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Re: [nexa] "da chatGPT potremo ottenere una risposta efficace per qualsiasi questione!
by Daniela Tafani
Buongiorno, Maurizio.
Ognuno di noi in questa lista fa quello che può, credo.
In un mio articolo recente, scritto prima dell'uscita di ChatGPT, ho parlato di intelligenza artificiale e impostura
e di prodotti non funzionanti o pericolosi la cui commercializzazione dovrebbe semplicemente essere proibita,
come accade usualmente quando non si sia annebbiati dall'eccezionalismo tecnologico:
https://www.rivisteweb.it/doi/10.1416/106674
Resta il fatto, constatato di recente anche dalla Federal Trade Commission
(nel documento di Alvaro Bedoya che ho segnalato qualche giorno fa),
che per ogni sparata del multimiliardario di turno e dei suoi megafoni
- letta e assimilata da milioni di persone -
c'è una demistificazione di qualche ricercatore o docente, letta da una manciata di persone
e non in grado, perciò, di opporsi alla presentazione ingannevole.
Serve un intervento che prenda atto della sistematica violazione di alcuni diritti e ripristini la legalità,
lasciando intatta la libertà della ricerca, ma non quella della truffa:
che faccia scoppiare la "bolla giuridica", per usare l'espressione di Marco Giraudo.
Un saluto,
Daniela
________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di maurizio lana <maurizio.lana(a)uniupo.it>
Inviato: mercoledì 26 aprile 2023 10:02
A: NEXA ML
Oggetto: [nexa] "da chatGPT potremo ottenere una risposta efficace per qualsiasi questione!
mentre noi qui giustissimamente discutiamo di questioni complesse, teoriche, di principio, [tutte qualifiche altamente positive per me, sia chiaro] a proposito dei sistemi di IA e dei chatbot, là nel mondo non nexa si pensano e si pubblicano con notevole arroganza queste cose
La sfida investe, in primo luogo, scuola e università, che davanti all’impatto dell’Intel-
ligenza artificiale e dei linguaggi generati da reti, come ChatGPT di OpenAI, non devono
arroccarsi nel piagnisteo da ultimo barone ex cathedra, “che fine faranno compiti a ca-
sa e tesi di laurea?”. Sapere è potere sostiene, al contrario, che «strumenti come ChatGPT
cambieranno totalmente il processo di apprendimento, perché con un’interfaccia con-
versazionale potremo ottenere una risposta efficace nella forma che preferiamo, per
qualsiasi questione.
(fonte: «la Repubblica», 26 aprile, pag. 33, Gianni Riotta, "Dialogo tra un monaco e uno startupper")
trovo terrificante che persone non zotiche scrivano (di) libri in cui si afferma che "da chatGPT attenderemo risposte" !!!.
il tutto condito con arroganza stupida (ma esiste un'arroganza intelligente?) perché avere preoccupazioni specifiche per la "scrittura di testo" ad opera di sistemi di IA non significa essere un barone: vedi ad esempio Marco Calamari che certo non fa un "piagnisteo da ultimo barone ex cathedra" quando ha scritto su queste preoccupazioni ieri in Zeus News (Vivere con l’IA: la scrittura, https://www.zeusnews.it/n.php?c=29800<https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=20230426080231088978…>).
mi chiedo se, al di là di interventi ad hoc (chessò, scrivere a Riotta e agli autori del libro; ma intanto il libro è uscito e sarà letto avidamente) di cui temo che siano irrilevanti, si possa fare qualcosa nella società per contrastare questo culto del cargo.
Maurizio
________________________________
25 aprile 2023
________________________________
Maurizio Lana - 347 7370925
April 26, 2023
Re: [nexa] Digital Services Act: Commission designates first set of Very Large Online Platforms and Search Engines
by Stefano Zacchiroli
On Tue, Apr 25, 2023 at 03:38:19PM +0000, Daniela Tafani wrote:
> Today, the Commission adopted the first designation decisions under the Digital Services Act<https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/digital-services-act-pack…> (DSA), designating 17 Very Large Online Platforms (VLOPs) and 2 Very Large Online Search Engines (VLOSEs) that reach at least 45 million monthly active users. These are:
Grazie Daniela. Per i francofoni segnalo questa lunga intervista
radiofonica a Thierry Breton di domenica scorsa, dove discuteva questo
tema (prima della pubblicazione della lista delle piattaforme):
https://www.radiofrance.fr/franceinter/podcasts/questions-politiques/questi…
Sulla lista in se, sono perplesso dall'inclusione di Wikipedia.
