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Re: [nexa] R: Re: wifi libero ?
by Stefano Quintarelli
Sottoscrivo.
In merito al b) aggiungo un punto che ribadisco...
Mi pare ci sia spesso una deformazione "algoritmica" per cui per cose che attengono l'informatica si cerchino le soluzioni tecniche che garantiscano il 100% quando nella vita offline, giocoforza, si decide sulla base di rapporti tra probabilità e costi (anche sociali)
Ciao, s.
------- Messaggio originale -------
> Da: Guido Scorza <gscorza(a)guidoscorza.it>
> A: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Inviato: 8.11.'10, 9:42
>
> Valentin,
> ho scritto e penso esattamente la stessa cosa.
> Ma temo che Grasso quando ha parlato con Repubblica non avesse ben
> chiaro di cosa parlava [la sera, in una lunga intervista a Sky ha
> cercato di mettere una toppa e ricordato spesso l'esigenza di un
> contemperamento tra contrapposte esigenze: promozione internet, privacy
> e investigazioni].
>
> Quanto allo scenario a venire, nel rallegrarmi e nel ringraziare tutti
> [anche alcuni membri di questa lista] quelli che hanno contribuito a far
> maturare la nuova linea politica dell'Esecutivo, mi auguro che il nuovo
> assetto normativo che verrà abbia le seguenti caratteristiche:
> (a) qualsiasi forma di identificazione/tracciamento/data retention sia
> disposta SOLO SE sulla base di dati dei quali noi non disponiamo risulti
> effettivamente provato che tali soluzioni sono insostituibili e preziose
> ai fini di investigazioni per i soli reati più gravi (terrorismo e, a
> tutto voler concedere, mafia o pedoporno) e non già come pure detto da
> Maroni per reprimere la violazione del diritto d'autore o le truffe online.
> A questo proposito è anche necessario che si valutino gli strumenti
> investigativi attualmente in uso all'estero.
>
> (b) si tenga conto della circostanza che l'attribuzione della SIM card
> da parte di una telco, previa identificazione è un rimedio non
> infallibile perché, sfortunatamente (o fortunatamente) l'identificazione
> avviene a cura di centinaia di migliaia di esercizi commerciali
> preoccupati di massimizzare le vendite e non certo di assicurare al
> Ministero dell'Interno (sebbene a ciò tenuti) elementi utili
> all'identificazione di terroristi e mafiosi;
>
> (c) si rifletta su chi deve conservare i dati di traffico e
> identificazione raccolti, per quanto tempo ed attraverso quale
> procedimento nonché in quali casi deve porli a disposizione delle
> Autorità (quali?); il decreto Pisanu era scritto in una logica di
> emergenza a "garanzia zero" anche sotto tale profilo.
>
> (d) si tenga presente l'esigenza di garantire l'accesso - al limite
> attraverso modalità alternative - a tutti i cittadini di Paesi diversi
> dal nostro (attualmente passeggiare a villa borghese dove è in funzione
> il wifi della provincia con un ipad in mano è un incubo: decine di
> turisti ti chiedono come hai fatto a connetterti perché loro non ci
> riescono in quanto il sistema di identificazione - ma questo loro non lo
> sanno - riconosce solo numerazioni italiane]. Credo che il wifi pubblico
> sia anche il "biglietto da visita" della modernità di un Paese...e non
> lasciar navigare un turista perchp potrebbe essere un terrorista e un
> po' come quando si arriva alla stazione termini a Roma e non si trova un
> taxi o il tassista, dopo che sei salito, ti dice che dalla stazione, la
> corsa costa 2 euro in più...
>
> Un saluto e buona giornata a tutte/i,
>
> G
>
>
>
> Il 08/11/10 08.26, vale.it(a)gmail.com ha scritto:
>> Immagino che Grasso pensi al mafioso che da un caffé con wi-fi impartisce tramite un software tipo Skype, oppure via email + sistema di criptatura, ordini ai "picciotti".
>> Il punto da chiarire è: negli altri paesi si sono posti il problema? Se sì perché hanno comunque concluso per il wi-fi libero?
>> In ogni caso, se il mafioso decidesse di fare così, lo farebbe anche con un documento d'identità contraffatto, o presso un caffé con wi-fi sotto "protezione", o con una sim clonata, o facendo hacking del computer di un altro avventore del locale. Non penso che si farebbe problemi di violare qualche reato minore per commetterne uno o più di maggiore gravità.
