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Re: [nexa] costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
by Mariella Berra
Ciao Temi nuovi modelli di scambio e social network
pensiamo al lle diverse indicazioni dalla economia solidale, alla wikinomics alla coopetition
Altro tema è web2.0 e public administration
Nexa riguarda i rapporti fra Internet e società ciao Ciao a domani mariella
----- Original Message -----
From: Antonella Giulia Pizzaleo
To: J.C. DE MARTIN
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Monday, January 11, 2010 8:22 PM
Subject: Re: [nexa]costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
Cari nexiani,
ecco il mio contributo.
un saluto a tutti,
antonella
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
- Iniziative legislative che ne mettano a repentaglio gli aspetti più innovativi e che blocchino la trasformazione in atto o riportino indietro su alcune grandi questioni (diritto d'autore, libertà di espressione, net neutrality). Questo rischio è il risutlato di una scarsissima cultura della Rete da parte di governo e parlamento e altrettanto scarsi capacità e interesse di cercare serie interlocuzioni con i mondi di Internet.
- Mancato sviluppo della banda larga o sua errata pianificazione (se dovessero arrivare i fondi per la banda larga occorrerebbe una spesa intelligente e non discriminante per le realtà già esistenti).
1.2. E la maggiore opportunita'?
Possibilità e capacità di connettersi a realtà internazionali, innanzitutto europee.
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
- Modelli di business e social network
- Integrazione tra gli User Generated Content e i produttori di contenuti tradizionali
- Evoluzione delle dinamiche internazionali e influenze delle varie categorie di stakeholders, soprattutto dei principali competitors, nella governance della Rete
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di advocacy (come la Quadrature du Net in Francia o EFF in USA), la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
Perche'?
- Dimensione dei diritti degli utenti (a partire dal diritto all'accesso)
- Dinamiche democratiche/partecipative dal basso concretamente in atto
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa, quali sarebbero? Perche'?
- banda larga, a partire da un serio censimento – non in mano ai dati telecom com'è stato sino ad ora - delle reti esistenti e, successivamente, incentivi ai Wisp e alle reti locali, al fine di non sprecare quanto già fatto in Italia, non solo da Wisp privati, ma anche da pubbliche amministrazioni illuminate
- sostegno a iniziative imprenditoriali, selezionate con criteri opportuni, legate ad Internet
- diffusione di software open source e relativa formazione nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, a partire dal quelle centrali.
1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
- banda larga (come sopra)
- sostegno a iniziative imprenditoriali legate ad Internet o a spin-off di centri di ricerca
- diffusione di software open source e relativa formazione nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, a partire dal quelle centrali.
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e perche'?
- Difesa della neutralità della Rete
- Riconoscimento diritti della cittadinanza digitale (a partire dal diritto all'accesso)
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
Dovrebbe svolgere un'attività di sensibilizzazione e di supporto sui temi di Internet, della cultura digitale e dell'innovazione, sia verso l'interno, ossia rivolta al parlamento e al governo, sia verso i portatori di interesse della rete. Sarebbero utili tavoli di confrontto su temi veritcali con i soggetti interessati – anche perchè al momento non ci sono iniziative analoghe presso altri organi o amministrazioni centrali -.
1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo maggiore o diverso in relazione a Internet? Se si', quale e perche'?
Indubbiamente dovrebbero avere una presenza maggiore sui temi della Rete. L'Agocom dovrebbe agire, dopo averne compreso la specificità, a tutela delle comunicazioni on line. Dovrebbe inoltre attivare campagne formative, alfine di rendere maggiormente consapevoli gli utenti della Rete di rischi e opportunità. L'Anti-trust, poco presente sui temi della Rete, dovrebbe occuparsi maggiormente di posizioni monopolistiche de facto e intervenire a tutela della libera concorrenza.
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi, istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto auspicabile/piu' efficace la creazione di un organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo della cultura ). O entrambe le cose?
Probabilemte entrambe le cose, realizzate, se possibile, in un'ottica concertata. Io non penserei ad un ministero, ma piuttostoo ad un organo in seno alla Presidenza del Consiglio, un sorta di comitato consultivo bipartisan, snello ma con competenze molto alte, che possa agire trasversalmente ai dicastri centrali e, al contempo, non sia soggetto ai cambi di governo. Sarebbe necessaria una consultazione periodica sulle varie tematiche della rete con coloro che se ne occupano (imprenditori, società civile, ricerca...). Se questi ultimi fossero a loro volta in grado di organizzare una rappresentanza, probabilmente l'intero processo potrebbe essere più efficace. A tal fine si potrebbe e dovrebbe utilizzare e rafforzare l'Internet Governance Forum Italia.
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
Sono d'accordo con Paolo Brini e le sue riflessioni in merito ad ACTA.
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet: che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare qualcosa a livello nazionale che abbia un impatto a livello globale?
Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che direzione?
Nel 2010 e nei prossimi anni si rafforzerà, nel complesso, l'impianto internazionale della governance di Internet: da un lato maggiori pressioni dei Paesi in via di sviluppo, dall'altro riorganizzazione delle geografie di controllo della Rete (a partire dagli attesi sviluppi della presunta maggiore collaborazione Icann-Itu, "pubblicizzata" e accolta con un po' di scetticismo e con molta curiosità durante l'ultimo IGF e dalle azioni/reazioni di paesi critici, come Cina e Paesi Arabi).
A livello nazionale si dovrebbe rafforzare l'Internet Governance Forum italiano, con l'obiettivo di definire delle seppur minime posizioni concertate – anche solo parzialmente su alcune grandi questioni, connesse anche ad ambiti sovranazionali.
Per avere un impatto significativo nei contesti di discussione internazionale, l'optimum sarebbe costitutio da un lavoro congiunto sui temi della Rete tra governo e parti sociali.
Durante l'ultimo IGF l'assenza del Governo italiano e la mancanza di posizioni ufficiali in merito a temi critici (come la valutazione dell'Affirmation of Committment di Icann o il rinnovo del mandato UN per gli IGF), di certo non aiuta una presenza significativa dell'Italia nel contesto internaizionale.
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet Bill of Rights hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
Non so se sarà l'anno dell'IBR, il cui lavoro va avanti, ma è penalizzato dalla mancanza di supporto di istituzioni pubbliche e private di peso; credo però nella crescita complessiva dell'incidenza della "prospettiva dei diritti" nell'approccio e nella valutazione dei temi di Internet.
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita' (nel bene e nel male) relativamente a Internet? Perche'?
Cina, per l'impatto che avrà dagli accessi, ai nuovi indirizzi, al peso politico nella Internet Governance, ai conflitti sociali interni che dovrà affrontare in misura crescente a causa della violazione di diritti fondamentali degli utenti, come quello della libertà di espressione.
Il giorno 03 gennaio 2010 20.37, J.C. DE MARTIN <demartin(a)polito.it> ha scritto:
Buon Anno! Spero abbiate iniziato bene il 2010.
Mercoledi' 13 gennaio si terra' il primo "mercoledi' di NEXA"
del 2010 (il 16° dall'inizio della serie), sempre in corso Trento 21
e sempre dalle 18 alle 20.
Questa volta non avremo un ospite, ma collaborativamente
cercheremo di redarre una sorta di
roadmap 2010 sui i temi "Internet & Società".
Ovvero, proveremo a identificare le priorita', le sfide, le opportunita'
per l'anno appena iniziato a livello sia italiano, sia europeo, sia
internazionale.
Per preparare l'incontro, invito gli iscritti alla lista a contribuire
in questa sede, cosi' da arrivare all'incontro del 13 gennaio
con una bozza su cui poi lavorare di persona durante il mercoledi'.
