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A proposito di linguaggio: "What is a ‘Hacktivist’?"
by J.C. DE MARTIN
What is a ‘Hacktivist’?
By PETER LUDLOW <http://opinionator.blogs.nytimes.com/author/peter-ludlow/>
The untimely death of the young Internet activist Aaron Swartz,
apparently by suicide, has prompted an outpouring of reaction in the
digital world. Foremost among the debates being reheated — one which had
already grown in the wake of larger and more daring data breaches in the
past few years — is whether Swartz’s activities as a “hacktivist” were
being unfairly defined as malicious or criminal. In particular, critics
(as well as Swartz’s family in a formal statement) have focused on the
federal government’s indictment of Swartz for downloading millions of
documents from the scholarly database JSTOR, an action which JSTOR
itself had declined to prosecute.
I believe the debate itself is far broader than the specifics of this
unhappy case, for if there was prosecutorial overreach it raises the
question of whether we as a society created the enabling condition for
this sort of overreach by letting the demonization of hacktivists go
unanswered. Prosecutors do not work in a vacuum, after all; they are
more apt to pursue cases where public discourse supports their actions.
The debate thus raises an issue that, as philosopher of language, I have
spent time considering: the impact of how words and terms are defined in
the public sphere.
[...]
Continua qui:
http://opinionator.blogs.nytimes.com/2013/01/13/what-is-a-hacktivist/
Jan. 15, 2013
Re: [nexa] Garante privacy e cyberbullismo
by MANTELERO ALESSANDRO
Caro Juan Carlos,
sono d'accordo circa le osservazioni sui media ed un certo
modo di fare giornalismo (che non tocca solo internet), lo
stesso che per altro molte volte esalta eccessivamente
alcuni aspetti della tecnologia con poca comprensione
degli stessi (cloud, RFID, big data,....).
Il Garante mi pare storicamente lontano da certi rischi.
Personalmente nel comunicato avrei solo sfumato l'incipit
e qualche aggettivo, ma per il resto mi è parso molto
equilibrato, ben lontano dal sensazionalismo mediatico.
Sull'importanza della ricerca su questi temi nuovamente
concordo e, come tu sai, da tempo sostengo occorra
indagare il rapporto fra internet e minori.
A presto,
A.
On Tue, 15 Jan 2013 10:17:52 +0100
"J.C. DE MARTIN" <demartin(a)polito.it> wrote:
> Ripeto, concordo, ma a me interessa proprio il
>linguaggio.
>
> E mi interessa anche un rigoroso vaglio dei fatti: per
>esempio,
> l'incredibile, infinita campagna, sui pericoli
>dell'"adescamento" online di minori
> vogliamo che si confronti o no con dati oggettivi? Dati
>che ci dicono che
> statisticamente le violenze su minori sono al 90% e più
>fatte in famiglia o
> da persone a diretto contatto coi minori stessi
>(insegnanti, allenatori, religiosi, ecc.)?
>
> Il ché _non_ vuol dire che il pericolo online non
>esista: ma che è dovere di tutti
> trattarlo razionalmente. E che quindi, per esempio, se
>devo allocare risorse,
> quelle risorse (mediatiche, dello Stato, delle scuole,
>ecc.)
> dovrebbero andare più o meno al 90% a trovare il modo di
>aiutare quei poveri
> bambini che vengono abusati tra le mura domestiche.
> Solo che è difficile aiutarli in quei contesti. E poi
>sai che noia parlarne ....
> E' molto più facile, fa molti più click, vende molte più
>copie, fa molto più moderno
> insistere all'infinito sui "mostri" che si aggirano su
>Facebook.
>
> Ciao,
>
> juan carlos
>
>
>
>
> On 15/01/13 09:54, Diego Giorio wrote:
>> Concordo in pieno: proprio perchè amo le teconologie e
>>pretendo un'Internet libera auspico anche una
>>regolamentazione. Il che non significa "controllo" o
>>"censura", bensì un ritorno al ruolo fondamentale delle
>>regole, ossia far vivere meglio tutti. Come nel mondo
>>reale voglio essere libero, libero di studiare, di
>>esprimermi, di dissentire, ma non posso essere libero di
>>sparare sulla folla, di appropriarmi di quel che non è
>>mio eccetera, così nel mondo virtuale non posso essere
>>libero di insultare, di sfruttare minori, di istigare al
>>delitto. Già in altre occasioni ho sostenuto che non vi è
>>differenza concettuale fra il mondo reale e quello
>>digitale, ma nel secondo un maggior anonimato ed una
>>potenza di elaborazione dei dati infinitamente superiore
>>amplifica di molto determinati effetti.