>> Infine, un sistema di tracciatura potrebbe anche essere utile a indagare sugli autori dei reati ma mi sembra meno efficiente per prevenirli tutelando anticipatamente i beni giuridici protetti dalla norma penale. In fase di indagine, probabilmente, si arriverebbe a simili risultati anche con le indagini tradizionali (à la tenente Colombo, per intenderci).
>> A presto,
>> V
>>
>> Il giorno 06/nov/2010, alle ore 20.54, Stefano Quintarelli ha scritto:
>>
>>> Al riguardo:
>>> http://blog.quintarelli.it/blog/2010/11/abolizione-pisanustanca.html
>>>
>>> A me sorprendono le dichiarazioni di Grasso...
>>>
>>> ------- Messaggio originale -------
>>>> Da: Blengino<blengino(a)penalistiassociati.it>
>>>> A: stefano(a)quintarelli.it, marcoscialdone(a)gmail.com
>>>> Cc: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it, nexa(a)server-nexa.polito.it
>>>> Inviato: 6.11.'10, 19:32
>>>> La cosa pazzesca nell'era dell'informazione (e in quest'italia fatta di proclami e slogan e poca sostanza) è che il Decreto non c'è da nessuna parte. A leggere il sito del Governo viene da pensare che il Consiglio dei Ministri abbia approvato un comunicato stampa!
>>>> E la cosa non mi stupisce. Ci rendiamo conto che si sta parlando di un decreto legge, ovvero un provvedimento d'urgenza, che espropriando del potere legislativo il parlamento, è previsto per casi eccezzionali! Ed è un nuovo "pacchetto sicurezza", di cui non se ne sentiva assolutamente il bisogno, se non per fini mediatici. E il provvedimento sul Wifi ci sta come i cavoli a merenda, o meglio i) non si poteva semplicemente fare una legge, come vuole la nostra costituzione, posto che la richiesta era bipartisan, magari disciplinando con una bella discussione l'eventuale alternativa identificazione? ii) dove sta l'urgenza posto che poi si rimanderebbe a procedure tecniche affidate chissà a chi? Con ciò, ben venga la liberalizzazione del wifi, ma, a partire dalle singolari modalità con cui tale "liberalizzazione" si è manifestata, fin che non si legge la norma (e il sospetto è: fin che non scrivono la norma) temo sia inutile parlare. Che tristezza!
>>>> -----Original Message-----
>>>> From: Stefano Quintarelli<stefano(a)quintarelli.it>
>>>> To: marcoscialdone(a)gmail.com
>>>> Cc: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it, nexa(a)server-nexa.polito.it
>>>> Date: Sat, 06 Nov 2010 18:54:25 +0100
>>>> Subject: Re: [nexa] R: Re: wifi libero ?
>>>> <battuta>
>>>> in Italia si discute di tutto ! 60.000.000 di commissari tecnici.. ;-)
>>>> </battuta>
>>>> On 06/11/10 18.50, Marco Scialdone wrote:
>>>>> Vorrei ricordare che si sta ragionando su una conferenza stampa e che
>>>> nessuno ha avuto modo di leggere nè il decreto legge nè il disegno di legge collegato. Io quanto meno no.
>>>>> Avv. Marco Scialdone
>>>>> Office: +390680244486
>>>>> Mobile: +393470830540
>>>>> Blog: http://scialdone.blogspot.com
>>>>> -----Original Message-----
>>>>> From: giuseppe mazziotti<giuseppe.mazziotti(a)gmail.com>
>>>>> Sender: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
>>>>> Date: Sat, 6 Nov 2010 18:46:28 To: Stefano Quintarelli<stefano(a)quintarelli.it>
>>>>> Cc:<nexa(a)server-nexa.polito.it>
>>>>> Subject: Re: [nexa] wifi libero ?
>>>>> _______________________________________________
>>>>> nexa mailing list
>>>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>>> --
>>>> blog.quintarelli.it
>>>> www.eximia.it
>>>> www.reeplay.it
>>>> _______________________________________________
>>>> nexa mailing list
>>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
>>
>
> --
> www.guidoscorza.it
>
Nov. 8, 2010
Re: [nexa] R: Re: wifi libero ?
by Guido Scorza
Valentin,
ho scritto e penso esattamente la stessa cosa.
