancio,
quindi si ricade nel ragionamento riportato da Marco Conoscenti
- Dalle slide e registrazione dell’incontro di ieri (https://nexa.polito.it/mercoledi-129 <https://nexa.polito.it/mercoledi-129>), si potrà evincere come è stato sottolineato la proposta di integrazione delle LG,
che verte su criteri tecnici di qualità del software (secondo modello ISO 25010) e aspetti di contesto organizzato (in particolare le comunità di pratica):
se accettate, il TCO avrà un ruolo ancora minore.
Se invece il tuo punto è a priori, ovvero proprio nella presenza del TCO tra i criteri e nella possibilità di una Fase 3 con software proprietario,
allora il nostro consiglio è di rivolgerti direttamente all’Agenzia per l’Italia Digitale, per sottolineare la tua posizione a riguardo.
Ti ringrazio ancora,
Un caro saluto,
antonio
--
Antonio Vetrò, PhD Habil.
Assistant Professor (RTD-A)
Department of Control and Computer Engineering, Politecnico di Torino
Senior research fellow at:
Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it/>
FULL <https://full.polito.it/> | Future Urban Legacy Lab
Member ISO/IEC JTC1 SC7/WG6 Software Product and System Quality
Member UNINFO <https://www.uninfo.it/> - Technical Commission on Software Engineering
http://www.antoniovetro.it <http://www.antoniovetro.it/>
Twitter: @phisaz <https://twitter.com/phisaz>
> Il giorno 14 mag 2020, alle ore 15:17, Marco Conoscenti <mrconoscenti(a)gmail.com> ha scritto:
>
> Caro Prof. Meo,
>
> io mi sono occupato unicamente della parte pratica di questo lavoro, ossia -in termini concreti-
> ho tradotto in un foglio di calcolo la procedura di valutazione comparativa dei software,
> i cui criteri di valutazione sono già stati definiti nelle "Linee guida su acquisizione e riuso del software
> per la PA" di AgID [1]. Inoltre, non sono esattamente un esperto di questi temi.
>
> Ciononostante, provo a dare una prima risposta alle tue perplessità.
>
> Per quanto riguarda le dipendenze con il software proprietario, è sì un criterio di valutazione
> del software, ma ha un impatto negativo. Intendo dire che, in fase di valutazione di un software,
> maggiore è il numero di dipendenze che tale software ha con software proprietari, minore è
> il punteggio ottenuto dal software nella valutazione. Questo dovrebbe in qualche misura
> disincentivare l'adozione di software che abbiano dipendenze con software proprietari.
>
> Per quanto riguarda invece il TCO, ammetto di non conoscere esattamente quali voci
> della bilancia commerciale vada ad impattare. Tuttavia, seguendo il modello che abbiamo
> formulato, immagino che il TCO di un software le cui licenze abbiano un costo nullo sia
> inferiore a quello di un software con licenze a pagamento; in questo modo, nella valutazione
> comparativa, il software con licenze a costo zero verrebbe preferito a quello con costi di licenza.
>
> Certamente questa mia risposta non è esaustiva, e le tue domande meriterebbero approfondimenti
> che vadano al di là dei meri aspetti pratici della procedura di valutazione comparativa.
>
> Un caro saluto,
>
> Marco Conoscenti
>
>
> [1] https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/1… <https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/1…>
> Il giorno gio 14 mag 2020 alle ore 13:48 Angelo Raffaele Meo <meo(a)polito.it <mailto:meo@polito.it>> ha scritto:
> carissimi,
> ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di
> Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto.
> Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia perplessità per
> le seguenti ragioni:
> 1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di
> software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione riguarda
> "il numero di dipendenze dal software proprietario"?
> 2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"),
> famigerata invenzione dei tempi in cui presiedevo la Commissione
> Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal
> punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa
> spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia commerciale -
> e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio investimento.
> Io temo che il documento venga in futuro adottato come "relazione
> comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare scelte
> a favore di questo ultimo.
> Pertanto il proporrei due enendamenti:
> 1. Mai parlare di software proprietario.
> 2. Mai parlare di TCO.
> Scusate il mio fanatismo.
> Raf
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> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
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May 14, 2020
Re: [nexa] Valutazione e comparazione di software open source per le Pubbliche Amministrazioni.
by Marco Conoscenti
Caro Prof. Meo,
io mi sono occupato unicamente della parte pratica di questo lavoro, ossia
-in termini concreti-
ho tradotto in un foglio di calcolo la procedura di valutazione comparativa
dei software,
i cui criteri di valutazione sono già stati definiti nelle "Linee guida su
acquisizione e riuso del software
per la PA" di AgID [1]. Inoltre, non sono esattamente un esperto di questi
temi.