>> Al di là del linguaggio, riportare ogni tanto
>>l'attenzione anche ai pericoli, a questo "lato oscuro"
>>che pervade l'essere umano e, di conseguenza, le sue
>>manifestazioni, non può che essere positivo.
>>
>> Diego
>>
>> > From: alessandro.mantelero(a)polito.it
>> > To: senor(a)penalistiassociati.it;
>>nexa(a)server-nexa.polito.it
>> > Date: Tue, 15 Jan 2013 09:41:27 +0100
>> > Subject: Re: [nexa] Garante privacy e cyberbullismo
>> >
>> > Cara Monica,
>> >
>> > forse la prosa su certi punti indugia un poco
>> > nell'aggettivazione ad effetto, ma perché non parlare
>>del
>> > "lato oscuro" dei social-network o meglio della Rete?
>> > Non credo che sia una questione di ignoranza o di
>>paura,
>> > ma di obiettività ed in questo il Garante stesso è
>>chiaro
>> > ("lo sviluppo tecnologico è sempre connotato
>>dall'endiadi
>> > "opportunità-rischi"). Su questo dovremmo forse
>>riflettere
>> > invece.
>> > Nello sforzo di sostenere lo sviluppo delle nuove
>> > tecnologie, specie in un contesto un po' refrattario
>>come
>> > quello italiano, ci si è focalizzati molto sugli
>>aspetti
>> > positivi, ma occorre probabilmente gettare più luce
>>(ora
>> > che la fase iniziale è superata) anche su quelli
>>negativi.
>> > Che la Rete venga utilizzata per commettere crimini
>>anche
>> > molto gravi (v. alla voce pedo-pornografia) non è un
>> > mistero e che abbia offerto ai criminali nuovi
>>strumenti
>> > ben lo sanno i penalisti.
>> > Quindi perchè non denunciare, proprio da parte di chi
>>è
>> > favorevole allo sviluppo ed all'innovazione che
>>internet
>> > ha comportato, anche questi aspetti?
>> > La c.d. cultura digitale non può solo fermarsi sul
>>bello e
>> > sul buono, ma dove consapevolmente guardare anche al
>> > negativo e valutare come rimuoverlo o quantomeno
>> > limitarlo.
>> > Non mi pare una questione di paura, ma un giusto
>>richiamo
>> > alla sensibilizzazione su temi a volte taciuti da un
>>certo
>> > tecno-entusiasmo di maniera o, più spesso, a causa di
>> > un'attenzione rivolta principalmente ai profili
>>collegati
>> > all'economia digitale piuttosto che al rispetto dei
>> > diritti.
>> >
>> > Alessandro
>> >
>> > On Mon, 14 Jan 2013 17:51:08 +0100
>> > "avv. Monica A. Senor" <senor(a)penalistiassociati.it>
>> > wrote:
>> > > Della lettera del Garante privacy al Ministro
>> > >dell'Istruzione sul cyber
>> > > bullismo http://bit.ly/Y5Asms è, credo, ampiamente
>> > >condivisibile la
>> > > richiesta di sensibilizzazione per una formazione
>> > >scolastica più attenta e
>> > > puntuale in materia di tutela dei dati personali
>>(benché
>> > >anche un po' più di
>> > > informatica non farebbe male...).
>> > > Ritengo, invece, poco appropriato l'utilizzo di
>>immagini
>> > >negative tipo (le
>> > > virgolette sono del Garante stesso) il "lato oscuro"
>>dei
>> > >social-network o la
>> > > "terra incognita" di Internet.
>> > > E' noto che sono le cose che non conosciamo quelle
>>che
>> > >ci fanno paura.
>> > >
>> > > Le parole del Garante, IMHO, trasmettono una
>>spiacevole
>> > >sensazione di non
>> > > padronanza di tali mezzi.
>> > >
>> > > Un caro saluto,
>> > > Monica
>> > >
>> > > _______________________________________________
>> > > nexa mailing list
>> > > nexa(a)server-nexa.polito.it
>> > >
>>https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>> >
>> > --
>> > Avv. Alessandro Mantelero, PhD
>> > Professor of Private Law
>> > Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and Society
>> >
>> > <a
>> >
>>href="http://staff.polito.it/alessandro.mantelero">Website</a>
>> > <a
>> >
>> href="http://it.linkedin.com/pub/alessandro-mantelero/29/723/a48">LinkedIn</a>
>> > <a href="https://twitter.com/mantelero">Twitter</a>
>> >
>> > Department of Management and Production Engineering
>> > Politecnico di Torino
>> > Corso Duca degli Abruzzi, 24
>> > 10129 Torino - Italy
>> >
>> > in libertate fortitudo
>> > _______________________________________________
>> > nexa mailing list
>> > nexa(a)server-nexa.polito.it
>> >
>>https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
--
Avv. Alessandro Mantelero, PhD
Professor of Private Law
Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and Society
<a
href="http://staff.polito.it/alessandro.mantelero">Website</a>
<a
href="http://it.linkedin.com/pub/alessandro-mantelero/29/723/a48">LinkedIn</a>
<a href="https://twitter.com/mantelero">Twitter</a>
Department of Management and Production Engineering
Politecnico di Torino
Corso Duca degli Abruzzi, 24
10129 Torino - Italy
in libertate fortitudo
Jan. 15, 2013
Re: [nexa] Garante privacy e cyberbullismo
by J.C. DE MARTIN
Ripeto, concordo, ma a me interessa proprio il linguaggio.
