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Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy (Marco A. Calamari)
by Maria Chiara Pievatolo
On 05/04/23 14:24, karlessi wrote:
> non mi risulta di aver scritto qualcosa del genere. ad ogni modo, no. un
> sillogismo del genere non lo sottoscriverei. Non tutti i padroni sono
> cattivi. alcuni sono semplicemente padroni. non tutte le tecnologie
> hanno un padrone: il software libero, per esempio, non ne ha. Se ne ha,
> non è più libero. Non tutte le tecnologie sono cattive: alcune sono
> semplicemente inutili sprechi di risorse, altre sono nocive (iatrogene,
> per esempio, avrebbe detto Illich); alcune sono pensate, modificate,
> messe a punto ed evolute per sostenere la convivialità, il benessere
> personale e collettivo.
Anche questo è un dibattito che è già avvenuto. È vero: il problema non
è se i padroni siano buoni o cattivi, ma il fatto che siano padroni e il
grado di dipendenza degli altri dalla loro benevolenza, cioè dal loro
*eventuale* buon cuore.
Non occorre essere socialisti per temere questa dipendenza. Ecco che
cosa diceva il citatissimo teorico liberale senza neo Adam Smith. In un
mercato non monopolistico
(https://globalreports.columbia.edu/books/the-curse-of-bigness/)
It is not from the benevolence of the butcher, the brewer, or the baker,
that we expect our dinner, but from their regard to their own interest.
We address ourselves, not to their humanity but to their self-love, and
never talk to them of our own necessities but of their advantages.
***Nobody but a beggar chuses to depend chiefly upon the benevolence of
his fellow-citizens.***
[https://www.marxists.org/reference/archive/smith-adam/works/wealth-of-natio…
fine secondo capoverso]
Quando dobbiamo preoccuparci della qualità etica del birraio,
probabilmente è perché siamo in una situazione in cui non abbiamo
fornitori alternativi se è tossica la birra che ci mesce e, come
mendicanti, dobbiamo appellarci al suo buon cuore - così come quando
dobbiamo preoccuparci della bontà o cattiveria di chi ci governa, è
perché viviamo in un sistema dispotico in cui il potere politico si
sottrae ai limiti del diritto. (*)
Queste cose si scrivevano nel XVIII secolo, alla vigilia e nel corso
della Rivoluzione francese.
Un saluto,
MCP
(*) Lo suggeriva Kant in una nota alla Pace perpetua
(https://btfp.sp.unipi.it/dida/kant_7/ar01s10.xhtml#ftn.dupan)
riferendosi a Marco Aurelio e Commodo, ma avendo probabilmente in mente
monarchi assoluti prussiani di cui si trovava ad essere suddito.
April 5, 2023
Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy (Marco A. Calamari)
by karlessi
Il 05/04/23 10:33, nexa-request(a)server-nexa.polito.it ha scritto:
> Send nexa mailing list submissions to
>
> Message: 1
> Date: Wed, 5 Apr 2023 06:58:04 +0200
> From: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
> To: Nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
>
> Aveva proprio ragione quel filosofo viennese che diceva che i problemi
> filosofici sono problemi linguistici, e in particolare perché il linguaggio
> suggestiona, come la musica.
>
> Tutte le tecnologie hanno un padrone, tutti i padroni sono cattivi, quindi
> tutte le tecnologie sono cattive, no?
Buongiorno,
quel filosofo aveva senz'altro ragione nel ristretto mondo dei suoi
problemi filosofici, che non sono TUTTI i problemi filosofici.
ad esempio il problema filosofico di chi debba (ammesso che debba...)
governare e in che modo non è un problema linguistico. così come il
problema filosofico di chi abbia il diritto o meno di far qualcosa: non
è un problema linguistico. IMHO.
non mi risulta di aver scritto qualcosa del genere. ad ogni modo, no. un
sillogismo del genere non lo sottoscriverei. Non tutti i padroni sono
cattivi. alcuni sono semplicemente padroni. non tutte le tecnologie
hanno un padrone: il software libero, per esempio, non ne ha. Se ne ha,
non è più libero. Non tutte le tecnologie sono cattive: alcune sono
semplicemente inutili sprechi di risorse, altre sono nocive (iatrogene,
per esempio, avrebbe detto Illich); alcune sono pensate, modificate,
messe a punto ed evolute per sostenere la convivialità, il benessere
personale e collettivo.
insomma direi che la questione è un attimo più complessa, e non mi pare
saggio ricorrere ai sillogismi. no, nemmeno alla filosofia analitica, ce
n'è fin troppa in giro fatta maluccio e, appunto, il mondo non si
risolve tutto in giochi linguistici. opinione mia, s'intende. talmente
minoritaria che trovo curiosa la reazione, il mondo va in tutt'altra
direzione mi pare.
