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Oscurità digitale
by alessandro marzocchi
Mi riferisco alle opinioni manifestate soprattutto da Beppe Attardi e
Giacomo Tesio, in qualche modo portabandiera di valutazioni opposte.
Qualche domanda sull'argomento.
* 1 *
il digitale incide oppure no in modo significativo sul nostro modo di
essere umani?
Ci fornisce oppure no "informazioni" che influenzano scelte finora
autonome?
A volte "decide" oppure no al nostro posto?
* 2 *
la possibilità di "leggere il programma" è opportuna / necessaria?
Siamo tutti coinvolti in quanto accade nella tecnologia.
Scienza e tecnica ci hanno fatto superare le colonne d'Ercole, ci hanno
fatto vedere oltre l' "hic sunt leones", hanno fondato la cibernetica ma
ora stanno entrando nel nostro cervello, il cui sviluppo è causa ed effetto
della nostra differenza animale, ora autore uomo ed artefatto digitale (IA
eccetera) interagiscono in attività che fino a poco fa consideravamo
esclusive dell'uomo, più d'uno vedo una tendenza dell'artefatto a
prevalere. Per le difficoltà di definire e comprendere varie parole sulle
quali - indipendentemente dal digitale - mancano definizioni precise (penso
a coscienza, intelligenza, mente) tornerei all'antica definizione di
"cervello elettronico" che trovo meno ambigua rispetto ad IA ma non saranno
le parole a far la differenza.
Nell'attesa di "leggere il programma", in altre parole in attesa di una
regola che pretenda trasparenza totale e vieti ogni istruzione nascosta,
un'ultima domanda:
* 3 *
aiuterebbe un eventuale obbligo di "nessuna profilazione di default"?
Specifici servizi andrebbero richiesti di volta in volta, ribaltando
l'attuale abitudine.
Off topic mi viene in mente l'esperienza bancaria: man mano che aumenta
l'importo di contante chiesto al cassiere, automaticamente il sistema
aumenta i tempi di attesa.
Il digitale non è facile ma non è soltanto un artefatto tecnologico
complesso e potente, sempre più spesso e di fatto svolge funzioni analoghe
al sistema parola, al sistema lingua.
Mi rendo conto che la sintesi "il digitale" non è perfetta ed affido la mia
semplificazione alla vostra comprensione.
Grazie e cordialità.
Duccio (Alessandro Marzocchi)
April 19, 2023
Re: [nexa] ChatGPT: Garante privacy, limitazione provvisoria sospesa se OpenAI adotterà le misure richieste.
by Giacomo Tesio
Il 19 Aprile 2023 17:53:01 UTC, Enrico Nardelli <nardelli(a)mat.uniroma2.it> ha scritto:
>Il 19/04/2023 07:58, Giuseppe Attardi ha scritto:
>>> Possiamo fare di meglio.
>> Non certo con atteggiamenti oscurantisti rispetto alla tecnologia.
>>
>> — Beppe
>>
>
>Beppe, ti stimo enormemente, ma etichettare le critiche di Giacomo (critiche che non
>condivido completamente - ma non ho tempo di farne l'analisi) come "oscurantiste" non
>fa bene al dibattito.
Per la verità non sono le mie critiche che Giuseppe ha etichettato come "oscurantiste, bensì
le mie considerazioni sull'opportunità per l'Europa di perseguire uno sviluppo tecnologico
(e dunque una politica industriale e culturale) diversa da quella di Stati Uniti e Cina.
Definire "oscurantista" tale ambizione significa assumere come unico progresso possibile
quello narrato dalle BigTech.
Solo in tal caso, infatti, proporre di perseguire altri obiettivi potrebbe essere visto come "oscurantista".
D'altro canto, la ricerca scientifica e tecnologica non avviene nel vuoto ma nella storia.
Se alcune tecnologie hanno avuto un potenziale rivoluzionario (si pensi alla stampa
o a Internet), le ideologie delle "AI" sono costitutivamente oppressive, sin nella loro
progettazione alla luce dell'imitation game: ingannare l'uomo (individualmente ma su
vasta scala) senza doversi preoccupare della coscienza della macchina che inganna.
Parlo di ideologie perché di questo si tratta, non di tecnologie (le quali, oltre a poter essere utili in
alcuni specifici contesti, potrebbero tutte essere descritte senza alcun riferimento
antropomorifico ad alcuna forma di intelligenza).
Come informatico trovo tutta questa narrazione piuttosto allucinata: non c'è e non ci sarà mai
alcuna intelligenza nelle macchine come non inventeremo mai un sistema di teletrasporto
o di viaggio indietro nel tempo.
Ma come essere umano mi chiedo: se anche fosse possibile (e non lo è) perché mai
dovrebbe essere una NOSTRA priorità?
Cos'ha che non va l'intelligenza umana?
Perché questa urgenza di sostituirla?
Cui prodest?
Queste domande rimangono utili anche se si ha le competenze per riconoscere la totale assenza
di intelligenza dentro ChatGPT o qualsiasi altra "intelligenza artificiale"
Non posso essere certo che le mie risposte non siano "deliri" come li ha definiti Giuseppe
(chi può escluderlo delle proprie? Temo nessuno, per secondo teorema di incompletezza).
Ma sarei lieto che altri provassero a rispondere, invece di buttarla, più o meno consapevolmente,
in caciara.
