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Re: [nexa] R: Decisione Corte di giustizia europea invalida Safe Harbor
by blengino@penalistiassociati.it
Io forse ho una visione compromessa dal mio lavoro, e se è così me ne scuso, ma davvero mi pare una situazione surreale.
Stiamo parlando del problema della sorveglianza e dell'interferenza delle Pubbliche Autorità, non di come tratta i dati per fini commerciali questo o quel provider. Su questo mi pare si incentri la sentenza.
Ora:
1) A quel tipo di trattamenti NON si applica nessuno, e dico nessuno, dei diritti e delle disposizioni di cui alle varie direttive in tema di protezione dati, che sono tutte emesse in relazione al mercato (pre Lisbona): e infatti stiamo discutendo di consensi, clausole contrattuali TOS ecc.ecc. Lo trovo deprimente. Come la storia dei cookie: adesso siamo tutti più sereni che abbiamo i banner a scassare i cabasisi....
Dopo la "fondamentale" sentenza avremo una clausolina in più nelle informative, a pagina 44, per dirci che Facebook è a Palo Alto eh, non a Poirino, e che lì tratta i nostri dati (che poi non è neppure necessaria...). Daremo il consenso et voillaz. La stessa cosa faranno le università e le imprese che usano il cloud. Qualche azienda italiana o europea avrà qualche casino contrattuale con i suoi clienti ma poca roba.Fine del discorso. Questo lato utenti, perché lato Governi ci saranno mille mosse politiche per giocare a chi vince sul petrolio del XXI secolo (e abbiamo già perso se continuiamo così)
2) intanto i provader italiani ed europei, e le Telco, sono tendenzialmente a disposizione delle autorità (e ogni tanto i soggetti addirittura coincidono...) Chi come e per quali finalità accede ai dati da loro trattati (e conservati per anni) è un mistero: sicurezza nazionale e law enforcement sono liberi da qualsiasi vincolo europeo (se si eccettua una blanda Decisione Gai del 2008 sulla cooperazione nel penale). Paradossalmente la legislazione Italiana è più tutelante, tant'è che l'NSA ha rinunciato ad un coinvolgimento diretto. Le banche dati delle varie autorità (da quelle di polizia a quelle del DIS e del Sistema informativo fiscale) sono impenetrabili e non c'è diritto che tenga posto che la direttiva non si applica.
In Italia abbiamo istituito una (delirante) banca dati del DNA che non è mai partita, ma il DNA di oltre 20mila italiani certamente estranei al reato sono stati sequenziati dalla procura di Brescia per un singolo caso di omicidio, ed in quel caso sono stati acquisiti a strascico i metadati di tutti coloro che erano collegati a decine di celle. Tutto bene? Dove sono quei dati? Come sono custoditi? Prova a fare domande....Non hai alcun diritto. E se per un omicidio sequenziamo il DNA di 20mila italiani, non oso pensare al primo attentato cosa succederà....
Può esser un errore che un'istituzione pubblica usi Google: ne comprendo perfettamente le motivazioni, ma non mi si dica che quell'istituzione non sa che Google tratta i dati in America (che poi non è neppure cosi) ...deve dirlo ai suoi utenti? Si.Punto.
Insomma, mi pare che la Corte, nella buona fede di voler riportare al centro il diritto alla protezione dei dati, abbia fatto un inutile pasticcio forzando la direttiva del 95 lasciando i vari regolatori nella totale incertezza (e così mi spiego l'agitazione ).
Poi magari sbaglio approccio eh,
Aperto a ogni discussione.
Carlo
In mobilità
> Il giorno 10 ott 2015, alle ore 18:18, Guido Noto La Diega <noto.la.diega(a)gmail.com> ha scritto:
>
> Concordo con molto di quanto e' stato detto. Vorrei che qualcuno mi spiegasse, pero', cosa resta dell'articolo 25(6) se le decisioni della Commissione non hanno piu' l'effetto di evitare l'intervento delle DPA. Teoricamente e' stata invalidata la decisione SH, ma mi pare che il 25(6) sia stato di fatto completamente svuotato.
>
> 2015-10-10 16:45 GMT+01:00 Alessandro Mantelero <alessandro.mantelero(a)polito.it>:
>> Concordo con Marco. Una decisione che invalida un accordo su cui si basa la legittimità del trasferimento di gran parte dei flussi di dati da EU ad US, non mi pare una “pregevole dichiarazione di principi senza pratici effetti”.
>> In tal senso, tutte le istituzioni che si occupano di data protection (Commissione EU, ART29WP, Garanti, FTC) e gli esperti in materia su entrambe le sponde dell’Atlantico paiono aver ben differente opinione.
>>
>> L’art. 25 (1) della dir. 94/56/EC prevede che “The Member States shall provide that the transfer to a third country of personal data which are undergoing processing or are intended for processing after transfer may take place only if, without prejudice to compliance with the national provisions adopted pursuant to the other provisions of this Directive, the third country in question ensures an adequate level of protection”. Ai sensi del medesimo articolo, la Commissione può accertare che il livello di protezione offerto da uno stato terzo sia adeguato e, nel caso degli US, lo ha fatto attraverso la decisione sul c.d. principi di Safe Harbor.
>>
>> Invalidata ora tale decisione, viene a mancare l’accertamento dell’adeguatezza ad opera della Commissione. Ne consegue che con riguardo agli US (che vengono Ca trovarsi nella posizione comune a molti altri stati) le autorità garanti nazionali potrebbero valutare il livello di protezione offerto dal sistema giuridico statunitense e ritenerlo inadeguato (la Corte pare fornire diversi argomenti).
>> Se ciò accadesse, le imprese dovrebbero trovare specifiche e diverse basi giuridiche di legittimazione dei flussi di dati, le stesse già utilizzate per l’invio di dati verso altre nazioni.
>> Il tutto non mi pare possa dirsi proprio un processo privo di effetti pratici…
>>
>> AM
>>
>>
>>
>>
>> On Sat, 10 Oct 2015 15:18:41 +0200
>> Marco Ciurcina <ciurcina(a)studiolegale.it> wrote:
>>> In data sabato 10 ottobre 2015 15:06:43, Carlo Blengino ha scritto:
>>>> Marco,
>>>>
>>>> so che la pensiamo diversamente, ma riconosco le tue ottime ragioni.
>>>>
>>>> Sulla sentenza ho molte perplessità e ne approfitto per inoltrare in lista
>>>> il link al pezzo che ho appena scritto...e che immagino non troverà grandi
>>>> consensi.
>>>>
>>>> Parliamone, come sempre ;)
>>> sei sicuro che la sentenza Schrems sia "debole" e non avrà effetto?
>>> io, se ci devo scommettere un caffè, scommento sul contrario.
>>> IMHO ci sono già avvocati che stanno scrivendo esposti e ricorsi ai diversi Garanti europei. tireremo le somme tra un po' (non credo moltissimo..).
>>> ;-)
>>> ciao,
>>> m.c.
>>>
>>>
>>>>
>>>> I miei dati al di là dell'oceano
>>>> http://www.ilpost.it/carloblengino/2015/10/10/i-miei-dati-aldila-delloceano/
>>>>
>>>>
>>>> C.
>>>> Il 10/Ott/2015 14:02, "Marco Ciurcina" <ciurcina(a)studiolegale.it> ha
>>>>
>>>> scritto:
>>>> > In data martedì 6 ottobre 2015 12:51:32, Blengino ha scritto:
>>>> > > Tecnicamente di tutto, o più probabilmente nulla.