Quello che ho cercato di sottolineare è che queste tecnologie non solo
non sono affatto neutre (Latour ecc ecc ecc ecc), ma incarnano e
promuovono delle ideologie. il fatto di non dichiararlo e di far finta
che no, non sono mosse ideologicamente fondate, rende, questo sì, il
"dibattito" grottescamente orientato. dalla parte della *tecnocrazia*,
che è l'ideologia dominante (sempre opinione mia) di questi attori che
propongono ChatGPT et similia. OpenAI è un nome senza riferimenti
ideologici? Aver raccontato la favoletta della ricerca disinteressata
non a fini di lucro è un approccio non ideologico? Chiedere una
"moratoria" adesso è una mossa non ideologicamente fondata? Direi
l'opposto, porta l'acqua a un certo mulino, quello della concentrazione
di potere tecnico nelle mani di pochi, sempre più pochi e sempre più
ricchi. sempre più nella posizione di non rendere mai conto a nessuno di
quel che fanno.
questo intendevo dire: che ogni uso di questi sistemi si scontra
inevitabilmente con il modo industriale gerarchizzato di produzione, ecc
ecc con cui sono strutturati. non ho alternative da proporre a ChatGPT -
non ne vedo la necessità, è un giocattolo più nocivo che inutile.
opinione mia.
l'ho detto senz'altro rozzamente, ma purtroppo mi esprimo da hacker
rozzo, senza la chiarezza telegrafica dei sillogismi analitici; e sono
senz'altro animato da un'ideologia chiara, libertaria, cioè l'idea che
la libertà è questione di relazione, e quindi di relazioni di potere,
perciò non si compra e non si vende, né si può garantire per decreto,
così come l'uguaglianza. Avere a che fare con ChatGPT comporta accettare
una serie di dati di fatto rispetto a come quel sistema è stato
concepito e messo in funzione, che ci piaccia o meno, e che NON
dipendono solo da noi e dalle leggi che potremo o vorremo far rispettare.
a me sembra che un approccio laico sia un approccio ideologico, e non
c'è nulla di male in questo. un approccio religioso è altrettanto
ideologico: diversa ideologia, certo. le ideologie si evolvono, insieme
ai loro elementi costituivi (Freeden mi pare un buon punto di partenza
in merito). la scienza, in questo senso, è una forma di ideologia... poi
ci si può, volendo, accordare sui termini.
intendo con ideologia una cosa diversa, non necessariamente malvagia. la
democrazia liberale è un'ideologia, per intenderci.
le decisioni equilibrate e corrette, nella mia visione ideologica del
mondo, difficilmente verranno implementate se si lascia campo libero ai
padroni delle tecnologie di cui sopra. questi fenomeni tipo IA
distraggono l'attenzione dal mondo stesso, ma non sono certo la "fine
del mondo". solo tasselli di un sistema sempre più polarizzato e
sbilanciato.
grazie per l'occasione di chiarimento!
k.
>
> Per quanto mi riguarda questo thread finisce qui, ho imparato tante cose e
> ho le idee più chiare. Grazie!
>
>>
--
"tecnologie appropriate - https://alekos.net"
"pedagogia hacker - https://circex.org"
April 5, 2023
seminario sui profili applicativi del decreto whistleblowing 5 aprile ore 17, 30 presso Unione Industriale
by Mauro Alovisio
Gent.mi
segnalo seminario sui profili applicativi nelle imprese e organizzazioni
pubbliche del decreto whistleblowing di attuazione della direttiva europea
2019/1937, a cura dell'associazione Giuristi di impresa del Piemonte
associazione nazionale ODV
https://piemonteeconomy.it/il-nuovo-whistleblowing/?feed_id=979&_unique_id=…
Invierò nei prossimi giorni il link ai materiali
Un caro saluto
Mauro Alovisio
Mauro Alovisio
Il giorno gio 16 mar 2023 alle ore 19:40 Mauro Alovisio <
mauro.alovisio(a)gmail.com> ha scritto:
> Ciao
> Segnalo finalmente dopo un grave ritardo rispetto agli altri paesi
> europei il decreto che tutela i segnalanti di violazione di legge
> all'interno dei contesti lavorativi.
> https://www.dottrinalavoro.it/notizie-c/parlamento-recepita-la-direttiva-ue…
>
> Un caro saluti
> Mauro
>
April 5, 2023
Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy (Marco A. Calamari)
by Giacomo Tesio
On Wed, 5 Apr 2023 08:35:23 +0200 Paolo Del Romano wrote:
> > Tutte le tecnologie hanno un padrone, tutti i padroni sono cattivi,
> > quindi tutte le tecnologie sono cattive, no?
>
> Forse un approccio più laico e meno ideologico ci aiuterebbe a vedere
> questo fenomeno non come una minaccia da "fine del mondo" e prendere
> decisioni più equilibrate e forse più corrette.
Concordo.
Infatti non tutte le tecnologie hanno un padrone.
Alcune ne hanno molti. Altre, nessuno.
Il software che ciascuno può scrivere per sé, non è uno strumento di
oppressione ma di emancipazione.
Purtroppo, in un mondo in cui siamo in pochi a saper scrivere quel
software, quello che dovrebbe essere un esercizio di libertà diventa
esercizio del privilegio di pochi.