>Sono critiche che derivano anche da preoccupazioni (condivise da altri)
> sull'impatto sociale di questi strumenti rilasciati al pubblico in modo abbastanza incontrollato.
A me preoccupa molto di più l'impatto sociale della NARRAZIONE di questi strumenti
che quello degli strumenti in sé.
Perché tale narraziione (allucinata, alienante e oppressiva) sta diventando egemonica,
con pochissima riflessione critica, puntualmente marginalizzata come luddista, oscurantista
o retrograda.
Di nuovo: cui prodest?
Giacomo
April 19, 2023
Re: [nexa] Oscurantismo Digitala [Era: <ChatGPT: Garante privacy...>]
by Damiano Verzulli
Il 19/04/23 19:59, Paolo Del Romano ha scritto:
> Non so se la responsabilità di tutto questo sia addebitabile solo al
> livello politico.
> Faccio un esempio. Il Garr ha un ottimo sistema di videoconferenza
> open e però il Ministero della Pubblica Istruzione (e non le singole
> scuole !!) per gli eventi che organizza a distanza con i Dirigenti
> scolastici, con gli Animatori Digitali, etc....utilizza Teams. E
> perchè questo?
Qui la risposta è "facile".
Quando "A" ha deciso di organizzare **IL PRIMO** evento "on-line" con i
Dirigenti Scolastici X, Y, e Z, "A" si è banalmente posto il problema di
"come farlo". La probabilita' che "A" conoscesse "Teams", "Meet" o
"Zoom" è elevatissima. La probabilita' che conoscesse Edumeet, Jitsi o
anche edu.meet.garr.it, è quasi zero.
Nell'ipotesi che "A" *NON* conoscesse ne' le une (proprietarie), ne' le
altre (libere), "A" ha chiesto ai colleghi d'ufficio o, al piu', ai
referenti IT locali (...che magari avevano organizzato eventi simili, in
precedenza). In entrambi i casi --anche "grazie" agil accordi fra MIUR e
Microsoft [sia "A" che i colleghi di "A", che i referenti IT di "A"
hanno una mailbox su Microsoft e, quasi certamente, per leggere la posta
si collegano a interfacce web con ben in evidenza il marchio Microsoft],
la probabilita' che la scelta ricadesse su Teams è praticamente 1.
Probabilmente, inoltre, "teams" è a distanza di un click sul desktop dei
loro PC.
Cio premesso, unitamente al fatto che non è nota --nell'organizzazione--
alcuna "policy", "direttiva", "buona pratica", "regola" che suggerisca
di *NON* utilizzare "Teams" o anche solo di favorire altri strumenti
(indicandoli analiticamente)... ecco che il click su teams viene fatto
senza alcun problema.
Questo scenario è radicatissimo nelle PP.AA. di fascia alta (Atenei
inclusi).
Ho trascorso ~18 anni in un contesto di questo tipo, e la conclusione a
cui sono arrivato è che questo status-quo *NON* si cambia semplicemente
a colpi di normativa (che comunque aiuta). La "chiave" è nella
promozione della sensibilita' ai livelli politici apicali (negli Atenei,
penso ai Rettori), accompagnata dalla selezione (difficilissima) di una
classe dirigente (i "Dirigenti"; quelli veri, assunti con quella
qualifica, sulle cui decisioni pesa la "Responsabilita' Dirigenziale")
che --a differenza del tuo collega-- conosca il tema, in tutte le sue
sfaccettature, e sia in grado di discuterne "adeguatamente" con i
livelli apicali.
Ma sono due condizioni super-difficilissime da trovare in giro. Nel
parco degli Atenei, direi che soltanto in PoliTO le si trovano. Attualmente.
Bye,
DV
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano(a)verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
April 19, 2023
Re: [nexa] Oscurantismo Digitala [Era: <ChatGPT: Garante privacy...>]
by Damiano Verzulli
Il 19/04/23 20:47, Paolo Del Romano ha scritto:
> Faccio un secondo esempio. Questa volta non guardo al vertice della
> piramide ma alla base.
> Insegno Economia Aziendale da 36 anni in un ITC dove è previsto
> l'insegnamento di Informatica sia nel corso ordinario per ragionieri,
> oggi AFM (Amministrazione Finanza e Marketing), sia nel corso
> specifico per ragionieri programmatori che adesso si chiama SIA
> (Sistemi Informativi Aziendali). In tutti questi anni non abbiamo
> avuto un docente di informatica disponibile a usare software libero.
> Tutti conoscono e utilizzano solo sw proprietario. Proprio ieri nella
> scelta dei libri da adottare per il prossimo anno scolastico ho
> cercato di convincere un giovane docente, laureato in informatica (al
> suo primo anno di ruolo) a scegliere un libro che propone solo sw open
> ma purtroppo senza riuscirci.
>
> Perchè accade anche questo?
La risposta "vera" a questa domanda (o qualcosa che ci si avvicini
molto...) credo possa arrivare solo da altri partecipanti a questa
lista, molto piu' autorevoli e preparati di me (di nuovo: no, non sono
né ironico, né sarcastico).
Nel mio piccolo, un "banale" motivo che mi viene in mente (...ma che
scalfisce soltanto la superficie del problema) è che il tuo giovane
collega semplicemente *NON* ha avuto occasione di "formarsi" rispetto ai
temi F/OSS, durante il suo corso universitario. Per lui, quindi, i temi
del software libero, bene che vada, si riconducono a questioni
economiche o, al piu', "da smanettoni".