Certo: come traffico/numero di utenti i vari siti web di Wikipedia
rientrano negli obiettivi. Ma essendo operati da una non-profit
(Wikimedia Foundation) che ha un modello economico basato interamente
sulle donazioni, molte degli obiettivi politici del DSA risultano essere
"stonati" rispetto a Wikipedia/Wikimedia. Idem per il fatto che il
contenuto dell'enciclopedia è completamente curato da volontari, non da
staff della fondazione.
È lampante come tutte gli obblighi sulla pubblicità non siano
applicabili a Wikipedia, ma temo comunque che il costo di compliance con
il DSA possa finire per buttare un bel po' di sabbia negli ingranaggi
dell'enciclopedia libera. Vedremo...
Ciao
--
Stefano Zacchiroli . zack(a)upsilon.cc . https://upsilon.cc/zack _. ^ ._
Full professor of Computer Science o o o \/|V|\/
Télécom Paris, Polytechnic Institute of Paris o o o </> <\>
Co-founder & CTO Software Heritage o o o o /\|^|/\
https://twitter.com/zacchiro . https://mastodon.xyz/@zacchiro '" V "'
April 26, 2023
"da chatGPT potremo ottenere una risposta efficace per qualsiasi questione!
by maurizio lana
mentre noi qui giustissimamente discutiamo di questioni complesse,
teoriche, di principio, [tutte qualifiche altamente positive per me, sia
chiaro] a proposito dei sistemi di IA e dei chatbot, là nel mondo non
nexa si pensano e si pubblicano con notevole arroganza queste cose
> La sfida investe, in primo luogo, scuola e università, che davanti
> all’impatto dell’Intel-
> ligenza artificiale e dei linguaggi generati da reti, come ChatGPT di
> OpenAI, non devono
> arroccarsi nel piagnisteo da ultimo barone ex cathedra, “che fine
> faranno compiti a ca-
> sa e tesi di laurea?”. Sapere è potere sostiene, al contrario, che
> «strumenti come ChatGPT
> cambieranno totalmente il processo di apprendimento, perché con
> un’interfaccia con-
> versazionale potremo ottenere una risposta efficace nella forma che
> preferiamo, per
> qualsiasi questione.
(fonte: «la Repubblica», 26 aprile, pag. 33, Gianni Riotta, "Dialogo tra
un monaco e uno startupper")
trovo terrificante che persone non zotiche scrivano (di) libri in cui si
afferma che "da chatGPT attenderemo risposte" !!!.
il tutto condito con arroganza stupida (ma esiste un'arroganza
intelligente?) perché avere preoccupazioni /specifiche/ per la
"scrittura di testo" ad opera di sistemi di IA non significa essere un
barone: vedi ad esempio Marco Calamari che certo non fa un "piagnisteo
da ultimo barone ex cathedra" quando ha scritto su queste preoccupazioni
ieri in Zeus News (Vivere con l’IA: la
scrittura,https://www.zeusnews.it/n.php?c=29800).
mi chiedo se, al di là di interventi ad hoc (chessò, scrivere a Riotta e
agli autori del libro; ma intanto il libro è uscito e sarà letto
avidamente) di cui temo che siano irrilevanti, si possa fare qualcosa
nella società per contrastare questo culto del cargo.
Maurizio
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25 aprile 2023
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Maurizio Lana - 347 7370925
April 26, 2023
Re: [nexa] Digital Services Act: Commission designates first set of Very Large Online Platforms and Search Engines
by Daniela Tafani
Buongiorno, Giacomo.
I dettagli sulle modalità di abilitazione dei ricercatori sono attualmente oggetto di consultazione pubblica.
In ogni caso, alcuni elementi sono già fissati nel Regolamento sui servizi digitali.
