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Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale":
by Giacomo Tesio
On Wed, 21 Dec 2022 02:59:26 -0600 antonio(a)piumarossa.it wrote:
> > Dal che si potrebbe dedurre che i diritti funzionali al mantenimento
> > della democrazia sono anche doveri: il popolo sovrano DEVE
> > esercitare la propria sovranità.
> > Se viola tale dovere, la pena è perderne il diritto.
>
> Ora, se dovessimo togliere i diritti a tutti coloro che violano
> questi doveri, non so quanti cittadini titolari di diritti
> rimarrebbero in Italia.
Temo di non essere stato chiaro, Antonio.
Io segnalavo semplicemente una conseguenza logica, non proponevo alcun
automatismo giuridico! Anzi!
Se non eserciti i diritti funzionali al mantenimento della democrazia,
DI FATTO, stai riducendo (temporaneamente) te stesso a qualcosa di meno
di un cittadino.
Se il cittadino è colui che partecipa attivamente alla vita politica
della Polis, chi non partecipa attivamente alla vita politica della
Polis non si comporta (in quel momento) da cittadino.
Diventa, di fatto, un suddito.
(nella migliore delle ipotesi)
Se questa condizione temporanea perdura a lungo e coinvolge una
percentuale rilevante della popolazione, ecco che lo Stato DI FATTO
smette di essere una Democrazia.
Non è un automatismo: è logica.
Che poi questa situazione di fatto possa venire cristallizzata in norme
che, supponi, riducono il suffragio (come Gramellini arrivava a
chiedere dalle sue colonne di La Stampa qualche tempo fa) può essere
più o meno probabile a seconda delle contingenze storiche.
Io provo con tutte le mie forze a scongiurare questa situazione.
Ma lo faccio proprio perché sono pienamente consapevole delle forze che
puntano (da decenni) a distruggere la democrazia (P2, GAFAM, etc..) e
dei grandi successi che hanno avuto finora.
E' giunta l'ora di contrattaccare! ;-)
> La vita sociale di una comunità, piccola o grande, è complessa. I
> rapporti tra persone, tra persone e istituzioni, tra persone e
> imprese, sono complessi, ridurne la complessità con gli automatismi è
> sbagliato perché va a scapito delle persone più deboli.
Sono pienamente d'accordo.
Ma tutte le cose veramente preziose ed importanti (la vita, l'amore, la
democrazia...) comportano il consumo di energia: non possiamo sperare
che la democrazia si difenda da sé.
E credo sia utile aiutare chi si riduce a suddito (o a ingranaggio) a
rendersi conto pienamente della propria condizione.
Poi ci sarà sicuramente persone la cui psiche è così compromessa da
rifiutare tale consapevolezza o accettarla come inevitabile.
Tipicamente gli adulti "di successo" attuano la prima reazione,
sminuendo la portata della propria schiavitù, mentre quelli
maggiormente oppressi, tendono alla seconda.
D'altro canto, a costo di risultare antipatici, è fondamentale porli di
fronte alla propria sudditanza, alla propria subalternità.
Anche se lo rifileranno ai margini della propria coscienza, la
consapevolezza di essere schiavi li tormenterà fino a farli reagire
nel momento e nel modo più imprevedibile.
Poi la mia speranza sono le persone eccezionali, quelle che non si
adattano ed anzi si dis-adattano. E i bambini, ovviamente.
Perché siamo sempre imprevedibili e possiamo diventare il sassolino
nell'ingranaggio che distrugge tutto (per poi ricostruirlo meglio).
Giacomo
Dec. 21, 2022
Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale":
by Daniela Tafani
Molte grazie a entrambi,
Daniela
________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Antonio Vetro' <antonio.vetro(a)polito.it>
Inviato: mercoledì 21 dicembre 2022 10:36
A: mailing list nexa
Oggetto: Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale":
Segnalo che anche la prof.ssa Alessandra Quarta ha toccato in buona parte il tema nel corso dell'ultimo Mercoledì di Nexa
(registrazione visionabile su https://nexacenter.org/mercoledi-157<https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20221221093642103106…> )
A.
Il giorno 20 dic 2022, alle ore 23:13, Benedetto Ponti <benedetto.ponti(a)unipg.it> ha scritto:
Cara Daniela,
ai "Sovrani privati", cui alludi nel tuo messaggio, ho dedicato con l'associazione che presiedo un seminario, lo scorso anno.
Ti segnalo i video degli interventi, tutti molto interessanti.
https://asimmetrie.org/eventi/sovrani-privati-poteri-e-legalita-nel-capital…<https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20221221093642103106…>
BP
<firma nuova mail_3.png>
Il 20/12/2022 22:01, Daniela Tafani ha scritto:
Buonasera.
Grazie delle osservazioni.
Tecnicamente siamo clienti, certo, ma il mio riferimento all'alternativa tra sudditi e cittadini
presupponeva la tesi che siamo di fronte a soggetti privati che esercitano, di fatto, prerogative statali
(e di uno stato si è cittadini o sudditi, non clienti).
Non a caso, alcuni paesi hanno nominato ambasciatori, anziché ministri, a parlare con i GAFAM
https://www.vie-publique.fr/sites/default/files/2021-09/3303331601098_QI_10…<https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20221221093642103106…>
Se entro in Twitter, il consenso è estorto e il contratto è fittizio: entro di fatto in uno stato con le sue leggi e il suo potere giudiziario;
non è uno spazio pubblico, una piazza digitale,
ma un luogo in cui la mia libertà di espressione è appesa al filo dei capricci di un singolo individuo,
che emana leggi anche retroattive e talora non note nemmeno dopo la loro applicazione.
Uno stato dispotico, dunque, di cui possiamo essere sudditi, ma non cittadini.
In virtù della natura monopolistica, o quasi, di simili aziende,
non le si può assimilare a singoli luoghi privati (quali un bar o un ristorante),
dal quale io possa uscire per andare a chiacchierare altrove, con i miei amici.
