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Re: [nexa] supporto a scuole ed open source
by Giacomo Tesio
On 08/03/2020, Leslie CameronCurry <leslie.cameroncurry(a)gmail.com> wrote:
> My two cents da docente di scuola superiore.
Grazie per questa splendida condivisione.
> Ho insistito e premuto perché si usasse Moodle in quanto siamo una scuola
> che deve attenersi alle indicazioni del GDPR e anche rispettare la propria
> funzione formativa e di attenzione per gli studenti, e mi pare che questa
> funzione oggi si traduca nell'attenzione per i dati di minorenni o comunque
> giovani, nell'appoggiarsi a un provider i cui server sono in Italia.
Esatto.
A tendere la norma dovrebbe diventare il controllo fisico dei server
da parte delle scuole (ricordiamoci che per scuole elementari, medie e
superiori, parliamo poche migliaia di utenti per scuola, un carico
risibile con il software adatto), ma in un'ottica di riduzione del
danno, l'uso di server collocati in fisicamente Italia (cosa purtroppo
non banale da garantire, che di rivenditori di cloud è pieno il mondo)
è molto meglio che l'uso di servizi controllati da società di
sorveglianza che trafficano in dati.
Ma la cosa più importante è diffondere consapevolezza.
Grazie.
> Vi chiedo se potete suggerire dei servizi per incontri video.
In questo thread è già stato nominato Jitsi Meet.
E' un ottimo software opensource se si controlla il server centrale su
cui è installato.
Stefano citava https://meet.jit.si ma purtroppo si tratta di una
istanza tracciata da Google che attraverso Analytics può tracciare chi
parla con chi e a riguardo di cosa (il nome della stanza):
https://github.com/jitsi/jitsi-meet/issues/4590
Se non puoi ottenere un'istanza dedicata alla tua scuola, ti consiglio
di usare o https://framatalk.org/accueil/it/ o https://jitsi.linux.it/
che quanto meno non informano Google.
Jitsi può registrare videoconferenze via YouTube, ma te lo sconsiglio
caldamente per evitare di diffondere immagini e voci dei ragazzi
(nonché tutto ciò che si potrebbe dedurre dalle interazioni fra di
loro e con l'insegnante).
Per registrare è anche possibile usare Jibri
https://github.com/jitsi/jibri se si dispone di un server adatto.
D'altro canto, come dicevo, considerate PeerTube per distribuire i
video (possibilmente su istanze affidabili, meglio se controllate
fisicamente da voi, come sempre).
PeerTube è un sistema distribuito che permette di alleviare il carico
per il server, nonché i costi di banda.
Un'alternativa più sicura ma un po' meno facile da usare per alcuni
utenti è Jami.NET https://jami.net/download-jami-windows/ si tratta di
un sistema peer to peer crittografato end to end, che esiste anche per
Linux, Android, iOS etc... e NON usa il browser.
D'altro canto, Jami non richiede un server.
A presto!
Giacomo
March 8, 2020
Re: [nexa] supporto a scuole ed open source
by Stefano Zacchiroli
On Sun, Mar 08, 2020 at 10:37:53AM +0100, Leslie CameronCurry wrote:
> Vi chiedo se potete suggerire dei servizi per incontri video.
Approfitto di questo sotto thread per una condivisione di
domande/consigli su questo punto. Uso da anni Jitsi Meet (via la sua
istanza https://meet.jit.si/ ) per audio/video conferenze di lavoro.
Rimpiazza *benissimo* tutti i servizi proprietari equivalenti ed è
veramente multi piattaforma.
Esito però a consigliarlo in questa fase alle scuole perché: (1) non ho
esperienza diretta di uso di Jitsi con 20-30 partecipanti (che sarebbe
il caso delle scuole per le lezioni a distanza) e (2) trovo informazioni
discordanti in rete a proposito di fino a quale limite di partecipanti
funziona bene (il che è comprensibile perché ci sono molti fattori in
gioco).
Qualcuno ha studiato la questione bene per il caso d'uso specifico della
didattica a distanza? (Quinta: ho visto che chiedevi info su questo
punto l'altro giorno su Twitter, ma non ho capito se hai raggiunto una
conclusione.) Si può raccomandare Jitsi senza incorrere in rischi
eccessivi di deludere gli utenti? Nel caso, si può raccomandare
l'istanza pubblica oppure meglio consigliare un'installazione on premise
ad hoc?
A presto
--
Stefano Zacchiroli . zack(a)upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o
Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o
Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o .
« the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
March 8, 2020
Re: [nexa] supporto a scuole ed open source
by Leslie CameronCurry
My two cents da docente di scuola superiore.
