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Re: [nexa] mail studenti UniMi outsourced a Microsoft
by Giacomo Tesio
Salve Juan Carlos,
On Fri, 27 Jan 2023 14:13:01 +0100 J.C. DE MARTIN wrote:
> Esatto: la soluzione deve essere istituzional-politica.
La Politica è una cosa da cittadini.
E' troppo importante per lasciarla alle istituzioni.
Almeno in una democrazia.
> Scaricare tutto sui singoli, ovvero, pretendere comportamenti più o
> meno eroici da parte dei singoli invocando principi, anche
> sacrosanti, non solo non è, a mio avviso, moralmente difendibile, ma
> non funzionerà _mai_.
Forse hai ragione.
D'altro canto, se nessuno si batte mai contro l'ingiustizia,
l'ingiusto vincerà sempre.
In Italia abbiamo milioni di vittime inconsapevoli di questa
ingiustizia, manipolate come burattini da aziende come Google o
Microsoft.
Abbiamo migliaia di "responsabili del trattamento" (DPO) che chiudono
tranquillamente DUE occhi sulla questione, facendo VERGOGNOSAMENTE finta
di niente ed aspettando che qualcun'altro gli tolga le castagne dal
fuoco.
Abbiamo migliaia di "titolari del trattamento" che si fidano ciecamente
del proprio DPO, o che sono ben contenti di scambiare i dati dei propri
studenti con servizi di cui dovrebbero assumersi la responsabilità.
Io spero che un giorno debbano risponderne PERSONALMENTE.
Farò sempre tutto il possibile perché ciò accada.
Soprattutto per chi, sapendo, ha continuato a danneggiare le vittime.
Nessuno può pretendere dal singolo di fare l'eroe o peggio di
strumentalizzare i propri figli, costringendoli a comportarsi da
eroi per una causa che difficilmente possono ancora comprendere.
Ma TUTTI possiamo pretendere DA NOI STESSI di batterci di fronte ad
un'ingiustizia di cui purtroppo siamo fra i pochi a comprendere la
gravità.
Quanto a me, io non ho accettato l'uso di Classroom nelle scuole delle
mie figlie. E questo comporta sì un continuo malumore da parte di
alcuni insegnanti, un malumore che PESA. Comporta ritardi, difficoltà.
A volte sembra che gli insegnanti non siano più capaci di usare i
costosissimi libri di testo che ci hanno fatto comprare.
Un Preside è arrivato a dirmi che IO impedisco a mia figlia un pieno
esercizio del diritto allo studio perché le impedisco di usare
Classroom.
Non preoccupatevi: è ancora vivo.
Eravamo al telefono. Purtroppo.
Ma non è "invocando principi" che rifiuto di essere complice nella
menomazione delle mie figlie, nella loro riduzione a burattini.
Non è per "fare l'eroe".
E' per proteggerle.
Purtroppo (o per fortuna?) ho una piena consapevolezza dei danni che
Google, Microsoft e compagnia producono a chi ne diventa un'appendice.
E non posso permettere che accada alle mie figlie.
Ad altri sta bene.
O magari non sanno bene cosa stanno facendo.
E magari te lo dicono anche che non sanno bene cosa stanno facendo.
E amen: ognuno cresce i propri figli come sa e come può.
Ma non è per stupido orgoglio o idealismo che rifiuto certi strumenti.
E' per consapevolezza.
Giacomo
Jan. 27, 2023
Re: [nexa] mail studenti UniMi outsourced a Microsoft
by Giacomo Tesio
Prof Trentini, Prof Trentini... chieda a me! questa la so! :-D
On Fri, 27 Jan 2023 14:36:13 +0100 Andrea Trentini wrote:
> On 27/01/2023 14:16, Maria Chiara Pievatolo wrote:
> > ...
> > I docenti universitari dovrebbero sistematicamente ricordare agli
> > studenti di quali abusi sono vittime, e usare e raccomandare,
> > quando è possibile, alternative, come hanno fatto alcuni di noi che
>
> è quello che faccio quando ne ho occasione, ma non credo basti
>
> si può fare una qualche segnalazione?
> (tipo al Garante, ma posso farlo io a nome di altri?)
Sì, puoi fare segnalazione al Garante di qualsiasi violazione del GDPR
di cui vieni a conoscenza (fermo restando che, segnalazioni palesemente
false sono probabilmente perseguibili).
