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Re: [nexa] [OT] il modello di business di Wikipedia (Wikimedia)
by 380°
Ciao Alberto,
Alberto Cammozzo <ac+nexa(a)zeromx.net> writes:
> In estrema sintesi, la definizione di surveillance capitalism non
> riguarda il fatto che uno ricavi denaro dai dati raccolti /dai/ suoi
> utenti, ma che venda i comportamenti (passati o futuri) /dei/ suoi
> utenti.
>
> A mia conoscenza Wikimedia non profila i propri utenti, non usa
> recommendation systems per condizionarli, non adatta i contenuti a chi
> ha davanti, e non mi risulta nemmeno che venda a terzi i dati dei propri
> utenti, per cui il modello di business descritto dalla Zuboff come
> /surveillance capitalism/ non si applica.
Hai perfettamente ragione, scusa!
Sto facendo confuZione metodologica perché davvero non riesce a entrarmi
nella Zucca la distinzione tra «collection and commodification of
personal data by corporations» e quello di «government surveillance,
though the two can reinforce each other» [1].
A mio (ma mi pare non solo mio) modo di vedere la raccolta e
"commodification" dei dati personali da parte delle corporations è
_determinata_ della (volontà di) sorveglianza governativa, in modo del
tutto analogo a come le politiche delle CORPORAZIONI sono quelle che
determinano le norme _amministrative_ implementate dai governi
(legalmente o meno è ININFLUENTE), tra cui quelle che prevedono la
sorveglianza governativa. Cavolo è ricorsivo!
In più, a far ancora più confuZione c'è il fatto che non riesco a
trovare soluzione di continuità tra l'attività di sorveglianza
governativa e tutte quelle così magistralmente descritte da Michel
Foucault in "Discipline and Punish" (che IMO includono il nudging e il
cognitive warfare).
É per quello che io dico:
>> Io preferisco la parola capture a surveillance perché rende meglio il
>> concetto (capture implica surveillance), ma è una /pignoleria/ :-)
Però potrebbe essere solo che sto facendo una gran confuZione
«Confusione, mi dispiace
Se sei figlia della solita illusione e se fai confusione
Confusione
Tu vorresti imbalsamare anche l'ultima più piccola emozione»
[Lucio Battisti]
[...]
Un caro saluto, 380°
[1] https://en.wikipedia.org/wiki/Surveillance_capitalism
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Sept. 25, 2023
Re: [nexa] necessaria alfabetizzazione digitale - già Mozilla: "It’s Official: Cars Are the Worst Product ...
by 380°
Caro Giacomo,
Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> writes:
[...]
>>Se a te basta un GSoC per etichettare qualsiasi progetto come:
>>
>>1. strumento del business model di Google
>>
>>2. strumento degli obiettivi politici di Google
>
> Esattamente. Basta un GSoC (Google Summer of Code).
>
>
> Nel momento in cui collabori con un nemico enormemente più potente di te,
> puoi contartela finché vuoi, ma hai tradito coloro che si battono al tuo fianco.
>
> Non c'è alcun modo di lavorare con Google senza diventarne uno
> strumento.
Non ci crederai ma avevo capito anche prima, non era necessario infierire.
Tu stai dando sostanzialmente degli utili idioti ai maintainer e
contributor di GNUnet, e molti altri progetti GNU e non, per il _solo_
fatto che partecipano a GSoC, che come sai è quello di permettere al
contributor di guadagnare quattro spiccioli in cambio del lavoro di
sviluppo di una (delle tantissime) feature di un programma, le cui
specifiche sono determinate dall'organizzazione partecipante -
es. GNUnet - e in nessun modo da Google.
Come (piccolissima parte del) "business model" [1] non mi esalta un gran
che perché mi piacerebbe proprio tanto che le persone per potersi
esprimere liberamente (il lavoro è una forma di espressione) non fossero
costrette a chiedere sostanzialmente l'elemosina o PEGGIO lo debbano
fare perché lo chiede la patria, l'esigenza di visibilità, l'Europa, lo
zio Sam che lo chiede proprio te o il futuro del genere umano!... ma:
1. questo è un altro discorso, molto più ampio;
2. in questo contesto economico **legacy** ( :-O ) le alternative
scarseggiano **drammaticamente**.
[...]
> Il protocollo QUIC inietta a livello 4 un identificativo persistente del client che
> ha instaurato la connessione, con la scusa di evitare l'hand shake TLS.
>
> Insomma un tracciante a livello 4.
Grazie dei puntatori alle specifiche del protocollo e alle
vulnerabilità, prometto che con calma andrò ad approfondire... ma per
risponderti non è necessario che lo faccia adesso, per fortuna.