Seguo Nexa da anni. Sono un docente e "animatore digitale" di una scuola
superiore di Torino. A parte l'orribile espressione "animatore digitale",
per le mie lezioni ho usato per anni Moodle, in modo quasi del tutto
solitario e al limite del solipsistico. Da fine febbraio a oggi tutta la
scuola, studenti e docenti, usa Moodle. A parte il disorientamento di molti
che stanno scoprendo un mondo spesso guardato con diffidenza e sospetto,
devo dire che le reazioni sono positive e nel complesso costruttive.
Docenti fino a ieri sordi a qualsiasi invito a sperimentare o almeno
inserire una password per entrare in iun account, oggi sono condividono,
creano forum, incorporano filmati.
Ho insistito e premuto perché si usasse Moodle in quanto siamo una scuola
che deve attenersi alle indicazioni del GDPR e anche rispettare la propria
funzione formativa e di attenzione per gli studenti, e mi pare che questa
funzione oggi si traduca nell'attenzione per i dati di minorenni o comunque
giovani, nell'appoggiarsi a un provider i cui server sono in Italia.
La nostra versione di Moodle non è la più recente per cui non possiamo
usare tutte le funzioni della versione per smartphone ma non mi pare il
momento migliore per fare aggiornamenti e sperimentazioni. Vi chiedo se
potete suggerire dei servizi per incontri video.
Buona giornata e cordiali saluti.
Leslie Cameron-Curry
leslie.cameroncurry(a)gmail.com
==========================
Il giorno sab 7 mar 2020 alle ore 23:54 Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> ha
scritto:
> On 06/03/2020, M. Fioretti <mfioretti(a)nexaima.net> wrote:
> > On Thu, Mar 05, 2020 23:08:58 PM +0100, Giacomo Tesio wrote:
> >
> >> Da qui a giugno ci sono 3 mesi, un tempo sufficiente per progettare,
> >> realizzare e distribuire sul territorio italiano un sistema di
> >> didattica online migliore di quello che possiamo realizzare in una
> >> settimana, con o senza Google & friends.
> >
> > Forse ho capito male quello che hai in mente ma... con realizzare e
> > distribuire cosa ci fai? Stai dicendo che a GIUGNO studenti e
> > insegnanti a) sarebbero subito in grado di usare questo mirabilante
> > sistema (vedi sotto), senza perdere due settimane a capire come si
> > accende, come si usa eccetera...
>
> Non esattamente.
> Sto dicendo che, se dovesse essere necessario, a Giugno insegnanti e
> studenti sarebbero più pronti di quanto non siano oggi. Non ha caso ho
> comunque parlato di un sistema "di emergenza".
>
> > e b) che a quel punto dovrebbero
> > recuperare quello che non hanno fatto fino ad allora, cioe' lavorare
> > comunque in piena estate (di nuovo: auguri a chi non ha il
> > condizionatore), impedendo alle famiglie che possono permetterselo di
> > andare in ferie insieme?
>
> In questo momento non abbiamo informazioni sufficienti per pianificare il
> futuro.
> E' possibile che fra i vari sacrifici che dovremo fare ci saranno anche
> cose come queste.
>
> E non solo per recuperare le lezioni: non sono l'unico ad aver già usato
> una settimana di ferie per stare con le bambine. Ed al di là del consumo di
> ferie e permessi, il lavoro si accumula e bisognerà recuperarlo prima o poi.
>
> > "io ho paura [del casino che combineremo con la didattica a distanza,
> > non del virus, NdR], da prox settimana tramite una piattaforma bambini
> > di 9 anni a cui non fanno vedere un computer manco dipinto, con
> > insegnanti ottime in tradizionale ma che a livello digitale hanno una
> > didattica del tipo "abbiamo comprato i tablet ma non sappiamo cosa
> > farne " dovranno usare pdf, video, esercizi interattivi, schede, non
> > si sa quale altra roba. Seguiti dai nonni o dalle tate magari. Ho
> > fatto una prova: giustamente mia figlia a 9 anni non sa usare il
> > mouse"
>
> Ma infatti sono molte le ragioni per cui NON inventarsi soluzioni
> frettolose.
>
> La diffusione di dati degli studenti (dati che avranno grande influenza
> sul loro futuro) è quello che mi preoccupa di più.
> Ma c'è anche il digital divide fra chi segue i ragazzi che potrebbe
> penalizzarli etc...
>
>
> > Sicuramente nei prossimi mesi sbocceranno tante esperienze di
> > e-learning meravigliose e valide, da copiare e diffondere CON CALMA,
> > ma nate dal basso, senza ambizioni nazionali. Non vedo l'ora.