Se vuoi una mano, non esitare a chiedere: ho una certa esperienza in
proposito:
- https://monitora-pa.it/2022/11/30/Segnalazione-al-Garante.pdf
- https://monitora-pa.it/2022/11/30/Allegato-Tecnico.pdf
- https://monitora-pa.it/2022/09/26/Segnalazione-al-Garante.pdf
- https://monitora-pa.it/2022/09/26/Allegato-Tecnico.pdf
- https://monitora-pa.it/2022/09/13/Segnalazione-al-Garante.pdf
- https://monitora-pa.it/2022/09/13/Allegato-Tecnico.pdf
- https://monitora-pa.it/2022/06/22/Segnalazione-al-Garante.pdf
- https://monitora-pa.it/2022/06/22/Allegato-Tecnico.pdf
(sicuramente ne manca qualcuna, ma sono un po' di corsa...)
Tieni presente che non devi necessariamente fornire gli estremi di
legge di ogni affermazione come abbiamo fatto noi con l'aiuto di
bravissimi avvocati specializzati in materia: segnalare un illecito
della PA è un diritto di ogni cittadino.
E' buona prassi comunque richiedere al Titolare del Trattamento
l'interruzione dell'illecito prima di effettuare la segnalazione.
Se il Titolare non risponde entro un tempo congruo (30 giorni?) o
se ti risponde che "Microsoft dice che andrà tutto bene", allora puoi
fare la segnalazione al Garante.
Inoltre viste le tue competenze e la tua autorevolezza, un allegato
tecnico sarebbe di sicura utilità per il Garante.
Non hai certo bisogno del mio aiuto, ma nel caso, sappi che sono felice
di fare il possibile.
Detto questo, poiché scrivi tu stesso da @unimi.it immagino tu abbia
modo di segnalare ad un qualche gruppo studentesco un po' battagliero
la possibilità di effettuare un RECLAMO, cosa che tu non puoi fare, per
la casella email, fintanto che anche la tua non viene spostata sul
cloud Microsoft.
Il reclamo infatto lo possono fare solo gli interessati, in quanto
vittime della violazione del GDPR per cui sporgono reclamo appunto.
Naturalmente, se non lo sei ancora per la Mail (dal MX record vedo
ancora un ip del GARR e dagli header SMTP dell'ultima mail che ho
ricevuto qualche mese fa da @unimi.it deduco che M$ non controlli
ancora il canale) lo potresti essere per altri servizi, come Teams
o OneDrive o SharePoint che UNIMI potrebbe aver sciaguratamente
affidato a Microsoft già in passato.
In tal caso, puoi sporgere reclamo come interessato, perché anche i
TUOI dati personali sono stati resi disponibili alla sorveglianza USA
dal Titolare del Trattamento.
Il modello di reclamo al garante lo trovi qui:
https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/4535524
Giacomo
Jan. 27, 2023
Re: [nexa] Blackout Libero Mail
by Antonio
> Mi scuso ancora per il fraintendimento.
Nessun problema, nelle mailing list capita.
Fermo restando che questa lista rappresenta un /unicum/ grazie anche alla
multidisciplinarità dei suoi iscritti rimane l'interrogativo su cosa
portare a conoscenza.
Le notizie riguardanti il digitale continuano ad affluire in quantità
sempre maggiore e
trattano spesso argomenti ampiamente dibattuti in lista.
Solo oggi su agendadigitale.eu ci sono articoli su chatgpt [1][2], cobot
[3],
parental control e censura [4], pericoli del digitale [5], libertà
d'espressione [6], ed altri.
A.
[1]
https://www.agendadigitale.eu/scuola-digitale/e-se-chatgpt-fosse-una-risors…
[2]
https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/chatgpt-linnovazione-corre-e…
[3]
https://www.agendadigitale.eu/industry-4-0/cobot-cosi-possono-aiutare-lo-sv…
[4]
https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/parental-control-gratis-per-tutti-g…
[5]
https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/difendersi-dai-pericoli-del-digital…
[6]
https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/pubblicita-politica-dalla-ue…
Jan. 27, 2023
Re: [nexa] mail studenti UniMi outsourced a Microsoft
by Antonio Vetro'
Nel mio specifico caso (non voglio generalizzare, anche se temo sia valido in più casi..),
a "decine o centinaia di genitori in ogni scuola” non gliene frega niente se la scuola utilizza i servizi di GAFAM.
A.
Il giorno 27 gen 2023, alle ore 15:07, graffio via nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it> ha scritto:
Concordo pienamente sul fatto che non possano essere scaricati sul singolo individuo questioni che sono sistemiche.