I punti su cui vi invito a contruibuire (potete rispondere
anche solo a un sottoinsieme e proporne anche di vostri, ovviamente)
li trovate a seguire.
Ancora auguri!
a presto,
juan carlos
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
1.2. E la maggiore opportunita'?
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo
si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
associazione di advocacy (come la Quadrature
du Net in Francia o EFF in USA),
la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
Perche'?
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa,
quali sarebbero? Perche'?
1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe
di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e
perche'?
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe
avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo
maggiore o diverso in relazione a Internet?
Se si', quale e perche'?
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono
spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi,
istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto
auspicabile/piu' efficace
la creazione di un organismo consultivo che rappresenti
gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni?
(Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
della cultura,
http://www.kulturrat.de) O entrambe le cose?
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
2.2. E la maggiore opportunita'?
2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto
di ricerca,
lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
associazione di advocacy (come la Quadrature
du Net in Francia), la si indirizzerebbe su quale tema europeo
(o quali temi, max 3)? Perche'?
2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita'
di spesa,
quali sarebbero? Perche'?
2.6. se si dovesse interloquire col Parlamento Europeo,
2.6.1. E' stato appena creato .....: che ruolo dovrebbe
avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche europee?
2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che
rappresenti
gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni
europee?
(Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
della cultura,
http://www.kulturrat.de)
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet:
che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare
qualcosa a livello
nazionale che abbia un impatto a livello globale?
Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che
direzione?
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet
Bill of Rights
hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita'
(nel bene e nel
male) relativamente a Internet? Perche'?
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Jan. 12, 2010
Re: [nexa] costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
by Mariella Berra
Ciao Temi nuovi modelli di scambio e social network
pensiamo al lle diverse indicazioni dalla economia solidale, alla wikinomics alla coopetition
Altro tema è web2.0 e public administration
Nexa riguarda i rapporti fra Internet e società ciao Ciao a domani mariella
----- Original Message -----
From: Antonella Giulia Pizzaleo
To: J.C. DE MARTIN
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Monday, January 11, 2010 8:22 PM
Subject: Re: [nexa]costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
Cari nexiani,
ecco il mio contributo.
un saluto a tutti,
antonella
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
- Iniziative legislative che ne mettano a repentaglio gli aspetti più innovativi e che blocchino la trasformazione in atto o riportino indietro su alcune grandi questioni (diritto d'autore, libertà di espressione, net neutrality). Questo rischio è il risutlato di una scarsissima cultura della Rete da parte di governo e parlamento e altrettanto scarsi capacità e interesse di cercare serie interlocuzioni con i mondi di Internet.
- Mancato sviluppo della banda larga o sua errata pianificazione (se dovessero arrivare i fondi per la banda larga occorrerebbe una spesa intelligente e non discriminante per le realtà già esistenti).
1.2. E la maggiore opportunita'?
Possibilità e capacità di connettersi a realtà internazionali, innanzitutto europee.
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
- Modelli di business e social network
- Integrazione tra gli User Generated Content e i produttori di contenuti tradizionali
- Evoluzione delle dinamiche internazionali e influenze delle varie categorie di stakeholders, soprattutto dei principali competitors, nella governance della Rete
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di advocacy (come la Quadrature du Net in Francia o EFF in USA), la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
Perche'?
- Dimensione dei diritti degli utenti (a partire dal diritto all'accesso)
- Dinamiche democratiche/partecipative dal basso concretamente in atto
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa, quali sarebbero? Perche'?
- banda larga, a partire da un serio censimento – non in mano ai dati telecom com'è stato sino ad ora - delle reti esistenti e, successivamente, incentivi ai Wisp e alle reti locali, al fine di non sprecare quanto già fatto in Italia, non solo da Wisp privati, ma anche da pubbliche amministrazioni illuminate
- sostegno a iniziative imprenditoriali, selezionate con criteri opportuni, legate ad Internet
- diffusione di software open source e relativa formazione nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, a partire dal quelle centrali.
1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
- banda larga (come sopra)
- sostegno a iniziative imprenditoriali legate ad Internet o a spin-off di centri di ricerca
- diffusione di software open source e relativa formazione nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, a partire dal quelle centrali.
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e perche'?
- Difesa della neutralità della Rete
- Riconoscimento diritti della cittadinanza digitale (a partire dal diritto all'accesso)
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
Dovrebbe svolgere un'attività di sensibilizzazione e di supporto sui temi di Internet, della cultura digitale e dell'innovazione, sia verso l'interno, ossia rivolta al parlamento e al governo, sia verso i portatori di interesse della rete. Sarebbero utili tavoli di confrontto su temi veritcali con i soggetti interessati – anche perchè al momento non ci sono iniziative analoghe presso altri organi o amministrazioni centrali -.
1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo maggiore o diverso in relazione a Internet? Se si', quale e perche'?
Indubbiamente dovrebbero avere una presenza maggiore sui temi della Rete. L'Agocom dovrebbe agire, dopo averne compreso la specificità, a tutela delle comunicazioni on line. Dovrebbe inoltre attivare campagne formative, alfine di rendere maggiormente consapevoli gli utenti della Rete di rischi e opportunità. L'Anti-trust, poco presente sui temi della Rete, dovrebbe occuparsi maggiormente di posizioni monopolistiche de facto e intervenire a tutela della libera concorrenza.
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi, istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto auspicabile/piu' efficace la creazione di un organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo della cultura ). O entrambe le cose?
Probabilemte entrambe le cose, realizzate, se possibile, in un'ottica concertata. Io non penserei ad un ministero, ma piuttostoo ad un organo in seno alla Presidenza del Consiglio, un sorta di comitato consultivo bipartisan, snello ma con competenze molto alte, che possa agire trasversalmente ai dicastri centrali e, al contempo, non sia soggetto ai cambi di governo. Sarebbe necessaria una consultazione periodica sulle varie tematiche della rete con coloro che se ne occupano (imprenditori, società civile, ricerca...). Se questi ultimi fossero a loro volta in grado di organizzare una rappresentanza, probabilmente l'intero processo potrebbe essere più efficace. A tal fine si potrebbe e dovrebbe utilizzare e rafforzare l'Internet Governance Forum Italia.
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
Sono d'accordo con Paolo Brini e le sue riflessioni in merito ad ACTA.
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet: che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare qualcosa a livello nazionale che abbia un impatto a livello globale?
Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che direzione?
Nel 2010 e nei prossimi anni si rafforzerà, nel complesso, l'impianto internazionale della governance di Internet: da un lato maggiori pressioni dei Paesi in via di sviluppo, dall'altro riorganizzazione delle geografie di controllo della Rete (a partire dagli attesi sviluppi della presunta maggiore collaborazione Icann-Itu, "pubblicizzata" e accolta con un po' di scetticismo e con molta curiosità durante l'ultimo IGF e dalle azioni/reazioni di paesi critici, come Cina e Paesi Arabi).
A livello nazionale si dovrebbe rafforzare l'Internet Governance Forum italiano, con l'obiettivo di definire delle seppur minime posizioni concertate – anche solo parzialmente su alcune grandi questioni, connesse anche ad ambiti sovranazionali.
Per avere un impatto significativo nei contesti di discussione internazionale, l'optimum sarebbe costitutio da un lavoro congiunto sui temi della Rete tra governo e parti sociali.
Durante l'ultimo IGF l'assenza del Governo italiano e la mancanza di posizioni ufficiali in merito a temi critici (come la valutazione dell'Affirmation of Committment di Icann o il rinnovo del mandato UN per gli IGF), di certo non aiuta una presenza significativa dell'Italia nel contesto internaizionale.