In particolare, all'articolo 40, par. 8 e par. 12:
8. Su domanda debitamente motivata dei ricercatori, il coordinatore dei servizi digitali del luogo di stabilimento
conferisce a tali ricercatori lo status di «ricercatori abilitati» per la specifica ricerca menzionata nella domanda ed emette
una richiesta motivata di accesso ai dati a un fornitore di piattaforma online di dimensioni molto grandi o di motore di
ricerca online di dimensioni molto grandi a norma del paragrafo 4, se i ricercatori dimostrano di soddisfare tutte le
seguenti condizioni:
a) appartengono a un organismo di ricerca quale definito all'articolo 2, punto 1), della direttiva (UE) 2019/790;
b) sono indipendenti da interessi commerciali;
c) la loro domanda comunica il finanziamento della ricerca;
d) sono in grado di rispettare le specifiche prescrizioni di sicurezza e riservatezza dei dati corrispondenti a ciascuna
richiesta e di proteggere i dati personali, e descrivono, nella loro richiesta, le misure tecniche e organizzative
appropriate che hanno messo in atto a tal fine;
e) la loro domanda dimostra che il loro accesso ai dati e i periodi richiesto sono necessari ai fini della loro ricerca e
proporzionati ad essa e che i risultati attesi da detta ricerca contribuiranno alle finalità di cui al paragrafo 4;
f) le attività di ricerca previste saranno svolte per le finalità di cui al paragrafo 4;
g) si sono impegnati a rendere disponibili gratuitamente al pubblico i risultati delle loro ricerche, entro un termine
ragionevole dal completamento della ricerca, con riserva dei diritti e degli interessi dei destinatari del servizio in
questione, in conformità del regolamento (UE) 2016/679.
...
12. I fornitori di piattaforme online di dimensioni molto grandi o di motori di ricerca online di dimensioni molto grandi
danno accesso senza indebito ritardo ai dati, compresi, laddove tecnicamente possibile, i dati in tempo reale, a condizione
che i dati siano pubblicamente accessibili nella loro interfaccia online ai ricercatori, compresi quelli appartenenti a
organismi, organizzazioni e associazioni senza scopo di lucro, che soddisfano le condizioni di cui al paragrafo 8, lettere b),
c), d) ed e), e che utilizzano i dati unicamente per svolgere attività di ricerca che contribuiscono all'individuazione, all'identi
ficazione e alla comprensione dei rischi sistemici nell'Unione a norma dell'articolo 34, paragrafo 1
La bozza oggetto di consultazione prevede:
Come definito all'articolo 40 del regolamento sui servizi digitali, l'accesso ai dati sarà consentito:
* ai coordinatori dei servizi digitali o alla Commissione, che possono richiedere l'accesso ai fini del monitoraggio e della valutazione della conformità al regolamento sui servizi digitali;
* ai ricercatori abilitati, allo scopo di condurre ricerche che contribuiscano al rilevamento, all'individuazione e alla comprensione dei rischi sistemici nell'Unione derivanti dalla progettazione o dal funzionamento di piattaforme o motori di ricerca di grandi dimensioni e dei relativi sistemi, compresi quelli algoritmici;
* ai ricercatori che soddisfano le pertinenti condizioni previste per l'accesso ai dati accessibili al pubblico, conformemente all'articolo 40, paragrafo 12.
La Commissione sta lavorando alla definizione di meccanismi efficienti di accesso ai dati per tutti i soggetti
interessati entro i limiti giuridici stabiliti dall'articolo 40 del regolamento sui servizi digitali. Al fine di garantire che
si tenga conto di tutte le esperienze e iniziative pertinenti, essa invita i portatori di interessi a fornire il loro
parere, in particolare sulle questioni seguenti.
1) Esigenze di accesso ai dati
a) Quali tipi di dati, metadati, documentazione sulla governance dei dati e altre informazioni sui dati e
relative modalità di utilizzo possono essere utili per i coordinatori dei servizi digitali (DSC) ai fini del
monitoraggio e della valutazione della conformità e per i ricercatori abilitati al fine di condurre ricerche
relative ai rischi sistemici e alle misure di attenuazione?
b) Che tipo di attività di analisi e ricerca potrebbero svolgere i DSC e i ricercatori abilitati al fine di
monitorare e valutare la conformità e di effettuare ricerche sui rischi sistemici e sulle misure di
attenuazione?