Lo penso anche quando ci si accanisce con coloro (pochi) che buttano spazzatura fuori dagli appositi spazi, o con coloro che usano l'automobile per andare al lavoro. E' evidente che, nel primo caso, la soluzione del problema è nell'organizzare una raccolta dei rifiuti efficiente ed ecologica e nella produzione di meno plastica, così come la riduzione delle emissioni di CO2 passa per dei trasporti pubblici (almeno) decenti.
Il ragionamento che facevo va inteso come forma di pressione affinché i DS (nel caso delle scuole) si rendano conto che ci sono persone che non accettano soluzioni fuorilegge. Peraltro il ragionamento sull'adozione di GSuite per la didattica non è solo relativa alla privacy, ma ha a che fare con il presente e il futuro della didattica tout court (come qualcun* ha fatto notare più volte in questa lista). Non mi dilungo su questo.
Si tratta di capire quali forme di pressione mettere in atto per far si che i decisori prendano le giuste decisioni :) . Per esempio, a mio avviso, Monitora-PA segue questa logica: fa pressione sui Dirigenti Scolastici affinché, non potendo risolvere il problema da soli/e, cerchino di indurre il Ministero dell'Istruzione e del Merito a cercare soluzioni adeguate.
Perciò in questo caso non si tratta di scaricare il problema sui singoli, anzi la questione è ribaltata: come fare in modo che le persone facciano pressione su chi è preposto a trovare soluzioni? E' evidente che il caso singolo non smuove nulla, ma cosa succederebbe se decine o centinaio di genitori in ogni scuola non accettassero di utilizzare i servizi di GAFAM?
m
p.s. naturalmente la mia azione è stata riportata in forma di proposta di riflessione al comitato genitori della scuola che per il momento non ha trovato il tempo di parlarne :/ .
----------------------------------------------------------------------
Message: 1
Date: Fri, 27 Jan 2023 14:13:01 +0100
From: "J.C. DE MARTIN" <demartin(a)polito.it>
To: nexa(a)server-nexa.polito.it
Subject: Re: [nexa] mail studenti UniMi outsourced a Microsoft
Message-ID: <954ce58e-e1de-7dd8-19d8-dbb0019b7b4b(a)polito.it>
Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed"
Esatto: la soluzione deve essere istituzional-politica.
Scaricare tutto sui singoli, ovvero, pretendere comportamenti più o meno
eroici da parte dei singoli invocando principi, anche sacrosanti, non
solo non è, a mio avviso, moralmente difendibile, ma non funzionerà _mai_.
jc
On 27/01/23 13:39, Antonio Vetro' wrote:
Condivido di aver fatto una cosa molto simile, da genitore, per uno
dei miei figli alla scuola materna (!!).
Nonostante tanta perseveranza e telefonate con il preside, non ha
portato risultati, e siamo stati anche oggetto di discriminazioni in
alcune circostanze
(es. l’anno scorso non abbiamo potuto svolgere i colloqui con gli
insegnanti, perché fruibili solo attraverso l’account google
dell’alunno, nemmeno per telefono!).
Non abbiamo ceduto e non lo faremo perché finché è la materna i danni
al bimbo sono davvero limitati.
Tuttavia, non mi sentirei di consigliare questa strada ad altri
genitori, soprattutto se meno addentro la questione,
che deve -a mio avviso- essere affrontata a livello politico, invece
di essere scaricata a livello individuale,
come tante altre cose (es. questione ambientale, ecc).
Un caro saluto,
Antonio
Il giorno 27 gen 2023, alle ore 13:28, graffio via nexa
<nexa(a)server-nexa.polito.it> ha scritto:
Ciao,
approfitto per riportare la mia esperienza di genitore di una
studentessa di un primo liceo scientifico di Roma.
Senza chiedere nessun consenso, un giorno mi è arrivata la seguente mail:
"Gentile Genitore.
le comunico che è stato creato l'account alla posta del Liceo Cavour
e ai servizi Gsuite per suo figlio/a.
Il nome utente è: nome.cognome.stud@
<mailto:nome.cognome.stud@liceocavour.edu.it>liceopincopallino
<mailto:angela.antonucci.stud@liceocavour.edu.it>.edu.it
<mailto:nome.cognome.stud@liceocavour.edu.it>
la password è così composta: sezioneliceopincopallinonumeroordineregistro
esempio mario.rossi.stud(a)liceopincopallino.edu.it
<mailto:angela.antonucci.stud@liceocavour.edu.it>
1Aliceopincopallino3
La password dovrà essere modificata al primo accesso.