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet Bill of Rights hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
Non so se sarà l'anno dell'IBR, il cui lavoro va avanti, ma è penalizzato dalla mancanza di supporto di istituzioni pubbliche e private di peso; credo però nella crescita complessiva dell'incidenza della "prospettiva dei diritti" nell'approccio e nella valutazione dei temi di Internet.
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita' (nel bene e nel male) relativamente a Internet? Perche'?
Cina, per l'impatto che avrà dagli accessi, ai nuovi indirizzi, al peso politico nella Internet Governance, ai conflitti sociali interni che dovrà affrontare in misura crescente a causa della violazione di diritti fondamentali degli utenti, come quello della libertà di espressione.
Il giorno 03 gennaio 2010 20.37, J.C. DE MARTIN <demartin(a)polito.it> ha scritto:
Buon Anno! Spero abbiate iniziato bene il 2010.
Mercoledi' 13 gennaio si terra' il primo "mercoledi' di NEXA"
del 2010 (il 16° dall'inizio della serie), sempre in corso Trento 21
e sempre dalle 18 alle 20.
Questa volta non avremo un ospite, ma collaborativamente
cercheremo di redarre una sorta di
roadmap 2010 sui i temi "Internet & Società".
Ovvero, proveremo a identificare le priorita', le sfide, le opportunita'
per l'anno appena iniziato a livello sia italiano, sia europeo, sia
internazionale.
Per preparare l'incontro, invito gli iscritti alla lista a contribuire
in questa sede, cosi' da arrivare all'incontro del 13 gennaio
con una bozza su cui poi lavorare di persona durante il mercoledi'.
I punti su cui vi invito a contruibuire (potete rispondere
anche solo a un sottoinsieme e proporne anche di vostri, ovviamente)
li trovate a seguire.
Ancora auguri!
a presto,
juan carlos
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
1.2. E la maggiore opportunita'?
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo
si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
associazione di advocacy (come la Quadrature
du Net in Francia o EFF in USA),
la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
Perche'?
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa,
quali sarebbero? Perche'?
1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe
di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e
perche'?
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe
avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo
maggiore o diverso in relazione a Internet?
Se si', quale e perche'?
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono
spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi,
istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto
auspicabile/piu' efficace
la creazione di un organismo consultivo che rappresenti
gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni?
(Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
della cultura,
http://www.kulturrat.de) O entrambe le cose?
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
2.2. E la maggiore opportunita'?
2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto
di ricerca,
lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
associazione di advocacy (come la Quadrature
du Net in Francia), la si indirizzerebbe su quale tema europeo
(o quali temi, max 3)? Perche'?
2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita'
di spesa,
quali sarebbero? Perche'?
2.6. se si dovesse interloquire col Parlamento Europeo,
2.6.1. E' stato appena creato .....: che ruolo dovrebbe
avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche europee?
2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che
rappresenti
gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni
europee?
(Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
della cultura,
http://www.kulturrat.de)
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet:
che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare
qualcosa a livello
nazionale che abbia un impatto a livello globale?
Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che
direzione?
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet
Bill of Rights
hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita'
(nel bene e nel
male) relativamente a Internet? Perche'?
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by Marco Ricolfi
Caro Raffaele,
peccato non averti con noi. Rispetto al tema. Condivido - come, penso,
anche Juan Carlos - la tua affermazione che "la proprietà intellettuale
industriale è un freno allo sviluppo, fattore di disuguaglianze fra imprese
grandi e piccole, fra paesi forti e deboli, e ragione della morte di decine
di milioni di uomini, ogni
anno, come illustrato da Medici senza Frontiere".
Penso che si possa dire che pochi come noi, a Torino, abbiano dato un
contributo sul tema. Pensa che in 8 anni di Master sulla proprietà
intellettuale abbiamo lavorato su questo tema; che ci abbiamo formato più di
200 candidati, più della metà dei quali proviene dai paesi in via di
sviluppo; e che, siccome moltissimi - decine - di questi sono delegati dei
loro governi nelle istituzioni internazionali, abbiamo contribuito agli
sviluppi in questo settore. La nostra Vanessa Lowenstein è stata tra le
prima a lavorare alla Development Agenda del WIPO (una serie di iniziative
richieste dai paesi in via di sviluppo per contrastare la deriva
iper-protezionista della proprietà intellettuale); e l'allargamento delle
regole sui farmaci salva vita ci ha visto particolarmente attivi.
Occorre però anche rispettare un principio di competenza e di
specializzazione delle competenze. Da questo punto di vista, quello che non
è facile capire è come questo tema - prioritario - trovi collocazione in un
centro che si occupa della rete internet, salvo che per il profilo del
brevetto di software, sul quale abbiamo posizioni chiare e costanti (nel
senso che va, in linea generale, evitato e combattuto).
Possiamo ritornare quando vuoi sul tema. Sulla base però di
un'argomentazione almeno ipotetica della rilevanza ai fini di una
riflessione sistematica specificamente riferita alla rete. Dico bene, Juan
Carlos?
m.
-----Messaggio originale-----
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
[mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Angelo Raffaele Meo
Inviato: lunedì 11 gennaio 2010 16.37
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: [nexa] proprietà intellettuale sul prodotto industriale
Carissimi,
desidero scusare la mia assenza all'incontro Nexa previsto
per mercoledì 13. Come nel caso dei precedenti mercoledì, debbo partecipare
alla seduta mensile dell'Accademia delle Scienze, ove, tra l'altro,
dobbiamo discutere di un convegno sulla ricerca industriale che intendiamo
organizzare.
Avanzo comunque una richiesta relativa alla roadmap 2010. Mi
piacerebbe, come anticipai in un incontro lontano, che Nexa affrontasse
anche la questione della proprietà intellettuale sui prodotti industriali e
dei brevetti in particolare. Quel giorno Marco (Ricolfi, non Ciurcina) mi
rispose che quella questione non rientrava negli obiettivi di Nexa e oggi,
in un incontro privato, Juan Carlos mi ha ribadito la posizione di Marco.
Se questa è la posizione di tutti, accetto disciplinatamente la
decisione collegiale. Tuttavia, mi sia consentito ricordare l'opinione di un
numero rapidamente crescente di studiosi, secondo la quale la questione
della proprietà intellettuale sul prodotto industriale è molto più
importante della questione della proprietà sul prodotto artistico, perchè la
proprietà intellettuale industriale è un freno allo sviluppo, fattore di
disuguaglianze fra imprese grandi e piccole, fra paesi forti e deboli, e
ragione della morte di decine di milioni di uomini, ogni anno, come
illustrato da Medici senza Frontiere.
Grazie per l'attenzione. Colgo l'occasione per associarmi alle
congratulazioni di Marco R. a Marco C.
Raf
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Jan. 12, 2010
Re: [nexa] R: costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
by Andrea Glorioso
Caro Fiorello,
>>>>> "fiorello" == Fiorello Cortiana <f.cortiana(a)provincia.milano.it> writes:
> 2,2 - Il Parlamento dovrebbe formalizzare una iniziativa
> rivolta alle altre assemblee elettiva nazionali e a quella
> europea affinché la scadenza che l'Agenda di Lisbona si era
> prefissa per fare dell'Europa il continente più competitivo
> nella società della conoscenza entro il 2010, costituisca
> l'occasione per la definizione di una politica europea coerente
> da recepire nelle policies e nelle norme dei singoli stati.
Non capisco bene cosa intendi. In cosa consisterebbe questa
iniziativa?
