nexa
By thread
nexa@server-nexa.polito.it
By month
Messages by month
- ----- 2026 -----
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2025 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2024 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2023 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2022 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2021 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2020 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2019 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2018 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2017 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2016 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2015 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2014 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2013 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2012 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2011 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2010 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2009 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
September 2010
- 44 participants
- 132 messages
Re: [nexa] Alla faccia della privacy...
by MANTELERO ALESSANDRO
Io non generalizzerei. E' evidente che i dati sono merce e
che il diritto relativo (sebbene sia ancora discusso fra i
giuristi per ragioni di retaggi culturali) è in certi
termini disponibile, ma questo non è necessariamente un
male. Quando sottoscrivo una tessera di fidelizzazione (il
sistema Carrefour citato si basa su una di queste)
implicitamente vendo informazioni in cambio di qualcosa
(gadget, sconti, ecc.); non lo definirei "preoccupante",
bensì mercato. Il problema semmai, e sul punto è
intervenuto a più riprese anche il Garante in Italia, è
che ci sia sufficiente informazione, che il consenso sia
consapevole, insomma che mi si dica chi utilizzerà i dati
e come. Se trasparente e con il consenso dell'interessato
anche la profilazione può essere utile, in quanto riduce
la genericità delle offerte e dei servizi (come si può
sperimentare anche on-line).
C'è poi il problema culturale, toccato da alcuni
interventi: l'Italia ha colpevolmente attuato in ritardo
le normative a tutela dei dati (le prime leggi straniere
su quelle che allora erano definite banche dati sono degli
inizi anni '70), vi sono state e vi sono dunque ancora
resistenze e incomprensioni, soprattutto manca una
consapevolezza diffusa del valore delle informazioni e dei
diritti relativi. Il Garante ha fatto molto e senza dubbio
la consapevolezza è cresciuta negli anni, tuttavia le
tecniche di profilazione si fanno sempre più complesse e
per questo è giusto che esistano autorità indipendenti di
controllo idonee ad intervenire anche sull'aspetto delle
informazioni agli utenti.
On Fri, 3 Sep 2010 10:40:50 +0200
Giampaolo Mancini <manchoz(a)gmail.com> wrote:
> E comunque,
> se proprio vogliamo parlare di gestione delle privacy e
>tecnologie
> informatiche, io credo che non si debbano dimenticare
>scenari ben più
> preoccupanti e vecchi già di anni. Mi riferisco, in
>particolare, alle varie
> tessere di fidelizzazione di Feltrinelli, Fnac, COOP,
>Carrefour, CRAI – e
> chi più ne ha più ne metta – di cui tutti avrete pieni i
>portafogli.
>
> E se vogliamo avvicinarci alla combinazione con
>tecnologie contact-less, per
> favore, prima di tutto, parliamo di sistemi tipo il
>"PassaRapido" di
> Carrefour: non solo sanno cosa compri ma anche cosa non
>compri (perché lo
> togli dal carrello e lo rimetti nello scaffale) e
>l'ordine in cui lo compri,
> a che ora del giorno e tutto il resto.
>
> <flame>
> IMHO, difronte a questa roba qui, il fatto che
>Zuckerberg o Page&Brin
> possano analizzare e profilare i link con cui cazzeggio
>con i miei amici su
>Facebook non ha _nessuna_ rilevanza.
> </flame>
>
> Magari ci si vede mercoledì.
>
> A presto,
> Giampaolo
>
>
> 2010/9/2 Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it>
>
>> provoczione interessante.
>>
>> anni fa, quando il social network piu' popolare era
>>Incontri di Dada
>> abbiamo fatto come Eximia un esperimento per portare gli
>>incontri nel
>> mondo fisico con dei braccialetti rfid.
>>
>> concettualmente interessante, ma nulla di piu'. un flop
>>totale...
>>
>>
>> a.dicorinto(a)uniroma1.it wrote:
>> > Facebook "entra" nel "mondo reale"...
>> > Sarebbe da studiarci la legislazione israeliana sulla
>>privacy...
>> > Ma non è che ha ragione Zuckerberg?