Ma temo che Grasso quando ha parlato con Repubblica non avesse ben
chiaro di cosa parlava [la sera, in una lunga intervista a Sky ha
cercato di mettere una toppa e ricordato spesso l'esigenza di un
contemperamento tra contrapposte esigenze: promozione internet, privacy
e investigazioni].
Quanto allo scenario a venire, nel rallegrarmi e nel ringraziare tutti
[anche alcuni membri di questa lista] quelli che hanno contribuito a far
maturare la nuova linea politica dell'Esecutivo, mi auguro che il nuovo
assetto normativo che verrà abbia le seguenti caratteristiche:
(a) qualsiasi forma di identificazione/tracciamento/data retention sia
disposta SOLO SE sulla base di dati dei quali noi non disponiamo risulti
effettivamente provato che tali soluzioni sono insostituibili e preziose
ai fini di investigazioni per i soli reati più gravi (terrorismo e, a
tutto voler concedere, mafia o pedoporno) e non già come pure detto da
Maroni per reprimere la violazione del diritto d'autore o le truffe online.
A questo proposito è anche necessario che si valutino gli strumenti
investigativi attualmente in uso all'estero.
(b) si tenga conto della circostanza che l'attribuzione della SIM card
da parte di una telco, previa identificazione è un rimedio non
infallibile perché, sfortunatamente (o fortunatamente) l'identificazione
avviene a cura di centinaia di migliaia di esercizi commerciali
preoccupati di massimizzare le vendite e non certo di assicurare al
Ministero dell'Interno (sebbene a ciò tenuti) elementi utili
all'identificazione di terroristi e mafiosi;
(c) si rifletta su chi deve conservare i dati di traffico e
identificazione raccolti, per quanto tempo ed attraverso quale
procedimento nonché in quali casi deve porli a disposizione delle
Autorità (quali?); il decreto Pisanu era scritto in una logica di
emergenza a "garanzia zero" anche sotto tale profilo.
(d) si tenga presente l'esigenza di garantire l'accesso - al limite
attraverso modalità alternative - a tutti i cittadini di Paesi diversi
dal nostro (attualmente passeggiare a villa borghese dove è in funzione
il wifi della provincia con un ipad in mano è un incubo: decine di
turisti ti chiedono come hai fatto a connetterti perché loro non ci
riescono in quanto il sistema di identificazione - ma questo loro non lo
sanno - riconosce solo numerazioni italiane]. Credo che il wifi pubblico
sia anche il "biglietto da visita" della modernità di un Paese...e non
lasciar navigare un turista perchp potrebbe essere un terrorista e un
po' come quando si arriva alla stazione termini a Roma e non si trova un
taxi o il tassista, dopo che sei salito, ti dice che dalla stazione, la
corsa costa 2 euro in più...
Un saluto e buona giornata a tutte/i,
G
Il 08/11/10 08.26, vale.it(a)gmail.com ha scritto:
> Immagino che Grasso pensi al mafioso che da un caffé con wi-fi impartisce tramite un software tipo Skype, oppure via email + sistema di criptatura, ordini ai "picciotti".
> Il punto da chiarire è: negli altri paesi si sono posti il problema? Se sì perché hanno comunque concluso per il wi-fi libero?
> In ogni caso, se il mafioso decidesse di fare così, lo farebbe anche con un documento d'identità contraffatto, o presso un caffé con wi-fi sotto "protezione", o con una sim clonata, o facendo hacking del computer di un altro avventore del locale. Non penso che si farebbe problemi di violare qualche reato minore per commetterne uno o più di maggiore gravità.
> Infine, un sistema di tracciatura potrebbe anche essere utile a indagare sugli autori dei reati ma mi sembra meno efficiente per prevenirli tutelando anticipatamente i beni giuridici protetti dalla norma penale. In fase di indagine, probabilmente, si arriverebbe a simili risultati anche con le indagini tradizionali (à la tenente Colombo, per intenderci).
> A presto,
> V
>
> Il giorno 06/nov/2010, alle ore 20.54, Stefano Quintarelli ha scritto:
>
>> Al riguardo:
>> http://blog.quintarelli.it/blog/2010/11/abolizione-pisanustanca.html
>>
>> A me sorprendono le dichiarazioni di Grasso...