P.S.: dato che non tutti (per loro fortuna) si occupano di questioni
europee quotidianamente, segnalo che la Commissione e` in fase
di profonda riflessione (non sono ironico) sia sulla prossima
strategia post-Lisbona (nome in codice "EU2020", potrebbe essere
chiamata "Strategia di Granada") sia sugli aspetti ICT di tale
strategia (la cosiddetta "European Digital Agenda", che sara` la
preoccupazione principale del Commissario post-Reding, ovvero
probabilmente Neelie Kroes).
Ulteriori informazioni su EU2020:
http://ec.europa.eu/eu2020/
Ulteriori informazioni sulla European Digital Agenda:
http://ec.europa.eu/information_society/eeurope/i2010/index_en.htm
Ciao,
--
Andrea Glorioso || http://people.digitalpolicy.it/sama/cv/
M: +32-488-409-055 F: +39-051-930-31-133
* Le opinioni espresse in questa mail sono del tutto personali *
* The opinions expressed here are absolutely personal *
"Constitutions represent the deliberate judgment of the
people as to the provisions and restraints which [...] will
secure to each citizen the greatest liberty and utmost
protection. They are rules proscribed by
Philip sober to control Philip drunk."
David J. Brewer (1893)
An Independent Judiciary as the Salvation of the Nation
Jan. 12, 2010
R: costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
by Fiorello Cortiana
Mi sento in sintonia con il contributo ai Antonella, aggiungo tre punti:
- 1.5 -
-L'Agenzia per l'Innovazione vive (?) avvolta nel mistero, invece dovrebbe costituire lo strumento di orientamento e facilitazione per fare impresa nella rete e per fare rete di imprese, per l'incontro tra credito e creatività, per l'orientamento e la guida all'utilizzo dei bandi/ regionali, nazionali, europei), per l'incontro tra domanda e offerta di innovazione ( oggi l'offerta è spesso dimensionata in forme non corrispondenti al sistema delle piccole e medie imprese italiane ad es.), per favorire la trasferibilità dalla ricerca (con credito di imposta come opportunità di finanziamento) all'impresa;
-Insieme ad autorevolezza e ai poteri adeguati per l'AGCOM, come l'OFCOM britannica, per la Banda Larga occorre costituire una Public Company aperta a chi ha reti, chi ha cavidotti potenziali, chi ha servizi per la rete. Insieme alla separazione tra la parte "Wholesale" e quella "Retail" dell'attività della Public Company, questa condizione garantirebbe la non discriminazione nell'offerta e la neutralità della rete
- 2,2 - Il Parlamento dovrebbe formalizzare una iniziativa rivolta alle altre assemblee elettiva nazionali e a quella europea affinché la scadenza che l'Agenda di Lisbona si era prefissa per fare dell'Europa il continente più competitivo nella società della conoscenza entro il 2010, costituisca l'occasione per la definizione di una politica europea coerente da recepire nelle policies e nelle norme dei singoli stati.
________________________________
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Antonella Giulia Pizzaleo
Inviato: lunedì 11 gennaio 2010 20.22
A: J.C. DE MARTIN
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa]costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
Cari nexiani,
ecco il mio contributo.
un saluto a tutti,
antonella
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
- Iniziative legislative che ne mettano a repentaglio gli aspetti più innovativi e che blocchino la trasformazione in atto o riportino indietro su alcune grandi questioni (diritto d'autore, libertà di espressione, net neutrality). Questo rischio è il risutlato di una scarsissima cultura della Rete da parte di governo e parlamento e altrettanto scarsi capacità e interesse di cercare serie interlocuzioni con i mondi di Internet.
- Mancato sviluppo della banda larga o sua errata pianificazione (se dovessero arrivare i fondi per la banda larga occorrerebbe una spesa intelligente e non discriminante per le realtà già esistenti).
1.2. E la maggiore opportunita'?
Possibilità e capacità di connettersi a realtà internazionali, innanzitutto europee.
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
- Modelli di business e social network
- Integrazione tra gli User Generated Content e i produttori di contenuti tradizionali
- Evoluzione delle dinamiche internazionali e influenze delle varie categorie di stakeholders, soprattutto dei principali competitors, nella governance della Rete
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di advocacy (come la Quadrature du Net in Francia o EFF in USA), la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
Perche'?
- Dimensione dei diritti degli utenti (a partire dal diritto all'accesso)
- Dinamiche democratiche/partecipative dal basso concretamente in atto
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa, quali sarebbero? Perche'?
- banda larga, a partire da un serio censimento - non in mano ai dati telecom com'è stato sino ad ora - delle reti esistenti e, successivamente, incentivi ai Wisp e alle reti locali, al fine di non sprecare quanto già fatto in Italia, non solo da Wisp privati, ma anche da pubbliche amministrazioni illuminate
- sostegno a iniziative imprenditoriali, selezionate con criteri opportuni, legate ad Internet
- diffusione di software open source e relativa formazione nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, a partire dal quelle centrali.
1.5.1. e a un governo regionale? (p.es <http://p.es/> ., il Piemonte)
- banda larga (come sopra)
- sostegno a iniziative imprenditoriali legate ad Internet o a spin-off di centri di ricerca
- diffusione di software open source e relativa formazione nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, a partire dal quelle centrali.
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e perche'?
- Difesa della neutralità della Rete
- Riconoscimento diritti della cittadinanza digitale (a partire dal diritto all'accesso)
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
Dovrebbe svolgere un'attività di sensibilizzazione e di supporto sui temi di Internet, della cultura digitale e dell'innovazione, sia verso l'interno, ossia rivolta al parlamento e al governo, sia verso i portatori di interesse della rete. Sarebbero utili tavoli di confrontto su temi veritcali con i soggetti interessati - anche perchè al momento non ci sono iniziative analoghe presso altri organi o amministrazioni centrali -.
1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo maggiore o diverso in relazione a Internet? Se si', quale e perche'?
Indubbiamente dovrebbero avere una presenza maggiore sui temi della Rete. L'Agocom dovrebbe agire, dopo averne compreso la specificità, a tutela delle comunicazioni on line. Dovrebbe inoltre attivare campagne formative, alfine di rendere maggiormente consapevoli gli utenti della Rete di rischi e opportunità. L'Anti-trust, poco presente sui temi della Rete, dovrebbe occuparsi maggiormente di posizioni monopolistiche de facto e intervenire a tutela della libera concorrenza.
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi, istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto auspicabile/piu' efficace la creazione di un organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo della cultura ). O entrambe le cose?
Probabilemte entrambe le cose, realizzate, se possibile, in un'ottica concertata. Io non penserei ad un ministero, ma piuttostoo ad un organo in seno alla Presidenza del Consiglio, un sorta di comitato consultivo bipartisan, snello ma con competenze molto alte, che possa agire trasversalmente ai dicastri centrali e, al contempo, non sia soggetto ai cambi di governo. Sarebbe necessaria una consultazione periodica sulle varie tematiche della rete con coloro che se ne occupano (imprenditori, società civile, ricerca...). Se questi ultimi fossero a loro volta in grado di organizzare una rappresentanza, probabilmente l'intero processo potrebbe essere più efficace. A tal fine si potrebbe e dovrebbe utilizzare e rafforzare l'Internet Governance Forum Italia.
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
Sono d'accordo con Paolo Brini e le sue riflessioni in merito ad ACTA.
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet: che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare qualcosa a livello nazionale che abbia un impatto a livello globale?
Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che direzione?