E mi interessa anche un rigoroso vaglio dei fatti: per esempio,
l'incredibile, infinita campagna, sui pericoli dell'"adescamento" online
di minori
vogliamo che si confronti o no con dati oggettivi? Dati che ci dicono che
statisticamente le violenze su minori sono al 90% e più fatte in famiglia o
da persone a diretto contatto coi minori stessi (insegnanti, allenatori,
religiosi, ecc.)?
Il ché _non_ vuol dire che il pericolo online non esista: ma che è
dovere di tutti
trattarlo razionalmente. E che quindi, per esempio, se devo allocare
risorse,
quelle risorse (mediatiche, dello Stato, delle scuole, ecc.)
dovrebbero andare più o meno al 90% a trovare il modo di aiutare quei
poveri
bambini che vengono abusati tra le mura domestiche.
Solo che è difficile aiutarli in quei contesti. E poi sai che noia
parlarne ....
E' molto più facile, fa molti più click, vende molte più copie, fa molto
più moderno
insistere all'infinito sui "mostri" che si aggirano su Facebook.
Ciao,
juan carlos
On 15/01/13 09:54, Diego Giorio wrote:
> Concordo in pieno: proprio perchè amo le teconologie e pretendo
> un'Internet libera auspico anche una regolamentazione. Il che non
> significa "controllo" o "censura", bensì un ritorno al ruolo
> fondamentale delle regole, ossia far vivere meglio tutti. Come nel
> mondo reale voglio essere libero, libero di studiare, di esprimermi,
> di dissentire, ma non posso essere libero di sparare sulla folla, di
> appropriarmi di quel che non è mio eccetera, così nel mondo virtuale
> non posso essere libero di insultare, di sfruttare minori, di istigare
> al delitto. Già in altre occasioni ho sostenuto che non vi è
> differenza concettuale fra il mondo reale e quello digitale, ma nel
> secondo un maggior anonimato ed una potenza di elaborazione dei dati
> infinitamente superiore amplifica di molto determinati effetti.
> Al di là del linguaggio, riportare ogni tanto l'attenzione anche ai
> pericoli, a questo "lato oscuro" che pervade l'essere umano e, di
> conseguenza, le sue manifestazioni, non può che essere positivo.
>
> Diego
>
> > From: alessandro.mantelero(a)polito.it
> > To: senor(a)penalistiassociati.it; nexa(a)server-nexa.polito.it
> > Date: Tue, 15 Jan 2013 09:41:27 +0100
> > Subject: Re: [nexa] Garante privacy e cyberbullismo
> >
> > Cara Monica,
> >
> > forse la prosa su certi punti indugia un poco
> > nell'aggettivazione ad effetto, ma perché non parlare del
> > "lato oscuro" dei social-network o meglio della Rete?
> > Non credo che sia una questione di ignoranza o di paura,
> > ma di obiettività ed in questo il Garante stesso è chiaro
> > ("lo sviluppo tecnologico è sempre connotato dall'endiadi
> > "opportunità-rischi"). Su questo dovremmo forse riflettere
> > invece.
> > Nello sforzo di sostenere lo sviluppo delle nuove
> > tecnologie, specie in un contesto un po' refrattario come
> > quello italiano, ci si è focalizzati molto sugli aspetti
> > positivi, ma occorre probabilmente gettare più luce (ora
> > che la fase iniziale è superata) anche su quelli negativi.
> > Che la Rete venga utilizzata per commettere crimini anche
> > molto gravi (v. alla voce pedo-pornografia) non è un
> > mistero e che abbia offerto ai criminali nuovi strumenti
> > ben lo sanno i penalisti.
> > Quindi perchè non denunciare, proprio da parte di chi è
> > favorevole allo sviluppo ed all'innovazione che internet
> > ha comportato, anche questi aspetti?
