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Re: [nexa] C'e' cascato pure Benanti...
by Marco Fioretti
On Fri, Aug 23, 2024 at 11:38, Paolo Ciancarini wrote: Non so quali siano i “report globali disponibili” che sono citati nel frammento in calce
nemmeno io, ma non ha molta importanza, perche' i programmatori realmente bravi sono e saranno sempre pochi rispetto alla popolazione, e tutti gli altri sempre piu' sostituibili
Inoltre, la tecnologia low-code / no-code sta allargando la platea delle persone capaci di creare qualche forma di software: https://hbr.org/2023/09/were-all-programmers-now (https://hbr.org/2023/09/were-all-programmers-now)
Lettura interessante, grazie. Questo mi sembra uno dei punti piu' pregnanti:
"Citizen development has sparked a new era in which employees not only improve or streamline their own processes and tasks but automate them entirely."
che tradotto significa "il numero delle persone che addestreranno loro stesse il software che le mettera' in mezzo alla strada e' in aumento".
Questo e' un altro grosso problema della "narrazione" che tutti possono o potranno presto programmare a livelli tali da produrre qualcosa che funzioni davvero e sia utile.
Perche' alimenta tutte le favole sull'upskilling, quando invece nel medio lungo termine sarebbe molto piu' economico e foriero di VERA innovazione ed enormi miglioramenti della salute mentale generale, cioe' molto piu' UMANO, prepensionare d'ufficio tutti quelli che rimangono senza piu' scuse per uno stipendio.
Tutto il resto che avrei potuto dire su questo tema l'ho gia' scritto, vedi sotto, quindi mi fermo, a meno di domande o critiche su punti specifici di quei post.
Marco
https://stop.zona-m.net/2019/06/digital-abundance-scarce-genius/ (https://stop.zona-m.net/2019/06/digital-abundance-scarce-genius/)
https://stop.zona-m.net/2019/07/two-other-blows-to-the-automation-will-give… (https://stop.zona-m.net/2019/07/two-other-blows-to-the-automation-will-give…)
https://stop.zona-m.net/2019/09/workers-consumers-and-depressing-myths/ (https://stop.zona-m.net/2019/09/workers-consumers-and-depressing-myths/)
https://stop.zona-m.net/2020/08/on-work-money-and-purpose-part-2/ (https://stop.zona-m.net/2020/08/on-work-money-and-purpose-part-2/)
Aug. 23, 2024
Re: [nexa] C'e' cascato pure Benanti...
by Paolo Ciancarini
Non so quali siano i “report globali disponibili” che sono citati nel frammento in calce.
Ma già nel 2022 GitHub sosteneva di avere 100M di utenti sviluppatori (vedi link)
<https://github.blog/news-insights/company-news/100-million-developers-and-c…>
[100million-header.png]
100 million developers and counting<https://github.blog/news-insights/company-news/100-million-developers-and-c…>
github.blog<https://github.blog/news-insights/company-news/100-million-developers-and-c…>
Inoltre, la tecnologia low-code / no-code sta allargando la platea delle persone capaci di creare qualche forma di software. Che poi siano capaci di decidere che “funziona bene”, questo è un tema diverso: “we are all programmers now”, ovvero “cittadini sviluppatori”
<https://hbr.org/2023/09/were-all-programmers-now>
[R2305G_CALE.jpg]
We’re All Programmers Now<https://hbr.org/2023/09/were-all-programmers-now>
hbr.org<https://hbr.org/2023/09/were-all-programmers-now>
Paolo Ciancarini
Il giorno 23 ago 2024, alle ore 05:41, Marco Fioretti <mfioretti(a)nexaima.net> ha scritto:
Nella trappola che bisogna saper programmare, intendo.
Copio e incollo da un suo post su LinkedIn, in cui segnala il suo articolo dietro paywall (1), se qualcuno potesse postarlo tutto grazie infinite:
I report globali disponibili ci dicono che nel 2024 solo 28.7 milioni di persone al mondo sono in grado di scrivere e leggere la lingua delle macchine. Meno di 30 milioni di persone al mondo, su oltre 8 miliardi di abitanti del pianeta, sono in grado di programmare e di poter gestire le sfide culturali e sociali che questo comporta. Questo significa che Il 99,65% della popolazione non sa programmare.
Aug. 23, 2024
Re: [nexa] C'e' cascato pure Benanti...
by Giacomo Tesio
ROTFL! ! ! :-D
On Fri, 23 Aug 2024 11:01:01 +0200 Guido Vetere wrote:
> io vedo un pericolo molto più grande nel fatto che tra un po' neanche
> i programmatori dovranno saper programmare :-)
Confesso che ti invidio moltissimo.
