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Re: [nexa] wifi libero ?
by giuseppe mazziotti
Ma è possibile che in Italia non si riesca mai a fare una cosa in modo
decente, da un punto di vista legislativo?
Sembriamo sottoposti una pletora di analfabeti o semplicemente di dementi (i
parlamentari e i ministri). E' scoraggiante dover perdere tempo con queste
interpretazioni, cui ci obbliga un legislatore da terzo mondo. Amen, G.
Il giorno 06 novembre 2010 18:41, Stefano Quintarelli <
stefano(a)quintarelli.it> ha scritto:
> mi dicono che il decadimento dell'articolo implica anche il resto, in
> quanto oggettivamente collegato
>
>
> On 06/11/10 17.32, Marco Ciurcina wrote:
> > Ma allora che ?
> >
> >
> http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/05/internet-libera-anche-in-italia-
> > non-proprio/75417/
> >
> > Internet libera anche in Italia? Non proprio
> >
> > Maroni annuncia che l'anno prossimo il decreto Pisanu non verrà più
> rinnovato.
> > Ma rimane l'obbligo di identificazione per chi si collega da una rete
> pubblica
> > _______________________________________________
> > nexa mailing list
> > nexa(a)server-nexa.polito.it
> > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
> --
> blog.quintarelli.it
> www.eximia.it
> www.reeplay.it
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> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
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Giuseppe Mazziotti, Ph.D.
(001) 646 462 24 85 (USA)
(0039) 347 30 18 306 (ITA)
Skype: giuseppe.mazziotti
Writings <http://works.bepress.com/mazziotti/>
Nov. 6, 2010
Re: [nexa] wifi libero ?
by Stefano Quintarelli
mi dicono che il decadimento dell'articolo implica anche il resto, in
quanto oggettivamente collegato
On 06/11/10 17.32, Marco Ciurcina wrote:
> Ma allora che ?
>
> http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/05/internet-libera-anche-in-italia-
> non-proprio/75417/
>
> Internet libera anche in Italia? Non proprio
>
> Maroni annuncia che l'anno prossimo il decreto Pisanu non verrà più rinnovato.
> Ma rimane l'obbligo di identificazione per chi si collega da una rete pubblica
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Nov. 6, 2010
Re: [nexa] wifi libero ?
by Margoni, Thomas
io ho letto questo, con un po' di link vari...
sinceramente non ho mica capito bene ancora il che si vuol fare...
http://punto-informatico.it/3029304/PI/News/decreto-pisanu-addio-riserva.as…
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From: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it [nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it] On Behalf Of Marco Ciurcina [ciurcina(a)studiolegale.it]
Sent: Saturday, November 06, 2010 5:32 PM
To: nexa(a)server-nexa.polito.it
Subject: [nexa] wifi libero ?
Ma allora che ?
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/05/internet-libera-anche-in-italia-
non-proprio/75417/
Internet libera anche in Italia? Non proprio
Maroni annuncia che l'anno prossimo il decreto Pisanu non verrà più rinnovato.
Ma rimane l'obbligo di identificazione per chi si collega da una rete pubblica
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nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Nov. 6, 2010
Re: [nexa] La Stampa (De Martin): dati senza patria
by Andrea Glorioso
Caro Carlo,
ovviamente non c'e` bisogno di difendere alcunche`, dato che manca
proprio l'accusa.. ma vorrei continuare con la metafora del granoturco,
conscio dei limiti delle similitudini e delle metafore (ma anche del
fatto che voler pensare sempre ad Internet come a qualcosa di "altro" o
"eccezionale", si rischia di creare problemi dove non ce ne sono).
Tralascio il punto (1), ringraziandoti per il chiarimento. :)
E torniamo al punto (2). Va bene, la pannocchia non sono lo strumento.
Ma poniamo che il mio vicino non sia interessato alla pannocchia in se`,
ma ai chicchi. Poniamo che la trasformazione da pannocchia a chicco
avvenga con un macchinario presente nel *mio* campo, e che il vicino usi
una gru dal *suo* campo per prendere i chicchi da tale macchina. Tale
macchina non diventa strumento?