>>>> > > > > Vincolati come siamo ad una normativa nata 20anni fa (Zuckerberg aveva
>>>> > > 11anni) si aprono scenari surreali, non tanto per i grandi titolari di
>>>> > > trattamento stranieri basati in EU,
>>>> > > L'effetto è che potrebbero perdere clienti.
>>>> > Speriamo si rendano conto che, per loro, è fondamentale fare pressione sul
>>>> > governo USA perchè rispetti i diritti umani degli stranieri (europei e non
>>>> > solo).
>>>> > > > quanto per le imprese UE cui
>>>> > > teoricamente potrebbe esser inibito l’utilizzo di qualsivoglia servizio
>>>> > > che comporti un trasferimento dei dati trattati verso US. E basta GMail
>>>> > > o
>>>> > > un qualsiasi servizio cloud (magari fornito da sp europeo, che utilizzi
>>>> > > ridondanze extraUE tipo amazon ecc.ecc.)
>>>> > > Già..
>>>> > E non solo le imprese: anche la PA.
>>>> > Penso, per esempio, all'inavvertita scelta di molte università italiane
>>>> > che
>>>> > hanno migrato i servizi di posta per docenti, studenti e personale
>>>> > amministrativo a servizi offerti gratuitamente da Google.
>>>> > E al nostro Ministro dell'Istruzione che, avvertitone da più d'un anno,
>>>> > non ha
>>>> > neppure ritenuto di rispondere a un'interpellanza di Quintarelli
>>>> > http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/05980&ramo=CAMERA&leg=17
>>>> > > Credo che, alla luce della sentenza Schrems, ci si possa aspettare che
>>>> > qualche
>>>> > professore e/o studente di quelle università si rivolgerà al Garante della
>>>> > Privacy per chiedere di verificare se l'adzione di servizi offerti da
>>>> > imprese
>>>> > USA che prevede il trasferimento dei dati extra-UE è conforme al diritto.
>>>> > > m.c.
>>>> > > > Se debbo dire, sono molto incerto nella valutazione della sentenza:
>>>> > afferma
>>>> > > > principi importanti su di un punto cruciale, ovvero l’ingerenza dello
>>>> > > Stato
>>>> > > > per ragioni di sicurezza nazionale e law enforcement, che è però materia
>>>> > > del tutto estranea alla Direttiva del 95 che regolava unicamente il
>>>> > > mercato
>>>> > > > (primo pilastro) e non giustizia e sicurezza. E questo è da sempre un
>>>> > > vulnus anche per noi europei. E dunque non so dire se:
>>>> > > > > i) sia la forzatura di una Corte che si rende conto
>>>> > > di
>>>> > > esser l’ultimo baluardo per reagire ad una situazione inaccettabile
>>>> > > nella
>>>> > > compressione dei diritti fondamentali sul web da parte degli Stati
>>>> > > (Governi
>>>> > > > UE inclusi: la condanna pare esplicita, non per Facebook ,ma alla
>>>> > > sorveglianza da parte degli Stati, così che si parla a suocera perché
>>>> > > moglie intenda);
>>>> > > > > ii) se sia la scelta politica e miope di sferrare
>>>> > > l’ennesimo attacco all’egemonia economica USA, dove i diritti
>>>> > > fondamentali
>>>> > > > sono la clava per tentare di recuperare forza contrattuale… (c’è il TTIP
>>>> > > che vaga…ma non voglio far dietrologia).
>>>> > > > > Insomma, non so dire. Leggiamo e vedremo
>>>> > > > > C
>>>> > > > > > > > > Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
>>>> > > [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di fabio chiusi
>>>> > > Inviato: martedì 6 ottobre 2015 11:33
>>>> > > A: 'nexa'
>>>> > > Oggetto: Re: [nexa] Decisione Corte di giustizia europea invalida Safe
>>>> > > Harbor
>>>> > > > > > > > > Ma ora che succede? Non ho ben capito le conseguenze (immediate e non)
>>>> > > di
>>>> > > questa decisione...
>>>> > > > > f.
>>>> > > > > > > > > > > > > Il Martedì 6 Ottobre 2015 10:45, Antonio Casilli
>>>> > > > <antonio.casilli(a)telecom-paristech.fr> ha scritto:
>>>> > http://mobile.nytimes.com/2015/10/07/technology/european-union-us-data-col
>>>> > le> > > ction.html
>>>
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>>> nexa mailing list
>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
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>> Prof. Avv. Alessandro Mantelero
>> Politecnico di Torino
>>
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>> Politecnico di Torino–Tongji University| Coordinator, Double Degree program in Management and IP Law
>> Nanjing University of Information Science and Technology | Part-time Expert, School of Public Administration
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> Guido
>
> Dr. Guido Noto La Diega,
>
> Postdoctoral Research Assistant in Cloud Computing Law - Queen Mary University of London
>
> President of Ital-IoT - Centre of Multidisciplinary Research on the Internet of Things
> Avvocato (Commercial and IP/IT Lawyer)
> Cultore della materia in Civil Law and Intellectual Property - University of Palermo
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> 67-69 Lincoln's Inn Fields
> London WC2A 3JB
> g.notoladiega(a)qmul.ac.uk
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Oct. 10, 2015
Re: [nexa] R: Decisione Corte di giustizia europea invalida Safe Harbor
by Alessandro Mantelero
Ciao Guido,
non direi che è completamente svuotato. Se la Commissione
adotta una decisione ai sensi del 25(6) solo la ECJ potrà
dichiararla invalida, aprendo la strada poi alla
valutazione di adeguatezza delle DPAs (garanti). La via
dunque, in presenza di decisione, non è così breve.
Da ultimo va considerato che, specie in una logica di
tenuta del quadro normativo, stiamo parlando di un modello
(quello della dir. 95/46/EC) destinato ad essere superato
a breve dalla riforma.
AM
On Sat, 10 Oct 2015 17:18:42 +0100
Guido Noto La Diega <noto.la.diega(a)gmail.com> wrote:
> Concordo con molto di quanto e' stato detto. Vorrei che
>qualcuno mi
> spiegasse, pero', cosa resta dell'articolo 25(6) se le
>decisioni della
> Commissione non hanno piu' l'effetto di evitare
>l'intervento delle DPA.
> Teoricamente e' stata invalidata la decisione SH, ma mi
>pare che il 25(6)
> sia stato di fatto completamente svuotato.
>
> 2015-10-10 16:45 GMT+01:00 Alessandro Mantelero <
> alessandro.mantelero(a)polito.it>:
>
>> Concordo con Marco. Una decisione che invalida un
>>accordo su cui si basa
>> la legittimità del trasferimento di gran parte dei
>>flussi di dati da EU ad
>> US, non mi pare una “pregevole dichiarazione di principi
>>senza pratici
>> effetti”.
>> In tal senso, tutte le istituzioni che si occupano di
>>data protection
>> (Commissione EU, ART29WP, Garanti, FTC) e gli esperti in
>>materia su
>> entrambe le sponde dell’Atlantico paiono aver ben
>>differente opinione.
>>
>> L’art. 25 (1) della dir. 94/56/EC prevede che “The
>>Member States shall
>> provide that the transfer to a third country of personal
>>data which are
>> undergoing processing or are intended for processing
>>after transfer may
>> take place only if, without prejudice to compliance with
>>the national
>> provisions adopted pursuant to the other provisions of
>>this Directive, the
>> third country in question ensures an adequate level of
>>protection”. Ai
>> sensi del medesimo articolo, la Commissione può
>>accertare che il livello di
>> protezione offerto da uno stato terzo sia adeguato e,
>>nel caso degli US, lo
>> ha fatto attraverso la decisione sul c.d. principi di
>>Safe Harbor.