Anzitutto, perché mettersi d'accordo su dove andare non è semplice;
in secondo luogo, perché non appena mettersi d'accordo sembri una strada percorribile,
trattandosi solo di unirsi a un gruppo già migrato altrove (mastodon),
il monopolista aggiunge un bel po' di filo spinato alla recinzione del giardino
e mi vieta, a pena di varie sanzioni, anche solo di nominarlo, quell'altrove possibile.
Chiarissimo come al solito, su questo, Cory Doctorow:
https://pluralistic.net/2022/12/10/e2e/<https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20221221093642103106…>
https://pluralistic.net/2022/12/19/better-failure/<https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20221221093642103106…>
Sul contratto sociale mi piacerebbe discutere, alla prima occasione: lo si può intendere in modi molto diversi.
Sulla cittadinanza cibernetica provo a scrivere qualche considerazione in un prossimo messaggio, dopo aver riflettuto anche sulle osservazioni di Giacomo Tesio.
Grazie molte, buona serata,
Daniela
________________________________
Da: 380° <g380(a)biscuolo.net><mailto:g380@biscuolo.net>
Inviato: lunedì 19 dicembre 2022 20:15
A: Daniela Tafani; Antonio; nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Oggetto: Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale":
Buonasera,
Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it><mailto:daniela.tafani@unipi.it> writes:
[...]
> (sorvolando sulla stravaganza della pretesa che una simile educazione
> possa darsi,
>
> quando i luoghi in cui adempiere ai doveri della cittadinanza digitale
> sono piattaforme private con prerogative statali, in cui si è sudditi,
> anziché cittadini, e in cui chiunque può vedersi privato, ad esempio,
> del diritto di parola o dell'identità digitale, in base a regole
> misteriose e sentenze inappellabili).
[...]
purtroppo la sensazione di essere trattati come sudditi anziché
cittadini è forte anche nella "cittadinanza analogica"... ma sorvoliamo
sulla stravaganza :-)
ritengo che "tecnicamente" la reductio sia più verso "clienti" che
"sudditi", cioè clienti di servizi digitali che per loro natura sono
regolati per mezzo di contratti, dove il "potere contrattuale" dei
clienti è rasente allo zero mentre i "fornitori" dei servizi si
permettono sostanzialmente di fare quello che vogliono, in perfetto
accordo coi governi nazionali di riferimento - USA nel 94,56% dei casi -
cui **sempre** devono rispondere... e qui il discorso si ricollega a
quello della "sudditanza analogica"
messe in questi termini, cioè di "contratto", le relazioni come possono
anche solo lontanamente essere concepite come "tra pari cittadini"?
aggià, dimenticavo però che secondo alcuni notevoli pensatori la società
addirittura *nasce* con un contratto sociale, perché l'uomo per sua
natura non sarebbe in grado vivere senza
la pagina di Wikipedia [1] scrive così:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Social contract arguments typically are that individuals have consented,
either explicitly or tacitly, to surrender some of their freedoms and
submit to the authority (of the ruler, or to the decision of a majority)
in exchange for protection of their remaining rights or maintenance of
the social order.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
se vale per i cittadini analogici a maggior ragione vale per i cittadini
cibernetici che a volte non hanno nemmeno gli strumenti per comprendere
il funzionamento del "dispositivo", figuramoci se possono
"contrattualizzarlo".
e se invece facessimo /semplicemente/ che il "dispositivo" lo costruiamo
tutti assieme in modo partecipativo e **di conseguenza** il contratto
che lo regola non servirebbe più, perché le regole del suo funzionamento
sono /embedded/ nel "dispositivo"?
non sarebbe fantastico se l'unico /dovere/ del "cittadino cibernetico"
fosse quello di contribuire secondo il proprio talento alla costruzione
del "dispositivo cibernetico"?
[...]
> Dovere o obbligo?
>
> Ad esempio il Codice dell'amministrazione digitale (CAD) è un corpus di
> disposizioni nato per stabilire il /diritto/ di cittadini e imprese a
> relazionarsi con la PA attraverso le tecnologie digitali. Il /dovere/ di
> dotarsi degli strumenti per consentire ai cittadini di esercitare questo
> diritto è in capo alle amministrazioni pubbliche.
credo che l'intento della domanda originale, almeno per come l'ho
interpretata io, fosse quello di indagare se e "dove" in giurisprudenza
viene sviluppato il discorso in merito ai doveri di cittadinanza
digitale (cittadinanza cibernetica), non tanto i doveri dei "funzionari
digitali" (Amministrazione pubblica, internet provider, piattaforme dei
servizi)
[...]
> Nel 2019 l’Università degli Studi di Milano, il CORECOM (Comitato
> regionale per le comunicazioni) della Lombardia e l’Ordine degli
> Avvocati di Milano hanno elaborato un decalogo per diffondere un uso
> responsabile delle tecnologie, non ho trovato il documento in rete ma
> qui [2] il prof. Ziccardi ne tratta i punti salienti.
[...]
> [2] https://www.scuoladifuturo.it/wp-content/uploads/2020/06/La-buona-battaglia…<https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20221221093642103106…>
non ho ancora letto tutto il documento che citi ma così come i doveri di
cittadinanza **non si limitano** a "comportarsi con correttezza"
(rispettare le regole?), la stessa cosa /dovrebbe/ valere anche nel caso
dei doveri di "cittadinanza cibernetica"
...altrimenti ci riduciamo a una sterile discussione sull'obbligatorio e
il proibito.
Saluti, 380°
[1] https://en.wikipedia.org/wiki/Social_contract<https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20221221093642103106…>
Social contract<https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20221221093642103106…>
en.wikipedia.org
In moral and political philosophy, the social contract is a theory or model that originated during the Age of Enlightenment and usually, although not always...
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org<https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20221221093642103106…>>.