Ho la sensazione che tu abbia più torto di me ("the relativity of
wrong") se pensi che uno dei tanti metodi di transporto usati in GNUnet
possa essere usato per tracciare a livello 4 (transport) le
comunicazioni; GNUnet prevede di usare oltre a QUIC: TCP, UDP, UNIX
Domain Socket. (rif. https://www.gnunet.org/en/roadmap.html)
Non credi che già senza QUIC almeno TCP e UDP siano abbastanza
tracciabili e quindi potenzialmente usate come backdoors?
Credi che gli sviluppatori di GNUnet siano completamente deficienti o
anche solo degli utili idioti inconsapevoli dei pericoli di QUIC et al.?
Credi che **il codice** che implementa il trasporto GNUnet (da non
confondere con il livello 4 del modello OSI) abbia dei bachi che
consentono a uno dei suoi /communicator/ di de-anonimizzare il traffico?
Facciamo che hai ragione tu.
Se ritieni che ci sia uno o più di questi problemi **non dirlo a me**!
Considerata la tua competenza, perché non contribuire almeno aprendo un
bug report:
https://bugs.gnunet.org/view_all_bug_page.php?filter=65112f8820b17 ?
Ti assicuro che se tu avessi ragione, quello sarebbe un **enorme** bug e
senza dubbio la comunità di sviluppatori GNUnet si /precipiterebbe/ a
correggerlo...
...perché questa è la POLITICA del progetto:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
GNUnet is not merely a technical project, but also a political mission:
like the GNU project as a whole, we are writing software to achieve
political goals with a focus on the human right of informational
self-determination. Putting users in control of their computing has been
the core driver of the GNU project. With GNUnet we are focusing on
informational self-determination for collaborative computing and
communication over networks.
The Internet is shaped as much by code and protocols as it is by its
associated political processes (IETF, ICANN, IEEE, etc.). Similarly its
flaws are not limited to the protocol design. Thus, technical excellence
by itself will not suffice to create a better network. We also need to
build a community that is wise, humble and has a sense of humor to
achieve our goal to create a technical foundation for a society we would
like to live in.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
(https://docs.gnunet.org/latest/about.html)
Aggià scusa: tu hai già scartato GNUnet a prescindere dai suoi
(de)meriti POLITICI o tecnici: date a Google un GSoC e vi aprirà GNUnet
come una scatoletta di tonno!... o era di triglie?!?
Ma nulla è perduto! Se non vuoi collaborare con loro, per qualsiasi
motivo politico o tecnico, puoi sempre fare un fork del codice: pensa, è
con licenza GNU AGPL!
Non solo: se anche la licenza GNU AGPL non fosse adeguata ai tuoi scopi
politici, puoi sempre riscrivere da zero GNUnet e usare la tua licenza,
che più si adatta a quelli.
[...]
> Perché non mi dai una mano? ;-)
É esattemente quello che sto cercando di fare ma...
«Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire
alcunché.»
Loving, 380°
[...]
[1] AFAIU lo sviluppo di GNUnet è stato finanziato indirettamente con
molto lavoro volontario, un assegno di ricerca della Deutsche
Forschungsgesellschaft tra 2009-2014 e ora boh, considerato che l'organo
politico e finanziario GNUnet e.V. (https://www.gnunet.org/en/ev.html)
ha dei bilanci imbarazzanti
(https://git.gnunet.org/gnunet-ev.git/tree/) saranno truccati!?! Da
dove arrivano altri finanziamenti occulti?
P.S.: a latere, ho la vaga sensazione che tu sia convinto di poter
risolvere tutti i problemi del mondo (per esempio i problemi
dell'economia capitalista) con l'informatica, il che si configurerebbe
come una forma di soluzionismo digitale dai nobilissimi intenti. Ma
sicuramente mi sbaglio.
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Sept. 25, 2023
Re: [nexa] necessaria alfabetizzazione digitale
by 380°
Buongiorno Alessandro,
Alessandro Brolpito <abrolpito(a)gmail.com> writes:
[...]
Io, qualcuno l'avrà notato, sono disgrafico e sicuramente logorroico...
> Dunque: devo essere "ulteriormente alfabetizzato"? ....parliamone.
[...]
> Questo ci deve far considerare l'alfabetizzazione un processo continuo, che
> avviene spesso in contesti non-formali ed informali, come ad esempio in
> questa lista.
Io preferirei venisse usato il termine "formazione" invece di
"alfabetizzazione", ma siccome in merito ci sono addirittura degli
standard ufficiali delle istituzioni mondiali, mi adeguo senza problemi.
