nexa
By thread
nexa@server-nexa.polito.it
By month
Messages by month
- ----- 2026 -----
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2025 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2024 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2023 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2022 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2021 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2020 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2019 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2018 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2017 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2016 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2015 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2014 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2013 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2012 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2011 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2010 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2009 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- 42 participants
- 30623 messages
Problemi dei server email indipendenti, era: "Posta elettronica": persi 6 Atenei in ~3 anni...
by M. Fioretti
On Fri, Dec 29, 2023 20:18:52 PM +0100, Enrico Nardelli wrote:
> E a proposito: è su questa lista che ho letto dei problemi che le Big Tech
> creano agli email provider medi e piccoli nel gestire i loro messaggi? È
> chiaro che se anche 1 su 20 delle tue mail viene bloccata perché il tuo
> server di ateneo è stato messo in blacklist quando poi si passa ai Big
> tirano tutti un sospiro di sollievo...
Presente:
2021:
https://stop.zona-m.net/2021/12/self-hosted-email-must-remain-practical/
2010:
https://stop.zona-m.net/2010/05/the-real-obstacles-to-personal-email-manage…
Buon 2024 a tutti!
Marco
--
Vi aspetto su Substack: https://mfioretti.substack.com
Dec. 31, 2023
Re: [nexa] AI/LLM a trazione europea...
by Guido Vetere
questi benchmark sono indicativi, ma molto dipende dal task applicativo e
il relativo fine-tuning
poi non si possono confrontare modelli c.d. 'open' con GPT4, ci sono in
mezzo fattori di scala ..
per certe cose molto interessanti Mixtral7B va benissimo e consuma
veramente poco
e comunque dai, noi italiani siamo leader in algoretica, a posto così!
G.
PS: Auguri a tutte e tutti!
On Sat, 30 Dec 2023 at 11:38, Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it> wrote:
> Mistral ha ricevuto un primo investimento di 120 milioni per sviluppare
> sistemi di AI, il governo italiano ha investito 120 milioni per l’acquisto
> di Leonardo (raddoppiando i 120 della Commissione Europea).
>
> Qual è stata la decisione più furba?
>
> BTW, Leonardo è semplicemente un prodotto commerciale di Athos, industria
> francese. A quel tempo, consultando il MISE, cercai di suggerire che il
> CINECA facesse uno sforzo per progettare un’architettura di computer
> dedicato all’AI.
>
>
> Per gennaio sono stato convocato di nuovo per un’audizione sull’AI alla
> Camera e sono andato a rileggere il mio intervento analogo al Senato del
> 2020.
>
> Dicevo cose che state dicendo adesso: che ci vorrebbe un’iniziativa di
> dimensione europea sull’AI, la chiamavo un CERN for AI e citavo le capacità
> di GPT-3 come indicatore di possibili traguardi.
>
>
> https://www.senato.it/Leg18/3557?indagine=1809
>
>
> Comunque, Mixtral7B è un primo risultato promettente. Il confronto con gli
> altri modelli SotA però è un po’ deludente.
>
>
> https://arxiv.org/pdf/2312.11444.pdf
>
>
> Per accrescere la dimensione del modello, occorre arrivare a utilizzare
> oltre un miliardo di MIPS, che nemmeno Allen Artificial Intelligenge riesce
> a permettersi per allenare il loro modello OLMo.
>
> Ossia, Leonardo andrebbe interamente dedicato ad allenare un LLM per circa
> un mese.
>
> Qualcuno deve pagare per tutte quelle risorse e per l’energia elettrica.
>
> Inoltre la strada da percorrere porta verso i modelli multimodali, tipo
> Gemini, e lì il compito si fa ancora più arduo.
>
> Se i francesi non fossero così sciovinisti e lo stesso i tedeschi e gli
> italiani, si dovrebbero mettere tutti insieme per lavorare ad un obiettivo
> comune.
>
> OpenAI ha 770 dipendenti, circa 200 hanno firmato l’articolo su GPT-4. La
> foto del team di Mistral mostra una dozzina di persone.
>
>
> BTW, la Commissione ha annunciato un finanziamento di 100 milioni per un
> progetto sui LLM nell’ambito dell’iniziativa Interesting Projects of Common
> European Interest, di cui è capofila Tiscali (
> https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_23_6246)
>
> C’è poi un finanziamento di 4 milioni (H4LM) per fare una raccolta di
> testi multilingue per allenare LLM (https://hplt-project.org/)
>
>
> — Beppe
>
> On 27 Dec 2023, at 09:06, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>
> From: Damiano Verzulli <damiano(a)verzulli.it>
> To: "nexa(a)server-nexa.polito.it" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: [nexa] AI/LLM a trazione europea...
> Message-ID: <42dcc85e-6452-4255-9ddd-7f67a1e6fdae(a)verzulli.it>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed"
>
> In questo gruppo si parla spesso di AI/LLM e... spesso ho notato mani
> alzate a mo' di: "Eh! Ma servono 'risorse'... servono 'soldi'....
> servono 'infrastrutture'... perché senza, non si va da nessuna parte".
>
> Ricordo, ad esempio, un paio di thread incentrati sul fatto che UniPisa
> avesse investito ~1M€ (se ricordo bene...) per acquistare un paio di
> "cluster" [di cui almeno uno acquistato con fondi PNRR], specializzati
> sul GPU-computing....
>
> Bene... dico questo perché qualche settimana fa ho incrociato un POST di
> Vincenzo Di Nicola [1] il quale evidenziava come Mistral [2], una
> startup francese partita a maggio 2023, fosse valutata 2G€ e... stesse
> rapidissimamente diventando una entita' di spicco nel panorama AI mondiale.
>
> Ripeto: è una startup francese.
>
> La cosa che piu' di tutte mi ha colpito, pero', è un'altra. Vincenzo
> scriveva: "...E Mistral, in pochi mesi, ha gia’ prodotto un LLM
> addestrato velocemente grazie al nostro supercomputer Leonardo del
> Cineca..."
>
> Ecco: finalmente trovavo una evidenza concreta di un utilizzo di risorse
> --finanziate e gestite dal nostro Paese-- che andasse a beneficio di
> altre risorse/entita'... mainstream e, soprattutto, made-in-Europe.
>
> La notizia mi era nuova... e quindi ho chiesto a Vincenzo una conferma.