Nel 2010 e nei prossimi anni si rafforzerà, nel complesso, l'impianto internazionale della governance di Internet: da un lato maggiori pressioni dei Paesi in via di sviluppo, dall'altro riorganizzazione delle geografie di controllo della Rete (a partire dagli attesi sviluppi della presunta maggiore collaborazione Icann-Itu, "pubblicizzata" e accolta con un po' di scetticismo e con molta curiosità durante l'ultimo IGF e dalle azioni/reazioni di paesi critici, come Cina e Paesi Arabi).
A livello nazionale si dovrebbe rafforzare l'Internet Governance Forum italiano, con l'obiettivo di definire delle seppur minime posizioni concertate - anche solo parzialmente su alcune grandi questioni, connesse anche ad ambiti sovranazionali.
Per avere un impatto significativo nei contesti di discussione internazionale, l'optimum sarebbe costitutio da un lavoro congiunto sui temi della Rete tra governo e parti sociali.
Durante l'ultimo IGF l'assenza del Governo italiano e la mancanza di posizioni ufficiali in merito a temi critici (come la valutazione dell'Affirmation of Committment di Icann o il rinnovo del mandato UN per gli IGF), di certo non aiuta una presenza significativa dell'Italia nel contesto internaizionale.
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet Bill of Rights hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
Non so se sarà l'anno dell'IBR, il cui lavoro va avanti, ma è penalizzato dalla mancanza di supporto di istituzioni pubbliche e private di peso; credo però nella crescita complessiva dell'incidenza della "prospettiva dei diritti" nell'approccio e nella valutazione dei temi di Internet.
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita' (nel bene e nel male) relativamente a Internet? Perche'?
Cina, per l'impatto che avrà dagli accessi, ai nuovi indirizzi, al peso politico nella Internet Governance, ai conflitti sociali interni che dovrà affrontare in misura crescente a causa della violazione di diritti fondamentali degli utenti, come quello della libertà di espressione.
Il giorno 03 gennaio 2010 20.37, J.C. DE MARTIN <demartin(a)polito.it> ha scritto:
Buon Anno! Spero abbiate iniziato bene il 2010.
Mercoledi' 13 gennaio si terra' il primo "mercoledi' di NEXA"
del 2010 (il 16° dall'inizio della serie), sempre in corso Trento 21
e sempre dalle 18 alle 20.
Questa volta non avremo un ospite, ma collaborativamente
cercheremo di redarre una sorta di
roadmap 2010 sui i temi "Internet & Società".
Ovvero, proveremo a identificare le priorita', le sfide, le opportunita'
per l'anno appena iniziato a livello sia italiano, sia europeo, sia
internazionale.
Per preparare l'incontro, invito gli iscritti alla lista a contribuire
in questa sede, cosi' da arrivare all'incontro del 13 gennaio
con una bozza su cui poi lavorare di persona durante il mercoledi'.
I punti su cui vi invito a contruibuire (potete rispondere
anche solo a un sottoinsieme e proporne anche di vostri, ovviamente)
li trovate a seguire.
Ancora auguri!
a presto,
juan carlos
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
1.2. E la maggiore opportunita'?
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo
si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
associazione di advocacy (come la Quadrature
du Net in Francia o EFF in USA),
la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
Perche'?
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa,
quali sarebbero? Perche'?
1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe
di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e
perche'?
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe
avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo
maggiore o diverso in relazione a Internet?
Se si', quale e perche'?
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono
spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi,
istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto
auspicabile/piu' efficace
la creazione di un organismo consultivo che rappresenti
gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni?
(Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
della cultura,
http://www.kulturrat.de) O entrambe le cose?
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
2.2. E la maggiore opportunita'?
2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto
di ricerca,
lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
associazione di advocacy (come la Quadrature
du Net in Francia), la si indirizzerebbe su quale tema europeo
(o quali temi, max 3)? Perche'?
2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita'
di spesa,
quali sarebbero? Perche'?
2.6. se si dovesse interloquire col Parlamento Europeo,
2.6.1. E' stato appena creato .....: che ruolo dovrebbe
avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche europee?
2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che
rappresenti
gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni
europee?
(Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
della cultura,
http://www.kulturrat.de)
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet:
che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare
qualcosa a livello
nazionale che abbia un impatto a livello globale?
Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che
direzione?
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet
Bill of Rights
hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita'
(nel bene e nel
male) relativamente a Internet? Perche'?
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Jan. 12, 2010
Re: [nexa] costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Socie tà (16° Mercoledi di NEXA)
by Andrea Glorioso
Cara Silvia, cari tutti,
>>>>> "silvia" == Silvia Bisi <silvia.bisi(a)polito.it> writes:
[...]
> Credo anzi che uno dei rischi principali per lo sviluppo della
> Rete sia, oggi almeno, proprio lattività normativa statale,
> frutto troppo spesso di scelte non ponderate, o che nascondono
> fini ulteriori rispetto a quelli dichiarati, esercitata da chi
> non ha le competenze o linteresse per capire un fenomeno
> globale e davvero democratico come Internet.
> Diverso può essere il discorso a livello
> internazionale/comunitario, laddove non si miri, tuttavia, alla
> regolamentazione diretta di determinati fenomeni bensì ad una
> sorta di legislazione negativa, che individui limiti precisi
> ed invalicabili all(eventuale) intervento degli Stati.
Mi ha colpito molto quest'ultima frase. Avresti il tempo e la voglia
di spiegarmi (ci?) meglio cosa intendi?
Ciao,
--
Andrea Glorioso || http://people.digitalpolicy.it/sama/cv/
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David J. Brewer (1893)
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Jan. 12, 2010
Re: [nexa] Jaron Lanier e il web2.0
by Andrea Glorioso
Non ho letto il libro di Lanier, quindi sono un po' restio ad
esprimere un parere completo su questo tema (per altro molto
interessante).
Mi limito a notare che:
- l'aforisma "information wants to be free" era originariamente "On
the one hand information wants to be expensive, because it's so
valuable. The right information in the right place just changes your
life. On the other hand, information wants to be free, because the
cost of getting it out is getting lower and lower all the time. So
you have these two fighting against each other." (vedi
http://www.rogerclarke.com/II/IWtbF.html)
Dunque, almeno l'origine del termine presenta uno scenario molto
piu` problematico di quanto si possa credere. Che poi molti altri
abbiano deciso di usare solo la parte dell'aforimsa che faceva loro
comodo e` un altro discorso.
- l'impostazione di Lanier mi ricorda molto quella di Andrew Keen,
autore di "The cult of the Amateur", libro secondo me del tutto
mediocre che ha pero` avuto un (immeritato, ma chi sono io per
decidere? :) successo, perche` fondamentalmente latore di un
messaggio semplice: Internet sta distruggendo la cultura.
Ora, Keen suppone, e Lanier sembra supporre, che esista un entita`
astratta e metafisica, inamobile nel tempo, chiamata "cultura". In
altri termini, dato che la "cultura" (la sostanza di cio` che viene
prodotto, il modo in cui viene prodotto, usato, ri-usato, etc) e`
differente rispetto al passato, Keen (e forse, se ben capisco,
Lanier) assumono che cio` sia un male.
- e` certamente lecito discutere degli aspetti negativi del "brave new
world" dell'informazione digitale. Cosi` come e` lecito, a mio
parere, criticare un certo tipo di "teleologismo tecnologico" che
per altro non e` nuovo (ricordo che nel '98-'99 infuriavano nel
mondo gli scritti di Nicholas Negroponte, secondo cui le ICT
avrebbero "naturalmente" portato ad un mondo piu` democratico).