>> >
>> >
>> http://www.fullpress.it/News/Facebook-il-Mi-piace-arriva-nel-Mondo-Reale-es…
>> >
>> >
>> >
>>------------------------------------------------------------------------
>> >
>> > _______________________________________________
>> > nexa mailing list
>> > nexa(a)server-nexa.polito.it
>> >
>>https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
>> --
>> blog.quintarelli.it
>> www.eximia.it
>> www.reeplay.it
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
>
>
>
> --
> Giampaolo Mancini
> email: manchoz(a)gmail.com
> phone: +39 348 41 48 682
> skype/linkedin/gtalk: manchoz
Alessandro Mantelero, PhD
Confirmed Assistant Professor
Production Systems and Business Economics Department
Politecnico di Torino
Corso Duca degli Abruzzi, 24
10129 Torino - Italy
http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
Sept. 3, 2010
awareness o privacy?
by Giovanna Sissa
Ritorno sull’aspetto della “Consapevolezza in rete”, perché è a mio
avviso il punto critico. Si intreccia con quello della privacy, ma è
diverso. La privacy è un diritto e come tale deve essere (più o meno)
tutelato da leggi e norme. La awareness, è invece, se mai, un dovere
(oltre che un’opportunità). E’ in primis un dovere verso se stessi
e di conseguenza anche verso gli altri. Ha a che fare con la scala di
valori in cui ognuno si riconosce e si intreccia al concetto di
reputation, Poiché stiamo parlando di Internet il tutto va declinato
in veste tecnologica e si deve fare attenzione a non confondere i
livelli. Le scale di valori sono diverse nelle varie culture, ma i
mezzi e i modi per essere consapevoli della loro declinazione su
Internet sono sempre frutto di padronanza del mezzo, conoscenza dei
meccanismi tecnologici, comunicativi e sociali. Ed è quello che la
scuola ed in genere i canali di educazione-formazione non danno,
almeno in Italia.
Provo a fare un esempio, volutamente banale, per spiegarmi meglio.
Se in una cultura X fornire le proprie immagini agli sconosciuti è
considerato peccato, sono fatti della cultura X. Ma se una persona,
mantenendo fede alla sua scala di valori della cultura X, è
interessato anche a stare su un social network e ha consapevolezza
effettiva di com esso funzioni, potra’ trovare modi alternativi per
fornire una immagine che non sia la sua fotografia, ma in cui si
identifichi e si a riconoscbile. Se non conosce le regole del mezzo e
non sa profilarsi resterà paralizzata alla richiesta di dare una sua
fotografia e reagirà o decidendo di non entrare nel social network
(con un atteggiamento conservatore, che porterà poi a teorizzare che
quel mezzo sia un male) oppure trasgredendo ad una scala di valori in
cui crede (con un atteggiamento poco critico, succube dei meccanismi
che i fornitori di servizi attuano – penso in un altro ambito, alle
considerazioni di Meo sulla faccenda skype-vodafone e relativi
commenti).
Quando parliamo dei tredicenni e della loro leggerezza parliamo della
mancanza di consapevolezza delle implicazioni future (ed è un fatto
culturale che va contestualizzato). E’ chiaro che la leggerezza dei
tredici anni è e resterà tale, con i suoi rischi e come sempre è
stato. Se però qualcuno, di autorevole, ha fatto riflettere sulla
specificità del mezzo Internet si può instaurare un rapporto più
consapevole fra quel tredicenne e il mezzo stesso.
Vi ricordate la vicenda relativa alla sentenza italiana relativa
all’episodio di bullismo su You-tube? Al di la della sentenza, la
sua vulgata è stata quanto di più negativo potesse uscirne.
Si è confuso il deplorare il fatto (di bullismo) con la sua messa in
rete. L’ipocrisia sta nel focalizzarsi sulla pubblicazione del
misfatto, non sul misfatto in sé. E se poi, peggio ancora, ci si
concentra sul vietare perché si padroneggia poco e male il mezzo
stesso (come avviene spesso proprio nel contesto scolastico) la
situazione non va davvero bene. Un po’ di conoscenza seria di
sicurezza e di privacy e, soprattutto, la loro corretta attuazione
nelle reti delle scuole, sarebbero più efficaci per creare cittadini
digitali attivi e consapevoli, di quanto non sia la caccia alle steghe
dietro ai banchi
Un sano “sigle sign on” sulla rete di una scuola funzionerebbe meglio
di mille circolari sanzionatorie. Costerebbe anche meno alla
collettività. Ma se provate a parlarne vi guarderanno come se
chiedeste la luna. Risparmiamo davvero in questo modo?