> Oltre a confermarla, mi ha girato un ulteriore riferimento (paywalled
> [3]) e, successivamente è anche andato a farsi un giro in Cineca [4]
>
> Cercando in giro, ho trovato quest'altra fonte ([5] in francese) che
> cita sia Leonardo che EuroHPC...
>
> Insomma: a dispetto di quanto si pensi nei corridoi di molti nostri
> Atenei... è perfettamente possibile utilizzare Leonardo per addrestare
> un LLM... e tra l'altro in tempi rapidissimi.
>
> Mi chiedo perché dei Francesi abbiano potuto farlo... e degli Italiani
> no. Ma è un dettaglio :-)
>
> Un saluto,
> DV
>
> [1]
>
> https://www.linkedin.com/posts/dinicola_openai-rival-mistral-nears-2-billio…
> [2] https://mistral.ai/
> [3]
> https://www.theinformation.com/articles/why-do-we-need-an-openai-of-europe
> [4]
>
> https://www.linkedin.com/posts/dinicola_supercomputer-francescoubertini-cin…
> [5] https://www.silicon.fr/mistral-ai-llm-471793.html
>
> --
> Damiano Verzulli
> e-mail:damiano@verzulli.it
> ---
>
> From: Damiano Verzulli <damiano(a)verzulli.it>
> To: "nexa(a)server-nexa.polito.it" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: [nexa] AI/LLM a trazione europea...
> Message-ID: <42dcc85e-6452-4255-9ddd-7f67a1e6fdae(a)verzulli.it>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed"
>
> In questo gruppo si parla spesso di AI/LLM e... spesso ho notato mani
> alzate a mo' di: "Eh! Ma servono 'risorse'... servono 'soldi'....
> servono 'infrastrutture'... perché senza, non si va da nessuna parte".
>
> Ricordo, ad esempio, un paio di thread incentrati sul fatto che UniPisa
> avesse investito ~1M€ (se ricordo bene...) per acquistare un paio di
> "cluster" [di cui almeno uno acquistato con fondi PNRR], specializzati
> sul GPU-computing....
>
> Bene... dico questo perché qualche settimana fa ho incrociato un POST di
> Vincenzo Di Nicola [1] il quale evidenziava come Mistral [2], una
> startup francese partita a maggio 2023, fosse valutata 2G€ e... stesse
> rapidissimamente diventando una entita' di spicco nel panorama AI mondiale.
>
> Ripeto: è una startup francese.
>
> La cosa che piu' di tutte mi ha colpito, pero', è un'altra. Vincenzo
> scriveva: "...E Mistral, in pochi mesi, ha gia’ prodotto un LLM
> addestrato velocemente grazie al nostro supercomputer Leonardo del
> Cineca..."
>
> Ecco: finalmente trovavo una evidenza concreta di un utilizzo di risorse
> --finanziate e gestite dal nostro Paese-- che andasse a beneficio di
> altre risorse/entita'... mainstream e, soprattutto, made-in-Europe.
>
> La notizia mi era nuova... e quindi ho chiesto a Vincenzo una conferma.
> Oltre a confermarla, mi ha girato un ulteriore riferimento (paywalled
> [3]) e, successivamente è anche andato a farsi un giro in Cineca [4]
>
> Cercando in giro, ho trovato quest'altra fonte ([5] in francese) che
> cita sia Leonardo che EuroHPC...
>
> Insomma: a dispetto di quanto si pensi nei corridoi di molti nostri
> Atenei... è perfettamente possibile utilizzare Leonardo per addrestare
> un LLM... e tra l'altro in tempi rapidissimi.
>
> Mi chiedo perché dei Francesi abbiano potuto farlo... e degli Italiani
> no. Ma è un dettaglio :-)
>
> Un saluto,
> DV
>
> [1]
>
> https://www.linkedin.com/posts/dinicola_openai-rival-mistral-nears-2-billio…
> [2] https://mistral.ai/
> [3]
> https://www.theinformation.com/articles/why-do-we-need-an-openai-of-europe
> [4]
>
> https://www.linkedin.com/posts/dinicola_supercomputer-francescoubertini-cin…
> [5] https://www.silicon.fr/mistral-ai-llm-471793.html
>
> --
> Damiano Verzulli
> e-mail:damiano@verzulli.it
> ---
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
Dec. 30, 2023
Re: [nexa] AI/LLM a trazione europea...
by Giuseppe Attardi
Mistral ha ricevuto un primo investimento di 120 milioni per sviluppare sistemi di AI, il governo italiano ha investito 120 milioni per l’acquisto di Leonardo (raddoppiando i 120 della Commissione Europea).
Qual è stata la decisione più furba?
BTW, Leonardo è semplicemente un prodotto commerciale di Athos, industria francese. A quel tempo, consultando il MISE, cercai di suggerire che il CINECA facesse uno sforzo per progettare un’architettura di computer dedicato all’AI.
Per gennaio sono stato convocato di nuovo per un’audizione sull’AI alla Camera e sono andato a rileggere il mio intervento analogo al Senato del 2020.
Dicevo cose che state dicendo adesso: che ci vorrebbe un’iniziativa di dimensione europea sull’AI, la chiamavo un CERN for AI e citavo le capacità di GPT-3 come indicatore di possibili traguardi.
https://www.senato.it/Leg18/3557?indagine=1809
Comunque, Mixtral7B è un primo risultato promettente. Il confronto con gli altri modelli SotA però è un po’ deludente.
https://arxiv.org/pdf/2312.11444.pdf
Per accrescere la dimensione del modello, occorre arrivare a utilizzare oltre un miliardo di MIPS, che nemmeno Allen Artificial Intelligenge riesce a permettersi per allenare il loro modello OLMo.
Ossia, Leonardo andrebbe interamente dedicato ad allenare un LLM per circa un mese.
Qualcuno deve pagare per tutte quelle risorse e per l’energia elettrica.
Inoltre la strada da percorrere porta verso i modelli multimodali, tipo Gemini, e lì il compito si fa ancora più arduo.
Se i francesi non fossero così sciovinisti e lo stesso i tedeschi e gli italiani, si dovrebbero mettere tutti insieme per lavorare ad un obiettivo comune.