La soluzione però non è affidare a pochi, potentissimi, agenti
cibernetici come Google, Microsoft, Amazon etc.. il compito di
scrivere software "etico" o "rispettoso dei diritti umani".
Si tratterebbe infatti di una soluzione peggiore del problema.
La soluzione è progettare sistemi informatici più evoluti (e dunque più
semplici) tali per cui qualsiasi cittadino, al termine del percorso di
studi obbligatori, possa comprenderne pienamente il funzionamento.
Il software è un'elaborazione culturale collettiva.
E' dibattito pubblico eseguibile da macchine.
Nessuno deve essere escluso da tale dibattito.
Ed è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine
economico e sociale, che, limitando _di fatto_ la libertà e
l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della
persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Giacomo
April 5, 2023
EUI | Internet of Things and the Law: Presentation of Professor Guido Noto La Diega’s Book | 14 April 2023, 2:00 - 3:10 PM via Zoom
by Guido Noto La Diega
Qualora vi siate pers* la presentazione del mio libro sull'IoT a Torino,
ecco il link a un seminario (virtuale) allo European University Institute
in cui parlero' del libro con la brava Janis Wong dell'Alan Turing
Institute: https://www.eui.eu/events?id=559114
[image: image001.png]
*14 April 2023, 14:00 – 15:10 (CEST), via **Zoom*
*The Information Society Working Group*
*is happy to invite you to the book presentation*
*Internet of Things and the Law*
*Presentation of Professor Guido Noto La Diega’s Book*
by* Guido Noto La Diega *(University of Stirling, UK)
Discussant:* Janis Wong *(The Alan Turing Institute, UK)
[image: image002.jpg]
*Internet of Things and the Law: Legal Strategies for Consumer-Centric
Smart Technologies*(Routledge 2022) by Professor Guido Noto La Diega is the
most comprehensive analysis of the legal issues in the Internet of Things
(IoT). For decades now, the increasing significance of the immaterial parts
of tangible things has been the subject of legal research. As
dematerialisation continues, this book aims to illuminate the opposite
movement: rematerialisation, namely, the return of data, knowledge, and
power within a physical ‘smart’ world. This development frames the book’s
central question: can the law steer rematerialisation of the IoT in a
human-centric and socially just direction? After analysing how existing
laws can be interpreted to empower end users, Noto La Diega’s book
concludes with a call for collective resistance against ‘smart’ capitalism.
*You **can register here
<https://apps.eui.eu/EventRegistration/Home/Login?eventId=559114>.*
*The joining
details are** circulated upon registration.*
*A chapter in open access taken off the book is accessible here
<https://www.taylorfrancis.com/books/mono/10.4324/9780429468377/internet-thi…>.*
Sincerely,
The InfoSoc WG Coordinators
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April 5, 2023
Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy (Marco A. Calamari)
by Paolo Del Romano
Il giorno mer 5 apr 2023 alle ore 06:58 Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
ha scritto:
>
> Aveva proprio ragione quel filosofo viennese che diceva che i problemi
> filosofici sono problemi linguistici, e in particolare perché il linguaggio
> suggestiona, come la musica.
>
> Tutte le tecnologie hanno un padrone, tutti i padroni sono cattivi, quindi
> tutte le tecnologie sono cattive, no?
>
Forse un approccio più laico e meno ideologico ci aiuterebbe a vedere
questo fenomeno non come una minaccia da "fine del mondo" e prendere
decisioni più equilibrate e forse più corrette.
Paolo Del Romano
April 5, 2023
Re: [nexa] str...ana gente | so responsabile di queo che digo...
by Juan Carlos Gentile Fag�ndez
so responsabile di queo che digo no di queo che te capissi ti....
mah... questa gente non voleva firmare a favore di rms e firma tranquilla una lettera che comincia chiamando di ILLUSTRISSIMA a meloni (not capital letters) ?
str.... ana ..... str.... ecc gente
best
juan
On Sat, Mar 25, 2023 at 02:32:53PM +0100, Giacomo Tesio wrote:
>
> Illustrissima,
>
> come molti cittadini, assoc.................................
>
> Ringraziamo molto per l’attenzione.
>
> Prof. Angelo Raffaele Meo
>
--
-----------------------------------------------------------------------------
In support of Richard Stallman, Normalizing Truth, Reason, Dialogue:
https://stallmansupport.org
-----------------------------------------------------------------------------
www.hipatia.net - wiki.hipatia.net
xmpp: jucar at hipatia.net
friends: stallman.org - Frangar, non flectar - Homo mundus minor - gutta cavat lapidem
Karmanyaevaadhikaarasthe ma phaleshu kadachana
Fingerprint: 7464 DDDE 9D5D 3B6C CBF9 7699 A021 CE74 EA7A D95A
Public key 0xa021ce74ea7ad95a at pgp.mit.edu
-----------------------------------------------------------------------------
April 5, 2023
Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy (Marco A. Calamari)
by Guido Vetere
Aveva proprio ragione quel filosofo viennese che diceva che i problemi
filosofici sono problemi linguistici, e in particolare perché il linguaggio
suggestiona, come la musica.