Direi che sì, nonostante tutti i /disperati/ tentativi (alcuni lodevoli
e filosoficamente condivisibili, altri deprecabili) di "recintarla e
dirigerla" l'alfebetizzazione è un processo... anarco-ricorsivo :-D ,
per limitarci diciamo almeno che senza l'attiva e piena _partecipazione_
dell'individuo se va bene non funziona, se va male...
[...]
> 2 - ho passato ai "raggi X" lo studio citato da Alessandro, secondo il
> quale "In 2021, 54% of people in the EU aged 16 to 74 had at least basic
> overall digital skills", che significa che il 46% restante, quegli skill
> "di base" NON ce li ha....
>
> Non sono riuscito a recuperare l'elenco esatto delle "domande" che
> componevano il questionario, né sono riuscito a recuperare i dati "grezzi"
> (che vorrei analizzare con i miei strumenti...).
Ho il fondato sospetto che se non le hai trovate tu allora proprio non
ci sono.
Qualsiasi studio dove /chiunque/ non abbia a disposizione quello che non
sei riuscito a recuperare tu è da **ignorare**.
Cari ricercatori, è ora di finirla: le chiacchiere stanno a zero.
...ma questo è OT qui, ne parliamo in lista AISA?
https://aisa.sp.unipi.it/seguici/
> Pero' ho trovato questo:...
> <<
>
>
> Una breve premessa: digital literacy, basic digital skills, core digital
> skills e digital competence sono usati come sinonimi (sebbene siano cose
> diverse).
>
> E alla fine si converge nel termine "competenze digitali", questo per non
> diventare matti con la terminologia.
L'hanno davvero scritto nero su bianco in uno studio sociologico? :-D
...non vogliono "diventare matti", divertente.
[...]
> Essendo la competenza digitale definita come " the confident, critical and
> responsible use of, and engagement with, digital technologies for learning,
> at work, and for participation in society. It is defined as a combination
> of knowledge, skills and attitudes...” (EUR-Lex - 32018H0604(01) - IT -
> EUR-Lex (europa.eu)
> <https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?toc=OJ%3AC%3A2018%3A189%3AT…>),
> il quadro di riferimento è ad ampio spettro e certamente discutibile. Ha
> dietro un bel lavoro di ricerca e di sintesi (mai abbastanza) ma rimane
> generico ed ingombrante.
...e qui stiamo parlando **solo** di alfabetizzazione/competenza
digitale, se cerchiamo studi, analisi, articoli, conferenze, ecc. su
"cittadinanza digitale", termine ampiamente /abusato/ e variamente vago,
ci troviamo di fronte a un quadro ancora più ampio, discutibile,
lacunoso, generico ed ingombrante rispetto a quello delle "sole"
competenze.
[...]
> Insegnare rudimenti di programmazione, sia in termini di un linguaggio tipo
> "Python" che in termine di "computational thinking" penso che sia
> importante
sarà, ma io (che un pochino so scrivere codice in un linguaggio di
programmazione) non ho la più pallida idea di cosa sia il pensiero
computazionale: come lo definiscono le istituzuioni?
[...]
> Giacomo diceva in un recente scambio che si è arrivati a questo punto
> (quello da te descritto così chiaramente), proprio perchè ci si fida dei
> programmatori...
> Beh fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio.-).
Sì ma innanzitutto la cosa non è binaria (mi fido/non mi fido), poi la
cosa decisamente più importante è sapere _perché_.
[...]
Cordiali saluti, 380°
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
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Sept. 25, 2023
Re: [nexa] la tecnologia comanda il mondo (Giuseppe Attardi)
by 380°
Buongiorno Maurizio,
maurizio lana <maurizio.lana(a)uniupo.it> writes:
> riprendo questo passaggio dal messaggio di Giacomo:
>> Ogni volta che riescono a convincere un idiota di essere solo una macchina complessa prodotta dalla selezione naturale... ogni volta che riescono a convincere qualche idiota che un software programmato statisticamente del cui output nessuno vuole rispondere è "intelligente"...
> concordo, e allargo.
> l'emergere dei SALAMI ha portato molte persone come dici tu Giacomo a
> consolidare l'idea che "gli esseri umani sono solo una macchina
> complessa prodotta dalla selezione naturale"
A onor del vero non mi pare così, la reductio dell'essere umano a
(bio)macchina evoluta predata di molto la comparsa dei SALAMI: se si
condivide questa **antichissima** concezione la diretta conseguenza è
ovviamente che anche (soprattutto?) il cervello umano è una
(bio)macchina e quindi l'intelligenza umana può essere riprodotta da una
(bio)macchina intelligente come e più dell'essere umano, General
Artificial Intelligence si chiama (che non è SALAMI o AI)... talmente
evoluta e potente da rimpiazzare il vecchio modello di macchina chiamato
appunto essere umano.
