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Re: [nexa] Google: A new approach to China
by Giampaolo Mancini
Buongiorno,
di tutta questa storia - Cyber Attack a Google & co. dalla Cina e
Google.cn uncensored - non vi sembra che la "storia", piuttosto, sia
il fatto che la Cina abbia deciso di attaccare non le agenzie
governative, ma le corporation USA? Siamo ormai oltre la Politica?
Definitivamente, è solo l'Economia che conta e che governa il Mondo?
(E forse 9/11 ci aveva già detto questo...)
Buona coda di settimana.
Giampaolo
On Wed, Jan 13, 2010 at 1:26 PM, J.C. DE MARTIN <demartin(a)polito.it> wrote:
> http://googleblog.blogspot.com/2010/01/new-approach-to-china.html
>
> juan carlos
>
>
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> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Giampaolo Mancini
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Jan. 15, 2010
Re: [nexa] Google: A new approach to China
by Mariella Berra
----- Original Message -----
From: "J.C. DE MARTIN" <demartin(a)polito.it>
To: <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Sent: Wednesday, January 13, 2010 1:26 PM
Subject: [nexa] Google: A new approach to China
> http://googleblog.blogspot.com/2010/01/new-approach-to-china.html
>
> juan carlos
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Jan. 14, 2010
Guido Scorza (PI): "Una legge per trasformare la Rete in una grande TV"
by J.C. DE MARTIN
http://punto-informatico.it/2786742/PI/Commenti/una-legge-trasformare-rete-…
Una legge per trasformare la Rete in una grande TV
di G. Scorza - Videoblog e piattaforme di sharing come televisioni,
responsabili dei contenuti e delle violazioni in cui questi
eventualmente incorrono. I rischi del recepimento italiano della
direttiva UE Audiovisual Media Services
Roma - Il Parlamento italiano sta per esprimere il proprio parere sullo
schema del decreto legislativo con il quale nelle prossime settimane il
Governo dovrà dare attuazione in Italia alla Direttiva UE 2007/65/CE
<http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:332:0027:00…>
meglio nota come Audiovisual Media Services (AVMS). Sin qui nulla di cui
preoccuparsi: attuare la direttiva UE è un obbligo del nostro Paese e il
principio alla base della Direttiva - l'attività televisiva resta tale e
deve essere soggetta alla medesima disciplina a prescindere dalla
piattaforma e tecnologia utilizzate - è difficilmente contestabile
nell'era della convergenza mediatica. A scorrere il testo del decreto
legislativo attraverso il quale il Governo pare intenzionato ad
adempiere all'obbligo comunitario, tuttavia, tanta serenità svanisce e
lascia il posto ad un dubbio: non sarà che l'atavico attaccamento ed il
comprensibile debito di riconoscenza degli inquilini del Palazzo a mamma
TV li abbia spinti a trasformare per legge Internet in una grande
televisione?
Al di là delle battute con le quali, pure, talvolta si possono dire
grandi verità, alcune disposizioni dello schema di Decreto Legislativo
sono tali da indurre a ritenere che talune ambiguità ed omissioni
rispetto al chiaro ed inequivoco dettato della Direttiva AVMS non siano
frutto solo del caso o della nota scarsa puntualità del nostro
legislatore nell'importare la disciplina europea nel nostro Paese ma,
piuttosto, di un approccio /pantelevisivo/ dell'Esecutivo.
Tutto è televisione o, almeno, dovrebbe esserlo secondo il Governo della TV.
Ma andiamo con ordine.
Il punto di partenza o, se si preferisce, la chiave di lettura del
decreto è costituito dalla definizione di "servizio di media audiovisivo".
Eccola: "/un servizio quale definito agli articoli 56 e 57 del Trattato
sul funzionamento dell'Unione Europea che è sotto la responsabilità
editoriale di un fornitore di servizi media e il cui obiettivo
principale è la fornitura di programmi al fine di informare,
intrattenere o istruire il grande pubblico, attraverso reti di
comunicazione elettroniche e che comprende sia servizi lineari... che
servizi non lineari/". Sin qui tutto in linea con la Direttiva AVMS che,
tuttavia, attraverso il considerando 16 restringe la portata della
definizione di "servizio di media audiovisivo" chiarendo che essa "/non
dovrebbe comprendere le attività precipuamente non economiche e che non
sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti
internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione
di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di
condivisione o di scambio nell'ambito di comunità di interesse/".
Chiara, limpida ed inequivocabile, la volontà del legislatore europeo:
il videoblog di Pippo, come scrive
<http://blog.quintarelli.it/blog/2010/01/recepimento-delle-norme-europee-sui…>
Stefano Quintarelli, ma anche una piattaforma user generated content che
distribuisce "contenuti audiovisivi generati da utenti privati" sono
diversi dalla televisione e dovrebbero restare estranei alla nuova
disciplina.
Ecco come, invece, il Governo intende circoscrivere la portata della
definizione di "servizio media audiovisivo": "/non rientrano nella
nozione di servizio media audiovisivo i servizi prestati nell'esercizio
di attività principalmente non economiche e che non sono in concorrenza
con la radiodiffusione televisiva/".
Bene sin qui. Si ribadisce una volta di più che il videoblog di Pippo
non è una televisione e che, pertanto, ad esso non è applicabile la
nuova disciplina sempre che, naturalmente, l'attività di Pippo non possa
essere ritenuta "principalmente economica".
