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P.A. Digitale: la regione Basilicata condannata ad utilizzare la P.E.C.
by Emanuele Lerro
P.A. Digitale: la regione Basilicata condannata ad utilizzare la P.E.C.
Importante sentenza in tema di class action e di diritto all’uso delle nuove
tecnologie
La *sentenza n. 478 del
2011<http://www.leggioggi.it/allegati/la-sentenza-del-tar-basilicata-che-accogli…>
*, depositata dal T.A.R. Basilicata lo scorso 23 settembre, avrà certamente
importanti effetti pratico-giuridici in tema di Pubblica Amministrazione
Digitale.
Per* la prima volta* dall’adozione del Codice dell’Amministrazione Digitale
e dalla previsione del diritto all’uso delle nuove tecnologie (art. 3 del
C.A.D.), un Tribunale viene chiamato ad esprimersi in merito
attraverso una*Class
Action* pubblica, attivata da Associazioni e cittadini.
*1. La vicenda*
Qualche mese addietro il movimento “Radicali Italiani<http://www.radicali.it/>”
e l’Associazione “Agorà Digitale <http://www.agoradigitale.org/>”,
unitamente ad alcuni cittadini, affermando la propria volontà di ricorrere
all’uso delle tecnologie info-telematiche ed in attuazione del Decreto
Legislativo 20 dicembre 2009 n. 198 in tema di efficienza della pubblica
amministrazione (c.d. *Class Action*), invitavano la Regione Basilicata a
pubblicare sulle pagine del proprio sito web l’indirizzo di Posta
Elettronica Certificata in adempimento a quanto previsto dall’art. 54, comma
2 ter, del D.Lgs. 82/2005 (Codice dell’Amministrazione Digitale); gli stessi
soggetti invitavano altresì la Regione ad adottare tutti gli atti
amministrativi necessari a garantire l’effettiva possibilità per gli utenti
di comunicare con la Regione medesima attraverso la PEC. Infatti, fino ad
allora, la Regione Basilicata non aveva adempiuto all’obbligo di
pubblicazione del proprio indirizzo PEC sul sito web
istituzionale<http://www.regione.basilicata.it/>
.
Successivamente, a causa del silenzio e dell’inattività della P.A. rispetto
alle richieste riportate nell’invito precedentemente inviato, gli istanti
provvedevano ad instaurare una *Class Action innanzi al T.A.R. per la
Basilicata* previa notifica di un ricorso per l’efficienza delle
amministrazioni in virtù di quanto disposto dal D.Lgs 198/2009.
Il giudizio si è ora concluso con la decisione n. 478/2011 con la quale il
T.A.R. ha condannato la Regione Basilicata ordinandole di porre in essere
gli adempimenti necessari ad adempiere agli obblighi di pubblicazione del
proprio indirizzo PEC e a *rendere effettivo il diritto degli utenti di
comunicare tramite* tale*mezzo informatico*, condannando la P.A. – non
costituitasi in giudizio – anche alle rifusione delle spese legali.
Sicuramente la conclusione cui è giunto il Tribunale Amministrativo è
estremamente interessante, ma ancora più interessante sono le argomentazioni
utilizzate ed alcuni principi di diritto sanciti.
Continua qui:
http://www.leggioggi.it/2011/09/28/p-a-digitale-la-regione-basilicata-conda…
Questo il link al testo integrale della sentenza:
http://www.leggioggi.it/allegati/la-sentenza-del-tar-basilicata-che-accogli…
Saluti
e.
Sept. 28, 2011
R: Rif: Re: Rif: Preparare una lista per le prossimeelezioni?
by Venturello Marco
Buonasera a tutti,
sono nella stessa posizione di Margot Bezzi (che tra laltro non conosco),
nel senso che fino ad ora non ho mai scritto, ma seguo con grande interesse
i dibattiti.
Condivido in pieno quanto scritto da Margot in merito allopportunità di
preparare una lista per le prossime elezioni, in particolare con riferimento
alla frammentazione ed al nome.
Saluti,
Marco
_____
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
[mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di
Margot.BEZZI(a)ec.europa.eu
Inviato: mercoledì 28 settembre 2011 17.31
A: a.dicorinto(a)uniroma1.it
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] Rif: Re: Rif: Preparare una lista per le
prossimeelezioni?
Salve a tutti,
Forse qualcuno tra voi ricorderà il mio nome da altri contesti, anche se in
questa lista fin ora non ho mai scritto; vi seguo comunque da circa due anni
con grande interesse.
Sulla questione del partito volevo condividere alcune impressioni a caldo -
sicuramente parziali e che non vogliono essere definitive.
Ora, capisco la voglia, in questo momento, di imporre il tema e dargli
visibilità, ma non posso pensare che si possa uscire da un'impasse - per non
dire da una crisi - perpetuando certi fattori di debolezza: alias, una delle
grande debolezze dell'Italia è sempre stata una grande, tradizionale
frammentazione, su tutto (politica in primis ma anche testate
giornalistiche, NGOs e associazionismo). Perché creare un altro partito e in
più monotematico? Non credo sia una risposta risolutiva ed efficace.
Sicuramente potrà contribuire a diffondere consapevolezza in materia, a fare
conoscere certe tematiche, ma non a influire sull'agenda politica.
Inoltre, il solo fatto di presentarsi come partito a parte rischia di
rafforzare l'idea che tali temi non solo sono ultraspecifici, ma anche
dissolubili da altri fattori di criticità sociale come la questione
economica/del mercato del lavoro, energetica e ambientale. Infine, forse a
causa del nome, viene trasmesso un certo carattere provocatorio che non
aiuterebbe secondo me a convogliare il messaggio in maniera né efficace né
capillare.
Siamo in un momento storico di sconvolgimenti a livello "macro"; il fattore
"digitale" e "ICT" è trasversale e sempre più costitutivo del tessuto di
base di qualsiasi settore sociale, e in quanto tale deve essere affrontato e
integrato. E allora, se è vero quello che dice Arturo che in passato alcuni
nomi sono stati esclusi dai meccanismi politici "anche per un'incapacità di
questi singoli e dei loro sostenitori di generalizzare queste tematiche alla
società dando l'idea che fossero specialistiche.", perché non ripartire da
qui e lavorare su questa debolezza? Non si tratta più che altro di strategie
di comunicazione? O meglio, spiegazione.
Ho sentito più volte nominare in lista l'agenda digitale della Commissione.
Ecco, secondo me è un bell'esercizio di spiegazione delle complesse
declinazioni dell'ICT. Non si tratta di trasmettere prima di tutto questo
messaggio, la complessità, la trasversalità? Ciò aiuterebbe forse anche a
dissociare certi temi da un colore politico, aiutando certe parti più
conservatrici ad avvicinarsi alla complessità del momento storico
e quindi
ad affrontare certi temi (penso in particolare a tutto cio' che concerne
diritto d'autore e copyright) con strumenti nuovi e adeguati.
Forse mi sbaglio, forse c'è bisogno prima di un'entità più piccola che porti
certe questioni alla ribalta, per poter poi essere assorbite e convogliate
da canali più grandi...
Saluti a tutti,
Margot
_____
From: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
[mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] On Behalf Of
a.dicorinto(a)uniroma1.it
Sent: Wednesday, September 28, 2011 12:46 PM
To: luigi.diliberto(a)gmail.com
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Subject: [nexa] Rif: Re: Rif: Preparare una lista per le prossime elezioni?
Le cose dette da Annalisa e Giuseppe sono di assoluta sensatezza,
apparentemente.
Purtroppo, gli ultimi dieci anni ci hanno insegnato che la presenza di
singoli rappresentanti, preparati e decisi sui nsotri temi, raramente ha
avuto un effetto di trascinamento nei partiti come nelle istituzioni ed essi
stessi sono stati "espulsi" dal meccanismo politico, anche in virtù e a
cagione di quell'interesse, o perché ritenuto superfluo per la politica o
perché disturbante per i poteri in campo. I nomi? Fiorello Cortiana, Pietro
Folena, Beatrice Magnolfi, Luigi Nicolais. Ma anche per un'incapacità di
questi singoli e dei loro sostenitori di generalizzare queste tematiche alla
società dando l'idea che fossero specialistiche. E questo vale per coloro i
quali si sono presentati alle ultime elezioni come la Capelli, Cocuroccia,
Bottoni, Gualazzi, Rodano et altri.
Memoria, amici, memoria. E analisi.