OpenAI ha 770 dipendenti, circa 200 hanno firmato l’articolo su GPT-4. La foto del team di Mistral mostra una dozzina di persone.
BTW, la Commissione ha annunciato un finanziamento di 100 milioni per un progetto sui LLM nell’ambito dell’iniziativa Interesting Projects of Common European Interest, di cui è capofila Tiscali (https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_23_6246)
C’è poi un finanziamento di 4 milioni (H4LM) per fare una raccolta di testi multilingue per allenare LLM (https://hplt-project.org/)
— Beppe
> On 27 Dec 2023, at 09:06, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
> From: Damiano Verzulli <damiano(a)verzulli.it>
> To: "nexa(a)server-nexa.polito.it" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: [nexa] AI/LLM a trazione europea...
> Message-ID: <42dcc85e-6452-4255-9ddd-7f67a1e6fdae(a)verzulli.it>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed"
>
> In questo gruppo si parla spesso di AI/LLM e... spesso ho notato mani
> alzate a mo' di: "Eh! Ma servono 'risorse'... servono 'soldi'....
> servono 'infrastrutture'... perché senza, non si va da nessuna parte".
>
> Ricordo, ad esempio, un paio di thread incentrati sul fatto che UniPisa
> avesse investito ~1M€ (se ricordo bene...) per acquistare un paio di
> "cluster" [di cui almeno uno acquistato con fondi PNRR], specializzati
> sul GPU-computing....
>
> Bene... dico questo perché qualche settimana fa ho incrociato un POST di
> Vincenzo Di Nicola [1] il quale evidenziava come Mistral [2], una
> startup francese partita a maggio 2023, fosse valutata 2G€ e... stesse
> rapidissimamente diventando una entita' di spicco nel panorama AI mondiale.
>
> Ripeto: è una startup francese.
>
> La cosa che piu' di tutte mi ha colpito, pero', è un'altra. Vincenzo
> scriveva: "...E Mistral, in pochi mesi, ha gia’ prodotto un LLM
> addestrato velocemente grazie al nostro supercomputer Leonardo del
> Cineca..."
>
> Ecco: finalmente trovavo una evidenza concreta di un utilizzo di risorse
> --finanziate e gestite dal nostro Paese-- che andasse a beneficio di
> altre risorse/entita'... mainstream e, soprattutto, made-in-Europe.
>
> La notizia mi era nuova... e quindi ho chiesto a Vincenzo una conferma.
> Oltre a confermarla, mi ha girato un ulteriore riferimento (paywalled
> [3]) e, successivamente è anche andato a farsi un giro in Cineca [4]
>
> Cercando in giro, ho trovato quest'altra fonte ([5] in francese) che
> cita sia Leonardo che EuroHPC...
>
> Insomma: a dispetto di quanto si pensi nei corridoi di molti nostri
> Atenei... è perfettamente possibile utilizzare Leonardo per addrestare
> un LLM... e tra l'altro in tempi rapidissimi.
>
> Mi chiedo perché dei Francesi abbiano potuto farlo... e degli Italiani
> no. Ma è un dettaglio :-)
>
> Un saluto,
> DV
>
> [1]
> https://www.linkedin.com/posts/dinicola_openai-rival-mistral-nears-2-billio…
> [2] https://mistral.ai/
> [3]
> https://www.theinformation.com/articles/why-do-we-need-an-openai-of-europe
> [4]
> https://www.linkedin.com/posts/dinicola_supercomputer-francescoubertini-cin…
> [5] https://www.silicon.fr/mistral-ai-llm-471793.html
>
> --
> Damiano Verzulli
> e-mail:damiano@verzulli.it
> ---
> From: Damiano Verzulli <damiano(a)verzulli.it>
> To: "nexa(a)server-nexa.polito.it" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: [nexa] AI/LLM a trazione europea...
> Message-ID: <42dcc85e-6452-4255-9ddd-7f67a1e6fdae(a)verzulli.it>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed"
>
> In questo gruppo si parla spesso di AI/LLM e... spesso ho notato mani
> alzate a mo' di: "Eh! Ma servono 'risorse'... servono 'soldi'....
> servono 'infrastrutture'... perché senza, non si va da nessuna parte".
>
> Ricordo, ad esempio, un paio di thread incentrati sul fatto che UniPisa
> avesse investito ~1M€ (se ricordo bene...) per acquistare un paio di
> "cluster" [di cui almeno uno acquistato con fondi PNRR], specializzati
> sul GPU-computing....
>
> Bene... dico questo perché qualche settimana fa ho incrociato un POST di
> Vincenzo Di Nicola [1] il quale evidenziava come Mistral [2], una
> startup francese partita a maggio 2023, fosse valutata 2G€ e... stesse
> rapidissimamente diventando una entita' di spicco nel panorama AI mondiale.
>
> Ripeto: è una startup francese.
>
> La cosa che piu' di tutte mi ha colpito, pero', è un'altra. Vincenzo
> scriveva: "...E Mistral, in pochi mesi, ha gia’ prodotto un LLM
> addestrato velocemente grazie al nostro supercomputer Leonardo del
> Cineca..."
>
> Ecco: finalmente trovavo una evidenza concreta di un utilizzo di risorse
> --finanziate e gestite dal nostro Paese-- che andasse a beneficio di
> altre risorse/entita'... mainstream e, soprattutto, made-in-Europe.
>
> La notizia mi era nuova... e quindi ho chiesto a Vincenzo una conferma.
> Oltre a confermarla, mi ha girato un ulteriore riferimento (paywalled
> [3]) e, successivamente è anche andato a farsi un giro in Cineca [4]
>
> Cercando in giro, ho trovato quest'altra fonte ([5] in francese) che
> cita sia Leonardo che EuroHPC...
>
> Insomma: a dispetto di quanto si pensi nei corridoi di molti nostri
> Atenei... è perfettamente possibile utilizzare Leonardo per addrestare
> un LLM... e tra l'altro in tempi rapidissimi.