> > La c.d. cultura digitale non può solo fermarsi sul bello e
> > sul buono, ma dove consapevolmente guardare anche al
> > negativo e valutare come rimuoverlo o quantomeno
> > limitarlo.
> > Non mi pare una questione di paura, ma un giusto richiamo
> > alla sensibilizzazione su temi a volte taciuti da un certo
> > tecno-entusiasmo di maniera o, più spesso, a causa di
> > un'attenzione rivolta principalmente ai profili collegati
> > all'economia digitale piuttosto che al rispetto dei
> > diritti.
> >
> > Alessandro
> >
> > On Mon, 14 Jan 2013 17:51:08 +0100
> > "avv. Monica A. Senor" <senor(a)penalistiassociati.it>
> > wrote:
> > > Della lettera del Garante privacy al Ministro
> > >dell'Istruzione sul cyber
> > > bullismo http://bit.ly/Y5Asms è, credo, ampiamente
> > >condivisibile la
> > > richiesta di sensibilizzazione per una formazione
> > >scolastica più attenta e
> > > puntuale in materia di tutela dei dati personali (benché
> > >anche un po' più di
> > > informatica non farebbe male...).
> > > Ritengo, invece, poco appropriato l'utilizzo di immagini
> > >negative tipo (le
> > > virgolette sono del Garante stesso) il "lato oscuro" dei
> > >social-network o la
> > > "terra incognita" di Internet.
> > > E' noto che sono le cose che non conosciamo quelle che
> > >ci fanno paura.
> > >
> > > Le parole del Garante, IMHO, trasmettono una spiacevole
> > >sensazione di non
> > > padronanza di tali mezzi.
> > >
> > > Un caro saluto,
> > > Monica
> > >
> > > _______________________________________________
> > > nexa mailing list
> > > nexa(a)server-nexa.polito.it
> > > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> >
> > --
> > Avv. Alessandro Mantelero, PhD
> > Professor of Private Law
> > Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and Society
> >
> > <a
> > href="http://staff.polito.it/alessandro.mantelero">Website</a>
> > <a
> >
> href="http://it.linkedin.com/pub/alessandro-mantelero/29/723/a48">LinkedIn</a>
>
> > <a href="https://twitter.com/mantelero">Twitter</a>
> >
> > Department of Management and Production Engineering
> > Politecnico di Torino
> > Corso Duca degli Abruzzi, 24
> > 10129 Torino - Italy
> >
> > in libertate fortitudo
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Jan. 15, 2013
Re: [nexa] Garante privacy e cyberbullismo
by Diego Giorio
A questo proposito richiamo il confronto di due giornali, italiano e spagnolo, del 19 luglio 2012 e che ho conservato come esempio:
Italia: "incubo",
"fallimento". La Spagna "la domanda ne risente". Sono loro che la
prendono alla leggera o siamo noi che facciamo sempre di tutto un
dramma?
Diego
> Date: Tue, 15 Jan 2013 09:59:37 +0100
> From: demartin(a)polito.it
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Subject: Re: [nexa] Garante privacy e cyberbullismo
>
> Caro Alessandro,
>
> nella sostanza credo siamo tutti d'accordo, ma a mio avviso
> non possiamo non tener conto che i media italiani si distinguono
> per una spettacolarizzazione tendenzialmente in negativo di tutto
> quanto connesso a Internet. E lo fanno con linguaggio a effetto,
> superficialità e tendenziale esagerazione iperbolica di qualsiasi
> aspetto negativo (vero o anche solo potenziale) della rete.
>
> Rimarcare quanto sopra ovviamente non significa ricadere
> nella schiera di coloro (ammesso esistano) che
> dicono che la Rete è perfetta.
>
> Ne' tanto meno, per persone come noi, rinunciare a investigare
> con serietà, equilibrio e rigore tutti gli aspetti di Internet,
> inclusi naturalmente quelli negativi. Anzi, c'è chi sostiene che
> dovrebbe essere una nostra priorità, non solo perché importante in sé
> e per sé, ma anche per provare a coniare moneta nuova che scacci
> (auspicabilmente) la moneta cattiva di cui sopra (il sensazionalismo).
>
> Da questo punto di vista, quindi, sarebbe utile, particolarmente
> in Italia, che le istituzioni avessero un approccio misurato
> e razionale alla Rete, anche nel linguaggio.
>
> My 2 cents.
> Ora torno ai progetti europei, che scadono oggi :)
>
> Ciao,
>
> juan carlos
>
>
>
> On 15/01/13 09:41, MANTELERO ALESSANDRO wrote:
> > Cara Monica,
> >
> > forse la prosa su certi punti indugia un poco nell'aggettivazione ad
> > effetto, ma perché non parlare del "lato oscuro" dei social-network o
> > meglio della Rete?