Tutte le tecnologie hanno un padrone, tutti i padroni sono cattivi, quindi
tutte le tecnologie sono cattive, no?
Per quanto mi riguarda questo thread finisce qui, ho imparato tante cose e
ho le idee più chiare. Grazie!
Guido
On Tue, 4 Apr 2023 at 16:24, karlessi <karlessi(a)alekos.net> wrote:
> > Message: 2
> > Date: Tue, 04 Apr 2023 15:16:47 +0200
> > From: "Marco A. Calamari" <marcoc_maillist(a)marcoc.it>
> > To: Diego Giorio <dgiorio(a)hotmail.com>, Guido Vetere
> > <vetere.guido(a)gmail.com>, Alberto Cammozzo <ac+nexa(a)zeromx.net>
> > Cc: "nexa(a)server-nexa.polito.it" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> > Subject: Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy
> > Message-ID: <d7c0b7da03c96316833b0d99ff2a79133c078b15.camel(a)marcoc.it>
> > Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
> >
>
> [snip]
>
> > Non esistono solo le interessantissime questioni qui sollevate e
> discusse, che
> > io leggo assiduamente e
> > perlopiù in religioso silenzio, ma esiste anche l'uso concreto ed
> attuale di
> > questi oggetti come armi
> > di disinformazione di massa.
> >
> > Vedremo presto crollare l'infosfera, divorata dall'interno dai questi
> generatori
> > di stronzate;
> > se non è ora il momento di preoccuparsi, allora quando?
> >
> > "La paranoia è una virtù".
> >
> > Scusate lo sfogo.
> >
> > Marco
> >
>
> grazie,
>
> condivido.
>
> come diversi interventi hanno già sottolineato, al di là delle
> sottigliezze e delle discussioni (puntuali e arricchenti, grazie), il
> problema di fondo è che questi sistemi cibernetici, software + hardware
> + ideologie di fondo + come funzionano + brevetti + sorveglianza +
> marketing + gente che ci lavora, ecc ecc ecc, non solo non sono neutri
> (nessuna tecnologia è mai neutra), ma hanno dei padroni, con nomi,
> cognomi e interessi. padroni che già si fanno le leggi su misura,
> aggirano gran parte della tassazione e, peggio che in passato, spesso
> pretendono di agire per il bene comune! i buoni miliardari che ci
> salveranno!
>
> questa situazione rende questi sistemi di per sé irrecuperabili dal
> punto di vista di un'evoluzione conviviale, non-dominante, della
> tecnologia in questione.
>
> a proposito di esempi: possono armamenti nucleari essere gestiti in
> maniera orizzontale, condivisa, no copyright, fair use, ecc ecc?
> (qualcuno direbbe "come un common", preferisco: "al pari di usi civici
> di risorse condivise, come un bosco, una foresta, con cui le società
> umane sono in simbiosi")
>
> secondo me, no. Dal momento che la scala di questi sistemi e i loro
> metodi produttivi, organizzativi, di manutenzione, di costruzione e
> assemblaggio, di distribuzione, e così via implicano strutture
> gerarchiche di tipo militare-industriale, il problema si estende a ben
> altre tecnologie in uso nelle scuole, aziende, case, spazi pubblici di
> questo paese, in tutta Europa, in tutto il mondo.
>
> quello che vale per il nucleare vale anche per gli attuali LLM: si
> possono sviluppare, in questo momento, solo appoggiandosi a strutture
> gerarchiche di tipo militare-industriale. questo è il loro imprinting.
> nulla è per sempre, ma un imprinting che marchia così tanti attori non è
> cosa che si sciacqua via con un po' di "debiasing algoritmico" iper
> politicamente corretto.
>
> certamente il paragone è rozzo. ma mi sembra chiaro che se questi
> sistemi li producessero i cinesi, un altro stato autoritario, o un altro
> tipo di multinazionale dispotica non cambierebbe nulla ai fini del
> ragionamento (anzi, sarebbe molto probabilmente ancora peggio)
>
> cercare di "usarli bene" è fatica sprecata, anzi configura complicità de
> facto, perché sistemi del genere mirano all'egemonia, alla supremazia ad
> ogni costo. sono spacciati come "innovazioni" con tutto il corollario di
> marketing della disruption che "sconvolge" l'esistente e impone un nuovo
> paradigma. Si impone a partire dal fatto che non si può esimersi dal
> parlarne, il che è già molto fastidioso, soprattutto visto che ci sono
> questioni un attimo più concrete (la siccità, per dirne una). si
> impongono e saturano lo spazio pubblico e privato come fino a ieri
> accadeva per le blockchain, che l'Europa si è affrettata a finanziare
> con progetti di "blockchain for social good", per cui come ieri per
> vincere un progetto europeo ci voleva probabilmente un po' di
> "blockchain", oggi ci vuole un po' di "LLM", stessa fuffa (farebbe
> ridere e basta se non si trattasse di un enorme spreco di denaro
> pubblico, energie e risorse. proprio come i fondi del PNNR alle scuole,
> che serviranno purtroppo a far entrare ancora di più le Big Tech e i
> privati nelle scuole stesse, oltre che ad acquistare tecnologia chiusa,
> proprietaria, inutile e dannosa, da collocare in edifici perlopiù
> fatiscenti...)
