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Re: [nexa] la rivoluzione nella PA in un solo articolo
by Francesco Sacco
Il vero problema è che le basi dati della PA non interporranno praticamente per niente. Quindi, l’auspicio è giusto ma resterebbe lettera morta. Ci si sta pesantemente lavorando sottobraccio, ma capirete bene che è un’opera titanica.
Vedo anche un altro problema: il paradigma legale che è la materia costitutiva della PA è cartaceo. Va cambiato. Avevo analizzato alcuni casi riconducibili analogicamente e fatto una proposta in questo senso su Sole 24 Ore Nova, che vi allego. L’idea centrale è semplice: una buona legge è descrittiva, definitiva o algoritmica: quindi è impresentabile via software. Ho convinto la Presidenza del Consiglio a fare una sperimentazione in ambito banda ultralarga. Vedremo...
Critiche? Suggerimenti? Qualcuno mi vuole dare una mano?
____________________________________________
Francesco Sacco
> On 03/ott/2015, at 15:14, Diego Giorio <dgiorio(a)hotmail.com> wrote:
>
> In realtà molto esiste già, anche se parzialmente disatteso:
>
> D.Lgs. 82/05 art. 63 c. 3ter:
> 3-bis A partire dal 1° gennaio 2014, allo scopo di incentivare e favorire il processo di informatizzazione e di potenziare ed estendere i servizi telematici, i soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, utilizzano esclusivamente i canali e i servizi telematici, ivi inclusa la posta elettronica certificata, per l'utilizzo dei propri servizi, anche a mezzo di intermediari abilitati, per la presentazione da parte degli interessati di denunce, istanze e atti e garanzie fideiussorie, per l'esecuzione di versamenti fiscali, contributivi, previdenziali, assistenziali e assicurativi, nonché per la richiesta di attestazioni e certificazioni.
> 3-ter. A partire dal 1° gennaio 2014 i soggetti indicati al comma 3-bis utilizzano esclusivamente servizi telematici o la posta elettronica certificata anche per gli atti, le comunicazioni o i servizi dagli stessi resi.
>
>
> art. 5bis c. 1 ibidem:
>
> la presentazione di istanze, dichiarazioni, dati e lo scambio di informazioni e documenti, anche a fini statistici, tra le imprese e le amministrazioni pubbliche avviene esclusivamente utilizzando le tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Con le medesime modalità le amministrazioni pubbliche adottano e comunicano atti e provvedimenti amministrativi nei confronti delle imprese.
>
> Ci fosse anche la banda larga per far funzionare il tutto...
>
> Saluti e buon WE
>
> Diego
>
>
> > From: alessandro.mantelero(a)polito.it <mailto:alessandro.mantelero@polito.it>
> > To: attardi(a)di.unipi.it <mailto:attardi@di.unipi.it>; nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> > Date: Sat, 3 Oct 2015 14:07:12 +0200
> > Subject: Re: [nexa] la rivoluzione nella PA in un solo articolo
> >
> > la PA è una macchina complessa, occorre fare distinzioni.
> > Non si può livellare tutto in nome del dogma digitale.
> > Poi bisognerebbe dare uno sguardo alla posizione
> > dell'Italia nelle classifiche di alfabetizzazione
> > digitale, accesso ai servizi online etc.
> >
> > AM
> >
> >
> > On Sat, 3 Oct 2015 13:40:52 +0200
> > Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it <mailto:attardi@di.unipi.it>> wrote:
> > > Articolo 1.
> > >
> > > 1. È fatto divieto alle PA di emettere norme e
> > >regolamenti che non prevedano lo svolgimento di tutti gli
> > >adempimenti richiesti tramite una procedura online, che
> > >includa ogni acquisizione di dati e l’esecuzione dei
> > >calcoli necessari in modo automatico.
> > > 2. Le procedure di cui al comma 1 devono essere
> > >accessibili 24h e devono garantire tempi di risposta
> > >inferiori a 20 secondi per ogni singolo passo.