Il solo limite dell'assenza di "attività economica" e il vago
riferimento alla "non concorrenza con la radiodiffusione televisiva",
francamente, mi sembrano *poco per distinguere un videoblog da una TV*
ma, per il momento, preoccupiamoci degli aspetti più seri. L'approccio
pantelevisivo di Palazzo Chigi, infatti, ha spinto l'estensore dello
schema di decreto legislativo a non fermarsi ed ad aggiungere ancora un
periodo alla definizione.
La lettera a) del comma 1 dell'art. 4, infatti prosegue e prevede:
"/fermo restando che rientrano nella predetta definizione (ovvero sono
servizi di media audiovisivo, ndr) i servizi, anche veicolati mediante
siti internet, che comportano la fornitura o la messa a disposizione di
immagini animate, sonore o non, nei quali il contenuto audiovisivo non
abbia carattere meramente incidentale/".
Qui, l'interprete rischia di perdersi.
Nel videoblog di Pippo "il contenuto audiovisivo non ha carattere
meramente incidentale" ma, in ipotesi, Pippo non esercita un'attività
"principalmente economica".
Quid iuris? Prevale il primo o il secondo periodo? Una brutta ambiguità
in relazione ad un aspetto tanto importante.
Nella migliore delle ipotesi è una disposizione di legge scritta
malissimo sotto il profilo della tecnica della normazione mentre nella
peggiore è il lapsus freudiano di un legislatore che vorrebbe "chiudere
in TV" anche il videoblog.
Ma c'è di più.
Una piattaforma UGC che consenta agli utenti di pubblicare propri
contenuti audiovisivi nell'ambito di un'attività economica è una
televisione?
Buon senso, esperienza e tenore del considerando 16 della Direttiva AVMS
suggeriscono di no, ma il testo del Decreto con il quale si intende
attuare la Direttiva dice il contrario: *anche le piattaforme UGC
audiovisive* - YouTube in testa - *altro non sarebbero che grandi TV*.
L'approccio pantelevisivo dilaga.
Probabilmente - come peraltro allude neppure troppo velatamente il
Senatore Vita in un comunicato stampa - il Governo non ha resistito alla
tentazione di fare lo sgambetto a Google che, in Tribunale, sta giocando
una partita importante contro Mediaset nella quale, ovviamente, nega di
essere una TV e rivendica il ruolo di intermediario della comunicazione.
Se così fosse, tuttavia, gli estensori del decreto avrebbero commesso un
errore perché la Direttiva esclude che la disciplina italiana possa
applicarsi ad un fornitore che, come Google, non è stabilito nel nostro
Paese.
Ma lasciamo da parte la vicenda Google-Mediaset e torniamo a parlare del
resto della Rete perché, per fortuna, c'è tanto altro e, per sfortuna,
il Governo vorrebbe ridurre tutto ad una TV.
Nella Direttiva AVMS, il legislatore, nel definire la nozione di
"responsabilità editoriale" ovvero quella del fornitore del servizio di
media, precisa che essa non implica necessariamente una responsabilità
giuridica sui contenuti e al considerando 23 ne chiarisce il senso,
ricordando, che "/la presente direttiva dovrebbe applicarsi fatte salve
le deroghe di responsabilità della direttiva 2000/31/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti
giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il
commercio elettronico, nel mercato interno (direttiva sul commercio
elettronico)/".
Si tratta di un principio fondamentale per garantire la convivenza della
nuova disciplina con quella già vigente in materia di assenza
dell'obbligo di sorveglianza degli intermediari della comunicazione -
fornitori di hosting in testa - per i contenuti pubblicati dai propri
utenti e di non responsabilità dei primi per i medesimi contenuti.
Sarebbe lecito attendersi che tale principio fosse riflesso anche nel
testo dello schema di decreto legislativo di attuazione ma,
sfortunatamente, non è così.
Il nostro Paese - dopo quanto accaduto negli ultimi mesi nei nostri
Tribunali ed a Palazzo Chigi - continua a rigettare con forza tale
principio che pure affonda ormai le sue radici nell'humus comunitario e
trova fondamento nella ratio della disciplina europea sulla *non
responsabilità degli intermediari della comunicazione* superbamente
ricordata dall'Avvocato Generale della Corte di Giustizia UE nella causa
C236/08: "/creare uno spazio libero, pubblico e aperto su Internet, cosa
che (n.d.r. la direttiva 31/2000) cerca di fare limitando la
responsabilità di coloro che trasmettono o ospitano le informazioni ai
soli casi nei quali, questi ultimi, sono coscienti dell'esistenza di una
illegalità/".
È grave anche perché, più avanti, all'art. 6 dello schema di decreto
legislativo, sotto la rubrica "protezione del diritto d'autore" il
Governo impone a - e dunque *rende direttamente responsabili* - tutti i
fornitori di servizi media audiovisivi di astenersi "dal trasmettere o
ritrasmettere, o mettere comunque a disposizione degli utenti, su
qualsiasi piattaforma e qualunque sia la tipologia di servizio offerto,
programmi oggetto di diritti di proprietà intellettuale di terzi o parti
di tali programmi, senza il consenso di titolari dei diritti e salve le
disposizioni in materia di brevi estratti di cronaca".