Comunque, fuor di metafora: non vedo perche` considerare un computer
come "strumento" porterebbe a tale terribile confusione. Da un lato
perche` quando metto i miei dati online, chi mi fornisce hosting puo`
benissimo dirmi dove si trova fisicamente il server (se il fornitore di
servizio non lo sa, forse e` il momento di andare altrove..). Dall'altro
perche` chi raccoglie dati puo` ben fare lo sforzo di tentare un
"mapping", per esempio, tra indirizzo IP e luogo geografico (come per
altro molti fornitori di servizi gia` fanno, vedi servizi
geolocalizzati). E per usare il caso del PC si suppone che io sappia in
qualche luogo fisico mi trovo ad un dato momento..
Con tutta la migliore volonta` io non riesco a vedere questo caos
inenarrabile nel caso in cui un computer (un PC o un server) venga
considerato "strumento" per quanto attiene al trattamento dei dati
personali. Sicuramente vedo potenziali spese per chi tratta dati
personali. Ma non sono certo che questo sia un problema in se` e per se`.
Creare una giurisdizione a se` stante per Internet e` un'idea
interessante, proposta recentemente da Francia e Olanda nell'ambito
della loro iniziativa congiunta sulla liberta` di espressione via Internet.
Ciao,
Andrea
On 11/2/2010 12:33 AM, Blengino wrote:
>
> Andrea, provo a difendermi:
>
> 1) tianin è un piccolo tegame. Tian vuol dir tegame: in realtà non
> l'ho mai sentito usare in vita mia ma suonava bene: at ses proprj 'n
> tianjin!
>
> Fin qui tutto facile; ora viene il difficile.
>
> 2) partirò dal gran turco, sebbene le analogie col mondo reale siano
> assai insidiose in internet . Le pannicchie sono l'oggetto dell'azione
> che si vuol regolamentare, non il mezzo, nè tantomeno lo strumento, che
> è e rimane la gru posizionata sul mio campo.
> Tutto sta poi al tipo di condotta che si vuol regolamentare, ed in
> relazione alle finalità perseguite, quali tipologie di azioni saranno
> ritenute legittime, quali sanzionate, ed a che condizioni sarà
> applicabile l'una o l'altra regolamentazione.
> Se però, seguendo il tuo esempio, si giunge alla conclusione che i PC
> degli utenti (i campi) sono sempre "strumenti" di qualsivoglia
> trattamento poichè, per la /conditio sine qua non/, se non ci fossero
> loro non vi sarebbero dati (le pannocchie) e senza dati non vi
> sarebbe trattamento (la raccolta), allora non poniamoci proprio il
> problema della legge applicabile: tutte e nessuna con un clamoroso caos.
> Nessun ISP sarebbe in grado di sapere qual'è il suo diritto (inteso come
> legge a lui applicabile) e nessun utente avrebbe la certezza di adire
> l'autorità corretta dipendendo questa dal posto in cui lui è, o
> meglio dov'è il suo campo, cioè il suo server, ovvero il suo device.
> In realtà sono ben coscente che un P.C. può contenere "strumenti"
> altrui, e mi sono note le posizioni del wp29 su cookie e marcatori vari.
> Debbo dirti che la recente wp171 e prima ancora la WP148 qualche
> perplessità in me la suscitano, ma ne prendo atto, e certo non ho la
> statura per contrastarne le statuizioni sul punto. Però in quei casi si
> parla comunque di una gru posizionata nel campo del vicino, non di gru
> nel mio campo. Ex art. 4, per applicare la legge, è la gru che deve
> esser nel campo del vicino! I dati, per forza sono lì.
> A questo mi riferivo con la frase da te contestata, che ammetto, più che
> "tranciante" è un pò ambigua. Era però per marcare la differenza tra i
> due casi citati nel blog di Sarzana,che non sono affatto una giostra
> impazzita, ma solo l'applicazione nell'art. 4 da te citato.
> Quanto ai dati apolidi, bhè, forse c'è un territorio a se che quello
> della rete, a cui darei cittadinanza e, sognando un pò, anche una legge
> a se stante e unica.