Evidentemente non hai mai dovuto identificare e fixare un bug! ;-)
I programmatori non dovranno più saper programmare quando il software
non dovrà più funzionare. Perché sì: scrivere software che nessuno
esegue non richiede grandi competenze informatiche.
> e domando retoricamente: bisogna conoscere python per capire, ad
> esempio, che un LLM non è un database o un gigantesco file word?
Non Python specificatamente, ma bisogna certamente essere in grado di
realizzare una "rete neurale artificiale" (più propriamente una
macchina virtuale per la riduzione di vettori), di programmarla
statisticamente e di utilizzarla per realizzare un trasformer, di
programmarlo statisticamente (realizzando il software che
costituisce LLM, ovvero i vari pesi etc).
Nulla che non sia alla portata di uno studente di quinta superiore
(parliamo di operazioni fra matrici), che abbia ricevuto un'adeguata
educazione informatica e cibernetica a partire dalla prima elementare.
> perché ho il sospetto che il 99.9% dei politici che fanno le leggi e
> dei giornalisti che ne parlano non ci siano ancora arrivati
Come il 99.9% delle altre persone cui queste conoscenze sono precluse.
Giacomo
Aug. 23, 2024
Re: [nexa] C'e' cascato pure Benanti...
by Giacomo Tesio
Ciao Maurizio,
On Fri, 23 Aug 2024 09:38:55 +0200 maurizio lana wrote:
> per valutare l'impatto della mobilità individuale sull'ambiente non
> occorre conoscere la chimica della combustione degli idrocarburi ma
> sapere che l'uso dell'auto produce gas inquinanti, e che l'elettrico
> consuma risorse rare e limitate.
Quante auto esistono per ogni singolo essere umano?
Quante di queste auto "si muovono da sole" (ovvero sono automatismi)
interagendo con l'ambiente circostante per riprodurre meccanicamente
gli effetti decisi da chi le ha costruite?
Quante di queste auto determinano dove i proprietari possono
andare, o cosa debbano sapere o persino pensare?
E' un errore comune paragonare l'informatica alle specialità del
passato, ma l'informatica non è una disciplina specialistica.
I computer sono meri specchi per le menti di chi li programma.
Chi non comprende come un software funziona (tanto da saperlo
modificare) può forse essere in grado di rilevare gli effetti che
questo produce (quando ormai quegli effetti sono praticamente
irreversibili), ma non può in alcun modo immaginare le infinite
implementazioni alternative che quel software avrebbe potuto avere.
Che contributo può avere la sua opinione in merito se non è in grado di
concepire proposte alternative al funzionamento di un software?
E come farà a smentire chi gli dice che una certa implementazione è
impossibile quando invece è possibile ma quella persona non ha
interesse a realizzarla (o le competenze per concepirla?)
Per fare un parallelo con un'altra scellerata decisione politica, è un
po' come se ci avessero chiesto se chiudere le scuole durante il Covid
e noi non avessimo avuto le capacità mentali per concepire l'idea di
tenerle aperte.
Per una persona che non comprende come funzionano le migliaia di
software con cui interagisce quotidianamente "There is no alternative"
non solo perché non conosce le alternative che esiste, ma perché non è
in grado di concepire le alternative che potrebbero esistere e che
invece sono state considerate e scartate da coloro che quei software
li hanno realizzati.
Il fatto che persone colte ed intelligenti attribuiscano in buona fede
intelligenza a software programmati statisticamente, non è sufficiente
a dimostrare l'impossibilità concreta di partecipare alla pari ad un
dibattito democratico che riguardi quei software senza comprenderne
appieno il funzionamento?
> e non penserei che i progettisti e costruttori di auto sono i soli
> che possono davvero provvedere alla cura dell'ambiente.
Anche qui il parallelo non regge.
Il progettista di auto si occupa di auto, non dell'ambiente.
L'informatico invece si occupa di informazioni tutto il giorno.
Si occupa di registrarle, preservarle, trasformarle e presentarle.
Lo fa in buona parte attraverso le loro rappresentazioni (i dati,
di cui il software, come ogni altra espressione umana, è parte),
ma non solo.
Le informazioni di cui ci occupiamo, sono esperienze soggettive di
pensiero comunicabile che tramite i dati che scriviamo (il codice)
imprimiamo al mondo esterno senza alcun controllo se non quello che
possono esercitare altri informatici.
Quando
> Che gli informatici ricevano anche una preparazione di base anche su
> questi temi sarebbe ottimo, e che vengano sempre CONSULTATI da chi
> deve decidere pure
dimentica che gli informatici, essendo persone, possono mentire.