> > Non credo che sia una questione di ignoranza o di paura, ma di
> > obiettività ed in questo il Garante stesso è chiaro ("lo sviluppo
> > tecnologico è sempre connotato dall'endiadi "opportunità-rischi"). Su
> > questo dovremmo forse riflettere invece.
> > Nello sforzo di sostenere lo sviluppo delle nuove tecnologie, specie
> > in un contesto un po' refrattario come quello italiano, ci si è
> > focalizzati molto sugli aspetti positivi, ma occorre probabilmente
> > gettare più luce (ora che la fase iniziale è superata) anche su quelli
> > negativi.
> > Che la Rete venga utilizzata per commettere crimini anche molto gravi
> > (v. alla voce pedo-pornografia) non è un mistero e che abbia offerto
> > ai criminali nuovi strumenti ben lo sanno i penalisti.
> > Quindi perchè non denunciare, proprio da parte di chi è favorevole
> > allo sviluppo ed all'innovazione che internet ha comportato, anche
> > questi aspetti?
> > La c.d. cultura digitale non può solo fermarsi sul bello e sul buono,
> > ma dove consapevolmente guardare anche al negativo e valutare come
> > rimuoverlo o quantomeno limitarlo.
> > Non mi pare una questione di paura, ma un giusto richiamo alla
> > sensibilizzazione su temi a volte taciuti da un certo tecno-entusiasmo
> > di maniera o, più spesso, a causa di un'attenzione rivolta
> > principalmente ai profili collegati all'economia digitale piuttosto
> > che al rispetto dei diritti.
> >
> > Alessandro
> >
> > On Mon, 14 Jan 2013 17:51:08 +0100
> > "avv. Monica A. Senor" <senor(a)penalistiassociati.it> wrote:
> >> Della lettera del Garante privacy al Ministro dell'Istruzione sul cyber
> >> bullismo http://bit.ly/Y5Asms è, credo, ampiamente condivisibile la
> >> richiesta di sensibilizzazione per una formazione scolastica più
> >> attenta e
> >> puntuale in materia di tutela dei dati personali (benché anche un po'
> >> più di
> >> informatica non farebbe male...).
> >> Ritengo, invece, poco appropriato l'utilizzo di immagini negative
> >> tipo (le
> >> virgolette sono del Garante stesso) il "lato oscuro" dei
> >> social-network o la
> >> "terra incognita" di Internet. E' noto che sono le cose che non
> >> conosciamo quelle che ci fanno paura.
> >>
> >> Le parole del Garante, IMHO, trasmettono una spiacevole sensazione di
> >> non
> >> padronanza di tali mezzi.
> >>
> >> Un caro saluto,
> >> Monica
> >> _______________________________________________
> >> nexa mailing list
> >> nexa(a)server-nexa.polito.it
> >> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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> > --
> > Avv. Alessandro Mantelero, PhD
> > Professor of Private Law
> > Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and Society
> >
> > <a href="http://staff.polito.it/alessandro.mantelero">Website</a>
> > <a
> > href="http://it.linkedin.com/pub/alessandro-mantelero/29/723/a48">LinkedIn</a>
> > <a href="https://twitter.com/mantelero">Twitter</a>
> >
> > Department of Management and Production Engineering
> > Politecnico di Torino
> > Corso Duca degli Abruzzi, 24
> > 10129 Torino - Italy
> >
> > in libertate fortitudo
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Jan. 15, 2013
Re: [nexa] Garante privacy e cyberbullismo
by J.C. DE MARTIN
Caro Alessandro,
nella sostanza credo siamo tutti d'accordo, ma a mio avviso
non possiamo non tener conto che i media italiani si distinguono
per una spettacolarizzazione tendenzialmente in negativo di tutto
quanto connesso a Internet. E lo fanno con linguaggio a effetto,
superficialità e tendenziale esagerazione iperbolica di qualsiasi
aspetto negativo (vero o anche solo potenziale) della rete.
Rimarcare quanto sopra ovviamente non significa ricadere
nella schiera di coloro (ammesso esistano) che
dicono che la Rete è perfetta.
Ne' tanto meno, per persone come noi, rinunciare a investigare
con serietà, equilibrio e rigore tutti gli aspetti di Internet,
inclusi naturalmente quelli negativi. Anzi, c'è chi sostiene che
dovrebbe essere una nostra priorità, non solo perché importante in sé
e per sé, ma anche per provare a coniare moneta nuova che scacci
(auspicabilmente) la moneta cattiva di cui sopra (il sensazionalismo).
Da questo punto di vista, quindi, sarebbe utile, particolarmente
in Italia, che le istituzioni avessero un approccio misurato
e razionale alla Rete, anche nel linguaggio.