>
> stasera alle 21 ne parleremo a doppioclick (radiopopolare)
>
> buon pomeriggio
>
> k.
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> > Subject: Digest Footer
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April 5, 2023
incontro OpenAI e Garante privacy
by Mauro Alovisio
dal sito del Garante
ChatGPT: domani incontro tra OpenAI e Garante privacy
<https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9872284#>
<https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9872284#e…>-
English version
<https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9872284#e…>
*ChatGPT: domani incontro tra OpenAI e Garante privacy*
E’ previsto per domani sera un incontro, in videoconferenza, tra i
rappresentanti di OpenAI e il Garante per la protezione dei dati personali,
che nei giorni scorsi ha imposto
<https://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=9870847>alla piattaforma
di limitare temporaneamente il trattamento dei dati degli utenti italiani
finché non si sarà messa in regola con la normativa privacy italiana e
europea.
L’iniziativa, apprezzata dal Garante, fa seguito alla lettera con cui ieri
la società statunitense ha risposto al Garante per esprimere la propria
disponibilità immediata a collaborare con l’Autorità italiana al fine di
rispettare la disciplina privacy europea e giungere a una soluzione
condivisa in grado di risolvere i profili critici sollevati dall’Autorità
in merito al trattamento dei dati dei cittadini italiani.
*Roma, 4 aprile 2023*
*Un caro saluto*
*Mauro*
Il giorno mar 4 apr 2023 alle ore 21:33 Diego Giorio <dgiorio(a)hotmail.com>
ha scritto:
> Al di là dell'iperbole, com'è naturale nell'esempio, se ho colto
> correttamente il senso della tua domanda, la mia risposta, non giuridica,
> ma legata alla mia personale personale, è che un disclaimer (se chiaro e
> comprensibile: né le righe scritte in piccolo delle assicurazioni, né le 50
> pagine di certe privacy policy) non solleva dalla responsabilità, ma aiuta
> certo a condividerla: per quanto un esempio abbia sempre dei limiti,
> propongo questa situazione: mio figlio di 5 anni è gravemente allergico
> alle uova. Se mi arrivano delle polpette o una trota al forno, con scritto
> "non contiene uova" e poi risultano invece presenti la responsabilità è del
> ristoratore. Ma se arrivano delle uova sode o all'occhio di bue, anche se
> per sbaglio c'è scritto "senza uova" sono comunque responsabile nel darle
> al figlio (mi correggano i giuristi se sbaglio), perché devo analizzare
> criticamente quello che c'è scritto e confrontarlo con quello che c'è nel
> piatto. Io ho avuto un principio di distacco della retina e un distacco del
> vitreo: anche se non c'è scritto in biglietteria, so che non devo salire
> sulle montagne russe o su una giostra che scuote eccessivamente o guidare
> una formula1, così come se scalo un 4000 devo sapere che l'aria è rarefatta
> pur senza un cartello all'attacco della via.
>
> L'idea che tutto debba essere descritto, elencato, pensato a prova di
> idiota creerà un mondo dove solo gli idioti si trovano benissimo, ed è
> questo il mio più grande timore nei confronti dell'AI: un mondo dove uno
> studente, un principiante, un apprendista, un pigro non deve pensare,
> perché c'è un'AI che pensa per lui e tutto viene accettato passivamente.
>
> E qui arrivo alla mail di Marco, con il quale evidentemente siamo in
> sintonia, anche se abbiamo espresso l'idea in modo diverso: il problema
> non è la veggente che ti legge il futuro nei fondi del caffè o nelle carte,
> il problema è che qualcuno le vada dietro. Il problema non è Paolo Fox che
> a inizio 2020 prevedeva un periodo favorevole per i viaggi nei primi mesi
> dell'anno, il problema è che, pur dopo la pandemia e il lockdown, continui
> a stare in TV, perché ancora qualcuno lo segue.
>
> Ecco allora che il mio timore non è che ChatGPT dica - erroneamente - che
> ho subito una qualche condanna per crimini infamanti, il mio timore è che
> un giornalista o un datore di lavoro la prenda per buona senza controllare.
> Peraltro il problema non è nuovo (tanto per dirne una, pensiamo ai diari di
> Hitler - falsi - che Panorama aveva comprato a caro prezzo) ma l'AI
> aumenterà enormemente la magnitudo.
