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Re: [nexa] Alla faccia della privacy...
by npatrignani
Carissim*,
sarebbe molto interessante avviare una discussione
sugli aspetti etici e sociali delle tecnologie dell'informazione ...
non e' detto che tutto quello che la tecnologia mette a disposizione
sia anche giusto ed applicabile (non solo dal punto di vista legale),
altrimenti rischiamo di diventare "tecno-deterministi"
ricordate il motto della CPSR (Computer Professionals for Social Responsibility):
"Technology is driving the future, the steering is up to us"?
Ciao!
Norberto
On Thu, 02 Sep 2010 13:03:58 +0200, J.C. DE MARTIN wrote
> Hmmm, il fatto che per una ragazzina tredicenne la sua privacy non sia
> una "issue" non vuol dire che invece lo sia, che
> lei ne sia consapevole o meno.
>
> Secondo me si andra' (io lo auspico) verso una progressiva, sempre piu'diffusa
> consepevolezza che online costruiamo deliberatamente una "persona",
> nel senso latino, ovvero, una maschera.
>
> La questione "privacy" si potrebbe in questo senso metaforicamente
> vedere come la discussione su quanto potere abbiamo nella costruzione
> di questa maschera, ovvero, quanto altri abbiano il potere di
> smascherarci.
>
> Ciao,
>
> juan carlos
>
> Giampaolo Mancini wrote (on 02/09/10 12:51):Mah,
> secondo me si, ha proprio ragione lui.
>
> Provate a parlare di privacy con una ragazzina di 13 anni e conle sue amiche: per loro, semplicemente, non è una issue.
>
> Solo noi siamo i dinosauri. Perché non siamo i nativi digitali.
>
> Come sempre e come mille altre cose su Internet e sul Web, anchela privacy [UTF-8?]â se ha senso che debba ancora esistere, perché _anchequesto_ *è tutto da dimostrare* [UTF-8?]â va misurata con metri diversi che,forse, non ancora conosciamo.
>
> See you,
> Giampaolo
>
> 2010/9/2 <a.dicorinto(a)uniroma1.it>
>
>
> Facebook "entra" nel "mondo reale"...
> Sarebbe da studiarci la legislazione israeliana sulla privacy...
> Ma non è che ha ragione Zuckerberg?
>
> http://www.fullpress.it/News/Facebook-il-Mi-piace-arriva-nel-Mondo-Reale-es…
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Sept. 2, 2010
Re: [nexa] Alla faccia della privacy...
by J.C. DE MARTIN
Hmmm, il fatto che per una ragazzina tredicenne la sua privacy non sia
una "issue" non vuol dire che invece lo sia, che
lei ne sia consapevole o meno.
Secondo me si andra' (io lo auspico) verso una progressiva, sempre piu'
diffusa
consepevolezza che online costruiamo deliberatamente una "persona",
nel senso latino, ovvero, una maschera.
La questione "privacy" si potrebbe in questo senso metaforicamente
vedere come la discussione su quanto potere abbiamo nella costruzione
di questa maschera, ovvero, quanto altri abbiano il potere di
smascherarci.
Ciao,
juan carlos
Giampaolo Mancini wrote (on 02/09/10 12:51):
> Mah,
> secondo me si, ha proprio ragione lui.
>
> Provate a parlare di privacy con una ragazzina di 13 anni e con le sue
> amiche: per loro, semplicemente, non è una issue.
>
> Solo noi siamo i dinosauri. Perché non siamo i nativi digitali.
>
> Come sempre e come mille altre cose su Internet e sul Web, anche la
> privacy – se ha senso che debba ancora esistere, perché _anche questo_
> *è tutto da dimostrare* – va misurata con metri diversi che, forse,
> non ancora conosciamo.
>
> See you,
> Giampaolo
>
> 2010/9/2 <a.dicorinto(a)uniroma1.it <mailto:a.dicorinto@uniroma1.it>>
>
> Facebook "entra" nel "mondo reale"...
> Sarebbe da studiarci la legislazione israeliana sulla privacy...
> Ma non è che ha ragione Zuckerberg?
>
> http://www.fullpress.it/News/Facebook-il-Mi-piace-arriva-nel-Mondo-Reale-es…
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Sept. 2, 2010
23° mercoledì di nexa - settembre 2010
by Anna Piccitto
*23°
Mercoledì di
NEXA*
*Un'introduzione
al "cloud
computing"*
*Mercoledì 8
settembre 2010
ore 18 -- 20*
(2°
mercoledì
del mese)
*
Corso Trento
21, Torino
(primo piano)*
*
Ingresso
libero*
*
Live
streaming:*
http://nexa.polito.it/events
Ripartono gli incontro mensili dei *Mercoledì di Nexa
<http://nexa.polito.it/events>* con un'introduzione al tema del
cosiddetto "c/loud computing"/, un argomento di sempre maggiore
rilevanza che il Centro NEXA affronta per la prima volta in pubblico.