Come se ciò non bastasse, il comma 3 dell'art. 6 stabilisce che
"l'Autorità (quella per le garanzie nelle comunicazioni, ndr) emana le
disposizioni regolamentari necessarie per rendere effettiva l'osservanza
dei limiti e divieti di cui al presente articolo".
Ora importare HADOPI in Italia sarà più facile perché *sarà sufficiente
un regolamento firmato AGCOM*, che disponga l'oscuramento delle TV,
pardon, dei videoblog che diffondono materiale ritenuto "pirata".
Conclusioni: la direttiva AVMS si deve, naturalmente attuare, ma, nel
farlo, occorre tener presente che *rischiare di trasformare la Rete in
una grande Televisione* - che ciò corrisponda alla volontà politica o
sia, piuttosto, solo una possibile conseguenza di disposizioni scritte
male e pensate peggio - significa privare il Paese dell'unica reale
possibilità di uscire da decenni di telepotere che hanno fortemente
limitato ogni spazio di libertà e democrazia nel mondo dei media.
Sarebbe già abbastanza, ma talvolta le ragioni dell'economia sono più
ascoltate di quelle della democrazia e, quindi, sembra utile aggiungere
che l'approccio pantelevisivo del nostro Governo all'attuazione della
Direttiva AVMS rischia di far trasferire l'imprenditoria e la creatività
multimediali italiane al di là delle Alpi. Poiché, ai sensi della
Direttiva AVMS, basta stabilirsi in un altro Paese membro per sottrarsi
all'ambito di applicazione della nostra sui generis disciplina di
attuazione.
Internet non è una TV! Non lasciamo che lo diventi per legge.
*Guido Scorza*
/Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione/
www.guidoscorza.it <http://www.guidoscorza.it/>
Punto Informatico è testata giornalistica quotidiana - Tribunale di Roma
n. 51 del 7.2.1996 De Andreis Editore Srl a socio unico - Gruppo
Edizioni Master Spa - P.IVA: 06696301008 - ROC: 7983
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alla licenza Creative Commons
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Jan. 14, 2010
Fw: comunicato
by Mariella Berra
Tanto per continuare sul 2010 ciao mariella
----- Original Message -----
From: vincenzomaria.vita(a)senato.it
Sent: Wednesday, January 13, 2010 6:21 PM
Subject: comunicato
vi mando una nota sul decreto legislativo della direttiva Audiovisual Media Services (ex Direttiva TV senza frontiere) che riguarda anche internet.
Cari saluti
Vincenzo Vita
Jan. 13, 2010
Re: [nexa] Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
by Giancarlo Frosio
Ciao a tutti,
invio qualche idea e contributo (avevo già inviato, ma non so per quale
mistero non è arrivato, spero che di non essere del tutto fuori tempo
massimo :-)). Oggi non sono riuscito ad a raggiungervi. Vi sto seguendo
in streaming.
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara' relativo
a ?
Miopia del legislatore e degli amministratori nel comprendere la
centralità dell'utente in Internet. Il rischio sempre latente è che il
movimento reazionario alla rivoluzione di Internet cerchi di ridurre le
straordinarie potenzialità della Rete quale mezzo di potere di massa.
L'allargamento e l'abuso dei diritti autoriali è appunto uno degli
strumenti utilizzati per reagire al cambiamento e per mantenere lo
status quo da parte di poteri reazionari.
1.2. E la maggiore opportunita'?
Creatività di massa, comunità internet dove svolgere re-uso, remix e
mashup del nostro materiale culturale in assenza di bariere spaziali e
in tempo reale. Siamo in una fase assolutamente pionieristica, ma la
"wealth of networks" è potenzialmente smisurata e potrebbe aprire ad una
nuova era di evoluzione culturale e creativa con l'affemazione dei
principi della distintività culturale e della politica dell'identità.
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe
a.... ? (max 3 temi) Perche'?
Studio e mappatura delle comunità internet e cultura del mashup
Digitalizzazione del sapere
Opere orfane
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di
advocacy (come la Quadrature du Net in Francia o EFF in USA), la si
indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)? Perche'?
digital divide e connettività
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa, quali
sarebbero? Perche'?
banda larga
publica amministrazione digitale
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe di
legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e perche'?
Riforma del diritto d'autore che è obsoleto e inadatto alle logiche
creative e distributive dell'Internet (un'opzione è quella di pensare ad
un'inversione della tradizionale liability rule del diritto d'autore con
una serie di meccanismi alternativi per garantire incentivo e giusta
retribuzione agli autori)
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe avere
in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
Proporre certamente utili riforme, ma sopratutto procedere
all'alfabetizzazione culturale del parlamento in materia di tematiche
relative all'Internet, gestione dei contenuti, publico dominio, tensione
tra accesso e protezione, etc. L'impressione è che l'ignoranza sui temi
caldi dibattuti da più di un decennio sia assoluta nel nostro
Parlamento. In assenza di una consapevolezza nuova continueremo a
produrre leggi Urbani senza neppure renderci conto della sua latente
problematicità.
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono spezzettate tra
molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi, istituire un Ministero
della Rete? O e' piuttosto auspicabile/piu' efficace la creazione di un
organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti
delle altre istituzioni? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco
per il mondo della cultura, http://www.kulturrat.de) (
http://www.kulturrat.de)./ )O entrambe le cose?