>
> Un amico che scriveva un libro, dove parlava tra le altre cose della
> medaglia di San Benedetto, mi ha chiesto aiuto perché non riusciva a
> trovare informazioni sulle prime versioni. Ho provato con ChatGPT e, dopo
> una prima risposta errata, ho riformulato la domanda in linguaggio
> naturale, come avrei fatto con uno studente, e mi ha scovato varie
> informazioni. Cambiando la parole chiave su Google e mobilitando alcuni
> suoi contatti a Norcia ha trovato conferma di ciò che l'AI aveva prodotto,
> il che mi sembra un ottimo esempio sia di utilità del sistema, che è
> riuscita dove i motori di ricerca avevano fallito, ma anche di uso
> responsabile, dato che non si è accettato passivamente l'oracolo ma si è
> andati a verificare alle fonti d'archivio.
>
> L'AI, per me, è uno strumento come un altro (beh, certo più potente e
> quindi pericoloso di altri, ma d'altra parte anche la bomba atomica non
> scherza), che ancora dobbiamo imparare a usare; il fatto che si svilupperà
> in positivo o meno dipende da noi e in questo senso ben vengano iniziative
> come quelle del Garante, che, giuste o sbagliate, scritte bene o male,
> comunque aiutano a tenere alta l'attenzione, come dimostra il vivace
> dibattito anche su questa lista.
>
> Scusatemi la mail un po' lunga
>
> Un buon fine settimana a tutti e buona Pasqua a voi e famiglie
> D.
>
> ------------------------------
> *From:* nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> on behalf of Giacomo
> Tesio <giacomo(a)tesio.it>
> *Sent:* Tuesday, April 4, 2023 1:06 PM
> *To:* Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
> *Cc:* nexa(a)server-nexa.polito.it <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> *Subject:* Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy
>
> Ciao Guido, Diego e Nexa,
>
> On Tue, 4 Apr 2023 12:16:48 +0200 Guido Vetere wrote:
>
> > il vostro punto di vista è molto interessante e vi ringrazio per
> > averlo esposto con tanta coraggiosa assertività.
>
> :-D
>
> Quando un hacker ti pone delle domande, non pensare di potertela cavare
> con una battuta! ;-)
>
>
> Comunque concordo con Diego: il tuo esempio è molto azzecato.
> Purtroppo la domanda che poni è irrilevante.
> (e conseguentemente, la risposta che proponi)
>
> > Sono al ristorante con un amico, il menù comprende sei piatti. Io li
> > valuto e scelgo quello che preferisco. Il mio amico estrae dalla
> > tasca un dado, lo lancia e sceglie il piatto che corrisponde al
> > numero che esce.
> >
> > Domanda: io e il mio amico siamo nella stessa relazione causale
> > rispetto a ciò che mangerà?
>
> La relazione causale rispetto a ciò che mangerete è irrilevante.
>
> Ciò che rileva è che entrambi avete scelto liberamente COME selezionare
> il vostro menù: tu alla luce di una valutazione gastronomica, lui sulla
> base di un automatismo di cui comprende pienamente il funzionamento.
> Il tuo amico decide il numero di facce, il numero di lanci, e
> conseguentemente la probabilità relativa dei diversi risultati, nonché
> l'interpretazione da attribuire a ciascun risultato (si conta dal fondo
> o dall'inizio? si sottrae il prodotto fra numero di dadi e lanci al
> risultato? etc..)
>
> Il dado è dunque solo uno strumento del tuo amico. Potrebbe farne
> tranquillamente a meno, accontentandosi di un numero pensato "a caso".
>
>
>
> Per fare un esempio più calzante, ipotiziamo che il cuoco decida gli
> ingredienti del vostro pasto sulla base del colore dei vostri vestiti e
> di lanci di un dado. Gli ingredienti sono infatti in barattoli
> colorati e numerati, ma senza etichetta.
>
> Prima di farvi accomodare, il cameriere robotizzato vi informa
> chiaramente che occasionalmente le pietanze potrebbero contenere
> combinazioni indigeste o persino tossiche degli ingredienti (ciascuno
> di per sé commestibile in isolamento), senza che il cuoco possa in
> alcun modo essere ritenuto responsabile per eventuali, occasionali,
> decessi.
>
>
> Voi vi sedete comunque, pensando si tratti di uno scherzo.
> In fondo il ristorante è pieno di persone che sembrano assaporare
> con grande soddisfazione piatti assolutamente deliziosi.
>
> Alla fine del pasto, il tuo ipotetico amico muore.
>
>
> Secondo te, il cuoco è responsabile della sua morte?
> Il fatto di avervi avvertito con un chiaro disclaimer, allevia la sua
> responsabilità penale?
>
> E se la preparazione e la cottura della pietanza fosse completamente
> meccanizzata? Ne risponderebbe il proprietario del locale?
>
> E se invece di morire alla fine del pranzo a causa delle sostanze
> ingerite, il tuo amico si ammalasse di cancro e gravasse sul servizio
> sanitario nazionale per decenni insieme al 5-10% degli avventori del
> ristorante?
>
>
> Laddove un'autorità competente chiedesse conto dei danni prodotti al
> proprietario, ti strapperesti le vesti?