Introduction | Stallman Support<https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20221221093642103106…>
stallmansupport.org
False accusations were made against Richard Stallman in September 2019. They started a cascade of difamatory reactions that spread like wildfire, fueled by misquotes and misrepresentation of events in mainstream headlines, blogs, and social media that ultimately led to Stallman's resignation from his positions at Mit and the FSF
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Dec. 21, 2022
Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale":
by Antonio Vetro'
Segnalo che anche la prof.ssa Alessandra Quarta ha toccato in buona parte il tema nel corso dell'ultimo Mercoledì di Nexa
(registrazione visionabile su https://nexacenter.org/mercoledi-157 )
A.
Il giorno 20 dic 2022, alle ore 23:13, Benedetto Ponti <benedetto.ponti(a)unipg.it> ha scritto:
Cara Daniela,
ai "Sovrani privati", cui alludi nel tuo messaggio, ho dedicato con l'associazione che presiedo un seminario, lo scorso anno.
Ti segnalo i video degli interventi, tutti molto interessanti.
https://asimmetrie.org/eventi/sovrani-privati-poteri-e-legalita-nel-capital…
BP
<firma nuova mail_3.png>
Il 20/12/2022 22:01, Daniela Tafani ha scritto:
Buonasera.
Grazie delle osservazioni.
Tecnicamente siamo clienti, certo, ma il mio riferimento all'alternativa tra sudditi e cittadini
presupponeva la tesi che siamo di fronte a soggetti privati che esercitano, di fatto, prerogative statali
(e di uno stato si è cittadini o sudditi, non clienti).
Non a caso, alcuni paesi hanno nominato ambasciatori, anziché ministri, a parlare con i GAFAM
https://www.vie-publique.fr/sites/default/files/2021-09/3303331601098_QI_10…
Se entro in Twitter, il consenso è estorto e il contratto è fittizio: entro di fatto in uno stato con le sue leggi e il suo potere giudiziario;
non è uno spazio pubblico, una piazza digitale,
ma un luogo in cui la mia libertà di espressione è appesa al filo dei capricci di un singolo individuo,
che emana leggi anche retroattive e talora non note nemmeno dopo la loro applicazione.
Uno stato dispotico, dunque, di cui possiamo essere sudditi, ma non cittadini.
In virtù della natura monopolistica, o quasi, di simili aziende,
non le si può assimilare a singoli luoghi privati (quali un bar o un ristorante),
dal quale io possa uscire per andare a chiacchierare altrove, con i miei amici.
Anzitutto, perché mettersi d'accordo su dove andare non è semplice;
in secondo luogo, perché non appena mettersi d'accordo sembri una strada percorribile,
trattandosi solo di unirsi a un gruppo già migrato altrove (mastodon),
il monopolista aggiunge un bel po' di filo spinato alla recinzione del giardino
e mi vieta, a pena di varie sanzioni, anche solo di nominarlo, quell'altrove possibile.
Chiarissimo come al solito, su questo, Cory Doctorow:
https://pluralistic.net/2022/12/10/e2e/
https://pluralistic.net/2022/12/19/better-failure/
Sul contratto sociale mi piacerebbe discutere, alla prima occasione: lo si può intendere in modi molto diversi.
Sulla cittadinanza cibernetica provo a scrivere qualche considerazione in un prossimo messaggio, dopo aver riflettuto anche sulle osservazioni di Giacomo Tesio.
Grazie molte, buona serata,
Daniela
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Da: 380° <g380(a)biscuolo.net><mailto:g380@biscuolo.net>
Inviato: lunedì 19 dicembre 2022 20:15
A: Daniela Tafani; Antonio; nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Oggetto: Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale":
Buonasera,
Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it><mailto:daniela.tafani@unipi.it> writes:
[...]
> (sorvolando sulla stravaganza della pretesa che una simile educazione
> possa darsi,
>
> quando i luoghi in cui adempiere ai doveri della cittadinanza digitale
> sono piattaforme private con prerogative statali, in cui si è sudditi,
> anziché cittadini, e in cui chiunque può vedersi privato, ad esempio,
> del diritto di parola o dell'identità digitale, in base a regole
> misteriose e sentenze inappellabili).
[...]
purtroppo la sensazione di essere trattati come sudditi anziché
cittadini è forte anche nella "cittadinanza analogica"... ma sorvoliamo
sulla stravaganza :-)
ritengo che "tecnicamente" la reductio sia più verso "clienti" che
"sudditi", cioè clienti di servizi digitali che per loro natura sono
regolati per mezzo di contratti, dove il "potere contrattuale" dei
clienti è rasente allo zero mentre i "fornitori" dei servizi si
permettono sostanzialmente di fare quello che vogliono, in perfetto
accordo coi governi nazionali di riferimento - USA nel 94,56% dei casi -
cui **sempre** devono rispondere... e qui il discorso si ricollega a
quello della "sudditanza analogica"
messe in questi termini, cioè di "contratto", le relazioni come possono
anche solo lontanamente essere concepite come "tra pari cittadini"?
aggià, dimenticavo però che secondo alcuni notevoli pensatori la società
addirittura *nasce* con un contratto sociale, perché l'uomo per sua
natura non sarebbe in grado vivere senza
la pagina di Wikipedia [1] scrive così:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Social contract arguments typically are that individuals have consented,
either explicitly or tacitly, to surrender some of their freedoms and
submit to the authority (of the ruler, or to the decision of a majority)
in exchange for protection of their remaining rights or maintenance of
the social order.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
se vale per i cittadini analogici a maggior ragione vale per i cittadini
cibernetici che a volte non hanno nemmeno gli strumenti per comprendere
il funzionamento del "dispositivo", figuramoci se possono
"contrattualizzarlo".
e se invece facessimo /semplicemente/ che il "dispositivo" lo costruiamo
tutti assieme in modo partecipativo e **di conseguenza** il contratto
che lo regola non servirebbe più, perché le regole del suo funzionamento
sono /embedded/ nel "dispositivo"?
non sarebbe fantastico se l'unico /dovere/ del "cittadino cibernetico"
fosse quello di contribuire secondo il proprio talento alla costruzione
del "dispositivo cibernetico"?
[...]
> Dovere o obbligo?