Saltando di palo in frasca (?), credo che le riflessioni di Federico
Faggin, che conosce proprio bene bene il funzionamento delle macchine
computazionali, su cosa "manchi" (interpretazione mia personale) alle
macchine per diventare umane siano assai interessanti.
[...]
Cordiali saluti, 380°
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
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Sept. 25, 2023
Re: [nexa] [OT] il modello di business di Wikipedia (Wikimedia)
by Stefano Zacchiroli
On Sun, Sep 24, 2023 at 08:19:56PM +0200, Alberto Cammozzo via nexa wrote:
> A mia conoscenza Wikimedia non profila i propri utenti, non usa
> recommendation systems per condizionarli, non adatta i contenuti a chi ha
> davanti, e non mi risulta nemmeno che venda a terzi i dati dei propri
> utenti, per cui il modello di business descritto dalla Zuboff come
> /surveillance capitalism/ non si applica.
Inoltre, dettaglio importante sul modello di business: Wikimedia, LLC
(l'azienda che opera il prodotto Wikimedia Enterprise) è detenuta al
100% da Wikimedia Foundation, che è una fondazione di tipo 501(c)3, che
potremmo tradurre in Italiano come ONLUS.
--
Stefano Zacchiroli . zack(a)upsilon.cc . https://upsilon.cc/zack _. ^ ._
Full professor of Computer Science o o o \/|V|\/
Télécom Paris, Polytechnic Institute of Paris o o o </> <\>
Co-founder & CTO Software Heritage o o o o /\|^|/\
https://twitter.com/zacchiro . https://mastodon.xyz/@zacchiro '" V "'
Sept. 24, 2023
Re: [nexa] [OT] il modello di business di Wikipedia (Wikimedia)
by Alberto Cammozzo
Caro Giovanni,
In estrema sintesi, la definizione di surveillance capitalism non
riguarda il fatto che uno ricavi denaro dai dati raccolti /dai/ suoi
utenti, ma che venda i comportamenti (passati o futuri) /dei/ suoi utenti.
A mia conoscenza Wikimedia non profila i propri utenti, non usa
recommendation systems per condizionarli, non adatta i contenuti a chi
ha davanti, e non mi risulta nemmeno che venda a terzi i dati dei propri
utenti, per cui il modello di business descritto dalla Zuboff come
/surveillance capitalism/ non si applica.
Grazie per gli articoli sul modello di business di Wikimedia,
interessanti. Mi pare però che delineino un modello tradizionale di
servizio premium a pagamento.
Un saluto,
Alberto
On 9/23/23 12:38, 380° wrote:
> Buongiorno Alberto,
>
> follow the money? :-)
>
> Alberto Cammozzo via nexa<nexa(a)server-nexa.polito.it> writes:
>
> [...]
>
>> Attardi fa l'esempio di Wikipedia che è l'unica piattaforma
>> centralizzata di scala globale confrontabile con GAFAM e che non usa il
>> surveillance capitalism come modello di business.
> Io preferisco la parola capture a surveillance perché rende meglio il
> concetto (capture implica surveillance), ma è una /pignoleria/ :-)
>
> Sono imbarazzato, non capisco perché sostieni che Wikipedia, o meglio
> Wikimedia, non usa quel modello di "business", considerato - per dire
> l'ultima - che ha appena lanciato il suo "Enterprise" service con
> relativa azienda con sede nel... Delaware, ma ROTFL!
>
> Wikipedia’s Deep Ties to Big Tech
> By Michael Olenick APR 5, 2021
>
> https://www.ineteconomics.org/perspectives/blog/wikipedias-deep-ties-to-big…
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> Wikipedia’s online fundraising efforts that highlight its dependence on
> donations for its continued functioning,[*] its assurance that it is
> “super transparent with the public,” and occasional threats to run ads
> to assure Wikipedia’s financial stability. Most users probably also
> assume that Wikipedia’s content, even if sometimes mistaken or
> incomplete, is basically harmless, with occasional errors the price of
> straitened production conditions and limited staff. [...]
>
> Wikipedia Is Wealthy & Works with Big Tech
>
> Despite frequent protestations to the contrary, Wikimedia – the San
> Francisco-based parent non-profit of Wikipedia – has enormous financial
> reserves.
>
> [...] implementing a new service, Wikimedia Enterprise, a for-profit
> Delaware-based company to charge Big Tech for easier electronic access
> to Wikipedia content.
>
> Lest there be any ambiguity about who “these companies” are, they
> explain high-volume commercial reusers include “the ‘infoboxes’ ..