Cordiali saluti"
Ho risposto chiedendo gentilmente di verificare se la piattaforma
utilizzata fosse a norma con le direttive europee in materia di
privacy, corredando la mail con una serie di riferimenti al GDPR,
alla Schrems II, al rapporto sulle violazioni della privacy di Human
Right Watch, etc.
In risposta alla mia mi è stata inviata l'informativa sulla privacy
di Google, che, secondo la responsabile, avrebbe potuto fugare i miei
dubbi. Nella stessa mail però, ed è questa la cosa importante, c'era
scritto anche:
"In ogni caso, se Lei ritenesse rischioso per sua figlia l'utilizzo
di questa piattaforma, può benissimo non dare il Suo consenso. I
docenti organizzeranno il proprio lavoro anche tenendo conto della
Sua scelta."
A seguito di questo scambio la responsabile ha scritto alla
coordinatrice di classe, con me in copia:
"ti informo che il genitore della studentessa XXXXXXXX non ha
acconsentito all'utilizzo della Gsuite per la propria figlia.
Ti chiedo la cortesia di informare i colleghi del Consiglio di Classe.
Se su Classroom dovessero essere assegnate attività o inseriti
documenti, vi chiedo la cortesia di farli avere all'alunna per le vie
brevi, ad esempio utilizzando delle fotocopie.
Tenete anche conto che la studentessa non è in possesso della mail
istituzionale."
Vi sembra una strada da proporre anche ad altrie che potrebbe
smuovere le acque?
buon tutto
--
Maurizio "Graffio"
Pillole di informazione digitale -https://pillole.graffio.org
"C.I.R.C.E. -https://circex.org"
AvANa -https://avana.forteprenestino.net/
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Message: 2
Date: Fri, 27 Jan 2023 14:16:32 +0100
From: Maria Chiara Pievatolo <mariachiara.pievatolo(a)unipi.it>
To: <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Subject: Re: [nexa] mail studenti UniMi outsourced a Microsoft
Message-ID: <007026a3-437a-11a1-7e08-20da560a4e49(a)unipi.it>
Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed"
On 27/01/23 11:47, Andrea Trentini wrote:
ma non basta, il grafo delle connessioni (metadati) sarebbe cmq
tracciato e...
... e con i "metadati", lo so, si uccide. Forse è proprio per questo che
non si consigliano neppure azioni di riduzione del danno, che potrebbero
indurre lo studente a sospettare che ci sia - eufemisticamente detto -
qualche problema. E se gli studenti agissero collettivamente, ed
eventualmente a livello nazionale e non locale, diverrebbe molto
difficile perpetuare l'illegalità.
I docenti universitari dovrebbero sistematicamente ricordare agli
studenti di quali abusi sono vittime, e usare e raccomandare, quando è
possibile, alternative, come hanno fatto alcuni di noi che hanno usato
il BBB del GARR invece che i servizi di Microsoft e Google raccomandati
dai loro atenei, senza nessuna reazione dell'amministrazione (che sa
benissimo che cosa succederebbe se la questione finisse davanti a un
giudice). Ma anche questa è solo un'azione di (limitatissima) riduzione
del danno. La soluzione dovrebbe essere istituzionale - ma le
istituzioni vanno in direzione contraria.
Un saluto,
MCP
--
Maurizio "Graffio"
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Jan. 27, 2023
Re: [nexa] mail studenti UniMi outsourced a Microsoft
by graffio
Concordo pienamente sul fatto che non possano essere scaricati sul
singolo individuo questioni che sono sistemiche.
Lo penso anche quando ci si accanisce con coloro (pochi) che buttano
spazzatura fuori dagli appositi spazi, o con coloro che usano
l'automobile per andare al lavoro. E' evidente che, nel primo caso, la
soluzione del problema è nell'organizzare una raccolta dei rifiuti
efficiente ed ecologica e nella produzione di meno plastica, così come
la riduzione delle emissioni di CO2 passa per dei trasporti pubblici
(almeno) decenti.
Il ragionamento che facevo va inteso come forma di pressione affinché i
DS (nel caso delle scuole) si rendano conto che ci sono persone che non
accettano soluzioni fuorilegge. Peraltro il ragionamento sull'adozione
di GSuite per la didattica non è solo relativa alla privacy, ma ha a che
fare con il presente e il futuro della didattica tout court (come
qualcun* ha fatto notare più volte in questa lista). Non mi dilungo su
questo.