Tramite l'etichetta /cloud computing/ si denota un insieme di
tecnologie informatiche che permettono l'utilizzo via Internet di
risorse hardware e software remote. In pratica, tramite il proprio
browser web (o altri tipi di software), l'utente è in grado di
utilizzare applicazioni e di accedere a dati che non si trovano sul
proprio computer, ma da qualche parte online, in una non meglio
definita "nuvola" di computer. Un esempio molto noto di /cloud
computing/ sono i servizi di "webmail", come Google Gmail.
Col paradigma del /cloud computing/, la natura di azioni come creare
o modificare testi, riprodurre musica o video o condividere
fotografie cambia radicalmente. Una parte crescente dei dati che
ogni utente genera, infatti, ma anche dei programmi che lo stesso
utente utilizza, si sposta online. Il software non è più un prodotto
che espande le potenzialità del proprio computer, ma un _servizio_
cui si accede tramite Internet. E le proprie informazioni non sono
più immagazzinate in file facilmente individuabili sul proprio disco
fisso, ma scomposte in uno o più database di incerta collocazione
geografica.
Ed ecco che, mentre i nostri dati diventano accessibili ovunque e
nascono nuovi modelli di business (spesso in grado di offrire
gratuitamente agli utenti programmi e servizi prima costosi o
semplicemente inesistenti), sorgono anche nuove domande che
riguardano privacy, controllo, sicurezza, interoperabilità e, in
ultima istanza, potere e libertà online. Tecnologie all'avanguardia,
nuove strutture di costi, complessi intrecci di giurisdizioni
concorrono dunque a generare domande, cui è impossibile dare
risposta, in assenza di un approccio multidisciplinare, che unisca
(almeno) conoscenze tecnologiche, giuridiche ed economiche.
La scenario è in rapidissima evoluzione. In particolare, si stanno
moltiplicando le iniziative volte a riportare almeno parte del
controllo nelle mani degli utenti, dal progetto *Diaspora*
<http://www.joindiaspora.com/>, <http://www.joindiaspora.com/> il
social network distribuito e in software libero, il cui primo
rilascio è previsto per il 15 settembre, al progetto *Data
Liberation Front <http://www.dataliberation.org/> *di Google, volto
a rendere facile il trasloco dei propri dati dai servizi cloud del
gigante di Mountain View.
*Juan Carlos De Martin <https://nexa.polito.it/directors>**,
*co-direttore del Centro Nexa su Internet e Società, illustrerà
l'argomento confrontandosi con *Marco Ricolfi*
<https://nexa.polito.it/directors>, co-direttore del Centro, i
fellows, lo staff e tutti coloro i quali vorranno intervenire nel
dibattito.
*
Letture consigliate: *
* (altre sono state segnalate sulla mailing list NEXA, v.
archivio):*
o
*Paper di Barkeley* <http://berkeleyclouds.blogspot.com/>
o
*Il talk di Moglen*
<http://www.softwarefreedom.org/news/2010/feb/08/audio-and-video-eben-moglen…>
o
*Le guidelines di Gartner*
<http://www.gartner.com/it/page.jsp?id=1398913>
o
*I proceedings del workshop Microsoft *
<http://research.microsoft.com/en-us/events/cloudfutures2010/default.aspx>
o
*Il post di Galoppini*
<http://robertogaloppini.net/2010/06/24/open-source-cloud-computing-notes-fr…>
*
*
*Ufficio Stampa Centro NEXA:
*Anna Piccitto
NEXA Center for Internet & Society
Politecnico di Torino
Dipartimento di Automatica e Informatica
Tel. +39 011 564 7245
Sept. 2, 2010
Re: [nexa] Alla faccia della privacy...
by Giampaolo Mancini
Mah,
secondo me si, ha proprio ragione lui.
Provate a parlare di privacy con una ragazzina di 13 anni e con le sue
amiche: per loro, semplicemente, non è una issue.
Solo noi siamo i dinosauri. Perché non siamo i nativi digitali.
Come sempre e come mille altre cose su Internet e sul Web, anche la privacy
– se ha senso che debba ancora esistere, perché _anche questo_ *è tutto da
dimostrare* – va misurata con metri diversi che, forse, non ancora
conosciamo.