Meglio un organismo consultivo che rappresenti gli utenti. Quello della
rappresentatività degli utenti nelle logiche di lobby legislativa è
argomento centrale per l'evoluzione della Rete e per la riforma degli
strumenti di gestione della creatività. La deriva ultraprotezionistica
nei confronti dei contenuti tutelati da diritto d'autore e la
conseguente "enclusure" del pubblico dominio è anche avvenuta per la
forzata assenza degli utenti, i veri protagonisti della rivoluzione
digitale, dal tavolo delle trattative.
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara' relativo
a ... ?
Miopia del legislatore e degli amministratori nel comprendere la
centralità dell'utente in Internet. Il rischio sempre latente è che il
movimento reazionario alla rivoluzione di Internet cerchi di ridurre le
straordinarie potenzialità della Rete quale mezzo di potere di massa.
L'allargamento e l'abuso dei diritti autoriali è appunto uno degli
strumenti utilizzati per reagire al cambiamento e per mantenere lo
status quo da parte di poteri reazionari.
2.2. E la maggiore opportunita'?
Creatività di massa, comunità internet dove svolgere re-uso, remix e
mashup del nostro materiale culturale in assenza di bariere spaziali e
in tempo reale. Siamo in una fase assolutamente pionieristica, ma la
"wealth of networks" è potenzialmente smisurata e potrebbe aprire ad una
nuova era di evoluzione culturale e creativa con l'affemazione dei
principi della distintività culturale e della politica dell'identità.
2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto di
ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
Studio e mappatura delle comunità internet e cultura del mashup (perchè
opportunità della futura evoluzione culturale e creativa e perchè i dati
empirici su quel che succede in Rete sono scarsi e incerti)
2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di
advocacy (come la Quadrature du Net in Francia), la si indirizzerebbe su
quale tema europeo (o quali temi, max 3)? Perche'?
ACTA e IPRED2
Internet come diritto fondamentale
2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita' di
spesa, quali sarebbero? Perche'?
Digitalizzazione e accesso alla cultura (tutto dovrebbe confluire in
quella direzione, l'ultima versione della transazione Google rischia di
rendere ineludile l'egemonia della cultura anglosassone su qualsiasi
altra forma culturale
2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che
rappresenti gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni
europee? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo della
cultura, http://www.kulturrat.de) ( http://www.kulturrat.de)./ )
Certamente. Si veda il commento al punto 1.8 supra.
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet: che
cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare qualcosa a livello
nazionale che abbia un impatto a livello globale? Se si', e' il Governo
che dovrebbe muoversi? E in che direzione?
Non sono particolarmente affascianto dalla "governance" di Internet, mi
pare strumento reazionario che si rallaccia al commento fatto al punto
1.1. E' probabilmente ineludibile visto il sicuro impatto della
questione sicurezza e della politica del terrore costantemente
riproposta. E' mia opinione, comunque, che la "governance" dovrebbe
essere contrastata invece che spronata. La direzione in cui muoversi è
quella di stabilire e fissare i limiti della "governance". Lo strumento
dovrebbe appunto essere un Internet Bill of Rights. Prima dei limiti e
dei doveri degli utenti mi pare che la tradizione culturale moderna
imponga che siano precisati i diritti (a meno che la rivoluzione
illuminista sia avvenuta solo nel virtuale di Internet e non nella realtà
a cui appartengono i soggetti tenuti a legiferare su governance e IBR)
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet Bill of
Rights hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
Vedi supra
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita' (nel bene
e nel male) relativamente a Internet? Perche'?
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Jan. 13, 2010
Griglia per Roadmap
by Silvia Bisi
Come richiesto da Juan Carlos ho provato (in
background) ad incasellare il mio contributo
nella griglia, e anche ad "asciugarlo" un po'
rispetto alla precedente versione.
(1.1) Rischio: oggi lattività normativa statale,
frutto troppo spesso di scelte non ponderate, o
che nascondono fini ulteriori rispetto a quelli
dichiarati, esercitata da chi non ha le
competenze o linteresse per capire un fenomeno
globale e davvero democratico come Internet.
Diverso può essere il discorso a livello
internazionale/comunitario, laddove non si miri,
tuttavia, alla regolamentazione diretta di
determinati fenomeni bensì ad una sorta di
legislazione negativa, che individui limiti
precisi ed invalicabili all(eventuale) intervento degli Stati.
(1.3 e 1.4) Un argomento per un progetto di
ricerca/ lindirizzo principale di
unassociazione di advocacy: diritti di libertà,
al modo in cui la Rete ha rivoluzionato il loro
esercizio e alle nuove minacce a tali diritti. O
nuove libertà che assumono una rilevanza inedita
o più accentuata in relazione alla Rete ed a
nuovi beni giuridici da tutelare, o a nuovi
interessi che fanno comunque capo alla persona.
[es.: privacy e anonimato in Rete, diritto di
informare e di essere informati, completamente
rivoluzionato dallutilizzo della Rete
(soprattutto sul lato attivo, sempre più
diffuso anziché accentrato) e fra quelli più esposti a rischi (censura)].
