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Hyperconnected Culture And Its Discontents
by Federico Guerrini
Carissimi,
volevo segnalarvi questo interessante pezzo su Noema.
In sintesi, il tema è come la sovrabbondanza di contenuti, lungi dal
"democratizzare" la scelta
rendendo gli utenti parte attiva di un processo di curatela, si sia
risolta di fatto più in un consumo passivoe in un "addestramento"
dell'utente da parte degli algoritmi.
"For most, the pleasures of digital cultural consumption are
uncoupled from the exertions of curatorship. Today’s digital
consumers are no longer being fed a limited diet of standardized
cultural products, but they are still being fed. Consumption may be
personalized, but it would be a stretch, in most cases, to call it
self-directed — and it is not necessarily more active than
pre-digital forms of “mass” cultural consumption. (...) Cultural
populists, to be sure, tell a different story about the
democratization of consumption. They are less concerned with
self-directed, active consumption than emancipating people from elite
cultural tutelage. If the TikTok algorithm delivers what people like
and want, that makes it democratic in their eyes. (...) Moreover, as
the critic Rob Horning has argued with respect to TikTok, algorithms
do not simply discern what we want and serve it to us; they train us
to want what they can serve us. Successful platforms do not just
discover what consumers want — they produce the consumers and the
forms of consumer desire that they need. "
https://www.noemamag.com/hyperconnected-culture-and-its-discontents/
KR
Fed.
----------
http://www.forbes.com/sites/federicoguerrini/
https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/our-research/newsroom-curators-a…
My latest book: Content Curation (Italian):
http://www.amazon.it/Content-Curation-Federico-Guerrini/dp/8820366126
Jan. 21, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by Alessandro Brolpito
>Tale software viene programmato (e spesso eseguito) tramite macchine
virtuali a loro
>volta programmate in un linguaggio di programmazione (tipicamente R o
Python)
>e dunque espresse in un diverso codice sorgente (questa volta
intellegibile).
E non solo...
Intelligenza artificiale, sfruttamento autentico. Africani per addestrare
ChatGpt, che ammette: "Bassi salari e condizioni inadeguate" - Il Fatto
Quotidiano
<https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/01/20/intelligenza-artificiale-sfrutt…>
Alessandro
On Sat, 21 Jan 2023 at 12:31, Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> wrote:
> Perdonami la noiosa pedanteria, Daniela ma anche parlare di risposte
> "corrette" non è... corretto.
>
> Propongo:
> ```
> ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del
> cui significato non sa nulla,
> in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei testi
> con cui è stato programmato.
>
> Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento
> comunicativo.
>
> ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma sequenze di
> parole che siano statisticamente simili alle risposte scelte dai
> programmatori.
> ```
>
> Qualcuno obietterà che i programnatori in questione (pomposamente definiti
> "data scientists" per promuovere un framework interpretativo
> deresponsabilizzante nei
> confronti delle aziende che li pagano) non "scelgono" i dati utilizzati
> durante la
> programmazione statistica ma al massimo li "selezionano" (da cui
> l'espressione "selection bias").
>
>
> Balle.
>
> Non c'è nulla di neutrale o scientifico nella scelta dei dati su cui
> basare un processo di
> programmazione statistica.
> Persino la scelta di sbattersene e prendere qualsiasi testo disponibile, è
> una scelta politica.
> La scelta di imporre meccanicamente il mantenimento dello status quo.
>
>
> Anzi, si tratta di una scelta molto più politica rispetto alla selezione
> di un linguaggio
> di programmazione per un processo di programmazione intellettuale.
>
> I linguaggi di programmazione turing complete sono intercambiabili: è
> sempre possibile
> (ancorché costoso) riscrivere un software in un altro linguaggio.
>
> Lo stesso non si può mai affermare con i software programmati
> statisticamente.
>
> La scelta dei dati da utilizzare è la modalità di questa forma di
> programmazione.
>
> I dati sono infatti il codice sorgente dei software programmati
> statisticamente
> (impropriamente detti "modelli AI").
>
> Tale software viene programmato (e spesso eseguito) tramite macchine
> virtuali a loro
> volta programmate in un linguaggio di programmazione (tipicamente R o
> Python)
> e dunque espresse in un diverso codice sorgente (questa volta
> intellegibile).
>
> Ma si tratta semplicemente di due codici sorgenti diversi che non vanno
> confusi:
>
> - quello della macchina virtuale programmabile statisticamente (scritto in
> Python o R o altro)
> ed eseguito su una architettura nota (x86_64, ARM, RISC, GPU etc...)
>
> - quello del software eseguibile da tale macchina virtuale, "scritto"
> tramite la scelta
> dei dataset di partenza e compilato attraverso il processo di
> programmazione statistica
> per l'architettura della macchina virtuale precedentemente programmata.
>
>
> Sempre programmazione è.
> Sempre opera dell'uomo che deve rispondere di ogni output prodotto.