E solo un informatico altrettanto competente può smentirli o decidere
chi sta sbagliando (magari in buona fede) e chi no.
La pervasività e la scala degli effetti dell'informatica ne fanno una
precondizione per una piena cittadinanza in una società come la nostra.
L'alternativa è lo status quo:
> la cosa non risolve deputando alcuni sommi sacerdoti a decidere per
> gli altri bensì facendo crescere la conoscenza che le persone hanno:
> è l'annosa questione aristocrazia/democrazia.
Esattamente.
La conoscenza è potere solo dove l'ignoranza è diffusa.
Per questo la democrazia si costruisce e si protegge nelle scuole.
Ma la prima condizione per costruire una democrazia e credere che sia
possibile. Per questo il primo obiettivo di un oppressore è convincere
l'oppresso che "There Is No Alternative".
Giacomo
Aug. 23, 2024
Re: [nexa] C'e' cascato pure Benanti...
by Guido Vetere
io vedo un pericolo molto più grande nel fatto che tra un po' neanche i
programmatori dovranno saper programmare :-)
e domando retoricamente: bisogna conoscere python per capire, ad esempio,
che un LLM non è un database o un gigantesco file word? perché ho il
sospetto che il 99.9% dei politici che fanno le leggi e dei giornalisti che
ne parlano non ci siano ancora arrivati
cheers,
G.
On Fri, 23 Aug 2024 at 09:55, Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> wrote:
> Ciao Marco,
>
>
> On Fri, 23 Aug 2024 03:41:47 +0000 "Marco Fioretti" wrote:
>
> > Saper programmare e' proprio tutto e solo quello che sanno fare i
> > vari Musk, Zuckerberg, Thiel, Altman e compagnia, ed e' proprio per
> > l'idea che la gestione dell'informatica va lasciata a quelli come
> > loro "perche' sanno programmare" che son riuciti a fare tutti i danni
> > culturali e sociali che sappiamo.
>
> Confondi condizioni necessarie e condizioni sufficienti.
>
> Saper programmare è condizione NECESSARIA alla cittadinanza in una
> società cibernetica la cui evoluzione è determinata dai comportamenti
> di agenti cibernetici che sono per la soverchiante maggioranza software.
>
> In un comune smartphone sono in esecuzione circa 300 programmi diversi
> che scambiano continuamente dati con centinaia di altri software in
> esecuzione presso altre macchine.
>
> Il rapporto fra il numero di questi agenti cibernetici automatici e
> quello degli agenti cibernetici autonomi (noi esseri umani) è
> soverchiante ed in continuo aumento.
>
> E questi agenti cibernetici eseguono automaticamente la volontà di chi
> li realizza e li amministra.
>
> La volontà di quello sparuto 0.35% (stima nettamente superiore alla
> realtà, perché c'è un abisso fra saper scrivere codice, comprendere
> come quel codice verrà eseguito e quali effetti produrrà) viene
> applicata meccanicamente dal 99.99% degli agenti cibernetici che
> operano nella nostra società.
>
>
> Saper programmare (e debuggare) oggi è forse più importante di quanto
> non fosse saper leggere e scrivere nei millenni precedenti.
> Perché oggi saper leggere e scrivere significa poter comunicare con una
> sparuta minoranza (gli esseri umani) e sempre più *attraverso* agenti
> cibernetici automatici (server SMTP, Twitter, Facebook, Mastodon...)
> che solo chi sa programmare controlla e amministra.
>
>
> Chi non è in grado di comprendere come funzionano e come modificare gli
> automatismi di cui è circondato, è evolutivamente spinto ad adattarsi
> ad essi, invece di provare ad adattarli alla propria volontà.
>
>
> Il potere dei vari "Musk, Zuckerberg, Thiel, Altman e compagnia" non
> deriva dalla propria abilità nel programmare, ma dalla dis-abilità
> cognitiva cui sono costrette miliardi di persone che non lo sanno fare.
>
>
> Parlo di dis-abilità cognitiva perché non si tratta di semplice
> in-abilità: chi non comprende come funziona un software non si limita a
> NON formarsi un modello mentale del suo funzionamento e degli effetti
> che la sua esecuzione avrà sulla società cibernetica in cui opera, ma
> si formerà un modello mentale completamente distorto, derivato
> esclusivamente da ciò che gli viene presentato dell'interfaccia
> e detto dagli "esperti".