(1.5 e 1.5.1) Lunico argomento su cui mi
parrebbe necessario lintervento statuale, e
delle legislazioni regionali, è quello relativo
alla diffusione di Internet, allaccesso allo
strumento più che al suo uso, così come, se mi è
consentito il paragone forse un po grossolano, è
garantito costituzionalmente laccesso
allistruzione pubblica, o alla sanità, ed è
invece lasciata ai singoli la libertà di decidere
come esercitare queste libertà.
(1.6) No ad una vera e propria regolamentazione
di Internet in quanto tale, quanto piuttosto di
alcuni aspetti che, per le peculiarità della Rete
(e solo in quanto siano effettivamente da
considerarsi peculiarità: non lo sono
comportamenti, azioni e non-azioni per il solo
fatto che si svolgono in Rete o attraverso la
Rete) non possano essere ricondotti nellambito
applicativo di norme già esistenti che già
regolano quei comportamenti offline. E questo sia
per evitare uninutile (e dannosa, soprattutto
nel nostro paese già inflazionato da una
moltitudine di leggi) proliferazione legislativa,
sia per scongiurare il rischio di normazioni
demergenza, nate sotto linflusso di timori e
minacce (veri o presunti) contingenti, che non
risultino adeguatamente ragionate e bilanciate
sotto il profilo dei diversi interessi in gioco
(particolarmente quando tali interessi riguardino libertà fondamentali).
(1.6.1) Ruolo di un intergruppo parlamentare:
potrebbe avere un senso se visto come un gruppo
di esperti da interpellare in relazione a
particolari questioni (studio di argomenti
specifici sottoposti alla loro attenzione allo
scopo di verificare se vi sia realmente una
lacuna, se vi sia necessità di legiferare in
materia, ed in quali termini
). Forse ancora
meglio listituzione di unautorità ad hoc, della
quale sia garantita lindipendenza politica e a
cui si acceda per esperienza e competenze
specifiche e trasversali (non bastano i giuristi,
devono esserci tecnici, innanzitutto, ma anche
esperti in altre discipline, che siano in grado
di valutare limpatto dei cambiamenti introdotti
in un campo così delicato). A tale autorità ci si
potrebbe rivolgere preventivamente (come avviene
anche per il Garante per la protezione dei dati
personali, ad esempio) e potrebbe avere poteri
consultivi, di impulso e di opposizione rispetto
allattività del legislatore, nonché quello di
promuovere campagne di
sensibilizzazione/educazione rivolte alla
popolazione su temi specifici connessi alluso di Internet.
(1.8) Utile e positiva listituzione di un
Ministero della Rete solo se fosse sinonimo di
una sorta di Ministero per incrementare la
diffusione e laccesso alla Rete, con poteri di
spesa, che portasse avanti politiche di sviluppo
e sostegno allinformatizzazione della
popolazione (ma non solo: anche P.A. e altri
stakeholders), intesa sia come alfabetizzazione
informatica a tutti i livelli, sia come
possibilità effettiva di accesso alla Rete,
indipendentemente dalle condizioni economiche o
dalla posizione geografica. Negativa
listituzione di un tale Ministero qualora lo si
intendesse come competente in modo più o meno
esclusivo a trattare di tutto ciò che riguarda la
Rete, poiché ciò probabilmente rafforzerebbe
lidea della sua specialità, aumenterebbe la
frammentarietà delle attribuzioni fra i diversi
Ministeri e le sovrapposizioni e/o conflitti fra
di essi, e disperderebbe ulteriormente competenze
che dovrebbero rimanere, ratione materiae, ad
altri ministeri (es.: cultura, istruzione, ecc.).
Silvia Bisi
NEXA Center for Internet & Society - Politecnico di Torino
DAUIN - Dipartimento di Automatica Informatica
III FACOLTA' DI INGEGNERIA
Jan. 13, 2010
Re: [nexa] costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
by Giancarlo Frosio
Ciao a tutti,
invio qualche idea e contributo. Oggi non sono riuscito ad a
raggiungervi. Vi sto seguendo in streaming.
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara' relativo
a ?
Miopia del legislatore e degli amministratori nel comprendere la
centralità dell'utente in Internet. Il rischio sempre latente è che il
movimento reazionario alla rivoluzione di Internet cerchi di ridurre le
straordinarie potenzialità della Rete quale mezzo di potere di massa.
L'allargamento e l'abuso dei diritti autoriali è appunto uno degli
strumenti utilizzati per reagire al cambiamento e per mantenere lo
status quo da parte di poteri reazionari.
1.2. E la maggiore opportunita'?
Creatività di massa, comunità internet dove svolgere re-uso, remix e
mashup del nostro materiale culturale in assenza di bariere spaziali e
in tempo reale. Siamo in una fase assolutamente pionieristica, ma la
"wealth of networks" è potenzialmente smisurata e potrebbe aprire ad una
nuova era di evoluzione culturale e creativa con l'affemazione dei
principi della distintività culturale e della politica dell'identità.
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe
a.... ? (max 3 temi) Perche'?
Studio e mappatura delle comunità internet e cultura del mashup
Digitalizzazione del sapere
Opere orfane
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di
advocacy (come la Quadrature du Net in Francia o EFF in USA), la si
indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)? Perche'?
digital divide e connettività
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa, quali
sarebbero? Perche'?
banda larga
publica amministrazione digitale
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe di
legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e perche'?