> Carlo
>
>
>
> -----Original Message-----
> From: Andrea Glorioso <andrea(a)digitalpolicy.it>
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Date: Mon, 01 Nov 2010 22:10:39 +0100
> Subject: Re: [nexa] La Stampa (De Martin): dati senza patria
>
> Caro Carlo,
>
> grazie per la tua - come sempre - rinfrescante e godibile e-mail (ma
> cosa significa "tianjin" per uno di Mondovì?).
>
> Mi permetto però di avanzare qualche dubbio sul tuo giudizio, un po'
> tranciante, che i "i singoli server sparsi nel mondo oggetto della
> raccolta stessa" non possano essere considerati "strumenti".
>
> Senza entrare nel merito della legislazione italiana, che altri
> conoscono molto meglio di me, osservo che:
>
> (a) il linguaggio usato nella Direttiva 95/46/CE è, all'art. 4, "for
> purposes of processing personal data makes use of *equipment*,
> automated
> or otherwise, situated on the territory of the said Member State,
> unless
> such equipment is used only for purposes of transit through the
> territory of the Community" e, al considerando 20, "the processing
> should be governed by the law of the Member State in which the *means*
> used are located"; questi passaggi sono stati resi dai valorosi
> giuristi-linguisti italiani delle Istituzioni Europee come "ai fini del
> trattamento di dati personali, a *strumenti*, automatizzati o non
> automatizzati, situati nel territorio di detto Stato membro, a meno che
> questi non siano utilizzati ai soli fini di transito nel territorio
> della Comunità europea" (art. 4) e "è opportuno che i trattamenti
> effettuati siano disciplinati dalla legge dello Stato membro nel quale
> sono ubicati i *mezzi* utilizzati per il trattamento in oggetto"
> (considerando 20); e già qui si potrebbe discutere, a mio parere, se la
> nozione di "equipment" sia la medesima di "strumenti", e che in ogni
> caso il considerando 20 (sia in inglese che in italiano) mi pare usi un
> linguaggio volutamente ampio ("means", "mezzi"); e comunque, che il
> riferimento alla nozione di "processing" o "trattamento" debba essere
> intesa, per definizione, in senso molto ampio.
>
> Faccio un esempio banale: se tu coltivi del granoturco sul tuo campo, e
> io, tramite una gru installata sul mio campo, (non sono mai stato un
> agricoltore, e si vede) raccolgo le tue pannocchie stando bello fermo
> nel mio campo, potremmo concludere che il tuo campo non costituisce uno
> "strumento" del processo complessivo? Dopotutto, se tu non avessi
> coltivato le pannocchie sul tuo campo, io avrei ben poco da
> raccogliere.
>
> (b) recenti opinioni del Gruppo di Lavoro Articolo 29 mi paiono molto
> più possibiliste di quanto tu non sia nel considerare come
> "strumento" o
> "mezzo" addirittura il PC di un utente, dunque perché non un server
> (che
> non è concettualmente differente da un PC)?
>
> Poi non vedo perché i dati sul web siano "senza patria". Forse sono
> nomadi, ma non tutti i nomadi sono anche apolidi. :)
>
> Ciao,
>
> Andrea
>
> On 11/1/2010 9:30 PM, Blengino wrote:
> >
> > In questo giorno piovoso ho gironzolato un po' nel web annusando il
> > mondo, curiosando e “surfando”. Ad un certo punto mi son detto:
> quanti
> > dati “miei” avrò disseminato nella ragnatela? Quante tracce del mio
> > operoso tedio saranno sparsi per il globo? Ho provato un certo
> disagio.
> > L'alternativa era leggere un sano e vecchio libro cartaceo che ancora
> > non avesse un qualche rivelatore rfid nella copertina. Ovviamente ho
> > proseguito la navigazione seguendo però il filo sottile
> > dell'inquietudine sulla sorte dei miei dati.
> > Son finito ovviamente sul pezzo del nostro Direttore su La Stampa
> (quì
> > sotto) e mi son visto enormi macchine che tritavano la mia
> navigazione,
> > le mie query e chi sa che altro.