Se a scuola abitualmente si fornissero le conoscenze a monte che
rendono (più o meno, tutto è relativo) l’utente libero davvero di
usare la rete come vuole lui e non come vogliono i fornitori di
servizi, sarebbe un bel passo avanti.
I fornitori di servizi oggi vogliono prevalentemente dati su consumi
e gusti personali, ma sempre di più li vogliono georeferenziati e
domani chissa cos’altro vorranno; sono meccanismi che vanno capiti e
padroneggiati, nel loro evolvere inesorabile, se si vuole essere
power-user e non carne da cannone digitale.
La scuola dovrebbe (e parlo di scuola perchè è l’unico luogo in cui è
possibile oggi in Italia tale contestualizzazione) rapportare queste
nozioni tecnologiche, che danno consapevolezza, al livello di età e di
maturità degli adolescenti.
Non si tratta né di instillare paure (che sono sempre frutto di
mancanza di conoscenza e di padronanza dei meccanismi soggiacenti) né,
all’ opposto, di guardare con cieco entusiasmo tutto ciò che è nuovo
(ometto i commenti sull’ottusità con cui alcuni plaudevano a Second
Life qualche anno fa, individuandolo come l’astro nascente delle
tecnologie didattiche).
C'è una straordinaria somiglianza fra i due estremi, che esistono
nel mondo di chi deve educare: la cacci alle streghe dei censori che
vogliono blindare e proibire tutto ed i “filoneisti” innamorati
dell'effetto spettacolare dell'ICT che dovrebbe, a dire loro, creare
attenzione nei giovani.. Entrambe sono poco consapevoli. Ed i diritti
di cittadinanza digitale possono essere esercitati solo da persone
consapevoli.
Come sempre la valenza politica sta qui.
Giovanna
Sept. 3, 2010
Re: [nexa] Alla faccia della privacy...
by Giampaolo Mancini
E comunque,
se proprio vogliamo parlare di gestione delle privacy e tecnologie
informatiche, io credo che non si debbano dimenticare scenari ben più
preoccupanti e vecchi già di anni. Mi riferisco, in particolare, alle varie
tessere di fidelizzazione di Feltrinelli, Fnac, COOP, Carrefour, CRAI – e
chi più ne ha più ne metta – di cui tutti avrete pieni i portafogli.
E se vogliamo avvicinarci alla combinazione con tecnologie contact-less, per
favore, prima di tutto, parliamo di sistemi tipo il "PassaRapido" di
Carrefour: non solo sanno cosa compri ma anche cosa non compri (perché lo
togli dal carrello e lo rimetti nello scaffale) e l'ordine in cui lo compri,
a che ora del giorno e tutto il resto.
<flame>
IMHO, difronte a questa roba qui, il fatto che Zuckerberg o Page&Brin
possano analizzare e profilare i link con cui cazzeggio con i miei amici su
Facebook non ha _nessuna_ rilevanza.
</flame>
Magari ci si vede mercoledì.
A presto,
Giampaolo
2010/9/2 Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it>
> provoczione interessante.
>
> anni fa, quando il social network piu' popolare era Incontri di Dada
> abbiamo fatto come Eximia un esperimento per portare gli incontri nel
> mondo fisico con dei braccialetti rfid.
>
> concettualmente interessante, ma nulla di piu'. un flop totale...
>
>
> a.dicorinto(a)uniroma1.it wrote:
> > Facebook "entra" nel "mondo reale"...
> > Sarebbe da studiarci la legislazione israeliana sulla privacy...
> > Ma non è che ha ragione Zuckerberg?
> >
> >
> http://www.fullpress.it/News/Facebook-il-Mi-piace-arriva-nel-Mondo-Reale-es…
> >
> >
> > ------------------------------------------------------------------------
> >
> > _______________________________________________
> > nexa mailing list
> > nexa(a)server-nexa.polito.it
> > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
> --
> blog.quintarelli.it
> www.eximia.it
> www.reeplay.it
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
--
Giampaolo Mancini
email: manchoz(a)gmail.com
phone: +39 348 41 48 682
skype/linkedin/gtalk: manchoz
Sept. 3, 2010
I: Alla faccia della privacy...
by avv. Monica Alessia Senor
Credo che la questione privacy sarà una delle sfide della società futura.