>
> Speriamo.
>
> Ma automatizzare l'installazione ed integrare LetsEncrypt (lo so... Ma in
> emergenza è accettabile), Jitsi, Jibri, Peertube, nextcloud ed un forum
> online non dovrebbe essere così complesso. Con un team capace e motivato,
> si tira su qualcosa in un paio di mesi al massimo.
>
> Servirebbe poi un sistema di dns dinamico per garantire a qualsiasi scuola
> la possibilità di sfruttare l'hardware di cui dispone in loco.
>
> Nel frattempo si dovrebbe formare il personale e gli studenti per usarli
> (che direi però è fattibile).
>
>
> > Ma nel frattempo cerchiamo di spendere tutto quel che e' possibile in
> > potenziamento serio della sanita', che quelli son soldi da spendere
> > comunque, in "generi" di prima necessita', che sicuramente verranno
> > usati tutti ogni giorno, per parecchi anni.
>
> Su questo siamo d'accordo.
>
> Non stavo proponendo un prodotto da comprare, ma beni comuni da integrare
> sia dal basso che dall'alto insieme e con calma.
>
> Quanto meno... Con più calma di quanto vedevo in giro.
>
> Non ci servono centometristi, siamo di fronte ad una lunga maratona.
>
>
> Giacomo _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
March 8, 2020
supporto a scuole ed open source
by Giacomo Tesio
On 06/03/2020, M. Fioretti <mfioretti(a)nexaima.net> wrote:
> On Thu, Mar 05, 2020 23:08:58 PM +0100, Giacomo Tesio wrote:
>
>> Da qui a giugno ci sono 3 mesi, un tempo sufficiente per progettare,
>> realizzare e distribuire sul territorio italiano un sistema di
>> didattica online migliore di quello che possiamo realizzare in una
>> settimana, con o senza Google & friends.
>
> Forse ho capito male quello che hai in mente ma... con realizzare e
> distribuire cosa ci fai? Stai dicendo che a GIUGNO studenti e
> insegnanti a) sarebbero subito in grado di usare questo mirabilante
> sistema (vedi sotto), senza perdere due settimane a capire come si
> accende, come si usa eccetera...
Non esattamente.
Sto dicendo che, se dovesse essere necessario, a Giugno insegnanti e
studenti sarebbero più pronti di quanto non siano oggi. Non ha caso ho
comunque parlato di un sistema "di emergenza".
> e b) che a quel punto dovrebbero
> recuperare quello che non hanno fatto fino ad allora, cioe' lavorare
> comunque in piena estate (di nuovo: auguri a chi non ha il
> condizionatore), impedendo alle famiglie che possono permetterselo di
> andare in ferie insieme?
In questo momento non abbiamo informazioni sufficienti per pianificare il
futuro.
E' possibile che fra i vari sacrifici che dovremo fare ci saranno anche
cose come queste.
E non solo per recuperare le lezioni: non sono l'unico ad aver già usato
una settimana di ferie per stare con le bambine. Ed al di là del consumo di
ferie e permessi, il lavoro si accumula e bisognerà recuperarlo prima o poi.
> "io ho paura [del casino che combineremo con la didattica a distanza,
> non del virus, NdR], da prox settimana tramite una piattaforma bambini
> di 9 anni a cui non fanno vedere un computer manco dipinto, con
> insegnanti ottime in tradizionale ma che a livello digitale hanno una
> didattica del tipo "abbiamo comprato i tablet ma non sappiamo cosa
> farne " dovranno usare pdf, video, esercizi interattivi, schede, non
> si sa quale altra roba. Seguiti dai nonni o dalle tate magari. Ho
> fatto una prova: giustamente mia figlia a 9 anni non sa usare il
> mouse"
Ma infatti sono molte le ragioni per cui NON inventarsi soluzioni
frettolose.
La diffusione di dati degli studenti (dati che avranno grande influenza sul
loro futuro) è quello che mi preoccupa di più.
Ma c'è anche il digital divide fra chi segue i ragazzi che potrebbe
penalizzarli etc...
> Sicuramente nei prossimi mesi sbocceranno tante esperienze di
> e-learning meravigliose e valide, da copiare e diffondere CON CALMA,
> ma nate dal basso, senza ambizioni nazionali. Non vedo l'ora.
Speriamo.
Ma automatizzare l'installazione ed integrare LetsEncrypt (lo so... Ma in
emergenza è accettabile), Jitsi, Jibri, Peertube, nextcloud ed un forum
online non dovrebbe essere così complesso. Con un team capace e motivato,
si tira su qualcosa in un paio di mesi al massimo.