>
> Questa dis-torsione sistemica, che non è un fenomeno naturale ed
> inevitabile, ma un obiettivo perseguito scientemente, determina
> la dis-abilità cognitiva subita da quel 99,65% (e più) della
> popolazione di cui i "Musk, Zuckerberg, Thiel, Altman e compagnia"
> approfittano per fondare il proprio potere.
>
>
> Sostenere che saper programmare (e debuggare) non sia condizione
> necessaria per una piena cittadinanza in una società cibernetica,
> significa proprio rafforzare quel potere.
>
>
> Poi siamo d'accordo che saper programmare (e debuggare) non è
> e non sarà mai condizione SUFFICIENTE ad una piena cittadinanza,
> sia perché se non hai da mangiare non hai le energie per pensare,
> sia perché se non hai accesso ai sorgenti, se non hai il tempo materiale
> per studiarli e modificarli o se vincoli hardware ti impediscono di
> sostituire il software in esecuzione in forza dell'interesse arbitriario
> di una minoranza che lo produce, la tua cittadinanza è solo formale.
>
>
> Esattamente come saper leggere e scrivere sono condizioni necessarie,
> ma non sufficienti per una piena cittadinanza.
>
>
> > Sono allibito.
>
> Anche io.
>
> Perché in Italia sarebbe "compito della Repubblica rimuovere gli
> ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la
> libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo
> della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
> all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".
>
> Ma questa è un'altra Storia...
>
>
> Giacomo
>
> PS: non potrò rispondere pubblicamente alla tua risposta a Benati sulla
> piattaforma di sorveglianza e manipolazione che avete scelto perché
> non intendo alimentarla o anche solo giustificarne l'esistenza.
>
> Se però volessi invitare Benati ad iscriversi alla mailing list di
> Nexa, sono certo che la troverebbe assolutamente interessante.
>
Aug. 23, 2024
Re: [nexa] C'e' cascato pure Benanti...
by Giacomo Tesio
Ciao Marco,
On Fri, 23 Aug 2024 03:41:47 +0000 "Marco Fioretti" wrote:
> Saper programmare e' proprio tutto e solo quello che sanno fare i
> vari Musk, Zuckerberg, Thiel, Altman e compagnia, ed e' proprio per
> l'idea che la gestione dell'informatica va lasciata a quelli come
> loro "perche' sanno programmare" che son riuciti a fare tutti i danni
> culturali e sociali che sappiamo.
Confondi condizioni necessarie e condizioni sufficienti.
Saper programmare è condizione NECESSARIA alla cittadinanza in una
società cibernetica la cui evoluzione è determinata dai comportamenti
di agenti cibernetici che sono per la soverchiante maggioranza software.
In un comune smartphone sono in esecuzione circa 300 programmi diversi
che scambiano continuamente dati con centinaia di altri software in
esecuzione presso altre macchine.
Il rapporto fra il numero di questi agenti cibernetici automatici e
quello degli agenti cibernetici autonomi (noi esseri umani) è
soverchiante ed in continuo aumento.
E questi agenti cibernetici eseguono automaticamente la volontà di chi
li realizza e li amministra.
La volontà di quello sparuto 0.35% (stima nettamente superiore alla
realtà, perché c'è un abisso fra saper scrivere codice, comprendere
come quel codice verrà eseguito e quali effetti produrrà) viene
applicata meccanicamente dal 99.99% degli agenti cibernetici che
operano nella nostra società.
Saper programmare (e debuggare) oggi è forse più importante di quanto
non fosse saper leggere e scrivere nei millenni precedenti.
Perché oggi saper leggere e scrivere significa poter comunicare con una
sparuta minoranza (gli esseri umani) e sempre più *attraverso* agenti
cibernetici automatici (server SMTP, Twitter, Facebook, Mastodon...)
che solo chi sa programmare controlla e amministra.
Chi non è in grado di comprendere come funzionano e come modificare gli
automatismi di cui è circondato, è evolutivamente spinto ad adattarsi
ad essi, invece di provare ad adattarli alla propria volontà.
Il potere dei vari "Musk, Zuckerberg, Thiel, Altman e compagnia" non
deriva dalla propria abilità nel programmare, ma dalla dis-abilità
cognitiva cui sono costrette miliardi di persone che non lo sanno fare.
Parlo di dis-abilità cognitiva perché non si tratta di semplice
in-abilità: chi non comprende come funziona un software non si limita a
NON formarsi un modello mentale del suo funzionamento e degli effetti
che la sua esecuzione avrà sulla società cibernetica in cui opera, ma
si formerà un modello mentale completamente distorto, derivato
esclusivamente da ciò che gli viene presentato dell'interfaccia
e detto dagli "esperti".