Riforma del diritto d'autore che è obsoleto e inadatto alle logiche
creative e distributive dell'Internet (un'opzione è quella di pensare ad
un'inversione della tradizionale liability rule del diritto d'autore con
una serie di meccanismi alternativi per garantire incentivo e giusta
retribuzione agli autori)
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe avere
in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
Proporre certamente utili riforme, ma sopratutto procedere
all'alfabetizzazione culturale del parlamento in materia di tematiche
relative all'Internet, gestione dei contenuti, publico dominio, tensione
tra accesso e protezione, etc. L'impressione è che l'ignoranza sui temi
caldi dibattuti da più di un decennio sia assoluta nel nostro
Parlamento. In assenza di una consapevolezza nuova continueremo a
produrre leggi Urbani senza neppure renderci conto della sua latente
problematicità.
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono spezzettate tra
molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi, istituire un Ministero
della Rete? O e' piuttosto auspicabile/piu' efficace la creazione di un
organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti
delle altre istituzioni? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco
per il mondo della cultura, http://www.kulturrat.de).O entrambe le
cose?
Meglio un organismo consultivo che rappresenti gli utenti. Quello della
rappresentatività degli utenti nelle logiche di lobby legislativa è
argomento centrale per l'evoluzione della Rete e per la riforma degli
strumenti di gestione della creatività. La deriva ultraprotezionistica
nei confronti dei contenuti tutelati da diritto d'autore e la
conseguente "enclusure" del pubblico dominio è anche avvenuta per la
forzata assenza degli utenti, i veri protagonisti della rivoluzione
digitale, dal tavolo delle trattative.
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara' relativo
a ... ?
Miopia del legislatore e degli amministratori nel comprendere la
centralità dell'utente in Internet. Il rischio sempre latente è che il
movimento reazionario alla rivoluzione di Internet cerchi di ridurre le
straordinarie potenzialità della Rete quale mezzo di potere di massa.
L'allargamento e l'abuso dei diritti autoriali è appunto uno degli
strumenti utilizzati per reagire al cambiamento e per mantenere lo
status quo da parte di poteri reazionari.
2.2. E la maggiore opportunita'?
Creatività di massa, comunità internet dove svolgere re-uso, remix e
mashup del nostro materiale culturale in assenza di bariere spaziali e
in tempo reale. Siamo in una fase assolutamente pionieristica, ma la
"wealth of networks" è potenzialmente smisurata e potrebbe aprire ad una
nuova era di evoluzione culturale e creativa con l'affemazione dei
principi della distintività culturale e della politica dell'identità.
2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto di
ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
Studio e mappatura delle comunità internet e cultura del mashup (perchè
opportunità della futura evoluzione culturale e creativa e perchè i dati
empirici su quel che succede in Rete sono scarsi e incerti)
2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di
advocacy (come la Quadrature du Net in Francia), la si indirizzerebbe su
quale tema europeo (o quali temi, max 3)? Perche'?
ACTA e IPRED2
Internet come diritto fondamentale
2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita' di
spesa, quali sarebbero? Perche'?
Digitalizzazione e accesso alla cultura (tutto dovrebbe confluire in
quella direzione, l'ultima versione della transazione Google rischia di
rendere ineludile l'egemonia della cultura anglosassone su qualsiasi
altra forma culturale
2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che
rappresenti gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni
europee? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo della
cultura, http://www.kulturrat.de)
Certamente. Si veda il commento al punto 1.8 supra.
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet: che
cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare qualcosa a livello
nazionale che abbia un impatto a livello globale? Se si', e' il Governo
che dovrebbe muoversi? E in che direzione?
Non sono particolarmente affascianto dalla "governance" di Internet, mi
pare strumento reazionario che si rallaccia al commento fatto al punto
1.1. E' probabilmente ineludibile visto il sicuro impatto della
questione sicurezza e della politica del terrore costantemente
riproposta. E' mia opinione, comunque, che la "governance" dovrebbe
essere contrastata invece che spronata. La direzione in cui muoversi è
quella di stabilire e fissare i limiti della "governance". Lo strumento
dovrebbe appunto essere un Internet Bill of Rights. Prima dei limiti e
dei doveri degli utenti mi pare che la tradizione culturale moderna
imponga che siano precisati i diritti (a meno che la rivoluzione
illuminista sia avvenuta solo nel virtuale di Internet e non nella realtà
a cui appartengono i soggetti tenuti a legiferare su governance e IBR)
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet Bill of
Rights hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
Vedi supra
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita' (nel bene
e nel male) relativamente a Internet? Perche'?
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it
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Jan. 13, 2010
Re: [nexa] costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società ( 16° Mercoledi di NEXA)
by Marco Ciurcina
In data domenica 3 gennaio 2010 20:37:25, J.C. DE MARTIN ha scritto:
> Relativamente a Internet nel corso del 2010:
> 1. In Italia
> 1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
> relativo a ... ?
scarsa conoscenza dei problemi da parte della classe dirigente
> 1.2. E la maggiore opportunita'?
crescita della conoscenza del fenomeno nella società
> 1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo
> si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
diffusione del software libero nella PA e nel tessuto sociale
educazione all'uso di tecnologie libere
> 1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
> associazione di advocacy (come la Quadrature
> du Net in Francia o EFF in USA),
> la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
diffusione del software libero nella PA e nel tessuto sociale
educazione all'uso di tecnologie libere
> Perche'?