>
> Ad esempio il Codice dell'amministrazione digitale (CAD) è un corpus di
> disposizioni nato per stabilire il /diritto/ di cittadini e imprese a
> relazionarsi con la PA attraverso le tecnologie digitali. Il /dovere/ di
> dotarsi degli strumenti per consentire ai cittadini di esercitare questo
> diritto è in capo alle amministrazioni pubbliche.
credo che l'intento della domanda originale, almeno per come l'ho
interpretata io, fosse quello di indagare se e "dove" in giurisprudenza
viene sviluppato il discorso in merito ai doveri di cittadinanza
digitale (cittadinanza cibernetica), non tanto i doveri dei "funzionari
digitali" (Amministrazione pubblica, internet provider, piattaforme dei
servizi)
[...]
> Nel 2019 l’Università degli Studi di Milano, il CORECOM (Comitato
> regionale per le comunicazioni) della Lombardia e l’Ordine degli
> Avvocati di Milano hanno elaborato un decalogo per diffondere un uso
> responsabile delle tecnologie, non ho trovato il documento in rete ma
> qui [2] il prof. Ziccardi ne tratta i punti salienti.
[...]
> [2] https://www.scuoladifuturo.it/wp-content/uploads/2020/06/La-buona-battaglia…
non ho ancora letto tutto il documento che citi ma così come i doveri di
cittadinanza **non si limitano** a "comportarsi con correttezza"
(rispettare le regole?), la stessa cosa /dovrebbe/ valere anche nel caso
dei doveri di "cittadinanza cibernetica"
...altrimenti ci riduciamo a una sterile discussione sull'obbligatorio e
il proibito.
Saluti, 380°
[1] https://en.wikipedia.org/wiki/Social_contract
Social contract<https://en.wikipedia.org/wiki/Social_contract>
en.wikipedia.org
In moral and political philosophy, the social contract is a theory or model that originated during the Age of Enlightenment and usually, although not always...
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org<https://stallmansupport.org/>>.
Introduction | Stallman Support<https://stallmansupport.org/>
stallmansupport.org
False accusations were made against Richard Stallman in September 2019. They started a cascade of difamatory reactions that spread like wildfire, fueled by misquotes and misrepresentation of events in mainstream headlines, blogs, and social media that ultimately led to Stallman's resignation from his positions at Mit and the FSF
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Dec. 21, 2022
Re: [nexa] Carta di identità elettronica, il Governo vuole mettere fine al caos
by antonio@piumarossa.it
> Però da questo mettere tutto nel mucchio, infilandoci firma digitale
> CNS e PEC
> (la PEC ce l'aggiungo io) mi viene il dubbio che molti siano troppo
> giovani per ...
Ma magari :) Io 25 anni anni fa c'ero eccome [1] ...
Comunque, mi rendo conto di non essere stato sufficientemente chiaro.
Firma digitale, CNS, CIE (la prima versione), CRS li ho messe nel
mucchio, non come "servizi" ma come "tecnologia".
Tutte queste si basavano su una smartcard con chip.
Poi le cose in parte sono cambiate, i chip dentro gli stick USB per le
firme digitali hanno sicuramente semplificato il processo, ecc.
PEC e SPID sono servizi "software" che quindi non fanno parte del
mucchio.
Antonio
[1] https://opensignature.sourceforge.net/ è di vent'anni fa esatti (e
abbandonato da dieci)
Dec. 21, 2022
Re: [nexa] Carta di identità elettronica, il Governo vuole mettere fine al caos
by Marco A. Calamari
On mer, 2022-12-21 at 01:50 -0600, antonio(a)piumarossa.it wrote:
> Il 2022-12-20 02:18 Marco A. Calamari ha scritto:
> > c'è in atto una guerra di bande al livello governativo?
>
> Sì, è la versione 2.0 della battaglia dei primi anni Duemila, CIE contro
> CNS (ne abbiamo parlato in lista mesi fa), ora CIE contro SPID, la
> rivincita.
>
> > la duplichiamo con un accrocco come la CIE
>
> La CIE è un accrocco, come lo sono le firme digitali, la CNS, le CRS,
> ecc.
Beh, .... però ...
SPID e Firma digitale funzionano, quindi non sono più accrocchi.
La CIE digitale non funziona, praticamente non esiste come ecosistema software,
quindi non è nemmeno un accrocchio
Però da questo mettere tutto nel mucchio, infilandoci firma digitale CNS e PEC
(la PEC ce l'aggiungo io) mi viene il dubbio che molti siano troppo giovani per
ricordare il mondo (informatico) di 25 anni fa, quando dettano le soluzioni
che loro avrebbero adottato se ci fossero stati loro al timone.
Memoria storica; ce ne vuole sempre tanta.
Firma digitale e PEC sono storie di grandi successo, ed una parte della SPID,
con i suoi limiti, anche.
La CIE è sempre stata un tentativo di centralizzare anche quello che non deve
essere centralizzato.
Ed è un oggetto partito bene dal punto di vista della privacy, e poi in due
riprese divenuto
(in potenza) uno strumento di tecnoconotrollo, come scrivenvo qui, eoni fa
https://www.punto-informatico.it/cassandra-crossing-biometria-ideologia-inc…
Ma c'è ancora chi confonde i "rischi" della CIE con quelli dalla carta di
identità cartacea, e non
si preoccupa, od addiri considera una bella cosa centralizzare credenziali ed
identità , quindi
non vedo speranza ....
Scusate lo sfogo ...
Marco
> Ma perché lo sono?
> Perchè in Italia non si producono ccomputer e non si producono sistemi
> operativi per computer.
>
> Facciamo un passo indietro di 20/25 anni.
> Mettiamo che al posto di Bassanini e c., l'idea di una "identità
> digitale" basata su smart-card fosse venuta a qualcuno del governo
> americano.
> Questi avrebbe chiamato Bill Gates, i capi di Dell, Ibm, e altri
> costruttori di PC e gli avrebbe chiesto, a quest'ultimi, di inserire una
> "fessura" nei loro computer, dove inserire le smartcard, al primo di
> integrare "nativamente" nel sistema operativo funzionalità di gestione
> SEMPLICI della smart-card.