Questa dis-torsione sistemica, che non è un fenomeno naturale ed
inevitabile, ma un obiettivo perseguito scientemente, determina
la dis-abilità cognitiva subita da quel 99,65% (e più) della
popolazione di cui i "Musk, Zuckerberg, Thiel, Altman e compagnia"
approfittano per fondare il proprio potere.
Sostenere che saper programmare (e debuggare) non sia condizione
necessaria per una piena cittadinanza in una società cibernetica,
significa proprio rafforzare quel potere.
Poi siamo d'accordo che saper programmare (e debuggare) non è
e non sarà mai condizione SUFFICIENTE ad una piena cittadinanza,
sia perché se non hai da mangiare non hai le energie per pensare,
sia perché se non hai accesso ai sorgenti, se non hai il tempo materiale
per studiarli e modificarli o se vincoli hardware ti impediscono di
sostituire il software in esecuzione in forza dell'interesse arbitriario
di una minoranza che lo produce, la tua cittadinanza è solo formale.
Esattamente come saper leggere e scrivere sono condizioni necessarie,
ma non sufficienti per una piena cittadinanza.
> Sono allibito.
Anche io.
Perché in Italia sarebbe "compito della Repubblica rimuovere gli
ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la
libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo
della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".
Ma questa è un'altra Storia...
Giacomo
PS: non potrò rispondere pubblicamente alla tua risposta a Benati sulla
piattaforma di sorveglianza e manipolazione che avete scelto perché
non intendo alimentarla o anche solo giustificarne l'esistenza.
Se però volessi invitare Benati ad iscriversi alla mailing list di
Nexa, sono certo che la troverebbe assolutamente interessante.
Aug. 23, 2024
Re: [nexa] C'e' cascato pure Benanti...
by maurizio lana
Il 23/08/24 09:28, Marco Fioretti ha scritto:
> On Fri, Aug 23, 2024 at 08:29, Giorgio Ventre <giorgio(a)unina.it> wrote:
>
> ...Da quello che mi sembra di capire, tu ritieni che l’informatica
> debba essere gestita da tutti ma non da loro?...
>
>
> No, per niente. Premesso che le "sfide" esclusivamente tecniche, tipo
> che libreria o linguaggio usare, se usare Agile o no e simili qui non
> c'entrano nulla, vanno senz'altro gestite da informatici, Benanti ha
> scritto quello che ho gia' quotato:
>
> "Meno di 30 milioni di persone al mondo, su oltre 8 miliardi di
> abitanti del pianeta, sono in grado di programmare e di poter gestire
> le sfide culturali e sociali che questo comporta."
>
> che scritto cosi' significa che **per gestire le sfide CULTURALI E
> SOCIALI che [il programmare] comporta e' necessario saper
> programmare.** O no?
>
> Se lui intendeva altro, grazie a chi mi correggera' e scuse d'ufficio
> a Benanti, e' per questo che ho chiesto il testo integrale.
>
> In ogni caso, quello che dico e ribadisco io e' prima di tutto che che
> la frase fra asterischi e' una fesseria enorme. Per "gestire le sfide
> culturali e sociali" non serve affatto "essere [effettivamente] in
> grado di programmare", o averci mai provato. Bisogna solo capire
> DAVVERO certi concetti generali, tipo la differenza fra eseguibile e
> codice sorgente, ruolo e impatti di licenze e brevetti, cosa sono i
> formati dei file e perche' sono importanti (1), la vera natura delle
> cosiddette "Digital Dark Ages" (2)...
concordo.
per valutare l'impatto della mobilità individuale sull'ambiente non
occorre conoscere la chimica della combustione degli idrocarburi ma
sapere che l'uso dell'auto produce gas inquinanti, e che l'elettrico
consuma risorse rare e limitate.
e non penserei che i progettisti e costruttori di auto sono i soli che
possono davvero provvedere alla cura dell'ambiente.
che ci sia molta ignoranza (riguardo all'informatica e all'automobile, e
anche ad altro) è chiaro; ma la cosa non risolve deputando alcuni sommi
sacerdoti a decidere per gli altri bensì facendo crescere la conoscenza
che le persone hanno: è l'annosa questione aristocrazia/democrazia.
Maurizio
> Le maggiori sfide (per non dire casini) dell'informatica di oggi, di
> cui parliamo tanto su questa lista, vengono in gran parte proprio
> dall'aver LASCIATO la "gestione degli impatti socio-culturali"
> dell'informatica, tipo gli impatti dei social network di oggi su
> dibattito democratico o depressione giovanile, a chi sapeva solo
> programmare, ma di etica, diritto, buona educazione e simili non
> capiva e ancora non capisce niente (Musk, Zuckerberg, Thiel, Altman ecc).