>>
>> Invalidata ora tale decisione, viene a mancare
>>l’accertamento
>> dell’adeguatezza ad opera della Commissione. Ne consegue
>>che con riguardo
>> agli US (che vengono Ca trovarsi nella posizione comune
>>a molti altri
>> stati) le autorità garanti nazionali potrebbero valutare
>>il livello di
>> protezione offerto dal sistema giuridico statunitense e
>>ritenerlo
>> inadeguato (la Corte pare fornire diversi argomenti).
>> Se ciò accadesse, le imprese dovrebbero trovare
>>specifiche e diverse basi
>> giuridiche di legittimazione dei flussi di dati, le
>>stesse già utilizzate
>> per l’invio di dati verso altre nazioni.
>> Il tutto non mi pare possa dirsi proprio un processo
>>privo di effetti
>> pratici…
>>
>> AM
>>
>>
>>
>>
>> On Sat, 10 Oct 2015 15:18:41 +0200
>> Marco Ciurcina <ciurcina(a)studiolegale.it> wrote:
>>
>>> In data sabato 10 ottobre 2015 15:06:43, Carlo Blengino
>>>ha scritto:
>>>
>>>> Marco,
>>>>
>>>> so che la pensiamo diversamente, ma riconosco le tue
>>>>ottime ragioni.
>>>>
>>>> Sulla sentenza ho molte perplessità e ne approfitto per
>>>>inoltrare in
>>>> lista
>>>> il link al pezzo che ho appena scritto...e che immagino
>>>>non troverà
>>>> grandi
>>>> consensi.
>>>>
>>>> Parliamone, come sempre ;)
>>>>
>>> sei sicuro che la sentenza Schrems sia "debole" e non
>>>avrà effetto?
>>> io, se ci devo scommettere un caffè, scommento sul
>>>contrario.
>>> IMHO ci sono già avvocati che stanno scrivendo esposti e
>>>ricorsi ai
>>> diversi Garanti europei. tireremo le somme tra un po'
>>>(non credo
>>> moltissimo..).
>>> ;-)
>>> ciao,
>>> m.c.
>>>
>>>
>>>
>>>> I miei dati al di là dell'oceano
>>>>
>>>> http://www.ilpost.it/carloblengino/2015/10/10/i-miei-dati-aldila-delloceano/
>>>>
>>>>
>>>> C.
>>>> Il 10/Ott/2015 14:02, "Marco Ciurcina"
>>>><ciurcina(a)studiolegale.it> ha
>>>>
>>>> scritto:
>>>> > In data martedì 6 ottobre 2015 12:51:32, Blengino ha
>>>>scritto:
>>>> > > Tecnicamente di tutto, o più probabilmente nulla.
>>>> > > > > Vincolati come siamo ad una normativa nata
>>>>20anni fa (Zuckerberg
>>>> aveva
>>>> > > 11anni) si aprono scenari surreali, non tanto per i
>>>>grandi titolari
>>>> di
>>>> > > trattamento stranieri basati in EU,
>>>> > > L'effetto è che potrebbero perdere clienti.
>>>> > Speriamo si rendano conto che, per loro, è
>>>>fondamentale fare pressione
>>>> sul
>>>> > governo USA perchè rispetti i diritti umani degli
>>>>stranieri (europei e
>>>> non
>>>> > solo).
>>>> > > > quanto per le imprese UE cui
>>>> > > teoricamente potrebbe esser inibito l’utilizzo di
>>>>qualsivoglia
>>>> servizio
>>>> > > che comporti un trasferimento dei dati trattati
>>>>verso US. E basta
>>>> GMail
>>>> > > o
>>>> > > un qualsiasi servizio cloud (magari fornito da sp
>>>>europeo, che
>>>> utilizzi
>>>> > > ridondanze extraUE tipo amazon ecc.ecc.)
>>>> > > Già..
>>>> > E non solo le imprese: anche la PA.
>>>> > Penso, per esempio, all'inavvertita scelta di molte
>>>>università italiane
>>>> > che
>>>> > hanno migrato i servizi di posta per docenti, studenti
>>>>e personale
>>>> > amministrativo a servizi offerti gratuitamente da
>>>>Google.
>>>> > E al nostro Ministro dell'Istruzione che, avvertitone
>>>>da più d'un anno,
>>>> > non ha
>>>> > neppure ritenuto di rispondere a un'interpellanza di
>>>>Quintarelli
>>>> >
>>>>http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/05980&ramo=CAMERA&leg=17
>>>> > > Credo che, alla luce della sentenza Schrems, ci si
>>>>possa aspettare
>>>> che
>>>> > qualche
>>>> > professore e/o studente di quelle università si
>>>>rivolgerà al Garante
>>>> della
>>>> > Privacy per chiedere di verificare se l'adzione di
>>>>servizi offerti da
>>>> > imprese
>>>> > USA che prevede il trasferimento dei dati extra-UE è
>>>>conforme al
>>>> diritto.
>>>> > > m.c.
>>>> > > > Se debbo dire, sono molto incerto nella
>>>>valutazione della sentenza:
>>>> > afferma
>>>> > > > principi importanti su di un punto cruciale,
>>>>ovvero l’ingerenza
>>>> dello
>>>> > > Stato
>>>> > > > per ragioni di sicurezza nazionale e law
>>>>enforcement, che è però
>>>> materia
>>>> > > del tutto estranea alla Direttiva del 95 che
>>>>regolava unicamente il
>>>> > > mercato
>>>> > > > (primo pilastro) e non giustizia e sicurezza. E
>>>>questo è da sempre
>>>> un
>>>> > > vulnus anche per noi europei. E dunque non so dire
>>>>se:
>>>> > > > > i) sia la forzatura di una
>>>>Corte che si rende
>>>> conto
>>>> > > di
>>>> > > esser l’ultimo baluardo per reagire ad una
>>>>situazione inaccettabile
>>>> > > nella
>>>> > > compressione dei diritti fondamentali sul web da
>>>>parte degli Stati
>>>> > > (Governi
>>>> > > > UE inclusi: la condanna pare esplicita, non per
>>>>Facebook ,ma alla
>>>> > > sorveglianza da parte degli Stati, così che si parla
>>>>a suocera perché
>>>> > > moglie intenda);
>>>> > > > > ii) se sia la scelta politica
>>>>e miope di
>>>> sferrare
>>>> > > l’ennesimo attacco all’egemonia economica USA, dove
>>>>i diritti
>>>> > > fondamentali
>>>> > > > sono la clava per tentare di recuperare forza
>>>>contrattuale… (c’è
>>>> il TTIP
>>>> > > che vaga…ma non voglio far dietrologia).
>>>> > > > > Insomma, non so dire. Leggiamo e vedremo
>>>> > > > > C
>>>> > > > > > > > > Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
>>>> > > [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per
>>>>conto di fabio
>>>> chiusi
>>>> > > Inviato: martedì 6 ottobre 2015 11:33
>>>> > > A: 'nexa'
>>>> > > Oggetto: Re: [nexa] Decisione Corte di giustizia
>>>>europea invalida
>>>> Safe
>>>> > > Harbor
>>>> > > > > > > > > Ma ora che succede? Non ho ben capito le
>>>>conseguenze
>>>> (immediate e non)
>>>> > > di
>>>> > > questa decisione...