Servirebbe poi un sistema di dns dinamico per garantire a qualsiasi scuola
la possibilità di sfruttare l'hardware di cui dispone in loco.
Nel frattempo si dovrebbe formare il personale e gli studenti per usarli
(che direi però è fattibile).
> Ma nel frattempo cerchiamo di spendere tutto quel che e' possibile in
> potenziamento serio della sanita', che quelli son soldi da spendere
> comunque, in "generi" di prima necessita', che sicuramente verranno
> usati tutti ogni giorno, per parecchi anni.
Su questo siamo d'accordo.
Non stavo proponendo un prodotto da comprare, ma beni comuni da integrare
sia dal basso che dall'alto insieme e con calma.
Quanto meno... Con più calma di quanto vedevo in giro.
Non ci servono centometristi, siamo di fronte ad una lunga maratona.
Giacomo
March 7, 2020
(lupus in fabula) A514 - Antitrust: sanzione di 116 mln a TIM per aver ostacolato lo sviluppo della fibra
by Giovanni Biscuolo
https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2020/3/A514
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Il 25 febbraio 2020 l’Autorità ha concluso il procedimento A514,
accertando che TIM ha posto in essere una strategia anticoncorrenziale
preordinata a ostacolare lo sviluppo in senso concorrenziale degli
investimenti in infrastrutture di rete a banda ultra-larga.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
https://openfiber.it/mondo-open-fiber/comunicati-stampa/conclusione-istrutt…
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
La sanzione comminata ha l’obiettivo di rappresentare una deterrenza
rispetto alla reiterazione delle condotte anticompetitive. Come è noto,
l’entità dei danni subiti dai ricorrenti (tra cui Open Fiber) sarà
accertata dall’Autorità Giudiziaria Ordinaria e non dipende dal valore
della sanzione.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
https://www.telecomitalia.com/tit/it/archivio/media/comunicati-stampa/telec…
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
TIM prende atto della decisione assunta oggi dall’Autorità Garante della
Concorrenza e del Mercato (AGCM) per comportamenti risalenti ad anni fa
nei confronti della quale presenterà ricorso alla giustizia
amministrativa.
Il provvedimento dell’AGCM suscita inoltre perplessità, anche perché le
presunte condotte anticompetitive di TIM vengono valutate in maniera del
tutto diversa dal Regolatore del settore (AGCOM).
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
spettacolarmente ironico che a sua difesa TIM citi AGCOM per dire quanto
AGCM sia cattivona :-)
senza una decisione politica che rimetta a posto le scelte disastrose
del passato assisteremo a una serie infinita di sanzioni, contenziosi,
corsi e ricorsi e nel frattempo il nostro livello di digitalizzazione
continuerà a crescere _troppo_poco_
saluti, Giovanni
P.S.: le Autorità Antitrust o AGCOM _non_ risolveranno la situazione, il
mercato (malato) non si salva da solo
--
Giovanni Biscuolo
Xelera IT Infrastructures
March 7, 2020
Re: [nexa] Modelli economici x il trasporto digitale
by Giovanni Biscuolo
Buongiorno Dino,
grazie mille per il suo intervento!
da osservatore informato sui fatti [1] e "praticone" di cittadinanza
digitale mi permetto un commento
"Ing. Dino Bortolotto" <d.bortolotto(a)infotechsrl.it> writes:
[...]
> Ho scorto diversi scambi riguardanti la diatriba tra infrastruttura in
> mano ai privati e infrastruttura in mano pubblica
ultimo dei quali il thread "Critica della rete pura..." [2] (lo annoto
per collegare i due thread)
> , come se queste
> fossero le uniche due opzioni sul terreno, entrambe partono dal
> presupposto che le infrastrutture debbano essere gestite, pianificate,
> finanziate SOLO ed esclusivamente in modo centralizzato.
a me non piace la contrapposizione pubblico/privato, parlerei piuttosto
di bene comune contro bene *privatizzato*; sono convinto che il privato
_debba_ partecipare alla costruzione e mantenimento di un bene comune,
ma questo può funzionare _solo_ se il mercato di quel bene _non_
persegue nemmeno lontanamente la massimizzazione del profitto (il
mercato capitalistico lo fa)
[...]
> Perché dico tutto questo? perché il vero ostacolo all'espansione di una
> infrastruttura che abbia tempi e servizi dettati dal territorio e non da
> ritorni finanziari ai soggetti centralizzati è collegato prima ancora
> che all'uso di denaro pubblico a soggetti privati tanto maggiore quanto
> maggiore è la dimensione del soggetto
non ho capito bene la frase: qual'è il vero ostacolo?