> > >
> > >
> >
> > --
> > Prof. Avv. Alessandro Mantelero
> > Politecnico di Torino
> >
> > Nexa Center for Internet and Society | Director of Privacy
> > Politecnico di Torino–Tongji University| Coordinator,
> > Double Degree program in Management and IP Law
> > Nanjing University of Information Science and Technology |
> > Part-time Expert, School of Public Administration
> >
> > http://staff.polito.it/alessandro.mantelero <http://staff.polito.it/alessandro.mantelero>
> > @mantelero
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> > EMAIL POLICY: twice a day (Mon-Fri)
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> > nexa mailing list
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Oct. 3, 2015
Re: [nexa] la rivoluzione nella PA in un solo articolo
by Alessandro Mantelero
ho dei dubbi sulla lista dei benefici:
> - procedure più semplici e meno ambigue, nel momento che devono essere svolte da algoritmi
gli algoritmi non aumentano la trasparenza, nè l'assenza
di errori o discriminazioni (Frank Pasquale 2015)
> - versioni temporalmente aggiornate delle procedure, senza che il cittadino debba andarsi a ricostruire le norme in vigore sulla >base di modiche ai commi di leggi precedenti
ci sono soluzioni (e.g. http://www.normattiva.it/ ) per
conoscere le norme vigenti.
Mi pare che poi un conto sia l'adozione di metodologie
errate ed altro l'errata implementazione di metodologie
corrette. Per essere chiari, se il modulo non è aggiornato
il problema non è se cartaceo o digitale (perchè anche la
versione automatizzata va aggiornata), ma il problema è
l'aggiornamento omesso
> - minore discrezionalità nello svolgimento delle pratiche
in che senso? facciamo decidere all'algoritmo al posto
della discrezionalità umana?
> - accelerazione nella dotazione di infrastrutture di elaborazioni (magari in cloud condivise tra
amministrazioni)
già ci sono progetti in corso, ma anche qui qualche
domanda bisogna porsela e non guardare solo alla
tecnologia: quali rischi di un accentramento dei dati?
Quali implicazione per servizi offerti da terze parti
basate in stati stranieri? Quali implicazioni per servizi
commerciali che implicano lock-in economici, tecnologici o
contrattuali?
> - ricaduta occupazionale degli investimenti pubblici per la realizzazione dei servizi informatici
> - ricaduta sullo sviluppo digitale del paese
> - riduzione dei costi e tempi delle pratiche per imprese e cittadini
> - aumento del PIL di almeno 1%
occorre analizzare i dati, i criteri di stima e poi
valutare anche gli effetti negativi (perchè se sopprimo
posti di lavoro in virtù di nuove tecnologie e ne creo di
nuovi non è detto che necessariamente le persone che
vengono meno da un lato riappaiono dall'altro).
In sintesi, certamente la digitalizzazione della PA è una
grande opportunità e sfida. Come tutte le sfide, non si
risolve con un approccio unitario e semplicistico.
Avendo condotto ricerche sul cloud nella PA e su altri
aspetti dell'e-gov, ho notato che vi sono esigenze,
contesti e modalità operative necessariamente differenti.
Per questo prevedere per legge che si debba conseguire "lo
svolgimento di tutti gli adempimenti richiesti tramite una
procedura online" non mi pare applicabile in maniera così
generale ed indistinta. Non a caso le norme in materia
prevedono un approccio differenziato.
Dire poi che "È fatto divieto alle PA di emettere norme e
regolamenti che non prevedano lo svolgimento di tutti gli
adempimenti richiesti tramite una procedura online" mi
pare non realistico. Norme e regolamenti coprono
un'infinità di situazioni distinte, non possiamo avere in
mente solo la semplice richiesta di un
permesso/autorizzazione alla PA. Sono adempimenti anche il
rilascio di documenti di identità, i giudizi di
valutazione in ambito concorsuale, etc. Facciamo tutto
online e con algoritmi??
> L’obiezione sull’alfabetizzazione digitale la respingo
>al mittente come obsoleta e oscurantista:
il punto 1 della risposta confonde di nuovo inefficienza
dell'esistente ed esigenza di una digitalizzazione
generalizzata
sui punti 2 e 3:
http://noi-italia.istat.it/index.php?id=7&L=0&user_100ind_pi1[id_pagina]=7&…
>dotati: si trova qualcuno che aiuta gratis o come
>servizio professionale
...ma il problema è che molti non hanno l'infrastruttura
per godere di servizi avanzati
http://noi-italia.istat.it/index.php?id=7&L=0&user_100ind_pi1[id_pagina]=8&…
In sintesi. Gli studi su e-gov, digital divide etc.
mostrano da anni che servono strategie complesse ed
articolate per fare investimenti sensati e produttivi.