>
> Tutto ciò, ovviamente, non è successo e gli italiani hanno dovuto
> ingegnarsi e "accrocchiare" software, lettori di smartcard, spesso
> fallaci, per portare avanti questa bene/male detta "identità digitale".
>
> SPID ha "finalmente" tolto di mezzo i lettori di smartcard ma, almeno
> nei primi tempi, in cambio di una complessità ai limiti (parole di
> Fiorello di stamattina) di un consulto con uno psicologo.
>
> Ora che si fa? Niente.
> O ci teniamo lo SPID, o ci mettiamo a produrre computer e sistema
> operativi o si convincono i costruttori di pc ad inserirvi un bel
> lettore NFC Contactless. Le altre strade saranno sempre e comunque
> accrocchi.
>
> Antonio
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Dec. 21, 2022
Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale":
by antonio@piumarossa.it
> Dal che si potrebbe dedurre che i diritti funzionali al mantenimento
> della democrazia sono anche doveri: il popolo sovrano DEVE esercitare
> la propria sovranità.
> Se viola tale dovere, la pena è perderne il diritto.
Secondo la Costituzione i doveri sono:
1) doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale
2) dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria
scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o
spirituale della società
3) dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli
4) dovere civico di esercitare il voto
5) dovere di difendere la Patria
6) dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la
Costituzione e le leggi
Ora, se dovessimo togliere i diritti a tutti coloro che violano questi
doveri, non so quanti cittadini titolari di diritti rimarrebbero in
Italia.
E' vero, tu ti riferivi solo ai "diritti funzionali al mantenimento
della democrazia", ma è l'automatismo che tanto, giustamente, aborri, a
non essere valido.
La vita sociale di una comunità, piccola o grande, è complessa. I
rapporti tra persone, tra persone e istituzioni, tra persone e imprese,
sono complessi, ridurne la complessità con gli automatismi è sbagliato
perché va a scapito delle persone più deboli.
Fatta questa, anch'essa probabilmente inutile come hai detto della tua,
premessa, per il resto sono ovviamente con te, e lo sono da più di
vent'anni, da quando ho capito che il software, o è libero o, se
proprietario o anche aperto ma chiuso in un cloud o in un telefonino,
fonte di pericoli contro la democrazia.
Antonio
Dec. 21, 2022
Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale":
by 380°
Buongiorno Daniela,
grazie mille: credo che stiamo arrivando al nocciolo degli aspetti
tecnico-politici del discorso "diritti e doveri di cittadinanza
cibernetica"
Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it> writes:
[...]
> Tecnicamente siamo clienti, certo, ma il mio riferimento
> all'alternativa tra sudditi e cittadini
>
> presupponeva la tesi che siamo di fronte a soggetti privati che
> esercitano, di fatto, prerogative statali
credo che stiamo descrivendo il fenomeno da due prospettive differenti
ma "spazialmente" molto ravvicinate
per quello che ho capito della storia delle telecomunicazioni, fino a
Internet come lo conosciamo adesso, io ritengo che non siano soggetti
privati a esercitare di fatto prerogative statali ma siano gli stati (le
burocrazie che controllano "The Administrative State"), specialmente
alcuni stati che ere geopolitiche fa si sarebbero chiamati imperialisti,
a usare soggetti privati per esercitare prerogative para-statali
totalitarie che non potrebbero giustificare in altro modo senza perdere
quel poco di legittimità che ancora hanno gli stati moderni -
controllati dalla burocrazie - e che permette loro di tenere in piedi
tutta la baracca
...ormai il "giochino" è abbastanza chiaro IMHO, i Twitter Files sono
solo l'ultima delle prove (abbastanza) circostanziate che domostrano che
in realtà certe aziende eseguono ordini
[...]
> Se entro in Twitter, il consenso è estorto e il contratto è fittizio:
> entro di fatto in uno stato con le sue leggi e il suo potere
> giudiziario;
>
> non è uno spazio pubblico, una piazza digitale,
chiedo scusa se insito (lo farò finché credo sia necessario) ma il
problema è uno e uno solo: Internet fa schifo [1] e va rifatta (quasi)
da zero; con Internet intendo esattamente la rete di telecomunicazioni a
pacchetto, non tutti i servizi che funzionicchiano ora sulla base di
quella schifezza di rete
in poche parole, Internet è "solo" un pezzo dell'attuale dispositivo
amministrativo usato dalle burocrazie per controllare gli stati, un
pezzo del Leviathan insomma [2]
spesso ho l'impressione che molte riflessioni sulle "piattaforme", il
fediverso, la net neutrality e molti altri discorsi su come "regolare"
internet **da fuori** siano viziati dal fatto che sia dato per scontato
che Internet sia "dato": non è così
è Internet che deve essere rifatta, non "il Twitter" o "il Mastondon"
del momento
in questa lista l'ho già detto N volte, ma https://www.gnunet.org è la
cosa che meglio descrive ciò che è possibile; in GNUnet nessuna delle
storture a cui stiamo assistendo sarebbe possibile... perché non sarebbe
"amministrabile burocraticamente"
[...]
> Sul contratto sociale mi piacerebbe discutere, alla prima occasione:
> lo si può intendere in modi molto diversi.
sì è vero e io ho scelto quello a mio avviso peggiore, però anche gli
altri modi non mi sono mai piaciuti... ma questa rischierebbe di
diventare una discussione di filosofia politica (anzi fenomenologia
dello spirito); io sono discretamente ignorante in filosofia, leggerò
volentieri quello che scriverà
[...]
grazie mille per il confronto
buongiorno, 380°
[1] https://www.w3.org/2014/strint/papers/65.pdf
[2]
«Law and Leviathan: Redeeming the Administrative State»
CASS R. SUNSTEIN, ADRIAN VERMEULE, 2020
https://www.jstor.org/stable/j.ctv2jfvcb2
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Dec. 21, 2022
Re: [nexa] Carta di identità elettronica, il Governo vuole mettere fine al caos
by antonio@piumarossa.it
Il 2022-12-20 02:18 Marco A. Calamari ha scritto:
> c'è in atto una guerra di bande al livello governativo?