>>
>> ------- Messaggio originale -------
>>> Da: Blengino<blengino(a)penalistiassociati.it>
>>> A: stefano(a)quintarelli.it, marcoscialdone(a)gmail.com
>>> Cc: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it, nexa(a)server-nexa.polito.it
>>> Inviato: 6.11.'10, 19:32
>>> La cosa pazzesca nell'era dell'informazione (e in quest'italia fatta di proclami e slogan e poca sostanza) è che il Decreto non c'è da nessuna parte. A leggere il sito del Governo viene da pensare che il Consiglio dei Ministri abbia approvato un comunicato stampa!
>>> E la cosa non mi stupisce. Ci rendiamo conto che si sta parlando di un decreto legge, ovvero un provvedimento d'urgenza, che espropriando del potere legislativo il parlamento, è previsto per casi eccezzionali! Ed è un nuovo "pacchetto sicurezza", di cui non se ne sentiva assolutamente il bisogno, se non per fini mediatici. E il provvedimento sul Wifi ci sta come i cavoli a merenda, o meglio i) non si poteva semplicemente fare una legge, come vuole la nostra costituzione, posto che la richiesta era bipartisan, magari disciplinando con una bella discussione l'eventuale alternativa identificazione? ii) dove sta l'urgenza posto che poi si rimanderebbe a procedure tecniche affidate chissà a chi? Con ciò, ben venga la liberalizzazione del wifi, ma, a partire dalle singolari modalità con cui tale "liberalizzazione" si è manifestata, fin che non si legge la norma (e il sospetto è: fin che non scrivono la norma) temo sia inutile parlare. Che tristezza!
>>> -----Original Message-----
>>> From: Stefano Quintarelli<stefano(a)quintarelli.it>
>>> To: marcoscialdone(a)gmail.com
>>> Cc: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it, nexa(a)server-nexa.polito.it
>>> Date: Sat, 06 Nov 2010 18:54:25 +0100
>>> Subject: Re: [nexa] R: Re: wifi libero ?
>>> <battuta>
>>> in Italia si discute di tutto ! 60.000.000 di commissari tecnici.. ;-)
>>> </battuta>
>>> On 06/11/10 18.50, Marco Scialdone wrote:
>>>> Vorrei ricordare che si sta ragionando su una conferenza stampa e che
>>> nessuno ha avuto modo di leggere nè il decreto legge nè il disegno di legge collegato. Io quanto meno no.
>>>> Avv. Marco Scialdone
>>>> Office: +390680244486
>>>> Mobile: +393470830540
>>>> Blog: http://scialdone.blogspot.com
>>>> -----Original Message-----
>>>> From: giuseppe mazziotti<giuseppe.mazziotti(a)gmail.com>
>>>> Sender: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
>>>> Date: Sat, 6 Nov 2010 18:46:28 To: Stefano Quintarelli<stefano(a)quintarelli.it>
>>>> Cc:<nexa(a)server-nexa.polito.it>
>>>> Subject: Re: [nexa] wifi libero ?
>>>> _______________________________________________
>>>> nexa mailing list
>>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>> --
>>> blog.quintarelli.it
>>> www.eximia.it
>>> www.reeplay.it
>>> _______________________________________________
>>> nexa mailing list
>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
--
www.guidoscorza.it
Nov. 8, 2010
Re: [nexa] R: Re: wifi libero ?
by vale.it@gmail.com
Immagino che Grasso pensi al mafioso che da un caffé con wi-fi impartisce tramite un software tipo Skype, oppure via email + sistema di criptatura, ordini ai "picciotti".
Il punto da chiarire è: negli altri paesi si sono posti il problema? Se sì perché hanno comunque concluso per il wi-fi libero?
In ogni caso, se il mafioso decidesse di fare così, lo farebbe anche con un documento d'identità contraffatto, o presso un caffé con wi-fi sotto "protezione", o con una sim clonata, o facendo hacking del computer di un altro avventore del locale. Non penso che si farebbe problemi di violare qualche reato minore per commetterne uno o più di maggiore gravità.
Infine, un sistema di tracciatura potrebbe anche essere utile a indagare sugli autori dei reati ma mi sembra meno efficiente per prevenirli tutelando anticipatamente i beni giuridici protetti dalla norma penale. In fase di indagine, probabilmente, si arriverebbe a simili risultati anche con le indagini tradizionali (à la tenente Colombo, per intenderci).