Voler semplificare tutto prevedendo la norma che in tre
righe magicamente risolve tutto o la tecnologia che
risolve tutto (v. tablet nelle scuole) è un miraggio. Come
tutti i miraggi illude che tutto sia a portata di mano e
facile.
La realtà invece passa da una ristrutturazione della PA
(De Petra parlava un giorno a Nexa di amministrazioni
native digitali), un cambiamento di logiche operative ed
una ri-formazione del personale. Serve poi investire in
strutture (perchè se a 30 km da Torino la banda ti salta
tre volte al giorno per problemi di rete, può capitarti di
inviare un documento solo se sei fortunato), nonché
investimenti in alfabetizzazione dei cittadini (perchè
usare Facebook o un portale di e-gov non sono la stessa
cosa). Non è poi vero che gli anziani siano così digitali,
le statistiche mostrano il contrario...
Un'ultima osservazione, la PA eroga servizi che in molti
casi sono diversi da quelli di un bancomat. L'interazione
con il cittadino è un valore, perderla può vuol dire
aumentare l'oscurità dei procedimenti e la difficoltà di
esercizio dei diritti. Pensate a quando avevate gli uffici
della Sip in città ed ai call center di oggi, a volte il
cambio non è stato un miglioramento.
Sintesi estrema: est modus in rebus, tanto per il
digitale, quanto per il non digitale
AM
On Sat, 3 Oct 2015 15:48:14 +0200
Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it> wrote:
> Mi aspettavo obiezioni del genere.
> Ma sarei più interessato a raccogliere indicazioni sugli
>effetti benefici, ad esempio:
>
> - procedure più semplici e meno ambigue, nel momento che
>devono essere svolte da algoritmi
> - versioni temporalmente aggiornate delle procedure,
>senza che il cittadino debba andarsi a ricostruire le
>norme in vigore sulla base di modiche ai commi di leggi
>precedenti
> - minore discrezionalità nello svolgimento delle
>pratiche
> - accelerazione nella dotazione di infrastrutture di
>elaborazioni (magari in cloud condivise tra
>amministrazioni)
> - ricaduta occupazionale degli investimenti pubblici per
>la realizzazione dei servizi informatici
> - ricaduta sullo sviluppo digitale del paese
> - riduzione dei costi e tempi delle pratiche per imprese
>e cittadini
> - aumento del PIL di almeno 1%
> - ecc.
>
> Invito tutti ad aggiungerne altri.
>
> L’obiezione sull’alfabetizzazione digitale la respingo
>al mittente come obsoleta e oscurantista:
>
> 1. il fatto di avere servizi digitali non è un
>peggioramento rispetto alla situazione attuale:
>l’articolo proposto non dice che le procedure debbono
>essere erogate SOLO in forma digitale. Gli sportelli
>potrebbero comunque essere ridotti sostituendoli con
>assistenza informatica.
> Oggi avviene il contrario: vado allo sportello
>dell’Agenzia delle Entrate e non sanno dirmi perché la
>procedura online non ha funzionato.
> Se segnalo errori o difetti, non le sanno raccogliere.
> Le comunicazioni scritte e quindi ufficiali
>dell’Agenzia riportano istruzioni sull’uso dei servizi
>online non aggiornate.
> Sportelli e servizi online sono due mondi non
>comunicanti.
> Persino nel mondo dell’editoria hanno cominciato a
>capirlo, con il motto: “Digital first”. L’edizione
>digitale ha la precedenza su quella cartacea e non
>viceversa.
> 2. l’offerta segue la domanda: se i servizi digitali
>comportano vantaggi, la gente si adopererà per
>avvantaggiarsene.
> Lo abbiamo visto in mille situazioni, dai cellulari a
>Facebook.