Sì, è la versione 2.0 della battaglia dei primi anni Duemila, CIE contro
CNS (ne abbiamo parlato in lista mesi fa), ora CIE contro SPID, la
rivincita.
> la duplichiamo con un accrocco come la CIE
La CIE è un accrocco, come lo sono le firme digitali, la CNS, le CRS,
ecc.
Ma perché lo sono?
Perchè in Italia non si producono ccomputer e non si producono sistemi
operativi per computer.
Facciamo un passo indietro di 20/25 anni.
Mettiamo che al posto di Bassanini e c., l'idea di una "identità
digitale" basata su smart-card fosse venuta a qualcuno del governo
americano.
Questi avrebbe chiamato Bill Gates, i capi di Dell, Ibm, e altri
costruttori di PC e gli avrebbe chiesto, a quest'ultimi, di inserire una
"fessura" nei loro computer, dove inserire le smartcard, al primo di
integrare "nativamente" nel sistema operativo funzionalità di gestione
SEMPLICI della smart-card.
Tutto ciò, ovviamente, non è successo e gli italiani hanno dovuto
ingegnarsi e "accrocchiare" software, lettori di smartcard, spesso
fallaci, per portare avanti questa bene/male detta "identità digitale".
SPID ha "finalmente" tolto di mezzo i lettori di smartcard ma, almeno
nei primi tempi, in cambio di una complessità ai limiti (parole di
Fiorello di stamattina) di un consulto con uno psicologo.
Ora che si fa? Niente.
O ci teniamo lo SPID, o ci mettiamo a produrre computer e sistema
operativi o si convincono i costruttori di pc ad inserirvi un bel
lettore NFC Contactless. Le altre strade saranno sempre e comunque
accrocchi.
Antonio
Dec. 21, 2022
Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale":
by Benedetto Ponti
Cara Daniela,
ai "Sovrani privati", cui alludi nel tuo messaggio, ho dedicato con
l'associazione che presiedo un seminario, lo scorso anno.
Ti segnalo i video degli interventi, tutti molto interessanti.
https://asimmetrie.org/eventi/sovrani-privati-poteri-e-legalita-nel-capital…
BP
Il 20/12/2022 22:01, Daniela Tafani ha scritto:
>
> Buonasera.
>
>
> Grazie delle osservazioni.
>
>
> Tecnicamente siamo clienti, certo, ma il mio riferimento
> all'alternativa tra sudditi e cittadini
>
> presupponeva la tesi che siamo di fronte a soggetti privati che
> esercitano, di fatto, prerogative statali
>
> (e di uno stato si è cittadini o sudditi, non clienti).
>
> Non a caso, alcuni paesi hanno nominato ambasciatori, anziché
> ministri, a parlare con i GAFAM
>
> https://www.vie-publique.fr/sites/default/files/2021-09/3303331601098_QI_10…
> <https://www.vie-publique.fr/sites/default/files/2021-09/3303331601098_QI_10…>
>
>
> Se entro in Twitter, il consenso è estorto e il contratto è fittizio:
> entro di fatto in uno stato con le sue leggi e il suo potere giudiziario;
>
> non è uno spazio pubblico, una piazza digitale,
>
> ma un luogo in cui la mia libertà di espressione è appesa al filo dei
> capricci di un singolo individuo,
>
> che emana leggi anche retroattive e talora non note nemmeno dopo la
> loro applicazione.
>
> Uno stato dispotico, dunque, di cui possiamo essere sudditi, ma non
> cittadini.
>
> In virtù della natura monopolistica, o quasi, di simili aziende,
>
> non le si può assimilare a singoli luoghi privati (quali un bar o un
> ristorante),
>
> dal quale io possa uscire per andare a chiacchierare altrove, con i
> miei amici.
>
> Anzitutto, perché mettersi d'accordo su dove andare non è semplice;
>
> in secondo luogo, perché non appena mettersi d'accordo sembri una
> strada percorribile,
>
> trattandosi solo di unirsi a un gruppo già migrato altrove (mastodon),
>
> il monopolista aggiunge un bel po' di filo spinato alla recinzione del
> giardino
>
> e mi vieta, a pena di varie sanzioni, anche solo di nominarlo,
> quell'altrove possibile.
>
>
> Chiarissimo come al solito, su questo, Cory Doctorow:
>
> https://pluralistic.net/2022/12/10/e2e/
> <https://pluralistic.net/2022/12/10/e2e/>
>
> https://pluralistic.net/2022/12/19/better-failure/
> <https://pluralistic.net/2022/12/19/better-failure/>
>
>
> Sul contratto sociale mi piacerebbe discutere, alla prima occasione:
> lo si può intendere in modi molto diversi.
>
>
> Sulla cittadinanza cibernetica provo a scrivere qualche considerazione
> in un prossimo messaggio, dopo aver riflettuto anche sulle
> osservazioni di Giacomo Tesio.
>
>
> Grazie molte, buona serata,
> Daniela
>
>
>
>
> ------------------------------------------------------------------------
> *Da:* 380° <g380(a)biscuolo.net>
> *Inviato:* lunedì 19 dicembre 2022 20:15
> *A:* Daniela Tafani; Antonio; nexa(a)server-nexa.polito.it
> *Oggetto:* Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi
> digitali per il decennio digitale":
> Buonasera,
>
> Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it> writes:
>
> [...]
>
> > (sorvolando sulla stravaganza della pretesa che una simile educazione
> > possa darsi,
> >
> > quando i luoghi in cui adempiere ai doveri della cittadinanza digitale
> > sono piattaforme private con prerogative statali, in cui si è sudditi,
> > anziché cittadini, e in cui chiunque può vedersi privato, ad esempio,
> > del diritto di parola o dell'identità digitale, in base a regole
> > misteriose e sentenze inappellabili).
>
> [...]