A presto,
V
Il giorno 06/nov/2010, alle ore 20.54, Stefano Quintarelli ha scritto:
> Al riguardo:
> http://blog.quintarelli.it/blog/2010/11/abolizione-pisanustanca.html
>
> A me sorprendono le dichiarazioni di Grasso...
>
> ------- Messaggio originale -------
>> Da: Blengino <blengino(a)penalistiassociati.it>
>> A: stefano(a)quintarelli.it, marcoscialdone(a)gmail.com
>> Cc: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it, nexa(a)server-nexa.polito.it
>> Inviato: 6.11.'10, 19:32
>> La cosa pazzesca nell'era dell'informazione (e in quest'italia fatta di proclami e slogan e poca sostanza) è che il Decreto non c'è da nessuna parte. A leggere il sito del Governo viene da pensare che il Consiglio dei Ministri abbia approvato un comunicato stampa!
>> E la cosa non mi stupisce. Ci rendiamo conto che si sta parlando di un decreto legge, ovvero un provvedimento d'urgenza, che espropriando del potere legislativo il parlamento, è previsto per casi eccezzionali! Ed è un nuovo "pacchetto sicurezza", di cui non se ne sentiva assolutamente il bisogno, se non per fini mediatici. E il provvedimento sul Wifi ci sta come i cavoli a merenda, o meglio i) non si poteva semplicemente fare una legge, come vuole la nostra costituzione, posto che la richiesta era bipartisan, magari disciplinando con una bella discussione l'eventuale alternativa identificazione? ii) dove sta l'urgenza posto che poi si rimanderebbe a procedure tecniche affidate chissà a chi? Con ciò, ben venga la liberalizzazione del wifi, ma, a partire dalle singolari modalità con cui tale "liberalizzazione" si è manifestata, fin che non si legge la norma (e il sospetto è: fin che non scrivono la norma) temo sia inutile parlare. Che tristezza!
>> -----Original Message-----
>> From: Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it>
>> To: marcoscialdone(a)gmail.com
>> Cc: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it, nexa(a)server-nexa.polito.it
>> Date: Sat, 06 Nov 2010 18:54:25 +0100
>> Subject: Re: [nexa] R: Re: wifi libero ?
>> <battuta>
>> in Italia si discute di tutto ! 60.000.000 di commissari tecnici.. ;-)
>> </battuta>
>> On 06/11/10 18.50, Marco Scialdone wrote:
>>> Vorrei ricordare che si sta ragionando su una conferenza stampa e che
>> nessuno ha avuto modo di leggere nè il decreto legge nè il disegno di legge collegato. Io quanto meno no.
>>> Avv. Marco Scialdone
>>> Office: +390680244486
>>> Mobile: +393470830540
>>> Blog: http://scialdone.blogspot.com
>>> -----Original Message-----
>>> From: giuseppe mazziotti <giuseppe.mazziotti(a)gmail.com>
>>> Sender: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
>>> Date: Sat, 6 Nov 2010 18:46:28 To: Stefano Quintarelli<stefano(a)quintarelli.it>
>>> Cc: <nexa(a)server-nexa.polito.it>
>>> Subject: Re: [nexa] wifi libero ?
>>> _______________________________________________
>>> nexa mailing list
>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>> --
>> blog.quintarelli.it
>> www.eximia.it
>> www.reeplay.it
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Nov. 8, 2010
Re: [nexa] R: Re: wifi libero ?
by Stefano Quintarelli
Al riguardo:
http://blog.quintarelli.it/blog/2010/11/abolizione-pisanustanca.html
A me sorprendono le dichiarazioni di Grasso...
------- Messaggio originale -------
> Da: Blengino <blengino(a)penalistiassociati.it>
> A: stefano(a)quintarelli.it, marcoscialdone(a)gmail.com
> Cc: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it, nexa(a)server-nexa.polito.it
> Inviato: 6.11.'10, 19:32
>
> La cosa pazzesca nell'era dell'informazione (e in quest'italia fatta di
> proclami e slogan e poca sostanza) è che il Decreto non c'è da nessuna
> parte. A leggere il sito del Governo viene da pensare che il Consiglio dei
> Ministri abbia approvato un comunicato stampa!