> Persino i nonni (che orai sono persone come me che coi
>computer ci smanetta da 40 anni) si sono attrezzati e
>hanno imparato a usare queste tecnologie perché erano
>convenienti e consentiva loro libertà e possibilità di
>fare cose che altrimenti non potevano fare
> 3. anche oggi vengono chiesti adempimenti, quale invio
>di fax, invio di fotocopie, raccomandate, invio di PEC,
>ecc. che richiedono apparati di cui non tutti sono
>dotati: si trova qualcuno che aiuta gratis o come
>servizio professionale (avvocati, commercialisti a cui
>spesso è necessario rivolgersi data la farraginosità
>delle norme)
>
> Mentre ci si attarda su obiezioni del genere, città come
>S. Francisco hanno dotato tutti i parchimetri di
>connessione per sapere dove ci son posti liberi, gran
>parte dei negozi è dotata di casse RFID, che consentono
>il pagamento coi cellulari.
> Quando proposi che l’Europa si facesse promotrice
>dell’abolizione del contante adottando l’Euro
>elettronico, ho sentito le stesse obiezioni.
> Così non si è fatto nulla e in questi giorni i sistemi
>di pagamento con cellulare sono diventati terreno di
>scontro tra Apple e Samsung mentre noi europei restiamo a
>guardare e saremo ancora una volta retroguardia e terreno
>di conquista.
>
> Signori sveglia!!!!!
>
> — Beppe
>
>> On 03 ott 2015, at 14:07, Alessandro Mantelero
>><alessandro.mantelero(a)polito.it> wrote:
>>
>> la PA è una macchina complessa, occorre fare
>>distinzioni. Non si può livellare tutto in nome del dogma
>>digitale.
>> Poi bisognerebbe dare uno sguardo alla posizione
>>dell'Italia nelle classifiche di alfabetizzazione
>>digitale, accesso ai servizi online etc.
>>
>> AM
>>
>>
>> On Sat, 3 Oct 2015 13:40:52 +0200
>> Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it> wrote:
>>> Articolo 1.
>>> 1. È fatto divieto alle PA di emettere norme e
>>>regolamenti che non prevedano lo svolgimento di tutti gli
>>>adempimenti richiesti tramite una procedura online, che
>>>includa ogni acquisizione di dati e l’esecuzione dei
>>>calcoli necessari in modo automatico.
>>> 2. Le procedure di cui al comma 1 devono essere
>>>accessibili 24h e devono garantire tempi di risposta
>>>inferiori a 20 secondi per ogni singolo passo.
>>
>> --
>> Prof. Avv. Alessandro Mantelero
>> Politecnico di Torino
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>>Double Degree program in Management and IP Law
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Oct. 3, 2015
Re: [nexa] la rivoluzione nella PA in un solo articolo
by Giuseppe Attardi
Mi aspettavo obiezioni del genere.
Ma sarei più interessato a raccogliere indicazioni sugli effetti benefici, ad esempio:
- procedure più semplici e meno ambigue, nel momento che devono essere svolte da algoritmi
- versioni temporalmente aggiornate delle procedure, senza che il cittadino debba andarsi a ricostruire le norme in vigore sulla base di modiche ai commi di leggi precedenti
- minore discrezionalità nello svolgimento delle pratiche
- accelerazione nella dotazione di infrastrutture di elaborazioni (magari in cloud condivise tra amministrazioni)
- ricaduta occupazionale degli investimenti pubblici per la realizzazione dei servizi informatici
- ricaduta sullo sviluppo digitale del paese
- riduzione dei costi e tempi delle pratiche per imprese e cittadini
- aumento del PIL di almeno 1%
- ecc.
Invito tutti ad aggiungerne altri.
L’obiezione sull’alfabetizzazione digitale la respingo al mittente come obsoleta e oscurantista:
1. il fatto di avere servizi digitali non è un peggioramento rispetto alla situazione attuale: l’articolo proposto non dice che le procedure debbono essere erogate SOLO in forma digitale. Gli sportelli potrebbero comunque essere ridotti sostituendoli con assistenza informatica.
Oggi avviene il contrario: vado allo sportello dell’Agenzia delle Entrate e non sanno dirmi perché la procedura online non ha funzionato.
Se segnalo errori o difetti, non le sanno raccogliere.
Le comunicazioni scritte e quindi ufficiali dell’Agenzia riportano istruzioni sull’uso dei servizi online non aggiornate.
Sportelli e servizi online sono due mondi non comunicanti.