>>>> > > > > f.
>>>> > > > > > > > > > > > > Il Martedì 6 Ottobre 2015 10:45,
>>>>Antonio Casilli
>>>> > > > <antonio.casilli(a)telecom-paristech.fr> ha scritto:
>>>> >
>>>> http://mobile.nytimes.com/2015/10/07/technology/european-union-us-data-col
>>>> > le> > > ction.html
>>>>
>>>
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>> Nanjing University of Information Science and Technology
>>| Part-time
>> Expert, School of Public Administration
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>
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>
> --
> *Guido*
>
> Dr. Guido Noto La Diega
><http://www.law.qmul.ac.uk/staff/notoladiega.html>,
>
> Postdoctoral Research Assistant in Cloud Computing Law
> <http://www.cloudlegal.ccls.qmul.ac.uk/project/researchers/index.html>
>- Queen
> Mary University of London
><http://www.mccrc.eu/Pages/Research-Team.aspx>
>
> President of Ital-IoT
><http://italiot.altervista.org/about-us/> - Centre of
> Multidisciplinary Research on the Internet of Things
> Avvocato <http://www.studioperrino.it/intro/index.asp>
>(Commercial and
> IP/IT Lawyer)
> Cultore della materia in Civil Law and Intellectual
>Property
> <http://www.unipa.it/persone/docenti/n/guido.notoladiega>
>- University of
> Palermo
> 67-69 Lincoln's Inn Fields
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> g.notoladiega(a)qmul.ac.uk
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Oct. 10, 2015
Re: [nexa] R: Decisione Corte di giustizia europea invalida Safe Harbor
by Guido Noto La Diega
Concordo con molto di quanto e' stato detto. Vorrei che qualcuno mi
spiegasse, pero', cosa resta dell'articolo 25(6) se le decisioni della
Commissione non hanno piu' l'effetto di evitare l'intervento delle DPA.
Teoricamente e' stata invalidata la decisione SH, ma mi pare che il 25(6)
sia stato di fatto completamente svuotato.
2015-10-10 16:45 GMT+01:00 Alessandro Mantelero <
alessandro.mantelero(a)polito.it>:
> Concordo con Marco. Una decisione che invalida un accordo su cui si basa
> la legittimità del trasferimento di gran parte dei flussi di dati da EU ad
> US, non mi pare una “pregevole dichiarazione di principi senza pratici
> effetti”.
> In tal senso, tutte le istituzioni che si occupano di data protection
> (Commissione EU, ART29WP, Garanti, FTC) e gli esperti in materia su
> entrambe le sponde dell’Atlantico paiono aver ben differente opinione.
>
> L’art. 25 (1) della dir. 94/56/EC prevede che “The Member States shall
> provide that the transfer to a third country of personal data which are
> undergoing processing or are intended for processing after transfer may
> take place only if, without prejudice to compliance with the national
> provisions adopted pursuant to the other provisions of this Directive, the
> third country in question ensures an adequate level of protection”. Ai
> sensi del medesimo articolo, la Commissione può accertare che il livello di
> protezione offerto da uno stato terzo sia adeguato e, nel caso degli US, lo
> ha fatto attraverso la decisione sul c.d. principi di Safe Harbor.
>
> Invalidata ora tale decisione, viene a mancare l’accertamento
> dell’adeguatezza ad opera della Commissione. Ne consegue che con riguardo
> agli US (che vengono Ca trovarsi nella posizione comune a molti altri
> stati) le autorità garanti nazionali potrebbero valutare il livello di
> protezione offerto dal sistema giuridico statunitense e ritenerlo
> inadeguato (la Corte pare fornire diversi argomenti).
> Se ciò accadesse, le imprese dovrebbero trovare specifiche e diverse basi
> giuridiche di legittimazione dei flussi di dati, le stesse già utilizzate
> per l’invio di dati verso altre nazioni.
> Il tutto non mi pare possa dirsi proprio un processo privo di effetti
> pratici…
>
> AM
>
>
>
>
> On Sat, 10 Oct 2015 15:18:41 +0200
> Marco Ciurcina <ciurcina(a)studiolegale.it> wrote:
>
>> In data sabato 10 ottobre 2015 15:06:43, Carlo Blengino ha scritto:
>>
>>> Marco,
>>>
>>> so che la pensiamo diversamente, ma riconosco le tue ottime ragioni.
>>>
>>> Sulla sentenza ho molte perplessità e ne approfitto per inoltrare in
>>> lista
>>> il link al pezzo che ho appena scritto...e che immagino non troverà
>>> grandi
>>> consensi.
>>>
>>> Parliamone, come sempre ;)
>>>
>> sei sicuro che la sentenza Schrems sia "debole" e non avrà effetto?
>> io, se ci devo scommettere un caffè, scommento sul contrario.
>> IMHO ci sono già avvocati che stanno scrivendo esposti e ricorsi ai
>> diversi Garanti europei. tireremo le somme tra un po' (non credo
>> moltissimo..).
>> ;-)
>> ciao,
>> m.c.
>>
>>
>>
>>> I miei dati al di là dell'oceano
>>>
>>> http://www.ilpost.it/carloblengino/2015/10/10/i-miei-dati-aldila-delloceano/
>>>
>>>
>>> C.
>>> Il 10/Ott/2015 14:02, "Marco Ciurcina" <ciurcina(a)studiolegale.it> ha
>>>
>>> scritto:
>>> > In data martedì 6 ottobre 2015 12:51:32, Blengino ha scritto:
>>> > > Tecnicamente di tutto, o più probabilmente nulla.
>>> > > > > Vincolati come siamo ad una normativa nata 20anni fa (Zuckerberg
>>> aveva
>>> > > 11anni) si aprono scenari surreali, non tanto per i grandi titolari
>>> di
>>> > > trattamento stranieri basati in EU,
>>> > > L'effetto è che potrebbero perdere clienti.
>>> > Speriamo si rendano conto che, per loro, è fondamentale fare pressione
>>> sul
>>> > governo USA perchè rispetti i diritti umani degli stranieri (europei e
>>> non
>>> > solo).
>>> > > > quanto per le imprese UE cui
>>> > > teoricamente potrebbe esser inibito l’utilizzo di qualsivoglia
>>> servizio
>>> > > che comporti un trasferimento dei dati trattati verso US. E basta
>>> GMail
>>> > > o
>>> > > un qualsiasi servizio cloud (magari fornito da sp europeo, che
>>> utilizzi
>>> > > ridondanze extraUE tipo amazon ecc.ecc.)
>>> > > Già..
>>> > E non solo le imprese: anche la PA.
>>> > Penso, per esempio, all'inavvertita scelta di molte università italiane
>>> > che
>>> > hanno migrato i servizi di posta per docenti, studenti e personale
>>> > amministrativo a servizi offerti gratuitamente da Google.
>>> > E al nostro Ministro dell'Istruzione che, avvertitone da più d'un anno,
>>> > non ha
>>> > neppure ritenuto di rispondere a un'interpellanza di Quintarelli
>>> > http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/05980&ramo=CAMERA&leg=17
>>> > > Credo che, alla luce della sentenza Schrems, ci si possa aspettare
>>> che
>>> > qualche
>>> > professore e/o studente di quelle università si rivolgerà al Garante
>>> della
>>> > Privacy per chiedere di verificare se l'adzione di servizi offerti da
>>> > imprese
>>> > USA che prevede il trasferimento dei dati extra-UE è conforme al
>>> diritto.