> E la cosa non mi stupisce. Ci rendiamo conto che si sta parlando di un
> decreto legge, ovvero un provvedimento d'urgenza, che espropriando del
> potere legislativo il parlamento, è previsto per casi eccezzionali! Ed è
> un nuovo "pacchetto sicurezza", di cui non se ne sentiva assolutamente il
> bisogno, se non per fini mediatici. E il provvedimento sul Wifi ci sta come
> i cavoli a merenda, o meglio i) non si poteva semplicemente fare una legge,
> come vuole la nostra costituzione, posto che la richiesta era bipartisan,
> magari disciplinando con una bella discussione l'eventuale alternativa
> identificazione? ii) dove sta l'urgenza posto che poi si rimanderebbe a
> procedure tecniche affidate chissà a chi? Con ciò, ben venga la
> liberalizzazione del wifi, ma, a partire dalle singolari modalità con cui
> tale "liberalizzazione" si è manifestata, fin che non si legge la norma (e
> il sospetto è: fin che non scrivono la norma) temo sia inutile parlare. Che
> tristezza!
>
>
> -----Original Message-----
> From: Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it>
> To: marcoscialdone(a)gmail.com
> Cc: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it, nexa(a)server-nexa.polito.it
> Date: Sat, 06 Nov 2010 18:54:25 +0100
> Subject: Re: [nexa] R: Re: wifi libero ?
>
>
> <battuta>
> in Italia si discute di tutto ! 60.000.000 di commissari tecnici.. ;-)
> </battuta>
>
> On 06/11/10 18.50, Marco Scialdone wrote:
>> Vorrei ricordare che si sta ragionando su una conferenza stampa e che
> nessuno ha avuto modo di leggere nè il decreto legge nè il disegno di
> legge collegato. Io quanto meno no.
>>
>>
>> Avv. Marco Scialdone
>> Office: +390680244486
>> Mobile: +393470830540
>> Blog: http://scialdone.blogspot.com
>>
>> -----Original Message-----
>> From: giuseppe mazziotti <giuseppe.mazziotti(a)gmail.com>
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>> Date: Sat, 6 Nov 2010 18:46:28
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>> Subject: Re: [nexa] wifi libero ?
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>
Nov. 8, 2010
NY Books: an exchange on Darnton's proposal
by J.C. DE MARTIN
http://www.nybooks.com/articles/archives/2010/nov/25/toward-digital-public-…
Darnton risponde a una lettera di Tony Simpson, President, New Zealand
Society of Authors, e chiarisce meglio la sua visione di una Digital
Public Library of America.
un caro saluto,
juan carlos
Nov. 7, 2010
NY Books, Darnton: "Can We Create a National Digital Library?"
by J.C. DE MARTIN
Can We Create a National Digital Library?
October 28, 2010 <http://www.nybooks.com/issues/2010/oct/28/>
Robert Darnton <http://www.nybooks.com/contributors/robert-darnton/>
/The following talk was given at the opening of a conference at Harvard
on October 1 to discuss the possibility of creating a National Digital
Library./
The purpose of this meeting is to discuss a question of vital importance
to the cultural life of our country: Can we create a National Digital
Library? That is, a comprehensive library of digitized books that will
be easily accessible to the general public. Simple as it sounds, the
question is extraordinarily complex. It involves issues that concern the
nature of the library to be built, the technological difficulties of
designing it, the legal obstacles to getting it off the ground, the
financial costs of constructing and maintaining it, and the political
problems of mobilizing support for it.
[...]
Continua qui:
http://www.nybooks.com/articles/archives/2010/oct/28/can-we-create-national…
Nov. 7, 2010
Re: [nexa] Neelie Kroes - A digital world of opportunities
by Federico Morando
On 11/07/2010 01:32 PM, Andrea Glorioso wrote:
Grazie Andrea, lettura interessante!
> But I am not content to let the debate rest. Time alone will not solve
> the problems that have emerged.
>
Quasi tutto condivisibile - ed anche ben scritto - ma questa frase è la
parte che mi piace di più, confesso! ;-)
> The Commission will soon make legislative proposals on orphan works and
> on the transparency and governance of the collective management
> societies. We will examine again the problem of divergent national
> private copy levies. We will also look into multi-territorial and
> pan-European licensing. And we will not stop exploring ideas for as long
> as the system is not working.
>
Perfetto: io proverei a risolvere almeno uno di questi problemi (ed
eviterei comunque di cercare di risolverli inseime). Per esempio, da
anni ci sono studi e proposte sugli orphan works, comitati di saggi, di
sapienti, di professori, di editori, audizioni, rapporti, studi.