Il fatto che una tredicenne non abbia la percezione della potenziale
lesività del conferimento incondizionato dei suoi dati personali è
sintomatico dellassenza di uneducazione attenta e sensibile sul punto.
La protezione dei dati personali (e non la privacy!) è un diritto nuovo e
come tale deve ancora entrare nella cultura della nostra società.
Che sia nuovo lo dimostra il fatto che le Costituzioni più recenti (Brasile,
Paraguay, Argentina), così come la Carta di Nizza, lo hanno inserito come
una delle sfaccettature in cui si concreta la libertà personale.
Gli Stati europei - come noto - ne affidano invece la tutela alla
legislazione ordinaria con conseguente difficile ancoraggio a livello
costituzionale. In questi Paesi, sebbene al diritto alla protezione dei dati
venga ormai riconosciuta una garanzia come diritto inviolabile delluomo (in
Italia, art.2 Cost.), la tutela passa sempre e comunque attraverso tecniche
di bilanciamento con contrapposti diritti, spesso cedendone il passo proprio
per la mancanza o linsufficienza di tutela espressa nelle carte
fondamentali.
Va peraltro riconosciuto che lintroduzione, in Europa, del concetto di
legittimità del trattamento (da parte di chi acquisisce i dati) solo a
fronte dellespresso consenso informato della persona che i dati conferisce
(c.d. opt-in) è, a mio avviso, valido strumento per garantire una soglia
piuttosto elevata di tutela.
Del resto che luomo, oggi, non possa più essere lasciato solo è
affermazione quasi retorica.
Invero, nella c.d. società della conoscenza in cui linformazione è il
fulcro di qualsiasi attività sociale e commerciale, ogni dato personale ha
un valore economico intrinseco molto alto e la raccolta di informazioni
personali, anche se frammentata in svariate banche dati, è fondamentale per
il funzionamento e lo sviluppo dellintero sistema economico (occidentale).
Il corpo digitale (inteso come linsieme di informazioni che ci riguardano
che veicolano nel web) dei nostri giorni è merce esattamente come lo era il
corpo fisico (degli uomini non liberi e delle donne) nellantica Roma!
Tuttavia, a mio parere, lattenzione va concentrata piuttosto sui dati
conferiti involontariamente (si pensi, ad esempio, alle immagini carpite
dalle videocamere di sorveglianza sulle pubbliche vie o alle impronte che
lasciamo ogni dove) con conseguente perdita di controllo degli stessi.
Questi sono i dati potenzialmente pericolosi, specie se raccolti ed
utilizzati a fini pubblici.
Sotto legida della sicurezza pubblica e della lotta contro il terrorismo
internazionale stiamo infatti assistendo alla crescita di una società della
sorveglianza, in cui ogni movimento e comportamento delluomo tende ad
essere sottoposto a controllo.
Il corpo digitale, in questo caso, interessa perché è fonte di potere.
La nuova società della sorveglianza ha aperto nuovi scenari e, sfruttando
tecniche sempre più sofisticate di rilevamento dei dati, in special modo la
biometria, propone conflitti e minaccia quei diritti e quelle libertà che,
inopinatamente, diamo per scontati: basti pensare come a libertà di
circolazione sia messa a rischio dalla videosorveglianza diffusa e dai
sistemi RFID; la libertà personale sia minacciata da sistemi di
perquisizione virtuale come i body scanner e dai sistemi biometrici di
identificazione e la libertà di pensiero dai c.d. sistemi di
deanonimizzazione.
I moderni Stati di diritto si fondano sul principio secondo cui nulla di ciò
che è privato deve entrare nella sfera di disponibilità del potere pubblico,
se non in casi eccezionali ed espressamente previsti dalla legge (riserva di
legge).
Oggi tale principio è prepotentemente a rischio e se muta il rapporto tra
Stato e cittadino, attraverso la violabilità da parte del primo del corpo
(digitale?) del secondo, si sgretola anche il sacrosanto diritto alla
libertà personale.