Baci
**********************
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John Gilmore
-----nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it ha scritto: -----
Per: nexa(a)server-nexa.polito.it
Da: Luigi Di Liberto
Inviato da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
Data: 23/09/2011 09.28PM
Oggetto: Re: [nexa] Rif: Preparare una lista per le prossime elezioni?
Io invece sono pienamente d'accordo con quanto ci disse Marco Cappato alla
Festa dei Pirati 2010, il motivo lo possiamo vedere qui:
http://camere2punto0.wordpress.com/about/
Come potrai vedere tra pochi giorni sarà la bellezza di un anno che non ci
sono nuovi articoli, quasi come se in questi 12 mesi non ci sia stato nulla
di preoccupante o se la questione AGCom non fosse una cosa sulla quale
riunirsi, scrivere, prendere posizioni e fare iniziative. Di più voglio dire
che a suo tempo Vita chiese a Paolo, il portavoce di ScambioEtico che ho
aggiunto a questa lista mail, di preparare una relazione sulla questione
ACTA per una riunione di questo intergruppo, ma il giorno precedente
all'evento gli scrisse che era stata annullata e quanto meno rinviata perché
nessuno gli aveva risposto alla convoncazione, ma non ha mai più avuto
notizie; i casi sono due 1) Sanno cosa è ACTA e ne sono daccordo 2) Non
sanno cas'è e se ne fottono. In sintesi, se questo è l'ambiente politico
avanzato sule tematiche che ci interessano vuol dire che è indispensabile
costituire una forza politica autonoma che a livello istituzionale ponga con
vigore queste tematiche.
Secondo me dobbiamo predisporre un "programma" che metta al primo posto la
questione del copyright vs i filesharers come fa il partito pirata
attaccando brutalmente tutto l'impianto attuale del diritto d'autore che
deve essere ridotto quanto meno alla durata temporale dei brevetti e solo
per gli scopi commerciali. Per esempio una cosa fattibile e quella che
l'Italia si faccia promotrice della revisione della convenzione di Berna
chiedendo di uscirne. Ovvio che dobbiamo mettere come cardini anche le altre
questioni che sono pregnanti negli obbiettivi della federazione
internazionale del Partito Pirata, la riforma dei brevetti, il diritto alla
navigazione anonima e alla privacy ed aggiungere, come ho già detto,
qualcosa di appetitoso, per esempio, secondo me, anche l'abolizione del
canone RAI e del tetto della pubblicità per la RAI (in questo modo raccoglie
più soldi di pubblicita e non tassa i cittadini) sarebbe una cosa
interessante che raccoglierebbe molto consenso, ma sarei addirittura per
imporre l'abolizione del possesso di tre canali nazionali ad uno stesso
soggetto, compresa la RAI.
Comunque è presto per parlare di questa cose sta a vedere se ci troviamo
intanto d'accordo per mettere come centrali le istanze della federazione
internazionale del PP non facendosi scrupolo di difendere a spada tratta
quelli che oggi sono tacciati di essere i criminali che rubano il pane agli
autori, sostenendo che il filesharing è una disobbedienza civile degna del
massimo rispetto.
LDL
Il giorno 23 settembre 2011 15:06, Annalisa Chirico
<chiricoannalisa(a)gmail.com> ha scritto:
Condivido l'analisi di Mazziotti. Secondo me, la causa della Rete avrà tante
più chance di successo quanto più sarà capace di essere transpartitica e
transnazionale. I recinti partitici hanno fatto il loro tempo. Da loro
bisogna cogliere il meglio e l'utile, senza farsi fagocitare. Il confine è
labile, la sfida ambiziosa. Ma le persone che animano anche questa mailing
list sono, a mio avviso, in grado di coglierla.
Annalisa
Il giorno 23 settembre 2011 14:56, giuseppe mazziotti
<giuseppe.mazziotti(a)gmail.com> ha scritto:
Caro Arturo,
sono perfettamente d'accordo con te sul fatto che occorra iniziare quanto
prima un confronto serrato tra le realtà interessate per portare finalmente
il dibattito sull'innovazione tecnologica e sull'agenda digitale nelle sedi
istituzionali competenti. Prima di fondare un partito ad hoc, però, mi
chiederei quante e quali formazioni politiche italiane attualmente "in
campo", e dotate di una certa rappresentatività, siano disposte ad aprire
una piattaforma di discussione su temi politicamente e economicamente ormai
ineludibili. Inoltre, non credo che tutte le personalità di grande spessore
che hai citato possano riconoscersi facilmente nell'impostazione e nel
marketing politico del Partito Pirata, che anche nei Paesi in cui ha avuto
un successo clamoroso è rimasto un partito di nicchia, senza la capacità di
influenzare davvero i processi decisionali degli organi democratici. Tra
l'altro, in un Paese come l'Italia, caratterizzato da una frammentazione
politica ridicola, c'è davvero bisogno di un'altra piccola formazione, per
giunta con un approccio monotematico? Come si comportebbe una formazione
simile ogni qual volta c'è da prendere posizione su temi non direttamente
afferenti all'innovazione digitale o a Internet? Quale sarebbe il suo
collante politico, nella presumibile diversità delle posizioni interne?
A me pare che occorra fare pressione, in tutti i modi possibili, soprattutto
attraverso i media, sull'opinione pubblica e sulle formazioni politiche
esistenti, affinché le personalità che hai citato, e anche persone più
giovani, possano riconoscersi ognuno nella propria formazione e/o area
politica, e all'interno di quella area o formazione spingere con la propria
autorevolezza sui temi che ci sono cari. L'esperienze di gruppi fortemente
motivati, e legati alla rete, come il Partito Pirata o il movimento di
Grillo sono politicamente molto utili, ma non hanno il potenziale di
incidere nella realtà istituzionale delle cose.
Saluti a tutti, G.
Il giorno 22 settembre 2011 22:56, <a.dicorinto(a)uniroma1.it> ha scritto:
Hola--
In effetti a più riprese ci siamo interrogati sul tema, esplicitando due
opzioni:
a) popolare le liste elettorali dei partiti tradizionali con persone che si
sono sempre contraddistinte nel campo dell'innovazione tecnologia e dell'uso
sociale della rete, insieme alla difesa dei diritti digitali;
b) creare un partito indipendente che possa portare i temi a noi cari, la
libertà d'espressione, il diritto alla rete, la cooperazione competitiva,
l'etica hacker, nei parlamenti locali e nazionali.
In entrambe i casi le persone, le "teste" per farlo ci sono: Rodotà,
Cortiana, Folena, Formenti, Ricolfi, De Martin, Scorza, Gilioli, Bottoni, De
Petra, Brini, Di Liberto, Gualazzi, Di Frenna, Mascia, Calvo, Marzano,
Capelli, eccetera, tanto per citarne alcuni, ma ancora di più mi
convincerebbe un rassemblement e un programma comune redatto e condiviso
dalle reltà/comunità che "praticano" queste tematiche da tempo, per dare
corpo e gambe a questa prospettiva. Penso al "giro" di Nexa, di Wikimedia,
di Scambio Etico, di Frontiere Digitali, eccetera eccetera...
Ecco io penso che bisognerebbe partire da qui: un confronto serrato tra le
realtà interessate a cambiare le cose in una prospettiva istituzionale,
parlamentare, mettendo insieme tutto quello che già esiste. I candidati
sarebbero scelti in un secondo momento.
PS; certo dal punto di vista del marketing politico la bandiera del Partito
Pirata potrebbe anche funzionare.
A proposito, vi segnalo questa cosa che ho scritto sui nostri pirati:
http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/21/news/pirati_italiani-21966718
/
**********************
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John Gilmore
-----nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it ha scritto: -----
Per: <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> "nexa(a)server-nexa.polito.it"
<mailto:nexa@server-nexa.polito.it> <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Da: Luigi Di Liberto
Inviato da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
Data: 22/09/2011 12.43PM
Oggetto: [nexa] Preparare una lista per le prossime elezioni?
Ne sono certo, come probabilmente anche IdV, ma ricordo bene come sia stato
proprio Cappato che alla Festa dei Pirati del 2010 a dire come sia
necessario smettere di delegare le nostre istanze ai politici e scendere
direttamente in campo.
Sarebbe comunque interessante sentire Cortiana cosa ne pensa e se avesse
voglia di mettersi alla testa di questa avventura. Per quanto mi riguarda
anche Cappato avrebbe le caratteristiche adatte per fare il leader di questo
soggetto politico ma ho la sensazione che sarà una delle punte di diamante
che i Radicali metteranno in campo alle prossime elezioni, specialmente se
non rinnoveranno l'accordo con il PD.