>>> > > m.c.
>>> > > > Se debbo dire, sono molto incerto nella valutazione della sentenza:
>>> > afferma
>>> > > > principi importanti su di un punto cruciale, ovvero l’ingerenza
>>> dello
>>> > > Stato
>>> > > > per ragioni di sicurezza nazionale e law enforcement, che è però
>>> materia
>>> > > del tutto estranea alla Direttiva del 95 che regolava unicamente il
>>> > > mercato
>>> > > > (primo pilastro) e non giustizia e sicurezza. E questo è da sempre
>>> un
>>> > > vulnus anche per noi europei. E dunque non so dire se:
>>> > > > > i) sia la forzatura di una Corte che si rende
>>> conto
>>> > > di
>>> > > esser l’ultimo baluardo per reagire ad una situazione inaccettabile
>>> > > nella
>>> > > compressione dei diritti fondamentali sul web da parte degli Stati
>>> > > (Governi
>>> > > > UE inclusi: la condanna pare esplicita, non per Facebook ,ma alla
>>> > > sorveglianza da parte degli Stati, così che si parla a suocera perché
>>> > > moglie intenda);
>>> > > > > ii) se sia la scelta politica e miope di
>>> sferrare
>>> > > l’ennesimo attacco all’egemonia economica USA, dove i diritti
>>> > > fondamentali
>>> > > > sono la clava per tentare di recuperare forza contrattuale… (c’è
>>> il TTIP
>>> > > che vaga…ma non voglio far dietrologia).
>>> > > > > Insomma, non so dire. Leggiamo e vedremo
>>> > > > > C
>>> > > > > > > > > Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
>>> > > [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di fabio
>>> chiusi
>>> > > Inviato: martedì 6 ottobre 2015 11:33
>>> > > A: 'nexa'
>>> > > Oggetto: Re: [nexa] Decisione Corte di giustizia europea invalida
>>> Safe
>>> > > Harbor
>>> > > > > > > > > Ma ora che succede? Non ho ben capito le conseguenze
>>> (immediate e non)
>>> > > di
>>> > > questa decisione...
>>> > > > > f.
>>> > > > > > > > > > > > > Il Martedì 6 Ottobre 2015 10:45, Antonio Casilli
>>> > > > <antonio.casilli(a)telecom-paristech.fr> ha scritto:
>>> >
>>> http://mobile.nytimes.com/2015/10/07/technology/european-union-us-data-col
>>> > le> > > ction.html
>>>
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
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>
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Oct. 10, 2015
Convegno su "Donne e ICT: dalle manager alle giovani promesse" (16 ottobre)
by J.C. DE MARTIN
Donne e ICT: dalle manager alle giovani promesse
Venerdì 16 ottobre 2015, ore 15.00
SALA DEI MAPPAMONDI
L'Accademia delle Scienze ospita la tavola rotonda
del Finding Ada Day Torino
edizione 2015 organizzato dal Museo Piemontese dell'Informatica
PROGRAMMA
15:00 - 15:10 | Introduzione a cura di Elia Bellussi, presidente del
Museo Piemontese dell'Informatica
15:10 - 15:20 | Saluto delle istituzioni
15:20 - 16:00 | Prima sessione della tavola rotonda
16:00 - 16:20 | Intervento del Prof Angelo Raffaele Meo e della Dott.ssa
Borgi
16:20 - 16:40 | Pausa caffè (durante la pausa caffè potranno essere
visionate le carte di Babbage e la replica).
16:40 - 17:40 | Sconda sessione della tavola rotonda
17:40 - 17:50 | Intervento di Elia Bellussi (Presidente MuPIn), Letizia
Macaluso e Flavia Giolito (studentesse IED).
17:50 - 18:00 | Intervento dell'artista Silvia Vaula.
Modererà la Prof.ssa Simona Ronchi della Rocca.
Il Prof. Angelo Raffaele Meo terrà un intervento che riguarderà Babbage
e i suoi rapporti con Ada da un lato e con l'Accademia dall'altro.
Verranno esposte ed illustrate dalla Dott.ssa Elena Borgi le carte di
Babbage presenti nell'Archivio dell'Accademia.
Verrà altresì esposta una replica (realizzata da IBM nel 1980 per la
mostra A calculator chronicle: 300 years of Counting and Reckoning
Tools, tenutasi a New York nel 1981) in scala 3/4 della sezione della
Difference Engine del 1832.
L'artista Silvia Vaula presentarà alcuni suoi lavori legati alle nuove
tecnologie.
Sala dei Mappamondi, ingresso da Via Accademia delle Scienze, 6
Prenotazione obbligatoria
Oct. 10, 2015
Convegno su Boole all'Accademia delle Scienze di Torino (13 ottobre ore 15)
by J.C. DE MARTIN
George Boole (1815-2015): dalla “Mathematical Analysis of Logic" alla
"Computer Science"
Martedì 13 ottobre 2015, ore 15.00
SALA DEI MAPPAMONDI
PROGRAMMA
Introduce e presiede
Alberto Conte (Presidente dell’Accademia delle Scienze di Torino)
Umberto Bottazzini (Università degli Studi di Milano)
Dall'algebra simbolica alla 'scienza della logica': primi lavori
matematici di Boole
Massimo Mugnai (Scuola Normale Superiore di Pisa)
George Boole: logica naturale e logica artificiale
Gabriele Lolli (Accademia delle Scienze di Torino e Scuola Normale
Superiore di Pisa)
Boole e la probabilità
Simona Ronchi Della Rocca (Accademia delle Scienze di Torino e
Università degli Studi di Torino)
Logica, algebra e linguaggi di programmazione
http://www.accademiadellescienze.it/attivita/iniziative-culturali/george-bo…
Sala dei Mappamondi, ingresso da Via Accademia delle Scienze 6
Oct. 10, 2015
Re: [nexa] R: Decisione Corte di giustizia europea invalida Safe Harbor
by Alessandro Mantelero
Concordo con Marco. Una decisione che invalida un accordo
su cui si basa la legittimità del trasferimento di gran
parte dei flussi di dati da EU ad US, non mi pare una
“pregevole dichiarazione di principi senza pratici
effetti”.
In tal senso, tutte le istituzioni che si occupano di data
protection (Commissione EU, ART29WP, Garanti, FTC) e gli
esperti in materia su entrambe le sponde dell’Atlantico
paiono aver ben differente opinione.
L’art. 25 (1) della dir. 94/56/EC prevede che “The Member
States shall provide that the transfer to a third country
of personal data which are undergoing processing or are
intended for processing after transfer may take place only
if, without prejudice to compliance with the national
provisions adopted pursuant to the other provisions of
this Directive, the third country in question ensures an
adequate level of protection”. Ai sensi del medesimo
articolo, la Commissione può accertare che il livello di
protezione offerto da uno stato terzo sia adeguato e, nel
caso degli US, lo ha fatto attraverso la decisione sul
c.d. principi di Safe Harbor.
Invalidata ora tale decisione, viene a mancare
l’accertamento dell’adeguatezza ad opera della
Commissione. Ne consegue che con riguardo agli US (che
vengono Ca trovarsi nella posizione comune a molti altri
stati) le autorità garanti nazionali potrebbero valutare
il livello di protezione offerto dal sistema giuridico
statunitense e ritenerlo inadeguato (la Corte pare fornire
diversi argomenti).