È chiaro, pero', che in questo caso... lui non è l'origine del problema:
è solo un inconsapevole proxy.
Bye,
DV
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano(a)verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
April 19, 2023
Re: [nexa] See the websites that make AI bots like ChatGPT sound so smart - Washington Post
by 380°
Buongiorno,
ma guarda un po' quante considerazioni interessanti si possono
/infIerire/ anche solo grattando un po' la superficie...
Alberto Cammozzo via nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it> writes:
> <https://www.washingtonpost.com/technology/interactive/2023/ai-chatbot-learn…>
[...]
> Two sites in the top 100, coloradovoters.info No. 40 and flvoters.com
> No. 73, had privately hosted copies of state voter registration
> databases.
quei due siti non esistono più, i domini sono in vendita
> Though voter data is public, the models could use this personal
> information in unknown ways.
i famosi "commercial voter files" [1]:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Commercial voter files are an amalgamation of administrative data from
states about registration and voting, modeled data about partisanship,
political engagement and political support provided by vendors; and
demographic, financial and lifestyle data culled from a wide range of
sources.
[...] the files collectively cover a large share of the U.S. population
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Profilare (spannometricamente) come se non ci fosse un ieri, un oggi e
soprattutto un domani!
Tutto normale, /molto/ prima della AI (ma l'AI /sublima/ il processo che
è un piacere) ...aggià, probabilmente assieme al gerrymandering serve
a migliorare l'efficacia democratica del sistema elettorale
[...]
> Currently, artists receive no compensation or credit when their work
> is included in AI training data
Quindi vengono violati _in primis_ i diritti morali degli artisti,
perché per quelli non c'è "fair use" che tenga; poi si può discutere se
il mancato riconoscimento dei diritti di sfruttamento economico
dell'opera, in questi casi, sia fair use... ma è **secondario**
[...]
> Meanwhile, we found several media outlets that rank low on NewsGuard’s
> independent scale for trustworthiness: RT.com No. 65, the Russian
> state-backed propaganda site;
Già, mica come il Washington Post!
[...]
> Chatbots have been shown to confidently share incorrect information,
> but don’t always offer citations. Untrustworthy training data could
> lead it to spread bias, propaganda and misinformation — without the
> user being able to trace it to the original source.
Ecco: **questo** è il (uno dei?) peccato CAPITALE degli LLM (del machine
learning in generale?): manca la /provenance/; un modello progettato
così è inemendabile.
Intuisco che questo ha _molto_ a che fare con l'inadeguata
rappresentazione dei dati ma _soprattutto_ dei metadati all'interno
dello spazio informativo usato per l'"addestramento" dei modelli... ma
chi sono io per...
> Religious sites reflect a Western perspective
ROTFL! Perché tutti gli altri citati prima come fonti autorevoli no eh?
:-D
[...]
> Anti-Muslim bias has emerged as a problem in some language models. For
> example, a study published in the journal Nature found that OpenAI’s
> ChatGPT-3 completed the phrase “Two muslims walked into a …” with
> violent actions 66 percent of the time.
ROTFL^2: chissà come mai?!? Deve essere una di quelle misteriose
proprietà emergenti di cui parlava Sundar Pichai qualche giorno fa a 60
minutes.
[...]
> Social networks like Facebook and Twitter — the heart of the modern
> web — prohibit scraping, which means most data sets used to train AI
> cannot access them.
Quello che è mio è mio, quello che è tuo è mio... :-D
> Tech giants like Facebook and Google that are sitting on mammoth
> troves of conversational data have not been clear about how personal
> user information may be used to train AI models that are used
> internally or sold as products.
Ci vorrebbe un altro wistleblower ma mi sa che la lezione è arrivata
forte e chiara...
[...]
> (C4 stands for Colossal Clean Crawled Corpus.). In addition to
> removing gibberish and duplicate text, the company used the open
> source “List of Dirty, Naughty, Obscene, and Otherwise Bad Words,”
sarebbe questa [2]:
https://github.com/Jenyay/Obscene-Words-List ?
> which includes 402 terms in English and one emoji (a hand making a
> common but obscene gesture). Companies typically use high-quality
> datasets to fine-tune models, shielding users from some unwanted
> content.
<joke>
É un peccato che all'AI non vengano insegnate tutte quelle cose, così
non potrà mai imparare quando è inopportuno usarle perché non è il
contesto giusto... un po' come imparano i bambini più o meno da quando
vanno all'asilo
</joke>
(tratto dall'articolo di Wired [2])
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
“Words on the list are many times used in very offensive ways but they
can also be appropriate depending on context and your identity,” says
William Agnew, a machine learning researcher at the University of
Washington.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
menomale che ce lo dice un ricercatore di machine learning perché non ci
avevamo mai pensato prima! :-O
> While this kind of blocklist is intended to limit a model’s exposure
> to racial slurs and obscenities as it’s being trained, it also has
> been shown to eliminate some nonsexual LGBTQ content.
Ma guarda un po' cosa può succedere quando si censur... ops _filtra_
/preventivamente/, per di più usando una tecnica di una banalità
impressionante
[...]
> and more than 72,000 instances of “swastika,” one of the banned terms
> from the list.
Ah, quindi il /termine/ swastika è pure proibito?
Quindi https://en.wikipedia.org/wiki/Swastika sarebbe stato filtrato
preventivamente?
(tratto da [2])
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
LDNOOBW appears to reflect historical patterns of disapproval of
homosexual relationships, Agnew says, with entries including “gay sex”
and “homoerotic.”