>
> Mi chiedo perché dei Francesi abbiano potuto farlo... e degli Italiani
> no. Ma è un dettaglio :-)
>
> Un saluto,
> DV
>
> [1]
> https://www.linkedin.com/posts/dinicola_openai-rival-mistral-nears-2-billio…
> [2] https://mistral.ai/
> [3]
> https://www.theinformation.com/articles/why-do-we-need-an-openai-of-europe
> [4]
> https://www.linkedin.com/posts/dinicola_supercomputer-francescoubertini-cin…
> [5] https://www.silicon.fr/mistral-ai-llm-471793.html
>
> --
> Damiano Verzulli
> e-mail:damiano@verzulli.it
> ---
Dec. 30, 2023
Re: [nexa] "Posta elettronica": persi 6 Atenei in ~3 anni...
by Damiano Verzulli
Il 29/12/23 18:07, Giorgio Ventre ha scritto:
> [...]
> perdonatemi ma vorrei portare alla vostra attenzione le difficoltà di
> gestione che affrontano quotidianamente gli Atenei.
> [...]
> In parole povere, occorrono soldi. E tanti.
Credo --forse presuntuosamente-- di avere le idee abbastanza chiare su
questi aspetti. Ho avuto la fortuna di lavorare per ~18 anni nel settore
(tecnico) IT, di un Ateneo che *NON* offriva corsi di laurea in
informatica, ne in ingegneria.
Le difficolta' di gestione che Giorgio richiama, sono certamente
evidenti... ma ai miei occhi appaiono totalmente scorrelate dalla
necessita' di fare scelte tecnologiche o, peggio, di indirizzo
politico/strategico (in ambito tecnologico).
Sono pronto a scommettere che la decisione di migrare all'esterno il
servizio di Posta è *sempre* dettata dal fatto che "gestire" è molto
piu' complesso che "pagare". Specie se, pagando, si ritiene di acquisire
anche una sorta di "tutela indiretta" dai problemi che potrebbero
insorgere. Detto in altri termini: in assenza di un chiaro mandato
"politico", la prima opzione di un dirigente pubblico sara' quella di
affidare all'esterno quanti piu' servizi possibile.... perché cio'
semplifichera' la sua vita (se trovate "bug" in questo mio ragionamento,
per cortesia, fatemelo notare).
Certamente il mantenimento di una infrastruttura di posta è qualcosa "di
costoso". Ma la domanda vera è: "Ok. Ma quanto costa?" magari
aggiungendo: "Che margini di manovra ho, nella modulazione di questi
costi, rispetto --ad esempio-- ad un aumento minimo del rischio di
indisponibilita'?"
Alzi la mano qualcuno che è in grado di citare un, ripeto, "UN",
documento che dettagli questo aspetto.
A pensarci bene, il primo (e unico) documento di questo genere... è del
"solito" Enrico Venuto - PoliTO - che al workshop GARR 2022 presento'
una sua analisi comparativa "cloud vs. on-prem" [1] per un problema
--relativamente "particolare"-- che lui dovette affrontare [e che
discutemmo anche su questa lista [1b]]. Fermo restando la particolarita'
del suo caso (che era storage-centrico)... il risultato fu
agghiacciante: il cloud era PIU' COSTOSO di un fattore variabile da x83
a x165 (rif. slide 10 e 17)
Perché di questa sua valutazione, non si discute? Perché non se ne
legge, in giro? Perché non viene estesa in altri ambiti (es.: la Posta)?
E perchè --viceversa-- il mantra ricorrente [che lo stesso Giorgio
evidenzia] è: "...occorrono soldi. E tanti" (per l'on-prem)?
La mia sensazione *FORTE* è che il tam-tam che da oltre 10 anni sentiamo
a tutti i livelli, ossia --"Nessuno è capace di fare cose cosi' buone
come i GAFAM. Cose non solo 'buone', ma anche gratis"--, è totalmente
fuorviante.
La verita' è che oggi (2023) una P.A. puo' acquistare un server con 24
core fisici, 256GB di RAM e 2 dischi SSD da 1TB, per 3.637,17€ [2]. E
aggiungere altri 16 dischi SSD da 800GB costa altri 4.632 €. Per i
non-tecnici, segnalo che --complessivamente-- parliamo di "ferro" in
grado di gestire *TRANQUILLAMENTE* una infrastruttura di posta di un
Ateneo "medio".
Dunque, se decidiamo che Enrico Venuto non racconta sciocchezze e se si
da per corretto quanto affermo nel paragrafo precedente, dobbiamo
scartare il problema "costo": l'on-prem costa MENO (a latere, sul punto,
segnalo anche un interessantissimo articolo recentemente pubblicato
da... qualcuno che ha scelto di comprare 600K$ di server, per
alleggerire la bolletta cloud che pesava 140/150K$ / mese [3])
Quindi, qual'e' il problema?
Il problema è che per capire come configurare quei server, quanti
comprarne, dove dislocarli [...dovesse mai essere che arrivi un
ransomware....], quali software (open-source) metterci sopra, come far
si che tutto il setup venga effettuato con "automatismi" (in grado di
essere banalmente replicati su altre macchine, magari presso altri
enti), come monitorarne il regolare funzionamento... come garantirne una
"ragionevole" funzionalita'.... è una attivita' COMPLESSA. Una attivita'
che ~30 anni fa veniva svolta da una figura specifica (il "tecnico
universitario"), appositamente prevista per quello scopo... ma che,
negli ultimi 20 anni... è stata completamente distrutta: quei tecnici
che 30 anni fa erano giovani, ora stanno per andare in pensione; quelli
che erano meno-giovani, ci sono gia' andati. Nel mezzo, ~20 anni di
"abbandono politico" (scarsa formazione; scarsissima incentivazione;
nessuna azione concreta volta a favorire l'allineamento delle competenze
a quelle di mercato). Non è un caso che io stesso --per primo-- sia
"figlio" di quella "nuova" politica (sono stato ~18 anni a fare il
lavoro di un tecnico... a fianco di tecnici... ma senza essere uno
strutturato).
E quindi? Come se ne esce?
La buona notizia è che non c'e' una prescrizione medica che ordina a
*TUTTI* gli Atenei di allestire, al proprio interno, la migliore
infrastruttura di posta possibile. E' perfettamente possibile che un
piccolo manipolo di tecnici (pochissime unita'; meno di 10), si
ritrovino attorno ad un tavolo (un GdL?) e tirino giu' un "disegno" dal
quale, poi, tutti gli altri (....se lo vorranno) possano "prendere".