My 2 cents.
Ora torno ai progetti europei, che scadono oggi :)
Ciao,
juan carlos
On 15/01/13 09:41, MANTELERO ALESSANDRO wrote:
> Cara Monica,
>
> forse la prosa su certi punti indugia un poco nell'aggettivazione ad
> effetto, ma perché non parlare del "lato oscuro" dei social-network o
> meglio della Rete?
> Non credo che sia una questione di ignoranza o di paura, ma di
> obiettività ed in questo il Garante stesso è chiaro ("lo sviluppo
> tecnologico è sempre connotato dall'endiadi "opportunità-rischi"). Su
> questo dovremmo forse riflettere invece.
> Nello sforzo di sostenere lo sviluppo delle nuove tecnologie, specie
> in un contesto un po' refrattario come quello italiano, ci si è
> focalizzati molto sugli aspetti positivi, ma occorre probabilmente
> gettare più luce (ora che la fase iniziale è superata) anche su quelli
> negativi.
> Che la Rete venga utilizzata per commettere crimini anche molto gravi
> (v. alla voce pedo-pornografia) non è un mistero e che abbia offerto
> ai criminali nuovi strumenti ben lo sanno i penalisti.
> Quindi perchè non denunciare, proprio da parte di chi è favorevole
> allo sviluppo ed all'innovazione che internet ha comportato, anche
> questi aspetti?
> La c.d. cultura digitale non può solo fermarsi sul bello e sul buono,
> ma dove consapevolmente guardare anche al negativo e valutare come
> rimuoverlo o quantomeno limitarlo.
> Non mi pare una questione di paura, ma un giusto richiamo alla
> sensibilizzazione su temi a volte taciuti da un certo tecno-entusiasmo
> di maniera o, più spesso, a causa di un'attenzione rivolta
> principalmente ai profili collegati all'economia digitale piuttosto
> che al rispetto dei diritti.
>
> Alessandro
>
> On Mon, 14 Jan 2013 17:51:08 +0100
> "avv. Monica A. Senor" <senor(a)penalistiassociati.it> wrote:
>> Della lettera del Garante privacy al Ministro dell'Istruzione sul cyber
>> bullismo http://bit.ly/Y5Asms è, credo, ampiamente condivisibile la
>> richiesta di sensibilizzazione per una formazione scolastica più
>> attenta e
>> puntuale in materia di tutela dei dati personali (benché anche un po'
>> più di
>> informatica non farebbe male...).
>> Ritengo, invece, poco appropriato l'utilizzo di immagini negative
>> tipo (le
>> virgolette sono del Garante stesso) il "lato oscuro" dei
>> social-network o la
>> "terra incognita" di Internet. E' noto che sono le cose che non
>> conosciamo quelle che ci fanno paura.
>>
>> Le parole del Garante, IMHO, trasmettono una spiacevole sensazione di
>> non
>> padronanza di tali mezzi.
>>
>> Un caro saluto,
>> Monica
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
> --
> Avv. Alessandro Mantelero, PhD
> Professor of Private Law
> Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and Society
>
> <a href="http://staff.polito.it/alessandro.mantelero">Website</a>
> <a
> href="http://it.linkedin.com/pub/alessandro-mantelero/29/723/a48">LinkedIn</a>
> <a href="https://twitter.com/mantelero">Twitter</a>
>
> Department of Management and Production Engineering
> Politecnico di Torino
> Corso Duca degli Abruzzi, 24
> 10129 Torino - Italy
>
> in libertate fortitudo
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
Jan. 15, 2013
Re: [nexa] Garante privacy e cyberbullismo
by Diego Giorio
Concordo in pieno: proprio perchè amo le teconologie e pretendo un'Internet libera auspico anche una regolamentazione. Il che non significa "controllo" o "censura", bensì un ritorno al ruolo fondamentale delle regole, ossia far vivere meglio tutti. Come nel mondo reale voglio essere libero, libero di studiare, di esprimermi, di dissentire, ma non posso essere libero di sparare sulla folla, di appropriarmi di quel che non è mio eccetera, così nel mondo virtuale non posso essere libero di insultare, di sfruttare minori, di istigare al delitto. Già in altre occasioni ho sostenuto che non vi è differenza concettuale fra il mondo reale e quello digitale, ma nel secondo un maggior anonimato ed una potenza di elaborazione dei dati infinitamente superiore amplifica di molto determinati effetti.
Al di là del linguaggio, riportare ogni tanto l'attenzione anche ai pericoli, a questo "lato oscuro" che pervade l'essere umano e, di conseguenza, le sue manifestazioni, non può che essere positivo.