2) Domanda di accesso ai dati e relativa procedura
a) I DSC negli Stati membri svolgeranno un ruolo chiave nella valutazione delle domande presentate dai
ricercatori e fungeranno da intermediari con le piattaforme. Come dovrebbe essere definita nella pratica
la procedura di presentazione delle domande? In che modo il processo di controllo può garantire scambi
efficienti tra ricercatori e fornitori di piattaforme?
b) L'articolo 40, paragrafo 8, definisce in modo esaustivo i criteri per il conferimento dello status di
"ricercatori abilitati". In che modo si può garantire una valutazione coerente tra i DSC, pur tenendo conto
delle specificità di ciascuna richiesta?
c) Quali disposizioni o specifiche supplementari potrebbero essere utili per contribuire a equilibrare i nuovi
diritti di accesso ai dati e la tutela dei diritti degli utenti e delle imprese, ad esempio la protezione dei
dati, le informazioni riservate, compresi i segreti commerciali, e la sicurezza?
d) Che tipo di garanzie possono essere messe in atto per assicurare che i dati raccolti a norma dell'articolo
40 siano utilizzati per le finalità previste e per ridurre al minimo il rischio di abusi da parte dei ricercatori?
e) L'articolo 40, paragrafo 13, introduce la possibilità di istituire meccanismi consultivi indipendenti per
sostenere la gestione delle richieste di accesso ai dati e il controllo dei ricercatori. Quale sarebbe il
valore aggiunto di tale meccanismo?
3) Formati di accesso ai dati e coinvolgimento dei ricercatori
a) Quali specifiche tecniche potrebbero essere prese in considerazione per le interfacce di accesso ai dati
tenendo conto della sicurezza, della protezione dei dati, della facilità d'uso, dell'accessibilità e della
capacità di risposta (ad esempio API, data vault e altri dati leggibili meccanicamente)?
b) Quali misure di sviluppo delle capacità potrebbero essere prese in considerazione affinché la comunità
di ricerca possa sfruttare le opportunità offerte dall'articolo 40?
c) Sarebbe auspicabile e possibile definire un linguaggio comune e preciso per i DSC, i ricercatori abilitati,
le piattaforme online di dimensioni molto grandi e i motori di ricerca online di dimensioni molto grandi, da
utilizzare nella comunicazione sull'accesso ai dati, ad esempio compilando un dizionario di dati standard
e/o un glossario aziendale? In che modo ciò potrebbe essere attuato?
4) Accesso ai dati accessibili al pubblico
a) Non saranno solo i ricercatori abilitati a beneficiare di maggiori opportunità di accesso ai dati: tutti i
ricercatori che soddisfano le condizioni di cui all'articolo 40, paragrafo 12, potranno accedere
direttamente ai dati accessibili al pubblico. A vostro parere, quali processi e meccanismi potrebbero
essere messi in atto per facilitare tale accesso
https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/1…
Un saluto,
Daniela
________________________________
Da: Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it>
Inviato: martedì 25 aprile 2023 22:28
A: nexa(a)server-nexa.polito.it; Daniela Tafani; nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] Digital Services Act: Commission designates first set of Very Large Online Platforms and Search Engines
Come si diventa "vetted researcher"?
Sembra davvero divertente!
Giacomo
April 26, 2023
Re: [nexa] Digital Services Act: Commission designates first set of Very Large Online Platforms and Search Engines
by Giacomo Tesio
Come si diventa "vetted researcher"?
Sembra davvero divertente!
Giacomo
April 25, 2023
Digital Services Act: Commission designates first set of Very Large Online Platforms and Search Engines
by Daniela Tafani
Today, the Commission adopted the first designation decisions under the Digital Services Act<https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/digital-services-act-pack…> (DSA), designating 17 Very Large Online Platforms (VLOPs) and 2 Very Large Online Search Engines (VLOSEs) that reach at least 45 million monthly active users. These are:
Very Large Online Platforms:
* Alibaba AliExpress
* Amazon Store
* Apple AppStore
* Booking.com
* Facebook
* Google Play
* Google Maps
* Google Shopping
* Instagram
* LinkedIn
* Pinterest
* Snapchat
* TikTok
* Twitter
* Wikipedia
* YouTube
* Zalando
Very Large Online Search Engines:
* Bing
* Google Search
The platforms have been designated based on the user data that they had to publish by 17 February 2023.