Per quanto io abbia ben presenti le sfumature più raffinate della
questione, anche come docente di proprietà intellettuale e ricercatore
su questi temi, dal punto di vista di un politico la cosa dovrebbe
francamente essere meno sfumata che da quello accademico... ci sono
grandi costi per la collettività e piccoli interessi di piccole lobby
che, data la natura del problema, non hanno neanche facilità ad
individuare chi potrebbe avere dei danni quantificabili derivanti da
qualsiasi soluzione si voglia prospettare. Per risolvere la questione,
ci sono proposte iper-moderate, rivoluzionarie, realistiche, visionarie.
Tutte sono meglio dello stato attuale delle cose. Nessuna può davvero
fare danni maggiori dello stato attuale delle cose.
Se, dunque, il messaggio è: facciamo qualcosa, finalmente, io non posso
che felicitarmi! [Per inciso, i governi nazionali ed europeo dovrebbero
avere strumenti per fare cose più efficaci ed incisive di quelle che -
per esempio - Google ha già cominciato a fare...]
> In conclusion, let the debate continue.
Fine, but in parallel to some real action, please!
Ciao,
Federico
Nov. 7, 2010
Neelie Kroes - A digital world of opportunities
by Andrea Glorioso
Da leggere.
http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=SPEECH/10/619&forma…
Neelie Kroes European Commission Vice-President for the Digital Agenda
A digital world of opportunities
Forum d'Avignon - Les rencontres internationales de la culture, de
l’économie et des médias Avignon, 5th November 2010
Reference: SPEECH/10/619 Date: 05/11/2010
If there is one thing that defines and elevates Europe, it is culture.
Or rather, a rainbow of cultures.
Culture is the peak of human creativity and a source of collective
strength. In my mind it is essential that our cultural diversity must be
defended tooth and claw (bec et ongles). If I am not mistaken that is
indeed the translation of Avignon's Latin motto, Unguibus et rostro.
Culture is the fabric of life, and therefore it cannot be separated from
the society where it is born and, most importantly, its people. There is
no culture without people, and people change. It has always been that way.
Culture is like the philosopher said of the river: "you are immersed
into it, but you never bathe twice in the same water".
Taking a long-term perspective we can see three major technological
revolutions since the development of the written word that have affected
the dissemination of culture. First, the printing press. Second, the
industrial revolution. And now third, the information and communications
technologies revolution.
Though the scale and pace of change may differ, each revolution follows
a well-worn path.
Borders are now crossed more easily than ever before in history. It is a
great opportunity for artists and creators of all kinds, as art has no
limits but those of our minds. Art enriches itself by eliminating
artificial barriers between people such as borders between countries.
Just as artists have always travelled, to join sponsors, avoid wars or
learn from masters far from home, now digital technology helps them to
cross borders and break down barriers. Their work can be available to
all. In a sense, the internet is the realisation of the Renaissance
dream of Giovanni Pico della Mirandola: all knowledge in one place.
Yet, it does not mean there are no more obstacles to sharing cultural
and artistic works on the net. All revolutions reveal, in a new and less
favourable light, the privileges of the gatekeepers of the "Ancien
Régime". It is no different in the case of the internet revolution,
which is unveiling the unsustainable position of certain content
gatekeepers and intermediaries. No historically entrenched position
guarantees the survival of any cultural intermediary. Like it or not,
content gatekeepers risk being sidelined if they do not adapt to the
needs of both creators and consumers of cultural goods.
So who will win the heart of the creators and of the public?
It is still too soon to say. Of course, some of the new giants of
internet come from another continent. I would wish that more of them
were European, but when I see the wealth of creativity gathered in this
room, I am optimistic for the future.
I believe that those who will prosper in the digital age are those who
understand that convergence is one of the keys. The convergence of media
provides an incredible opportunity for the artists and creators of our
times, and also for their public – you and me.
Just like cinema did not kill theatre, nor did television kill radio.
The internet won't kill any other media either.
Quite on the contrary. Look at the statistics: people who spend more
time on the internet tend to read more, and to go to cinema and to
concerts more often than the population as a whole. Studies show that
nowadays, people increasingly watch TV and browse the Internet at the
same time – simply to get more information about something that
intrigued them. And they can share their thoughts instantaneously with
their friends. This is just the beginning. Because convergence means
creative freedom and more inspirational content ready to meet the
expectations of a public that evolves with art and content.