> > Poi mi ha colpito il pezzo di Sarzana sul suo blog : /_Google, il
> > Garante privacy, e la “giostra” del trattamento dei dati personali
> _/ (
> > http://www.fulviosarzana.it/blog/google-il-garante-privacy-e-la-
> “giostra”-del-trattamento-dei-dati-personali
> > < http://www.fulviosarzana.it/blog/google-il-garante-privacy-e-la-
> “giostra”-del-trattamento-dei-dati-personali/>
> > ).
> > Ho pensato ad una congiura. I due pezzi messi insieme potevano
> generare
> > il panico. Le “fattorie” del Direttore avrebbero concentrato chissà
> > dove, magari a Tianjin (che per altro a uno di Mondovì pare una
> parola
> > piemontese) i miei dati, e in più la giostra di Sarzana dipingeva una
> > sorta di caos anche in chi di quei dati, o meglio della loro
> protezione,
> > è garante.
> >
> > Sulle fattorie continuo ad esser inquieto, nella vertigine di
> problemi
> > che porta seco la concentrazione dei dati del clouding.
> >
> > Il pezzo di Sarzana per fortuna lo reputo errato, e leggendolo mi son
> > tranquillizzato, ben conoscendo le due pronunce a cui allude.
> >
> > Il Garante si è infatti limitato in entrambi i casi ad applicare
> > correttamente l'art. 5 del codice a protezione dei dati.
> >
> > Nel caso di Street view, l'Autorità ha riconosciuto ovviamente nel
> > impiego delle c.d. “Google cars” quegli “ / strumenti situati nel
> > territorio dello Stato anche diversi da quelli elettronici (comma2
> > art.5) / ” che determinano l'applicabilità della legge italiana al
> > Titolare stabilito extra U.E. E' corretto, e non è questione di “
> > /persone in carne ed ossa/ ” ma di strumenti legati ad una fase del
> > trattamento.
> >
> > Totalmente differente il caso dei motori di ricerca in cui il
> > trattamento dei dati è in ogni fase, a cominciare dalla raccolta,
> svolto
> > nel paese sede del fornitore, non potendo certo esser considerati
> > “strumenti” i singoli server sparsi nel mondo oggetto della raccolta
> > stessa.
> >
> > I dati “protetti” della decisione del Garante su Street View non sono
> > nel non-territorio di internet, ma sono in Italia, per strada, e
> vengono
> > raccolti fisicamente da strumenti situati necessariamente sul
> > territorio. Giusto che sia la legge italiana a determinarne
> modalità e
> > liceità.
> >
> > I ragni e le altre diavolerie dei motori di ricerca si muovono nel
> web,
> > tra dati senza patria.
> > Mi sento di affermare (conscio delle possibili critiche) che nel
> web, il
> > fatto che i dati possano esser a me riferiti, non è elemento
> sufficiente
> > a radicarli come italiani. Altri sono i parametri adottati
> scientemente
> > dai legislatori. A fronte delle tante errate pronuncie
> giurisprudenziali
> > sul web mi stupisce che un'osservatore attento come Sarzana sia
> caduto
> > nella trappola del disfattismo.
> >
> > In questa domenica di dati ne ho disseminati parecchi: l'ho fatto
> > scientemente, consapevole della apparente maggior sicurezza che mi
> > avrebbe garantito un volume cartaceo o la sana vecchia televisione.
> > Ma insieme ai miei dati, io oggi son finito in America, poi a
> Tianjin, e
> > non vi dico in quali altri posti del mondo -rectius del web-: e pur
> > cosciente dei limiti e della complessità della materia, ho l'intima
> > certezza che le regole esistono e, sebbene perfettibili, funzionano.
> >
> > Ed è questione di consapevolezza e se vogliamo di fiducia, o ad esser
> > cinici, di un mero calcolo di costi-benefici.
> >
> > Se lo scritto apparso sul La Stampa mi apre nuovi orizzonti, il
> pezzo di
> > Sarzana contribuisce unicamente, e sbagliando, ad accreditare una
> visone
> > del web che non condivido, come una terra senza regole, dove le
> stesse
> > Autorità brancolano nel buio. Non è così. Non almeno nei due casi
> citati
> > dall'autorevole commentatore.
> >
> > Speriamo che smetta di piovere...
> >
> > Carlo
>
>
Nov. 6, 2010
wifi libero ?
by Marco Ciurcina
Ma allora che ?