Oggi esistono sia le condizioni economiche (perché i server e lo storage
costano un tozzo di pane...), sia quelle software (la qualita' dei
software open-source è a livelli mai raggiunti finora, ed in aumento...
posto che li si sappia scegliere), sia quelle infrastrutturali (le
tecnologie di automazione oggi disponibili consentono la creazione di
interi "virtual-data-center" in tempi dell'ordine dei MINUTI... posto
che le si conosca!) per arrivare *RAPIDAMENTE* ad un risultato del genere.
Serve "solo" la volonta' (politica) di volerlo fare.
> Se si è deciso di affidare ad un singolo soggetto la gestione
> amministrativa e finanziaria degli Atenei, e ad un solo provider la
> gestione della rete di ricerca, forse una analoga decisione potrebbe
> essere presa per i servizi mail ed IT in genere. Dopo aver fatto un
> bilancio tra i costi ed i benefici, anche appunto quelli di natura
> "strategica".
Rispetto a CINECA e GARR (...perché è di questi che parliamo), lascio
sul tavolo tre elmenti di riflessione:
* Cineca gestiva --fino a ~8/10 anni fa-- una infrastruttura di Posta
che "vendeva" agli Atenei (1€/anno a casella) e gli Atenei,
principalmente, utilizzavano per offrire una casella di posta ai
propri studenti. Quel servizio era basato su infrastrutture
disegnate con logiche ante-cloud (perché quando sono state
"pensate", il cloud non era ancora cosi' "affidabile") e quindi era
una spina nel fianco dello stesso Cineca (i costi del solo storage,
con gli SLA che Cineca si era auto-inflitto, erano maggiori dei
ricavi) . D'altro canto, tutti --ripeto: TUTTI-- i rappresentanti
degli Enti consorziati, non mancavano occasione per segnalare
l'esosità del servizio ("Ma Google ce le da gratis! Perché Cineca ce
le fa pagare?"). Alla fine, l'ex-ex-Direttore... decidette di
"staccare la spina". Il servizio fu dismesso;
* GARR: non è un segreto che GARR abbia allestito, negli ultimi anni,
infrastrutture di calcolo e storage particolarmente rilevanti: a
GARR-Cloud (11.500 vCPU, 90TB di RAM e 16PB di storage sparsi su 5
datacenter) sono state affiancate altre risorse (INFRA: 10752 vCore,
84TB di RAM e 7.7 PB di storage sparsi su altri 5 datacenter) -
fonte: Presentazione "Evoluzione del modello cloud GARR", di Massimo
Carboni, al recente workshop GARR del 9/11/2023 [4];
* Cineca e GARR: non ho alcuna esitazione a definire entrambe come
eccellenze italiane di cui andar fieri. Ma allo stesso tempo, sono
pronto a scommettere che se giriamo nei corridoi degli Atenei e
chiediamo: "Sai chi è Cineca? Sai cosa fa GARR? Sai chi vi
partecipa? Sai come vengono finanziate?".... un buon 90% non riesce
a rispondere a nessuna domanda, ed il restante 10% risponde (forse)
solo alle prime due....
> La questione dovrebbe essere affrontata dal punto di vista della
> politica industriale e della cultura tecnologica del Paese, insieme ad
> altri problemi come l'indipendenza sulle infrastrutture digitali.
>
Non ho strumenti per valutare la questione a questo livello di scala.
La mia sensazione, pero', è che la tendenza è verso un costante
peggioramento --se guardata in ambito Italia--. Personalmente credo che
le uniche speranze possono arrivare solo per via Europea (a partire da
Francia e Germania).
Mi fermo qua, scusandomi per la prolissita'.
Un caro saluto, e grazie a tutti per gli spunti di riflessione.
Bye,
DV
[1] slide:
https://www.eventi.garr.it/it/ws22/programma/materiali-conferenza-2019/699-…
stream: https://peertube.devol.it/w/rUs1KLWXZoDd5gWFRixr72
[1b] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2022-November/024313.html
[2] rif. convenzione CONSIP Tecnologie Server 4 - Lotto 4 -
https://www.italware.it/convenzioni/ts4-lotto-4.htm
[3] https://world.hey.com/dhh/the-big-cloud-exit-faq-20274010
[4] rif. slide 4 di
https://www.eventi.garr.it/it/documenti/workshop-garr-2023/presentazioni-12…
--
Damiano Verzulli
e-mail:damiano@verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Dec. 29, 2023
Re: [nexa] "Posta elettronica": persi 6 Atenei in ~3 anni...
by Angelo Raffaele Meo
Io sono perfettamente allineato con Enrico, Giorgio, Giacomo, Damiano.
Mi permetto di aggiungere che, a mio giudizio, gli incarichi delle scuole e delle università alle Big Tech sono illegali perchè violano l'art.68 del vecchio codice dell'amministrazione digitale e le norme comunitarie per la protezione dei dati personali.
Secondp i miei conti approssimativi i fatturati in Italia delle Big Tech sono dell'ordine di grandezza del reddito di cittadinanza, ma quei fatturati sono una perdita sevva della ricchezza del nostro Paese, mentre le spese rese possibili dal reddito di cittadinanza restano in Italia e sono equivalenti aad un investimento .
Raf Meo
________________________________
From: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> on behalf of Enrico Nardelli <nardelli(a)mat.uniroma2.it>
Sent: Friday, December 29, 2023 8:18 PM
To: nexa(a)server-nexa.polito.it <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Subject: Re: [nexa] "Posta elettronica": persi 6 Atenei in ~3 anni...
Certamente l'aspetto economico è importante, per questo sarebbe interessante sapere quanto costano questi contratti di servizio, che come giustamente osservava Stefano Maffulli, integrano molti servizi, sia per gli admin che per gli utenti finali, e sono quindi percepiti positivamente dall'utenza finale. È importante, sia per confrontarli col costo di personale interno, sia perché poi, di fatto, rischia di determinarsi, per un ateneo, una situazione di "vendor lock-in" che può far lievitare i costi senza freno. Forse ricordo male, ma anche alle scuole nel periodo di lockdown le piattaforme erano state offerte gratis, e adesso non lo sono più. Qualcuno ha dati precisi su questo?
Il punto è poi anche che, oltre al costo economico, c'è il valore della profilazione degli utenti, che diventa sempre più grande. Con il Machine Learning sempre più affamato di nuovi testi, ciò che passa per le caselle di posta elettronica e i cloud degli atenei penso sia un valore significativo per le Big Tech.