LDL
Il giorno 22 settembre 2011 00:26, <andrea.mazzaro(a)libero.it> ha scritto:
l'idea e i contenuti sono interessanti: credo che in ogni caso i Radicali
sosterrebbero le istanze proposte.
AM
Sent from Libero Mobile
________________________________
Il 21/09/2011, athos gualazzi <athosgualazzi(a)gmail.com> ha scritto:
Il 21 settembre 2011 15:04, Luigi Di Liberto
<luigi.diliberto(a)gmail.com> ha scritto:
> Buon giorno a tutti,
>
> so che è una cosa piuttosto difficile per via del gran numero di firme a
> sostegno necessarie ma se ci prepariamo per tempo è una impresa anche
> possibile, mi pare che ci siano 6 mesi di tempo per raccoglierle ed in
caso
> di elezioni anticipate in cui i 6 mesi non ci sono potrebbe essere
possibile
> fare dei ricorsi alla Corte di Giustizia Europea per lesione dei diritti
> fondamentali ed indurre in questo modo il parlamento italiano a modificare
> all'ultimo momento questo assurdo meccanismo sul quale si basa la
> presentazione delle liste che nei fatti impedisce a nuove formazioni
> politiche di riuscire a presentare liste elettorali.
>
> Mi pare che a fronte del clamoroso fallimento dell'intergruppo 2.0 sia
> indispensabile ormai la presenza nel parlamento italiano di una formazione
> politica che faccia della difesa dei diritti telematici la bandiera e
> frontiera contro strabordante invadenza del copyright. Insomma un soggetto
> politico italiano che faccia propria con grande forza e determinazione la
> piattaforma internazionale del Partito Pirata. Non è che mi appassioni
molto
> la definizione di Pirata ma è ormai un "marchio di fabbrica" che potrebbe
> garantire una visibilità superiore a qualsiasi altra denominazione (sempre
> che l'associazione italiana Partito-Pirata non abbia in preventivo una
> propria discesa in campo autonoma, spero che non voglia ripetere l'errore
di
> avere qualche candidato "annegato" nel senso di neppure capolista, nelle
> liste di SEL), ma eventualmente si potrebbe anche usare altro nuovo
marchio.
> Mi sembra assurdo che persone come Cortiana non abbiano ad essere
> rappresentanti in parlamento del Movimento della Rete, anzi auspico
> vivamente che voglia essere il Leader di questa formazione, ma sarebbe
molto
> bello riuscire a portare in parlamento un gruppo di persone che si sono in
> questi anni attivati sui temi che in questa lista si discute.
>
> Credo che al programma classico del Partito Pirata si potrebbe aggiungere
> l'impegno per una riforma costituzionale della democrazia diretta a
> cominciare dall'abolizione del quorum sui referendum e l'inserimento dei
> referendum consultivi o in alternativa proposte di legge di iniziativa
> popolare con lo stesso numero di firme per i referendum (che potrebbero
> anche essere aumentate se viene abolito l'obbligo della autenticazione,
che
> comunque andrebbe lo stesso abolito sul criterio che tre cittadini siano
> equiparati al Pubblico Ufficiale) ma che entro sei mesi debbano essere
> discusse e votate (senza passare dalle commissioni) dalle camere congiunte
> in seduta unificata e con votazione palese di cui debbano essere resi
> pubblici i voti dei parlamentari, come succede al parlamento europeo.
>
> Potremmo anche aggiungere l'abolizione del finanziamento pubblico ai
> partiti, anche se ora ha altro nome, e quello agli organi di informazione
> dei partiti stessi, alcune cose che tagliano i privilegi della casta
> politica come i vitalizi in modo retroattivo e l'abolizione delle
provincie
> comprese le prefetture sempre se su questi punti si trova una convergenza
> unitaria. ed aggiungerne qualche altro che non abbia tendenze di politiche
> sinistrose o destroidi. Per tutto quello che non parte del programma ogni
> eventuale eletto ha totale libertà nella presa di posizioni e di voto.
>
> Bon, io l'ho buttata li, come dice spesso una persona che stimo, "prova a
> lanciare un oggetto in acqua, se galleggia e qualcuno ci sale disposto a
> remare nel tempo può diventare un veliero".
>
> Da parte mia sono disposto a remare ma non sono disponibile a candidature
> elettorali.
>
> LDL
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
in effetti da più parti ci chiedono di emulare i tedeschi, il problema
è principalmente finanziario senza sottacere la poca simpatia e
seguito che abbiamo fra i giovani che dovrebbero essere i principali
animatori del partito, manca la volontà di mettere in campo iniziative
che suscitino attenzione e simpatia come del resto hanno fatto i
tedeschi (i.e. in mutande al check-in quando sono stati istallati i
inuovi scanner ......) mancano anche esperti dell'ambiente "politico",
sicuramente Fiorello potrebbe esserne uno, in grado d'impedirci
d'impantanarci prima ancora di veleggiare, persone del settore
informatico che godano di stima diffusa, Bottoni potrebbe essere uno
se sollecitato anche da altri (è sempre disponibile per l'associazione
ma molto meno per ripetere una campagna elettorale anche direttamente
sotto l'egida del Partito ...... insomma noi lo faremmo anche ma manca
la disponibilità di alcuni fattori che riteniamo fondamentali ......
se i partecipanti, oltre a Luigi, di questa lista vedessero di buon
occhio un'iniziativa di questo genere sarebbe già buona cosa insomma
....... il thread è aperto
grazie se decideste di farci conoscere cosa ne pensate.
saluti
athos
--
Athos Gualazzi
presidente Associazione Partito Pirata
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Sept. 28, 2011
Re: [nexa] Rif: Re: Rif: Preparare una lista per le prossime elezioni?
by Luigi Di Liberto
Premesso che sono sempre stato elettore dei Radicali, una volta persino
candidato alla CdD (ovviamente non capolista), oltre ad essere anche stato
militonto attivo per una decina di anni, di cui tre a tempo pieno a Roma a
mie totali spese, devo convenire con Arturo che i temi che si affrontano in
questa lista non sono certo la loro priorità, sul diritto d'autore ed il P2P
solo la determinazione di Marco Cappato ha fatto si che qualcosa si
innescasse fino a far depositare le Proposte di legge a prima firma
Beltrandi che ben conosciamo, ma devo anche dire che nonostante le pressioni
che ho fatto oltre alla questione delle licenze collettive non si e andati.
Ho fatto pressioni per far presentare una PdL per abrogare -quanto meno- le
norme della Urbani inserite nell'art. 171 ma senza esito, nonostante quello
fosse, insieme alla riduzione del diritto d'autore a 20 anni, uno dei punti
della convention di Fiuggi della Rosa nel Pugno (soggetto politico che
interpretava il mio essere Socialista Liberale tanto da indurmi dopo 10 anni
di sonno a reiscrivermi e partecipare ad un paio di congressi Riccione e
Padova1), probabilmente anche per questo motivo Cappato ha fatto da Padrino
ed è il presidente di Agorà Digitale.
Insomma se i Radicali, come peraltro altri soggetti, possono sostenere le
nostre istanze nei ritagli tempo, sono del parere che serva un soggetto
politico che invece ne faccia la priorità massima e nei ritagli di tempo
sostenere anche le altre meritevoli iniziative che in Radicali, o altri
soggetti, a tempo pieno portano avanti. Inoltre non è scontato che i
Radicali alle prossime elezioni siano o vogliano ancora essere candidati
nelle liste del PD, per cui magari una coalizione elettorale con il Pirati
potrebbe essere per loro una prospettiva interessante, ma per quanto mi
riguarda guarderei anche al M5S di Grillo. Se riuscissimo ad essere il
collante per una coalizione di questo genere sarebbe il nucleo riformatore
rivoluzionate della politica. Piu difficile credo che sia un apparentamento
con SEL, sono ormai costola di quello che sarà la coalizione con il PD o
(come ultimamente si prospetta) il partito che trainerà il rassemblement
della diaspora comunista dove non mi pare che sulla questione del copyright
ci siano aperture radicali.
Detto questo, e nel ribadire che se ci vogliamo presentare come pirati ed il
simbolo internazionale che queste liste usano sul diritto d'autore non sono
possibili sconti, l'attacco al copyright deve essere il primo punto del
programma insieme alla difesa incondizionata dei filesharers. Non sarebbe
per me accettabile un candidato che dicesse "non vogliamo difendere quelli
che violano la legge etc.etc.", questo può andare bene quando un attivista
scrive un articolo o si vuole presentare con l'abito da mediatore verso
altri soggetti ma non se si candida in una lista Pirata.