Si tratta di capire quali forme di pressione mettere in atto per far si
che i decisori prendano le giuste decisioni :) . Per esempio, a mio
avviso, Monitora-PA segue questa logica: fa pressione sui Dirigenti
Scolastici affinché, non potendo risolvere il problema da soli/e,
cerchino di indurre il Ministero dell'Istruzione e del Merito a cercare
soluzioni adeguate.
Perciò in questo caso non si tratta di scaricare il problema sui
singoli, anzi la questione è ribaltata: come fare in modo che le persone
facciano pressione su chi è preposto a trovare soluzioni? E' evidente
che il caso singolo non smuove nulla, ma cosa succederebbe se decine o
centinaio di genitori in ogni scuola non accettassero di utilizzare i
servizi di GAFAM?
m
p.s. naturalmente la mia azione è stata riportata in forma di proposta
di riflessione al comitato genitori della scuola che per il momento non
ha trovato il tempo di parlarne :/ .
> ----------------------------------------------------------------------
>
> Message: 1
> Date: Fri, 27 Jan 2023 14:13:01 +0100
> From: "J.C. DE MARTIN" <demartin(a)polito.it>
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Subject: Re: [nexa] mail studenti UniMi outsourced a Microsoft
> Message-ID: <954ce58e-e1de-7dd8-19d8-dbb0019b7b4b(a)polito.it>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed"
>
> Esatto: la soluzione deve essere istituzional-politica.
>
> Scaricare tutto sui singoli, ovvero, pretendere comportamenti più o meno
> eroici da parte dei singoli invocando principi, anche sacrosanti, non
> solo non è, a mio avviso, moralmente difendibile, ma non funzionerà _mai_.
>
> jc
>
>
> On 27/01/23 13:39, Antonio Vetro' wrote:
>> Condivido di aver fatto una cosa molto simile, da genitore, per uno
>> dei miei figli alla scuola materna (!!).
>>
>> Nonostante tanta perseveranza e telefonate con il preside, non ha
>> portato risultati, e siamo stati anche oggetto di discriminazioni in
>> alcune circostanze
>> (es. l’anno scorso non abbiamo potuto svolgere i colloqui con gli
>> insegnanti, perché fruibili solo attraverso l’account google
>> dell’alunno, nemmeno per telefono!).
>>
>> Non abbiamo ceduto e non lo faremo perché finché è la materna i danni
>> al bimbo sono davvero limitati.
>>
>> Tuttavia, non mi sentirei di consigliare questa strada ad altri
>> genitori, soprattutto se meno addentro la questione,
>> che deve -a mio avviso- essere affrontata a livello politico, invece
>> di essere scaricata a livello individuale,
>> come tante altre cose (es. questione ambientale, ecc).
>>
>> Un caro saluto,
>> Antonio
>>
>>
>>> Il giorno 27 gen 2023, alle ore 13:28, graffio via nexa
>>> <nexa(a)server-nexa.polito.it> ha scritto:
>>>
>>> Ciao,
>>> approfitto per riportare la mia esperienza di genitore di una
>>> studentessa di un primo liceo scientifico di Roma.
>>>
>>> Senza chiedere nessun consenso, un giorno mi è arrivata la seguente mail:
>>>
>>> "Gentile Genitore.
>>> le comunico che è stato creato l'account alla posta del Liceo Cavour
>>> e ai servizi Gsuite per suo figlio/a.
>>> Il nome utente è: nome.cognome.stud@
>>> <mailto:nome.cognome.stud@liceocavour.edu.it>liceopincopallino
>>> <mailto:angela.antonucci.stud@liceocavour.edu.it>.edu.it
>>> <mailto:nome.cognome.stud@liceocavour.edu.it>
>>> la password è così composta: sezioneliceopincopallinonumeroordineregistro
>>>
>>> esempio mario.rossi.stud(a)liceopincopallino.edu.it
>>> <mailto:angela.antonucci.stud@liceocavour.edu.it>
>>> 1Aliceopincopallino3
>>>
>>> La password dovrà essere modificata al primo accesso.
>>> Cordiali saluti"
>>>
>>> Ho risposto chiedendo gentilmente di verificare se la piattaforma
>>> utilizzata fosse a norma con le direttive europee in materia di
>>> privacy, corredando la mail con una serie di riferimenti al GDPR,
>>> alla Schrems II, al rapporto sulle violazioni della privacy di Human
>>> Right Watch, etc.