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/05/internet-libera-anche-in-italia-
non-proprio/75417/
Internet libera anche in Italia? Non proprio
Maroni annuncia che l'anno prossimo il decreto Pisanu non verrà più rinnovato.
Ma rimane l'obbligo di identificazione per chi si collega da una rete pubblica
Nov. 6, 2010
Re: [nexa] Fwd: [governance] It's Time to Stop ICANN's Top-Level Domain (TLD) Lunacy!
by Andrea Glorioso
Sull'argomento c'e` una discussione interessante in corso sulla mailing
list dell'Internet Governance Caucus (governance(a)lists.cpsr.org, non so
quale sia il sito degli archivi, ma immagino che un motore di ricerca
qualsiasi possa aiutare).
L'annuncio di Lauren Weinstein mi sembra estremamente vago. Il fatto che
Ian Peter lo colleghi al sistema sviluppato negli ultimi hanni da Robert
Kahn (Handle, http://www.handle.net/) non e` molto incoraggianti, dato
che Handle ha esattamente gli stessi problemi di governance
centralizzata del DNS.
Tempo fa avevo cominciato a cercare di capire perche` le ricerche e i
risultati nel campo dei filesystem e database massicciamente distribuiti
(ovvero senza "master", ma in grado di risolvere eventuali conflitti tra
repliche) non fossero stati adottati anche per il DNS, in questo modo
risolvendo almeno uno dei problemi di governance (l'esistenza di una
singola zona "root") ma non ho mai veramente capito il motivo.
Ciao,
Andrea
On 11/4/2010 7:28 AM, J.C. DE MARTIN wrote:
>
> Begin forwarded message:
>
>> *From:* Ian Peter <ian.peter(a)ianpeter.com <mailto:ian.peter@ianpeter.com>>
>> *Date:* 04 novembre 2010 07:11:23 GMT+01:00
>> *To:* "'governance(a)lists.cpsr.org <mailto:governance@lists.cpsr.org>'"
>> <governance(a)lists.cpsr.org <mailto:governance@lists.cpsr.org>>
>> *Subject:* *[governance] It's Time to Stop ICANN's Top-Level Domain
>> (TLD) Lunacy!*
>> *Reply-To:* governance(a)lists.cpsr.org
>> <mailto:governance@lists.cpsr.org>,Ian Peter <ian.peter(a)ianpeter.com
>> <mailto:ian.peter@ianpeter.com>>
>>
>> From Lauren Weinstein - copied from his blog.
>>
>> The Executive Summary - "The DNS and the domain name infrastructure made
>> sense in an era before the universal availability of search engines and
>> online directories. But for such massive costs and complexities -- such as
>> those inevitably stemming from the ICANN TLD expansion -- to be incurred
>> simply to map names to Internet sites is now both technically and
>> economically obsolete and abominable".
>>
>> Internet co-founder Robert Kahn is one of just a number of people
>> working on
>> alternative resource discovery systems more akin to todays needs.
>>
>> Ian Peter
>>
>> Lauren's missive follows.
>>
>> It's Time to Stop ICANN's Top-Level Domain (TLD) Lunacy!
>>
>>
>> <http://lauren.vortex.com/archive/000776.html>http://lauren.vortex.com/archive/000776.html
>>
>>
>> Greetings. I'm going to keep this relatively short and sweet, since
>> I've written of my concerns about ICANN's handling of Top-Level
>> Domains (TLDs) many times in the past.
>>
>> The existing Domain Name System (DNS) has been leveraged in multiple
>> ways into something akin to a protection racket, with vast sums of
>> money being funneled to existing and wannabe registries, registrars --
>> and to ICANN itself -- with little or no resulting tangible benefits
>> to the Internet community at large. That is, unless you consider ever
>> increasing levels of costs and confusion to be some sort of benefits.
>> Dot-com is still the single TLD that most Internet users recognize as
>> fundamental among the increasingly disruptive clutter -- and you
>> haven't seen anything yet compared with the pandemonium about to be
>> unleashed.
>>
>> "Protective registrations" by trademark owners and other concerned
>> parties in new TLDs have become an enormous profit center for various
>> players in the DNS ecosystem, with boasting about the income that will
>> be derived through such arm-twisting techniques now being commonplace.