>
>
>
> Giacomo
>
>
>
> Il 21 Gennaio 2023 10:38:44 CET, Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it>
> ha scritto:
>>
>> Scusate, anche "risposte" non è corretto, rispetto a ChatGPT:
>>
>>
>> ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del cui
>> significato non sa nulla,
>>
>> in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei testi
>> con cui è stato programmato.
>>
>> Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento
>> comunicativo.
>>
>> ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma *sequenze
>> di parole* che siano statisticamente simili alle risposte corrette.
>>
>> (le due righe sono citazioni a memoria da tweet di Emily Bender e Jon
>> Ayre)
>>
>>
>>
>> ------------------------------
>> *Da:* nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Daniela
>> Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it>
>> *Inviato:* sabato 21 gennaio 2023 10:31
>> *A:* Giacomo Tesio; maurizio lana
>> *Cc:* nexa(a)server-nexa.polito.it
>> *Oggetto:* Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
>>
>>
>> Grazie a entrambi della definizione.
>>
>> La utilizzerò senz'altro, aggiungendo una riga o due che sono scontate
>> solo per chi sappia di cosa si tratta
>> (le persone sono abituate a considerare affidabile, ad esempio,
>> un'operazione matematica svolta da una macchina,
>> sebbene questa non ne conosca il significato,
>> e un sistema probabilistico darà invece allegramente1 risultati corretti
>> e scorretti inestricabilmente combinati):
>>
>>
>> ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del cui
>> significato non sa nulla,
>>
>> in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei testi
>> con cui è stato programmato.
>>
>> Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento
>> comunicativo.
>>
>> ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma risposte
>> che siano statisticamente simili alle risposte corrette.
>>
>>
>> L'automazione del lavoro ha luogo comunque, semplicemente perché costa
>> meno, e dunque genera maggior profitto, non perché funzioni;
>> perciò, come prevede da tempo Frank Pasquale, avremo medici chatbot (e
>> abbiamo già psicoterapeuti chatbot, a pagamento),
>> a meno che non intervenga il diritto (e qui si spiega l'utilità di una
>> cattura culturale, con le narrazioni magiche, per tenere alla larga la
>> regolazione giuridica):
>>
>> <https://t.co/ESv9Z1IgKm
>> <https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20230121093109092287…>
>> >
>>
>> Buon fine settimana,
>> Daniela
>>
>>
>> 1 "Una locomotiva condurrà il treno attraverso un ponte levatoio aperto
>> tanto allegramente quanto verso qualsiasi altra destinazione." (William
>> James)
>>
>>
>>
>>
>> ------------------------------
>> *Da:* nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Giacomo
>> Tesio <giacomo(a)tesio.it>
>> *Inviato:* sabato 21 gennaio 2023 01:44
>> *A:* maurizio lana
>> *Cc:* nexa(a)server-nexa.polito.it
>> *Oggetto:* Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
>>
>> On Sat, 21 Jan 2023 01:34:31 +0100 Giacomo Tesio wrote:
>>
>> > > chatGPT produce testo 'finito' combinando chunks testuali del cui
>> > > significato non sa nulla, in modo statisticamente coerente con l'uso
>> > > di questi chunks nei testi da cui ha appreso.
>> >
>> > Credo che non avrei saputo dirlo meglio.
>>
>> Mi correggo: posso.
>>
>> ```
>> chatGPT produce testo 'finito' combinando chunks testuali del cui
>> significato non sa nulla, in modo statisticamente coerente con l'uso
>> di questi chunks nei testi con cui è stato programmato.
>> ```
>>
>> I software NON apprendono.
>>
>> La programmazione statistica NON è apprendimento.
>> L'apprendimento è una esperienza umana.
>>
>> Non va proiettata sulle macchine, pena l'alienazione cibernetica,
>> la riduzione ad ingranaggi nelle mani di chi controlla quelle macchine.
>>
>>
>> L'informazione è un esperienza soggettiva di pensiero comunicabile,
>> per cui il linguaggio utilizzato determina lo spazio delle
>> interpretazioni possibili della realtà per ciascuna mente umana.
>>
>> Per questo le parole sono importanti...
>>
>>
>> Giacomo
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>
>> https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20230121004423015739…
>>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
Jan. 21, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola (Maria Chiara Pievatolo)
by karlessi
> 2. Re: ChatGpt e la scuola (Maria Chiara Pievatolo)
>
>
> ----------------------------------------------------------------------
>
> On 21/01/23 01:34, Giacomo Tesio wrote:
>
>>
>> E' questo il futuro che Google auspica con Classroom nelle scuole.
>> Il futuro per cui lavora a tutti i livelli da anni.
>>
>
> Mi pare infatti che meriti ripetere che usare ChatGPT a scuola significa
> esporre docenti e studenti a una scatola nera occhiuta a proprietaria
> che certo trae vantaggio dall'uso dei loro dati, ma che con la libertà
> di un ambiente di apprendimento dovrebbe avere dalla manipolazione e
> dalla sorveglianza non ha proprio nulla a che vedere. E sì, sono cose
> che sa anche il gatto, ma dalla zelo con cui moltissimi fanno da cavie
> e da propagandisti all'esperimento aziendale in corso, su un prodotto
> finanziato da Microsoft, Peter Thiel, Elon Musk, sembra che le sappia
> *soltanto* il gatto.