Persino nel mondo dell’editoria hanno cominciato a capirlo, con il motto: “Digital first”. L’edizione digitale ha la precedenza su quella cartacea e non viceversa.
2. l’offerta segue la domanda: se i servizi digitali comportano vantaggi, la gente si adopererà per avvantaggiarsene.
Lo abbiamo visto in mille situazioni, dai cellulari a Facebook.
Persino i nonni (che orai sono persone come me che coi computer ci smanetta da 40 anni) si sono attrezzati e hanno imparato a usare queste tecnologie perché erano convenienti e consentiva loro libertà e possibilità di fare cose che altrimenti non potevano fare
3. anche oggi vengono chiesti adempimenti, quale invio di fax, invio di fotocopie, raccomandate, invio di PEC, ecc. che richiedono apparati di cui non tutti sono dotati: si trova qualcuno che aiuta gratis o come servizio professionale (avvocati, commercialisti a cui spesso è necessario rivolgersi data la farraginosità delle norme)
Mentre ci si attarda su obiezioni del genere, città come S. Francisco hanno dotato tutti i parchimetri di connessione per sapere dove ci son posti liberi, gran parte dei negozi è dotata di casse RFID, che consentono il pagamento coi cellulari.
Quando proposi che l’Europa si facesse promotrice dell’abolizione del contante adottando l’Euro elettronico, ho sentito le stesse obiezioni.
Così non si è fatto nulla e in questi giorni i sistemi di pagamento con cellulare sono diventati terreno di scontro tra Apple e Samsung mentre noi europei restiamo a guardare e saremo ancora una volta retroguardia e terreno di conquista.
Signori sveglia!!!!!
— Beppe
> On 03 ott 2015, at 14:07, Alessandro Mantelero <alessandro.mantelero(a)polito.it> wrote:
>
> la PA è una macchina complessa, occorre fare distinzioni. Non si può livellare tutto in nome del dogma digitale.
> Poi bisognerebbe dare uno sguardo alla posizione dell'Italia nelle classifiche di alfabetizzazione digitale, accesso ai servizi online etc.
>
> AM
>
>
> On Sat, 3 Oct 2015 13:40:52 +0200
> Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it> wrote:
>> Articolo 1.
>> 1. È fatto divieto alle PA di emettere norme e regolamenti che non prevedano lo svolgimento di tutti gli adempimenti richiesti tramite una procedura online, che includa ogni acquisizione di dati e l’esecuzione dei calcoli necessari in modo automatico.
>> 2. Le procedure di cui al comma 1 devono essere accessibili 24h e devono garantire tempi di risposta inferiori a 20 secondi per ogni singolo passo.
>
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> Prof. Avv. Alessandro Mantelero
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Oct. 3, 2015
Re: [nexa] la rivoluzione nella PA in un solo articolo
by Diego Giorio
In realtà molto esiste già, anche se parzialmente disatteso:
D.Lgs. 82/05 art. 63 c. 3ter:
3-bis A partire dal 1° gennaio 2014, allo scopo di incentivare e
favorire il processo di informatizzazione e di potenziare ed estendere i
servizi telematici, i soggetti di cui all'articolo 2, comma 2,
utilizzano esclusivamente i canali e i servizi telematici, ivi inclusa
la posta elettronica certificata, per l'utilizzo dei propri servizi,
anche a mezzo di intermediari abilitati, per la presentazione da parte
degli interessati di denunce, istanze e atti e garanzie fideiussorie,
per l'esecuzione di versamenti fiscali, contributivi, previdenziali,
assistenziali e assicurativi, nonché per la richiesta di attestazioni e
certificazioni.
3-ter. A partire dal 1° gennaio 2014 i soggetti indicati al comma
3-bis utilizzano esclusivamente servizi telematici o la posta
elettronica certificata anche per gli atti, le comunicazioni o i
servizi dagli stessi resi.
art. 5bis c. 1 ibidem:
la presentazione di istanze, dichiarazioni, dati e lo
scambio di informazioni e documenti, anche a fini statistici, tra le imprese e
le amministrazioni pubbliche avviene esclusivamente utilizzando le tecnologie
dell'informazione e della comunicazione. Con le medesime modalità le
amministrazioni pubbliche adottano e comunicano atti e provvedimenti
amministrativi nei confronti delle imprese.
