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Intervista a Ginevra Cerrina Feroni, Vice Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali
by don Luca Peyron
La tecnologia ci invade, solo con nuove regole ci potremo proteggere
https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb…
_________________________
don Luca Peyron
Direttore Ufficio per la Pastorale Universitaria
Arcidiocesi di Torino
www.universitari.to.it
via XX settembre 83, Torino
tel. 011 5156239
Oct. 1, 2020
Re: [nexa] The corruption of defi in 2020
by Vincenzo Mario Bruno Giorgino
Buongiorno,
provvedo a dare una risposta breve (quasi) e molto pratica, in modo da
favorire la discussione quanto più concretamente possibile, non potendo
entrare molto nel merito degli aspetti informatici delle tecnologie in
questione.
A Torino è in via di sperimentazione Commonshood (
https://www.commonshood.eu/ ), vale a dire una piattaforma che permette
l'apertura di un portafoglio elettronico per le transazioni tra pari
attraverso la tokenizzazione con *smart contract*. Essa è nata dal
progetto Co-City di cui ho fatto parte, coordinato dal Comune di Torino
con la partecipazione dell'Università di Torino e della rete delle Case del
quartiere. Lo sviluppo dell'applicazione si deve al coordinatore di questa
parte del progetto Co-City, Guido Boella, del dipartimento di Informatica.
La rete tecnologica è quella della blockchain di Ethereum, che presto
passerà dalla proof of work alla proof of stake (
https://consensys.net/blog/blockchain-explained/what-is-proof-of-stake/#:~:…
.
Introduco anche un'altra applicazione, ancora in via di sviluppo: essa
deriva dal progetto CO3 . https://www.projectco3.eu/it/ - (sono lieto di
essere parte anche di questa esperienza di innovazione per il sociale),
coordinato sempre da Guido Boella. Esso include anche altre tecnologie. 1)
un meccanismo di voto gestito da Liquid Feedback; 2) FirstLife
https://www.firstlife.org/ la piattaforma di civc network con
geolocalizzazione, ed infine 3) la realtà aumentata. Questo insieme di
strumenti è volto a favorire una trasformazione della PA locale con una
partecipazione dei cittadini alla gestione di servizi. Ci sono tre pilot in
corso - ad Atene e Parigi oltre che a Torino, e l'orientamento generale è
verso un'economia del commoning.
Il virus Sars CoV-2 sta modificando la nostra vita in maniera per certi
aspetti permanente. Se connesso ad altre emergenze, che attirano meno
l'attenzione pubblica, ma sono anche più gravi, la fase che
stiamo vivendo è a dir poco preoccupante. Questo è in sintonia con quanto
in sociologia è definito da tempo l'emergere delle politiche della vita, un
orizzonte che travalica le politiche emancipatorie tipiche della società
industriale (vedi A. Giddens, Z. Bauman C. Lash etc. e per gli aspetti di
bio-medicina Nikolas Rose). Ma su ciò mi fermo qui per non prendere troppo
spazio...
Aggiungo solo che Il virus agisce da acceleratore di dinamiche già
operanti, come il ruolo delle aziende piattaforma nella raccolta e gestione
dei dati personali - di cui si discute con ricchezza di argomenti in
questo sito - e dell'alleanza tra esse e lo stato. Sebbene per qualcuno sia
di nuovo in auge l'idea di uno stato imprenditore con focus su ambiente e
sanità, a me pare più realistica una prospettiva basata su comunità
resilienti che si auto-organizzano e che interagiscono con
istituzioni locali e mercato. Ciò acquista più senso se teniamo anche conto
del ruolo dell'automazione e della rottura del nesso lavoro-reddito, con la
conseguente necessità di trovare modalità alternative di provvedere a sè e
agli altri.
Per chiudere, mi permetto di suggerire di sperimentare questi wallet, a
partire dal primo ora disponibile, Commonshood.
E sottolineo che, come queste, vi sono varie altre esperienze a livello
europeo e internazionale, tutte rigorosamente basate su tecnologie di
archiviazione distribuita - in genere *permissioned blockchain *- che, a
mio avviso, sono di grande interesse per il sociale. Cinque hanno di
recente vinto il Blockchain for Social Good Prize
https://www.ngi.eu/news/2020/06/30/blockchains-for-social-good-eic-prize-wi…
( C03 project era tra i 23 finalisti).
Un saluto,
Vincenzo Giorgino
Il giorno mer 30 set 2020 alle ore 17:51 Giovanni Biscuolo <
giovanni(a)biscuolo.net> ha scritto:
> Buonasera,
>
> grazie del contributo alla discussione, vorrei capire meglio la sua
> critica.