Se ciò accadesse, le imprese dovrebbero trovare specifiche
e diverse basi giuridiche di legittimazione dei flussi di
dati, le stesse già utilizzate per l’invio di dati verso
altre nazioni.
Il tutto non mi pare possa dirsi proprio un processo privo
di effetti pratici…
AM
On Sat, 10 Oct 2015 15:18:41 +0200
Marco Ciurcina <ciurcina(a)studiolegale.it> wrote:
> In data sabato 10 ottobre 2015 15:06:43, Carlo Blengino
>ha scritto:
>> Marco,
>>
>> so che la pensiamo diversamente, ma riconosco le tue
>>ottime ragioni.
>>
>> Sulla sentenza ho molte perplessità e ne approfitto per
>>inoltrare in lista
>> il link al pezzo che ho appena scritto...e che immagino
>>non troverà grandi
>> consensi.
>>
>> Parliamone, come sempre ;)
> sei sicuro che la sentenza Schrems sia "debole" e non
>avrà effetto?
> io, se ci devo scommettere un caffè, scommento sul
>contrario.
> IMHO ci sono già avvocati che stanno scrivendo esposti e
>ricorsi ai diversi
> Garanti europei.
> tireremo le somme tra un po' (non credo moltissimo..).
> ;-)
> ciao,
> m.c.
>
>
>>
>> I miei dati al di là dell'oceano
>> http://www.ilpost.it/carloblengino/2015/10/10/i-miei-dati-aldila-delloceano/
>>
>>
>> C.
>> Il 10/Ott/2015 14:02, "Marco Ciurcina"
>><ciurcina(a)studiolegale.it> ha
>>
>> scritto:
>> > In data martedì 6 ottobre 2015 12:51:32, Blengino ha
>>scritto:
>> > > Tecnicamente di tutto, o più probabilmente nulla.
>> > >
>> > > Vincolati come siamo ad una normativa nata 20anni fa
>>(Zuckerberg aveva
>> > > 11anni) si aprono scenari surreali, non tanto per i
>>grandi titolari di
>> > > trattamento stranieri basati in EU,
>> >
>> > L'effetto è che potrebbero perdere clienti.
>> > Speriamo si rendano conto che, per loro, è
>>fondamentale fare pressione sul
>> > governo USA perchè rispetti i diritti umani degli
>>stranieri (europei e non
>> > solo).
>> >
>> > > quanto per le imprese UE cui
>> > > teoricamente potrebbe esser inibito l’utilizzo di
>>qualsivoglia servizio
>> > > che comporti un trasferimento dei dati trattati
>>verso US. E basta GMail
>> > > o
>> > > un qualsiasi servizio cloud (magari fornito da sp
>>europeo, che utilizzi
>> > > ridondanze extraUE tipo amazon ecc.ecc.)
>> >
>> > Già..
>> > E non solo le imprese: anche la PA.
>> > Penso, per esempio, all'inavvertita scelta di molte
>>università italiane
>> > che
>> > hanno migrato i servizi di posta per docenti, studenti
>>e personale
>> > amministrativo a servizi offerti gratuitamente da
>>Google.
>> > E al nostro Ministro dell'Istruzione che, avvertitone
>>da più d'un anno,
>> > non ha
>> > neppure ritenuto di rispondere a un'interpellanza di
>>Quintarelli
>> >
>>http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/05980&ramo=CAMERA&leg=17
>> >
>> > Credo che, alla luce della sentenza Schrems, ci si
>>possa aspettare che
>> > qualche
>> > professore e/o studente di quelle università si
>>rivolgerà al Garante della
>> > Privacy per chiedere di verificare se l'adzione di
>>servizi offerti da
>> > imprese
>> > USA che prevede il trasferimento dei dati extra-UE è
>>conforme al diritto.
>> >
>> > m.c.
>> >
>> > > Se debbo dire, sono molto incerto nella valutazione
>>della sentenza:
>> > afferma
>> >
>> > > principi importanti su di un punto cruciale, ovvero
>>l’ingerenza dello
>> >
>> > Stato
>> >
>> > > per ragioni di sicurezza nazionale e law
>>enforcement, che è però materia
>> > > del tutto estranea alla Direttiva del 95 che
>>regolava unicamente il
>> >
>> > mercato
>> >
>> > > (primo pilastro) e non giustizia e sicurezza. E
>>questo è da sempre un
>> > > vulnus anche per noi europei. E dunque non so dire
>>se:
>> > >
>> > > i) sia la forzatura di una Corte
>>che si rende conto
>> > > di
>> > > esser l’ultimo baluardo per reagire ad una
>>situazione inaccettabile
>> > > nella
>> > > compressione dei diritti fondamentali sul web da
>>parte degli Stati
>> >
>> > (Governi
>> >
>> > > UE inclusi: la condanna pare esplicita, non per
>>Facebook ,ma alla
>> > > sorveglianza da parte degli Stati, così che si parla
>>a suocera perché
>> > > moglie intenda);
>> > >
>> > > ii) se sia la scelta politica e
>>miope di sferrare
>> > > l’ennesimo attacco all’egemonia economica USA, dove
>>i diritti
>> >
>> > fondamentali
>> >
>> > > sono la clava per tentare di recuperare forza
>>contrattuale… (c’è il TTIP
>> > > che vaga…ma non voglio far dietrologia).
>> > >
>> > > Insomma, non so dire. Leggiamo e vedremo
>> > >
>> > > C
>> > >
>> > >
>> > >
>> > > Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
>> > > [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per
>>conto di fabio chiusi
>> > > Inviato: martedì 6 ottobre 2015 11:33
>> > > A: 'nexa'
>> > > Oggetto: Re: [nexa] Decisione Corte di giustizia
>>europea invalida Safe
>> > > Harbor
>> > >
>> > >
>> > >
>> > > Ma ora che succede? Non ho ben capito le conseguenze
>>(immediate e non)
>> > > di
>> > > questa decisione...
>> > >
>> > > f.
>> > >
>> > >
>> > >
>> > >
>> > >
>> > > Il Martedì 6 Ottobre 2015 10:45, Antonio Casilli
>> >
>> > > <antonio.casilli(a)telecom-paristech.fr> ha scritto:
>> >
>>http://mobile.nytimes.com/2015/10/07/technology/european-union-us-data-col
>> > le>
>> > > ction.html
>
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Oct. 10, 2015
Re: [nexa] Cari nexiani, vi aspettiamo all'IGF 2015 a Roma
by FelynX
Il 2015-10-08 00:15 A Dicorinto ha scritto:
> Cari tutti-
> come forse saprete quest'anno si terrà la settima edizione dell'IGF
> Italia, grazie come al solito agli sforzi delle persone di ISOC che
> stanno anche in questa lista e all'ospitalità della Camera dei
> Deputati (grazie Anna).
Grazie Arturo,
se pur organizzato in tempi stretti provo a partecipare a modo mio ;)
[http://felynx-pp.blogspot.it/2015/10/un-avatar-allinternet-governance-forum…]
Saluti
--
FelynX // PP / #romapirata
Oct. 10, 2015
Re: [nexa] R: Decisione Corte di giustizia europea invalida Safe Harbor
by Marco Ciurcina
In data sabato 10 ottobre 2015 15:06:43, Carlo Blengino ha scritto:
> Marco,
>
> so che la pensiamo diversamente, ma riconosco le tue ottime ragioni.
>
> Sulla sentenza ho molte perplessità e ne approfitto per inoltrare in lista
> il link al pezzo che ho appena scritto...e che immagino non troverà grandi
> consensi.