Ci fosse anche la banda larga per far funzionare il tutto...
Saluti e buon WE
Diego
> From: alessandro.mantelero(a)polito.it
> To: attardi(a)di.unipi.it; nexa(a)server-nexa.polito.it
> Date: Sat, 3 Oct 2015 14:07:12 +0200
> Subject: Re: [nexa] la rivoluzione nella PA in un solo articolo
>
> la PA è una macchina complessa, occorre fare distinzioni.
> Non si può livellare tutto in nome del dogma digitale.
> Poi bisognerebbe dare uno sguardo alla posizione
> dell'Italia nelle classifiche di alfabetizzazione
> digitale, accesso ai servizi online etc.
>
> AM
>
>
> On Sat, 3 Oct 2015 13:40:52 +0200
> Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it> wrote:
> > Articolo 1.
> >
> > 1. È fatto divieto alle PA di emettere norme e
> >regolamenti che non prevedano lo svolgimento di tutti gli
> >adempimenti richiesti tramite una procedura online, che
> >includa ogni acquisizione di dati e l’esecuzione dei
> >calcoli necessari in modo automatico.
> > 2. Le procedure di cui al comma 1 devono essere
> >accessibili 24h e devono garantire tempi di risposta
> >inferiori a 20 secondi per ogni singolo passo.
> >
> >
>
> --
> Prof. Avv. Alessandro Mantelero
> Politecnico di Torino
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Oct. 3, 2015
Re: [nexa] la rivoluzione nella PA in un solo articolo
by Alessandro Mantelero
la PA è una macchina complessa, occorre fare distinzioni.
Non si può livellare tutto in nome del dogma digitale.
Poi bisognerebbe dare uno sguardo alla posizione
dell'Italia nelle classifiche di alfabetizzazione
digitale, accesso ai servizi online etc.
AM
On Sat, 3 Oct 2015 13:40:52 +0200
Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it> wrote:
> Articolo 1.
>
> 1. È fatto divieto alle PA di emettere norme e
>regolamenti che non prevedano lo svolgimento di tutti gli
>adempimenti richiesti tramite una procedura online, che
>includa ogni acquisizione di dati e l’esecuzione dei
>calcoli necessari in modo automatico.
> 2. Le procedure di cui al comma 1 devono essere
>accessibili 24h e devono garantire tempi di risposta
>inferiori a 20 secondi per ogni singolo passo.
>
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Oct. 3, 2015
la rivoluzione nella PA in un solo articolo
by Giuseppe Attardi
Articolo 1.
1. È fatto divieto alle PA di emettere norme e regolamenti che non prevedano lo svolgimento di tutti gli adempimenti richiesti tramite una procedura online, che includa ogni acquisizione di dati e l’esecuzione dei calcoli necessari in modo automatico.
2. Le procedure di cui al comma 1 devono essere accessibili 24h e devono garantire tempi di risposta inferiori a 20 secondi per ogni singolo passo.
Oct. 3, 2015
Importante decisione dell'ECJ su data protection e diritto applicabile
by Alessandro Mantelero
qui articolo divulgativo
http://www.theguardian.com/technology/2015/oct/02/landmark-ecj-data-protect…
The European Court of Justice has ruled in favour of the
Hungarian data protection authority in its case against
Slovakian property site Weltimmo. It’s a landmark ruling
that could have big implications for companies such as
Facebook and Google, operating across multiple EU
countries.
The ECJ ruled Thursday that if a company operates a
service in the native language of a country, and has
representatives in that country, then it can be held
accountable by the country’s national data protection
agency despite not being headquartered in the country.
Ashley Winton, UK head of data protection and privacy at
law firm Paul Hastings said: “This landmark ruling from
the ECJ has changed the face of data protection for
companies operating across multiple EU jurisdictions,
particularly those who are consumer facing.”
qui decisione:
http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf;jsessionid=9ea7d2dc30dda…
--
Prof. Avv. Alessandro Mantelero
Politecnico di Torino
Nexa Center for Internet and Society | Director of Privacy
Politecnico di Torino–Tongji University| Coordinator,
Double Degree program in Management and IP Law
Nanjing University of Information Science and Technology |
Part-time Expert, School of Public Administration
http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
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Oct. 3, 2015
Re: [nexa] I convegno annuale Aisa: Nostra res agitur: la scienza aperta come questione sociale
by Maria Chiara Pievatolo
Salve.