Ecco, posto che sono conti niente affatto facili da fare (e in certa misura anche arbitrari: come fai a dare valore ai dati personali?), penso comunque che avere la conoscenza in casa secondo me sia, sul lungo periodo, sempre più conveniente per una grande amministrazione come un ateneo. A maggior ragione per chi dovrebbe essere sulla frontiera della conoscenza, come giustamente sostiene Giacomo Tesio. A condizione che riesca a capire l'importanza strategica di governare le infrastrutture digitali: mission impossible, temo, per molta della classe dirigente italiana centrale e locale.
E a proposito: è su questa lista che ho letto dei problemi che le Big Tech creano agli email provider medi e piccoli nel gestire i loro messaggi? È chiaro che se anche 1 su 20 delle tue mail viene bloccata perché il tuo server di ateneo è stato messo in blacklist quando poi si passa ai Big tirano tutti un sospiro di sollievo...
Infine, sarei curioso di sapere se ci sono analisi simili fatte per Paesi un po' più attenti del nostro a queste problematiche, tipo la Francia.
Con l'occasione un augurio di buona fine e miglior principio.
Enrico
Il 29/12/2023 18:07, Giorgio Ventre ha scritto:
Cari tutti,
perdonatemi ma vorrei portare alla vostra attenzione le difficoltà di gestione che affrontano quotidianamente gli Atenei.
Il problema non è la disponibilità di talenti e competenze ma quella delle risorse necessarie a garantire i servizi che noi come privati siamo abituati a ricevere dai nostri provider preferiti.
In parole povere, occorrono soldi. E tanti.
Secondo me andare a sindacare le scelte dei singoli atenei mi sembra un esercizio sterile, quando spesso si tratta di scegliere tra mettere soldi in un Servizio IT o rinnovare le aule di un Dipartimento.
La questione dovrebbe essere affrontata dal punto di vista della politica industriale e della cultura tecnologica del Paese, insieme ad altri problemi come l'indipendenza sulle infrastrutture digitali.
Se si è deciso di affidare ad un singolo soggetto la gestione amministrativa e finanziaria degli Atenei, e ad un solo provider la gestione della rete di ricerca, forse una analoga decisione potrebbe essere presa per i servizi mail ed IT in genere. Dopo aver fatto un bilancio tra i costi ed i benefici, anche appunto quelli di natura "strategica".
Senza una decisione di questo genere il numero degli Atenei con gestioni in-house della mail si ridurrà sempre di più.
Un caro saluto a tutti ed auguri per un eccellente 2024.
Giorgio
Il 29/12/23 17:54, Giacomo Tesio ha scritto:
Ciao Damiano,
Il 28 Dicembre 2023 21:24:05 UTC, Damiano Verzulli <damiano(a)verzulli.it><mailto:damiano@verzulli.it> ha scritto:
Mi interessa --ripeto-- mi interessa, che gli Atenei tornino a fare da apripista nella riappropriazione
di parte del mondo tecnologico... che gli e' stato scippato. Sono certo --ripeto-- sono *CERTO* che
è "tecnicamente" possibile. Il problema è solo "politico".
[...]
D'altronde.... se non si riesce a fare quello che io immagino, come pensiamo possa essere
mai possibile ambire a fare quello che tu speri?
Ciò che io proprio non riesco a capire è che credibilità possa avere una Università
che si affida a Google o Microsoft per l'email pur avendo informatica o ingegneria
informatica fra i percorsi di laurea proposti.
È deprimente pensare che nessuno si vergogni di tali scelte, viste le molte alternative
nettamente migliori disponibili sul mercato.
A volte penso che oltre alla dismissione dell'Olivetti, il Piano Marshall ci sia costato
l'idea stessa di un'Università competente, che tanto ad una colonia a-democratica non serviva.
Giacomo
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
--
-- EN
https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
[cid:part1.XpNn0ilR.kGlJIqo0@mat.uniroma2.it] ======================================================
Prof. Enrico Nardelli
Presidente di "Informatics Europe"
Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
blog: https://link-and-think.blogspot.it/
tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli(a)mat.uniroma2.it<mailto:nardelli@mat.uniroma2.it>
online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont
======================================================
--
Dec. 29, 2023
Re: [nexa] "Posta elettronica": persi 6 Atenei in ~3 anni...
by Enrico Nardelli
Certamente l'aspetto economico è importante, per questo sarebbe
interessante sapere quanto costano questi contratti di servizio, che
come giustamente osservava Stefano Maffulli, integrano molti servizi,
sia per gli admin che per gli utenti finali, e sono quindi percepiti
positivamente dall'utenza finale. È importante, sia per confrontarli col
costo di personale interno, sia perché poi, di fatto, rischia di
determinarsi, per un ateneo, una situazione di "vendor lock-in" che può
far lievitare i costi senza freno. Forse ricordo male, ma anche alle
scuole nel periodo di lockdown le piattaforme erano state offerte
gratis, e adesso non lo sono più. Qualcuno ha dati precisi su questo?
Il punto è poi anche che, oltre al costo economico, c'è il valore della
profilazione degli utenti, che diventa sempre più grande. Con il Machine
Learning sempre più affamato di nuovi testi, ciò che passa per le
caselle di posta elettronica e i cloud degli atenei penso sia un valore
significativo per le Big Tech.
Ecco, posto che sono conti niente affatto facili da fare (e in certa
misura anche arbitrari: come fai a dare valore ai dati personali?),
penso comunque che avere la conoscenza in casa secondo me sia, sul lungo
periodo, sempre più conveniente per una grande amministrazione come un
ateneo. A maggior ragione per chi dovrebbe essere sulla frontiera della
conoscenza, come giustamente sostiene Giacomo Tesio. A condizione che
riesca a capire l'importanza strategica di governare le infrastrutture
digitali: mission impossible, temo, per molta della classe dirigente
italiana centrale e locale.
E a proposito: è su questa lista che ho letto dei problemi che le Big
Tech creano agli email provider medi e piccoli nel gestire i loro
messaggi? È chiaro che se anche 1 su 20 delle tue mail viene bloccata
perché il tuo server di ateneo è stato messo in blacklist quando poi si
passa ai Big tirano tutti un sospiro di sollievo...