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Fosse solo quello il problema, ho dato una rapida scorsa alle /parole
proibite/ in italiano: bagnarsi, balle, battere, biga, bocchino, boiata,
cadavere, cammello, cappella, carciofo, carità... stendiamo un velo
/pietosissimo/, OK?
Credo che sia estremamente _urgente_ l'intervento di un mediatore
culturale, uno bravo però [3]
[...]
> The Post believes it is important to present the complete contents of
> the data fed into AI models, which promise to govern many aspects of
> modern life.
Ah: quindi 'mo il problema è di curare meglio il contenuto e non
IMPEDIRE che i modelli AI _governino_ molti aspetti della nostra
vita... moderna?!?!
> Some websites in this data set contain highly offensive language and
> we have attempted to mask these words. Objectionable content may
> remain.
Niente, non ce la fanno proprio, non gli passa nemmeno per l'anticamera
del cervello che è nella natura stessa del contenuto che sia
/discutibile/ e che il fatto che certo contenuto sia ritenuto offensivo
(quindi censurabile?!?) dipende dallo /specifico/ contesto _contingente_
e dall'identità culturale dei /recipienti/, che cambia in funzione
dell'epoca e delle coordinate GPS/geopolitiche?!?... e delle convinzioni
personali?
[...]
> Experts say many companies do not document the contents of their
> training data — even internally — for fear of finding personal
> information about identifiable individuals, copyrighted material and
> other data grabbed without consent.
Fantastico: una MATRIOSKA di black-box!
[...]
> SimilarWeb helped The Post place two-thirds of them — about 10 million
> domains — into categories and subcategories. (The rest could not be
> categorized, often because they were no longer accessible.)
...il reverse-engineering /spannometrico/ del forward-engineering
/spannometrico/ quanto fa? spannometrico al quadrato?
sarebbe questa la metascienza?
[...]
> Categorization is difficult and ambiguous,
toh, alla fine un barlume di onestà intellettuale
domanda da un miliardo di dollari: avendo a disposizione tutti i dati
"grezzi" di partenza qualcuno sarebbe in grado di stimare la il livello
di "risoluzione" e l'errore nella categorizzazione rispetto alla natura
del /categorizzato/?
[...]
saluti, 380°
[1] https://www.pewresearch.org/methods/2018/02/15/commercial-voter-files-and-t…
[2] https://www.wired.com/story/ai-list-dirty-naughty-obscene-bad-words/
[3] uno che riesca a far comprendere a uno statunitense il monologo di
Stefano Bartezaghi sui molti modi di dire mignotta, "buona donna" è
/solo/ uno di questi:
https://www.greenme.it/lifestyle/costume-e-societa/monologo-paola-cortelles…
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
April 19, 2023
Re: [nexa] Oscurantismo Digitala [Era: <ChatGPT: Garante privacy...>]
by Paolo Del Romano
Faccio un secondo esempio. Questa volta non guardo al vertice della
piramide ma alla base.
Insegno Economia Aziendale da 36 anni in un ITC dove è previsto
l'insegnamento di Informatica sia nel corso ordinario per ragionieri, oggi
AFM (Amministrazione Finanza e Marketing), sia nel corso specifico per
ragionieri programmatori che adesso si chiama SIA (Sistemi Informativi
Aziendali). In tutti questi anni non abbiamo avuto un docente di
informatica disponibile a usare software libero. Tutti conoscono e
utilizzano solo sw proprietario. Proprio ieri nella scelta dei libri da
adottare per il prossimo anno scolastico ho cercato di convincere un
giovane docente, laureato in informatica (al suo primo anno di ruolo) a
scegliere un libro che propone solo sw open ma purtroppo senza riuscirci.
Perchè accade anche questo?
Paolo
Il giorno mer 19 apr 2023 alle ore 19:59 Paolo Del Romano <
delromano(a)gmail.com> ha scritto:
> Non so se la responsabilità di tutto questo sia addebitabile solo al
> livello politico.
> Faccio un esempio. Il Garr ha un ottimo sistema di videoconferenza open e
> però il Ministero della Pubblica Istruzione (e non le singole scuole !!)
> per gli eventi che organizza a distanza con i Dirigenti scolastici, con gli
> Animatori Digitali, etc....utilizza Teams. E perchè questo?
> Paolo
>
>
>
> Il giorno mer 19 apr 2023 alle ore 16:18 Damiano Verzulli <
> damiano(a)verzulli.it> ha scritto:
>
>> Il 19/04/23 13:44, Paolo Del Romano ha scritto:
>>
>> Il giorno mer 19 apr 2023 alle ore 07:58 Giuseppe Attardi <
>> attardi(a)di.unipi.it> ha scritto:
>>
>>>
>>> > Possiamo fare di meglio.
>>>
>>> Non certo con atteggiamenti oscurantisti rispetto alla tecnologia.
>>>
>>> — Beppe
>>>
>>
>> dovremmo indagare anche sul perchè l'oscurantismo prende il dominio delle
>> nostre menti e capire se è più un problema psicologico oppure una questione
>> culturale
>>
>> Non vedo un "oscurantismo tecnologico" che "...prende il dominio delle
>> nostre menti...".
>>
>> Piuttosto, vedo un totale disinteresse (doloso? colposo? .... casuale?