>
> L'ultimo numero di Guerre di Rete (https://guerredirete.substack.com/)
> parla proprio dell'hype dell'AI e segnala fra l'altro (non so se sia già
> passato qui):
>
> https://irisvanrooijcogsci.com/2023/01/14/stop-feeding-the-hype-and-start-r…
>
> Aggiungo, in italiano, un piccolo commento precedente di .mau.
> https://xmau.com/wp/notiziole/2023/01/04/sfruttati-da-chatgpt/
>
> Felinamente,
> MCP
>
Grazie per la ripetizione. Mi pare che sia un aspetto estremamente
sottovalutato.
Aggiungo, al di là della sorveglianza e manipolazione, un elemento
sistemico. Avvalersi di strumenti proprietari e gestiti da
organizzazioni militaro-industriali globali (i datacenter dei GAFAM ecc.
sono protetti da ritrovati e procedure di livello militare, giova
ripetere) non è la stessa cosa rispetto ad avvalersi di sistemi F/LOSS
gestiti da organizzazioni differentemente organizzate, con obiettivi
politico-sociali diversi, scale diverse, ecc.
La metafora del cibo mi sembra adeguata. La filiera alimentare è sotto
pressione, non solo nella ricca Europa, per fornire alimenti
bio-equo-sostenibili-vegan a km 0 ecc. - è auspicabile che accada
qualcosa di analogo nel digitale. La varietà dei sistemi biotecnici è
l'unica garanzia ragionevole di evoluzione biotecnica non autoritaria e
non oppressiva, come accade in qualsiasi altro ambito (agricoltura,
tecniche costruttive adatte a diversi ecosistemi, lingue, ecc.).
Alleanze, collaborazioni e meticciati con gli esseri tecnici dovrebbero
essere guidate da una visione politica esplicita, che può essere di
qualsiasi orientamento, ma almeno che sia esplicita. Invece viene
presentata come una novità neutra, l'avvento di ChatGpt per esempio,
monopolizza la discussione in ambiti diversi (monopolio radicale,
avrebbe detto Illich), e tende a polarizzare posizioni "reazionarie" di
chi non vuole "innovazioni" tecniche e posizioni "progressiste" di chi
abbraccia queste "innovazioni" come occasioni irrinunciabili. Posizioni
diversamente deleterie.
però non c'è bisogno di sperimentare su di sé l'eroina per conoscerne
gli effetti. Un nuovo oppiaceo sintetico difficilmente si allontanerà
molto dai propri antenati. Quindi, non mi pare sia il caso di aiutare
qualche miliardario convinto di essere il salvatore del mondo nutrendo
le "sue" creazioni tecniche e giocando al suo gioco.
Il fatto è che non si può cambiare facilmente l'imprinting di un sistema
tecnico. Da chi e come è stato concepito, costruito (da dove vengono le
materie prime per farlo funzionare? Come è fatto il software? Quali
convinzioni stanno dietro le sue norme funzionali? ecc.) sono elementi
dell'imprinting tecnico che tende a determinarne l'evoluzione. Questa
dovrebbe essere una consapevolezza di base.
Se gli algoritmi di riconoscimento facciale generano output
classificabili come "razzisti" o "sessisti", non sarà facendo de-biasing
e nutrendoli con dati "migliori" (migliori per chi??? per una qualche
elite auto-nominata come consapevole e migliore del resto degli umani?)
che si risolverà la questione. il razzismo o il sessismo non sono bias:
sono ideologie più o meno esplicite che, al limite, sfruttano bias
cognitivi. Ma dal bias di gruppo al razzismo ce ne passano parecchie di
iterazioni perverse. Inoltre i bias cognitivi sono stati evoluti come
euristiche fondamentali e volerli eliminare sfiora il suprematismo.
vabbè mi sono perso, scusate,
grazie ancora per la ripetizione: le scatole nere create per
sorveglianza+manipolazione+profitto NON sono un buon viatico per
strutturare ambienti di apprendimento (se si vogliono liberi e
consapevoli).
Sono ottime per l'addestramento e l'omologazione, questo sì. A breve mi
aspetto versioni un po' gamificate, della dopamina in aggiunta renderà
la routine ancora più irrinunciabile.
buona giornata
k.
--
"tecnologie appropriate - https://alekos.net"
"pedagogia hacker - https://circex.org"
Jan. 21, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by Giacomo Tesio
Perdonami la noiosa pedanteria, Daniela ma anche parlare di risposte "corrette" non è... corretto.
Propongo:
```
ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del cui significato non sa nulla,
in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei testi con cui è stato programmato.
Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento comunicativo.
ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma sequenze di parole che siano statisticamente simili alle risposte scelte dai programmatori.
```
Qualcuno obietterà che i programnatori in questione (pomposamente definiti
"data scientists" per promuovere un framework interpretativo deresponsabilizzante nei
confronti delle aziende che li pagano) non "scelgono" i dati utilizzati durante la
programmazione statistica ma al massimo li "selezionano" (da cui l'espressione "selection bias").