> (che faccio MOLTA fatica a far
> conciliare con il concetto secondo il quale l'incremento di dimensione
> dell'azienda DETERMINEREBBE anche l'incremento di efficienza) ...ma è
> collegato all'utilizzo esclusivo (e quindi discriminatorio) di beni
> collettivi territoriali come ad esempio lo spettro elettromagnetico
> ...
io ritengo che anche il suolo sia un bene collettivo territoriale e che
le infrastrutture costruite su tale bene collettivo _debbano_ essere
_alienate_ all'uso esclusivo; oggi io non vedo altra maniera che
nazionalizzare l'infrastruttura, semplicemente perché oggi al privato
non è dato di stare sul mercato se non produce un ROI significativo: in
altre parole non esiste nessun privato al mondo che si può permettere
"il lusso" di gestire una infrastruttuta come bene comune (a meno che il
privato abbia delle sostanziali "spintarelle" dal pubblico, in una sorta
di scaricabarile alquanto furbesco dei rischi di impresa)
> come dire che al paese X servirebbe un ponte (bene collettivo) e lo
> stato però effettua una gara che garantisce al soggetto Y l'esclusiva di
> costruire i ponti ovunque in Italia ma lascia libero Y (nei fatti) di
> decidere se costruire o meno il ponte nel paese X .
come dire che al paese X servono le autostrade (bene collettivo?!?) e lo
stato però effettua una gara che garantisce al soggetto Y l'esclusiva di
(costruire e) manutenere autostrade ovunque in Italia ma lascia libero Y
(nei fatti) di decidere se costruire o manutenere l'autostrada nel paese
X... mi ricorda qualcosa...
io aggiungerei: come dire che il paese X fa finta che l'autostrada è un
bene _qualsiasi_, prima o poi succede un grave disatro... e nel
frattempo sono state _distratte_ quantità notevoli di risorse economiche
verso soggetti che le hanno usate per fare altro :-O
> Non sarebbe forse MOLTO più LIBERALE e da VERO LIBERO MERCATO e molto
> meno da capitalismo truccato che fosse il paese X a decidere se e quando
> costruire un ponte sul suo territorio e chi incaricare della
> costruzione?
certo che lo sarebbe, purché non ci sia nemmeno da iniziare a discutere
che grazie alla costruzione del ponte il soggetto Y ha diritto di
esclusiva per X anni sulla gestione/manutenzione del ponte, compreso il
diritto di riscuotere le gabelle per il transito e di decidere se è il
caso di manutenerlo o meno
> specie se oggi con l'evoluzione tecnologica non serve una
> azienda con 500 dipendenti per costruire l'infrastruttura ma un singolo
> individuo tecnicamente preparato?
in questo contesto stiamo parlando di rete in fibra?
[...]
> Perché non si fa? semplice perché dopo 30 anni che frequento questo
> settore (da dipendente, consulente, imprenditore) una cosa l'ho capita
> e cioè che alle grandi/grandissime aziende PRIMA ANCORA dei profitti
> e/o dei ricavi interessa il CONTROLLO TOTALE del mercato e potersi
> assicurare che non nascano competitori.
io ritengo che diverse categorie di beni e servizi comuni - dalla difesa
agli acquedotti, passando per la rete TLC - dovrebbero essere _escluse_
dalla competizione di mercato, per il semplice motivo che il mercato di
tali beni e servizi tende _per_sua_natura_ ad essere
esclusivo/monopolistico.
in altre parole, i diritti di esclusiva nuocciono gravemente alla salute
del mercato [3], digli di smettere :-)
salvaguardiamo i beni comuni cooperando, _non_ competendo.
[...]
grazie ancora e cordiali saluti, Giovanni
[1] non sono un esperto di TLC, tanto meno un economista, però sono un
sistemista e conosco discretamente bene come funziona Internet.
[2] http://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2020-March/016929.htm
Message-ID: <VI1PR0502MB3838C2911611D895CEE17DC0EFE20(a)VI1PR0502MB3838.eurprd05.prod.outlook.com>
[3] io trovo che _non_ sia un caso che espansione scriteriata di
copyright/brevetti sia coincisa con l'espansione delle privatizzazioni
--
Giovanni Biscuolo
Xelera IT Infrastructures
March 7, 2020
Re: [nexa] supporto a scuole ed open source
by M. Fioretti
On Thu, Mar 05, 2020 23:08:58 PM +0100, Giacomo Tesio wrote:
> Da qui a giugno ci sono 3 mesi, un tempo sufficiente per progettare,
> realizzare e distribuire sul territorio italiano un sistema di
> didattica online migliore di quello che possiamo realizzare in una
> settimana, con o senza Google & friends.