>> causale? ) di tutto il livello politico ITA a promuovere uno sviluppo ICT
>> "serio" nel nostro Paese (dove "serio" lo intendo su una mia personalissima
>> scala). Promozione di cui solo recentemente (poche decine mesi) inizio a
>> vedere le sembianze in ambito EU.
>>
>> E --chiedo perdono per la brutalita'--, tutto cio' in PERFETTA SINTONIA
>> con il mondo Accademico, che inconsapevolmente (a mio parere, ovviamente)
>> supporta tale immobilismo politico. Un mondo accademico (quello ITA in
>> particolare) che è certamente capace di esprimere una produzione
>> scientifica rilevante (no; non sono sarcastico), ma che poi risulta
>> totalmente incapace di incidere nella realta' quotidiana.
>>
>> Possibile che nessun Ateneo, in Italia (e in Europa), sia in grado di
>> prendere il controllo di un qualsiasi medio/grande progetto Open Source, e
>> promuoverne l'evoluzione?
>>
>> Possibile che nessun Ateneo, in Italia (e in Europa) si senta in grado di
>> mettersi alla guida di una iniziativa "alta" (ITA o EU) che punti, a 24
>> mesi, a creare una piattaforma di messaggistica (e-mail), da mettere a
>> disposizione di tutti, per il futuro, probabile, re-in-sourcing della posta?
>>
>> Possibile che nessun Ateneo, in Italia (e in Europa) si senta all'altezza
>> di guidare lo sviluppo di una piattaforma di supporto alla didattica, che
>> possa consentire al mondo della scuola e di univ di "liberarsi" da Teams e
>> da Classroom?
>>
>> Possibile che --ammesso e non concesso che ci sia mancanza di risorse
>> umane-- nessun Ateneo possa mettersi alla guida di una cordata privata, che
>> inizi a prendere il controllo di cio' che serve?
>>
>>
>> D'altro canto, i miei occhi non possono fare a meno di notare che tutto
>> cio' accade in un contesto (ITA) dove:
>>
>> - ormai da piu' di due anni, a Pennapiedimonte [*] c'e' la fibra a
>> disposizione delle case (vuote) (....ad essere cattivo, direi che ci sono
>> piu' metri di fibra che abitanti residenti), e chiaramente a portarcela non
>> è stata una Santa Divinità, ma del vil-denaro (...accompagnato da un volere
>> "politico");
>>
>> - ci si fa belli a mostrare i RACK di Leonardo (
>> https://leonardo-supercomputer.cineca.eu/ - che non è costato [e non
>> costa] esattamente 5 euro) scrivendo che i "Leonardo's main goals are",
>> "Sustain the computing capability for the Italian and European researchers"
>> + "Help ensure EU sovereignty on strategic technologies" + "tackle
>> relevant and urgent societal challenges"
>>
>> - PoliTO e UniTO gestiscono (dal 2017) l'HPC4AI - https://hpc4ai.it/ -
>> ".... to create a federated competence centre on High-Performance Computing
>> (HPC), Artificial Intelligence (AI) and Big Data Analytics (BDA)..."
>>
>> ...e potrei continuare
>> (BTW: sugli ultimi due punti [Leonardo e HPC4AI], mi sono chiesto piu'
>> volte --senza trovare risposte-- come mai l'interessantissimo thread su
>> ChatGPT tuttora in corso, non possa essere "allargato" a soggetti afferenti
>> a questi ambiti... dato che --per loro, ed a differenza nostra-- dovrebbe
>> essere CORE-BUSINESS!!!)
>>
>>
>> Io credo che l' "oscurantismo tecnologico" cui il Prof. Del Romano faceva
>> riferimento è figlio del fatto che da almeno tre decenni, ICT ==
>> Spesa_per_acquisti (di hardware e servizi connessi, in primis).
>> Certamente --sempre a livello politico-- "ICT" **NON** è stato sinonimo
>> di "sviluppo di competenze". E, di nuovo, la responsabilita' del mondo UNIV
>> in questo senso è --secondo me-- rilevante.
>>
>> Non voglio assolutamente sminuire l'importanza di rimarcare come i temi
>> dell'IA impattino ben oltre il mondo della tecnica, sconfinando nel
>> sociale, nel filosofico e in altri ambiti che --dal basso della mia
>> ignoranza-- ignoro. Tutto cio' non solo serve, ma è certamente necessario.
>> E questa lista è semplicemente eccellente, al riguardo.
>>
>> Ma fermarsi qui, senza poi sporcarsi le mani con la tecnologia, per
>> capire esattamente come "modificarla" o come "adattarla" o come solo
>> "promuoverne l'adattamento" a queste altre esigenze "alte", favorendone lo
>> sviluppo concreto (con studenti, dottorandi, ricercatori... a cui
>> evidentemente va chiesto di occuparsene MATERIALMENTE, sviluppando
>> CONCRETAMENTE quello che serve per "adattare" cio' che oggi si ritiene non
>> va), è un po'... colpevole.
>>
>>
>> Insomma: dal mio punto di vista... non è che ci sia un fenomeno di
>> "oscurantismo tecnologico" in senso stretto. È semplicemente che...
>> qualcuno ha iniziato (trenta anni fa) a spegnere tutte le luci, in ambito
>> ICT, e ora è decisamente buio. E' "scuro".
>>
>> Il dramma è che non vedo nessuno che abbia iniziato ad accendere qualche
>> luce. Vedo qualcuno che vorrebbe farlo... che ha voglia di farlo. Ma non lo
>> fa. Vedo altri (molti altri) che vorrebbero farlo... ma fanno confusione a
>> distinguere le lampadine.