>>>
>>> In risposta alla mia mi è stata inviata l'informativa sulla privacy
>>> di Google, che, secondo la responsabile, avrebbe potuto fugare i miei
>>> dubbi. Nella stessa mail però, ed è questa la cosa importante, c'era
>>> scritto anche:
>>> "In ogni caso, se Lei ritenesse rischioso per sua figlia l'utilizzo
>>> di questa piattaforma, può benissimo non dare il Suo consenso. I
>>> docenti organizzeranno il proprio lavoro anche tenendo conto della
>>> Sua scelta."
>>>
>>> A seguito di questo scambio la responsabile ha scritto alla
>>> coordinatrice di classe, con me in copia:
>>> "ti informo che il genitore della studentessa XXXXXXXX non ha
>>> acconsentito all'utilizzo della Gsuite per la propria figlia.
>>> Ti chiedo la cortesia di informare i colleghi del Consiglio di Classe.
>>> Se su Classroom dovessero essere assegnate attività o inseriti
>>> documenti, vi chiedo la cortesia di farli avere all'alunna per le vie
>>> brevi, ad esempio utilizzando delle fotocopie.
>>> Tenete anche conto che la studentessa non è in possesso della mail
>>> istituzionale."
>>>
>>> Vi sembra una strada da proporre anche ad altrie che potrebbe
>>> smuovere le acque?
>>>
>>> buon tutto
>>>
>>> --
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>>> Pillole di informazione digitale -https://pillole.graffio.org
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>>
>> _______________________________________________
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>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
Jan. 27, 2023
Re: [nexa] mail studenti UniMi outsourced a Microsoft
by Andrea Trentini
On 27/01/2023 14:16, Maria Chiara Pievatolo wrote:
> ...
> I docenti universitari dovrebbero sistematicamente ricordare agli studenti di quali abusi sono
> vittime, e usare e raccomandare, quando è possibile, alternative, come hanno fatto alcuni di noi che
è quello che faccio quando ne ho occasione, ma non credo basti
si può fare una qualche segnalazione?
(tipo al Garante, ma posso farlo io a nome di altri?)
--
Andrea Trentini ⠠⠵
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Dip.to di Informatica
Università degli Studi di Milano
Jan. 27, 2023
Re: [nexa] mail studenti UniMi outsourced a Microsoft
by Maria Chiara Pievatolo
On 27/01/23 11:47, Andrea Trentini wrote:
> ma non basta, il grafo delle connessioni (metadati) sarebbe cmq
> tracciato e...
... e con i "metadati", lo so, si uccide. Forse è proprio per questo che
non si consigliano neppure azioni di riduzione del danno, che potrebbero
indurre lo studente a sospettare che ci sia - eufemisticamente detto -
qualche problema. E se gli studenti agissero collettivamente, ed
eventualmente a livello nazionale e non locale, diverrebbe molto
difficile perpetuare l'illegalità.
I docenti universitari dovrebbero sistematicamente ricordare agli
studenti di quali abusi sono vittime, e usare e raccomandare, quando è
possibile, alternative, come hanno fatto alcuni di noi che hanno usato
il BBB del GARR invece che i servizi di Microsoft e Google raccomandati
dai loro atenei, senza nessuna reazione dell'amministrazione (che sa
benissimo che cosa succederebbe se la questione finisse davanti a un
giudice). Ma anche questa è solo un'azione di (limitatissima) riduzione
del danno. La soluzione dovrebbe essere istituzionale - ma le
istituzioni vanno in direzione contraria.
Un saluto,
MCP
Jan. 27, 2023
Re: [nexa] mail studenti UniMi outsourced a Microsoft
by J.C. DE MARTIN
Esatto: la soluzione deve essere istituzional-politica.
Scaricare tutto sui singoli, ovvero, pretendere comportamenti più o meno
eroici da parte dei singoli invocando principi, anche sacrosanti, non
solo non è, a mio avviso, moralmente difendibile, ma non funzionerà _mai_.
jc
On 27/01/23 13:39, Antonio Vetro' wrote:
> Condivido di aver fatto una cosa molto simile, da genitore, per uno
> dei miei figli alla scuola materna (!!).
>
> Nonostante tanta perseveranza e telefonate con il preside, non ha
> portato risultati, e siamo stati anche oggetto di discriminazioni in
> alcune circostanze
> (es. l’anno scorso non abbiamo potuto svolgere i colloqui con gli
> insegnanti, perché fruibili solo attraverso l’account google
> dell’alunno, nemmeno per telefono!).
>
> Non abbiamo ceduto e non lo faremo perché finché è la materna i danni
> al bimbo sono davvero limitati.