Forse ho capito male quello che hai in mente ma... con realizzare e
distribuire cosa ci fai? Stai dicendo che a GIUGNO studenti e
insegnanti a) sarebbero subito in grado di usare questo mirabilante
sistema (vedi sotto), senza perdere due settimane a capire come si
accende, come si usa eccetera... e b) che a quel punto dovrebbero
recuperare quello che non hanno fatto fino ad allora, cioe' lavorare
comunque in piena estate (di nuovo: auguri a chi non ha il
condizionatore), impedendo alle famiglie che possono permetterselo di
andare in ferie insieme?
> Ora, io non condivido la critica di Marco alla scuola italiana
> (troppo vasta, variegata e complessa per essere giudicata così
> facilmente)...
Copio e incollo verbatim quanto ho appena letto in un gruppo di
insegnanti su FB:
"io ho paura [del casino che combineremo con la didattica a distanza,
non del virus, NdR], da prox settimana tramite una piattaforma bambini
di 9 anni a cui non fanno vedere un computer manco dipinto, con
insegnanti ottime in tradizionale ma che a livello digitale hanno una
didattica del tipo "abbiamo comprato i tablet ma non sappiamo cosa
farne " dovranno usare pdf, video, esercizi interattivi, schede, non
si sa quale altra roba. Seguiti dai nonni o dalle tate magari. Ho
fatto una prova: giustamente mia figlia a 9 anni non sa usare il
mouse"
La scuola italiana e' vasta, variegata e complessa, nessuno lo nega. E
sicuramente bisogna trattare come pianeti completamente separati
ALMENO 4 contesti, cioe' elementari, medie, superiori e universita'.
Ma, almeno nei primi tre casi, negare che il livello MEDIO GENERALE di
preparazione a queste cose sia talmente sotto il pavimento (delle
cantine) da sconsigliare seriamente di buttare tempo e soldi per
qualsiasi versione di "progettare, realizzare e distribuire sul
territorio italiano un sistema di didattica online migliore IN TRE
MESI" mi pare assurdo. Soprattutto considerando la spinta culturale
che ci sara' per tornare ai vecchi sistemi appena possibile. Altro che
LIM.
Sicuramente nei prossimi mesi sbocceranno tante esperienze di
e-learning meravigliose e valide, da copiare e diffondere CON CALMA,
ma nate dal basso, senza ambizioni nazionali. Non vedo l'ora.
Ma nel frattempo cerchiamo di spendere tutto quel che e' possibile in
potenziamento serio della sanita', che quelli son soldi da spendere
comunque, in "generi" di prima necessita', che sicuramente verranno
usati tutti ogni giorno, per parecchi anni.
Marco
--
M. Fioretti http://mfioretti.com http://stop.zona-m.net
Your own civil rights and the quality of your life heavily depend on how
software is used *around* you
March 6, 2020
NYer: "Big Tech Is Testing You"
by J.C. DE MARTIN
*Big Tech Is Testing You*
/
//Large-scale social experiments are now ubiquitous, and conducted
without public scrutiny. Has this new era of experimentation remembered
the lessons of the old?/
By Hannah Fry
February 24, 2020
https://www.newyorker.com/magazine/2020/03/02/big-tech-is-testing-you
March 6, 2020
Re: [nexa] Modelli economici x il trasporto digitale
by cristina
Molto chiaro.Grazie per aver condiviso le Sue considerazioni ed esperienze..e di aver offerto importanti spunti di riflessione.Cordialmente.C
Inviato da smartphone Samsung Galaxy.
-------- Messaggio originale --------Da: "Ing. Dino Bortolotto" <d.bortolotto(a)infotechsrl.it> Data: 06/03/20 16:19 (GMT+01:00) A: Nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it> Oggetto: [nexa] Modelli economici x il trasporto digitale
Salve,
è molto che leggo questa interessante ed utile mailing list ma è
la prima volta che scrivo quindi è opportuno che mi presenti, sono
il presidente di Assoprovider la più numerosa associazione
italiana di fornitori di accessi a reti di trasporto digitale e
cioè di PMI delle TLC totalmente italiane e soprattutto
totalmente auto-finanziate.
Ho scorto diversi scambi riguardanti la diatriba tra
infrastruttura in mano ai privati e infrastruttura in mano
pubblica, come se queste fossero le uniche due opzioni sul
terreno, entrambe partono dal presupposto che le infrastrutture
debbano essere gestite, pianificate, finanziate SOLO ed
esclusivamente in modo centralizzato.