> shown in search engine results,” “voice-operated virtual assistants such
> as Siri and Alexa,” and “augmented information .. such as in-flight
> entertainment systems or smartphones.” For those who still don’t get it,
> the term infoboxes links to a Wikipedia article about Google’s knowledge
> panel.[1]
>
> Wikimedia argues for-profit high-volume information “reusers” (its term)
> have repeatedly asked for a dedicated service to efficiently funnel
> information away from the site and money towards it. Big Tech wants a
> contractual arrangement along with a service level agreement
> (SLA). Wikimedia argues it is unable to offer a contract or provide an
> SLA under its current legal scheme.
>
> When asked, Wikimedia representatives responded that the Big Tech
> businesses are uncomfortable supporting the non-profit through donations
> and that they’d prefer a more explicit fee-for-service arrangement.[2]
> Furthermore, the ongoing practice of embedding Wikimedia content into
> the websites and information outlets of others deprives Wikimedia of an
> ability to advertise for donations which, over the long-run, may impact
> its ability to fundraise.
>
> [...] Wikimedia Lacks Transparency
>
> [...] Google’s former charity, Google.org, shuttered the year ending
> 2018.[9] Google made two large donations to Tides Foundation, a total of
> $50,264,173 listed in their 2018 disclosure (consisting of three
> donations: $43,844,348, $844,448, and $560,055) and $76,385,901 in
> 2017. Neither matches a line-item amount Tides Foundation reported for
> the corresponding years.[10] Google also contributes money directly to
> both Wikimedia and the Wikimedia Endowment, announcing a $7.5 million
> donation at the 2019 Word Economic Forum.[11]
>
> [...] While Wikimedia donates money to Tides – to support its endowment
> and Knowledge Equity Fund (via Tides Advocacy) – Tides also donates
> money to Wikimedia. However, the Tides donations do not appear in
> Wikimedia annual reports [...]
>
> --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
> (e /molto/ altro ancora nell'articolo)
>
> Il suo primo cliente /pare/ essere Google:
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> It’s not exactly clear how Google’s new partnership will change the
> end-user side of things. Tim Palmer, the managing director of Google’s
> search partnerships, vaguely commented that Google looks forward to
> “deepening” its partnership with the Wikimedia Foundation through its
> Enterprise service. Lane Becker, Wikimedia Enterprise’s senior director
> of earned revenue told The Verge that the service is still in its “early
> days” and declined to comment on specific ways Google might use it.
>
> I would imagine that Google users probably won’t notice a change at all
> — maybe we’ll see Wikipedia cited more often in knowledge panels or
> perhaps Google will come up with a new way to integrate Wikipedia’s
> information into its services. Google has made donations to the
> Wikimedia Foundation in the past, but this marks the first time it’s
> signing on as an actual customer.
>
> [...] Wikimedia argues it currently subsidizes Big Tech by providing the
> labor required for the coordination of information dissemination. The
> implication is that there are resources at Wikimedia with an incremental
> cost to feed data to Big Tech. A question asking for a guesstimate about
> how many people spend how much time on this activity went unanswered,
> along with all other written questions.
>
> --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
> (https://www.theverge.com/2022/6/22/23178245/google-paying-wikimedia-foundat…)
>
>> Mi pare suggerisca che abbiamo bisogno di alternative al modello di
>> business, e in questo la proposta di offrire gli stessi servizi con un
>> modello stile WP senza sorveglianza mi pare valida.
> WP come Wikipedia? Non credo proprio.
>
> WP come WordPress? :-D
>
> Scherzi a parte, ho la /vaga/ sensazione che potremmo star qui in eterno
> a giocare di inventarci nuovi modelli di business senza mai risolvere il
> problema (quale problema?)
>
> In altri termini: cambiare modello di business in un mercato NON libero
> come quello attialmente dominante (capitalismo) credo sia inutile.
>
> Trovare modelli di business alternativi in un libero mercato credo sia
> più efficace... libero per davvero però, non per finta come vogliono
> farci credere i narratori delle magnifiche e progressive sorti del
> capitalismo (in ogni sua declinazione: classico, finanziario, turbo, a
> energia eolica, corretto grappa...).
>
> Già, questo però non c'entra proprio nulla con la lista Nexa:
> perdonatemi!
>
> [...]
>
> Saluti, 380°
>
Sept. 24, 2023
I soldi di Google a GNUnet, Mozilla, Nexa etc... (era: necessaria alfabetizzazione digitale)
by Giacomo Tesio
Il 23 Settembre 2023 20:02:17 UTC, Federico Morando ha scritto:
>Buonasera Giacomo,
Buona sera Federico,
>sono curioso di capire fin dove si estende il ragionamento sulla
>collaborazione con Google
Il ragionamento che ho esposto si applica ovviamente a qualunque ente,
organizzazione o sviluppatore che accetti soldi da Google & friends.