See you,
Giampaolo
2010/9/2 <a.dicorinto(a)uniroma1.it>
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>
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Giampaolo Mancini
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phone: +39 348 41 48 682
skype/linkedin/gtalk: manchoz
Sept. 2, 2010
Alla faccia della privacy...
by a.dicorinto@uniroma1.it
Facebook "entra" nel "mondo reale"...
Sarebbe da studiarci la legislazione israeliana sulla privacy...
Ma non è che ha ragione Zuckerberg?
http://www.fullpress.it/News/Facebook-il-Mi-piace-arriva-nel-Mondo-Reale-es…
Sept. 2, 2010
Brasile si sta avviando alla legalizzazione del file sharing (from Volker Grassmuck)
by J.C. DE MARTIN
*Dal blog di Volker Grassmuck:*
Compartilhamento legal! -- Brazil is putting an end to the 'war on
copying,' at R$ 3,00 per month
1. September 2010
On the final day of the public consultation
<http://www.cultura.gov.br/consultadireitoautoral/consulta/> on Brazil's
copyright bill (English translation
<http://www.gpopai.usp.br/blogs/blog/2010/08/03/the-brazilian-copyright-bill…>),
all wakes of the legal, creative, civil society and industrial sectors
were abuzz with activity. Among the last minute contributors was an
impressive initiative of 28 academic, educational, consumer, musical and
digital cultural organizations, joined in the Network for
<http://reformadireitoautoral.org.br/lda>copyright law
<http://reformadireitoautoral.org.br/lda>reform
<http://reformadireitoautoral.org.br/lda>. In their "
<http://reformadireitoautoral.org.br/lda/?p=480>fifteen contributions
for access to knowledge"
<http://reformadireitoautoral.org.br/lda/?p=480> they propose, among
others, an exception for educational non-profit use and a term reduction
from 70 to 50 years after the death of the author.
An overlapping constellation of civil society and art actors focussed
their submission on a single issue: file-sharing. Under the slogan
"Compartilhamento legal! R$3,00 de todos para tudo
<http://www.gpopai.usp.br/boletim/compartilhamento/article/neuer-artikel>,"
this network is proposing to legalize non-commercial file-sharing in
exchange for a levy on broadband Internet access. The idea is nearly as
old as peer-to-peer file-sharing itself. It has been tested in
technology and in law making a few times. Here and now in Brazil, it
feels like it might actually become a reality.
[...]
Continua qui: http://www.vgrass.de/?p=382
juan carlos
Sept. 2, 2010
Carl Malamud: "10 Rules for Radicals" (soprattutto su PSI)
by J.C. DE MARTIN
Vivamente consigliato, molto focalizzato sulle informazioni
del settore pubblico.
juan carlos
http://public.resource.org/rules/
Rogue archivist Carl Malamud's 10 Rules for Radicals
<http://public.resource.org/rules/> is the transcript of his keynote at
the 19th World Wide Web Consortium conference in 2010.
PDF: http://public.resource.org/rules/10rules.pdf
Post su Boing Boing:
http://boingboing.net/2010/08/29/10-rules-for-radical.html
Sept. 1, 2010
Re: [nexa] neutralità della Rete
by Luca Cicchelli TOP-IX
Approfitto della proposta di Stefano (mi permetto il tu, ci siamo visti una volta in TOP-IX) e dell'argomento, per introdurmi nella mailing list di NEXA.
In quanto persona che segue le attività dell'Internet Exchange e anche esponente del Board di Euro-IX (l'associazione europea degli Internet Exchanges) sono in contatto con diverse realtà europee e quindi partecipo e contribuisco molto volentieri ad un mercoledì di NEXA sul tema.
Ciao
--
Luca
Il giorno 01/set/2010, alle ore 16.55, Stefano Quintarelli ha scritto:
> caro Raffaele,
>
> la cosa avviene da tempo:
> http://blog.quintarelli.it/blog/2009/09/vodafone-taglia-linternet.html
>
> con la eccezione (forse) di H3G (che però ha spesso la rete carica con conseguente impossibilità di skype), tutti gli operatori wireless limitano P2P e voip sugli abbonamenti base. per quanto riguarda la voip, offrono una opzione a pagamento per consentire la voip.
>
> la questione che loro sostengono è che i dati sono sussidiati dalla tariffazione della voce, se togli la voce (aka la fai con i dati), puoi benissimo farla ma allora devi pagare un pò di più per io mancato sussidio.
> http://blog.quintarelli.it/blog/2009/10/vodafone-e-la-gestione-del-traffico…
>
> preciso che per riconoscere il traffico voip, gli operatori non guardano il contenuto dei pacchetti ma l'intestazione.