Questa, a mio avviso, la vera sfida della privacy negli anni a venire.
Questo il motivo per cui largomento non va sottovalutato.
Mi scuso anche io per la prolissità, ma, come per Andrea, è una materia che
mi sta a cuore!
Un caro saluto a tutti.
Monica
_____
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
[mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Enrico Bertacchini
Inviato: giovedì 2 settembre 2010 13.44
A: undisclosed-recipients:
Oggetto: Re: [nexa] Alla faccia della privacy...
...per un economista la funzionalità "like", potrebbe servire ad esaminare
le preferenze rilevate, senza dover passare per una transazione monetaria...
A prima vista, questa funzionalità potrebbe essere utile per misurare le
preferenze per molti beni che non rientrano nel mercato. E' chiaro che
bisogna anche tenere in considerazione i bassi costi di espressione delle
preferenze (basso costo di espressione = alta probabilità di scelta
superficiale) mediante questa funzionalità e i limiti della scelta
dicotomica che possono estremizzare il giudizio.
Chissà se c'è già qualche economista nel campo delle scelte collettive che
sta studiando il fenomeno...
Cercherò di indagare!
A presto
Enrico
Il giorno 02/set/2010, alle ore 13.03, J.C. DE MARTIN ha scritto:
Hmmm, il fatto che per una ragazzina tredicenne la sua privacy non sia
una "issue" non vuol dire che invece lo sia, che
lei ne sia consapevole o meno.
Secondo me si andra' (io lo auspico) verso una progressiva, sempre piu'
diffusa
consepevolezza che online costruiamo deliberatamente una "persona",
nel senso latino, ovvero, una maschera.
La questione "privacy" si potrebbe in questo senso metaforicamente
vedere come la discussione su quanto potere abbiamo nella costruzione
di questa maschera, ovvero, quanto altri abbiano il potere di
smascherarci.
Ciao,
juan carlos
Giampaolo Mancini wrote (on 02/09/10 12:51):
Mah,
secondo me si, ha proprio ragione lui.
Provate a parlare di privacy con una ragazzina di 13 anni e con le sue
amiche: per loro, semplicemente, non è una issue.
Solo noi siamo i dinosauri. Perché non siamo i nativi digitali.
Come sempre e come mille altre cose su Internet e sul Web, anche la privacy
se ha senso che debba ancora esistere, perché _anche questo_ *è tutto da
dimostrare* va misurata con metri diversi che, forse, non ancora
conosciamo.
See you,
Giampaolo
2010/9/2 <a.dicorinto(a)uniroma1.it>
Facebook "entra" nel "mondo reale"...
Sarebbe da studiarci la legislazione israeliana sulla privacy...
Ma non è che ha ragione Zuckerberg?
http://www.fullpress.it/News/Facebook-il-Mi-piace-arriva-nel-Mondo-Reale-esp
erimento-in-Israele/7-39150-1.html
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
--
Giampaolo Mancini
email: manchoz(a)gmail.com
phone: +39 348 41 48 682
skype/linkedin/gtalk: manchoz
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Enrico Bertacchini - Researcher
EBLA - International Center for Research on the Economics of Culture,
Institutions and Creativity
NEXA Center for Internet & Society, Politecnico of Torino
Via Po 53, 10124 Torino, Italy
TEL +390116704982
Skype: enricobertacchini
Sept. 3, 2010
Alla faccia della privacy...
by MANTELERO ALESSANDRO
...nel caso a qualcuno fosse sfuggito sul tema privacy e
giovani:
http://cyber.law.harvard.edu/publications/2010/Youth_Privacy_Reputation_Lit…
premesso che non è elegante autocitarsi, mi piace
segnalarvi un "vecchio" scritto in tema di RFID e tutela
del diritto sui dati personali... più che altro a prova di
come prima o poi certe ipotesi divengano
realtà:http://staff.polito.it/alessandro.mantelero/Mantelero_Identificatori%20a%20radiofrequenza_2004.pdf
Alessandro Mantelero
Politecnico di Torino
http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
Sept. 2, 2010
Re: [nexa] Ars Tecnica: "Thomas Edison's plot to hijack the movie industry"
by David Orban
In effetti l'articolo non pone particolare accento sulla cosa, ma la
nascita di Hollywood in California è dovuto tanto al clima e
all'accesso economico a vasti terreni, quanto alla sua conveniente
distanza da New York e gli avvocati di Edison...