Balle.
Non c'è nulla di neutrale o scientifico nella scelta dei dati su cui basare un processo di
programmazione statistica.
Persino la scelta di sbattersene e prendere qualsiasi testo disponibile, è una scelta politica.
La scelta di imporre meccanicamente il mantenimento dello status quo.
Anzi, si tratta di una scelta molto più politica rispetto alla selezione di un linguaggio
di programmazione per un processo di programmazione intellettuale.
I linguaggi di programmazione turing complete sono intercambiabili: è sempre possibile
(ancorché costoso) riscrivere un software in un altro linguaggio.
Lo stesso non si può mai affermare con i software programmati statisticamente.
La scelta dei dati da utilizzare è la modalità di questa forma di programmazione.
I dati sono infatti il codice sorgente dei software programmati statisticamente
(impropriamente detti "modelli AI").
Tale software viene programmato (e spesso eseguito) tramite macchine virtuali a loro
volta programmate in un linguaggio di programmazione (tipicamente R o Python)
e dunque espresse in un diverso codice sorgente (questa volta intellegibile).
Ma si tratta semplicemente di due codici sorgenti diversi che non vanno confusi:
- quello della macchina virtuale programmabile statisticamente (scritto in Python o R o altro)
ed eseguito su una architettura nota (x86_64, ARM, RISC, GPU etc...)
- quello del software eseguibile da tale macchina virtuale, "scritto" tramite la scelta
dei dataset di partenza e compilato attraverso il processo di programmazione statistica
per l'architettura della macchina virtuale precedentemente programmata.
Sempre programmazione è.
Sempre opera dell'uomo che deve rispondere di ogni output prodotto.
Giacomo
Il 21 Gennaio 2023 10:38:44 CET, Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it> ha scritto:
>Scusate, anche "risposte" non è corretto, rispetto a ChatGPT:
>
>
>ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del cui significato non sa nulla,
>
>in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei testi con cui è stato programmato.
>
>Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento comunicativo.
>
>ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma sequenze di parole che siano statisticamente simili alle risposte corrette.
>
>
>(le due righe sono citazioni a memoria da tweet di Emily Bender e Jon Ayre)
>
>
>________________________________
>Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it>
>Inviato: sabato 21 gennaio 2023 10:31
>A: Giacomo Tesio; maurizio lana
>Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
>Oggetto: Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
>
>
>Grazie a entrambi della definizione.
>
>La utilizzerò senz'altro, aggiungendo una riga o due che sono scontate solo per chi sappia di cosa si tratta
>(le persone sono abituate a considerare affidabile, ad esempio, un'operazione matematica svolta da una macchina,
>sebbene questa non ne conosca il significato,
>e un sistema probabilistico darà invece allegramente1 risultati corretti e scorretti inestricabilmente combinati):
>
>
>ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del cui significato non sa nulla,
>
>in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei testi con cui è stato programmato.
>
>Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento comunicativo.
>
>ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma risposte che siano statisticamente simili alle risposte corrette.
>
>
>L'automazione del lavoro ha luogo comunque, semplicemente perché costa meno, e dunque genera maggior profitto, non perché funzioni;
>perciò, come prevede da tempo Frank Pasquale, avremo medici chatbot (e abbiamo già psicoterapeuti chatbot, a pagamento),
>a meno che non intervenga il diritto (e qui si spiega l'utilità di una cattura culturale, con le narrazioni magiche, per tenere alla larga la regolazione giuridica):
>
><https://t.co/ESv9Z1IgKm<https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20230121093109092287…>>
>
>Buon fine settimana,
>Daniela
>
>
>1 "Una locomotiva condurrà il treno attraverso un ponte levatoio aperto
>tanto allegramente quanto verso qualsiasi altra destinazione." (William James)
>
>
>
>
>________________________________
>Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it>
>Inviato: sabato 21 gennaio 2023 01:44
>A: maurizio lana
>Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
>Oggetto: Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
>
>On Sat, 21 Jan 2023 01:34:31 +0100 Giacomo Tesio wrote:
>
>> > chatGPT produce testo 'finito' combinando chunks testuali del cui
>> > significato non sa nulla, in modo statisticamente coerente con l'uso
>> > di questi chunks nei testi da cui ha appreso.
>>
>> Credo che non avrei saputo dirlo meglio.
>
>Mi correggo: posso.
>
>```
>chatGPT produce testo 'finito' combinando chunks testuali del cui
>significato non sa nulla, in modo statisticamente coerente con l'uso
>di questi chunks nei testi con cui è stato programmato.
>```
>
>I software NON apprendono.
>
>La programmazione statistica NON è apprendimento.
>L'apprendimento è una esperienza umana.
>
>Non va proiettata sulle macchine, pena l'alienazione cibernetica,
>la riduzione ad ingranaggi nelle mani di chi controlla quelle macchine.
>
>
>L'informazione è un esperienza soggettiva di pensiero comunicabile,
>per cui il linguaggio utilizzato determina lo spazio delle
>interpretazioni possibili della realtà per ciascuna mente umana.