>
> Parliamone, come sempre ;)
sei sicuro che la sentenza Schrems sia "debole" e non avrà effetto?
io, se ci devo scommettere un caffè, scommento sul contrario.
IMHO ci sono già avvocati che stanno scrivendo esposti e ricorsi ai diversi
Garanti europei.
tireremo le somme tra un po' (non credo moltissimo..).
;-)
ciao,
m.c.
>
> I miei dati al di là dell'oceano
> http://www.ilpost.it/carloblengino/2015/10/10/i-miei-dati-aldila-delloceano/
>
>
> C.
> Il 10/Ott/2015 14:02, "Marco Ciurcina" <ciurcina(a)studiolegale.it> ha
>
> scritto:
> > In data martedì 6 ottobre 2015 12:51:32, Blengino ha scritto:
> > > Tecnicamente di tutto, o più probabilmente nulla.
> > >
> > > Vincolati come siamo ad una normativa nata 20anni fa (Zuckerberg aveva
> > > 11anni) si aprono scenari surreali, non tanto per i grandi titolari di
> > > trattamento stranieri basati in EU,
> >
> > L'effetto è che potrebbero perdere clienti.
> > Speriamo si rendano conto che, per loro, è fondamentale fare pressione sul
> > governo USA perchè rispetti i diritti umani degli stranieri (europei e non
> > solo).
> >
> > > quanto per le imprese UE cui
> > > teoricamente potrebbe esser inibito l’utilizzo di qualsivoglia servizio
> > > che comporti un trasferimento dei dati trattati verso US. E basta GMail
> > > o
> > > un qualsiasi servizio cloud (magari fornito da sp europeo, che utilizzi
> > > ridondanze extraUE tipo amazon ecc.ecc.)
> >
> > Già..
> > E non solo le imprese: anche la PA.
> > Penso, per esempio, all'inavvertita scelta di molte università italiane
> > che
> > hanno migrato i servizi di posta per docenti, studenti e personale
> > amministrativo a servizi offerti gratuitamente da Google.
> > E al nostro Ministro dell'Istruzione che, avvertitone da più d'un anno,
> > non ha
> > neppure ritenuto di rispondere a un'interpellanza di Quintarelli
> > http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/05980&ramo=CAMERA&leg=17
> >
> > Credo che, alla luce della sentenza Schrems, ci si possa aspettare che
> > qualche
> > professore e/o studente di quelle università si rivolgerà al Garante della
> > Privacy per chiedere di verificare se l'adzione di servizi offerti da
> > imprese
> > USA che prevede il trasferimento dei dati extra-UE è conforme al diritto.
> >
> > m.c.
> >
> > > Se debbo dire, sono molto incerto nella valutazione della sentenza:
> > afferma
> >
> > > principi importanti su di un punto cruciale, ovvero l’ingerenza dello
> >
> > Stato
> >
> > > per ragioni di sicurezza nazionale e law enforcement, che è però materia
> > > del tutto estranea alla Direttiva del 95 che regolava unicamente il
> >
> > mercato
> >
> > > (primo pilastro) e non giustizia e sicurezza. E questo è da sempre un
> > > vulnus anche per noi europei. E dunque non so dire se:
> > >
> > > i) sia la forzatura di una Corte che si rende conto
> > > di
> > > esser l’ultimo baluardo per reagire ad una situazione inaccettabile
> > > nella
> > > compressione dei diritti fondamentali sul web da parte degli Stati
> >
> > (Governi
> >
> > > UE inclusi: la condanna pare esplicita, non per Facebook ,ma alla
> > > sorveglianza da parte degli Stati, così che si parla a suocera perché
> > > moglie intenda);
> > >
> > > ii) se sia la scelta politica e miope di sferrare
> > > l’ennesimo attacco all’egemonia economica USA, dove i diritti
> >
> > fondamentali
> >
> > > sono la clava per tentare di recuperare forza contrattuale… (c’è il TTIP
> > > che vaga…ma non voglio far dietrologia).
> > >
> > > Insomma, non so dire. Leggiamo e vedremo
> > >
> > > C
> > >
> > >
> > >
> > > Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
> > > [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di fabio chiusi
> > > Inviato: martedì 6 ottobre 2015 11:33
> > > A: 'nexa'
> > > Oggetto: Re: [nexa] Decisione Corte di giustizia europea invalida Safe
> > > Harbor
> > >
> > >
> > >
> > > Ma ora che succede? Non ho ben capito le conseguenze (immediate e non)
> > > di
> > > questa decisione...
> > >
> > > f.
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > > Il Martedì 6 Ottobre 2015 10:45, Antonio Casilli
> >
> > > <antonio.casilli(a)telecom-paristech.fr> ha scritto:
> > http://mobile.nytimes.com/2015/10/07/technology/european-union-us-data-col
> > le>
> > > ction.html
Oct. 10, 2015
Re: [nexa] R: Decisione Corte di giustizia europea invalida Safe Harbor
by Carlo Blengino
Marco,
so che la pensiamo diversamente, ma riconosco le tue ottime ragioni.
Sulla sentenza ho molte perplessità e ne approfitto per inoltrare in lista
il link al pezzo che ho appena scritto...e che immagino non troverà grandi
consensi.
Parliamone, come sempre ;)
I miei dati al di là dell'oceano
http://www.ilpost.it/carloblengino/2015/10/10/i-miei-dati-aldila-delloceano/
C.
Il 10/Ott/2015 14:02, "Marco Ciurcina" <ciurcina(a)studiolegale.it> ha
scritto:
> In data martedì 6 ottobre 2015 12:51:32, Blengino ha scritto:
> > Tecnicamente di tutto, o più probabilmente nulla.
> >
> > Vincolati come siamo ad una normativa nata 20anni fa (Zuckerberg aveva
> > 11anni) si aprono scenari surreali, non tanto per i grandi titolari di
> > trattamento stranieri basati in EU,
> L'effetto è che potrebbero perdere clienti.
> Speriamo si rendano conto che, per loro, è fondamentale fare pressione sul
> governo USA perchè rispetti i diritti umani degli stranieri (europei e non
> solo).
>
> > quanto per le imprese UE cui
> > teoricamente potrebbe esser inibito l’utilizzo di qualsivoglia servizio
> > che comporti un trasferimento dei dati trattati verso US. E basta GMail o
> > un qualsiasi servizio cloud (magari fornito da sp europeo, che utilizzi
> > ridondanze extraUE tipo amazon ecc.ecc.)
> Già..
> E non solo le imprese: anche la PA.
> Penso, per esempio, all'inavvertita scelta di molte università italiane che
> hanno migrato i servizi di posta per docenti, studenti e personale
> amministrativo a servizi offerti gratuitamente da Google.
> E al nostro Ministro dell'Istruzione che, avvertitone da più d'un anno,
> non ha
> neppure ritenuto di rispondere a un'interpellanza di Quintarelli
> http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/05980&ramo=CAMERA&leg=17
>
> Credo che, alla luce della sentenza Schrems, ci si possa aspettare che
> qualche
> professore e/o studente di quelle università si rivolgerà al Garante della
> Privacy per chiedere di verificare se l'adzione di servizi offerti da
> imprese
> USA che prevede il trasferimento dei dati extra-UE è conforme al diritto.
>
> m.c.