Peccato che si tratti di beni/erogati in modo geograficamente
distribuito perché le utenze sono geograficamente
distribuite e che di conseguenza debbano essere realizzati
facendo uso di risorse geograficamente distribuite
(attraversamento di spazi fisici, utilizzo di porzioni dello
spettro elettromagnetico) ... e quindi con le infrastrutture, la
produzione NON PUO' ESSERE DELOCALIZZATA, l'infrastruttura
va costruita li dove si trova l'utilizzatore(ed il grosso
dell'investimento è spesso in strutture EDILI costruite sul
territorio dell'utente)
Non saremmo ancora qui a parlare di digital divide da 20 anni se
tutto fosse risolvibile a livello centralizzato.
Fortunatamente per i cittadini non esiste un solo modello di
infrastrutturazione (centralizzato) dove vi sia da decidere solo
chi sia il proprietario (pubblico o privato) ma esistono modelli
distribuiti di realizzazione delle infrastrutture che variano in
funzione della densità di utenza ( o concentrazione geografica di
utenze) cosi accade che se si abbandona l'ideologia centralistica
(dominante e funzionale solo ad una certo tipo di finanza) e si
scende sul campo si scopre che il medesimo servizio alle medesime
condizioni economiche è erogato in una zona digital divisa da un
soggetto che però ha caratteristiche economiche/organizzative
totalmente diverse dai soggetti che da 20 non battono chiodo in
quella stessa zona.
Non è quindi di un futuro sogno utopico che sto parlando ma di
una realtà che in Italia è rappresentata da circa 1000 imprese che
attuano questo modello e danno il proprio servizio di connettività
a circa 3 milioni di italiani e lo fanno con la MEDESIMA QUALITA'
tecnologica delle big telco (scavano, posano ed accendono fibra,
posano tralicci ed accendono base station) ed anche il resto
dell'Europa è piena di soggetti con le MEDESIME caratteristiche e
che NON sono una big telco ne necessitano in alcun modo di essere
una big telco per erogare un servizio di trasporto di altissimo
livello.
Perché dico tutto questo? perché il vero ostacolo all'espansione
di una infrastruttura che abbia tempi e servizi dettati dal
territorio e non da ritorni finanziari ai soggetti centralizzati è
collegato prima ancora che all'uso di denaro pubblico a soggetti
privati tanto maggiore quanto maggiore è la dimensione del
soggetto (che faccio MOLTA fatica a far conciliare con il
concetto secondo il quale l'incremento di dimensione dell'azienda
DETERMINEREBBE anche l'incremento di efficienza) ...ma è collegato
all'utilizzo esclusivo (e quindi discriminatorio) di beni
collettivi territoriali come ad esempio lo spettro
elettromagnetico ...
come dire che al paese X servirebbe un ponte (bene collettivo) e
lo stato però effettua una gara che garantisce al soggetto Y
l'esclusiva di costruire i ponti ovunque in Italia ma lascia
libero Y (nei fatti) di decidere se costruire o meno il ponte nel
paese X .
Non sarebbe forse MOLTO più LIBERALE e da VERO LIBERO MERCATO e
molto meno da capitalismo truccato che fosse il paese X a decidere
se e quando costruire un ponte sul suo territorio e chi incaricare
della costruzione? specie se oggi con l'evoluzione tecnologica non
serve una azienda con 500 dipendenti per costruire
l'infrastruttura ma un singolo individuo tecnicamente preparato?
Lo stato italiano ha fatto una gara per l'assegnazione delle
frequenze denominate 5G e l'assegnazione è stata ovviamente di
tipo esclusivo sull'intero territorio Italiano ... pensate
veramente che un qualsiasi operatore big telco andrà mai a
piazzare una cella 5G in un paese con meno di 1000 abitanti? (in
italia sono circa 2000 e quelli sotto i 2000 abitanti sono circa
6000)
Non lo farà mai perché il modello di costi di una big telco
implica che quella cella NON RITORNERA' mai dei costi sostenuti
per gli apparati e per la gestione (CAPEX+OPEX), ma fortunatamente
esistono soggetti italiani in grado di attivare celle che offrono
i medesimi servizi con un profilo costi (CAPEX+OPEX) che possono
arrivare ad essere un decimo di quelli della Big Telco ed il cui
unico OSTACOLO è l'accesso a quelle frequenze in quel territorio.
La gara per l'assegnazione delle frequenze 5G avrebbe anche
previsto il principio "use it, lease it, loose it" (peccato che
come al solito si sia enunciato il principio ma poi non si siano
dettate le regole per applicarlo) il principio sostiene che un
assegnatario se non utilizza le frequenze su di un territorio o le
affitta oppure le perde.