Diego
> From: alessandro.mantelero(a)polito.it
> To: senor(a)penalistiassociati.it; nexa(a)server-nexa.polito.it
> Date: Tue, 15 Jan 2013 09:41:27 +0100
> Subject: Re: [nexa] Garante privacy e cyberbullismo
>
> Cara Monica,
>
> forse la prosa su certi punti indugia un poco
> nell'aggettivazione ad effetto, ma perché non parlare del
> "lato oscuro" dei social-network o meglio della Rete?
> Non credo che sia una questione di ignoranza o di paura,
> ma di obiettività ed in questo il Garante stesso è chiaro
> ("lo sviluppo tecnologico è sempre connotato dall'endiadi
> "opportunità-rischi"). Su questo dovremmo forse riflettere
> invece.
> Nello sforzo di sostenere lo sviluppo delle nuove
> tecnologie, specie in un contesto un po' refrattario come
> quello italiano, ci si è focalizzati molto sugli aspetti
> positivi, ma occorre probabilmente gettare più luce (ora
> che la fase iniziale è superata) anche su quelli negativi.
> Che la Rete venga utilizzata per commettere crimini anche
> molto gravi (v. alla voce pedo-pornografia) non è un
> mistero e che abbia offerto ai criminali nuovi strumenti
> ben lo sanno i penalisti.
> Quindi perchè non denunciare, proprio da parte di chi è
> favorevole allo sviluppo ed all'innovazione che internet
> ha comportato, anche questi aspetti?
> La c.d. cultura digitale non può solo fermarsi sul bello e
> sul buono, ma dove consapevolmente guardare anche al
> negativo e valutare come rimuoverlo o quantomeno
> limitarlo.
> Non mi pare una questione di paura, ma un giusto richiamo
> alla sensibilizzazione su temi a volte taciuti da un certo
> tecno-entusiasmo di maniera o, più spesso, a causa di
> un'attenzione rivolta principalmente ai profili collegati
> all'economia digitale piuttosto che al rispetto dei
> diritti.
>
> Alessandro
>
> On Mon, 14 Jan 2013 17:51:08 +0100
> "avv. Monica A. Senor" <senor(a)penalistiassociati.it>
> wrote:
> > Della lettera del Garante privacy al Ministro
> >dell'Istruzione sul cyber
> > bullismo http://bit.ly/Y5Asms è, credo, ampiamente
> >condivisibile la
> > richiesta di sensibilizzazione per una formazione
> >scolastica più attenta e
> > puntuale in materia di tutela dei dati personali (benché
> >anche un po' più di
> > informatica non farebbe male...).
> > Ritengo, invece, poco appropriato l'utilizzo di immagini
> >negative tipo (le
> > virgolette sono del Garante stesso) il "lato oscuro" dei
> >social-network o la
> > "terra incognita" di Internet.
> > E' noto che sono le cose che non conosciamo quelle che
> >ci fanno paura.
> >
> > Le parole del Garante, IMHO, trasmettono una spiacevole
> >sensazione di non
> > padronanza di tali mezzi.
> >
> > Un caro saluto,
> > Monica
> >
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Jan. 15, 2013
Re: [nexa] Garante privacy e cyberbullismo
by MANTELERO ALESSANDRO
Cara Monica,
forse la prosa su certi punti indugia un poco
nell'aggettivazione ad effetto, ma perché non parlare del
"lato oscuro" dei social-network o meglio della Rete?
Non credo che sia una questione di ignoranza o di paura,
ma di obiettività ed in questo il Garante stesso è chiaro
("lo sviluppo tecnologico è sempre connotato dall'endiadi
"opportunità-rischi"). Su questo dovremmo forse riflettere
invece.
Nello sforzo di sostenere lo sviluppo delle nuove
tecnologie, specie in un contesto un po' refrattario come
quello italiano, ci si è focalizzati molto sugli aspetti
positivi, ma occorre probabilmente gettare più luce (ora
che la fase iniziale è superata) anche su quelli negativi.
Che la Rete venga utilizzata per commettere crimini anche
molto gravi (v. alla voce pedo-pornografia) non è un
mistero e che abbia offerto ai criminali nuovi strumenti
ben lo sanno i penalisti.
Quindi perchè non denunciare, proprio da parte di chi è
favorevole allo sviluppo ed all'innovazione che internet
ha comportato, anche questi aspetti?
La c.d. cultura digitale non può solo fermarsi sul bello e
sul buono, ma dove consapevolmente guardare anche al
negativo e valutare come rimuoverlo o quantomeno
limitarlo.
Non mi pare una questione di paura, ma un giusto richiamo
alla sensibilizzazione su temi a volte taciuti da un certo
tecno-entusiasmo di maniera o, più spesso, a causa di
un'attenzione rivolta principalmente ai profili collegati
all'economia digitale piuttosto che al rispetto dei
diritti.