>> Bye,
>> DV
>>
>> [*] https://it.wikipedia.org/wiki/Pennapiedimonte
>>
>> --
>> Damiano Verzulli
>> e-mail: damiano(a)verzulli.it
>> ---
>> possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
>> ---
>> "...I realized that free software would not generate the kind of
>> income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
>> to get a well paying job as a free software developer, but not
>> here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
>> http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
>
>
>
April 19, 2023
Re: [nexa] Oscurantismo Digitala [Era: <ChatGPT: Garante privacy...>]
by Paolo Del Romano
Non so se la responsabilità di tutto questo sia addebitabile solo al
livello politico.
Faccio un esempio. Il Garr ha un ottimo sistema di videoconferenza open e
però il Ministero della Pubblica Istruzione (e non le singole scuole !!)
per gli eventi che organizza a distanza con i Dirigenti scolastici, con gli
Animatori Digitali, etc....utilizza Teams. E perchè questo?
Paolo
Il giorno mer 19 apr 2023 alle ore 16:18 Damiano Verzulli <
damiano(a)verzulli.it> ha scritto:
> Il 19/04/23 13:44, Paolo Del Romano ha scritto:
>
> Il giorno mer 19 apr 2023 alle ore 07:58 Giuseppe Attardi <
> attardi(a)di.unipi.it> ha scritto:
>
>>
>> > Possiamo fare di meglio.
>>
>> Non certo con atteggiamenti oscurantisti rispetto alla tecnologia.
>>
>> — Beppe
>>
>
> dovremmo indagare anche sul perchè l'oscurantismo prende il dominio delle
> nostre menti e capire se è più un problema psicologico oppure una questione
> culturale
>
> Non vedo un "oscurantismo tecnologico" che "...prende il dominio delle
> nostre menti...".
>
> Piuttosto, vedo un totale disinteresse (doloso? colposo? .... casuale?
> causale? ) di tutto il livello politico ITA a promuovere uno sviluppo ICT
> "serio" nel nostro Paese (dove "serio" lo intendo su una mia personalissima
> scala). Promozione di cui solo recentemente (poche decine mesi) inizio a
> vedere le sembianze in ambito EU.
>
> E --chiedo perdono per la brutalita'--, tutto cio' in PERFETTA SINTONIA
> con il mondo Accademico, che inconsapevolmente (a mio parere, ovviamente)
> supporta tale immobilismo politico. Un mondo accademico (quello ITA in
> particolare) che è certamente capace di esprimere una produzione
> scientifica rilevante (no; non sono sarcastico), ma che poi risulta
> totalmente incapace di incidere nella realta' quotidiana.
>
> Possibile che nessun Ateneo, in Italia (e in Europa), sia in grado di
> prendere il controllo di un qualsiasi medio/grande progetto Open Source, e
> promuoverne l'evoluzione?
>
> Possibile che nessun Ateneo, in Italia (e in Europa) si senta in grado di
> mettersi alla guida di una iniziativa "alta" (ITA o EU) che punti, a 24
> mesi, a creare una piattaforma di messaggistica (e-mail), da mettere a
> disposizione di tutti, per il futuro, probabile, re-in-sourcing della posta?
>
> Possibile che nessun Ateneo, in Italia (e in Europa) si senta all'altezza
> di guidare lo sviluppo di una piattaforma di supporto alla didattica, che
> possa consentire al mondo della scuola e di univ di "liberarsi" da Teams e
> da Classroom?
>
> Possibile che --ammesso e non concesso che ci sia mancanza di risorse
> umane-- nessun Ateneo possa mettersi alla guida di una cordata privata, che
> inizi a prendere il controllo di cio' che serve?
>
>
> D'altro canto, i miei occhi non possono fare a meno di notare che tutto
> cio' accade in un contesto (ITA) dove:
>
> - ormai da piu' di due anni, a Pennapiedimonte [*] c'e' la fibra a
> disposizione delle case (vuote) (....ad essere cattivo, direi che ci sono
> piu' metri di fibra che abitanti residenti), e chiaramente a portarcela non
> è stata una Santa Divinità, ma del vil-denaro (...accompagnato da un volere
> "politico");
>
> - ci si fa belli a mostrare i RACK di Leonardo (
> https://leonardo-supercomputer.cineca.eu/ - che non è costato [e non
> costa] esattamente 5 euro) scrivendo che i "Leonardo's main goals are",
> "Sustain the computing capability for the Italian and European researchers"
> + "Help ensure EU sovereignty on strategic technologies" + "tackle
> relevant and urgent societal challenges"
>
> - PoliTO e UniTO gestiscono (dal 2017) l'HPC4AI - https://hpc4ai.it/ -
> ".... to create a federated competence centre on High-Performance Computing
> (HPC), Artificial Intelligence (AI) and Big Data Analytics (BDA)..."
>
> ...e potrei continuare
> (BTW: sugli ultimi due punti [Leonardo e HPC4AI], mi sono chiesto piu'
> volte --senza trovare risposte-- come mai l'interessantissimo thread su
> ChatGPT tuttora in corso, non possa essere "allargato" a soggetti afferenti
> a questi ambiti... dato che --per loro, ed a differenza nostra-- dovrebbe
> essere CORE-BUSINESS!!!)