>
> Che gli informatici ricevano anche una preparazione di base anche su
> questi temi sarebbe ottimo, e che vengano sempre CONSULTATI da chi
> deve decidere pure, per evitare "imbarazzi" tipo DMCA o tante proposte
> di censura online che etica a parte sono tecnicamente irrealizzabili.
>
> Ma decisioni e regolamenti sugli impatti culturali e sociali vanno
> decisi prima e piu' in alto di programmare, e non da chi e' programmatore:
>
> https://stop.zona-m.net/2019/08/no-its-not-maths-and-tech-specialists-who-n…
>
> Marco
> (1)
> https://mfioretti.com/how-file-formats-can-be-used-favor-or-hamper-innovati…
>
> (2) https://mfioretti.substack.com/p/ever-wondered-why-we-are-in-a-digital
>
>
>> Il giorno 23 ago 2024, alle ore 06:42, Marco Fioretti
>> <mfioretti(a)nexaima.net> ha scritto:
>>
>>
>> Nella trappola che bisogna saper programmare, intendo.
>>
>> Copio e incollo da un suo post su LinkedIn, in cui segnala il suo
>> articolo dietro paywall (1), se qualcuno potesse postarlo tutto
>> grazie infinite:
>>
>> I report globali disponibili ci dicono che nel 2024 solo 28.7
>> milioni di persone al mondo sono in grado di scrivere e leggere
>> la lingua delle macchine. Meno di 30 milioni di persone al mondo,
>> su oltre 8 miliardi di abitanti del pianeta, sono in grado di
>> programmare e di poter gestire le sfide culturali e sociali che
>> questo comporta. Questo significa che Il 99,65% della popolazione
>> non sa programmare. Allora forse le cose urgenti e importanti da
>> “acquistare” con il ritorno a scuola non sono figlie di qualche
>> promozione commerciale ma di un nuovo patto sociale e
>> generazionale che possa dare al paese quello che serve per uno
>> sviluppo sociale un progresso economico che sappiano garantire
>> futuro e coesione sociale e democratica.
>>
>> Questo e' quanto ho gia' commentato su LinkedIn:
>>
>> ########################################
>> "Meno di 30 milioni di persone al mondo, su oltre 8 miliardi di
>> abitanti del pianeta, sono in grado di programmare e di poter
>> gestire le sfide culturali e sociali che questo comporta."
>>
>>
>> Ovvero, per poter "gestire le sfide culturali e sociali che [la
>> tecnologia informatica] comporta" bisogna saper programmare?
>>
>>
>> E' questo che intende?
>>
>>
>> Con tutto il rispetto... ma che sta dicendo? Ma seriamente?
>>
>>
>> Saper programmare e' proprio tutto e solo quello che sanno fare i
>> vari Musk, Zuckerberg, Thiel, Altman e compagnia, ed e' proprio
>> per l'idea che la gestione dell'informatica va lasciata a quelli
>> come loro "perche' sanno programmare" che son riuciti a fare
>> tutti i danni culturali e sociali che sappiamo. Sono allibito.
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>> PS: poter leggere l'articolo integrale aiuterebbe a risolvere
>> eventuali malintesi
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>> Marco
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>> (1) l'articolo:
>> https://24plus.ilsole24ore.com/art/serve-istruzione-che-promuova-capacita-c…
>>
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we don’t need more ‘responsibly built’ weapons or surveillance technology
sarah myers
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Maurizio Lana
Università del Piemonte Orientale
Dipartimento di Studi Umanistici
Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
Aug. 23, 2024
Re: [nexa] C'e' cascato pure Benanti...
by Marco Fioretti
On Fri, Aug 23, 2024 at 08:29, Giorgio Ventre wrote:
...Da quello che mi sembra di capire, tu ritieni che l’informatica debba essere gestita da tutti ma non da loro?...
No, per niente. Premesso che le "sfide" esclusivamente tecniche, tipo che libreria o linguaggio usare, se usare Agile o no e simili qui non c'entrano nulla, vanno senz'altro gestite da informatici, Benanti ha scritto quello che ho gia' quotato:
"Meno di 30 milioni di persone al mondo, su oltre 8 miliardi di abitanti del pianeta, sono in grado di programmare e di poter gestire le sfide culturali e sociali che questo comporta."
che scritto cosi' significa che **per gestire le sfide CULTURALI E SOCIALI che [il programmare] comporta e' necessario saper programmare.** O no?
Se lui intendeva altro, grazie a chi mi correggera' e scuse d'ufficio a Benanti, e' per questo che ho chiesto il testo integrale.