>
>Per questo le parole sono importanti...
>
>
>Giacomo
>_______________________________________________
>nexa mailing list
>nexa(a)server-nexa.polito.it
>https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20230121004423015739…
Jan. 21, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by Enrico Nardelli
Il significato di ogni sequenza di segni (e quindi l'informazione che essi portano) è sempre il risultato di una convenzione sociale, e questa è possibile solo in una comunità di persone.
Però, dal momento che gli esseri umani, per loro natura biologica, sono INTRINSECAMENTE delle "meaning seeking creatures" (secondo la definizione di Irvin Yalom https://www.goodreads.com/quotes/8768078-we-humans-appear-to-be-meaning-see… ), essi cadono invariabilmente nella trappola di vedere un significato là dove non ce n'è alcuno.
Questo è ciò che stiamo vedendo con ChatGPT. È una macchina, nient'altro che una macchina, ma le persone tendono a rivestirla di valore umano. Su questo inganno smisurati interessi commerciali e di potere fanno il resto (come diversi hanno già ricordato).
La rivoluzione industriale ci ha portato l'automazione del lavoro fisico. La rivoluzione informatica ci ha portato l'automazione del lavoro cognitivo (https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html)
Non se ne esce se non iniziamo ad insegnare informatica a scuola dalla prima elementare (come scrive Giacomo Tesio).
Non riusciremo a tenere la situazione sotto controllo se non la regolamentiamo col diritto (come scrive Daniela Tafani).
Ciao, Enrico
Il 21/01/2023 10:31, Daniela Tafani ha scritto:
>
> Grazie a entrambi della definizione.
>
> La utilizzerò senz'altro, aggiungendo una riga o due che sono scontate solo per chi sappia di cosa si tratta
> (le persone sono abituate a considerare affidabile, ad esempio, un'operazione matematica svolta da una macchina,
> sebbene questa non ne conosca il significato,
> e un sistema probabilistico darà invece allegramente^1 risultati corretti e scorretti inestricabilmente combinati):
>
>
> ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del cuisignificato non sa nulla,
>
> in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei testi con cui è stato programmato.
>
> Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento comunicativo.
>
> ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma risposte che siano statisticamente simili alle risposte corrette.
>
>
> L'automazione del lavoro ha luogo comunque, semplicemente perché costa meno, e dunque genera maggior profitto, non perché funzioni;
> perciò, come prevede da tempo Frank Pasquale, avremo medici chatbot (e abbiamo già psicoterapeuti chatbot, a pagamento),
> a meno che non intervenga il diritto (e qui si spiega l'utilità di una cattura culturale, con le narrazioni magiche, per tenere alla larga la regolazione giuridica):
>
> <https://t.co/ESv9Z1IgKm <https://t.co/ESv9Z1IgKm>>
>
> Buon fine settimana,
> Daniela
>
>
> ^1 "Una locomotiva condurrà il treno attraverso un ponte levatoio aperto
> tanto allegramente quanto verso qualsiasi altra destinazione." (William James)
>
>
>
>
> ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
> *Da:* nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it>
> *Inviato:* sabato 21 gennaio 2023 01:44
> *A:* maurizio lana
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> *Oggetto:* Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
> On Sat, 21 Jan 2023 01:34:31 +0100 Giacomo Tesio wrote:
>
> > > chatGPT produce testo 'finito' combinando chunks testuali del cui
> > > significato non sa nulla, in modo statisticamente coerente con l'uso
> > > di questi chunks nei testi da cui ha appreso.
> >
> > Credo che non avrei saputo dirlo meglio.
>
> Mi correggo: posso.
>
> ```
> chatGPT produce testo 'finito' combinando chunks testuali del cui
> significato non sa nulla, in modo statisticamente coerente con l'uso
> di questi chunks nei testi con cui è stato programmato.
> ```
>
> I software NON apprendono.
>
> La programmazione statistica NON è apprendimento.
> L'apprendimento è una esperienza umana.
>
> Non va proiettata sulle macchine, pena l'alienazione cibernetica,
> la riduzione ad ingranaggi nelle mani di chi controlla quelle macchine.
>
>
> L'informazione è un esperienza soggettiva di pensiero comunicabile,
> per cui il linguaggio utilizzato determina lo spazio delle
> interpretazioni possibili della realtà per ciascuna mente umana.
>
> Per questo le parole sono importanti...
>
>
> Giacomo
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Prof. Enrico Nardelli
Presidente di "Informatics Europe"
Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
blog: https://link-and-think.blogspot.it/
tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
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--
Jan. 21, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by Benedetto Ponti
Il 21/01/2023 10:31, Daniela Tafani ha scritto:
> L'automazione del lavoro ha luogo comunque, semplicemente perché costa
> meno, e dunque genera maggior profitto, non perché funzioni;
> perciò, come prevede da tempo Frank Pasquale, avremo medici chatbot (e
> abbiamo già psicoterapeuti chatbot, a pagamento),
> a meno che non intervenga il diritto (e qui si spiega l'utilità di
> una cattura culturale, con le narrazioni magiche, per tenere alla
> larga la regolazione giuridica)
Cara Daniela, ti sono grato per questa perfetta e dolorosa sintesi.