>
> immagina che la società autostrade abbia anche una linea di autobus e faccia pagare tariffa differenziata a chi fa trasporto persone con pulmini, sottraendo passeggeri ai propri autobus, i cui margini però sono la principale voce di sostentamento della società autostrade stessa
>
> per evitare di essere bloccati, alcuni operatori voip simulano che il loro traffico sia https ma gli apparati di rete allora guardano il tipo di traffico : se è monodirzionale per alcuni secondi, poi si inverte il verso per alcuni secondi, e cosi via, di certo non è una chat nè una pagina web..
>
> nella rete fissa ci fu un problema simile quando gli operatori alternativi, invece di comprare all'ingrosso il full unbundling (noleggio del doppino da Telecom) facevano lo shared access (l'utente mantiene il telefono con telecom e paga il realtivo canone e poi fa internet con l'operatore alternativo che prende all'ingrosso solo la "porzione dati" del doppino).
>
> Poi l'operatore alternativo fa voip sui suoi dati, l'utente disdice l'abbonamento voce e la remunerazione della linea all'ingrosso a telecom, per metà, veniva meno.
>
> Nel fisso, essendovi un operatore monopolista, la cosa è stata affrintata semplicemente: i prezzi regolamentati all'ingrosso sono stati alzati in modo tale da evitare questi trucchetti.
>
> Nel wireless la questione è un pò meno semplice perchè i prezzi non sono regolamentati, essendoci concorrenza.
>
> ma il dato alla base è lo stesso: gli operatori stanno cambiando sesso, da telefonici diventano dati; le offerte erano state fatte considerando le sovvenzioni dalle voce e sulla base dell'elasticità della domanda più che sul costo industriale
>
> L'EBITDA di una DSL è circa la metà dell'EBITDA di una linea telefonica; nelle loro aspettative non doveva essere un problema, tanto ci sarebbero stati sempre entrambi i servizi, invece... da qui il calo della marginalità da compensare con le altre leve possibili ovvero riduzione degli investimenti e dei costi operativi, ovvero penalizzando indotto e dipendenti, cercando di mantenere il dividendo per non avere il proprio rating tagliato e quindi il costo del debito aumentato.
>
> sul tema suggerisco sommessamente di
> guardare: http://vimeo.com/12488735
>
> e leggere
> http://blog.quintarelli.it/blog/2009/09/come-è-fatta-la-rete-implicazioni-s…
>
> aggiungo che il driver di prezzo, fino a poco tempo fa, è stato diverso dal driver di costo, acuendo il fatto che il traffico cresce più velocemente dei ricavi
> qui ci sono tutti i dati sugli andamenti di traffico e ricavi della rete italiana
> http://blog.quintarelli.it/blog/2010/03/verso-il-bandwidth-crunch-tutti-i-n…
>
> sul tema del bandwidth cruch della rete wireless
> http://blog.quintarelli.it/blog/2010/02/bandwidth-crunch-2.html
>
> siamo nel bel mezzo del cambiamento di sesso....
>
> circa la pratica di vodafone, quando vodafone la annunciò, alcuni commissari di agcom si sono espressi in modo molto severo ed infatti la istruttoria è stata aperta e si sono accorti che, per l'appunto, è pratica diffusa. stiamo aspettando che si esprimano...
>
> la cosa a mio avviso censurabile è che si faccia pagare di più per avere solo il best effort.
> per me il best effort deve essere la base; se uno poi vuole una prestazione *aggiuntiva*, la paga. ma deve essere una libera scelta dell'utente (e PER l'utente, non per il fornitore di servizio)
>
> (io a casa ho un abbonamento che costa un quid in più proprio per avere prioritizzazione della voip, cosa che me la fa funzionare bene anche quando guardo dei video. (e, fortuntamanete, dove sono io non c'è problema di backhauling))
>
> penso che sia sbagliato che un prodotto venduto da un operatore a dei clienti venga usato per sovvenzionare un altro prodotto venduto ad altri utenti. uno dovrebbe pagare il costo di ciò che ottiene ma non è cosi semplice, proprio perchè siamo in mezzo al cambiamento di sesso...
>
> se JC lo vorrà, io sono a disposizione per fare un mercoledi di NEXA specifico sull'argomento. ho "un po'" di materiale al riguardo...