In ogni caso, quello che dico e ribadisco io e' prima di tutto che che la frase fra asterischi e' una fesseria enorme. Per "gestire le sfide culturali e sociali" non serve affatto "essere [effettivamente] in grado di programmare", o averci mai provato. Bisogna solo capire DAVVERO certi concetti generali, tipo la differenza fra eseguibile e codice sorgente, ruolo e impatti di licenze e brevetti, cosa sono i formati dei file e perche' sono importanti (1), la vera natura delle cosiddette "Digital Dark Ages" (2)...
Le maggiori sfide (per non dire casini) dell'informatica di oggi, di cui parliamo tanto su questa lista, vengono in gran parte proprio dall'aver LASCIATO la "gestione degli impatti socio-culturali" dell'informatica, tipo gli impatti dei social network di oggi su dibattito democratico o depressione giovanile, a chi sapeva solo programmare, ma di etica, diritto, buona educazione e simili non capiva e ancora non capisce niente (Musk, Zuckerberg, Thiel, Altman ecc).
Che gli informatici ricevano anche una preparazione di base anche su questi temi sarebbe ottimo, e che vengano sempre CONSULTATI da chi deve decidere pure, per evitare "imbarazzi" tipo DMCA o tante proposte di censura online che etica a parte sono tecnicamente irrealizzabili.
Ma decisioni e regolamenti sugli impatti culturali e sociali vanno decisi prima e piu' in alto di programmare, e non da chi e' programmatore:
https://stop.zona-m.net/2019/08/no-its-not-maths-and-tech-specialists-who-n… (https://stop.zona-m.net/2019/08/no-its-not-maths-and-tech-specialists-who-n…)
Marco
(1) https://mfioretti.com/how-file-formats-can-be-used-favor-or-hamper-innovati… (https://mfioretti.com/how-file-formats-can-be-used-favor-or-hamper-innovati…)
(2) https://mfioretti.substack.com/p/ever-wondered-why-we-are-in-a-digital (https://mfioretti.substack.com/p/ever-wondered-why-we-are-in-a-digital)
Il giorno 23 ago 2024, alle ore 06:42, Marco Fioretti ha scritto:
Nella trappola che bisogna saper programmare, intendo.
Copio e incollo da un suo post su LinkedIn, in cui segnala il suo articolo dietro paywall (1), se qualcuno potesse postarlo tutto grazie infinite:
I report globali disponibili ci dicono che nel 2024 solo 28.7 milioni di persone al mondo sono in grado di scrivere e leggere la lingua delle macchine. Meno di 30 milioni di persone al mondo, su oltre 8 miliardi di abitanti del pianeta, sono in grado di programmare e di poter gestire le sfide culturali e sociali che questo comporta. Questo significa che Il 99,65% della popolazione non sa programmare. Allora forse le cose urgenti e importanti da “acquistare” con il ritorno a scuola non sono figlie di qualche promozione commerciale ma di un nuovo patto sociale e generazionale che possa dare al paese quello che serve per uno sviluppo sociale un progresso economico che sappiano garantire futuro e coesione sociale e democratica.
Questo e' quanto ho gia' commentato su LinkedIn:
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"Meno di 30 milioni di persone al mondo, su oltre 8 miliardi di abitanti del pianeta, sono in grado di programmare e di poter gestire le sfide culturali e sociali che questo comporta."
Ovvero, per poter "gestire le sfide culturali e sociali che [la tecnologia informatica] comporta" bisogna saper programmare?
E' questo che intende?
Con tutto il rispetto... ma che sta dicendo? Ma seriamente?
Saper programmare e' proprio tutto e solo quello che sanno fare i vari Musk, Zuckerberg, Thiel, Altman e compagnia, ed e' proprio per l'idea che la gestione dell'informatica va lasciata a quelli come loro "perche' sanno programmare" che son riuciti a fare tutti i danni culturali e sociali che sappiamo. Sono allibito.
PS: poter leggere l'articolo integrale aiuterebbe a risolvere eventuali malintesi
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Marco
(1) l'articolo:
https://24plus.ilsole24ore.com/art/serve-istruzione-che-promuova-capacita-c… (https://24plus.ilsole24ore.com/art/serve-istruzione-che-promuova-capacita-c…)
Aug. 23, 2024
Re: [nexa] C'e' cascato pure Benanti...
by Giorgio Ventre
Perdonami Marco, ma visto che passo la mia vita ad insegnare a programmare ed altro a quelli che saranno i progettisti ed i manager dell’informatica di domani, mi spieghi meglio il concetto?