>
> Tuttavia, non mi sentirei di consigliare questa strada ad altri
> genitori, soprattutto se meno addentro la questione,
> che deve -a mio avviso- essere affrontata a livello politico, invece
> di essere scaricata a livello individuale,
> come tante altre cose (es. questione ambientale, ecc).
>
> Un caro saluto,
> Antonio
>
>
>> Il giorno 27 gen 2023, alle ore 13:28, graffio via nexa
>> <nexa(a)server-nexa.polito.it> ha scritto:
>>
>> Ciao,
>> approfitto per riportare la mia esperienza di genitore di una
>> studentessa di un primo liceo scientifico di Roma.
>>
>> Senza chiedere nessun consenso, un giorno mi è arrivata la seguente mail:
>>
>> "Gentile Genitore.
>> le comunico che è stato creato l'account alla posta del Liceo Cavour
>> e ai servizi Gsuite per suo figlio/a.
>> Il nome utente è: nome.cognome.stud@
>> <mailto:nome.cognome.stud@liceocavour.edu.it>liceopincopallino
>> <mailto:angela.antonucci.stud@liceocavour.edu.it>.edu.it
>> <mailto:nome.cognome.stud@liceocavour.edu.it>
>> la password è così composta: sezioneliceopincopallinonumeroordineregistro
>>
>> esempio mario.rossi.stud(a)liceopincopallino.edu.it
>> <mailto:angela.antonucci.stud@liceocavour.edu.it>
>> 1Aliceopincopallino3
>>
>> La password dovrà essere modificata al primo accesso.
>> Cordiali saluti"
>>
>> Ho risposto chiedendo gentilmente di verificare se la piattaforma
>> utilizzata fosse a norma con le direttive europee in materia di
>> privacy, corredando la mail con una serie di riferimenti al GDPR,
>> alla Schrems II, al rapporto sulle violazioni della privacy di Human
>> Right Watch, etc.
>>
>> In risposta alla mia mi è stata inviata l'informativa sulla privacy
>> di Google, che, secondo la responsabile, avrebbe potuto fugare i miei
>> dubbi. Nella stessa mail però, ed è questa la cosa importante, c'era
>> scritto anche:
>> "In ogni caso, se Lei ritenesse rischioso per sua figlia l'utilizzo
>> di questa piattaforma, può benissimo non dare il Suo consenso. I
>> docenti organizzeranno il proprio lavoro anche tenendo conto della
>> Sua scelta."
>>
>> A seguito di questo scambio la responsabile ha scritto alla
>> coordinatrice di classe, con me in copia:
>> "ti informo che il genitore della studentessa XXXXXXXX non ha
>> acconsentito all'utilizzo della Gsuite per la propria figlia.
>> Ti chiedo la cortesia di informare i colleghi del Consiglio di Classe.
>> Se su Classroom dovessero essere assegnate attività o inseriti
>> documenti, vi chiedo la cortesia di farli avere all'alunna per le vie
>> brevi, ad esempio utilizzando delle fotocopie.
>> Tenete anche conto che la studentessa non è in possesso della mail
>> istituzionale."
>>
>> Vi sembra una strada da proporre anche ad altrie che potrebbe
>> smuovere le acque?
>>
>> buon tutto
>>
>> --
>> Maurizio "Graffio"
>> Pillole di informazione digitale -https://pillole.graffio.org
>> "C.I.R.C.E. -https://circex.org"
>> AvANa -https://avana.forteprenestino.net/
>> Lynx -https://www.lynxlab.com
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Jan. 27, 2023
Re: [nexa] mail studenti UniMi outsourced a Microsoft
by Antonio Vetro'
Condivido di aver fatto una cosa molto simile, da genitore, per uno dei miei figli alla scuola materna (!!).
Nonostante tanta perseveranza e telefonate con il preside, non ha portato risultati, e siamo stati anche oggetto di discriminazioni in alcune circostanze
(es. l’anno scorso non abbiamo potuto svolgere i colloqui con gli insegnanti, perché fruibili solo attraverso l’account google dell’alunno, nemmeno per telefono!).
Non abbiamo ceduto e non lo faremo perché finché è la materna i danni al bimbo sono davvero limitati.
Tuttavia, non mi sentirei di consigliare questa strada ad altri genitori, soprattutto se meno addentro la questione,
che deve -a mio avviso- essere affrontata a livello politico, invece di essere scaricata a livello individuale,
come tante altre cose (es. questione ambientale, ecc).