>
> ciao, s,
>
>
> --
> www.reeplay.it
> www.eximia.it
>
> Il giorno 01/set/2010, alle ore 12.52, Angelo Raffaele Meo <meo(a)polito.it> ha scritto:
>
>> Carissimi,
>> pochi mesi or sono, lavorando su un progetto pubblico con importanti finalità sociali, tentai di attuare un collegamento "Skype" utilizzando una "Internet key" Vodafone. Non ci riuscii, ma attribuii l'insuccesso alle mie scarse capacità di "smanettone". Ora, leggendo i contributi di alcuni amici molto bravi (esempio - e mi scuso con chi dimentico - Attardi, Tabanelli, Bertolotto, Favara Pedarsi, Viscuso, Giunchi - apprendo che Vodafone blocca i pacchetti Skype. Verifico sulla Rete e trovo il comunicato ufficiale di Vodafone, che spiega la decisione nei termini di una difesa degli interessi di altri utenti.
>> E' terribile! Quando affido una lettera alle Poste mi aspetto che non sia aperta da nessuno, a meno di un intervento dell'autorità giudiziaria; così non mi sarei mai aspettato che i miei pacchetti di dati venissero ispezionati da chi si è impegnato a fornirmi il servizio di trasporto e, meno che mai, che venissero cestinati.
>> E' questo un altro dei disastri prodotti da quell'autentica follia collettiva che fu la privatizzazione della nostra Telecom (torno sulla mia antica battaglia contro quell'operazione, battaglia che finì, come sempre o quasi, con la mia completa sconfitta). In virtù della privatizzazione, forse qualcuno ha realizzato grandi profitti, ma ora inglesi, egiziani, cinesi, fanno affari nel nostro Paese a nostre spese; la nostra Telecom è gravata da 40 miliardi di debiti; importanti iniziative scientifiche e tecnologiche sono state chiuse; l'utente italiano paga per i servizi di telecomunicazione cifre molto più alte degli utenti di altri paesi e clamorosamente sproporzionate in rapporto ai corrispondenti costi industriali (quanto vale la dimensione del furto sugli SMS? un fattore 100 o molto di più? e sul roaming?).
>> E' pura utopia, almeno per il momento, sognare una rete pubblica mondiale che fornisca i canali fisici trasmissivi di Internet. Ma forse possiamo sognare un ordinamento mondiale che non consenta al trasportatore di pacchetti di aprirli e bloccarli o rallentarli. Per prepararci alle future battaglie, oltre alle azioni ISOC, non potremmo avviare un'iniziativa volta a indurre i clienti Vodafone a cambiare gestore, nella speranza che TIN, Wind, TRE, ecc. ecc., non si comportino come Vodafone?
>> Raf
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Sept. 1, 2010
Re: [nexa] neutralità della Rete
by Luca Annunziata
FYI, durante questa estate ho più volte comodamente usato skype su iphone 3gs per chiamate skype-skype (ovviamente in copertura 3G dell'operatore)
sia dal centro di Roma che dalla Sardegna
saluti
Luca
Il giorno 01/set/2010, alle ore 16.55, Stefano Quintarelli ha scritto:
> caro Raffaele,
>
> la cosa avviene da tempo:
> http://blog.quintarelli.it/blog/2009/09/vodafone-taglia-linternet.html
>
> con la eccezione (forse) di H3G (che però ha spesso la rete carica con conseguente impossibilità di skype), tutti gli operatori wireless limitano P2P e voip sugli abbonamenti base. per quanto riguarda la voip, offrono una opzione a pagamento per consentire la voip.
>
> la questione che loro sostengono è che i dati sono sussidiati dalla tariffazione della voce, se togli la voce (aka la fai con i dati), puoi benissimo farla ma allora devi pagare un pò di più per io mancato sussidio.
> http://blog.quintarelli.it/blog/2009/10/vodafone-e-la-gestione-del-traffico…
>
> preciso che per riconoscere il traffico voip, gli operatori non guardano il contenuto dei pacchetti ma l'intestazione.
>
> immagina che la società autostrade abbia anche una linea di autobus e faccia pagare tariffa differenziata a chi fa trasporto persone con pulmini, sottraendo passeggeri ai propri autobus, i cui margini però sono la principale voce di sostentamento della società autostrade stessa
>
> per evitare di essere bloccati, alcuni operatori voip simulano che il loro traffico sia https ma gli apparati di rete allora guardano il tipo di traffico : se è monodirzionale per alcuni secondi, poi si inverte il verso per alcuni secondi, e cosi via, di certo non è una chat nè una pagina web..
>
> nella rete fissa ci fu un problema simile quando gli operatori alternativi, invece di comprare all'ingrosso il full unbundling (noleggio del doppino da Telecom) facevano lo shared access (l'utente mantiene il telefono con telecom e paga il realtivo canone e poi fa internet con l'operatore alternativo che prende all'ingrosso solo la "porzione dati" del doppino).