> 1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa,
> quali sarebbero? Perche'?
> 1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
> 1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe
> di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e
> perche'?
per ora, meglio chiedere di non legiferare
> 1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe
> avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
portare in parlamento le istanze della società civile
> 1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo
> maggiore o diverso in relazione a Internet?
> Se si', quale e perche'?
> 1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono
> spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi,
> istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto
> auspicabile/piu' efficace
> la creazione di un organismo consultivo che rappresenti
> gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni?
> (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
> della cultura,
> http://www.kulturrat.de) O entrambe le cose?
>
> 2. In Europa:
> 2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
> relativo a ... ?
alta capacità di lobbying dei portatori d'interessi particolari
> 2.2. E la maggiore opportunita'?
crescente capacità di advocacy della società civile
> 2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto
> di ricerca,
> lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
> 2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
> associazione di advocacy (come la Quadrature
> du Net in Francia), la si indirizzerebbe su quale tema europeo
> (o quali temi, max 3)? Perche'?
spazi d'intervento nella normazione europea per favorire:
- internet neutrale
- software libero
- condivisione dei contenuti
> 2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita'
> di spesa,
> quali sarebbero? Perche'?
> 2.6. se si dovesse interloquire col Parlamento Europeo,
> 2.6.1. E' stato appena creato .....: che ruolo dovrebbe
> avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche europee?
portare nel Parlamento le istanze della società civile
> 2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che
> rappresenti
> gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni
> europee?
> (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
> della cultura,
> http://www.kulturrat.de)
>
> 3. Nel Mondo:
> 3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet:
> che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare
> qualcosa a livello
> nazionale che abbia un impatto a livello globale?
adottare norme che liberalizzano il file sharing
> Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che
> direzione?
> 3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet
> Bill of Rights
> hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
> 3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita'
> (nel bene e nel
> male) relativamente a Internet? Perche'?
>
Jan. 13, 2010
streaming e chat 16° Mercoledì di NEXA
by Luca Leschiutta
Cari Tutti,
chi non potesse intervenire di persona, può seguire il 16° Mercoledì
di NEXA collegandosi, a partire dalle ore 17, alla pagina
http://nexa.polito.it/events .
Nella stessa pagina si trovano le istruzioni per intervenire in chat.
Ciao
Luca
Jan. 13, 2010
R: R: proprietà intellettuale sul prodotto industriale
by Fiorello Cortiana
Saggio Juan,
attendo i risultati del confronto che avrete oggi
ciao
Fiorello
________________________________
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di J.C. DE MARTIN
Inviato: mercoledì 13 gennaio 2010 12.25
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] R: proprietà intellettuale sul prodotto industriale
Quando mi chiedono da dove e' partito il percorso che mi ha portato al centro di ricerca
NEXA su Internet & Societa', rispondo sempre: dalle azioni contro i brevetti software -
iniziate, almeno per quello che mi riguarda, tra 2002 e 2003, soprattutto a livello europeo.
I brevetti di software, infatti, mi sembravano all'epoca (e mi sembrano tuttora) un grave
pericolo per una societa' dell'informazione libera e innovativa. Da questo tema, su cui,
come informatico, ho un'idea piuttosto precisa dei fattori in gioco e delle possibili
conseguenze, l'interesse si e' poi esteso al tema dei brevetti in generale; leggendo la
letteratura in materia anche io mi sono formato, sia pure con tutti i limiti di una minore
comprensione dei singoli domini applicativi, un'opinione fortemente critica del
sistema attuale.
Il Centro NEXA, tuttavia, non e' un centro di ricerca sulla proprieta' intellettuale, ma bensi'
"un centro di ricerca indipendente che studia in maniera quantitativa e multidisciplinare in
cosa consista e come possa venire indirizzata la forza di Internet." In tal senso si occupa
anche di proprieta' intellettuale, ma solo se cio' e' funzionale allo studio delle dinamiche,
dei problemi e delle opportunita' relative a Internet. Vale, insomma, come diceva Marco,
un principio di specializzazione, in un panorama nazionale e internazionale sempre piu'
articolato. Rispetto a Marco, pero', aggiungo che sarebbe perfettamente normale che
il Centro NEXA si occupasse (risorse permettendo e con tutto il rigore richiesto dal metodo
scientifico) non solo di brevetti software, ma anche, restando nel campo della proprieta'
intellettuale, di questioni legate ai formati, ai protocolli, e all'interoperabilita' in genere
(e di sicuro dimentico qualcosa), in quanto tutti temi cruciali per Internet.
Cio' detto, un commento in merito al rilevanza degli effetti del sistema brevettuale rispetto
a quelli del copyright. E' chiaro che se si citano milioni di morti, l'unica reazione possibile e'
quella di un doloroso silenzio. Non c'e' confronto con null'altro; fine della discussione.
Ma da cio' non consegue che allora ci si debba necessariamente occupare di brevetti sui
farmaci sempre ed in qualunque contesto. C'e' chi se ne occupa attivamente e con grande
competenza, come James Love di KEI, tanto per fare un esempio, ma e' perfettamente normale
che altri, in base alle loro competenze e delle circostanze in cui si trovano ad operare, si
occupino, per esempio, della diffusione della conoscenza resa possibile, come mai prima
nella storia, da Internet, ma ancora grandemente ostacolata da un sistema di privative antiquato
e spesso iniquo. Insomma, se il bimbo dell'ipotetico paese in via di sviluppo e' riuscito ad
arrivare vivo sui banchi di scuola, preoccuparsi che abbia libri di testo adeguati e poi la capacita'
di accedere a informazioni scientifiche e di altro tipo per il benessere suo, della sua famiglia e
della sua comunita'.