Ciononostante, provo a dare una prima risposta alle tue perplessità.
Per quanto riguarda le dipendenze con il software proprietario, è sì un
criterio di valutazione
del software, ma ha un impatto negativo. Intendo dire che, in fase di
valutazione di un software,
maggiore è il numero di dipendenze che tale software ha con software
proprietari, minore è
il punteggio ottenuto dal software nella valutazione. Questo dovrebbe in
qualche misura
disincentivare l'adozione di software che abbiano dipendenze con software
proprietari.
Per quanto riguarda invece il TCO, ammetto di non conoscere esattamente
quali voci
della bilancia commerciale vada ad impattare. Tuttavia, seguendo il modello
che abbiamo
formulato, immagino che il TCO di un software le cui licenze abbiano un
costo nullo sia
inferiore a quello di un software con licenze a pagamento; in questo modo,
nella valutazione
comparativa, il software con licenze a costo zero verrebbe preferito a
quello con costi di licenza.
Certamente questa mia risposta non è esaustiva, e le tue domande
meriterebbero approfondimenti
che vadano al di là dei meri aspetti pratici della procedura di valutazione
comparativa.
Un caro saluto,
Marco Conoscenti
[1]
https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/1…
Il giorno gio 14 mag 2020 alle ore 13:48 Angelo Raffaele Meo <meo(a)polito.it>
ha scritto:
> carissimi,
> ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di
> Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto.
> Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia perplessità
> per
> le seguenti ragioni:
> 1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di
> software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione riguarda
> "il numero di dipendenze dal software proprietario"?
> 2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"),
> famigerata invenzione dei tempi in cui presiedevo la Commissione
> Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal
> punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa
> spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia commerciale -
> e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio investimento.
> Io temo che il documento venga in futuro adottato come "relazione
> comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare scelte
> a favore di questo ultimo.
> Pertanto il proporrei due enendamenti:
> 1. Mai parlare di software proprietario.
> 2. Mai parlare di TCO.
> Scusate il mio fanatismo.
> Raf
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
May 14, 2020
la soluzione tedesca al tracciamento digitale dei contatti
by Enrico Nardelli
è descritta qua
https://github.com/corona-warn-app/cwa-documentation
e un confronto molto preliminare con la soluzione inglese
https://www.bbc.com/news/technology-52650576
-- EN
=====================================================================
Prof. Enrico Nardelli
Dipartimento di Matematica - Universita' di Roma "Tor Vergata"
Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli(a)mat.uniroma2.it
home page: http://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
blog: http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/enardelli/
http://link-and-think.blogspot.it/
=====================================================================
--
May 14, 2020
Valutazione e comparazione di software open source per le Pubbliche Amministrazioni.
by Angelo Raffaele Meo
carissimi,
ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di
Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto.
Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia perplessità per
le seguenti ragioni:
1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di
software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione riguarda
"il numero di dipendenze dal software proprietario"?
2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"),
famigerata invenzione dei tempi in cui presiedevo la Commissione
Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal
punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa
spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia commerciale -
e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio investimento.
Io temo che il documento venga in futuro adottato come "relazione
comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare scelte
a favore di questo ultimo.
Pertanto il proporrei due enendamenti:
1. Mai parlare di software proprietario.
2. Mai parlare di TCO.
Scusate il mio fanatismo.
Raf
May 14, 2020
Re: [nexa] "Senate Votes to Allow FBI to Look at Your Web Browsing History Without a Warrant"
by Giovanni Biscuolo
Buongiorno,
IMHO il titolo travisa la realtà :-)
Mi spiego meglio: _non_ è vero che il senato _ieri_ ha concesso alla FBI
(fosse solo quella, tra l'altro) di mettere il naso (da remoto) nella
cronologia delle ricerche sul web (di praticamente quasi ogni utente
della terra).
...era già possibile prima, previsto dal Patriot Act e dagli emendamenti
al FISA.
"J.C. DE MARTIN" <demartin(a)polito.it> writes:
> Senate Votes to Allow FBI to Look at Your Web Browsing History Without
> a Warrant
>
>
> The government just got even more power to spy on your internet
> habits as millions remain quarantined at home.