Un caro saluto,
Antonio
Il giorno 27 gen 2023, alle ore 13:28, graffio via nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it> ha scritto:
Ciao,
approfitto per riportare la mia esperienza di genitore di una studentessa di un primo liceo scientifico di Roma.
Senza chiedere nessun consenso, un giorno mi è arrivata la seguente mail:
"Gentile Genitore.
le comunico che è stato creato l'account alla posta del Liceo Cavour e ai servizi Gsuite per suo figlio/a.
Il nome utente è: nome.cognome.stud@<mailto:nome.cognome.stud@liceocavour.edu.it>liceopincopallino<mailto:angela.antonucci.stud@liceocavour.edu.it>.edu.it<mailto:nome.cognome.stud@liceocavour.edu.it>
la password è così composta: sezioneliceopincopallinonumeroordineregistro
esempio mario.rossi.stud(a)liceopincopallino.edu.it<mailto:angela.antonucci.stud@liceocavour.edu.it>
1Aliceopincopallino3
La password dovrà essere modificata al primo accesso.
Cordiali saluti"
Ho risposto chiedendo gentilmente di verificare se la piattaforma utilizzata fosse a norma con le direttive europee in materia di privacy, corredando la mail con una serie di riferimenti al GDPR, alla Schrems II, al rapporto sulle violazioni della privacy di Human Right Watch, etc.
In risposta alla mia mi è stata inviata l'informativa sulla privacy di Google, che, secondo la responsabile, avrebbe potuto fugare i miei dubbi. Nella stessa mail però, ed è questa la cosa importante, c'era scritto anche:
"In ogni caso, se Lei ritenesse rischioso per sua figlia l'utilizzo di questa piattaforma, può benissimo non dare il Suo consenso. I docenti organizzeranno il proprio lavoro anche tenendo conto della Sua scelta."
A seguito di questo scambio la responsabile ha scritto alla coordinatrice di classe, con me in copia:
"ti informo che il genitore della studentessa XXXXXXXX non ha acconsentito all'utilizzo della Gsuite per la propria figlia.
Ti chiedo la cortesia di informare i colleghi del Consiglio di Classe.
Se su Classroom dovessero essere assegnate attività o inseriti documenti, vi chiedo la cortesia di farli avere all'alunna per le vie brevi, ad esempio utilizzando delle fotocopie.
Tenete anche conto che la studentessa non è in possesso della mail istituzionale."
Vi sembra una strada da proporre anche ad altrie che potrebbe smuovere le acque?
buon tutto
--
Maurizio "Graffio"
Pillole di informazione digitale - https://pillole.graffio.org<https://pillole.graffio.org/>
"C.I.R.C.E. - https://circex.org<https://circex.org/>"
AvANa - https://avana.forteprenestino.net/
Lynx - https://www.lynxlab.com<https://www.lynxlab.com/>
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Jan. 27, 2023
Re: [nexa] mail studenti UniMi outsourced a Microsoft
by Damiano Verzulli
Il 27/01/23 13:28, graffio via nexa ha scritto:
> Ciao,
> approfitto per riportare la mia esperienza di genitore di una
> studentessa di un primo liceo scientifico di Roma.
> [...]
>
> Vi sembra una strada da proporre anche ad altrie che potrebbe smuovere
> le acque?
Personalmente, quando mi sono trovato a dover "scegliere" cosa fare
(...dell'interazione fra i miei figli e Google, imposta dalla scuola),
mio malgrado ho scelto di "soccombere".
Avrei potuto fare quello che hai fatto... ma ho ritenuto che il
"rischio" che la cosa si potesse ripercuotere negativamente sui miei
figli fosse _MAGGIORE_ del beneficio che (forse) avrei potuto generare
(l'idea di immaginare un figlio che viene additato dai colleghi o
--peggio-- dagil studenti come una sorta di zimbello figlio di un
padre/famiglia piena di paranoici della privacy.... non mi entusiasmava).
Di fatto, ho scelto di ragionare con loro (i miei figli, a casa), a
parlare di un po' di cose... a partire dal mio cellulare con sopra
LineageOS e senza i google services.
Ora i miei figli hanno un account GSUITE imposto dalla scuola... ma
sanno cosa vuol dire.
Credo che questo tema specifico impatti N ambiti, ognuno dei quali
richiederebbe enciclopedie per essere trattato a dovere.
La buona notizia... è che qui (su questa lista) se ne puo' parlare :-)
Bye,
DV
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano(a)verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Jan. 27, 2023