David Orban
skype, twitter, linkedin, sl, etc: davidorban
On Thu, Sep 2, 2010 at 5:16 PM, J.C. DE MARTIN <demartin(a)polito.it> wrote:
> Interessante lezione dal passato.
>
> juan carlos
>
> Thomas Edison's plot to hijack the movie industry
>
> By Matthew Lasar | Last updated about 11 hours ago
>
> It was a dark and stormy night on December 18, 1908. Okay—maybe it wasn't so
> dark and stormy. But it should have been, because that was the night Thomas
> Edison tried to hijack the motion picture industry.
>
> "With his beetle brows, long wispy hair, and beatific look, Edison might
> have seemed the addled inventor," writes the historian Neil Gabler, "but he
> was a shrewd businessman and a fearsome adversary who was never loath to
> take credit for any invention, whether he was responsible or not."
>
> Edison assembled representatives of the nation's biggest movie
> companies—Biograph, Vitagraph, American Mutoscope, and seven others—and
> invited them to sign a monopolistic peace treaty. Since 1891, when the
> Wizard of Menlo Park filed his first patent on a motion picture camera/film
> system, his lawyers had launched 23 aggressive infringement suits against
> other production outfits.
>
> Sometimes Edison won. Sometimes he lost. But the costs of these battles
> overwhelmed his rivals, and that was the intent.
>
> "The expense of these suits would have financially ruined any inventor who
> did not have the large resources of Edison," one of his lawyers boasted,
> "and it could hardly be expected that he would be able to prosecute
> simultaneously every infringement as it arose."
>
> Thus his victims sold their patents, making the Edison movie empire ever
> large.
>
> [...]
> Continua qui:
> http://arstechnica.com/tech-policy/news/2010/09/thomas-edisons-plot-to-dest…
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
Sept. 2, 2010
Ars Tecnica: "Thomas Edison's plot to hijack the movie industry"
by J.C. DE MARTIN
Interessante lezione dal passato.
juan carlos
Thomas Edison's plot to hijack the movie industry
By Matthew Lasar <http://arstechnica.com/author/matthew-lasar/> | Last
updated about 11 hours ago
It was a dark and stormy night on December 18, 1908. Okay---maybe it
wasn't so dark and stormy. But it should have been, because that was the
night Thomas Edison tried to hijack the motion picture industry.
"With his beetle brows, long wispy hair, and beatific look, Edison might
have seemed the addled inventor," writes the historian Neil Gabler, "but
he was a shrewd businessman and a fearsome adversary who was never loath
to take credit for any invention, whether he was responsible or not."
Edison assembled representatives of the nation's biggest movie
companies---Biograph, Vitagraph, American Mutoscope, and seven
others---and invited them to sign a monopolistic peace treaty. Since
1891, when the Wizard of Menlo Park filed his first patent on a motion
picture camera/film system, his lawyers had launched 23 aggressive
infringement suits against other production outfits.
Sometimes Edison won. Sometimes he lost. But the costs of these battles
overwhelmed his rivals, and that was the intent.
"The expense of these suits would have financially ruined any inventor
who did not have the large resources of Edison," one of his lawyers
boasted, "and it could hardly be expected that he would be able to
prosecute simultaneously every infringement as it arose."
Thus his victims sold their patents, making the Edison movie empire ever
large.
[...]
Continua qui:
http://arstechnica.com/tech-policy/news/2010/09/thomas-edisons-plot-to-dest…
Sept. 2, 2010
Re: [nexa] Alla faccia della privacy...
by Stefano Quintarelli
provoczione interessante.
anni fa, quando il social network piu' popolare era Incontri di Dada
abbiamo fatto come Eximia un esperimento per portare gli incontri nel
mondo fisico con dei braccialetti rfid.
concettualmente interessante, ma nulla di piu'. un flop totale...
a.dicorinto(a)uniroma1.it wrote:
> Facebook "entra" nel "mondo reale"...
> Sarebbe da studiarci la legislazione israeliana sulla privacy...
> Ma non è che ha ragione Zuckerberg?