Per quanto mi riguarda è indispensabile il primo punto del programma preveda
l'abrogazione dalla legge 633/41 le norme inserite nell'art. 171 dal decreto
che nel 2005 in modifica della legge Urbani, che le sanzioni previste
nell'art. 174 ter e quater siano solo per lo scopo di lucro, che sia abolito
il divieto sproteggere dai DRM i supporti per farne copie private ed anche
l'equo compenso. Se riuscirà a fare degli eletti i parlamentari si
impegnano, con i soldi del rimborso elettorale, entro 12 mesi a promuovere
un referendum per abrogare le disposizioni suddette e per l'abolizione del
rimborso elettorale e del finanziamento pubblico all'editoria. Inoltre -se
si dovesse entrare a sostenere una coalizione governo- deve essere
obbiettivo politico del governo che si sostiene la richiesta di modifica
alla convenzione di Berna per ridurre la durata temporale del diritto
d'autore a quella dei brevetti (sui quali anche dovrebbe essere limitata la
portata ma su questo lascio individuare le particolarità a chi ha certamente
maggiori competenze di me nel secondo punto del programma) e qualora la
revisione non venga entro 12 mesi supportata da un numero sufficiente di
altri Stati per poter convocare l'assemblea l'Italia esce dalla convenzione.
Come ho già detto si dovrebbe formare un comitato che sarà titolare del
simbolo elettorale e deciderà la predisposizione delle liste elettorali che
in caso di ottenimento di rappresentanti parlamentari convoca entro sei mesi
una assemblea costituente del partito a cui parteciperanno tutti i
candidati.
LDL
Il giorno 28 settembre 2011 13:16, Annalisa Chirico <
chiricoannalisa(a)gmail.com> ha scritto:
> Grazie per l invito alla memoria e all'analisi, si dà il caso che in questo
> momento un partito abbia nove parlamentari...e sui temi di libertà, anche
> digitale, non si riesca a far passare alcunché. al di là delle individualità
> servono i numeri, e per quello serve analisi, certo. gli orientamenti
> attuali mi paiono chiari.
>
> poi si può decidere di farsi partito, certo. col rischio d'impresa che
> questo comporta. fornendo in caso di risultati non eccellenti un ottimo
> alibi ai nemici della Rete per chiudere quei temi nel cassetto delle urgenze
> altre, prepotenze altre.
>
> ciao
> Lisa
>
>
> Il giorno 28 settembre 2011 12:46, <a.dicorinto(a)uniroma1.it> ha scritto:
>
> Le cose dette da Annalisa e Giuseppe sono di assoluta sensatezza,
>> apparentemente.
>> Purtroppo, gli ultimi dieci anni ci hanno insegnato che la presenza di
>> singoli rappresentanti, preparati e decisi sui nsotri temi, raramente ha
>> avuto un effetto di trascinamento nei partiti come nelle istituzioni ed essi
>> stessi sono stati "espulsi" dal meccanismo politico, anche in virtù e a
>> cagione di quell'interesse, o perché ritenuto superfluo per la politica o
>> perché disturbante per i poteri in campo. I nomi? Fiorello Cortiana, Pietro
>> Folena, Beatrice Magnolfi, Luigi Nicolais. Ma anche per un'incapacità di
>> questi singoli e dei loro sostenitori di generalizzare queste tematiche alla
>> società dando l'idea che fossero specialistiche. E questo vale per coloro i
>> quali si sono presentati alle ultime elezioni come la Capelli, Cocuroccia,
>> Bottoni, Gualazzi, Rodano et altri.
>> Memoria, amici, memoria. E analisi.
>> Baci
>>
>>
>> **********************
>> “The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
>> – John Gilmore
>>
>> -----nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it ha scritto: -----
>>
>> Per: nexa(a)server-nexa.polito.it
>> Da: Luigi Di Liberto **
>> Inviato da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
>> Data: 23/09/2011 09.28PM
>> Oggetto: Re: [nexa] Rif: Preparare una lista per le prossime elezioni?
>>
>>
>> Io invece sono pienamente d'accordo con quanto ci disse Marco Cappato alla
>> Festa dei Pirati 2010, il motivo lo possiamo vedere qui:
>>
>> http://camere2punto0.wordpress.com/about/
>>
>> Come potrai vedere tra pochi giorni sarà la bellezza di un anno che non ci
>> sono nuovi articoli, quasi come se in questi 12 mesi non ci sia stato nulla
>> di preoccupante o se la questione AGCom non fosse una cosa sulla quale
>> riunirsi, scrivere, prendere posizioni e fare iniziative. Di più voglio dire
>> che a suo tempo Vita chiese a Paolo, il portavoce di ScambioEtico che ho
>> aggiunto a questa lista mail, di preparare una relazione sulla questione
>> ACTA per una riunione di questo intergruppo, ma il giorno precedente
>> all'evento gli scrisse che era stata annullata e quanto meno rinviata perché
>> nessuno gli aveva risposto alla convoncazione, ma non ha mai più avuto
>> notizie; i casi sono due 1) Sanno cosa è ACTA e ne sono daccordo 2) Non
>> sanno cas'è e se ne fottono. In sintesi, se questo è l'ambiente politico
>> avanzato sule tematiche che ci interessano vuol dire che è indispensabile
>> costituire una forza politica autonoma che a livello istituzionale ponga con
>> vigore queste tematiche.
>>
>> Secondo me dobbiamo predisporre un "programma" che metta al primo posto la
>> questione del copyright vs i filesharers come fa il partito pirata
>> attaccando brutalmente tutto l'impianto attuale del diritto d'autore che
>> deve essere ridotto quanto meno alla durata temporale dei brevetti e solo
>> per gli scopi commerciali. Per esempio una cosa fattibile e quella che
>> l'Italia si faccia promotrice della revisione della convenzione di Berna
>> chiedendo di uscirne. Ovvio che dobbiamo mettere come cardini anche le altre
>> questioni che sono pregnanti negli obbiettivi della federazione
>> internazionale del Partito Pirata, la riforma dei brevetti, il diritto alla
>> navigazione anonima e alla privacy ed aggiungere, come ho già detto,
>> qualcosa di appetitoso, per esempio, secondo me, anche l'abolizione del
>> canone RAI e del tetto della pubblicità per la RAI (in questo modo raccoglie
>> più soldi di pubblicita e non tassa i cittadini) sarebbe una cosa
>> interessante che raccoglierebbe molto consenso, ma sarei addirittura per
>> imporre l'abolizione del possesso di tre canali nazionali ad uno stesso
>> soggetto, compresa la RAI.
>>
>> Comunque è presto per parlare di questa cose sta a vedere se ci troviamo
>> intanto d'accordo per mettere come centrali le istanze della federazione
>> internazionale del PP non facendosi scrupolo di difendere a spada tratta
>> quelli che oggi sono tacciati di essere i criminali che rubano il pane agli
>> autori, sostenendo che il filesharing è una disobbedienza civile degna del
>> massimo rispetto.
>>
>> LDL
>>
>> Il giorno 23 settembre 2011 15:06, Annalisa Chirico <
>> chiricoannalisa(a)gmail.com> ha scritto:
>>
>>> Condivido l'analisi di Mazziotti. Secondo me, la causa della Rete avrà
>>> tante più chance di successo quanto più sarà capace di essere transpartitica
>>> e transnazionale. I recinti partitici hanno fatto il loro tempo. Da loro
>>> bisogna cogliere il meglio e l'utile, senza farsi fagocitare. Il confine è
>>> labile, la sfida ambiziosa. Ma le persone che animano anche questa mailing
>>> list sono, a mio avviso, in grado di coglierla.
>>>
>>> Annalisa
>>>
>>> Il giorno 23 settembre 2011 14:56, giuseppe mazziotti <
>>> giuseppe.mazziotti(a)gmail.com> ha scritto:
>>>
>>> Caro Arturo,
>>>>
>>>> sono perfettamente d'accordo con te sul fatto che occorra iniziare
>>>> quanto prima un confronto serrato tra le realtà interessate per portare
>>>> finalmente il dibattito sull'innovazione tecnologica e sull'agenda digitale
>>>> nelle sedi istituzionali competenti. Prima di fondare un partito ad hoc,
>>>> però, mi chiederei quante e quali formazioni politiche italiane attualmente
>>>> "in campo", e dotate di una certa rappresentatività, siano disposte ad
>>>> aprire una piattaforma di discussione su temi politicamente e economicamente
>>>> ormai ineludibili. Inoltre, non credo che tutte le personalità di grande
>>>> spessore che hai citato possano riconoscersi facilmente nell'impostazione e
>>>> nel marketing politico del Partito Pirata, che anche nei Paesi in cui ha
>>>> avuto un successo clamoroso è rimasto un partito di nicchia, senza la
>>>> capacità di influenzare davvero i processi decisionali degli organi
>>>> democratici. Tra l'altro, in un Paese come l'Italia, caratterizzato da una
>>>> frammentazione politica ridicola, c'è davvero bisogno di un'altra piccola
>>>> formazione, per giunta con un approccio monotematico? Come si comportebbe
>>>> una formazione simile ogni qual volta c'è da prendere posizione su temi non
>>>> direttamente afferenti all'innovazione digitale o a Internet? Quale sarebbe
>>>> il suo collante politico, nella presumibile diversità delle posizioni
>>>> interne?