>>
>> The amount of money involved is staggering. In a few days, ICANN may
>> release their new "guidebook" for upcoming TLD applicants
>> ( http://bit.ly/9BZUNu [ars technica] ). The application fee alone for
>> a single new TLD is reported to be almost $200K, payable to ICANN.
>> The cost of running a new TLD if you're accepted? A whole bunch,
>> likely including (but not limited to) big moola to ICANN every year.
>>
>> ICANN plans to limit the number of new TLDs to only (only???) about
>> 1000 per year -- maybe half that in the first year. Let's see,
>> $185,000 times 1000 ... Nice chunk of change.
>>
>> Of course, ICANN claims that these fees are justified by the costs
>> involved in processing these applications. Assuming this is true, I
>> can't think of a better proof that the entire process is rotten and
>> dysfunctional to the core.
>>
>> The DNS and the domain name infrastructure made sense in an era before
>> the universal availability of search engines and online directories.
>> But for such massive costs and complexities -- such as those
>> inevitably stemming from the ICANN TLD expansion -- to be incurred
>> simply to map names to Internet sites is now both technically and
>> economically obsolete and abominable.
>>
>> It's time to end the TLD madness. It will take both time and some
>> heavy lifting. But there are alternative methodologies -- more
>> efficient, extensible, and far more economical, much better suited to
>> the Internet of the 21st century, and we need to start working on them
>> now.
>>
>> Vested interests -- basically the entire "domain-industrial
>> complex" -- who stand to profit mightily by exploiting the continuation
>> and expansion of the unnecessary, counterproductive, and obsolete domain
>> name system, can be expected to fight any efforts at significant
>> changes, using every weapon in their arsenals. Various other parties
>> will also fight such changes -- since as we've increasingly seen the
>> DNS provides an ideal mechanism for centralized censorship and
>> heavy-handed intellectual property enforcement regimes -- through the
>> disabling on demand of Web site name-based addressability.
>>
>> Be that all as it may, this is a battle -- nay, perhaps a war --
>> necessary for the best interests of both the Internet and its global
>> community of users.
>>
>> Please let me know if you'd be interested in participating.
>>
>> Thanks. Take care.
>>
>> --Lauren--
>> Lauren Weinstein (lauren(a)vortex.com <mailto:lauren@vortex.com>)
>> http://www.vortex.com/lauren
>> Tel: +1 (818) 225-2800
>> Co-Founder, PFIR (People For Internet Responsibility):
>> <http://www.pfir.org>http://www.pfir.org
>> Founder, NNSquad (Network Neutrality Squad):
>> <http://www.nnsquad.org>http://www.nnsquad.org
>> Founder, GCTIP (Global Coalition for Transparent Internet Performance):
>> <http://www.gctip.org>http://www.gctip.org
>> Founder, PRIVACY Forum: <http://www.vortex.com>http://www.vortex.com
>> Member, ACM Committee on Computers and Public Policy
>> Lauren's Blog: <http://lauren.vortex.com>http://lauren.vortex.com
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Nov. 6, 2010
partecipazione e sviluppo passano dall'Open Data
by Flavia Marzano
La disponibilità di dati aperti è una delle basi strutturali sulle
quali sviluppare la partecipazione attiva dei cittadini e la crescita
dell’economia nell'era di internet.
La Pubblica Amministrazione gestisce una enorme quantità di
informazioni la cui fruibilità, sia in forma grezza che in forma
strutturata, è condizione per un più rapido sviluppo economico dei
territori e del Paese nel suo complesso.
L'apertura dei dati è premessa fondamentale per una loro lettura
trasparente (oggi è resa difficile dalla gestione chiusa e
proprietaria praticata da tutti i soggetti che mettono i dati in
rete) ed è anche precondizione per qualunque analisi che, utilizzando
le metodologie più sofisticate fornite oggi dalla teoria dei sistemi
complessi, permetta una lettura realmente approfondita dei fenomeni
economici e sociali in corso e una miglior comprensione delle loro
linee evolutive.