Inclusa ovviamente Nexa e le diverse Università italiane.
D'altro canto, la validità di un ragionamento non si misura
dall'autorevolezza delle persone o delle organizzazioni che
vi rientrano.
Chiunque prenda soldi dal Governo Russo ne legittima l'operato.
Chiunque prenda soldi da un organizzazione mafiosa, ne legittima
l'operato.
Per quale stramba ragione, accettare soldi da Google non dovrebbe
implicare una legittimazione della sorveglianza e della manipolazione
di massa che permette a Google di sottrarre alla società quelle risorse?
>In pratica, questi fondi sono stati perlopiù spesi (così mi pare di
>ricordare, ma si può approfondire, credo, incrociando tra Annual Reports,
>e.g. https://nexa.polito.it/2016-annual-report , e qui
>https://github.com/nexacenter/funding) per il progetto Neubot, a mio parere
>il più interessante progetto open source portato avanti da Nexa, ma anche
>un progetto adatto all'ethic-washing...
Ahimé confesso di non conoscere Neubot.
Al di là dell'ethic-washing, ad una rapidissima occhiata noto diverse
ottime ragioni per cui Google può aver deciso di finanziarlo.
Ad esempio, stando alla breve presentazione sul sito di Nexa [1] i dati
raccolti dai volontari che installano Neubot vengono trasferiti a
Measurement Lab [2], una delle tante filiali di Google sotto altro nome.
Infatti "In 2022, we also began incoporating virtual servers in cloud
networks into the platform, starting with Google Cloud." [3]
Inoltre "For most tests, M-Lab collects and stores raw test data and
makes the data publicly available using Google Cloud Storage. " [4]
Dunque nel 2022, Neubot ha trasferito i dati personali dei cittadini
europei che lo hanno installato a Google.
Su che base di legittimazione, in assenza di una decisione di adeguatezza,
questi trasferimenti sono avvenuti fra il 16/07/2020 e il 10/07/2023?
Temo nessuna, poiché persino il consenso dell'utente non è sufficiente per
trasferimenti sistematici come questi.
Da un punto di vista cibernetico poi la net neutrality è un po'
come il libero mercato: una splendida teoria per legittimare una
pratica che favorisce SEMPRE gli agenti più forti.
Il fatto che la banda consumata da Google costi come quella consumata
dal mio piccolo ISP è ridicolo: i pacchetti ricevuti ed inviati da
Google (o da Microsoft o Amazon etc...) consumano la stragrande
maggioranza della banda disponibile, rallentando di fatto i pacchetti
di tutti gli altri.
Il sistema di costo dovrebbe tenerne conto: se per Legge la banda
costasse MOLTO di più all'aumentare della sua percentuale di
utilizzo da parte di un'organizzazione, i piccoli cloud provider
avrebbero un vantaggio competitivo sulle BigTech che potrebbe
ridure la concentrazione del mercato (anche a vantaggio della
tanto invocata, ma sempre ostacolata nei fatti, concorrenza).
È poi interessante notare come Google si sia assicurata accesso
legale ai dati raccolti [5]:
```
Can I use M-Lab’s services without measurements being added to the
public dataset?
No.
Using M-Lab’s test infrastructure and services requires the the
resulting data to be shared. All data collected by M-Lab tests are
available to the public without restriction under a
No Rights Reserved Creative Commons Zero Waiver.
```
Dati che anche solo tramite l'IP, Google può quasi sempre correlare
con gli l'identità degli utenti stessi se questi commettono
l'errore di autenticarsi ai suoi servizi dallo stesso IP.
Dunque purtroppo anche Neubot conferma la mia analisi: Google
spende bene i propri soldi quando finanzia Università e Centri
di Ricerca come Nexa, così come quando sconta del 100% Google
Classroom a scuole elementari, medie o superiori.
Non c'è alcun modo di collaborare con Google senza diventarne strumenti.
Una considerazione peraltro ovvia da un punto di vista cibernetico.
Per questo una alfabetizzazione digitale non ci serve a molto.
Per questo la cittadinanza cibernetica non presuppone solo il saper
programmare (pur fondamentale) ma anche un solida conoscenza della Storia.
D'altronde non sto dicendo nulla di nuovo.
O forse... farò la fine di Laocoonte anche io? ;-)
Giacomo
[1] https://nexacenter.org/neubot
[2] https://www.measurementlab.net/who/
Consiglio di contare le occorrenze della parola Google in quella pagina per farsi un idea.