>
> Vincenzo Mario Bruno Giorgino <vincenzo.giorgino(a)unito.it> writes:
>
> > mi pare che stiate confondendo le tecnologie di
> > archiviazione distribuita con *una* applicazione finanziaria, la bitcoin,
> > sviluppata con *una sola *di esse (cioè la blockchain o catena a blocchi,
> > una delle possibili tecnologie di questo tipo). Il primo passo è
> > questo.
>
> Mi pare che in questo thread nessuno abbia confuso le tencologie di
> archiviazione distribuita con la blockchain e quest'ultima coi bitcoin:
> in vaso contrario potrebbe indicare il passo nel quale vede questa
> confusione?
>
> > Poi ci preoccupiamo anche dei tulipani, e magari troviamo il pane e le
> > rose, ma il discorso diventa lungo... Passo dopo passo ci si arriva,
> > se il pregiudizio non vela il giudizio consapevole...
>
> Potrebbe indicare più precisamente il passo che rivela pregiudizio
> nell'email citata o in altra di questo thread?
>
> > E se c'è interesse reciproco non solo a conoscere, ma anche a
> > co-progettare sistemi socio-economici che sono pensati per essere
> > gestiti dalle comunità che li creano.
>
> Credo che in questa lista di interesse a progettare ce ne sia in
> abbondanza, chiarendosi reciprocamente su quali basi ciascuno intende
> co-progettare
>
> [...]
>
> > E le politiche della vita, vero nodo strategico delle nostre società,
> > hanno estrema necessità di essere ripensate con strumenti di
> > interazione e transazione all'altezza delle sfide che abbiamo di
> > fronte.
>
> Contemporaneamente al ripensamento delle nostre società io mi occuperei
> anche del _ripensamento gli strumenti_ attraverso i quali interagiamo;
> nello specifico non sono d'accordo sul fatto che la blockchain (io sono
> legato al concetto "classico", quella con proof of work) sia uno
> strumento utile. Se non è d'accordo su questo punto, potrebbe spiegarne
> le ragioni? Anche un puntatore a qualche pubblicazione o articolo sul
> web mi basterebbe :-)
>
> > Un caro saluto,
> >
> > Vincenzo Giorgino
>
> Grazie e un caro saluto anche a lei.
>
> > Il giorno mer 30 set 2020 alle ore 15:42 Antonio Iacono <
> antiac(a)gmail.com>
> > ha scritto:
> >
> >> ...
> >> > Ma definivo la blockchain come "large-scale math-washed scam-factory"
> >> > perché mi sono reso conto che, anche ignorando le cripto-valute, ogni
> >> > applicazione della blockchain emersa negli ultimi 10 anni è una
> truffa.
> >> > Talvolta truffe di piccole dimensioni, come ottenere finanziamenti
> >> > pubblici o privati sottraendoli a ricerche o prodotti migliori
> perché...
> >> > "blockchain".
> >> ...
> >>
> >> Caro Giacomo,
> >>
> >> anch'io già varie volte mi sono espresso contro blockchain e bitcoin,
> >> vorrei tuttavia aggiungere qualche altra considerazione.
>
> [...]
>
> >
> >
> > --
> >
> > A new book https://www.palgrave.com/de/book/9783319665917
> >
> > "One of the great liabilities of life is that all too many people find
> > themselves living amid a great period of social change and yet they fail
> > to develop the new attitudes, the new mental responses that the new
> > situation demands. They end up sleeping through a revolution."
> > - Martin Luther King, Jr., "Remaining Awake Through a Great Revolution"
> >
> > Vincenzo Mario Bruno Giorgino, Ph.D.
> > Dept. of Economic and Social Sciences, Mathematics and Statistics
> > University of Torino - Italy
> > _______________________________________________
> > nexa mailing list
> > nexa(a)server-nexa.polito.it
> > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> --
> Giovanni Biscuolo
>
--
A new book https://www.palgrave.com/de/book/9783319665917
"One of the great liabilities of life is that all too many people find
themselves living amid a great period of social change and yet they fail
to develop the new attitudes, the new mental responses that the new
situation demands. They end up sleeping through a revolution."
- Martin Luther King, Jr., "Remaining Awake Through a Great Revolution"
Vincenzo Mario Bruno Giorgino, Ph.D.
Dept. of Economic and Social Sciences, Mathematics and Statistics
University of Torino - Italy
Oct. 1, 2020
Re: [nexa] Covid-19 and questions of data
by Giovanni Biscuolo
Buongiorno,
grazie Giacomo per la segnalazione, interessante!