Benedetto Ponti
Il 21/01/2023 10:31, Daniela Tafani ha scritto:
>
> Grazie a entrambi della definizione.
>
> La utilizzerò senz'altro, aggiungendo una riga o due che sono scontate
> solo per chi sappia di cosa si tratta
> (le persone sono abituate a considerare affidabile, ad esempio,
> un'operazione matematica svolta da una macchina,
> sebbene questa non ne conosca il significato,
> e un sistema probabilistico darà invece allegramente^1 risultati
> corretti e scorretti inestricabilmente combinati):
>
>
> ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del
> cuisignificato non sa nulla,
>
> in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei
> testi con cui è stato programmato.
>
> Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento
> comunicativo.
>
> ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma risposte
> che siano statisticamente simili alle risposte corrette.
>
>
> L'automazione del lavoro ha luogo comunque, semplicemente perché costa
> meno, e dunque genera maggior profitto, non perché funzioni;
> perciò, come prevede da tempo Frank Pasquale, avremo medici chatbot (e
> abbiamo già psicoterapeuti chatbot, a pagamento),
> a meno che non intervenga il diritto (e qui si spiega l'utilità di
> una cattura culturale, con le narrazioni magiche, per tenere alla
> larga la regolazione giuridica):
>
> <https://t.co/ESv9Z1IgKm <https://t.co/ESv9Z1IgKm>>
>
> Buon fine settimana,
> Daniela
>
>
> ^1 "Una locomotiva condurrà il treno attraverso un ponte levatoio aperto
> tanto allegramente quanto verso qualsiasi altra destinazione."
> (William James)
>
>
>
>
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> *Oggetto:* Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
> On Sat, 21 Jan 2023 01:34:31 +0100 Giacomo Tesio wrote:
>
> > > chatGPT produce testo 'finito' combinando chunks testuali del cui
> > > significato non sa nulla, in modo statisticamente coerente con l'uso
> > > di questi chunks nei testi da cui ha appreso.
> >
> > Credo che non avrei saputo dirlo meglio.
>
> Mi correggo: posso.
>
> ```
> chatGPT produce testo 'finito' combinando chunks testuali del cui
> significato non sa nulla, in modo statisticamente coerente con l'uso
> di questi chunks nei testi con cui è stato programmato.
> ```
>
> I software NON apprendono.
>
> La programmazione statistica NON è apprendimento.
> L'apprendimento è una esperienza umana.
>
> Non va proiettata sulle macchine, pena l'alienazione cibernetica,
> la riduzione ad ingranaggi nelle mani di chi controlla quelle macchine.
>
>
> L'informazione è un esperienza soggettiva di pensiero comunicabile,
> per cui il linguaggio utilizzato determina lo spazio delle
> interpretazioni possibili della realtà per ciascuna mente umana.
>
> Per questo le parole sono importanti...
>
>
> Giacomo
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Jan. 21, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by Maria Chiara Pievatolo
On 21/01/23 01:34, Giacomo Tesio wrote:
>
> E' questo il futuro che Google auspica con Classroom nelle scuole.
> Il futuro per cui lavora a tutti i livelli da anni.
>
Mi pare infatti che meriti ripetere che usare ChatGPT a scuola significa
esporre docenti e studenti a una scatola nera occhiuta a proprietaria
che certo trae vantaggio dall'uso dei loro dati, ma che con la libertà
di un ambiente di apprendimento dovrebbe avere dalla manipolazione e
dalla sorveglianza non ha proprio nulla a che vedere. E sì, sono cose
che sa anche il gatto, ma dalla zelo con cui moltissimi fanno da cavie
e da propagandisti all'esperimento aziendale in corso, su un prodotto
finanziato da Microsoft, Peter Thiel, Elon Musk, sembra che le sappia
*soltanto* il gatto.
L'ultimo numero di Guerre di Rete (https://guerredirete.substack.com/)
parla proprio dell'hype dell'AI e segnala fra l'altro (non so se sia già
passato qui):
https://irisvanrooijcogsci.com/2023/01/14/stop-feeding-the-hype-and-start-r…
Aggiungo, in italiano, un piccolo commento precedente di .mau.
https://xmau.com/wp/notiziole/2023/01/04/sfruttati-da-chatgpt/
Felinamente,
MCP
Jan. 21, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by Alessandro Brolpito
Grazie Daniela,
Mi chiedo solo se il valore informativo non dipenda anche da chi legge e
che sia difficile affermare questo in assoluto, domanda "vera" per capire
meglio i limiti dell'AI...
Alessandro
On Sat, 21 Jan 2023 at 10:38, Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it>
wrote:
> Scusate, anche "risposte" non è corretto, rispetto a ChatGPT:
>
>
> ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del cui
> significato non sa nulla,
>
> in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei testi
> con cui è stato programmato.
>
> Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento
> comunicativo.
>
> ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma *sequenze di
> parole* che siano statisticamente simili alle risposte corrette.