Infine, sarei curioso di sapere se ci sono analisi simili fatte per
Paesi un po' più attenti del nostro a queste problematiche, tipo la Francia.
Con l'occasione un augurio di buona fine e miglior principio.
Enrico
Il 29/12/2023 18:07, Giorgio Ventre ha scritto:
> Cari tutti,
>
> perdonatemi ma vorrei portare alla vostra attenzione le difficoltà di
> gestione che affrontano quotidianamente gli Atenei.
>
> Il problema non è la disponibilità di talenti e competenze ma quella
> delle risorse necessarie a garantire i servizi che noi come privati
> siamo abituati a ricevere dai nostri provider preferiti.
>
> In parole povere, occorrono soldi. E tanti.
>
> Secondo me andare a sindacare le scelte dei singoli atenei mi sembra
> un esercizio sterile, quando spesso si tratta di scegliere tra mettere
> soldi in un Servizio IT o rinnovare le aule di un Dipartimento.
>
> La questione dovrebbe essere affrontata dal punto di vista della
> politica industriale e della cultura tecnologica del Paese, insieme ad
> altri problemi come l'indipendenza sulle infrastrutture digitali.
>
> Se si è deciso di affidare ad un singolo soggetto la gestione
> amministrativa e finanziaria degli Atenei, e ad un solo provider la
> gestione della rete di ricerca, forse una analoga decisione potrebbe
> essere presa per i servizi mail ed IT in genere. Dopo aver fatto un
> bilancio tra i costi ed i benefici, anche appunto quelli di natura
> "strategica".
>
> Senza una decisione di questo genere il numero degli Atenei con
> gestioni in-house della mail si ridurrà sempre di più.
>
>
> Un caro saluto a tutti ed auguri per un eccellente 2024.
>
>
> Giorgio
>
> Il 29/12/23 17:54, Giacomo Tesio ha scritto:
>> Ciao Damiano,
>>
>> Il 28 Dicembre 2023 21:24:05 UTC, Damiano Verzulli
>> <damiano(a)verzulli.it> ha scritto:
>>> Mi interessa --ripeto-- mi interessa, che gli Atenei tornino a fare
>>> da apripista nella riappropriazione
>>> di parte del mondo tecnologico... che gli e' stato scippato. Sono
>>> certo --ripeto-- sono *CERTO* che
>>> è "tecnicamente" possibile. Il problema è solo "politico".
>>>
>>> [...]
>>>
>>> D'altronde.... se non si riesce a fare quello che io immagino,
>>> come pensiamo possa essere
>>> mai possibile ambire a fare quello che tu speri?
>> Ciò che io proprio non riesco a capire è che credibilità possa avere
>> una Università
>> che si affida a Google o Microsoft per l'email pur avendo informatica
>> o ingegneria
>> informatica fra i percorsi di laurea proposti.
>>
>>
>> È deprimente pensare che nessuno si vergogni di tali scelte, viste le
>> molte alternative
>> nettamente migliori disponibili sul mercato.
>>
>> A volte penso che oltre alla dismissione dell'Olivetti, il Piano
>> Marshall ci sia costato
>> l'idea stessa di un'Università competente, che tanto ad una colonia
>> a-democratica non serviva.
>>
>>
>> Giacomo
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
--
-- EN
https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
======================================================
Prof. Enrico Nardelli
Presidente di "Informatics Europe"
Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
blog: https://link-and-think.blogspot.it/
tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli(a)mat.uniroma2.it
online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont
======================================================
--
Dec. 29, 2023
Re: [nexa] "Posta elettronica": persi 6 Atenei in ~3 anni...
by Giorgio Ventre
Cari tutti,
perdonatemi ma vorrei portare alla vostra attenzione le difficoltà di
gestione che affrontano quotidianamente gli Atenei.
Il problema non è la disponibilità di talenti e competenze ma quella
delle risorse necessarie a garantire i servizi che noi come privati
siamo abituati a ricevere dai nostri provider preferiti.
In parole povere, occorrono soldi. E tanti.
Secondo me andare a sindacare le scelte dei singoli atenei mi sembra un
esercizio sterile, quando spesso si tratta di scegliere tra mettere
soldi in un Servizio IT o rinnovare le aule di un Dipartimento.
La questione dovrebbe essere affrontata dal punto di vista della
politica industriale e della cultura tecnologica del Paese, insieme ad
altri problemi come l'indipendenza sulle infrastrutture digitali.
Se si è deciso di affidare ad un singolo soggetto la gestione
amministrativa e finanziaria degli Atenei, e ad un solo provider la
gestione della rete di ricerca, forse una analoga decisione potrebbe
essere presa per i servizi mail ed IT in genere. Dopo aver fatto un
bilancio tra i costi ed i benefici, anche appunto quelli di natura
"strategica".
Senza una decisione di questo genere il numero degli Atenei con gestioni
in-house della mail si ridurrà sempre di più.
Un caro saluto a tutti ed auguri per un eccellente 2024.
Giorgio
Il 29/12/23 17:54, Giacomo Tesio ha scritto:
> Ciao Damiano,
>
> Il 28 Dicembre 2023 21:24:05 UTC, Damiano Verzulli <damiano(a)verzulli.it> ha scritto:
>> Mi interessa --ripeto-- mi interessa, che gli Atenei tornino a fare da apripista nella riappropriazione
>> di parte del mondo tecnologico... che gli e' stato scippato. Sono certo --ripeto-- sono *CERTO* che
>> è "tecnicamente" possibile. Il problema è solo "politico".
>>
>> [...]
>>
>> D'altronde.... se non si riesce a fare quello che io immagino, come pensiamo possa essere
>> mai possibile ambire a fare quello che tu speri?
> Ciò che io proprio non riesco a capire è che credibilità possa avere una Università
> che si affida a Google o Microsoft per l'email pur avendo informatica o ingegneria
> informatica fra i percorsi di laurea proposti.
>
>
> È deprimente pensare che nessuno si vergogni di tali scelte, viste le molte alternative
> nettamente migliori disponibili sul mercato.
>
> A volte penso che oltre alla dismissione dell'Olivetti, il Piano Marshall ci sia costato
> l'idea stessa di un'Università competente, che tanto ad una colonia a-democratica non serviva.