Next steps for designated platforms and search engines
Following their designation, the companies will now have to comply, within four months, with the full set of new obligations under the DSA. These aim at empowering and protecting users online, including minors, by requiring the designated services to assess and mitigate their systemic risks and to provide robust content moderation tools. This includes:
* More user empowerment:
* Users will get clear information on why they are recommended certain information and will have the right to opt-out from recommendation systems based on profiling;
* Users will be able to report illegal content easily and platforms have to process such reports diligently;
* Advertisements cannot be displayed based on the sensitive data<https://commission.europa.eu/law/law-topic/data-protection/reform/rules-bus…> of the user (such as ethnic origin, political opinions or sexual orientation);
* Platforms need to label all ads and inform users on who is promoting them;
* Platforms need to provide an easily understandable, plain-language summary of their terms and conditions, in the languages of the Member States where they operate.
* Strong protection of minors:
* Platforms will have to redesign their systems to ensure a high level of privacy, security, and safety of minors;
* Targeted advertising based on profiling towards children is no longer permitted;
* Special risk assessments including for negative effects on mental health will have to be provided to the Commission 4 months after designation and made public at the latest a year later;
* Platforms will have to redesign their services, including their interfaces, recommender systems, terms and conditions, to mitigate these risks.
* More diligent content moderation, less disinformation:
* Platforms and search engines need to take measures to address risks linked to the dissemination of illegal content online and to negative effects on freedom of expression and information;
* Platforms need to have clear terms and conditions and enforce them diligently and non-arbitrarily;
* Platforms need to have a mechanism for users to flag illegal content and act upon notifications expeditiously;
* Platforms need to analyse their specific risks, and put in place mitigation measures – for instance, to address the spread of disinformation and inauthentic use of their service.
* More transparency and accountability:
* Platforms need to ensure that their risk assessments and their compliance with all the DSA obligations are externally and independently audited;
* They will have to give access to publicly available data to researchers; later on, a special mechanism for vetted researchers will be established;
* They will need to publish repositories of all the ads served on their interface;
* Platforms need to publish transparency reports on content moderation decisions and risk management.
By 4 months after notification of the designated decisions, the designated platforms and search engines need to adapt their systems, resources, and processes for compliance, set up an independent system of compliance and carry out, and report to the Commission, their first annual risk assessment.
Risk assessment
Platforms will have to identify, analyse and mitigate a wide array of systemic risks ranging from how illegal content and disinformation can be amplified on their services, to the impact on the freedom of expression and media freedom. Similarly, specific risks around gender-based violence online and the protection of minors online and their mental health must be assessed and mitigated. The risk mitigation plans of designated platforms and search engines will be subject to an independent audit and oversight by the Commission.
A new supervisory architecture
The DSA will be enforced through a pan-European supervisory architecture. While the Commission is the competent authority for supervising the designated platforms and search engines, it will work in close cooperation with the Digital Services Coordinators in the supervisory framework established by the DSA. These national authorities, which are responsible as well for the supervision of smaller platforms and search engines, need to be established by EU Member States by 17 February 2024. That same date is also the deadline by which all other platforms must comply with their obligations under the DSA and provide their users with protection and safeguards laid down in the DSA.
To enforce the DSA, the Commission is also bolstering its expertise with in-house and external multidisciplinary knowledge and recently launched the European Centre for Algorithmic Transparency<https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_23_2186> (ECAT). It will provide support with assessments as to whether the functioning of algorithmic systems is in line with the risk management obligations. The Commission is also setting up a digital enforcement ecosystem, bringing together expertise from all relevant sectors.