>
> (le due righe sono citazioni a memoria da tweet di Emily Bender e Jon Ayre)
>
>
>
> ------------------------------
> *Da:* nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Daniela
> Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it>
> *Inviato:* sabato 21 gennaio 2023 10:31
> *A:* Giacomo Tesio; maurizio lana
> *Cc:* nexa(a)server-nexa.polito.it
> *Oggetto:* Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
>
>
> Grazie a entrambi della definizione.
>
> La utilizzerò senz'altro, aggiungendo una riga o due che sono scontate
> solo per chi sappia di cosa si tratta
> (le persone sono abituate a considerare affidabile, ad esempio,
> un'operazione matematica svolta da una macchina,
> sebbene questa non ne conosca il significato,
> e un sistema probabilistico darà invece allegramente1 risultati corretti
> e scorretti inestricabilmente combinati):
>
>
> ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del cui
> significato non sa nulla,
>
> in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei testi
> con cui è stato programmato.
>
> Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento
> comunicativo.
>
> ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma risposte che
> siano statisticamente simili alle risposte corrette.
>
>
> L'automazione del lavoro ha luogo comunque, semplicemente perché costa
> meno, e dunque genera maggior profitto, non perché funzioni;
> perciò, come prevede da tempo Frank Pasquale, avremo medici chatbot (e
> abbiamo già psicoterapeuti chatbot, a pagamento),
> a meno che non intervenga il diritto (e qui si spiega l'utilità di una
> cattura culturale, con le narrazioni magiche, per tenere alla larga la
> regolazione giuridica):
>
> <https://t.co/ESv9Z1IgKm
> <https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20230121093109092287…>
> >
>
> Buon fine settimana,
> Daniela
>
>
> 1 "Una locomotiva condurrà il treno attraverso un ponte levatoio aperto
> tanto allegramente quanto verso qualsiasi altra destinazione." (William
> James)
>
>
>
>
> ------------------------------
> *Da:* nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Giacomo
> Tesio <giacomo(a)tesio.it>
> *Inviato:* sabato 21 gennaio 2023 01:44
> *A:* maurizio lana
> *Cc:* nexa(a)server-nexa.polito.it
> *Oggetto:* Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
>
> On Sat, 21 Jan 2023 01:34:31 +0100 Giacomo Tesio wrote:
>
> > > chatGPT produce testo 'finito' combinando chunks testuali del cui
> > > significato non sa nulla, in modo statisticamente coerente con l'uso
> > > di questi chunks nei testi da cui ha appreso.
> >
> > Credo che non avrei saputo dirlo meglio.
>
> Mi correggo: posso.
>
> ```
> chatGPT produce testo 'finito' combinando chunks testuali del cui
> significato non sa nulla, in modo statisticamente coerente con l'uso
> di questi chunks nei testi con cui è stato programmato.
> ```
>
> I software NON apprendono.
>
> La programmazione statistica NON è apprendimento.
> L'apprendimento è una esperienza umana.
>
> Non va proiettata sulle macchine, pena l'alienazione cibernetica,
> la riduzione ad ingranaggi nelle mani di chi controlla quelle macchine.
>
>
> L'informazione è un esperienza soggettiva di pensiero comunicabile,
> per cui il linguaggio utilizzato determina lo spazio delle
> interpretazioni possibili della realtà per ciascuna mente umana.
>
> Per questo le parole sono importanti...
>
>
> Giacomo
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Jan. 21, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by Alessandro Brolpito
Buongiorno,
Premesso che concordo al 100% sulle definizioni che avete dato (io non
avrei saputo fare di meglio di sicuro).
Su questo l’articolo, con tutti i suoi limiti (in primis il titolo,
orribile!), chiarisce bene nella prefazione che *“ChatGPT ci dimostra che
l’IA è in grado di fornire indicazioni sulla base di una domanda,
restituendo un quadro coerente, ma è privo della capacità di
contestualizzazione quindi non ci fornisce un testo che apra prospettive
che non siano puramente descrittive. Questo sa farlo solo l’uomo, se
conosce la testologia semiotica”*
Ma propongo una cosa: proviamo a muovere la discussione da una sfida
“macchina vs uomo” a queste domanda: *può l’uso di tool come Chat Gbt
aiutare insegnanti e studenti ad avere un’esperienza di apprendimento
migliore (dinamiche, coinvolgimento ecc.) o migliorare i risultati di
apprendimento (ad es. pensiero critico) in classe (virtuale o reale o
ibrida che sia)?*
Penso che il lavoro dell’accademico Jànos S.Petöfi, citato nell’articolo,
offre degli spunti molto interessanti per rispondere a questa domanda.
Penso che un insegnante potrebbe applicare concetti quali “apprendimento
basato su domande e ricerca”, “attivazione degli studenti”, “aula
capovolta” ecc., attraverso l’uso di Chat Gbt, proprio per i LIMITI di
questo strumenti, che dovranno essere scovati dagli stessi studenti
attraverso *una esperienza soggettiva* diretta ed applicata, in un ambiente
competente garantito dalla scuola e dal loro insegnante che modera e fa
domande dirette agli studenti per far scoprire, da loro, i limiti oggettivi
delle risposte fornite.