>>>>
>>>> A me pare che occorra fare pressione, in tutti i modi possibili,
>>>> soprattutto attraverso i media, sull'opinione pubblica e sulle formazioni
>>>> politiche esistenti, affinché le personalità che hai citato, e anche persone
>>>> più giovani, possano riconoscersi ognuno nella propria formazione e/o area
>>>> politica, e all'interno di quella area o formazione spingere con la propria
>>>> autorevolezza sui temi che ci sono cari. L'esperienze di gruppi fortemente
>>>> motivati, e legati alla rete, come il Partito Pirata o il movimento di
>>>> Grillo sono politicamente molto utili, ma non hanno il potenziale di
>>>> incidere nella realtà istituzionale delle cose.
>>>>
>>>> Saluti a tutti, G.
>>>>
>>>> Il giorno 22 settembre 2011 22:56, <a.dicorinto(a)uniroma1.it> ha
>>>> scritto:
>>>>
>>>>> Hola--
>>>>> In effetti a più riprese ci siamo interrogati sul tema, esplicitando
>>>>> due opzioni:
>>>>> a) popolare le liste elettorali dei partiti tradizionali con persone
>>>>> che si sono sempre contraddistinte nel campo dell'innovazione tecnologia e
>>>>> dell'uso sociale della rete, insieme alla difesa dei diritti digitali;
>>>>> b) creare un partito indipendente che possa portare i temi a noi cari,
>>>>> la libertà d'espressione, il diritto alla rete, la cooperazione competitiva,
>>>>> l'etica hacker, nei parlamenti locali e nazionali.
>>>>> In entrambe i casi le persone, le "teste" per farlo ci sono: Rodotà,
>>>>> Cortiana, Folena, Formenti, Ricolfi, De Martin, Scorza, Gilioli, Bottoni, De
>>>>> Petra, Brini, Di Liberto, Gualazzi, Di Frenna, Mascia, Calvo, Marzano,
>>>>> Capelli, eccetera, tanto per citarne alcuni, ma ancora di più mi
>>>>> convincerebbe un rassemblement e un programma comune redatto e condiviso
>>>>> dalle reltà/comunità che "praticano" queste tematiche da tempo, per dare
>>>>> corpo e gambe a questa prospettiva. Penso al "giro" di Nexa, di Wikimedia,
>>>>> di Scambio Etico, di Frontiere Digitali, eccetera eccetera...
>>>>> Ecco io penso che bisognerebbe partire da qui: un confronto serrato tra
>>>>> le realtà interessate a cambiare le cose in una prospettiva istituzionale,
>>>>> parlamentare, mettendo insieme tutto quello che già esiste. I candidati
>>>>> sarebbero scelti in un secondo momento.
>>>>>
>>>>> PS; certo dal punto di vista del marketing politico la bandiera del
>>>>> Partito Pirata potrebbe anche funzionare.
>>>>>
>>>>> A proposito, vi segnalo questa cosa che ho scritto sui nostri pirati:
>>>>>
>>>>> http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/21/news/pirati_italiani-2196671…
>>>>>
>>>>> **********************
>>>>> “The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
>>>>> – John Gilmore
>>>>>
>>>>> -----nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it ha scritto: -----
>>>>>
>>>>> Per: "nexa(a)server-nexa.polito.it" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
>>>>> <nexa(a)server-nexa.polito.it> <nexa(a)server-nexa.polito.it>
>>>>> Da: Luigi Di Liberto **
>>>>> Inviato da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
>>>>> Data: 22/09/2011 12.43PM
>>>>> Oggetto: [nexa] Preparare una lista per le prossime elezioni?
>>>>>
>>>>>
>>>>> Ne sono certo, come probabilmente anche IdV, ma ricordo bene come sia
>>>>> stato proprio Cappato che alla Festa dei Pirati del 2010 a dire come sia
>>>>> necessario smettere di delegare le nostre istanze ai politici e scendere
>>>>> direttamente in campo.
>>>>>
>>>>> Sarebbe comunque interessante sentire Cortiana cosa ne pensa e se
>>>>> avesse voglia di mettersi alla testa di questa avventura. Per quanto mi
>>>>> riguarda anche Cappato avrebbe le caratteristiche adatte per fare il leader
>>>>> di questo soggetto politico ma ho la sensazione che sarà una delle punte di
>>>>> diamante che i Radicali metteranno in campo alle prossime elezioni,
>>>>> specialmente se non rinnoveranno l'accordo con il PD.
>>>>>
>>>>> LDL
>>>>>
>>>>> Il giorno 22 settembre 2011 00:26, <andrea.mazzaro(a)libero.it> ha
>>>>> scritto:
>>>>>
>>>>>> l'idea e i contenuti sono interessanti: credo che in ogni caso i
>>>>>> Radicali sosterrebbero le istanze proposte.
>>>>>>
>>>>>> AM
>>>>>>
>>>>>> Sent from Libero Mobile
>>>>>> ________________________________
>>>>>>
>>>>>> Il 21/09/2011, athos gualazzi <athosgualazzi(a)gmail.com> ha scritto:
>>>>>>
>>>>>> Il 21 settembre 2011 15:04, Luigi Di Liberto
>>>>>> <luigi.diliberto(a)gmail.com> ha scritto:
>>>>>> > Buon giorno a tutti,
>>>>>> >
>>>>>> > so che è una cosa piuttosto difficile per via del gran numero di
>>>>>> firme a
>>>>>> > sostegno necessarie ma se ci prepariamo per tempo è una impresa
>>>>>> anche
>>>>>> > possibile, mi pare che ci siano 6 mesi di tempo per raccoglierle ed
>>>>>> in caso
>>>>>> > di elezioni anticipate in cui i 6 mesi non ci sono potrebbe essere
>>>>>> possibile
>>>>>> > fare dei ricorsi alla Corte di Giustizia Europea per lesione dei
>>>>>> diritti
>>>>>> > fondamentali ed indurre in questo modo il parlamento italiano a
>>>>>> modificare
>>>>>> > all'ultimo momento questo assurdo meccanismo sul quale si basa la
>>>>>> > presentazione delle liste che nei fatti impedisce a nuove formazioni
>>>>>> > politiche di riuscire a presentare liste elettorali.
>>>>>> >
>>>>>> > Mi pare che a fronte del clamoroso fallimento dell'intergruppo 2.0
>>>>>> sia
>>>>>> > indispensabile ormai la presenza nel parlamento italiano di una
>>>>>> formazione
>>>>>> > politica che faccia della difesa dei diritti telematici la bandiera
>>>>>> e
>>>>>> > frontiera contro strabordante invadenza del copyright. Insomma un
>>>>>> soggetto
>>>>>> > politico italiano che faccia propria con grande forza e
>>>>>> determinazione la
>>>>>> > piattaforma internazionale del Partito Pirata. Non è che mi
>>>>>> appassioni molto
>>>>>> > la definizione di Pirata ma è ormai un "marchio di fabbrica" che
>>>>>> potrebbe
>>>>>> > garantire una visibilità superiore a qualsiasi altra denominazione
>>>>>> (sempre
>>>>>> > che l'associazione italiana Partito-Pirata non abbia in preventivo
>>>>>> una
>>>>>> > propria discesa in campo autonoma, spero che non voglia ripetere
>>>>>> l'errore di
>>>>>> > avere qualche candidato "annegato" nel senso di neppure capolista,
>>>>>> nelle
>>>>>> > liste di SEL), ma eventualmente si potrebbe anche usare altro nuovo
>>>>>> marchio.
>>>>>> > Mi sembra assurdo che persone come Cortiana non abbiano ad essere
>>>>>> > rappresentanti in parlamento del Movimento della Rete, anzi auspico
>>>>>> > vivamente che voglia essere il Leader di questa formazione, ma
>>>>>> sarebbe molto
>>>>>> > bello riuscire a portare in parlamento un gruppo di persone che si
>>>>>> sono in
>>>>>> > questi anni attivati sui temi che in questa lista si discute.