Dalla mia piccola esperienza temo che purtroppo la sensibilità in merito
a questi temi tra chi si occupa di informatica sia mediamente scarsa
(non è un mio problema?); e lo è ancora di più tra i cittadini che
queste scelte le subiscono senza ben rendersi conto del contesto, quasi
come fosse una conseguenza di leggi della natura.
Sia chiaro, invece, che da parte di chi usa la "datification" per
aumentare a dismisura l'asimmetria informativa e di conseguenza
l'asimmetria economica la sensibilità e consapevolezza è ben presente
:-D
Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> writes:
[...]
> Continua su https://sourcenews.scot/covid-19-and-questions-of-data/
Vorrei focalizzare l'attenzione su:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
4. What consideration, if any, is being given to alternative and
potentially better ways to tackle the issues concerned? At the heart of
nearly all of these initiatives, for example, is the need to share more
data more quickly. But much of this data is personal data and there are
strict legal rules in place to stop willy-nilly data sharing without the
individual’s consent. In the urgency of achieving a goal in ‘the greater
good’ many voices are being raised (mostly behind closed doors) that
these rules should be eased. But the assumption behind these calls is
that status quo approaches to sharing data – from one organisation to
another – are the only ways of doing it. Whether intended or not this is
having the effect of centralising power. Is this what our society wants,
long-term? What means are being established for the public to be able
debate the implications of these actions and of changing course if
desired?
5. What thought is being given to other possible ways forward – ways
that are distributing and empowering citizens rather than centralising
and disempowering ? As we rush to complete ad hoc paper-string-and-glue
solutions are we, by default, also excluding even the possibility of
other, potentially better alternatives.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Dal 1950 circa ad oggi ogni volta che c'è stata la necessità di
raccogliere, memorizzare e trasmettere dati per mezzo delle tecnologie
digitali è stato utilizzato lo «status quo approach» a disposizione in
quel momento, a volte (spesso?) messo assieme letteralmente col fil di
ferro pur di far funzionare la cosa. Forse si può fare meglio?
La raccolta centralizzata "'ndo cojo cojo" dei dati pare sia l'unico
modo in cui l'homo buroctaticus riesca a concepire il primo e
fondamentale passo per il successivo trattamento, che include la
trasmissione a terzi, solitamente regolata male e quando il disastro è
già bello che passato alla storia. Il problema, però, di questo
approccio è che quando la raccolta è di dati digitalizzati allora si
entra IN UN ALTRO MONDO, un mondo dove gli archivi della Stasi in
confronto erano come l'astrologia rispetto all'astonomia, coi rispettivi
strumenti tecnologici.
Io ancora oggi mi chiedo perché agli enti sanitari, per esempio, non è
fatto obbligo di fornirmi tutti i dati estramamente sensibili quali ad
es. cartelle cliniche e risultati di esami (possibilmente in formato
digitale) e contemporaneamente DIVIETO di raccolta (cioè li devono
eliminare dai propri sistemi). Una cosa analoga e opposta a quanto
accade con la fattura elettronica (a parte la cancellazione) per
intenderci.
In generale la raccolta dei dati è un processo ESTREMAMENTE sensibile e
va progettata adeguatamente, perché il rischio di schedatura (oggi fa
figo chiamarla profilazione) è ALTISSIMO. Questa cosa in genere al
cittadino medio europeo fa l'effetto delle notizie sugli uragani, roba
che da noi tanto non può arrivare.
In merito alla trasmissione, da ECHELON in poi è chiaro a tutti (quelli
che hanno voglia di capire) che aver pensato di poter trasmettere i dati
via internet in modo che rimanessero riservati SENZA aver pensato PRIMA
agli strumenti software che ne garantissero la riservatezza (e
l'anonimato) è stato un errore clamoroso, un errore al quale ANCORA OGGI
non è stato possibile porre rimedio (se pensate che SSL, usato per es in
HTTPS, sia sufficiente vi sbagliate).
Sarebbe ora che venissero impiegate adeguate risorse per RIPROGETTARE
come vengono raccolti e trasmessi i dati digitalizzati, perché il
Covid-19 passa (relativamente in fretta) ma le emergenze si susseguono
senza soluzione di continuità e i dati raccolti a tonnellate restano… in
eterno.
Che stupido che sono però: e alla monetizzazione chi ci pensa?!? :-O
[...]
Saluti, Giovanni.
--
Giovanni Biscuolo
Oct. 1, 2020