>
>
>
> >
> >
> >
> > Se debbo dire, sono molto incerto nella valutazione della sentenza:
> afferma
> > principi importanti su di un punto cruciale, ovvero l’ingerenza dello
> Stato
> > per ragioni di sicurezza nazionale e law enforcement, che è però materia
> > del tutto estranea alla Direttiva del 95 che regolava unicamente il
> mercato
> > (primo pilastro) e non giustizia e sicurezza. E questo è da sempre un
> > vulnus anche per noi europei. E dunque non so dire se:
> >
> > i) sia la forzatura di una Corte che si rende conto di
> > esser l’ultimo baluardo per reagire ad una situazione inaccettabile nella
> > compressione dei diritti fondamentali sul web da parte degli Stati
> (Governi
> > UE inclusi: la condanna pare esplicita, non per Facebook ,ma alla
> > sorveglianza da parte degli Stati, così che si parla a suocera perché
> > moglie intenda);
> >
> > ii) se sia la scelta politica e miope di sferrare
> > l’ennesimo attacco all’egemonia economica USA, dove i diritti
> fondamentali
> > sono la clava per tentare di recuperare forza contrattuale… (c’è il TTIP
> > che vaga…ma non voglio far dietrologia).
> >
> > Insomma, non so dire. Leggiamo e vedremo
> >
> > C
> >
> >
> >
> > Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
> > [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di fabio chiusi
> > Inviato: martedì 6 ottobre 2015 11:33
> > A: 'nexa'
> > Oggetto: Re: [nexa] Decisione Corte di giustizia europea invalida Safe
> > Harbor
> >
> >
> >
> > Ma ora che succede? Non ho ben capito le conseguenze (immediate e non) di
> > questa decisione...
> >
> > f.
> >
> >
> >
> >
> >
> > Il Martedì 6 Ottobre 2015 10:45, Antonio Casilli
> > <antonio.casilli(a)telecom-paristech.fr> ha scritto:
> >
> >
> >
> >
> http://mobile.nytimes.com/2015/10/07/technology/european-union-us-data-colle
> > ction.html
>
>
Oct. 10, 2015
Re: [nexa] R: Decisione Corte di giustizia europea invalida Safe Harbor
by Alberto Cammozzo
On 10/10/2015 13:59, Marco Ciurcina wrote:
> In data martedì 6 ottobre 2015 12:51:32, Blengino ha scritto:
>> Tecnicamente di tutto, o più probabilmente nulla.
>>
>> Vincolati come siamo ad una normativa nata 20anni fa (Zuckerberg aveva
>> 11anni) si aprono scenari surreali, non tanto per i grandi titolari di
>> trattamento stranieri basati in EU,
> L'effetto è che potrebbero perdere clienti.
> Speriamo si rendano conto che, per loro, è fondamentale fare pressione sul
> governo USA perchè rispetti i diritti umani degli stranieri (europei e non
> solo).
Non credo che il governo US sia incline a mitigare la raccolta dati
contro persone non-US su territorio US (FAA Section 702), quello che la
NSA definisce
"the most significant tool in the NSA collection arsenal for the
detection, identification, and disruption of terrorist threats to the
U.S. and around the world. "
<https://www.nsa.gov/public_info/_files/speeches_testimonies/2013_08_09_the_…>
E' piú probabile che cerchi di convincere la Commissione a ripristinare
le "tutele" di SH sostenendo che negli USA *ci sono già* sufficienti
garanzie per gli stranieri e cercherà di renderle esplicite, magari con
qualche operazione di "cosmetica giuridica".
Cosa che, secondo questo commentatore, avrebbe già dovuto fare:
"So how could the CJEU be unaware of the extensive certifications,
checks, balances, judicial approval and independent oversight applicable
to the national security surveillance in question? The answer is because
the U.S. government simply does not defend or even explain how the
privacy system works—neither with respect to national security privacy
issues, nor with respect to commercial privacy regulation. The President
has designated no one to be in overall charge of coordinating these
issues government-wide and to serve as a senior public spokesperson with
responsibility to communicate effectively on privacy to foreign and
domestic constituencies. Accordingly, it is no wonder that the CJEU made
no real effort (indeed no effort at all) to understand the significant
protections built into the U.S. system, even for foreigners."
<http://blogs.cfr.org/cyber/2015/10/08/the-u-s-government-largely-has-itself…>
Per mettere alla prova SH (quello vecchio o quello che verrà) ci
vorrebbe una sentenza US in cui un cittadino UE ottiene tutela per
quanto garantito dall'accordo.
Alberto
>
>> quanto per le imprese UE cui
>> teoricamente potrebbe esser inibito l’utilizzo di qualsivoglia servizio
>> che comporti un trasferimento dei dati trattati verso US. E basta GMail o
>> un qualsiasi servizio cloud (magari fornito da sp europeo, che utilizzi
>> ridondanze extraUE tipo amazon ecc.ecc.)
> Già..
> E non solo le imprese: anche la PA.
> Penso, per esempio, all'inavvertita scelta di molte università italiane che
> hanno migrato i servizi di posta per docenti, studenti e personale
> amministrativo a servizi offerti gratuitamente da Google.
> E al nostro Ministro dell'Istruzione che, avvertitone da più d'un anno, non ha
> neppure ritenuto di rispondere a un'interpellanza di Quintarelli
> http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/05980&ramo=CAMERA&leg=17
>
> Credo che, alla luce della sentenza Schrems, ci si possa aspettare che qualche
> professore e/o studente di quelle università si rivolgerà al Garante della
> Privacy per chiedere di verificare se l'adzione di servizi offerti da imprese
> USA che prevede il trasferimento dei dati extra-UE è conforme al diritto.
>
> m.c.
>
>
>
>>
>>
>> Se debbo dire, sono molto incerto nella valutazione della sentenza: afferma
>> principi importanti su di un punto cruciale, ovvero l’ingerenza dello Stato
>> per ragioni di sicurezza nazionale e law enforcement, che è però materia
>> del tutto estranea alla Direttiva del 95 che regolava unicamente il mercato
>> (primo pilastro) e non giustizia e sicurezza. E questo è da sempre un
>> vulnus anche per noi europei. E dunque non so dire se:
>>
>> i) sia la forzatura di una Corte che si rende conto di
>> esser l’ultimo baluardo per reagire ad una situazione inaccettabile nella
>> compressione dei diritti fondamentali sul web da parte degli Stati (Governi
>> UE inclusi: la condanna pare esplicita, non per Facebook ,ma alla
>> sorveglianza da parte degli Stati, così che si parla a suocera perché
>> moglie intenda);
>>
>> ii) se sia la scelta politica e miope di sferrare
>> l’ennesimo attacco all’egemonia economica USA, dove i diritti fondamentali
>> sono la clava per tentare di recuperare forza contrattuale… (c’è il TTIP
>> che vaga…ma non voglio far dietrologia).
>>
>> Insomma, non so dire. Leggiamo e vedremo
>>
>> C
>>
>>
>>
>> Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
>> [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di fabio chiusi
>> Inviato: martedì 6 ottobre 2015 11:33
>> A: 'nexa'
>> Oggetto: Re: [nexa] Decisione Corte di giustizia europea invalida Safe
>> Harbor
>>
>>
>>
>> Ma ora che succede? Non ho ben capito le conseguenze (immediate e non) di
>> questa decisione...
>>
>> f.
>>
>>
>>
>>
>>
>> Il Martedì 6 Ottobre 2015 10:45, Antonio Casilli
>> <antonio.casilli(a)telecom-paristech.fr> ha scritto:
>>
>>
>>
>> http://mobile.nytimes.com/2015/10/07/technology/european-union-us-data-colle
>> ction.html
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Oct. 10, 2015