Una precisazione in merito alla Roadmap 2010 che discuteremo oggi a Torino a partire
dalle ore 17 e che ha dato inizio a questo thread: non si tratta della Roadmap 2010 del Centro NEXA
- non potrebbe esserlo neanche se il centro NEXA fosse trenta (cento?) volte quello che e' in realta'!
E' una riflessione collaborativa sulle priorita' "Internet & Societa'" per il 2010, il cui obiettivo
di base e' quello che affilare i nostri sguardi in vista dell'anno nuovo, con la speranza di prevenire
problemi e cogliere opportunita' un po' meglio di quanto capiterebbe in assenza di tale sforzo.
Se poi dalla riflessione nascera' qualcosa di concreto, da parte di qualcuno, tanto meglio.
Concludo ringraziando di cuore Raffaele Meo per averci stimolato alla riflessione su questioni
di fondo cosi' importanti, su cui sicuramente torneremo anche in futuro. Mi fa piacere cogliere
l'occasione per ricordare a tutti che il centro NEXA su Internet & Società non sarebbe mai esistito
senza l'esempio del suo magistero scientifico, morale e civile.
un caro saluto,
juan carlos
Marco Ricolfi wrote (on 1/12/10 7:20 PM):
Caro Raffaele,
peccato non averti con noi. Rispetto al tema. Condivido - come, penso,
anche Juan Carlos - la tua affermazione che "la proprietà intellettuale
industriale è un freno allo sviluppo, fattore di disuguaglianze fra imprese
grandi e piccole, fra paesi forti e deboli, e ragione della morte di decine
di milioni di uomini, ogni
anno, come illustrato da Medici senza Frontiere".
Penso che si possa dire che pochi come noi, a Torino, abbiano dato un
contributo sul tema. Pensa che in 8 anni di Master sulla proprietà
intellettuale abbiamo lavorato su questo tema; che ci abbiamo formato più di
200 candidati, più della metà dei quali proviene dai paesi in via di
sviluppo; e che, siccome moltissimi - decine - di questi sono delegati dei
loro governi nelle istituzioni internazionali, abbiamo contribuito agli
sviluppi in questo settore. La nostra Vanessa Lowenstein è stata tra le
prima a lavorare alla Development Agenda del WIPO (una serie di iniziative
richieste dai paesi in via di sviluppo per contrastare la deriva
iper-protezionista della proprietà intellettuale); e l'allargamento delle
regole sui farmaci salva vita ci ha visto particolarmente attivi.
Occorre però anche rispettare un principio di competenza e di
specializzazione delle competenze. Da questo punto di vista, quello che non
è facile capire è come questo tema - prioritario - trovi collocazione in un
centro che si occupa della rete internet, salvo che per il profilo del
brevetto di software, sul quale abbiamo posizioni chiare e costanti (nel
senso che va, in linea generale, evitato e combattuto).
Possiamo ritornare quando vuoi sul tema. Sulla base però di
un'argomentazione almeno ipotetica della rilevanza ai fini di una
riflessione sistematica specificamente riferita alla rete. Dico bene, Juan
Carlos?
m.
-----Messaggio originale-----
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
[mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Angelo Raffaele Meo
Inviato: lunedì 11 gennaio 2010 16.37
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: [nexa] proprietà intellettuale sul prodotto industriale
Carissimi,
desidero scusare la mia assenza all'incontro Nexa previsto
per mercoledì 13. Come nel caso dei precedenti mercoledì, debbo partecipare
alla seduta mensile dell'Accademia delle Scienze, ove, tra l'altro,
dobbiamo discutere di un convegno sulla ricerca industriale che intendiamo
organizzare.
Avanzo comunque una richiesta relativa alla roadmap 2010. Mi
piacerebbe, come anticipai in un incontro lontano, che Nexa affrontasse
anche la questione della proprietà intellettuale sui prodotti industriali e
dei brevetti in particolare. Quel giorno Marco (Ricolfi, non Ciurcina) mi
rispose che quella questione non rientrava negli obiettivi di Nexa e oggi,
in un incontro privato, Juan Carlos mi ha ribadito la posizione di Marco.
Se questa è la posizione di tutti, accetto disciplinatamente la
decisione collegiale. Tuttavia, mi sia consentito ricordare l'opinione di un
numero rapidamente crescente di studiosi, secondo la quale la questione
della proprietà intellettuale sul prodotto industriale è molto più
importante della questione della proprietà sul prodotto artistico, perchè la
proprietà intellettuale industriale è un freno allo sviluppo, fattore di
disuguaglianze fra imprese grandi e piccole, fra paesi forti e deboli, e
ragione della morte di decine di milioni di uomini, ogni anno, come
illustrato da Medici senza Frontiere.
Grazie per l'attenzione. Colgo l'occasione per associarmi alle
congratulazioni di Marco R. a Marco C.
Raf
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https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Jan. 13, 2010