>
> by Janus Rose <https://www.vice.com/en_us/contributor/janus-rose>
> May 13 2020, 9:32pm
>
> https://www.vice.com/en_us/article/jgxxvk/senate-votes-to-allow-fbi-to-look…
Credo che questo articolo dia la notizia in modo più completo, oltre che
dare un riassunto esaustivo del contesto (lettura consigliata a chi ha
poco tempo e vuole capire i contorni della questione):
https://news.immitate.com/2020/05/14/senate-lets-patriot-act-keep-surveilli…
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
the Senate voted on Wednesday not to protect Americans’ internet
browsing and search history data from secret and warrantless
surveillance by law enforcement. The measure needed 60 votes to
pass. It got 59.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
L'emendamento che non è stato approvato è questo:
https://www.senate.gov/legislative/LIS/roll_call_lists/roll_call_vote_cfm.c…
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Amendment Number: S.Amdt. 1583 to H.R. 6172 (USA FREEDOM Reauthorization
Act of 2020)
Statement of Purpose: To remove internet website browsing information
and search history from scope of authority to access certain business
records for foreign intelligence and international terrorism
investigations.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Era quindi un emendamento al "2020 reauth act" dell'altro ieri,
approvato a larghissima maggioranza:
https://www.commondreams.org/news/2020/03/12/152-house-democrats-join-gop-r…
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
The bill, formally titled the USA FREEDOM Reauthorization Act, cleared
the House by a vote of 278 to 136, with 152 Democrats and 126
Republicans voting yes.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
La saga delle proroghe e della sorveglianza globale continua...
Saluti, Giovanni
--
Giovanni Biscuolo
May 14, 2020
"Senate Votes to Allow FBI to Look at Your Web Browsing History Without a Warrant"
by J.C. DE MARTIN
Senate Votes to Allow FBI to Look at Your Web Browsing History Without
a Warrant
The government just got even more power to spy on your internet
habits as millions remain quarantined at home.
by Janus Rose <https://www.vice.com/en_us/contributor/janus-rose>
May 13 2020, 9:32pm
https://www.vice.com/en_us/article/jgxxvk/senate-votes-to-allow-fbi-to-look…
May 14, 2020
Re: [nexa] Naomi Klein: How big tech plans to profit from the pandemic | News | The Guardian
by Giuseppe Attardi
Lo scorso novembre (mail allegata) avevo preconizzato uno scenario distopico in cui tutti saremmo diventati animali da batteria, che vivono confinati in casa, controllati da dispositivi che controllano la nostra salute, ci portano il cibo da mangiare, ci obbligano a fare ginnastica se ingrassiamo troppo, e di tanto in tanto ci ingaggiano per attività da mechanical turk o crowdsourcing per raccogliere dati di apprendimento, o per recommender system, da cui guadagnarci un tanto per sopravvivere.
Pensavo di farci un video, per illustrare il pericolo, ma mi hanno detto che ci volevano troppi soldi per fare un buon lavoro.
Comunque la realtà sta anticipando la mia peggiore fantasia.
— Beppe
> On 18 Nov 2019, at 22:49, Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it> wrote:
>
> Dopo aver visto questo video:
>
> https://youtu.be/pbqJgHUwI4w
>
> ne ho visto un altro in cui una telecamera segue una persona per tutta la casa, guarda ciò che mangia, lo avvisa che dopo pranzo deve prendere una medicina, guarda cosa c’è in frigo e gli dice di buttare i cibi avariati.
>
> Questo mi ha fatto immaginare un futuro tecnologico un po’ distopico in cui le persone finiscono per essere assoggettate alle macchine quasi come polli in batteria.
>
> Ogni persona sta nella sua stanzetta e vive interagendo col resto del mondo tramite la rete e vari dispositivi.
> Il nostro personaggio, che chiamerò Igor, con un braccialetto ai polsi che rileva lo stato di salute, seduta in poltrona davanti a uno schermo, dove gli appare un assistente a suggerirgli cosa guardare, poi lo invia a indossare un vestito e lo riprende mentre lo prova danzando, provando 2-3 diverse canzoni e infine lo pubblica in rete, dove viene visto dai suoi amici che commentano, poi viene chiamato da un robot marketer che gli chiede cosa pensa della proposta di mettere un deposito merci al posto del giardino del vicinato.
> Nel frattempo i like al suo vestito arrivano pochi like e quindi il suo score di influencer diminuisce.
> L’assistente segnala che costi il suo conto bancario si sta esaurendo e quindi lo invita ad andare a fare qualche lavoretto di Mechanical Turk, annotando dati.
> Igor protesta perché vorrebbe vedere la partita, ma l’assistente lo rimprovera e gli blocca il televisore.
> Siccome ci mette troppo tempo, lo pungola fare più in fretta altrimenti non ce la farà a guadagnare abbastanza.