Access to data for researchers
Today, the Commission also launched a call for evidence<https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/1…> on the provisions in the DSA related to data access for researchers. These are designed to better monitor platform providers' actions to tackle illegal content, such as illegal hate speech, as well as other societal risks such as the spread of disinformation, and risks that may affect the users' mental health. Vetted researchers will have the possibility to access the data of any VLOP or VLOSE to conduct research on systemic risks in the EU. This means that they could for example analyse platforms' decisions on what users see and engage with online, having access to previously undisclosed data. In view of the feedback received, the Commission will present a delegated act to design an easy, practical and clear process for data access while containing adequate safeguards against abuse. The consultation will last until 25 May.
Background
On 15 December 2020, the Commission made the proposal<https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_20_2347> on the DSA together with the proposal on the Digital Markets Act (DMA) as a comprehensive framework to ensure a safer, more fair digital space for all. Following the political agreement<https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_22_2545> reached by the EU co-legislators one year ago, in April 2022, the DSA entered into force<https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_22_6906> on 16 November 2022.
The DSA applies to all digital services that connect consumers to goods, services, or content. It creates comprehensive new obligations for online platforms to reduce harms and counter risks online, introduces strong protections for users' rights online, and places digital platforms under a unique new transparency and accountability framework. Designed as a single, uniform set of rules for the EU, these rules will give users new protections and businesses legal certainty across the whole single market. The DSA is a first-of-a-kind regulatory toolbox globally and sets an international benchmark for a regulatory approach to online intermediaries.
https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_23_2413
April 25, 2023
Re: [nexa] Oscurità digitale
by Andrea Trentini
On 24/04/2023 19:52, Antonio wrote:
> ...
> "Entro la fine dell’anno avremo patente, tessera sanitaria e certificato elettorale tutti disponibili in formato digitale all’interno dell’app IO, che diventerà wallet universale [1]
> ...
> I documenti digitali hanno una serie di vantaggi:
> non si perdono: essendo digitali sono nello wallet digitale
> saranno sempre accessibili tramite cloud anche in caso di smarrimento dello smartphone
> i dati da loro presentati verranno aggiornati in tempo reale
> i dati in loro contenuti saranno condivisi facilmente
> i dati in loro contenuti sono gestiti dall’utente finale, in caso di wallet
> minor rischio di falsificazione
> maggiore comodità: tutto nel proprio smartphone
> A quanto si conosce ad oggi, verrà comunque data la possibilità anche di stampare i documenti, in modo da poterli utilizzare anche in maniera analogica, soprattutto per chi ha meno dimestichezza con gli strumenti digitali."
>
> Stampati sì, ma con il QR-code bene in vista. La QR-codificazione, la kill app della schedatura generalizzata, è appena all'inizio.
> Ma vuoi mettere la comodità di avere tutto TUTTO nel proprio smartphone e nel cloud di chissachì :(
sarà allora che tenterò di rivendicare il mio diritto di cittadinanza SENZA smartphone
(girerò con una serie di qrcode plastificati...?)
--
Andrea Trentini ⠠⠵
http://atrent.it
Dip.to di Informatica
Università degli Studi di Milano
April 25, 2023
AI vs. the culture industry --- And the Grammy goes to… an AI music generator?
by nardelli
And the Grammy goes to… an AI music generator?
The breakout hit of the spring is "Heart on My Sleeve," a track that
sounds just like a collaboration between musicians Drake and The Weeknd
-- two mega-popular artists who didn't record any of the song
themselves.
The track relies purely on AI-generated imitations of their voices,
posted online by a pseudonymous TikTok user, and since it went viral
last weekend it's been heard millions of times. It has also generated
takedown notices and a statement from The Weeknd's label, Universal
Music Group, slamming AI-powered copyright infringement and calling for
users of the technology to get on the right "side of history."
That makes it another flashpoint in a larger conflict now brewing over
the future of intellectual property in the age of AI -- and also a kind
of early warning about the growth of artificially generated culture.
>From courtrooms to Coachella, that fight has kicked off in earnest in
recent weeks, with pressure campaigns and legal battles taking shape
across the U.S. It's pitting artists and media conglomerates against AI
companies and their users, with tech platforms often caught in the
middle. The outcome will have profound consequences for the future of
IP, a pillar of post-industrial economies.