>>>>>> >
>>>>>> > Credo che al programma classico del Partito Pirata si potrebbe
>>>>>> aggiungere
>>>>>> > l'impegno per una riforma costituzionale della democrazia diretta a
>>>>>> > cominciare dall'abolizione del quorum sui referendum e l'inserimento
>>>>>> dei
>>>>>> > referendum consultivi o in alternativa proposte di legge di
>>>>>> iniziativa
>>>>>> > popolare con lo stesso numero di firme per i referendum (che
>>>>>> potrebbero
>>>>>> > anche essere aumentate se viene abolito l'obbligo della
>>>>>> autenticazione, che
>>>>>> > comunque andrebbe lo stesso abolito sul criterio che tre cittadini
>>>>>> siano
>>>>>> > equiparati al Pubblico Ufficiale) ma che entro sei mesi debbano
>>>>>> essere
>>>>>> > discusse e votate (senza passare dalle commissioni) dalle camere
>>>>>> congiunte
>>>>>> > in seduta unificata e con votazione palese di cui debbano essere
>>>>>> resi
>>>>>> > pubblici i voti dei parlamentari, come succede al parlamento
>>>>>> europeo.
>>>>>> >
>>>>>> > Potremmo anche aggiungere l'abolizione del finanziamento pubblico ai
>>>>>> > partiti, anche se ora ha altro nome, e quello agli organi di
>>>>>> informazione
>>>>>> > dei partiti stessi, alcune cose che tagliano i privilegi della casta
>>>>>> > politica come i vitalizi in modo retroattivo e l'abolizione delle
>>>>>> provincie
>>>>>> > comprese le prefetture sempre se su questi punti si trova una
>>>>>> convergenza
>>>>>> > unitaria. ed aggiungerne qualche altro che non abbia tendenze di
>>>>>> politiche
>>>>>> > sinistrose o destroidi. Per tutto quello che non parte del programma
>>>>>> ogni
>>>>>> > eventuale eletto ha totale libertà nella presa di posizioni e di
>>>>>> voto.
>>>>>> >
>>>>>> > Bon, io l'ho buttata li, come dice spesso una persona che stimo,
>>>>>> "prova a
>>>>>> > lanciare un oggetto in acqua, se galleggia e qualcuno ci sale
>>>>>> disposto a
>>>>>> > remare nel tempo può diventare un veliero".
>>>>>> >
>>>>>> > Da parte mia sono disposto a remare ma non sono disponibile a
>>>>>> candidature
>>>>>> > elettorali.
>>>>>> >
>>>>>> > LDL
>>>>>> >
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>>>>>> >
>>>>>> >
>>>>>> in effetti da più parti ci chiedono di emulare i tedeschi, il problema
>>>>>> è principalmente finanziario senza sottacere la poca simpatia e
>>>>>> seguito che abbiamo fra i giovani che dovrebbero essere i principali
>>>>>> animatori del partito, manca la volontà di mettere in campo iniziative
>>>>>> che suscitino attenzione e simpatia come del resto hanno fatto i
>>>>>> tedeschi (i.e. in mutande al check-in quando sono stati istallati i
>>>>>> inuovi scanner ......) mancano anche esperti dell'ambiente "politico",
>>>>>> sicuramente Fiorello potrebbe esserne uno, in grado d'impedirci
>>>>>> d'impantanarci prima ancora di veleggiare, persone del settore
>>>>>> informatico che godano di stima diffusa, Bottoni potrebbe essere uno
>>>>>> se sollecitato anche da altri (è sempre disponibile per l'associazione
>>>>>> ma molto meno per ripetere una campagna elettorale anche direttamente
>>>>>> sotto l'egida del Partito ...... insomma noi lo faremmo anche ma manca
>>>>>> la disponibilità di alcuni fattori che riteniamo fondamentali ......
>>>>>> se i partecipanti, oltre a Luigi, di questa lista vedessero di buon
>>>>>> occhio un'iniziativa di questo genere sarebbe già buona cosa insomma
>>>>>> ....... il thread è aperto
>>>>>> grazie se decideste di farci conoscere cosa ne pensate.
>>>>>> saluti
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Sept. 28, 2011
Re: [nexa] Rif: Re: Rif: Preparare una lista per le prossime elezioni?
by Margot.BEZZI@ec.europa.eu
Salve a tutti,
Forse qualcuno tra voi ricorderà il mio nome da altri contesti, anche se in questa lista fin ora non ho mai scritto; vi seguo comunque da circa due anni con grande interesse.
Sulla questione del partito volevo condividere alcune impressioni a caldo - sicuramente parziali e che non vogliono essere definitive.
Ora, capisco la voglia, in questo momento, di imporre il tema e dargli visibilità, ma non posso pensare che si possa uscire da un'impasse - per non dire da una crisi - perpetuando certi fattori di debolezza: alias, una delle grande debolezze dell'Italia è sempre stata una grande, tradizionale frammentazione, su tutto (politica in primis ma anche testate giornalistiche, NGOs e associazionismo). Perché creare un altro partito e in più monotematico? Non credo sia una risposta risolutiva ed efficace. Sicuramente potrà contribuire a diffondere consapevolezza in materia, a fare conoscere certe tematiche, ma non a influire sull'agenda politica.
Inoltre, il solo fatto di presentarsi come partito a parte rischia di rafforzare l'idea che tali temi non solo sono ultraspecifici, ma anche dissolubili da altri fattori di criticità sociale come la questione economica/del mercato del lavoro, energetica e ambientale. Infine, forse a causa del nome, viene trasmesso un certo carattere provocatorio che non aiuterebbe secondo me a convogliare il messaggio in maniera né efficace né capillare.
Siamo in un momento storico di sconvolgimenti a livello "macro"; il fattore "digitale" e "ICT" è trasversale e sempre più costitutivo del tessuto di base di qualsiasi settore sociale, e in quanto tale deve essere affrontato e integrato. E allora, se è vero quello che dice Arturo che in passato alcuni nomi sono stati esclusi dai meccanismi politici "anche per un'incapacità di questi singoli e dei loro sostenitori di generalizzare queste tematiche alla società dando l'idea che fossero specialistiche.", perché non ripartire da qui e lavorare su questa debolezza? Non si tratta più che altro di strategie di comunicazione? O meglio, spiegazione.
Ho sentito più volte nominare in lista l'agenda digitale della Commissione. Ecco, secondo me è un bell'esercizio di spiegazione delle complesse declinazioni dell'ICT. Non si tratta di trasmettere prima di tutto questo messaggio, la complessità, la trasversalità? Ciò aiuterebbe forse anche a dissociare certi temi da un colore politico, aiutando certe parti più conservatrici ad avvicinarsi alla complessità del momento storico…e quindi ad affrontare certi temi (penso in particolare a tutto cio' che concerne diritto d'autore e copyright) con strumenti nuovi e adeguati.
Forse mi sbaglio, forse c'è bisogno prima di un'entità più piccola che porti certe questioni alla ribalta, per poter poi essere assorbite e convogliate da canali più grandi...
Saluti a tutti,
Margot
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From: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] On Behalf Of a.dicorinto(a)uniroma1.it
Sent: Wednesday, September 28, 2011 12:46 PM
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Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Subject: [nexa] Rif: Re: Rif: Preparare una lista per le prossime elezioni?
Le cose dette da Annalisa e Giuseppe sono di assoluta sensatezza, apparentemente.
Purtroppo, gli ultimi dieci anni ci hanno insegnato che la presenza di singoli rappresentanti, preparati e decisi sui nsotri temi, raramente ha avuto un effetto di trascinamento nei partiti come nelle istituzioni ed essi stessi sono stati "espulsi" dal meccanismo politico, anche in virtù e a cagione di quell'interesse, o perché ritenuto superfluo per la politica o perché disturbante per i poteri in campo. I nomi? Fiorello Cortiana, Pietro Folena, Beatrice Magnolfi, Luigi Nicolais. Ma anche per un'incapacità di questi singoli e dei loro sostenitori di generalizzare queste tematiche alla società dando l'idea che fossero specialistiche. E questo vale per coloro i quali si sono presentati alle ultime elezioni come la Capelli, Cocuroccia, Bottoni, Gualazzi, Rodano et altri.
Memoria, amici, memoria. E analisi.