[3] https://www.measurementlab.net/status/
[4] https://www.measurementlab.net/frequently-asked-questions/#who-is-collectin…
[5] https://www.measurementlab.net/develop/#can-i-use-m-labs-services-without-m…
>Il sab 23 set 2023, 20:16 Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> ha scritto:
>
>> Caro 380,
>> [cut]
>> >Se a te basta un GSoC per etichettare qualsiasi progetto come:
>> >
>> >1. strumento del business model di Google
>> >
>> >2. strumento degli obiettivi politici di Google
>>
>> Esattamente. Basta un GSoC (Google Summer of Code).
>>
>>
>> Nel momento in cui collabori con un nemico enormemente più potente di te,
>> puoi contartela finché vuoi, ma hai tradito coloro che si battono al tuo
>> fianco.
>>
>> Non c'è alcun modo di lavorare con Google senza diventarne uno strumento.
>>
>> [...]
>>
>> Ma il GSoC nella home di GNUnet ha ənche un altra funzione, molto più
>> ovvia ed immediata:
>> il consueto Open-Washing e Ethic-Washing di Google che, pensa un po'?
>> Si preoccupa della privacy!
>>
>>
Sept. 23, 2023
Re: [nexa] necessaria alfabetizzazione digitale - già Mozilla: "It’s Official: Cars Are the Worst Product ...
by Federico Morando
Buonasera Giacomo,
sono curioso di capire fin dove si estende il ragionamento sulla
collaborazione con Google: ad esempio, non c'è praticamente università che
non abbia ricevuto fondi da Google - per restare ambiti a noi cari, il
Centro Nexa ha ricevuto fondi da Google, sempre documentati pubblicamente,
nella forma di unrestricted grants e in contesti di diversificazione delle
fonti finanziarie (oltre che limitati a qualche decina di migliaia di euro
l'anno, per cui limitati anche in valore assoluto).
In pratica, questi fondi sono stati perlopiù spesi (così mi pare di
ricordare, ma si può approfondire, credo, incrociando tra Annual Reports,
e.g. https://nexa.polito.it/2016-annual-report , e qui
https://github.com/nexacenter/funding) per il progetto Neubot, a mio parere
il più interessante progetto open source portato avanti da Nexa, ma anche
un progetto adatto all'ethic-washing...
Cordialmente,
Federico
Il sab 23 set 2023, 20:16 Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> ha scritto:
> Caro 380,
> [cut]
> >Se a te basta un GSoC per etichettare qualsiasi progetto come:
> >
> >1. strumento del business model di Google
> >
> >2. strumento degli obiettivi politici di Google
>
> Esattamente. Basta un GSoC (Google Summer of Code).
>
>
> Nel momento in cui collabori con un nemico enormemente più potente di te,
> puoi contartela finché vuoi, ma hai tradito coloro che si battono al tuo
> fianco.
>
> Non c'è alcun modo di lavorare con Google senza diventarne uno strumento.
>
> [...]
>
> Ma il GSoC nella home di GNUnet ha ənche un altra funzione, molto più
> ovvia ed immediata:
> il consueto Open-Washing e Ethic-Washing di Google che, pensa un po'?
> Si preoccupa della privacy!
>
>
Sept. 23, 2023
Re: [nexa] necessaria alfabetizzazione digitale - già Mozilla: "It’s Official: Cars Are the Worst Product ...
by Giacomo Tesio
Caro 380,
> io dissento in modo INCONCILIABILE.
Amen! :-)
Ricambio comunque la tua stima e il tuo affetto (senza ironia).
Tuttavia per coloro un po' più aperti alla dura realtà (:-p) provo a spiegare meglio la mia
prospettiva su questo ennesimo fallimento cibernetico del software libero.
>Primo: il quello a cui mi riferivo io, la cosa ironica, è **il
>protocollo**... che GNUnet usa (userà) come _uno_dei_ protocolli di
>trasporto.
>
>Se a te basta un GSoC per etichettare qualsiasi progetto come:
>
>1. strumento del business model di Google
>
>2. strumento degli obiettivi politici di Google
Esattamente. Basta un GSoC (Google Summer of Code).
Nel momento in cui collabori con un nemico enormemente più potente di te,
puoi contartela finché vuoi, ma hai tradito coloro che si battono al tuo fianco.
Non c'è alcun modo di lavorare con Google senza diventarne uno strumento.
GNUnet ha deciso di legittimate il business model prendendone i soldi.
Quei soldi sono sporchi.
Nessuno si è chiesto PERCHÉ Google ha deciso di finanziare il progetto e in particolare quello specifico componente?
Il protocollo QUIC inietta a livello 4 un identificativo persistente del client che
ha instaurato la connessione, con la scusa di evitare l'hand shake TLS.
Insomma un tracciante a livello 4.