In questo contesto è immaginabile la nascita di nuove sinergie tra il
mondo dell'amministrazione pubblica e quello della ricerca e di
conseguenza anche ricadute economiche derivanti ad esempio dalla
nascita di spin-off e attività imprenditoriali innovative.
In una fase economica difficile come quella attuale, le Pubbliche
Amministrazioni dovranno agire velocemente nella direzione
dell'apertura dei dati per avviare al più presto il processo virtuoso
sopra delineato.
Il Manifesto per l'Open Government è ora on line ed emendabile fino
al 15 Novembre: l'Associazione italiana per l'Open Government
recepirà i suggerimenti e presenterà la versione finale del Manifesto
il 30 Novembre.
Quanti vorranno partecipare potranno farlo in uno dei seguenti modi:
· collegandosi al sito del progetto e proponendo integrazioni,
commenti e critiche sulle pagine dedicate ai singoli punti
· utilizzando questo modulo per contattare l’Associazione
· lasciando un messaggio sulla pagina Facebook del Manifesto
· scrivendo su Twitter utilizzando l’hashtag #opengovitalia
· La consultazione sarà aperta fino al 15 novembre 2010 e,
contando sulla partecipazione di tutti, il testo definitivo del
Manifesto sarà pubblicato il 30 novembre 2010.
Adesso tocca a voi!
Fonte:
http://daily.wired.it/blog/codice_aperto/partecipazione-e-sviluppo-
passano-dall-open-data-1.html
Nov. 6, 2010
[Nexa]Biblioteche, contro la crisi ecco l'e-book per tutti - Repubblica.it
by vale.it@gmail.com
Un interessante articolo sulla situazione ed evoluzione del sistema bibliotecario.
http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/11/05/news/ebook_biblioteche-87646…
A presto,
Valentin
Nov. 5, 2010
Fw: [Creis_Terminal] Parution 1er prix de thèse de la CNIL
by Mariella Berra
----- Original Message -----
From: Benedicte Rey
To: creis_terminal(a)lecreis.org
Sent: Thursday, November 04, 2010 8:18 PM
Subject: [Creis_Terminal] Parution 1er prix de thèse de la CNIL
Bonjour,
Pour information: Le 1er prix de thèse "informatique et libertés" est paru
04 novembre 2010
Le Prix de thèse de la CNIL a été crée en 2009 et est doté d'un montant de 7000 euros destiné à la publication de la thèse. Il est destiné à encourager et développer les recherches universitaires concernant la protection des données personnelles.
En janvier 2010, le jury, présidé par Monsieur Jean-Marie Cotteret, membre de la CNIL et professeur émérite des Universités, a décerné le premier prix de thèse "informatique et libertés" à Madame Marie-Charlotte Roques-Bonnet pour sa thèse sur "La constitution et l'internet", Université Toulouse I.
Grâce au concours de la CNIL, cette thèse paraît aujourd'hui aux éditions Michalon sous le titre "Le droit peut-il ignorer la révolution numérique ?".
L'espace numérique est un espace de droit comme les autres, mais, plus que les autres, il rappelle les limites de notre système de droit et notamment du bloc de constitutionnalité. Face à la révolution numérique, les droits de l'individu, en tant qu'administré, qu'électeur et que citoyen, doivent être protégés. La reconnaissance de ses droits dans l'environnement numérique devrait donner lieu à la définition de nouveaux droits, qui pourraient être de valeur constitutionnelle.
(http://www.cnil.fr/nc/la-cnil/actu-cnil/article/article/le-1er-prix-de-thes…)
Cordialement,
Bénédicte Rey.
-------------------------------------------------------
Bénédicte REY
ATER - sociologie
Université de Franche-Comté
E-mail: rey.benedicte(a)yahoo.fr
benedicte.rey(a)univ-fcomte.fr
Tel: 06 64 68 93 16
--------------------------------------------------------------------------------
_______________________________________________
Creis_terminal mailing list
Creis_terminal(a)lecreis.org
https://listes.globenet.org/listinfo/creis_terminal
Nov. 4, 2010
fyi PRIVACY: UE RAFFORZA NORME SU PROTEZIONE DATI, PREVISTO 'DIRITTO ALL'OBLIÒ (2)
by Oreste Pollicino
Ciao a tutti,
o.