Baci
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“The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
– John Gilmore
-----nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it ha scritto: -----
Per: nexa(a)server-nexa.polito.it
Da: Luigi Di Liberto
Inviato da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
Data: 23/09/2011 09.28PM
Oggetto: Re: [nexa] Rif: Preparare una lista per le prossime elezioni?
Io invece sono pienamente d'accordo con quanto ci disse Marco Cappato alla Festa dei Pirati 2010, il motivo lo possiamo vedere qui:
http://camere2punto0.wordpress.com/about/
Come potrai vedere tra pochi giorni sarà la bellezza di un anno che non ci sono nuovi articoli, quasi come se in questi 12 mesi non ci sia stato nulla di preoccupante o se la questione AGCom non fosse una cosa sulla quale riunirsi, scrivere, prendere posizioni e fare iniziative. Di più voglio dire che a suo tempo Vita chiese a Paolo, il portavoce di ScambioEtico che ho aggiunto a questa lista mail, di preparare una relazione sulla questione ACTA per una riunione di questo intergruppo, ma il giorno precedente all'evento gli scrisse che era stata annullata e quanto meno rinviata perché nessuno gli aveva risposto alla convoncazione, ma non ha mai più avuto notizie; i casi sono due 1) Sanno cosa è ACTA e ne sono daccordo 2) Non sanno cas'è e se ne fottono. In sintesi, se questo è l'ambiente politico avanzato sule tematiche che ci interessano vuol dire che è indispensabile costituire una forza politica autonoma che a livello istituzionale ponga con vigore queste tematiche.
Secondo me dobbiamo predisporre un "programma" che metta al primo posto la questione del copyright vs i filesharers come fa il partito pirata attaccando brutalmente tutto l'impianto attuale del diritto d'autore che deve essere ridotto quanto meno alla durata temporale dei brevetti e solo per gli scopi commerciali. Per esempio una cosa fattibile e quella che l'Italia si faccia promotrice della revisione della convenzione di Berna chiedendo di uscirne. Ovvio che dobbiamo mettere come cardini anche le altre questioni che sono pregnanti negli obbiettivi della federazione internazionale del Partito Pirata, la riforma dei brevetti, il diritto alla navigazione anonima e alla privacy ed aggiungere, come ho già detto, qualcosa di appetitoso, per esempio, secondo me, anche l'abolizione del canone RAI e del tetto della pubblicità per la RAI (in questo modo raccoglie più soldi di pubblicita e non tassa i cittadini) sarebbe una cosa interessante che raccoglierebbe molto consenso, ma sarei addirittura per imporre l'abolizione del possesso di tre canali nazionali ad uno stesso soggetto, compresa la RAI.
Comunque è presto per parlare di questa cose sta a vedere se ci troviamo intanto d'accordo per mettere come centrali le istanze della federazione internazionale del PP non facendosi scrupolo di difendere a spada tratta quelli che oggi sono tacciati di essere i criminali che rubano il pane agli autori, sostenendo che il filesharing è una disobbedienza civile degna del massimo rispetto.
LDL
Il giorno 23 settembre 2011 15:06, Annalisa Chirico <chiricoannalisa(a)gmail.com> ha scritto:
Condivido l'analisi di Mazziotti. Secondo me, la causa della Rete avrà tante più chance di successo quanto più sarà capace di essere transpartitica e transnazionale. I recinti partitici hanno fatto il loro tempo. Da loro bisogna cogliere il meglio e l'utile, senza farsi fagocitare. Il confine è labile, la sfida ambiziosa. Ma le persone che animano anche questa mailing list sono, a mio avviso, in grado di coglierla.
Annalisa
Il giorno 23 settembre 2011 14:56, giuseppe mazziotti <giuseppe.mazziotti(a)gmail.com> ha scritto:
Caro Arturo,
sono perfettamente d'accordo con te sul fatto che occorra iniziare quanto prima un confronto serrato tra le realtà interessate per portare finalmente il dibattito sull'innovazione tecnologica e sull'agenda digitale nelle sedi istituzionali competenti. Prima di fondare un partito ad hoc, però, mi chiederei quante e quali formazioni politiche italiane attualmente "in campo", e dotate di una certa rappresentatività, siano disposte ad aprire una piattaforma di discussione su temi politicamente e economicamente ormai ineludibili. Inoltre, non credo che tutte le personalità di grande spessore che hai citato possano riconoscersi facilmente nell'impostazione e nel marketing politico del Partito Pirata, che anche nei Paesi in cui ha avuto un successo clamoroso è rimasto un partito di nicchia, senza la capacità di influenzare davvero i processi decisionali degli organi democratici. Tra l'altro, in un Paese come l'Italia, caratterizzato da una frammentazione politica ridicola, c'è davvero bisogno di un'altra piccola formazione, per giunta con un approccio monotematico? Come si comportebbe una formazione simile ogni qual volta c'è da prendere posizione su temi non direttamente afferenti all'innovazione digitale o a Internet? Quale sarebbe il suo collante politico, nella presumibile diversità delle posizioni interne?
A me pare che occorra fare pressione, in tutti i modi possibili, soprattutto attraverso i media, sull'opinione pubblica e sulle formazioni politiche esistenti, affinché le personalità che hai citato, e anche persone più giovani, possano riconoscersi ognuno nella propria formazione e/o area politica, e all'interno di quella area o formazione spingere con la propria autorevolezza sui temi che ci sono cari. L'esperienze di gruppi fortemente motivati, e legati alla rete, come il Partito Pirata o il movimento di Grillo sono politicamente molto utili, ma non hanno il potenziale di incidere nella realtà istituzionale delle cose.
Saluti a tutti, G.
Il giorno 22 settembre 2011 22:56, <a.dicorinto(a)uniroma1.it> ha scritto:
Hola--
In effetti a più riprese ci siamo interrogati sul tema, esplicitando due opzioni:
a) popolare le liste elettorali dei partiti tradizionali con persone che si sono sempre contraddistinte nel campo dell'innovazione tecnologia e dell'uso sociale della rete, insieme alla difesa dei diritti digitali;
b) creare un partito indipendente che possa portare i temi a noi cari, la libertà d'espressione, il diritto alla rete, la cooperazione competitiva, l'etica hacker, nei parlamenti locali e nazionali.
In entrambe i casi le persone, le "teste" per farlo ci sono: Rodotà, Cortiana, Folena, Formenti, Ricolfi, De Martin, Scorza, Gilioli, Bottoni, De Petra, Brini, Di Liberto, Gualazzi, Di Frenna, Mascia, Calvo, Marzano, Capelli, eccetera, tanto per citarne alcuni, ma ancora di più mi convincerebbe un rassemblement e un programma comune redatto e condiviso dalle reltà/comunità che "praticano" queste tematiche da tempo, per dare corpo e gambe a questa prospettiva. Penso al "giro" di Nexa, di Wikimedia, di Scambio Etico, di Frontiere Digitali, eccetera eccetera...
Ecco io penso che bisognerebbe partire da qui: un confronto serrato tra le realtà interessate a cambiare le cose in una prospettiva istituzionale, parlamentare, mettendo insieme tutto quello che già esiste. I candidati sarebbero scelti in un secondo momento.
PS; certo dal punto di vista del marketing politico la bandiera del Partito Pirata potrebbe anche funzionare.
A proposito, vi segnalo questa cosa che ho scritto sui nostri pirati:
http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/21/news/pirati_italiani-2196671…
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– John Gilmore
-----nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it ha scritto: -----
Per: "nexa(a)server-nexa.polito.it" <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> <nexa(a)server-nexa.polito.it> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Da: Luigi Di Liberto
Inviato da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
Data: 22/09/2011 12.43PM
Oggetto: [nexa] Preparare una lista per le prossime elezioni?
Ne sono certo, come probabilmente anche IdV, ma ricordo bene come sia stato proprio Cappato che alla Festa dei Pirati del 2010 a dire come sia necessario smettere di delegare le nostre istanze ai politici e scendere direttamente in campo.
Sarebbe comunque interessante sentire Cortiana cosa ne pensa e se avesse voglia di mettersi alla testa di questa avventura. Per quanto mi riguarda anche Cappato avrebbe le caratteristiche adatte per fare il leader di questo soggetto politico ma ho la sensazione che sarà una delle punte di diamante che i Radicali metteranno in campo alle prossime elezioni, specialmente se non rinnoveranno l'accordo con il PD.
LDL
Il giorno 22 settembre 2011 00:26, <andrea.mazzaro(a)libero.it> ha scritto:
l'idea e i contenuti sono interessanti: credo che in ogni caso i Radicali sosterrebbero le istanze proposte.