Alessandro
On Mon, 14 Jan 2013 17:51:08 +0100
"avv. Monica A. Senor" <senor(a)penalistiassociati.it>
wrote:
> Della lettera del Garante privacy al Ministro
>dell'Istruzione sul cyber
> bullismo http://bit.ly/Y5Asms è, credo, ampiamente
>condivisibile la
> richiesta di sensibilizzazione per una formazione
>scolastica più attenta e
> puntuale in materia di tutela dei dati personali (benché
>anche un po' più di
> informatica non farebbe male...).
> Ritengo, invece, poco appropriato l'utilizzo di immagini
>negative tipo (le
> virgolette sono del Garante stesso) il "lato oscuro" dei
>social-network o la
> "terra incognita" di Internet.
> E' noto che sono le cose che non conosciamo quelle che
>ci fanno paura.
>
> Le parole del Garante, IMHO, trasmettono una spiacevole
>sensazione di non
> padronanza di tali mezzi.
>
> Un caro saluto,
> Monica
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Jan. 15, 2013
Re: [nexa] Due nexiani alle elezioni...
by MANTELERO ALESSANDRO
Mi pare che da anni i temi affrontati dal Centro Nexa
riguardino anche il rapporto fra innovazione e scelte
decisionali/politiche (v. altresì le partecipazioni alle
varie consultazioni) e tanti hanno dato vita al dialogo
che tu ora auspichi.
Farlo adesso, a ridosso delle elezioni e da parte di
candidati, rischia di assumere tutt'altra valenza e di
dare l'impressione di eventuali commistioni circa i fini.
Ragionare "su quello che un nexiano dovrebbe portare in
campagna elettorale" mi pare infatti altra cosa.
Non credo inoltre che esista un "nexiano"; chi vuole può
prendere spunto dal dibattito pubblico che si è sempre
avuto in Nexa e può confrontarsi con altri. Sul fatto che
invece la lista debba divenire l'agorà elettiva di tale
confronto fra candidati personalmente nutro qualche
perplessità.
Diverso sarebbe chiedersi, in termini generali, cosa le
nuove camere ed il governo potrebbero fare per i temi a
noi cari (anche se leggendo il dibattito in lista ormai
dovrebbe essere noto) e quali priorità perseguire. Si
tratterebbe allora di offrire suggerimenti sulle
politiche, in maniera certamente più confacente al ruolo
del Centro.
Alessandro
On Mon, 14 Jan 2013 21:58:06 +0000
Laura Sartori <l.sartori(a)unibo.it> wrote:
> L’assenza di risposte positive alla domanda di Arturo è
>un segnale dei tempi: innovazione e politica in Italia
>non vanno a braccetto.
> Aprire una discussione tra interlocutori qualificati su
>come spezzare questo circolo vizioso – senza fare
>campagna elettorale - credo sia vitale.
> Altrimenti, la politica (di palazzo) continuerà a non
>capire l’innovazione e l’innovazione (quando ci sarà)
>sarà di portata limitata.
> laura
>
>
> Il 14/01/13 12.54, "a.dicorinto(a)uniroma1.it"
><a.dicorinto(a)uniroma1.it> ha scritto:
>
> Hola--
> possibile che siamo solo due nexiani candidati del mondo
>dell'innovazione? A parte me e il Quinta, sapete se ce ne
>sono altri di noi candidati alle elezioni regionali e
>politiche?
> Saperlo potrebbe essere l'occasione non tanto di parlare
>delle elezioni in quanto tali e nemmeno di partiti e
>schieramenti - Nexa è deve restare neutrale -, ma sarebbe
>bello fare un discorso collettivo su quello che un
>nexiano dovrebbe portare in campagna elettorale per
>affermare i principi e i contenuti su cui da sempre è
>stata costruita la nostra partecipazione alla lista, o
>no?
>
> a presto
> Art
>
>
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> “The Net interprets censorship as damage and routes
>around it.”
> – John Gilmore
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>Bologna,
>http://www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&ISBNART…
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> Phd in Sociology and Social Research
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Jan. 15, 2013
Re: [nexa] Parito del pirata (Pietro Vanessi)
by J.C. DE MARTIN
Da questo momento Marco Baldassari è in moderazione.
Se abusasse della moderazione (e quindi del mio tempo)
continuando a inviare messaggi fuori argomento,
mi riservo il diritto di rimuovere il suo indirizzo dalla lista.
cordiali saluti,
juan carlos de martin
On 15/01/13 00:06, Marco Baldassari wrote:
>
> Partito pirata
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