PRIVACY: UE RAFFORZA NORME SU PROTEZIONE DATI, PREVISTO 'DIRITTO ALL'OBLIÒ =
Bruxelles, 4 nov. - (Adnkronos) - In tempi di Facebook e social network, la
Commissione europea rafforza le norme per proteggere i dati personali dei
cittadini dell'Unione Europea: controllare le informazioni che li riguardano,
avere accesso ai dati, essere capaci di modificarli o di cancellarli,
attraverso il cosiddetto «diritto all'oblio», sono tutti diritti essenziali
che devono essere garantiti nell'attuale era digitale. A questo scopo, la
Commissione ha presentato oggi una strategia per proteggere i dati personali
in tutti i settori, anche nelle attivitá di contrasto, riducendo nel contempo
la burocrazia per le imprese e assicurando la libera circolazione dei dati in
tutta l'Ue. Sulla base di questa revisione e dei risultati di una
consultazione pubblica, la Commissione modificherá la direttiva sulla
protezione dei dati del 1995 e presenterá una proposta legislativa nel 2011.
«La protezione dei dati personali è un diritto fondamentale - ha affermato
la vice presidente della Commissione europea Viviane Reding, responsabile per
la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza - Per garantirlo
abbiamo bisogno di norme chiare e coerenti sulla protezione dei dati.
Dobbiamo inoltre aggiornare la nostra legislazione perchè faccia fronte alle
sfide poste dalle nuove tecnologie e dalla globalizzazione. L'anno prossimo
la Commissione presenterá una proposta legislativa per rafforzare i diritti
delle persone, eliminando allo stesso tempo la burocrazia allo scopo di
assicurare la libera circolazione dei dati nel mercato unico».
La strategia presentata a Bruxelles avanza proposte per modernizzare il
quadro giuridico dell'Ue relativo alla protezione dei dati tramite una serie
di obiettivi chiave: rafforzare i diritti delle persone di modo che la
raccolta e l'utilizzo dei dati personali siano limitati allo stretto
necessario. Gli interessati devono dunque essere informati in modo chiaro e
trasparante su come, perchè e da chi i loro dati sono raccolti e utilizzati e
dovrebbero essere in grado di esprimere un consenso informato al trattamento,
ad esempio quando surfano in internet, e avere il «diritto all'oblio» quando
i propri dati non sono più necessari o se vogliono farli cancellare. (segue)
PRIVACY: UE RAFFORZA NORME SU PROTEZIONE DATI, PREVISTO 'DIRITTO ALL'OBLIÒ (2)
= (Adnkronos) - In secondo luogo, la Commissione vuole rafforzare la
dimensione «mercato interno» attraverso la riduzione degli oneri
amministrativi per le societá e assicurando condizioni di paritá effettive:
le differenze esistenti nell'attuazione delle norme di protezione dei dati
dell'Ue e la scarsa chiarezza in merito alla normativa nazionale applicabile
ostacolano la libera circolazione dei dati personali in tutta l'Ue e fanno
aumentare i costi. Infine, l'esecutivo di Bruxelles vuole rivedere le norme
di protezione dei dati nell'ambito della cooperazione di polizia e
giudiziaria in materia penale in modo da assicurare anche in questi settori
la protezione dei dati a carattere personale e garantire un alto livello di
protezione per i dati trasferiti al di fuori dell'Ue grazie a procedure
migliori e semplificate per i trasferimenti internazionali di dati.
Il diritto alla protezione dei dati personali è esplicitamente riconosciuto
dall'articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Ue e dal trattato
di Lisbona. Nel 2009, la Commissione ha avviato la revisione dell'attuale
quadro giuridico sulla protezione dei dati, che ha avuto inizio nel maggio
dello scorso anno con una conferenza di alto livello cui hanno fatto seguito
una consultazione pubblica e consultazioni mirate delle parti interessate. In
un discorso nel gennaio scorso, la Reding, allora commissaria per la Societá
dell'informazione, aveva annunciato l'intenzione della Commissione di
modernizzare le norme europee di protezione dei dati, cui lavora in accordo
con Neelie Kroes, commissaria responsabile per l'Agenda digitale.
Nov. 4, 2010