Tutto ciò determina maggiori costi per lo Stato? NO
Tutto ciò determina una perdita economica per la Big Telco?NO,
perchè l'operatore conduttore sarebbe ben disposto a pagare alla
big Telco il costo di assegnazione delle frequenze ... circa 2
euro/abitante/anno e quindi per la Big Telco saremmo in presenza
addirittura della riduzione del costo di accesso alle frequenze
... della cui esosità da esse stesse determinata si lamentano in
continuazione nel tentativo di vedersi ritornare in modo diretto
od indiretto dallo stato parte degli importi di gara (in gara dico
che sono disposto a pagare 100 cosi tutti gli altri soccombono ma
poi a gara finita pretendo di pagarne solo 50 perché altrimenti
fallisco e sarebbe un problema per il paese se ciò accadesse)
Perché non si fa? semplice perché dopo 30 anni che frequento
questo settore (da dipendente, consulente, imprenditore) una cosa
l'ho capita e cioè che alle grandi/grandissime aziende PRIMA
ANCORA dei profitti e/o dei ricavi interessa il CONTROLLO TOTALE
del mercato e potersi assicurare che non nascano competitori.
Saluti
Dino Bortolotto
--
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March 6, 2020
Re: [nexa] Provvedimento correttivo d’urgenza nei confronti di Aruba Posta Elettronica Certificata S.p.a.
by Giovanni Biscuolo
Grazie mille per l'informazione,
era drammaticamente sfuggita pure a me ma semplicemente perché è stata
tenuta segreta fino ad oggi...
Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> writes:
> https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9283040
>
> E di dicembre 2018
provvedimento del 18 Dicembre 2019, pubblicato **oggi** sulla NEWSLETTER
N. 463 del 6 marzo 2020
https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9283047
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
La pubblicazione del provvedimento è stata però posticipata per dare
modo alla società di implementare le misure prescritte e impedire che le
vulnerabilità rilevate potessero essere sfruttate da eventuali
malintenzionati. La società ha dichiarato di aver adempiuto, nei termini
previsti, alle prescrizioni impartite.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
[...]
> - attraverso un'applicazione *web* un numero indefinito
> di soggetti coinvolti a vario titolo nella gestione del servizio
> poteva consultare ed esportare, con credenziali condivise,
> i log (30 mesi) relativi a tutti i messaggi inviati/ricevuti da
> circa 6,5 milioni di caselle;
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Un’altra criticità riguardava la possibilità di consultare ed esportare,
da rete internet, i log dei messaggi scambiati da oltre 6 milioni di
caselle pec. Tale operazione era per altro effettuabile da un’utenza,
con elevati privilegi di amministrazione (superadmin), utilizzata da più
persone, in violazione dei più elementari principi di sicurezza del
trattamento (che richiedono invece l’attribuzione a ogni operatore di
credenziali individuali) e senza un’adeguata valutazione dei rischi
connessi alla possibilità di accedere a queste informazioni, anche al di
fuori della rete aziendale.
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La password di superadmin _condivisa_: ditemi che è uno scherzo dai :-)
> - nei log dell'applicazione *web* "Area Clienti" erano memorizzate
> *in chiaro* le credenziali di autenticazione di utenze tecniche,
> nonché dati personali dei soggetti per cui era stata richiesta
> l'attivazione, da parte di un Partner, di una casella PEC.
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le password tecniche di gestione di alcuni servizi informatici erano
riportate in chiaro nei log di tracciamento delle operazioni, aumentando
così considerevolmente la possibilità di accessi illeciti, sia da parte
di soggetti interni non autorizzati che in caso di attacco informatico.
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Quindi i log di cui sopra contenevano "alcune password tecniche" in
chiaro ed erano scaricabili da chounque avesse la password di
"superadmin" condivisa.
Oh my...
[...]
E meno male che c'è la procedura di accreditamento [1]: ciumbia!
https://it.wikipedia.org/wiki/Posta_elettronica_certificata#Norme_a_carico_…
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I richiedenti l'iscrizione nell'elenco dei gestori di PEC diversi dalle
pubbliche amministrazioni devono avere natura giuridica di società di
capitali e capitale sociale interamente versato non inferiore a un
milione di euro
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...mica c'è scritto che devono applicare procedure di sicurezza da
sistemista junior :-O
Saluti, Giovanni.
[1]
https://web.archive.org/web/20090221030640/http://www.cnipa.gov.it/site/it-…
P.S.: e non apriamo nemmeno il vaso di pandora di come diavolo
gestiranno i certificati X.509 della PKI, altrimenti casca tutto il
castello
--
Giovanni Biscuolo
Xelera IT Infrastructures
March 6, 2020