>
> http://www.fullpress.it/News/Facebook-il-Mi-piace-arriva-nel-Mondo-Reale-es…
>
>
> ------------------------------------------------------------------------
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
--
blog.quintarelli.it
www.eximia.it
www.reeplay.it
Sept. 2, 2010
Re: [nexa] 23° mercoledì di nexa - settembre 2010
by Philippe Aigrain
For another introduction to the subject see this contribution to the
FLOSS 2020 roadmap ("Declouding freedom: reclaiming servers, services
and data"):
https://flossroadmap.co-ment.com/text/NUFVxf6wwK2/view/
For more information on the FLOSS roadmap:
http://www.2020flossroadmap.org/
Philippe A.
Le 02/09/2010 12:55, Anna Piccitto a écrit :
>
> *23°
> Mercoledì di
> NEXA*
>
>
> *Un'introduzione
> al "cloud
> computing"*
>
> *Mercoledì 8
> settembre 2010
> ore 18 -- 20*
> (2°
> mercoledì
> del mese)
> *
> Corso Trento
> 21, Torino
> (primo piano)*
> *
> Ingresso
> libero*
> *
> Live
> streaming:*
>
> http://nexa.polito.it/events
>
>
>
> Ripartono gli incontro mensili dei *Mercoledì di Nexa
> <http://nexa.polito.it/events>* con un'introduzione al tema del
> cosiddetto "c/loud computing"/, un argomento di sempre maggiore
> rilevanza che il Centro NEXA affronta per la prima volta in pubblico.
> Tramite l'etichetta /cloud computing/ si denota un insieme di
> tecnologie informatiche che permettono l'utilizzo via Internet di
> risorse hardware e software remote. In pratica, tramite il proprio
> browser web (o altri tipi di software), l'utente è in grado di
> utilizzare applicazioni e di accedere a dati che non si trovano sul
> proprio computer, ma da qualche parte online, in una non meglio
> definita "nuvola" di computer. Un esempio molto noto di /cloud
> computing/ sono i servizi di "webmail", come Google Gmail.
>
> Col paradigma del /cloud computing/, la natura di azioni come creare
> o modificare testi, riprodurre musica o video o condividere
> fotografie cambia radicalmente. Una parte crescente dei dati che
> ogni utente genera, infatti, ma anche dei programmi che lo stesso
> utente utilizza, si sposta online. Il software non è più un prodotto
> che espande le potenzialità del proprio computer, ma un _servizio_
> cui si accede tramite Internet. E le proprie informazioni non sono
> più immagazzinate in file facilmente individuabili sul proprio disco
> fisso, ma scomposte in uno o più database di incerta collocazione
> geografica.
>
> Ed ecco che, mentre i nostri dati diventano accessibili ovunque e
> nascono nuovi modelli di business (spesso in grado di offrire
> gratuitamente agli utenti programmi e servizi prima costosi o
> semplicemente inesistenti), sorgono anche nuove domande che
> riguardano privacy, controllo, sicurezza, interoperabilità e, in
> ultima istanza, potere e libertà online. Tecnologie all'avanguardia,
> nuove strutture di costi, complessi intrecci di giurisdizioni
> concorrono dunque a generare domande, cui è impossibile dare
> risposta, in assenza di un approccio multidisciplinare, che unisca
> (almeno) conoscenze tecnologiche, giuridiche ed economiche.
>
> La scenario è in rapidissima evoluzione. In particolare, si stanno
> moltiplicando le iniziative volte a riportare almeno parte del
> controllo nelle mani degli utenti, dal progetto *Diaspora*
> <http://www.joindiaspora.com/>, <http://www.joindiaspora.com/> il
> social network distribuito e in software libero, il cui primo
> rilascio è previsto per il 15 settembre, al progetto *Data
> Liberation Front <http://www.dataliberation.org/> *di Google, volto
> a rendere facile il trasloco dei propri dati dai servizi cloud del
> gigante di Mountain View.
>
> *Juan Carlos De Martin <https://nexa.polito.it/directors>**,
> *co-direttore del Centro Nexa su Internet e Società, illustrerà
> l'argomento confrontandosi con *Marco Ricolfi*
> <https://nexa.polito.it/directors>, co-direttore del Centro, i
> fellows, lo staff e tutti coloro i quali vorranno intervenire nel
> dibattito.