>
>
> Il proprietario del ristorante potrebbe argomentare di che il suo
> robot-cuoco non aveva alcuna intenzionalità e che voi che l'avete usato
> (peraltro, gratuitamente) eravate stati avvertiti con un chiaro
> disclaimer dei rischi?
>
>
> > Se però consideriamo gli sviluppi dell'IA degli ultimi anni, e in
> > particolare i LLM, le cose sono a mio avviso più complesse. Non mi
> > inoltro in argomentazioni metafisiche...
>
> Non c'è niente di metafisico in un software programmato statisticamente.
>
> Cambia (in parte) il modo di programmare questi software rispetto alla
> programmazione linguistica (imperativa, funzionale, a oggetti etc...)
> ma non cambia il fatto che siano programmati: qualcuno li realizza per
> riprodurre automaticamente un certo comportamento.
>
> Il fatto che chi li programma dichiari di non avere piena comprensione
> del loro funzionamento, li rende semplicemente inutilizzabili.
>
>
> Ma non c'è alcuna ragione, etica, logica o metafisica, per cui dovremmo
> garantire a queste persone (e queste aziende) un salvacondotto dalla
> Legge per le violazioni compiute tramite questi agenti cibernetici
> automatici.
>
>
> Loro li costruiscono e li eseguono, dunque loro ne devono rispondere.
>
>
> Giacomo
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April 4, 2023
Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy
by Diego Giorio
Al di là dell'iperbole, com'è naturale nell'esempio, se ho colto correttamente il senso della tua domanda, la mia risposta, non giuridica, ma legata alla mia personale personale, è che un disclaimer (se chiaro e comprensibile: né le righe scritte in piccolo delle assicurazioni, né le 50 pagine di certe privacy policy) non solleva dalla responsabilità, ma aiuta certo a condividerla: per quanto un esempio abbia sempre dei limiti, propongo questa situazione: mio figlio di 5 anni è gravemente allergico alle uova. Se mi arrivano delle polpette o una trota al forno, con scritto "non contiene uova" e poi risultano invece presenti la responsabilità è del ristoratore. Ma se arrivano delle uova sode o all'occhio di bue, anche se per sbaglio c'è scritto "senza uova" sono comunque responsabile nel darle al figlio (mi correggano i giuristi se sbaglio), perché devo analizzare criticamente quello che c'è scritto e confrontarlo con quello che c'è nel piatto. Io ho avuto un principio di distacco della retina e un distacco del vitreo: anche se non c'è scritto in biglietteria, so che non devo salire sulle montagne russe o su una giostra che scuote eccessivamente o guidare una formula1, così come se scalo un 4000 devo sapere che l'aria è rarefatta pur senza un cartello all'attacco della via.
L'idea che tutto debba essere descritto, elencato, pensato a prova di idiota creerà un mondo dove solo gli idioti si trovano benissimo, ed è questo il mio più grande timore nei confronti dell'AI: un mondo dove uno studente, un principiante, un apprendista, un pigro non deve pensare, perché c'è un'AI che pensa per lui e tutto viene accettato passivamente.
E qui arrivo alla mail di Marco, con il quale evidentemente siamo in sintonia, anche se abbiamo espresso l'idea in modo diverso: il problema non è la veggente che ti legge il futuro nei fondi del caffè o nelle carte, il problema è che qualcuno le vada dietro. Il problema non è Paolo Fox che a inizio 2020 prevedeva un periodo favorevole per i viaggi nei primi mesi dell'anno, il problema è che, pur dopo la pandemia e il lockdown, continui a stare in TV, perché ancora qualcuno lo segue.
Ecco allora che il mio timore non è che ChatGPT dica - erroneamente - che ho subito una qualche condanna per crimini infamanti, il mio timore è che un giornalista o un datore di lavoro la prenda per buona senza controllare. Peraltro il problema non è nuovo (tanto per dirne una, pensiamo ai diari di Hitler - falsi - che Panorama aveva comprato a caro prezzo) ma l'AI aumenterà enormemente la magnitudo.
Un amico che scriveva un libro, dove parlava tra le altre cose della medaglia di San Benedetto, mi ha chiesto aiuto perché non riusciva a trovare informazioni sulle prime versioni. Ho provato con ChatGPT e, dopo una prima risposta errata, ho riformulato la domanda in linguaggio naturale, come avrei fatto con uno studente, e mi ha scovato varie informazioni. Cambiando la parole chiave su Google e mobilitando alcuni suoi contatti a Norcia ha trovato conferma di ciò che l'AI aveva prodotto, il che mi sembra un ottimo esempio sia di utilità del sistema, che è riuscita dove i motori di ricerca avevano fallito, ma anche di uso responsabile, dato che non si è accettato passivamente l'oracolo ma si è andati a verificare alle fonti d'archivio.