>
> Poi l'operatore alternativo fa voip sui suoi dati, l'utente disdice l'abbonamento voce e la remunerazione della linea all'ingrosso a telecom, per metà, veniva meno.
>
> Nel fisso, essendovi un operatore monopolista, la cosa è stata affrintata semplicemente: i prezzi regolamentati all'ingrosso sono stati alzati in modo tale da evitare questi trucchetti.
>
> Nel wireless la questione è un pò meno semplice perchè i prezzi non sono regolamentati, essendoci concorrenza.
>
> ma il dato alla base è lo stesso: gli operatori stanno cambiando sesso, da telefonici diventano dati; le offerte erano state fatte considerando le sovvenzioni dalle voce e sulla base dell'elasticità della domanda più che sul costo industriale
>
> L'EBITDA di una DSL è circa la metà dell'EBITDA di una linea telefonica; nelle loro aspettative non doveva essere un problema, tanto ci sarebbero stati sempre entrambi i servizi, invece... da qui il calo della marginalità da compensare con le altre leve possibili ovvero riduzione degli investimenti e dei costi operativi, ovvero penalizzando indotto e dipendenti, cercando di mantenere il dividendo per non avere il proprio rating tagliato e quindi il costo del debito aumentato.
>
> sul tema suggerisco sommessamente di
> guardare: http://vimeo.com/12488735
>
> e leggere
> http://blog.quintarelli.it/blog/2009/09/come-è-fatta-la-rete-implicazioni-s…
>
> aggiungo che il driver di prezzo, fino a poco tempo fa, è stato diverso dal driver di costo, acuendo il fatto che il traffico cresce più velocemente dei ricavi
> qui ci sono tutti i dati sugli andamenti di traffico e ricavi della rete italiana
> http://blog.quintarelli.it/blog/2010/03/verso-il-bandwidth-crunch-tutti-i-n…
>
> sul tema del bandwidth cruch della rete wireless
> http://blog.quintarelli.it/blog/2010/02/bandwidth-crunch-2.html
>
> siamo nel bel mezzo del cambiamento di sesso....
>
> circa la pratica di vodafone, quando vodafone la annunciò, alcuni commissari di agcom si sono espressi in modo molto severo ed infatti la istruttoria è stata aperta e si sono accorti che, per l'appunto, è pratica diffusa. stiamo aspettando che si esprimano...
>
> la cosa a mio avviso censurabile è che si faccia pagare di più per avere solo il best effort.
> per me il best effort deve essere la base; se uno poi vuole una prestazione *aggiuntiva*, la paga. ma deve essere una libera scelta dell'utente (e PER l'utente, non per il fornitore di servizio)
>
> (io a casa ho un abbonamento che costa un quid in più proprio per avere prioritizzazione della voip, cosa che me la fa funzionare bene anche quando guardo dei video. (e, fortuntamanete, dove sono io non c'è problema di backhauling))
>
> penso che sia sbagliato che un prodotto venduto da un operatore a dei clienti venga usato per sovvenzionare un altro prodotto venduto ad altri utenti. uno dovrebbe pagare il costo di ciò che ottiene ma non è cosi semplice, proprio perchè siamo in mezzo al cambiamento di sesso...
>
> se JC lo vorrà, io sono a disposizione per fare un mercoledi di NEXA specifico sull'argomento. ho "un po'" di materiale al riguardo...
>
> ciao, s,
>
>
> --
> www.reeplay.it
> www.eximia.it
>
> Il giorno 01/set/2010, alle ore 12.52, Angelo Raffaele Meo <meo(a)polito.it> ha scritto:
>
>> Carissimi,
>> pochi mesi or sono, lavorando su un progetto pubblico con importanti finalità sociali, tentai di attuare un collegamento "Skype" utilizzando una "Internet key" Vodafone. Non ci riuscii, ma attribuii l'insuccesso alle mie scarse capacità di "smanettone". Ora, leggendo i contributi di alcuni amici molto bravi (esempio - e mi scuso con chi dimentico - Attardi, Tabanelli, Bertolotto, Favara Pedarsi, Viscuso, Giunchi - apprendo che Vodafone blocca i pacchetti Skype. Verifico sulla Rete e trovo il comunicato ufficiale di Vodafone, che spiega la decisione nei termini di una difesa degli interessi di altri utenti.
>> E' terribile! Quando affido una lettera alle Poste mi aspetto che non sia aperta da nessuno, a meno di un intervento dell'autorità giudiziaria; così non mi sarei mai aspettato che i miei pacchetti di dati venissero ispezionati da chi si è impegnato a fornirmi il servizio di trasporto e, meno che mai, che venissero cestinati.