>
> * Letture consigliate: *
>
> * (altre sono state segnalate sulla mailing list NEXA, v.
> archivio):*
>
> o
>
> *Paper di Barkeley* <http://berkeleyclouds.blogspot.com/>
>
> o
>
> *Il talk di Moglen*
>
> <http://www.softwarefreedom.org/news/2010/feb/08/audio-and-video-eben-moglen…>
>
>
> o
>
> *Le guidelines di Gartner*
> <http://www.gartner.com/it/page.jsp?id=1398913>
>
> o
>
> *I proceedings del workshop Microsoft *
>
> <http://research.microsoft.com/en-us/events/cloudfutures2010/default.aspx>
>
>
> o
>
> *Il post di Galoppini*
>
> <http://robertogaloppini.net/2010/06/24/open-source-cloud-computing-notes-fr…>
>
>
> *
> *
>
> *Ufficio Stampa Centro NEXA:
> *Anna Piccitto
>
> NEXA Center for Internet & Society
> Politecnico di Torino
> Dipartimento di Automatica e Informatica
>
> Tel. +39 011 564 7245
>
>
>
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Sept. 2, 2010
Re: [nexa] Alla faccia della privacy...
by Enrico Bertacchini
...per un economista la funzionalità "like", potrebbe servire ad esaminare le preferenze rilevate, senza dover passare per una transazione monetaria...
A prima vista, questa funzionalità potrebbe essere utile per misurare le preferenze per molti beni che non rientrano nel mercato. E' chiaro che bisogna anche tenere in considerazione i bassi costi di espressione delle preferenze (basso costo di espressione = alta probabilità di scelta superficiale) mediante questa funzionalità e i limiti della scelta dicotomica che possono estremizzare il giudizio.
Chissà se c'è già qualche economista nel campo delle scelte collettive che sta studiando il fenomeno...
Cercherò di indagare!
A presto
Enrico
Il giorno 02/set/2010, alle ore 13.03, J.C. DE MARTIN ha scritto:
> Hmmm, il fatto che per una ragazzina tredicenne la sua privacy non sia
> una "issue" non vuol dire che invece lo sia, che
> lei ne sia consapevole o meno.
>
> Secondo me si andra' (io lo auspico) verso una progressiva, sempre piu' diffusa
> consepevolezza che online costruiamo deliberatamente una "persona",
> nel senso latino, ovvero, una maschera.
>
> La questione "privacy" si potrebbe in questo senso metaforicamente
> vedere come la discussione su quanto potere abbiamo nella costruzione
> di questa maschera, ovvero, quanto altri abbiano il potere di
> smascherarci.
>
> Ciao,
>
> juan carlos
>
>
> Giampaolo Mancini wrote (on 02/09/10 12:51):
>>
>> Mah,
>> secondo me si, ha proprio ragione lui.
>>
>> Provate a parlare di privacy con una ragazzina di 13 anni e con le sue amiche: per loro, semplicemente, non è una issue.
>>
>> Solo noi siamo i dinosauri. Perché non siamo i nativi digitali.
>>
>> Come sempre e come mille altre cose su Internet e sul Web, anche la privacy – se ha senso che debba ancora esistere, perché _anche questo_ *è tutto da dimostrare* – va misurata con metri diversi che, forse, non ancora conosciamo.
>>
>> See you,
>> Giampaolo
>>
>> 2010/9/2 <a.dicorinto(a)uniroma1.it>
>> Facebook "entra" nel "mondo reale"...
>> Sarebbe da studiarci la legislazione israeliana sulla privacy...
>> Ma non è che ha ragione Zuckerberg?
>>
>> http://www.fullpress.it/News/Facebook-il-Mi-piace-arriva-nel-Mondo-Reale-es…
>>
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
>>
>>
>>
>> --
>> Giampaolo Mancini
>> email: manchoz(a)gmail.com
>> phone: +39 348 41 48 682
>> skype/linkedin/gtalk: manchoz
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Enrico Bertacchini - Researcher
EBLA - International Center for Research on the Economics of Culture, Institutions and Creativity
NEXA Center for Internet & Society, Politecnico of Torino
Via Po 53, 10124 Torino, Italy
TEL +390116704982
Skype: enricobertacchini
Sept. 2, 2010