L'AI, per me, è uno strumento come un altro (beh, certo più potente e quindi pericoloso di altri, ma d'altra parte anche la bomba atomica non scherza), che ancora dobbiamo imparare a usare; il fatto che si svilupperà in positivo o meno dipende da noi e in questo senso ben vengano iniziative come quelle del Garante, che, giuste o sbagliate, scritte bene o male, comunque aiutano a tenere alta l'attenzione, come dimostra il vivace dibattito anche su questa lista.
Scusatemi la mail un po' lunga
Un buon fine settimana a tutti e buona Pasqua a voi e famiglie
D.
________________________________
From: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> on behalf of Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it>
Sent: Tuesday, April 4, 2023 1:06 PM
To: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Subject: Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy
Ciao Guido, Diego e Nexa,
On Tue, 4 Apr 2023 12:16:48 +0200 Guido Vetere wrote:
> il vostro punto di vista è molto interessante e vi ringrazio per
> averlo esposto con tanta coraggiosa assertività.
:-D
Quando un hacker ti pone delle domande, non pensare di potertela cavare
con una battuta! ;-)
Comunque concordo con Diego: il tuo esempio è molto azzecato.
Purtroppo la domanda che poni è irrilevante.
(e conseguentemente, la risposta che proponi)
> Sono al ristorante con un amico, il menù comprende sei piatti. Io li
> valuto e scelgo quello che preferisco. Il mio amico estrae dalla
> tasca un dado, lo lancia e sceglie il piatto che corrisponde al
> numero che esce.
>
> Domanda: io e il mio amico siamo nella stessa relazione causale
> rispetto a ciò che mangerà?
La relazione causale rispetto a ciò che mangerete è irrilevante.
Ciò che rileva è che entrambi avete scelto liberamente COME selezionare
il vostro menù: tu alla luce di una valutazione gastronomica, lui sulla
base di un automatismo di cui comprende pienamente il funzionamento.
Il tuo amico decide il numero di facce, il numero di lanci, e
conseguentemente la probabilità relativa dei diversi risultati, nonché
l'interpretazione da attribuire a ciascun risultato (si conta dal fondo
o dall'inizio? si sottrae il prodotto fra numero di dadi e lanci al
risultato? etc..)
Il dado è dunque solo uno strumento del tuo amico. Potrebbe farne
tranquillamente a meno, accontentandosi di un numero pensato "a caso".
Per fare un esempio più calzante, ipotiziamo che il cuoco decida gli
ingredienti del vostro pasto sulla base del colore dei vostri vestiti e
di lanci di un dado. Gli ingredienti sono infatti in barattoli
colorati e numerati, ma senza etichetta.
Prima di farvi accomodare, il cameriere robotizzato vi informa
chiaramente che occasionalmente le pietanze potrebbero contenere
combinazioni indigeste o persino tossiche degli ingredienti (ciascuno
di per sé commestibile in isolamento), senza che il cuoco possa in
alcun modo essere ritenuto responsabile per eventuali, occasionali,
decessi.
Voi vi sedete comunque, pensando si tratti di uno scherzo.
In fondo il ristorante è pieno di persone che sembrano assaporare
con grande soddisfazione piatti assolutamente deliziosi.
Alla fine del pasto, il tuo ipotetico amico muore.
Secondo te, il cuoco è responsabile della sua morte?
Il fatto di avervi avvertito con un chiaro disclaimer, allevia la sua
responsabilità penale?
E se la preparazione e la cottura della pietanza fosse completamente
meccanizzata? Ne risponderebbe il proprietario del locale?
E se invece di morire alla fine del pranzo a causa delle sostanze
ingerite, il tuo amico si ammalasse di cancro e gravasse sul servizio
sanitario nazionale per decenni insieme al 5-10% degli avventori del
ristorante?
Laddove un'autorità competente chiedesse conto dei danni prodotti al
proprietario, ti strapperesti le vesti?
Il proprietario del ristorante potrebbe argomentare di che il suo
robot-cuoco non aveva alcuna intenzionalità e che voi che l'avete usato
(peraltro, gratuitamente) eravate stati avvertiti con un chiaro
disclaimer dei rischi?
> Se però consideriamo gli sviluppi dell'IA degli ultimi anni, e in
> particolare i LLM, le cose sono a mio avviso più complesse. Non mi
> inoltro in argomentazioni metafisiche...
Non c'è niente di metafisico in un software programmato statisticamente.
Cambia (in parte) il modo di programmare questi software rispetto alla
programmazione linguistica (imperativa, funzionale, a oggetti etc...)
ma non cambia il fatto che siano programmati: qualcuno li realizza per
riprodurre automaticamente un certo comportamento.
Il fatto che chi li programma dichiari di non avere piena comprensione
del loro funzionamento, li rende semplicemente inutilizzabili.
Ma non c'è alcuna ragione, etica, logica o metafisica, per cui dovremmo
garantire a queste persone (e queste aziende) un salvacondotto dalla
Legge per le violazioni compiute tramite questi agenti cibernetici
automatici.
Loro li costruiscono e li eseguono, dunque loro ne devono rispondere.
Giacomo
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
April 4, 2023