>
>
> Giacomo
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
--
========================================================================
Prof. Ing. Giorgio Ventre
Scientific Director, Apple Developer Academy
Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione
Università degli Studi di Napoli Federico II
Via Claudio 21
80125, Napoli, Italy
Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372
E-mail: giorgio(a)unina.it
http://www.dieti.unina.it
http://www.developeracademy.unina.it/en/
http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre
========================================================================
Dec. 29, 2023
Re: [nexa] "Posta elettronica": persi 6 Atenei in ~3 anni...
by Giacomo Tesio
Ciao Damiano,
Il 28 Dicembre 2023 21:24:05 UTC, Damiano Verzulli <damiano(a)verzulli.it> ha scritto:
> Mi interessa --ripeto-- mi interessa, che gli Atenei tornino a fare da apripista nella riappropriazione
> di parte del mondo tecnologico... che gli e' stato scippato. Sono certo --ripeto-- sono *CERTO* che
> è "tecnicamente" possibile. Il problema è solo "politico".
>
> [...]
>
> D'altronde.... se non si riesce a fare quello che io immagino, come pensiamo possa essere
> mai possibile ambire a fare quello che tu speri?
Ciò che io proprio non riesco a capire è che credibilità possa avere una Università
che si affida a Google o Microsoft per l'email pur avendo informatica o ingegneria
informatica fra i percorsi di laurea proposti.
È deprimente pensare che nessuno si vergogni di tali scelte, viste le molte alternative
nettamente migliori disponibili sul mercato.
A volte penso che oltre alla dismissione dell'Olivetti, il Piano Marshall ci sia costato
l'idea stessa di un'Università competente, che tanto ad una colonia a-democratica non serviva.
Giacomo
Dec. 29, 2023
Re: [nexa] "Posta elettronica": persi 6 Atenei in ~3 anni...
by Damiano Verzulli
Grazie Stefano. Mi offri numerosi ulteriori spunti di riflessione e...
cerchero' di trattanermi, minimizzando la verbosity.
Prima di ogni cosa, pero', voglio fare una precisazione: a me *NON*
interessa togliere Google/AWS/Microsoft dalla faccia della terra. Ne' mi
interessa che il mondo privato ne faccia largo uso. Quando scrivo su
questa lista, il mio focus è *SEMPRE* quello della P.A., ed in
particolare del mondo UNIV. Mi interessa --ripeto-- mi interessa, che
gli Atenei tornino a fare da apripista nella riappropriazione di parte
del mondo tecnologico... che gli e' stato scippato. Sono certo
--ripeto-- sono *CERTO* che è "tecnicamente" possibile. Il problema è
solo "politico".
Fatta questa precisazione...
Il 28/12/23 17:00, Stefano Maffulli ha scritto:
> Non è solo la posta a migrare! Google e Microsoft forniscono sistema
> di gestione identità e permessi, e un botto di applicazioni integrate
> con questo. Le applicazioni sono sia per utenti finali (posta e
> contatti, calendario e gestione file, tutto sincronizzato
> desktop/mobile, multipiattaforma) che per amministratori (antispam,
> logging, security policy, etc.)
Ritengo che un 99% degli utenti "UNIV", utilizzi un 5% degli strumenti
presenti nel pacchetto di BigG. E di quel 5%, ne sfrutti un 10% di feature.
Lato ADMIN (...sono stato "admin" per lungo tempo), BigG ha costretto
molti di loro a "cambiare approccio" alla soluzione dei problemi. In
altri termini: BigG non ha offerto, agli admin, le soluzioni di cui
hanno bisogno. Ha offerto i propri strumenti. E gli "admin" si sono
piegati. Presuntuosamente, ritengo che sia possibile fare di meglio
(molto meglio) nell'erogazione di alcuni servizi (inclusa "la posta")
In altre parole: quello che dici è corretto. Ma riportato nel contesto
UNIV, è un falso problema (IMO).
La dimostrazione è proprio nelle migrazioni cui stiamo assistendo:
perché si migra? Perché quello che c'e' non è all'altezza? Oppure perché
quello che c'e' "impone" una gestione... da cui si vuole scappare?
Qual'e', quindi, il problema? La posta che non va, oppure l'incapacita'
di gestire persone e problemi... magari congiuntamente ad una dinamica
di gestione dei costi che rende banale l'acquisto dei servizi GAFAM, e
tremendamente complesso l'allestimento di una mini-squadra di tecnici
capaci?
> Hai voglia a dire "si può fare tutto interno, mio cugino usa
> nextcloud, Collabora, LDAP, un cluster Ceph ecc..." Il mondo open
> source ha perso almeno un decennio dicendo che Gmail è la posta e
> "cloud è il computer di un altro" quando invece i fornitori di questi
> sistemi di sorveglianza aggiungevano e integravano di tutto, e nuovi
> utenti iniziavano a digitalizzarsi la vita usando computer tascabili
> aspettandosi ben altre funzioni di quelle fornite da Debian su desktop.
Google, Microsoft e AWS hanno sempre avuto la necessita' di "innovare",
per poter essere sempre piu' competitivi e allargare il proprio parco
utenti, sia su scala geografica (scala "mondo"), sia su target sempre
piu' ampi.
Di tutti i loro servizi, pero', a me... interessa zero. A me interessa
che la corrispondenza fra studenti e docenti (le e-mail), oppure fra
docenti e docenti, o ancora fra docenti e ministeri, non transiti sui
loro sistemi. Il resto... è un dettaglio (per il momento).
> IMO questo gap funzionale si può colmare solo ripensando ai concetti
> di "program" e "user" descritti nel Manifesto GNU... discorso
> complesso. In breve, per riconquistare il diritto alla libertà
> digitale bisogna andare oltre gli slogan che hanno funzionato negli
> anni '90.
Tu punti a migliorare il mondo e, quindi, ti poni obiettivi ambiziosi.
Io punto a qualcosa di estremamente piu' semplice e, soprattutto, a
scala estremamente piu' ridotta (UNIV). D'altronde.... se non si riesce
a fare quello che io immagino, come pensiamo possa essere mai possibile
ambire a fare quello che tu speri?
Io continuo a crederci (nel mio "obiettivo") e... nel mio piccolo, piano
piano, continuero' a provare a dare il mio piccolo contributo :-)
Un saluto,
DV
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano(a)verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Dec. 28, 2023