>
>
> Io credo che l' "oscurantismo tecnologico" cui il Prof. Del Romano faceva
> riferimento è figlio del fatto che da almeno tre decenni, ICT ==
> Spesa_per_acquisti (di hardware e servizi connessi, in primis).
> Certamente --sempre a livello politico-- "ICT" **NON** è stato sinonimo di
> "sviluppo di competenze". E, di nuovo, la responsabilita' del mondo UNIV in
> questo senso è --secondo me-- rilevante.
>
> Non voglio assolutamente sminuire l'importanza di rimarcare come i temi
> dell'IA impattino ben oltre il mondo della tecnica, sconfinando nel
> sociale, nel filosofico e in altri ambiti che --dal basso della mia
> ignoranza-- ignoro. Tutto cio' non solo serve, ma è certamente necessario.
> E questa lista è semplicemente eccellente, al riguardo.
>
> Ma fermarsi qui, senza poi sporcarsi le mani con la tecnologia, per capire
> esattamente come "modificarla" o come "adattarla" o come solo "promuoverne
> l'adattamento" a queste altre esigenze "alte", favorendone lo sviluppo
> concreto (con studenti, dottorandi, ricercatori... a cui evidentemente va
> chiesto di occuparsene MATERIALMENTE, sviluppando CONCRETAMENTE quello che
> serve per "adattare" cio' che oggi si ritiene non va), è un po'...
> colpevole.
>
>
> Insomma: dal mio punto di vista... non è che ci sia un fenomeno di
> "oscurantismo tecnologico" in senso stretto. È semplicemente che...
> qualcuno ha iniziato (trenta anni fa) a spegnere tutte le luci, in ambito
> ICT, e ora è decisamente buio. E' "scuro".
>
> Il dramma è che non vedo nessuno che abbia iniziato ad accendere qualche
> luce. Vedo qualcuno che vorrebbe farlo... che ha voglia di farlo. Ma non lo
> fa. Vedo altri (molti altri) che vorrebbero farlo... ma fanno confusione a
> distinguere le lampadine.
> Bye,
> DV
>
> [*] https://it.wikipedia.org/wiki/Pennapiedimonte
>
> --
> Damiano Verzulli
> e-mail: damiano(a)verzulli.it
> ---
> possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
> ---
> "...I realized that free software would not generate the kind of
> income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
> to get a well paying job as a free software developer, but not
> here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
> http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
April 19, 2023
Re: [nexa] ChatGPT: Garante privacy, limitazione provvisoria sospesa se OpenAI adotterà le misure richieste.
by Enrico Nardelli
Il 19/04/2023 07:58, Giuseppe Attardi ha scritto:
>> Possiamo fare di meglio.
> Non certo con atteggiamenti oscurantisti rispetto alla tecnologia.
>
> — Beppe
>
Beppe, ti stimo enormemente, ma etichettare le critiche di Giacomo (critiche che non condivido completamente - ma non ho tempo di farne l'analisi) come "oscurantiste" non fa bene al dibattito.
Sono critiche che derivano anche da preoccupazioni (condivise da altri) sull'impatto sociale di questi strumenti rilasciati al pubblico in modo abbastanza incontrollato.
Con la stima di sempre, Enrico
--
-- EN
https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
======================================================
Prof. Enrico Nardelli
Presidente di "Informatics Europe"
Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
blog: https://link-and-think.blogspot.it/
tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli(a)mat.uniroma2.it
online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont
======================================================
--
April 19, 2023
Camera dei deputati - Comitato per la Documentazione: audizioni di esperti sull’intelligenza artificiale
by Damiano Verzulli
Ho appena appreso di questa "comitato":
===================
Comitato per la Documentazione: audizioni di esperti sull’intelligenza
artificiale
----
Al via il ciclo di audizioni del Comitato di Vigilanza sull’attività di
Documentazione sul tema dell’intelligenza artificiale.
Alle ore 11, nella Biblioteca del Presidente si sono svolte le audizioni
del professor Paolo Benanti, docente della Pontificia Università
Gregoriana, e della professoressa Rita Cucchiara, docente
dell’Università di Modena e Reggio Emilia. L’indagine del Comitato,
presieduto dalla Vicepresidente della Camera, Anna Ascani, ha
l’obiettivo di conoscere l’avanzamento dell'intelligenza artificiale e
degli algoritmi e di studiare la loro possibile applicazione all’interno
della documentazione parlamentare, a supporto dell’attività del Parlamento.
https://webtv.camera.it/evento/22232
====================
Mi chiedevo se qualcuno, in lista, avesse voglia e tempo per capire...
se/come portare in quella sede molte delle discussioni fatte qui, su
ChatGPT: secondo me, potrebbero interessare :-)
Saluti,
DV
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano(a)verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
April 19, 2023
Oscurantismo Digitala [Era: <ChatGPT: Garante privacy...>]
by Damiano Verzulli
Il 19/04/23 13:44, Paolo Del Romano ha scritto:
> Il giorno mer 19 apr 2023 alle ore 07:58 Giuseppe Attardi
> <attardi(a)di.unipi.it> ha scritto:
>
>
> > Possiamo fare di meglio.
>
> Non certo con atteggiamenti oscurantisti rispetto alla tecnologia.
>
> — Beppe
>
>
> dovremmo indagare anche sul perchè l'oscurantismo prende il dominio
> delle nostre menti e capire se è più un problema psicologico oppure
> una questione culturale
Non vedo un "oscurantismo tecnologico" che "...prende il dominio delle
nostre menti...".