Nutro sempre qualche dubbio quando la critica parte da, e/o si base
su, un esplicito o implicito "ritorno ai bei tempi andati". Che
sicuramente sono andati (e quindi e` difficile tornarci) e non e`
detto fossero cosi` belli (tranne che per una certa élite
dell'industria culturale tra cui Keen e forse, anche se non lo
conosco bene, Lanier).
- tra i commenti italiani ho letto solo quello di Cotroneo sull'Unita`
che, francamente, mi ha fatto cascare le braccia. Che nel 2010 si
possa ancora pensare che le modalita` di produzione culturale
permesse da Internet e dalle tecnologie digitali siano riassumibili
o equiparabili ai commenti piu` beceri su Facebook, mi pare
ingeneroso, nonche` sintomo di pochezza (per non dire disonesta`)
intellettuale.
Ciao,
Andrea
>>>>> "utf" == UTF <UTF-8> writes:
> Non so se qualcuno stia seguendo la discussione (fra ieri e
> oggi, Riotta, Zambardino, Cotroneo) scaturita dall'ultimo libro
> di Lanier (You are not a gadget: a manifesto): c'e' un articolo
> a firma di Lanier su WSJ Word Wide Mush
> http://online.wsj.com/article/SB10001424052748703481004574646402192953052.h…
> e in particolare vorrei citare questo passaggio preso dal suo
> sito:
> =======================
> http://www.jaronlanier.com/poleconGadgetqa.html
> Why has the idea that âthe content wants to be freeâ (and
> the unrelenting embrace of the concept) been such a setback?
> What dangers do you see this leading to?
> The original turn of phrase was âInformation wants to be
> free.â And the problem with that is that it anthropomorphizes
> information. Information doesnât deserve to be free. It is an
> abstract tool; a useful fantasy, a nothing. It is non-existent
> until and unless a person experiences it in a useful way. What
> we have done in the last decade is give information more rights
> than are given to people. If you express yourself on the
> internet, what you say will be copied, mashed up, anonymized,
> analyzed, and turned into bricks in someone elseâs fortress to
> support an advertising scheme. However, the information, the
> abstraction, that represents you is protected within that
> fortress and is absolutely sacrosanct, the new holy of
> holies. You never see it and are not allowed to touch it. This
> is exactly the wrong set of values.
> The idea that information is alive in its own right is a
> metaphysical claim made by people who hope to become immortal by
> being uploaded into a computer someday. It is part of what
> should be understood as a new religion. That might sound like an
> extreme claim, but go visit any computer science lab and
> youâll find books about âthe Singularity,â which is the
> supposed future event when the blessed uploading is to take
> place. A weird cult in the world of technology has done damage
> to culture at large.
> =========================
> -- Interactivity is a property of the technology, while
> participation is a property of culture (H. Jenkins)
> ========================================== Eleonora Panto' CSP -
> Innovazione nelle ICT s.c.ar.l. via Livorno, 60 - 10144 -
> Torino - Italy office: +390114815111 - www.csp.it
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* Le opinioni espresse in questa mail sono del tutto personali *
* The opinions expressed here are absolutely personal *
"Constitutions represent the deliberate judgment of the
people as to the provisions and restraints which [...] will
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Philip sober to control Philip drunk."
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Jan. 12, 2010
Jan. 11, 2010
Re: [nexa] costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
by Antonella Giulia Pizzaleo
Cari nexiani,
ecco il mio contributo.
un saluto a tutti,
antonella
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
*1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?*
- Iniziative legislative che ne mettano a repentaglio gli aspetti più
innovativi e che blocchino la trasformazione in atto o riportino indietro su
alcune grandi questioni (diritto d'autore, libertà di espressione, net
neutrality). Questo rischio è il risutlato di una scarsissima cultura della
Rete da parte di governo e parlamento e altrettanto scarsi capacità e
interesse di cercare serie interlocuzioni con i mondi di Internet.
- Mancato sviluppo della banda larga o sua errata pianificazione (se
dovessero arrivare i fondi per la banda larga occorrerebbe una spesa
intelligente e non discriminante per le realtà già esistenti).
*1.2. E la maggiore opportunita'?*
Possibilità e capacità di connettersi a realtà internazionali, innanzitutto
europee.
*1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe
a.... ? (max 3 temi) Perche'?*
- Modelli di business e social network
- Integrazione tra gli User Generated Content e i produttori di contenuti
tradizionali
- Evoluzione delle dinamiche internazionali e influenze delle varie
categorie di stakeholders, soprattutto dei principali competitors, nella
governance della Rete
*1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di advocacy
(come la Quadrature du Net in Francia o EFF in USA), la si indirizzerebbe su
quale tema (o quali temi, max 3)?*
*Perche'?*
- Dimensione dei diritti degli utenti (a partire dal diritto all'accesso)
- Dinamiche democratiche/partecipative dal basso concretamente in atto
*1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa, quali
sarebbero? Perche'?
*- banda larga, a partire da un serio censimento – non in mano ai dati
telecom com'è stato sino ad ora - delle reti esistenti e, successivamente,
incentivi ai Wisp e alle reti locali, al fine di non sprecare quanto già
fatto in Italia, non solo da Wisp privati, ma anche da pubbliche
amministrazioni illuminate
- sostegno a iniziative imprenditoriali, selezionate con criteri opportuni,
legate ad Internet
- diffusione di software open source e relativa formazione nell'ambito delle
pubbliche amministrazioni, a partire dal quelle centrali.
*1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
*- banda larga (come sopra)
- sostegno a iniziative imprenditoriali legate ad Internet o a spin-off di
centri di ricerca
- diffusione di software open source e relativa formazione nell'ambito delle
pubbliche amministrazioni, a partire dal quelle centrali.
*1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe di
legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e perche'?*
- Difesa della neutralità della Rete
- Riconoscimento diritti della cittadinanza digitale (a partire dal diritto
all'accesso)
*1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe avere in
simile gruppo nelle dinamiche politiche?*
Dovrebbe svolgere un'attività di sensibilizzazione e di supporto sui temi di
Internet, della cultura digitale e dell'innovazione, sia verso l'interno,
ossia rivolta al parlamento e al governo, sia verso i portatori di interesse
della rete. Sarebbero utili tavoli di confrontto su temi veritcali con i
soggetti interessati – anche perchè al momento non ci sono iniziative
analoghe presso altri organi o amministrazioni centrali -.
*1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo maggiore o
diverso in relazione a Internet? Se si', quale e perche'?*
Indubbiamente dovrebbero avere una presenza maggiore sui temi della Rete.
L'Agocom dovrebbe agire, dopo averne compreso la specificità, a tutela delle
comunicazioni on line. Dovrebbe inoltre attivare campagne formative, alfine
di rendere maggiormente consapevoli gli utenti della Rete di rischi e
opportunità. L'Anti-trust, poco presente sui temi della Rete, dovrebbe
occuparsi maggiormente di posizioni monopolistiche de facto e intervenire a
tutela della libera concorrenza.
*1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono spezzettate tra
molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi, istituire un Ministero
della Rete? O e' piuttosto auspicabile/piu' efficace la creazione di un
organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti
delle altre istituzioni? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il
mondo della cultura ). O entrambe le cose?*
Probabilemte entrambe le cose, realizzate, se possibile, in un'ottica
concertata. Io non penserei ad un ministero, ma piuttostoo ad un organo in
seno alla Presidenza del Consiglio, un sorta di comitato consultivo
bipartisan, snello ma con competenze molto alte, che possa agire
trasversalmente ai dicastri centrali e, al contempo, non sia soggetto ai
cambi di governo. Sarebbe necessaria una consultazione periodica sulle varie
tematiche della rete con coloro che se ne occupano (imprenditori, società
civile, ricerca...). Se questi ultimi fossero a loro volta in grado di
organizzare una rappresentanza, probabilmente l'intero processo potrebbe
essere più efficace. A tal fine si potrebbe e dovrebbe utilizzare e
rafforzare l'Internet Governance Forum Italia.