> All'ora di pranzo, Igor vorrebbe ordinare un piatto di lasagne, ma l’assistente gi dice che sta ingrassando e che deve accontentarsi di una pastina in brodo e del puré, che gli consegnato da un drone all’assistente che lo mette a riscaldare in microonde.
> Dopo pranzo, l’assistente lo obbliga a prendere una medicina per il diabete.
> Più tardi gli porta una tuta e scarpe da ginnastica e gliele fa indossare e poi lo mette a fare ginnastica, impersonando un personal trainer.
> Mentre fa gli esercizi, controlla polso e pressione e manda i dati a un’azienda sanitaria privata.
>
> Si potrebbe fare un video di animazione su uno script del genere?
>
> On 13 May 2020, at 10:09, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>
> From: Alberto Cammozzo <ac+nexa(a)zeromx.net <mailto:ac+nexa@zeromx.net>>
> To: Nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>
> Subject: [nexa] Naomi Klein: How big tech plans to profit from the
> pandemic | News | The Guardian
> Message-ID: <699E1290-ADF1-41E9-8B96-836263FAE0C3(a)zeromx.net <mailto:699E1290-ADF1-41E9-8B96-836263FAE0C3@zeromx.net>>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
>
> <https://www.theguardian.com/news/2020/may/13/naomi-klein-how-big-tech-plans… <https://www.theguardian.com/news/2020/may/13/naomi-klein-how-big-tech-plans…>>
>
> or a few fleeting moments during the New York governor Andrew Cuomo’s daily coronavirus briefing on Wednesday 6 May, the sombre grimace that has filled our screens for weeks was briefly replaced by something resembling a smile.
>
> “We are ready, we’re all-in,” the governor gushed. “We are New Yorkers, so we’re aggressive about it, we’re ambitious about it … We realise that change is not only imminent, but it can actually be a friend if done the right way.”
>
> The inspiration for these uncharacteristically good vibes was a video visit from the former Google CEO Eric Schmidt, who joined the governor’s briefing to announce that he will be heading up a panel to reimagine New York state’s post-Covid reality, with an emphasis on permanently integrating technology into every aspect of civic life.
>
> “The first priorities of what we’re trying to do,” Schmidt said, “are focused on telehealth, remote learning, and broadband … We need to look for solutions that can be presented now, and accelerated, and use technology to make things better.” Lest there be any doubt that the former Google chair’s goals were purely benevolent, his video background featured a framed pair of golden angel wings.
>
> Just one day earlier, Cuomo had announced a similar partnership with the Bill and Melinda Gates Foundation to develop “a smarter education system”. Calling Gates a “visionary”, Cuomo said the pandemic has created “a moment in history when we can actually incorporate and advance [Gates’s] ideas … all these buildings, all these physical classrooms – why, with all the technology you have?” he asked, apparently rhetorically.
>
> It has taken some time to gel, but something resembling a coherent pandemic shock doctrine is beginning to emerge. Call it the Screen New Deal. Far more hi-tech than anything we have seen during previous disasters, the future that is being rushed into being as the bodies still pile up treats our past weeks of physical isolation not as a painful necessity to save lives, but as a living laboratory for a permanent – and highly profitable – no-touch future.
>
> Anuja Sonalker, the CEO of Steer Tech, a Maryland-based company selling self-parking technology, recently summed up the new virus-personalised pitch. “There has been a distinct warming up to humanless, contactless technology,” she said. “Humans are biohazards, machines are not.”
>
> It’s a future in which our homes are never again exclusively personal spaces, but are also, via high-speed digital connectivity, our schools, our doctor’s offices, our gyms, and, if determined by the state, our jails. Of course, for many of us, those same homes were already turning into our never-off workplaces and our primary entertainment venues before the pandemic, and surveillance incarceration “in the community” was already booming. But in the future that is hastily being constructed, all of these trends are poised for a warp-speed acceleration.
>
> This is a future in which, for the privileged, almost everything is home delivered, either virtually via streaming and cloud technology, or physically via driverless vehicle or drone, then screen “shared” on a mediated platform. It’s a future that employs far fewer teachers, doctors and drivers. It accepts no cash or credit cards (under guise of virus control), and has skeletal mass transit and far less live art. It’s a future that claims to be run on “artificial intelligence”, but is actually held together by tens of millions of anonymous workers tucked away in warehouses, data centres, content-moderation mills, electronic sweatshops, lithium mines, industrial farms, meat-processing plants and prisons, where they are left unprotected from disease and hyper-exploitation. It’s a future in which our every move, our every word, our every relationship is trackable, traceable and data-mineable by unprecedented collaborations between government and tech giants.
> [...]
May 13, 2020