Piuttosto, vedo un totale disinteresse (doloso? colposo? .... casuale?
causale? ) di tutto il livello politico ITA a promuovere uno sviluppo
ICT "serio" nel nostro Paese (dove "serio" lo intendo su una mia
personalissima scala). Promozione di cui solo recentemente (poche decine
mesi) inizio a vedere le sembianze in ambito EU.
E --chiedo perdono per la brutalita'--, tutto cio' in PERFETTA SINTONIA
con il mondo Accademico, che inconsapevolmente (a mio parere,
ovviamente) supporta tale immobilismo politico. Un mondo accademico
(quello ITA in particolare) che è certamente capace di esprimere una
produzione scientifica rilevante (no; non sono sarcastico), ma che poi
risulta totalmente incapace di incidere nella realta' quotidiana.
Possibile che nessun Ateneo, in Italia (e in Europa), sia in grado di
prendere il controllo di un qualsiasi medio/grande progetto Open Source,
e promuoverne l'evoluzione?
Possibile che nessun Ateneo, in Italia (e in Europa) si senta in grado
di mettersi alla guida di una iniziativa "alta" (ITA o EU) che punti, a
24 mesi, a creare una piattaforma di messaggistica (e-mail), da mettere
a disposizione di tutti, per il futuro, probabile, re-in-sourcing della
posta?
Possibile che nessun Ateneo, in Italia (e in Europa) si senta
all'altezza di guidare lo sviluppo di una piattaforma di supporto alla
didattica, che possa consentire al mondo della scuola e di univ di
"liberarsi" da Teams e da Classroom?
Possibile che --ammesso e non concesso che ci sia mancanza di risorse
umane-- nessun Ateneo possa mettersi alla guida di una cordata privata,
che inizi a prendere il controllo di cio' che serve?
D'altro canto, i miei occhi non possono fare a meno di notare che tutto
cio' accade in un contesto (ITA) dove:
- ormai da piu' di due anni, a Pennapiedimonte [*] c'e' la fibra a
disposizione delle case (vuote) (....ad essere cattivo, direi che ci
sono piu' metri di fibra che abitanti residenti), e chiaramente a
portarcela non è stata una Santa Divinità, ma del vil-denaro
(...accompagnato da un volere "politico");
- ci si fa belli a mostrare i RACK di Leonardo
(https://leonardo-supercomputer.cineca.eu/ - che non è costato [e non
costa] esattamente 5 euro) scrivendo che i "Leonardo's main goals are",
"Sustain the computing capability for the Italian and European
researchers" + "Help ensure EU sovereignty on strategic technologies"
+ "tackle relevant and urgent societal challenges"
- PoliTO e UniTO gestiscono (dal 2017) l'HPC4AI - https://hpc4ai.it/ -
".... to create a federated competence centre on High-Performance
Computing (HPC), Artificial Intelligence (AI) and Big Data Analytics
(BDA)..."
...e potrei continuare
(BTW: sugli ultimi due punti [Leonardo e HPC4AI], mi sono chiesto piu'
volte --senza trovare risposte-- come mai l'interessantissimo thread su
ChatGPT tuttora in corso, non possa essere "allargato" a soggetti
afferenti a questi ambiti... dato che --per loro, ed a differenza
nostra-- dovrebbe essere CORE-BUSINESS!!!)
Io credo che l' "oscurantismo tecnologico" cui il Prof. Del Romano
faceva riferimento è figlio del fatto che da almeno tre decenni, ICT ==
Spesa_per_acquisti (di hardware e servizi connessi, in primis).
Certamente --sempre a livello politico-- "ICT" **NON** è stato sinonimo
di "sviluppo di competenze". E, di nuovo, la responsabilita' del mondo
UNIV in questo senso è --secondo me-- rilevante.
Non voglio assolutamente sminuire l'importanza di rimarcare come i temi
dell'IA impattino ben oltre il mondo della tecnica, sconfinando nel
sociale, nel filosofico e in altri ambiti che --dal basso della mia
ignoranza-- ignoro. Tutto cio' non solo serve, ma è certamente
necessario. E questa lista è semplicemente eccellente, al riguardo.
Ma fermarsi qui, senza poi sporcarsi le mani con la tecnologia, per
capire esattamente come "modificarla" o come "adattarla" o come solo
"promuoverne l'adattamento" a queste altre esigenze "alte", favorendone
lo sviluppo concreto (con studenti, dottorandi, ricercatori... a cui
evidentemente va chiesto di occuparsene MATERIALMENTE, sviluppando
CONCRETAMENTE quello che serve per "adattare" cio' che oggi si ritiene
non va), è un po'... colpevole.
Insomma: dal mio punto di vista... non è che ci sia un fenomeno di
"oscurantismo tecnologico" in senso stretto. È semplicemente che...
qualcuno ha iniziato (trenta anni fa) a spegnere tutte le luci, in
ambito ICT, e ora è decisamente buio. E' "scuro".
Il dramma è che non vedo nessuno che abbia iniziato ad accendere qualche
luce. Vedo qualcuno che vorrebbe farlo... che ha voglia di farlo. Ma non
lo fa. Vedo altri (molti altri) che vorrebbero farlo... ma fanno
confusione a distinguere le lampadine.
Bye,
DV
[*] https://it.wikipedia.org/wiki/Pennapiedimonte
--
Damiano Verzulli
e-mail:damiano@verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
April 19, 2023