>
> purtroppo la sensazione di essere trattati come sudditi anziché
> cittadini è forte anche nella "cittadinanza analogica"... ma sorvoliamo
> sulla stravaganza :-)
>
> ritengo che "tecnicamente" la reductio sia più verso "clienti" che
> "sudditi", cioè clienti di servizi digitali che per loro natura sono
> regolati per mezzo di contratti, dove il "potere contrattuale" dei
> clienti è rasente allo zero mentre i "fornitori" dei servizi si
> permettono sostanzialmente di fare quello che vogliono, in perfetto
> accordo coi governi nazionali di riferimento - USA nel 94,56% dei casi -
> cui **sempre** devono rispondere... e qui il discorso si ricollega a
> quello della "sudditanza analogica"
>
> messe in questi termini, cioè di "contratto", le relazioni come possono
> anche solo lontanamente essere concepite come "tra pari cittadini"?
>
> aggià, dimenticavo però che secondo alcuni notevoli pensatori la società
> addirittura *nasce* con un contratto sociale, perché l'uomo per sua
> natura non sarebbe in grado vivere senza
>
> la pagina di Wikipedia [1] scrive così:
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> Social contract arguments typically are that individuals have consented,
> either explicitly or tacitly, to surrender some of their freedoms and
> submit to the authority (of the ruler, or to the decision of a majority)
> in exchange for protection of their remaining rights or maintenance of
> the social order.
>
> --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
>
> se vale per i cittadini analogici a maggior ragione vale per i cittadini
> cibernetici che a volte non hanno nemmeno gli strumenti per comprendere
> il funzionamento del "dispositivo", figuramoci se possono
> "contrattualizzarlo".
>
> e se invece facessimo /semplicemente/ che il "dispositivo" lo costruiamo
> tutti assieme in modo partecipativo e **di conseguenza** il contratto
> che lo regola non servirebbe più, perché le regole del suo funzionamento
> sono /embedded/ nel "dispositivo"?
>
> non sarebbe fantastico se l'unico /dovere/ del "cittadino cibernetico"
> fosse quello di contribuire secondo il proprio talento alla costruzione
> del "dispositivo cibernetico"?
>
> [...]
>
> > Dovere o obbligo?
> >
> > Ad esempio il Codice dell'amministrazione digitale (CAD) è un corpus di
> > disposizioni nato per stabilire il /diritto/ di cittadini e imprese a
> > relazionarsi con la PA attraverso le tecnologie digitali. Il /dovere/ di
> > dotarsi degli strumenti per consentire ai cittadini di esercitare questo
> > diritto è in capo alle amministrazioni pubbliche.
>
> credo che l'intento della domanda originale, almeno per come l'ho
> interpretata io, fosse quello di indagare se e "dove" in giurisprudenza
> viene sviluppato il discorso in merito ai doveri di cittadinanza
> digitale (cittadinanza cibernetica), non tanto i doveri dei "funzionari
> digitali" (Amministrazione pubblica, internet provider, piattaforme dei
> servizi)
>
> [...]
>
> > Nel 2019 l’Università degli Studi di Milano, il CORECOM (Comitato
> > regionale per le comunicazioni) della Lombardia e l’Ordine degli
> > Avvocati di Milano hanno elaborato un decalogo per diffondere un uso
> > responsabile delle tecnologie, non ho trovato il documento in rete ma
> > qui [2] il prof. Ziccardi ne tratta i punti salienti.
>
> [...]
>
> > [2]
> https://www.scuoladifuturo.it/wp-content/uploads/2020/06/La-buona-battaglia…
>
> non ho ancora letto tutto il documento che citi ma così come i doveri di
> cittadinanza **non si limitano** a "comportarsi con correttezza"
> (rispettare le regole?), la stessa cosa /dovrebbe/ valere anche nel caso
> dei doveri di "cittadinanza cibernetica"
>
> ...altrimenti ci riduciamo a una sterile discussione sull'obbligatorio e
> il proibito.
>
> Saluti, 380°
>
>
> [1] https://en.wikipedia.org/wiki/Social_contract
> Social contract <https://en.wikipedia.org/wiki/Social_contract>
> en.wikipedia.org
> In moral and political philosophy, the social contract is a theory or
> model that originated during the Age of Enlightenment and usually,
> although not always...
>
>
>
> --
> 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
>
> «Noi, incompetenti come siamo,
> non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
>
> Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
> but very few check the facts. Ask me about
> <https://stallmansupport.org>.
> Introduction | Stallman Support <https://stallmansupport.org/>
> stallmansupport.org
> False accusations were made against Richard Stallman in September
> 2019. They started a cascade of difamatory reactions that spread like
> wildfire, fueled by misquotes and misrepresentation of events in
> mainstream headlines, blogs, and social media that ultimately led to
> Stallman's resignation from his positions at Mit and the FSF
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Dec. 20, 2022
Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale":
by Daniela Tafani
Buonasera.
Grazie delle osservazioni.
Tecnicamente siamo clienti, certo, ma il mio riferimento all'alternativa tra sudditi e cittadini
presupponeva la tesi che siamo di fronte a soggetti privati che esercitano, di fatto, prerogative statali
(e di uno stato si è cittadini o sudditi, non clienti).
Non a caso, alcuni paesi hanno nominato ambasciatori, anziché ministri, a parlare con i GAFAM
https://www.vie-publique.fr/sites/default/files/2021-09/3303331601098_QI_10…
Se entro in Twitter, il consenso è estorto e il contratto è fittizio: entro di fatto in uno stato con le sue leggi e il suo potere giudiziario;
non è uno spazio pubblico, una piazza digitale,
ma un luogo in cui la mia libertà di espressione è appesa al filo dei capricci di un singolo individuo,
che emana leggi anche retroattive e talora non note nemmeno dopo la loro applicazione.
Uno stato dispotico, dunque, di cui possiamo essere sudditi, ma non cittadini.
In virtù della natura monopolistica, o quasi, di simili aziende,
non le si può assimilare a singoli luoghi privati (quali un bar o un ristorante),
dal quale io possa uscire per andare a chiacchierare altrove, con i miei amici.