Penso che sia utile spiegare cosa sia l’AI in modo semplice e chiaro,
usando le vs. parole.
Penso che una lezione preparata attorno all’uso di Chat Gbt richieda
insegnanti molto preparati sia in termini di competenze digitali e di
pedagogia (e ce ne sono).
E certamente non penso, anzi lo contesto con tutti i miei mezzi, ogni idea
di sostituire insegnati con questi tool, soprattutto nella fase iniziale
del percorso educativo.
Alessandro
On Sat, 21 Jan 2023 at 01:44, Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> wrote:
> On Sat, 21 Jan 2023 01:34:31 +0100 Giacomo Tesio wrote:
>
> > > chatGPT produce testo 'finito' combinando chunks testuali del cui
> > > significato non sa nulla, in modo statisticamente coerente con l'uso
> > > di questi chunks nei testi da cui ha appreso.
> >
> > Credo che non avrei saputo dirlo meglio.
>
> Mi correggo: posso.
>
> ```
> chatGPT produce testo 'finito' combinando chunks testuali del cui
> significato non sa nulla, in modo statisticamente coerente con l'uso
> di questi chunks nei testi con cui è stato programmato.
> ```
>
> I software NON apprendono.
>
> La programmazione statistica NON è apprendimento.
> L'apprendimento è una esperienza umana.
>
> Non va proiettata sulle macchine, pena l'alienazione cibernetica,
> la riduzione ad ingranaggi nelle mani di chi controlla quelle macchine.
>
>
> L'informazione è un esperienza soggettiva di pensiero comunicabile,
> per cui il linguaggio utilizzato determina lo spazio delle
> interpretazioni possibili della realtà per ciascuna mente umana.
>
> Per questo le parole sono importanti...
>
>
> Giacomo
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> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
Jan. 21, 2023
Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
by Daniela Tafani
Scusate, anche "risposte" non è corretto, rispetto a ChatGPT:
ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del cui significato non sa nulla,
in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei testi con cui è stato programmato.
Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento comunicativo.
ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma sequenze di parole che siano statisticamente simili alle risposte corrette.
(le due righe sono citazioni a memoria da tweet di Emily Bender e Jon Ayre)
________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it>
Inviato: sabato 21 gennaio 2023 10:31
A: Giacomo Tesio; maurizio lana
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
Grazie a entrambi della definizione.
La utilizzerò senz'altro, aggiungendo una riga o due che sono scontate solo per chi sappia di cosa si tratta
(le persone sono abituate a considerare affidabile, ad esempio, un'operazione matematica svolta da una macchina,
sebbene questa non ne conosca il significato,
e un sistema probabilistico darà invece allegramente1 risultati corretti e scorretti inestricabilmente combinati):
ChatGPT produce testo 'finito' combinando stringhe di testo del cui significato non sa nulla,
in modo statisticamente coerente con l'uso di queste stringhe nei testi con cui è stato programmato.
Il testo prodotto non ha perciò alcun valore informativo o intento comunicativo.
ChatGPT non è programmato per produrre risposte corrette, ma risposte che siano statisticamente simili alle risposte corrette.
L'automazione del lavoro ha luogo comunque, semplicemente perché costa meno, e dunque genera maggior profitto, non perché funzioni;
perciò, come prevede da tempo Frank Pasquale, avremo medici chatbot (e abbiamo già psicoterapeuti chatbot, a pagamento),
a meno che non intervenga il diritto (e qui si spiega l'utilità di una cattura culturale, con le narrazioni magiche, per tenere alla larga la regolazione giuridica):
<https://t.co/ESv9Z1IgKm<https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20230121093109092287…>>
Buon fine settimana,
Daniela
1 "Una locomotiva condurrà il treno attraverso un ponte levatoio aperto
tanto allegramente quanto verso qualsiasi altra destinazione." (William James)
________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it>
Inviato: sabato 21 gennaio 2023 01:44
A: maurizio lana
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] ChatGpt e la scuola
On Sat, 21 Jan 2023 01:34:31 +0100 Giacomo Tesio wrote:
> > chatGPT produce testo 'finito' combinando chunks testuali del cui
> > significato non sa nulla, in modo statisticamente coerente con l'uso
> > di questi chunks nei testi da cui ha appreso.
>
> Credo che non avrei saputo dirlo meglio.
Mi correggo: posso.
```
chatGPT produce testo 'finito' combinando chunks testuali del cui
significato non sa nulla, in modo statisticamente coerente con l'uso
di questi chunks nei testi con cui è stato programmato.
```
I software NON apprendono.
La programmazione statistica NON è apprendimento.
L'apprendimento è una esperienza umana.
Non va proiettata sulle macchine, pena l'alienazione cibernetica,
la riduzione ad ingranaggi nelle mani di chi controlla quelle macchine.
L'informazione è un esperienza soggettiva di pensiero comunicabile,
per cui il linguaggio utilizzato determina lo spazio delle
interpretazioni possibili della realtà per ciascuna mente umana.
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Jan. 21, 2023