L'Aisa onlus, Associazione Italiana per la promozione della Scienza
Aperta (http://www.aisascienzaperta.org/) organizza il suo primo
convegno annuale a Pisa, durante l'Open Access Week 2015.
La presentazione e il programma del convegno, nonché le poche
informazioni necessarie per chi si trovasse nei paraggi e fosse
interessato a partecipare alla conversazione, sono visibili a
partire da qui:
http://bfp.sp.unipi.it/aisa/?page_id=499
A presto,
MC Pievatolo
--
Maria Chiara Pievatolo
Dipartimento di Scienze politiche Università di Pisa
Via Serafini 3 56126 Pisa (Italy)
+39 050 2212479
http://btfp.sp.unipi.it https://twitter.com/btfp1
http://www.sp.unipi.it/index.php/en/docenti-top/122-pievatolo-maria-chiara
Oct. 1, 2015
R: Il Registro delle Opposizioni: perché non c'è un'API gratuita?
by avv. Monica A. Senor
Caro Federico,
l'art.130, comma 3 bis, del codice privacy prevede che: "In deroga a quanto previsto dall'articolo 129, il trattamento dei dati di cui all'articolo 129, comma 1 (cioè dei dati contenuti negli elenchi telefonici), mediante l'impiego del telefono e della posta cartacea per le finalità di cui all'articolo 7, comma 4, lettera b) (cioè finalità di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale) è consentito nei confronti di chi non abbia esercitato il diritto di opposizione, con modalità semplificate e anche in via telematica, mediante l'iscrizione della numerazione della quale è intestatario e degli altri dati personali di cui all'articolo 129, comma 1, in un registro pubblico delle opposizioni".
Il registro è dunque funzionale solo ed esclusivamente agli elenchi telefoni.
Considerato tale assetto normativo, a mio parere, anche un'API, peraltro molto interessante, come quella che proponi tu, sarebbe poco utile allo scopo in quanto, generalmente, non è dagli elenchi telefonici che si estraggono i numeri di telefono utilizzati per le campagne di telemarketing.
Un caro saluto,
Monica
-----Messaggio originale-----
Da: Federico Morando [mailto:federico.morando@polito.it]
Inviato: mercoledì 30 settembre 2015 13:59
A: avv. Monica A. Senor
Cc: Nexa Center
Oggetto: Re: [nexa] Il Registro delle Opposizioni: perché non c'è un'API gratuita?
On 26/09/2015 18:21, avv. Monica A. Senor wrote:
> Per esperienza professionale posso dirti che sono pochissime le aziende che commissionano una campagna pubblicitaria sulla base dei numeri contenuti negli elenchi telefonici perché sono dati grezzi, privi di qualsiasi minima profilazione.
> Se voglio, ad es., promuovere un'auto di grossa cilindrata, infatti, è molto più proficuo chiedere ad un broker (in Italia sono pochissimi!) una lista di numeri di uomini, di età adulta, di buon reddito e, magari, che hanno una berlina ormai datata.
Come accennavo, sono ignorante sul tema, anche se mi sto riproponendo di approfondirlo, e questo è un punto su cui avevo grosse lacune. In effetti, il Registro si presenta come interlocutore di chiunque "intende avviare mediante il telefono attività a scopo commerciale, promozionale o ricerche di mercato." Insomma, il distinguo che fai tu rispetto all'origine di questi dati non viene presentato, almeno non molto chiaramente.
Immaginavo che l'iscrizione al registro non precludesse i trattamenti dei dati altrimenti acquisiti con esplicito consenso... ma, ad esempio, se uno acquisisse un elenco di numeri di telefono facendo scraping del Web, dovrebbe/potrebbe usare il Registro per verificare se e quali di questi numeri possano essere contattati per offerte commerciali?