...
https://www.politico.com/newsletters/digital-future-daily/2023/04/24/ai-vs-…
--
-- EN
https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
======================================================
Prof. Enrico Nardelli
Presidente di "Informatics Europe"
Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
blog: https://link-and-think.blogspot.it/
tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli(a)mat.uniroma2.it
online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont
======================================================
--
April 24, 2023
Re: [nexa] Oscurità digitale
by Antonio
> > Fuori dal digitale ci opponiamo ad una schedatura generalizzata, nel digitale si accetta la
> > profilazione e si ricorre all'anonimato per autoprotezione e reazione.
>
> no no, io mi oppongo (alla schedatura...), sia fuori che dentro
"Entro la fine dell’anno avremo patente, tessera sanitaria e certificato elettorale tutti disponibili in formato digitale all’interno dell’app IO, che diventerà wallet universale [1]
...
I documenti digitali hanno una serie di vantaggi:
non si perdono: essendo digitali sono nello wallet digitale
saranno sempre accessibili tramite cloud anche in caso di smarrimento dello smartphone
i dati da loro presentati verranno aggiornati in tempo reale
i dati in loro contenuti saranno condivisi facilmente
i dati in loro contenuti sono gestiti dall’utente finale, in caso di wallet
minor rischio di falsificazione
maggiore comodità: tutto nel proprio smartphone
A quanto si conosce ad oggi, verrà comunque data la possibilità anche di stampare i documenti, in modo da poterli utilizzare anche in maniera analogica, soprattutto per chi ha meno dimestichezza con gli strumenti digitali."
Stampati sì, ma con il QR-code bene in vista. La QR-codificazione, la kill app della schedatura generalizzata, è appena all'inizio.
Ma vuoi mettere la comodità di avere tutto TUTTO nel proprio smartphone e nel cloud di chissachì :(
Antonio
[1] https://www.agendadigitale.eu/documenti/patente-digitale-nel-2023-come-sara…
April 24, 2023
Re: [nexa] Oscurità digitale
by Marco A. Calamari
On lun, 2023-04-24 at 12:28 +0200, alessandro marzocchi wrote:
> Buongiorno Marco e lista.
> Perchè nel digitale dovremmo accettare modi ai quali ci opponiamo fuori dal
> digitale?
> Fuori dal digitale si chiede trasparenza alla politica, la si chiede
> all'amministrazione, perchè al digitale non si dovrebbe chiederla?
Buonasera Duccio,, buonasera tutti.
l'argomento diverge, il paragone con la politica e la PA è fuorviante.
Chi fa politica, chi regola la vita di altri cittadini è obbligat
alla trasparenza ed al rispetto di regole particolari, come gli
operai che per andare sul tetto devono usare le imbracature a norma.
Io voglio, fortemente uno Stato trasparente.
Ma altrettanto fortemente voglio il massimo dei diritti per il cittadino,
che sceglio di nn far parte dello Stato e della PA in prima persona.
Voglio camminare per strada senza imbracature.
Lo stato deve trasparenza al cittadino.
Il cittadino deve essere totalmente libero, tranne dove previsto da
leggi degne di una democrazia.
Se voglio essere anonimo, in qualsiasi situazione non richieda
specificatamente che io dichiari la mia identità, perché non dovrei
poterlo essere?
Perché esistono i pedoterrosatanisti?
Prima dell'11/9 negli Stati Uniti si poteva girare senza documenti e
senza dichiarare la propria identità, nemmeno se richiesti da una
pubblica autorità. Si poteva essere fermati, non ricordo se per
24 o 48 ore, ma se non accusati di un reato specifico, ti dovevano
rilasciare.
John e Jane Doe, cittadini del mondo.
JM2EC. Marco
> Fuori dal digitale ci opponiamo ad una schedatura generalizzata, nel digitale
> si accetta la profilazione e si ricorre all'anonimato per autoprotezione e
> reazione.
> Vi sono tante situazioni in cui l'anonimato è necessario, ma in generale va
> penalizzato l'abuso dell'identità non l'identità stessa.
> Penso agli esempi portati da 380°, Giovanni: nella vita predigitale le
> attività ricordate sono anonime di natura, prescindono dall'identità perchè in
> esse l'identità non ha valore il quale si forma raramente sul singolo atto ma
> sull'aggregazione di vari atti; sono impossibili rimedi tecnici affinchè anche
> in Internet tali attività continuino senza obblighi di profilazione?