Da quello che mi sembra di capire, tu ritieni che l’informatica debba essere gestita da tutti ma non da loro?
Grazie mille e scusami per la domanda.
Giorgio
Inviato da iPhone
> Il giorno 23 ago 2024, alle ore 06:42, Marco Fioretti <mfioretti(a)nexaima.net> ha scritto:
>
>
> Nella trappola che bisogna saper programmare, intendo.
>
> Copio e incollo da un suo post su LinkedIn, in cui segnala il suo articolo dietro paywall (1), se qualcuno potesse postarlo tutto grazie infinite:
>
> I report globali disponibili ci dicono che nel 2024 solo 28.7 milioni di persone al mondo sono in grado di scrivere e leggere la lingua delle macchine. Meno di 30 milioni di persone al mondo, su oltre 8 miliardi di abitanti del pianeta, sono in grado di programmare e di poter gestire le sfide culturali e sociali che questo comporta. Questo significa che Il 99,65% della popolazione non sa programmare. Allora forse le cose urgenti e importanti da “acquistare” con il ritorno a scuola non sono figlie di qualche promozione commerciale ma di un nuovo patto sociale e generazionale che possa dare al paese quello che serve per uno sviluppo sociale un progresso economico che sappiano garantire futuro e coesione sociale e democratica.
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> Questo e' quanto ho gia' commentato su LinkedIn:
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> "Meno di 30 milioni di persone al mondo, su oltre 8 miliardi di abitanti del pianeta, sono in grado di programmare e di poter gestire le sfide culturali e sociali che questo comporta."
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> Ovvero, per poter "gestire le sfide culturali e sociali che [la tecnologia informatica] comporta" bisogna saper programmare?
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> E' questo che intende?
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> Con tutto il rispetto... ma che sta dicendo? Ma seriamente?
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> Saper programmare e' proprio tutto e solo quello che sanno fare i vari Musk, Zuckerberg, Thiel, Altman e compagnia, ed e' proprio per l'idea che la gestione dell'informatica va lasciata a quelli come loro "perche' sanno programmare" che son riuciti a fare tutti i danni culturali e sociali che sappiamo. Sono allibito.
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> PS: poter leggere l'articolo integrale aiuterebbe a risolvere eventuali malintesi
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> Marco
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> (1) l'articolo:
> https://24plus.ilsole24ore.com/art/serve-istruzione-che-promuova-capacita-c…
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Aug. 23, 2024
C'e' cascato pure Benanti...
by Marco Fioretti
Nella trappola che bisogna saper programmare, intendo.
Copio e incollo da un suo post su LinkedIn, in cui segnala il suo articolo dietro paywall (1), se qualcuno potesse postarlo tutto grazie infinite:
I report globali disponibili ci dicono che nel 2024 solo 28.7 milioni di persone al mondo sono in grado di scrivere e leggere la lingua delle macchine. Meno di 30 milioni di persone al mondo, su oltre 8 miliardi di abitanti del pianeta, sono in grado di programmare e di poter gestire le sfide culturali e sociali che questo comporta. Questo significa che Il 99,65% della popolazione non sa programmare. Allora forse le cose urgenti e importanti da “acquistare” con il ritorno a scuola non sono figlie di qualche promozione commerciale ma di un nuovo patto sociale e generazionale che possa dare al paese quello che serve per uno sviluppo sociale un progresso economico che sappiano garantire futuro e coesione sociale e democratica.
Questo e' quanto ho gia' commentato su LinkedIn:
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"Meno di 30 milioni di persone al mondo, su oltre 8 miliardi di abitanti del pianeta, sono in grado di programmare e di poter gestire le sfide culturali e sociali che questo comporta."
Ovvero, per poter "gestire le sfide culturali e sociali che [la tecnologia informatica] comporta" bisogna saper programmare?
E' questo che intende?
Con tutto il rispetto... ma che sta dicendo? Ma seriamente?
Saper programmare e' proprio tutto e solo quello che sanno fare i vari Musk, Zuckerberg, Thiel, Altman e compagnia, ed e' proprio per l'idea che la gestione dell'informatica va lasciata a quelli come loro "perche' sanno programmare" che son riuciti a fare tutti i danni culturali e sociali che sappiamo. Sono allibito.
PS: poter leggere l'articolo integrale aiuterebbe a risolvere eventuali malintesi
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Marco
(1) l'articolo:
https://24plus.ilsole24ore.com/art/serve-istruzione-che-promuova-capacita-c… (https://24plus.ilsole24ore.com/art/serve-istruzione-che-promuova-capacita-c…)
Aug. 23, 2024