*2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?*
Sono d'accordo con Paolo Brini e le sue riflessioni in merito ad ACTA.
3. Nel Mondo:
*3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet: che cosa
dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare qualcosa a livello nazionale
che abbia un impatto a livello globale?
Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che direzione?*
Nel 2010 e nei prossimi anni si rafforzerà, nel complesso, l'impianto
internazionale della governance di Internet: da un lato maggiori pressioni
dei Paesi in via di sviluppo, dall'altro riorganizzazione delle geografie di
controllo della Rete (a partire dagli attesi sviluppi della presunta
maggiore collaborazione Icann-Itu, "pubblicizzata" e accolta con un po' di
scetticismo e con molta curiosità durante l'ultimo IGF e dalle
azioni/reazioni di paesi critici, come Cina e Paesi Arabi).
A livello nazionale si dovrebbe rafforzare l'Internet Governance Forum
italiano, con l'obiettivo di definire delle seppur minime posizioni
concertate – anche solo parzialmente su alcune grandi questioni, connesse
anche ad ambiti sovranazionali.
Per avere un impatto significativo nei contesti di discussione
internazionale, l'optimum sarebbe costitutio da un lavoro congiunto sui temi
della Rete tra governo e parti sociali.
Durante l'ultimo IGF l'assenza del Governo italiano e la mancanza di
posizioni ufficiali in merito a temi critici (come la valutazione
dell'Affirmation of Committment di Icann o il rinnovo del mandato UN per gli
IGF), di certo non aiuta una presenza significativa dell'Italia nel contesto
internaizionale.
*3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet Bill of
Rights hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?*
Non so se sarà l'anno dell'IBR, il cui lavoro va avanti, ma è penalizzato
dalla mancanza di supporto di istituzioni pubbliche e private di peso; credo
però nella crescita complessiva dell'incidenza della "prospettiva dei
diritti" nell'approccio e nella valutazione dei temi di Internet.
*3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita' (nel bene e
nel male) relativamente a Internet? Perche'?*
Cina, per l'impatto che avrà dagli accessi, ai nuovi indirizzi, al peso
politico nella Internet Governance, ai conflitti sociali interni che dovrà
affrontare in misura crescente a causa della violazione di diritti
fondamentali degli utenti, come quello della libertà di espressione. *
*
Il giorno 03 gennaio 2010 20.37, J.C. DE MARTIN <demartin(a)polito.it> ha
scritto:
> Buon Anno! Spero abbiate iniziato bene il 2010.
>
> Mercoledi' 13 gennaio si terra' il primo "mercoledi' di NEXA"
> del 2010 (il 16° dall'inizio della serie), sempre in corso Trento 21
> e sempre dalle 18 alle 20.
>
> Questa volta non avremo un ospite, ma collaborativamente
> cercheremo di redarre una sorta di
> roadmap 2010 sui i temi "Internet & Società".
>
> Ovvero, proveremo a identificare le priorita', le sfide, le opportunita'
> per l'anno appena iniziato a livello sia italiano, sia europeo, sia
> internazionale.
>
> Per preparare l'incontro, invito gli iscritti alla lista a contribuire
> in questa sede, cosi' da arrivare all'incontro del 13 gennaio
> con una bozza su cui poi lavorare di persona durante il mercoledi'.
> I punti su cui vi invito a contruibuire (potete rispondere
> anche solo a un sottoinsieme e proporne anche di vostri, ovviamente)
> li trovate a seguire.
>
> Ancora auguri!
>
> a presto,
> juan carlos
>
> Relativamente a Internet nel corso del 2010:
> 1. In Italia
> 1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
> relativo a ... ?
> 1.2. E la maggiore opportunita'?
> 1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo
> si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
> 1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
> associazione di advocacy (come la Quadrature
> du Net in Francia o EFF in USA),
> la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
> Perche'?
> 1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa,
> quali sarebbero? Perche'?
> 1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
> 1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe
> di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e
> perche'?
> 1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe
> avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
> 1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo
> maggiore o diverso in relazione a Internet?
> Se si', quale e perche'?
> 1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono
> spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi,
> istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto
> auspicabile/piu' efficace
> la creazione di un organismo consultivo che rappresenti
> gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni?
> (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
> della cultura,
> http://www.kulturrat.de) O entrambe le cose?
>
> 2. In Europa:
> 2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
> relativo a ... ?
> 2.2. E la maggiore opportunita'?
> 2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto
> di ricerca,
> lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
> 2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
> associazione di advocacy (come la Quadrature
> du Net in Francia), la si indirizzerebbe su quale tema europeo
> (o quali temi, max 3)? Perche'?
> 2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita'
> di spesa,
> quali sarebbero? Perche'?
> 2.6. se si dovesse interloquire col Parlamento Europeo,
> 2.6.1. E' stato appena creato .....: che ruolo dovrebbe
> avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche europee?
> 2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che
> rappresenti
> gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni
> europee?
> (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
> della cultura,
> http://www.kulturrat.de)
>
> 3. Nel Mondo:
> 3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet:
> che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare
> qualcosa a livello
> nazionale che abbia un impatto a livello globale?
> Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che
> direzione?
> 3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet
> Bill of Rights
> hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
> 3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita'
> (nel bene e nel
> male) relativamente a Internet? Perche'?
>
>
>
>
>
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
--
Antonella Giulia Pizzaleo
mobile: +39 3496064133
email: pizzaleo(a)gmail.com
skype: antonellagiulia
Jan. 11, 2010
Re: [nexa] costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Socie tà (16° Mercoledi di NEXA)
by Silvia Bisi
Buongiorno a tutti,
nel mio primo vero giorno da nexiana vorrei
provare ad intervenire anchio su alcuni dei
punti della lista, anche se, e chiedo venia fin
dora per questo, solo con qualche riflessione libera.
Non sono una sostenitrice della necessità di una
vera e propria regolamentazione di Internet in
quanto tale, quanto piuttosto di alcuni aspetti
che, per le peculiarità della Rete (e solo in
quanto siano effettivamente da considerarsi
peculiarità: non lo sono comportamenti, azioni e
non-azioni per il solo fatto che si svolgono in
Rete o attraverso la Rete) non possano essere
ricondotti nellambito applicativo di norme già
esistenti che già regolano quei comportamenti
offline. E questo sia per evitare uninutile (e
dannosa, soprattutto nel nostro paese già
inflazionato da una moltitudine di leggi)
proliferazione legislativa, sia per scongiurare
il rischio di normazioni demergenza, nate
sotto linflusso di timori e minacce (veri o
presunti) contingenti, che non risultino
adeguatamente ragionate e bilanciate sotto il
profilo dei diversi interessi in gioco
(particolarmente quando tali interessi riguardino libertà fondamentali).
Credo anzi che uno dei rischi principali per lo
sviluppo della Rete sia, oggi almeno, proprio
lattività normativa statale, frutto troppo
spesso di scelte non ponderate, o che nascondono
fini ulteriori rispetto a quelli dichiarati,
esercitata da chi non ha le competenze o
linteresse per capire un fenomeno globale e
davvero democratico come Internet. Diverso può
essere il discorso a livello
internazionale/comunitario, laddove non si miri,
tuttavia, alla regolamentazione diretta di
determinati fenomeni bensì ad una sorta di
legislazione negativa, che individui limiti
precisi ed invalicabili all(eventuale) intervento degli Stati.