My goal, in promoting cultural diversity and content adapted to the
digital age, is for European creativity to be even stronger. Europe has
boundless cultural wealth to offer its citizens, and indeed to the
world. Europe is and must remain a global cultural force.
I think that is a realistic vision. But for that, we need to have the
right building blocks.
Take for instance copyright. For 200 years, it has proved a powerful way
to remunerate our artists and to build our creative industries. But
copyright is not an end in itself. Copyright exists to ensure that
artists will continue to create. Yet we see more and more often that it
is not respected. In some sectors, the levels of piracy demand that we
ask ourselves what are we doing wrong. We must ensure that copyright
serves as a building block, not a stumbling block.
Look at the situation of those trying to digitise cultural works.
Europeana, the online portal of libraries, museums and archives in
Europe, is one key example. What a digital wonder this is: a single
access point for cultural treasures that would otherwise be difficult to
access, hidden or even forgotten.
Will this 12 million-strong collection of books, pictures, maps, music
pieces and videos stall because copyright gets in the way? I hope not.
But when it comes to 20th century materials, even to digitise and
publish orphan works and out-of-distribution works, we have a large
problem indeed. Europeana could be condemned to be a niche player rather
than a world leader if it cannot be granted licenses and share the full
catalogue of written and audio-visual material held in our cultural
institutions. And it will be frustrated in that ambition if it cannot
team up with commercial partners on terms that are consistent with
public policy and with the interests of right-holders. And all sorts of
other possible initiatives, public and private, will also be frustrated.
On the suggestion of Frédéric Mitterrand, the European Commission set up
a Comité des Sages to help us find solutions to some of these issues. I
am very pleased that Maurice Levy chairs this Comité, which will report
in the New Year.
But I am not content to let the debate rest. Time alone will not solve
the problems that have emerged.
Today our fragmented copyright system is ill-adapted to the real essence
of art, which has no frontiers. Instead, that system has ended up giving
a more prominent role to intermediaries than to artists. It irritates
the public who often cannot access what artists want to offer and leaves
a vacuum which is served by illegal content, depriving the artists of
their well deserved remuneration. And copyright enforcement is often
entangled in sensitive questions about privacy, data protection or even
net neutrality.
It may suit some vested interests to avoid a debate, or to frame the
debate on copyright in moralistic terms that merely demonise millions of
citizens. But that is not a sustainable approach. We need this debate
because we need action to promote a legal digital Single Marketin Europe.
My position is that we must look beyond national and corporatist
self-interest to establish a new approach to copyright. We want "une
Europe des cultures" and for this we need a debate at European level.
The Commission will soon make legislative proposals on orphan works and
on the transparency and governance of the collective management
societies. We will examine again the problem of divergent national
private copy levies. We will also look into multi-territorial and
pan-European licensing. And we will not stop exploring ideas for as long
as the system is not working.
Instead of a dysfunctional system based on a series of cultural Berlin
walls, I want a return to sense. A system where there is scope to create
new opportunities for artists and creators, and new business models that
better fit the digital age. We want to help you seize the opportunities
of this age.
In conclusion, let the debate continue. It will be fierce, there are
indeed hurdles. But our job is to look past them in order to clear them.
Speaking for myself, I will remember artists and citizens with each step
forward. My sight will remain firmly on 'une Europe des cultures'.
Artists cast light on our world; our job is to let the light shine in.
Nov. 7, 2010
Re: [nexa] antipirateria e marketing
by vale.it@gmail.com
Le ragioni economiche non possono ignorare il sistema penale.
V
Il giorno 07/nov/2010, alle ore 10.32, avv. Monica Alessia Senor ha scritto:
> A chi ancora dubita della liaison tra antipirateria e ragioni economiche:
> http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_b… =
> ... e anche a chi ancora pensa che la privacy sia solo un argomento alla moda!
>
> Un caro saluto.
> Monica
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Nov. 7, 2010
antipirateria e marketing
by avv. Monica Alessia Senor
A chi ancora dubita della liaison tra antipirateria e ragioni economiche:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_b…
... e anche a chi ancora pensa che la privacy sia solo un argomento alla
moda!
Un caro saluto.
Monica
Nov. 7, 2010