> Cordialmente, Duccio (Alessandro Marzocchi)
>
> Il giorno dom 23 apr 2023 alle ore 17:10 Marco A. Calamari
> <marcoc_maillist(a)marcoc.it> ha scritto:
> > On ven, 2023-04-21 at 18:19 +0200, alessandro marzocchi wrote:
> > >
> > > L'anonimato nega la responsabilità, rende impossibile collegare azione a
> > > soggetto.
> > > Intendiamoci, capisco l'anonimato e lo difendo in tante situazioni ma
> > > dissento
> > > da un favore generalizzato verso l'anonimato. Nella mia società ideale
> > > (ahi
> > > me, so che che è lontana, moooolto lontana) c'è rispetto reciproco, ognuno
> > > ha
> > > il diritto di manifestare sè stesso e di dissentire, nessuno va spinto in
> > > condizione di anonimato, ma ognuno ha la propria identità ed è
> > > responsabile di
> > > sè. Perciò rispettosamente nego un diritto generalizzato all'anonimato.
> >
> > Trenta anni di difesa dell'anonimato e della privacy in Rete mi hanno
> > ben insegnato che quando qualcuno, solitamente animato dalle migliori,
> > intenzioni, esordisce dicendo
> >
> > "capisco l'anonimato e lo difendo in tante situazioni"
> >
> > od altre frasi del genere, è matematico che alla fine lo negherà
> > come diritto civile, particolarmente in campo digitale.
> >
> > Lo negherà particolarmente in Rete, dove una briciola non di anonimato
> > ma di privacy è quasi impossibile da ottenere già dal punto di vista
> > tecnologico, non parlando poi delle questioni legali
> > anti-pedoterrosatanisti.
> >
> > Trenta anni di lavoro su questi temi mi hanno insegnato molto, ma mi
> > lasciano spesso a corto di energie.
> >
> > Per cui, oltre a banalmente dichiarare che non sono assolutamente d'accordo,
> > suggerisco a chiunque volesse costruirsi un suo ragionamento in testa, di
> > partire sempre da un'antitesi, quello di una realtà in cui l'anonimato non
> > esiste, non esiste mai e da nessuna parte, che del resto somiglia molto a
> > quella attuale, ed immaginarsi le conseguenze.
> >
> > Tutti hanno il diritto di decidere cosa nascondere, quando ed a chi.
> >
> > Un tale diritto è tutelato, in maniera spesso ampia ma altrettanto spesso
> > solo teorica, nella maggior parte dei corpus legislativi occidentali.
> >
> > Il diritto all'anonimato ne è la logica, pratica ma difficile da vedere
> > conseguenza. Senza anonimato non esiste privacy.
> >
> > Con il massimo rispetto, mi permetto un vecchio modo di dire.
> >
> > L"anonimato protetto" esiste quanto una "ragazza abbastanza vergine",
> > od un unicorno rosa.
> >
> > JM2EC. Marco
> >
> >
> >
> > > Grazie 380° e lista Nexa.
> > > Duccio (Alessandro Marzocchi)
> > >
> > > Il giorno ven 21 apr 2023 alle ore 17:43 <nexa-request@server-
> > > nexa.polito.it>
> > > ha scritto:
> > > > Date: Fri, 21 Apr 2023 17:43:41 +0200
> > > > From: 380° <g380(a)biscuolo.net>
> > > >
> > > > ... ... ....
> > > >
> > > > Internet (non il web) non/prevede/ alcuna "navigazione anonima", ma non
> > > > è
> > > > così per /sua
> > > > natura/... diciamo che a voler essere buoni è stato progettato male,
> > > > senza MINIMAMENTE pensare alla privacy, a partire dal diritto
> > > > all'anonimità.
> > > > Ma quella è stata una /scelta/, non è inevitabile, specialmente oggi che
> > > > la ricerca in questo ambito ha fatto molti passi avanti.
> > > > E invece non solo la privacy è scomoda "by design" ma... «eh ma rifare
> > > > tutto costa troppo, e chi paga?!?» :-O
> > > > saluti, 380°
> > > >
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April 24, 2023