> Quanto alla tua proposta dell'API, il sistema macchinoso orchestrato per l'RPO (se un'azienda vuole chiamare a scopi pubblicitari numeri trovati in elenco telefonico, deve prima sottoporli alla Fondazione Ugo Bordoni, che entro 24 ore li restituirà scremati di quelli iscritti nel registro; l'elenco è utilizzabile dalle aziende per chiamate pubblicitarie per 15 giorni, dopodiché occorre ripetere la procedura) è giustificato dal fatto che si tratta comunque di un DB, come tale protetto ai sensi del codice privacy: il trattamento dei dati che contiene, giustamente, non può essere effettuato da chiunque.
L'API avrebbe l'unico scopo di dire "puoi chiamare", o "hanno chiesto di non disturbare" in risposta ad una chiamata contenente un numero di telefono già noto a chi invoca l'API: il trattamento del DB avverrebbe solo ad opera di chi gestisce il registro, mentre chi fa la chiamata avrebbe lo stesso tipo di informazione che ha oggi: "uno di cui avevi già il numero è iscritto al registro". Personalmente, mi sfugge il vantaggio del modello attuale, se non nel creare artificialmente un mercato per i servizi offerti dal gestore del Registro. Insomma, imho si può fare un'API che rispetti quanto previsto dal Codice Privacy:
"modalità tecniche di funzionamento e di accesso al registro mediante interrogazioni selettive che non consentano il trasferimento dei dati presenti nel registro stesso, prevedendo il tracciamento delle operazioni compiute e la conservazione dei dati relativi agli accessi".
Comunque appena posso studio un po' di più prima di fare altre domande :-)
Grazie,
Federico
Oct. 1, 2015
L'OCSE a imprese e governi: considerare la sicurezza digitale un rischio economico
by Mauro Alovisio
Gent.me/i
segnalo dal sito del Garante privacy
Cordiali saluti
*Mauro Alovisio*
*L'OCSE a imprese e governi: considerare la sicurezza digitale un rischio
economico Soro: massima attenzione alla protezione dei dati, la sicurezza è
un asset strategico*
Il rischio per la sicurezza digitale dovrebbe essere considerato un
problema di ordine economico e non solo tecnologico, e dovrebbe essere
integrato nei processi decisionali di ogni organizzazione. Lo sostiene
l'OCSE nella nuova Raccomandazione sulla sicurezza digitale e la gestione
del rischio
<http://www.oecd.org/corporate/digital-security-risk-management-for-economic…>
.
Un ambiente digitale globale, interconnesso, aperto e dinamico genera
notevoli opportunità economiche, ancora più promettenti se si pensa alla
crescente diffusione dell'Internet delle cose e dei Big Data. Tuttavia,
Paesi e aziende sono esposti a minacce sempre più sofisticate e crescenti
che possono mettere in pericolo la sicurezza delle informazioni e
compromettere la prosperità economica e sociale.
La Raccomandazione dell'OCSE sulla Digital Security, adottata nei giorni
scorsi, chiede a governi e vertici aziendali di assumersi la specifica
responsabilità della gestione del rischio della sicurezza digitale
integrandola nella pianificazione generale.
*"E' impossibile poter eliminare totalmente il rischio digitale, ma questa
sfida può e deve essere governata in modo efficace" *- afferma Antonello
Soro, Presidente del Garante privacy.* "Il ricorso al cloud computing, lo
sviluppo dell'IoT, della sanità elettronica può comportare il rischio di
esporre le informazioni di milioni di cittadini ad attacchi informatici,
perdite o distruzioni con gravi conseguenze anche finanziarie, sulla
competitività e sulla fiducia tra clienti, dipendenti, azionisti. Per
questo è necessario che imprese e pubbliche amministrazioni prestino
massima attenzione alla protezione dei dati, inserendo la sicurezza
digitale tra gli asset strategici dei loro piani di sviluppo"*.
L'OCSE, la cui ultima Raccomandazione sulla sicurezza digitale risale al
2002, indica otto principi-guida per la gestione del rischio riferito alla
sicurezza digitale, anche con riguardo alla responsabilità dei diversi
soggetti, alla cooperazione tra le parti interessate ed al ruolo
dell'innovazione. In particolare, l'OCSE raccomanda l'adozione di piani
nazionali per individuare le misure utili a prevenire, individuare,
affrontare e sanare le conseguenze di incidenti di sicurezza digitale.
*Roma, 1 ottobre 2015*
http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/…
Oct. 1, 2015