>> E' questo un altro dei disastri prodotti da quell'autentica follia collettiva che fu la privatizzazione della nostra Telecom (torno sulla mia antica battaglia contro quell'operazione, battaglia che finì, come sempre o quasi, con la mia completa sconfitta). In virtù della privatizzazione, forse qualcuno ha realizzato grandi profitti, ma ora inglesi, egiziani, cinesi, fanno affari nel nostro Paese a nostre spese; la nostra Telecom è gravata da 40 miliardi di debiti; importanti iniziative scientifiche e tecnologiche sono state chiuse; l'utente italiano paga per i servizi di telecomunicazione cifre molto più alte degli utenti di altri paesi e clamorosamente sproporzionate in rapporto ai corrispondenti costi industriali (quanto vale la dimensione del furto sugli SMS? un fattore 100 o molto di più? e sul roaming?).
>> E' pura utopia, almeno per il momento, sognare una rete pubblica mondiale che fornisca i canali fisici trasmissivi di Internet. Ma forse possiamo sognare un ordinamento mondiale che non consenta al trasportatore di pacchetti di aprirli e bloccarli o rallentarli. Per prepararci alle future battaglie, oltre alle azioni ISOC, non potremmo avviare un'iniziativa volta a indurre i clienti Vodafone a cambiare gestore, nella speranza che TIN, Wind, TRE, ecc. ecc., non si comportino come Vodafone?
>> Raf
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Sept. 1, 2010
Re: [nexa] neutralità della Rete
by Stefano Quintarelli
caro Raffaele,
la cosa avviene da tempo:
http://blog.quintarelli.it/blog/2009/09/vodafone-taglia-linternet.html
con la eccezione (forse) di H3G (che però ha spesso la rete carica con conseguente impossibilità di skype), tutti gli operatori wireless limitano P2P e voip sugli abbonamenti base. per quanto riguarda la voip, offrono una opzione a pagamento per consentire la voip.
la questione che loro sostengono è che i dati sono sussidiati dalla tariffazione della voce, se togli la voce (aka la fai con i dati), puoi benissimo farla ma allora devi pagare un pò di più per io mancato sussidio.
http://blog.quintarelli.it/blog/2009/10/vodafone-e-la-gestione-del-traffico…
preciso che per riconoscere il traffico voip, gli operatori non guardano il contenuto dei pacchetti ma l'intestazione.
immagina che la società autostrade abbia anche una linea di autobus e faccia pagare tariffa differenziata a chi fa trasporto persone con pulmini, sottraendo passeggeri ai propri autobus, i cui margini però sono la principale voce di sostentamento della società autostrade stessa
per evitare di essere bloccati, alcuni operatori voip simulano che il loro traffico sia https ma gli apparati di rete allora guardano il tipo di traffico : se è monodirzionale per alcuni secondi, poi si inverte il verso per alcuni secondi, e cosi via, di certo non è una chat nè una pagina web..
nella rete fissa ci fu un problema simile quando gli operatori alternativi, invece di comprare all'ingrosso il full unbundling (noleggio del doppino da Telecom) facevano lo shared access (l'utente mantiene il telefono con telecom e paga il realtivo canone e poi fa internet con l'operatore alternativo che prende all'ingrosso solo la "porzione dati" del doppino).
Poi l'operatore alternativo fa voip sui suoi dati, l'utente disdice l'abbonamento voce e la remunerazione della linea all'ingrosso a telecom, per metà, veniva meno.
Nel fisso, essendovi un operatore monopolista, la cosa è stata affrintata semplicemente: i prezzi regolamentati all'ingrosso sono stati alzati in modo tale da evitare questi trucchetti.
Nel wireless la questione è un pò meno semplice perchè i prezzi non sono regolamentati, essendoci concorrenza.
ma il dato alla base è lo stesso: gli operatori stanno cambiando sesso, da telefonici diventano dati; le offerte erano state fatte considerando le sovvenzioni dalle voce e sulla base dell'elasticità della domanda più che sul costo industriale
L'EBITDA di una DSL è circa la metà dell'EBITDA di una linea telefonica; nelle loro aspettative non doveva essere un problema, tanto ci sarebbero stati sempre entrambi i servizi, invece... da qui il calo della marginalità da compensare con le altre leve possibili ovvero riduzione degli investimenti e dei costi operativi, ovvero penalizzando indotto e dipendenti, cercando di mantenere il dividendo per non avere il proprio rating tagliato e quindi il costo del debito aumentato.