Già dal 2021 [1] sappiamo che si tratta di un protocollo progettato per tracciare gli
utenti di Internet (non solo più del Web) con la scusa di "velocizzarla" il tutto
minimizzando i costi per i server e la banda per i grandi cloud provider.
Dal 2022 sappiamo che viene deployato nonostante le innumerevolili vulnerabilità [2]
Che ci fa un protocollo del genere in GNUnet, "a network protocol stack for building secure, distributed, and privacy-preserving applications"? [3]
La backdoor, ovviamente, nella remota ipotesi che il progetto avesse successo.
Ma il GSoC nella home di GNUnet ha ənche un altra funzione, molto più ovvia ed immediata:
il consueto Open-Washing e Ethic-Washing di Google che, pensa un po'?
Si preoccupa della privacy!
Non si tratta dunque (solo) di etica o morale: vi è una straordinaria miopia tecnica
e politica assolutamente evidente nella accettazione di quello specifico
GSoC che danneggia il progetto in sé e la società tutta, ripulendo l'immagine
di Google proprio mentre inocula agli utenti di Chrome la sua Toxic API [4] sotto il nome di "Privacy" Sandbox: bipensiero allo stato puro, come nemmeno Orwell avrebbe osato immaginare.
> però a furia di scartare le licenze [1] e i progetti
> software con questi criteri mi sa che ti tocca rifare in mondo da zero.
Beh, sì in effetti è l'unica strada possibile.
L'informatica contemporanea è troppo primitiva, e proprio per questo uno strumento di potere
senza precedenti nella storia della umanità.
Per farla evolvere sarà necessario buttare via tutto e ricostruirla da zero, come
si è fatto con i geroglifici in passato.
Perché non mi dai una mano? ;-)
Giacomo
[1] https://arxiv.org/abs/2101.11871
[2] https://link.springer.com/article/10.1007/s10207-022-00630-6
[3] https://www.gnunet.org/en/
[4] https://web.archive.org/web/20230522082515/https://blog.google/intl/it-it/i…
Il 23 Settembre 2023 11:01:19 UTC, "380°" ha scritto:
>Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> writes:
>
>[...]
>
>> Non è ironico, è drammatico: GNUnet, prendendo soldi da Google (tramite
>> la GSoC) ne legittima il business model e gli obiettivi politici.
>> Ne diventa, volente o nolente, uno strumento.
>
>
>fai pure,
>
>Io, un pochino, ma davvero poco poco, li conosco "business model" e
>gli "obiettivi politici" di GNUnet
>
>> Peccato. Un altro promettente progetto... da scartare.
>
>Giacomo io ti voglio un bene dell'anima per l'impegno che ci metti in
>quello che fai, però a furia di scartare le licenze [1] e i progetti
>software con questi criteri mi sa che ti tocca rifare in mondo da zero.
>
>Io, se permetti, mi **accontento** fi fare il meglio che posso con gli
>strumenti (scarsi, sono davvero _scarso_ credimi) che mi sono
>disponibili.
>
>[...]
>
>Ciao! 380°
>
>
>
>[1] sì, mi riferisco alla Hacking License, che hai legittimamente
>scritto e fai benissimo a usare per i tuoi progetti, ci mancherebbe
>
Sept. 23, 2023
Re: [nexa] necessaria alfabetizzazione digitale - già Mozilla: "It’s Official: Cars Are the Worst Product ...
by 380°
Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> writes:
[...]
> Non è ironico, è drammatico: GNUnet, prendendo soldi da Google (tramite
> la GSoC) ne legittima il business model e gli obiettivi politici.
> Ne diventa, volente o nolente, uno strumento.
Primo: il quello a cui mi riferivo io, la cosa ironica, è **il
protocollo**... che GNUnet usa (userà) come _uno_dei_ protocolli di
trasporto.
Se a te basta un GSoC per etichettare qualsiasi progetto come:
1. strumento del business model di Google
2. strumento degli obiettivi politici di Google
fai pure, io dissento in modo INCONCILIABILE.
Io, un pochino, ma davvero poco poco, li conosco "business model" e
gli "obiettivi politici" di GNUnet
> Peccato. Un altro promettente progetto... da scartare.
Giacomo io ti voglio un bene dell'anima per l'impegno che ci metti in
quello che fai, però a furia di scartare le licenze [1] e i progetti
software con questi criteri mi sa che ti tocca rifare in mondo da zero.
Io, se permetti, mi **accontento** fi fare il meglio che posso con gli
strumenti (scarsi, sono davvero _scarso_ credimi) che mi sono
disponibili.
[...]
Ciao! 380°
[1] sì, mi riferisco alla Hacking License, che hai legittimamente
scritto e fai benissimo a usare per i tuoi progetti, ci mancherebbe
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Sept. 23, 2023