Lunico argomento su cui mi parrebbe necessario
lintervento statuale, e delle legislazioni
regionali, è quello relativo alla diffusione di
Internet, allaccesso allo strumento più che al
suo uso, così come, se mi è consentito il
paragone forse un po grossolano, è garantito
costituzionalmente laccesso allistruzione
pubblica, o alla sanità, ed è invece lasciata ai
singoli la libertà di decidere come esercitare queste libertà.
Un gruppo parlamentare che si occupasse dei temi
della Rete potrebbe avere un senso se visto come
un gruppo di esperti da interpellare in relazione
a particolari questioni (potrebbero, ad esempio,
studiare argomenti specifici sottoposti alla loro
attenzione allo scopo di verificare se vi sia
realmente una lacuna, se vi sia necessità di
legiferare in materia, ed in quali termini), ma
sarebbe forse ancora meglio listituzione di
unautorità ad hoc, della quale sia garantita
lindipendenza politica e a cui si acceda per
esperienza e competenze specifiche e trasversali
(non bastano i giuristi, devono esserci tecnici,
innanzitutto, ma anche esperti in altre
discipline, che siano in grado di valutare
limpatto dei cambiamenti introdotti in un campo così delicato).
A tale autorità ci si potrebbe rivolgere
preventivamente (come avviene anche per il
Garante per la protezione dei dati personali, ad
esempio) e potrebbe avere poteri consultivi, di
impulso e di opposizione rispetto allattività
del legislatore, nonché quello di promuovere
campagne di sensibilizzazione/educazione rivolte
alla popolazione su temi specifici connessi alluso di Internet.
Allo stesso modo vedrei utile e positiva
listituzione di un Ministero della Rete solo
se fosse sinonimo di una sorta di Ministero per
incrementare la diffusione e laccesso alla
Rete, con poteri di spesa, che portasse avanti
politiche di sviluppo e sostegno
allinformatizzazione della popolazione (ma non
solo: anche P.A. e altri stakeholders), intesa
sia come alfabetizzazione informatica a tutti i
livelli (non si può pensare solo a chi sta
frequentando ora la scuola dellobbligo quando i
laureati di molte facoltà come la mia,
giurisprudenza incontrano difficoltà anche solo
per redigere la tesi: vanno considerate anche le
generazioni precedenti), sia come possibilità
effettiva di accesso alla Rete, indipendentemente
dalle condizioni economiche o dalla posizione
geografica. Mi parrebbe invece negativa
listituzione di un tale Ministero qualora lo si
intendesse come competente in modo più o meno
esclusivo a trattare di tutto ciò che riguarda la
Rete, poiché ciò probabilmente rafforzerebbe
lidea della sua specialità, aumenterebbe la
frammentarietà delle attribuzioni fra i diversi
Ministeri e le sovrapposizioni e/o conflitti fra
di essi, e disperderebbe ulteriormente competenze
che dovrebbero rimanere, ratione materiae, ad
altri ministeri (es.: cultura, istruzione, ecc.).
Se dovessi immaginare un argomento per un
progetto di ricerca o se dovessi individuare
lindirizzo principale di unassociazione di
advocacy, penserei ai diritti di libertà, al modo
in cui la Rete ha rivoluzionato il loro esercizio
e alle nuove minacce a tali diritti. O, perché
no, a nuove libertà che assumono una rilevanza
inedita o più accentuata in relazione alla Rete
ed a nuovi beni giuridici da tutelare, o a nuovi
interessi che fanno comunque capo alla persona.
Il tema è necessariamente ampio, ma mi sembra che
permetta di accostarsi alle diverse questioni in
termini compatibili sia con loggettività della
ricerca scientifica che con lattività di
unassociazione di advocacy: se, in altre parole,
lo scopo è quello di tutelare le libertà
fondamentali, la ricerca potrà vertere sulle
questioni che si ipotizzano idonee ad incidere
(in qualsiasi modo) su tali libertà, senza, mi
sembra, per questo solo fatto perdere il
carattere di oggettività. In questambito, un
tema che mi è particolarmente caro e su cui
lavoro attualmente è quello della privacy e
dellanonimato in Rete, ma penserei anche
allinformazione, al diritto di informare e di
essere informati, completamente rivoluzionato
dallutilizzo della Rete (soprattutto sul lato
attivo, sempre più diffuso anziché accentrato)
e fra quelli più esposti a rischi (censura).
Chiedo ulteriore venia per essermi dilungata forse un po troppo!
Saluti,
Silvia Bisi
At 20.37 03/01/2010, you wrote:
>Buon Anno! Spero abbiate iniziato bene il 2010.
>
>Mercoledi' 13 gennaio si terra' il primo "mercoledi' di NEXA"
>del 2010 (il 16° dall'inizio della serie), sempre in corso Trento 21
>e sempre dalle 18 alle 20.
>
>Questa volta non avremo un ospite, ma collaborativamente
>cercheremo di redarre una sorta di
>roadmap 2010 sui i temi "Internet & Società".
>
>Ovvero, proveremo a identificare le priorita', le sfide, le opportunita'
>per l'anno appena iniziato a livello sia italiano, sia europeo, sia
>internazionale.
>
>Per preparare l'incontro, invito gli iscritti alla lista a contribuire
>in questa sede, cosi' da arrivare all'incontro del 13 gennaio
>con una bozza su cui poi lavorare di persona durante il mercoledi'.
>I punti su cui vi invito a contruibuire (potete rispondere
>anche solo a un sottoinsieme e proporne anche di vostri, ovviamente)
>li trovate a seguire.
>
>Ancora auguri!
>
>a presto,
>juan carlos
>
>Relativamente a Internet nel corso del 2010:
>1. In Italia
> 1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
>relativo a ... ?
> 1.2. E la maggiore opportunita'?
> 1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo
> si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
> 1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
> associazione di advocacy (come la Quadrature
> du Net in Francia o EFF in USA),
> la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
>Perche'?
> 1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa,
> quali sarebbero? Perche'?
> 1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
> 1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe
> di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e
>perche'?
> 1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe
> avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
> 1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo
> maggiore o diverso in relazione a Internet?
> Se si', quale e perche'?
> 1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono
> spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi,
> istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto
>auspicabile/piu' efficace
> la creazione di un organismo consultivo che rappresenti
> gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni?
> (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
>della cultura,
> http://www.kulturrat.de) O entrambe le cose?
>
>2. In Europa:
> 2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
>relativo a ... ?
> 2.2. E la maggiore opportunita'?
> 2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto
>di ricerca,
> lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
> 2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
> associazione di advocacy (come la Quadrature
> du Net in Francia), la si indirizzerebbe su quale tema europeo
> (o quali temi, max 3)? Perche'?
> 2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita'
>di spesa,
> quali sarebbero? Perche'?
> 2.6. se si dovesse interloquire col Parlamento Europeo,
> 2.6.1. E' stato appena creato .....: che ruolo dovrebbe
> avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche europee?
> 2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che
>rappresenti
> gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni
>europee?
> (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
>della cultura,
> http://www.kulturrat.de)
>
> 3. Nel Mondo:
> 3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet:
> che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare
>qualcosa a livello
> nazionale che abbia un impatto a livello globale?
> Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che
>direzione?
> 3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet
>Bill of Rights
> hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
> 3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita'
>(nel bene e nel
> male) relativamente a Internet? Perche'?
>
>
>
>
>
>
>
>
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Jan. 11, 2010