sul tema suggerisco sommessamente di
guardare: http://vimeo.com/12488735
e leggere
http://blog.quintarelli.it/blog/2009/09/come-è-fatta-la-rete-implicazioni-s…
aggiungo che il driver di prezzo, fino a poco tempo fa, è stato diverso dal driver di costo, acuendo il fatto che il traffico cresce più velocemente dei ricavi
qui ci sono tutti i dati sugli andamenti di traffico e ricavi della rete italiana
http://blog.quintarelli.it/blog/2010/03/verso-il-bandwidth-crunch-tutti-i-n…
sul tema del bandwidth cruch della rete wireless
http://blog.quintarelli.it/blog/2010/02/bandwidth-crunch-2.html
siamo nel bel mezzo del cambiamento di sesso....
circa la pratica di vodafone, quando vodafone la annunciò, alcuni commissari di agcom si sono espressi in modo molto severo ed infatti la istruttoria è stata aperta e si sono accorti che, per l'appunto, è pratica diffusa. stiamo aspettando che si esprimano...
la cosa a mio avviso censurabile è che si faccia pagare di più per avere solo il best effort.
per me il best effort deve essere la base; se uno poi vuole una prestazione *aggiuntiva*, la paga. ma deve essere una libera scelta dell'utente (e PER l'utente, non per il fornitore di servizio)
(io a casa ho un abbonamento che costa un quid in più proprio per avere prioritizzazione della voip, cosa che me la fa funzionare bene anche quando guardo dei video. (e, fortuntamanete, dove sono io non c'è problema di backhauling))
penso che sia sbagliato che un prodotto venduto da un operatore a dei clienti venga usato per sovvenzionare un altro prodotto venduto ad altri utenti. uno dovrebbe pagare il costo di ciò che ottiene ma non è cosi semplice, proprio perchè siamo in mezzo al cambiamento di sesso...
se JC lo vorrà, io sono a disposizione per fare un mercoledi di NEXA specifico sull'argomento. ho "un po'" di materiale al riguardo...
ciao, s,
--
www.reeplay.it
www.eximia.it
Il giorno 01/set/2010, alle ore 12.52, Angelo Raffaele Meo <meo(a)polito.it> ha scritto:
> Carissimi,
> pochi mesi or sono, lavorando su un progetto pubblico con importanti finalità sociali, tentai di attuare un collegamento "Skype" utilizzando una "Internet key" Vodafone. Non ci riuscii, ma attribuii l'insuccesso alle mie scarse capacità di "smanettone". Ora, leggendo i contributi di alcuni amici molto bravi (esempio - e mi scuso con chi dimentico - Attardi, Tabanelli, Bertolotto, Favara Pedarsi, Viscuso, Giunchi - apprendo che Vodafone blocca i pacchetti Skype. Verifico sulla Rete e trovo il comunicato ufficiale di Vodafone, che spiega la decisione nei termini di una difesa degli interessi di altri utenti.
> E' terribile! Quando affido una lettera alle Poste mi aspetto che non sia aperta da nessuno, a meno di un intervento dell'autorità giudiziaria; così non mi sarei mai aspettato che i miei pacchetti di dati venissero ispezionati da chi si è impegnato a fornirmi il servizio di trasporto e, meno che mai, che venissero cestinati.
> E' questo un altro dei disastri prodotti da quell'autentica follia collettiva che fu la privatizzazione della nostra Telecom (torno sulla mia antica battaglia contro quell'operazione, battaglia che finì, come sempre o quasi, con la mia completa sconfitta). In virtù della privatizzazione, forse qualcuno ha realizzato grandi profitti, ma ora inglesi, egiziani, cinesi, fanno affari nel nostro Paese a nostre spese; la nostra Telecom è gravata da 40 miliardi di debiti; importanti iniziative scientifiche e tecnologiche sono state chiuse; l'utente italiano paga per i servizi di telecomunicazione cifre molto più alte degli utenti di altri paesi e clamorosamente sproporzionate in rapporto ai corrispondenti costi industriali (quanto vale la dimensione del furto sugli SMS? un fattore 100 o molto di più? e sul roaming?).
> E' pura utopia, almeno per il momento, sognare una rete pubblica mondiale che fornisca i canali fisici trasmissivi di Internet. Ma forse possiamo sognare un ordinamento mondiale che non consenta al trasportatore di pacchetti di aprirli e bloccarli o rallentarli. Per prepararci alle future battaglie, oltre alle azioni ISOC, non potremmo avviare un'iniziativa volta a indurre i clienti Vodafone a cambiare gestore, nella speranza che TIN, Wind, TRE, ecc. ecc., non si comportino come Vodafone?
> Raf
>
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Sept. 1, 2010