Anzitutto, perché mettersi d'accordo su dove andare non è semplice;
in secondo luogo, perché non appena mettersi d'accordo sembri una strada percorribile,
trattandosi solo di unirsi a un gruppo già migrato altrove (mastodon),
il monopolista aggiunge un bel po' di filo spinato alla recinzione del giardino
e mi vieta, a pena di varie sanzioni, anche solo di nominarlo, quell'altrove possibile.
Chiarissimo come al solito, su questo, Cory Doctorow:
https://pluralistic.net/2022/12/10/e2e/
<https://pluralistic.net/2022/12/19/better-failure/>https://pluralistic.net/2022/12/19/better-failure/
Sul contratto sociale mi piacerebbe discutere, alla prima occasione: lo si può intendere in modi molto diversi.
Sulla cittadinanza cibernetica provo a scrivere qualche considerazione in un prossimo messaggio, dopo aver riflettuto anche sulle osservazioni di Giacomo Tesio.
Grazie molte, buona serata,
Daniela
________________________________
Da: 380° <g380(a)biscuolo.net>
Inviato: lunedì 19 dicembre 2022 20:15
A: Daniela Tafani; Antonio; nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale":
Buonasera,
Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it> writes:
[...]
> (sorvolando sulla stravaganza della pretesa che una simile educazione
> possa darsi,
>
> quando i luoghi in cui adempiere ai doveri della cittadinanza digitale
> sono piattaforme private con prerogative statali, in cui si è sudditi,
> anziché cittadini, e in cui chiunque può vedersi privato, ad esempio,
> del diritto di parola o dell'identità digitale, in base a regole
> misteriose e sentenze inappellabili).
[...]
purtroppo la sensazione di essere trattati come sudditi anziché
cittadini è forte anche nella "cittadinanza analogica"... ma sorvoliamo
sulla stravaganza :-)
ritengo che "tecnicamente" la reductio sia più verso "clienti" che
"sudditi", cioè clienti di servizi digitali che per loro natura sono
regolati per mezzo di contratti, dove il "potere contrattuale" dei
clienti è rasente allo zero mentre i "fornitori" dei servizi si
permettono sostanzialmente di fare quello che vogliono, in perfetto
accordo coi governi nazionali di riferimento - USA nel 94,56% dei casi -
cui **sempre** devono rispondere... e qui il discorso si ricollega a
quello della "sudditanza analogica"
messe in questi termini, cioè di "contratto", le relazioni come possono
anche solo lontanamente essere concepite come "tra pari cittadini"?
aggià, dimenticavo però che secondo alcuni notevoli pensatori la società
addirittura *nasce* con un contratto sociale, perché l'uomo per sua
natura non sarebbe in grado vivere senza
la pagina di Wikipedia [1] scrive così:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Social contract arguments typically are that individuals have consented,
either explicitly or tacitly, to surrender some of their freedoms and
submit to the authority (of the ruler, or to the decision of a majority)
in exchange for protection of their remaining rights or maintenance of
the social order.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
se vale per i cittadini analogici a maggior ragione vale per i cittadini
cibernetici che a volte non hanno nemmeno gli strumenti per comprendere
il funzionamento del "dispositivo", figuramoci se possono
"contrattualizzarlo".
e se invece facessimo /semplicemente/ che il "dispositivo" lo costruiamo
tutti assieme in modo partecipativo e **di conseguenza** il contratto
che lo regola non servirebbe più, perché le regole del suo funzionamento
sono /embedded/ nel "dispositivo"?
non sarebbe fantastico se l'unico /dovere/ del "cittadino cibernetico"
fosse quello di contribuire secondo il proprio talento alla costruzione
del "dispositivo cibernetico"?
[...]
> Dovere o obbligo?
>
> Ad esempio il Codice dell'amministrazione digitale (CAD) è un corpus di
> disposizioni nato per stabilire il /diritto/ di cittadini e imprese a
> relazionarsi con la PA attraverso le tecnologie digitali. Il /dovere/ di
> dotarsi degli strumenti per consentire ai cittadini di esercitare questo
> diritto è in capo alle amministrazioni pubbliche.
credo che l'intento della domanda originale, almeno per come l'ho
interpretata io, fosse quello di indagare se e "dove" in giurisprudenza
viene sviluppato il discorso in merito ai doveri di cittadinanza
digitale (cittadinanza cibernetica), non tanto i doveri dei "funzionari
digitali" (Amministrazione pubblica, internet provider, piattaforme dei
servizi)
[...]
> Nel 2019 l’Università degli Studi di Milano, il CORECOM (Comitato
> regionale per le comunicazioni) della Lombardia e l’Ordine degli
> Avvocati di Milano hanno elaborato un decalogo per diffondere un uso
> responsabile delle tecnologie, non ho trovato il documento in rete ma
> qui [2] il prof. Ziccardi ne tratta i punti salienti.
[...]
> [2] https://www.scuoladifuturo.it/wp-content/uploads/2020/06/La-buona-battaglia…
non ho ancora letto tutto il documento che citi ma così come i doveri di
cittadinanza **non si limitano** a "comportarsi con correttezza"
(rispettare le regole?), la stessa cosa /dovrebbe/ valere anche nel caso
dei doveri di "cittadinanza cibernetica"
...altrimenti ci riduciamo a una sterile discussione sull'obbligatorio e
il proibito.
Saluti, 380°
[1] https://en.wikipedia.org/wiki/Social_contract
Social contract<https://en.wikipedia.org/wiki/Social_contract>
en.wikipedia.org
In moral and political philosophy, the social contract is a theory or model that originated during the Age of Enlightenment and usually, although not always...
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Introduction | Stallman Support<https://stallmansupport.org/>
stallmansupport.org
False accusations were made against Richard Stallman in September 2019. They started a cascade of difamatory reactions that spread like wildfire, fueled by misquotes and misrepresentation of events in mainstream headlines, blogs, and social media that ultimately led to Stallman's resignation from his positions at Mit and the FSF
Dec. 20, 2022