AM
Sent from Libero Mobile
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Il 21/09/2011, athos gualazzi <athosgualazzi(a)gmail.com> ha scritto:
Il 21 settembre 2011 15:04, Luigi Di Liberto
<luigi.diliberto(a)gmail.com> ha scritto:
> Buon giorno a tutti,
>
> so che è una cosa piuttosto difficile per via del gran numero di firme a
> sostegno necessarie ma se ci prepariamo per tempo è una impresa anche
> possibile, mi pare che ci siano 6 mesi di tempo per raccoglierle ed in caso
> di elezioni anticipate in cui i 6 mesi non ci sono potrebbe essere possibile
> fare dei ricorsi alla Corte di Giustizia Europea per lesione dei diritti
> fondamentali ed indurre in questo modo il parlamento italiano a modificare
> all'ultimo momento questo assurdo meccanismo sul quale si basa la
> presentazione delle liste che nei fatti impedisce a nuove formazioni
> politiche di riuscire a presentare liste elettorali.
>
> Mi pare che a fronte del clamoroso fallimento dell'intergruppo 2.0 sia
> indispensabile ormai la presenza nel parlamento italiano di una formazione
> politica che faccia della difesa dei diritti telematici la bandiera e
> frontiera contro strabordante invadenza del copyright. Insomma un soggetto
> politico italiano che faccia propria con grande forza e determinazione la
> piattaforma internazionale del Partito Pirata. Non è che mi appassioni molto
> la definizione di Pirata ma è ormai un "marchio di fabbrica" che potrebbe
> garantire una visibilità superiore a qualsiasi altra denominazione (sempre
> che l'associazione italiana Partito-Pirata non abbia in preventivo una
> propria discesa in campo autonoma, spero che non voglia ripetere l'errore di
> avere qualche candidato "annegato" nel senso di neppure capolista, nelle
> liste di SEL), ma eventualmente si potrebbe anche usare altro nuovo marchio.
> Mi sembra assurdo che persone come Cortiana non abbiano ad essere
> rappresentanti in parlamento del Movimento della Rete, anzi auspico
> vivamente che voglia essere il Leader di questa formazione, ma sarebbe molto
> bello riuscire a portare in parlamento un gruppo di persone che si sono in
> questi anni attivati sui temi che in questa lista si discute.
>
> Credo che al programma classico del Partito Pirata si potrebbe aggiungere
> l'impegno per una riforma costituzionale della democrazia diretta a
> cominciare dall'abolizione del quorum sui referendum e l'inserimento dei
> referendum consultivi o in alternativa proposte di legge di iniziativa
> popolare con lo stesso numero di firme per i referendum (che potrebbero
> anche essere aumentate se viene abolito l'obbligo della autenticazione, che
> comunque andrebbe lo stesso abolito sul criterio che tre cittadini siano
> equiparati al Pubblico Ufficiale) ma che entro sei mesi debbano essere
> discusse e votate (senza passare dalle commissioni) dalle camere congiunte
> in seduta unificata e con votazione palese di cui debbano essere resi
> pubblici i voti dei parlamentari, come succede al parlamento europeo.
>
> Potremmo anche aggiungere l'abolizione del finanziamento pubblico ai
> partiti, anche se ora ha altro nome, e quello agli organi di informazione
> dei partiti stessi, alcune cose che tagliano i privilegi della casta
> politica come i vitalizi in modo retroattivo e l'abolizione delle provincie
> comprese le prefetture sempre se su questi punti si trova una convergenza
> unitaria. ed aggiungerne qualche altro che non abbia tendenze di politiche
> sinistrose o destroidi. Per tutto quello che non parte del programma ogni
> eventuale eletto ha totale libertà nella presa di posizioni e di voto.
>
> Bon, io l'ho buttata li, come dice spesso una persona che stimo, "prova a
> lanciare un oggetto in acqua, se galleggia e qualcuno ci sale disposto a
> remare nel tempo può diventare un veliero".
>
> Da parte mia sono disposto a remare ma non sono disponibile a candidature
> elettorali.
>
> LDL
>
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> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
in effetti da più parti ci chiedono di emulare i tedeschi, il problema
è principalmente finanziario senza sottacere la poca simpatia e
seguito che abbiamo fra i giovani che dovrebbero essere i principali
animatori del partito, manca la volontà di mettere in campo iniziative
che suscitino attenzione e simpatia come del resto hanno fatto i
tedeschi (i.e. in mutande al check-in quando sono stati istallati i
inuovi scanner ......) mancano anche esperti dell'ambiente "politico",
sicuramente Fiorello potrebbe esserne uno, in grado d'impedirci
d'impantanarci prima ancora di veleggiare, persone del settore
informatico che godano di stima diffusa, Bottoni potrebbe essere uno
se sollecitato anche da altri (è sempre disponibile per l'associazione
ma molto meno per ripetere una campagna elettorale anche direttamente
sotto l'egida del Partito ...... insomma noi lo faremmo anche ma manca
la disponibilità di alcuni fattori che riteniamo fondamentali ......
se i partecipanti, oltre a Luigi, di questa lista vedessero di buon
occhio un'iniziativa di questo genere sarebbe già buona cosa insomma
....... il thread è aperto
grazie se decideste di farci conoscere cosa ne pensate.
saluti
athos
--
Athos Gualazzi
presidente Associazione Partito Pirata
http://www.partito-pirata.it
http://www.piratpartiet.it
http://www.anonet.it
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Luigi Di Liberto (Coordinatore Movimento ScambioEtico)
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Giuseppe Mazziotti, Ph.D.
(0039) 347 30 18 306 <tel:347%2030%2018%20306>
Skype: giuseppe.mazziotti
Writings <http://works.bepress.com/mazziotti/>
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Annalisa Chirico
www.annalisachirico.com
cell. +39 3281152854 <tel:%2B39%203281152854>
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Sept. 28, 2011
Rif: 7 ottobre: The impact of social media on journalism, EU Council press centre
by a.dicorinto@uniroma1.it
Sept. 28, 2011
Re: [nexa] Welcome to the "nexa" mailing list (Digest mode)
by Elisabetta Bizzarri
Ciao a tutti,
stiamo raccogliendo innanzitutto le adesioni delle associazioni per questa
lettera da mandare ai deputati in vista del voto sui 7 emendamenti che
potrebbero rimediare al comma "ammazza-blog" del ddl "intercettazioni".
Questo è il testo della lettera
*Gentile Onorevole,
*
*26 dei suoi colleghi di PD (8), Radicali (6), UDC (5), PDL (3), IDV (2) e
Gruppo Misto (2) hanno presentato alla Camera ben 7 diversi emedamenti volti
a limitare ai soli contenuti professionali ed in particolare alle testate
registrate la validità del comma 29 del ddl intercettazioni volto ad
estendere anche online la normativa sul diritto di rettifica. Riteniamo
pericoloso estendere anche a contenitori amatoriali come blog o generici
"siti internet" una normativa pensata per testate registrate e che appare
sproporzionato applicare ad un contesto di scrittura amatoriale e rivolta a
gruppi ristretti di persone. *
*Le chiediamo di apporre la sua firma sui sette emendamenti o quantomeno su
alcuni di essi, per dare forza alla richiesta di abrogazione in modo che
sia chiaro che la difesa del web, non come luogo di assenza di regole, ma
come risorsa anche per l'informazione è condivisa da tutti gli schieramenti
politici.*
*Internet è e sarà una risorsa fondamentale per la nostra democrazia e deve
essere tutelata. "
*
Inoltre su *www.agoradigitale.org/emendamentisalvablog* abbiamo cominciato a
raccogliere anche le firme dei singoli cittadini.
Vi invito a scriverci e a visitare il link per ulteriori informazioni e per
aderire (come associazioni o singoli) all'iniziativa.
Un caro saluto
Elisabetta Bizzarri,
Team di Agorà Digitale
Sept. 28, 2011
7 ottobre: The impact of social media on journalism, EU Council press centre
by Daria Santucci
Buongiorno a tutti,
segnalo il seminario "The impact of social media on
journalism<http://consilium.europa.eu/eusmj>",
7 ottobre (9.30-14), EU Council press centre. Hashtag: #eusmj
Saluti,
Daria Santucci
--
Daria Santucci, Ph.D.
Professor of Web Communication Semiotics
Communications Professional
Journalist
+39 347 2512926
www.vitaminapubblica.org
www.progetto-rena.it/author/daria_santucci<http://www.vitaminapubblica.org/>
Sept. 28, 2011
Sept. 28, 2011
Sept. 28, 2011